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STORIA

Età aureaERA DELL'ORO


Il periodo degli Antonini (schiera di Imperatori i cui nome deriva per convenzione storica da
Antonino Pio) è un periodo storico "perfetto", grande serenità.
Perfetto, perché impero vive una ‘Vita propria’, autonoma o indipendente rispetto all'esterno e raggiunge, inoltre
un'armonia e una pace sociale.
Si ottiene grazie a questo(pace sociale)
In questi anni Roma raggiunge, infatti, un notevole equilibrio tra le sue differenti componenti sociali, ovvero
essenzialmente:
I ceti latifondisti, coloro cioè che producono le basi stesse della ricchezza e del benessere
Economico d’impero:
I commercialisti, coloro che la rivendono; lo cita, sedi dell'attività commercialo e amministrativa;
Gli eserciti (si garantisce la pace), strumenti indispensabili per la pace e la sicurezza interne e esterne
le grandi masse dei poveri (sia quelli delle campagne sia quelli della città, reintegrate all'interno della società)

Una differenza del suo governo rispetto a quello di Adriano riguarda un maggior interesse per i diritti e i privilegi degli
Italici.
Egli restituirà a questi ultimi e al Senato, parte delle prerogative che il suo predecessore aveva loro tolte.
Un'attenzione particolare infine viene da lui dedicata all'assetto degli eserciti sulle frontiere, quasi a voler separare ancor
più rigidamente
Roma dal resto dei territori confinanti, secondo un progetto di tipo isolazionistico già perseguitò da Adriano.
Lo xché ci sono i primi movimenti
migratori
-Elemento di novità del suo principato sono i tentativi di penetrazione nell'impero da parte di alcune popolazioni
barbariche, che premono
sul confini settentrionali.
Essi costituiranno le prime avvisaglie di più ampi movimenti migratori che si verificheranno sotto il regno del suo
successore, Marco Aurelio, Antonino muore per Indigestione.

•SI Instaura insomma - soprattutto a causa della grande mobilità che si è sviluppata sia a livello sociale che a livello
commerciale - un clima di positiva collaborazione, reso possibile inoltre dalla pace e dall’ordine interni (ritorna idea di
equilibrio tra le diverse componenti), e da una facilità a livello di comunicazioni e di scambi tra le diverso regioni.

Antonino Pio (138-161) (imperatore che ha a cuore tutti i suoi sudditi)


Adottato da Adriano quasi in punto di morte, T. Aurelio Antonino (passalo alla storia come il Pio, per l'immagine a lui
fornita di sé stesso come di un Imperatore interamente dedito al bene dei propri sudditi) ascende al principato nel 138, a
quarantadue anni.
Antonino non apporta modifiche all'orientamento di Adriano: persegue infatti una politica di pace sia all’interno che
all'estero, e di consolidamento dell'impero a livello organizzativo.
La cerca di consolidare il Potere dei confini

MARCO AURELIO
L’imperatore filosofo (161-180)
-Il principato di Marco Aurelio ruota nella sua Interezza attorno al problema della sicurezza interna, conoscendo lungo
l’arco di tutta la sua durata delle continue invasioni territoriali: prima da parte del Parti, e successivamente di parte di
alcuni popoli Germanici (tra cui Quadi, Marcomanni).
Il suo è dunque un periodo di governo essenzialmente militare, anche se ciò non va ascritto all’indole dell'imperatore
(essendo egli sia contrario il prototipo stesso dell'imperatore filosofo) bensì ad esigenze di carattere difensivo dettato
dalle circostanze storiche.
-Le campagne militari del periodo di marco Aurelio sono fondamentalmente 2
-una prima per aver combattuto i popoli partici orientali sul fronte siriano e armeno;
l'altra con i germani sul fronte occidentali e interni.
Guerre contro i Parti
Nel 163, I re del Pari Vologese II, approfittando di una momentanea debolezza dei confini orientali di Roma (dovuta
peraltro ad alcune incursioni barbariche sule frontiere britannica e renana), attacca il f'Armenia (stato vassallo di Roma) -
stato sotto l'influenza romana - Imponendovi un proprio sovrano. Dopo ciò, invade la Siria, vicina provincia nell’impero.
Lucio Vero, fratello di Marco Aurelio, da questi designato correggente, parte per una spedizione militare nelle zone
orientali, dove (163)
riconquisterà I territori perduti, comprese Armonia e Mesopotamia.
Sul piano della propaganda culturale tali guerre verranno giustificate con i concetti di "restituito Imperi" e con l’esigenza
di tutelare gli Interessi delle regioni ellenistiche, piuttosto che con Fidea della potenza romana.

Guerre contro i Quadi e I Marcomanni


Nel 167, un anno dopo la stipula della pace con il regno partico, sarà la frontiera romano-danubiana a essere invasa,
questa volta dall'ondata migratoria di alcuni popoli barbarici occidentali.
Alla base di tali movimenti migratori vi sono dei rimescolamenti tra le tribù residenti nelle zone dell'estremo oriente.
Si verifica così in questi anni la prima invasione nei territori romani occidentali da parte di popoli germanici, tra cui
principalmente vi sono i Quadi e I Marcomanni. Essi giungono a insediarsi fin nelle regioni della Venetia (Attuale Veneto)
e di Aquileia.
Questa invasione impegnerà per alcuni anni (167-175) Marco
Aurelio il quale - anche a causa di una disastrosa pestilenza scoppiata tra le sue truppe - dovrà ricorrere alla pratica di
nuovi arruolamenti, ammettendo tra le (la dell'esercito anche schiavi, gladiatori o soldati mercenari germanici. In questi
anni si Inaugura così la politica dell'alleanza con I barbari
Tali cambiamenti comportano per lo Stato romano un considerevole sforzo finanziario, dovuto a un consistente aumento
delle spese (soprattutto per gli eserciti), al quale fa Inevitabilmente seguito un inasprimento della pressione fiscale e un
aumento dell’attività alla monetazione con l’abbassamento del potere d'acquisto della moneta
Nel 180, Marco Antonio muore a Vienna, e Il principato passa nelle mani di suo figlio Commodo, allora diciannovenne, e
che già da anni lo affiancava per altro nella conduzione dell'impero.

COMMODO
la ripresa della tradizione autocratica (180-192)
Il principato di Commodo segna una notevole svolta nella politica romana: il termine cioè di quella linea tendenzialmente
pacifista e "non-violenta' portata avanti daga imperatori-filosofi
(Adriano, Antonino Pio, Marco Aurelio), attraverso la ripresa di uno stile di governo di tipo autocratico quale era stato ad
esempio quello di Nerone.
Le recenti invasioni barbariche difatti hanno messo in luce la debolezza strutturale dell'impero, prospettando
chiaramente con essa la necessità di un mutamento radicale sul piano politico e militare, in direzione ovviamente di una
linea maggiormente difensiva, quindi anche maggiormente militarista e autoritaria.
Punti chiave della sua politica sono:
• un atteggiamento fortemente autoritario nei confronti del Senato e dei ceti nobiliari (con la ripresa delle
persecuzioni in stile Domiziano o delle confische di molti dei beni immobili della nobiltà, attraverso i quali lo
Stato viene arricchito e potenziato):
• un ulteriore indebolimento della presenza senatoria negli apparati statali (con l'assegnazione del comando degli
eserciti provinciali ai cavalieri, anziché ai senatori):
• un'eccessiva attenzione per gli spettacoli pubblici, e in generale verso ogni manifestazione di grandezza o
magnificenza dello Stato (anche in concomitanza con avvenimenti gravi, quali Fondata della peste o le invasioni
della Britannia nel 185)
Egli morirà difatti a causa di una congiura perpetrata dagli eserciti provinciali e dal Senato, stanchi di subire la sua
condotta priva di regole e gravitante attorno alle sue manie di grandezza. (Commodo si farà ribattezzare 'Ercole
romano' e trattare come un dio, secondo una linea teocratica di governo, e ribattezzerà Roma 'Colonia
commodiana")
Commodo morirà nel 192, per una congiura di palazzo. Tale evento aprirà le porte a una nuova fase di Roma,
inaugurata peraltro da una nuova guerra per il principato tra rivali militari (la prima era stata nel 68, in seguito alla
morte di Nerone).

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