Miércoles 20 sin coger
-primera media hora del jueves-
La función testimonial
En el capítulo dos el narrador se vuelve realmente un narrador en primera persona diegético.
La rivalidad mortal entre los dos hermanos es el tema central. Otro tema central es esta
pesadilla o espíritu en el edificio que obsesiona a los personajes.
R. L. Stevenson, in una lettera a Henry James, afferma che questo efetto, questa presenza del
master, è calcolata.
Prima, il narratore è esterno ed eterodiegetico, ma poi il narratore diventa una prima persona
omodiegetica.
Il master invia tre lettere a i tre personaggi. Il contenuto è occulto per tutte e tre lettere, non si
sa cosa dice, solo si sa che la moglie si rifiuta di leggerla e dà la sua lettera al marito.
Nonostante, lui si rifiuta anche ed è il narratore chi deve prendere la lettera e bruciarla. Questo
ci dice che non vuole lasciare la parola al master. C’è una gerarchia tra quelli che hanno la
parola, quelli che possono parlare e quelli che non possono. Leggiamo la storia del master, ma
attraverso di un filtro, non direttamente con le sue parole.
È importante la scelta dello stilo.
Struttura: un altro livello, Burke narratore
Alla fine del secondo capitolo, con l’arrivo di Burke, Stevenson replica l’espediente del
manoscritto ritrovato e raddoppia i narratori.
1. Manoscritto di Mackellar sulla storia della famiglia Durie.
2. Manoscritto di Burke.
È una struttura di cornici concentrici, dove dentro della prefazione si trova il editor pubblico,
dove poi dentro si trova il manoscritto di Mackellar, dove racconta la storia della famiglia Durie
e anche include il manoscritto di Burke con le avventure del master. Mackellar lavora su due
piani, lavora come narratore e anche come editore di secondo grado.
Questo marca non solo un cambio di narratore, sennò anche un cambio dello stilo. In fatti,
inizia con dei punti, marcando che è già fatta una selezione di quello importante nel testo. Alla
duplicità strutturale corrisponde una duplicità di modo, genere, ambientazioni, temi e sistema
dei personaggi…
C’è anche un intervento di Mackellar nella storia di Burke, criticando e commentando il
racconto del master. Ha tolto un pezzo perché gli sembrava inverosimile e almeno un fatto
deve essere falso.
Il fatto di questo doppio narratore viene per il bisogno di tenere insieme le diverse parte di
questa storia e per il fatto di che questo narratore diegetico che è Mackellar è inadeguato per
raccontare tutti questi successi che voleva descrivere perché ha una visione troppo ristretta del
mondo, per esempio, vede la luce e l’ombra subito (c’è un fratello buono e un fratello
totalmente cattivo).
Il narratore inattendibile. Quando l’autore crea l’universo di una storia, crea anche un alter-ego
dentro del testo che è l’autore implicito, una versione di lui. Questo autore implicito non
appare nel testo, sennò che c’è un io che racconta e che si chiama narratore.
Possono esistere due tipi di narratori, il narratore attendibile (reliable) che parla in armonia
con le norme dell’opera, e il narratore inattendibile, quello che non lo fa. Questo narratore
inattendibile attua contra l’autore implicito e contra le regole che ha fatto vedere il testo, lui
mette in discussione quello che si dice nel testo. Perciò, si crea una forma di complicità segreta
tra l’autore implicito ed il lettore alle spalle del Narratore. C’è la differenza tra quello che si
dice letteralmente e quello che si fa capire.
Col narratore inattendibile non sappiamo se quella informazione che riceviamo è vera o non,
perché c’è una ironia letteraria tra quello che ci dice il narratore e la realtà che il lettore
conosce o sa del testo.
Per riconoscere un narratore inattendibile il lettore deve diventare un detective o un
psicoanalista. A volte capita che c’è una testimonianza che conferma o esimente la versione
del narratore, come d’un altro narratore. Possono essere segnali tanto esterne come interne.
Le segnali interne sono:
1) Le contraddizioni e incongruenze interne sono:
1. Discrepanza tra le parole o le opinioni del narratore e le sue azioni.
2. Contraddizione tra quello che il narratore dice in un punto del testo e quello che dice
in un punto successivo.
3. Contraddizione tra il modo in cui il narratore riferisce gli eventi e il modo in cui li
interpreta…
2) Caratterizzazione e personalità del narratore:
1. Limiti caratteriali: egoismo, egocentrismo, narcisismo…
2. Problemi di memoria o limiti cognitivi.
3. Difficoltà nel raccogliere informazioni…
3) Indizi a livello linguistico, retorico o stilistico:
1. Presenza ossessiva del pronome “io”.
2. Struttura allocutiva; appelli o apostrofi al lettore.
3. Attestazioni esplicite di veridicità, accompagnate da un sistema metaforico ripreso dal
lessico della giurisprudenza o della storiografia.
4. Indizi sintattici e retorici che denotano uno scarso controllo del discorso o una
fondamentale malafede.
Le segnali di inattendibilità di Mackellar sono varie: la misoginia (la sua incomprensione o la
paura delle donne, con un esempio nel discorso misogino del capitolo 4 dove non fa nessuno
sforzo per capire la complicità delle persone de cui si trova a raccontare le vicende) l’avidità
(l’attaccamento al denaro e agli interesso economici), la “editor note”, dove il curatore del
manoscritto omette alcune pagine e allude al risentimento di Mackellar in confronti della
famiglia. Questa nota è un segnale esterna che si pone al livello della cornice introduttoria
dove l’editor ardica parzialmente il diritto de parola, omette cinque pagine e afferma che il
resoconto di Mackellar è viziato per l’emozioni. Questa nota ha due funzioni: una è il fare
vedere che il resoconto di Mackellar è viziato per questa invidia al figlio del master; la seconda
è fare vedere che tutto il racconto delle memorie di Mackellar può esser stato ispirato per
questo sentimento.
Il master di Ballantrae viene mostrato attraverso di tutto il libro da punti esterni, mai riuscendo
a comprenderlo. Nel capitolo otto il master è ritornato a casa, chiamato “the enemy in the
house”; nel cristianismo nemico voleva riferire al diavolo e così descrive Mackellar al master.
L’episodio del viaggio nel capitolo 9 racconta come i due nemici (i due fratelli)
Il tema del testo è la natura umana e la difficoltà di capire la natura umana, nel senso de come
tanto difficile è capire la vicenda e l’interiorità d’un uomo. Non è facile perché il testo sregola
ad ogni momento tutto quello che abbiamo capito. La scelta del narratore è funzionale al
proprio tema centrale del libro, come si fa per raccontare con le parole e dare vita a un
personaggio che veramente rappresenta un personaggio con la difficoltà di capire la sua
interiorità.
Stevenson era consapevole di tutte queste faccende perché all’interno di questo romanzo
aggiunge cosa molto importante. Per il master non ha un modello, cioè, il modello che ha
presso per il master è sé stesso. Per creare questo personaggio ha sviluppato un problema
sull’identità, sulla sua propria identità. Tutti abbiamo questo problema dell’atteggiamento tra il
nostro ruolo e il nostro carattere, tra l’essere e l’apparire; il master è un essere
completamente umano meno per quello: non ha questo problema d’identità tra l’essere e
l’apparire e quello lo fa inumano.