Flex Emba Dispensa Designing Presentations
Flex Emba Dispensa Designing Presentations
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PROCESSO
STRATEGICO
CURVA DI ATTENZIONE
☑ 1. OBIETTIVO
SFRUTTARE
☑ 2. PROFILO UN PICCO DI ATTENZIONE
Setting Ultima
Communication mix
☑ 3. COMMUNICATION Asso nella manica
Legge della varieta’
occasione
MIX Elastici
☑ 4. PUNTI CHIAVE
☑ 5. SETTING ATTENZIONE
☑ 6. CREARE I
PICCHI
☑ 7. USARE I PICCHI
☑ 8. FINALE
CREARE UN PICCO DI ATTENZIONE
☑ 9. SUPPORTI Richiesta diretta
Ancoraggio Annunciare
Storytelling il finale
Rottura degli schemi
OBIEZIONI
TEMPO
LIVELLI
4
1. OBIETTIVO
1. OBIETTIVO L’affermazione di Peter Drucker: “Communication is
what the listener does”, “Comunicazione è ciò che fa
l’ascoltatore” riassume il senso dello stabilire
2. PROFILO l’obiettivo e condensa un approccio.
Si tratta di quell’approccio secondo il quale la qualità
di una strategia di comunicazione si valuta soltanto
3. COMMUNICATION MIX sui suoi effetti su chi riceve quella comunicazione.
Non, quindi, sulla sua qualità formale, o sulla sua
eleganza, ma esclusivamente sulla sua efficacia nel
4. PUNTI CHIAVE generare il cambiamento che si propone.
9. SUPPORTI
6
1. OBIETTIVO
5. SETTING INFORMARE
COLLEGARE
6. CREARE I PICCHI CREARE STATI EMOTIVI
MOTIVARE
7. USARE I PICCHI
Link alla definizione
8. FINALE
9. SUPPORTI
7
Il communication mix
Informare
Fornire nuove informazioni, conoscenze, dati.
Collegare Linguaggio di
Collegare informazioni e conoscenze ad esperienze di riferimento precisione
(pregresse o costruite durante il processo di comunicazione).
Si può collegare:
- per uguaglianza o per differenza Obiettivo:
- rispetto ad esperienze di riferimento portate dall’esterno oppure disambiguare
costruite durante il processo di comunicazione
- rispetto ad esperienze più o meno vicine al contenuto della
comunicazione
Mo2vare Obiettivo:
Motivare la controparte ad intraprendere un’azione
massimizzare
(con un incentivo positivo o negativo) l’identificazione
8
4. PUNTI CHIAVE
1. OBIETTIVO Scegliere le argomentazioni chiave sulla base del
communication mix e tenendo conto che il
numero di argomentazioni deve essere
2. PROFILO proporzionato al tempo a disposizione.
Quella tra tempo e numero di argomentazioni
non è una funzione lineare: al crescere del
3. COMMUNICATION MIX tempo si allarga il “respiro” del processo di
comunicazione.
4. PUNTI CHIAVE Ecco un’idea del numero di argomentazioni sulla
base del tempo a disposizione:
5. SETTING
Numero di
Durata Picchi / ora
6. CREARE I PICCHI
picchi
30 min 3-4 6-8
9. SUPPORTI
9
1. OBIETTIVO
5. Setting
2. PROFILO
Scegliere sulla base dell’obiettivo
Obiettivo più facilmente raggiungibile
3. COMMUNICATION MIX attraverso la partecipazione: setting aperto
(interazione).
4. PUNTI CHIAVE Obiettivo più facilmente raggiungibile
attraverso l’efficienza (molti concetti in poco
5. SETTING tempo): setting chiuso.
9. SUPPORTI
10
Attivo Passivo
2
Spontaneo
4 3
spontaneo
Sia con setting chiuso che con Sia con setting chiuso che con
Non
11
1. OBIETTIVO
2. PROFILO
5. SETTING Ancoraggio ▻
6. CREARE I PICCHI
Storytelling ▻
7. USARE I PICCHI
Rottura degli schemi ▻
8. FINALE
9. SUPPORTI
12
1. Richiesta dire;a
Si tratta, semplicemente, di richiedere, in maniera diretta e trasparente,
l’attenzione ai destinatari del processo di comunicazione, utilizzando
espressioni come:
“Vi prego di prestare un’attenzione particolare ai prossimi minuti di esposizione”.
oppure
“Stiamo per affrontare uno dei passaggi chiave del discorso. Per questo vi chiedo di
non perdervi una parola di quanto sto per dire”.
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2. Ancoraggio
Il meccanismo di “ancoraggio” funziona in questo modo:
• Si sceglie uno stato interno da ancorare (in questo caso, lo stato di
attenzione)
• Si sceglie un “oggetto comunicativo”
• Durante la presentazione, si crea un legame tra oggetto e stato
• A questo punto, è possibile richiamare l’oggetto comunicativo e suscitare
lo stato interno senza il bisogno di richiamare lo stato stesso.
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3 Storytelling
L’uso dello storytelling è uno dei modi più efficaci per creare un picco di attenzione, perché la narrazione
come strumento di trasmissione del sapere occupa una parte importante nella storia dell’evoluzione
dell’uomo, sia come specie, sia come singolo individuo.
La razza umana, fin dagli albori della civiltà, ha utilizzato la narrazione come strumento per il trasferimento
di esperienze e di conoscenza, prima ancora di raggiungere quel livello di astrazione che consente alle
esperienze di farsi modelli trasmissibili. E quello della narrazione è uno degli strumenti principali anche per
l’educazione e la crescita del singolo individuo. Basta pensare a tutta la tradizione delle favole, con la
narrazione che veicola una morale e un messaggio significativi per il bambino che ascolta.
Fa, quindi, parte del nostro bagaglio profondo il fatto che, quando sentiamo la fatidica frase “C’era una
volta...” (o qualsiasi altro richiamo che indica l’inizio di una narrazione), la nostra attenzione sia
immediatamente catturata dall’aspettativa che la narrazione stessa porti con sé un messaggio importante. E
proprio sulla dinamica narrazione/messaggio sono centrate molte delle tecniche che si possono utilizzare
per rendere più efficace l’utilizzo dello storytelling all’interno di una strategia di comunicazione.
La narrazione, quindi, è uno strumento efficace di creazione di un picco di attenzione proprio perché
prescinde dalle condizioni che abbiamo posto essere indispensabili perché funzionino i primi due modi per
creare un picco di attenzione (il richiamo diretto e l’ancoraggio). Non c’è, infatti, bisogno che il pubblico
condivida l’obiettivo e non sia affaticato perché l’inizio di una narrazione attragga l’attenzione.
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La tecnica del sandwich
Narrazione
Messaggio
Finale
Normalmente, l’obiettivo con cui ci impegniamo in una narrazione è quello, poi, di trarre
dalla storia un messaggio per il nostro pubblico.
Ciò che facciamo è, quindi, narrare la storia e, una volta terminata la narrazione,
trasmettere la morale o l’insegnamento.
Per tenere sospeso il filo dell’attenzione è possibile fare una cosa diversa: prima iniziare
con la prima parte della storia, poi trarne una morale e un messaggio, quindi narrare il
finale.
L’abilità sta proprio nel tenere il filo dell’attenzione teso attraverso l’uso abile della
suspense che deriva dal lasciare in sospeso il finale.
Lo stesso è possibile fare con qualsiasi tipo di storia, con un’unica eccezione: le storie in
cui il messaggio è racchiuso nel finale. In questo caso, l’enunciazione del finale deve
forzatamente precedere la fase di spiegazione del messaggio.
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Il gusto di raccontare
Anche questa seconda tecnica ha a che vedere con la dinamica storia / messaggio.
Questa volta, però, cerchiamo di evitare un errore molto comune che affligge i narratori inesperti: quello di
rendere la narrazione un puro pretesto per enunciare il messaggio, senza conferire alla fase del racconto
dignità e valore propri.
Per essere coinvolgente un narratore deve far sentire i propri ascoltatori partecipi della storia, deve
riuscire a creare un ambiente, costruire dei personaggi, appassionare alla trama. In molti casi, invece, questo
non accade e ci si rende conto fin dall’inizio che quanto lo speaker sta enunciando è soltanto una parentesi
pretestuosa che serve semplicemente ad introdurre il messaggio.
Così facendo si perde la maggior parte del potenziale di coinvolgimento dello storytelling.
Al contrario, quando un narratore si prende il gusto del raccontare, traspare immediatamente che la storia
è una parte integrante e non subordinata della sua strategia di comunicazione. Proprio questo
coinvolgimento nella narrazione genera in chi ascolta identificazione e attenzione.
Come fare per ottenere questo effetto? L’ostacolo principale, naturalmente, sta nel fatto che non tutti
sono a proprio agio quando si tratta di raccontare una storia. Per qualcuno è molto più facile affidarsi a
numeri e tabelle, piuttosto che a narrazioni.
C’è, però, un modo molto semplice ed immediato per trasmettere a chi ascolta una sensazione di
coinvolgimento: inserire nella storia alcuni dettagli inutili e non funzionali all’enunciazione del messaggio.
Semplicemente, questi dettagli servono a rendere credibili i personaggi e vivida la storia. Ne bastano un
paio per trasmettere ad un pubblico la sensazione che chi parla è realmente coinvolto dal flusso narrativo,
che, appunto, prova, anche, divertimento nel raccontare.
Nella fase di progettazione dell’intervento, quindi, è utile non scegliere soltanto quale storia raccontare e
quale messaggio si vuole trasferire attraverso quella storia, ma anche quali “dettagli inutili” inserire per
rendere vivi i personaggi e la narrazione. Questi dettagli possono avere a che vedere con le caratteristiche
fisiche dei personaggi stessi, con il paesaggio, con l’inserimento di figure che non fanno parte del filone
narrativo principale, o con qualsiasi altra cosa che consenta di emancipare la narrazione dalla sua
sudditanza al messaggio.
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L’effetto Omero
L’ultimo aspetto che vogliamo mettere in evidenza per aumentare
l’efficacia della narrazione non è altrettanto immediato e facilmente
applicabile quanto lo sono i primi due.
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4 La ro;ura di schemi
L’ultimo meccanismo per innalzare il livello di attenzione è piuttosto semplice, ma molto potente: si
tratta di creare, di assecondare e magari di rafforzare un’aspettativa nel pubblico per poi,
improvvisamente “rompere” queste aspettative non soddisfacendole. Questa rottura di schema
innalza immediatamente l’attenzione, proprio per il fatto che qualcosa di imprevisto è successo e si
deve in qualche modo reagire.
Anche questo stratagemma scava molto in profondità nelle modalità di funzionamento del cervello,
facendo appello ad un meccanismo che viene definito “di anticipazione”. Il cervello occupa una
parte dei suoi processi proprio a crearsi delle aspettative su quanto sta per accadere, e lo fa in
continuazione, per essere pronto a reagire ad ogni eccezione rispetto a queste aspettative. Se tutto
va secondo le attese, allora non c’è bisogno di allertarsi, se, invece, qualcosa deroga rispetto a
quanto previsto, allora è il caso di innalzare il livello di attenzione per poter, poi, velocemente,
decidere come rispondere a questa eccezione.
Si possono rompere due tipi di aspettative:
1. Le aspettative che le persone si sono create per via del set di comunicazione (aspettative
spontanee)
2. Le aspettative create dal relatore stesso (aspettative indotte)
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1. OBIETTIVO
7. USARE I PICCHI
2. PROFILO
Sulla base del communication
3. COMMUNICATION MIX mix, applicare:
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I sistemi rappresentazionali
Visivo
Linguaggio verbale: metafore visive (È tutto chiaro?)
Applicare la legge Linguaggio non verbale: sistema immagini sul campo visivo
della varietà in Linguaggio paraverbale: voce acuta e ritmo veloce
questo caso
significa alternare Auditivo
tipologie di Linguaggio verbale: metafore auditive (Ti suona bene?)
linguaggio diverse Linguaggio non verbale: ricalca il ritmo della voce
Linguaggio paraverbale: voce di petto e grande attenzione
per soddisfare, al ritmo
nell’audience,
persone con
sistemi
Cinestesico
Linguaggio verbale: metafore cinestesiche (Mi calza bene)
rappresentazionali Linguaggio non verbale: costruisce oggetti nell’aria
diversi. Linguaggio paraverbale: voce di pancia e ritmo lento
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I METAPROGRAMMI
Informare ▻
(Visione generale / Dettaglio)
Collegare ▻
(Uguale / Diverso)
Motivare ▻
(Andare verso / Allontanarsi da)
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INFORMARE
VISIONE GENERALE
(coloro che, in un processo di comunicazione, puntano ad
ottenere la “big picture” delle questioni in gioco, per poi
lasciare la definizione dei dettagli a fasi o persone diverse)
oppure
VISIONE DI DETTAGLIO
(coloro che, in un processo di comunicazione, aspirano a
definire le questioni in tutti i dettagli per non lasciare
spazio a possibili incomprensioni o ambiguità)
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COLLEGARE
UGUALE
(coloro che, quando si trovano di fronte ad una metafora,
ad una similitudine o ad una analogia, pongono attenzione
a ciò che hanno di SIMILE i due termini di paragone)
oppure
DIVERSO
(coloro che, quando si trovano di fronte ad una metafora,
ad una similitudine o ad una analogia, pongono attenzione
a ciò che hanno di DIVERSO i due termini di paragone)
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MOTIVARE
ANDARE VERSO
(coloro che, riguardo ad un cambiamento o ad un
comportamento, si motivano andando verso un obiettivo
o un miglioramento)
oppure
ALLONTANARSI DA
(coloro che, riguardo ad un cambiamento o ad un
comportamento, si motivano allontanandosi da un
possibile peggioramento della situazione attuale)
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La legge dell'elastico
Nel 1994, George Loewenstein, studioso di economia comportamentale alla Carnegie Mellon
University, diede la speigazione più esauriente circa l’interesse situazionale. Ed è una
spiegazione sorprendentemente semplice. La curiosità, afferma, entra in gioco quando
avvertiamo una lacuna nella nostra cultura, nelle nostre conoscenze.
Loewenstein sostiene che le lacune provocano una sensazione di sofferenza. Quando vogliamo
sapere qualcosa ma non ci riusciamo, è come se un prurito ci costringesse a grattarci a tutti i
costi. Per eliminare la sofferenza, dobbiamo colmare quella lacuna conoscitiva. Stiamo
pazientemente seduti al cinema a vedere un brutto film, anche se ci può dare fastidio, perché ci
farebbe soffrire ancora di più il fatto di non sapere come va a finire.
Questa “teoria della lacuna” nei riguardi dell’interesse sembra dare una spiegazione del motivo
per cui alcuni ambiti danno luogo a un interesse fanatico: essi creano, per la loro stessa natura,
lacune conoscitive.
(Brano tratto da: Idee forti, di Dan Heat e Chip Heat, Etas)
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1. OBIETTIVO
2. PROFILO 8. FINALE
9. SUPPORTI
28
9. SUPPORTI
1. OBIETTIVO
9. SUPPORTI
29
Focalizzare
l’attenzione
Usi più comuni nel
communication mix:
Informare
Collegare
Errori da evitare:
- sovraccarico di informazioni
Soluzioni
Quando vi sia sovraccarico,
suddividere la slide tra indice
generale e focus sul particolare
30
Creare
diagrammi
e mappe
Usi più comuni nel
communication mix:
Informare
Collegare
Errori da evitare:
- sovraccarico di informazioni
Soluzioni
Quando vi sia sovraccarico,
suddividere la slide tra mappa
generale e focus sul particolare
31
Richiamare
un’autorità
Usi più comuni nel
communication mix:
Creare stati emotivi
Errori da evitare:
- autorità non conosciuta
- autorità non riconosciuta
- uso eccessivo che porta a
delegare il proprio pensiero
alle autorità
32
Mostrare
l’oggetto della
presentazione
Usi più comuni nel
communication mix:
Dipende dalla valenza
dell’oggetto
Errori da evitare:
- delegare eccessivamente la
leadership del processo
all’oggetto
33
Aprire un
dialogo
Usi più comuni nel
communication mix:
Dipende dalla natura delle
domande
Errori da evitare:
- apertura eccessiva o non
voluta del setting
34
Incorniciare
e/o
indicizzare
Uso: creare aspettative rispetto
a quanto avverrà
35
Creare un
ancoraggio
36
Rompere
uno schema
Usi più comuni nel
communication mix:
- Creare stati emotivi
37
La gestione delle obiezioni
1 4 Pubblico
Relatore 3
2 Obiettore/i
38
Gestione dei propri
stati interni
1 Visto che si tratta di gestire uno scenario
relazionale complesso, il primo requisito è quello
di mantenere uno stato interno funzionale anche
in caso di attacchi o obiezioni pretestuose
39
Setting
Il setting è una tattica preventiva perché
incornicia le relazioni e stabilisce una leadership
riconosciuta
Stratagemmi
……
40
Setting
Il setting è una tattica preventiva perché
incornicia le relazioni e stabilisce una leadership
3 riconosciuta
Gestione delle
alleanze
41
Riconduzione delle obiezioni verso
gli obiettivi
4 Saper ricondurre anche le obiezioni verso
l’obiettivo condiviso rafforza enormemente la
leadership del relatore
42
I livelli della comunicazione
Per chi altro? Livello spirituale Mito
Linguaggio
evocativo
Chi? Identità Metafore
Linguaggio
di precisione
Come? Capacità Modelli
43
☑
Check
list
44
Obiettivo
☑
Qual è l’obiettivo della mia presentazione?
Quale cambiamento voglio ottenere nelle persone che stanno di fronte
a me come conseguenza del mio processo di comunicazione?
Puoi enunciarlo in questi termini:
Io sarò soddisfatto se le persone che mi stanno ascoltando usciranno di qui
e…
☑
Che tipo di pubblico ho di fronte?
• Attivo (gradisce la partecipazione) / Passivo
• Spontaneo (condivide l’obiettivo) / Non spontaneo
Quali sono gli interessi, le posizioni, i valori del pubblico circa gli
argomenti che verranno trattati?
Come posso utilizzare questi elementi
Check • per la scelta delle argomentazioni
list • come argomento negoziale
•…
Qual è il ruolo dei partecipanti (o quali sono i ruoli)?
Ci sono dinamiche di potere o di processo decisionale rilevanti?
Quali conoscenze posseggono? A che livello di profondità?
Come questi elementi possono influenzare contenuto e struttura
della presentazione?
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Communication Mix
☑
Se avessi a disposizione risorse comunicative pari a 100, come le
distribuiresti, in questa presentazione, tra
[ ] INFORMARE
[ ] COLLEGARE
Check
list [ ] CREARE STATI EMOTIVI
[ ] MOTIVARE
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Punti chiave
☑
Quali saranno i punti chiave della presentazione?
In quale ordine dovranno essere esposti?
Quali tra di essi rappresenta un picco di attenzione?
Il numero di punti chiave è adeguato al tempo a disposizione?
Quale ingrediente (o quali ingredienti - max 2) del communication
Check mix caratterizza ciascun punto chiave che sta su un picco di
list attenzione?
C’è coerenza tra il communication mix e i punti chiave scelti?
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Setting
☑
Che tipo di setting è più adatto a raggiungere l’obiettivo?
Chiuso Aperto
49
Creare i picchi di attenzione
☑
Quale metodo utilizzerai per creare ciascun picco di attenzione?
È coerente con gli ingredienti del communication mix utilizzati in ciascun picco?
Richiesta diretta
• Come verrà verbalizzata?
Ancoraggio
• Quale oggetto comunicativo verrà utilizzato?
• Come verrà creato il legame tra oggetto comunicativo e stato di attenzione?
Check Storytelling
• Quale narrazione utilizzerai? Quale messaggio deve veicolare?
list • È possibile utilizzare la tecnica del sandwich (narrazione/messaggio/finale)?
• Quali dettagli inutili verranno inseriti nella narrazione?
• È possibile utilizzare la tecnica dello sbilanciamento tra peso della storia e peso della
morale (effetto Omero)?
☑
Quale metodo utilizzerai per massimizzare l’efficacia della tua comunicazione
su ciascun picco di attenzione?
La legge dell’elastico
Come puoi utilizzare il meccanismo della curiosità per mantenere alta
l’attenzione durante il picco di attenzione?
Puoi rivelare alcune informazioni fondamentali solo alla fine?
Quali domande puoi lasciare aperte fino alle fine?
51
Il finale
☑
Come annuncerai la fine imminente della presentazione, per
sfruttare il picco di attenzione semi-spontaneo?
52
Materiali di supporto
☑
Per ciascun picco di attenzione, come puoi rendere maggiormente efficace la
tua comunicazione attraverso l’uso dei materiali di supporto?
Quali sono le funzioni più adatte?
• Focalizzare l’attenzione
Obiettivi: informare / collegare | Errore più comune: troppe informazioni
• Creare diagrammi e mappe
Obiettivi: informare / collegare | Errore più comune: troppe informazioni
Check • Richiamare un’autorità
Obiettivi: creare stati
list Errore più comune: autorità non conosciuta o riconosciuta
• Mostrare l’oggetto della presentazione
Obiettivi: informare / collegare / creare stati / motivare
Errore più comune: cedere la leadership all’oggetto
• Aprire un dialogo
Obiettivi: aprire il setting | Errore più comune: farlo nel momento sbagliato
• Incorniciare e/o indicizzare
• Creare un ancoraggio
• Rompere uno schema
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Riferimenti
Luca Baiguini | Il pubblico nelle tue mani | FrancoAngeli
http://www.amazon.it/gp/product/8846455770/ref=as_li_ss_tl?
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Per chi tiene presentazioni in ambito formativo, molto utile questo libro:
Robert Dilts | Come condurre una presentazione efficace | FrancoAngeli
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Per chi fosse interessato ad approfondire i “livelli di pensiero”: Robert Dilts | Il manuale del coach | Roberti
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Sugli stratagemmi retorici: Giorgio Nardone | Cavalcare la propria tigre | Ponte alle Grazie
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Sitografia:
Ken Blanchard (Uso degli ancoraggi)
http://www.washingtonspeakers.com/speakers/speaker.cfm?SpeakerId=352
Linkedin: http://www.linkedin.com/in/lucabaiguini
Twitter: http://twitter.com/lucabaiguini
Skype: baiguini
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