HEGEL Chatgpt
HEGEL Chatgpt
Durante il periodo giovanile, Hegel scrive prevalentemente opere di carattere teologico, ma con un
forte legame con la politica. L'idea centrale è che una vera rivoluzione politica debba fondarsi su
una rigenerazione morale e religiosa delle persone. Secondo Hegel, la libertà non può essere
costruita solo con nuove leggi o istituzioni, ma richiede un cambiamento interiore degli individui e
culturale del popolo. Questa trasformazione spirituale è la base per un nuovo ordine politico e
giuridico.
Opere rilevanti:
"Vita di Gesù": Hegel si ispira a Kant nel considerare la religione come adesione ai
principi morali razionali, ma critica il dualismo tra dovere e inclinazioni. Hegel vede Gesù
come colui che supera le divisioni tra uomo e natura, predicando amore e fratellanza.
"Positività della religione cristiana": Qui Hegel attacca il cristianesimo istituzionale,
accusandolo di aver reso la religione una serie di leggi e dogmi, dimenticando la spontaneità
del messaggio di Cristo.
"Lo spirito del cristianesimo e il suo destino": Hegel confronta la visione ebraica di un
Dio lontano con il messaggio di Gesù, che sottolinea l'armonia tra uomini e natura. Nota,
però, che il messaggio di Gesù è stato travisato e tradito.
Critica a Kant:
Hegel ammira Kant per aver ricondotto la religione alla morale, ma lo critica per il suo dualismo tra
finito e infinito (ragione vs inclinazioni). Per Hegel, questo dualismo è simile alla visione ebraica,
mentre la vera religione deve conciliare opposti come dovere e piacere.
Concetto chiave:
La nuova religione auspicata da Hegel non deve dividere, ma unire umano e divino, dovere e
inclinazioni. Nella fase matura del suo pensiero, questa conciliazione diventerà compito della
filosofia.
FONDAMENTI DEL SISTEMA
Il sistema filosofico di Hegel si basa su tre principi fondamentali che delineano la sua visione della
realtà e il ruolo della filosofia. Esaminiamoli uno alla volta:
Chiavi di lettura
Per Hegel, la realtà non è statica, ma è un processo in divenire che segue una logica
razionale.
Il filosofo non deve creare ideali astratti, ma riconoscere l’ordine razionale già presente nelle
cose.
Esempio per chiarire:
Pensa alla storia: per Hegel, ogni epoca storica ha un senso razionale e necessario, anche se in
apparenza può sembrare irrazionale (come le guerre). La filosofia serve a comprendere perché
quegli eventi sono avvenuti e quale ruolo hanno avuto nello sviluppo dello spirito umano.
MOMENTI DELL’ASSOLUTO
Il sistema filosofico di Hegel descrive l’Assoluto come un processo che si articola in tre momenti
principali. Questi momenti rappresentano i diversi stadi attraverso cui l’Idea si sviluppa e si
manifesta. Sono anche alla base delle tre grandi sezioni del sapere filosofico di Hegel.
Schema riassuntivo
1. Tesi – Logica: L’Idea pura, razionalità astratta.
2. Antitesi – Filosofia della natura: L’Idea diventa natura, materia concreta.
3. Sintesi – Filosofia dello spirito: L’Idea ritorna a sé nello spirito umano, consapevole della
propria infinità.
Significato globale
Ciclo dell’Assoluto: L’Assoluto è un processo dinamico che si muove dalla purezza
dell’Idea, passa per l’alienazione nella natura, e infine torna alla consapevolezza di sé nello
spirito.
Unità dei tre momenti: Ogni fase è necessaria per comprendere l’Assoluto nella sua
totalità. La logica, la natura e lo spirito non sono separati, ma aspetti diversi di un unico
processo.
DIALETTICA
La dialettica è il cuore del sistema hegeliano: è la legge fondamentale che regola sia il movimento
della realtà (legge ontologica) sia il modo in cui comprendiamo il mondo (legge logica). Hegel vede
la dialettica come un processo dinamico che porta avanti lo sviluppo dell’Assoluto.
Il concetto di Aufhebung
Un termine centrale nella dialettica è Aufhebung, che può essere tradotto come "superamento" o
"conservazione attraverso l’elevazione." Indica che la sintesi non elimina la tesi e l’antitesi, ma le
conserva in una nuova unità più alta. È la chiave per comprendere come Hegel riesca a integrare gli
opposti senza distruggerli.
Implicazioni
Risoluzione del finito nell’infinito: La dialettica mostra che ogni realtà finita (tesi)
contiene in sé la sua negazione (antitesi) e si realizza pienamente solo nell’infinito (sintesi).
Pensiero dinamico: La dialettica spinge a non considerare le cose come statiche, ma come
parte di un processo continuo.
CRITICA ALLE FILOSOFIE PRECEDENTI
Hegel costruisce il suo sistema filosofico in dialogo critico con le tradizioni e i filosofi che lo hanno
preceduto. Vediamo come Hegel si confronta con i principali movimenti e pensatori:
1. Illuminismo
Critica: L’Illuminismo è accusato di trattare la realtà e la storia in modo astratto,
giudicandole con criteri razionali ma estranei al loro sviluppo concreto.
o Gli illuministi ritenevano che il reale non fosse razionale, sottovalutando il fatto che
la ragione si manifesta attraverso il processo storico.
o La loro ragione esprime solo desideri e interessi individuali, quindi è parziale e
finita.
Visione di Hegel: La ragione non è un principio esterno alla storia, ma ne è parte integrante.
La realtà storica è razionale e non può essere giudicata con criteri astratti.
2. Kant
Critica: Hegel respinge il dualismo kantiano tra "essere" e "dover essere" (tra realtà e
ragione).
o Per Kant, la realtà non si conforma mai completamente alla razionalità; per Hegel,
invece, la razionalità è intrinseca alla realtà.
o Critica anche il metodo kantiano di indagare la realtà a priori e in modo astratto,
senza considerare il divenire storico.
Visione di Hegel: Non c’è separazione tra il mondo reale e il mondo ideale; ciò che è
razionale deve manifestarsi nella realtà.
3. Romanticismo
Critica: Hegel non condivide il primato attribuito dal Romanticismo a sentimento, arte e
fede.
o Per i romantici, il sentimento è superiore alla ragione nel cogliere l’Assoluto. Per
Hegel, invece, l’Assoluto può essere conosciuto solo attraverso la filosofia, che è
una forma razionale di sapere.
o Inoltre, critica l’individualismo romantico, sostenendo che l’intellettuale deve
integrarsi nelle istituzioni del proprio tempo.
Partecipazione: Hegel, tuttavia, condivide con il Romanticismo il tema dell’Assoluto, che
per lui si sviluppa attraverso un processo razionale.
4. Fichte
Critica: Fichte riduce la realtà a una tensione infinita tra il soggetto (Io) e l’oggetto (Non-
Io), trattando la natura come un limite per l’Io.
o Hegel lo accusa di dualismo tra spirito e natura.
o L’infinito di Fichte è un "cattivo infinito" perché è solo una meta irraggiungibile.
Visione di Hegel: L’Assoluto non è una tensione irrisolta ma un’unità che si sviluppa
attraverso opposizioni.
5. Schelling
Critica: Hegel respinge l’idea di Schelling di un Assoluto come unità indifferenziata.
o Per Hegel, un’unità senza differenziazioni è un "abisso vuoto" che non spiega la
complessità del reale.
Visione di Hegel: L’Assoluto è dinamico e si sviluppa attraverso differenziazioni e
opposizioni.
Chiave di lettura
Hegel non si limita a rifiutare le filosofie precedenti, ma le integra nel proprio sistema. Ogni
filosofia rappresenta un momento dello sviluppo dell’Assoluto e della verità:
Gli illuministi colgono l’importanza della ragione, ma non la vedono come parte della realtà.
Kant individua il valore della morale, ma resta prigioniero di un dualismo tra finito e
infinito.
I romantici valorizzano l’Assoluto, ma lo riducono al sentimento.
Fichte e Schelling contribuiscono al tema dello spirito, ma non lo comprendono come un
processo storico e dialettico.
COSCIENZA
Il primo passo del percorso della Fenomenologia dello Spirito è lo sviluppo della coscienza,
ovvero il modo in cui l'essere umano si rapporta al mondo esterno e agli oggetti che percepisce. La
coscienza, inizialmente, considera il mondo come qualcosa di separato e distinto da sé stessa.
Questo stadio si articola in tre momenti fondamentali:
1. Certezza sensibile
Definizione: La certezza sensibile è la forma più semplice di conoscenza: si basa
esclusivamente sull’immediata percezione dei sensi (il “qui e ora”).
Limiti: Questo tipo di conoscenza è superficiale, perché coglie solo l’apparenza degli
oggetti, senza entrare nel loro significato profondo.
o Esempio: Dire "questa mela è rossa" descrive un’esperienza immediata, ma non
spiega cosa sia una mela o il concetto di rosso.
Superamento: La certezza sensibile si rende conto che l’oggetto percepito non esiste come
qualcosa di indipendente, ma acquista significato solo attraverso il soggetto che lo
percepisce.
2. Percezione
Definizione: La percezione è il livello successivo: non ci si limita a osservare l’oggetto, ma
lo si riconosce come un’entità con diverse qualità.
o Esempio: La mela non è solo rossa, ma anche dolce, liscia e ha un peso. È un
insieme di proprietà.
Limiti: L’unità dell’oggetto percepito è in realtà stabilita dal soggetto. Senza un osservatore,
quelle qualità sarebbero solo aspetti separati.
Superamento: La coscienza si accorge che l’unità degli oggetti non è intrinseca, ma deriva
dalla sua stessa attività mentale.
3. Intelletto
Definizione: L’intelletto rappresenta il momento in cui la coscienza comprende che gli
oggetti non sono solo aggregati di proprietà, ma fenomeni prodotti da leggi e forze più
profonde.
o Esempio: La mela è un oggetto visibile, ma la sua esistenza dipende da leggi
biologiche che governano la natura.
Limiti: L’intelletto riconosce che l’essenza degli oggetti risiede nella coscienza stessa,
poiché è questa a organizzare e interpretare i fenomeni.
Superamento: La coscienza comprende che il suo rapporto con il mondo non è un rapporto
con qualcosa di esterno e autonomo, ma con sé stessa. Questo passaggio la trasforma in
autocoscienza.
2. Il riconoscimento reciproco
L’autocoscienza si realizza solo quando è riconosciuta da un’altra autocoscienza.
Conflitto iniziale: Ogni autocoscienza vuole imporsi sull’altra, affermando la propria
superiorità. Questo porta a una lotta per il riconoscimento, dove ognuna cerca di
sottomettere l’altra.
3. La dialettica servo-signore
Il conflitto tra autocoscienze si risolve temporaneamente nella relazione tra servo e signore:
o Il signore: È l’autocoscienza che ha vinto nella lotta, imponendosi sull’altra.
o Il servo: È l’autocoscienza sottomessa, che ha rinunciato alla propria indipendenza
per sopravvivere.
Contraddizione: Questa relazione non è stabile:
o Il signore, godendo passivamente del lavoro del servo, diventa dipendente da esso.
o Il servo, invece, attraverso il lavoro, acquisisce padronanza sulla natura e,
gradualmente, anche indipendenza rispetto al signore.
5. La coscienza infelice
Dopo la dialettica servo-signore, l’autocoscienza attraversa una fase di infelicità dovuta alla
scissione tra sé stessa e l’Assoluto.
Questo stadio si manifesta storicamente nel cristianesimo medievale, dove l’essere umano si
percepisce come finito e dipendente da un Dio infinito e distante.
Soluzione: La coscienza infelice viene superata quando l’autocoscienza riconosce che essa
stessa è l’Assoluto, cioè l’universale.
Sintesi
L’autocoscienza si realizza attraverso il conflitto e la relazione con altre autocoscienze. La dialettica
servo-signore e l’attività lavorativa rappresentano tappe fondamentali del processo di crescita. Alla
fine, l’autocoscienza si avvicina alla ragione, consapevole di sé stessa e della realtà come unità.
RAGIONE
Dopo il superamento della fase dell’autocoscienza, la ragione rappresenta il momento in cui
l’autocoscienza riconosce sé stessa come identica alla realtà. La ragione diventa la consapevolezza
che tutto ciò che esiste è razionale, e che il mondo oggettivo non è altro che un riflesso della
soggettività.
2. Ragione attiva
Quando la ragione comprende che la realtà non è qualcosa da osservare, ma qualcosa da
realizzare, diventa attiva.
Figure della ragione attiva:
o Il piacere e la necessità: L’individuo cerca il proprio piacere personale, ma si
scontra con la necessità imposta dal mondo.
o La legge del cuore: Gli individui tentano di imporre i propri ideali soggettivi al
mondo, ma il conflitto con gli altri genera delusione.
o La virtù e il corso del mondo: La virtù tenta di opporsi al corso della realtà, ma alla
fine deve arrendersi alla razionalità intrinseca della realtà stessa.
Limite: In questa fase, la ragione attiva è ancora individualistica e soggettiva, incapace di
cogliere la dimensione universale.
3. Ragione universale
La ragione raggiunge il suo culmine riconoscendo che la realtà è razionale e che l’individuo
è parte di un tutto più grande, ovvero lo spirito.
La razionalità non è solo individuale, ma si realizza nelle istituzioni sociali e politiche che
esprimono l’universalità (ad esempio, nello Stato).
2. Essenza (antitesi)
L’essenza è ciò che sta "dietro" l’essere, la sua spiegazione o fondamento. È il momento
della riflessione: l’essere si manifesta attraverso relazioni e opposizioni.
Struttura: Qui emergono categorie come causa-effetto, identità-differenza e necessità-
contingenza.
Limite: L’essenza non è ancora la piena verità della realtà, poiché resta legata al concetto di
opposizione.
3. Concetto (sintesi)
Il concetto è il culmine della logica: è l’unità di essere ed essenza, la totalità in cui ogni
determinazione trova il proprio significato.
Struttura del concetto:
o Universale: Il concetto nella sua generalità (es. "l’idea di pianta").
o Particolare: La realizzazione concreta dell’universale (es. "il pino o la quercia").
o Singolare: L’individuo specifico che sintetizza universale e particolare (es. "questo
particolare pino").
Risultato finale: Alla fine della logica si giunge all’Idea, l’insieme di tutti i concetti, che
rappresenta la totalità razionale della realtà.
Punti fondamentali:
1. La natura come alienazione dell'idea:
o La natura è il momento in cui l'idea esce fuori di sé e si oggettivizza. Tuttavia, in
questo processo, perde la sua forma adeguata. La natura è quindi imperfetta rispetto
all'idea perché frammentata e inconsapevole.
o La razionalità nella natura esiste, ma è nascosta, dispersa, e non è pienamente
consapevole come nello spirito.
2. Dialettica della natura:
o La natura non segue un vero processo dialettico, come avviene per lo spirito. È una
realtà rigida e separata nelle sue manifestazioni particolari.
o Sebbene Hegel rifiuti l'evoluzionismo scientifico, parla di una "scala" o progressione
nella natura, che culmina nell'essere umano, momento in cui l'idea si prepara a
tornare a sé come spirito.
3. Gradi della natura:
o Meccanica (tesi): Si occupa dello studio delle masse inerti e del loro movimento
nello spazio. Qui domina l'esteriorità e l'isolamento tra le cose.
o Fisica (antitesi): Analizza le proprietà qualitative della materia, come il calore, il
colore, e le forze fisiche.
o Organica (sintesi): Riguarda gli organismi viventi, culminando nell'uomo, il punto
di passaggio dalla natura allo spirito.
4. Natura e spirito:
o L'uomo rappresenta il punto di svolta in cui la natura non è più qualcosa di estraneo,
ma un mezzo attraverso cui l'idea comincia il suo ritorno a sé stessa. Questo ritorno
culminerà nella "filosofia dello spirito".
Nella "Filosofia dello spirito", Hegel analizza il momento in cui l'idea, dopo essersi alienata nella
natura, ritorna a sé stessa attraverso la soggettività umana. Qui l'idea si manifesta come spirito,
ossia come libertà e consapevolezza. Lo spirito è ciò che unisce e supera la frammentazione della
natura, integrando tutti i suoi aspetti.
Punti fondamentali:
1. Definizione dello spirito:
o Lo spirito è l'idea che, dopo essersi fatta natura, si riconosce nella soggettività e nella
libertà umana.
o È il momento in cui l'idea raggiunge piena consapevolezza e si realizza come
autocoscienza.
2. Tre livelli dello spirito: La filosofia dello spirito si articola in tre livelli progressivi:
o Spirito soggettivo: Lo spirito individuale, che comprende le facoltà psichiche e
mentali dell’uomo.
o Spirito oggettivo: Lo spirito che si manifesta nelle istituzioni sociali e politiche.
o Spirito assoluto: Lo spirito che raggiunge la piena consapevolezza di sé attraverso
arte, religione e filosofia.
3. Lo spirito come processo:
o Lo spirito non è statico, ma si sviluppa attraverso un processo dialettico. Ogni livello
dello spirito contiene il precedente e lo supera.
o Questo sviluppo riflette il ritorno dell’idea a sé stessa: l’idea, estraniata nella natura,
si riscopre pienamente nello spirito.
4. Contrasto con la natura:
o A differenza della natura, dove i gradi sono separati, nello spirito ogni grado ingloba
e supera il precedente.
o Lo spirito è dunque l’apice del processo dialettico dell’idea.
Come esporlo oralmente:
Introduci lo spirito come il culmine del percorso dell'idea, che si manifesta attraverso
l’autocoscienza e la libertà.
Sottolinea la differenza tra spirito e natura: la natura è frammentata e inconsapevole, mentre
lo spirito è unitario e autocosciente.
Descrivi brevemente i tre livelli dello spirito (soggettivo, oggettivo, assoluto) come tappe
del progresso verso la piena consapevolezza.
SPIRITO SOGGETTIVO
Lo spirito soggettivo rappresenta il primo livello dello sviluppo dello spirito. Si concentra
sull'individuo e sulle sue capacità di prendere coscienza di sé stesso e del mondo. È il punto di
partenza dello spirito nella sua forma più immediata e personale.
Punti fondamentali:
1. Definizione:
o Lo spirito soggettivo è lo spirito considerato nella sua dimensione individuale,
ovvero la coscienza, l’autocoscienza e la razionalità dell’uomo.
o Si sviluppa attraverso un processo che va dalla connessione con la natura al
raggiungimento della libertà interiore.
2. Divisione in tre fasi: Il percorso dello spirito soggettivo si articola in tre momenti
fondamentali:
o Antropologia: Studia lo spirito come anima, legato ancora alla natura.
L'anima si manifesta attraverso tratti naturali come il temperamento, il
carattere, e le condizioni psico-fisiche.
Analizza aspetti come le differenze legate a età, sesso e sviluppo personale.
o Fenomenologia dello spirito: Studia lo spirito come coscienza e autocoscienza.
La coscienza si relaziona al mondo esterno, mentre l’autocoscienza si
riconosce come soggetto indipendente.
Rappresenta il passaggio dall’esteriorità alla consapevolezza di sé.
o Psicologia: Studia lo spirito in senso stretto, nelle sue attività universali.
Spirito teoretico: Le attività intellettive che permettono di comprendere il
mondo.
Spirito pratico: Le attività che esprimono la libertà dell’uomo.
Volontà libera: Il culmine del percorso, dove lo spirito diventa pienamente
libero.
3. Obiettivo:
o Lo spirito soggettivo ha lo scopo di liberarsi dalle sue connessioni con la natura e
diventare autocoscienza pura e volontà libera.
o È la base per passare allo spirito oggettivo, dove l'individualità si manifesta nella
società e nelle istituzioni.
Come esporlo oralmente:
Introduci lo spirito soggettivo come lo sviluppo dello spirito nell'individuo, che parte dalla
natura ma mira alla libertà.
Spiega le tre fasi (antropologia, fenomenologia, psicologia) come un percorso di crescente
consapevolezza e autonomia.
Sottolinea che lo spirito soggettivo rappresenta un passaggio necessario per comprendere le
dinamiche collettive dello spirito oggettivo.
SPIRITO OGGETTIVO
Lo spirito oggettivo rappresenta lo spirito che si manifesta oltre l'individualità, nelle istituzioni e
nelle strutture sociali. È il momento in cui la libertà soggettiva diventa concreta e condivisa
attraverso il diritto, la moralità e l'eticità.
Punti fondamentali:
1. Definizione:
o Lo spirito oggettivo è lo spirito che si realizza in ambiti sovra-individuali come le
leggi, la società e lo Stato.
o È la dimensione in cui la libertà non è più un fatto interiore e personale, ma si
concretizza nelle relazioni sociali e politiche.
2. Tre momenti dello spirito oggettivo:
o Diritto astratto (tesi): È il livello più formale e individuale della libertà.
Si basa sull'idea che ogni persona è un soggetto di diritto e ha proprietà che
devono essere riconosciute e rispettate.
I rapporti giuridici tra individui sono regolati dal contratto e dalla legge, e la
violazione di questi rapporti genera illeciti, delitti e pene.
o Moralità (antitesi): È la libertà intesa come intenzione morale e responsabilità
individuale.
Qui lo spirito si concentra sulla volontà soggettiva che mira a compiere il
bene.
Tuttavia, questa moralità resta astratta, poiché dipende dalla soggettività del
singolo e non trova una piena realizzazione nel mondo concreto.
o Eticità (sintesi): È la realizzazione concreta della libertà nella comunità e nelle
istituzioni.
L’eticità supera le unilateralità del diritto e della moralità, unendo regole
sociali condivise e la libertà individuale.
Si articola in tre forme: famiglia, società civile e Stato.
3. Lo Stato come sintesi suprema:
o Lo Stato è la realizzazione più alta dello spirito oggettivo, in cui gli individui trovano
una libertà concreta partecipando al bene comune.
o Non è solo un sistema giuridico, ma una "sostanza etica consapevole", capace di
unire i bisogni individuali con quelli collettivi.
o Hegel critica il liberalismo e il giusnaturalismo, poiché considerano lo Stato come
qualcosa di esterno agli individui. Per Hegel, invece, lo Stato è la base stessa della
libertà e dell’identità individuale.
Come esporlo oralmente:
Introduci lo spirito oggettivo come il livello in cui la libertà individuale diventa concreta e
collettiva.
Spiega i tre momenti (diritto astratto, moralità, eticità) come una progressione verso una
libertà sempre più completa e condivisa.
Sottolinea il ruolo centrale dello Stato come punto culminante dello spirito oggettivo, dove
la libertà personale e il bene comune si incontrano.
SPIRITO ASSOLUTO
Lo spirito assoluto rappresenta il culmine dello sviluppo dello spirito. È il momento in cui l'idea
raggiunge la piena consapevolezza della propria infinità, riconoscendo che tutto è spirito. In questo
livello, l'idea si manifesta attraverso tre forme principali: arte, religione e filosofia.
Punti fondamentali:
1. Definizione:
o Lo spirito assoluto è l'idea che ritorna a sé stessa dopo essersi alienata nella natura e
realizzata nella storia.
o Qui, lo spirito comprende pienamente la propria natura come unità di infinito e
finito, diventando autocoscienza totale.
2. Le tre forme dello spirito assoluto: Le forme dello spirito assoluto riflettono diversi modi
in cui l'idea si manifesta:
o Arte: Lo spirito si esprime attraverso forme sensibili.
L’arte rappresenta la fusione tra natura e spirito, ma rimane un’espressione
immediata e intuitiva.
Si articola in tre momenti:
1. Arte simbolica: Contenuto e forma non sono armonizzati (civiltà
orientali e pre-elleniche).
2. Arte classica: Equilibrio tra forma e contenuto (civiltà greca).
3. Arte romantica: La forma sensibile diventa insufficiente a esprimere
la spiritualità interiore (Europa moderna).
o Religione: Lo spirito si manifesta attraverso la rappresentazione simbolica di
concetti.
La religione utilizza immagini e narrazioni per esprimere il rapporto tra
l’uomo e l’Assoluto.
Il cristianesimo è considerato la religione più alta, poiché rappresenta
l’identità di finito e infinito (Gesù come Dio-uomo), ma rimane una
rappresentazione e non raggiunge il livello concettuale della filosofia.
o Filosofia: Lo spirito si manifesta nella forma del concetto puro.
La filosofia è il sapere più alto, in quanto coglie l’Assoluto nella sua totalità e
razionalità.
Qui, l’idea non è più rappresentata o intuita, ma compresa pienamente come
unità di razionalità e realtà.
3. Dialettica dello spirito assoluto:
o Ogni forma (arte, religione, filosofia) riflette il medesimo contenuto, ma a livelli
diversi di profondità e chiarezza.
o La filosofia, essendo concettuale, rappresenta il completamento e la sintesi delle altre
due.
4. Il fine dello spirito assoluto:
o Il fine ultimo dello spirito è la piena autocoscienza e libertà, in cui l’Assoluto si
comprende interamente come spirito.
Come esporlo oralmente:
Introduci lo spirito assoluto come il livello più alto dello sviluppo dell’idea, dove tutto è
riconosciuto come spirito.
Spiega le tre forme (arte, religione, filosofia) come tappe successive che esprimono
l’Assoluto in modi diversi: sensibile (arte), rappresentativo (religione), e concettuale
(filosofia).
Sottolinea che la filosofia è la manifestazione più alta dello spirito, in quanto coglie
l’Assoluto nella sua razionalità.