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Epos e Romanzo, Esquema

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Epos e romanzo, Bajtin

 Il genero del romanzo ha un difficile studio


o Questo viene dalla natura dell’oggetto: è l’unico genero ancora in devenire.
o È l’unico genero più giovane dalla scrittura.
 Il resto di generi già erano stati inventati e compiuti.
 Il genero del romanzo perciò s’adatta perfettamente all’ora.
o Dove il resto si disgrega, lui vince.
 Nell’antichità, dove tutti generi erano in armonia, il romanzo era un’ombra.
o Nel XIX secolo, si faceva uno studio descrittivo dove il romanzo prendeva un
posto tra gli altri generi.
 Il romanzo convive male con gli altri generi siccome li parodia, smaschera la loro
convenzionalità, etc.
o E gli altri generi senza volere si romantizzano.
 La parodia occupa un posto essenziale nel romanzo, come anche la impossibilità di
stabilirsi.
o Il romanzo porta con sé la caratteristica della problematicità, la specifica
incompiutezza semantica e il vivo contatto con l’età contemporanea.
o La naturalezza del romanzo si avvicina, quindi, allo stesso carattere sensibile e
cambiabile della realtà.
 La sua orbita di sviluppo è l’orbita di sviluppo di tutta la letteratura.
 Il romanzo non si può studiare come un genero compiuto.
o Tom Jones, Agatone, il proprio Hegel, dicono:
 1. Il romanzo non deve essere “poetico” come gli altri generi.
 2. Il protagonista non può essere “eroico” come nella tragedia o
commedia.
 3. Il protagonista deve essere diveniente, mutante…
 4. Il romanzo deve esser per il mondo moderno ciò che l’epopea era
per il mondo antico.
o Il romanzo è in essenza critico e autocritico. Rinnova le base stesse della
letterarietà e poeticità dominante.
 Bajtin distingue tre peculiarità nel romanzo che lo distinguono:
o La tridimensionalità stilistica
o Il mutamento delle coordinate temporali del personaggio
o La nuova zona di costruzione del personaggio nel romanzo
o Queste peculiarità sono legate tra loro e determinate da una rottura storica:
 La apertura dell’umanità europea alla molteplicità delle lingue, delle
culture e dei tempi
 La prima peculiarità è legata all’attivo plurilinguismo del mondo.
o Quando si conoscono altre lingue, anche si conoscono di nuovo le proprie
lingue. Questa coscienza porta un nuovo modo di vedere, capire ed usare la
lingua.
 Le altre due peculiarità si vedono in confronto coll’epopea.
o Il mondo dell’epopea è il passato eroico nazionale, dall’origine staccato di
quel narratore e ascoltatore contemporanei.
 Passare al presente significa un rivolgimento che ci porta al romanzo.
 Si racconta un passato assoluto che è l’unica fonte di tutto il bene
anche per i tempi successivi.
o Nell’epopea l’unica fonte concreta è la tradizione.
 Delimita il mondo dell’epopea dall’esperienza personale.
o Distanza epica come ultimo aspetto costitutivo.
 È questa distanza la che non permette una reinterpretazione o una
valutazione morale dell’epopea.
 Così il genero dell’epopea può essere compiuto, grazie alla distanza.
 Il presente è incompiuto, qualcosa di transeunte, non si può usare per
interpretare il passato assoluto.
o Anche negli altri generi medievali si vedono queste caratteristiche, più o meno,
questa valutazione dei tempi, la tradizione e la distanza gerarchica.
 Per parlare dei morti si deve usare una forma stilisticamente molto
diverso.
 La parola romanzesca nacque col tempo contemporaneo, col presente e l’io in
persona, miei contemporanei…
o Questo passato assoluto degli dei ed eroi si contemporaneizza, è abbassato.
o Nell’antichità c’erano i generi serio-comici (simposi, satire, la bucolica,
favola…). Prima tappa dello sviluppo del romanzo in divenire.
o Sono la prima tappa perché l’oggetto e il punto di comprensione è la realtà
contemporanea.
o Il riso popolare e la commedia sono importantissimi per avvicinare l’oggetto.
 Si perde la paura e si prende l’oggetto vicino.
o I dialoghi socratici
 L’eroe atipico: eroicizzazione prosaico-romanzesca Socrate non sa
niente.
 Il dialogo raccontato: quasi linguaggio colloquiale, apertura di stili.
 Qua si riesce a analizzare il mondo di modo libero.
o Satira menippea
 Tutto quello che importa si trova nel presente. Non c’è un passato
assoluto a una distanza insalvabile non parlabile.
 L’elemento utopico: il futuro comincia ad esser più vicino che il
passato.
 Il superamento della distanza epica permette all’autore di essere nello stesso piano
assiologico-temporale col mondo raffigurato.
 Questa incompiutezza interna ci porta a un bisogno di compiutezza esterna nella
forma.
o L’epopea inizia e finisce dove sia, perché un passato epico compiuto e
compiuto sia il tutto come una parte.
 L’uomo epico vs l’uomo romanzesco
o Nel romanzo c’è questa lotta tra l’uomo e se stesso, l’uomo che lui vede in se e
l’uomo che vedono gli altri, l’uomo e la sua eccesiva umanità e il suo ruolo…

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