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Diritto Amministrativo

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DIRITTO AMMINISTRATIVO (lezioni)

24/09/2024
Tema dell’analisi della disciplina del procedimento amministrativo.
Collocando dal pov della piramide delle fonti, la disciplina del procedimento e il conseguente
provvedimento, ricordiamo il diritto cost. Tutti i poteri dell’amministrazione pubblica sono
disciplinati dalla legge, all’amministrazione è dato il potere solo se questo discende dalla
legge.
In realtà le riserve di legge che riguardano le amministrazioni pubbliche, sono riserve
relative. (In quella assoluta si presuppone che tutta la disciplina della materia sia contenuta
in una fonte primaria, come legge o atti con forza di legge. Le uniche tipologie di regolamenti
ammessi nella riserva assoluta: regolamenti di stretta esecuzione. Assoluta: la materia
disciplinata integralmente dalla fonte primaria. La relativa indica che i principi dovranno
essere indicati in una legge primaria, ma questa lascerà spazio alla fonte secondaria, la
fonte regolamentare).
La forza della riserva di legge: xke il fatto di devolvere la materia ad una fonte primaria è
importante? L’idea della fonte primaria è legata al soggetto della forma, la garanzia di un
controllo parlamentare ce l’abbiamo sempre, per la tutela delle minoranze.
Nel diritto amministrativo invece, noi ci occupiamo di una tipologia di atto che è particolare
e concreto, riguarda quel caso e quel soggetto: il provvedimento amministrativo (es. la
patente di guida: riguarda quel caso e quel soggetto). Il procedimento amministrativo, la
legge nr 241 del 1990 ci spiega come vengono adottati i provvedimenti amministrativi.
Legge 241 del 1990: la legge generale sul procedimento amministrativo.
Per addivenire all’adozione di un provvedimento amministrativo è necessario l’avvio di un
procedimento amministrativo.
Procedimento amministrativo: una concatenazione di atti, fatti e attività, volti all’adozione del
provvedimento finale.
Provvedimento amministrativo: un atto unilaterale volto a costituire, modificare, estinguere
posizioni giuridiche soggettive. Questa definizione richiama la definizione di contratto, ma ha
una caratteristica in più: l’unilateralità. L’amministrazione può incidere sulle posizioni
giuridiche soggettive unilateralmente, quindi senza il consenso del destinatario. Il consenso
del destinatario non è elemento costitutivo del provvedimento: l’atto produrrà comunque la
sua efficacia. L’amministrazione ha tutto questo potere perché glielo attribuisce la legge.
In una posizione intermedia tra il provvedimento amministrativo e il regolamento
amministrativo, si collocano gli atti generali (es. piano regolatore in urbanistica), sono atti
generali ma risultano già essere concreti. Riguarda e può colpire una molteplicità di
soggetti.
Si trovano in una posizione intermedia perché sono generali ma già concreti.
Tra legge speciale e generale prevale speciale. Applicare la legge speciale, ma continuerà
ad esistere la generale per ciò che la legge speciale non dice.
Tra fonte primaria e secondaria prevale la primaria, e la secondaria dipende davanti a quale
giudice siamo: l’ordinario può solo disapplicare, il giudice amministrativo può annullare la
secondaria che contrasta con la primaria, oppure la costituzionale sulla primaria interviene la
corte costituzionale.
I giudici amministrativi sono: la Corte dei Conti, il Tar, e il Consiglio di Stato. I due gradi di
giudizio sono il tar e il consiglio, poi abbiamo la corte dei conti. Se siamo davanti a questi
giudici loro potranno annullare la fonte secondaria che contrasta.
Contrasto tra norma successiva e una antecedente prevale la successiva, quella
antecedente viene abrogata.
L’elemento della patrimonialità del contratto non è tipico del provvedimento amministrativo.
Sulla riserva di legge: relativa rinforzata: l’art 97 della cost contiene riserva relativa
rinforzata, in modo che sia assicurato il buon andamento e l’imparzialità (rinforzata: il
legislatore nel dettare la disciplina della materia deve rispettare dei principi). “I pubblici uffici
sono organizzati in modo da assicurare il buon andamento e imparzialità”, principi che
devono sorreggere sia fonte primaria che secondaria.
1 comma art 1 richiama i principi del diritto amministrativo: retta da criteri di economicità, di
efficacia, di imparzialità, di pubblicità e di trasparenza secondo le modalità previste dalla
presente legge e dalle altre disposizioni che disciplinano singoli procedimenti , nonché dai
principi dell'ordinamento comunitario.
La conoscenza e la trasparenza è essenziale per poter assicurare la correttezza dell’operato
della PA, e poter avere qualcuno che possa controllare l’operato.
Negli anni 90 si scardina il modello. I 2 criteri sono di pubblicità e di trasparenza.
Pubblicità sottende a degli obblighi imposti alla Pubblica amministrazione di rendere
conoscibili tutta una serie di documenti al cittadino. —> perché l’amministrazione non può
essere totalmente trasparente? La privacy, alcuni provvedimenti necessitano di essere
mantenuti segreti per la privacy del soggetto.
L’idea della pubblicità è anche legata a un testo normativo determinato, che è il dlgs 33 del
2013 —> figlio della legge 190 del 2012, la cosiddetta “legge anticorruzione”. —> idea che la
pubblicità e la trasparenza siano criteri che le amministrazioni pubbliche utilizzano per lottare
contro la mal administration. Più ci sono pubblicità e trasparenza, meno ce il rischio di
corruzione. Non solo ipotesi di reato, ma di cattiva amministrazione. La legge 190 è stata
declinata per la prima volta l’idea di corruzione amministrativa, molto più ampia dell’idea
penalistica.
La trasparenza rappresenta un autolimite per l’amministrazione (l’amministratore dovrebbe
fare meglio sapendo di essere controllato).
Ampliare notevolmente il diritto di accesso ai documenti amministrativi: sono stati creati
nuovi diritti di accesso. Dlgs 33 ha istituito l’accesso civico, e quello generalizzato. Idea di
pubblicità e trasparenza passa anche attraverso l’ampliamento della possibilità conoscitiva
degli individui.
Altri istituti volti alla conoscenza sono quelli di partecipazione ai procedimenti amministrativi.
L’idea di fondo è che più l’individuo può conoscere, più questo rappresenta un limite per le
amministrazioni. Anche nell’ottica di ampliare il diritto di accesso —> da amministrazione del
segreto ad amministrazione della casa di vetro.

25/09/2024
Se guardiamo l’amministrazione dal pov soggettivo abbiamo questa elencazione: comuni,
province, città metropolitane, regioni, Ministeri, presidenza della repubblica (enti), all’interno
di ciascun ente con gli organi che lo compongono (3 organi di gov in ogni ente territoriale:
sindaco, giudice, consiglio comunale) + organi gestionali: dirigenti.
Organi gestionali: i dirigenti
La regione ha potestà legislativa.
A livello non centrale abbiamo un ente: comune, provincia, città metropolitane, regioni
A livello centrale tanti enti quanti sono i Ministeri, se non c’è una legge che non prevede il
ministero questo non esiste. Mentre il numero dei ministri no. Ministro senza portafoglio —>
non ha un ministero. C’è non simmetria tra centro e periferia.
Dentro questi livelli che cosa la manualistica dice?
Amministrazione statale: non pensare che stia solo a Roma. I ministeri non stanno solo a
Roma, ma nei loro uffici centrali e nei loro uffici decentrati.
Art 5 cost: la repubblica… riconosce e promuove le autonomie locali…
Esempio più antico che riguarda un decentramento degli uffici statali su enti territoriali è
l’anagrafe.
Gli enti non statali si nota che sono tutti enti territoriali. Ente territoriale per eccellenza è il
comune.
Ente territoriale: unico ente in cui il territorio è elemento costitutivo dell’ente.—> territorio: la
popolazione residente, devo sapere chi è il residente, perché chi è residente è la
popolazione che definisce il territorio. Costitutivo: ne è la sostanza giuridica. Qualsiasi ente
diverso da quello territoriale può perseguire solo i fini che nell’atto costitutivo sono indicati
come propri. Gli enti territoriali possono perseguire i fini che sono di interesse della
popolazione.
Questa caratteristica trasforma gli enti territoriali in enti esponenziali —> l’interesse della
popolazione residente è fine legittimo dell’ente. Se tutti i livelli di governo del territorio sono
tutti eguali, la distinzione fra loro è solo di bacino territoriale che mi va a individuare la
popolazione residente di ciascuno di essi.
Tutti gli altri enti diversi da quelli territoriali hanno un territorio come limite all’azione, non
come definizione degli interessi rilevanti.
Ente strumentale: creato da un altro ente. Visto che quello territoriale ha qualsiasi fine
legittimo derivato dall’interesse della popolazione di riferimento, questo ha la caratteristica
che l’ente territoriale pesca qualche di questi interessi e li fa diventare ragione istitutiva
dell’ente, ha solo un fine settoriale e si occupa di soddisfare quel bisogno dell’ente
costitutivo. È l’ente territoriale che definisce la sua ragione d’esistenza.
3 distinzione: enti economici, sia in forma di ente pubblico, che di società o altri consorzi.
A cosa serve dire che un ente in mano pubblica è economico: per dire che è diverso dal
precedente, in quanto svolge attività d’impresa. Se c’è un ente che svolge in via prevalente
attività d’impresa perché lo chiamo ente pubblico economico—> dico che è anche pubblico
perché questi funzionano non assoggettati al diritto amministrativo. Lo scopo della loro
individuazione è perché a loro si applica la disciplina dell’impresa del codice civile.
Gli organismi di diritto pubblico: coloro che sono stati istituiti per svolgere un’attività di
interesse generale non avente carattere industriale.
L’imparzialità è un modo per rafforzare l’affermazione che solo alcuni all’interno di
quell’amministrazione possono essere di parte: gli organi di governo.

30/09/2024
Idea di economicità ed efficacia e di efficienza.
Efficienza: idea ricompresa nell’idea del buon andamento.
L’idea di economicità: l’amministrazione non è obbligata a perseguire la scelta più
economica dal pov patrimoniale, ma in un senso più ampio, se la scelta risulta più efficiente
anche se meno economica è legittima. Il miglior rapporto qualità-prezzo è quello che va a
essere perseguito nell’operato delle pa.
Principi dell’ordinamento comunitario (oggi dell’ordinamento ue): i principali parametri che
vengono ad essere di interesse, sono il criterio di proporzionalità, e l’idea della buona
amministrazione.
Proporzionalità: il minor pregiudizio dell’interesse dei singoli in relazione all’operato della pa.
L’idea di principio ne rende difficile l’astrazione, (il principio lo vediamo applicato
maggiormente in concreto) però l’idea della proporzionalità è legata al fatto che
l’amministrazione deve pregiudicare il meno possibile la posizione giuridica soggettiva
dell’individuo, sempre nel perseguimento dell’interesse pubblico.
Ragionevolezza: due principi di declinazione europea che trovano le loro declinazioni sia a
livello normativo che in relazione all’esercizio del potere amministrativo.
Buona amministrazione: idea di fondo —> nel dir amministrativo quasi tutto è documentale.
Questa idea ha introdotto nel dir amministrativo la facoltà di richiedere di essere sentiti. Noi
abbiamo questi strumenti ad es in relazione al rilascio dei permessi di soggiorno.
Perché si predilige la forma documentale? Per una questione di velocità dell’iter
procedimentale.
In relazione al comma 1 bis art 1 legge 241 del 1990: nell'adozione di atti di natura non
autoritativa, agisce secondo le norme di diritto privato. Il carattere dei provv amministrativo è
l’autoritatività: si possono imporre al soggetto destinatario dell’azione senza il suo consenso.
Il comma 1 bis, ci ricorda che per tutti gli atti di natura non autoritativa l’amministrazione
posta in una posizione di parità, rispetto all’individuo, quindi è chiamata ad agire secondo le
norme di dir privato.
Doppia capacità delle pa: sia di dir pubblico che di dir privato. La capacità di dir pubblico
consente loro di adottare atti unilaterali, e laddove la legge non riconosca loro una capacità
di dir pubblico, lei avrà la capacità di dir privato. —> Per cui avrà necessità di avere da parte
del destinatario il consenso.
Ci sono atti che non sono tipici di dir pubblico:
L’amministrazione può testare? No, perché non è tipico delle persone giuridiche di dir
pubblico fare testamento.
Una tipologia contrattuale discussa: l’amministrazione può donare? È difficile individuare lo
spirito di liberalità. Può donare ma sempre nel perseguimento di un interesse pubblico.
Il comma 1 bis puntualizza anche che la pa nell’adozione di atti di natura non autoritativa: ci
specifica che l’amministrazione non sempre utilizza poteri autoritativi. Quando
l’amministrazione opera secondo regole di dir privato, ma si muove secondo il consenso.
Comma 1 ter: i soggetti privati preposti all'esercizio di attività amministrative assicurano il
rispetto dei criteri e dei principi di cui al comma 1, con un livello di garanzia non inferiore a
quello cui sono tenute le pubbliche amministrazioni in forza delle disposizioni di cui alla
presente legge. —> Ci introduce il concetto che può essere che ci siano anche soggetti
privati chiamati ad esercitare funzioni pubbliche (es. concessionari: quando
l’amministrazione affida in concessione la gestione delle autostrade, il concessionario è
tenuto nella gestione della sua attività a rispettare i criteri enunciati al comma1).
Essere incaricato dello svolgimento di una funzione amministrativa fa sì che debbano
sottostare agli stessi principi propri dell’operato delle pa, anche se sei un soggetto privato,
Soggetto privato che lavora per conto dell’amministrazione ha degli obblighi superiori agli
altri soggetti privati.
Principio del non aggravamento del procedimento amministrativo: introduce l’idea della
procedimentalizzazione che assicura il rispetto degli standard nell’assunzione della
decisione finale. Tu suddividi la decisione in fasi —> Ci consente che anche se un
dipendente pubblico va in pensione (es) il procedimento continua, perché non continuerà
nella sua persona, ma ci sarà qualcuno al suo posto. Procedimentalizzare rallenta l’attività
amministrativa.
Non aggravamento: il proc non deve essere gravato da attività istruttoria superflua, cioè non
necessaria per la corretta adozione della decisione finale. Perché un’amministrazione che fa
tanta attività istruttoria allontanerà nel tempo la decisione —> problema, perché quando
parte il proc amministrativo qualcosa nella vita di qualcuno cambierà, e l’incertezza è un
disvalore.
Il principio del non aggravamento stabilisce che l’amministrazione è tenuta a una completa
istruttoria, ma non deve fare attività istruttoria superflua: quando basta l’istruttoria? a volte ce
lo dice la legge che impone determinati adempimenti istruttori, a volte è lasciato alla
sensibilità del responsabile del procedimento.
Perché è importante per il destinatario dell’azione amministrativa avere il provv finale? Se io
ho un risultato negativo posso impugnarlo.
La velocità nell’azione amministrativa è un valore perché la cosa importante è ridare la palla
al destinatario dell’azione amministrativa. Il limite della tutela è sempre la tutela
giurisdizionale. La tutela è perfetta quando puoi far valere un tuo diritto davanti a un giudice,
è quindi necessario che il proc si chiuda perché il destinatario deve avere la possibilità di
opporsi all’esercizio di quel potere.
Provvedere: provvedere secondo scansioni temporali molto stringenti. È importante una
celere attività.
Comma 2 bis: i rapporti cittadino-pa sono improntati ai principi della collaborazione e della
buona fede. L’idea che nei rapporti debbano essere improntati a un criterio di collaborazione
e buona fede la giurisprudenza già ce lo diceva. L’elemento nuovo è che l’idea era sempre
unilaterale, cioè che l’amministrazione dovesse comportarsi secondo buona fede vs il
cittadino, mentre oggi l’art ce lo formula nel doppio senso, quindi anche il cittadino vs la pa
deve comportarsi così. Principi che valgono in entrambe le direzioni del rapporto.
Cosa vuol dire buona fede e collaborazione: sul pto è intervenuta l’adunanza plenaria del
consiglio di stato (uno speculare della cassazione a sezioni unite, è il supremo giudice
amministrativo, quando ci sono contrasti nelle varie sezioni del consiglio di stato si può
sollevare la questione a lei), ha la funzione nomofilattica. In relazione all’idea della buona
fede si è pronunciata in relazione ad appalti pubblici.
Adesso l’idea di buona fede l’abbiamo trovata in materia di contratti pubblici. Qua vi è la
stessa idea. Noi la vediamo soprattutto nell’ipotesi di responsabilità precontrattuale. Ad es
l’amministrazione che ti induce a credere che ti avrebbe dato il permesso di costruire per
realizzare un resort, poi immotivatamente ti risponde di no —> l’amministrazione non si è
comportata in buona fede. Se riesco a dimostrare di aver subito un danno, posso richiedere
un risarcimento —> non l’annullamento dell’atto.
Art 2: conclusione del procedimento. Idea che il proc è suddiviso in fasi. —> come l’iter
legislativo.
Prima fase iter legislativo: l’iniziativa, che indica chi può proporre una proposta di legge.
Prima fase proc amministrativo —> iniziativa: in due modi può avviarsi: o su istanza di
parte, o d’ufficio. All’interno dei procedimenti che hanno avvio su istanza di parte vengono
anche ricomprese le istanze provenienti da altre pubbliche amministrazioni.
1 comma: Ove il procedimento consegua obbligatoriamente ad un'istanza, ovvero debba
essere iniziato d'ufficio, le pubbliche amministrazioni hanno il dovere di concluderlo
mediante l'adozione di un provvedimento espresso.
Chi ci dirà se il proc ha avvio su istanza di parte o d’ufficio? Ce lo dice quella specifica legge
su quello specifico procedimento. —> È determinato dalla legge come si avvia il proc.
Capire quando scatta l’obbligo di avviare un proc d’ufficio. L’idea è che questo abbia avvio
nel momento in cui scattano i presupposti affinché l’amministrazione parta.
Casi in cui il proc amministrativo d’ufficio avrebbe potuto avere avvio ma non ce l’ha:
Nell’ipotesi in cui un soggetto possa subire un danno dal mancato esercizio del potere
amministrativo. —> L’amministrazione può essere chiamata a rispondere.
Quando scatta l’obbligo per l’amministrazione di provvedere. Ci dovrebbe essere un
momento in cui l’amministrazione non può più provvedere. Bisogna arrivare ad un momento
in cui la certezza del diritto prevale. Quando scatta l’obbligo per l’amministrazione di
provvedere diventa imp in materia di consov (autorità amministrativa indipendente volta a
monitorare i mercati quotati).
Fino a quando la consov può sanzionarti? Su questo inizia a configurarsi un orientamento
per cui nel corso del tempo l’amministrazione non ha più potere.
“L’amministrazione obbligata a provvedere mediante adozione di provv espresso”: in realtà
nel dir amministrativo esiste un istituto del silenzio. Ci sono dei casi in cui la non risposta
dell’amministrazione equivale ad un provv favorevole, o di diniego. —> La stessa cosa che
succede quando abbiamo contratto di locazione e non interviene la disdetta, si rinnova
automaticamente. La legge stabilisce che se le parti nulla dicono si rinnova.
Nel dir amministrativo esiste l’istituto del silenzio assenso (art 20 legge 241 del 1990). Vi
sono ipotesi in cui allo scadere dei termini la mancata adozione di un atto espresso equivale
all’adozione di un provv favorevole.
Altri casi previsti dalla legge in cui il silenzio dell’amministrazione allo scadere dei termini
procedimentali equivale a silenzio rigetto.
3 ipotesi: il legislatore non stabilisce il significato del silenzio: terminano i tempi, a quel
silenzio dell’amministrazione non è possibile attribuire significato ne di assenso ne di rigetto,
ma ci troviamo di fronte a silenzio inadempimento. Ipotesi più problematica. Perché nelle
altre due, avendo il silenzio la stessa validità di un atto, ci consentirà la tutela giurisdizionale.
—> Quel silenzio ha valenza provvedimentale.
Per il ricorso andrò a contestare perché si è formato quel silenzio. Mi ancorerò alla legge. Se
tu fai un’istanza di accesso e l’amministrazione non dice nulla —> dopo 30 gg allora l’istanza
è stata rigettata.
Nel dir amministrativo non ragioniamo secondo termini di prescrizione, ma secondo termini
di decadenza. Se noi vogliamo opporci ad un provv amministrativo di norma abbiamo 60 gg.
È importante perché quando si forma il silenzio significativo iniziano a decorrere quei 60 gg x
poter proporre ricorso, e i termini sono perentori, non ordinatori. Quando spira il termine
perentorio tu perdi l’esercizio del diritto.
Solo da quando si forma il silenzio noi possiamo svolgere quell’attività.
Se l’amministrazione ravvisa anche solo un difetto nella tua istanza, può adottare un provv
negativo. Non è necessario che vi chieda un’integrazione.
Il comma 2: i procedimenti amministrativi di competenza delle amministrazioni statali e degli
enti pubblici nazionali devono concludersi entro il termine di trenta giorni. È possibile che
una legge/regolamento prescriva un termine diverso. Se la norma speciale nulla dice, il
termine è di 30 gg.

01/10/2024
Qualora non sia diversamente prescritto il proc deve concludersi entro 30gg. —> può essere
d’interesse per l’amministrazione adottare un regolamento che prescrive termini superiori?
Se ne ha necessità sì, ha il potere di farlo.
Comma 4 bis: Le pubbliche amministrazioni misurano e pubblicano nel proprio sito internet
istituzionale, nella sezione "Amministrazione trasparente", le pa sono tenute a pubblicare il
termine di durata dei proc di propria competenza (idea di pubblicità e trasparenza), —> è un
limite che si pone l’amministrazione nel determinare la durata dei propri proc, che consenta
ai soggetti terzi entro quando l’amministrazione adotterà i propri provvedimenti.
Comma 5: le autorità amministrative indipendenti (es la Consov) sono tenute a individuare
loro la durata dei loro procedimenti.
Comma 7: la pa ha un potere particolare —> la possibilità di sospendere per una sola volta
per un periodo non superiore a 30gg il proc amministrativo. “Sospendere”: se sospendiamo
i termini procedimentali non computiamo la durata della sospensione (ricominceremo a
contare dal gg 11 se abbiamo sospeso al gg 10), (se fosse “interrotto” si ricomincerebbe a
contare dal primo giorno e cambierebbe la durata del proc amministrativo).
Periodo di sospensione max: 30gg, x consentire alla pa di svolgere un’istruttoria in un arco
temporale più consono. La sospensione consentita 1 sola volta per l’acquisizione di docu
che non sono già in possesso dell’amministrazione medesima. Perché se dovesse acquisire
un docu che lei già conosce —> andrebbe a confliggere con il principio del non
aggravamento.
Il legislatore consente la sospensione per l’acquisizione di docu che non sono nella
disponibilità dell’amministrazione medesima. Tutto ciò che è contenuto in una banca dati
pubblica è nella disponibilità dell’amministrazione, tutte le volte che lei chiede un’info che lei
già possiede sta aggravando il proc amministrativo.
Seconda fase proc amministrativo: fase costitutiva —> individuiamo due sottofasi —>
istruttoria e decisoria. Se noi sospendiamo i termini procedimentali e abbiamo l’applicazione
della regola generale che vuole la durata pari a 30 gg, entro quanto l’amministrazione dovrà
adottare l’atto? 30+30 gg max. —> per svolgere l’attività istruttoria l’amministrazione può
avere necessità di avere più tempo.
Comma 8: La tutela in materia di silenzio dell'amministrazione è disciplinata dal codice del
processo amministrativo. La pa può esprimersi anche mediante il silenzio (vedi 3 tipologie).
Silenzio inadempimento (quando nessuna legge attribuisce significato all’inerzia della pa). Il
dlgs 104 del 2010 “codice del processo amministrativo” —> prima del 2010 la disciplina del
processo amministrativo non era contenuta in un vero e proprio codice. L’idea del silenzio
inadempimento prescrive che è possibile agire contro il silenzio inadempimento senza
necessità di diffida. Perché nel dir privato invece in caso di inadempimento bisogna diffidarlo
—> da quel momento scattano gli interessi moratori.
Ci troviamo di fronte ad un’amministrazione che dovrebbe rilasciare un provv amministrativo
e non lo fa nel termine imposto dalla legge x l’adozione dell’atto (silenzio inadempimento).
Il codice del processo ci dice che possiamo rivolgerci al giudice amministrativo (tar) senza
necessità di previa diffida fintanto che perdura l’inadempimento e comunque entro 1 anno da
quando avrebbe dovuto darci l’atto. —> (1 elemento) non siamo tenuti a diffidare. (2)
possiamo agire davanti al giudice fintanto che l’amministrazione non ci da l’atto, e comunque
entro 1 anno da quando avrebbe dovuto darcelo.
Entro 1 anno: se l’amministrazione non ha adottato l’atto il giudice potrà solo imporgli di
adottare l’atto —> il giudice non si può sostituire all’amministrazione (teoria della tripartizione
dei poteri: il potere giudiziario non si può sostituire a quello esecutivo). Per questo ti do 1
anno di tempo, per trovare una via per non andare dal giudice. L’idea è che dover andare da
un giudice affinché imponga l’adozione di un atto è un’extrema ratio, perché è molto
oneroso.
Ipotesi in cui il giudice può decidere al posto dell’amministrazione? Se non ci sono margini di
discrezionalità il giudice può conoscere la fondatezza della pretesa. In linea di massima non
si può mai sostituire all’amministrazione.
La legge 241 individua un’ulteriore possibilità: l’obbligo di individuare un soggetto titolare del
potere sostitutivo —> ci deve essere qualcuno individuato nell’ufficio pubblico che possa
essere chiamato a intervenire nell’ipotesi in cui qualcun altro non abbia concluso il proc
amministrativo nei termini prestabiliti —> il titolare del potere sostitutivo deve essere reso
conoscibile esternamente.
Legge 241 individua come opzionale l’attivazione del potere sostitutivo: cioè scadono i
termini, tu non hai ricevuto l’atto, puoi temporeggiare per 1 anno, io posso attivare il potere
sostitutivo e ci sarà qualcun altro a cui poter rivolgermi. Questo titolare in un tempo pari alla
metà del tempo originario è chiamato ad adottare l’atto. In realtà la legge vede questo potere
come discrezionale (il cittadino potrebbe decidere di andare subito dal giudice). Se io non
attivo questo potere sostitutivo non mi verrà mai riconosciuto il danno da ritardo.
L’art 2 bis disciplina il danno da ritardo: che si divide in risarcimento e indennizzo, e
prevede un ristoro economico riconosciuto per il mero ritardo nell’adozione di un atto.
La giurisprudenza del consiglio di stato lo ha interpretato: hai diritto al danno da ritardo solo
se tu hai attivato il potere sostitutivo, e solo se avevi diritto al bene della vita al quale l’atto
era posto (nel caso in cui l’amministrazione ha ritardato a darti un atto x te favorevole).
Riconosciuto il danno da ritardo solo x il ritardo nell’avvio delle attività economiche
commerciali, per un importo pari a 30€ al gg fino al raggiungimento di 2000€. Quindi l’unica
attività che si vede riconosciuto questo danno è l’attività di natura economica. —> perché?
Perché dovrebbe pagare con i soldi pubblici, quindi il consiglio di stato è molto cauto nel
riconoscere questo danno.
Tutte le volte in cui l’amministrazione subisce una condanna per silenzio inadempimento
abbiamo la trasmissione della sentenza alla corte dei conti —> nel ritardo dell’adozione
dell’atto può innescarsi una responsabilità amministrativa, del dipendente funzionario
pubblico nell’ipotesi in cui egli abbia dolosamente non concluso il proc amministrativo.
La corte dei conti: giudice responsabilità amministrativa (che hanno i dipendenti e funzionari
pubblici vs amministrazione di appartenenza). Se un dipendente omette l’adozione di un atto
in un arco temporale prestabilito, e abbiamo la sentenza di condanna per silenzio
inadempimento, questa arriverà alla corte dei conti.
Silenzio inadempimento:
1 cosa che può fare: ripresentare l’istanza. Se la presentazione non è sottoposta a termine
perentorio.
2 cosa: attivare il potere sostitutivo.
3 cosa: attivare il potere giurisdizionale, impugnare il silenzio inadempimento. Chiedere a un
giudice entro 1 anno che imponga di provvedere all’amministrazione. Il giudice può spingersi
fino al pto di nominare un commissario ad acta volto all’adozione dell’atto, da mettere
nell’amministrazione affinché adotti l’atto. Adunanza plenaria si interroga su cosa succede
se questi soggetti adottano 2 atti confliggenti: quale prevale? Il primo atto che è stato
adottato. Sono entrambi commissari (un ausiliario dell’amministrazione, l’altro ausiliario del
giudice).
Quell’atto che lui adotta viene imputato all’amministrazione. Se fosse imputato al giudice lui
starebbe facendo l’amministrazione.
Individuazione della sanzione che viene posta in capo alla validità dell’atto, nel caso in cui
l’atto venga ad essere adottato in ritardo:
Il comma 8 bis art 2 ci dice che ci sono delle part ipotesi in cui la tardiva adozione dell’atto
causa l’inefficacia dell’atto medesimo. L’individuo ha un anno di tempo in caso di silenzio
inadempimento, ma se l’amministrazione avrebbe dovuto darti l’atto entro 60 gg ma te lo da
dopo 90gg, quell’atto è valido ed efficace? Sì. Di regola i termini procedimentali non sono
perentori, l’amministrazione non perde il potere di provvedere.
Ad oggi il legislatore ha stabilito che in det ipotesi l’atto adottato dall’amministrazione
tardivamente è inefficace. Ipotesi: gli atti che vengono adottati scaduto il termine x
l’operatività del silenzio assenzio, l’atto che viene adottato scaduto il termine della
segnalazione certificata di inizio attività, gli atti tardivi nelle ipotesi di conferenza di servizi. In
queste 3 ipotesi gli atti tardivamente adottati sono inefficaci. Dal pov giuridico è complesso,
perché l’inefficacia opera di diritto o deve essere dichiarata da qualcuno? L’amministrazione
che adotta un atto tardivo lo fa con l’idea che sia efficace: il cittadino come fa? L’inefficacia
devo farla dichiarare da un giudice?
Ipotesi del silenzio: questo opera nell’ottica in cui io presento un’istanza e decorrono i termini
procedimentali, spirato il termine con il silenzio dell’amministrazione io posso dare a quel
silenzio il significato di provvedimento favorevole. Se l’amministrazione mi adotta un atto
tardivo avrà segno negativo. L’atto tardivo che opera vs un silenzio assenzio è sempre
negativo per il cittadino. Ma la 241 ci dice che quell’atto è inefficace, e l’amministrazione non
può più adottare atti tardivi.
Art 2 comma 8 bis
L’amministrazione che si ravvede che non avrebbe dovuto dare l’atto positivo, tramite un
provv amministrativo di secondo grado, può autoannullare il silenzio assenso.
(L’amministrazione può andare di nuovo ad incidere sui provv amministrativi che ha
adottato).
Sono inefficaci solo gli atti tardivi connessi a (guarda sopra). —> Tutti gli altri atti tardivi sono
validi ed efficaci.
Art 3: obbligo di motivazione dei provv amministrativi. Concetto tipico: l’obbligo di
motivazione, xke l’idea è che ovvio devi agire nell’interesse pubblico, ma me lo devi anche
dire, giustificare.
1 comma art 3: Ogni provvedimento amministrativo, compresi quelli concernenti
l'organizzazione amministrativa, lo svolgimento dei pubblici concorsi ed il personale, deve
essere motivato. La motivazione deve indicare i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche
che hanno determinato la decisione dell’amministrazione, in relazione alle risultanze e
all’istruttoria.
Di cosa si compone la motivazione: i presupposti di fatto e le ragioni giuridiche.
Ragioni giuridiche: l’indicazione della legge che attribuisce quel potere a
quell’amministrazione. Nel provvedimento amministrativo vediamo “visto”, che sono
riferimenti alle norme che attribuiscono a quell’amministrazione quel potere. La prima cosa
che l’amministrazione deve fare è costruire dal pov normativo la disciplina che presuppone il
corretto esercizio di quel potere.
Presupposti di fatto: la ricostruzione di tutta l’attività istruttoria che è stata fatta. (1 comma art
2) riconduce tutto alle risultanze dell’istruttoria. Importante perché da come motivo un atto si
capiscono tante cose, soprattutto in relazione ai vizi che può avere un atto.
Carenza di motivazione —> ipotesi di annullabilità dell’atto.

2/10/2024
I provv/proc si dividono in categorie: —> tra provv vincolati e discrezionali.
Il provv vincolato: quando una norma determina in modo preciso e puntuale tutti i requisiti
necessari per determinare il contenuto del provvedimento. Es: erogazione borsa di studio
—> l’amministrazione non ha potere discrezionale, ma vincolato dal legislatore, che dice tutti
i requisiti che devi avere per ottenere quel provv amministrativo. L’amministrazione è
chiamata solo a verificare il possesso dei requisito —> poi l’atto verrà riconosciuto/negato.
Determinare cosa vuol dire possedere un requisito —> sfera dell’interpretazione. Attività
interpretativa che può portare ad un contenzioso. Il contenzioso si potrà insidiare nella fase
interpretativa: l’amministrazione interpreterà in un certo modo, se per me è vantaggioso ok,
viceversa potrò andare dal giudice a portare la mia interpretazione. L’ultima parola in sede
interpretativa ce l’ha il giudice.
Anche nell’attività vincolata non è esente da ipotesi di contenzioso.
Discrezionale: tutte le volte in cui all’amministrazione viene riconosciuto un potere di scelta,
tra più soluzioni tutte ugualmente legittime. Es: dove faccio la nuova università a torino?
Scelta discrezionale. L’importante è che l’amministrazione faccia una scelta legittima.
Noi non possiamo andare da un giudice e sindacare una scelta esercitata secondo
discrezionalità. —> la discrezionalità non è sindacabile.
Possiamo imporre la scelta migliore? Tendenzialmente l’esercizio al potere discrezionale
non presuppone mai l’imposizione all’amministrazione della scelta migliore (criterio
soggettivo). L’importante è che quella scelta sia legittima, non possiamo chiedergli di
assumere quella migliore (perché l’ultima parola ce l’avrebbe il giudice, che erroneamente si
ingerirebbe nell’amministrazione). Il giudice può solo sindacare se hai usato la
discrezionalità correttamente oppure no. Quella scelta compete solo all’amministrazione.
Nell’ottica della motivazione la discrezionalità è il potere che necessita una maggiore
motivazione, l’esercizio dei poteri discrezionali richiedono di essere motivati in modo più
preciso e puntuale.
La giurisprudenza del consiglio di stato sulla motivazione si è spinta fino a ritenere legittima
anche una motivazione meramente numerica: ad oggi si apre l’idea di ancorare alla
motivazione numerica anche una sintetica motivazione scritta.
Il consiglio di stato fa poi un’altra ricostruzione: l’insufficienza di motivazione porta
all’annullamento del provv amministrativo. Tendenzialmente il consiglio guarda la bontà
dell’atto: se questo si reputa sostanzialmente giusto anche se poco motivato, il consiglio non
lo annulla. Viceversa, se la poca motivazione è connessa ad altri elementi che il giudice
rileva di illegittimità dell’operato dell’amministrazione, allora lo annulla.
Il consiglio vede l’insufficienza di motivazione come una formalità: se l’atto è corretto, anche
se lo hai motivato poco, te lo passa.
—> se io ti annullo l’atto, l’ammin potrà confermare la scelta andando a motivare di più.
Insufficienza di motivazione: impossibilità di annullare quell’atto per questo vizio.
Anche perché la motivazione ha come scopo quello di rappresentare la ragione
dell’esercizio del potere ammin: se motivi bene un atto, il destinatario è più propenso ad
accettarlo.
Art 3: la motivazione cosiddetta “per relationem”: se nella motivazione si fa riferimento ad
altri atti, l’ammin è obbligata ad allegarli e a renderli disponibili. Istituto che si utilizzava molto
quando il dipendente doveva scrivere tutto l’atto, e quindi lo richiamava e lo rendeva tutto
disponibile.
4 comma art 3: In ogni atto notificato al destinatario devono essere indicati il termine e
l'autorità cui è possibile ricorrere. La mancanza di queste indicazioni all’interno del provv non
inficiano la validità dell’atto. Il provv ammin sarà comunque valido ed efficace, ma legittima
la rimessione in termini: se io vado dal giudice a dimostrare che nell’atto non erano indicati i
termini, mi potrà rimettere in termini (mi dirà che il mio ricorso non è tardivo).
Art 3 bis: Per conseguire maggiore efficienza nella loro attività, le amministrazioni pubbliche
(agiscono mediante strumenti informatici e telematici). Idea dell’utilizzo della telematica nei
rapporti con le ammin pubbliche.
Ci si spinge fino a imporre la forma digitale: certi atti x essere validi devono essere siglati
mediante la forma digitale.
Art 4: le pubbliche amministrazioni sono tenute a determinare per ciascun tipo di
procedimento relativo ad atti di loro competenza l'unità organizzativa responsabile della
istruttoria e di ogni altro adempimento procedimentale, nonché dell'adozione del
provvedimento finale. Unità organizzativa responsabile del procedimento.
L’attività ammin si divide in attività giuridica e in attività materiale.
Ci sono ammin, uffici, che sono volti all’adozione di provv ammin, che svolgono attività
meramente giuridica. —> Non tutta l’attività ammin è solo giuridica.
Ciascun proc amministrativo, viene attribuito di norma da una legge/regolamento ad un det
ufficio.
Ufficio: l’unità organizzativa minima, costituito da persone, beni, organizzazione. (Richiama
la definizione di azienda).
Art 4 dice che l’attribuzione dei proc ammin agli uffici deriva da legge/regolamento. Qualora
non derivi da questi, lo può fare direttamente l’ammin. Si configura quando ad un’ammin
viene attribuito un proc nuovo ad es., non si sa chi dovrà occuparsene, quindi la figura
apicale dell’ammin lo attribuirà ad un det ufficio. —> problemi che possono sorgere: a un
dipendente puoi affidare qualsiasi mansione? No. Se tu hai un det inquadramento, puoi
svolgere det mansioni.
1 comma art 4: legato al fatto che tutte le volte che abbiamo un proc ammin, è necessario
sapere a quale ufficio compete. Di nuovo di fronte all’idea che ciascuno deve avere chiaro
cosa deve/non deve fare.
2 comma: Le disposizioni adottate ai sensi del comma 1 sono rese pubbliche secondo
quanto previsto dai singoli ordinamenti. L’indicazione dell’ufficio deve essere reso pubblico,
esternamente si deve sapere quale ufficio si occupa di una det pratica. Quindi dal pov
ammin il 1 step: determinare l’ufficio competente di un det proc ammin.
Art 5: Il dirigente di ciascuna unità organizzativa provvede ad assegnare a sé o altro
dipendente addetto all'unità la responsabilità dell'istruttoria e di ogni altro adempimento
inerente il singolo procedimento nonché, eventualmente, dell'adozione del provvedimento
finale. —> Dice quel singolo proc a quale dipendente deve fare riferimento. Una volta
individuato l’ufficio, quel singolo proc da chi deve essere seguito? Ogni proc è attribuito dal
dirigente responsabile, a se o ad altro dipendente —> il dirigente ha una funzione molto
importante, perché deve organizzare il lavoro all’interno del suo ufficio, con un’ottica per cui
bisogna smaltire e organizzare l’ufficio in modo che le persone che ci lavorano possano
adottare provv ammin in un arco temporale dato.
Finché lui non attribuisce la responsabilità a qualcun altro —> rimane a lui. L’idea è di un
dirigente che conosce chi fa che cosa, e che può organizzare il lavoro.
Cosa deve fare il responsabile del proc? Il cittadino sa chi sta seguendo la sua pratica —>
personificazione dell’operato delle ammin pubbliche.
Il responsabile è colui che deve gestire tutta la fase istruttoria, nonché eventualmente
adottare il provv finale. —> potrebbe anche non essere lui il soggetto chiamato ad adottarlo.
Colui che è chiamato ad adottare l’atto non potrà farlo discostandosi dalle decisioni
istruttorie, e se lo fa dovrà farlo motivandolo. L’idea che il provv deve sfociare dal proc:
quindi è logico adottare un atto che non sia il risultato dell’istruttoria svolta? No.
Dalla motivazione noi vediamo le attività istruttorie che sono state svolte, e se non le
vediamo nella motivazione noi abbiamo diritto ad accedere al proc amministrativo. Abbiamo
diritto di conoscere gli atti endo-procedimentali adottati.
Art 5 ultimo comma: L'unità organizzativa competente (, il domicilio digitale) e il nominativo
del responsabile del procedimento sono comunicati ai soggetti di cui all'articolo 7 e, a
richiesta, a chiunque vi abbia interesse. —> Sono delle info che devono essere comunicate
al destinatario dell’azione ammin, e a richiesta a chiunque vi abbia interesse. Se il proc ha
avvio su istanza di parte l’unità organizzativa la conosci? Sì. Però quello che non sai è la
persona fisica responsabile, il domicilio digitale ecc… (per avere info sul proc ammin).
L’individuazione del responsabile non ha una scansione temporale, ma tendenzialmente la
giurisprudenza ci dice che viene fatta come prima fase. Finchè il dirigente non attribuisce ad
altri, il responsabile è lui stesso.
Art 6: indica le funzioni del responsabile del proc (si occupa della fase istruttoria,
eventualmente anche della decisione) —> “Compiti del responsabile del proc”, valuta ai fini
istruttori (…).
Devi fare tutta l’istruttoria necessaria, ma non quella superflua.
In relazione alle tipologia di proc ammin, l’istruttoria è molto standardizzata. Un po’
determinata dalle singole leggi, un po’ gli uffici si organizzano.
I proc ammin ha natura documentale, quindi l’istruttoria può essere semplicemente la
riesamina di molti documenti.
Responsabile del proc è colui che è chiamato ad esperire il soccorso istruttorio: impone al
responsabile del proc di chiedere la ratifica delle istanze erronee o incomplete. Se l’istanza
contiene un errore/incompleta, il responsabile del proc non può rigettarla ma deve chiedere
a colui che l’ha presentata, l’integrazione o la correzione.
Ci sono tipi di atti che aprono un contenzioso significativo: i provv ammin possono essere
contingentati (a nr chiuso) o non contingentati (es. la patente di guida). Il soccorso istruttorio
è problematico nel caso di rilascio di provv ammin contingentato. Nasce nell’idea che
l’ammin vuole sempre avere il più alto numero di competitori possibili.

7/10/2024
Il responsabile è il pto di connessione tra organizzazione e attività.
Legge 241 riguardo il responsabile: 4,5,6 art —> art 4: distinguiamo responsabile (individuo)
e ufficio responsabile (unità organizzativa). “Ove non sia già (…)” x ogni ammin io vedrò tutti
i casi in cui avremo poteri, e decido a chi assegnarli x ufficio. Una tabella che x ogni tipo di
proc mi dice quale ufficio è responsabile del proc. …
Io ho bisogno che la pa con atto generale individui x ogni proc qual’e l’unità organizzativa
d’ufficio responsabile dell’intero proc.
Il resp del proc è colui che è a capo dell’ufficio.
Ce un modo di far diversamente? Comma 1 art 5: il dirigente di ciascuna unità ammin (…).
Se non fa niente il resp è colui preposto all’attività organizzativa… il dirigente che può
essere la = persona, oppure qualcuno che si sovrappone, … —> l’ammin con atto generale
individua tutti gli uffici resp di tutti i tipi di proc. Se non fa altro sappiamo che il resp del proc
è colui che è preposto …
Poteri del resp del proc (art 6):
A) valuta a fini istruttori le condizioni di ammissibilità, requisiti di legittimazione,
presupposti rilevanti x l’emanazione del provv. Circostanze di tempo e di luogo … “valuta”,
cioè fa un accertamento e vede se hanno le condizioni o no.
B) accerta (constatare se un fatto è vero o no) d’ufficio (non è necessaria istanza di
parte) i fatti disponendo di tutti i poteri necessari. …
A seguito dell’avvio, ce l’attività istruttoria. Ci sta dentro tutta l’attività conoscitiva della pa,
che passa quasi sempre attraverso documenti, che possono essere chiesti alla parte che fa
l’stanza, e quindi vengono inseriti nel proc da coloro che vi partecipano. Molto spesso nei
docu che vengono chiesti sono prodotti da altri. Quando diciamo che non sono prodotti da
loro, chi li ha prodotti? Xke il resp deve acquisire d’ufficio.
—> Art 18 comma 3: sono accertati d’ufficio (…). Se sono accertati d’ufficio devi smetterla di
chiedere a noi.
Comma 2: i docu (…). Sono detenuti istituzionalmente (non possono essere un fatto
occasionale) da altre pa. Io acquisisco nella fase istruttoria tutti gli elementi necessari a
decidere…
All’interno della fase istruttoria ci sono anche gli accertamenti: valutazioni e pareri. Un parere
se ne può prescindere, posso decidere anche senza avere questo aiuto. Le valutazioni non
posso prescinderne, e la disciplina della 241 permette di individuare istituti sostitutivi.

9/10/2024
Non è annullabile il provv adottato in violazione del … . Suppone che ci sia una forma violata
che avrebbe portato l’annullabilità.
Il contenuto dispositivo non sarebbe stato diverso —> allora non è annullabile.
La natura vincolata del provv ha fatto pensare che sia l’ipotesi dell’atto vincolato, cioè quello
che si ritiene la riconduzione… sembrerebbe che la questione sia altra.

Atto invalido: essendo soggetto alle fonti del diritto, stiamo dicendo che l’atto ammin non è
conforme. … cosa produce? Ciò che l’ordinamento prevede nel caso di violazione di quelle
norme. Questo mondo che comprende anche i casi in cui è possibile procedere può essere il
risarcimento del danno, ma non l’invalidità dell’atto.
Mondo della non invalidità: mondo delle irregolarità (non è una invalidità, nonostante sia una
difformità).
Leggendo il 21 octies il provv è annullabile quando viola uno dei 3 vizi.
… difformità di un atto dalla disciplina che lo riguarda…
Annullabilità: mi rinvia ai 3 vizi.
21 septies: definisce la nullità: è nullo il provv che manca degli elementi essenziali, viziato
da difetto assoluto di attribuzione (…). La legge non dice quali sono gli elementi essenziali.
Chi può dire quali sono? La giurisprudenza che poi nel caso concreto dice quali sono i casi
di nullità in cui mancano elementi essenziali.
1418 cc: parla della contrarietà a norme imperative, cosa che da noi nel dir ammin non
compare. È poi rovesciata la presentazione

14/10/2024
- art 21 octies comma 1: cause di annullabilità
2 comma art 21 opties: ipotesi x cui il provv non è annullabile. In part è diviso in 2 frasi. “Non
è annullabile (…). —> cerca di salvare una det categoria di provv: quelli di natura vincolata.
(Nel concetto di violazione di legge molto si gioca in chiave interpretativa. Molti provv
possono comunque essere viziati, anche se vincolati). In questa ipotesi nel provv vincolato
la partecipazione è meno importante …
Il comma ci dice che se il contenuto dispositivo dell’atto (la decisione) non sarebbe
cambiata, allora anche se è stato adottato un provv sulla base di violazione di norme, queste
non possono portare all’annullamento dell’atto. —> quindi è possibile che il giudice annulli
un provv vincolato che non ha rispettato una fase del proc ammin che non avrebbe cambiato
la decisione del giudice? No. Ci sono prescrizioni che vengono declassate, xke se non
portano all’annullamento, l’ammin può ignorarle.
2 frase: il provv non è annullabile x mancata comunicazione dell’avvio del proc (…). —> se
la pa adotta un provv vincolato e non fa la comunicazione di avvio, potrà provare in giudizio
che il contenuto dispositivo dell’atto non sarebbe stata diversa da quella in concreto
adottata.
Diverso è il mondo dell’attività discrezionale —> la mancata comunicazione porta
all’annullamento, xke l’ammin non riesce a provare in giudizio che il contenuto dispositivo
non sarebbe stato diverso. Xke i provv discrezionale si caratterizzano x la possibilità di
scelta fra + soluzioni tutte = legittime, quindi non sai come avresti deciso nel caso in cui tizio
avrebbe presentato delle memorie e avre…
L’idea di fondo: il giudice cerca di salvare i provv che dal pov dispositivo non sarebbe stato
diverso, x una ragione di economicità, xke in molti casi il potere tornerebbe all’ammin che lo
eserciterebbe andando a regolarizzare il vizio formale.
Sulla 2 frase ci troviamo già in un contenzioso: è richiesto all’ammin di provare il giudizio che
il contenuto non sarebbe stato diverso. Compete all’ammin dimostrare che il contenuto non
sarebbe stato diverso anche se avesse fatto la comunicazione d’avvio.
Intervento nel proc ammin: art 9. L’idea è che det categorie di soggetti possono partecipare
al proc ammin, che non scaturisce unicamente da attività solo della pa, ma alcuni soggetti
possono partecipare…
Possono intervenire tutti coloro a cui possa derivare un pregiudizio dal provv.
Soggetti portatori di interessi pubblici (le pa) e di interessi privati (persone fisiche o
giuridiche). Sugli interessi diffusi devono essere costituiti in associazioni o comitati. Interessi
diffusi: es i sindacati, le associazioni ambientaliste…
Nella partecipazione ci viene richiesto che si debba costituire in associazione o comitati: un
soggetto privato potrebbe portare nel proc un interesse diffuso collettivo? Se è una
posizione giuridica che non si sovrappone alla propria no.
Tendenzialmente possono partecipare tutti, ma coloro che ricevono la comunicazione sono
in una posizione privilegiata. Può partecipare chiunque abbia notizia del proc.
Puoi partecipare solo nei proc su provv discrezionali? No, la legge non circoscrive il tuo
potere. La ratio di una partecipazione al proc vincolato —> se hai il timore che l’ammin non
valuti bene i fatti.
Cosa vuol dire partecipare ai proc ammin? Art 10 dice che vuol dire 2 cose:
a) prendere visione degli atti del proc. possibilità di fare accesso endoprocedimentale (ci
troviamo dentro il proc ammin), non abbiamo ancora l’atto, siamo nella fase istruttoria. Fase
istanza d’accesso agli atti del proc. X dire la tua prima vuoi capire cosa ha fatto l’ammin.
b) presentare memorie scritte (proviene dall’elemento conoscitivo dello = soggetto che la
produce, volta a illustrare fatti che sono nella disponibilità del soggettto che la presenta) e
docu (provengono da tecnici e professionisti) che l’ammin ha l’obbligo di valutare qualora
siano pertinenti con l’oggetto dell’istruttoria.
Che diligenza è richiesta a un professionista nel rilascio di una perizia, parere, docu?
Professionale, è superiore al buon padre di famiglia.
Nella partecipazione + imp il docu. Il docu costa. Tu lo produci se hai tanto interesse nel
proc. L’obbligo valutativo ce, ma se porta elementi di poco conto, l’ammin ci metterà poco a
smontarla.
Quindi coloro che partecipano di + sono le persone giuridiche quando hanno interessi forti, e
le associazioni e comitati xke hanno la forza x partecipare. La partecipazione x essere presa
sul serio deve essere organizzata, e devi essere disposto a mettere soldi (x fare perizie,
studi ecc…).
La partecipazione la possiamo definire scritta.
Ad oggi si affaccia la possibilità di essere sentiti. Nell’idea di buona ammin ce anche l’idea di
una partecipazione orale. Ad es nei proc di rilascio dei permessi di soggiorno si fa strada
l’idea di aver diritto ad essere sentiti, poter partecipare tramite udizione orale. L’idea è che
dover sentire qualcuno aggrava il proc rallentandolo. La partecipazione scritta consente una
celere acquisizione da parte delle ammin.
Il giudice non ha l’obbligo di ammettere le prove testimoniali al processo.
Forma prescritta x i provv ammin: libera. Può essere imposta una forma, ad substantiam
o ad probationem, diversamente il principio è la libertà delle forme.
Chi può partecipare? Tutti coloro di cui all’art 9, quindi chiunque dal provv possa subire un
pregiudizio. Ma alla fine partecipa chi ha notizia che un proc è in corso.
Molto diverso è chi può partecipare e chi può opporsi a un provv. Può essere che tu possa
partecipare, ma che tu non abbia la legittimazione ad opporsi. Il fine sotteso alla
partecipazione è arrivare ad una decisione migliore x l’interesse pubblico —> arrivare ad una
decisione che meglio soddisfa l’interesse pubblico.
Art 10 bis: motivi ostativo all’accoglimento dell’istanza : preavviso di rigetto. Opera solo nei
proc che hanno avvio su istanza di parte, e non in quelli d’ufficio. L’adozione della
comunicazione dei motivi ostativi è una funzione demandata al nostro responsabile del proc,
è uno degli atti che lui deve adottare. Ci collochiamo alla fine della fase istruttoria, prima
dell’adozione della decisione. Prima della formale adozione del provv negativo, deve
comunicare agli istanti (coloro che presentano l’istanza) i motivi che ostano all’accoglimento
della sua istanza. In base alle risultanze istruttorie mi rendo conto che sto x adottare un
provv negativo. Allora sono tenuto a comunicare a costoro i motivi x cui io sto x adottare un
provv negativo.
Dopo ha 10 gg di tempo x presentare osservazioni magari corredate da documenti. Si apre
un dialogo tra la pa e il cittadino.
Il 10 bis ci dice che sospende i termini del proc che ricominciano a decorrere 10 gg dopo la
presentazione delle osservazioni. Il soggetto istante è obbligato a presentare osservazioni?
No, ma è un suo diritto.
Se tu non fai il 10 bis quello è un vizio di validità dell’atto. Obbliga l’ammin a spiegarti xke ti
sta x dire di no.
Queste osservazioni l’ammin è obbligata a valutarle e a darne ragione nella motivazione
finale del provv. Dopo aver attivato il 10 bis l’ammin è obbligata a confermare il provv
negativo? No.
È possibile che io non presenti osservazioni: l’ammin può ancora cambiare idea? Sì.
“L’ammin è tenuta a individuare motivi ostativi ulteriori conseguenti delle osservazioni “. Se
io presento osservazioni, e comunque l’ammin vuole provvedere in senso x me negativo,
dovrà darne conto nella motivazione, cioè dire xke nonostante le osservazioni lei insista
nell’adottarmi un provv negativo (elemento costitutivo della motivazione). Perché in questa
ipotesi, io chiedo l’annullamento del provv negativo.
“In caso di annullamento nell’esercitare nuovamente il potere, l’ammin non può addurre x la
prima volta motivi ostativi già emergenti dall’istruttoria del provv annullato.” —> non potrà
obiettarmi motivi che già conosceva, xke in questo modo l’ammin non si comporterebbe
secondo buona fede e collaborazione, xke ti continuo a trovare un’obiezione x dirti di no.

15/10/2024
Annullabilità (si divide in 3): fa parte di una teoria delle fonti.
Rappresentazione che parte da: violazione di legge che trova specificazione negli altri 2 —>
incompetenza (riguarda violazione di norme che definiscono l’organo competente), eccesso
di potere (attiene al non perseguire l’interesse pubblico, non atterrebbe alla competenza, ma
al fine dell’interesse pubblico, sarebbe una subspecie quando il fine dell’interesse pubblico
non è perseguito). La violazione di legge sarebbe qualsiasi violazione di legge che non sia
residuale, quindi che non sia incompetenza ed eccesso di potere.
Tutta l’annullabilità è una violazione di legge, ma trovi specificazione negli altri due.
È violazione di legge qualsiasi violazione di legge che non sia incompetenza ed eccesso di
potere.
Dentro l’eccesso di potere si distingue: lo sviamento di potere dalle figure sintomatiche.
Lo sviamento: ipotesi x cui un’ammin nell’atto persegue in fine diverso da quello indicato in
legge.
Nessuna ammin è cosi sciocca da perseguire un fine diverso da quello consentito. Quindi si
inventano le figure sintomatiche che non dichiarano che stanno perseguendo un interesse
diverso. Cerca di dire che sta perseguendo un fine di interesse pubblico, ma lascia
comunque delle tracce di sviamento (figure sintomatiche).
Contraddittorietà fra atti dello = proc (non bisogna demolire ma demolisco) o di proc diversi
(al primo tizio non faccio prendere le ferie e al secondo si). Tutte le volte in cui tratto in modo
contraddittorio non per forza vi è disparità di trattamento.
Insufficiente istruttoria e motivazione: insufficiente —> la motivazione non è inesistente, ma
ce un giudizio relazionale rispetto alla decisione. Hai motivato, ma non in modo sufficiente.
Violazione delle circolari e degli atti generali: violarli diventa un eccesso di potere xke l’atto
generale non è astratto (posso derogare motivando, cioè spiegando le ragioni x cui in quel
caso l’applicazione dell’atto generale sarebbe incongruo).
Circolari interpretative: l’ammin dice qual’e la sua interpretazione. La violazione di
circolazione è una violazione di legge. L’interpretazione che mi scrivi nella circolare tu non la
condividi. Interpretazione non corretta, quindi è una violazione di legge.
Incompetenza: che va distinta dal difetto di attribuzione (21 septies). Come distinguo? Ed
difetto di attribuzione quando l’organo che ha emanato l’atto appartiene a un ente diverso da
quello che sarebbe stato competente. Eccezione: l’organo incompetente abbia almeno
un’altra competenza nella materia.
L’incompetenza è una violazione di legge specifica.
Violazione di legge: legge=violazione di norme generali e astratte, qualsiasi al netto delle
nullità.
Vizio di eccesso di potere come vizio della funzione: in quanto l’errore sta già nel modo in
cui ho esercitato la funzione. Cosa definisce l’esistenza di un potere amministrativo? Il fatto
che una legge indichi che un interesse pubblico prevale su uno privato.
È una definizione astratta di qual è il mezzo ad un tempo utile e conforme x perseguire
l’interesse pubblico: credo uno standard generale che vada bene x casi molto diversi tra
loro.

21/10/2024
Elementi costitutivi ente pubblico:
Microrganizzazione:
Ci sono norme
Quando la corte cost tedesca dice che ci sono controlimiti ai limiti dell’ordinamento europea,
dice cosa esatta. L’unione vince nella sua competenza, ma posso individuare un
fondamento cost interno a dei limiti posti dall’ordinamento europeo.
In materia di organizzazione ci sono norme costituzionali: 97-98 che pongono principi di
organizzazione. Dopo la cost ce la legge statale-regionale ciascuna nelle proprie aeree di
competenza.
Fuori dalle norme cosa ce in materia di organizz? Atti generali e provvedimenti. Atto
generale: generale (condivide carattere delle norme) e concreto (condivide carattere del
provv).
Esempio atto generale in materia d’organizzazione: la definizione di apertura e chiusura
degli uffici pubblici
Esempio provvedimenti =: impartire un ordine
Generale e concreto: pluralità di soggetti det/indet x categorie, concreto: riguarda un
caso/+casi
Astrattezza: una rigidità, se la viola scatta il sistema sanzionatorio. Io rendo la norma
indifferente al caso concreto.
Come faccio a derogare un atto generale? Emano il provv e motivo, xke lo scostamento
dell’atto generale è giustificato da una specificità del caso che va a definire.
L’atto generale definisce uno standard che lascia al decisore che deve applicarlo la
possibilità di scostarsene.

Prassi ammin:
L’atto applicativo di un atto generale non ha bisogno di motivazione particolare, prendo
decisione in conformità allo standard
Provv in materia di organizzazione: avendo in mente 3 funzioni di organizzazione:
1) principio di gerarchia: .. che rappresenta la gerarchia è l’ordine: impartire un ordine, o
un divieto o un comando. Xke l’ordine? Xke colui che lo riceve deve obbedire. Tradotto non
può scegliere il mezzo …l’ordine non solo mi decide cosa devo fare, ma anche in che modo
devo farlo. Se invece l’esecuzione dell’ordine non consegue l’obiettivo la colpa è di chi mi ha
impartito l’ordine. Qual è il modo x poter parlare di una soluzione differente da questa? Metto
insieme 2 ordini tra cui scegliere, tra 2 soluzioni : 2 ordini in alternativa si chiamano direttive.
Se non ce nessuna delimitazione non ho una direttiva.
2) direzione
3) coordinamento: fra esterno e interno. Interno: rappresentazione dell’organo collegiale.
Quando prendo un insieme di organi … e li coordino attraverso alcuni suoi esponenti. La
conferenza di servizi può realizzare un’attività di coordinamento. Esterno: io emano un atto
ammin fondato su un potere di coordinamento attribuito dalla legge, e con quell’atto decido
come mettere insieme una serie di comportamenti autonomi di vari enti. Il coordinamento
suppone una pluralità di competenze, e io le voglio coordinare, ma che abbiano una loro
autonomia.
Il gov ha una funzione di coordinamento degli enti territoriali.

Capacità: art 11 cc gli enti pubblici hanno la capacità attribuita secondo le leggi di diritto
pubblico. Le persone giuridiche quando acquistano le 2 capacità? Art 12 cc rinvia alla
disciplina x le associazioni/fondazioni.
Enti pubblici: fine pubblico come elemento costitutivo come ragione della loro istituzione, se
viene meno l’interesse a curare questo —> ragione d’estinzione di questo ente, venir meno
della causa giuridica istitutiva dell’ente
Ufficio
Beni, persone, organizzazione degli uni e degli altri.
Beni: tutti i beni destinati dall’ente a un det servizio, non importa la ragione con cui li ha
acquisiti.
.. coattivo (es tutte le ipotesi di precettazione di medici ecc, in quel momento si instaura un
rapporto non volontario, ma coattivo) volontario (onorario (quel servizio a titolo non
professionale, es: tutti gli organi di gov; i componenti delle associazioni di volontariato sono
persone fisiche che assumono l’incarico a titolo non professionale) professionale (rapporto di
lavoro subordinato, autonomo, sono di solito persone fisichet
. Ci sono anche organizzazioni di professionisti rispondendo a un rapporto di lavoro
autonomo attraverso un’organizzazione non con soli individui)
Organizzazione: di solito un’attività, senza organizzazione non valgono gli altri 2. Rinviamo a
quello riguardo alle fonti, ai suoi atti generali e ai suoi procedimento. Attraverso queste fa
funzionare quell’ente, un’attività organizzativa che fa funzionare un ente.

22/10/2024
organizzazioni: un’organizzazione sta usando un’altra quando parliamo di organizzazioni.
Esternalizzazione: gli organi portano avanti la volontà dell’ente
Organi monocratici o collegiali.
Ce un presidente/altro organo che funge da presidente, con 2 poteri fondamentali:
convocare l’organo stabilendo odg, luogo, data e ora della seduta, e disciplinare con poteri
di polizia delle sedute l’andamento dei lavoro (dice quando la seduta e aperta, da e toglie la
parola, dice quando e come si vota,
Voto indispensabile: quando il voto riguardi le persone… non la loro qualità professionale.
Se io voto una persona xke medico ecc (qualità professionali) la segretezza non è
necessaria, xke voto la sua professionalità, non il suo individuo.
Quorum necessario xke la seduta sia valida (quante persone devono essere presenti
affinché si possano cominciare i lavori). Strutturale o costitutivo.
La regola è: 50% +1 dei componenti l’organo. Una volta che ho il quorum strutturale posso
cominciare la seduta.
Come si delibera in assenza di norma scritta che dice come si raggiunge la maggioranza
necessaria? la regola non scritta di principio è il 50%+1 dei presenti, fermo restando il
quorum costitutivo, quindi se sono 16 il minimo, e sono tutti presenti, si delibera con 9 voti
favorevoli.
Altri quorum: maggioranza dei voti. Come si dice un quorum + basso? La maggioranza de
votanti. Quindi 16 presenti, 4 astenuti, maggioranza dei votanti = 5.
Quorum deliberativo + favorevoli: maggioranza dei voti validi: oltre agli astenuti sottraggo
quelli che hanno espresso un voto nullo.
Come si fa a decidere su che cosa si vota?
1) la proposta: documentazione testata mandata ai componenti e si dice quali sono le
proposte. Come si crea proposta con emendamenti? Si mettono a votazione i vari
emendamenti, alla fine farò il voto finale per la proposta risultante. Il ruolo del presidente è
fondamentale.
Il presidente di solito non vota, perché dovrebbe essere imparziale.
Casi in cui la norma prevede che il voto del presidente valga doppio in caso di parità: anche
in quei casi di solito non si esprime. Il voto del presidente che è determinante tende ad
andare incontro alla soluzione meno estrema, deve essere molto giustificata la sua
espressione di voto.
Verbale: verbalizzazione di comportamenti che in forma diversa dall’atto scritto non sono
stati espressi, da x iscritto ciò che è avvenuto.
I deliberati invece di solito hanno la forma dell’atto scritto. Il contenuto di ciò che é stato
deliberato: deliberazione: la volontà di coloro che hanno votato a favore diventa la volontà
dell’organo —> quindi la volontà dell’ente
Art 49 cost: i partiti compongono la politica nazionale. Dal 1943 tutte le pa hanno 2 tipi di
organi: di governo e dirigenti.
1) organi di governo: giunta comunale, giunta provinciale, ministri, sottosegretari, viceministri
ecc…il presidente nomina gli alti dirigenti…
… molti degli organi rappresentativi una volta eletti non sono più rappresentativi di chi li ha
eletti: si è anche introdotto il divieto di mandato imperativo: non puoi sentirti vincolato a chi

Monocratici collegiali, di governo o gestionali, rappresentativi o non rappresentativi.
Organi: coloro che all’interno dell’ente possono esprimere validamente la volontà dell’ente.
Chi non è organo non esprime la volontà dell’ente. L’importante è che chi emana l’atto
ammin è xke è organo dell’ente.

23/10/2024
Diritti soggettivi e interessi legittimi
Tutti possono agire x la tutela dei propri diritti e i propri interessi…
Al consiglio di stato … spetta la tutela degli interessi legittimi …
Part 1 cost, riserve di legge, disciplina costituzionale della tutela delle libertà …
La cost implicitamente parla anche di interessi legittimi.
I diritti secondo il dir privato si distinguono 2 categorie: assoluti e relativi. Questi due tipi si
suddistinguono in reali —> patrimoniali —> dir di credito —> non patrimoniali —> il diritto del
genitore e del figlio di ottenere l’educazione (es di non patrimoniale).
Art 1 della 241/1990: gli accordi
La ragione giuridica dell’accordo non è disciplinare una situa patrimoniale.
Tendenzialmente se parlo di libertà mi riferisco a diritti non patrimoniali.
Diritto soggettivo: se devo dare una definizione unitaria tutti questi diritti quale carattere
peculiare hanno? La nascita di questi (dir soggettivi) implica una protezione che
l’ordinamento intende dare anche nei confronti dell’autorità ammin: quella posizione
protegge un individuo come la pa. È la conquista che viene dati agli individui nei confronti
della sovranità. Se una legge viola un mio diritto io posso chiedere di annullare quella legge.
Se io ho un diritto lo posso opporre anche ad un provv giurisdizionale.
Il dir soggettivo vale nei confronti di qualsiasi pa.
Quando nasce l’idea che la cost protegga i diritti e le libertà nasce anche la
concettualizzazione che le posizioni soggettive di tutela degli individui sono opponibili al
potere pubblico.
La soluzione che viene data con la legge del 1865 per sapere se un soggetto abbia un diritto
soggettivo la competenza è del un tribunale ordinario: disapplicazione. Quindi il diritto
soggettivo viene esteso alla pa: non si è solo eguali davanti alla legge, ma è così forte che
contempla la pa anche in giudizio. Si tratta di vedere nel caso concreto se l’azione
dell’ammin è stata nell’area dei suoi poteri oppure no.

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