• MISURA DI UNA PILA STILO SUL VOLTMETRO DEL PROF
- tensione letta: Vm=1.376V
- valutazione incertezza di tipo A: in questa misurazione, avremmo tutte misure tutte uguali (1.376V),
quindi la media sarà lo stesso valore e la deviazione std risulterebbe nulla, allora l’incertezza di tipo A la
possiamo considerare nulla.
- valutazione di tipo B: non abbiamo il certificato di taratura quindi facciamo riferimento a dati più ampi
forniti dal costruttore, sul manuale vediamo:
> i vari fondo scala (lo strumento sceglie automaticamente 2V);
> risoluzione = 0.0001V
> accuracy (in realtà la tolleranza) = +/-(0.05%+3) (0.05 del fondo scala + 3 volte la risoluzione)
ΔVm = (0.05/100)*2 + 3*0.0001 V = (0.001+0.0003) V = 0.0013 V ≈ 0.001 V (scritto con 1 cifra significativa)
risultato di misura = (1.376+/-0.001)V
NOTA: in generale i costruttori esprimono la tolleranza in tre modi, bisogna leggere il manuale
- percentuale del fondo scala
- percentuale della lettura
- percentuale del fondo scala (oppure della lettura) + N volte la risoluzione
• SCHEMA GENERALE DI UN MULTIMETRO DIGITALE (approfondimento)
boccole di ingresso:
(1) e (2) per la tensione
(2) e (3) per grosse correnti
(2) e (3’) per piccole correnti
approfondiamo alcuni aspetti che non
abbiamo visto precedentemente:
◊ la misura di corrente è indiretta (i=V/R), attraverso la misura di tensione ai capi di uno dei due resistori di
shunt (Ra è un decimo o un centesimo di Rb in modo da non misurare una tensione troppo piccola che
sarebbe lontana dal fondo scala del voltmetro e quindi si avrebbe una misura peggiore).
I resistori Ra e Rb come valori sicuramente devono essere molto piccoli per evitare cadute di tensione sul
nostro strumento di misura e quindi una misura scorretta a causa dell’effetto di carico. Il resistore Ra
inoltre deve dissipare il calore prodotto per effetto Joule (la corrente alta fa aumentare la potenza e quindi
il calore prodotto) quindi è costruito in maniera diversa da Rb. Di solito in serie ad Rb c’è anche un fusibile
di protezione per evitare surriscaldamento in caso le alte correnti vengano misurate nella boccola sbagliata.
◊ per la misura di resistenza, si collega il resistore alle boccole (1) e (2) e si fa passare una corrente nota (del
tipo 100mA) che fornisce il generatore di corrente del multimetro. Quindi R=V/I.
◊ le misure di capacità invece non le fanno tutti i multimetri. Gli faccio passare una corrente costante nota
e aspetto un intervallo ΔT noto, quindi misuro la tensione (vedi il grafico seguente per capire meglio).
Non è un metodo molto preciso, dovrei essere certo che il condensatore sia inizialmente scarico, magari
cortocircuitandolo.
• convertitori AC/DC
riassunto:
xRMS = A = raddrizzo a doppia sem
ionda, misuro 𝑦̅ e divido per 2√2/𝜋.
se raddrizzo a singola semionda
invece l’integrale è tra 0 e 2pi e
ottengo un valore simile a prima
NOTA: R è il carico
NOTA: in realtà Vi≈Vu xké sul singolo
diodo c’è una piccola caduta di
tensione di 0.7V, quindi nel caso a
doppia semionda dove la corrente
attraversa 2 diodi, perdo 1.4V.
Cmq più Vi è grande meno tale
perdita pesa sul risultato.
.
altro convertitore AC/DC si ottiene con
un condensatore: quando Vi è positiva si
carica, raggiunge il picco di Vi e
mantiene la tensione; quando Vi è
negativa mantiene ancora la tensione a
causa del diodo che non fa passare
corrente. Il problema è che poi non si
scarica più sto condensatore…
… per questo motivo si mette un
resistore in parallelo. Ora la tensione
sul condensatore non raggiunge
proprio il massimo, ma cmq il fatto
importante è che quando Vi comincia
la discesa, la Vo scende pure lei
lentamente xké il condensatore si
scarica un po’ sulla resistenza e si ha
un cosiddetto “ripple saltellante”.
NOTA: in realtà esistono tutta una
serie di altri parametri di cui tenere
conto xké il diodo non si comporta
esattamente come un aperto/corto, ci
sono delle leggi esponenziali in mezzo,
vanno considerati anche Cp e Rp
propri del diodo reale. Morale: se
dobbiamo analizzare caratteristiche
metrologiche dobbiamo tenerne
conto (per preparare l’esame non ti
soffermare su questa slide, il prof non
la chiede).
bhkjbkjl
iI convertitori “a vero valore efficace”
non si basano sull’ipotesi di ingresso
sinusoidale quindi vanno bene con
qualsiasi tensione d’ingresso.
Riassunto: la corrente nel 1°resistore lo scalda e provoca una differenza di potenziale ai capi dei due metalli
bianco e nero della termocoppia per effetto Seebeck, i due metalli in nero sono collegati per stare allo
stesso potenziale e quindi l'operazionale amplifica la differenza di potenziale tra i due metalli in bianco.
Tale amplificazione porta il riscaldamento del 2° resistore. Quando i due resistori sono alla stessa
temperatura la ddp tra i due metalli in bianco è nulla e quindi possiamo ottenere una misura del valore
efficace della corrente alternata misurando quella continua a destra.
Nota sull’effetto Seebeck: mettiamo 2 metalli diversi a contatto, la loro differente elettronegatività fa sì che
attirino gli elettroni in maniera diversa. Se poi aumentiamo la differenza di temperatura tra il giunto e la
parte opposta (i due terminali) riscaldando il giunto, stiamo aiutando le cariche a fare il salto da un metallo
all’altro e di conseguenza aumenta la tensione.