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Corso di Laurea in Fisica

ANALISI MATEMATICA I e II

Prova scritta del 6 settembre 2012

1) Dimostrare per induzione che:


n
X n(n + 1)3
k3 < , n ∈ N \ {0}.
k=1
2

Svolgimento.
Procediamo per induzione. Per k = 1 é banalmente vera. Dimostriamo l’induttivitá della
proposizione.

n+1
X n
X
k3 = k 3 + (n + 1)3 ≤
k=1 n=1

(per l’ipotesi induttiva) (1)

n(n + 1)3 3 3 n+2 (n + 2)3


≤ + (n + 1) = (n + 1) < (n + 1) ,
2 2 2
infatti
n+2
3 (n + 2)3 (n + 1)2 (n + 2)2
(n + 1) < (n + 1) ⇐⇒ < ⇐⇒ n + 1 < n + 2.
2 2 2 2

2) Studiare la funzione
1
f (x) = + 2x, (0 ≤ x ≤ π)
3 tan3 x
e tracciare il grafico.
Svolgimento.
Campo di esistenza: [0, π] \ {0, π2 , π}.
Comportamento agli estremi del dominio.

lim f (x) = +∞, lim f (x) = −∞, lim f (x) = π, lim f (x) = π.
x→0+ x→π− x→ π2 + x→ π2 −

Calcoliamo la derivata prima per determinare gli intervalli di monotonia.

1
′ 1 2 1 1 −1 − tan2 x + 2 tan4 x
f (x) = − (1 + tan x) + 2 = − − +2 = .
tan4 x tan4 x tan2 x tan4 x
Il segno di f ′ è determinato dal numeratore, ponendo t = tan2 x ci riconduciamo alla risolu-
zione della disequazione 2t2 − t − 1 > 0. Le radici sono t1 = − 21 e t2 = 1. L’unica soluzione
accettabile, per la posizione fatta, è t = 1, ovvero tan2 x = 1, da cui tan x < −1 oppure
tan x > 1. Queste disequazioni, riportate agli angoli nel dominio considerato, forniscono:
f ′ (x) > 0 se π4 < x < π2 e π2 < x < 34π , su questi intervalli la funzione é crescente. Mentre
f ′ (x) < 0 se 0 < x < π4 e 3π
4
< x < π, su questi intervalli la funzione é decrescente.
Calcoliamo la derivata seconda per determinare gli intervalli di concavitá e di convessitá di
f.
 
′′ 2 4 1
f (x) = (1 + tan x) .
tan x + 2 tan3 x
2

Il segno di f ′′ é determinato dal segno di tan x. f ′′ (x) > 0 se 0 < x < π2 , su questo interallo
la funzione é convessa. f ′′ (x) < 0 se π2 < x < π, su questo intervallo la funzione é concava.
Possiamo tracciare il grafico approssimato di f .

0 π /4 π /2 π 3/4 π x

3) Studiare la convergenza della serie di potenze.



X 1
n xn (e n2 − 1).
n=1

Svolgimento.

2
Calcoliamo il raggio di convergenza della serie:
1 1
r = lim p = lim = 1.
n→+∞ √
q
n→+∞ n |a | n 1
n n
n e n2 − 1

Infatti, per n sufficientemente grande, si ha


 
1 1 1 1 1
1 > e n2 −1 = 2 + +o > ,
n 2n4 n4 n2

n
e limn→+∞ n2 = 1.
Per x = 1 otteniamo, tenuto conto dello sviluppo visto sopra, che la serie

X 1
n (e n2 − 1)
n=1

si comporta come

X 1
n=1
n
che diverge. Mentre per x = −1 risulta

X 1
(−1)n n (e n2 − 1)
n=1

che converge per il criterio di Leibniz perché nel termine generale della serie il coefficiente di
1
(−1)n tende a zero decrescendo (basta fare la derivata prima di f (t) = t (e t2 − 1)). Quindi
la serie converge puntualmente in [−1, 1) e uniformemente sugli intervalli [−1, 1 − δ], con con
0 < δ < 2.
4) Data la funzione

 x2
 e ,
 0≤x≤1
f (x) = π (2)
 1 − cos2 √ 1 < x,

3
x
Z +∞
a) Dire se esiste finito l’integrale f (t) dt.
0
Z x
b) Posto F (x) = f (t) dt, stabilire per quali valori di x ≥ 0 risulta
0

i) F é continua.
ii) F é derivabile.

3
Svolgimento.
a) Scomponiamo l’integrale nella somma:
Z +∞ Z 1 Z +∞ Z +∞ Z +∞  
t2 2 π
f (t) dt = f (t) dt = f (t) dt = e dt + 1 − cos √ dt.
0 0 1 0 0
3
x

Consideriamo il secondo integrale determinando l’andamento della funzione integranda al-


l’infinito.
2
π2 π2
   
2 π 1 1
1 − cos √ = 1− 1− √ +o √ = √ +o √ .
3
x 3
2 x2
3
x2
3
x2
3
x2
1
Questa si comporta come 2/3 , essendo l’esponente minore di uno si ha che
x
Z +∞
f (t) dt = +∞.
0

b) Osserviamo che possiamo scrivere


Z 1 Z x
F (x) = f (t) dt + f (t) dt,
0 1

che ovviamente é derivabile (e quindi continua)su (1, +∞) per il teorema fondamentale del
calcolo integrale. Resta da stabilire il suo comportamento nel punto x = 1. In questo punto
F risulta continua perché se x > 1:
Z x Z 1 Z x Z x
π
|F (x) − F (1)| = f (t) dt − f (t) dt = f (t) dt = 1 − cos2 √ dx ≤
0 0 1 1
3
x
Z x  Z x
2 π
≤ 1 + cos √ dx ≤ 2 1 dx ≤ 2|x − 1|.
1
3
x 1

Se 0 < x < 1 Z x
2
|F (x) − F (1)| = et dt ≤ e |x − 1|.
1

Mentre F non é derivabile in x = 1 in quanto

1 1+h
 
F (1 + h) − F (1)
Z
2 π
lim = lim 1 − cos √ dt = 1 − cos2 π = 0.
h→0+ h h→0+ h 1 3
t
F (1 − h) − F (1) −1 1−h t2
Z
lim = lim e dt = e.
h→0+ h h→0+ h 1

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