INTRODUZIONE:
normativa e formazione
Servizio Prevenzione e Protezione
Introduzione – la normativa e la formazione
L’Università è un contesto di lavoro eterogeneo, sia per ciò che concerne la tipologia di ambienti
presenti, e i relativi rischi, sia per quel che riguarda il ruolo delle persone che la frequentano, in
qualità di lavoratori o, più in generale, di quella che viene definita utenza: studenti, talvolta anche i
loro familiari, frequentatori occasionali, visitatori, manutentori, fornitori, ecc.
Individuare tutti i rischi, prevenire e proteggere, formare ed informare: sono gli
strumenti per la tutela della salute e della sicurezza di tutti.
«L'imprenditore è tenuto ad adottare nell'esercizio dell'impresa le misure che, secondo la
particolarità del lavoro, l'esperienza e la tecnica, sono necessarie a tutelare l'integrità fisica e
la personalità morale dei prestatori di lavoro [Costituzione 37, 41]»
L’art. 2087 del Codice Civile impone all'imprenditore, in ragione della sua posizione di garante
dell'incolumità fisica del lavoratore, di adottare tutte le misure atte a salvaguardare chi presta la
propria attività lavorativa alle sue dipendenze.
prevenzione e protezione sono obblighi
dell’imprenditore
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Introduzione – la normativa e la formazione
Articolazione del percorso formativo
Modulo generale (4 ore)
Contenuti:
1. Concetti di rischio.
2. Concetto di pericolo.
3. Concetto di danno.
4. Prevenzione.
5. Protezione.
6. Maternità.
7. Organizzazione della prevenzione aziendale.
8. Diritti, doveri e sanzioni per i vari soggetti aziendali.
9. Organi di vigilanza, controllo e assistenza.
Al termine del corso il lavoratore dovrà aver appreso le nozioni base sulla salute e sicurezza nei luoghi di
lavoro, verificate con una prova finale. Si richiede lo svolgimento del 90% delle ore previste dal modulo e, al
termine del percorso, verrà rilasciato un attestato.
Il modulo costituisce credito formativo permanente valido per tutti i Comparti e Settori di afferenza
(Classificazione Ateco 2007).
(art. 4 Accordo Stato Regioni 21 dicembre 2011)
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Introduzione – la normativa e la formazione
Formazione per settori
La cui durata e i cui contenuti dipendono dal tipo di attività svolta e dalla fascia di rischio in cui la mansione e
l’ambiente di lavoro si collocano (alta, media, bassa) secondo la classificazione ATECO 2002-2007.
Formazione specifica per i lavoratori:
attività a basso rischio:
Riguarda i settori del commercio, alloggio, ristorazione, attività finanziare, immobiliari, legali, servizi di
informazione ,comunicazione, attività artistiche e di intrattenimento ed in generale quelle che non prevedono
mansioni con rischi specifici .
Formazione attività medio rischio:
Riguarda prevalentemente i settori dell’agricoltura ,del trasporto e del magazzinaggio ,della sanità e
dell’assistenza sociale e dell’istruzione .
Formazione attività alto rischio :
Riguarda la fornitura gas, energia elettrica ,telefonia e acqua, nonché alcuni settori della sanità.
(art. 4 Accordo Stato Regioni 21 dicembre 2011)
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Introduzione – la normativa e la formazione
Formazione per lavoratori dell’Università
Formazione specifica per i lavoratori dell’Università:
attività a basso rischio:
Riguarda le attività svolte al videoterminale, ufficio.
Formazione attività medio rischio:
Laboratori di ricerca di ingegneria e medicina.
Formazione attività alto rischio :
Laboratorio di ricerca in ingegneria edile e settorato.
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Introduzione – la normativa e la formazione
Formazione per settori, quando effettuarla:
Deve essere effettuata:
1. In caso di costituzione di un nuovo rapporto di lavoro in nuovo settore.
2. In caso di trasferimento o modifica delle mansioni.
3. In caso di introduzione di nuove tecnologie, sostanze, attrezzature e preparati
che modifichino il livello di rischio.
Durata: 4 ore per rischio basso, 8 per rischio medio, 12 per rischio elevato.
Aggiornamento: è previsto un aggiornamento periodico ogni 5 anni della durata
minima di 6 ore.
(art. 4 Accordo Stato Regioni 21 dicembre 2011)
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Introduzione – la normativa e la formazione
Normativa di riferimento:
Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n.81
E’ stato redatto con lo scopo di riunire, riformare, armonizzare le precedenti
normative in materia e introdurre alcune innovazioni concettuali:
• Individuazione dei fattori e sorgenti di rischio.
• La riduzione del rischio al minimo rischio, il cosiddetto «rischio residuo».
• Il controllo permanente delle misure preventive messe in atto.
• L’elaborazione di una strategia aziendale che comprenda tutti i fattori
dell’organizzazione.
• Una precisa definizione dei ruoli in materia di sicurezza e dei compiti assegnati
a ciascuna figura.
• Formazione dei lavoratori
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Introduzione – la normativa e la formazione
La sicurezza in Università:
Il Decreto Ministeriale n° 363 del 05/08/1998
detta le specifiche per l’individuazione delle particolari esigenze delle Università e
degli Istituti di istruzione universitaria ai fini della tutela della salute e della
sicurezza.
Regolamento dell’Università degli Studi di Brescia per la Sicurezza e per la
Salute sul luogo di lavoro, Decreto rettorale n. 665 del 18/09/2012
Definisce le peculiarità applicative della normativa nel contesto dell’Università.
Individua con chiarezza le figure della prevenzione e della sicurezza all’interno
dell’organigramma.
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