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Franny e Zooey

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Franny

Si ricordò che una volta, su una macchina che gli avevano imprestato, dopo aver baciato Franny per più di
mezz'ora, le aveva baciato anche il risvolto della pelliccia, come se si trattasse di un'appetibilissima
estensione organica della sua persona.

Franny annuì con solennità. Guardava una chiazza di sole piccola e calda, non più grande di un gettone,
sulla tovaglia

Franny stava osservando la piccola chiazza di sole con una strana intensità, come se studiasse il modo di
sdraiarcisi dentro

È probabile che ogni segno di distacco, in una ragazza con cui filava seriamente, fosse per lui causa di
risentimento e timore.

Ma Lane non era tipo da lasciar cadere una discussione prima di averla risolta in suo favore.

Franny -Sono soltanto gente che scrive poesie che vengono pubblicate e messe in tutte le antologie, ma
non sono poeti

Può darsi che sia soltanto una specie di gocciolio sintattico terribilmente affascinante...

Non so, mi sembrava una tale mancanza di buon gusto voler fare la protagonista. Insomma, tutto
quell'ego! Quando la recita era finita e dovevo ritornare tra le quinte mi detestavo

- Tutto quello che so è che sto diventando matta, - disse Franny. - Sono stufa di tutti questi ego, ego, ego.
Del mio e di quello di tutti gli altri. Sono stufa della gente che vuol arrivare da qualche parte, fare qualcosa
di notevole eccetera, essere un tipo interessante.

Non ho timore della competizione. È proprio il contrario, non lo capisci? Ho paura di volerla la
competizione, è questo che mi terrorizza. Per questo ho piantato il corso di teatro, perché sono
terribilmente disposta ad accettare le valutazioni degli altri. È proprio perché mi piace sentirmi applaudire e
acclamare, vuol dire che c'è qualcosa che non va. Me ne vergogno. Ne sono stufa. Sono stufa di non avere il
coraggio di essere nessuno e basta.

Poi, un giorno, incontra questo staretz (una specie di religioso molto approfondito), e lo staretz
gli parla di un libro chiamato la Philokalia

Proprio quello che succede anche nella Nube dell'ignoranza. Basta la parola «Dio». Cioè, basta soltanto
che tu ripeta la parola «Dio» -

- Il risultato è che riesci a vedere Dio. Qualcosa succede in una parte assolutamente non fisica del cuore,
dove gliIndù dicono che risieda Atman, se hai studiato Storia delle religioni, e tu vedi Dio. È tutto qui

Rimasta sola, Franny giacque immobile, lo sguardo al soffitto. Poi le sue labbra cominciarono a
muoversi, formando parole senza suono, a muoversi, e non smettevano più.
Zooey

Il dottor Suzuki dice da qualche parte che l'essere in uno stato di pura consapevolezza -satori - è come
essere con Dio prima che Egli dicesse «Sia la luce»

Quando ebbi finito, Boo Boo disse chiaro e tondo (senza però perdere d'occhio Seymour) che il racconto
era «troppo abile». S. scosse la testa, rivolgendomi un sorriso raggiante, e disse che l'abilità era 0 mio male
incurabile, la mia gamba di legno

non m'importa niente di quello che dici della mia razza, fede o religione, ma non venirmi a dire che sono
insensibile alla bellezza. È il mio tallone di Achille, vedi di non dimenticartene. Per me tutto è bello. Fammi
vedere un tramonto rosato e, perdio, mi gira la testa.

Aveva appena finito d'insaponarsi la faccia, quando la madre comparve all'improvviso nello specchio.

Per quanto innumerevoli siano le creature, faccio voto di salvarle. Per quanto inesauribili siano le passioni,
faccio voto di estinguerle. Per quanto incommensurabili siano i Dharma, faccio voto di dominarli.
Per quanto incomparabile sia la verità di Budda, faccio voto di raggiungerla»

Il vecchio monaco gli dice che l'unica preghiera sempre gradita a Dio, l'unica che Egli «desideri», è la
preghiera a Gesù, «Gesù Cristo, mio Signore, abbi pietà di me».

Viaggio d'un pellegrino, parla soprattutto delle avventure in cui il pellegrino s'imbatte lungo la sua strada.
Le persone che incontra, che cosa gli dicono e quel che dice loro.

Il pellegrino continua il suo viaggio è soprattutto una dissertazione in forma di dialogo sui perché e i
percome della preghiera a Gesù. Il pellegrino, un professore, un monaco e una specie di eremita si
riuniscono insieme per sviscerare l'argomento.

Sembra che l'illuminazione venga con la preghiera, non prima

E poi, dopo un certo tempo, quando la preghiera è diventata automatica, nel cuore, l'individuo dovrebbe
penetrare la cosiddetta realtà delle cose. Questo punto non è trattato esplicitamente in nessuno dei due
libri, ma la terminologia orientale elenca sette centri sottili del corpo, detti chakras, e quello più
strettamente collegato col cuore è detto anabata e sembra sia sensibilissimo e terribilmente potente, e,
quando viene attivato, attiva a sua volta un altro di questi centri, posto tra le sopracciglia e detto ajna (e che
in fondo è soltanto la ghiandola pineale, o meglio un'aura intorno alla ghiandola pineale) e allora, zac!, si
apre quello che i mistici chiamano il «terzo occhio»

L'idea è che se tu invochi il nome abbastanza a lungo e abbastanza regolarmente, e letteralmente dal
profondo del cuore, prima o poi ottieni una risposta. Non proprio una risposta. Una reazione
Non capisco proprio a cosa serva sapere tante cose ed essere tanto intelligenti e così via, se non riuscite a
essere felici

A volte penso che la conoscenza (almeno quando è fine a se stessa) sia la cosa peggiore di tutte.

la conoscenza dovrebbe condurre alla saggezza e che se non conduce alla saggezza è solo una disgustosa
perdita di tempo,

la saggezza dovrebbe essere la meta della conoscenza.

Disse che un uomo potrebbe anche giacere ai piedi d'una collina con la gola tagliata, dissanguandosi a poco
a poco fino a morirne, ma se una bella ragazza o una vecchia gli passassero accanto con una bella anfora in
perfetto equilibrio sul capo, lui dovrebbe esser capace di appoggiarsi a un braccio e tirarsi su fino a vedere
l'anfora arrivare sana e salva oltre la cima della collina

Walt aveva una teoria, e cioè che la vita religiosa e tutta l'angoscia che l'accompagna è solo
qualcosa che Dio rovescia su chi ha la faccia tosta di accusarlo d'aver creato un brutto mondo

Ti chiedo soltanto di sforzarti di avere un po' di tatto, tenuto conto del mio stato d'animo(…)Prova una
volta ad ammalarti e ad andarti a trovare, e vedrai il tatto che hai! Sei un essere impossibile. Non ho mai
trovato in vita mia uno più pestifero di te da avere tra i piedi quando non ci si sente in forma. Basta che uno
abbia un semplice raffreddore, e vuoi sapere cosa fai? Lo guardi di brutto ogni volta che lo vedi. Sei la
persona meno comprensiva che abbia mai conosciuto, ecco quel che sei!

Se ho ben capito, tu passi il tempo a sparare contro il sistema dell'istruzione superiore.(…) Quand'ero al
college avevo un professore, solo uno, ti assicuro, ma uno grande assai, che non quadra affatto con tutto
quello che tu dici. Non era Epitteto, ma non era egomaniaco, e nemmeno divo del corpo docente. Era uno
studioso grande e modesto. E, quel che più conta, non credo di avergli mai sentito dire una cosa, in classe o
fuori, che non contenesse, almeno per me, un po' di autentica saggezza, a volte anche un bel po'. Che ne
sarà di lui quando comincerai la tua rivoluzione?

E quei due disastri di cui mi parlavi ieri sera, Manlius e quell'altro. Ne ho avuti anch'io a dozzine, come
chiunque altro, e convengo che non sono innocui. Anzi, sono letali come il demonio. Tutto quello che
toccano diventa inutile e accademico. O, peggio ancora, puzza d'incenso.

Voglio dire, non è che tu disprezzi ciò che essi rappresentano; tu disprezzi loro. È così
maledettamente personale, Franny(…)Se proprio vuoi muovere guerra al Sistema, allora spara le tue
cartucce da brava ragazza intelligente: perché là c'è il nemico, e non perché non ti piace la sua pettinatura o
la sua dannata cravatta

«Guardate gli uccelli dell'aria. Non seminano, non mietono, non raccolgono in granai, ma il Padre vostro
che sta nei cieli provvede al loro nutrimento». Questo andava bene, era bello, aveva tutta la tua
approvazione. Ma quando Gesù continua subito dopo: «Non valete voi più di loro!» ah, qui sì che la piccola
Franny non è più d'accordo.(…) sei costituzionalmente incapace di amare o di capire un figlio di Dio che dica
che un essere umano, qualunque essere umano, anche un professor Tupper, ha più valore agli occhi di Dio
di un tenero, indifeso pulcino pasquale
Nessun individuo che si serva davvero del suo ego, del suo vero ego, riesce a trovare il tempo per qualche
maledetto hobby

Gesù invece capi che non c'è separazione da Dio(…)chi c'era nella Bibbia oltre a Gesù, che sapesse, dico
sapesse, che il Regno dei Cieli lo portiamo con noi, dentro di noi, proprio dove non andiamo mai a cercarlo,
stupidi e sentimentali e privi di fantasia come siamo ? Bisogna per forza essere un figlio di Dio per sapere
queste cose.

Se non vedi Gesù esattamente com'era, perdi tutto il senso della Preghiera a Gesù. Se non capisci Gesù, non
puoi capire la sua preghiera: non la comprendi affatto, ne cavi soltanto una specie di cantilena organizzata.
Gesù era l’adepto supremo di una missione terribilmente importante, Dio santo! Non era san Francesco,
non aveva tempo di mettersi a snocciolare qualche cantica o di predicare agli uccelli o di fare qualche altra
di quelle cosucce tenere che commuovono tanto il cuoricino di Franny Glass. Parlo sul serio, accidenti!
Come fai a non capirlo? Se per questo lavoro del Nuovo Testamento Dio avesse voluto qualcuno con la
personalità avvincente di un san Francesco, avrebbe scelto lui, contaci pure. Invece ha scelto il maestro
migliore, il più intelligente, il più amorevole, il meno sentimentale, il più originale che potesse scegliere. E
finché non riesci a capirlo, perdi tutto il senso della preghiera a Gesù, puoi scommetterci. La preghiera a
Gesù ha uno scopo, e uno scopo solo. Quello di infondere nella persona che la recita la consapevolezza di
Cristo

Tu hai diritto di lavorare, ma solo per il piacere di lavorare. Non hai diritto ai frutti del tuo lavoro. Non
dev'essere mai il desiderio dei frutti del lavoro a spingerti a lavorare. Ma, d'altro canto, non cedere mai alla
pigrizia. Compi ogni azione con il cuore volto al tuo Signore Supremo, Rinuncia ad attaccarti ai frutti. Non
lasciarti andare a sbalzi d'umore [sottolineato da uno dei copisti] nel successo come nel fallimento, giacché
yoga vuol dire proprio umore costante. Il lavoro che compi con l'ansia del risultato è di gran lunga inferiore
a quello compiuto senza quest'ansia, nella calma dell'abbandono di sé. Cerca rifugio nella conoscenza di
Brahman. Chi lavora egoisticamente per un risultato, è un infelice. Bhagavad Gita

O lumaca ascendi il monte Fuji;,ma lentamente, lentamente! ISSA

Dio istruisce il cuore non con le idee, ma con le sofferenze e le contraddizioni. DE CAUSSADE

Ogni giorno Zui-Gan si rivolgeva a se stesso: «Maestro! » E si rispondeva: «Si, signore». Poi aggiungeva:
«Smetti di bere». E di nuovo rispondeva: «Si, signore». «E dopo di ciò, - continuava, - non lasciarti ingannare
dagli altri». «Si, signore; si, signore», rispondeva. MU-MON-KWAN

Mi ha detto che una volta ha bevuto un bicchiere di ginger-ale con Gesù, in cucina, quando aveva otto anni.

Puoi dire la preghiera a Gesù da adesso fino al giorno del giudizio, ma se non riesci a capire che nella vita
religiosa l'unica cosa che conta è il distacco, non vedo proprio come potresti andare avanti anche d'un
solo centimetro. Distacco, sorellina, nient'altro che distacco. Assenza di desideri. «Astensione da ogni
brama».
Ho un gran desiderio di un teschio rispettabile come quello di Yorick.

se a quest'ora non sai almeno che se sei un'attrice devi recitare, allora a cosa serve parlare ?

Un artista si preoccupa solo di raggiungere una sua perfezione. E alle sue condizioni, sue e di nessun altro

Non c'è nessuno là dentro che non sia la Signora Grassa di Seymour. Professor Tupper compreso, sorellina.
E tutti i suoi balordi cugini. Non c'è nessuno, in nessun luogo, che non sia la Signora Grassa di Seymour. Non
lo sai ? Non lo sai ancora questo segreto ? E lo sai, stammi bene a sentire, adesso, lo sai chi è veramente
la Signora Grassa?... Ah, sorellina, sorellina. È Cristo in persona. Cristo in persona, sorellina

30/01/2021
Le prime parole che mi vengono dopo aver finito questo breve romanzo sono
PROFONDO e ILLUMINANTE
Questo è un libro di ricerca e di alienazione, di percorsi spirituali e di inadeguatezza
alle convenzioni, di rifiuto dell’accettazione delle regole imposte dalla società che
vuole tutti omologati e tutti felici; è un libro che mette in discussione i pilastri di
convenzioni su cui poggia la società moderna, e volge lo sguardo dal fuori per
guardare dentro se stessi
Perché dietro la storia della famiglia Glass, si riflette la ricerca del trovare un proprio
posto nel mondo, di scoprire quale ruolo ci sia riservato nella vita, respiriamo il
dubbio esistenziale sul fine della vita stessa, qui portato sul piano della ricerca
religiosa mistico-cristiana; quando la quotidianità fatta di lavoro, abitudini, hobby,
dolori e piaceri, amori e amicizie, non riescono a dare una risposta, ovvero a farci
sentire pienamente felici e realizzati, spesso si cercano delle risposte nella propria
sfera intima, quella spirituale; l’aspetto astrale, cosmico, del nostro essere, quello
più vicino a Dio, lontano da ogni aspetto materiale
Il libro è una sorta di ricerca di questa pace interiore, del percorso che ci porta alla
ricerca di un qualcosa che sentiamo esista al di fuori di noi, qualcosa che possa
veramente illuminarci completamente; nella figura della piccola Franny possiamo
leggervi i dubbi, le insicurezze, ma anche una sorta di ortodossia verso la religione,
lo sbaglio che spesso si fa nel ritenere di aver preso la strada giusta, non vedendo
spesso che la verità è proprio dove non pensiamo che possa trovarsi; criticando
tutto ciò che ci sta attorno, soprattutto le persone che ci offendono od urtano coi
loro comportamenti, ed in questo modo operando un netto distacco con tutto ciò
che ci sta intorno, isolandoci; ma troviamo anche la tenacia di percorrere una
strada, del non perdere mai la speranza, fino alla fine; è evidente anche tutto il
disagio che si prova ogni volta che ci si sente lontani dall’altrui pensiero, ma è
evidente soprattutto la distanza nell’intendere la vita, e tutti i suoi aspetti; si riflette
sul sentimento di diversità che pervade un po’ in tutto il libro, e allontana e aliena,
non solo dagli altri ma anche da se stessi; viene esaltato l’aspetto di unicità a
discapito dell’omologazione, e quindi al conseguente rispetto, oltre che di noi stessi,
di tutti quelli che fanno parte della nostra sfera, o con cui veniamo in contatto anche
per poco tempo; ognuno lascia in noi una traccia, un segno, sta a noi sublimarlo; da
ogni cosa si può trarre insegnamento;
Franny critica aspramente l’ego della gente, e anche il suo, e se ne dispiace
profondamente quando, dopo avere ricevuto gli applausi del pubblico dopo aver
preso parte ed una rappresentazione, il suo ego se ne vanta e ne prova gioia. E
anche qui Zooey la illumina dicendole che un’attrice deve pur recitare ed esplicare in
quello la sua attitudine; il raggiungimento di Dio non presume l’annullamento del
proprio io o ego che dir si voglia, ma ne implica il suo accrescimento, anche
attraverso le arti.
alla fine del percorso, attraverso le parole dette a Franny al telefono, ci viene pure
indicata la strada, e l’errore che spesso si fa; cercare Gesù non fuori ma dentro di
noi, e allo stesso tempo vedere Gesù in ogni persona e in ogni atteggiamento che ci
circonda; è questa la chiave

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