Romano Definitivo
Romano Definitivo
Il diritto romano è l’insieme di precetti giuridici che furono applicati per ordinare e regolare la vita della comunità romana dalla
fondazione di Roma (754 a.C.) fino alla morte di Giustiniano (565 d.C) -> 1319 anni.
Giustinianee -> Compilazione che Giustiniano, il Corpus Iuris Civilis (CGI), composta da 4 parti: il Codex, i Digesta, le
Institutiones, le Novellae (in quanto codici pubblicati dopo il codex).
Fu creato per raggruppare tutte le costituzioni imperiali precedenti e i vari codici, escludendo le costituzioni superate, aggiungendo
quelle emanate successivamente.
PERIODO ANTICO
Si divide in 2 sottoperiodi delimitati dell’emanazione delle 12° tavole dei Decemvrini:
• 1° periodo -> 754 – 450 a.C.
• 2° periodo -> 450 – 242 a.C.
Roma fu retta all'inizio da un rex, capo religioso e militare insieme, il cui potere era inizialmente condizionato dalle gentes (gruppi
famigliari che parteciparono alla fondazione di Roma). Il rex emanava precetti validi per l'intera comunità, la quale era
essenzialmente dedita alla pastorizia e all'economia di raccolta.
L’influenza degli Etruschi porto un’agricoltura estensiva e il miglioramento delle tecniche agricole e in ambito politico rafforzò i
poteri del rex.
Una caratteristica fondamentale il formalismo -> prescrizione di una rigida forma (verbale e gestuale)per il compimento degli atti.
Il collegio dei pontefici si occupava in particolare dei problemi di diritto privato ed avevano il compito di formulare pareri (responsa)
su tutti gli aspetti più importanti del ius civile, il quale poteva avere natura "cautelare" (riguardare l'ammissibilità di un atto) o
"giudiziale" (liceità di un atto già compiuto).
Mores -> primi 3 secoli di Roma -> costumi e regole non scritte, di carattere giuridico- religiose (caratteristiche uguali alle
consuetudini).
Leges regiae -> precetti di natura giurdica e religiosa emanati davanti al popolo riunito nelle curie, dai singoli Re nella loro funzione
di capi religiosi, politici e militari.
Le 12° tavole -> i plebei iniziarono a pensare che l’interpretazione dei pontefici andasse a loro sfavore, allora decisero di redarre
un corpo di norme scritte, che andarono a regolare alcuni xampi fondamentali, lasciando sussistere gli antichi mores.
Leggi comiziali (lex rogata) -> testo normativo proposto all'assemblea popolare (comitia) dai supremi magistrati e approvato
dall'assemblea stessa e ratificato dal Senato.
Differenza tra: ius (liceità secondo il diritto) e fas (leicità secondo la religione).
Ius quiritium -> 1° sistema arcaico romano, adottato da una società ristretta
Ex iure quiritum -> simile al diritto di proprietà
+ pg fino a9
SITUAZIONI GIURIDICHE SOGGETTIVE
CARATTERI GENERALI – capitolo 1
Nel periodo antico: erano titolari di situazioni giuridiche: i patres familias -> cittadini romani, liberi e di sesso maschile, condizioni
che costituivano una situazione soggettiva (STATUS) e alcune facevo capo a stranieri peregrini, ai fili familias, al populus romanus,
i municipies (comunità cittadine legate a roma) e i coloni i quali erano pero considerati soggetti a se stanti.
Negozio giuridico -> effetti degli atti giuridici riconducibili all'azione o all'omissione di un soggetto e alla sua volontà, col suo atto
regola un proprio interesse in un modo di solito conforme a uno fra gli effetti predisposti dal diritto.
Lo Stato, non potendo mai stabilire relazioni completamente programmate e automaticamente attuate fra i suoi cittadini, deve
necessariamente lasciare spazio al negozio giuridico.
La sfera lasciata nel negozio alle libere decisioni delle parti può essere più o meno ampia, e diverso quindi il grado dell'autonomia
privata.
Il diritto romano del periodo antico offri ai soggetti privati il più basso tra i gradi di autonomia, ciò a causa del formalismo, fenomeno
che si concentra sull'esigenza che la volontà venisse manifestata o dichiarata con parole e gesti predisposti dal diritto.
Negozi bilaterali -> 2 soggetti contrapposti (parti). Le quali talvolta non erano sufficienti -> necessari testimoni
Altra faccia del formalismo -> TIPICITÁ -> i negozi possibili solo quelli aventi forme prestabilite e ve ne era poca presenza
Tra questi vi erano:
• manum
• adrogatio
• testamentum calatis comitis e in variante militare testamentum in procinctus
• atti costitutivi di vades e praedes
• nextum
• mancipatio
• la sponsio
Vi furono 3 vie attraverso cui grazie alla giurisprudenza pontificale, aumentarono i tipi di negozio:
1) sostituzione nel pagamento del prezzo nella mancipatio da bronzo greggio pesato con bilancia a lingotti prepesati e
successivamente moneta coniata.
Cio portò alla separazione la pesatura dall’effettivo pagamento del prezzo, se ne ricavò la possibilità che res mancipi
(beni direttamenti collegati ai bisogni della famiglia es: terreni) o persone alieni iuris (persone soggette a potere di
qualcuno) venissero trasferite per cause diverse dalla compravendita e senza un prezzo, il quale verra fatto ammontare a
una moneta (mancipatio nummo uno -> mancipatio diventerà negozio astratto).
2) Nella mancipatio chi si trasferiva vincolava, chi taceva viene autorizzato a fare una dichiarazione (nuncupatio) e a
modificare con essa gli effetti del negozio.
3) L’utilizzo della vindicatio nella legis actio sacramento in rem -> i pontefici suggerirono a chi voleva acquistare una cosa
o un diritto di recarsi con il proprietario dinanzi al re o al magistrato e compiere una vindicatio nelle forme della legis actio
sacramento in rem -> bastava che l’altro tacesse e si ritirasse perche il re o magistrato ratificasse la vindicatio -> IN IURE
CESSIO
Nel periodo classico, alla rigidità dei vecchi negozi si contrappose la notevole flessibilità di quelli dello ius honorarium
(complesso di norme del pertore per regolare i casi non direttamente disciplinati dal ius civile) e ius gentium (regolava le
relazioni tra gli stranieri -peregrini- e i cives romani)
Nel periodo giustinianeo, viene determinato il mezzo con cui le parole, devono essere comunicate ufficialmente dall’una all’atra
parte e rese note e conoscibili anche a privati, al fisco, ai giudici e altri organi pubblici.
Per i negozi patrimoniali di + rilievo fu principalmente la modalità sctitta, a volte poteva essere necessaria la presenza di un tabelio
(antecedente del notaio).
CAUSA -> lo scopo pratico a cui il negozio serviva, ovvero la funzione tipica svolta dal negozio, per la quale esso veniva compiuto
-> carattere essenziale che forni ai giuristi, legislatori e giudici un criterio di valutazione della legittimità del negozio.
! IMPORTANTE !
Durante il periodo giustinianeo scomparvero i vecchi negozi formali e astratti quali : mancipatio e in iure cessio, sopravvisse solo la
Stipulazio.
L’interpretazione giustinea e molto più libera, in quanto durante l’interpretazione non tengono in considerazione esclusivamente
l’espressione impegnate dal contesto dell’atto (come i classici), ma ritengono possibile avvalersi di elementi estranei alla
dichiarazione, ad esempio considerano rilevate la motivazione della parti di produrre un dato effetto o raggiungere un particolare
risultato economico sociale con il negozio.
ELEMENTI ACCIDENTALI
Vengono chiamati elementi accidentali, in quanto non sono necessari alla validità del negozio, servivano principalmente a limitare
gli effetti del negozio, erano sostanzialmente clausole.
èTermine -> clausula con la quale si stabiliva una data o un evento futuro e certo, a partire da cui (termine iniziale) o fino a
cui (termine finale) il negozio produceva effetti.
èModus -> clausula che poteva inserirsi SOLO nei negozi ispirati alla libertà (donazione, legati). Prescriveva al beneficiario
del negozio una data condotta da mantenere sui beni ricevuti, ma non subordinava a tale condotta l’efficacia del negozio,
anche se il pretore costringeva il legato a rispettare il modus.
Il diritto romano non conobbe la rappresentanza diretta (rappresentante investito del potere di concludere negozi in nome e per
conto del rappresentato, in capo al quale si producono gli eftetti) ma solo quella indiretta (rappresentante conclude negozi solo per
conto, ma non in nome del rappresentato.
L'investitura del rappresentante -> poteva consistere nella preposizione di un soggetto alla gestione di tutti i beni dell'interessato
e nell'incarico (mandatum) di compiere per lui alcuni negozi.
Figure particolari erano quelle dell'institor (gestore di un’impresa commerciale terrestre) e del magister navis.
Vi erano altre categorie di persone che non erano gestori, ad esempio schiavi e le persone sottoposte a potere, a manus o a
mancipium che erano considerati organi del dominus/ pater familia.
Se uno schiavo o persona alieni iuris compiva un negozio questo ricadeva in capo al dominus o pater.
Negozi di alienazione e di disposizione di diritti furono consentiti agli schiavi e ai filii familias relativamente a beni e diritti rientranti
nel peculium (donazione di beni o denaro che il dominus dava al filius) dato loro in concessio.
Nel periodo giustineo la legittimazione ad acquistare per altri si amplia, diventa regola che tramite una persona libera, come per es
un procurator si acquistava il possesso e successivamente la proprietà.
èNullità -> il negozio per mancanza di uno degli elementi essenziali (dichiarazione/manifestazione, forma, volontà) è privo di
effetti
èInefficacia -> il negozio pur dotato degli elementi essenziali non produce i suoi effetti per mancanza di un presupposto.
èAnnullabilità -> il negozio per vizio di un elemento essenziale produce momentaneamente effetti, ma su richiesta della
parte interessata può essere annullata.
èImpugnabilità -> il negozio è valido ed efficace ma viene consentito a una delle parti di impugnarlo davanti al giudice e farlo
privare dei suoi effetti.
⁃ Invalidità attinenti i presupposti -> se il negozio era concluso da soggetto incapace come l'infans (fino 5 anni) o il pazzo il
negozio era nullo, a meno che non ne derivasse un arricchimento dell'incapace.
⁃ Invalidità attinenti manifestazione/dichiarazione -> riguardavano i negozi formali. Se la forma prescritta era stata violata
o osservata in modo imperfetto.
⁃ Invalidità attinenti causa -> il negozio astratto valeva indipendentemente dalla causa; quindi, non era nullo nemmeno se
aveva causa turpe o illecita. Nei negozi causali con causa tipica l'invalidita per mancanza di causa idonea non era
concepibile.
⁃ Invalidità attinenti volontà -> non avevano validità ed efficacia i negozi conclusi in teatro per iocum o a scopo di
insegnamento.
Le parti potevano poi essere d'accordo nel voler creare solo un'apparenza di negozio, senza concluderne nessuno o
concludendone uno diverso (simulazione).
⁃ Errore -> guando, fatti tutti gli sforzi interpretativi, il significato della manifestazione o dichiarazione non corrisponde a
quello che la parte o le parti avevano voluto -> errore essenziale
Gli status necessari per avere capacità giuridica erano come sappiamo: cittadino romano, di sesso maschile e libero, e sui iuris
(non soggetto a potere famigliare).
Il sesso femminile era causa di inferiorità giuridica, non potevano essere a cpo della famiglia ed erano soggette al potere del
padre o del marito o in mancanza di essi di un tutore.
Avevano capacità d’agire limitata, non potevano compiere da se gli atti giuridici + importanti.
Vi furono anche persone che pur avendo capacità d’agire e giuridica erano soggette al potere di estranei a cui dovevano
obbedienza e lavoro:
Il
• i clientes -> singole persone o famiglie che si sottoponevano a una gens per avere protezione e godere delle terre
gentilizie.
• I libertini -> ovvero gli schiavi liberati, liberti rispetto all'antico proprietario; rimanevano comunque sottoposti al potere del
dominus, che in quanto li proteggeva, assumeva la posizione di patronus. Subivano varie incapacità di diritto pubblico.
LIBERI E SCHIAVI
Lo schiavo non era titolare di nessuna situazione giuridica e il potere del padrone su di lui era permanente.
Le 12° tavole tutelavano l’integrità fisica dello schiavo punendo la rottura di un suo osso con una sanzione pecuniaria (la metà di
quella di un libero).
L’uccisione di uno schiavo non è punibile (la legge di Numa puniva solo chi aveva ucciso l’uomo libero).
Se uno schiavo fosse stato colto in fragrante mente avrebbe rubato poteva essere buttato giù da una rupe, mentre se NON era in
flagrante il padrone poteva mettere lo schiavo a disposizione del derubato.
! SE UN CITTADINO ROMANO PRIGIONIERO DI GUERRA (da popoli estranei) SCAPPAVA E TORNAVA NEL TERRITORIO
ROMANO, RIACQUISTAVA LIBERTÀ E CITTADINANZA!
I La schiavitù era uno stato permanente che poteva cessare solo con atto volontario liberazione del padrone -> la manumissio:
• Manumissio vindicta -> finto processo di libertà in cui l'adsertor in libertatem davanti al re o magistrato, affermava tenendo
I
in mano una bacchetta/vindicta, che lo schiavo era libero, mentre il padrone taceva e si ritirava. 0
• Manumissio censu -> poteva avvenire ogni 5 anni quando si faceva il censimento, e consisteva nella dichiarazione della
propria appartenenza alla civitas, fatta su autorizzazione del padrone.
• Manumissio testamento -> clausula testamentaria, dove il de cuius disponeva che alla sua morte lo schiavo fosse libero.
La manomissione rendeva lo schiavo libero e cittadino romano ma non era uguale ad un nato libero (ingenuus). Il liberto era legato
da un vincolo di subordinazione all'antico padrone (diveniva il suo parente più stretto -> adgnatus proximus).
PERIODO CLASSICO
Affollamento degli schiavi e diminuzione del loro valore e peggioramento della loro situazione-> a seguito delle guerre di conquista
condotte da Roma.
Vennero usati principalmente come forza lavoro e la loro condizione era simile a quella degli animali.
Alcuni erano impiegati come medici, filosofi, gestori d'aziende o di navi, uomini d'affari in genere.
I padroni cominciarono a concedere l'uso e il godimento di alcuni beni ai propri schiavi, come ai propri figli, a titolo di peculium, il
quale conferiva allo schiavo la facoltà di godimento e gestione di una parte del patrimonio al fine di un’amministrazione utile.
Il padrone poteva concere anche l’administratio, il potere di allienare beni e estinguere diritti del peculium, salvo che il negozio non
avvenisse per donazione.
Il peculium -> era un patrimonio, le cui componenti potevano essere tutte quelle che potevano formare il patrimonio di un libero.
Il dominus -> era responsabile delle obbligazioni assunte dallo schiavo solo nei limiti dell'ammontare del peculum, rispondeva per
intero delle obbligazioni assunte dallo schiavo se lo aveva preposto come magister navis o insitor anche se aveva dato lui
l’ordine/comando.
I Il padrone rispondeva dei delitti privati (furto, iniuria ecc.) commessi dal proprio schiavo, ma poteva liberarsi della responsabilità
facendo la noxae deditio dello schiavo.
o Si stabilì il principio secondo il quale gli schiavi potessero essere interrogati sotto tortura su qualunque fatto rilevante in un
processo.
• qualora un cittadino di almeno 20 anni si fingesse schiavo e si facesse vendere allo scopo di dividere il prezzo col venditore.
1
I
Sotto Augusto vennero introdotte 2 leggi per limitare le manomissioni:
èLa lex Fufia Caninia -> rivolta alla manumissio testamentaria, ponendo un limite agli schiavi appartenenti al testatore che
potevano essere manomessi.
0
èLa lex Aelia Sentia -> comprendeva 4 disposizioni principali:
• vietava le manomissioni in frode ai creditori e ne stabiliva la nullita
• vietava le manomissioni da parte di un dominus avente meno di 20 anni
• vietava di manomettere schiavi aventi meno di 30 anni
• vietava di manomettere schiavi turpi.
Tali manomissioni avevano efficacia solo etico sociale ed avevano senso solo se lo schiavo iniziava a vivere ed essere trattato da
libero, tuttavia, continuava ad essere giuridicamente schiavo il dominus poteva richiamarlo sotto il suo potere.
I manomessi per quanto liberi NON erano pari nati liberi durante il Principato divenne però possibile un provvedimento di grazia da
parte del principe con il quale si aveva la Natalium restitutio capace di far considerare il manomesso come nato libero.
Col diffondersi della religione cristiana il principio della naturale libertà di ogni essere umano tende ad affermarsi decisamente e a
produrre rilevanti mutamenti a livello normativo.
Nono stante le influenze cristiane non avvenne mai l’abolizione della schiavitù.
IL COLONIATO
Istituito in epoca post classica, con l’obietivo di fortificare il legame tra forza lavoro e fondo, venne istituito l’istituto del colonato che
mirò a vincolare il lavoratore agricolo alla coltivazione di un determinato fondo.
La condizione di colono si acquista per ascita da genitori coloni; dunque, risulta una condizione perpetua e ereditaria.
I coloni pur continuando adesso riqualificati come persone libere sotto svariati profili vengono equiparati agli schiavi in generale
può affermarsi che il proprietario non può separare coloni dalla terra ma soltanto spostarli da un fondo all'altro di sua proprietà.
LE CORPORAZIONI
Le corporazioni non sono altro che un'unione di persone dove si iscrivono coloro che esercitano un'arte, mestiere, un'attività
commerciale che lo stato considera di particolare rilevanza.
Possiamo definire l'evoluzione del colonato e le corporazioni come una tendenza della politica legislativa adottata dagli imperatori
in epoca post classica con la quale si tenta di impedire a chi svolge un dato lavoro o un dato status di abbandonarlo o mutarlo.
I DECURIONES O CURIALES
Essi erano i membri della curia o dal Senato, delle città ed erano eletti e formavano il ceto sociale di notabili che godevano di
potere, privilegi e prestigio ma nonostante questa posizione di rilevanza erano gravati da enormi responsabilità.
Nel corso del 3°secolo la loro condizione peggiorò perché l'amministrazione imperiale rese assai onerosi i munera ovvero i doveri
pubblici e sociali a loro carico in particolare in campo fiscale essi erano infatti tenuti a curare la riscossione dei tributi nella propria
città rispondendo direttamente o indirettamente con il loro patrimonio nel caso di inadempimento.
1
CITTADINI E STRANIERI
Periodo antico
Hostis -> termine per indicare lo straniero, i quali non potevano valersi della legis actiones.
Potevano avere protezione da clausole di trattato tra Roma e la loro comunità o per effetto dell'hospitium concesso da Roma alla
comunità o al singolo straniero.
I Latini avevano una particolare condizione, infatti costituirono con Roma la lega latina, una specie di unità federale, potevano
infatti trasferirsi a Roma e prendere la cittadinanza romana (jus migrandi); potevano votare nei comizi se si trovavano a Roma;
potevano sposarsi con un romano o romana, potevano compiere atti di trasterimento (mancipatio); capacita di compiere atti di tipo
contrattuale (nexum).
Periodo classico
Ampio riconoscimento di capacità giuridica agli stranieri -> potevano essere titolari di diritti e obblighi nell'ordinamento romano
anche in mancanza di foedus (trattato), ad opera del ius gentium.
Nell'ambito del diritto privato lo status civitatis (essere romani) rimase un requisito della capacità giuridica solo limitatamente al ius
civile; al di fuori di quel campo i peregrini erano capaci quanto i cittadini romani.
Morto il pater familias i beni ereditari rimanevano indivisi e goduti in comune -> consortium ercto non cito
Alla morte del pater familias i suoi immediati sottoposti divenivano pater familias a capo ciascuno di una nuova famiglia.
I
Patria potestas -> potere del pater familias su tutti i componenti della famiglia
I sottoposti al pater familias erano chiamati alieni iuris, mentre sui iuris era chi non era sottoposto a tale potere.
I filii non avevano diritti ne nei confronti del padre ne nei confronti di terzi. Il titolare delle situazioni giuridiche attinenti agli interessi
8 della famiglia era unicamente il pater familias.
P • emancipatio -> uscita dal mancipium, costituita sulla base delle 12° tavole -> se un padre avesse venduto il figlio 3 volte, il
O figlio sarebbe stato libero dal padre.
Sulla base di tale norma i pontefici suggerirono al pater che voleva far uscire un figlio dalla patria potestas, il compimento
T il pater faceva 3 mancipationes successive all'amico; l'amico dopo ciascuna delle prime due lo manometteva vindicta (con
concorso del magistrato) e dopo la terza lo emancipava al pater; i pater non aveva più il figlio in potestas ma in mancipio,
a e lo manometteva rimanendone patrono.
! Per le figlie e i nipoti bastava una sola manumissio!
N • Adoptio (adozione) -> variante dell'emancipatio. Prima dell'ultima manumissio un terzo rivendicava tale persona come
proprio filius, e non venendo contradetto (grazie a precedente accordo) otteneva la addictio del magistrato e la persona
T diveniva suo filius familias.
e
Periodo classico
Durante il periodo preclassico si sviluppò IL PECULIUM -> la prassi di attribuire ai filii familias il godimento e la gestione di alcuni
beni del patrimonio paterno. Egli aveva Il controllo di quei beni e piena autonomia rispetto ad essi, pur senza esserne formalmente
proprietario.
A partire da Augusto, i figli maschi furono ammessi a costituire coi beni ad essi pervenuti in occasione e per effetto del servizio
militare un patrimonio retto da un regime speciale, ma sostanzialmente nella loro disponibilità (peculium castrense).
Il peculium castrense -> costituiva un proprium ius del filius, che non poteva essere revocato dal padre o assoggettato a bonorum
venditio da parte dei creditori del padre.
Viene meno il potere di vita e di morte, considerato come un reòitto storico, ovvero una legge obsoleta.
Vi sono cambiamenti significativi in relazione agli acquisti della adrogatio, adoptio e emancipatio, dalla cui evoluzione emerge la
profonda crisi della famiglia fondata sul vincolo dell’agnatio e la maggiore rilevanza attribuita al vincolo di sangue (cognatio).
Diocleziano consente l’adrogatio da parte di una donna sui iuris -> ciò mostra la trasformazione dell'istituto, che viene utilizzato,
non al fine di creare in capo all'arrogante la patria potestas sull'arrogato, bensì al fine di creare fittiziamente un vincolo di parentela
e di consolare una madre della perdita del propri figli.
Profondi mutamenti riguardano anche l'istituto della adoptio -> Giustiniano riforma il nostro istituto abolendo, l'antico rituale
prevedendo che la adoptio si svolga dinanzi ad un funzionario imperiale e con l'intervento, oltre che dell'adottante e del pater
originario, anche dell'adottato; Il consenso di quest uitimo, diventa necessario per la validità dell'atto, può essere espresso anche
nella forma tacita del non dissentire.
Emancipatio -> Giustiniano abolisce, anche formalmente, l'antico rituale e stabilisce che l’emancipatio si realizza tramite una
semplice dichiarazione resa dal pater familias dinanzi ad un funzionario competente; l’emancipato deve essere uscito dall’infanzia.
MANUS E MATRIMONIO
Manus -> potestas del pater familias sulla moglie e sulle mogli dei discendenti.
Se la donna che si sposava era sui iuris (non era sotto diritto di nessuno) e aveva propri beni, questi passavano al pater.
èConfarreatio -> rito religioso, con pronuncia di parole solenni e gesti rituali da parte dei nubendi, in presenza di 10 testimoni
e con offerta di farreus panis (pane di farro). Era un rito praticato solitamente da aristocratici.
La manus poteva nascere anche in seguito all'usus, ossia l'esercizio per un 1 anno della manus sulla donna vivente come moglie
nella famiglia (l’interruzione dell’usus equivaleva all’assenza per 3 notti consecutive della donna da casa del marito). 1
Matrimonio -> era diverso dalla manus e richiedeva l'età pubere e il conubium. Si fondava sul consenso dei coniugi mentre la
manus era un potere sulla donna.
! IMPORTANTE ! Nel periodo antico manus e matrimonio erano connessi: uno non poteva esistere senza l'altro.
La diffarreatio era insieme un atto di scioglimento del matrimonio e estinzione della manus -> SEPARAZIONE
Periodo classico
NON ERA
Nel periodo preclassico e classico non si aveva una celebrazione del matrimonio come atto necessario alla costituzione del
rapporto matrimoniale.
La volontà dei coniugi non bastava se erano sottoposti a patria potestà poiché occorreva il consenso del pater.
1
Pazzo in relazione al matrimonio -> il furious era incapace di contrarre matrimonio ma se il matrimonio fosse stato preesistente
alla pazzia non sarebbe sciolto.
o Momento inizio matrimonio -> il momento dell'inizio del matrimonio consisteva nell'accompagnare la donna nella casa del marito
Doveri di fedeltà -> la violazione di fedeltà da parte della moglie ha comportava la commissione di un crimine
La decisione bilaterale di separarsi e quella unilaterale di non voler più l'altro come coniuge erano manifestazioni della cessazione
del dell'elemento morale e spirituale.
Augusto che volevo incrementare la popolazione con figli legittimi, emano la LEX IULIA ET PAPIA, con la quale tentò di impedire
alle donne i rapporti con uomini non legittimati da matrimonio già nel periodo antico era sorto l'uso che il pater conferisse allo sposo
beni che servivano a sostenere la nuova famiglia chiamati dote.
In caso di scioglimento del matrimonio o di divorzio se la donna era sui iuris -> restituzione della dote.
! La dote veniva iniziava ad essere concepita come mezzo per provvedere alle necessità della moglie divorziata o vedova. !
La dottrina cristiana richiede per la perfezione del vincolo matrimoniale le reciproche manifestazioni di volontà dell'uomo e della
donna.
Il matrimonio romano classico, afferma che esso si scioglie automaticamente nell’ipotesi in cui venga meno la volontà anche di uno
solo dei coniugi.
La dottrina cristiana afferma che dal matrimonio nasce un vincolo di carattere sacrale, indissolubile ed è destinato a sussistere
dalla volontà dei coniugi.
UGUALIANZA UOMODONNA
A causa dell'influenza cristiana si accentua la tendenza all'uguaglianza tra i coniugi che non è più ostacolata dalla manus ormai
scomparsa e viene introdotta anche il dovere di fedeltà reciproca.
Il divorzio
La legislazione post-classica giustinianea influenzata dalla concezione cristiana del matrimonio è nettamente contraria al divorzio.
Costantino nella sua costituzione dichiara lecito il divorzio solo per: marito omicida, avvelenatore o violatore di sepolcri o moglie
adultera, avvelenatrice o mezzana.
La bigamia
L'affermarsi del principio che il matrimonio si considera manifestato si considera basato sulla manifestazione di volontà iniziale dei
due coniugi rende configurabile il reato di bigamia.
èNel periodo preclassico classico è possibile che un secondo matrimonio sciogliesse implicitamente il primo.
èNel nostro periodo è possibile contrarre un secondo matrimonio senza che sia stato sciolto quello precedente questo
comportamento risulta delittuoso e quindi meritevole di pena pubblica.
PERSONE IN MANCIPATIO
La mancipatio non era altro che il diritto di proprietà su cose o persone.
BIGAMIA
Le persone in municipium erano diverse da schiavi e potevano tenere la libertà e la cittadinanza romana.
Motivi di mancipationes:
• vendita per bisogno di denaro
• come garanzia per prestito
• in locazione a scopo di lavoro
I
TUTELA E CURA
Periodo antico
Era sui iuris chi non era sottoposto ne a patria potestas, ne a manus, ne a mancipium ma poteva essere sotto tutela o cura.
Tutela impuberi -> si trattava di bambini e ragazzi di entrambi i sessi che non avevano raggiunto la povertà ovvero la capacità di
generare limiterà a 12 anni per le ragazze 14 per i ragazzi.
In un primo momento si parlava di potestas su una parte dei beni, quindi di un potere familiare che spettava all'adgnatus proximus
ed in mancanza di esso ai gentili.
Successivamente si parterà di curatio, che si estende all'intero patrimonio del pazzo. I poteri del curator sul patrimonio erano quelli
di gestione e amministrazione e compimento degli atti che interessavano al furious, compreso l’acquisto.
Periodo classico
Le persone sotto tutela o cura erano quelle concepite come possibili titoiari di "capacità giuridica", ma impediti e quindi privi di essa.
I
La lex Atilia istituì un nuovo tipo di tutore, quello nominato dal pretore urbano a coloro che non avessero ne un tutore legittimo ne
un tutore testamentario.
Il pretore su richiesta dei inieressato, o dei parenti o amici, doveva nominare tale tutore chiamato Atilianus / dativus, la nomina
poteva ricadere su qualunque cittadino romano pubere, che non poteva rinunciare alla carica a meno che non avesse validi motivi.
èLa cura del prodigus, invece subì modifiche, la interdictio pronunciata dal pretore fu estesa prima a tutti i beni che il
prodigo avesse ereditato dal padre o dagli ascendenti paterni anche per testamento, poi anche ai beni estranei all'eredità
paterna, nonché di ammettere come curator oltre all'adgnatus anche persona nominata dal pretore e dagli altri magistrati.
Lo sperperatore interdetto non poteva compiere nessun negozio o atto di carattere patrimoniale, tranne che determinasse
un suo arricchimento. Poté compiere solo i negozi e gli atti di carattere personale.
Con la lex Laetoria si formò una nuova categoria di incapaci, i minori di 25 anni. Questa legge prevedeva una pena
pecuniaria per chi, approfittando dell’inesperienza del giovani, il inducesse, mediante raggiri a compiere negozi o altri atti
pregiudizievoli.
Il minore può sottrarsi a questa situazione di sostanziale incapacita soltanto attraverso la richiesta all'Imperatore della VENIA
AETATIS.
IMPORTANTE
Venia aetatis -> Beneficio di concessione imperiale che consisteva nell'abbassamento del limite di età necessario per la piena
capacità di agire (25 anni), a 18 anni per le donne e 20 per gli uomini.
Il curatore deve essere nominato dagli stessi magistrati, ai quali spetta la nomina dei tutori.
Esso contempla i vari aspetti dell’attività economica degli individui riconoscendo ai singoli il diritto di esercitare un potere di
godimento e talora di disposizione su determinati oggetti (diritti reali) ovvero riconoscendo ai singoli il diritto di pretendere che altri
prestino in loro favore una data attività economica (diritti di obbligazione).
Diritti reali
I diritti reali hanno per oggetto le cose, in modo diretto; Il loro titolare può esercitare il suo diritto, soddisfare il suo interesse
direttamente sulla cosa, senza necessità di collaborazione altrui.
Sono diritti assoluti, cioè possono essere fatti valere erga omnes. e
Diritti di obbligazione
In questo caso il risultato economico si raggiunge mediante il riconoscimento che l'ordinamento giuridico fa al titolare (creditore)
del potere di pretendere che un altro determinato soggetto (debitore) esplichi in suo favore una attività di carattere
patrimoniale.
Tutti gli altri diritti reali, invece, oltre ad avere per oggetto una cosa appartenente ad altri (per cui sono dei "diritti reali su cosa
altrui"), conferiscono al titolare solo alcuni poteri determinati: sono pertanto detti "diritti reali limitati".
Fra i diritti reali limitati, alcuni diritti assicurano in misura più o meno ampia il godimento di una cosa altrui o comunque, qualche
vantaggio che possa trarsi da essa. Sono detti, pertanto, "diritti reali di godimento'.
Altri diritti reali invece, tendono a fornire ad un soggetto, titolare di un diritto di credito, una garanzia che maggiormente lo assicuri
del soddisfacimento del credito stesso -> Sono perciò detti diritti reali di garanzia" e sono il pegno e l'ipoteca.
Lo sfruttamento di queste terre era concesso secondo varie forme a soggetti privati, infatti non vi era una diretta utilizzazione
pubblica dell'ager publicus.
• Ager compascuus -> utilizzato da proprietari di terre confinanti x mandarvi gli animali a pascolare.
• Ager scripturarius -> destinato al pascolo ma accessibile per chi pagava una somma fissa per animale (prescripta).
• Ager occupatorius -> terreno occupato da famiglie patrizie e più avanti da plebei riusciti ad entrare nel Senato (l'occupatio
era autorizzata dal Senato).
• Ager quaestorius -> terre tolte a popoli vinti vendute dai quaestores. I compratori
• acquistavano solo il permesso di utilizzarle.
• Agri vectigales -> terre che i censori davano in affitto dietro il pagamento di un vectigal (canone).
Questi concessionari che non acquistavano la proprietà delle terre loro concesse, cominciarono a essere considerati possessores.
Verso la fine del periodo antico si verificò il processo di assorbimento nella possessio di quello che fino ad allora si era chiamato
usus. Occorre però precisare che l'usus assorbito nella possessio fu solo quello che, come la possessio dell'ager publicus,
comportava l'uso e il godimento di un bene corporale. Quello che invece era esercizio di fatto di un potere familiare, come la
manus, non divenne possessio.
Al riguardo si delineò la distinzione tra chi possedeva la cosa come propria (possessor suo – considerato cero possessore e
tutelato con gli interdetti) e chi la possedeva perché altri gliel'aveva data o gliel'aveva lasciata prendere in vista un certo uso
(possessor alieno nomine – trattato NON come un vero possessore).
Interdetti retinendae possessionis -> erano quelli uti possidetis per gli immobili e quello utrubi per i mobili.
èUti possidetis -> intangibilità del possesso già acquisito da una delle due parti contro turbative.
èUtrubi possessionis -> il possesso veniva restituito a chi avesse posseduto per la maggior parte dell'anno la res (bene) o
serviva per recuperare il possesso di chi pur non essendo al momento possessore lo fosse comunque stato per la
maggior parte dell'anno.
èDe vi -> tutelava la iusta possessionis. Tutelava il possessore che rispetto al suo avversario non fosse ne violento, né
clandestino, ne precario.
Entrambi spettavano a colui che fosse
stato spogliato del possesso di un
èDe vi armata -> tutelava la lusta e l'iniustia possessionis.
immobile con la forza
èDe precario -> il concedente di un bene ad un precario poteva in ogni momento richiederne la restituzione -> atti di
tolleranza
PROPRIETÀ
La nozione di proprietà viene a svilupparsi in maniera graduale; infatti, nel periodo antico non si parla di proprietà ma di
"appartenenza"; non si diceva di avere la proprietà di qualcosa, ma che la quale cosa apparteneva.
Il termine utlizzato per indicare il” proprietario” di qualcosa era -> dominus
Si inizia a parlare di proprietà nel periodo preclassico e si diffonde l'uso del termine dominum o dominum ex lure Quiritium -> Il
titolare aveva la facoltà di utilizzare e godere del bene e dei suoi frutti; disporre di esso interamente e parzialmente e pretendere
che terzi non interferissero con il suo diritto.
Anche il diritto del periodo postclassico e giustinianeo è orientato nel senso della subordinazione della proprietà agli interessi
collettivi e alle esigenze del potere politico e burocratico.
il primo limite da considerare è quello dell’espropriazione dei beni per ragioni di utilità pubblica -> è prevista e regolata solo
per singole esigenze e singole categorie di beni, quali i fondi su cui si intendono costruire opere pubbliche.
Un altro limite di grande rilevo è la pesante imposizione fiscale, che poteva costringere i possessori di terre a intaccare il loro
capitale, a disfarsi di esse vendendole o abbandonandole.
èLegis actio damni infecti -> quando il proprietario di un fondo o di un edificio aveva motivo di temere che dal fondo o
edificio vicino derivassero danni al suo. Utilizzato per costringere il vicino a operare per evitare il danno o garantire il
risarcimento.
èOperis novi nuntiatio -> quando qualcuno iniziava uno scavo, una costruzione o altra opera che il vicino riteneva lesiva di
un suo diritto. Mirava a far sospendere l'opera (nessuna notizia su modalità processuali).
èRei vindicatio -> consentiva al titolare di recuperare il possesso del suo bene, trovandosi questo in possesso di un altro
soggetto o ricevendo una somma di denaro equivalente al valore del bene.
Nella sua intentio l'attore doveva affermare la proprietà del bene per lo ius dei quiriti e trattandosi di cosa mobile richiedere
i
l'esibizione del bene da parte del convenuto in giudizio.
Grava sul creditore l'onere della prova, ovvero dimostrare di essere il vero proprietario (probatio diabolica) qualora
accertata la qualità di proprietario del creditore il giudice ordinava la restituzione del bene da parte del convenuto ordine
che se non fosse stato seguito avrebbe previsto la condanna al pagamento di una somma di denaro.
èActio negatoria -> mezzo di tutela spettante al proprietario qualora accertasse che un soggetto terzo pretendeva ed
esercitava di fatto un diritto reale di godimento sul bene ma in realtà non aveva tale diritto. Quest'azione impediva
l'esercizio e conteneva una clausola di restituzione.
Problemi più particolari vengono posti in caso di acquisto di beni abbandonati definitivamente dal proprietario precedente;
alcuni giuristi ritengono che il proprietario che abbandonava perdesse immediatamente la proprietà, rendendo possibile
l'immediato acquisto del terzo come res nullius. Altri ritengono che il terzo acquistasse per usucapione e solo con questa il
proprietario che abbandonava perdeva la sua proprieta.
• Invezione -> Nel caso venga rinvenuto un tesoro (cosa preziosa o somma di denaro) su fondo altrui, questo va diviso fa il
ritrovatore e il proprietario del fondo.
• Accessione -> attraverso l'accessione il proprietario di un bene di maggiore rilevanza (cosa principale) diveniva proprietario
di un bene meno rilevante (cosa accessoria) che sia stato congiunto alla prima in maniera permanente e materiale.
• Specificazione -> consistente nel fare di un dato bene un bene nuovo (di olive olio, di uva vino). Se la trasformazione era
irreversibile il prodotto apparteneva al produttore. Se la trasformazione era reversibile apparteneva al proprietario.
• l'usucapione -> consentiva di acquisire, dopo uno specifico lasso di tempo, la proprietà di un bene di cui si era già
possessore
MANCIPATIO ->
si realizzava
quando la proprietà
della casa era trasmesso
a garanzia di un credito
9
La comunione -> Uno stesso bene poteva appartenere a più soggetti, che ne erano proprietari secondo una certa misura.
La fonte piu antica di questa pluralità di diritti su uno stesso bene era la successione ereditaria. Ciascuno degli eredi era
proprietario del patrimonio ereditario e proprietario per intero dei beni che lo componevano.
Nel corso del periodo classico questa comunione si trasformò in una titolarità di una quota ideale di ciascun elemento dell'intero
patrimonio e solo di questa quota poteva disporre in maniera esclusiva.
Ciascuno dei proprietari poteva compiere atti di disposizione solo della propria quota; per compiere un atto che coinvolgesse
l'intero patrimonio in comune era necessario coinvolgere tutti i "comunisti".
SERVITÚ
La servitù è un diritto reale su cosa altrui che si costituisce tra due fondi uno servente e uno dominante.
è urbane -> costituite a favore di un fondo dominante urbano, ovvero un’edificio (es: scoli o grondaie, appoggiare parete a
edificio adiacente ecc)
Caratteristiche servitù:
1) doppia attribuzione reale -> gravavano sul fondo serviente e potevano essere fatte valere contro il proprietario di tale
fondo ed esse potevano appartenere di necessita a chiunque fosse proprietario del fondo dominante (es: fondo fertile –
qualità del fondo).
2) Esigenza che la servitù fosse utile economicamente al fondo dominante.
3) Non formavano servitù quelle attività che servissero esclusivamente all'utilità personale del proprietario.
i 4) Collocazione del fondo servente vicina a quella del fondo dominante
5) La servitù era indivisibile.
Tutela servitù:
La tutela delle servitù si attuava con la vindicatio servitutis -> indirizzata nei confronti del proprietario del fondo servente ma in
linea generale contro chiunque impedisse l'esercizio della servitù.
Per quanto riguarda il periodo postclassico e giustinianeo il settore in cui piu evidenti appaiono le innovazioni e quello dei modi di
costituzione; col venir meno della mancipatio e della in iure cessio, si generalizza l'uso di pactiones e stipulationes (modi di
costituzione delle servitù).
Venne Istituito verso l'inizio del periodo preclassico e classico per opera della interpretatio dei giuristi, convalidata dai magistrati e
dalla consuetudine, per rendere possibile l'uso e il godimento ai beni ereditari da parte di soggetti, non istituiti eredi e che non si
volevano rendere proprietari dei beni stessi. -> (Poteva sussistere per beni immobili e beni mobili come schiavi e greggi.)
Conferiva all'usufruttuario facoltà generali di uso e godimento del bene con il conseguente diritto ai frutti prodotti dal bene stesso.
1 Era un diritto limitato, in quanto si estingueva con la morte del titolare (carattere fondamentale per distinguerlo dalla proprietà).
Era limitato anche nel contenuto, tale limitazione era destinata ad impedire la trasformazione e la distruzione del bene.
L’usufruttuario doveva conservare la destinazione economica del bene.
I
Quasi usufrutto -> istituto per cui i beni consumabili vengono acquistati dall’usufruttuario che alla scadenza del suo diritti
restituisce o beni della stessa specie o una somma di denaro pari al valore del bene al momento dell’acquisto.
! La costituzione dell'usufrutto poteva avvenire inter vivos (mediante iure cessio, traditio ecc) o mortis causa (mediante lagato). !
A tutela dell’usufrutto si applicava la VINDICATIO USUFRUCTUS -> indirizzata contro chiunque impedisse l’uso e il godimento del
bene a colui era legittimato.
Uso
Anche questo é un diritto reale di godimento su cosa altrui, strettamente connesso con la persona del titolare (usuario).
Diversamente dall'usufrutto, la percezione dei frutti spetta integra al proprietario, l’usuario ha ad oggetto SOLO la cosa.
In epoca giustinianea, ma sulla base di precedenti classici, è concesso all’usuario di percepire i frutti entro il limite del quotidiano
fabbisogno personale e dei propri familiari.
Abitazione
Il diritto di habitatio si avvicina, per il suo contenuto, al diritto di usufrutto, in quanto attribuisce al titolare la facoltà di locare o di dare
in comodato l'abitazione a terzi.
O LA FACOLTÀ DI ABITARLO
Opere di schiavi e animali
Simile all’ usufrutto, non sembra però estinguersi per morte del titolare ma solo per morte dello schiavo o dell'animale. Si tratta
quindi di un diritto trasmissibile mortis causa.
ENFITEUSI E SUPERFICIE
Enfiteusi
L'enfiteusi trova uno dei suoi precedenti storici all'interno del mondo romano in quelle locazioni a privati Calo ue che già in epoca
classica attribuivano al concessionario di un ager vectigalis la piena disponibilità di un appezzamento dell'ager publicus o di terre
municipali o coloniarie dietro pagamento di un canone periodico.
L’enfiteuta è tenuto al pagamento del canone annuo e il mancato pagamento per 3 annualità importa decadenza dal diritto.
L'enfiteuta è pero tenuto a notificare al proprietario la sua intenzione di alienare l'esercizio del diritto di prelazione attraverso il
pagamento di una somma pari al prezzo offerto dal cessionario.
Il diritto di enfiteusi si estingue per confusione, poiche l’enfiteuta rilevando il fondo ed esercitando il suo diritto ne diventa
proprietario.
1 Al superficiario vengono inoltre concessi, in relazione all'edificio, i mezzi giudiziari normalmente spettanti al proprietario.
Il diritto di superficie è alienabile e trasmissibile mortis causa (può essere infatti oggetto di traditio, legato e donazione). Esso può
costituirsi in forza di una convenzione tra concedente proprietario del suolo e concessionario.
1
Come soluzione adottarono un negozio denominato fiducia che comportava il trasferimento della proprietà dei beni direttamente al
creditore con l'intesa che egli non avrebbe approfittato di tale disponibilità, restituendo i beni stessi al debitore una volta ottenuto
l'adempimento.
L'altra soluzione maggiormente adottata fu il pegno secondo il quale al creditore venivano consegnati dei beni (per lo più mobili)
2 perché egli lo tenesse fino al suo soddisfacimento.
Comprendeva la lex venditionis (patto di vendita), con la quale il creditore, se il credito non veniva soddisfatto nel
termine stabilito, era autorizzato a vendere il bene. Se il prezzo era inferiore al credito questo persisteva per la parte non
coperta; invece se lo superava, il supefluum doveva essere restituito.
U Un altro patto (lex commissoria) stabiliva che se non fosse avvenuto l'adempimento nel termine prescritto, il bene
sarebbe diventato definitivamente di proprietà del creditore.
G a
beria.in a mEgeF7IIIa
èPignus datum -> questo modo di garanzia risaliva al periodo antico e si riferiva ai beni meno importanti di quelli oggetto di
O fiducia. Si costituiva mediante donazione del bene e relativo accordo per cui il bene costituiva pegno di garanzia di un
dato credito. Essenziale era certamente l’esistenza di un credito.
A
Poteva essere costituito dal debitore o da un terzo.
L Oggetto del contratto potevano essere beni mobili e immobili, se il bene produceva frutti si estese il pegno anche a questi.
Non solo i beni erano oggetto di pegno ma anche diritti di credito, di usufrutto.
I In caso di inadempimento:
⁃ i patti in uso per determinare i modi in cui il creditore poteva soddisfarsi in caso di inadempimento del debitore
erano la lex commissoria per cui se il credito non veniva pagato entro un dato termine il bene diveniva proprietà
del creditore.
⁃ Altro patto in uso era la lex vinditionis per cui il creditore insoddisfatto acquistava il potere di vendere il bene e
non la sua proprieta.
R èPignus conventum o hypotheca -> verso la fine del periodo preclassico o all'inizio di quello classico si cominciarono a
vincolare beni, in modo da destinarli specificamente al soddisfacimento di un dato credito.
G
Il creditore non ebbe più la proprietà di questi beni e nemmeno il loro possesso, ma poté, quando non avesse ricevuto la
prestazione dovutagli, perseguirli con un’azione pretoria (per rivendicarne la proprietà) presso chi aveva costituito il
vincolo (ipoteca).
Si trattava di un diritto reale di garanzia distinto dalla proprietà e indipendente dal possesso ed è inoltre esente da un
controllo giudiziario. Il suo carattere privatistico era completato dall'assenza di qualsiasi pubblicità.
VINCOLI E GENESI DELLE OBBLIGAZIONI NEL PERIODO ANTICO
Nel periodo antico le persone potevano essere soggette a vincoli di diversa origine.
Vi erano anzitutto vincoli consistenti nella soggezione a una pena corporale, che un'altra persona (vittima di illecito) era autorizzata
a infliggere. Altri vincoli erano connessi a un risultato che un soggetto aspettava si verificasse.
L’adempimento da parte del nexus (al plurale nexi) o di altri per lui non bastava a liberarlo, occorreva un atto contrario e
simmetrico al nexum, la solutio (liberazione).
La solutio -> si svolgeva tramite il normale rito -> 5 testimoni, bilancia e chi si liberava diceva «mi libero da te con questo
bronzo e questa bilancia».
La liberazione del filius dato in garanzia non poteva avvenire in questo modo, ma con manumissio o remancipatio al
padre.
èI vades -> per garantire la comparizione di un soggetto dinanzi al magistrato o a un organo giudicante. Erano impiegati
tanto nei processi pubblici penali. Essi divenivano ostaggi nelle mani dell’accusatore ma più tardi versando la somma di
denaro, fissata come limite della loro garanzia, si liberavano nonostante l’assenza del convenuto in ius.
èI praedes -> intervenivano nella legis actio sacramento in rem, sia per garantire la restituzione della cosa controversa.
èSponsio -> il vincolo derivante da sponsio gravava sulla stessa persona da cui si aspettava la prestazione, e comprendeva
la necessità in capo a questa persona di eseguire la prestazione promessa. Il vincolo da sponsio venne ad essere la
prima obligatio, il primo contratto.
La forma della sponsio era caratterizzata dalla domanda del futuro creditore «prometti che mi sia dato cento?» e dalla
risposta del promittente «spondeo». (obbligazione di dare)
La sponsio poteva fungere anche come garanzia di un vincolo altrui, il vincolo garantito doveva anch’esso nascere da
sponsio e la garanzia si assumeva con una seconda sponsio legata alla prima (adpromissio)
Delicta -> in caso di delitto privato, la punizione corporale ad opera della persona offesa era ammessa solo se il delitto era
flagrante (furto) o tale da lasciare sul corpo tracce evidenti.
La persona offesa invocava i vicini per avere la loro attestazione e catturava il fur manifestus (colui colto in fragrante).
Qualora Il ladro fosse stato uno schiavo veniva invece fustigato e precipitato da una rupe.
Viene equiparato al fur manfestum colui nella cui casa veniva trovata le refuritva.
Anche la persona colpita da ossi fractio, o i suoi familiari, potevano catturare il colpevole, al fine di infliggergli lesioni equivalenti a
quelle subite -> legge del taglione.
Successivamente attraverso un pactio si poteva consentire di convertire una pena corporale con il versamento di una somma di
denaro. In uno stadio ulteriore fu possibile la punizione di delitti non flagranti con pene pecuniarie fisse.
Venne precisata la linea di confine tra delitti privati (delicta o maleficia) e delitti pubblici (crimina)
• I delicta -> considerati essenzialmente lesivi di un interesse privato e perseguibili su iniziativa della vittima con un’azione
penale privata
• i crimina -> considerati lesivi di interessi della collettività̀ e perseguibili su iniziativa di un cittadino qualsiasi, di un magistrato
o di un funzionario imperiale in vista dell’irrogazione di una pena pubblica
Definizione di obbligazione -> l’obbligazione è un vincolo giuridico per effetto del quale un determinato soggetto si trova costretto
dalla necessità di eseguire una prestazione verso un altro determinato soggetto, secondo le norme della nostra civitas.
Il contenuto dell’obbligazione si esprime nella “necessità” che un soggetto compia o non compia una determinata attività̀ a favore
di un altro soggetto
Il contenuto della prestazione
Esso viene individuato con 3 verbi: dare, facere, prestare.
1 Obbligazione di dare -> il convenuto è tenuto in base al rapporto obbligatorio a trasferire la piena proprietà̀ ed il possesso di una
cosa corporale/ materiale. Il suo adempimento si verifica solo ove effettivamente il debitore abbia trasferito la proprietà̀ e la piena
disponibilità̀ dell’oggetto dedotto in obbligazione.
Va ricordato che l’obbligo di dare può avere ad oggetto anche la costituzione di diritti reali (es: un usufrutto o una servitù) e che
anche in questo caso l’obbligazione non si considera adempiuta finché non solo non vengano compiuti gli atti necessari alla
costituzione (in iure cessio o mancipatio) del ius, ma il ius sia validamente costituito.
2 Obbligazione di facere -> il facere comprende ogni prestazione che possa essere oggetto dell’obbligazione, anche un non fare.
3
Obbligazione di praestare -> il termine praestare è intraducibile con un'unica espressione. Il significato comune è indicativo di un
comportamento contrattualmente dovuto, che si può esprimere come “fornire piena assicurazione in ordine a” ed il cui contenuto
viene di volta in volta determinato.
Obbligazioni generiche -> la prestazione dovuta è determinata dalle parti soltanto nella quantità̀ e nel genus (genere), cioè con
riferimento ad una categoria ampia. La categoria può essere composta da cose sia fungibili che infungibili. L’unico requisito posto
2 dalla giurisprudenza per l’individuazione del genus è che esso sia sufficientemente delimitato da non produrre indeterminatezza.
L’obbligazione deve ritenersi adempiuta anche se presta la cosa della peggiore qualità possibile, purché rientrante nel genus
Obbligazioni solidali -> quelle aventi una pluralità di creditori o di debitori qualora sia stato convenuto dalle parti o stabilito dal
3
diritto che la prestazione sia dovuta al singolo creditore o dal singolo debitore per intero.
All’interno di questa categoria possono distinguersi le obbligazioni solidali cumulative e le obbligazioni solidali elettive.
Obbligazioni parziarie -> se vi erano ugualmente più creditori o più debitori e non sussisteva tra essi nessun vincolo di solidarietà,
4 la prestazione si divideva in modo che ciascun debitore dovesse e ciascun creditore potesse pretendere una parte della
prestazione corrispondente alla sua quota di debito o di credito.
obbligazioni indivisibili -> uno qualunque dei creditori potesse pretendere e uno qualunque dei debitori dovesse eseguire l’intera
5 prestazione con la corrispondente estinzione totale dell’obbligazione. Si aveva così un regime analogo a quello delle obbligazioni
solidali.
Obbligazioni naturali -> si ha l’esistenza di un “debito”, il che determina l’irripetibilità di quanto venga prestato per adempierlo non
6 c’è invece responsabilità, manca al creditore il potere di agire in giudizio contro il debitore e di costringerlo ad adempiere.
Non si ha una vera obligatio in senso giuridico (es: contratti tra schiavi).
Piu concretamente parliamo di tutte quelle prestazioni effettuate spontaneamente, in esecuzione di doveri morali o sociali, che non
sono ripetibili da parte di colui che le ha effettuate.
èI contratti (obbligazioni da atto lecito) -> l’obbligazione si contrae o mediante la donazione di una cosa, o mediante la
pronuncia di parole, o mediante la scrittura, o mediante il consenso.
èI delitti (obbligazione da atto illecito) -> iniuria, furto, rapina e damnum iniuria datum.
I contratti (obbligazioni da atto lecito)
CONTRATTI REALI
Il mutuo
Il mutuo consiste nel trasferimento della proprietà, di una somma di denaro o di altre cose fungibili da chi dà (mutuante) a chi
riceve a mutuo (mutuatario), con l’accordo che l’esatto equivalente verrà̀ ritrasferito al mutuante nel termine e con le modalità̀
pattuite.
Con la traditio il mutuatario acquistava la proprietà̀ del denaro o delle altre res nec mancipi che gli venivano consegnate (una datio
-> consegna nel senso di trasferimento della proprietà̀).
Nasceva un’obbligazione solo a carico del mutuatario, che doveva restituire l’equivalente di quanto ricevuto. Essendo proprietario
del denaro ricevuto poteva disporne liberamente ma il periculum era a suo carico.
Per la restituzione il creditore mutuante agiva tramite “condictio” (che era l’azione per la restituzione del dato) -> obbligazione di
dare
Il mutuo era quindi un istituto del ius civile ma era riconosciuto e tutelato anche nei confronti dei peregrini, e quindi fu qualificato ius
gentium.
NO INTERE
Il debitore era tenuto a restituire l’equivalente di quanto ricevuto, non al pagamento di interessi, data la gratuità del contratto.
Il deposito
Consiste nella consegna di una cosa mobile fatta da un soggetto (depositante) ad un altro soggetto (depositario) perché la
conservi per un certo periodo e la restituisca alla scadenza di un dato termine o a richiesta del depositante.
Il contratto prevede il trasferimento della cosa a titolo di mera detenzione (il depositante conserva la proprietà̀ e il possesso della
cosa stessa). -> NO DATIO
La cosa deve essere restituita integra: l’obbligazione non si ritiene infatti adempiuta se la cosa viene restituita danneggiata o
comunque deteriorata; formano inoltre oggetto dell’obbligazione del depositario i frutti e gli incrementi che la cosa abbia prodotto
nel periodo del deposito.
0
Poiché il depositario ha la semplice detenzione della cosa non può usarla, salvo espresso consenso del depositante (nel caso
viene considerato un contratto di comodato).
Obbligo del depositante era in età classica -> solo quello di rimborsare al depositario le eventuali spese per la conservazione della
cosa, e le altre spese necessarie per l’adempimento dell’obbligazione, nonché́ i danni che possano essere stati creati dalla cosa
depositata. Questi obblighi possono essere fatti valere dal depositario mediante il ius retentionis (il diritto cioè di non restituire la
cosa finché il depositante non abbia adempiuto).
Colui che si rifiuti di restituire la cosa così consegnatagli o ne causi il perimento dolo malo, è tenuto, secondo l’editto del
pretore, da un’azione penale per il doppio del valore della cosa ricevuta.
èSequestro o deposito giudiziale -> questa fattispecie viene configurata nell’ipotesi in cui le parti, fra le quali vi sia contesa
giudiziale sulla proprietà di una cosa, affidano la cosa stessa ad un terzo, di comune fiducia, il sequester, che s’impegna a
restituirla al vincitore della lite al momento in cui essa verrà decisa.
èDeposito irregolare -> contratto con cui un soggetto consegna ad un altro una certa quantità̀ di cose fungibili, convenendo
che l’accipiente restituisca l’equivalente a semplice richiesta.
Questo tipo di contratto era molto diffuso nella pratica ellenistica, in cui era frequente il caso di consegna di somme di
denaro ai banchieri, che erano liberi di disporne, e dovevano restituirle, aumentate negli interessi, a richiesta del
depositante.
Il comodato
l comodato consiste in un prestito d’uso. Un soggetto (comodante) trasferisce ad un altro (comodatario) la detenzione di una
cosa inconsumabile, affinché́ costui ne faccia un uso gratuito, per uno scopo determinato, ed alla scadenza la restituisca.
L’obbligazione nasce dal trasferimento della detenzione di una cosa, che deve essere restituita, mentre la proprietà̀ ed il possesso
restano al comodante, e come nel deposito caratteristica essenziale del contratto è la gratuità.
L’obbligazione principale del comodatario è quella di restituire la medesima cosa che gli è stata data, ovviamente nelle stesse
condizioni in cui l’ha ricevuta.
Per quanto riguarda i mezzi a difesa del comodatario contro il comodante, anche in questo caso è previsto il diritto di trattenere la
cosa finché non avvenga il rimborso delle spese incontrate per la conservazione della medesima, per i danni eventualmente
causati dalla cosa.
Il pegno
Il pegno costituisce una garanzia per un rapporto obbligatorio già esistente.
La tutela del debitore -> in caso di inadempimento di questo rapporto venne introdotta dal pretore mediante un’actio in factum
pigneraticia, diretta ad ottenere la restituzione della cosa data in pegno qualora l’obbligazione garantita fosse stata adempiuta.
Tutela creditore -> Verificatosi l’inadempimento, il creditore aveva il potere di vendere il pegno e di soddisfarsi sul ricavato sino
all’ammontare del suo credito, essendo obbligato a restituire l’eventuale superfluum (altrimenti usura).
La fiducia
Questo negozio è prevalentemente caratterizzato dal contenuto fiduciario dell’accordo tra le parti.
La fiducia consisteva nel trasferimento della proprietà di un res mancipi,mediante mancipatio o in iure cessio, compiuto per
dellafamiglia es terreni
determinati scopi fiduciari.
direttamentecollegatiaibisogni
beni
In altri termini, colui che trasmetteva la cosa lo faceva con un particolare intento pratico per il raggiungimento del quale si affidava
alla buona fede del terzo accipiente.
9 èFiducia cum amico -> la finalità generale dell’atto può individuarsi nello scopo di una migliore, più sicura, conservazione
della cosa, nell’interesse dunque del trasferente.
èFiducia cum creditore -> il trasferimento della proprietà assume invece la finalità tipica dello scopo di garanzia. L’obbligo di
restituzione si fonda sul trasferimento di proprietà della res. Solo che in questo caso, a differenza che nel mutuo, tale
obbligo di restituzione ha ad oggetto la cosa nella sua individualità, cioè la species, e non il tantundem, l’equivalente in
quantità e qualità o genere (cose specifiche).
CONTRATTI VERBALI
Quelli che si costituiscono mediante una formula verbale espressa in un’interrogazione e in una risposta congrua.
Rimangono fermi i requisiti dell’oralità e della contestualità dell’atto, e questo negozio per la sua semplicità si presenta idoneo ad
esprimere l’obbligo di qualunque prestazione, sia essa un dare, un facere, un’obbligazione di garanzia.
Azioni a tutela:
èL’azione a tutela del rapporto obbligatorio nascente dalla stipulatio, se l’oggetto è indeterminato o consiste in un facere o
non facere è L’ACTIO EX STIPULATO.
èSe ha ad oggetto un’obbligazione di dare invece si fa ricorso all’actio certae creditae pecuniae o alla condictio certae rei,
entrambe astratte.
Già in età repubblicana, alla pronuncia delle solenni forme verbali si accompagnava la prassi di redigere per iscritto il contenuto
della conventio sottostante. Per tutta l’età classica rimane però sempre fermo il principio che il documento non ha alcun valore
costitutivo della obligatio, ma ha solo valore di prova, in quanto attesta l’avvenuta pronuncia della forma solenne.
Ciò porta gradualmente la giurisprudenza imperiale a rafforzare il valore probatorio del documento, esso assume valore obbligante,
in quanto considerato rappresentazione scritta dei verba pronunciati.
La prassi della mera documentazione scritta dilagherà nel periodo successivo, ma non fino al punto da abolire del tutto il principio
classico della essenziale oralità della stipulatio.
Dotis dictio (promessa unilaterale della nubenda) e iurandum liberti (promessa del liberto di servigi a favore del padrone)
Sono altri contratti verbali che si compivano con verba pronunciati dalla sola parte che si obbligava. Per la sostanza invece il
consenso della controparte non poteva mancare.
CONTRATTI LETTERALI
Caratteristica di tali contratti è che per la sua costituzione è necessario il compimento di alcune formalità di scritturazione, che
formalizzano un consenso sottostante.
Si tratta, come per la stipulatio, di un contratto astratto, in cui cioè non deve necessariamente essere espressa la causa.
Expensilatio
Forma di contratto collegata al mutuo, era sostanzialmente la prova del mutuo.
Consisteva nella trascrizione di una somma nel registro delle entrate e delle uscite, sotto la voce delle uscite, come somma data a
prestito ad un terzo.
La trascrizione poteva essere però compiuta con valore costitutivo della obligatio, se non esisteva la datio precedente e se
l’iscrizione della somma di denaro nella voce delle uscite avveniva con il consenso di colui che in questo modo ne diventava
debitore.
L’azione a tutela del credito era nel processo formulare l’actio certae creditae pecuniae (solo x obbligazioni di dare).
Nella expensilatio il problema principale era rappresentato dal modo in cui dovesse essere provato da parte del creditore il
consenso della persona che restava obbligata. La prassi più frequente consisteva nell’iscrizione del creditore nel suo registro
dell’importo nelle uscite e stessa somma nel registro del debitore nelle entrate.
Singrafi e chirografi
Le singrafi e i chirografi sono istituti propri dei peregrini, che non vennero mai, in età classica, qualificati iuris gentium.
Si tratta di documenti in cui si trascrivevano convenzioni vere o fittizie intervenute fra le parti, e in cui il debitore riconosceva
formalmente la sua obbligazione.
CONTRATTI CONSENSUALI
Per il sorgere delle stesse è sufficiente che le parti abbiano espresso il loro consenso, non essendo necessaria alcuna ulteriore
formalità̀, ne verbale ne di scrittura, come accade invece nei contratti formali.
La compravendita
La compravendita (emptio venditio) può definirsi come un contratto consensuale e bilaterale in forza del quale una parte, il
venditore, si obbliga a trasferire la pacifica e definitiva disponibilità̀ di una cosa, detta, se mobile, merx, e l’altra, il compratore, si
obbliga a trasferire la proprietà̀ di una somma di denaro, detta prezzo.
Questa definizione evidenzia due fondamentali caratteristiche della compravendita: la consensualità e l’efficacia meramente
obbligatoria.
Oggetto della compravendita con funzione di merce può essere qualunque cosa, che abbia un valore economico. La
merce deve consistere in una cosa determinata o comunque determinabile nella sua individualità. Ѐ anche possibile la
vendita di una cosa che ancora non esiste (cosa futura).
Nel periodo classico prevalse l’idea che il prezzo può consistere solo in pecunia numerata (denaro contante). Non viene
posta nessuna limitazione alla libera determinazione del prezzo fra le parti, ne si richiede che esista un’equa proporzione
fra il valore della cosa ed il prezzo stesso.
Nel periodo tardo classico il requisito del prezzo subì alcune innovazioni. Diocleziano stabilì un ammontare massimo per
molti beni. Infine, permise al venditore di ottenere la rescissione della vendita, se il prezzo fosse stato inferiore alla metà
del valore del bene.
⁃ il venditore non è obbligato a trasferire la proprietà della cosa, ma è sufficiente che trasmetta il possesso della cosa
venduta, che si obblighi per l’evizione, e che assicuri l’assenza di dolo.
o
Ricordiamo che nella mancipatio, il venditore alienante era tenuto dalla obligatio auctoritatis ad assistere in giudizio
l’accipiente che fosse stato convenuto in giudizio da un terzo con l’azione di rivendica, e, in caso di soccombenza,
a pagare il doppio del prezzo ricevuto.
Nell’ipotesi in cui il venditore abbia dolosamente alienato una cosa non sua ad un compratore ignaro dell’alienità
della res; sia nel caso in cui lo stesso venditore si rifiuti di prestare la promessa di garanzia nella forma delle
stipulazioni. -> actio empti
Nel corso dell’età classica si estende la tutela della buona fede contrattuale.
èVizi occulti
In questo periodo fu introdotto un regime particolare per i vizi occulti nella compravendita degli schiavi e di animali da sella
o da soma.
vizio occulto -> vizio non palese che non sia stato espressamente dichiarato all’atto del contratto. (es: ogni difetto dello
schiavo tale da incidere seriamente sul suo valore)
6ºÈosi
èTutela del compratore riguardo i vizi occulti
un
il compratore può esprimere l’actio redhibitoria entro 6 mesi ed è diretta alla restituzione del prezzo pagato, previa
restituzione dello schiavo.
Iaaento
In alternativa all’actio redhibitoria viene concessa al compratore, che preferisca tenersi lo schiavo, un’actio aestimatoria
diretta a ottenere la riduzione del prezzo. Questa azione era esperibile entro l’anno.
sonno
Quindi l’unica obbligazione del compratore è quella di trasferire al venditore la proprietà del prezzo. Scaduto il termine entro cui
esso doveva venire pagato, al venditore spettavano senz’altro gli interessi.
Il venditore non può pretendere il pagamento del prezzo se non ha già consegnato la cosa o non si è offerto di consegnarla
1) In diem addictio -> questa clausola subordina l’efficacia del contratto alla condizione che entro un certo termine venga o
non venga presentata al venditore un’offerta migliore. L’offerta deve essere notificata al compratore il quale può a sua
volta adeguarvisi.
1) Lex commissoria -> in base a questa clausola il venditore si riserva di considerare il contratto come non avvenuto se il
prezzo non viene pagato entro una certa data.
2) Pactum displicentiae -> questa clausola è a favore del compratore, il quale in base ad essa può recedere dal contratto se
la cosa non risulta di suo gradimento.
Caparra
La conclusione della vendita poteva essere rafforzata da una caparra, che consiste nel versamento da parte del futuro compratore,
come anticipo sul prezzo, di una somma di denaro al futuro venditore.
LOCAZIONE
È un contratto consensuale bilaterale in cui il locatore, dietro al pagamento mette a disposizione del locatario (conductor), per un
periodo di tempo limitato e con uno scopo, un bene mobile o immobile. Il conduttore lo restituisce a termine scaduto o una volta
raggiunto lo scopo.
èla locatio conductio operis -> in cui il locatore mette a disposizione del conduttore una cosa perché́ questi vi esegua una
determinata attività̀, e gli corrisponde una mercede per l’attività̀ svolta
èla locatio conductio operarum -> in cui il locatore mette a disposizione del conduttore la sua attività̀ lavorativa dietro
pagamento di una mercede.
La durata della locazione poteva essere liberamente pattuita fra le parti, vi erano alcune locazioni gia prefissate come quella dei
fondi rustici che durava 5 anni.
Se allo scadere del termine il locatore non chiedeva la restituzione della cosa ed il conduttore continuava nel suo godimento, si
aveva il rinnovo tacito del contratto.
La mercede consisteva normalmente in una somma di denaro, ma poteva concretarsi ad esempio nei frutti della cosa locata.
Nell’affitto di fondi rustici talvolta si pattuiva che la mercede fosse costituita solo da una parte dei frutti del fondo, calcolati in una
percentuale dei frutti globali (colonia parziaria).
L’obbligazione del conduttore (locatario) era innanzi tutto quella di pagare il canone; inoltre, scaduto il termine del contratto o del
suo rinnovo, quella di restituire la cosa locata, nelle stesse condizioni in cui l’aveva ricevuta.
All’interno della locatio operis alcuni autori distinguono ulteriormente 2 gruppi di fattispecie:
èi casi in cui il locatore affida al conduttore una cosa affinché́ questi vi svolga sopra un’attività̀ (per esempio la consegna delle
vesti al lavandaio o la consegna di una gemma da tagliare).
In questo caso il locatore è obbligato a consegnare la cosa al conduttore e a corrispondergli una mercede per l’attività su
di essa.
ècasi in cui sia stato locato un opus faciendum, in cui cioè̀ si concorda l’esecuzione di una data opera secondo un
determinato progetto o modello.
In questo caso l’obbligo del locatore è principalmente quello di pagare la mercede in corrispettivo dell’opera eseguita dal
conduttore secondo le modalità̀ prestabilite.
In entrambi i casi obbligo principale del conduttore è quello di eseguire il suo lavoro a regola d’arte e di consegnare al locatore
l’opus perfectum, cioè̀ portato a termine secondo le modalità̀ stabilite -> obbligazione di risultato.
Abbiamo altre 2 figure, che possiamo distinguere in base al differente contenuto della prestazione:
èAppalto di opere edilizie -> L’obbligo del conduttore è quello della realizzazione e messa a disposizione del locatore
dell’opera pattuita nel suo risultato finale.
Il problema è quello di valutare la “perfezione” dell’opus stesso. Per la valutazione si poteva alla verifica da parte del
locatore o di un terzo. L’avvenuta verifica liberava il conduttore da qualunque responsabilità̀ per eventuali vizi della cosa, e
poteva essere pattuita convenzionalmente o richiesta dal conductor una volta portato a termine il lavoro.
2) si locava l’opus consistente nel trasporto delle merci (in questo caso locatore era il padrone delle merci da
trasportare, conduttore il nauta che si assumeva tale compito).
Il nauta risponde per tutti quegli eventi, che sono imputabili alla sua imperizia di navigatore o all’aver
volontariamente disatteso le istruzioni dategli dal proprietario delle merci.
Egli rispondeva inoltre e per la custodia della cosa, quindi anche per il furto e per il danneggiamento comunque
verificatisi nel corso del trasporto.
Nella locatio operarum oggetto della obbligazione contrattuale è la prestazione dell’attività lavorativa. Il locator doveva
naturalmente prestare il suo lavoro per tutto il periodo prestabilito, e aveva diritto alla mercede pattuita, a meno che non fosse
inadempiente.
La società
La società può definirsi un contratto iuris gentium, consensuale e bilaterale, in virtù del quale due o più persone s’impegnano a
mettere in comune beni ed attività allo scopo di dividerne i profitti e le perdite.
La società è caratterizzata dalla presenza di uno scopo comune. Venuto meno il consenso anche di un solo socio, la società si
scioglie. Tale elemento crea un vincolo permanente -> per questo motivo questo contratto si distingue dagli altri contratti
consensuali.
Dal contratto di società NON nasce una persona giuridica (come nel nostro diritto), cio significa che la società non ha verso i terzi
rilevanza giuridica autonoma rispetto a quella delle persone dei singoli soci.
• Obbligazione principale -> era quella di mettere in comune beni e attività per il raggiungimento dello scopo sociale.
• Altra obbligazione dei soci -> era quella di ripartire reciprocamente i profitti e le perdite, nella misura pattuita, o, in
mancanza di pattuizioni, in parti uguali.
Estinzione società
La società può estinguersi per:
• recesso unilaterale -> dove anche solo 1 dei soci voglia uscire
• Mutuo dissenso” -> tutti i soci cioè sono d’accordo nello sciogliere la società
• Morte di uno dei soci -> in quanto gli eredi non succedono questo rapporto;
• Capitis deminutio di uno dei soci -> perdita capacità giuridica uno dei soci (può avvenire per cambiamento status)
• Situazione di dissesto economico di uno dei soci
Il mandato
Anche il contratto di mandato è un contratto consensuale iuris gentium, si realizza con l’accordo fra due soggetti, di cui uno
(mandante) dà all’altro (mandatario) l’incarico di svolgere per suo conto o per conto di un terzo una determinata attività.
Il contratto è gratuito; il mandante non deve cioè pagare alcun compenso al mandatario per la sua attività. Se il mandatario
ricevesse una mercede per lo svolgimento dell’incarico il contratto si trasformerebbe automaticamente in una locatio operis.
Il mandatario può però ottenere rimborso delle spese o il risarcimento dei danni subiti per adempiere alla sua obbligazione.
Obbligo mandatario
Obbligo del mandatario era quello di eseguire l’incarico affidatogli osservando diligentemente le istruzioni impartitegli. Se egli
esorbitava dall’ambito dell’incarico, era inadempiente e quindi, NON aveva diritto al rimborso delle spese e doveva risarcire al
mandante il danno da lui eventualmente risentito.
I
Se l’incarico aveva ad oggetto il compimento di negozi giuridici nell’interesse del mandante, gli effetti di questi negozi si
producevano in capo al mandatario dato che costui non aveva il potere di produrre direttamente affetti nei riguardi della persona
interessata (non aveva cioè la rappresentanza diretta). Obbligo del mandatario era quindi anche quello di trasferire gli effetti dei
negozi compiuti al mandante.
Il mandante aveva invece l’obbligo di risarcire le spese e i danni derivati al mandatario dalla fedele esecuzione dell’incarico. Tale
obbligo veniva meno solo nell’ipotesi in cui l’incarico non fosse stato eseguito secondo le istruzioni e le modalità concordate.
L’actio mandati -> con la quale può farsi valere la responsabilità per l’inadempimento dovuto a violazione della buona fede
contrattuale.
I
La revoca dell’incarico da parte del mandante è ammessa solo sinché non abbia avuto inizio l’esecuzione del contratto.
I
Il recesso del mandatario deve essere comunicato tempestivamente al mandante ed è valido solo se interviene prima dell’iniziata
esecuzione.
I contratti innominati
Nonostante i contratti fossero tipici, l’età classica riconobbe valore obbligatorio a certe convenzioni atipiche. Si trattava di negotia
(affari) in cui ciascuna delle parti veniva onerata di dare o di fare, e il cui valore obbligatorio derivava dall’esecuzione data da una
delle parti.
Furono definiti “innominati” perché non erano né unilaterali (si obbligava la sola parte che però riceveva la prestazione) né reali
(perché non nasceva dal patto ma occorreva un “dare” o un “fare”).
èLa datio ad inspiciendum -> una parte consegnava all’altra una cosa perché ne determinasse il valore e la restituisse
èIl precario -> consisteva nella concessione di un bene che il conducente faceva al precarista affinché questo ne godesse
gratuitamente e lo restituisse a semplice richiesta. Il precarista era qualificato come possessore e tutelato nei confronti di
terzi ma non nei confronti del conducente, il quale poteva riprendere possesso della cosa in ogni momento anche contro
la volontà del precarista.
I patti
I patti sono meri accordi o convenzioni tra due o piu soggetti al fine di regolare un comune interesse/ in relazione ad un contratto.
I patti che intervengo al momento della conclusione di un contratto tutelato mediante buona fede divengono elemento costitutivo
1 dell’accordo, e il giudice è tenuto a considerarli come elementi facenti parte della struttura del contratto.
ènuda pacta -> accordi manifestati in qualsiasi forma, non rientrano in nessuno schema ti contratto tipico.
Il pretore è intervenuto integrando alcuni contratti con la tipizzazione di alcune convenzioni, le quali acquistarono un rilievo
autonomo grazie alla tutela ricevuta mediante clausole edittali.
èLa pecunia constituta -> si ha quando creditore e debitore o creditore ed un si accordano fissando in un giorno stabilito il
pagamento di un debito preesistente, validamente costituito, ed aveva la funzione di rafforzarlo.
èReceptum argentarii -> dichiarazione con cui il banchiere si impegnava a curare che da lui o da un terzo venisse pagato in
un giorno determinato il debito del cliente. Il banchiere restava obbligato anche se il debito originario non era
effettivamente sorto.
L
èIl receptum nautarum -> consiste nell’assunzione di garanzia da parte del capitano di una nave, di un albergatore o di uno
stalliere per il danneggiamento o la mancata restituzione delle cose affidate, imbarcate o lasciate negli alberghi o nelle
stalle.
èIl receptum arbitri -> è l’assunzione dell’obbligo di pronunciare la decisione da parte di un arbitro, scelto dalle parti che
sono arrivate ad un compromesso, cioè si sono accordate di rimettere la decisione della controversia ad un soggetto da
loro scelto, garantendo il loro impegno attraverso una serie di stipulazioni, con cui si obbligano a pagare una pena se non
si atterranno a tale decisione.
Gli atti illeciti fonte di obbligazione sono quattro: il furto, la rapina, il damnum iniuria datum e l’iniuria.
Cumulatività -> cioè nella circostanza in cui più persone, congiuntamente, ponevano in essere il medesimo fatto illecito, ciascuna
di esse era tenuta a pagare l’intera pena, e il pagamento da parte di una non estingueva le obbligazioni delle altre.
Nossalità -> applicata per i delitti compiuti dai filii familias o dagli schiavi, o per il danno causato da animali.
Se originariamente l’obbligo di dare a nossa lo schiavo o il filius colpevole si configurava come dovere primario del pater, in proseguo
di tempo la noxae deditio viene configurata piuttosto come una possibilità offerta al dominus di mitigare la sua responsabilità diretta,
ove il pagamento della poena risulti troppo gravoso.
L’obbligazione sorge sin dal primo momento direttamente a carico del dominus, ed egli può liberarsene alternativamente
consegnando lo schiavo o il filius ovvero pagando la poena. Ѐ da notarsi tuttavia che, ove lo schiavo o il filius avessero compiuto
l’atto illecito per espresso comando del dominus o pater, la giurisprudenza classica ritenne il titolare del potere responsabile suo
nomine, senza quindi la possibilità di liberarsi con la noxae deditio.
0 L’actio ex lege Aquilia -> era un'actio poenalis, cioè un'azione con natura penale, ma diretta alla rei persecutio, cioè alla
reintegrazione patrimoniale della vittima.
0 La funzione di reintegrazione patrimoniale si presenta inoltre più accentuata in alcune azioni pretorie che, pur essendo penale,
contengono la clausola arbitraria, cosicché il convenuto potrà evitare il pagamento della poena, effettuando la restituitio prima della
condanna.
Il furto
In origine è la sottrazione di un bene mobile altrui.
Nell’età successiva alle 12° Tavole la nozione di furto subì una duplice evoluzione.
In una prima fase diventa configurabile come furto anche l’occupazione violenta o clandestina del fondo o dell’edificio altrui,
qualunque attività diretta a favorire la fuga del servo altrui, o anche degli animali, la falsificazione di documenti, il rifiuto di restituire
E
corporalmente, e furtum nec manifestum, punito con la condanna al duplum.
o
TE
C’erano tre tipi di furtum nec manifestum:
è furtum conceptum -> rispondeva del furto la persona trovata con la cosa rubata;
è furtum prohibitum -> rispondeva del furto chi aveva impedito la ricerca della cosa rubata
è Furtum ablatum -> rispondeva del furto colui che aveva messo la cosa rubata presso un’altra persona.
La rapina QUADROPLUM
L'origine di questo atto illecito va individuata in un editto del pretore, dove definisce il Furto come danneggiamento o sottrazione
violenta di una cosa tramite bande armate, di uomini liberi o anche di schiavi, spesso peraltro con la tolleranza o addirittura per
istigazione dei loro padroni, punita con il quadruplo.
è 2° capo -> relativo al danna causato al creditore principale da un altro co-creditore che estinguesse fraudolentemente il
debito (cadde in disuso in età classica)
è 3° capo -> ferimento degli schiavi o animali, nonché al perimento patrimoniale causato ad un bene altrui mediante condotte
0
specifiche quali: bruciare, spezzare, rompere.
Si ricorreva alla Actio ex lex Aquilia, quando il danno causato è conseguenza diretta della condotta antigiuridica (in sostanza in
presenza di dolo).
0 Si ricorreva invece all’actio in factum, ogni volta che c’era si un nesso di casualità, ma il danno ingiusto NON era conseguenza
diretta del comportamento illecito, (in presenza dunque di colpa).
La nozione di culpa come criterio soggettivo di attribuzione della responsabilità prescinde dalla volontarietà dell’evento dannoso.
Si giunge alla consapevolezza che il danno può essere considerato imputabile alla condotta di un determinato soggetto in quanto
essa si discosti da determinate regole (di prudenza, perizia, diligenza) è appunto la culpa.
L’iniuria
Classifichiamo come ingiuria, qualsiasi azione in contrasto con il diritto, qualsiasi attentato all’integrità fisica o morale della persona
con l’obiettivo di recare offesa.
Le pene pecuniarie fissate dalle 12° Tavole per l’iniuria e l’ossis fractio e la pena corporale del taglione o in caso di membri ruptio
(qualsiasi lesione fisica che NON avesse comportato la rottura di un osso) furono sostituite con una pena pecuniaria variabile da
irrogarsi caso per caso secondo quanto sembrasse giusto e opportuno.
Successivamente altri editti introdussero a pena pecuniaria nuove azioni quali: per schiamazzo offensivo a più̀ voci, attentato
all’onorabilità̀ sessuale, la diffamazione verbale e scritta (infamatio), e gradualmente venne assorbita nel concetto di iniuria qualsiasi
offesa all’integrità̀ fisica o morale.
Venne inoltre emanata la LEX CORNELIA -> che contemplava specificamente l’ipotesi di percosse, fustigazioni o ingresso violento
in casa altrui. L’azione così introdotta poteva essere fatta valere solo dall’offeso e dava luogo ad una pena pecuniaria.
Garanzie personali
Nel corso del sottoperiodo preclassico, scomparsi i più antichi garanti (vades e nexi), e sopravvissuta la costituzione dei praedes
limitatamente alla legis actio sacramento ed agli appalti pubblici, l’unico garante finì con l’essere lo sponsor.
La sponsio conclusa dal garante si differenziava da quella del debitore principale, perché veniva compiuta immediatamente dopo
quella e comprendeva nella sua struttura formale la domanda dello stipulante allo sponsor se prometteva la medesima prestazione
promessa dal debitore principale.
Su questo schema si modellò la stipulazione di garanzia conclusa col verbo fidepromittere, che rendeva il negozio accessibile ai
peregrini. Il richiamo alla fides (fiducia) come fondamento dell’impegno è caratteristico in questo senso.
Verso la fine della Repubblica, cominciò a praticarsi la fideiussio.
La situazione dello sponsor e del fidepromissor era molto simile, diversa quella del fideiussor, il quale infatti non prometteva l’idem,
lo stesso, ma poneva l’obbligazione del debitore sotto la sua fides, era cioè più strettamente un garante.
L’obbligazione degli sponsores e dei fidepromissores poteva accedere solo ad un’obbligazione verbis.
Il fideiussor, in quanto non prometteva l’idem di quel che avesse promesso il debitore principale, poteva accedere a qualunque
obbligazione, in qualunque modo sorta.
2) La prestazione oltre che esatta deve essere eseguita nel luogo e nel tempo prescritti.
⁃ Il luogo può essere stabilito nel contratto, altrimenti si desume sostanzialmente dalla natura della prestazione.
⁃ Se è dovuta una somma di denaro o una quantità di cose fungibili, il luogo di pagamento è quello in cui il debitore
deve essere chiamato in giudizio, di solito quindi il suo domicilio; se è dovuta una cosa determinata, il luogo è
quello in cui essa si trova.
⁃ Il tempo può ugualmente essere stabilito nel contratto; altrimenti l’adempimento può essere richiesto in qualunque
momento dal creditore.
3) L’adempimento può essere fatto oltre che dal debitore, da un qualunque terzo, spontaneamente o per incarico del debitore.
Poteva accadere che il debitore, eventualmente anche prima della scadenza del termine offrisse l’adempimento.
Se il creditore non accettava mora accipiendi (mora del creditore). Il debitore da quel momento veniva liberato da qualunque
responsabilità.
Remissione del debito -> Il creditore poteva liberare il debitore rimettendogli il debito, ossia rinunciando al suo diritto.
è Il contrarius consensus -> è un accordo con cui le parti di un contratto consensuale potevano liberarsi reciprocamente
dalle obbligazioni da esso nascenti.
L’impossibilità sopravvenuta -> della prestazione, sopravvenuta per una causa che non era imputabile al debitore, estingueva
l’obbligazione.
La compensazione -> quando il credito di un soggetto si estingue in tutto, o in parte, perché da esso viene dedotto un credito del
debitore verso di lui.
La novazione -> trapasso di un precedente debito in una nuova obbligazione. Quella vecchia si estingueva.
TEST
I c.d. "quasi contratti"
I quasi contratti sono tutti i fatti e gli atti giuridici leciti, diversi da un contratto, fonti di obbligazioni equiparate a quelle nascenti da
contratto.
è Negotiorum gestio -> era il compimento di negozi giuridici, atti processuali e altri atti nell'interesse e per conto di altri.
è l'amministrazione tutelare -> da cui sorgevano obbligazioni del tutore e obbligazioni del pupillo da adempiersi una volta che
egli avesse raggiunto la pubertà.
è la comunione ereditaria e quella non derivante né da successione né da società -> Le obbligazioni, a cui esse davano luogo,
riguardavano i danni da ciascun contitolare apportati ai beni comuni e/o agli altri contitolari, anche per violazione del limiti
alle proprie facoltà di uso, e le spese da rimborsare da chi ne aveva sostenute meno a chi ne aveva sostenute di più in
rapporto alla propria quota.
è Il pagamento dell’indebito -> Chi per errore pagava ad un creduto creditore un debito inesistente o di un altro soggetto
poteva esperire contro di lui la condictio per ottenere la restituzione della somma o dell'altro bene oggetto del pagamento
è Egli non poteva invece ripetere, se il debito, pur giuridicamente inesigibile, era "naturale" (forte presenza nel nostro periodo)
è Quando il giudice giudicava malamente per imperizia (mancanza di competenza) la parte che ne risentiva esercitava
un’azione che culminava in una pena contro il giudice.
è Quando persone o cose venivano danneggiate da cose lanciate dai piani superiori di un edificio sulla pubblica via, veniva
concessa un’azione che culminava contro l'habitator.
è Pena fissa concessa contro il dominus della casa sul cui tetto o cornicione fosse stata posata una cosa che, cadendo,
avrebbe potuto provocare danni ai passanti.
è Per furti e danni a passeggeri e avventori che si verificavano sulle navi, nelle locande o nelle stazioni per il cambio dei
cavalli, era concessa un'azione penale.