Lucano 2
Lucano 2
Marco Anneo Lucano, nipote di Seneca, nacque a Cordova nel 39 d.C.;al pari dello zio fu
educato a Roma; successivamente si perfezionò in Atene e contemporaneamente fu allievo e
seguace del losofo stoico Anneo Cortuno. Lo zio Seneca lo introduce nel mondo di corte in
particolare entrò a far parte della CORS AMICORUM (la corte degli amici). Nerone divenne
molto amico di Lucano infatti non solo mostrò di apprezzare i suoi primi tentativi poetici,
ma addirittura gli conferì la questura quando ancora era giovanissimo. In questi anni
lucano aveva preso a comporre il “bellum civile”, un poema che narrava lo scontro fra
Cesare e Pompeo in chiave del tutto nuova rispetto all’epica virgiliana dove i primi libri
vengono dedicati a [Link] però l’amicizia tra Nerone e Lucano nisce
poiché l’imperatore era geloso del successo poetico del giovane amico tanto da vietargli di
recitare i propri versi in pubblico. Di conseguenza Lucano cambiò atteggiamento, si oppose
al principe andando ad accentuare nell’opera che stava componendo le idee
FILOREPUBBLICANE. Anche Lucano fece parte insieme allo zio Seneca alla congiura
pisoniana, scoperto il complotto morì suicida per ordine di Nerone nel 65 d.C.
Il bellum civile
I’opera è un poema e narra la storia della guerra civile; oltre al titolo Bellum civile, il poema
ha anche un secondo titolo, PHARSALIA, che Lucano riprende dal nome della città/
battaglia che segna il successo di Cesare su Pompeo. Nella struttura del libro Lucano usa
soprattutto fonti storiche, in particolare Tito Livio, Non mancano, tuttavia, richiami ai poeti
augustei, in primo luogo a Virgilio dal quale riprende spesso citazioni; ma è presente anche
Orazio Dal quale riprende invece la gura della maga. Il poema è composto da 10 libri ma
appare incompleto; molto probabilmente il progetto iniziale prevedeva un’estensione
analoga a quella dell’Eneide di Virgilio(12 libri) innanzitutto perché una delle fonti a cui si
inspira Lucano è proprio Virgilio ma anche perché il VI libro del bellum civile ci rimanda un
po’ al VI libro dell’Eneide poiché in entrambi è presente una PROFEZIA. L’opera si apre con
un ampio elogio di Nerone, dal I-VII libro vengono ripercorsi gli antefatti dello scontro, il
passaggio del Rubicone da parte di Cesare e la fuga dei senatori, le battaglie fra gli opposti
eserciti in Epiro, in Spagna, in Africa e, in ne, lo scontro risolutivo a Farsàlo e la morte di
Pompeo. La narrazione prosegue, nei libri VIII-IX-X, con le vicende di Catone e soggiorno di
Cesare in Egitto.
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I LIBRO
Dopo l’enunciazione dell’argomento del poema e l’elogio a Nerone, Lucano espone le cause
del con itto e tratteggia il carattere dei due cont
VI LIBRO
L’esercito di Pompeo insegue quello di Cesare sino in Tessaglia, dove si prepara lo scontro
de nitivo. Sesto, glio di Pompeo, si reca a consultare editto, una maga tessela: in un
episodio di magia nera ritto richiama vita un soldato morto in battaglia, che profetizza a
sesto sciagura per i pompeiani e per la causa repubblicana.
VIII LIBRO
Pompeo, dopo aver ripreso con sé la moglie Cornelia, vorrebbe chiedere l’aiuto dei parti per
proseguire la lotta; tuttavia la sua proposta non viene accolta dai suoi seguaci. Si dirige,
allora, per mare verso l’Egitto, nella speranza di trovarvi rifugio e aiuto da parte del
giovane re [Link], però, su consiglio dei cortigiani lo fa uccidere, sperando così di
procurarsi il favore di Cesare. il cadavere decapitato di Pompeo viene abbandonato sul
sepoltura a opera di un certo Cordo.
IX LIBRO
Catone, che ha assunto il comando dell’esercito pompeiano, attraversa il deserto libico in
mezzo a pericoli di ogni sorte, dalle tempeste di sabbia agli assalti dei serpenti. Si ri uta,
però, di consultare l’oracolo di Giove Ammone, convinto che conosce il futuro non serve al
saggio per cambiare le proprie [Link] Cesare, giunge in Egitto, dove gli viene
presentata la testa di Pompeo: fa nta di sdegnarsi per l’uccisione di rivale ma in suo se ne
rallegra.
X LIBRO
Cesare ad Alessandria si reca a visitare la tomba di Alessandro magno, che secondo Lucano
fu suo maestro nella tirannide; nel banchetto, a cui partecipa anche Cleopatra, si sviluppa
un’ampia discussione sulle sorgenti del Nilo. Gli alessandrini tentano di sollevarsi contro
Cesare: qui il poema si interrompe bruscamente.
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Anti-Virgilio
Lucano, con il suo poema ”il Bellum civile”, si distacca dall’epica di Virgilio, che raccontava
miti e trion per concentrarsi su eventi storici reali come la guerra civile romana, infatti il
poema di Lucano viene de nito come l’anti-Eneide. Lucano analizzava con un profondo
pessimismo il con itto tra romani evidenziando la scon tta dei valori civili e la perdita
della libertà. Nonostante le differenze, il poeta fa molti riferimenti all’Eneide di Virgilio,
considerato un importante punto di riferimento. Tuttavia, fa uso una di una tecnica
chiamata ”antifrastica”, per esprimere idee opposte a quelle di Virgilio. Lucano si presenta
come un anti-Virgilio poiché nel suo poema non celebra la costruzione di Roma ma ne
evidenzia la distruzione ad opera della Gens Iulia che ha causato la perdita della libertas.
Analogie Di erenze
Sono entrambi dei poemi epici Non celebra più la costruzione di Roma ma
evidenza la sua distruzione a opera della gens Iulia
Sia nel VI libro dell’eneide che nel VI del bellum Non fa più riferimento ai miti
civile poiché in entrambi è presente una profezia
Non c’è più la presenza degli dei i quali vengono
sostituiti dalle maghe
È presente l’empietà
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L’eroe assente
Un aspetto che differenzia il Bellum civile dall’Eneide di Virgilio e l’assenza dell’eroe se
nell’Eneide notiamo un chiaro protagonista che rappresenta le virtù è ha una missione
divina al contrario, nel poema di lucano non Si può individuare alcuna gura eroica, ma
tutt’al più alcuni protagonisti, alcuni mostrano qualità positive come Catone ma spesso i
personaggi principali, come Cesare Pompeo presentano tratti negativi.
CESARE TIRANNO
Cesare viene rappresentato negativamente nel Bellum civile. Le sue azioni sono mosse da
un’avidità di potere e dare volontà di imporre la sua legge rendendolo così il vero
responsabile della guerra. Ha realizzato così un governo dittatoriale. Questa visione
negativa si estende all’istituzione del principato risultato della decadenza morale e dalla
politica della Repubblica.
POMPEO ANTI-EROE
Pompeo, potrebbe incarnare le vesti dell’eroe poiché era un lorepubblicano ma viene
de nito come l’antitesi di Enea, mentre Enea era sostenuto dal fato e dagli dei dei, Pompeo
era costantemente deluso e tradito dal destino. Lucano lo descrive come un antieroe:
indeciso, privo di ducia in sé stesso e nei suoi uomini, incapace di guidare l’esercito verso
la vittoria viene presentato come una QUERCIA “senza radici e senza fronde” un albero
forte ma senza radici e senza fronde intendeva che non aveva né le basi né la possibilità di
crescere.
UN’AGGHIACCIANTE PROFEZIA
Ambientata in Tessaglia, lontano dalla provvidenza divina, evidenzia forza oscure che
superano i limiti imposti dagli [Link], la profezia del soldato si confronta con quella di
Anchise nell’Eneide, ma lucano sottolinea la distanza tra i due poemi, ri utando la visione
ottimistica della storia di [Link] guerre civili hanno causato una lacerazione anche tra i
[Link] parata degli eroi repubblicani, anime come quelle di bruto e Silla si
contrappongono a quelle condannate nel tartaro, come Caterina e gaio Mario che esultano
per la vittoria di [Link] vede Cesare come colui che ha realizzato i progetti di chi ha
indebolito il Senato e sconvolto l’ordine repubblicano.
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Petronio
Petronio è l’autore di un’opera unica nella letteratura latina, ma la sua identità è incerta .
La tradizione antica non fornisce informazioni dirette su di lui, e molti critici lo identi cano
come gaio Petronio, un personaggio degli Annales di Tacito, che fu console è proconsole in
Bitinia durante il regno di Nerone. Petronio era noto alla corte imperiale per la sua vita
raf nata e il suo gusto è elegante, tanto da essere chiamato ”arbiter elegantiae” (Arbitro
dell’eleganza). Tacito diceva che: Petronio, noto per il suo stile di vita ozioso e raf nato,
trascorreva le sue giornate dormendo e le notti dedicandosi ai piaceri e alle opere. Non era
considerato un dissipatore, ma un uomo di gusto, apprezzato per la sua indifferenza e
spontaneità. Nonostante questo, come proconsole in Bitinia e console, dimostrò abilità e
impegno. In seguito, entrò nel ”cors amicorum”di Nerone, diventando il massimo giudice
delle raf natezze e dei piaceri, tanto che l’imperatore non apprezzava nulla che non fosse
approvato da lui. Questo suscitò l’invidia di Tigellino, che, temendo la sua in uenza, cerco di
screditarlo accusandolo di essere amico di Savino ponendolo in cattiva luce. Secondo il
racconto di tacito, Petronio si suicidò nel 66 d.C., dopo essere stata accusato di cospirazione
dal prefetto del pretorio Tigellino. Prima di togliersi la vita, in un gesto che ri etteva il suo
carattere esibizionistico, rese pubbliche le abitudini sessuali dell’imperatore in alcune
Tavolo scrittorie. La critica predilige Petronio come autore del Satyricon. Oltre alla
testimonianza di tacito, il Satyricon si fa riferimento ad alcuni spettacoli teatrali dell’età
di Nerone, al Bellum civile di Lucano, ad alcuni spettacoli di gladiatori nel tempo di Nerone,
ad un poema che aveva scritto Nerone sull’incendio di Troia…
Dunque vi sono tanti riferimenti per cui la critica predilige come autore del Satyricon
Petronio.
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Il Satyricon
Nessun manoscritto conservato presenta tutte le parti oggi note del romanzo: l’ordine in cui
le leggiamo dipende dal meticoloso lavoro dei lologi che dal seicento in poi hanno cercato
di assemblare i frammenti più o meno lunghi ma nonostante tutti gli elementi, il dubbio che
l’opera non appartenesse a Petronio nasce dal punto di vista linguistico poiché è pieno di
vulgaris, a una struttura linguistica diversa dalle opere scritte nel I secolo, (questo
potrebbe essere l’elemento che porterebbe a collocarlo nel II secolo), però la critica dà una
spiegazione a questa caratteristica del linguaggio, al fatto che Petronio voglia mettere in
scena la realtà, (come Verga) riporta il modo di esprimersi dei vari personaggi. Quindi
questi vulgaris sono da collocare alla nalità dell’opera che doveva essere realistica.
L’opera ha ricevuto titoli diversi nel corso del tempo, ma oggi si usa il Satyricon Ma in ogni
caso non si sa con certezza l’estensione originale del romanzo:
Un incognita che riguarda il Satyricon risiede nel genere letterario, infatti ancora oggi non
si ha la certezza su che tipo di opera è tant’è che vi sono varie ipotesi:
Alcuni trovano delle af nità con la FABULA MILESIA, un tipo di racconto popolare che
risale agli antichi greci, noto anche grazie alla raccolta di Aristide di Mileto. Questi racconti
erano amati per il loro contenuto divertente e scurrile e furono tradotti in latino da
Sisenna. Questa teoria viene supportata dalla presenza nel Satyricon di alcune fabule e dal
linguaggio scurrile. Tuttavia, è evidente che nel periodo classico, la fabula, pur essendo
elemento importante nel Satyricon, è un racconto che si intreccia con la trama principale e
a scopo didattico. Questo dimostra che il Satyricon non è solo una raccolta di fabule, ma
un’opera più complessa con una struttura narrativa più articolata.
Altri sostengono sia una SATIRA MENIPPEA per la presenza del prosimetro cioè
(l’alternarsi di prosa e versi ) utilizzata anche da Seneca nell’opera “ Ludus de morte
Claudii” Anche se nel Satyricon è evidente l’in uenza di questo genere letterario ci sono
differenze sostanziali. Se la satira menippea era un componimento limitato, di poche
pagine, così non è nel Satyricon poiché era un opera immane è l’ utilizzo di versi e prosa
non è solo una scelta stilistica ma una modalità narrativa, che contribuisce a sviluppare la
trama. I versi, infatti, non solo solo interruzioni, ma parte integrante del racconto, aiutando
a chiarire la prospettiva del narratore e far progredire l’azione.
È chiaro che il Satyricon abbia legami sia con la fabula Milesia, sia con la satira menippea.
Tuttavia, queste due caratteristiche non sono suf cienti per comprendere il genere
dell’opera. In ne tra tutti i generi quello per cui propende la critica è il ROMANZO in
particolare quello GRECO ma in ogni caso non possiamo dare per certa questa ipotesi poiché
a noi sono arrivati pochissimi modelli a cui far riferimento.
Le analogie con il romanzo greco risiedono principalmente nella trama, che ruota attorno
ad una storia d’amore e include elementi tipici come il viaggio, la tempesta, naufragio e il
salvataggio miracoloso. Inoltre, nella parte che c’è giunta, c’è anche l’elemento della
“separazione”, in i protagonisti sembrano perdersi continuamente, anche quando sono
insieme. Nonostante tutte queste somiglianze la storia d’amore del Satyricon Non è una
storia tra un uomo e una donna bensì è una amore omosessuale inoltre il rapporto non è
affatto casto; anzi, molte situazioni comiche nascono dal lato erotico della storia, anche se
poi recenti studi hanno visto che anche nella letteratura greca era presente l’amore
omosessuale, inoltre vi è un forte legame con la vita quotidiana rispetto a tutti gli altri
romanzi.
Recentemente, si è visto che la struttura e la forma del Satyricon sono più simili a quelle dei
romanzi greci di quanto si spezzasse in passato. Per esempio, come del romanzo di Iolao,
anche nek Satyricon ci sono citati in versi che fanno avanzare la trama. Allo stesso modo
Nelle metamorfosi di Apuleio, è presente l’uso di prosa e versi come nel Satyricon.
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I personaggi
Anche se i protagonisti sembrano siano completamente vittime degli eventi casuali in
realtà non è così. Sebbene appaiono che subiscono gli avvenimenti, sono spesso loro stessi a
in uenzare l’andamento della storia.
Tuttavia, se Encolpio perde grandezza eroica rispetto a Ulisse, guadagna in umanità che lo
rende più vicino alla realtà dell’uomo comune. La sua umanità, però, non è ideale o positiva,
come quella degli eroi tradizionali, ma è segnata da debolezze, errori e imperfezioni. Mentre
Ulisse è un eroe capace di affrontare le s de con saggezza e astuzia, Encolpio e vulnerabile,
spesso ingenuo e incapace di prendere decisioni sagge. Questo lo rende un personaggio più
umano, ma anche più fallibile e comico. Questo processo di “umanizzazione” evidente anche
della tecnica narrativa del Satyricon. Dell’Odissea, Omero è il narratore e, anche se a volte
far raccontare a Ulisse le sue avventure, il poeta rimane sempre presente come voce
esterna che guida la narrazione. Nel Satyricon , invece, non c’è una gura narrativa
separata: il narratore è direttamente Encolpio , che racconti in prima persona le sue
[Link] porta a un’eclissi dell’autore, cioè l’autore (Petronio) si fa da parte e lascia
che sia il protagonista prendere il controllo della storia. Encolpio, quindi, non è solo il
protagonista, ma anche il narratore che ci mostra, con la sua inaf dabilità, una versione
parziale spesso poco attendibile degli eventi, ri ettendo la sua natura di personaggi incerto
e insicuro.
Trimalchione viene introdotto nel Satyricon come un uomo ricco e stravagante, che ama le
raf natezze e si preoccupa del tempo che passa. Ha persino una macchina del tempo nel suo
salone che gli ricorda continuamente quanto ha già vissuto. Ex schiavo divenuto molto
ricco, Trimalchione racconta la sua ascesa sociale, viene descritto dai suoi commensali, che
sono liberti come lui e vivono sotto la sua protezione.
Durante la grande cera Trimalchione appare ambiguo per diversi fattori: la scelta dei cibi e
misteriosa, il suo comportamento verso gli ospiti è un alternarsi di lusinghe e insulti, e il
suo trattamento degli schiavi e inconsistente, a volte crudele, a volte troppo permissivo.
Anche la gura di Trimalchione ha tratti che consentono di accostarlo a Ulisse, infatti
durante la cena lui stesso, citando un verso dell’Eneide si paragona all’eroe sottolineando
la sua astuzia e ingegnosità, propria di Ulisse tuttavia, mentre Ulisse è un eroe e usa la sua
astuzia per superare le dif coltà, Trimalchione celebra la polytropìa in modo ambiguo,
infatti la sua astuzia non è espressione di grande grandezza eroica ma un modo per
esaltare se stesso. risultò una gura comica e ambigua lontana dall’eroismo autentico.
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Percorsi e motivi
Nel Satyricon, alcuni critici hanno notato una mancanza di coerenza interna è una
connessione logica debole tra gli episodi, giusti cando questi presunti difetti con l’idea che il
romanzo puntasse solo a intrattenere e seguisse leggi imprevedibili del caso e della fortuna.
Tuttavia, studi più recenti poi sulla tecnica narrativa di petrolio dimostrano che, pur
essendo il racconto diviso i blocchi distinti, ci sono linee di continuità che collegano questi
episodi. Sebbene i personaggi e le storie sembrano perdersi, alla ne si trovano e i temi che
sembrano abbandonati vengono ripresi più avanti del romanzo.
Nel Satyricon , il motivo del labirinto è molto importante specialmente dell’episodio della
cera di Trimalchione .la casa del ricco liberto, inizialmente vista come un rifugio per i
protagonisti, si rivela presto un luogo dif cile da lasciare le portate a sorpresa della cera
rappresentano un labirinto in cui gli ospiti, soprattutto Encolpio , fanno Ipotesi sbagliate e
devono continuamente correggersi, proprio come si chi si perde in labirinto e deve tornare
indietro indietro.
Questo tema del labirinto appare anche all’inizio del romanzo, quando Encolpio, scappa
dalla scuola di retorica, e si perde nella città di Grarca urbs. Non avendo la direzione chiara
e seguendo il caso, nisce per tornare sempre al punto di partenza, come accadrebbe a chi
gira senza una mappa in un labirinto. Lo stesso motivo del labirinto si ripresenta in altri
episodi, come quando i protagonisti sono imprigionati dalla sacerdotessa Quartilla o quando
si imbarcano sulla nave di Lica.
Nel Satyricon , il tema labirinto rappresenta la dif cile ricerca della verità in un mondo
dove è complicato distinguere tra apparenza e realtà iper personaggi, come Encolpio, si
perdono in luoghi che sembrano ospitali (la casa di Trimalchione , la locanda o la nave) che
alla ne si rivelano trappole da cui devono fuggire.. questo processo di smarrimento il
ritrovamento non è solo una caratteristica stilistica del romanzo ma potrebbe anche
indicare un tema più profondo due la puri cazione e la preparazione dell’eroe che
attraverso le dif coltà e le prove si libera dalle colpe placa l’ira divina. Il vagare Encolpio
nei “labirinti” rappresenta un percorso necessario per la sua puri cazione, un tema che lo
distingue da autori successivi come Apuleio e dai romanzi greci.
Modelli
Petronio ha un grande dispetto per Virgilio, e questo emerge nel Satyricon attraverso citati
riferimenti all’Eneide nonostante talvolta prendi in giro i versi di Virgilio in modo parodico,
come nel caso della storia della matrona di Efeso, l’omaggio il poeta rimane evidente.
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Allo stesso modo, Petronio fa spesso riferimento a Omero, in particolare nel parallelo tra
Ulisse ed Encolpio entrambi perseguiti dalla rabbia degli dei. Un esempio esempio di questi
in uenza è anche la scena in cui Encolpio piange sulla spiaggia per la perdita di Gitone, ti
ricordi il pianto di Achille nell’Iliade per la perdita di Briseide. Quindi, Omero e Virgilio i
modelli principali che Petronio tiene a mente, e le loro in uenze si mescolano spesso nel
Satyricon.
Nel Satyricon , Petronio prende ispirazione da varie autori e generi letterali ma li trasforma
con un tono ironico e parodico in particolare, quando si ispira la poesia epica, non la utilizza
in modo serio, ma la ridicolizza con ironia. Questo processo di “degradazione” dei modelli
letterari e la caratteristica principale del romanzo e lo rende unico.
Il realismo di Petronio
Nel Satyricon di Petronio, vengono descritti in dettagli problemi sociali ed economici
dell’Italia sotto l’imperatore Nerone. la storia mostra il sovraffollamento della città, come la
Graeca urbs , in base da persone che vivono di espedienti, e la crisi dell’agricoltura a causa
del latifondo e della concorrenza delle province. Emerge anche l’ascesa di nuovi nuovi ceti
sociali che diventano ricchi con speculazioni e commerci. l’opera ri ette l’estrema
corruzione della società, presentando personaggi come truffatori, avventurieri, donne di
facili costumi e altri tipi di persone disoneste.
Nel Satyricon , Petrone mostra una grande consapevolezza dei cambiamenti sociali ed
economici del suo tempo in particolare riguardo al crescente potere dei liberti che stanno
superando l’antica aristocrazia latifondista. Anche se Petronio, da aristocratico, non
condivide questi cambiamenti, li riconosce come una realtà in crescita. Un aspetto
importante del romanzo e come Petronio riesca a rappresentare, anche attraverso il
linguaggio, i pensieri e i sentimenti delle classi inferiori, come si vede nei discorsi dei
commensali durante la cena di Trimalchione, che rivelano la loro visione della realtà e le
loro ideologie.