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DOCUMENTO DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

ai sensi degli artt. 17, 28, 29 [Link]. 81/08 e s.m.i.


Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
s.m.i.

DESCRIZIONE GENERALE DELL'AZIENDA


DATI AZIENDALI
Dati anagrafici

Attività economica Controsoffittature


 43.32.02 Posa in opera di infissi, arredi,
Codice ATECO controsoffitti, pareti mobili e simili

Categoria Primo Soccorso Categoria C

Sede Legale

Indirizzo Via non definita

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Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
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SISTEMA DI PREVENZIONE E PROTEZIONE AZIENDALE


Responsabile del servizio di
E' in corso la nomina della figura richiesta.
prevenzione e protezione
Rappresentante dei lavoratori per la E' in corso la nomina della figura richiesta per la
sicurezza quale sarà disposta idonea formazione.

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Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
s.m.i.

ORGANIGRAMMA AZIENDALE

ELENCO LUOGHI DI LAVORO

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s.m.i.

Di seguito, viene riportato l'elenco dei luoghi di lavoro, dalla sede agli ambienti con i relativi dati
caratteristici:

SEDE: Denominazione sede

INDIRIZZO
Via non definita
SEDE

EDIFICIO 1 Edificio
AREA ESTERNA SUPERFICIE CARATTERISTICHE
Cantiere 0,00 m²
- LIVELLO 1 Piano TERRA
Interrato No
- AMBIENTE 1 Produzione
- AMBIENTE 2 Magazzino e deposito
- AMBIENTE 3 Ufficio

RELAZIONE INTRODUTTIVA

OBIETTIVI E SCOPI
Il presente documento, redatto ai sensi del D. lgs. 9 aprile 2008, n. 81 e s.m.i., ha lo scopo di
effettuare la valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e sicurezza dei
lavoratori e predisporre le adeguate misure di prevenzione e di protezione nonché di programmare
le misure atte a garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza.

CONTENUTI
Ai sensi dell’art. 28 del [Link]. n. 81/08, il presente documento, redatto a conclusione della
valutazione, contiene:
 una relazione circa la valutazione di tutti i rischi per la sicurezza e la salute a cui sono esposti i
lavoratori;
 l’indicazione delle misure di prevenzione e di protezione attuate e dei dispositivi di protezione
individuale adottati, a seguito della valutazione di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a);
 il programma delle misure ritenute opportune per garantire il miglioramento nel tempo dei
livelli di sicurezza;
 l’individuazione delle procedure per l’attuazione delle misure da realizzare, nonché dei ruoli
dell’organizzazione aziendale che vi debbono provvedere, a cui devono essere assegnati
unicamente soggetti in possesso di adeguate competenze e poteri;
 l’indicazione del nominativo del responsabile del servizio di prevenzione e protezione, del
rappresentante dei lavoratori per la sicurezza o di quello territoriale e del medico competente
che ha partecipato alla valutazione del rischio;
 l’individuazione delle mansioni che eventualmente espongono i lavoratori a rischi specifici che
richiedono una riconosciuta capacità professionale, specifica esperienza, adeguata formazione
e addestramento.

Il contenuto del documento rispetta le indicazioni previste dalle specifiche norme sulla valutazione
dei rischi contenute nel [Link]. 81/08.

In particolare, si è proceduto a:
 individuare i lavoratori così come definiti all’art. 2, comma 1, lettera a) del D. Lgs. 81/08;
 individuare le singole fasi lavorative a cui ciascun lavoratore può essere addetto;
 individuare i rischi a cui sono soggetti i lavoratori in funzione delle fasi lavorative a cui possono
essere addetti e dei luoghi in cui svolgono le lavorazioni;
 analizzare e valutare i rischi a cui è esposto ogni singolo lavoratore;
 ricercare le metodologie operative, gli accorgimenti tecnici, le procedure di sistema che, una
volta attuate, porterebbero ad ottenere un grado di sicurezza accettabile;

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 analizzare e valutare i rischi residui comunque presenti anche dopo l’attuazione di quanto
previsto per il raggiungimento di un grado di sicurezza accettabile;
 identificare eventuali D.P.I. necessari a garantire un grado di sicurezza accettabile.

Per la redazione del documento si è proceduto alla individuazione delle ATTIVITA’ LAVORATIVE
presenti nell’Unità Produttiva. Per ogni attività lavorativa sono state individuate le singole FASI a
cui sono associate:
 macchine ed attrezzature impiegate;
 agenti chimici pericolosi;
 materie prime, scarto o altro.

Ad ogni singola fase sono stati attribuiti i rischi:


 derivanti dalla presenza dell’operatore nell’ambiente di lavoro;
 indotti sul lavoratore dall’ambiente esterno;
 conseguenti all’uso di macchine ed attrezzature;
 connessi con l’utilizzo di sostanze, miscele o materiali pericolosi per la salute.

Si procederà alla rielaborazione del documento in caso di variazioni nell’organizzazione aziendale


ed ogni qualvolta l’implementazione del sistema di sicurezza aziendale, finalizzato ad un
miglioramento continuo del grado di sicurezza, lo renda necessario.

DEFINIZIONI RICORRENTI
Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di un determinato fattore avente il potenziale di causare
danni;

Rischio: probabilità di raggiungimento del livello potenziale di danno nelle condizioni di impiego o
di esposizione ad un determinato fattore o agente oppure alla loro combinazione;

Valutazione dei rischi: valutazione globale e documentata di tutti i rischi per la salute e
sicurezza dei lavoratori presenti nell’ambito dell’organizzazione, finalizzata ad individuare le
adeguate misure di prevenzione e di protezione e ad elaborare il programma delle misure atte a
garantire il miglioramento nel tempo dei livelli di salute e sicurezza;

Lavoratore: persona che, indipendentemente dalla tipologia contrattuale, svolge un’attività


lavorativa nell’ambito dell’organizzazione di un datore di lavoro pubblico o privato, con o senza
retribuzione, anche al solo fine di apprendere un mestiere, un’arte o una professione, esclusi gli
addetti ai servizi domestici e familiari.

Datore di lavoro: il soggetto titolare del rapporto di lavoro con il lavoratore o, comunque, il
soggetto che, secondo il tipo e l’assetto dell’organizzazione nel cui ambito il lavoratore presta la
propria attività, ha la responsabilità dell’organizzazione stessa o dell’unità produttiva in quanto
esercita i poteri decisionali e di spesa. Nelle pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma
2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, per datore di lavoro si intende il dirigente al quale
spettano i poteri di gestione, ovvero il funzionario non avente qualifica dirigenziale, nei soli casi in
cui quest’ultimo sia preposto ad un ufficio avente autonomia gestionale, individuato dall’organo di
vertice delle singole amministrazioni tenendo conto dell’ubicazione e dell’ambito funzionale degli
uffici nei quali viene svolta l’attività, e dotato di autonomi poteri decisionali e di spesa. In caso di
omessa individuazione, o di individuazione non conforme ai criteri sopra indicati, il datore di lavoro
coincide con l’organo di vertice medesimo;

Azienda: il complesso della struttura organizzata dal datore di lavoro pubblico o privato;

Unità produttiva: stabilimento o struttura finalizzati alla produzione di beni o all’erogazione di


servizi, dotati di autonomia finanziaria e tecnico funzionale ;

Dirigente: persona che, in ragione delle competenze professionali e di poteri gerarchici e


funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, attua le direttive del datore di lavoro
organizzando l’attività lavorativa e vigilando su di essa;

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Preposto: persona che, in ragione delle competenze professionali e nei limiti di poteri gerarchici e
funzionali adeguati alla natura dell’incarico conferitogli, sovrintende alla attività lavorativa e
garantisce l’attuazione delle direttive ricevute, controllandone la corretta esecuzione da parte dei
lavoratori ed esercitando un funzionale potere di iniziativa;

Responsabile del Servizio di Prevenzione e Protezione: persona in possesso delle capacità e


dei requisiti professionali di cui all’articolo 32 del [Link]. 81/08 designata dal datore di lavoro, a cui
risponde, per coordinare il servizio di prevenzione e protezione dai rischi;

Servizio di prevenzione e protezione dei rischi: insieme delle persone, sistemi e mezzi
esterni o interni all’azienda finalizzati all’attività di prevenzione e protezione dai rischi professionali
per i lavoratori;

Addetto al servizio di prevenzione e protezione : persona in possesso delle capacità e dei


requisiti professionali di cui all’articolo 32 del [Link]. 81/08, facente parte del servizio di
prevenzione e protezione dei rischi.

Medico competente: medico in possesso di uno dei titoli e dei requisiti formativi e professionali
di cui all’articolo 38 del [Link]. 81/08, che collabora, secondo quanto previsto all’articolo 29, comma
1, dello stesso [Link]., con il datore di lavoro ai fini della valutazione dei rischi ed è nominato dallo
stesso per effettuare la sorveglianza sanitaria e per tutti gli altri compiti di cui al presente decreto;
i requisiti formativi e professionali del medico competente sono quelli indicati all’ art. 38 del [Link].
81/08.

Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza: persona eletta o designata per rappresentare
i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e della sicurezza durante il lavoro.

Sorveglianza sanitaria: insieme degli atti medici, finalizzati alla tutela dello stato di salute e
sicurezza dei lavoratori, in relazione all’ambiente di lavoro, ai fattori di rischio professionali e alle
modalità di svolgimento dell’attività lavorativa.

Prevenzione: il complesso delle disposizioni o misure necessarie anche secondo la particolarità


del lavoro, l’esperienza e la tecnica, per evitare o diminuire i rischi professionali nel rispetto della
salute della popolazione e dell’integrità dell’ambiente esterno.

Agente: agente chimico, fisico o biologico, presente durante il lavoro e potenzialmente dannoso
per la salute.

Norma tecnica: specifica tecnica, approvata e pubblicata da un’organizzazione internazionale, da


un organismo europeo o da un organismo nazionale di normalizzazione, la cui osservanza non sia
obbligatoria.

Buone prassi: soluzioni organizzative o procedurali coerenti con la normativa vigente e con le
norme di buona tecnica, adottate volontariamente e finalizzate a promuovere la salute e sicurezza
sui luoghi di lavoro attraverso la riduzione dei rischi e il miglioramento delle condizioni di lavoro,
elaborate e raccolte dalle regioni, dall’Istituto nazionale per l’assicurazione contro gli infortuni sul
lavoro (INAIL) e dagli organismi paritetici di cui all’articolo 51 del [Link]. 81/08, validate dalla
Commissione consultiva permanente di cui all’articolo 6 del [Link]. 81/08 che provvede a
assicurarne la più ampia diffusione.

Linee Guida: atti di indirizzo e coordinamento per l’applicazione della normativa in materia di
salute e sicurezza predisposti dai ministeri, dalle regioni e dall’INAIL e approvati in sede di
Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di
Bolzano.

Informazione: complesso delle attività dirette a fornire conoscenze utili alla identificazione, alla
riduzione e alla gestione dei rischi in ambiente di lavoro.

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Formazione: processo educativo attraverso il quale trasferire ai lavoratori ed agli altri soggetti del
sistema di prevenzione e protezione aziendale conoscenze e procedure utili alla acquisizione di
competenze per lo svolgimento in sicurezza dei rispettivi compiti in azienda e alla identificazione,
alla riduzione e alla gestione dei rischi.

Addestramento: complesso delle attività dirette a fare apprendere ai lavoratori l’uso corretto di
attrezzature, macchine, impianti, sostanze, dispositivi, anche di protezione individuale, e le
procedure di lavoro.

Modello di organizzazione e di gestione: modello organizzativo e gestionale per la definizione


e l’attuazione di una politica aziendale per la salute e sicurezza, ai sensi dell’articolo 6, comma 1,
lettera a), del decreto legislativo 8 giugno 2001, n. 231, idoneo a prevenire i reati di cui agli articoli
589 e 590, comma 3, del codice penale, commessi con violazione delle norme antinfortunistiche e
sulla tutela della salute sul lavoro.

Organismi paritetici: organismi costituiti ad iniziativa di una o più associazioni dei datori e dei
prestatori di lavoro comparativamente più rappresentative sul piano nazionale, quali sedi
privilegiate per: la programmazione di attività formative e l’elaborazione e la raccolta di buone
prassi a fini prevenzionistici; lo sviluppo di azioni inerenti la salute e sicurezza sul lavoro; la
l’assistenza alle imprese finalizzata all’attuazione degli adempimenti in materia; ogni altra attività
o funzione assegnata loro dalla legge o dai contratti collettivi di riferimento.

Responsabilità sociale delle Imprese: integrazione volontaria delle preoccupazioni sociali ed


ecologiche delle aziende e organizzazioni nelle loro attività commerciali e nei loro rapporti con le
parti interessate.

Libretto formativo del cittadino: libretto personale del lavoratore definito, ai sensi dell'accordo
Stato-regioni del 18 febbraio 2000, di concerto tra il Ministero del lavoro e delle politiche sociali e il
Ministero dell'istruzione, dell'università e della ricerca, previa intesa con la Conferenza unificata
Stato-regioni e sentite le parti sociali, in cui vengono registrate le competenze acquisite durante la
formazione in apprendistato, la formazione in contratto di inserimento, la formazione specialistica
e la formazione continua svolta durante l'arco della vita lavorativa ed effettuata da soggetti
accreditati dalle regioni, nonché le competenze acquisite in modo non formale e informale secondo
gli indirizzi della Unione europea in materia di apprendimento permanente, purché riconosciute e
certificate.

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MISURE GENERALI DI TUTELA ED EMERGENZE

MISURE GENERALI DI TUTELA


Sono state osservate tutte le misure generali di tutela della salute e della sicurezza dei lavoratori,
come definite all’ art. 15 del [Link]. 81/08, e precisamente:
 è stata effettuata la valutazione di tutti i rischi per la salute e la sicurezza, così come descritta
nel presente DVR.
 Si è provveduto all’eliminazione dei rischi e, ove ciò non è
risultato possibile, alla loro riduzione al minimo in relazione
alle conoscenze acquisite in base al progresso tecnico.
 Sono stati rispettati i principi ergonomici nell’organizzazione
del lavoro, nella concezione dei posti di lavoro, nella scelta
delle attrezzature e nella definizione dei metodi di lavoro e
produzione, in particolare al fine di ridurre gli effetti sulla
salute del lavoro monotono e di quello ripetitivo.
 E’ stata prevista a sostituzione di ciò che è pericoloso con ciò
che non lo è, o è meno pericoloso.
 E’ stato limitato al minimo il numero dei lavoratori che sono,
o che possono essere, esposti a rischio.
 E’ stato previsto un utilizzo limitato degli agenti chimici, fisici e biologici sui luoghi di lavoro.
 E’ stata data la priorità alle misure di protezione collettiva rispetto alle misure di protezione
individuale.
 E’ stato previsto il controllo sanitario dei lavoratori.
 Si provvederà all’allontanamento del lavoratore dall’esposizione al rischio per motivi sanitari
inerenti la sua persona, adibendolo, ove possibile, ad altra mansione.
 E’ effettuata l’adeguata informazione e formazione per i lavoratori, per dirigenti, i preposti e
per i rappresentanti dei lavoratori per la sicurezza.
 E’ prevista la partecipazione e la consultazione dei lavoratori e dei rappresentanti dei lavoratori
per la sicurezza.
 E’ effettuata un’attenta programmazione delle misure ritenute opportune per garantire il
miglioramento nel tempo dei livelli di sicurezza, anche attraverso l’adozione di codici di
condotta e di buone prassi.
 Sono state dettagliate le misure di emergenza da attuare in caso di primo soccorso, di lotta
antincendio, di evacuazione dei lavoratori e di pericolo grave e immediato, compreso l’uso di
segnali di avvertimento e di sicurezza.
 E’ stata programmata la regolare manutenzione di ambienti, attrezzature, impianti, con
particolare riguardo ai dispositivi di sicurezza in conformità alla indicazione dei fabbricanti.

Le misure relative alla sicurezza, all’igiene ed alla salute durante il lavoro non comporteranno mai
oneri finanziari per i lavoratori.

PROCEDURE D'EMERGENZA
COMPITI E PROCEDURE GENERALI
Come previsto dall’art. 43, comma 1, del [Link]. 81/08, sono stati organizzati i necessari rapporti
con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso, salvataggio, lotta antincendio e
gestione dell’emergenza.

Sono stati, infatti, designati preventivamente i lavoratori incaricati dell’attuazione delle misure di
prevenzione incendi e lotta antincendio, di evacuazione dei luoghi di lavoro in caso di pericolo
grave e immediato, di salvataggio, di primo soccorso e, comunque, di gestione dell’emergenza.

Sono stati informati tutti i lavoratori che possono essere esposti a un pericolo grave ed immediato
circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare.

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Documento di Valutazione dei Rischi
Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
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Sono stati programmati gli interventi, presi i provvedimenti e date le istruzioni affinché i lavoratori,
in caso di pericolo grave e immediato che non può essere evitato, possano cessare la loro attività,
o mettersi al sicuro, abbandonando immediatamente il luogo di lavoro.

Sono stati adottati i provvedimenti necessari affinché qualsiasi lavoratore, in caso di pericolo grave
ed immediato per la propria sicurezza o per quella di altre persone e nell’impossibilità di contattare
il competente superiore gerarchico, possa prendere le misure adeguate per evitare le conseguenze
di tale pericolo, tenendo conto delle sue conoscenze e dei mezzi tecnici disponibili.

Ai fini delle designazioni si è tenuto conto delle dimensioni dell’azienda e dei rischi specifici
dell’azienda o della unità produttiva secondo i criteri previsti nei decreti di cui all’articolo 46 del
[Link]. 81/08.

In azienda sono sempre presenti gli addetti al pronto soccorso, alla prevenzione incendi ed alla
evacuazione.

In azienda è esposta una tabella ben visibile riportante almeno i seguenti numeri telefonici:

 Vigili del Fuoco


 Pronto soccorso
 Vigili Urbani
 Carabinieri
 Polizia

In situazione di emergenza (incendio, infortunio, calamità) il lavoratore dovrà chiamare l’addetto


all’emergenza che si attiverà secondo le indicazioni sotto riportate. Solo in assenza dell’addetto
all’emergenza, il lavoratore potrà attivare la procedura sotto elencata.

CHIAMATA SOCCORSI ESTERNI


In caso d’incendio

 Chiamare i VIGILI DEL FUOCO componendo il numero telefonico 115.


 Rispondere con calma alle domande dell’operatore dei vigili del fuoco che richiederà: indirizzo
e telefono dell’azienda, informazioni sull’incendio.
 Non interrompere la comunicazione finché non lo decide l’operatore.
 Attendere i soccorsi esterni al di fuori dell’azienda.

In caso d’infortunio o malore

 Chiamare il SOCCORSO PUBBLICO componendo il numero telefonico 118.


 Rispondere con calma alle domande dell’operatore che richiederà: cognome e nome, indirizzo,
n. telefonico ed eventuale percorso per arrivarci, tipo di incidente: descrizione sintetica della
situazione, numero dei feriti, ecc.
 Conclusa la telefonata, lasciare libero il telefono: potrebbe essere necessario richiamarvi.

REGOLE COMPORTAMENTALI

 Seguire i consigli dell’operatore della Centrale Operativa 118.


 Osservare bene quanto sta accadendo per poterlo riferire.
 Prestare attenzione ad eventuali fonti di pericolo (rischio di incendio, ecc.).
 Incoraggiare e rassicurare il paziente.
 Inviare, se del caso, una persona ad attendere l’ambulanza in un luogo facilmente
individuabile.
 Assicurarsi che il percorso per l’accesso della lettiga sia libero da ostacoli.

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Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
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PRESIDI DI PRIMO SOCCORSO


In azienda, così come previsto dall’ art.45, commi 1 e 2 del [Link]. 81/08, sono presenti i presidi
sanitari indispensabili per prestare le prime cure ai lavoratori feriti o colpiti da malore improvviso.
Detti presidi sono contenuti in una Cassetta di Pronto Soccorso.

CONTENUTO MINIMO DEL PACCHETTO DI MEDICAZIONE


 Guanti sterili monouso (2 paia).
 Flacone di soluzione cutanea di iodopovidone al 10% di iodio da 125 ml (1).
 Flacone di soluzione fisiologica (sodio cloruro 0,9%) da 250 ml (1).
 Compresse di garza sterile 18 x 40 in buste singole (1).
 Compresse di garza sterile 10 x 10 in buste singole (3).
 Pinzette da medicazione sterili monouso (1).
 Confezione di cotone idrofilo (1).
 Confezione di cerotti di varie misure pronti all'uso (1).
 Rotolo di cerotto alto cm 2,5 (1).
 Rotolo di benda orlata alta cm 10 (1).
 Un paio di forbici (1).
 Un laccio emostatico (1).
 Confezione di ghiaccio pronto uso (1).
 Sacchetti monouso per la raccolta di rifiuti sanitari (1).
 Istruzioni sul modo di usare i presidi suddetti e di prestare i primi soccorsi in attesa del
servizio di emergenza.

REQUISITI ATTREZZATURE DI LAVORO


Come indicato all’ art. 69 del [Link]. 81/08, si intende per attrezzatura di lavoro qualsiasi
macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere usato
durante il lavoro, mentre si intende per uso di un’attrezzatura di lavoro
qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di lavoro,
quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la
riparazione, la trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo
smontaggio

Qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro


nella quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o
la sicurezza dello stesso viene definita zona pericolosa e qualsiasi lavoratore che si trovi
interamente o in parte in una zona pericolosa viene definito quale lavoratore esposto.

Come indicato all’ art. 70 del [Link]. 81/08, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei
lavoratori devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di
recepimento delle direttive comunitarie di prodotto. Per le attrezzature di lavoro costruite in
assenza di disposizioni legislative e regolamentari o messe a disposizione dei lavoratori
antecedentemente all’emanazione di norme legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto viene controllata la conformità ai requisiti generali di sicurezza
riportati nell’ allegato V del [Link]. 81/08.

All'atto della scelta delle nuove attrezzature di lavoro, come indicato all’ art. 71, comma 2, del
[Link]. 81/08, il datore di lavoro prenderà in considerazione:
 le condizioni e le caratteristiche specifiche del lavoro da svolgere;
 i rischi presenti nell’ambiente di lavoro;
 i rischi derivanti dall’impiego delle attrezzature stesse;
 i rischi derivanti da interferenze con le altre attrezzature già in uso.

Al fine di ridurre al minimo i rischi connessi all’uso delle attrezzature di lavoro e per
impedire che dette attrezzature possano essere utilizzate per operazioni e secondo condizioni per
le quali non sono adatte, verranno adottate adeguate misure tecniche ed organizzative e verranno
rispettate tutte quelle riportate nell’allegato VI del [Link]. 81/08.

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Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
s.m.i.

Tutte le attrezzature di lavoro sono:


 installate correttamente:
 sottoposte ad idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di
sicurezza;
 corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e libretto di manutenzione;
 assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza eventualmente
stabilite con specifico provvedimento regolamentare o in relazione al grado di evoluzione della
tecnica della prevenzione e della protezione.

INFORMAZIONE E FORMAZIONE
Per ogni attrezzatura di lavoro messa a disposizione, i lavoratori incaricati dell’uso dispongono di
ogni necessaria informazione e istruzione e ricevono una formazione adeguata in rapporto alla
sicurezza relativamente:
 alle condizioni di impiego delle attrezzature;
 alle situazioni anormali prevedibili.

Per le attrezzature che richiedono, in relazione ai loro rischi, conoscenze e responsabilità


particolari viene impartita una formazione adeguata e specifica, tale da consentirne l’utilizzo delle
attrezzature in modo idoneo e sicuro, anche in relazione ai rischi che possano essere causati ad
altre persone.

DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE (D.P.I.)


Come indicato all’ art. 74 del [Link]. 81/08, si intende per Dispositivo di Protezione Individuale, di
seguito denominato DPI, qualsiasi attrezzatura destinata ad essere indossata e tenuta dal
lavoratore allo scopo di proteggerlo contro uno o più rischi suscettibili di minacciarne la sicurezza o
la salute durante il lavoro, nonché ogni complemento o accessorio destinato a tale scopo.

Ne è stato previsto l’impiego obbligatorio dei DPI quando i rischi non possono essere evitati o
sufficientemente ridotti da misure tecniche di prevenzione, da mezzi di protezione collettiva, da
misure, metodi o procedimenti di riorganizzazione del lavoro.

I DPI utilizzati sono conformi alle norme di riferimento, adeguati ai rischi da prevenire, senza
comportare di per sé un rischio maggiore, adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro.

In caso di rischi multipli che richiedono l'uso simultaneo di più DPI, come indicati nelle schede di
sicurezza riportate nel seguito, questi devono essere tra loro compatibili e tali da mantenere,
anche nell'uso simultaneo, la propria efficacia nei confronti del rischio e dei rischi corrispondenti.

Ai fini della scelta dei DPI, il datore di lavoro:


 ha effettuato l'analisi e la valutazione dei rischi che non possono essere evitati con altri mezzi;
 ha individuato le caratteristiche dei DPI necessarie affinché questi siano adeguati ai rischi
stessi, tenendo conto delle eventuali ulteriori fonti di rischio rappresentate dagli stessi DPI;
 ha valutato, sulla base delle informazioni e delle norme d'uso fornite dal fabbricante a corredo
dei DPI, le caratteristiche dei DPI disponibili sul mercato e le ha raffrontate con le
caratteristiche individuate nella scelta degli stessi;
 provvederà ad aggiornare la scelta ogni qualvolta intervenga una variazione significativa negli
elementi di valutazione.

E’ cura del Datore di lavoro:


 mantenere in efficienza i DPI e assicurarne le condizioni d’igiene, mediante la manutenzione, le
riparazioni e le sostituzioni necessarie e secondo le eventuali indicazioni fornite dal
fabbricante;
 provvedere a che i DPI siano utilizzati soltanto per gli usi previsti, salvo casi specifici ed
eccezionali, conformemente alle informazioni del fabbricante;
 fornire istruzioni dettagliate, ma comprensibili per i lavoratori;

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Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
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 destinare ogni DPI ad un uso personale e, qualora le circostanze richiedano l’uso di uno stesso
DPI da parte di più persone, prendere misure adeguate affinché tale uso non ponga alcun
problema sanitario e igienico ai vari utilizzatori;
 stabilire le procedure aziendali da seguire, al termine dell’utilizzo, per la riconsegna e il
deposito dei DPI;
 assicurare una formazione adeguata e organizzare uno specifico addestramento circa l’uso
corretto e l’utilizzo pratico dei DPI.

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AGENTI CHIMICI
Ai sensi dell'art. 222 del [Link]. 81/08 e s.m.i. si intende per:

a. agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli, allo stato
naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti, mediante
qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano immessi o no sul
mercato;

b. agenti chimici pericolosi:


 agenti chimici che soddisfano i criteri di classificazione come pericolosi in una delle classi di
pericolo fisico o di pericolo per la salute di cui al regolamento (CE) n. 1272/2008 del Parlamento
europeo e del Consiglio, indipendentemente dal fatto che tali agenti chimici siano classificati
nell'ambito di tale regolamento;
 agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, comportano un rischio per la
sicurezza e la salute dei lavoratori a causa di loro proprietà chimico-fisiche, chimiche o
tossicologiche e del modo in cui sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti
chimici cui è stato assegnato un valore limite di esposizione professionale di cui all'Allegato
XXXVIII del [Link]. 81/08.

VALUTAZIONE DEL RISCHIO CHIMICO


Nella valutazione dei rischi, il datore di lavoro ha determinato la presenza di agenti chimici
pericolosi sul luogo di lavoro prendendo in considerazione in particolare:

 le proprietà pericolose e le informazioni sulla salute e sicurezza comunicate dal responsabile


dell’immissione sul mercato tramite la relativa scheda di sicurezza
 le circostanze in cui viene svolto il lavoro in presenza di tali agenti, tenuto conto della quantità
delle sostanze e delle miscele che li contengono o li possono generare;
 gli effetti delle misure preventive e protettive adottate o da adottare;
 le conclusioni tratte da eventuali azioni di sorveglianza sanitaria già intraprese.

ATTIVITA’ INTERESSATE
Risultano interessate tutte le attività lavorative nelle quali sono utilizzati agenti chimici, o se ne
prevede l’utilizzo, in ogni tipo di procedimento, compresi la produzione, la manipolazione,
l’immagazzinamento, il trasporto o l’eliminazione e il trattamento dei rifiuti, o che risultino da tale
attività lavorativa.

Prima dell’attività

 prima dell’impiego della specifica sostanza occorre consultare l’etichetta e le istruzioni d’uso;
 tutte le lavorazioni devono essere precedute da una valutazione tesa ad evitare l’impiego di
sostanze chimiche nocive e a sostituire ciò che è nocivo con ciò che non lo è o lo è meno;
 la quantità dell’agente chimico da impiegare deve essere ridotta al minimo richiesto dalla
lavorazione;
 tutti i lavoratori addetti o comunque presenti devono essere adeguatamente informati e formati
sulle modalità di deposito e di impiego di tali agenti, sui rischi per la salute connessi, sulle
attività di prevenzione da porre in essere e sulle procedure anche di pronto soccorso da
adottare in caso di emergenza.

Durante l’attività

 è fatto assoluto divieto di fumare, mangiare o bere sul posto di lavoro;


 è indispensabile indossare l’equipaggiamento idoneo (guanti, calzature, maschere per la
protezione delle vie respiratorie, tute, ecc.) da adottarsi in funzioni degli specifici agenti chimici
presenti.

Dopo l’attività

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Art. 17,28 e 29- [Link]. 81/2008 e
s.m.i.

 tutti gli esposti devono seguire una scrupolosa igiene personale che deve comprendere anche il
lavaggio delle mani, dei guanti, delle calzature e degli altri indumenti indossati;
 deve essere prestata una particolare attenzione alle modalità di smaltimento degli eventuali
residui della lavorazione (es. contenitori usati).

PRONTO SOCCORSO E MISURE DI EMERGENZA


Al verificarsi di situazioni di allergie, intossicazioni e affezioni riconducibili all’utilizzo di agenti
chimici è necessario condurre l’interessato al più vicino centro di Pronto Soccorso.

SORVEGLIANZA SANITARIA
Sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, previo parere del medico competente, tutti i soggetti che
utilizzano o che si possono trovare a contatto con agenti chimici considerati pericolosi in
conformità alle indicazioni contenute nell’etichetta delle sostanze impiegate.

LAVORATRICI IN STATO DI GRAVIDANZA


[Link]. 26 marzo 2001, n° 151
La tutela della salute lavoratrici madri attraverso l’eliminazione o riduzione dell’esposizione a
fattori di rischio professionali per le gravide, per l’embrione ed il feto, con particolare attenzione a
fattori di rischio abortigeni, mutageni e teratogeni, comporta la valutazione dei rischi per la
sicurezza e la salute delle lavoratrici gestanti, puerpere o in periodo di allattamento fino a sette
mesi dopo il parto, per le lavoratrici addette alle lavorazioni.
A seguito della suddetta valutazione, sono individuate le seguenti misure di prevenzione e
protezione di ordine generale da adottare:
 sono modificati i ritmi lavorativi, in modo che essi non siano eccessivi e che non comportino
una posizione particolarmente affaticante.

 Se richiesto dal medico competente, o se obbligatorio per legge a causa di rischi specifici, si
predispone che la lavoratrice venga adibita, in via provvisoria, ad altra mansione.
Le lavoratrici addette alle rispettive mansioni ed il rappresentante per la sicurezza sono informati
sui risultati della valutazione e sulle conseguenti misure adottate.
Nota: L’art.12, comma 1, del [Link]. 151/2001 ha introdotto la facoltà, per le lavoratrici dipendenti di datori di
lavoro pubblici o privati, di utilizzare in forma flessibile il periodo dell’interdizione obbligatoria dal lavoro di cui
all’art.4 della Legge 1204/71 (due mesi prima del parto e tre mesi dopo il parto), posticipando un mese
dell’astensione prima del parto al periodo successivo al parto.
Per poter avvalersi di tale facoltà, la lavoratrice gestante dovrà presentare apposita domanda al datore di
lavoro e all’ente erogatore dell’indennità di maternità (INPS), corredata da certificazione del medico ostetrico-
ginecologo del SSN o con esso convenzionato la quale esprima una valutazione, sulla base delle informazioni
fornite dalla lavoratrice sull’attività svolta, circa la compatibilità delle mansioni e relative modalità
svolgimento ai fini della tutela della salute della gestante e del nascituro e, qualora la lavoratrice sia adibita a
mansione comportante l’obbligo di sorveglianza sanitaria, un certificato del Medico Competente attestante
l’assenza di rischi per lo stato di gestazione.

Di, seguito la procedura adottata per la tutela delle lavoratrici madri.

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Di seguito, viene riportato, anche a titolo informativo per le lavoratrici madri e per i soggetti
interessati, l’elenco dei principali pericoli per le lavoratrici stesse, con l’indicazione delle principali
conseguenze e dei divieti derivanti dalla vigente normativa in materia.

ERGONOMIA
PERICOLO/
CONSEGUENZE DIVIETI
RISCHIO
Mutamenti fisiologici in corso di gravidanza (maggior
volume sanguigno e aumento delle pulsazioni
[Link].151/01 allegato A,
cardiache, dilatazione generale dei vasi sanguigni e lett. G
possibile compressione delle vene addominali o (i lavori che comportano una
pelviche) favoriscono la congestione periferica durante stazione in piedi per più di
ATTIVITÀ’ IN
la postura eretta. La compressione delle vene può metà dell'orario lavorativo)
POSTURA
ridurre il ritorno venoso con conseguente
ERETTA
accelerazione compensativa del battito cardiaco DIVIETO IN
PROLUNGATA GRAVIDANZA
materno e il manifestarsi di contrazioni uterine. Se la
compensazione è insufficiente ne possono derivare durante la gestazione e
fino al termine del periodo
vertigini e perdita di coscienza. Periodi prolungati in
di interdizione dal lavoro
piedi durante la giornata lavorativa determinano per le
donne un maggior rischio di parto prematuro.
POSTURE E' potenzialmente pericoloso lavorare in posti di lavoro [Link].151/01 allegato A,
INCONGRUE ristretti o in postazioni non sufficientemente adattabili lett. G
per tenere conto del crescente volume addominale, in (lavori che obbligano ad una
postazione particolarmente
particolare nelle ultime fasi della gravidanza. Ciò può
affaticante).
determinare stiramenti o strappi muscolari. La
destrezza, l'agilità, il coordinamento, la velocità dei DIVIETO IN
movimenti e l'equilibrio possono essere anch'essi GRAVIDANZA
limitati e ne può derivare un rischio accresciuto durante la gestazione e
d'infortunio. fino al termine del periodo

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di interdizione dal lavoro


[Link].151/01 allegato A,
lett. E
(i lavori su scale ed
E' potenzialmente pericoloso per le lavoratrici gestanti impalcature mobili e fisse)
LAVORO IN
lavorare in postazioni sopraelevate (ad esempio scale,
POSTAZIONI
piattaforme, ecc.) a causa del rischio di cadute DIVIETO IN
ELEVATE GRAVIDANZA
dall’alto.
durante la gestazione e
fino al termine del periodo
di interdizione dal lavoro
[Link].151/01 allegato A,
lett. H
LAVORI CON (i lavori con macchina mossa
MACCHINA Le attività fisiche particolarmente affaticanti sono a pedale, o comandata a
MOSSA A PEDALE, considerate tra le cause di aborti spontanei. E' pedale, quando il ritmo del
movimento sia frequente, o
QUANDO IL RITMO importante assicurare che il volume e il ritmo
esiga un notevole sforzo)
SIA dell'attività non siano eccessivi e, dove possibile, le
FREQUENTE O lavoratrici abbiano un certo controllo del modo in cui il DIVIETO IN
ESIGA lavoro è organizzato. GRAVIDANZA
SFORZO durante la gestazione e
fino al termine del periodo
di interdizione dal lavoro
[Link].151/01 allegato A,
lett. F
(lavori di manovalanza
pesante )
La manovalanza pesante e/o la movimentazione [Link]. 151/01 allegato C,
MANOVALANZA manuale dei carichi pesanti è ritenuta pericolosa in lett.A,1,b
PESANTE gravidanza in quanto può determinare lesioni al feto e (movimentazione manuale di
un parto prematuro. Con il progredire della gravidanza carichi pesanti che
MOVIMENTAZIONE la lavoratrice è esposta ad un maggior rischio di lesioni comportano rischi,
MANUALE CARICHI causato dal rilassamento ormonale dei legamenti e dai soprattutto dorso lombari)
problemi posturali ingenerati dalla gravidanza
DIVIETO IN
GRAVIDANZA
durante la gestazione e
fino al termine del periodo
di interdizione dal lavoro
[Link].151/01 allegato A,
lett. O
(i lavori a bordo delle navi,
L'esposizione a vibrazioni a bassa frequenza, come degli aerei, dei treni, dei
accade per uso di mezzi in movimento, può accrescere pullman e di ogni altro
LAVORI SU MEZZI
il rischio di aborti spontanei. Il lavoro a bordo di veicoli mezzo di comunicazione in
IN
può essere di pregiudizio per la gravidanza soprattutto moto)
MOVIMENTO
per il rischio di microtraumi, scuotimenti, colpi, oppure
urti, sobbalzi o traumi che interessino l'addome. DIVIETO IN GRAVIDANZA
durante la gestazione e fino
al termine del periodo di
interdizione dal lavoro

AGENTI FISICI
PERICOLO/
CONSEGUENZE DIVIETI
RISCHIO
RUMORE L'esposizione prolungata a rumori forti (>80 dB(A)) può [Link].151/01 allegato C
determinare un aumento della pressione sanguigna e lett.A,1,c
un senso di stanchezza; si ipotizza una vasocostrizione [Link].151/01 allegato A
lett. A
arteriolare che potrebbe essere responsabile di una
[Link].151/01 allegato A
diminuzione del flusso placentare. Sono, inoltre, lett. C
possibili riduzioni di crescita del feto, con conseguente (malattie professionali)
minor peso alla nascita. Evidenze sperimentali
suggeriscono che una esposizione prolungata del DIVIETO IN
nascituro a rumori forti durante la gravidanza può GRAVIDANZA
avere un effetto sulle sue capacità uditive dopo la (per esposizioni ≥ 80
nascita. dB(A))

DIVIETO FINO A SETTE


MESI
DOPO IL PARTO

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(per esposizioni ≥ 85
dB(A))
[Link].151/01 allegato A
lett. I
(lavori con macchine
scuotenti o
con utensili che
trasmettono intense
vibrazioni)

DIVIETO IN
GRAVIDANZA
durante la gestazione e
fino al termine del periodo
Un'esposizione di lungo periodo a vibrazioni che di interdizione dal lavoro
SCUOTIMENTI interessano il corpo intero può accrescere il rischio di
VIBRAZIONI parto prematuro o di neonati sotto peso e/o [Link].151 Allegato A
complicanze in gravidanza e parti prematuri. lett. B
(Lavori che impiegano
utensili
vibranti ad aria compressa
o ad
asse flessibile soggetti
all’obbligo di sorveglianza
sanitaria)

DIVIETO IN
GRAVIDANZA E FINO A
SETTE MESI DOPO IL
PARTO
[Link].151/01 Allegato A
lett. A
(celle frigorifere)
[Link].151/01 allegato C
lett.A,1,f
(esposizione a
Durante la gravidanza, le donne sopportano meno il sollecitazioni
calore ed è più facile che svengano o risentano dello termiche rilevanti
stress da calore. L'esposizione a calore può avere esiti evidenziata dalla
SOLLECITAZIONI valutazione dei rischi)
nocivi sulla gravidanza. Il lavoro a temperature molto
TERMICHE
fredde può essere pregiudizievole per la salute per DIVIETO IN
gestanti, nascituro e puerpere. I rischi aumentano in GRAVIDANZA
caso di esposizione a sbalzi improvvisi di temperatura DIVIETO FINO A SETTE
MESI
DOPO IL PARTO PER
ESPOSIZIONI A TEMP.
MOLTO BASSE
(es. lavori nelle celle
frigorifere)
RADIAZIONI Una esposizione a radiazioni ionizzanti comporta dei [Link]. 151/01 art.8
IONIZZANTI rischi per il nascituro. (Le donne, durante la
Se una lavoratrice che allatta opera con liquidi o gravidanza, non possono
svolgere attività in zone
polveri radioattivi può determinarsi un'esposizione del
classificate o, comunque,
bambino in particolare a seguito della contaminazione essere adibite ad attività
della pelle della madre. Sostanze contaminanti che potrebbero esporre il
radioattive inalate o digerite dalla madre possono nascituro ad una dose
passare attraverso la placenta al nascituro e, che ecceda un
attraverso il latte, al neonato. millisievert durante il
L’esposizione durante il primo trimestre di gravidanza periodo della gravidanza)
può provocare aborto, aumento delle malformazioni e
DIVIETO IN
deficit funzionali. GRAVIDANZA
Se esposizione nascituro >
1 mSv

[Link]. 151/01 allegato


A lett. D
(i lavori che comportano
l'esposizione alle radiazioni
ionizzanti).
DIVIETO IN
GRAVIDANZA E
FINO A SETTE MESI

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DOPO IL
PARTO
[Link].151/01 allegato A
lett. C
Al momento attuale non esistono dati certi sugli effetti (malattie professionali di
cui all.4 al decreto
provocati sulla gravidanza o sulla lattazione dalle 1124/65 e successive
radiazioni non ionizzanti. Non si può escludere che modifiche)
esposizioni a campi elettromagnetici intensi, come ad [Link].151/01 allegato C
esempio quelli associati a fisioterapie (marconiterapia, lett.A,1,e
RADIAZIONI NON
radarterapia) o alla saldatura a radiofrequenza delle (rischio da radiazioni non
IONIZZANTI ionizzanti evidenziato dalla
materie plastiche, possano determinare un rischio
accresciuto per il nascituro. Sulla base degli studi valutazione dei rischi)
epidemiologici effettuati, il lavoro al videoterminale
DIVIETO IN
non espone a RNI in grado di interferire con la normale GRAVIDANZA
evoluzione della gravidanza. Per esposizioni superiori a
quelle ammesse per la
popolazione generale

AGENTI BIOLOGICI
PERICOLO/
CONSEGUENZE DIVIETI
RISCHIO
[Link].151/01 allegato A
lett B
(rischi per i quali vige
Le malattie infettive contratte in gravidanza possono l'obbligo delle visite mediche
avere notevoli ripercussioni sull’andamento della preventive e periodiche).
stessa. Molti agenti biologici appartenenti ai gruppi di
[Link].151/01 allegato B
rischio 2,3,4 possono interessare il nascituro in caso di lett. A
infezione della madre durante la gravidanza. Essi punto 1 lett b (per virus
AGENTI
possono giungere al bambino per via placentare rosolia e toxoplasma in
BIOLOGICI DEI
oppure durante e dopo il parto, in caso di allattamento assenza di
GRUPPI DI
o a seguito dello stretto contatto fisico tra madre e comprovata immunizzazione)
RISCHIO
bambino. Agenti che possono infettare il bambino in
da 2 a 4 [Link].151/01 allegato C
uno di questi modi sono ad esempio i virus dell'epatite
B, C, rosolia, l’HIV, il bacillo della tubercolosi, quello lett.A,2
(rischio di esposizione ad
della sifilide, la salmonella del tifo e il toxoplasma. In agenti
particolare possono essere esposte determinate biologici evidenziato dalla
categorie di valutazione dei rischi)
lavoratori.
DIVIETO IN GRAVIDANZA
E FINO A SETTE MESI
DOPO IL PARTO

AGENTI CHIMICI
PERICOLO/
CONSEGUENZE DIVIETI
RISCHIO
SOSTANZE O L'effettivo rischio per la salute costituito dalle singole [Link].151/01 allegato A
MISCELE sostanze può essere determinato esclusivamente a lett. A
CLASSIFICATE seguito di una valutazione del rischio. Una esposizione [Link].151/01 allegato A
lett. C
COME occupazionale prevede spesso la presenza di una
(malattie professionali)
PERICOLOSE combinazione di più sostanze, e in questi casi non è [Link].151/01 allegato C
(TOSSICHE, sempre possibile conoscere le conseguenze delle lett. A
NOCIVE, interazioni fra le diverse sostanze ed i possibili effetti punto 3 lett. a, b ,c , d, e,
CORROSIVE, sinergici che le associazioni chimiche possono f, e lett B
IRRITANTI) produrre. Alcuni agenti chimici possono penetrare (esposizione ad agenti
attraverso la pelle integra ed essere assorbiti dal corpo chimici
con ripercussioni negative sulla salute. Molte sostanze pericolosi evidenziata dalla
valutazione dei rischi)
possono passare nel latte materno e per questa via
contaminare il bambino. Tra gli effetti degli agenti DIVIETO IN GRAVIDANZA
chimici sulla gravidanza molti studi hanno evidenziato E FINO A SETTE MESI
il verificarsi di aborti spontanei correlati ad una DOPO IL PARTO
esposizione occupazionale a numerose sostanze, tra Può essere consentito l’uso
cui solventi organici, gas anestetici e farmaci di
antiblastici, anche per bassi livelli di esposizione. sostanze o preparati
classificati

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esclusivamente irritanti per


la
pelle e con frase di rischio
“può
provocare sensibilizzazione
per
contatto con la pelle”, a
condizione che il rischio sia
evitabile con l’uso dei DPI.
[Link].151/01 allegato A
lett. A
Vi sono forti evidenze che l'esposizione al piombo, sia [Link].151/01 allegato A
PIOMBO E
del nascituro che del neonato, determini problemi nello lett. C
DERIVATI CHE
sviluppo, danno del sistema nervoso e degli organi (malattie professionali)
POSSONO ESSERE
emopoietici. Le donne, i neonati e i bambini in tenera [Link]. 151/01 allegato B
ASSORBITI lett. A
età sono maggiormente
DALL’ORGANISMO
sensibili al piombo che gli adulti maschi. Il piombo
UMANO DIVIETO IN GRAVIDANZA
passa dal sangue al latte.
E FINO A SETTE MESI
DOPO IL PARTO

ALTRI LAVORI VIETATI


DESCRIZIONE DIVIETI
DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A UN
LAVORO NOTTURNO
ANNO DI VITA DEL BAMBINO
LAVORI A BORDO DI NAVI, AEREI, TRENI, DIVIETO IN GRAVIDANZA
PULMAN O ALTRI MEZZI DI COMUNICAZIONE IN durante la gestazione e fino al termine del
MOTO periodo di interdizione dal lavoro
DIVIETO IN GRAVIDANZA
LAVORI DI MONDA E TRAPIANTO DEL RISO durante la gestazione e fino al termine del
periodo di interdizione dal lavoro
LAVORI DI ASSISTENZA E CURA DEGLI INFERMI
DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE
NEI SANATORI E NEI REPARTI PER MALATTIE
MESI DOPO IL PARTO
INFETTIVE E PER MALATTIE NERVOSE E MENTALI
LAVORI AGRICOLI CHE IMPLICANO LA
MANIPOLAZIONE E L’USO DI SOSTANZE
DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE
TOSSICHE O ALTRIMENTI NOCIVE NELLA
MESI DOPO IL PARTO
CONCIMAZIONE DEL TERRENO E NELLA CURA
DEL BESTIAME
LAVORI CHE ESPONGONO ALLA SILICOSI E
DIVIETO IN GRAVIDANZA E FINO A SETTE
ALL’ASBESTOSI O ALLE ALTRE MALATTIE
MESI DOPO IL PARTO
PROFESSIONALI

DIFFERENZE DI GENERE, ETA’ E PROVENIENZA DA ALTRI PAESI


Nella fase di valutazione si è tenuto conto della correlazione tra genere, età e rischi, considerando
sempre le condizioni più sfavorevoli in funzione dei lavoratori effettivamente addetti alle rispettive
attività lavorative oggetto delle analisi.

Il personale è selezionato secondo criteri e metodologie improntati unicamente al livello di


professionalità, alle necessità aziendali ed alle esigenze, aspirazioni o preferenze dei dipendenti
stessi.

In caso di presenza di lavoratori minorenni, nel procedere alla valutazione dei rischi si tiene conto:

 dello sviluppo non ancora completo del soggetto, della mancanza di esperienza,
consapevolezza e capacità di discernimento in merito ai rischi lavorativi
 della natura, del grado e della durata dell'esposizione agli agenti chimici, biologici e fisici
 della movimentazione manuale dei carichi
 della scelta e dell'utilizzo delle attrezzature di lavoro
 della situazione della formazione ed informazione dei minori

In relazione all'orario di lavoro, la durata massima non superare per i minori le 8 ore giornaliere, le

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s.m.i.

40 settimanali. In via generale è vietato ai minori il lavoro notturno.

In caso di presenza o di assunzione di lavoratori provenienti da altri paesi, si provvede ad una più
attenta verifica dei loro livelli formativi, anche in funzione delle difficoltà determinate dalla
diversità del linguaggio.

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CRITERI DI VALUTAZIONE DEI RISCHI

CONSIDERAZIONI GENERALI
La valutazione dei rischi di cui all’articolo 17, comma 1, lettera a) del [Link]. 81/08, anche nella
scelta delle attrezzature di lavoro e degli agenti chimici impiegati, nonché nella sistemazione dei
luoghi di lavoro, ha riguardato tutti i rischi per la sicurezza e la salute dei lavoratori, ivi compresi
quelli relativi a gruppi di lavoratori esposti a rischi particolari, tra cui anche quelli collegati allo
stress lavoro-correlato, secondo i contenuti dell’ accordo europeo dell’8 ottobre 2004, e quelli
riguardanti le lavoratrici in stato di gravidanza, secondo quanto previsto dal decreto legislativo 26
marzo 2001, n. 151, nonché quelli connessi alle differenze di genere, all’età, alla provenienza da
altri Paesi.

La valutazione dei rischi cui sono esposti i lavoratori ha richiesto un’attenta analisi delle situazioni
specifiche nelle quali gli addetti alle varie postazioni di lavoro vengono a trovarsi durante
l’espletamento delle proprie mansioni.

La valutazione dei rischi è:


 correlata con le scelte circa attrezzature, sostanze e sistemazione dei luoghi di lavoro;
 finalizzata all’individuazione e all’attuazione di idonee misure e provvedimenti da attuare.

Pertanto, la valutazione dei rischi è legata sia al tipo di fase lavorativa svolta nell’unità produttiva
sia a situazioni determinate da sistemi quali ambiente di lavoro, strutture ed impianti utilizzati,
materiali e prodotti coinvolti nei processi.

Gli orientamenti considerati sono basati sui seguenti aspetti:


 osservazione dell’ambiente di lavoro (requisiti dei locali di lavoro, vie di accesso, sicurezza
delle attrezzature, microclima, illuminazione, rumore, agenti fisici e nocivi);
 identificazione dei compiti eseguiti sul posto di lavoro (per individuare i pericoli derivanti dalle
singole mansioni);
 osservazione delle modalità di esecuzione del lavoro (in modo da controllare il rispetto delle
procedure e se queste comportano ulteriori pericoli);
 esame dell’ambiente per rilevare i fattori esterni che possono avere effetti negativi sul posto
di lavoro (microclima, aerazione);
 esame dell’organizzazione del lavoro;
 rassegna dei fattori psicologici, sociali e fisici che possono contribuire a creare stress sul
lavoro e studio del modo in cui essi interagiscono fra di loro e con altri fattori
nell’organizzazione e nell’ambiente di lavoro.

Le osservazioni compiute vengono confrontate con criteri stabiliti per garantire la sicurezza e la
salute, soprattutto in base a:
 norme legali nazionali ed internazionali;
 norme tecniche;
 norme e orientamenti pubblicati.

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METODOLOGIA E CRITERI ADOTTATI PER LA VALUTAZIONE DEI RISCHI


La valutazione dei rischi è stata effettuata utilizzando le metodiche ed i criteri ritenuti più
adeguati alle situazioni lavorative aziendali, tenendo conto dei principi generali di tutela previsti
dall’art. 15 del [Link]. 81/08. Laddove la legislazione fornisce indicazioni specifiche sulle modalità
di valutazione, i descrittori di rischio sono stati individuati sulla base di norme tecniche e/o
linee guida di riferimento, avvalendosi anche delle informazioni contenute in banche dati
istituzionali, nazionali ed internazionali (Es.: Rumore, Vibrazioni. Movimentazione manuale dei
carichi, ecc.).

In assenza di indicazioni legislative specifiche sulle modalità di valutazione, sono stati adottati
criteri basati sull’esperienza e conoscenza delle effettive condizioni lavorative dell’azienda e, ove
disponibili, su strumenti di supporto, dati desumibili dal registro infortuni, profili di rischio, indici
infortunistici, dinamiche infortunistiche, liste di controllo, norme tecniche, istruzioni di uso e
manutenzione, ecc. In tal caso, l’entità dei rischi viene ricavata assegnando un opportuno valore
alla probabilità di accadimento (P) ed alla gravità del danno (D). Dalla combinazione di tali
grandezze si ricava la matrice di rischio la cui entità è data dalla relazione:

R=PXD
Alla probabilità di accadimento dell'evento P è associato un indice numerico rappresentato
nella seguente tabella:
PROBABILITA' DELL'EVENTO
Non si ha notizia di infortuni verificatisi in analoghe condizioni di lavoro, per cui il verificarsi
1 Improbabile
dell'evento susciterebbe stupore e incredulità.
La deficienza riscontrata potrebbe provocare un danno agli addetti soltanto in concomitanza
2 Poco probabile con altre situazioni sfavorevoli; si ha notizia che, in rarissime occasioni di lavoro, si sono
verificati infortuni per condizioni di lavoro similari.
La deficienza riscontrata potrebbe determinare un danno agli addetti, anche se non in
3 Probabile maniera automatica, dalle statistiche si rileva che, in qualche caso, si sono verificati infortuni
per analoghe condizioni di lavoro.
Esiste una correlazione diretta tra l'anomalia rilevata e la possibilità che si verifichi un danno
4 M. Probabile agli addetti; in analoghe condizioni di lavoro si sono verificati infortuni nella stessa azienda,
per cui il verificarsi dell'infortunio non susciterebbe alcuno stupore nei vertici aziendali.

La gravità del danno viene stimata analizzando la tipologia di danno, le parti del corpo che
possono essere coinvolte e il numero di esposti presenti. Alla gravità del danno (D) è associato
un indice numerico rappresentato nella seguente tabella:

GRAVITA' DEL DANNO


L'evento potrebbe avere conseguenze di invalidità parziale, rapidamente reversibile, per non
1 Lieve
più di un addetto.
2 Modesto L’evento potrebbe avere conseguenze di inabilità temporanea, per uno o più addetti.

L'evento potrebbe avere conseguenze di invalidità, con postumi permanenti per uno o più
3 Grave
addetti.
L’evento potrebbe avere conseguenze di morte o di inabilità permanente, per uno o più
4 Gravissimo
addetti.

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s.m.i.

MATRICE DEI RISCHI

La matrice che scaturisce dalla combinazione di probabilità e danno è rappresentata in figura


seguente:

Tempi di
Entità Valori di Priorità intervento attuazione
Rischio riferiment in giorni
o
Miglioramenti da valutare in fase di
Molto basso (1≤ R ≤ 1) 180
programmazione
Basso (2≤ R ≤ 4) miglioramenti da applicare a medio termine 60
Medio (6≤ R ≤ 9) Miglioramenti da applicare con urgenza 30
(12≤ R ≤
Alto Miglioramenti da applicare immediatamente 0
16)

Gli orientamenti considerati si sono basati sui seguenti aspetti:


 osservazione dell’ambiente di lavoro (requisiti dei locali di lavoro, vie di accesso, sicurezza
delle attrezzature, microclima, illuminazione);
 rumore, agenti fisici e nocivi;
 identificazione dei compiti eseguiti sul posto di lavoro (per valutare i rischi derivanti dalle
singole mansioni);
 osservazione delle modalità di esecuzione del lavoro (in modo da controllare il rispetto
delle procedure e se queste comportano altri rischi);
 esame dell’ambiente per rilevare i fattori esterni che possono avere effetti negativi sul
posto di lavoro (microclima, aerazione);
 esame dell’organizzazione del lavoro;
 rassegna dei fattori psicologici, sociali e fisici che possono contribuire a creare stress sul
lavoro e studio del modo in cui essi interagiscono fra di loro e con altri fattori
nell’organizzazione e nell’ambiente di lavoro.

Le osservazioni compiute vengono confrontate con criteri stabiliti per garantire la


sicurezza e la salute in base a:

 norme legali nazionali ed internazionali;


 norme di buona tecnica;
 norme e orientamenti pubblicati;

Principi gerarchici della prevenzione dei rischi:

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 eliminazione dei rischi;


 sostituire ciò che è pericoloso con ciò che non è pericoloso e lo è meno;
 combattere i rischi alla fonte;
 applicare provvedimenti collettivi di protezione piuttosto che individuali;
 adeguarsi al progresso tecnico ed ai cambiamenti nel campo dell’informazione;
 cercare di garantire un miglioramento del livello di protezione.

ELENCO DEI RISCHI INDIVIDUATI ED ANALIZZATI


Sono stati individuati i seguenti rischi, analizzati e valutati così come riportato nei capitoli
successivi:
 Elettrocuzione;
 Caduta dall'alto;
 Caduta di materiale dall'alto;
 Urti e compressioni;
 Tagli;
 Scivolamenti;
 Inalazione polveri;
 Cesoiamento;
 Proiezione di schegge;
 Punture;
 Rumore;
 Vibrazioni Mano-Braccio;
 Fiamme ed esplosioni;
 Vie di esodo non facilmente fruibili;
 Scoppio di apparecchiature in pressione;
 Emissione di inquinanti;
 Sforzi eccessivi;

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VALUTAZIONE RISCHI CICLI LAVORATIVI

Di seguito, è riportata l’identificazione dei pericoli e l’analisi dei rischi per ogni fase di lavoro
appartenente al ciclo lavorativo effettuato dall’organizzazione. Per ogni fase di lavoro, attrezzatura,
agente chimico e biologico sono state dettagliate le misure di prevenzione e protezione adottate.

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CICLO LAVORATIVO: Controsoffitti


L’attività riguarda l’esecuzione di controsoffitti di diversa natura, che
sono opere edile costituite da una struttura leggera, posta al di sotto
del soffitto, che determina una diminuzione dell'altezza utile del locale
interessato.

Il controsoffitto può realizzarsi per rispondere ad esigenze estetiche,


per eseguire un rivestimento con materiale termoisolante,
fonoassorbente e/o fonoisolante o resistente al fuoco, ed è utilizzato
anche per ospitare, nel vano che si viene a creare tra lo stesso e il soffitto, uno o più impianti.

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DIAGRAMMA DI FLUSSO

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FASE DI LAVORO: Controsoffitti in cartongesso


La fase riguarda la posa in opera di controsoffitti in cartongesso.

LUOGHI DI LAVORO, ESPOSTI E MANSIONI


Luoghi di lavoro Mansioni/Postazioni - Descrizioni
 Addetto controsoffittature
-

RISCHI DELLA FASE


RISCHIO Probabilità Danno Entità
Sforzi eccessivi 3 - Probabile 3 - Grave 9 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Sforzi eccessivi
I lavoratori che effettuano attività di movimentazione manuale dei carichi
- sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, sulla base dei risultati della Misura di prevenzione
valutazione dei rischi
I pesi che si movimentano non sono eccessivi, anche in relazione alle
- Misura di prevenzione
caratteristiche dei soggetti che svolgono i compiti di movimentazione
La forma e il volume dei carichi movimentati manualmente permettono di
- Misura di prevenzione
afferrarli con facilità
La frequenza del ciclo di lavoro ripetuto non è elevata (indicativamente
- Misura di prevenzione
inferiore a un azione/minuto)
La frequenza delle azioni di movimentazione manuale non è eccessiva in
- Misura di prevenzione
relazione alla durata del compito e alle caratteristiche del carico
Le movimentazioni dei carichi con frequenza non trascurabile sono effettuate
- Misura di prevenzione
con l'aiuto di mezzi meccanici
Lo spazio libero è sufficiente per un corretto svolgimento dei compiti di
- Misura di prevenzione
movimentazione manuale
Se non è possibile utilizzare adeguate attrezzature meccaniche, le
- movimentazioni dei carichi con frequenza non trascurabile sono effettuate con Misura di prevenzione
l'aiuto di ausili meccanici ad azionamento manuale
Sono state elaborate procedure specifiche per le corrette modalità di
- Misura di prevenzione
movimentazione manuale dei carichi

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ATTREZZATURE UTILIZZATE
Di seguito, l’analisi delle attrezzature utilizzate per la fase di lavoro in esame:

ATTREZZATURA: Attrezzi per lavori manuali


Utensili manuali quali martelli, pinze, chiavi, cacciaviti utilizzati per lavori
manuali.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Tagli 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Urti e compressioni 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Tagli
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
Gli attrezzi manuali che possono provocare proiezione di parti, schegge e materiali Misura di
-
sono muniti di schermi o dispositivi di sicurezza prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali risultano in un buono stato di pulizia e conservazione
prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali sono conformi alle specifiche disposizioni legislative
prevenzione
Gli attrezzi manuali sono di tipologia appropriata al lavoro da svolgere e di qualità Misura di
-
soddisfacente prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali sono utilizzati e mantenuti in modo corretto
prevenzione
Gli attrezzi manuali, quando non utilizzati, sono riposti ordinatamente in luoghi Misura di
-
appositi e sicuri prevenzione
Proiezione di schegge
- Occhiali monoculari DPI
Gli attrezzi manuali che possono provocare proiezione di parti, schegge e materiali Misura di
-
sono muniti di schermi o dispositivi di sicurezza prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali risultano in un buono stato di pulizia e conservazione
prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali sono conformi alle specifiche disposizioni legislative
prevenzione
Urti e compressioni

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ATTREZZATURA: Trapano portatile


Il trapano è una macchina utensile, utilizzata per eseguire fori o lavorazioni che
richiedano l'utilizzo di utensili circolari, come ad esempio le punte elicoidali, gli
alesatori, i maschi, le filiere. Esistono versioni portatili, queste si dividono in
due categorie, la prima dispone di un motore azionato dalla corrente di linea a
220 volt, la seconda dispone di un motore alimentato da batterie autonome.

I primi, con potenze che variano da poche centinaia di watt a oltre 2 Kwatt,
sono adatti per forature impegnative su metallo, pietra e cemento. Sono
disponibili versioni con velocità di lavoro variabile, caratteristica quasi
indispensabile nei casi si preveda un uso generico dell'attrezzo. Due esempi sull'uso della
velocità minima e massima: la foratura dell'acciaio inossidabile, data l'estrema tenacità di questa
lega, obbliga a mantenere lento l'avanzamento del tagliente della punta, anche se questa è in
HSS (acciaio super rapido) al cobalto e la zona del taglio lubrificata con olio, il valore dell'attrito è
tale che, velocità elevate, portano facilmente alla fusione della punta; all'estremo opposto, vi è la
foratura del legno, maggiore è la velocità di rotazione della punta, minore è il rischio di
scheggiature sul bordo del foro. Per l'uso hobbistico sono disponibili supporti da banco, adatti a
permetterne l'uso come fossero trapani a colonna: i più economici adottano il sistema a leva
mentre i supporti a cremagliera, più precisi e agevoli nell'uso, sono più costosi. Le parti principali
da cui è costituito un trapano sono: l'involucro esterno detta carcassa, un motore formato da un
indotto o rotore, uno statore, un interruttore, una parte meccanica formata dagli ingranaggi, ed
un mandrino.

I trapani a batteria, meno potenti, hanno il vantaggio di non aver bisogno di una presa elettrica
per funzionare. Dispongono di una batteria a sostituzione rapida che, in base alla capacità di
accumulo, permette di lavorare per un certo tempo. A carica esaurita si sostituisce con una
seconda, mettendo la prima in carica, tramite un apposito alimentatore fornito in dotazione al
trapano. Un dato indiretto per valutare la potenza e la durata di lavoro della batteria, è il suo
valore di tensione, può variare tra 9, 12, 18, 24 V. Un elevato valore di tensione fornisce
maggiore potenza e permette di lavorare più a lungo prima di doverla intercambiare con una
carica. Non sviluppando forze molto grandi, dispongono tutti di mandrino autoserrante, ovvero
non occorre una chiave per serrare la punta. Una funzione quasi sempre presente, costituita da
un commutatore che inverte la polarità della corrente inviata al motore, attivabile tramite una
levetta o un pulsante, è la reversibilità del moto, utile, usando gli inserti appropriati, per svitare
viti da legno.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Vedi valutazione
Rumore - -
specifica
Vedi valutazione
Vibrazioni Mano-Braccio - -
specifica
Inalazione polveri 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Rumore
Vibrazioni Mano-Braccio
Inalazione polveri
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Occhiali monoculari DPI
- Semimaschera filtrante per polveri FF P3 DPI
- I lavoratori dispongono dei necessari DPI e sono opportunamente istruiti su come Misura di
eseguire le operazione della fasi di lavoro in sicurezza. prevenzione

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Proiezione di schegge
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
Il datore di lavoro ha provveduto ad installare opportuni carter nei pressi di tutti gli
Tecnica
- organi mobili o di utensili manuali ed automatici potenzialmente pericolosi per la
organizzativa
proiezione di schegge.

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ATTREZZATURA: Ponte su cavalletti


Il ponte su cavalletti è costituito da un impalcato in assi di legno
di adeguate dimensioni sostenuto a distanze prefissate da
cavalletti solitamente metallici.
Tale opera provvisionale è tipicamente usata per effettuare
operazioni all'interno di stabili come può essere l'imbiancare o lo
stuccare pareti, o per lavori di manutenzione.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Caduta dall'alto 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Caduta di materiale
2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio
dall'alto

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Caduta dall'alto
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
Misura di
- I ponti su cavalletti non hanno altezza superiore a 2 m
prevenzione
Misura di
- I ponti su cavalletti sono stabili e costruiti secondo le prescrizioni di norma
prevenzione
Misura di
- Il datore di lavoro ha posto il divieto di usare ponti su cavalletti sovrapposti.
prevenzione
Il datore di lavoro ha stabilito che per la realizzazione di murature non sono sufficienti
Misura di
- i ponti al piano dei solai; è necessario costruire dei ponti intermedi (mezze pontate),
prevenzione
poiché non è consentito utilizzare i ponti su cavalletti sui ponteggi esterni.
Il datore di lavoro ha stabilito l'accesso alle "mezze pontate", ai ponti su cavalletti, ai
trabattelli, utilizzando regolari scale a mano e non quelle confezionate in cantiere. Le
scale a mano hanno altezza tale da superare di almeno m. 1 il piano di arrivo, sono Misura di
-
provviste di dispositivi antisdrucciolevoli, sono legate o fissate in modo da non prevenzione
ribaltarsi e, quando sono disposte verso la parte esterna del ponteggio, sono provviste
di protezione (parapetto).
Per i ponti a cavalletti, ha stabilito che i tavoloni da m. 4 di lunghezza poggino sempre
Misura di
- su tre cavalletti e siano almeno in numero di 4, ben accostati fra loro, fissati ai
prevenzione
cavalletti e con la parte a sbalzo non eccedente i cm 20.
Caduta di materiale dall'alto
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
E stato imposto l'obbligo di adoperare i dispositivi di protezione individuale ed Misura di
-
eseguire le operazioni di lavoro secondo le direttive di sicurezza. prevenzione
E' stato predisposto l'obbligo di maneggiare con attenzione tutti i carichi, rispettando Misura di
-
sempre i limiti per la movimentazione. prevenzione
Il datore di lavoro ha imposto ai lavoratori l'obbligo di posizionare ed ancorare
Misura di
- correttamente i materiali, le macchine e le attrezzature durante le fasi di lavoro e
prevenzione
durante il loro trasporto.
Misura di
- Vige il divieto di lasciare carichi sospesi durante le interruzioni del lavoro.
prevenzione

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ATTREZZATURA: Chiodatrice pneumatica


Attrezzo utilizzato per l'infissione di chiodi in genere, su materiali di diversa
natura.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Punture 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Vedi valutazione
Rumore - -
specifica

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Punture
- Guanti per rischi meccanici DPI
Prima di utilizzare mezzi, attrezzature o dispositivi con organi acuminati o in grado di
Misura di
- provocare delle punture, è obbligatorio assicurarsi che tutti i lavoratori siano visibili e
prevenzione
a distanza di sicurezza.
Sono eseguite le verifiche periodiche previste sui materiali e sulle attrezzature che Tecnica
-
possono dar luogo al rischio di punture. organizzativa
Rumore

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ATTREZZATURA: Sega circolare


La sega circolare è uno strumento utilizzato per tagli rettilinei su alcuni
materiali, solitamente legno.

È chiamata circolare per la forma della lama, un disco metallico dentato


che gira con alta coppia e media velocità (sui 1.000 rpm).

Raggiunge buone profondità di taglio (65 mm solitamente), e, al


contrario del seghetto alternativo che è pensato per tagli piccoli e precisi, la sega circolare viene
usata per tagli rettilinei e lunghi.

Infatti, un accessorio utilissimo per la sega circolare è la guida per tagli rettilinei e paralleli.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Cesoiamento 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Tagli 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Vedi valutazione
Vibrazioni Mano-Braccio - -
specifica
Vedi valutazione
Rumore - -
specifica

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Cesoiamento
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa S3 P DPI
E' obbligatorio, durante le pause o nei periodo di inattività, lasciare gli organi mobili Misura di
-
che possono causare potenziale pericolo di cesoiamento in posizioni neutre. prevenzione
Per gli addetti è posto l'obbligo di assicurarsi, prima di utilizzare mezzi con organi in
movimento, che tutti i lavoratori ed eventuali altre persone presenti, siano visibili e a
distanza di sicurezza. In caso di non completa visibilità, viene predisposto un Misura di
-
lavoratore addetto in grado di segnalare che la manovra o l'attivazione può essere prevenzione
effettuata in condizione di sicurezza ed in grado di interrompere la movimentazione in
caso di pericolo.
Proiezione di schegge
- Visiera a rete DPI
Sono installati opportuni carter nei pressi di tutti gli organi mobili o di utensili manuali Tecnica
-
ed automatici potenzialmente pericolosi per la proiezione di schegge. organizzativa
Tagli
- Guanti per rischi meccanici DPI
Il personale ha l'obbligo di riporre gli oggetti taglienti in appositi contenitori dopo il Misura di
-
loro utilizzo. prevenzione
Le attrezzature sono conformi alle specifiche norme di prodotto e sono dotati di Misura di
-
marcatura CE prevenzione
Tecnica
- Le attrezzature impiegate nelle operazioni di taglio sono periodicamente verificate.
organizzativa
Sono predisposti opportuni carter nei pressi di tutti gli organi mobili dedicati al taglio Tecnica
-
potenzialmente pericoli per il personale. organizzativa
Vibrazioni Mano-Braccio
Rumore

FASE DI LAVORO: Controsoffitti con pannelli modulari

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La fase consiste nella realizzazione di controsoffittature mediante pannelli


modulari di diversa natura messi in opera su profili metallici portanti.

LUOGHI DI LAVORO, ESPOSTI E MANSIONI


Luoghi di lavoro Mansioni/Postazioni - Descrizioni
 Addetto controsoffittature
-

RISCHI DELLA FASE


RISCHIO Probabilità Danno Entità
Sforzi eccessivi 3 - Probabile 3 - Grave 9 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Sforzi eccessivi
I lavoratori che effettuano attività di movimentazione manuale dei carichi
- sono sottoposti a sorveglianza sanitaria, sulla base dei risultati della Misura di prevenzione
valutazione dei rischi
I pesi che si movimentano non sono eccessivi, anche in relazione alle
- Misura di prevenzione
caratteristiche dei soggetti che svolgono i compiti di movimentazione
La forma e il volume dei carichi movimentati manualmente permettono di
- Misura di prevenzione
afferrarli con facilità
La frequenza del ciclo di lavoro ripetuto non è elevata (indicativamente
- Misura di prevenzione
inferiore a un azione/minuto)
La frequenza delle azioni di movimentazione manuale non è eccessiva in
- Misura di prevenzione
relazione alla durata del compito e alle caratteristiche del carico
Le movimentazioni dei carichi con frequenza non trascurabile sono effettuate
- Misura di prevenzione
con l'aiuto di mezzi meccanici
Lo spazio libero è sufficiente per un corretto svolgimento dei compiti di
- Misura di prevenzione
movimentazione manuale
Se non è possibile utilizzare adeguate attrezzature meccaniche, le
- movimentazioni dei carichi con frequenza non trascurabile sono effettuate con Misura di prevenzione
l'aiuto di ausili meccanici ad azionamento manuale
Sono state elaborate procedure specifiche per le corrette modalità di
- Misura di prevenzione
movimentazione manuale dei carichi

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ATTREZZATURE UTILIZZATE
Di seguito, l’analisi delle attrezzature utilizzate per la fase di lavoro in esame:

ATTREZZATURA: Attrezzi per lavori manuali


Utensili manuali quali martelli, pinze, chiavi, cacciaviti utilizzati per lavori
manuali.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Tagli 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Urti e compressioni 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Tagli
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
Gli attrezzi manuali che possono provocare proiezione di parti, schegge e materiali Misura di
-
sono muniti di schermi o dispositivi di sicurezza prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali risultano in un buono stato di pulizia e conservazione
prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali sono conformi alle specifiche disposizioni legislative
prevenzione
Gli attrezzi manuali sono di tipologia appropriata al lavoro da svolgere e di qualità Misura di
-
soddisfacente prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali sono utilizzati e mantenuti in modo corretto
prevenzione
Gli attrezzi manuali, quando non utilizzati, sono riposti ordinatamente in luoghi Misura di
-
appositi e sicuri prevenzione
Proiezione di schegge
- Occhiali monoculari DPI
Gli attrezzi manuali che possono provocare proiezione di parti, schegge e materiali Misura di
-
sono muniti di schermi o dispositivi di sicurezza prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali risultano in un buono stato di pulizia e conservazione
prevenzione
Misura di
- Gli attrezzi manuali sono conformi alle specifiche disposizioni legislative
prevenzione
Urti e compressioni

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ATTREZZATURA: Trapano portatile


Il trapano è una macchina utensile, utilizzata per eseguire fori o lavorazioni che
richiedano l'utilizzo di utensili circolari, come ad esempio le punte elicoidali, gli
alesatori, i maschi, le filiere. Esistono versioni portatili, queste si dividono in
due categorie, la prima dispone di un motore azionato dalla corrente di linea a
220 volt, la seconda dispone di un motore alimentato da batterie autonome.

I primi, con potenze che variano da poche centinaia di watt a oltre 2 Kwatt,
sono adatti per forature impegnative su metallo, pietra e cemento. Sono
disponibili versioni con velocità di lavoro variabile, caratteristica quasi
indispensabile nei casi si preveda un uso generico dell'attrezzo. Due esempi sull'uso della
velocità minima e massima: la foratura dell'acciaio inossidabile, data l'estrema tenacità di questa
lega, obbliga a mantenere lento l'avanzamento del tagliente della punta, anche se questa è in
HSS (acciaio super rapido) al cobalto e la zona del taglio lubrificata con olio, il valore dell'attrito è
tale che, velocità elevate, portano facilmente alla fusione della punta; all'estremo opposto, vi è la
foratura del legno, maggiore è la velocità di rotazione della punta, minore è il rischio di
scheggiature sul bordo del foro. Per l'uso hobbistico sono disponibili supporti da banco, adatti a
permetterne l'uso come fossero trapani a colonna: i più economici adottano il sistema a leva
mentre i supporti a cremagliera, più precisi e agevoli nell'uso, sono più costosi. Le parti principali
da cui è costituito un trapano sono: l'involucro esterno detta carcassa, un motore formato da un
indotto o rotore, uno statore, un interruttore, una parte meccanica formata dagli ingranaggi, ed
un mandrino.

I trapani a batteria, meno potenti, hanno il vantaggio di non aver bisogno di una presa elettrica
per funzionare. Dispongono di una batteria a sostituzione rapida che, in base alla capacità di
accumulo, permette di lavorare per un certo tempo. A carica esaurita si sostituisce con una
seconda, mettendo la prima in carica, tramite un apposito alimentatore fornito in dotazione al
trapano. Un dato indiretto per valutare la potenza e la durata di lavoro della batteria, è il suo
valore di tensione, può variare tra 9, 12, 18, 24 V. Un elevato valore di tensione fornisce
maggiore potenza e permette di lavorare più a lungo prima di doverla intercambiare con una
carica. Non sviluppando forze molto grandi, dispongono tutti di mandrino autoserrante, ovvero
non occorre una chiave per serrare la punta. Una funzione quasi sempre presente, costituita da
un commutatore che inverte la polarità della corrente inviata al motore, attivabile tramite una
levetta o un pulsante, è la reversibilità del moto, utile, usando gli inserti appropriati, per svitare
viti da legno.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Vedi valutazione
Rumore - -
specifica
Vedi valutazione
Vibrazioni Mano-Braccio - -
specifica
Inalazione polveri 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Proiezione di schegge 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Rumore
Vibrazioni Mano-Braccio
Inalazione polveri
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Occhiali monoculari DPI
- Semimaschera filtrante per polveri FF P3 DPI
- I lavoratori dispongono dei necessari DPI e sono opportunamente istruiti su come Misura di
eseguire le operazione della fasi di lavoro in sicurezza. prevenzione

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Proiezione di schegge
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
Il datore di lavoro ha provveduto ad installare opportuni carter nei pressi di tutti gli
Tecnica
- organi mobili o di utensili manuali ed automatici potenzialmente pericolosi per la
organizzativa
proiezione di schegge.

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ATTREZZATURA: Chiodatrice pneumatica


Attrezzo utilizzato per l'infissione di chiodi in genere, su materiali di diversa
natura.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Punture 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Vedi valutazione
Rumore - -
specifica

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Punture
- Guanti per rischi meccanici DPI
Prima di utilizzare mezzi, attrezzature o dispositivi con organi acuminati o in grado di
Misura di
- provocare delle punture, è obbligatorio assicurarsi che tutti i lavoratori siano visibili e
prevenzione
a distanza di sicurezza.
Sono eseguite le verifiche periodiche previste sui materiali e sulle attrezzature che Tecnica
-
possono dar luogo al rischio di punture. organizzativa
Rumore

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ATTREZZATURA: Ponte su cavalletti


Il ponte su cavalletti è costituito da un impalcato in assi di legno
di adeguate dimensioni sostenuto a distanze prefissate da
cavalletti solitamente metallici.
Tale opera provvisionale è tipicamente usata per effettuare
operazioni all'interno di stabili come può essere l'imbiancare o lo
stuccare pareti, o per lavori di manutenzione.

RISCHI DELL'ATTREZZATURA
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Caduta dall'alto 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
Caduta di materiale
2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio
dall'alto

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Caduta dall'alto
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
Misura di
- I ponti su cavalletti non hanno altezza superiore a 2 m
prevenzione
Misura di
- I ponti su cavalletti sono stabili e costruiti secondo le prescrizioni di norma
prevenzione
Misura di
- Il datore di lavoro ha posto il divieto di usare ponti su cavalletti sovrapposti.
prevenzione
Il datore di lavoro ha stabilito che per la realizzazione di murature non sono sufficienti
Misura di
- i ponti al piano dei solai; è necessario costruire dei ponti intermedi (mezze pontate),
prevenzione
poiché non è consentito utilizzare i ponti su cavalletti sui ponteggi esterni.
Il datore di lavoro ha stabilito l'accesso alle "mezze pontate", ai ponti su cavalletti, ai
trabattelli, utilizzando regolari scale a mano e non quelle confezionate in cantiere. Le
scale a mano hanno altezza tale da superare di almeno m. 1 il piano di arrivo, sono Misura di
-
provviste di dispositivi antisdrucciolevoli, sono legate o fissate in modo da non prevenzione
ribaltarsi e, quando sono disposte verso la parte esterna del ponteggio, sono provviste
di protezione (parapetto).
Per i ponti a cavalletti, ha stabilito che i tavoloni da m. 4 di lunghezza poggino sempre
Misura di
- su tre cavalletti e siano almeno in numero di 4, ben accostati fra loro, fissati ai
prevenzione
cavalletti e con la parte a sbalzo non eccedente i cm 20.
Caduta di materiale dall'alto
- Elmetti di protezione DPI
- Guanti per rischi meccanici DPI
- Scarpa alta S3 P cantieri DPI
E stato imposto l'obbligo di adoperare i dispositivi di protezione individuale ed Misura di
-
eseguire le operazioni di lavoro secondo le direttive di sicurezza. prevenzione
E' stato predisposto l'obbligo di maneggiare con attenzione tutti i carichi, rispettando Misura di
-
sempre i limiti per la movimentazione. prevenzione
Il datore di lavoro ha imposto ai lavoratori l'obbligo di posizionare ed ancorare
Misura di
- correttamente i materiali, le macchine e le attrezzature durante le fasi di lavoro e
prevenzione
durante il loro trasporto.
Misura di
- Vige il divieto di lasciare carichi sospesi durante le interruzioni del lavoro.
prevenzione

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VALUTAZIONE RISCHI LUOGHI DI LAVORO


Di seguito, è riportata l’analisi dei rischi eseguita relativamente ai luoghi di lavoro appartenenti
alle sedi dell’organizzazione.

SEDE: Denominazione sede


Nessun rischio individuato.

Nessun rischio individuato.

AMBIENTE ESTERNO: Cantiere


RISCHI DELL'AMBIENTE ESTERNO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Scivolamenti 3 - Probabile 2 - Modesto 6 - Medio
Vie di esodo non
2 - Poco probabile 2 - Modesto 4 - Basso
facilmente fruibili

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Scivolamenti
I locali hanno le superfici dei pavimenti, delle pareti, dei soffitti tali da poter
- Misura di prevenzione
essere pulite e deterse per ottenere condizioni adeguate di igiene
I pavimenti dei locali sono fissi, stabili ed antisdrucciolevoli nonché esenti da
- Misura di prevenzione
protuberanze, cavità o piani inclinati pericolosi
I pavimenti ed i passaggi sono controllati periodicamente per eliminare
- Misura di prevenzione
eventuali inconvenienti riscontrati.
- Tutti i luoghi di lavoro e di transito sono mantenuti sgombri ed ordinati. Misura di prevenzione
Vie di esodo non facilmente fruibili
- Le porte delle uscite di emergenza risultano non chiuse a chiave Misura di prevenzione
Le porte delle uscite di emergenza sono apribili facilmente ed
- immediatamente da parte di qualsiasi persona che abbia bisogno di utilizzarle Misura di prevenzione
in caso di emergenza
- Le porte delle uscite di emergenza sono apribili nel verso dell'esodo Misura di prevenzione
Le vie e le uscite di emergenza hanno un'altezza minima di m 2,0 ed una
- Misura di prevenzione
larghezza minima conforme alla normativa vigente in materia antincendio
Le vie e le uscite di emergenza nonchè le vie di circolazione e le porte che vi
- danno accesso risultano non ostruite da oggetti in modo da poter essere Misura di prevenzione
utilizzate in ogni momento senza impedimenti
Le vie e le uscite di emergenza rimangono sempre sgombre consentendo di
- Misura di prevenzione
raggiungere il più rapidamente possibile un luogo sicuro
Le vie e le uscite di emergenza sono dotate di un'illuminazione di sicurezza di
- intensità sufficiente che entri in funzione in caso di guasto dell'impianto Misura di prevenzione
elettrico

Nessun rischio individuato.

Nessun rischio individuato.

Nessun rischio individuato.

Nessun rischio individuato.

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VALUTAZIONE RISCHI IMPIANTI DI SERVIZIO


Di seguito, è riportata l’analisi dei rischi eseguita relativamente agli impianti di servizio presenti:

IMPIANTO: Impianto elettrico bassa tensione


Alimentazione
Codice Numero di serie
Anno di
costruzione
Installatore Messa in funzione
Ultima
Manutentore
manutenzione
Luogo Edificio (Denominazione sede)

Descrizione impianto
L'impianto elettrico è un insieme di apparecchiature elettriche, meccaniche e fisiche atte alla
trasmissione e all'utilizzo di energia elettrica.

Normalmente per impianti elettrici si considerano gli impianti di bassa tensione (BT),
mentre per gli impianti di media (MT) e alta tensione (AT) si preferisce parlare di reti
elettriche o sistemi elettrici.

Ai sensi del Decreto Legislativo 81/08 prevede, in relazione alla tensione nominale, i
sistemi elettrici si dividono in:
- sistemi di Categoria 0 (zero), detti anche a bassissima tensione, quelli a tensione nominale
minore o uguale a 50 V se a corrente alternata o a 120 V se in corrente continua (non ondulata);
- sistemi di Categoria I (prima), detti anche a bassa tensione, quelli a tensione nominale da oltre 50
fino a 1000 V se in corrente alternata o da oltre 120 V fino a 1.500 V compreso se in corrente
continua;
- sistemi di Categoria II (seconda), detti anche a media tensione, quelli a tensione nominale oltre
1.000 V se in corrente alternata od oltre 1.500 V se in corrente continua, fino a 30.000 V
compreso;
- sistemi di Categoria III (terza), detti anche ad alta tensione, quelli a tensione nominale maggiore
di 30.000 V.

Per la progettazione degli impianti elettrici occorre rispettare i requisiti previsti dal D.M. 37 del 22
gennaio 2008 che stabilisce le caratteristiche dei soggetti abilitati a progettare e realizzare le
principali tipologie di impianti relativi a tutti gli edifici e a quali obblighi e prescrizioni debbano
attenersi tali soggetti.

Per la denucia ed il collaudo di installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche


atmosferiche, di dispositivi di messa a terra di impianti elettrici e di impianti elettrici pericolosi si fa
riferimento al DPR 22/10/2001 n. 462, che obbliga il datore di lavoro a richiedere ed a far eseguire
le verifiche periodiche e straordinarie per:
 impianti elettrici di messa a terra;
 installazioni e dispositivi di protezione contro le scariche atmosferiche;
 impianti elettrici in luoghi con pericolo di esplosione.

Le periodicità previste sono di:


 due anni (verifica biennale) per:
 gli impianti elettrici e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche in luoghi con
pericolo di esplosione;

 gli impianti di terra e gli impianti di protezione dalle scariche atmosferiche a servizio di:

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Cantieri, cioè luoghi in cui vi siano impianti elettrici temporanei per: lavori di costruzione di nuovi
edifici, lavori di riparazione, trasformazione, ampliamento o demolizione di edifici esistenti,
lavori di movimento terre, lavori simili (interventi di manutenzione in banchine, costruzione di
teleferiche, ecc.);

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Ambienti a maggior rischio in caso di incendio:


 Attività soggette al controllo dei Vigili del Fuoco, ossia: locali di spettacolo e trattenimento in
genere con un massimo affollamento ipotizzabile superiore a 100 persone; alberghi, pensioni,
motels, dormitori e simili, con oltre 25 posti-letto; scuole di ogni ordine, grado e tipo, collegi,
accademie e simili per oltre 100 persone presenti; ambienti adibiti ad esposizione e/o vendita
all'ingrosso o al dettaglio, con superficie lorda superiore a 400 mq, comprensiva dei servizi e dei
depositi; stazioni sotterranee di ferrovie, di metropolitane e simili; ambienti destinati ai degenti
negli ospedali e negli ospizi, ai detenuti nelle carceri ed ai bambini negli asili ed ambienti simili,
edifici pregevoli per arte o storia oppure destinati a contenere biblioteche, archivi, musei,
gallerie, collezioni e comunque oggetti di interesse culturale sottoposti alla vigilanza dello Stato,
ecc.

 Edifici con strutture portanti in legno.

 Ambienti nei quali avviene la lavorazione, il convogliamento, la manipolazione o il deposito di


materiali combustibili (ad es.: legno, carta, lana, paglia, grassi lubrificanti, trucioli, manufatti
facilmente combustibili), e/o materiali esplosivi, fluidi combustibili/infiammabili, polveri
combustibili/infiammabili con modalità tali da non consentire loro il contatto con l'aria ambiente
a temperature uguali o superiori a quella d'infiammabilità, quando la classe del compartimento
antincendio considerato è pari o superiore a 30. Gli ambienti nei quali avviene la lavorazione, il
convogliamento, la manipolazione o il deposito di materiali esplosivi, fluidi infiammabili, polveri
infiammabili con modalità tali da consentire loro il contatto con l'aria ambiente a temperature
uguali o superiori a quella d'infiammabilità, invece, sono classificabili come "Luoghi con pericolo
di esplosione", e dunque soggetti alle relative verifiche di impianto a cadenza biennale;

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Locali adibiti ad uso medico, ossia destinati a scopi diagnostici, terapeutici, chirurgici, di
sorveglianza o di riabilitazione, inclusi i trattamenti estetici (ad es. sala massaggi, ecc.).

- cinque anni (verifica quinquennale) per tutti gli altri casi.

RISCHI DELL'IMPIANTO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Elettrocuzione 1 - Improbabile 3 - Grave 3 - Basso
Fiamme ed esplosioni 2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Elettrocuzione
Gli impianti elettrici e gli interventi realizzati sono stati certificati secondo le
modalità previste dal Decreto del ministero dello sviluppo economico 22
- Misura di prevenzione
gennaio 2008, n. 37 (dichiarazione di conformità, progetto qualora
obbligatorio)
I cavi elettrici sono verificati periodicamente unitamente agli altri componenti
- Misura di prevenzione
(spine, pressacavi, ecc.)
Fiamme ed esplosioni
Le giunture dei cavi sono realizzate con prese a spina o scatole protette e non
- Misura di prevenzione
con semplice nastro isolante
- Le guaine isolanti dei cavi elettrici sono integre Misura di prevenzione

IMPIANTO: Impianto idrico (acqua potabile)


Alimentazione Acqua
Codice Numero di serie
Anno di
costruzione
Installatore Messa in funzione
Ultima
Manutentore
manutenzione
Luogo Edificio (Denominazione sede)

Descrizione impianto
Un impianto idrico comprende l’allaccio dell’edificio all’acquedotto, la distribuzione di acqua
potabile e di acqua per usi alimentari, la produzione e la distribuzione dell’acqua calda sanitaria ed
il collegamento dell’impianto alla fognatura.
La funzione dell’impianto idrico è quella di distribuire l’acqua calda e fredda ad uso sanitario a
ciascun punto di erogazione.

RISCHI DELL'IMPIANTO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Scoppio di
apparecchiature in 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
pressione
Emissione di inquinanti 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Scoppio di apparecchiature in pressione
E' esplicitamente vietata la manutenzione delle attrezzature a pressione e loro
- Misura di prevenzione
insiemi da parte di personale non specificatamente autorizzato
- L'impianto idrico è dotato di ceriticazione di idoneità e di corretta posa in Misura di prevenzione
opera

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Emissione di inquinanti
Le attrezzature, insiemi e impianti sottoposti a pressione di liquidi, gas,
- vapori, e loro miscele sono progettati e costruiti in conformità ai requisiti di Misura di prevenzione
resistenza stabiliti dalle norme applicabili

IMPIANTO: Impianto di adduzione del gas - Pressioni massime di esericio minori


od uguali a 0,5 MPa
Alimentazione GPL o Metano
Codice Numero di serie
Anno di
costruzione
Installatore Messa in funzione
Ultima
Manutentore
manutenzione
Luogo Edificio (Denominazione sede)

Descrizione impianto
L'impianto del gas è composto da tubazioni che a valle di un contatore collegano le singole
apparecchiate utilizzatrici, dai “rubinetti” di intercettazione e dalle
predisposizioni per lo scarico dei fumi e per la ventilazione dei
locali.
Le tubazioni devono essere realizzate con rame e/o ferro, possono
essere a vista o sottotraccia e devono essere a tenuta, ossia non
devono lasciare fuoriuscire il gas negli ambienti chiusi ed abitati.
Le apparecchiature utilizzatrici (caldaie, scaldabagni, forni, cucine,
ecc.) devono rispondere ai requisiti di sicurezza imposti dalla
Comunità Europea e manutenute da una ditta qualificata.
Sulla tubazione del gas, prima di ogni apparecchio, va posizionato un
rubinetto in maniera tale da consentirne l'intercettazione in caso di pericolo o comunque per
necessità di manutenzione.

RISCHI DELL'IMPIANTO
RISCHIO Probabilità Danno Entità
Scoppio di
apparecchiature in 2 - Poco probabile 3 - Grave 6 - Medio
pressione
Fiamme ed esplosioni 2 - Poco probabile 4 - Gravissimo 8 - Medio

MISURE SPECIFICHE DI SICUREZZA PER I RISCHI INDIVIDUATI


Scoppio di apparecchiature in pressione
I contenitori e le condotte delle reti di distribuzione gas combustibili sono
- Misura di prevenzione
realizzati in conformità alle pertinenti norme tecniche
I serbatoi fissi di g.p.l. rispettano le prescrizioni normative di prevenzione
- Misura di prevenzione
incendi
Le bombole sono posizionate, trattenute adeguatamente, e movimentate in
- Misura di prevenzione
sicurezza
Fiamme ed esplosioni
- Le tubazioni di distribuzione sono ubicate in zone e posizioni protette Misura di prevenzione
Sulle componenti della rete di distribuzione non sono utilizzati lubrificanti e
- Misura di prevenzione
altri materiali incompatibili con il gas

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CONCLUSIONI

Il presente documento di valutazione dei rischi:

 è stato redatto ai sensi dell’art. 17 del [Link]. 81/08;


 è soggetto ad aggiornamento periodico ove si verificano significativi mutamenti che potrebbero
averlo reso superato.

La valutazione dei rischi è stata effettuata dal Datore di Lavoro con la collaborazione del Medico
Competente, per quanto di sua competenza, del Servizio di Prevenzione e Protezione ed il
coinvolgimento preventivo del Rappresentante dei Lavoratori per la Sicurezza.

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Common questions

Basati sull'IA

L'esposizione a radiazioni ionizzanti durante il primo trimestre di gravidanza può provocare aborto, malformazioni e deficit funzionali. Le donne gravide non possono essere esposte a dosi superiori a un millisievert durante la gravidanza, come regolato dal D.Lgs. 151/01 art.8 .

Le misure preventive per ridurre i rischi includono l'uso di ausili meccanici ad azionamento manuale e procedure specifiche per la corretta modalità di movimentazione dei carichi. È importante garantire che i pesi movimentati non siano eccessivi e venga effettuata sorveglianza sanitaria sulla base della valutazione dei rischi .

L'esposizione a rumori forti, superiori a 80 dB(A), può aumentare la pressione sanguigna e causare stanchezza, oltre a vasocostrizione arteriolare con possibile diminuzione del flusso placentare. Questo può portare a riduzioni nella crescita fetale e minor peso alla nascita. Tali esposizioni sono vietate durante la gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto secondo D.Lgs. 81/2008 .

Le lavoratrici in gravidanza sono più suscettibili a svenimenti e stress da calore in ambienti caldi, e l'esposizione a temperature estremamente basse, come nelle celle frigorifere, può essere dannosa. Sono consigliate misure come evitare tali esposizioni per proteggere la salute della madre e del nascituro .

L'esposizione a vibrazioni a bassa frequenza può aumentare il rischio di aborti spontanei e rappresenta un pericolo per la gravidanza a causa dei microtraumi che possono interessare l'addome. Il lavoro su veicoli in movimento è vietato durante la gestazione e regolato dal D.Lgs.151/01 allegato A, lett. O .

La legislazione italiana vieta lavori agricoli che implicano la manipolazione di sostanze tossiche durante la gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto per prevenire rischi per la salute del feto e della madre. Questo è regolato dal D.Lgs.151/01 .

Le lavorazioni con macchine mosse a pedale sono sconsigliate durante la gravidanza perché possono richiedere un ritmo di movimento frequente o un notevole sforzo, aumentando il rischio di aborti spontanei e affaticamento eccessivo, come sancito dal D.Lgs.151/01 allegato A, lett. H .

Le donne in gravidanza, neonati e bambini sono più sensibili agli effetti negativi del piombo rispetto agli adulti maschi, con rischi che includono danni al sistema nervoso e agli organi emopoietici. L'esposizione al piombo è vietata in gravidanza e fino a sette mesi dopo il parto, come regolato dal D.Lgs.151/01 .

Le lavoratrici gestanti dovrebbero evitare di lavorare su scale e piattaforme a causa del rischio di cadute dall’alto. Tali attività sono vietate durante la gestazione e fino al termine del periodo di interdizione dal lavoro come prescritto dal D.Lgs.151/01 allegato A, lett. E .

Il lavoro notturno è vietato durante la gravidanza e fino a un anno di vita del bambino per proteggere la salute della madre e del nascituro. Questo è regolamentato dal D.Lgs.151/01 per garantire condizioni di lavoro sicure .

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