Lezione T3 – Valutazione di
Impatto Ambientale
Prof. Carlo Riccio
[Link]@[Link]
Corso di Laurea Interfacoltà in Economia Aziendale e
Green Economy
Insegnamento: Tecnologia dei Processi Produttivi Green
Definizioni (1)
➢ L’Impatto Ambientale quantifica le nuove condizioni o le alterazioni
causate o indotte da interventi apportati all'ambiente, che a sua volta
è definibile come l’insieme delle risorse umane e naturali e delle loro
interazioni
Risorse Risorse
naturali: umane
Impatto
• Alterazioni e
cambiamenti Suolo
ambientale
Paesaggio
Flora
Fauna
➢ VIA (Valutazione di Impatto Ambientale): procedura tecnico-
amministrativa per la formulazione di un giudizio di ammissibilità
sugli effetti causati da un particolare intervento sull’ambiente;
l’obiettivo è la prevenzione di eventuali ripercussioni ambientali
negative e la previsione delle possibili evoluzioni dell’ambiente
Definizioni (2)
L’Impatto Ambientale può essere classificato come:
• diretto (primario): si riferisce ad effetti direttamente
riconducibili ad una determinata sorgente di impatto, viene
esplicitato nella prima fase della catena «causa-effetto»
senza il contributo di altri impatti (ad es. la sottrazione di
suolo per costruire un impianto)
• indiretto (secondario): riconducibile ad effetti che non
derivano direttamente da una sorgente, ma che sono in
risultato di interazioni tra gli impatti diretti (ad es. aumento
del traffico dovuto ai trasporti per alimentare l’impianto)
• cumulativi: derivanti da effetti additivi dovuti all’interazione
tra impatti che non risulterebbero significativi se
considerati separatamente
Riferimenti normativi (1)
➢ La Direttiva sulla VIA, 85/337/CEE "Concernente la valutazione
dell'impatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati“ fu
emanata dal Consiglio della Comunità Europea e poi modificata dalla
legge 97/11/CE e definiva opere per le quali la VIA è obbligatoria in
tutta la Comunità e progetti le cui soglie di applicabilità erano definite
dagli stati membri
➢ Recepita in Italia con Legge n.349/1986 che istituiva il Ministero
dell’Ambiente e le norme in materia di danno ambientale; Il testo
prevedeva la competenza statale della gestione della procedura di
VIA, strutturata sul principio dell’azione preventiva, in base al
quale la migliore politica ambientale consiste nel prevenire gli effetti
negativi legati alla realizzazione dei progetti anziché combatterne
successivamente gli effetti
Riferimenti normativi (2)
➢ Principio dello sviluppo sostenibile: «sviluppo in grado di soddisfare i
bisogni delle generazioni attuali senza compromettere la capacità
delle generazioni future di soddisfare i propri» (Rapporto Bruntland
della World Commission on Environment and Development delle
Nazioni Unite - 1987)
➢ Con la Direttiva Europea 2001/42/CE relativa a “la valutazione degli
effetti di determinati piani e programmi sull'ambiente naturale” viene
introdotta la Valutazione Ambientale Strategica (VAS) che riguarda
l’obbligo della valutazione preventiva degli impatti di determinati piani
o programmi, con l’intento di garantire che le azioni di trasformazione
territoriale che si intende implementare siano correlate al
raggiungimento di un livello accettabile di sostenibilità. In particolare
la valutazione di tipo strategico si propone di verificare che gli
obiettivi individuati nei piani siano coerenti con quelli propri dello
sviluppo sostenibile, e che le azioni previste nella struttura degli
stessi siano idonee al loro raggiungimento
Applicazione e contenuti della VIA
Campi di applicazione:
➢ costruzione di un impianto o di un’opera
➢ atti normativi (proposte di legge, direttive, regolamenti, etc.);
➢ pianificazione del territorio, piani di urbanizzazione, etc.;
➢ nuovi prodotti e tecnologie.
Contenuti:
➢ descrizione dell’ambiente;
➢ identificazione delle variabili ambientali;
➢ scelta tra diverse alternative di progetto in relazione ai vincoli
ambientali;
➢ determinazione dell’ importanza degli impatti;
➢ valutazione dell’entità degli impatti;
➢ proposte di riduzione delle ripercussioni negative
Schematizzazione della VIA
✓ Cosa è: una procedura decisionale e uno strumento di
prevenzione;
✓ L’obiettivo: la tutela ambientale preventiva e il controllo
delle azioni di trasformazione;
✓ L’origine: la Comunità Europea;
✓ L’utilità: la conservazione e il bilancio delle risorse, la
qualificazione dei progetti;
✓ Le prospettive: simulazione del rapporto tra azioni e
risorse, integrazione tra le fasi di trasformazione e
gestione delle opere e degli interventi.
Opere sottoposte alla VIA (1)
➢ Impianti ad elevato rischio di impatto ambientale, soggetti
ad obbligo assoluto di VIA, indipendentemente dalle dimensioni
dell’opera e dalla sua localizzazione; tale gruppo comprende:
• raffinerie di petrolio greggio (esclusi gli impianti che producono
esclusivamente lubrificanti) nonché impianti di gassificazione e liquefazione di
carbone o di scisti bituminosi (CWS) da almeno 500 t al giorno;
• centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica di
almeno 300 MW, nonché centrali nucleari;
• impianti destinati esclusivamente allo stoccaggio definitivo o all’eliminazione
definitiva dei residui radioattivi;
• acciaierie integrate di prima fusione della ghisa e dell’ acciaio;
• impianti chimici integrati;
• impianti di eliminazione dei rifiuti tossici e pericolosi mediante
incenerimento, trattamento chimico e stoccaggio a terra
Opere sottoposte alla VIA (2)
➢ Progetti e opere a rischio relativo, tale raggruppamento può
essere obbligato ad una procedura di VIA completa o
semplificata in relazione alla tipologia ed alle dimensioni del
sito di collocazione. Appartengono a questo gruppo progetti nei
settori
• fabbricazione del vetro
• impianti per prodotti alimentari
• industria della gomma
• impianti per la concia delle pelli
➢ Opere a debole rischio di impatto ambientale: in tale
raggruppamento sono inclusi tutti gli interventi da effettuarsi in
zone protette, parchi naturali, località particolarmente
vulnerabili a causa dell’elevato valore naturalistico,
culturale, paesaggistico, turistico, ecc..
Eccezioni
➢ Alcuni progetti, oltre a quelli in ambito militare, possono essere
esentati anche totalmente dalla VIA, in casi estremi di urgenza
e/o di eccezionalità.
➢ Lo Stato deve comunque considerare la necessità di altri tipi di
valutazione, ed informare il pubblico interessato alla decisione
ed alle ragioni della stessa.
➢ Prima del rilascio dell'autorizzazione, lo Stato ha l'obbligo di
informare la CEE (Direttiva n. 85/337 ) fornendo le motivazioni
che hanno reso necessario il provvedimento e le informazioni
fornite ai cittadini. Qualora il progetto comporti un impatto
rilevante sull'ambiente di un altro stato membro, od un altro
Stato ritenga di essere potenzialmente danneggiato da un
progetto, la Direttiva obbliga ad un rapporto con gli altri
membri della Comunità
Fasi della VIA
1. Impostazione del problema: ricognizione delle
normative relative all'intervento in esame e
raccolta razionalizzata di tutte le informazioni SIA
già disponibili sul quadro ambientale,
comprendenti le componenti naturalistiche ed Studio di Impatto Ambientale:
antropiche e le interazioni tra queste ha come obiettivo
l’individuazione della soluzione/i
2. Descrizione del problema: esame dell'aspetto che costituisce il miglior
progettuale (definizione delle alternative compromesso tra le
tecnologiche, identificazione delle attività caratteristiche di progetto
elementari associate con ciascuna di esse) e dell’impianto e i vincoli
ambientali che scaturiscono
dell'aspetto ambientale (identificazione delle dall’analisi delle caratteristiche
componenti e dei fattori ambientali del sito di insediamento
maggiormente influenzati, caratterizzazione del
o dei siti individuati come suscettibili per
l'intervento)
3. Fase decisionale: definizione dei criteri di
valutazione e di scelta (da selezionare sulla
base della tipologia dell’opera per la quale si
effettua la VIA)
Studio di Impatto Ambientale
Obiettivo: individuazione, dopo la necessaria acquisizione
delle informazioni relative alle caratteristiche progettuali e
ambientali, della soluzione/i ottimale emergente tra le
esigenze progettuali e i vincoli ambientali per un
insediamento produttivo.
In questa fase, poiché gli elementi progettuali che
caratterizzano l’opera non sono noti ad elevati livelli di
dettaglio, è infatti ancora possibile operare delle scelte fra
possibili varianti di progetto in funzione dei vincoli ambientali
del sito prescelto.
Fasi del progetto
FASE DEL PROGETTO ATTIVITÁ
Programma preliminare di tutela ambientale
Definizione preliminare dei vincoli ambientali in relazione al sito
FATTIBILITÁ
e alle tecnologie
Programma di tutela ambientale
Definizione dei vincoli ambientali in relazione al sito e alle
BASIC INGEGNERISTICO tecnologie
Specifiche per l' esecuzione del SIA
Baseline ambientali preliminari
Caratterizzazione delle fonti di emissione
FRONT-END
Analisi preliminare di IA
Baseline ambientali
Analisi di IA
Sintesi non tecnica dei risultati
Progetto di ripristino ambientale
INGEGNERIA DI DETTAGLIO Implementazione dei requisiti ambientali
Programma di monitoraggio
Land management plan
Pollution contingency plan (programma di controllo delle
possibili emissioni)
Monitoraggio
COSTRUZIONE/ESERCIZIO
Review/audit ambientale
Fattori e componenti ambientali
FATTORI AMBIENTALI COMPONENTI AMBIENTALI
Emissioni gassose ATMOSFERA
Produzione di calore AMBIENTE MARINO
• Fattori: risorse che
Effluenti liquidi Acque marine l’impianto genera o
Rifiuti solidi acque lotiche (correnti) consuma
Rumore acque lentiche (stagnanti)
Vibrazioni acque sotterranee
• Componenti: elementi
Radiazioni ionizzanti SUOLO/SOTTOSUOLO che recepiscono i fattori
Onde elettromagnetiche occupazione fisica ambientali
Presenza fisica statica geologia
Presenza fisica dinamica geomorfologia
Emissioni luminose SALUTE PUBBLICA ➢ Recettori primari:
Odori ECOSISTEMI NATURALI atmosfera, acqua,
Consumo di acqua ecosistemi marini suolo
Consumo di energia elettrica ecosistemi terrestri ➢ Recettori secondari :
Consumo di combustibili PAESAGGIO salute pubblica,
Consumo di suolo ECOSISTEMI ANTROPICI
usi del suolo ecosistemi naturali,
mobilità paesaggio, ecosistemi
Socioeconomia antropici
Schema di Ecobilancio
L’impianto è schematizzato come un sistema chiuso in cui gli ingressi sono le
risorse energetiche e le materie prime, e le uscite sono le emissioni gassose,
liquide, vibrazioni…
Settorializzazione del SIA (1)
• Quadro di riferimento organizzativo (QRO): riporta le
correlazioni tra l’impianto in esame le fasi di
programmazione e di pianificazione.
• Quadro di riferimento ambientale (QRA): elenca i
sistemi ambientali interessati, l’impiego delle risorse
utilizzate, le eventuali modifiche indotte e la prevedibile
evoluzione delle componenti e dei fattori ambientali.
• Quadro di riferimento progettuale (QRP): definisce le
caratteristiche tecnologiche dell'impianto e i vincoli per le
scelte del progetto. Riporta inoltre le alternative in
riferimento alle condizioni di utilizzo delle risorse naturali
e delle materie prime necessarie nelle fasi di
realizzazione e di esercizio dell’opera
Settorializzazione del SIA (2)
• Quadro di riferimento organizzativo (QRO)
✓ Analisi degli strumenti di pianificazione
✓ Relazioni tra piani e progetto
• Quadro di riferimento progettuale (QRP)
✓ Definizioni generali del progetto
✓ Analisi domanda/offerta
✓ Condizionamenti e vincoli progettuali
✓ Analisi delle macro-alternative
✓ Caratteristiche fisiche e tecniche del progetto
✓ Analisi dei malfunzionamenti
✓ Identificazione delle sorgenti e dei fattori ambientali
✓ Definizione delle configurazioni di esercizio
✓ Ecobilancio (produzione, consumi, emissioni)
Settorializzazione del SIA (3)
• Quadro di riferimento ambientale (QRA) – Sez I
✓ Inquadramento generale del territorio
✓ Definizione dell’area d’insediamento
✓ Caratteristiche fisiche ed antropiche dell’area
✓ Matrice di correlazione tra azioni di progetto e componenti
ambientali
• Quadro di riferimento ambientale (QRA) – Sez II
✓ Caratterizzazione dei fattori ambientali
✓ Analisi delle condizioni iniziali del mezzo di propagazione in
rapporto ai fattori ambientali
✓ Studio delle modalità di propagazione dei fattori ambientali
✓ Determinazione dei valori di propagazione dei fattori
ambientali
Settorializzazione del SIA (4)
• Quadro di riferimento ambientale (QRA) – Sez III
✓ Analisi della situazione attuale
✓ Identificazione delle aree e degli elementi di sensibilità
✓ Previsione delle modificazioni indotte
✓ Verifica dei livelli di propagazione dei fattori ambientali con
valori di riferimento
✓ Stima degli impatti
• Quadro di riferimento ambientale (QRA) – Sez IV
✓ Valutazione degli impatti sul sistema complessivo
✓ Definizione del monitoraggio ambientale ed individuazione
dei sistemi di emergenza
• Quadro di riferimento ambientale (QRA) – Sez V
✓ Caratterizzazione delle tecnologie ambientali
per la riduzione degli impatti
Interazione dei QR
QRO
QRA
QRP
QRA, fornendo una stima qualitativa e quantitativa degli impatti indotti e una previsione
dell'evoluzione dei fattori ambientali, influenza le attività e i criteri progettuali adottati in
QRP, a loro volta vincolati alla normativa tecnica e a quella ambientale.
Lo studio dei fattori ambientali di un progetto deve essere effettuata nella fase di analisi
di fattibilità (definizioni generali del progetto, analisi della domanda e dell’offerta, vincoli
del progetto, analisi delle macroalternative) in quanto si possono operare quelle scelte
fondamentali per la selezione dell’alternativa progettuale che fornisce il miglior
compromesso fra le esigenze tecnico-economiche dell’impianto e le caratteristiche
ambientali del sito di insediamento.
Alternative progettuali
1. Definizione delle alternative in base a parametri di
natura tecnico-economica (ad es costo di realizzazione,
efficienza dell’impianto, tempi di realizzazione, etc)
2. definizione dei parametri progettuali e dei parametri
ambientali per ciascuna alternativa
3. analisi/valutazione delle alternative in relazione ai
parametri progettuali
4. analisi/valutazione delle alternative in relazione ai
parametri ambientali
5. calcolo comparativo delle alternative ed individuazione
della soluzione ottimale tra le esigenze di progetto e
quelle ambientali
Fase decisionale - Scopo
Obiettivo: fornire ai responsabili delle decisioni un quadro di
riferimento per la Valutazione di Impatto Ambientale che
contenga una presentazione globale del sistema ambientale e
consenta:
• la formulazione di una decisione sulla compatibilità
ambientale dell’intervento in esame
• la definizione dei provvedimenti di attenuazione di
eventuali ripercussioni negative
Fase decisionale – Overlay Map (1)
Carta composita: sovrapposizione di mappe rappresentative di
componenti ambientali quali la conformazione geologica, le zone
umide, i tipi di utilizzo del territorio tec, ad una carta di base.
Fase decisionale – Overlay Map (2)
Permette di valutare la situazione ambientale globale e di
individuare facilmente le aree sensibili e le aree in cui vi è
sovrapposizione di componenti significativi
• tale metodo non richiede interpretazioni soggettive
dell'importanza relativa dei vari fattori ambientali, ma
presenta all'utilizzatore un quadro chiaro che si presta ai
confronti
• non contengono indicazioni sulla natura delle ripercussioni
previste
I dati necessari per la sovrapposizione vengono ricavati dalle
carte esistenti, da aerofotogrammi, e dai dati digitali che
possono essere trasposti in formato spaziale
Fase decisionale – Overlay Map (3)
Le carte composite sono
elaborate attraverso i GIS
(Geographics Information
Systems) costituiti da sistemi
hardware/software in grado di
elaborare un’ampia gamma di
dati geografico/ambientali e di
variare in modo rapido e
semplice i componenti del
progetto ed i fattori ambientali,
in modo da valutare le
alternative e gli effetti
cumulativi mediante le
tecniche LSA (Land
Suitability Analysis)
Fase decisionale – Overlay Map (4)
Carta dell’uso del suolo reale: descrive e valuta sia gli ambiti
naturali che quelli antropizzati, secondo i seguente criteri:
1. Alta sensibilità: residenza, verde attrezzato (parchi e giardini
pubblici), nuove realizzazioni residenziali, bosco, in quanto
ambiti con presenza umana stabile e di maggiore naturalità.
2. Media sensibilità: servizi (chiese, scuole, cimiteri ed attività
culturali), impianti sportivi, vigneto, frutteto, pioppeto, in
quanto ambiti a minore densità abitativa ed aree produttive
agricole agronomicamente pregiate.
3. Bassa sensibilità: attività produttive (artigianali, industriali e
commerciali), attività agricole, nuove zone per attività
produttive, viabilità, cortili piazzali, discarica, incolto,
seminativo, in quanto ambiti ad alta trasformazione del
suolo.
Fase decisionale – Overlay Map (5)
Carta dei vincoli: descrive e valuta diversi tipi di vincolo come quelli
storico-architettonici, paesaggistici e genericamente ambientali,
secondo i seguenti criteri:
1. Alta sensibilità: immobili e aree con un elevato livello di tutela a fini
storico-ambientali con leggi statali e regionali
2. Media sensibilità: zone di rispetto idraulico, caratterizzati da vincoli a
minore livello di protezione
3. Bassa sensibilità: alberi isolati o filari alberati di pregio da tutelare
secondo prescrizioni indicate solo dal progetto
Carta idrografica:
1. Alta sensibilità: corsi d’acqua principali (fiumi e canali) con elevato
livello di importanza dal punto di vista idrografico ed ecologico per
le maggiore portate idrauliche e con una morfologia di tipo
naturale
2. Media sensibilità: laghi e scoli, caratterizzati da un medio
livello di importanza per le portate idrauliche minori
3. Bassa sensibilità: fossati e corsi d’acqua minori
Fase decisionale – Overlay Map (6)
Metodo di McHarg: prevede l’assegnazione di punteggi a ogni
sottoclasse di ciascuna caratteristica del territorio; questi punteggi sono
quindi utilizzati per calcolare un indice aggregato di suscettività
relativamente a ogni uso del suolo in ogni elemento (o land parcel)
dell'area di studio.
I punteggi non sono esplicitati in termini numerici ma espressi attraverso
toni di grigio (o di colore) assegnati a ciascuna delle sottoclassi di una
specifica caratteristica del territorio: più scuro è il tono, meno adatto è il
territorio all'uso del suolo considerato.
Per ogni caratteristica viene elaborata una mappa con i toni di grigio (o
colore) appropriati alle diverse parti dell'area di studio.
L'immagine derivante dalla sovrapposizione delle diverse mappe è
costituita da un insieme di toni scuri e chiari che rappresentano delle
stime qualitative della suscettività aggregata di ogni elemento dell'area
di studio: le zone più chiare sono quelle per cui la destinazione
d'uso dell'elemento considerato è suscettibile di essere
trasformata nella destinazione proposta
Fase decisionale – Check list
Check-list: elenco di componenti ambientali, economici e
sociali che potrebbero essere influenzati dalle attività inerenti il
progetto in esame.
Sono concepite per includere i fattori e componenti ambientali
che dovrebbero in tutti i casi essere presi in considerazione,
compresi quelli regolamentati da leggi o normative, quali le
specie in pericolo di estinzione, la qualità dell'acqua, la qualità
dell'aria, le piane alluvionali, le zone umide e le zone costiere.
Possono essere:
• semplici (flag sui componenti/fattori)
• descrittive (+ o – su componenti/fattori)
• strutturate (descrivono le entità degli impatti con “a lungo
termine”, ”positivo”, “negativo”)
Fase decisionale – Matrici (1)
Matrici: sono liste di controllo bidimensionali che riportano lungo
un asse l'elenco delle possibili attività di progetto, e lungo l'altro
asse le componenti ambientali che ne potrebbero essere
influenzate o i fattori ambientali generati
Matrice di Leopold: ideata dal servizio Geologico Statunitense,
riporta lungo l'asse orizzontale tutte le fasi del progetto e le
rispettive azioni, e lungo l’asse verticale le componenti e i fattori
ambientali che potrebbero essere influenzate da tali azioni.
L’impatto associato con ciascuna interazione tra un intervento ed
un fattore ambientale è definito in termini di entità (proporzioni
dell'impatto) ed importanza (rilevanza dell'impatto) con un valore
numerico assegnato alla cella corrispondente.
I valori numerici assegnati a ciascuna interazione variano da -10 a
+10, e rappresentano in pratica la misura qualitativa del grado di
impatto, determinato dall'analista.
Fase decisionale – Matrici (2)
Fase decisionale – Matrici (3)
Vantaggio:
forniscono un'interpretazione qualitativa dei fattori che sono alla
base degli impatti sull'ambiente
Limiti:
➢ le strutture matriciali si basano sul presupposto che gli impatti
siano una serie di effetti discreti delle attività sui fattori
ambientali
➢ sia la selezione degli impatti, sia l'analisi della loro importanza
sono in certo modo arbitrarie, ed aggiungono incertezza alla
valutazione d’impatto risultante
Fase decisionale – Simulazioni (1)
Un’astrazione è un processo di creazione di strutture di dati, e di
procedure idonee ad operare su di esse, con le quali si cerca di
ottenere una rappresentazione semplificata di sistemi complessi
del mondo reale.
Una delle tecniche che consente di ottenere livelli di astrazione
elevati e completezza di informazioni è la simulazione, con la
quale vengono riprodotte le proprietà del mondo reale mediante
determinate entità, chiamate modelli, e un insieme di dati di input
sui quali i modelli operano per generare dei dati in uscita da
analizzare.
Nelle procedure di VIA le simulazioni vengono utilizzate per
individuare e descrivere lo stato e l’evoluzione di un sistema
ambientale mediante modelli fisico-matematici che consentono
di rappresentare le interazioni tra le variabili ambientali
esaminate all’interno del sistema.
Fase decisionale – Simulazioni (2)
I modelli utilizzano
come dati di entrata i
parametri di progetto e
i valori relativi alle
condizioni ambientali
esistenti, quindi, sulla
base dei modelli
simulativi costruiti,
vengono osservati i
cambiamenti che si
verificheranno nel
quadro ambientale
Fase decisionale – Simulazioni (3)
▪ PHAST è un tool integrato di simulazione delle conseguenze di
eventi incidentali connessi al rilascio di sostanze pericolose
▪ AERMOD è un modello gaussiano approvato da US EPA volto a
simulare la dispersione emissioni inquinanti da un ampio spettro di
sorgenti industriali, attraverso fattori di deflessione degli edifici, di
deposizione al suolo e di turbolenze metereologiche
Fase decisionale – Simulazioni (4)
▪ CALPUFF, modello non stazionario approvato da US EPA che consente
di simulare l’effetto della variazione temporale e spaziale delle condizioni
meteorologiche sul trasporto, trasformazione e rimozione di sostanze
gassose inquinanti,
▪ HSSM (Hydrocarbon Spill Screening Model) è un modello sviluppato da
US EPA al fine di simulare il rilascio sul suolo di contaminanti
▪ SOUNDPLAN un software di modellazione della propagazione dei rumori
in ambiente confinati e non, e nell'ambiente esterno, da diversi tipi di
sorgente
*Fonte: [Link]
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (1)
Obiettivo: fornire un criterio oggettivo per confrontare diverse alternative
progettuali assegnando a ciascuna di esse un punteggio costruito sulla
base di parametri tecnologici e ambientali
Step
1. costruzione della matrice tecnologica T
2. costruzione della matrice degli impatti ambientali IA
3. normalizzazione della matrice T
4. normalizzazione della matrice IA
5. calcolo del peso di ciascun parametro
6. calcolo dei pesi normalizzati attribuibili al settore tecnologico e a
quello ambientale
7. costruzione del vettore di ecocompatibilità
8. scelta dell’alternativa
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (2)
1. Costruzione della matrice tecnologica T che riporta, per ciascuna delle M alternative
progettuali, una stima di N1 parametri caratteristici del processo di produzione (es.
disponibilità di impianto, capacità, flessibilità)
Matrice T Alternative progettuali
Parametri tecnologici 1 2 … … M
disponibilità di impianto
capacità Zi,j
flessibilità
….
N1
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (3)
2. Costruzione della matrice degli impatti ambientali IA che riporta, per ciascuna delle
M alternative progettuali, una stima di N2 fattori ambientali risultanti dal processo di
produzione (es emissioni di CO2, emissioni liquide, rifiuti solidi)
Matrice IA Alternative progettuali
Fattori ambientali 1 2 … … M
emissioni CO2
emissioni liquide Zi,j
rifiuti solidi
….
N2
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (4)
3. La matrice T e la matrice IA vanno normalizzate, ovvero trasformate in matrici i cui
elementi eij siano tutti numeri compresi tra 0 e 1
Ci sono due tipi di normalizzazione:
zij
eij = Normalizzazione in caso di positività di giudizio per zij crescente
max j zij
zij
eij = 1 − Normalizzazione in caso di positività di giudizio per zij decrescente
max j zij
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (5)
3. Per la matrice T si utilizza la normalizzazione in caso di positività di giudizio per zij
crescente, ovvero divido ciascun elemento per il valore massimo sulla stessa riga
(esempio per M=3 e N1=3)
Matrice T Max Alternative
zij progettuali
Parametri tecnologici 1 2 3
disponibilità di impianto 1 0,6 0,7 1
capacità 1500 1500 1000 1200
flessibilità 8 3 8 6
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (6)
3. Divido ciascun elemento della matrice zij per il valore massimo tra gli elementi della
riga i-esima (ad esempio, divido la capacità dell’alternativa 2 – elemento z2,2 - per il
massimo valore delle capacità sulla riga 2, ovvero 1500)
Matrice T originale Max Matrice T
zij normalizzata
Parametri tecnologici 1 2 3 1 2 3
disponibilità di 0,6 0,7 1 1 0,6 0,7 1
impianto
capacità 1500 1000 1200 1500 1 0,66 0,8
flessibilità 3 8 6 8 0,37 1 0,75
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (7)
4. Per la matrice IA si utilizza la normalizzazione in caso di positività di giudizio per zij
decrescente, ovvero divido ciascun elemento per il valore massimo sulla stessa riga
e lo sottraggo ad 1 (esempio per M=3 e N2=3)
Matrice IA Max Alternative
zij progettuali
Fattori ambientali 1 2 3
emissioni CO2 200 100 200 150
emissioni liquide 500 500 400 250
rifiuti solidi 50 40 40 50
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (8)
3. Divido ciascun elemento della matrice zij per il valore massimo tra gli elementi della
riga i-esima e lo sottraggo a 1 (ad esempio, divido le emissioni dell’alternativa 2 –
elemento z2,2 - per il massimo valore delle capacità sulla riga 2, ovvero 500, e poi
sottraggo a 1)
Matrice IA originale Max Matrice IA
zij normalizzata
Fattori ambientali 1 2 3 1 2 3
emissioni CO2 100 200 150 200 0,5 0 0,25
emissioni liquide 500 400 250 500 0 0,2 0,5
rifiuti solidi 40 40 50 50 0,2 0,2 0
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (9)
5. Peso (sensitività) del parametro, cresce al crescere del campo di
variazione
max j zij − min j zij min j zij
wi = = 1− = 0,1
max j zij max j zij
Matrice T Alternative prog. Max zij Min zij wi
Parametri tecnologici 1 2 3
disponibilità di impianto 0,6 0,7 1 1 0,6 0,25
capacità 1500 1000 1200 1500 1000 0,33
flessibilità 3 8 6 8 3 0,62
Matrice IA Alternative prog. Max zij Min zij wi
Fattori ambientali 1 2 3
emissioni CO2 100 200 150 200 100 0,5
emissioni liquide 500 400 250 500 250 0,5
rifiuti solidi 40 40 50 50 40 0,2
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (10)
6. Peso di ciascuna alternativa progettuale
N
(w * e )
i ij
Pj = i =1
N
Matrice T normalizzata Alternative prog. wi
Parametri tecnologici 1 2 3
disponibilità di impianto 0,6 0,7 1 0,25
capacità 1 0,66 0,8 0,33
flessibilità 0,37 1 0,75 0,62
PT 0,24 0,34 0,33
Es PT1 = [(0,6*0,25)+(1*0,33)+(0,37*0,62)]/3
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (11)
6. Peso di ciascuna alternativa progettuale
N
(w * e )
i ij
Pj = i =1
N
Matrice IA normalizzata Alternative prog. wi
Fattori ambientali 1 2 3
emissioni CO2 0,5 0 0,25 0,5
emissioni liquide 0 0,2 0,5 0,5
rifiuti solidi 0,2 0,2 0 0,2
PIA 0,1 0,05 0,13
Es PIA2 = [(0*0,5)+(0,2*0,5)+(0,2*0,2)]/3
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (12)
7. Pesi normalizzati attribuibili al settore tecnologico e a quello ambientale
N N
W =
T
P
w
i =1
2
i W =P
IA w
i =1
2
i
Matrice T wi Matrice IA wi
Parametri tecnologici Fattori ambientali
disponibilità di impianto 0,25 emissioni CO2 0,5
capacità 0,33 emissioni liquide 0,5
flessibilità 0,62 rifiuti solidi 0,2
WT 0,74 WIA 0,54
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (13)
7. Costruzione del vettore di ecocompatibilità
WTp * PTj + WIAp * PIAj
Xj =
WTp + WIAp
Vettore di PT WT PIA WIA X
ecocompatibilità
Alternative progettuali
1 0,24 0,1 0,18
0,74 0,54
2 0,33 0,05 0,22
3 0,33 0,13 0,25
Fase decisionale - Vettore di ecocompatibilità (14)
7. Scelta dell’alternativa
X = max j ( X j )
Vettore di X
ecocompatibilità
Alternative progettuali
1 0,18
2 0,22
3 0,25
La fattibilità ambientale dovrà dunque considerare quelle alternative che
presentano i valori più alti di Xj. Qualora non vi sia fattibilità economica
dell’alternativa considerata, si potranno prendere in considerazione quelle
con valori decrescenti di Xj.
Riferimenti
➢ “Fondamenti di Sistemi della Produzione“ – M.
Savino - Aprile 2007 – Aracne Editore
➢ “A Procedure for Evaluating Environmental Impact”
– Leopold et al. – 1971
➢ “Tecniche di valutazione ambientale di piani e
progetti” – A. Giangrande – Università Roma Tre