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ANalisi Del Cavaliere Inesistente

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FILIPPO LEOMBRUNI CLASSE 2 K

ANALISI DEL TESTO

IL CAVALIERE INESISTENTE DI ITALO CALVINO

Narratore: è omnisciente perché conosce tutti i fatti che accadono

E’ una suora che racconta i fatti in modo estraneo senza fare commenti su ciò che racconta.
All’inizio è esterno al racconta ma nel finale diventa interno perché dichiara di essere
Bramante

Parla in prima persona

Linguaggio Semplice e scorrevole

Tempo Si svolge durante le crociate medioevali nel periodo di Carlo Magno

Il periodo è lungo ed è in ordine cronologico

Ritmo Narrazione lenta nella prima parte e veloce nella seconda parte

Luoghi Campi di battaglia, villaggi, castelli, monasteri

Personaggi Agilulfo, cavaliere senza macchia e senza paura. E’ coraggioso, non si distrae mai, nemmeno
quando sta riposando. Continua a controllare tutto, a impartire ordine e criticare i colleghi.
E’ antipatico a molti

Rambaldo: è un giovane cavaliere che chiede come trovare Argafil per vendicare il padre
morto. Rambaldo rimane impressionato dalla risposta di Agilulfo e prova stima per lui

Gurdulù c’è ma non sa di esserci. Viene chiamato con un nome diverso a seconda del paese
in cui passa. Carlo Magno ordina ad Argilufo di prenderlo con sé.

Bradamante: cavaliere misterioso. E’ una donna ed è innamorata di Agilulfo anche se non è


corrisposta. Pur essendo una donna d’azione, ama alternare momenti di vita attiva a
momenti di meditazione in un convento

Sofronia: figlia del re si Scozia che fu salvata da Agilufo

Torrismondo: un giovane cavaliere, che si dichiara figlio di Sofronia, nato da lei venti anni
prima quando aveva solo tredici anni. Alla fine si scopre che è il fratellastro

Vedova Priscilla: il suo castello è assediato

Fabula(ordine logico e cronologico) e intreccio (organizzazione dei fatti narrati così come è stata
strutturata dall'autore e costituisce l'ordine narrativo) non corrispondono perché ci sono
dei flask back (es quando Torrismondo passa davanti alla grotta e vede Sofronia, ricorda la
terra di Curvaldia dove chiede di far parte dell’ordine dei Cavalieri del santo Gral)

Tipo di testo: Non realistico

Tema Il tema è quello dell’uomo moderno, che si nasconde dietro a una armatura (ruolo sociale),
Quando ne viene privata, diventa una figura inesistente. L’altro tema è quello della ricerca di
sé. Da come da adolescenti si diventa uomini (vd Rambaldo e Torrismondo)
Riassunto

L’’introduzione del racconto si svolge sul campo di battaglia dei Franchi i quali stanno combattendo contro
gli infedeli. Tra i vari soldati c’è anche Agilulfo, un personaggio uomo ma senza corpo infatti ha solo
un’armatura bianca e vuota.

Poco dopo, viene introdotto Rambaldo, un giovane ragazzo ansioso di vendicare la morte di suo padre
avvenuta per mano di Argalif. Rambaldo colpisce Argalif ma egli non viene ucciso direttamente. Infatti
muore perché Rambaldo gli toglie i suoi occhiali.

Rambaldo viene poi fatto cadere in una imboscata dei mori ma viene soccorso da un cavaliere misterioso. A
tutti costi vuole scoprire l’identità di questo cavaliere e allo lo insegue. Quando lo vede togliere l’armatura
scopre che il cavaliere è una donna (Bradamante) e se ne innamora. Ma Bradamante è innamorata di
Agilufo.

Nel frattempo, un giovane di nome Torrismondo, durante un banchetto discredita Agilufo. Infatti, secondo
lui, la carica di paladino che Agilufo aveva ottenuto per aver salvato una ragazza vergine non era giusta
perché secondo lui, egli stesso era il figlio di quella ragazza e quindi non poteva essere vergine.

Agilufo quindi non si sente degno di essere cavaliere e va a cercare la ragazza per scoprire se era vergine al
tempo del salvataggio. Agilufo viene inseguito da Bradamante che a sua volta è inseguito da Rambaldo.
Intanto, Torrismondo va alla ricerca del pasre per entrare nell’ordine dei cavalieri del Santo Gral. Ma ben
presto scopre di non volere entrare in questo ordine e ritorna a combattere.

Agilufo trova finalmente la donna che ha salvato, Sofronia. Ha così la conferma che Torrismondo non è suo
figlio ma è il suo fratellastro.

Si scopre che Torrismondo è figlio della regina di Scozia e del Sacro Ordine mentre Sofronia è figlia del re di
Scozia e di una contadina. I due si innamorano. Possono amarsi perché non hanno alcun vincolo di sangue.
Si afferma quindi che Agilufo è un vero paladino. Ma purtroppo, prima di sapere la verità, si era tolto la vita.
La sua armatura andrà a Rambaldo che alla fine riesce a far innamorare Bradamante.
ANALISI DEL TESTO

IL PESO DELLA FARFALLA

Narratore: è omnisciente perché conosce tutti i fatti che accadono

E’ esterno al racconto

Linguaggio Semplice e scorrevole

Tempo I fatti attuali si svolge nel mese di novembre di un anno non definito Tuttavia vengono fatti
dei racconti del passato in ordine cronologico (quando il camoscio era piccolo e ha perso la
madre, quando è diventato adulto, ecc.). Ci sono anche dei Flash back (es. il bracconiere
racconta che da giovane era andato a pescare di frode con un anziano)

Ritmo Narrazione lenta, Ci sono molte descrizioni

Luoghi Montagna

Personaggi Re dei Camosci – è cucciolo che diventa adulto, che vincerà il duello per diventare il maschio
dominante del branco e che trasmette il suo corredo genetico a diverse generazioni di
camosci

Re dei bracconieri – Ha un passato giovanile turbolento nella città tra i rivoluzionari, fino allo
sbando. Solo in età avanzata si ritira sulla montagna a fare il bracconiere

Farfalla bianca: si posa sul corno sinistro del camoscio

Giornalista (secondario)

Fabula i fatti sono narrati secondo un ordine cronologico logico ma ci sono dei dei flask back

Tipo di testo: Descrittivo

Tema Il racconto è una lunga metafora della vita. Il camoscio rappresenta l'uomo stanco, che
vuole ritirarsi e concludere la vita a modo suo; mentre il bracconiere è il tempo che scorre,
che attanaglia, che impaurisce.

Riassunto

Il racconto narra di un camoscio la cui madre muore ancora quando lui era piccolo, uccisa da un cacciatore
che non si era accorto che era un camoscio femmina e che aveva due piccoli: il camoscio protagonista del
libro e sua sorella.

Sua sorella si sacrifica per il fratello infatti, si fa prendere da un’aquila che in ogni caso avrebbe preso uno
dei due.

Quando era giovane, in una battaglia sconfisse l’allora re dei camosci diventando lui stesso il nuovo re. Sul
suo corno sinistro si posava molto spesso una farfalla bianca. Era l’unico camoscio che mangiava le radici e
la cima del mugo, perché era piena di vitamine presenti nella terra. Era l’unico a stare sveglio di notte a
contemplare il cielo e, a stare in mezzo ai temporale e ai fulmini perché non aveva paura. Odiava gli uomini
e soprattutto l’assassino di sua madre.

L’uomo era un bracconiere, scalava velocemente le montagne con il fucile in spalla in cerca del branco di
camosci e soprattutto del re perché era il più forte e grosso. Un tempo aveva ucciso un camoscio femmina
che aveva due piccoli e non se ne era accorto. Tutti e due sapevano che era il loro ultimo inverno e che non
sarebbero riusciti ad arrivare all’anno dopo, sentivano una debolezza che non avevano mai sentito prima .
Nonostante ciò nessuno dei due si voleva arrendere; il re dei camosci non voleva né essere ucciso dai suoi
figli né essere ucciso dall’uomo assassino di sua madre, mentre il cacciatore non voleva demordere, voleva
continuare a scalare i monti e voleva uccidere il re dei camosci . Una giornalista tentò di seguire l’uomo per
fargli delle domande sulla sua vita, l’uomo non aveva mai amato delle donne e quindi non era abituato a
quegli incontri .

Un giorno si alzò e sentì che per lui era l’ultimo giorno ma andò comunque a caccia . La stessa cosa accadde
al re dei camosci, sapeva che quel giorno era l’ultimo ma non voleva essere sconfitto da un suo figlio. Il
cacciatore passò sopra al branco, salì un versante della montagna e quando era già abbastanza in alto da
non fare sentire ai camosci il proprio odore che attutiva con il grasso preso dalle loro viscere, prese la mira
ma una farfalla bianca si posò sulla canna del fucile, lui la scacciò ma subito dopo già stanco si addormentò
lì dov’era, sdraiato sulla ghiaia . Il camoscio seguendo l’odore dell’uomo si fermò proprio sopra di lui mentre
egli si stava svegliando. Pieno di odio riconoscendo l’uomo che aveva ucciso sua madre si gettò sopra di lui
senza neanche sfiorarlo o ferirlo, il cacciatore riconobbe il re dei camosci. Subito dopo l’animale si ritrasse e
scese in una roccia sotto all’uomo ma sopra al suo branco. L’uomo ne approfittò per sparargli ma il re dei
camosci era morto un istante prima che lo sparo rimbombasse nell’aria. Poi ruzzolò in mezzo al suo branco e
tutti gli altri camosci si avvicinarono senza far caso al cacciatore che era sceso sopra al camoscio. Poi l’aveva
raccolto e non l’aveva sviscerato lì come faceva di solito ma lo aveva messo in spalla benché fosse pesante, e
si era incamminato. A metà strada si era dovuto fermare per la debolezza, a quel punto era arrivata una
farfalla bianca che si era andata a posare sul corno sinistro del camoscio, e l’uomo nei battiti delle sue ali
sentiva tutta la pesantezza della sua vita, pian piano chiuse gli occhi e cadde senza fare rumore a terra. Li
ritrovò un boscaiolo che li seppellì, erano un blocco di ghiaccio e per dividerli dovette dare un colpo d’ascia,
sul corno sinistro del grosso camoscio che stava sulla spalla dell’uomo era stampata una farfalla bianca .

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