0122 5 - Abstract Normale
0122 5 - Abstract Normale
MANUALE TECNICO
DELL’AGENTE IMMOBILIARE
APPROFONDIMENTI SULLE STIME IMMOBILIARI
E TEST DI VERIFICA
CON SOFTWARE PER LA GESTIONE DEI CLIENTI,
LA STAMPA DEI CONTRATTI E DEI VERBALI DI SOPRALLUOGO
E L’INSERIMENTO DEGLI ANNUNCI SUI PORTALI WEB
SOFTWARE INCLUSO
CON SISTEMA G-CLOUD
Vincenzo Calvo / Anna D’Amico
Manuale tecnico dell’agente immobiliare
Ed. I (06-2021)
ISBN 13 978-88-277-0122-5
EAN 9 788827 7 01225
INTRODUZIONE............................................................................................... p. 7
1. EDILIZIA E URBANISTICA...................................................................... ˝ 9
1.1. Il Testo Unico in Materia Edilizia.................................................. ˝ 10
1.2. La Pianificazione urbanistica....................................................... ˝ 10
1.3. Elementi di Diritto........................................................................ ˝ 15
1.4. Permesso di costruire................................................................. ˝ 15
1.5. Denuncia di Inizio Attività (DIA)................................................... ˝ 16
1.6. Certificato di agibilità................................................................... ˝ 17
1.7. Norme di controllo....................................................................... ˝ 18
1.8. Edilizia residenziale pubblica...................................................... ˝ 19
1.9. Titoli tecnici abilitativi.................................................................. ˝ 20
2. TIPOLOGIE EDILIZIE.............................................................................. ˝ 22
2.1. Classificazione............................................................................. ˝ 22
2.2. Elementi di fabbrica..................................................................... ˝ 26
3. IL CATASTO............................................................................................. ˝ 29
3.1. Cenni e definizioni........................................................................ ˝ 29
3.2. Catasto terreni............................................................................. ˝ 31
3.3. Catasto fabbricati......................................................................... ˝ 33
5. L’AGENTE IMMOBILIARE....................................................................... ˝ 54
5.1. L’attività di mediazione................................................................ ˝ 55
5.2. Il mandato.................................................................................... ˝ 57
5.3. Le agevolazioni fiscali.................................................................. ˝ 59
6. I DIRITTI.................................................................................................. ˝ 60
6.1. I soggetti di diritto........................................................................ ˝ 61
6.2. Gli oggetti del diritto.................................................................... ˝ 62
6.3. La proprietà.................................................................................. ˝ 62
6.4. Usufrutto...................................................................................... ˝ 64
7. IL CONTRATTO........................................................................................ ˝ 68
7.1. Tipologie di contratto................................................................... ˝ 69
7.2. Trattative, modifiche e limiti........................................................ ˝ 70
7.3. La compravendita........................................................................ ˝ 71
7.4. Permuta....................................................................................... ˝ 73
7.5. Locazione ed affitto...................................................................... ˝ 74
8. SUCCESSIONE E DONAZIONE............................................................... ˝ 80
8.1. Il testamento................................................................................ ˝ 83
8.2. Comunione e divisione dell’eredità............................................. ˝ 85
8.3. La donazione................................................................................ ˝ 85
― TEST RELATIVO A:
CAPITOLO 1 (EDILIZIA E URBANISTICA)
CAPITOLO 2 (TIPOLOGIE EDILIZIE)......................................................... ˝ 98
INSTALLAZIONE E ATTIVAZIONE
DEL SOFTWARE INCLUSO.............................................................................. ˝ 129
1. Note sul software GestAgenzia............................................................... ˝ 129
2. Requisiti hardware e software................................................................ ˝ 129
3. Attivazione del software incluso............................................................. ˝ 129
4. Assistenza tecnica sui prodotti Grafill.................................................... ˝ 131
GLOSSARIO..................................................................................................... p. 139
BIBLIOGRAFIA................................................................................................ ˝ 144
6
INTRODUZIONE
Scopo del presente manuale è quello di fornire, a tutti coloro che si apprestano
all’esercizio dell’attività di mediazione, le competenze giuridiche e tecniche neces-
sarie per operare, nel modo più professionale possibile, nel settore immobiliare.
Il testo, che si articola in 10 capitoli, offre un quadro complessivo di tutte le recen-
ti normative relative all’esercizio dell’attività di mediatore immobiliare, informazioni
utili a chi si prepara per l’esame camerale.
I temi specifici in materia, trattati dai singoli capitoli, sono:
― Capitolo 1: tratta le nozioni generali dell’urbanistica e delle nuove normative
in campo edilizio comprendendo anche tutti gli aspetti gestionali, di tutela,
programmativi e normativi dell’assetto territoriale ed in particolare delle in-
frastrutture e dell’attività edificatoria.
― Capitolo 2: analizza le tipologie edilizie e in particolare quelle residenziale,
con riferimento agli strumenti urbanistici comunali come il Piano Regolatore
(PRG), il Piano urbanistico comunale (PUC) e i Piani particolareggiati (PP).
― Capitolo 3: definisce e analizza la formazione del catasto, sia dei fabbricati
che dei terreni.
― Capitolo 4: si occupa del procedimento estimativo dell’immobile, dell’estimo
rurale, civile e legale ed aziendale con relative formule e proporzioni.
― Capitolo 5: definisce l’Agente immobiliare e la sua attività in campo norma-
tivo.
― Capitolo 6: si occupa dell’aspetto giuridico definendo e classificando i diritti
pubblici e privati.
― Capitolo 7: si occupa del contratto e delle sue tipologie prestando attenzione
a quello della compravendita.
― Capitolo 8: si occupa delle successioni e del testamento.
― Capitolo 9: definisce la trascrizione e la pubblicità dei beni.
― Capitolo 10: affronta il diritto tributario ed analizza i mezzi e le procedure
per il reperimento delle risorse finanziarie necessarie al finanziamento della
spesa pubblica in generale, ossia delle spese che lo Stato e gli Enti pubblici
devono sostenere per poter svolgere le loro funzioni.
Completano il manuale:
― test di apprendimento sugli argomenti trattati; 7
Manuale tecnico dell’agente immobiliare
― test con 100 domande, utile all’esame per mediatori immobiliari, per eserci-
tarsi al meglio;
― informazioni per il corretto utilizzo del software allegato.
Il software esegue la catalogazione degli immobili e l’elaborazione dei relativi
contratti, annunci e pubblicazioni.
Attraverso l’inserimento dei dati del cliente e degli immobili, il software ha la
funzione di un archivio digitale capace di rendere più agevole e veloce il lavoro
dell’agente immobiliare.
8
EDILIZIA E URBANISTICA
CAPITOLO 1
L’attività edilizia (intesa come la costruzione di manufatti stabili destinati a soddi-
sfare bisogni abitativi o produttivi) è compresa nell’urbanistica al fine di organizzare
nel miglior modo possibile il territorio. Per urbanistica si intende l’insieme delle mi-
sure tecniche, amministrative, economiche finalizzate al controllo e all’organizzazio-
ne dell’habitat urbano. Esistono tre ambiti prevalenti di ricerca teorica e di applica-
zione pratica dell’urbanistica: le analisi dei fenomeni urbani e la progettazione dello
spazio fisico della città, che hanno come oggetto i caratteri materiali e le modalità
d’uso della città; la partecipazione ai processi politici e amministrativi connessi alle
trasformazioni urbane, che intende l’urbanistica come uno specifico campo di rela-
zioni sociopolitiche in cui agiscono più soggetti (le forze politiche, gli amministratori
locali, i tecnici, le rappresentanze sociali e sindacali, i mezzi di comunicazione di
massa ecc.).
Le prime definizioni sistematiche del campo teorico e applicativo dell’urbanistica
si hanno a partire dalla metà del XX sec., agli inizi del quale prese il via quel fenome-
no di emigrazione dalle campagne alle città, chiamato urbanesimo. Furono così ema-
nate le prime norme destinate a disciplinare le condizioni igieniche ed estetiche degli
edifici urbani (sia di carattere residenziale che industriale e commerciale), nonché le
norme di sicurezza statica delle costruzioni.
L’urbanistica consiste nell’attività di programmazione e di pianificazione delle mo-
difiche del territorio; si propone di assicurare, pur promuovendo lo sviluppo edilizio
delle città, lo sfruttamento razionale di tutto il territorio nazionale, non solo quello urba-
no, al fine di contenere gli effetti più deleteri di esso(inquinamento, sovraffollamento,
inadeguatezza dei servizi, alterazioni dell’assetto idrogeologico della zona ecc.).
In Italia per quasi 60 anni la Legge 17 agosto 1942, n. 1150 (Legge Urbanistica) è
stato l’unico testo di base della materia, ma presentava molte lacune e fu travolta
dalla ricostruzione economica e industriale del dopoguerra. Nella prospettiva di un
imminente riforma urbanistica fu quindi emanata la Legge 6 agosto 1967, n. 765
(Legge Ponte) che ebbe entità parziale e provvisoria. Una delle leggi fondamentali
fu la Legge 28 gennaio 1977, n. 10 (Legge Bucalossi), denominata anche legge sui
suoli, in quanto sostituì la licenza edilizia con la concessione a carattere oneroso.
Per contrastare il dilagante fenomeno dell’abusivismo fu emanata la Legge 28 feb-
braio 1985, n. 47, che prevedeva anche un’ampia sanatoria delle costruzioni edilizie 9
Manuale tecnico dell’agente immobiliare
(primo condono edilizio). Successivamente furono emanate molte altre leggi e nor-
mative di cui elenchiamo le più importanti:
― Legge 5 agosto 1987, n. 457, definì le tipologie di interventi urbanistici;
― Legge 25 marzo 1982, n. 94, disciplinò alcuni piani urbanistici;
― Legge 4 dicembre 1993, n. 493, stabilì la procedura per il rilascio della con-
cessione edilizia;
― Legge 23 dicembre 1996, n. 662, attribuì ai dirigenti degli enti locali i poteri in
materia edilizia e urbanistica;
― D.P.R. 6 giugno 2001, n. 380, Testo Unico in materia edilizia;
― D.P.R. 8 giugno 2001, n. 327, Testo Unico in materia di espropriazione per
pubblica utilità;
― [Link]. 22 gennaio 2004, n. 42, Codice dei beni culturali e del paesaggio.
2.1. Classificazione
L’Immobile residenziale per eccellenza è la Casa di abitazione, il luogo in cui l’uo-
mo svolge una parte consistente delle sue funzioni vitali. Tenendo conto del grado di
individualità dell’edificio residenziale dividiamo la casa di abitazione i due categorie:
1) Case unifamiliari: queste si dividono ulteriormente in singole e associate.
Le prime sono costituite da edifici liberi da ogni lato, destinati ad ospitare
una sola famiglia; le seconde sono composti da più alloggi destinati a diversi
nuclei familiari, con accesso indipendente, direttamente dalla strada o attra-
verso un giardino privato.
2) Case plurifamiliari: sono edifici composti da vari alloggi a cui si accede me-
diante zone comuni come le scale, gli ingressi ecc., avendo in comune una
serie di servizi, questi edifici costituiscono un condominio.
22 Varie possono essere le tipologie:
TIPOLOGIE EDILIZIE
Letto 1 Letto 2
Bagno Letto 3
Lav. e dep.
Soggiorno
Cucina
S'
PROSPETTO FRONTALE
CAPITOLO 3
Prima di analizzare in dettaglio il Catasto, la sua consistenza e la normativa a
cui è sottoposto, occorre tracciare un excursus sull’origine del termine e sulla sua
evoluzione. L’etimologia è incerta e al riguardo esistono varie possibilità d’interpre-
tazione. Si può optare per la derivazione greca dal termine Katastrasiv (registro di in-
serimento o di accorpamento di proprietà; o dal latino del Basso impero Capitastrum
termine che deriva da Caput (unità estimativa del censo romano). Da qui derivano i
termini con cui si indica il catasto nelle lingue neolatine (Catasto in italiano) e ger-
maniche (Kataster in tedesco, Cadaster in inglese).
In ogni periodo e in ogni realtà geografico-culturale il Catasto ha assunto conno-
tazioni differenti, fino ad essere fissato nei suoi tratti fondamentali durante il periodo
napoleonico.
dei confini rappresentati nelle mappe; non ha quindi né probatorietà delle identifica-
zioni né probatorietà topografica. Però:
1) Fornisce documenti (di solito atti pubblici) che possono contenere i mezzi di
prova dei diritti e dei confini nei quali questi diritti valgono; offre quindi un
prezioso supporto per la probatorietà sia delle identificazioni sia topografica.
2) Può diventare effettivamente probatorio, solo nel caso in cui un giudice, in
mancanza di altri elementi che possano individuare l’aspetto topografico di
un determinato confine, si avvale del riferimento delineato nelle mappe ca-
tastali. La funzione civile del catasto sta nella possibilità di estrapolare dai
documenti inseriti tutte quelle informazioni necessarie come l’analisi del
reddito delle particelle, la planimetria, la descrizione dell’aspetto della pro-
prietà fondiaria e di quella urbana. La funzione fiscale determina attraverso
la rendita catastale il reddito imponibile dei fondi rustici e dei fabbricati urba-
ni ai fini delle imposte dirette ed indirette. Il reddito catastale o il valore ca-
tastale determinano la base imponibile per l’Irpef e Imu, imposta di registro,
ipotecaria e catastale.
L’evoluzione del catasto, all’interno del panorama legislativo italiano, ha inizio
nel 1886 quando in seguito all’Unità d’Italia, tutti i catasti dei singoli stati vengono
organizzati in nove comparti catastali. Ogni compartimento comprende una serie
di catasti differenti, per un totale di 24 catasti ufficiali, che costituiscono il Catasto
Terreni italiano. Dalla grande disomogeneità di base dovuta alla compresenza sul
territorio italiano di ben 24 catasti ufficiali deriva una grande disomogeneità nel me-
todo di determinazione delle imposte di carattere catastale.
Nel 1939 viene istituito il Nuovo Catasto Edilizio Urbano (N.C.E.U.), con lo scopo di
aggiornare e sostituire il vecchio Catasto Edilizio Urbano. Con la Legge n. 1249/1939
viene indetta la formazione del N.C.E.U. il quale si presenta:
― geometrico (con lo scopo di rilevare geometricamente i fabbricati);
― per singole proprietà;
― non globale, poiché vengono denunciate le singole unità immobiliari urbane
(U.I.U.).
Il Nuovo Catasto Edilizio Urbano entra in vigore il 1 gennaio 1962. L’organo am-
ministrativo che si è occupato di tenere aggiornati gli estimi catastali, cioè i redditi
agrari e dominicali, su cui si basa l’imposizione fiscale è stata l’Agenzia del territorio.
Tale organo, nato ad opera del [Link]. n. 300/1999, è stato incorporato, a decorrere
dal 1° dicembre 2012, nell’Agenzia delle Entrate ad opera del D.L. n. 95/2012, con-
vertito in Legge n. 135/2012. Tale fusione sta avvenendo gradualmente dal Diparti-
mento del Territorio alle nuove strutture regionali denominate Direzioni Regionali
dell’Agenzia del Territorio. Le direzioni regionali hanno sede nei capoluoghi di Re-
gione e hanno funzioni di coordinamento e intermediazione tra la sede centrale e gli
uffici locali. L’Agenzia della Entrate si occupa di:
― servizi relativi al catasto, servizi geotopocartografici, servizi di pubblicità im-
30 mobiliare;
ASPETTO ESTIMATIVO DELL’IMMOBILE
CAPITOLO 4
L’articolo 1754 c.c. definisce il mediatore in affari immobiliari «il mediatore è colui
che mette in relazione due o più parti per la conclusione di un affare, senza essere legato
ad alcuna di esse da rapporti di collaborazione, di dipendenza o di rappresentanza». Gli
articoli 1754-1756 e l’articolo 2954 c.c. disciplinano l’attività di mediazione.
L’attività di mediazione è di natura commerciale rivolta a facilitare lo scambio di
beni e/o servizi. A differenza di qualsiasi altra attività il mediatore non può assoluta-
mente avere legami o rapporti particolareggiati con una delle parti messe in relazioni.
Dal rapporto di mediazione non sorge un obbligo in senso giuridico, il mediatore
resta libero di svolgere o meno l’incarico, dall’altro la parte che glielo conferisce, è
libera di concludere o meno l’affare. Il quadro legislativo sulla mediazione ha subito
varie modifiche, la prima legge in materia risale al 1913.
Una delle leggi fondamentali è la Legge n. 39/1989 che sancisce l’obbligatorietà
dell’iscrizione nel Ruolo degli Agenti di Affari in mediazione in tutte le camere di com-
mercio. Quindi società che intende svolgere attività di mediazione immobiliare deve
segnalare l’inizio dell’attività nel registro imprese della camera di commercio della
provincia ove ha sede legale. L’iscrizione al Registro Imprese nell’apposita sezione REA
è obbligatoria anche se l’attività viene esercitata in modo occasionale o discontinuo.
Le funzioni della Camera di Commercio, Industria, Agricoltura ed Artigianato ven-
gono esercitate nell’ambito dei confini territoriali della Provincia. Il legale rappresen-
tante di una società di mediazione non può essere legale rappresentante di altra so-
cietà con attività diversa dalla mediazione. Con l’entrata in vigore del [Link]. n. 59/2010
è stato soppresso il ruolo degli Agenti in Affari di mediazione rimanendo invariata la
normativa di riferimento sui requisiti previsti. Dal 31 luglio 2010 l’attività di mediatore
può essere subito iniziata tramite SCIA (segnalazione certificata di inizio attività). Tale
certificazione viene presentata al Registro delle imprese della Camera di Commercio
della provincia dove si esercita l’attività. Ai sensi di tale normativa la data di inizio atti-
vità deve coincidere con la data di presentazione della domanda telematica al Registro
delle Imprese che può solo in casi estremi respingerla nell’arco di 60 giorni.
Sulla Gazzetta Ufficiale n. 10 del 13 gennaio 2012 è stato pubblicato il decreto 26
ottobre 2011 che disciplina le modalità di iscrizione nel Registro delle Imprese e nel
REA dei soggetti esercitanti l’attività. I soggetti devono depositare i moduli e i formu-
54 lari utilizzati durante l’attività. L’ufficio Registro delle imprese, verifica almeno una
L’AGENTE IMMOBILIARE
volta ogni quattro anni dalla presentazione della SCIA la permanenza dei requisiti dei
soggetti esercitanti l’attività. Qualora si accerti la mancanza di uno dei requisiti fon-
damentali viene avviato il procedimento di inibizione alla continuazione dell’attività.
«Il contratto è l’accordo tra due o più parti al fine di costituire, regolare o estinguere
tra di loro un rapporto giuridico di natura patrimoniale» (articolo 1321 c.c.).
Il rapporto giuridico ha sempre contenuto patrimoniale, cioè ha ad oggetto cose
o prestazioni personali suscettibili di valutazione economica. Ciò che costituisce, re-
gola e estingue un rapporto patrimoniale è l’accordo delle parti, ossia la loro concor-
de volontà. Proprio per questa libertà di volontà una caratteristica fondamentale del
contratto è l’autonomia che si manifesta in libertà di scelta del tipo di contratto, li-
bertà di determinare il contenuto del contratto, libertà di concludere contratti atipici
o innominati, ossia contratti non corrispondenti a quello previsti dalla legge (tipici).
Il contratto è la più importante fonte di obbligazione, è un negozio giuridico e come
tale presenta gli elementi (essenziali ed accidentali) propri di ogni negozio giuridico.
Gli elementi o requisiti del contratto possono distinguersi in elementi essenziali, in
difetto dei quali il negozio è nullo (articolo 1418 c.c.) ed elementi accidentali, che le
parti sono libere di introdurre o meno nella singola struttura negoziale. Sono ele-
menti essenziali generali, vale a dire comuni ad ogni specie di atto negoziale:
― accordo;
― causa;
― oggetto;
― forma.
L’accordo è il primo elemento essenziale. È proposto da una volontà che propone
ed una che accetta. L’accordo tra le parti avviene attraverso trattative tra le parti
stesse che devono comportarsi secondo buona fede.
La causa è lo scopo obiettivo del contratto, la funzione economico-sociale cui il
contratto adempie. La causa deve essere lecita e non va confusa con il motivo per cui
si conclude il contratto.
L’oggetto è rappresentato dalla cosa o dal diritto che il contratto trasferisce, op-
pure dalla prestazione che una parte si obbliga ad eseguire a favore di un’altra. L’og-
getto deve essere possibile (cioè deve già esistere o può venire ad esistere), lecito
(cioè non contrario alla legge), e determinato o determinabile (certo o quantomeno
individuabile in qualità o quantità).
La forma essa è obbligatoria quando è richiesta “ad substantiam”, ad es. è obbli-
68 gatoria per il contratto di beni mobili o di beni immobili registrati. Negli altri casi la
IL CONTRATTO
forma scritta può anche non esistere poiché vi è il principio della libertà della forma.
Oltre a questi elementi essenziali, le parti sono libere di apporre al negozio delle
clausole che ne condizionano l'efficacia o il tempo oppure il modo dell'adempimen-
to. Tali elementi sono chiamati accidentali.
La condizione è un avvenimento futuro ed incerto dal cui verificarsi le parti fan-
no dipendere l'inizio o la cessazione degli effetti di un negozio giuridico (articolo
1353 c.c.). essa può essere sospensiva se il negozio giuridico inizierà a produrre gli
effetti suoi propri nel momento in cui l'evento si avverrà; o risolutiva se il negozio
giuridico inizia a produrre gli effetti suoi propri subito, mentre cessa di produrli se
l'evento futuro si verifica.
Il termine è un avvenimento futuro e certo dal quale o fino al quale debbono pro-
dursi gli effetti del contratto.
Il modo è un gravame, cioè un peso che si applica su di un atto di liberalità allo
scopo di limitarne gli effetti.
dre succedono i figli in parti uguali cui sono equiparati gli adottivi. I figli succedono,
quindi, in parti uguali; se sono due avranno diritto, quindi, a due quote dell’eredità,
se tre, a tre quote dello stesso valore e così via.
L’esistenza di figli esclude tutti gli altri parenti, ma i figli concorrono con il coniu-
ge superstite e con i fratelli e le sorelle del de cuius, escludendo tutti gli altri colla-
terali. I fratelli o le sorelle unilaterali (consanguinei o uterini) conseguono la metà
della quota spettante ai figli dello stesso padre e della stessa madre. I consanguinei
sono i fratelli nati dallo stesso padre ma madri diverse, mentre gli uteri sono nati
dalla stessa madre ma padre diverso.
Gli artt. 581-585 disciplinano la successione del coniuge superstite che si espli-
ca in due casi: o in mancanza di figli, ascendenti o fratelli il coniuge diventa unico
erede; oppure diventa coerede con i figli del de cuius, i suoi ascendenti e fratelli. Il
divorzio fa perdere ai coniugi il reciproco diritto successorio. Come innanzi detto può
verificarsi il caso in cui non vi sia nessun discendente che possa acquistare l’eredità
determinando la Vacanza dell’Eredità, in tal caso acquisisce tutto lo Stato. L’acquisto
dello Stato ha luogo di diritto, senza necessità di accettazione; esso è l’unica figura di
erede necessario del diritto successorio italiano e, come tale, non può rinunciare; lo
Stato non risponde mai dei debiti ereditati. Inoltre la successione può essere: a titolo
universale quando un soggetto (erede) succede nell’universalità o in una quota di
beni da solo o in concorso con altre persone; a titolo particolare quando un soggetto
(legatario) succede in uno o più rapporti determinati. L’erede subentra al defunto
anche nel possesso. Il legatario invece non subentra nel possesso e non è tenuto
come l’erede a pagare i debiti ereditari. La successione a titolo universale richiede
un atto di volontà del successore in quanto occorre che questi effettui l’Accettazione
dell’eredità (articolo 459 c.c.). Un evento giuridico scaturisce, o meglio è contem-
poraneo, ad un evento naturale: la morte. Essa è l’elemento fondamentale che da
origine all’apertura della successione.
Altro presupposto essenziale è la sopravvivenza del chiamato. La designazione
del suscettibile detta “vocazione” indica proprio il titolo in base al quale deve avveni-
re la successione, il testamento o la legge. Se però leggiamo l’articolo 457 del codice
civile ci accorgiamo che non si parla di vocazione, ma di delazione, concetti simili,
ma non uguali. La vocazione, come abbiamo visto, è il titolo in base al quale si apre
successione, la delazione è l’offerta dell’eredità al chiamato. La vocazione si riferi-
sce alla individuazione dei soggetti chiamati alla successione, in relazione al titolo in
base al quale avviene questa chiamata, mentre la delazione, costituisce la messa a
disposizione del patrimonio del defunto ai chiamati all’eredità.
La vocazione e la delazione sono quindi fenomeni distinti che si verificano nel-
lo stesso momento, in alcuni casi però ciò non accade, pensiamo all’ipotesi pre-
vista dall’articolo 633 c.c. dove si parla della istituzione di erede sotto condizione
sospensiva; in questo caso la delazione si verifica solo se si avvera la condizione.
La vocazione, quindi, logicamente precede la delazione che può avvenire successi-
vamente o anche mancare del tutto. Secondo l’articolo 459 c.c. l’eredità si acquista 81
PUBBLICITÀ DEI BENI E TRASCRIZIONE
CAPITOLO 9
La legge per soddisfare l’interesse di far conoscere a chiunque sia estraneo della
trasmissione, modificazione o nascita di una nuova situazione giuridica prescrive ed
organizza la c.d. “pubblicità”. Essa è lo strumento che l’ordinamento prevede per
rendere certi nei confronti dei terzi gli accadimenti giuridici. A tal proposito sono
previsti gli istituti di pubblicità che hanno lo scopo definito nella nozione. L’ordina-
mento prevede a carico delle parti di un rapporto giuridico l’obbligo a eseguire de-
terminati oneri, svolti i quali si produce l’effetto della pubblicità.
Gli effetti della pubblicità si classificano in di tre tipi:
1) pubblicità notizia, che ha lo scopo di rendere determinati fatti giuridici cono-
scibili a chiunque ma la loro omissione non incide sulla validità o sull’opponi-
bilità ai terzi del fatto che ne costituisce oggetto;
2) pubblicità dichiarativa, che ha lo scopo di rendere opponibile ai terzi i fatti giu-
ridici resi pubblici, l’inosservanza dell’onere di pubblicità comporta la inop-
ponibilità dei fatti non registrati, a meno che non si provi che i terzi ne erano
comunque a conoscenza; in ogni caso l’atto rimane valido anche senza l’os-
servanza della forma di pubblicità prevista dalla legge;
3) pubblicità costitutiva, senza la pubblicità voluta dalla legge l’atto non produce
effetti, come nel caso della mancata iscrizione dell’ipoteca (articolo 2808 c.c.,
comma 2).
La pubblicità si attua in vari modi a secondo dell’oggetto del negozio giuridico
che può essere un bene immobile o bene mobile registrato; un diritto di credito la
cui pubblicità si attua con la notificazione della cessione al debitore; per le imprese
e le società la pubblicità si attua con l’iscrizione nel registro delle imprese; per i fatti
attinenti lo stato e capacità delle persone la pubblicità si attua attraverso i registri
dello stato civile. Per i beni mobili la pubblicità è data dal possesso del bene stesso,
per i beni mobili registrati la pubblicità è data dall’iscrizione in appositi registri, per i
beni immobili invece è necessaria la trascrizione nei registri immobiliari.
registrati (artt. 2683 e ss. c.c.) Si attua attraverso degli appositi registri dove sono
riportate le notizie essenziali del bene che interessa. La sua funzione si ricollega ad
una precisa esigenza di mercato, che è quella della circolazione dei beni all’interno
di un sistema sociale e giuridico organizzato, in modo che si possa sapere in qualsi-
asi momento l’appartenenza di un determinato bene.
Tratteremo di seguito:
― le trascrizione dei beni immobili;
― la trascrizione dell’atto di acquisto di un bene immobile non ne condiziona
la validità ma solo l’opponibilità ai terzi nel senso già chiarito in precedenza;
― le trascrizioni per avere effetto devono essere “continue”, cioè trovarsi di se-
guito e collegate con i precedenti atti di acquisto (articolo 2650 c.c.).
Gli atti che devono essere trascritti in base all’articolo 2643 c.c. (da ultimo modif.
ex D.L. n. 69/2013, convertito in Legge n. 98/2013) sono:
― i contratti che trasferiscono la proprietà di beni immobili, o diritti reali di go-
dimento sulla proprietà, o, ancora la comunione costituita per tali diritti;
― i contratti di locazione di beni immobili che hanno durata superiore a dieci anni;
― secondo l’articolo 2645 c.c. devono poi essere trascritti tutti gli atti che produ-
cono gli effetti dei contratti previsti dall’articolo 2643 c.c. come, ad esempio,
la sentenza che costituisce una servitù coattiva ex articolo 1032 c.c.;
― i contratti che trasferiscono i diritti edificatori c.d. “cessione di cubatura”;
l’obbligo della trascrizione è stato esteso dalla legge 28 febbraio 1997, n. 30,
anche ai contratti preliminari. Condizione per l’obbligo di trascrizione è che il
preliminare risulti da atto pubblico o scrittura privata autenticata.
In base all’articolo 2645-ter c.c. inserito dalla Legge n. 51/2006 (di conversione
del D.L. n. 273/2005) devono essere trascritti anche gli atti di destinazione aventi per
oggetto sia beni immobili che beni mobili registrati.
È importante sottolineare che la trascrizione, avendo natura dichiarativa (e non
costitutiva come in altri ordinamenti) non costituisce un obbligo per le parti stipu-
lanti, piuttosto un onere. Ciò significa che la mancata trascrizione di un atto non
comporta un vizio o un’invalidità dell’atto stesso, bensì espone l’acquirente alla pos-
sibilità di vedersi sottrarre legittimamente quanto acquistato. La trascrizione invece
è obbligatoria per il pubblico ufficiale rogante l’atto che deve effettuarla entro trenta
giorni dalla stipula del contratto.
Essa non è soggetta a prescrizione né a decadenza, è effettuabile in qualsiasi
momento, è subito efficace. È necessaria solo per gli acquisti a titolo derivativo e
non per quelli a titolo originario. Deve essere eseguita presso l’Ufficio dei Registri
Immobiliari nella cui circoscrizione sono ubicati i beni in oggetto.
La spesa che lo Stato impone ai cittadini per provvedere ai servizi pubblici generali
prende il nome di tributo, che si impone come imposta o tassa, ciò è necessario per
soddisfare esigenze collettive, evitare situazioni di monopolio, intervenire nei settori
di rilevanza sociale in modo da assicurare il pieno sviluppo economico, un equa ridi-
stribuzione del reddito pertanto il diritto tributario è quella parte di diritto finanziario
che regola le principali fonti di entrate pubbliche, cioè quelle relative ai tributi.
La fonte primaria del diritto tributario è la costituzione, in base all’articolo 117
della Costituzione la podestà legislativa in materia tributaria spetta allo Stato e alle
regioni. Gli articoli basilari della Costituzione sono l’articolo 23 «Nessuna prestazio-
ne personale o patrimoniale può essere imposta se non in base alla legge» e l’articolo
53 contiene i fondamentali principi dell’universalità, della progressività e dell’ugua-
glianza del sistema tributario, gli altri principi in materia sono contenuti negli arti-
coli 75, 81, 119 della Costituzione.
Oltre alla costituzione le fonti del diritto tributario sono: la Legge, per creare,
modificare, estinguere le norme tributarie, i Decreti Legge emanati dal governo in
situazioni di necessità, e i Regolamenti sia Governativi che Ministeriali.
10.1. I tributi
Le Entrate tributarie, somme obbligatorie per la prestazione di servizi, si dividono
in: imposte, tasse e contributi.
Il tributo è un entrata derivata, caratterizzata dalla coattività esercitata dallo Sta-
to, il tributo segue sia fini fiscali (di riscossione) e sia fini extrafiscali (di politica eco-
nomica). Tali fini extrafiscali sono la distribuzione del reddito, la stabilità e lo svilup-
po economico. In funzione alla loro provenienza le entrate pubbliche si distinguono
tra entrate originarie che sono quelle scaturite dal l’uso di beni pubblici patrimoniali
o dalla loro alienazione, ed entrate derivate che sono quelle risultanti dell’esercizio
della potestà impositiva o sanzionatoria.
Tra i tributi locali è stata istituita l’IRAP (imposta regionale sulle attività produtti-
ve) sancita dal [Link]. n. 446/1997 con decorrenza dal 1 gennaio 1998, con carattere
reale, locale e proporzionale. Il presupposto dell’imposta sta nell’esercizio di un’atti-
90 vità diretta alla produzione o allo scambio di beni o anche ai professionisti che effet-
DIRITTO TRIBUTARIO
tuano prestazioni. In breve chiunque apre una posizione IVA è tenuto al pagamento
di tale tributo. Quindi sono soggetti passivi le società capitali con sede nel territorio
dello Stato, le persone fisiche e le società semplici esercenti attività agricola ma con
un volume d’affari superiore ai 7.000 euro, le persone fisiche e le società di persone
esercenti attività commerciali ecc.
L’imposta è determinata applicando al valore della produzione netta, l’aliquota
del 3,9%. Tale aliquota può diminuire o aumentare fino ad un punto dalle singole
regioni.
10.2. L’imposta
L’imposta è un tributo consistente in un prelievo coattivo di regola pecuniaria ov-
vero una delle voci di entrata del bilancio dello Stato, senza alcuna relazione con una
prestazione da parte dello Stato o degli altri enti pubblici per servizi resi al cittadino,
destinata alla copertura della spesa pubblica.
Gli elementi principali dell’imposta sono:
― soggetto attivo, che è lo Stato o l’ente pubblico;
― soggetto passivo, che è il contribuente cioè colui che deve pagare l’imposta;
― oggetto, che è la ricchezza su cui l’imposta viene applicata ed è chiamata
imponibile;
― fonte, che è la ricchezza a cui contribuente attinge per pagare le imposte;
― aliquota, che è il rapporto tra l’ammontare dell’imposta e la somma imponibi-
le e si esprime in percentuale.
Le imposte possono essere raggruppate in determinate categorie:
― imposte erariali e locali: il prelievo va allo Stato nel primo caso e agli enti ter-
ritoriali nel secondo;
― imposte proporzionali: l’aliquota è fissa qualunque sia la base imponibile; Im-
poste progressive, l’aliquota cresce al crescere della base imponibile;
― imposte fisse: si applica all’importo che rimane costante qualunque sia la
base imponibile;
― imposta diretta: si applica al reddito o alla ricchezza del soggetto;
― imposta indiretta: si applica al reddito del soggetto nel momento in cui viene
speso o alla ricchezza in quanto trasferita;
― imposte personali: si applica alla totalità dei redditi del soggetto comprensivi
dello stato civile della persona;
― imposte reali: si applica al reddito o ad un bene del soggetto senza tener conto
dello stato personale;
― imposte sul valore: si applica al patrimonio o al reddito;
― imposte sulla quantità: si applica sulla produzione e sull’utilizzo di determinati
beni.
Tutti coloro che pagano il tributo o in caso di inadempimento subiscono l’esecu-
zione forzata sono i c.d. “soggetti passivi”. L’individuazione di questi soggetti avviene 91
TEST DI APPRENDIMENTO
SUGLI ARGOMENTI TRATTATI
TEST RELATIVO A:
CAPITOLO 1 (EDILIZIA E URBANISTICA)
CAPITOLO 2 (TIPOLOGIE EDILIZIE)................................................................ p. 98
97
TEST PER L’ESAME DI MEDIATORE IMMOBILIARE
Il presente capitolo riporta 100 tipiche domande per esercitarsi al meglio, al fine
di superare l’esame per mediatori immobiliari.
1) Nel Registro Imprese di quale Camera di Commercio deve segnalare l’inizio attività una
società che intende svolgere attività di mediazione immobiliare?
A o Della provincia ove ha la sede legale
B o Della provincia dove risiede il rappresentante legale
C o Della provincia ove risiede il maggior numero di soci
2) L’agente immobiliare cancellato dal Registro Imprese per perdita dei requisiti morali:
A o Può iscriversi nuovamente solo dopo il decorso di almeno dieci anni
B o Non potrà più iscriversi
C o Può iscriversi nuovamente dopo la riabilitazione
[Link]
― Inserire i codici [A] e [B] (riportati nell’ultima pagina del volume) e cliccare
su [Continua];
― Accedere al Profilo utente Grafill oppure crearne uno su [Link];
― Cliccare sul pulsante [G-CLOUD];
― Cliccare su [Vai alla WebApp] in corrispondenza del prodotto acquistato;
― Fare il login con le stesse credenziali d’accesso al Profilo utente Grafill;
― Accedere alla WebApp abbinata alla presente pubblicazione cliccando sulla
relativa immagine di copertina presente nello scaffale Le mie App.
― Per installare ed attivare il software GestAgenzia:
à Cliccare sul pulsante [Software] della WebApp: si aprirà una scheda che
riporta descrizione e caratteristiche del software, i codici di attivazione
ed il pulsante [Scarica Software]; 129
Manuale tecnico dell’agente immobiliare
130
INSTALLAZIONE E ATTIVAZIONE DEL SOFTWARE INCLUSO
[Link]
131
MANUALE D’USO
DEL SOFTWARE GESTAGENZIA
1. GestAgenzia
GestAgenzia è un software per agenzie immobiliari dalle molteplici funzionalità,
consente l’inserimento e l’archiviazione dei clienti che vendono, comprano, affittano
o cercano in affitto immobili, consente la generazione automatica delle lettere di in-
carico, dei verbali di visita e le proposte di acquisto o di affitto. Consente la creazione
automatica dell’annuncio tipo con la descrizione dell’immobile, e la pubblicazione
nei siti scelti dall’utente.
L’interfaccia del software, semplice ed intuitiva, presenta una barra orizzontale
contenente i menu a destra la lista delle schede inserite e in basso un filtro che con-
sente di visualizzare soltanto le schede di nostro interesse.
2. Impostazioni
Dal menu impostazioni si accede ai sottomenu:
― Dati agenzia;
132 ― Modifica sfondo.
MANUALE D’USO DEL SOFTWARE GESTAGENZIA
3. Inserisci
Dal menu Inserisci si accede ai sottomenu:
― Nuova Scheda;
― Nuovo sito web.
Selezionando Nuova Scheda dal menu Inserisci si aprirà la finestra in cui è pos-
sibile inserire i dati dei clienti e degli immobili, nella parte superiore della finestra
sono visibili i pulsanti di gestione della scheda cliente:
― Inserisci;
― Annulla;
― Elimina Dati Cliente;
― Elimina Dati Immobile.
Inserire i dati relativi al cliente e all’immobile; per il salvataggio della scheda ba-
sta cliccare sul pulsante Inserisci (non è necessario compilare tutti i campi). 133