RICERCA SULLE PERSECUZIONI
L'Unione Sovietica fu il primo stato ad avere come obiettivo ideologico
l'eliminazione totale della religione e la sua sostituzione con l'ateismo
universale. Dopo la rivoluzione d'ottobre il regime comunista iniziò a
confiscare i beni religiosi delle varie chiese presenti in Russia, in particolar
modo della Chiesa ortodossa. Successivamente iniziò a perseguitare i credenti e
iniziò a propagandare nelle scuole l'ateismo e le varie scienze per dare agli
studenti una visione materialista e scientifica del mondo. Molte chiese, moschee
e sinagoghe vennero distrutte o adibite ad altri usi come uffici statali, scuole,
ospedali e magazzini, mentre molti monasteri furono chiusi o convertiti a campi
di prigionia, di cui il più famoso è il Monastero di Solovki, sulle isole
Soloveckie, divenuto il gulag Solovki. Molti membri del clero furono
imprigionati per attività anti-governative.
Secondo alcuni storici la persecuzione si attenuò dopo il 1941 durante la
seconda guerra mondiale, periodo in cui, secondo tali storici, il governo di
Stalin volle creare una parvenza di pace con la chiesa per utilizzarla come parte
dei suoi programmi, allo scopo di ispirare nei cittadini sentimenti patriottici per
combattere il nemico tedesco. Sempre secondo tali stime le chiese salirono da
100 nel 1941 a 25.000 nel 1945 e i membri del clero salirono dal 1941 al 1945
da poche centinaia a 33.000. Altri invece affermano che durante la guerra la
persecuzione si intensificò e divennero fuori legge diverse attività religiose. In
ogni modo, se la persecuzione si attenuò, ciò avvenne soltanto di fatto perché il
governo continuò a dichiararsi ateo, a censurare la stampa religiosa e a proibire
le processioni. Risulta comunque più probabile che la campagna antireligiosa
non si attenuò, sia perché ciò sarebbe andato contro i principi dello Stato troppo
apertamente, sia perché la maggior parte della popolazione era atea (almeno il
70%, anche se fonti governative fanno salire la percentuale a oltre il 90%).
Secondo alcune fonti, in seguito il governo sovietico cercò di tenere la chiesa
sotto controllo nominando preti i suoi uomini più fedeli, e, secondo quanto
asserito, si arrivò al punto in cui le cariche principali furono ricoperte da
ufficiali del KGB. Ad esempio, secondo alcune fonti come il controverso
dossier Mitrokhin, il patriarca Alessio II fu reclutato dal KGB nel 1958 con il
nome in codice di Drozdov.
Secondo diverse fonti il KGB perseguitò diversi altri gruppi religiosi. Tra questi
il gruppo più religioso era la Chiesa Cattolica Ucraina (allora Chiesa Cattolica
Greca dell'Ucraina) che contava, secondo dati ufficiosi, 4 milioni di fedeli.
Secondo alcune fonti, 8 dei 10 vescovi e migliaia di sacerdoti morirono nei
Gulag della Siberia per la loro fede. Un altro bersaglio del KGB erano le chiese
protestanti non registrate, che negli anni 50 contavano 100.000 membri. Tra
questi c'erano 20.000 Testimoni di Geova che, essendo estremamente attivi nel
proselitismo, negli anni '60 furono tra le comunità più aspramente perseguitata
nell'Unione Sovietica.
Un'intensa campagna ideologica, anti-cristiana e anti-religiosa, venne portata
avanti nel corso della storia dell'Unione Sovietica. Un'intensa campagna
propagandistica ed educativa fu intrapresa per convincere in particolare i
bambini e i giovani a non diventare credenti, usando i testi scolastici per
dipingere a tinte fosche il ruolo della religione cristiana e della chiesa. Ad
esempio, molta enfasi venne posta sul ruolo della chiesa in avvenimenti come
l'Inquisizione, la persecuzione di Galileo, Giordano Bruno e altri scienziati
eretici e le Crociate. Gli studenti erano incoraggiati a provocare e usare la
pressione tra pari nei confronti dei compagni di classe che indossavano croci o
che professavano in altro modo la loro fede. Negli anni '20 esistevano molte
pubblicazioni e circoli "anti-Dio" sponsorizzati dal governo, soprattutto la
vituperante e satirica Senzadio al banco di lavoro ("Bezbozhnik u Stanka" in
russo). Successivamente, queste scomparvero perché ormai una nuova
generazione era cresciuta essenzialmente atea.
Venne anche creata, nel 1925, la Lega degli atei militanti (chiamata anche
Unione degli Atei belligeranti o Società dei senza dio) un'organizzazione atea
ed antireligiosa e ne facevano parte operai, contadini, studenti e intellettuali e fu
animata principalmente dai bolscevichi seguendo una propaganda antireligiosa
con lo scopo di eliminare la religione in tutte le sue manifestazioni e trasmettere
alla popolazione una visione materialistica, scientista ed anti-religiosa della
realtà.
L'attacco alla religione fu realizzato anche da un punto di vista scientifico: fu
fatta leva sulla storicità oscurantista ed oppositrice della ricerca scientifica della
Chiesa: in particolare fu preso di mira il racconto letterale della creazione, nel
libro della Genesi, deriso dai testi che supportavano la teoria evoluzionista di
Darwin. All'interno della propaganda anti-straniera e anti-capitalista fu profuso
uno sforzo non banale, specialmente negli anni 1920 e 1930, per imprimere
nella mente delle persone un'immagine dell'Occidente dominato dall'ignoranza
anti-scientifica della Chiesa, opposta all'ateismo scientifico e progressista dello
stato sovietico.
Uno sforzo concertato venne fatto per impedire o boicottare le assemblee dei
cristiani. Durante gli anni '20 e '30 le celebrazioni del Natale e la tradizionale
festa russa del Capodanno vennero proibite (in seguito il Capodanno venne
ripristinato come festa secolare ed è oggi la principale festa di famiglia in
Russia). Raduni e processioni religiose vennero inizialmente proibiti e in
seguito strettamente limitati e regolamentati. Negli anni successivi, un metodo
più subdolo di rovinare le festività cristiane prevedeva la trasmissione di film
molto popolari, uno dietro l'altro, durante le principali feste, quando ci si
aspettava che i credenti partecipassero alle processioni religiose, in particolare
durante le celebrazioni della Pasqua. La mossa era indirizzata a far rimanere
nelle case le persone dalla fede più incerta, incollati alle televisioni.
In generale, la Chiesa fu descritta come corrotta, ipocrita, fedele servitrice del
reazionario zar, oscurantista, "oppio dei popoli" (secondo la definizione di Karl
Marx), e comunque cattiva. La propaganda comunista nei confronti della
Chiesa si rivelò efficace. Nell'arco di una generazione, i Russi, tradizionalmente
molto devoti, divennero in massa atei: questa trasformazione fu quasi
completata degli anni '50.
In seguito alla caduta dell'Unione Sovietica, il governo della Russia si aprì con
favore verso la Chiesa ortodossa russa e si verificò una crescita nel numero di
fedeli in Russia. Come è stato verificato nel 2004, comunque, mentre una gran
percentuale dei Russi oggi si descrivono come credenti e membri della Chiesa
(erano un gruppo molto ristretto negli anni del governo sovietico), in realtà
pochi frequentano la chiesa regolarmente, leggono la Bibbia, o ricevono la
comunione. Sembra che per molte persone la fede sia diventata un motivo di
identificazione personale, di preparazione al battesimo dei figli, di celebrazione
di matrimoni e funerali, e nient'altro. Ciò costituisce una chiara testimonianza
della completezza e del successo a lungo termine della persecuzione comunista
contro la cristianità in Russia.
Richard Wurmbrand, pastore evangelico, autore di Tortured for Christ descrisse
la persecuzione sistematica dei cristiani in Romania, una nazione del blocco
dell'Est. Molti cristiani nell'Unione Sovietica furono imprigionati per l'unico
motivo di credere in Dio - una sorte condivisa anche dai credenti ebrei. Molti di
loro sono stati recentemente canonizzati come santi, in seguito alla morte per
mano delle autorità sovietiche; nella chiesa ortodossa ci si riferisce a loro come
"nuovi martiri" (Si vedano, anche, le voci Nemico del popolo, Gulag, Alexander
Solzhenitsyn, Varlam Shalamov)