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FICHTE

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FICHTE

È considerato il padre dell'idealismo.

Fichte nasce in una famiglia poverissima e da giovane faceva il guardiano di oche; per un
periodo della sua vita lavora come precettore; successivamente, acquisendo fama, diventa
anche rettore dell’università di Berlino. Si ammala di colera e quindi muore molto giovane. La
moglie è volontaria per i soldati e probabilmente prendendolo glielo trasmise.

Fichte scrisse varie opere tra cui “Saggio di una critica di ogni rivelazione”, pubblicata
anonimamente, che, per quanto fosse stata scritta bene, venne attribuita a Kant, che ne
rivelerà il vero autore rendendolo celebre.

Tra le altre opere si ricordano:


● Dottrina delle scienze -> in cui espone la sua filosofia;
● Discorsi alla nazione tedesca -> quest’opera porta al pangermanesimo; venne scritta
quando le truppe napoleoniche invadono la Germania. È un’opera che esalta la nazione
tedesca perché il popolo è l’unico che può degnarsi di un tale titolo in quanto è l’unico
che non si è frammisto e legato alle altre razze, non ha contaminato la lingua o la
cultura. L'opera va letta contestualizzandola;
● La missione del dotto -> in quest’opera espone l’idea secondo la quale a loro spetta il
compito di civilizzare il popolo perché sono i sapienti.

Il pensiero di Fichte nasce dai post kantiani che polemizzano per il concetto di noumeno in
quanto esistente ma inconoscibile in quanto tale ma loro rimangono su un piano gnoseologico.
Egli valuta tutte queste considerazioni e passa dal piano gnoseologico a quello metafisico.
D’altronde lui è padre dell’idealismo che fa prevalere il mondo ideale a quello materiale e non
a caso l’idea è soprattutto un concetto metafisico.

Quindi l’idealismo rimaneva su un piano conoscitivo e vedeva solo che l’oggetto era l’idea o la
rappresentazione e con Fichte passiamo da un piano all’altro analizzando l’essere che abolisce
la cosa in sé e diventa un’entità creatrice e infinita.
L’oggetto diventa un prodotto dell’identità creatrice che lo genera.
Il soggetto ingloba l’oggetto.

REALISMO = passare dall’oggetto al soggetto IDEALISMO = il tutto si origina dal soggetto.

non io = realtà Io = spiritualità

Secondo il materialismo l’io era dipendente dal non io ma invece per l’idealismo è il contrario.
Tutto esiste in virtù dello spirito che lo coglie; quindi non è che l’uomo ha creato la realtà e la
natura ma semplicemente riesce a coglierla.
Anche l’io ha bisogno di un non io.
Fichte riprende la dialettica che PER I ROMANTICI era un’arte argomentativa per cui abbiamo
degli opposti: uno che sosteneva una tesi e l’altro un antitesi da cui la sintesi.
La dialettica è un processo che vive nel mondo grazie al quale non può esistere un polo senza
l’altro.
Se esiste l’io esiste anche il non io .
La natura era stata vista come causa dello spirito invece per Fichte lo spirito è causa della
natura.
Fa natura esiste come momento dialettico necessario della vita dello spirito.

Novalis: “I discepoli di Sais”


Racconta di persone che vanno alla ricerca di una dea e dopo mille peripezie la trovano; chi la trova
la trova velata e quando la scopre vede se stesso parole: ”e, meraviglia delle meraviglie vide se
stesso”
Il divino è da cercare e trovare dentro se stessi.

La scelta tra idealismo e realismo dipende dalla predisposizione alla libertà e se l’uomo è
libero allora va all’idealismo.
Come si fa a stabilire se l’uomo è libero? Se si è condizionati dall’ oggi e dalla natura allora non
si è liberi nella scelta, quindi siamo schiavi.
La piena libertà è di colui che tende verso la spiritualità.
Io con lettera maiuscola perché è quasi divino.
Quindi si tratta di un io infinito che rappresenta tutta l’umanità, per distinguerlo dai singoli io
che sono i soggetti.

Nella “dottrina delle scienze” cerca di delineare come dall’io si produce tutta la realtà e parla
di tre momenti; qui riprende il concetto della dialettica cioè tesi,antitesi e sintesi. Questo
sistema triadico è necessario per spiegare il concetto di Io assoluto come autocoscienza.
I tre momenti dello sviluppo dell’io li individua in queste fasi:
● IO PONE SE STESSO: presuppone un processo logico [1. identità (questo presuppone il
mio pensiero); 2. non contrapposizione; 3. terzo escluso] per affermare che un oggetto
è tale e lo devo riconoscere automaticamente in maniera intuitiva e non deduttiva colgo
io il mio essere che pone la realtà. Non è un ragionamento ma è un'intuizione senza
ragionamento.
● IO PONE IL NON IO: deve poi anche affermare l’esistenza di un non io perché l’io non
può esistere senza quel polo opposto che prevede la dialettica;
● IO NELL’IO AD UN IO DIVISIBILE CONTRAPPONE UN NON IO DIVISIBILE (divisibile
significa molteplice) : l’umanità teoricamente è infinita rispetto la vita di un singolo e
davanti a noi c’è il non io quindi la materia è non io. L’uomo deve superare l’ostacolo.

Fichte è il filosofo della libertà e la sua filosofia è lo specchio della sua vita.
L’Io supremo si avvale dell'immaginazione produttiva: atto inconscio e una facoltà inconscia
che produce in maniera distinta il non-io e l’io empirico necessario per cogliere la corporeità.
L’uomo, dunque l’io empirico, riesce a risalire all’Io assoluto e colgo la realtà come proprio
prodotto attraverso i gradi della conoscenza: intelletto, giudizio, sensibilità, intuizione e
ragione ad esempio io ragiono sul fatto che la realtà esiste in virtù della mia esistenza.
Il compito dell’uomo è quello di tendere sempre all’autoperfezionamento e a cercare sempre
di superare l’oggetto limite che fa per lui da ostacolo. L’agire (etica) è importante per Fichte
perché secondo fichte l’uomo si purifica (KANT REGNO DEI FINI IN CUI L'UOMO PUÒ VIVERE
PER UN FINE).

Per fichte solo agendo l’uomo può dominare gli ostacoli del non io e realizzarsi appieno nella
vita così come ha fatto lui da guardiano di oche a rettore dell’università. Introduce una parola
tedesca streben nonché la capacità dell’uomo di mettere in atto la forza di superare gli ostacoli
che però non vengono eliminati ma vanno superati sempre. se si superassero una ed una sola
volta l’io non avrebbe più la sua ragion d’essere.

L’idealismo viene scelto da chi tende alla libertà.

Lui si dichiara ideal realista perché ammette anche la realtà che coincide con gli ostacoli.

Idealismo soggettivo etico:


soggettivo: la manifestazione particolare dell’Io è una molteplicità di io empirici.
etico: la missione dell’uomo è il perfezionamento.

opera in cui scrive la sua visione anti dispotica dello stato

lo scopo del contrattualismo è l’educazione alla libertà e pone anche il diritto alla eivoluzione

la società perfetta è tale quando lo stato rende superfluo lo stato stesso

lo stato vero è uno stato di persone responsabili

fichte difende i diritti naturali come la libertà e la proprietà e l’auto conservazione . lo stato deve garantire
queste libertà e questi diritti naturali quindi la sua è una ideologia liberale

quando parla di stato commerciale chiuso si riferisce al fatto che lo stato deve garantire lavoro
e benessere a ogni cittadino rendendo impossibile la povertà. da un punto di vista economico
lui è contro il liberismo cioè la libera circolazione delle merci.
liberalismo è ideologia politica
sostiene una forma di autarchia

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