LUCIO ANNEO SENECA
« Non exiguum temporis habemus, sed multum perdidimus »
Non abbiamo poco tempo, ma molto lo perdiamo
La vita
• Nacque a Cordova tra il 4 e l'1 a.C. in una facoltosa e prestigiosa famiglia: il padre è il retore Seneca il
Vecchio; i fratelli sono Marco Anneo Novato e Anneo Mela, futuro padre del poeta Lucano
• presto si trasferì a Roma dove intraprese gli studi di retorica e filosofia
• Intorno al 20 d.C., per problemi di salute, trascorse un lungo periodo in Egitto, bisognoso di un clima
migliore
• Nel 31 d.C., rientrato a Roma, intraprese il cursus honorum fino a raggiungere il rango senatorio
Sembra che Caligola, invidioso della sua capacità oratoria, ne avesse desiderato la morte
• Coinvolto in uno scandalo di corte, cadde in disgrazia sotto Messalina che convinse Claudio a mandarlo in
esilio in Corsica (41-49 d.C.)
• Nel 49 Agrippina lo fa rientrare a Roma per conferirgli l'incarico di precettore del figlio, il futuro
imperatore Nerone
• Quando nel 54 Claudio viene assassinato, Seneca, Agrippina e Afranio Burro affiancano il giovane Nerone
alla guida dello Stato (quinquennium felix)
• Nel 59 Nerone fa uccidere la madre e Afranio Burro (svolta autoritaria) e nomina prefetto del pretorio
Tigellino
• Nel 65 viene condannato a morte insieme ai fratelli Novato e Mela e al figlio di quest'ultimo Lucano, per
aver preso parte alla congiura dei Pisoni (anche se è improbabile che abbia avuto un ruolo attivo)
• L'autore preferì suicidarsi prima dell'arresto → la sua morte, come quella di Socrate, diviene l'esempio
classico della fine del filosofo ingiustamente perseguitato (vd. Tacito, Annales XV 60-64 ) ≠ Lucano e
Petronio
Le opere filosofiche
Dialogorum libri
• 10 operette di argomento filosofico strutturate in forma di dialogo con un interlocutore fittizio (“tu
diatribico”) divise in 12 libri (il De ira è in 3 libri):
Consolatio ad Marciam
◦ appartiene al genere della letteratura consolatoria, e parla di una donna chiamata Marcia, la quale aveva
perso il figlio molto giovane
◦ Sul finale il figlio contempla la bellezza dell'universo, in compagnia dell'avo Cremuzio Cordo che ne svela i
segreti (cfr. Somnium Scipionis) → il cosmo finirà in una gigantesca esplosione (ekpyrosis)
De ira
è l’unico suddiviso in te libri, dedicato al fratello Novato e tratta l'ira come un fenomeno fisico che giunge
dall’esterno e ne descrive i sintomi
◦ il saggio deve evitarla attraverso l'esercizio della ragione
◦ fine morale-terapeutico
◦ Caligola figura come esempio negativo di uomo facile all'ira
Consolatio ad Helviam matrem
◦ consola la madre Elvia per il suo esilio ma in realtà l'intento è autoconsolatorio
◦ equivalenza tra esilio e morte (cfr. Ovidio, Epistulae ex Ponto)
◦ tuttavia non deve essere considerato un male, perché la necessità di cambiare luogo è legge universale
Consolatio ad Polybium
◦ consola Polibio, liberto di Claudio, per la morte del fratello → fine adulatorio
◦ Afferma di voler rientrare a Roma per assistere al trionfo di Claudio (captatio benevolentiae)
◦ Seneca sembra entrare in contraddizione con l'etica del saggio stoico
De brevitate vitae
◦ Dedicato a Paolino, è il suo dialogo più celebre
◦ parla della brevità della vita e della fugacità del tempo
◦ per arginare la fuga temporum occorre occupare utilmente sia il negotium sia l'otium, in modo che
l'existere si trasformi in vivere
De vita beata
◦ Dedicato a Novato, espone il tema centrale della filosofia stoica: la virtù come valore fondante
dell'esistenza e chiave della felicità
◦ I piaceri fisici e i beni materiali non possono essere considerati i fini dell'esistenza (il saggio stoico basta a
se stesso), tuttavia non necessariamente devono essere disprezzati (Seneca era molto ricco)
◦ Lui non si definisce un saggio, ma un proficiens (uno che è in cammino)
De constantia sapientis
◦ Dedicato ad Anneo Sereno, simpatizzante dell'epicureismo
◦ prende in esame la figura del sapiens stoico (saggio storico), imperturbabile di fronte alle passioni e
pronto a isolarsi qualora le condizioni politiche gli precludano la vita pubblica