DVR Controsoffittature
DVR Controsoffittature
Sede Legale
Pagina 2 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 3 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
ORGANIGRAMMA AZIENDALE
Pagina 4 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Di seguito, viene riportato l'elenco dei luoghi di lavoro, dalla sede agli ambienti con i relativi dati
caratteristici:
EDIFICIO 1 Edificio
AREA ESTERNA SUPERFICIE CARATTERISTICHE
Cantiere 0,00 m²
- LIVELLO 1 Piano TERRA
Interrato No
- AMBIENTE 1 Produzione
- AMBIENTE 2 Magazzino e deposito
- AMBIENTE 3 Ufficio
RELAZIONE INTRODUTTIVA
OBIETTIVI E SCOPI
Il presente documento, redatto ai sensi del D. lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., ha lo scopo di effettuare la
valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei lavoratori e predisporre le
adeguate misure di prevenzione e di protezione nonché di programmare le misure atte a garantire il
miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.
CONTENUTI
Ai sensi dell’art. 28 del D.lgs. n. 81/08, il presente documento, redatto a conclusione della valutazione,
contiene:
• una relazione circa la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute a cui sono esposti i lavoratori;
• l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione individuale
adottati, a seguito della valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a);
• il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di
sicurezza;
• l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli
dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati unicamente
soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
• l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del rappresentante
dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente che ha partecipato alla
valutazione del rischio;
• l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che richiedono
una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione e addestramento.
Il contenuto del documento rispetta le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione dei rischi
contenute nel D.lgs. 81/08.
In particolare, si è proceduto a:
• individuare i lavoratori così come definiti all’art. 2, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08;
• individuare le singole fasi lavorative a cui ciascun lavoratore può essere addetto;
• individuare i rischi a cui sono soggetti i lavoratori in funzione delle fasi lavorative a cui possono essere
addetti e dei luoghi in cui svolgono le lavorazioni;
• analizzare e valutare i rischi a cui è esposto ogni singolo lavoratore;
• ricercare le metodologie operative, gli accorgimenti tecnici, le procedure di sistema che, una volta
attuate, porterebbero ad ottenere un grado di sicurezza accettabile;
• analizzare e valutare i rischi residui comunque presenti anche dopo l’attuazione di quanto previsto per il
raggiungimento di un grado di sicurezza accettabile;
• identificare eventuali D.P.I. necessari a garantire un grado di sicurezza accettabile.
Pagina 5 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Per la redazione del documento si è proceduto alla individuazione delle ATTIVITA’ LAVORATIVE presenti
nell’Unità Produttiva. Per ogni attività lavorativa sono state individuate le singole FASI a cui sono associate:
• macchine ed attrezzature impiegate;
• agenti chimici pericolosi;
• materie prime, scarto o altro.
Si procederà alla rielaborazione del documento in caso di variazioni nell’organizzazione aziendale ed ogni
qualvolta l’implementazione del sistema di sicurezza aziendale, finalizzato ad un miglioramento continuo del
grado di sicurezza, lo renda necessario.
DEFINIZIONI RICORRENTI
Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare danni;
Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o di
esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione;
Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei
lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione, finalizzata ad individuare le adeguate misure di
prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a garantire il miglioramento nel
tempo dei livelli di salute e sicurezza;
Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività lavorativa
nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza retribuzione, anche al
solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli addetti ai servizi domestici e
familiari.
Datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il soggetto che,
secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la propria attività, ha la
responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto esercita i poteri decisionali e di
spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001,
n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario
non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia
gestionale, individuato dall’organo di vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e
dell’ambito funzionale degli uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di
spesa. In caso di omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di
lavoro coincide con l’organo di vertice medesimo;
Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato;
Unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di servizi, dotati
di autonomia finanziaria e tecnico funzionale;
Dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e funzionali adeguati
alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro organizzando l’attività lavorativa e
vigilando su di essa;
Preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e funzionali
adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e garantisce l’attuazione
delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei lavoratori ed esercitando un
funzionale potere di iniziativa;
Pagina 6 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali di cui all’articolo 32 del D.lgs. 81/08 designata dal datore di lavoro, a cui risponde, per
coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;
Servizio di prevenzione e protezione dei rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi esterni o interni
all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali per i lavoratori;
Addetto al servizio di prevenzione e protezione: persona in possesso delle capacità e dei requisiti
professionali di cui all’articolo 32 del D.lgs. 81/08, facente parte del servizio di prevenzione e protezione dei
rischi.
Medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali di cui
all’articolo 38 del D.lgs. 81/08, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma 1, dello stesso
D.Lgs., con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo stesso per effettuare la
sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto; i requisiti formativi e professionali
del medico competente sono quelli indicati all’ art. 38 del D.lgs. 81/08.
Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona eletta o designata per rappresentare i lavoratori per
quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.
Sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e sicurezza dei
lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle modalità di svolgimento
dell’attività lavorativa.
Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità del lavoro,
l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della salute della
popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.
Agente: agente chimico, fisico o biologico, presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso per la salute.
Buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le norme di buona
tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza sui luoghi di lavoro
attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro, elaborate e raccolte dalle
regioni, dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul lavoro (INAIL) e dagli organismi
paritetici di cui all’articolo 51 del D.lgs. 81/08, validate dalla Commissione consultiva permanente di cui
all’articolo 6 del D.lgs. 81/08 che provvede a assicurarne la più ampia diffusione.
Linee Guida: atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di salute e
sicurezza predisposti dai ministeri, dalle regioni e dall’INAIL e approvati in sede di Conferenza permanente per
i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano.
Informazione: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla riduzione e
alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro.
Formazione: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del sistema di
prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di competenze per lo
svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione, alla riduzione e alla gestione
dei rischi.
Addestramento: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di attrezzature,
macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le procedure di lavoro.
Pagina 7 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Organismi paritetici: organismi costituiti ad iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei prestatori di
lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi privilegiate per: la
programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone prassi a fini prevenzionistici; lo
sviluppo di azioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; la l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione
degli adempimenti in materia; ogni altra attività o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi
di riferimento.
Responsabilità sociale delle Imprese: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed ecologiche delle
aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le parti interessate.
Libretto formativo del cittadino: libretto personale del lavoratore definito, ai sensi dell'accordo Stato-regioni
del 18 febbraio 2000, di concerto tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il Ministero
dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa intesa con la Conferenza unificata Stato-regioni e sentite
le parti sociali, in cui vengono registrate le competenze acquisite durante la formazione in apprendistato, la
formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica e la formazione continua svolta durante
l'arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti accreditati dalle regioni, nonché le competenze acquisite
in modo non formale e informale secondo gli indirizzi della Unione europea in materia di apprendimento
permanente, purché riconosciute e certificate.
Pagina 8 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non comporteranno mai oneri
finanziari per i lavoratori.
PROCEDURE D'EMERGENZA
COMPITI E PROCEDURE GENERALI
Come previsto dall’art. 43, comma 1, del D.lgs. 81/08, sono stati organizzati i necessari rapporti con i servizi
pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e gestione dell’emergenza.
Sono stati, infatti, designati preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo grave e
immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza.
Sono stati informati tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave ed immediato circa le
misure predisposte e i comportamenti da adottare.
Sono stati programmati gli interventi, presi i provvedimenti e date le istruzioni affinché i lavoratori, in caso di
pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività, o mettersi al sicuro,
abbandonando immediatamente il luogo di lavoro.
Pagina 9 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Sono stati adottati i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave ed
immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare il
competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze di tale
pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.
Ai fini delle designazioni si è tenuto conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici dell’azienda o
della unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all’articolo 46 del D.lgs. 81/08.
In azienda sono sempre presenti gli addetti al pronto soccorso, alla prevenzione incendi ed alla evacuazione.
In azienda è esposta una tabella ben visibile riportante almeno i seguenti numeri telefonici:
REGOLE COMPORTAMENTALI
Pagina 10 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Come indicato all’ art. 70 del D.lgs. 81/08, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori
devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle direttive
comunitarie di prodotto. Per le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e
regolamentari o messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme legislative e
regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto viene controllata la conformità ai
requisiti generali di sicurezza riportati nell’ allegato V del D.lgs. 81/08.
All'atto della scelta delle nuove attrezzature di lavoro, come indicato all’ art. 71, comma 2, del D.lgs. 81/08,
il datore di lavoro prenderà in considerazione:
• le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
• i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
• i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse;
• i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.
Al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle attrezzature di lavoro e per impedire che dette
attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per le quali non sono adatte,
verranno adottate adeguate misure tecniche ed organizzative e verranno rispettate tutte quelle riportate
nell’allegato VI del D.lgs. 81/08.
Pagina 11 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
• installate correttamente:
• sottoposte ad idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza;
• corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione;
• assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza eventualmente stabilite con
specifico provvedimento regolamentare o in relazione al grado di evoluzione della tecnica della
prevenzione e della protezione.
INFORMAZIONE E FORMAZIONE
Per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso dispongono di ogni
necessaria informazione e istruzione e ricevono una formazione adeguata in rapporto alla sicurezza
relativamente:
• alle condizioni di impiego delle attrezzature;
• alle situazioni anormali prevedibili.
Per le attrezzature che richiedono, in relazione ai loro rischi, conoscenze e responsabilità particolari viene
impartita una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l’utilizzo delle attrezzature in modo
idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad altre persone.
Ne è stato previsto l’impiego obbligatorio dei DPI quando i rischi non possono essere evitati o
sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da misure,
metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.
I DPI utilizzati sono conformi alle norme di riferimento, adeguati ai rischi da prevenire, senza comportare di
per sé un rischio maggiore, adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro.
In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, come indicati nelle schede di sicurezza
riportate nel seguito, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere, anche nell'uso
simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.
Pagina 12 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
• assicurare una formazione adeguata e organizzare uno specifico addestramento circa l’uso corretto e
l’utilizzo pratico dei DPI.
Pagina 13 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
AGENTI CHIMICI
Ai sensi dell'art. 222 del D.lgs. 81/08 e s.m.i. si intende per:
a. agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato naturale o
ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante qualsiasi attività lavorativa,
siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul mercato;
ATTIVITA’ INTERESSATE
Risultano interessate tutte le attività lavorative nelle quali sono utilizzati agenti chimici, o se ne prevede
l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione, l’immagazzinamento, il
trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale attività lavorativa.
Prima dell’attività
• prima dell’impiego della specifica sostanza occorre consultare l’etichetta e le istruzioni d’uso;
• tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare l’impiego di sostanze
chimiche nocive e a sostituire ciò che è nocivo con ciò che non lo è o lo è meno;
• la quantità dell’agente chimico da impiegare deve essere ridotta al minimo richiesto dalla lavorazione;
• tutti i lavoratori addetti o comunque presenti devono essere adeguatamente informati e formati sulle
modalità di deposito e di impiego di tali agenti, sui rischi per la salute connessi, sulle attività di
prevenzione da porre in essere e sulle procedure anche di pronto soccorso da adottare in caso di
emergenza.
Durante l’attività
Dopo l’attività
• tutti gli esposti devono seguire una scrupolosa igiene personale che deve comprendere anche il lavaggio
delle mani, dei guanti, delle calzature e degli altri indumenti indossati;
• deve essere prestata una particolare attenzione alle modalità di smaltimento degli eventuali residui della
lavorazione (es. contenitori usati).
Pagina 14 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
SORVEGLIANZA SANITARIA
Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, previo parere del medico competente, tutti i soggetti che utilizzano o
che si possono trovare a contatto con agenti chimici considerati pericolosi in conformità alle indicazioni
contenute nell’etichetta delle sostanze impiegate.
• Se richiesto dal medico competente, o se obbligatorio per legge a causa di rischi specifici, si predispone
che la lavoratrice venga adibita, in via provvisoria, ad altra mansione.
Le lavoratrici addette alle rispettive mansioni ed il rappresentante per la sicurezza sono informati sui risultati
della valutazione e sulle conseguenti misure adottate.
Nota: L’art.12, comma 1, del D.lgs. 151/2001 ha introdotto la facoltà, per le lavoratrici dipendenti di datori di lavoro
pubblici o privati, di utilizzare in forma flessibile il periodo dell’interdizione obbligatoria dal lavoro di cui all’art.4 della
Legge 1204/71 (due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto), posticipando un mese dell’astensione prima del parto
al periodo successivo al parto.
Per poter avvalersi di tale facoltà, la lavoratrice gestante dovrà presentare apposita domanda al datore di lavoro e
all’ente erogatore dell’indennità di maternità (INPS), corredata da certificazione del medico ostetrico-ginecologo del SSN
o con esso convenzionato la quale esprima una valutazione, sulla base delle informazioni fornite dalla lavoratrice
sull’attività svolta, circa la compatibilità delle mansioni e relative modalità svolgimento ai fini della tutela della salute
della gestante e del nascituro e, qualora la lavoratrice sia adibita a mansione comportante l’obbligo di sorveglianza
sanitaria, un certificato del Medico Competente attestante l’assenza di rischi per lo stato di gestazione.
Pagina 15 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Di seguito, viene riportato, anche a titolo informativo per le lavoratrici madri e per i soggetti interessati,
l’elenco dei principali pericoli per le lavoratrici stesse, con l’indicazione delle principali conseguenze e dei
divieti derivanti dalla vigente normativa in materia.
ERGONOMIA
PERICOLO/RISCHIO CONSEGUENZE DIVIETI
Mutamenti fisiologici in corso di gravidanza (maggior volume
sanguigno e aumento delle pulsazioni cardiache, dilatazione
generale dei vasi sanguigni e possibile compressione delle D.Lgs.151/01 allegato A, lett. G
vene addominali o pelviche) favoriscono la congestione (i lavori che comportano una
periferica durante la postura eretta. La compressione delle stazione in piedi per più di metà
ATTIVITÀ’ IN POSTURA dell'orario lavorativo)
vene può ridurre il ritorno venoso con conseguente
ERETTA
accelerazione compensativa del battito cardiaco materno e il
PROLUNGATA DIVIETO IN GRAVIDANZA
manifestarsi di contrazioni uterine. Se la compensazione è durante la gestazione e fino
insufficiente ne possono derivare vertigini e perdita di al termine del periodo di
coscienza. Periodi prolungati in piedi durante la giornata interdizione dal lavoro
lavorativa determinano per le donne un maggior rischio di
parto prematuro.
E' potenzialmente pericoloso lavorare in posti di lavoro D.Lgs.151/01 allegato A, lett. G
ristretti o in postazioni non sufficientemente adattabili per (lavori che obbligano ad una
tenere conto del crescente volume addominale, in particolare postazione particolarmente
affaticante).
POSTURE nelle ultime fasi della gravidanza. Ciò può determinare
INCONGRUE stiramenti o strappi muscolari. La destrezza, l'agilità, il DIVIETO IN GRAVIDANZA
coordinamento, la velocità dei movimenti e l'equilibrio durante la gestazione e fino
possono essere anch'essi limitati e ne può derivare un rischio al termine del periodo di
accresciuto d'infortunio. interdizione dal lavoro
E' potenzialmente pericoloso per le lavoratrici gestanti D.Lgs.151/01 allegato A, lett. E
LAVORO IN (i lavori su scale ed impalcature
lavorare in postazioni sopraelevate (ad esempio scale,
POSTAZIONI ELEVATE mobili e fisse)
piattaforme, ecc.) a causa del rischio di cadute dall’alto.
Pagina 16 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
DIVIETO IN GRAVIDANZA
durante la gestazione e fino
al termine del periodo di
interdizione dal lavoro
D.Lgs.151/01 allegato A, lett. H
(i lavori con macchina mossa a
LAVORI CON pedale, o comandata a pedale,
Le attività fisiche particolarmente affaticanti sono quando il ritmo del movimento
MACCHINA
considerate tra le cause di aborti spontanei. E' importante sia frequente, o esiga un
MOSSA A PEDALE,
assicurare che il volume e il ritmo dell'attività non siano notevole sforzo)
QUANDO IL RITMO SIA
eccessivi e, dove possibile, le lavoratrici abbiano un certo
FREQUENTE O ESIGA DIVIETO IN GRAVIDANZA
controllo del modo in cui il lavoro è organizzato.
SFORZO durante la gestazione e fino
al termine del periodo di
interdizione dal lavoro
D.Lgs.151/01 allegato A, lett. F
(lavori di manovalanza
pesante )
La manovalanza pesante e/o la movimentazione manuale dei D.Lgs. 151/01 allegato C,
MANOVALANZA carichi pesanti è ritenuta pericolosa in gravidanza in quanto lett.A,1,b
PESANTE può determinare lesioni al feto e un parto prematuro. Con il (movimentazione manuale di
progredire della gravidanza la lavoratrice è esposta ad un carichi pesanti che comportano
MOVIMENTAZIONE maggior rischio di lesioni causato dal rilassamento ormonale rischi, soprattutto dorso
MANUALE CARICHI dei legamenti e dai problemi posturali ingenerati dalla lombari)
gravidanza
DIVIETO IN GRAVIDANZA
durante la gestazione e fino
al termine del periodo di
interdizione dal lavoro
D.Lgs.151/01 allegato A, lett. O
(i lavori a bordo delle navi, degli
L'esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come accade aerei, dei treni, dei pullman e di
per uso di mezzi in movimento, può accrescere il rischio di ogni altro mezzo di
LAVORI SU MEZZI IN aborti spontanei. Il lavoro a bordo di veicoli può essere di comunicazione in moto)
MOVIMENTO pregiudizio per la gravidanza soprattutto per il rischio di
microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure urti, sobbalzi o DIVIETO IN GRAVIDANZA
traumi che interessino l'addome. durante la gestazione e fino al
termine del periodo di
interdizione dal lavoro
AGENTI FISICI
PERICOLO/RISCHIO CONSEGUENZE DIVIETI
D.Lgs.151/01 allegato C
lett.A,1,c
L'esposizione prolungata a rumori forti (>80 dB(A)) può D.Lgs.151/01 allegato A lett.
determinare un aumento della pressione sanguigna e un senso A
di stanchezza; si ipotizza una vasocostrizione arteriolare che D.Lgs.151/01 allegato A lett.
potrebbe essere responsabile di una diminuzione del flusso C
(malattie professionali)
RUMORE placentare. Sono, inoltre, possibili riduzioni di crescita del
feto, con conseguente minor peso alla nascita. Evidenze DIVIETO IN GRAVIDANZA
sperimentali suggeriscono che una esposizione prolungata del (per esposizioni ≥ 80 dB(A))
nascituro a rumori forti durante la gravidanza può avere un
effetto sulle sue capacità uditive dopo la nascita. DIVIETO FINO A SETTE MESI
DOPO IL PARTO
(per esposizioni ≥ 85 dB(A))
D.Lgs.151/01 allegato A lett.
I
(lavori con macchine
scuotenti o
con utensili che trasmettono
intense vibrazioni)
Un'esposizione di lungo periodo a vibrazioni che interessano il
DIVIETO IN GRAVIDANZA
SCUOTIMENTI corpo intero può accrescere il rischio di parto prematuro o di
durante la gestazione e fino
VIBRAZIONI neonati sotto peso e/o complicanze in gravidanza e parti al termine del periodo di
prematuri. interdizione dal lavoro
Pagina 17 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
all’obbligo di sorveglianza
sanitaria)
DIVIETO IN GRAVIDANZA E
FINO A SETTE MESI DOPO IL
PARTO
D.Lgs.151/01 Allegato A lett.
A
(celle frigorifere)
D.Lgs.151/01 allegato C
lett.A,1,f
Durante la gravidanza, le donne sopportano meno il calore ed (esposizione a sollecitazioni
è più facile che svengano o risentano dello stress da calore. termiche rilevanti evidenziata
L'esposizione a calore può avere esiti nocivi sulla gravidanza. dalla
SOLLECITAZIONI
Il lavoro a temperature molto fredde può essere valutazione dei rischi)
TERMICHE
pregiudizievole per la salute per gestanti, nascituro e
puerpere. I rischi aumentano in caso di esposizione a sbalzi DIVIETO IN GRAVIDANZA
improvvisi di temperatura DIVIETO FINO A SETTE MESI
DOPO IL PARTO PER
ESPOSIZIONI A TEMP. MOLTO
BASSE
(es. lavori nelle celle
frigorifere)
D.Lgs. 151/01 art.8
(Le donne, durante la
gravidanza, non possono
svolgere attività in zone
classificate o, comunque,
essere adibite ad attività che
Una esposizione a radiazioni ionizzanti comporta dei rischi potrebbero esporre il
per il nascituro. nascituro ad una dose che
Se una lavoratrice che allatta opera con liquidi o polveri ecceda un millisievert
radioattivi può determinarsi un'esposizione del bambino in durante il periodo della
particolare a seguito della contaminazione della pelle della gravidanza)
RADIAZIONI
madre. Sostanze contaminanti radioattive inalate o digerite
IONIZZANTI DIVIETO IN GRAVIDANZA
dalla madre possono passare attraverso la placenta al Se esposizione nascituro > 1
nascituro e, attraverso il latte, al neonato. mSv
L’esposizione durante il primo trimestre di gravidanza può
provocare aborto, aumento delle malformazioni e deficit D.Lgs. 151/01 allegato A
funzionali. lett. D
(i lavori che comportano
l'esposizione alle radiazioni
ionizzanti).
DIVIETO IN GRAVIDANZA E
FINO A SETTE MESI DOPO IL
PARTO
D.Lgs.151/01 allegato A lett.
C
(malattie professionali di cui
Al momento attuale non esistono dati certi sugli effetti
all.4 al decreto 1124/65 e
provocati sulla gravidanza o sulla lattazione dalle radiazioni successive
non ionizzanti. Non si può escludere che esposizioni a campi modifiche)
elettromagnetici intensi, come ad esempio quelli associati a D.Lgs.151/01 allegato C
RADIAZIONI NON fisioterapie (marconiterapia, lett.A,1,e
IONIZZANTI radarterapia) o alla saldatura a radiofrequenza delle materie (rischio da radiazioni non
plastiche, possano determinare un rischio accresciuto per il ionizzanti evidenziato dalla
nascituro. Sulla base degli studi epidemiologici effettuati, il valutazione dei rischi)
lavoro al videoterminale non espone a RNI in grado di
DIVIETO IN GRAVIDANZA
interferire con la normale evoluzione della gravidanza. Per esposizioni superiori a
quelle ammesse per la
popolazione generale
AGENTI BIOLOGICI
PERICOLO/RISCHIO CONSEGUENZE DIVIETI
Le malattie infettive contratte in gravidanza possono avere D.Lgs.151/01 allegato A lett B
AGENTI BIOLOGICI notevoli ripercussioni sull’andamento della stessa. Molti (rischi per i quali vige l'obbligo
DEI GRUPPI DI agenti biologici appartenenti ai gruppi di rischio 2,3,4 delle visite mediche preventive
e periodiche).
RISCHIO possono interessare il nascituro in caso di infezione della
da 2 a 4 madre durante la gravidanza. Essi possono giungere al D.Lgs.151/01 allegato B lett. A
bambino per via placentare oppure durante e dopo il parto, punto 1 lett b (per virus rosolia
in caso di allattamento o a seguito dello stretto contatto e toxoplasma in assenza di
Pagina 18 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
fisico tra madre e bambino. Agenti che possono infettare il comprovata immunizzazione)
bambino in uno di questi modi sono ad esempio i virus
dell'epatite B, C, rosolia, l’HIV, il bacillo della tubercolosi, D.Lgs.151/01 allegato C
lett.A,2
quello della sifilide, la salmonella del tifo e il toxoplasma. In
(rischio di esposizione ad agenti
particolare possono essere esposte determinate categorie di biologici evidenziato dalla
lavoratori. valutazione dei rischi)
AGENTI CHIMICI
PERICOLO/RISCHIO CONSEGUENZE DIVIETI
D.Lgs.151/01 allegato A lett. A
L'effettivo rischio per la salute costituito dalle singole D.Lgs.151/01 allegato A lett. C
sostanze può essere determinato esclusivamente a seguito di (malattie professionali)
una valutazione del rischio. Una esposizione occupazionale D.Lgs.151/01 allegato C lett. A
punto 3 lett. a, b ,c , d, e, f, e
prevede spesso la presenza di una combinazione di più
lett B
sostanze, e in questi casi non è sempre possibile conoscere le (esposizione ad agenti chimici
SOSTANZE O MISCELE conseguenze delle interazioni fra le diverse sostanze ed i pericolosi evidenziata dalla
CLASSIFICATE COME possibili effetti sinergici che le associazioni chimiche possono valutazione dei rischi)
PERICOLOSE produrre. Alcuni agenti chimici possono penetrare attraverso
(TOSSICHE, NOCIVE, la pelle integra ed essere assorbiti dal corpo con ripercussioni DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO
CORROSIVE, negative sulla salute. Molte sostanze possono passare nel A SETTE MESI DOPO IL PARTO
IRRITANTI) latte materno e per questa via contaminare il bambino. Tra Può essere consentito l’uso di
sostanze o preparati classificati
gli effetti degli agenti chimici sulla gravidanza molti studi
esclusivamente irritanti per la
hanno evidenziato il verificarsi di aborti spontanei correlati pelle e con frase di rischio “può
ad una esposizione occupazionale a numerose sostanze, tra provocare sensibilizzazione per
cui solventi organici, gas anestetici e farmaci antiblastici, contatto con la pelle”, a
anche per bassi livelli di esposizione. condizione che il rischio sia
evitabile con l’uso dei DPI.
Vi sono forti evidenze che l'esposizione al piombo, sia del D.Lgs.151/01 allegato A lett. A
PIOMBO E DERIVATI D.Lgs.151/01 allegato A lett. C
nascituro che del neonato, determini problemi nello sviluppo,
CHE POSSONO ESSERE (malattie professionali)
danno del sistema nervoso e degli organi emopoietici. Le
ASSORBITI D.Lgs. 151/01 allegato B lett. A
donne, i neonati e i bambini in tenera età sono maggiormente
DALL’ORGANISMO
sensibili al piombo che gli adulti maschi. Il piombo passa dal DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO
UMANO
sangue al latte. A SETTE MESI DOPO IL PARTO
LAVORI CHE ESPONGONO ALLA SILICOSI E ALL’ASBESTOSI DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE MESI DOPO
O ALLE ALTRE MALATTIE PROFESSIONALI IL PARTO
Pagina 19 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
condizioni più sfavorevoli in funzione dei lavoratori effettivamente addetti alle rispettive attività lavorative
oggetto delle analisi.
In caso di presenza di lavoratori minorenni, nel procedere alla valutazione dei rischi si tiene conto:
• dello sviluppo non ancora completo del soggetto, della mancanza di esperienza, consapevolezza e
capacità di discernimento in merito ai rischi lavorativi
• della natura, del grado e della durata dell'esposizione agli agenti chimici, biologici e fisici
• della movimentazione manuale dei carichi
• della scelta e dell'utilizzo delle attrezzature di lavoro
• della situazione della formazione ed informazione dei minori
In relazione all'orario di lavoro, la durata massima non superare per i minori le 8 ore giornaliere, le 40
settimanali. In via generale è vietato ai minori il lavoro notturno.
In caso di presenza o di assunzione di lavoratori provenienti da altri paesi, si provvede ad una più attenta
verifica dei loro livelli formativi, anche in funzione delle difficoltà determinate dalla diversità del linguaggio.
Pagina 20 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
La valutazione dei rischi cui sono esposti i lavoratori ha richiesto un’attenta analisi delle situazioni specifiche
nelle quali gli addetti alle varie postazioni di lavoro vengono a trovarsi durante l’espletamento delle proprie
mansioni.
Pertanto, la valutazione dei rischi è legata sia al tipo di fase lavorativa svolta nell’unità produttiva sia a
situazioni determinate da sistemi quali ambiente di lavoro, strutture ed impianti utilizzati, materiali e
prodotti coinvolti nei processi.
Le osservazioni compiute vengono confrontate con criteri stabiliti per garantire la sicurezza e la salute,
soprattutto in base a:
• norme legali nazionali ed internazionali;
• norme tecniche;
• norme e orientamenti pubblicati.
Pagina 21 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
In assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione, sono stati adottati criteri basati
sull’esperienza e conoscenza delle effettive condizioni lavorative dell’azienda e, ove disponibili, su strumenti
di supporto, dati desumibili dal registro infortuni, profili di rischio, indici infortunistici, dinamiche
infortunistiche, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e manutenzione, ecc. In tal caso, l’entità
dei rischi viene ricavata assegnando un opportuno valore alla probabilità di accadimento (P) ed alla gravità
del danno (D). Dalla combinazione di tali grandezze si ricava la matrice di rischio la cui entità è data dalla
relazione:
R=PXD
Alla probabilità di accadimento dell'evento P è associato un indice numerico rappresentato nella seguente
tabella:
PROBABILITA' DELL'EVENTO
Non si ha notizia di infortuni verificatisi in analoghe condizioni di lavoro, per cui il verificarsi dell'evento
1 Improbabile
susciterebbe stupore e incredulità.
La deficienza riscontrata potrebbe provocare un danno agli addetti soltanto in concomitanza con altre
2 Poco probabile situazioni sfavorevoli; si ha notizia che, in rarissime occasioni di lavoro, si sono verificati infortuni per
condizioni di lavoro similari.
La deficienza riscontrata potrebbe determinare un danno agli addetti, anche se non in maniera
3 Probabile automatica, dalle statistiche si rileva che, in qualche caso, si sono verificati infortuni per analoghe
condizioni di lavoro.
Esiste una correlazione diretta tra l'anomalia rilevata e la possibilità che si verifichi un danno agli
4 M. Probabile addetti; in analoghe condizioni di lavoro si sono verificati infortuni nella stessa azienda, per cui il
verificarsi dell'infortunio non susciterebbe alcuno stupore nei vertici aziendali.
La gravità del danno viene stimata analizzando la tipologia di danno, le parti del corpo che possono essere
coinvolte e il numero di esposti presenti. Alla gravità del danno (D) è associato un indice numerico
rappresentato nella seguente tabella:
2 Modesto L’evento potrebbe avere conseguenze di inabilità temporanea, per uno o più addetti.
3 Grave L'evento potrebbe avere conseguenze di invalidità, con postumi permanenti per uno o più addetti.
4 Gravissimo L’evento potrebbe avere conseguenze di morte o di inabilità permanente, per uno o più addetti.
Pagina 22 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
La matrice che scaturisce dalla combinazione di probabilità e danno è rappresentata in figura seguente:
Tempi di
Entità Rischio Valori di Priorità intervento attuazione in
riferimento giorni
Molto basso (1≤ R ≤ 1) Miglioramenti da valutare in fase di programmazione 180
Basso (2≤ R ≤ 4) miglioramenti da applicare a medio termine 60
Medio (6≤ R ≤ 9) Miglioramenti da applicare con urgenza 30
Alto (12≤ R ≤ 16) Miglioramenti da applicare immediatamente 0
Le osservazioni compiute vengono confrontate con criteri stabiliti per garantire la sicurezza e la salute in
base a:
Pagina 23 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 24 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 25 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 26 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
DIAGRAMMA DI FLUSSO
Pagina 27 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
- • Addetto controsoffittature
Pagina 28 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
ATTREZZATURE UTILIZZATE
Di seguito, l’analisi delle attrezzature utilizzate per la fase di lavoro in esame:
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Tagli 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Urti e compressioni 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Pagina 29 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
I primi, con potenze che variano da poche centinaia di watt a oltre 2 Kwatt, sono adatti
per forature impegnative su metallo, pietra e cemento. Sono disponibili versioni con
velocità di lavoro variabile, caratteristica quasi indispensabile nei casi si preveda un uso
generico dell'attrezzo. Due esempi sull'uso della velocità minima e massima: la foratura
dell'acciaio inossidabile, data l'estrema tenacità di questa lega, obbliga a mantenere lento l'avanzamento
del tagliente della punta, anche se questa è in HSS (acciaio super rapido) al cobalto e la zona del taglio
lubrificata con olio, il valore dell'attrito è tale che, velocità elevate, portano facilmente alla fusione della
punta; all'estremo opposto, vi è la foratura del legno, maggiore è la velocità di rotazione della punta,
minore è il rischio di scheggiature sul bordo del foro. Per l'uso hobbistico sono disponibili supporti da banco,
adatti a permetterne l'uso come fossero trapani a colonna: i più economici adottano il sistema a leva mentre
i supporti a cremagliera, più precisi e agevoli nell'uso, sono più costosi. Le parti principali da cui è costituito
un trapano sono: l'involucro esterno detta carcassa, un motore formato da un indotto o rotore, uno statore,
un interruttore, una parte meccanica formata dagli ingranaggi, ed un mandrino.
I trapani a batteria, meno potenti, hanno il vantaggio di non aver bisogno di una presa elettrica per
funzionare. Dispongono di una batteria a sostituzione rapida che, in base alla capacità di accumulo,
permette di lavorare per un certo tempo. A carica esaurita si sostituisce con una seconda, mettendo la
prima in carica, tramite un apposito alimentatore fornito in dotazione al trapano. Un dato indiretto per
valutare la potenza e la durata di lavoro della batteria, è il suo valore di tensione, può variare tra 9, 12, 18,
24 V. Un elevato valore di tensione fornisce maggiore potenza e permette di lavorare più a lungo prima di
doverla intercambiare con una carica. Non sviluppando forze molto grandi, dispongono tutti di mandrino
autoserrante, ovvero non occorre una chiave per serrare la punta. Una funzione quasi sempre presente,
costituita da un commutatore che inverte la polarità della corrente inviata al motore, attivabile tramite una
levetta o un pulsante, è la reversibilità del moto, utile, usando gli inserti appropriati, per svitare viti da
legno.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Rumore - - Vedi valutazione specifica
Vibrazioni Mano-Braccio - - Vedi valutazione specifica
Inalazione polveri 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Pagina 30 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Il datore di lavoro ha provveduto ad installare opportuni carter nei pressi di tutti gli organi
Tecnica
- mobili o di utensili manuali ed automatici potenzialmente pericolosi per la proiezione di
organizzativa
schegge.
Pagina 31 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Caduta dall'alto 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Caduta di materiale dall'alto 2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio
Pagina 32 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Punture 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Rumore - - Vedi valutazione specifica
Pagina 33 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
È chiamata circolare per la forma della lama, un disco metallico dentato che
gira con alta coppia e media velocità (sui 1.000 rpm).
Infatti, un accessorio utilissimo per la sega circolare è la guida per tagli rettilinei e paralleli.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Cesoiamento 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Tagli 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Vibrazioni Mano-Braccio - - Vedi valutazione specifica
Rumore - - Vedi valutazione specifica
Pagina 34 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 35 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
ATTREZZATURE UTILIZZATE
Di seguito, l’analisi delle attrezzature utilizzate per la fase di lavoro in esame:
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Tagli 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Urti e compressioni 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Pagina 36 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
I primi, con potenze che variano da poche centinaia di watt a oltre 2 Kwatt, sono adatti
per forature impegnative su metallo, pietra e cemento. Sono disponibili versioni con
velocità di lavoro variabile, caratteristica quasi indispensabile nei casi si preveda un uso
generico dell'attrezzo. Due esempi sull'uso della velocità minima e massima: la foratura
dell'acciaio inossidabile, data l'estrema tenacità di questa lega, obbliga a mantenere lento l'avanzamento
del tagliente della punta, anche se questa è in HSS (acciaio super rapido) al cobalto e la zona del taglio
lubrificata con olio, il valore dell'attrito è tale che, velocità elevate, portano facilmente alla fusione della
punta; all'estremo opposto, vi è la foratura del legno, maggiore è la velocità di rotazione della punta,
minore è il rischio di scheggiature sul bordo del foro. Per l'uso hobbistico sono disponibili supporti da banco,
adatti a permetterne l'uso come fossero trapani a colonna: i più economici adottano il sistema a leva mentre
i supporti a cremagliera, più precisi e agevoli nell'uso, sono più costosi. Le parti principali da cui è costituito
un trapano sono: l'involucro esterno detta carcassa, un motore formato da un indotto o rotore, uno statore,
un interruttore, una parte meccanica formata dagli ingranaggi, ed un mandrino.
I trapani a batteria, meno potenti, hanno il vantaggio di non aver bisogno di una presa elettrica per
funzionare. Dispongono di una batteria a sostituzione rapida che, in base alla capacità di accumulo,
permette di lavorare per un certo tempo. A carica esaurita si sostituisce con una seconda, mettendo la
prima in carica, tramite un apposito alimentatore fornito in dotazione al trapano. Un dato indiretto per
valutare la potenza e la durata di lavoro della batteria, è il suo valore di tensione, può variare tra 9, 12, 18,
24 V. Un elevato valore di tensione fornisce maggiore potenza e permette di lavorare più a lungo prima di
doverla intercambiare con una carica. Non sviluppando forze molto grandi, dispongono tutti di mandrino
autoserrante, ovvero non occorre una chiave per serrare la punta. Una funzione quasi sempre presente,
costituita da un commutatore che inverte la polarità della corrente inviata al motore, attivabile tramite una
levetta o un pulsante, è la reversibilità del moto, utile, usando gli inserti appropriati, per svitare viti da
legno.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Rumore - - Vedi valutazione specifica
Vibrazioni Mano-Braccio - - Vedi valutazione specifica
Inalazione polveri 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Pagina 37 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Il datore di lavoro ha provveduto ad installare opportuni carter nei pressi di tutti gli organi
Tecnica
- mobili o di utensili manuali ed automatici potenzialmente pericolosi per la proiezione di
organizzativa
schegge.
Pagina 38 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Punture 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Rumore - - Vedi valutazione specifica
Pagina 39 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Caduta dall'alto 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Caduta di materiale dall'alto 2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio
Pagina 40 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 41 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Pagina 42 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
Descrizione impianto
L'impianto elettrico è un insieme di apparecchiature elettriche, meccaniche e fisiche atte alla trasmissione e
all'utilizzo di energia elettrica.
Normalmente per impianti elettrici si considerano gli impianti di bassa tensione (BT), mentre
per gli impianti di media (MT) e alta tensione (AT) si preferisce parlare di reti elettriche o
sistemi elettrici.
Ai sensi del Decreto Legislativo 81/08 prevede, in relazione alla tensione nominale, i sistemi
elettrici si dividono in:
- sistemi di Categoria 0 (zero), detti anche a bassissima tensione, quelli a tensione nominale minore o uguale
a 50 V se a corrente alternata o a 120 V se in corrente continua (non ondulata);
- sistemi di Categoria I (prima), detti anche a bassa tensione, quelli a tensione nominale da oltre 50 fino a
1000 V se in corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1.500 V compreso se in corrente continua;
- sistemi di Categoria II (seconda), detti anche a media tensione, quelli a tensione nominale oltre 1.000 V se in
corrente alternata od oltre 1.500 V se in corrente continua, fino a 30.000 V compreso;
- sistemi di Categoria III (terza), detti anche ad alta tensione, quelli a tensione nominale maggiore di 30.000
V.
Per la progettazione degli impianti elettrici occorre rispettare i requisiti previsti dal D.M. 37 del 22 gennaio
2008 che stabilisce le caratteristiche dei soggetti abilitati a progettare e realizzare le principali tipologie di
impianti relativi a tutti gli edifici e a quali obblighi e prescrizioni debbano attenersi tali soggetti.
− gli impianti di terra e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche a servizio di:
a. Cantieri, cioè luoghi in cui vi siano impianti elettrici temporanei per: lavori di costruzione di nuovi
edifici, lavori di riparazione, trasformazione, ampliamento o demolizione di edifici esistenti, lavori
di movimento terre, lavori simili (interventi di manutenzione in banchine, costruzione di
teleferiche, ecc.);
Pagina 43 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
genere con un massimo affollamento ipotizzabile superiore a 100 persone; alberghi, pensioni,
motels, dormitori e simili, con oltre 25 posti-letto; scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi,
accademie e simili per oltre 100 persone presenti; ambienti adibiti ad esposizione e/o vendita
all'ingrosso o al dettaglio, con superficie lorda superiore a 400 mq, comprensiva dei servizi e
dei depositi; stazioni sotterranee di ferrovie, di metropolitane e simili; ambienti destinati ai
degenti negli ospedali e negli ospizi, ai detenuti nelle carceri ed ai bambini negli asili ed
ambienti simili, edifici pregevoli per arte o storia oppure destinati a contenere biblioteche,
archivi, musei, gallerie, collezioni e comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla
vigilanza dello Stato, ecc.
c. Locali adibiti ad uso medico, ossia destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di
sorveglianza o di riabilitazione, inclusi i trattamenti estetici (ad es. sala massaggi, ecc.).
RISCHI DELL'IMPIANTO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Elettrocuzione 1 - Improbabile 3 - Grave 3 - Basso
Fiamme ed esplosioni 2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio
Descrizione impianto
Un impianto idrico comprende l’allaccio dell’edificio all’acquedotto, la distribuzione di acqua potabile e di
Pagina 44 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
acqua per usi alimentari, la produzione e la distribuzione dell’acqua calda sanitaria ed il collegamento
dell’impianto alla fognatura.
La funzione dell’impianto idrico è quella di distribuire l’acqua calda e fredda ad uso sanitario a ciascun punto
di erogazione.
RISCHI DELL'IMPIANTO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Scoppio di apparecchiature in
2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
pressione
Emissione di inquinanti 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
IMPIANTO: Impianto di adduzione del gas - Pressioni massime di esericio minori od uguali a 0,5
MPa
Alimentazione GPL o Metano
Codice Numero di serie
Anno di costruzione
Installatore Messa in funzione
Manutentore Ultima manutenzione
Luogo Edificio (Denominazione sede)
Descrizione impianto
L'impianto del gas è composto da tubazioni che a valle di un contatore collegano le singole apparecchiate
utilizzatrici, dai “rubinetti” di intercettazione e dalle predisposizioni per lo
scarico dei fumi e per la ventilazione dei locali.
Le tubazioni devono essere realizzate con rame e/o ferro, possono essere a
vista o sottotraccia e devono essere a tenuta, ossia non devono lasciare
fuoriuscire il gas negli ambienti chiusi ed abitati.
Le apparecchiature utilizzatrici (caldaie, scaldabagni, forni, cucine, ecc.)
devono rispondere ai requisiti di sicurezza imposti dalla Comunità Europea e
manutenute da una ditta qualificata.
Sulla tubazione del gas, prima di ogni apparecchio, va posizionato un
rubinetto in maniera tale da consentirne l'intercettazione in caso di
pericolo o comunque per necessità di manutenzione.
RISCHI DELL'IMPIANTO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Scoppio di apparecchiature in
2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
pressione
Fiamme ed esplosioni 2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio
Pagina 45 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
- I serbatoi fissi di g.p.l. rispettano le prescrizioni normative di prevenzione incendi Misura di prevenzione
- Le bombole sono posizionate, trattenute adeguatamente, e movimentate in sicurezza Misura di prevenzione
Fiamme ed esplosioni
- Le tubazioni di distribuzione sono ubicate in zone e posizioni protette Misura di prevenzione
Sulle componenti della rete di distribuzione non sono utilizzati lubrificanti e altri
- Misura di prevenzione
materiali incompatibili con il gas
Pagina 46 di 47
Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- D.Lgs. 81/2008 e s.m.i.
CONCLUSIONI
Il presente documento di valutazione dei rischi:
La valutazione dei rischi è stata effettuata dal Datore di Lavoro con la collaborazione del Medico Competente,
per quanto di sua competenza, del Servizio di Prevenzione e Protezione ed il coinvolgimento preventivo del
Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.
Pagina 47 di 47