VITA DI SENECA:
-Nasce a Cordova tra il 4ac e il 1dc, da famiglia equestre spagnola ricca.
-Da piccolo viene portato a Roma dalla zia per studiare letteratura, storia e retorica. Vi rimane fino al 26dc, quando va in Egitto per trattare
l’asma.
-Ritorna nel 33dc e ottiene il primo grado del cursus honorum grazie alla zia. Nel 39dc Caligola lo condanna a morte per un suo disprezzo
dell’oratoria di Seneca, ma quest’ultimo viene salvato dalla sorella Agrippina, amica dell’imperatore.
-Nel 41dc Caligola viene ucciso e sale al trono Claudio, che condanna all’esilio in Corsica Seneca per motivi incerti (forse adulterio con la sorella)
-Seneca è in esilio dal 41dc al 48dc, quando muore Messalina, moglie di Claudio, e viene rimpiazzata con Agrippina, che fa perdonare Seneca e lo
rende precettore per farlo insegnare a suo figlio, Nerone.
- Nel 54dc muore Claudio, sale al trono Seneca, e inizia il quinquiennium neronis: in questo periodo Seneca è molto ricco ed è consigliere politico
dell’imperatore.
-Il periodo di prosperità finisce nel 59dc quando Nerone fa uccidere la madre Agrippina, cosa che spezza l’illusione di Seneca di un governo
illuminato. Decide di ritirarsi agli studi privati nel 62dc.
-nel 65dc viene scoperta una congiura contro Nerone, e Seneca viene sospettato di essere coinvolto: è dunque costretto al suicidio.
OPERE DI SENECA:
I DIALOGI:
-Una raccolta di 10 dialogi. A differenza di dialoghi di Platone e Cicerone, sono in prima persona e rivolti al lettore.
-le Consolationes (Ad Marciam, Ad, Polybium, Ad helviam matrem): hanno l’obiettivo di consolare un destinatario dalla mancanza permanente o
meno di una persona. I temi sono la precarietà della vita, l’incertezza del futuro, la fugacità dei beni, e l’esaltazione dello stoicismo come
soluzione al dolore.
-I dialoghi speculativi (De ira, de brevitate vita, de vita beata).
-De costantia sapientis: valorizzazione della figura del saggio
-De tranquilitate animi: dedicato a Sereno, amico di Seneca, in un momento in cui oscilla tra i modelli dello stoicismo e i piaceri della vita
mondana.
-De Otio: l’ozio inteso come un impegno dedicato al bene della società durante il tempo libero.
I TRATTATI:
-De clementia: delineano il programma di governo del sovrano illuminato, identificato con Nerone. Il modello proposto è uno puramente
monarchico e segue il pensiero Stoico: così come l’universo è dettato dal logos, così lo stato è mandato avanti da un monarca saggio.
-De beneficiis: qui spicca il pensiero disilluso e amareggiato degli ultimi anni di Seneca. Esamina le dinamiche del dare e del ricevere nei rapporti
tra gli uomini, che stanno alla base dei benefici, ed esamina i veri comportamenti delle persone, che sono lontani da quelli idealizzati.
LE NATURALES QUAESTIONES:
-Una raccolta di otto libri, ciascuno destinato alla descrizione di un fenomeno naturale secondo uno schema. La spiegazione scientifica del
fenomeno è unita a una morale, quella pedagogica del miglioramento dell’uomo. Le spiegazioni sono prive di un elemento di superstizione,
poiché Seneca le vuole ricondurre a un ambito razionale.
EPISTULAE MORALES AD LUCILIUM:
-Raccolta di 124 lettere di argomento etico dedicate a Lucilio, un amico di Seneca ed eques (cavaliere). Sono presenti i soliti temi dello stoicismo
(felicità attraverso saggezza e virtù, rinuncia dei beni superflui, celebrazione dell’otium inteso come un servizio verso la società, etc). Seneca si
propone come guida spirituale di Lucilio. L’obiettivo delle lettere è il progresso morale e si incontrano spesso i grandi temi dello stoicismo quali
la miseria dell’uomo di fronte alle difficoltà della vita e il rifiuto delle passioni.
LE TRAGEDIE:
-Seneca scrive nove coturnate (tragedie di argomento greco). I temi delle sue tragedie sono quelli del teatro tragico latino e prende spunto dalle
poesie di Virgilio e Ovidio, e per l’argomento greco Euripide e Sofocle. Sono le uniche tragedie latine che ci sono giunte per intero. Una
caratteristica è il dualismo della lotta tra il furor, irrazionalità, e la saggezza. Gli eroi rappresentati sono spesso negativi.
L’APOKOLOKYNTOSIS
-E’ un’opera sarcastica nei confronti di Claudio, che viene definito “zucca” in modo scherzoso. E’ una satira menippea (genere caratterizzato da
prosimetro, ovvero alternanza tra poesia e prosa). Viene descritto il tentativo fallito di Apoteosi di Claudio, che finisce con lui che cade negli
inferi.
TEMI DI SENECA:
-Seneca aderisce allo stoicismo e per lui la filosofia non sta nella teoria ma nella prassi, dunque da sempre consigli pratici nelle sue opere.
-otium e negotium: la carriera politica di Seneca lo ha portato a mettere in contrapposizione la filosofia (otium) e il potere (negotium). Dopo aver
abbandonato la carriera politica, arriva ad esaltare l’otium come un modo di giovare all’umanità intera.
-Discere e docere: per Seneca lo scopo della filosofia è di ottenere conoscenza e di giungere alla saggezza.
-Il tempo e la morte: Seneca medita molto su questi due ma non raggiunge mai una posizione definitiva. Come tutti gli stoici, però, pensa che
l’anima sopravvivi dopo la morte fino all’evento della distruzione dell’universo. Altre volte, invece, riflette sulla concezione epicureiana della
morte (la fine della coscienza, il nulla assoluto) che lui non giudica cattiva cosa dato che è la fine di tutte le sensazioni. Per gli stoici la morte è
una buona cosa perché libera dalle sofferenze della vita. Del tempo, Seneca dice che l’unico bene che possediamo è il presente, tutto il resto è
fugace.
LINGUA E STILE:
-Nel suo modo di scrivere, Seneca è influenzato dalla sua educazione retorica e filosofica. Per coinvolgere lo scrittore, scrive spesso in
prima/seconda persona singolare. La sua struttura sintattica è basata sulla paratassi e ha un andamento irregolare e asimmetrico. Il suo stile mira
alla ricerca della brevitas (sintesi).
-Seneca fa molto uso di figure retoriche, e la sua preferita è la metafora, e per spiegare un concetto filosofico fa spesso ricorso all’analogia. Ha un
lessico molto ricco in vari campi che varia in base a ciò che scrive.