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Bell'Italia N.454 - Febbraio 2024

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ALLA SCOPERTA DEL PIÙ BEL PAESE DEL MONDO MENSILE N.

454 · FEBBRAIO 2024 · EURO 4,50 IN ITALIA


Poste Italiane Spa - Sped. In A.P. - D.L. 353/2003 art. 1, comma 1, LO/MI - Austria € 10,50 - Belgio € 8,90 - Francia € 8,70 - Germania € 9,00 - Lussemburgo € 9,00 - Portogallo (Cont.) € 7,50 - Svizzera chf 13,40 - Svizzera Canton Ticino chf 11,90 - Principato di Monaco € 8,70 - Spagna € 7,60

INQUADRA IL CODICE
E SCOPRI LE NOVITÀ

LA MONTAGNA • ALTO ADIGE

Alta Badia LA STORIA D’ARTE • LOMBARDIA


GLI AFFRESCHI DI LOTTO
Masi e villaggi tradizionali A TRESCORE BALNEARIO
all’ombra delle Dolomiti LA CITTÀ • GENOVA
NEI LUOGHI DI
FABRIZIO DE ANDRÉ

il weekend
>
40454

PESARO
ISSN 0394 7203

720006

Alla scoperta della Capitale della


Cultura 2024 e dei suoi dintorni
770394

venga
EDITORIALE GIORGIO sul sito
MONDADORI [Link]
9
L’interno dell’Oratorio Suardi a Trescore Balneario (Bergamo)

GIOIELLI BEN CUSTODITI


C’è un’Italia straordinaria nascosta nelle pieghe del nostro paesaggio. Ci sono luoghi in
cui la bellezza non si propone con ostentazione, ma è custodita dietro anonime facciate
o semplici muri di cinta. Luoghi che disegnano la trama fittissima di un patrimonio
diffuso unico al mondo. Succede a Trescore Balneario, comune della val Cavallina a 20
chilometri da Bergamo, noto centro di cure termali che conserva con discrezione un
capolavoro artistico del Rinascimento. Sono gli affreschi realizzati tra il 1523 e il 1524
da Lorenzo Lotto nel piccolo oratorio dei Suardi, importante famiglia bergamasca che
qui aveva una villa di campagna. La residenza appartiene ancora ai discendenti, che
INVITO ALLA VISITA in collaborazione con la locale Pro Loco aprono le porte della cappella immersa nel
parco della villa, rendendo fruibili affreschi dalla vivace vena narrativa interpretati come
UN ANNO
opposizione alla riforma protestante che stava insidiando la Chiesa, quella “vigna del
DA CAPITALE
PER PESARO Signore” simboleggiata dal maestoso Cristo vite dipinto su una delle pareti.
Quest’anno Pesaro Da scovare, lungo strade non sempre agevoli, è anche il fascino ricco di storia di
è Capitale Italiana un altro edificio sacro, annidato in Sicilia sulle prime alture dei monti Peloritani,
© RIPRODUZIONE RISERVATA

della Cultura. Il fitto


cartellone di eventi che tra Messina e Taormina. È la chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò nel territorio di
segna il 2024 della città Casalvecchio Siculo, voluta dai monaci basiliani nel XII secolo e oggi una delle più
marchigiana e del suo
territorio è l’occasione per significative testimonianze dell’architettura normanna sull’isola: essenziale come una
conoscerne lo splendido fortezza, ma preziosa nel gioco cromatico dei mattoni, della pietra lavica, del calcare
patrimonio di storia, arte
e architettura. A partire e della pietra rossa. Visitiamo questi luoghi perché conoscerli è già preservarli.
dalle memorie legate al
compositore Gioachino
Rossini, il cittadino più

| Direttore di Bell'Italia
illustre. A lui è intitolato
il Teatro Rossini (sopra), Emanuela Rosa-Clot
una delle sedi del ROF-
Rossini Opera Festival,
che quest’anno sarà
particolarmente lungo.
In copertina:
la chiesa
di Santa Barbara
a La Valle, in Alta

74
Badia (Bolzano)
Foto di:
Albert Ceolan

ALTA BADIA
TRESCORE BALNEARIO
GENOVA FANANO
PESARO

FEBBRAIO 2024

CASALVECCHIO SICULO

|
ALTA BADIA (Bolzano) La Valle
LE DOLOMITI DI UNA VOLTA 32

|
TRESCORE BALNEARIO (Bergamo) Oratorio Suardi
LA DIFESA DELLA FEDE SECONDO LOTTO 44

|
GENOVA I luoghi di Fabrizio De André
NEI VICOLI DELLA CITTÀ DI FABER 62

|
CASALVECCHIO SICULO (Messina) Chiesa dei Santi Pietro e Paolo
LA FORTEZZA DEI MONACI 74

|
FANANO (Modena) Lago Scaffaiolo
AVVENTURA SUL CRINALE 84

44
PESARO
LA CAPITALE VA IN SCENA 92

62
DIRETTORE RESPONSABILE
Emanuela Rosa-Clot
[Link]@[Link]

RESPONSABILE UFFICIO CENTRALE


Elisabetta Planca Caporedattore
LETTERE 10 [Link]@[Link]
UFFICIO CENTRALE
Pietro Cozzi Caposervizio
[Link]@[Link]

126
Giovanni Mariotti [Link]@[Link]
IN AGENDA Carlo Migliavacca [Link]@[Link]
Raffaella Piovan [Link]@[Link]
Barbara Roveda [Link]@[Link]
LE MOSTRE D’ARTE 14 REDAZIONE
NOTIZIE 18 Terry Catturini [Link]@[Link]
Margherita Geronimo [Link]@[Link]
Lara Leovino [Link]@[Link]
Elena Magni [Link]@[Link]
IL PATRIMONIO SALVATO Sandra Minute [Link]@[Link]
Gli Amici degli Uffizi 26 PHOTO EDITOR
Milena Mentasti [Link]@[Link]
Susanna Scafuri [Link]@[Link]
LA LETTURA ART DIRECTOR
Luciano Bobba [Link]@[Link]
di Vittorio Sgarbi Simona Restelli Coordinamento
[Link]@[Link]
Michelangelo: il Cristo incompiuto 28
IMPAGINAZIONE
Franca Bombaci [Link]@[Link]
Francesca Cappellato [Link]@[Link]
MUSICA 30 Isabella di Lernia [Link]@[Link]
SEGRETERIA E RICERCA ICONOGRAFICA
Mara Carniti [Link]@[Link]
Paola Paterlini [Link]@[Link]
I PIACERI PROGETTO GRAFICO E CONSULENZA CREATIVA

124
Silvia Garofoli
[Link]
BUONA ITALIA HANNO COLLABORATO A QUESTO NUMERO
di Silvia Frau Claudio Agostoni, Fabio Bottonelli, Giuseppe De Biasi, Silvia
Frau, Albano Marcarini, Paolo Massobrio, Marcello Mento,
Sapori del Garda Trentino 106 Vannina Patanè, Ettore Pettinaroli, Vittorio Sgarbi, Angelo Surrusca
La ricetta 113

CIBO&PAESAGGIO
a cura di Slow Food
EDITORIALE GIORGIO MONDADORI
Il pollo romagnolo 114 divisione di

A TAVOLA
di Paolo Massobrio
PRESIDENTE
Pizzeria Salvo 116 Urbano Cairo
CONSIGLIERE ESECUTIVO
Giuseppe Ferrauto
CANTINE D’ITALIA CONSIGLIERI
di Giuseppe De Biasi Andrea Biavardi, Alberto Braggio,
Roberto Cairo, Ugo Carenini, Giuliano Cesari,
Il Barolo di Vietti 117 Giuseppe Ferrauto, Uberto Fornara,

14
Marco Pompignoli, Mauro Sala
CAIRO EDITORE S.P.A.
I SENTIERI DIREZIONE, REDAZIONE, AMMINISTRAZIONE:
di Albano Marcarini Via Angelo Rizzoli 8, 20132 Milano,
tel. 02 433131, fax 02 43313927,
Una gita a Morterone 119 [Link]
(e-mail: bellitalia@[Link])
ABBONAMENTI: tel. 02 43313468,
ARIA APERTA 122 orario 9/13, da lunedì a venerdì
abbonamenti@[Link]
CAMERA CON VISTA 124 ARRETRATI A PAGAMENTO / UFFICIO DIFFUSIONE:
LA DOLCE VITA 126 tel. 02 43313410 – 517 - fax. 02 43313580
diffusione@[Link]
ITALIA DA LEGGERE 128
IL BORGO DISEGNATO 132 Stampa: ROTOLITO S.p.A., via Brescia 53/65, 20063
Cernusco sul Naviglio (MI).
Distribuzione per l’Italia:
m-dis Distribuzione Media S.p.A., via Cazzaniga 19, 20132
Milano, tel. 02 25821
Distribuzione per l’estero: Sodip Spa,

18
via Bettola 18, 20092 Cinisello Balsamo (MI)
Accertamento diffusione: Certificato n. 2756 del
14.12.1994 Periodico associato alla FIEG
(Feder. Ital. Editori Giornali)
CONCESSIONARIA ESCLUSIVA
PER LA PUBBLICITÀ

MARCELLO MENTO
Via Angelo Rizzoli 8 - 20132 Milano
Messinese, giornalista Tel. (+39) 02/25845400
professionista, percorre la e-mail: cairorcs@[Link]
Sicilia, spesso a piedi, per
scoprirne i tesori naturalistici, FILIALI
storici e archeologici. Ha da
poco pubblicato il volume PIEMONTE-LIGURIA-VALLE D’AOSTA
(Filiale di Torino)
CLAUDIO AGOSTONI Ai confini del mondo. Via Cosseria 1 - 10131 Torino
E GABRIELE CROPPI Nietzsche a Messina Tel. 011/6600390 - Fax 011/6606815
nel 1882 (Edas 2023). e-mail: segreteriato@
A 25 anni dalla scomparsa di È suo il testo che ci presenta [Link]
Fabrizio De André, torniamo la chiesa dei Santi Pietro
nella sua Genova, tra gli scorci e Paolo d’Agrò a Nuova Giemme srl (Filiale di Genova)
Casalvecchio Siculo (p.74). Via dei Franzone 6/1 - 16145 Genova
che hanno ispirato la sua Tel. 010/0994864 - Fax 010/7966640
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di Claudio Agostoni (sopra), TRIVENETO
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provincia di Messina (p.74). in volta una croce di vetta, Firenze
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In questo numero ci fa da CALABRIA-MOLISE
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Modenese che conduce Isola E/4 (int. 510)
alla conca del lago Via G. Porzio 4 - 80143 Napoli
Scaffaiolo, ai piedi del Tel. 081/5627208 - Fax 081/0097705
monte Cupolino (p.84). e-mail: commerciale@[Link]

è una rivista del


LE IMMAGINI DI QUESTO NUMERO gruppo Cairo Editore che comprende
Notizie: Courtesy Galleria Nazionale dell’Umbria (pgg.18-19); Lorenzo Mennonna (p.21); Francesco Mazzei, Simone Benso, Courtesy anche le seguenti testate:
Fondazione Musei Civici di Venezia (p.24). Il patrimonio: Gallerie degli Uffizi (p.26). La lettura: Massimo Sestini (p.28), Anna Moroni SETTIMANALI
(pgg.28-29). Alta Badia: Albert Ceolan, Alex Moling (p.42). Trescore Balneario: Alberomos (p.59). Genova: Merlo Fotografia (p.72), DiPiù TV, Diva e Donna, Enigmistica
Gabriele Croppi (p.73). Casalvecchio Siculo: Nino Bartuccio, Giorgia Vilardo (p.82). Pesaro: Giorgio Filippini, illustrazione di Cristina MIA, Enigmistica più, Settimanale DiPiù,
Span (p.102). I piaceri: Franco Cogoli (p.105). Tavola: Cristian Castelnuovo, Aurora Scotto di Minico (p.116). Aria aperta: Davide TV MIA, Settimanale NUOVO, NUOVO TV,
Ripamonti (p.122). Camera con vista: Lara Leovino, Pinacoteca Ambrosiana (p.124), Meliá Hotels International (pgg.124,125). Dolce F, Settimanale GIALLO.
vita: Horst Oberrrauch, Filippo Galluzzi, Alex Filz (p.126). Cartine: Quaterd. QUINDICINALI
CUCINA MIA, Settimanale DiPiù
e DiPiù TV Cucina.
MENSILI
Testi e fotografie non richiesti non vengono restituiti Airone, Antiquariato, Arte, Bell’Europa,
Bell’Italia. Alla scoperta del più bel paese del mondo. Copyright 2024. Cairo Editore S.p.A. Tutti i diritti riservati. Testi, fotografie e For Men Magazine, Gardenia,
disegni contenuti in questo numero non possono essere riprodotti, neppure parzialmente, senza l’autorizzazione dell’Editore. Pubblicazione In Viaggio, Natural Style, Settimanale
mensile registrata presso il tribunale di Milano il 5/4/1986, n. 169. Una copia euro 4,50, arretrati euro 9. Dipiù e Dipiù Tv Stellare

8 BELL’ITALIA
risponde la redazione | scrivete a: lapostadibellitalia@[Link] | Bell’Italia, Via Angelo Rizzoli 8, 20132 Milano | @bellitalia_magazine

Comunicato sindacale
Il giorno 16 gennaio 2024 Cairo Editore
ha convocato le rappresentanze
sindacali per comunicare la decisione
di sospendere a partire dal numero
di marzo cinque testate storiche: Airone,
Antiquariato, Bell’Europa, For Men
e in Viaggio. Giornali che in questi anni
hanno contribuito al successo
dell’editore Urbano Cairo, molti dei
quali hanno superato il ragguardevole
traguardo dei 500 numeri.
Contestualmente, per la prima volta nella
storia della Cairo Editore, viene richiesto
un piano di ristrutturazione in presenza
di crisi, con cassa integrazione
finalizzata a piani di prepensionamento.
Il Comitato di redazione è sconcertato
da questa decisione, resa nota peraltro
con un anticipo molto stretto al Cdr e ai
lettori stessi, e non comprende come mai
non sia stato possibile trovare soluzioni
che prevedessero un rilancio di queste
testate, magari facendo ricorso all’on
line. L’azienda ha espresso la sua volontà
di ricollocare tutti gli esuberi, decisione
che accogliamo ovviamente con favore.
La chiesa di Bibbona Una villa Liberty Il Cdr si augura che vengano
che piaceva a Leonardo racconta l’arte del vetro salvaguardate e valorizzate al meglio le
competenze delle singole professionalità
e che, anche su questo punto, venga
Maestosa, lineare, sobria, autorevole Ho visitato il Museo dell’Arte aperto un ampio confronto. Esprimiamo
e con uno sponsor che nessuno può Vetraria Altarese allestito a Villa Rosa comunque una forte preoccupazione
vantare: Leonardo da Vinci. È la chiesa di Altare (Savona): affascinanti sia per il futuro della Cairo Editore
di Santa Maria della Pietà a Bibbona il contenitore sia il contenuto. Dopo e auspichiamo che l’azienda metta
in campo tutte le risorse possibili
(nella foto), che il genio di Vinci un breve filmato introduttivo per assicurare alle testate rimanenti
disegnò nella sua carta della Toscana si visitano i vari ambienti della villa. un solido avvenire.
occidentale del 1503, unico luogo di A parte la collezione di pezzi vari Il Comitato di Redazione
culto a catturare la sua attenzione per per uso e tipologia, dai vasi alle della Cairo Editore
l’estetica delle proporzioni e i concetti suppellettili, agli oggetti a uso medico
e di laboratorio, che è veramente Risposta dell’azienda
vitruviani. Realizzata a partire dal 1482 La situazione di mercato dei periodici
da Vittorio Ghiberti e Jacopo di Ranieri molto interessante, è notevole la villa ed in particolare dei mensili è nota.
da Tripalle, la chiesa vanta molti motivi in sé, un edificio Liberty progettato Il calo delle vendite, la forte
di interesse, come la singolare iscrizione dall’ingegnere savonese Nicolò contrazione del mercato pubblicitario
Campora su commissione del curato del settore e l’incremento dei costi
sull’architrave del portale principale hanno inciso sul risultato delle cinque
«Terribilis est locus iste». Immersa nella del paese. Dopo un accurato restauro testate che hanno perduto oltre 15
storia da sempre, etrusca, romana e è stata riaperta nel 2004 come museo milioni negli ultimi dieci anni e non
medievale, contesa tra Pisa e Firenze e vale veramente la visita. Un bel hanno avuto complessivamente
pomeriggio e un consiglio margini positivi dal 2009.
medicea, Bibbona è oggi un tranquillo Gli interventi fatti per svilupparle e per
borgo toscano che si estende dal per chi si trovasse da queste parti.
ridurre i costi non sono stati sufficienti.
litorale marino alle colline dei boschi Monica Guggiari, Como Cairo Editore finora non ha mai, unica
del Parco Naturale della Magona. azienda del settore, fatto ricorso a
interventi di riduzione del perimetro
Sabato 2 marzo Santa Maria della Pietà Valvasone, un borgo delle testate.
ospiterà un evento promosso dall’Istituto del cuore in Friuli Purtroppo la situazione non è più
per la Valorizzazione delle Abbazie sostenibile e a malincuore siamo stati
Storiche della Toscana e dall’Associazione costretti a sospendere le pubblicazioni
Ho riconosciuto nel disegno dei cinque mensili, per focalizzare
Terre Nuove, con la presentazione di di Matteo Pericoli di gennaio il borgo l’attività sulle altre testate aziendali.
© RIPRODUZIONE RISERVATA

un opuscolo sulla ricca storia della di Valvasone (Pordenone): uno Confidiamo che, con il contributo
chiesa, che attraverso i secoli è stata dei borghi più belli d’Italia, che ha di tutti, questo momento potrà essere
testimone di passaggi di personaggi conservato tutto il suo fascino superato, con l’auspicio di ricollocare
tutto il personale interessato utilizzando
illustri (info: [Link]). e che non manco mai di visitare i prepensionamenti.
Annamaria Donnarumma, presidente quando mi trovo nei dintorni. L’Editore
dell’Associazione Terre Nuove Tiziano Sandonà, email

10 BELL’ITALIA
Emozioni, 2023, tecnica mista su tela, cm 110 x 130

[Link] info@[Link] tel. 0522 677168


in agenda
L’arte | le n o t i z ie | la lettura di Vittorio Sgarbi | la musica a febbraio

firenze

L’ARTE DI
FERRAGAMO
IN MOSTRA
PAGINA 16

Un ritratto di Salvatore Ferragamo e una delle


sue creazioni in mostra a Palazzo Spini Feroni.

BELL’ITALIA 13
LA MOSTRA DEL MESE
TESTI L AR A LEOVINO

PIACENZA | CAPPELLA DUCALE DI PALAZZO FARNESE

ELISABETTA, NASCITA DI UNA REGINA


Riunite a Piacenza sei tele dello Spolverini conosciute come i Fasti. Uno straordinario resoconto pittorico
del matrimonio e dei festeggiamenti di corte per le nozze tra Elisabetta Farnese e Filippo V re di Spagna

In alto: Il cardinale
Gozzardini rende visita
a Elisabetta Farnese,
1715-17, di Ilario Mercanti
detto Spolverini.
A sinistra: Baciamano
della regina Elisabetta
da parte delle donne
e dei gentiluomini di corte,
1717-18, dello Spolverini.
Pagina seguente
dall’alto: Ritratto
di Elisabetta Farnese,
1714-15, di Giovanni
Maria delle Piane, detto
Mulinaretto; Ritratto
di Elisabetta Farnese
giovinetta, 1706, anch’esso
opera del Mulinaretto.

14 BELL’ITALIA
I FASTI DI ELISABETTA FARNESE.
Ritratto di una regina.
Sede: Cappella Ducale di Palazzo Farnese.
Date: fino al 7 aprile.
INFO 338/430.03.09; [Link]

IL CONSIGLIO
DA VEDERE
Il Collegio Alberoni (via Parmense 77,
0523/57.70.11), eretto tra il 1733 e il 1752,
ospita una pinacoteca con l’Ecce Homo
di Antonello da Messina, un Museo di Storia
Naturale e un osservatorio astronomico.

Sembra di poterli vivere i Fasti di Elisabetta Farnese che danno


il nome alla mostra piacentina. A raccontarli sono i dipinti del
pittore di corte Ilario Mercanti detto Spolverini. Si tratta di sei
tele che restituiscono il fascino di una straordinaria figura fem-
minile, la principessa che nel 1714 sposa Filippo V di Borbone
e diventa regina di Spagna. I dipinti dello Spolverini tornano a
Piacenza dopo quasi trecento anni dal loro trasferimento a Na-
poli, la città in cui Carlo di Borbone, figlio di Elisabetta e di
Filippo V, li sposta insieme a molti tesori artistici farnesiani. Ai
sei importanti prestiti si aggiungono altre opere e ritratti con al
centro la futura regina, il cui ruolo nella politica e negli equilibri
dell’Europa del XVIII secolo è rilevante. A caldeggiare il matri-
monio con il re di Spagna è l’abate Giulio Alberoni che oltre a
scrivere lettere celebrative della nobildonna commissiona anche
alcuni ritratti di Elisabetta. Giovanni Maria delle Piane, detto il
Mulinaretto, la ritrae nel 1714 elegante e altera, senza gioielli
tranne la corona posta sul tavolo, quasi a simboleggiare che la
dote della principessa è costituita soprattutto dalle sue virtù. Im-
possibile poi non soffermarsi a lungo sui Fasti (1714-1721) che
raccontano con grande realismo il matrimonio per procura nella
cattedrale di Parma tra Elisabetta e Filippo V. Spolverini mette in
scena anche i festeggiamenti e il viaggio dal piccolo Ducato di
Parma e Piacenza al grande Regno di Spagna. Il suo resoconto
pittorico ci immerge in ambienti sontuosi dai colori vivaci e
© RIPRODUZIONE RISERVATA

animati da una moltitudine di figure, tutte in pose naturali ed


elegantemente vestite. I tagli di luce, l’acceso cromatismo e i
forti giochi di ombre conferiscono a ogni episodio sfarzo e so-
lennità. A far rivivere i Fasti di Elisabetta contribuiscono, lungo
tutto il percorso, anche gli allestimenti multimediali, dalle video-
proiezioni alle aule immersive agli originali ologrammi.

BELL’ITALIA 15
LE MOSTRE D’ARTE TESTI L AR A LEOVINO

FIRENZE Sopra: scorcio


dell’allestimento della mostra
VITA E VISIONE DI SALVATORE FERRAGAMO dedicata a Salvatore
Ferragamo con immagini
È trascorso un secolo dall’apertura della prima boutique a Hollywood e una mostra di celebrità internazionali
celebra il fondatore della Maison Ferragamo ripercorrendone i successi. Artigiano e modelli iconici di scarpe del
periodo hollywoodiano.
e imprenditore visionario, Salvatore Ferragamo ha saputo anticipare i tempi coniugando Nel percorso un’antologia
tradizione e modernità, una filosofia creativa che ancora oggi guida il brand. Il percorso, di pellami, oggetti e opere
attraverso documenti, fotografie, opere d’arte e filmati, mette in luce il contributo testimoniano lo spirito
avanguardista di Ferragamo,
dello stilista alla rinascita dell’artigianato e alla valorizzazione del Made in Italy. che amava inventare,
innovare e sperimentare.
SALVATORE FERRAGAMO 1898-1960. A Palazzo Spini Feroni fino al 4 novembre. INFO [Link]

LODI
L’OMAGGIO DELLA CITTÀ A BERGOGNONE
Nel cinquecentenario della morte di Ambrogio da Fossano detto Bergognone
(1453 ca.-1523), la città lombarda lo celebra con una mostra in due sedi. L’esposizione
si snoda lungo un percorso che, partendo dall’opera Cristo in pietà con angeli (1480)
esposta alla Fondazione Maria Cosway, arriva fino alle quattro tavole dell’artista ospitate
nel Tempio dell’Incoronata. Foto: Adorazione dei Magi, 1499, di Bergognone.
RELIGIOSO AMORE. Bergognone a Lodi. Alla Fondazione Maria Cosway e al Tempio Civico dell’Incoronata
dal 9 febbraio al 14 aprile. INFO [Link]

PALERMO
RAFFINATI TESORI DELLA CIVILTÀ MEDITERRANEA
Il Tesoro della Cappella Palatina è rappresentato da una selezione di 56 reperti, simbolo
di civiltà, culture e maestranze diverse. Cofanetti, argenti, pergamene, fonti battesimali,
opere dedicate alla Madonna Odigitria, gioielli, una bolla di Ruggero II e un sigillo
mesopotamico testimoniano come Palazzo Reale fosse, nell’epoca normanno-sveva, un
luogo di sintesi artistica tra mondo latino, bizantino e islamico. In mostra anche due opere
“mediterranee” di Mimmo Paladino. Foto: cassetta reliquiario della metà del XIII secolo.
THESAURUS. A Palazzo Reale fino al 30 settembre. INFO [Link]

VICENZA
LE ACCONCIATURE FEMMINILI TRA ARTE E POTERE
Il mondo delle capigliature e la loro importanza nella società e nella rappresentazione
artistica sono al centro della mostra che presenta una selezione di 70 opere. Nel
© RIPRODUZIONE RISERVATA

percorso, busti, da quelli imperiali a quelli rinascimentali, dipinti, sculture e disegni.


Si parte con le trecce dell’imperatrice Faustina Maggiore, diventate un modello nel
Rinascimento. Foto: Un’eroina antica (Olimpiade?), 1461-1464, di Andrea del Verrocchio.
LE TRECCE DI FAUSTINA. Acconciature, donne e potere nel Rinascimento. Alle Gallerie d’Italia-Palazzo
Leoni Montanari fino al 7 aprile. INFO [Link]; [Link]/it/vicenza

16 BELL’ITALIA
Gli animali ringraziano per la concessione di questo spazio.

IMPERFETTI
CERCASI

ami la buona
tavola,
ma odi
sparecchiarla?

SE SEI IMPERFETTO, PER LORO È PERFETTO.


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FOTONOTIZIA
A CURA DI SANDRA MINUTE

PERUGIA GALLERIA
NAZIONALE DELL’UMBRIA

LE SEGRETE
STANZE
DELL’ARTE
La Galleria Nazionale dell’Umbria
svela i suoi tesori segreti: dall’11
febbraio per la prima volta saranno
aperti al pubblico i depositi del museo
e le “stanze Capitini” nella torre
campanaria di palazzo dei Priori, con
una serie di visite guidate condotte
personalmente dal nuovo direttore
della Galleria e della Direzione
Regionale Musei Costantino D’Orazio
(nella foto, davanti a opere di
Perugino, Bonfigli e Beinaschi).
L’apertura dei depositi è la prima
iniziativa del neodirettore, che ha
dichiarato di voler improntare il suo
mandato alle parole guida “Ricerca,
© RIPRODUZIONE RISERVATA

Accessibilità e Coinvolgimento”.
Calendario: 11 e 25 febbraio, 10 e 17 marzo,
14 e 21 aprile, 5 e 19 maggio, ore 12 e 16;
prenotazione obbligatoria, visita gratuita
inclusa nel biglietto d’ingresso al museo: 10 €.
INFO [Link]

18 BELL’ITALIA
venga sul sito [Link]
BELL’ITALIA 19
TESTI SANDRA MINUTE

20 BELL’ITALIA
|
AREZZO VISITE AL CANTIERE DELLA LEGGENDA
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Legno (dettaglio), dalla Leggenda della Vera
Croce di Piero della Francesca. Qui sotto:
A TU PER TU CON ushebty dello scriba reale e sacerdote lettore
Tjener (1279-1190 a.C.). In basso: il nuovo

L’ARTE DI PIERO allestimento del Museo di Orsanmichele.

Vedere da vicino l’incontro tra Salomone


e la regina di Saba, il sogno di Costantino,
la monumentale battaglia di ponte Milvio,
la morte di Adamo e tutte le altre scene del
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TORINO 200 ANNI DEL MUSEO EGIZIO

meraviglioso ciclo di affreschi della Leggenda DA DUE SECOLI


della Vera Croce di Piero della Francesca. IN VIAGGIO SUL NILO
È il progetto “All’altezza di Piero”, il ciclo
di visite straordinarie al cantiere di restauro Una Piazza Egizia per festeggiare
della cappella Bacci, nella basilica di San i due secoli di vita. Il Museo Egizio
Francesco, promosso dalla Direzione di Torino, fondato nel 1824, per
Regionale dei Musei con la Fondazione il bicentenario si rinnova con un
Arezzo Intour. In occasione dei lavori di progetto firmato dallo Studio Oma
manutenzione e revisione conservativa del di Rotterdam: in autunno sarà
ciclo, dal 27 gennaio al 12 marzo il ponteggio inaugurata la nuova corte coperta,
sarà accessibile a piccoli gruppi di visitatori
una agorà a due livelli con un
per un incontro ravvicinato, e straordinario,
giardino egizio, caffetteria e servizi,
con uno dei capolavori assoluti della pittura
e sono previsti una nuova sala
di ogni tempo. Dipinti da Piero della Francesca
immersiva e il riallestimento del
tra 1452 e 1466, gli affreschi sono ispirati
alla Legenda Aurea di Jacopo da Varagine. tempio di Ellesija e della Galleria
dei Re. Intanto è stato riaperto
Orario: 14-18, sabato 9-18, domenica 13-18,
il terzo piano, con l’allestimento
mercoledì chiuso; ingresso 35 €. INFO Prenotazioni:
della nuova Galleria della Scrittura:
[Link]/allaltezza-di-piero
un viaggio a ritroso nel tempo di
4.000 anni all’origine della scrittura
egizia attraverso 248 reperti, come
il Cartiglio in calcare, del 1353-
1336 avanti Cristo, un gigantesco
blocco scolpito a geroglifici.
Orario: 9-18,30, lunedì 9-14; 18 €.
INFO 011/440.69.03, [Link]
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FIRENZE LA RIAPERTURA DOPO IL RESTAURO
ORSANMICHELE RINATO
Dopo un anno di restauri ha riaperto al
pubblico il complesso di Orsanmichele, il più
singolare dei monumenti fiorentini, nel quale
si fondono in armonia aspetti religiosi e civili.
L’intervento ha riguardato la chiesa al piano
terra (nei secoli granaio, archivio e museo),
dove splende il tabernacolo dell’Orcagna, e il
museo al primo piano, che ospita le 13 statue
originali di artisti come Ghiberti, Donatello,
Giambologna, donate dalle corporazioni
cittadine. Nel nuovo allestimento progettato
dagli studi Map e Natalini le sculture sono
sopraelevate, come apparivano in origine
nelle nicchie all’esterno dell’edificio.
Orario: 8,30-18,30, domenica 8,30-13,30, chiuso
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martedì; 8 €. INFO [Link]

BELL’ITALIA 21
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ROMA INAUGURATI IL PARCO DEL CELIO E IL MUSEO DELLA FORMA URBIS
A sinistra: frammenti della Forma Urbis
Romae. Al centro: il trittico ricomposto alla
Pinacoteca Nazionale di Siena. In basso:
LA CITTÀ SCRITTA NEL MARMO “Tea Talks” al Museo Bagatti Valsecchi.

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SIENA PINACOTECA NAZIONALE
DUE MUSEI
PER UN TRITTICO
Grazie alla collaborazione tra due
grandi musei è stato ricomposto un
trittico del ’200 a lungo smembrato.
Una Madonna in trono di Guido
da Siena, concessa in deposito dalla
Galleria dell’Accademia di Firenze,
è stata affiancata dai due sportelli
laterali con i santi Francesco, Chiara,
Bartolomeo e Caterina d’Alessandria,
attribuiti a Dietisalvi di Speme, della
Pinacoteca Nazionale di Siena.
Il trittico ricomposto si ammira ora
nella sala 2 della Pinacoteca insieme
ad altre opere di pittori del ’200.
Un giardino archeologico con vista sul Colosseo, popolato di epigrafi e resti Orario: martedì-sabato 9-19, domenica
architettonici, con un sorprendente museo dove si può ammirare l’antica Urbe e lunedì 9-13,30; ingresso 6 €.
tutta distesa ai propri piedi. È il Parco Archeologico del Celio, appena inaugurato INFO [Link]
insieme al nuovo Museo della Forma Urbis. Allestito nell’ex palestra Gil, il museo
custodisce i frammenti rimasti della Forma Urbis Romae, la gigantesca pianta
marmorea dell’Urbe incisa tra 203 e 211 sotto l’imperatore Settimio Severo:
una rara e preziosa testimonianza della città antica che torna esposta al pubblico
dopo quasi un secolo. Incisa su 150 lastre di marmo, in origine la Forma Urbis
era esposta su una parete nel Foro della Pace e occupava una superficie totale
di 18 metri per 13; oggi ne resta circa un decimo. I frammenti della mappa
marmorea sono ora collocati nella sala principale del museo, sovrapposti come
base planimetrica alla Pianta Grande di Giovanni Battista Nolli del 1748.
Ingressi da viale del Parco del Celio 20 e 22 e Clivo di Scauro 4. Orario Parco Archeologico:
tutti i giorni 7-17,30 (ora legale 7-20); ingresso gratuito. Orario Museo della Forma Urbis:
10-16, chiuso lunedì; ingresso 9 €. INFO 06/06.08, [Link]

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MILANO MUSEO BAGATTI VALSECCHI TÈ, BISCOTTI E ARTE
Appuntamento con l’arte all’ora del tè. Il Museo Bagatti Valsecchi lancia “Tea
Talks”, un ciclo di conferenze che unisce temi di storia dell’arte con il più classico
dei passatempi pomeridiani: sorseggiando un tè offerto insieme a dolci biscotti si
può assistere a dialoghi tra Susanna Gualazzini, storica dell’arte, e Aurora Ghezzi,
© RIPRODUZIONE RISERVATA

responsabile delle collezioni del museo, su temi come la natura, i ritratti, la figura
del collezionista. Rivive così l’atmosfera di fine ’800 della dimora concepita dai
fratelli Fausto e Giuseppe Bagatti Valsecchi come un cenacolo di cultura.
Dal 28 febbraio al 26 giugno; un incontro 10 €. INFO [Link]

22 BELL’ITALIA
A sinistra: Ragazza che cammina, 1966, di
Michelangelo Pistoletto, alle Gallerie d’Italia.
Sotto: il Museo di Scienze Naturali di Torino.
In basso: abito Long Yue del XXI secolo.

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TORINO RIAPERTO IL MUSEO REGIONALE DI SCIENZE NATURALI
BENTORNATO ELEFANTE FRITZ
A oltre dieci anni dall’incendio del 2013, il 13 gennaio ha
riaperto il Museo Regionale di Scienze Naturali. Museo Storico
di Zoologia, Arca delle Esplorazioni e Sala delle Meraviglie
sono le tre aree del percorso espositivo; la “star” è l’elefante
Fritz, donato dal Viceré d’Egitto ai Savoia nel 1827.
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NAPOLI NUOVO PERCORSO ALLE GALLERIE D’ITALIA
Orario: 10-18, martedì chiuso; 5 €. INFO [Link]

UNO SGUARDO
SUL SECOLO BREVE
“Vitalità del Tempo” è il nuovo percorso espositivo
sull’arte del Novecento inaugurato alle Gallerie d’Italia
di Intesa Sanpaolo. Il nuovo allestimento, curato da Luca |
VENEZIA AL VIA LE CELEBRAZIONI PER I 700 ANNI DALLA MORTE
Massimo Barbero, propone una selezione di 44 opere SULLE TRACCE DI MARCO POLO
datate dal dopoguerra ai giorni nostri che evidenziano
la ricchezza di una raccolta in continua evoluzione; è Venezia ha dato il via
anche l’occasione per apprezzare un nucleo di undici alle celebrazioni per
opere della Collezione Luigi e Peppino Agrati da poco i 700 anni dalla morte
entrate a far parte del patrimonio artistico del gruppo. di uno dei suoi più illustri
Il neon di Bruce Nauman introduce a un viaggio nell’arte concittadini: Marco Polo
del “secolo breve” che parte dal monocromo degli anni (1254-1324), il mercante
Cinquanta e dall’Informale, passando per il Pop italiano, e viaggiatore che nella sua
per arrivare all’Arte Povera e contemporanea. Il grande opera Il Milione raccontò
corridoio del secondo piano ospita lavori rappresentativi la Cina e l’Asia agli europei.
di varie tendenze di ricerca. Tra gli artisti esposti, Inaugura il calendario
destinati a variare nel tempo, figurano nomi come di appuntamenti la mostra
Lucio Fontana, Piero Manzoni, Alberto Burri, Bice “L’Asse del Tempo: tessuti
Lazzari, Carol Rama, Alighiero Boetti, Domenico per l’abbigliamento in seta
Gnoli, Sol LeWitt e Jannis Kounellis. di Suzhou”, allestita fino
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al 29 febbraio al Museo
Orario: martedì-venerdì 10-19, sabato e domenica 10-20;
di Palazzo Mocenigo, con
ingresso 7 €. INFO [Link]; [Link]
preziosi abiti e tessuti.
INFO [Link]

24 BELL’ITALIA
IL PATRIMONIO SALVATO PRIVATI E FONDAZIONI AL SERVIZIO DEI BENI CULTURALI
A CURA DI CARLO MIGLIAVACCA

FIRENZE

TRENT’ANNI DI MECENATISMO SULL’ARNO


Nata nel 1993 dopo l’attentato di via dei Georgofili, l’Associazione Amici degli Uffizi sostiene il museo
fiorentino attraverso acquisti e donazioni di opere, restauri e la valorizzazione degli spazi espositivi

Nella notte tra il 26 e il 27 maggio 1993 l’attentato mafioso di mento e nella valorizzazione delle collezioni delle Gallerie
via dei Georgofili provocò a Firenze la morte di cinque perso- degli Uffizi (Uffizi, Palazzo Pitti, Giardino di Boboli, Corri-
ne, circa quaranta feriti e severi danni al patrimonio artistico doio Vasariano). Attività svolte in accordo con la direzione,
e monumentale: gravi le distruzioni al Corridoio Vasariano e di recente affidata a Simone Verde dopo il mandato di Eike
alla Galleria degli Uffizi che vide danneggiate oltre 200 opere Schmidt. «Rendere accessibile quanto di straordinario il pa-
(173 dipinti e 56 statue). In quel drammatico periodo luoghi trimonio artistico, storico e culturale italiano è in grado di
della cultura furono colpiti anche a Roma e Milano, susci- offrire è per noi un dovere etico», afferma la presidente degli
tando una reazione forte nella cittadinanza che vide nell’arte Amici degli Uffizi Maria Vittoria Rimbotti. «Senza la lunga
ferita un attacco alle radici storiche della civiltà del Paese. storia di mecenatismo che contraddistingue il nostro Paese,
Da quella indignazione, dalla volontà di riaffermare i valori l’Italia non sarebbe la culla della cultura e dell’arte occiden-
della ragione e della cultura è nata a Firenze nel 1993 l’Asso- tale che tutti conoscono. L’Associazione ha profuso il proprio
ciazione Amici degli Uffizi, creata per sostenere la riapertura impegno nel mantenere viva tale tradizione di mecenatismo,
del museo e da allora affermatasi come una delle realtà filan- affiancando allo sforzo collettivo quello di tanti individui,
tropiche più importanti in Italia e in Europa nell’ambito dei invitandoli a sentirsi partecipi di una missione a beneficio
beni culturali, impegnata nella conservazione, nell’accresci- dell’intera comunità». Agli Amici italiani, dal 2006 si sono

26 BELL’ITALIA
I PROGETTI SOSTENUTI DA

MATERA
Particolare della Conquista della città di Prevesa in Albania,
uno degli affreschi realizzati tra 1607 e 1609 da Bernardino UNA SCOMMESSA VINTA
Poccetti nella sala di Bona di Palazzo Pitti. Il loro restauro,
concluso lo scorso anno, è stato realizzato grazie al sostegno NEL CUORE DEI SASSI
di Amici degli Uffizi e Friends of the Uffizi Gallery.
Un gruppo di giovani riunito attorno a una
torre nei Sassi di Matera per creare, dal nulla,
un museo di arte contemporanea. Un bel
sogno, sulla carta un po’ folle, che passione,
competenza e tenacia hanno trasformato in
realtà, dimostrando che fare impresa culturale
in Italia, seppure tra molte difficoltà, è possibile.
Il Tam Tower Art Museum ha aperto le porte
a gennaio 2022 con l’obiettivo di ospitare due
mostre l’anno, traendo da ciascuna un’opera per
costituire una raccolta permanente. La creatività
dei nostri tempi e la storia della città si saldano
in antichi spazi all’ombra della medievale torre
del Capone (foto sotto), acquistata nel 1973 da
Camilla Motta – nonna di Mauro Acito, uno dei
fondatori del museo – per lanciare un segnale
contro lo spopolamento dei Sassi. Cinquant’anni
dopo, il cuore antico di Matera è diventato
una meta turistica internazionale (la città conta
stabilmente oltre 500 mila presenze all’anno)
che i giovani di Tam intendono valorizzare
attraverso la vivificante, dinamica presenza
di artisti contemporanei chiamati a creare ed
esporre le loro opere. Fino al 7 aprile, il percorso
espositivo che inizia in via Ridola e prosegue
attorno alla torre propone “È andato tutto bene”,
mostra dell’artista Geometric Bang che declina
in coloratissime sagome bidimensionali 80
anni di storia italiana, invitando a riflettere sulla
percezione del presente, del passato e sulla
formazione dell’immaginario collettivo.
aggiunti quelli degli Stati Uniti, grazie alla nascita dell’affiliata Al progetto Tam è andato uno dei tre premi
americana Friends of the Uffizi Gallery, i cui membri parteci- economici messi a disposizione nel 2023 dalla
pano con grande generosità allo sforzo comune. Fondazione Italia Patria della Bellezza nell’ambito
Il sodalizio ha celebrato lo scorso autunno i trent’anni dalla del suo annuale “Bando per la comunicazione
fondazione, occasione per un bilancio che vanta traguardi strategica e branding dei progetti
importanti: 20 acquisizioni e donazioni di dipinti e sculture di valorizzazione culturale e territoriale”.
(250 le opere di arte grafica), 45 restauri vari, 105 restauri
di marmi antichi, 10 riallestimenti di sale, 25 mostre, poi Tam Tower Art Museum, Matera, via Ridola 13,
pubblicazioni, incontri, convegni, per un valore di oltre 10 0835/40.37.27; [Link]
milioni di euro. Tra i tanti interventi, operazioni di grande Orario: mercoledì-domenica 10-20; ingresso 6 €.
rilievo simbolico come il restauro dell’Adorazione dei pa-
stori di Gherardo delle Notti, dipinto quasi distrutto dall’e-
splosione del 1993, e altre di vastissimo respiro, due delle
quali, recenti, consentite dalla donazione di oltre un milione
di euro da parte di Veronica Atkins, socia di Friends of the
Uffizi Gallery: i restauri degli affreschi della sala di Bona di
Palazzo Pitti, opere del tardomanierista Bernardino Poccetti,
e quelli di cinque arazzi appartenenti alla serie Feste dei Va-
lois, tessuti a Bruxelles tra il 1582 e il 1585.

Associazione Amici degli Uffizi, Firenze, via Lorenzo il Magnifico 1,


055/479.44.22; [Link]
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BELL’ITALIA 27
DI VITTORIO SGARBI
UNA CHIESA UN CAPOLAVORO

Il volto del Cristo con l’evidente imperfezione


BASSANO ROMANO (Viterbo) | CHIESA DI SAN VINCENZO MARTIRE del marmo sulla guancia sinistra.

MICHELANGELO: IL giore, poi nella cappella a destra del coro – in una chiesa vo-
luta proprio dal Giustiniani, San Vincenzo Martire a Bassano

CRISTO INCOMPIUTO Romano (Viterbo), potrebbe non essere una copia seicentesca
del Portacroce alla Minerva come si credeva. Un successivo

PER UN “PELO” restauro chiarisce l’arcano: nel volto del Cristo riappaiono le
venature, la principale lungo una guancia, che avevano con-
vinto Michelangelo a interrompere il lavoro. La statua, però,
Una vena nera del marmo, un “pelo”, portò è in aspetto finito, cosa che non era al tempo dell’acquisto
all’abbandono della prima versione del Cristo Giustiniani: chi l’ha conclusa? Qualcuno, sostiene lo studioso
Portacroce per la basilica romana di Santa Maria tedesco Christoph Frommel, che fosse pratico dei Giustiniani
e di restauri dell’antico: Gian Lorenzo Bernini, per esempio,
sopra Minerva. Opera riconosciuta solo una
visto che difficilmente un passaggio come quello della mano
ventina d’anni fa nella chiesa di Bassano Romano del Cristo che affonda sul panno potrebbe non essere messo in
relazione con le dita di Plutone nella carne di Proserpina del
celebre Ratto di Proserpina oggi alla Galleria Borghese.
Chi dice che l’arte è degli artisti? Semmai è il contrario: diventa
fenomeno attorno al quale si sviluppa largo interesse fra gli POSA CLASSICA, COME PER IL DAVID
uomini proprio quando smette di essere degli artisti per appar- L’ipotesi che il massimo scultore cinquecentesco sia stato
tenere a chi assegna alle opere un valore autonomo da quello continuato dal massimo seicentesco è eccezionalmente sug-
attribuito dai loro creatori. Un caso esemplare: la prima versio- gestiva, forse troppo per convincere tutti, ma in fondo avrebbe
ne del Cristo Portacroce per la basilica romana di Santa Maria un’importanza relativa. Attenendoci al confronto con la se-
sopra Minerva, richiesta a Michelangelo nel 1514 da alcuni conda versione, si nota che la bassanese è classicamente più
eredi della defunta Marta Porcari, fra i quali Metello Vari. statica: riprende, invertendola, la posa di massima del David
Michelangelo non concluse l’opera perché nello scolpire il e la accompagna con gli attributi della Passione, una croce
volto spuntarono dei “peli”, come venivano chiamate le vena- volutamente sottodimensionata, la canna, la corda, la spugna.
ture scure del marmo che ne compromettono il chiarore im- Oggetti che il capo di un Cristo dalle boccolature già baroc-
macolato. Quel Cristo venato andava abbandonato e sostituito che, tutto rivolto alla Resurrezione, ci induce a considerare re-
da una seconda versione. Così avvenne, ma Michelangelo non sidui dolorosi di una vita terrena comunque esaurita. Il corpo
fu soddisfatto neanche della nuova statua, proponendone una molle nel piegarsi su un ginocchio, apollineo come sarebbe
terza. Metello Vari richiese allora al maestro di potersi impos- piaciuto a Vincenzo Giustiniani, ribadisce la piena coerenza
sessare della prima, lasciandogli risolvere il resto della situa- col modello greco-romano, esibendosi nell’eroismo di una
zione come meglio credeva. È la seconda versione, arrangiata nudità che a terga erculee contrappone il solito pene miche-
a dovere, quella che vediamo nella basilica romana. langiolesco di dimensioni minuscole, simbolo di una natura
Il primo Portacroce, che il naturalista Ulisse Aldrovandi testi- umana solo parziale, subito preso di mira nell’esemplare ro-
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monia di avere visto in “non finito” nel giardino della residen- mano tanto da portare alla sua copertura con “braghettoni”
za Vari alla Minerva (1562), viene comprato intorno al 1607 dorati più volte rifatti nel corso del tempo.
dal marchese Vincenzo Giustiniani, noto mecenate di Cara- Oggi siamo ancora troppo imperfetti per vedere Cristo nel
vaggio, ma cade poi nel dimenticatoio. Fino a tempi a noi vici- modo in cui si è voluto fare uomo secondo la visione di Mi-
ni, quando la studiosa Silvia Danesi Squarzina si accorge che chelangelo? Un corpo perfetto, limitato all’appartenere alla
una statua presente almeno dal 1644 – prima nell’altare mag- nostra specie dalla soprannaturalità dello spirito divino.

DOVE SI TROVA NELLA CHIESA DEI GIUSTINIANI


Su un colle ai margini dell’abitato di Bassano Congregazione Silvestrina, un attivo centro
Romano, la chiesa che ospita il Cristo spirituale che in passato è stato rifugio
Portacroce è sorta dal 1631 per volere per giovani in difficoltà e polo scolastico.
di Vincenzo Giustiniani come mausoleo Chiesa di San Vincenzo Martire, Bassano Romano
di famiglia. Intorno, dal 1941 è cresciuto (Viterbo), via San Vincenzo 88, 0761/176.21.76.
un vasto complesso monastico retto dalla Orario: tutti i giorni 8,30-12,15 e 15,30-18,15.

28 BELL’ITALIA
L’impronta
del maestro
Michelangelo lasciò
l’opera in stato
di abbozzo intorno
al 1516. Era solito
lavorare prima i corpi,
quindi è probabile
che si sia accorto
tardi della vena nera
che dalla spalla
sinistra sale al volto.
L’impostazione
generale dell’opera
doveva essere allora
già ben delineata.
altezza 205 cm

Un cavallo
per l’abbozzo
Metello Vari, uno
dei committenti,
ricevette la statua
incompiuta in dono
da Michelangelo,
ricompensando
l’artista con un
puledro. Nel 1607
l’opera risulta in
vendita. All’acquisto
si interessa anche
un pronipote dello
scultore, Francesco
Buonarroti.

venga sul sito [Link]


BELL’ITALIA 29
MUSICA
A CURA DI VANNINA PATANÈ

IL CONSIGLIO

DA VEDERE
Nobile Collegio del Cambio
(Palazzo dei Priori, ingresso
da corso Vannucci 25, 075/572.85.99).
All’interno del palazzo dei Priori,
PERUGIA | FINO AL 18 MAGGIO oltre alla sala dei Notari e alla
ricchissima Galleria Nazionale
dell’Umbria, da non perdere
NOTE SOTTO GLI AFFRESCHI è il Nobile Collegio del Cambio,
che fu sede della corporazione
dei cambiavalute. Qui, alla fine
Da Beethoven a Ligeti, la preziosa sala dei Notari ospita del Quattrocento, Pietro Vannucci
diversi concerti della prestigiosa stagione musicale perugina detto il Perugino affrescò con
la sua bottega la sala dell’Udienza.
Sul soffitto sono rappresentate
La musica da camera ha trovato casa Vincenzo Maltempo con musiche immagini allegoriche delle divinità
a palazzo dei Priori, il monumento di Beethoven, Schubert e Alkan. della mitologia antica; alle pareti,
simbolo di Perugia. Diversi concerti L’8 marzo il Faccini Piano Duo, le Virtù teologali e uomini illustri
della stagione degli Amici della Musica composto dai fratelli Elia e Betsabea dell’antichità; su uno dei pilastri
divisori c’è l’autoritratto del pittore.
e di Fondazione Perugia Musica Faccini, suonando il pianoforte
Classica si tengono infatti nella sala dei a quattro mani propone musiche
LA BUONA SOSTA
Notari (foto sopra), uno degli ambienti di Tchaikovsky, Liszt, Debussy
Ada Gourmet
più imponenti dell’edificio, riccamente e Ravel, mentre il 10 marzo l’inusuale
(via del Bovaro 2, 349/313.09.82).
affrescato. Originariamente destinata formazione da camera composta
Aperto nel 2022, ha guadagnato la
alle assemblee popolari del libero dal pianista Alessandro Taverna, prima stella Michelin. Propone cucina
Comune di Perugia, la sala diventò dalla violinista Francesca Dego creativa in un ambiente raffinato.
nel XVI secolo sede della potente Arte e da Martin Owen al corno esegue Menu degustazione a partire da 75 €.
dei Notai e, dopo profonde modifiche, pezzi di Brahms, Ligeti, Schumann
venne restaurata e ripristinata e Messiaen. Il 23 marzo l’appuntamento
ispirandosi all’antico. Salvo pochi brani è invece con Gianluca Cascioli (foto
originali, le pareti e gli archi del soffitto a destra), che al fortepiano permetterà
furono ridipinti o integrati da Matteo di ascoltare il suono originale
Tassi (1885) con leggende, favole delle sonate di Beethoven, composte
e storie bibliche, affiancate dagli stemmi per l’antenato del pianoforte.
dei capitani del popolo e dei podestà
che avevano guidato la città; gli stalli
STAGIONE AMICI DELLA MUSICA-
e i sedili lignei furono ricostruiti sugli
FONDAZIONE PERUGIA MUSICA CLASSICA
originali modelli cinquecenteschi.
INFO [Link]
Qui il 3 febbraio si esibisce il pianista

30 BELL’ITALIA
FABRIANO (Ancona) | FINO AL 13 APRILE Sopra: l’omaggio
a Giacomo Puccini del
CANTO LIRICO, SASSOFONI E MANDOLINI Sineforma Ensemble, uno
degli eventi di gennaio
L’associazione Gmi-Gioventù Musicale d’Italia propone a Fabriano, fino ad aprile, della Stagione di Musica
la cinquantesima Stagione di Musica da Camera all’oratorio della Carità, sede da Camera all’oratorio
della Carità di Fabriano.
dell’omonima confraternita. Costruito a partire dal 1587, l’edificio conserva un notevole Il programma della rassegna
ciclo di affreschi che rappresentano le Sette Opere di Misericordia Spirituali e Corporali, prosegue a febbraio
realizzato sul finire del ’500 da Filippo Bellini di Urbino. Dopo un omaggio a Puccini con concerti di formazioni
cameristiche e solisti.
in gennaio, due sono gli appuntamenti in cartellone a febbraio: il 3 si esibisce l’Alma
Saxophone Quartet, con musiche che spaziano da Leonard Bernstein al jazz di Chick
Corea; il 17 tiene un concerto il giovane mandolinista Federico Maddaluno, classe 1999.
STAGIONE DI MUSICA DA CAMERA GMI INFO [Link]/evento/gmi-fabriano-50a-stagione-di-musica-da-camera

PALERMO | FINO AL 14 APRILE


LA GRANDE FESTA DEL PIANOFORTE SOLISTA
L’Auditorium San Mattia ai Crociferi e la sala delle Verifiche del complesso monumentale
di palazzo Chiaramonte Steri, nel quartiere della Kalsa, ospitano fino ad aprile
la stagione invernale di Palermo Classica (nella foto, l’immagine simbolo). Con cadenza
settimanale, ogni domenica i programmi spaziano fra i grandi autori classici che hanno
composto musica per pianoforte solista, da Bach a Beethoven, da Chopin a Schumann,
da Schubert a Liszt. A febbraio si esibiscono il belga Julien Libeer, Sina Kloke e Severin
von Eckardstein, entrambi tedeschi, e il coreano Chi Ho Han. Particolarmente suggestiva è
l’ambientazione nell’ex chiesa seicentesca di San Mattia ai Crociferi, a pianta ottagonale.
PALERMO CLASSICA INFO [Link]

TRENTO | FINO AL 6 MARZO


SUONI CONTEMPORANEI AL MUSEO DIOCESANO
Con la rassegna Note al Museo. Tra musica e arazzi, il Museo Diocesano Tridentino
si propone come luogo di incontro e di dialogo tra le arti, ospitando una serie di concerti
di musica jazz e contemporanea nella sala degli arazzi fiamminghi del XVI secolo (nella
foto). Il 21 febbraio si esibisce la violinista e compositrice Laura Masotto, che sperimenta
con archi e sintetizzatori analogici e utilizza strumenti come il tamburo sciamanico, il
© RIPRODUZIONE RISERVATA

sea drum e le campane tibetane. Il 28 febbraio tocca alla OrcheXtra Terrestre, che lavora
sull’interazione fra le sonorità identitarie locali e quelle delle altre culture presenti oggi
in Trentino. Chiusura il 6 marzo con il sassofonista e polistrumentista James Thompson.
NOTE AL MUSEO INFO [Link]

BELL’ITALIA 31
L’abitato di La Valle,
con in primo piano
i ruderi della vecchia
parrocchiale di San
Genesio; ne restano
il campanile
e le fondamenta.

32 BELL’ITALIA
ALTA BADIA (Bolzano) | La Valle

Le Dolomiti
di una volta
Fienili in legno e viles, i tipici insediamenti rurali badioti, costellano un paesaggio fiabesco,
tra i Prati dell’Armentara e i grandiosi scorci sul carosello delle vette innevate
TESTI FABIO BOTTONELLI FOTOGRAFIE ALBERT CEOLAN

BELL’ITALIA 33
La Gardenaccia
alle prime luci
del mattino vista
da La Valle. È un
altopiano carsico
che si estende
per otto chilometri
quadrati tra alta
val Badia e alta
val Gardena.
La bianca distesa
pietrosa è solcata
da innumerevoli
fenditure e crepe.

34 BELL’ITALIA
BELL’ITALIA 35
In questa foto:
la chiesa di Santa
Barbara (1491)
sorge in posizione
panoramica poco
fuori dall’abitato
di La Valle.
Pagina seguente,
dall’alto: un maso
sopra La Valle;
escursione con
le ciaspole ai Prati
di Armentara.
BELL’ITALIA 37
38 BELL’ITALIA
Le case di una delle
tradizionali viles ai
piedi del Piz Duleda
(2.909 metri), nel
gruppo del Puez.
Questi insediamenti
rurali tipici della val
Badia sono formati
da gruppi di edifici
disposti a cerchio
intorno a un piccolo
spazio centrale
oppure allineati
lungo un versante.

venga sul sito [Link]


BELL’ITALIA 39
In alto: i campanili
della vecchia
parrocchiale di San
Genesio e della
chiesa di Santa
Barbara. In questa
foto: le nuvole
basse celano in
parte l’imponenza
del Sasso di Santa
Croce, massiccio
montuoso che
tocca i 2.907 metri.
Due antichi campanili come sentinelle
di pietra di un mondo silenzioso
———————

A
lberghi di lusso, ristoranti stellati, rifugi gourmet margini del Parco Naturale di Fanes-Senes-Braies; qui la
d’alta quota e le famose piste che ospitano la trasformazione del paesaggio non è invasiva ma in armo-
Coppa del Mondo di Sci: l’Alta Badia è una delle nia con l’ambiente, grazie alla cura del bosco, del prato e
più prestigiose destinazioni invernali italiane, un dei sentieri. Fra steccati e manufatti in legno si raggiunge
mondo dorato frequentato da turisti provenienti da tutto il l’unico rifugio della zona, il Ranch da Andrè. Il successivo
mondo. Eppure basta spostarsi pochi chilometri dai com- rientro fino ai 1.340 metri di San Leonardo permette di
prensori sciistici più affollati per scoprire scorci ancora au- abbracciare in uno sguardo d’insieme gli insediamenti che
tentici e respirare le atmosfere della montagna d’un tempo. occupano i pendii assolati a mezza costa. Le loro posizio-
Capita ai Prati di Armentara, sul versante orientale tra San ni, scelte da generazioni di saggezza contadina, sono quel-
Leonardo in Badia e La Valle, un altopiano innevato che si le più al sicuro dalle frane e dalle valanghe.
svela all’improvviso, sospeso nello spazio e nel tempo. Qui
la cerchia delle vette dolomitiche fa letteralmente girare la Architetture aggrappate agli assolati pendii
testa. A ridosso, incombenti, ecco il Sasso di Santa Croce La sequenza più emblematica di viles, i caratteristici inse-
con le sue inconfondibili striature, La Varella e le Conturi- diamenti rurali badioti, si trova però più a nord, nel territo-
nes. Verso sud, oltre le ondulazioni degli altopiani sciistici rio di La Valle. Anche d’inverno, su stradine ben tenute e
dell’Alta Badia, spuntano da un mare bianco il tozzo Col di qualche tratto di sentiero, si può seguire un itinerario circo-
Lana e ancora dietro il trapezio della Marmolada. Prose- lare che tocca i villaggi più significativi a partire dal centro
guendo in senso orario si distinguono il gruppo del Sella, il del paese. Si sale in direzione di Cians, da cui parte sulla
Sassongher, il Puez-Gardenaccia e il dente roccioso del destra un tracciato in piano fino alla chiesetta tardogotica
Sass de Putia. A nord, uno scorcio delle Alpi verso il confi- di Santa Barbara, della fine del Quattrocento, in posizione
ne, e in primo piano la familiare forma a panettone del Plan spettacolare; all’esterno conserva alcuni affreschi tra cui
de Corones. «Quando porto la gente quassù, molti pensano una Crocifissione (1509). Accanto spiccano gli imponenti
a una normale passeggiata sulla neve come diversivo dallo resti della parrocchiale di San Genesio, attestata dal ’300 e
sci. E invece rimangono un po’ disorientati, quasi intimoriti poi abbandonata. Lo scorcio che inquadra i campanili dei
dal silenzio e dall’ampiezza del panorama», dice Maria Ca- due edifici è particolarmente suggestivo. Una dopo l’altra si
nins, già campionessa di ciclismo e fondo. Per lei i Prati di toccano poi le viles Ciablun, Runch e Biei, affacciate sulla
Armentara sono un gioiello nascosto da svelare agli ospiti silhouette aguzza del Sass de Putia. Da qui il sentiero pro-
per far comprendere l’anima autentica della Badia ladina. segue in discesa tornando al punto di partenza. Altre mera-
vigliose viles (Tolpei, Miribung, Freines, Funtanela e Spe-
Camminando fra radure imbiancate e boschi scia) si trovano a destra della cappella di Santa Barbara.
Per scoprire questo paradiso bianco di oltre 280 ettari si può «Non costruire in modo pittoresco. Lascia questo effetto ai
partire dalla frazione Spescia di La Valle (La Val in ladino), muri, alle montagne e al sole», diceva Adolf Loos. I conta-
appartata località a quasi 1.250 metri di quota, angolo si- dini di un tempo non avevano mai sentito parlare del gran-
lenzioso e “cuore” delle memorie della terra badiota. L’al- de architetto austriaco (1870-1933), ma le mirabili architet-
ternativa più semplice è però il sentiero battuto, indicato ture aggrappate ai prati innevati, fra 1.200 e 1.700 metri,
con il numero 15 e poi con il 15/a, che comincia dietro il sembrano ispirarsi proprio alle sue parole. Le viles sono
venerato santuario di Santa Croce (2.080 metri), in cima agli quasi esclusive della val Badia, dove se ne contano almeno
impianti dell’omonima area sciistica. Si cammina su e giù 120. Si differenziano dai più comuni masi sparsi, tipici di
fra radure innevate, ora a cavallo di “mammelloni” di neve, tutto l’Alto Adige, sia per la concentrazione delle case (una
ora addentrandosi nel bosco. La catena che separa la val decina di edifici al massimo) che per la struttura organizza-
Badia dalla valle di Marebbe-Tamersc e dall’altopiano di tiva. Gli edifici, con i tipici sporti e ballatoi in legno, si di-
Fanes, caratterizzata dal Sasso di Santa Croce e dalle pareti spongono a cerchio su un terrazzamento naturale, o allineati
di Cima Dieci e Cima Nove, mostra prospettive sempre di- lungo un versante. Vi si notano ancora le strutture comuni:
verse. Circondati da questi scorci sempre mutevoli si prose- cappelle, fontane, forni, granai, essiccatoi e abbeveratoi.
gue perdendo leggermente quota tra chiazze di abeti rossi, Anche le piazzette e i percorsi di collegamento sono di
© RIPRODUZIONE RISERVATA

pini cembri e larici. Nel biancore c’è un elemento architet- proprietà collettiva, mentre i terreni, un tempo variamente
tonico ricorrente: è il tablé, il caratteristico fienile locale in coltivati e ora a prato, potevano essere privati o gestiti con
legno. Qualche volta vecchie di secoli e annerite dal tempo, qualche forma di uso collettivo. Un paesaggio plasmato
queste costruzioni contadine sono il segno della tradiziona- nei secoli e capace di conservarsi fino a oggi, simbolo
le gestione delle preziose risorse dei prati. Ci troviamo ai della cultura agricola e artigianale ladina.

BELL’ITALIA 41
Dove Come Quando
ALTA BADIA (Bolzano)

TESTI FABIO BOTTONELLI

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Santuario di Santa Croce

ATTIVITÀ CON I LOCALI


Una giornata da ladini doc
Il progetto Nos Ladins-Noi Ladini punta
ad avvicinare gli ospiti alla vita in val
di Santa Croce. Dietro il rifugio-ospizio inizia Badia, coinvolgendoli in esperienze
il sentiero 15/a in direzione dei Prati (si può autentiche con gli abitanti. Così
arrivare fino a Furnacia, frazione di La Valle): con Egon Pescollderungg, direttore
si percorrono 4 km in un’ora e mezza della Scuola Sci di Fondo, si fa una
con sosta al Ranch da André (1.843 metri); “iniziazione” soft alla disciplina e una
qui inizia il ritorno a San Leonardo visita al Centro Fondo dell’Armentarola
(45 minuti, 2,5 km). Per escursioni (5 febbraio, 11 e 25 marzo), mentre
guidate: 0471/84.70.37. Noleggio ciaspole il 20 marzo il maestro Arthur Feichter
da Skiland (Badia, strada La Muda 4, svela i segreti del telemark, lo sci
0471/83.81.19) o da Ski Top Badia “a tallone libero”. Con Tone Moling
(La Valle, San Senese 22, 0471/193.02.30). e il suo cane si impara cosa significa fare
Come arrivare il soccorritore nella neve (7 febbraio
Da vedere e 6 marzo). Hubert Tschaffert, uno
In auto: La Valle si raggiunge in auto con dei 70 guardiacaccia altoatesini, guida
la A22 del Brennero, uscita Val Pusteria, SANTUARIO DI SANTA CROCE all’avvistamento di animali selvatici
da dove si segue la strada statale 49 (San Leonardo-Badia, stazione al passo Gardena e a Spescia, frazione
e poi la 244 della Val Badia; da nord-est, a monte La Crusc 2, 0471/83.95.71). di La Valle (21 febbraio e 27 marzo).
autostrada A27, uscita Belluno, poi statale Tra le chiese più fotografate e visitate delle Helga Alton insegna cosa preparare
203 per Agordo, Alleghe, Arabba Dolomiti, a 2.045 metri di quota, sorge sul con erbe e aghi di pino (14 marzo).
e il passo Campolongo. sito di una cappella costruita dai monaci Felix Nagler, impegnato nell’azienda
In treno: stazione di Brunico dello Ski nel 1010. Qui nel XV secolo fu eretta una tessile di famiglia, apre le porte del
Pustertal Express, da dove ogni mezz’ora chiesa, sconsacrata alla fine XVII secolo suo laboratorio a Pederoa (8 febbraio).
partono gli autobus per Badia ([Link]). e abbandonata. A metà del ’700 il santuario Infine con Nikolas Seppi si diventa
In aereo: aeroporti di Venezia (a 187 km) fu ampliato e dotato di un campanile. fornai per un giorno (21 marzo).
e Treviso (a 165 km). L’altare ospita diverse reliquie di santi. Per prenotare: 0471/84.70.37.
In camper: Campeggio Odlina, La Villa,
strada Ninz 49, 339/595.16.87; MASO OIES
parcheggio in strada Sarè, San Cassiano. (San Leonardo-Badia, Tone Moling e il suo cane
strada Oies 6, 0471/83.96.35).
Per la visita Sotto il Sasso della Croce, non lontano
dalle piste da sci, in questo maso nel 1852
L’anello completo delle viles di La Valle nacque San Giuseppe Freinademetz,
richiede 2 ore di cammino. Per raggiungere missionario in Cina, dove morì. La cantina,
invece i Prati di Armentara si prende trasformata in cappella, è abbellita con opere
da San Leonardo la seggiovia La Crusc 1 di artisti come l’austriaco Oswald Kollreider
e la cabinovia La Crusc 2 fino al santuario (1922-2017) e il badiota Lois Irsara.

42 BELL’ITALIA
INFO Uffici Turistici Alta Badia
La Valle (strada San Senese 1, 0471/
84.30.72) e Badia (strada Pedraces 29a,
0471/83.96.95); [Link]

PER GLI ACQUISTI


Nel piccolo villaggio
della tessitura
Agriturismo Ciablun
Lungo la strada fra Piccolino e Badia,
salendo sulla destra incontriamo
la Zona Artigianale (La Valle, località
Pederoa), un “centro commerciale”
sui generis ricco di sorprese, con
laboratori e negozi degni d’interesse.
La val Badia ha tenuto viva
la tradizione di tessitura artistica
in lana, lino e cotone, che deriva
dalle storiche attività di tessitura
Hotel Antines Hotel La Perla ambulante di maso in maso. Chi ama
il genere qui trova tovaglie, tende,
centrotavola, asciugamani, grembiuli,
piumoni e cuscini. Ad esempio
la tessitura artistica Gaidra (civico
11, 0471/84.31.06) propone cuscini
da arredo con motivi alpini. I fan
delle pantofole tirolesi trovano
Le buone soste Per dormire invece un’ampia varietà al negozio
e laboratorio di calzature Complojer
TANA DELL’ORSO HOTEL LA PERLA
(San Leonardo-Badia, strada Ojes 17, (Corvara, strada Col Alto 105,
379/192.29.56). 0471/83.10.00).
Rinomata per la cucina tirolese-ladina, Nel caposaldo dell’ospitalità ladina delle
è una trattoria molto frequentata. Una Dolomiti, membro dei Leadings Hotel
delle sale è piena di orsetti di varie fattezze of the World, la visionaria famiglia Costa
e materiali, l’altra è invece dedicata alle non sta mai ferma. Il 2023 è stato l’anno
streghe e alle creature fantastiche delle della ristrutturazione di un intero piano,
Dolomiti. Il Piatto dell’Orso è un assortimento il quarto e ultimo, con nuove suite. Intanto
di carni, polenta e contorni. Conto 40 €. continuano i riconoscimenti per la carta
ÜTIA L’TAMÀ dei vini e la cucina stellata del suo ristorante
(San Leonardo-Badia, strada Rainé 25, Stüa de Michil con lo chef Simone Cantafio.
0471/83.96.71 e 333/491.81.90). HOTEL ANTINES Gaidra
Delizioso edificio in legno sulla pista (La Villa, strada Picenin 18, 0471/84.42.34).
La Crusc, raggiungibile anche in auto. Affidabile, con prezzi relativamente (civico 6, 0471/84.32.64). Nagler
La cucina prende spunto dai prodotti abbordabili vista la posizione centrale (civico 13, 0471/84.31.88), attivo
dell’Alto Adige e dalle erbe spontanee. accanto agli impianti, è gestito dal 1857, è depositario di 300 motivi
Tra i classici, il tris ladino a base di gnocchi personalmente dalla famiglia titolare ornamentali di tessitura artistica.
e ravioli al formaggio e spinaci. Conto 40 €. che risiede all’interno: un vantaggio Miribung (civico 14, 0471/84.32.17)
ÜTIA LÉ per l’attenzione ai dettagli e al servizio. è specializzato in calzettoni
(San Leonardo-Badia, strada Lé 4, Buona anche la cucina. prodotti nel capannone adiacente,
347/238.39.27). SPORTHOTEL TERESA mentre La Parüda (civico 16,
Appena rinnovato, si trova fra gli impianti (Pedraces-Badia, strada Dames 64, 0471/84.33.08) propone loden
La Crusc 1 e 2. Il menu del pranzo 0471/83.96.23). e moda tirolesi. Tra gli ultimi nati
è un classico da sciatori, ma di qualità. A Badia, lungo la strada ma sopraelevato spicca uno dei quattro spacci del
I piatti del giorno variano nelle settimane; così da godere del bellissimo panorama maso con caseificio Lüch da Pcëi
di rilievo le paste ripiene. Conto 35 €. in posizione appartata, è una buona (civico 29; sede centrale a San
MASO ALFARËI HOF base per sciare e camminare nella zona Cassiano, 0471/84.92.86), con
© RIPRODUZIONE RISERVATA

(Badia, località Alfarei 7, 339/469.24.54). del Sasso di Santa Croce e di La Valle. formaggi e latticini di produzione.
Uno spaccato di tipicità ladina AGRITURISMO CIABLUN
in un maso agricolo che si trova lontano (La Valle, strada Ciablun 1, 0471/84.30.94).
dalle piste da sci. Da gustare le frittelle Tre appartamenti agrituristici deliziosi
ladine (turtres), le zuppe di orzo e di farro e un rinomato ristorante tipico fra le storiche
e fra i primi le mezzelune. Conto 30 €. viles di La Valle, in posizione spettacolare.

BELL’ITALIA 43
TRESCORE BALNEARIO (Bergamo) | Oratorio Suardi

La difesa della fede


secondo LOTTO
Nei pressi di Bergamo una cappella di famiglia custodisce straordinari affreschi
compiuti dal maestro veneziano cinquecento anni fa. Opere dalla vivace vena narrativa
animate da una tensione antiereticale, in opposizione alla riforma protestante
TESTI VANNINA PATANÈ FOTOGRAFIE MASSIMO RIPANI

Sopra: l’Oratorio Suardi, fondato nella seconda metà del XV secolo e rinnovato in stile neogotico alla fine del XIX.
Pagina seguente: la moglie e le figlie di Maffeo Suardi in un particolare degli affreschi di Lotto dedicati a Santa Brigida.
BELL’ITALIA 45
F
Sopra: l’interno del affreschi, Battista reddo, piogge torrenziali, fulmini, esondazioni: nei territori ber-
piccolo edificio Suardi, ritratto
sacro, affrescato ai piedi del Cristo
gamaschi l’estate del 1523 era parsa un inverno fuori stagione.
da Lotto nel 1523-24. accanto alla moglie Gli astrologi delle corti italiane pronosticavano per il febbraio del
A sinistra, la parete Orsola e alla sorella
con le Storie di Santa Paolina. Pagina
1524 l’arrivo di un nuovo diluvio universale e il clima da fine del
Barbara e il Cristo seguente: alcuni mondo era alimentato dallo scisma luterano alle porte: dopo la scomuni-
vite; a destra, quella episodi del martirio
con le Storie di Santa di Santa Barbara,
ca di Martin Lutero nel 1521, la protesta stava dilagando Oltralpe, come
Brigida. Sotto: vissuta a Nicomedia un diluvio, e minacciava le regioni del Nord Italia.
il committente degli tra III e IV secolo.
In questo tribolato contesto, il grande pittore veneziano Lorenzo Lotto
affrescò l’Oratorio Suardi a Trescore, 15 chilometri da Bergamo all’im-
bocco della val Cavallina. Quest’anno, il cinquecentenario del ciclo pit-
torico sarà festeggiato con iniziative culturali organizzate dal Comune,
fra cui una mostra permanente con la trasposizione multimediale degli
affreschi e un ciclo di conferenze sull’Europa del Cinquecento. «Gli ap-
puntamenti sono distribuiti lungo tutto l’anno. Un’occasione per riscopri-
re un capolavoro, opera fondamentale di un artista che con questa im-
presa decorativa si è collocato al cuore del dibattito religioso, culturale
e figurativo dell’Europa del Cinquecento», racconta lo storico dell’arte
Fernando Noris, responsabile del progetto e appassionato studioso di Lot-
to, che al ciclo di Trescore ha dedicato anche il romanzo Autobiografia di
un muro. Una storia nelle storie di Lorenzo Lotto a Trescore.
La cappella, oggi nel parco di villa Suardi, all’epoca affacciava sulla strada
per il passo del Tonale: da lì nel 1521 erano passati migliaia di lanziche-
necchi impegnati nelle guerre d’Italia, protagonisti del sacco di Roma nel
1527. Il committente degli affreschi, Battista Suardi, era un nobile berga-
masco colto e appassionato d’arte che apprezzava Lotto per le opere
BELL’ITALIA 47
TRESCORE BALNEARIO (Bergamo) Oratorio Suardi |
CAPPELLA E VILLA
DI FAMIGLIA
IMMERSE NEL VERDE
Al centro del parco realizzato alla fine
dell’Ottocento, l’oratorio e la residenza
appartengono ancora oggi alla famiglia
che commissionò gli affreschi a Lotto
ILLUSTRAZIONE DI GABRIELE PETTINAU
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❶ Oratorio ❷ Primi affreschi mentre nell’emiciclo sottostante raffigurò


È stato edificato alla metà del XV secolo La decorazione interna voluta da Battista la famiglia di Battista Suardi.
nella proprietà dei conti Suardi, nel borgo Suardi fu inizialmente affidata a un artista ➌ L’intervento di Lotto
di Novale, a ridosso dell’importante locale, che nel 1502 affrescò la calotta Lorenzo Lotto fu chiamato a Trescore
via che da Bergamo, toccando il lago dell’abside con Cristo, la Vergine fra le nell’estate del 1523 dai Suardi e l’anno
di Endine e attraverso la valle Camonica, sante Maria Maddalena, Barbara, Brigida seguente, con l’aiuto di Francesco
conduceva al passo del Tonale. d’Irlanda e Caterina d’Alessandria, Bonetti, portò a compimento gli affreschi
3
2

sulle tre pareti: Storie di Santa Barbara Suardi promosse la trasformazione in stile ➎ La villa
e Cristo vite (parete nord); Storie neogotico dell’oratorio e la costruzione L’esistenza di una residenza fortificata,
di Santa Brigida d’Irlanda (parete sud); di un edificio in stile medievale con torre con case coloniche annesse, è attestata
Storie di Maria Maddalena e Santa aggiunto alla villa, unito nell’occasione alla già nel XIV secolo, ma la villa che vediamo
Caterina d’Alessandria (parete ovest). cappella da una loggia coperta su archi oggi, con pianta a “L”, risale alla fine
❹ Corridoio coperto ogivali. All’epoca risale la sistemazione dell’Ottocento. Come l’oratorio e il parco,
Negli anni 80 dell’Ottocento, Gianforte vengaè sul
dell’intera area, con la creazione del parco. ancorasito [Link]
di proprietà della famiglia Suardi.
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IL BENE E IL MALE NELLA
VIGNA DEL SIGNORE
Sulla parete settentrionale dell’oratorio Lotto esaltò la
forza della fede al cospetto dell’eresia e del paganesimo:
il maestoso Cristo vite, pianta da cui germoglia la Chiesa,
e l’esempio virtuoso della martire Santa Barbara

8
9
7

❶ Cristo vite ➌ Le sante e la Madonna ❹ Il Battista e i santi eretici, che precipitano


Lotto dà qui forma a un A presidio della vera fede, I tralci che si propagano sconfitti a terra.
passaggio del Vangelo i girali dei tralci che escono dalla mano sinistra di Cristo ❻ Storie di Santa Barbara
di Giovanni (15, 5): dalla mano destra di Cristo incorniciano Giovanni Da sinistra a destra scorrono
«Io sono la vite, voi i tralci». accolgono otto sante. Battista e altri otto santi. le vicende della santa
❷ San Girolamo Da sinistra: Apollonia Da sinistra: Pietro, Paolo, vissuta nel III-IV secolo
I santi sono i frutti della d’Alessandria, Margherita, Alessandro, Stefano, a Nicomedia (antica città
vigna del Signore, insidiata Lucia, Orsola, Barbara, Sebastiano, Domenico, nell’odierna Turchia), tratte
dagli eretici che salgono Caterina d’Alessandria, Agostino, Francesco. dalla Legenda Aurea
la scala ma vengono Maria Maddalena, Caterina ➎ Sant’Ambrogio di Jacopo da Varagine.
respinti da un dottore della da Siena. L’ultimo tondo Un altro dottore della chiesa Barbara vuole convertirsi al
Chiesa, San Girolamo. è occupato dalla Vergine. si oppone alla scalata degli Cristianesimo e per questo è
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segregata dal padre Dioscoro scimitarra. Fugge su un Marziano, non rinnega la la condanna a morte. Sarà
in una torre, dove però riceve monte, ma viene catturata. fede. È torturata con il fuoco. il padre Dioscoro a ucciderla
la visita del prete Valentiniano. ❾ Primo processo ⓫ Terzo processo mediante decapitazione.
❼ Battesimo È condotta davanti al pretore Dopo una nuova udienza ⓭ Esecuzione e funerale
Barbara viene battezzata Marziano. Rifiuta di onorare le vengono tagliati i seni. Barbara viene condotta
in una fonte sgorgata gli dei pagani, viene fustigata, Un angelo ne risana su un colle e il padre le taglia
per miracolo e sputa appesa per i piedi miracolosamente le ferite la testa. Tornando in città,
sugli idoli pagani. e percossa con martelli. con un panno bianco. Viene Dioscoro è però colpito
❽ Fuga e cattura Di notte, in cella, Cristo le trascinata in città, esposta al da un fulmine che lo uccide.
Barbara rifiuta il matrimonio appare e risana le sue ferite. pubblico ludibrio e percossa. Il corpo della santa è
e il padre cerca di ucciderla, ❿ Secondo processo ⓬ Condanna a morte condotto alla sepoltura
inseguendola con una Di nuovo condotta da Il pretore Marziano decide per seguito da un piccolo corteo.
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Sopra: un dettaglio d’Alessandria, Maria realizzate a Bergamo: pale d’altare dal cromatismo luminoso e purissimo,
della teoria di sante Maddalena. Sotto:
sopra le Storie un lanzichenecco
ritratti di grande realismo e introspezione. Ma a Trescore serviva qualcosa
di Santa Barbara. al centro delle scene di diverso, gli affreschi dovevano comunicare ai contadini che venivano
Nei tondi, formati dai del martirio di Santa
tralci di vite che si Barbara. Soldati
nell’oratorio un forte e chiaro messaggio in chiave antiereticale. «Con
generano dalle mani mercenari tedeschi, quest’opera l’artista s’inserisce nel dibattito europeo sulla necessità di una
di Cristo, si vedono i lanzichenecchi
(da sinistra) le sante erano all’epoca
vera riforma della Chiesa e della società», spiega Noris. «Riforma la pro-
Lucia, Orsola, ampiamente impiegati pria pittura mettendola al servizio di una narrazione apparentemente po-
Barbara, Caterina nelle guerre d’Italia.
polare, ma densa di contributi filosofici, spirituali e dottrinali. Con il suo
racconto dallo spirito “neomedievale”, seppellisce il Rinascimento di Raf-
faello e Tiziano e apre la crisi del grande manierismo europeo».
Nell’aula rettangolare, gli affreschi vanno a occupare tre pareti e il sof-
fitto; la quarta, con l’abside, era già stata decorata da una mano anoni-
ma, e modesta. Al centro del ciclo, le vite di quattro sante: sulle due pa-
reti lunghe, le storie di Santa Barbara e Santa Brigida d’Irlanda,
dedicatarie della chiesa, mentre le pitture su quella opposta all’abside
sono dedicate a Santa Caterina di Alessandria e a Maria Maddalena. En-
trando dalla porta sul fianco destro dell’edificio – l’ingresso originario –
lo sguardo cade sull’immagine medievale del Cristo vite che giganteggia
al centro della parete opposta, con ai piedi le figure del committente
Battista Suardi, della moglie Orsola e della sorella Paolina. Dalle dita di
Cristo si diramano tralci che salgono a creare dieci girali, popolati da
sante, santi e dottori della chiesa, e poi proseguono a formare il pergolato
sul soffitto, da cui si sporgono putti vendemmiatori. Gli spazi ai lati del
Cristo sono dedicati alle Storie di Santa Barbara: con grande inventiva
Lotto traccia su una superficie continua e in un’unica composizione
Santa Brigida mentre
trasforma l’acqua
in birra, uno dei miracoli
attribuiti alla santa
irlandese del V secolo
che Lotto fu chiamato ad
affrescare nell’oratorio.

BELL’ITALIA 53
Sopra: la vestizione Sotto: il puer temi diversi, leggibili autonomamente. Un richiamo all’attualità dell’e-
dell’abito monacale mingens dipinto
da parte di Santa da Lotto sul soffitto
poca emerge dalle due scale dipinte alle estremità della parete, su cui si
Brigida. Alla scena dell’oratorio arrampicano vendemmiatori muniti di roncole che cercano di tagliare i
assiste la famiglia di tra i tralci di vite.
Maffeo Suardi, fratello Pagina seguente:
tralci della vite: Sant’Ambrogio e San Girolamo li respingono e li fanno
di Battista, raffigurato episodi della vita precipitare nel vuoto. Il riferimento, chiaro ed esplicito, è alle eresie che
a sinistra tra i figli di Maria Maddalena
maschi. La moglie e di Santa Caterina
nella storia hanno attentato alla dottrina della Chiesa.
e le figlie sono ritratte d’Alessandria sulla Con analoga immediatezza e vivacità è raccontata la vita di Santa Bar-
a destra dell’altare. parete d’ingresso.
bara, che scelse il martirio per non rinnegare la fede. Come in una sacra
rappresentazione popolare, a cui assiste idealmente anche la famiglia
Suardi, gli episodi sono messi in scena uno di seguito all’altro, su un
ideale piano inclinato, e il racconto è ricco di colpi di teatro di gusto
popolare. «I fedeli che entravano a pregare erano così invitati a prendere
idealmente parte alla recita, facendosi coinvolgere, emotivamente com-
partecipi, dalle vicende esemplari narrate», afferma Noris. I personaggi
dipinti hanno una forte espressività gestuale: in una scena Barbara sputa
sulle immagini dei falsi dei; in un’altra il padre Dioscoro rincorre la figlia
brandendo una scimitarra. Nell’ambientazione i fedeli dell’epoca pote-
vano facilmente riconoscere Trescore, con le colline a fare da sfondo e
le vie e le piazze a ospitare i personaggi. Così, la fonte dove Barbara ri-
ceve il battesimo evoca le acque termali locali e alcuni episodi salienti
sono ambientati nella piazza del mercato, popolata di venditori ambu-
lanti, bambini che giocano, cavalieri e soldati. Proprio, qui, nella loggia
sullo sfondo, il dramma tocca il vertice, con il giudice che condanna
Barbara alla decapitazione; l’esecuzione avviene in un bosco, per mano
del padre che sarà poi incenerito da un fulmine divino.
BELL’ITALIA 55
Sopra: l’oratorio La santa è colta Sulla parete opposta, il racconto dei miracoli di Santa Brigida d’Irlanda
sorge nel vasto mentre ammansisce
parco di villa Suardi, miracolosamente
ribadisce il valore delle opere compiute nel nome della fede, a fronte
accanto alla grande un cinghiale. dell’avanzare della tesi luterana che le screditava. Al primo episodio assi-
residenza della Pagina seguente:
nobile famiglia il passaggio coperto
ste la famiglia di Maffeo Suardi, cugino di Battista e comproprietario
bergamasca. sopraelevato tra dell’oratorio, ritratta ai lati dell’altare su cui Brigida prende i voti. Genu-
Sotto: un altro l’oratorio e la villa
dettaglio della fatto realizzare
flessa sui gradini, la santa sfiora con la fronte il legno della pedana, che
parete con le Storie nel 1883-85 dal conte fiorisce; ad accorgersi per primo del miracolo è il figlio più piccolo dei
di Santa Brigida. Gianforte Suardi.
Suardi. Una volta monaca, Brigida si dedica ad alleviare le sofferenze di
poveri e ammalati, ad aiutare contadini e pastori, a ricondurre sulla retta
via malvagi e peccatori. Le scene hanno ambientazioni diverse, fra città
e campagna, e sono illustrate in ambienti separati, ma Lotto con parti-
colari accorgimenti architettonici riesce a dare continuità allo spazio: la
loggia si apre sul paesaggio; lo stacco del cielo si mantiene pressoché alla
medesima altezza, mentre costante è lo scorcio del piano di posa.
A fare da filo conduttore teologico è il messaggio che per la dottrina cat-
tolica il “fare”, con impegno e coerenza, conta. Un messaggio condiviso
da Lotto che si ritrae sopra la porta d’ingresso come uccellatore, con in
spalla gli attrezzi che servono per catturare i volatili: «L’autoritratto non è
dipinto a fresco ma, intenzionalmente, a tempera», afferma Noris, «Lotto
sa che progressivamente svanirà, ma a rimanere sarà il ciclo degli affre-
schi, fondato sulle sue più profonde convinzioni morali e spirituali». Con-
vinzioni portate avanti con coerenza anche nel prosieguo del suo cammi-
no artistico e umano, fino alla scelta, negli ultimi anni, di prendere i voti
come religioso oblato e ritirarsi presso la Santa Casa di Loreto.
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BELL’ITALIA 57
Dove Come Quando
TRESCORE BALNEARIO (Bergamo)

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San Pietro in Vincoli
TESTI VANNINA PATANÈ

Aperta su richiesta, la chiesetta di origine


Area Archeologica Cavellas
romanica sul lago di Endine, più volte
ampliata e rinnovata, conserva brani di
affreschi del XVI secolo: una Madonna
con Bambino e una serie di 12 figure (sei
Sibille alternate a sei Profeti) sull’arcone del
presbiterio che mostrano influenze lottesche.

MUSEO FAL’FIL
(Ranzanico, via San Bernardino 38,
347/079.00.62).
Museo-laboratorio nelle sale di una residenza
di campagna neoclassica che documenta
la storia della filatura e della tessitura della seta
in val Cavallina. Il percorso espositivo-
didattico, con macchinari del XVII secolo, svela
le fasi della produzione; una collezione di
Come arrivare fotografie d’epoca mostra il contesto in cui si L’ANNIVERSARIO
svolgeva l’attività. Aperto su prenotazione. Gli affreschi dell’Oratorio
In auto: Trescore Balneario dista 20 km compiono 500 anni
da Bergamo. Si raggiunge con la A4 MUSEO D’ARTE CONTEMPORANEA LUZZANA
Milano-Venezia: uscita Seriate per DONAZIONE MELI A partire dai prossimi mesi, Trescore
chi proviene da Milano, uscita Grumello- (Luzzana, via Castello 73, presso il castello Balneario celebrerà i 500 anni degli
Telgate per chi arriva da Brescia. Giovannelli, 035/82.09.16). affreschi di Lotto con varie iniziative.
In treno: stazione di Bergamo, da cui Nata da una donazione al Comune di Luzzana Nei cartelli stradali il piccolo centro
si prosegue con gli autobus di Bergamo da parte dello scultore Alberto Meli e della diventerà «Trescore Balneario Paese
Trasporti, linea C Bergamo-Boario, fermata moglie pittrice Ester Gaini, questa collezione degli Affreschi di Lorenzo Lotto»
Trescore ([Link]). d’arte è ospitata nelle sale e ospiterà una mostra permanente
In aereo: Milan Bergamo Airport di Orio del castello Giovannelli. Il suo cuore sono dedicata alla trasposizione multimediale
al Serio, a 17 km. i dipinti di Gaini e le sculture di Meli, degli affreschi dell’Oratorio, con
In camper: area Città dei Mille, Bergamo, in dialogo con le opere di Hans Jean Arp, immagini in 3D. Il programma prevede
via Corridoni 123, 035/34.24.68. scultore, incisore e poeta francese di cui Meli anche un ciclo di conferenze su
fu assistente, vicino alle idee ironiche ed argomenti relativi al periodo storico
Per la visita eccentriche del movimento Dada. e all’Europa del ’500 e allo sviluppo
In esposizione anche lavori di Hans Richter, dell’indagine sul rapporto tra
ORATORIO SUARDI Jakob Probst e Italo Valenti. l’autoritratto di Lotto nell’Oratorio
(Trescore Balneario, ingresso presso Suardi (già oggetto di una ricostruzione
la Pro Loco, via Suardi 20). MUSEO STORICO AMBIENTALE CAVELLAS in 3D della Polizia Scientifica di Roma,
Aperto dal 1° marzo al 30 novembre. (Casazza, via Nazionale 67, 329/719.78.70). presentata ufficialmente nel 2023)
Solo visite guidate su prenotazione la Una residenza del ’700 nel centro storico del e altri presunti ritratti di Lotto sparsi
domenica alle ore 15, negli altri giorni paese ospita un museo dedicato al territorio, nel mondo. Verrà poi istituito un premio
orari da concordare. Per prenotare: alla sua geografia, all’ambiente, alla storia intitolato a Francesca Cortesi Bosco
035/94.47.77, info@[Link] e alla sua cultura materiale. Spiccano le sale (1938-2017), nativa di Trescore, grande
Ingresso (inclusa visita guidata): 10 €. tematiche dedicate ai diversi aspetti del studiosa di Lotto che sull’Oratorio ha
rapporto fra uomo e natura. Prende il nome scritto una monografia: Gli affreschi
Da vedere dall’insediamento d’epoca romana di Cavellas, dell’Oratorio Suardi. Lorenzo Lotto
il più importante in val Cavallina, abitato dal I al nella Crisi della Riforma (Bolis 1980).
CHIESA DI SAN PIETRO IN VINCOLI VI secolo. I suoi resti sono visibili nei pressi del Tutte le iniziative saranno segnalate
(Spinone al Lago, via San Pietro 12, museo, nell’area archeologica allestita sotto un in un sito web in via di realizzazione
035/81.00.93). supermercato. dedicato all’anniversario.

venga sul sito [Link]


BELL’ITALIA 59
Dove Come Quando TRESCORE BALNEARIO (Bergamo)

PER GLI ACQUISTI


Vini e formaggi di una
terra generosa
Albergo della Torre LoRo Tra i sapori della val Cavallina
spiccano i gustosi formaggi a base
di latte di montagna proposti con
ampia varietà dal Caseificio Paleni
di Casazza (viale Rimembranze 2,
035/81.02.94). Gli ottimi vini del
Le buone soste Per dormire territorio si sono affermati sotto
la denominazione Valcalepio Doc:
LORO RISTORANTE & BISTROT ALBERGO DELLA TORRE il rosso è prodotto con uve Cabernet
(Trescore Balneario, via Bruse 2, (Trescore Balneario, piazza Camillo Benso Sauvignon e Merlot e affinato in botti
035/94.50.73). di Cavour 28, 035/94.13.65). di rovere per almeno sei mesi e per
Nel suo bel locale con una stella Michelin, Da cinque generazioni a gestione familiare, altri tre in bottiglia; il bianco è
allestito in un rustico del ’600, lo chef è ricavato all’interno e attorno alla torre ricavato da uve Pinot Bianco, Pinot
Pierantonio Rocchetti prepara ricette del ’300 che svetta nella piazza principale Grigio e Chardonnay e affinato per
creative di terra e di mare e organizza del paese. Le camere sono arredate in stile tre mesi, solitamente in acciaio.
cooking class. Accanto al ristorante, un classico ed è possibile apprezzare i sapori Sulle colline di Redona, propaggine
bistrot con un menu selezionato e pizze della cucina tradizionale nel ristorante estrema di Trescore, si trova l’Azienda
gourmet. Al ristorante menu a 100 e 130 €, interno, dotato di una ricca cantina. Vitivinicola Medolago Albani (via
al bistrot conto 40-45 €, pizze da 11 €. RESIDENCE DELLE TRE CORONE Redona 12, 035/94.20.22), con al
TRATTORIA LA CONCA VERDE (Trescore Balneario, via Mazzini 28,
(Trescore Balneario, via Benedetto Croce 035/949.16.33).
31, 035/94.02.90). Propone appartamenti di circa 40 metri
Aperto da più di mezzo secolo, questo quadrati derivati dagli spazi di un ex albergo
locale dalle atmosfere rustiche propone termale del XIX secolo, circondato da un
piatti della tradizione regionale con un menu piccolo parco secolare. Con travi a vista
che segue le stagioni. La pasta è fatta e pavimenti in cotto, gli ambienti sono
in casa. Da provare le selezioni di salumi arredati in stile moderno e dotati di terrazzi
e formaggi, i ravioli di nonna Elda e il manzo o ballatoi affacciati sulle colline.
all’olio. Conto medio 40 €. LA PATIRANA GUESTHOUSE
AGRITURISMO MOLINO DEI FRATI (Zandobbio, via Calvi 3, 035/425.87.70
(Trescore Balneario, via Gramsci 40, e 366/634.34.01).
035/94.38.12). A cinque minuti d’auto dall’Oratorio Suardi, Azienda Vitivinicola Medolago Albani
Nel contesto di una bella cascina è un b&b disposto al piano nobile di
ristrutturata, è collegato a un’azienda un’antica dimora padronale, rinnovata centro una villa padronale del ’700,
florivivaistica che ha un garden center aperto nel XIX secolo in stile neoclassico, con la cui cantina è aperta per visite
al pubblico. Il menu è centrato sulle ricette un bel parco. Offre due camere e una suite guidate e degustazioni. Un altro vino
tipiche locali. Aperto venerdì e sabato a (4 posti letto) confortevoli e curate, arredate tipico della Bergamasca orientale è il
cena, domenica a pranzo. Menu a 35 €. anche con pezzi d’epoca. Moscato di Scanzo Docg, un passito
a bacca rossa della zona collinare
del comune di Scanzorosciate (10 km
da Trescore). Da provare quello
dell’Azienda Agricola Il Castelletto
(Scanzorosciate, frazione Tribulina,
via Collina Alta 58a-b, 035/
459.92.70), che ha sede in una
residenza del ’700 e produce
anche olio extravergine. Visite
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e degustazioni su prenotazione.

INFO Pro Loco Trescore


Balneario, via Suardi 20,
La Patirana Guesthouse Agriturismo Molino dei Frati
035/94.47.77; [Link]

60 BELL’ITALIA
GENOVA | I luoghi di Fabrizio De André

62 BELL’ITALIA
Nei vicoli
della città
di Faber
A venticinque anni dalla scomparsa, un itinerario
nei luoghi frequentati del grande cantautore genovese
e tra gli scorci che hanno ispirato le sue canzoni
TESTI CLAUDIO AGOSTONI FOTOGRAFIE GABRIELE CROPPI

In queste pagine, da sinistra: murale con un ritratto di Fabrizio


De André nel complesso edilizio Le Lavatrici, nel quartiere di Pra’;
scorcio di vico Stoppieri, angolo caratteristico del centro storico.

BELL’ITALIA 63
In questa pagina: panorama dalla spianata
di Castelletto verso il porto con il campanile di Santa
Maria delle Vigne (in primo piano) e quello del duomo.
Pagina seguente, dall’alto: via del Campo, ispiratrice
di una famosissima canzone di De André; Via del Campo
29 Rosso, spazio dedicato ai cantautori genovesi.
«Via del Campo, c’è una graziosa / Gli occhi grandi
color di foglia / Tutta notte sta sulla soglia»
(Via del Campo, 1967)

C
on le sue storie, i suoi segreti, i suoi colori e odori,
Genova era parte integrante del Dna di Fabrizio
De André. Del resto, la città della Lanterna è da sempre
un luogo ad altissima densità musicale. Non a caso
è in un palazzo di proprietà di Andrea Doria, l’unico principe che
l’antica Repubblica Marinara abbia mai avuto, che Giuseppe Verdi
partorì alcune arie immortali dell’Otello e del Falstaff. Ed è in un altro
palazzo genovese che oggi è conservato il violino di Paganini, il mitico
“Cannone” costruito da Giuseppe Guarneri del Gesù nel 1743.
Ma, a venticinque anni dalla scomparsa dell’autore di Bocca di rosa,
volendo ripercorrere le sue geografie cittadine non bisogna certo
partire da antichi palazzi nobiliari. Si deve invece raggiungere la città
vecchia, quella che Faber (nomignolo che gli attribuì Paolo Villaggio)
ha fotografato con questi versi: «Nei quartieri dove il sole del buon Dio
non dà i suoi raggi / ha già troppi impegni per scaldar la gente d’altri
paraggi». In realtà il sole del Padre Eterno non dà i suoi raggi alla città
vecchia perché è un intrico di vicoli stretti, fiancheggiati da palazzi
imponenti di sei-sette piani. «Genova è una città “verticale”, pezzi di
mare e tagli di luce si vedono a volte tra le murate o in alto, a zigzag,
fra tetti e cornicioni che nei vicoli più stretti sembrano toccarsi», si
legge su Le strade di De André, un’originale guida, pubblicata nel
2011 dalle edizioni Via del Campo. «Nel 1600 i visitatori», prosegue
la guida «restavano colpiti per l’altezza di questi palazzi, al tempo
veri e propri grattacieli, perché in Europa non esistevano città eguali
e costruzioni così alte le abitavano solo i re». Incredibilmente

BELL’ITALIA 65
«Vanno / Vengono / Ogni tanto si fermano / E quando
si fermano / Sono nere come il corvo»
(Le nuvole, 1990)

è un’area rimasta quasi intatta. L’umanità che vi ha vissuto la abita


ancora. Qui si incrociano un miscuglio di razze diverse, di ricchi
e di poveri, di borghesi e di operai, di aristocratici e di professionisti,
di artigiani e di bottegai, di malandrini e di uomini dabbene, di prostitute
e di giovani studenti. Non mancano mendicanti, suonatori di strada
e innocui pazzi che, qui più che altrove, si trovano a proprio agio.
In Via del Campo 29 Rosso, nel cuore della città vecchia, dove
una volta c’era lo storico negozio Musica Gianni Tassio oggi è attivo
uno spazio museale dedicato ai musicisti che in questi vicoli hanno
trovato le “materie prime umane” per le loro composizioni. Sono tutti
i cantautori della cosiddetta “scuola genovese”: Umberto Bindi,
Bruno Lauzi, Gino Paoli, Luigi Tenco e ovviamente De André.
Il museo ospita anche una delle chitarre più usate da Faber, mentre
chi è interessato a quella che suonava Giuseppe Mazzini, discreto
chitarrista a tempo perso, può visitare il Museo del Risorgimento.
Non è dato sapere se queste curiosità mazziniane rientrassero nei
programmi di studio dell’Istituto Marcelline Genova, dove De André
fu iscritto per frequentare le elementari. Quello che si sa è che Faber
era insofferente verso l’autorità e dopo un anno fu trasferito alla scuola
“Armando Diaz”, in via Cesare Battisti 5, l’istituto tristemente famoso
per i fatti del G8 del 2001. È intorno a questa scuola nel quartiere
di Albaro e nella vicina via Piave, dove bighellonava con i suoi amici,
che De André passò l’adolescenza. In quegli anni la sua famiglia
viveva al civico 8 di via Trieste, la casa in cui si era trasferita
nell’immediato dopoguerra al rientro dalle campagne dell’Astigiano,

66 BELL’ITALIA
In questa pagina: la Lanterna (1543), simbolo cittadino,
svetta sulle strutture del porto. Pagina precedente,
dall’alto: la facciata romanica della chiesa di San
Donato; la storica Confetteria Romanengo, citata da De
André nel brano Parlando del naufragio della London
Valour dove racconta del «pasticcere di via Roma».
In questa pagina: un tratto della Passeggiata Anita
Garibaldi, itinerario affacciato sul mare di levante
che collega il porticciolo di Nervi con Capolungo.
Pagina seguente, dall’alto: una crêuza de mä
(viottolo che porta al mare) a Castelletto; ritratto di De
André sulla serranda di un bar a via della Maddalena.
«Umbre de muri, muri de mainé / Dunde ne vegnì,
duve l’è ch’ané» («Ombre di facce, facce di marinai /
Da dove venite, dov’è che andate») (Crêuza de mä, 1984)

dove era riparata per evitare i bombardamenti che la flotta alleata


riservò a Genova. Faber era nato il 18 febbraio 1940 nel quartiere
di ponente di Pegli, in una casa in via De Nicolay 12 oggi segnalata
con una targa commemorativa fatta affiggere dal Comune. È però
più meritevole di una visita, dall’esterno, la dimora dove i De André
si trasferirono lasciando quella di via Trieste: la splendida villa
Saluzzo Bombrini, più conosciuta con il nome di “villa del Paradiso”,
che il padre Giuseppe, professore e allora vicesindaco di Genova,
affittò per la sua famiglia. Negli anni delle superiori, passato al Liceo
Classico “Cristoforo Colombo”, De André veleggiava appena sopra
la sufficienza manifestando interesse solo per la musica. La madre
Luisa si illuse di poter avere in casa un violinista, ma presto si
dovette “accontentare” di un giovane menestrello armato di chitarra
e invaghito degli chansonnier francesi, soprattutto di Georges Brassens.
Molte delle storie raccontate dal cantautore transalpino, che non volle
mai conoscere per paura di sfatare un mito, combaciavano con quella
vita che incontrava nella Genova bazzicata in compagnia di Paolo
Villaggio, frequentato fin dagli anni scolastici alla Diaz. Con lui,
alla ricerca di quell’umanità che non poteva incontrare negli ambienti
borghesi familiari, attraversava i caruggi di una straordinaria città
meticcia, tra marinai, prostitute e transessuali. Faber scopre così
i vicoli che si intrecciano vicino alla strada più signorile della città,
la monumentale via Garibaldi. Nelle sue peregrinazioni incrocia
le crêuze de mä (stretti viottoli che precipitano verso il mare)
di Boccadasse, un quartiere stretto attorno alla sua piccola baia

venga sul sito [Link]


BELL’ITALIA 69
«Appena scese alla stazione / Nel paesino di Sant’Ilario
/ Tutti si accorsero con uno sguardo / Che non si trattava
di un missionario» (Bocca di rosa, 1967)

a bocca d’azë (“bocca d’asino”), formato da abitazioni colorate


sui cui tetti passeggiava la celebre gatta di Gino Paoli. Un’altra meta
di vagabondaggi è quella specie di New Orleans genovese che
era il quartiere della Foce, un segmento urbano che include anche
Albaro. In quegli anni la Fuxe de Zena, estesa fino a corso Italia
e a Boccadasse, era considerata un quartiere “postmoderno”, che teneva
insieme popolo e borghesia. Visto dalle colline che lo circondano
sembra sia finito lì per sbaglio: in un città di saliscendi e viuzze
attorcigliate l’una sull’altra assomiglia a una scacchiera, tutta viali
e palazzi, piatta come l’orizzonte del mare che le si apre davanti. Eppure
le sue strade saprebbero raccontare come pochi altri luoghi la storia,
i personaggi, le anime e le tante vite di Genova. La Fuxe ha cresciuto
generazioni di pescatori, contadini, maestri d’ascia e i cantautori della
famosa “scuola genovese”, un gruppo di geniali sfaccendati che
diventarono il simbolo della canzone impegnata. Per incontrarli
bastava andare alla Latteria Igea, non a caso ispiratrice della famosa
canzone Quattro amici di Paoli, o alla Confetteria Romanengo, che
De André cita nel brano Parlando del naufragio della London Valour,
o nelle friggitorie e trattorie cittadine. Cercatene una che nel menu
abbia la cima genovese: è una “tasca” di carne riempita di frattaglie,
piselli, uova, formaggio, pinoli e spezie. Gustatela tenendo come
sottofondo musicale a ‘Â Çimma, un brano tratto dall’album
Le nuvole: «Çè serén tèra scûa / carne ténia nu fâte néigra / nu turnâ
dûa» («Cielo sereno terra scura / carne tenera non diventare nera /
non ritornare dura» ). Vi sembrerà di stare a tavola con Faber...
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70 BELL’ITALIA
In questa pagina: le case colorate del borgo
marinaro di Boccadasse si affacciano sulla piccola
spiaggia. Pagina precedente, dall’alto: un altro
scorcio della pittoresca via del Campo; la facciata
neoclassica della chiesa di Sant’Ilario, che fu comune
autonomo fino al 1926 e poi quartiere di Genova.
Dove Come Quando
GENOVA

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Villa del Principe

I LUOGHI DELLE CANZONI


Nel borgo di Bocca di Rosa
È inutile cercare oggi la stazione
del «paesino di Sant’Ilario» dove Bocca
Da vedere di Rosa scese in un giorno qualunque
di tanti anni fa. Nel 1959 quella fermata,
LA LANTERNA
inaugurata nel 1868, fu soppressa e la
(Rampa della Lanterna, 010/893.80.88).
stazione diventò un edificio privato. Oggi
La torre simbolo della città, formata da due
il modo migliore per raggiungere questo
sezioni, fu ricostruita nel 1543. È il faro più
quartiere nel settore di levante di Genova,
alto del Mediterraneo e raggiunge i 77 metri. con la parrocchiale (via Sant’Ilario)
dalla facciata neoclassica, è inerpicarsi
VILLA DEL PRINCIPE da Nervi lungo le crêuze. L’escursione
(piazza del Principe 4, 010/25.55.09). ci conduce sulle pendici del monte
Circondata da un magnifico giardino, Giugo, con vista sul golfo. Sant’Ilario
Come arrivare la dimora di Andrea Doria è un capolavoro del ha due nuclei storici separati dall’Aurelia:
Rinascimento in città. Perin del Vaga affrescò a nord si avvita sulla collina mentre
In auto: chi raggiunge la città in auto il soffitto della sala dei Giganti (1530) e la loggia a sud troviamo la marina e l’ex stazione.
può parcheggiare in uno dei tanti degli Eroi con gli Antenati Doria (1529-32). Nel 2005 è stata collocata, di fronte
posteggi nella zona del Porto Antico al piazzale del fabbricato viaggiatori
([Link]/informazioni/parcheggi). GALATA MUSEO DEL MARE (via Bonanno), una targa con una poesia
In treno: la stazione di Genova Piazza Principe (calata Ansaldo de Mari 1, 010/234.56.55). di Max Manfredi, musicista amico
dista 15 minuti a piedi dal centro storico, che Distribuito su quattro piani, offre 4.300 oggetti di De André. Una terzina recita:
si estende fino alla collina di Carignano e ospita originali. Di grande suggestione le ricostruzioni «A questa stazion donna graziosa /
i vicoli e gli scorci più legati alla figura di delle imbarcazioni che hanno segnato la storia Discese, trapassando bene e male
Fabrizio De André; in alternativa, dalla stazione portuale: una galea, un brigantino e un piroscafo. / Immortalata dal gran genovese».
si prende il bus della linea 35. Per il quartiere
La Foce, linea 35 fino a piazza Dante VIA DEL CAMPO 29 ROSSO
e poi linea 42, che prosegue fino a Boccadasse. (via del Campo 29, 010/247.40.64).
In aereo: aeroporto Cristoforo Colombo, L’ex negozio di dischi è ora uno spazio
località Sestri Ponente, a 7 km dal centro. museale che ripercorre la vicenda artistica
In camper: area sosta Marina Park, di Fabrizio De André, con una sezione sulla
via della Marina, 0182/57.14.71. “scuola genovese” della canzone d’autore.

Per la visita PALAZZO DORIA TURSI


(via Garibaldi 9).
Sono visibili solo dall’esterno la casa natale Eretto a partire dal 1565, ospita diverse
di De André (via de Nicolay 12), nel quartiere sezioni delle raccolte civiche e alcuni cimeli
di Pegli, e villa Saluzzo Bombrini (via Pozzo 28), appartenuti a Nicolò Paganini: spartiti, lettere
Galata Museo del Mare
dove l’artista visse con la famiglia. autografe e il celebre violino “Cannone”.

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INFO Visit Genova, Ufficio Iat
Porto Antico, Ponte Spinola,
010/557.29.03; [Link]

IL COMPLESSO MONUMENTALE
Il cimitero di Staglieno:
un museo a cielo aperto
Osteria Marinara A’ Lanterna
Ai cimiteri Fabrizio De André ha
dedicato l’intero album Non al
denaro non all’amore né al cielo,
pubblicato nel 1971 e ispirato ad
alcune poesie tratte dall’Antologia
di Spoon River di Edgar Lee Masters.
Non può quindi mancare una
visita al Cimitero Monumentale
di Staglieno (piazzale Resasco,
010/557.64.70), che si trova
B&B Quarto Piano Antica Friggitoria Carega a nord-est del centro storico, poco
lontano dallo Stadio “Luigi Ferraris”.
Il complesso, inaugurato l’1 gennaio
1851, fu progettato da Carlo
Barabino e da Giovanni Battista
Resasco e realizzato a partire
dal 1846. Al centro si trova
il monumentale Quadrilatero,
Le buone soste Per dormire straordinaria galleria di statuaria
all’aperto ispirata a linguaggi artistici
OSTERIA MARINARA A’ LANTERNA HOTEL PALAZZO GRILLO
(via Milano 134r, 010/25.64.25). (piazza delle Vigne 4, 010/247.73.56).
Aperta all’ombra della Lanterna nel 1981, Sontuoso Palazzo dei Rolli nel cuore del
è una costola della comunità San Benedetto centro storico, mostra un prospetto ricco di
al Porto fondata da don Andrea Gallo. marmi e affreschi cinquecenteschi di Giovanni
Completamente ripensata nel 2015, serve Battista Castello detto il Bergamasco.
ottimo pesce accompagnato dalla musica A fine Seicento un altro grande maestro,
di artisti che spesso eseguono dal vivo Domenico Piola, decorò gli interni, di cui
i pezzi di De André. Conto 30 €. rimangono alcune volte di grande bellezza.
TRATTORIA AL VELIERO BEST WESTERN PLUS CITY HOTEL
(via Ponte Calvi 10, 010/246.57.73). (via San Sebastiano 6, 010/58.47.07).
A pochi passi dall’Acquario, offre i ravioli In pieno centro, vicino a piazza De Ferrari
di pesce e il cappon magro, un piatto e al Teatro Carlo Felice e a soli 200 metri Cimitero di Staglieno
tradizionale ligure a base di pesce e verdure dal palazzo Ducale. Offre centro benessere,
che viene preparato solitamente durante le area fitness e uno speciale pacchetto diversi, dal Neoclassicismo al Liberty.
feste natalizie e che un tempo era riservato ai pet friendly per chi è accompagnato Tra le opere più famose spicca la
giorni di penitenza e quaresimali. Conto 30 €. da un amico a quattro zampe. statua della Tomba Caterina
SA’ PESTA LOCANDA DI PALAZZO CICALA Campodonico (1881), venditrice
(via dei Giustiniani 16r, 010/246.83.36). (piazza San Lorenzo 16, 010/970.27.88). ambulante di dolci e noccioline,
Il nome significa “sale pestato”: durante Di fronte al duomo, occupa il piano nobile del realizzata dallo scultore genovese
i secoli della Repubblica di Genova, in locali sei-settecentesco palazzo Cicala. All’esterno Lorenzo Orengo. L’elenco delle
come questo si preparava il sale prima di è caratterizzato da un’imponente facciata celebrità che riposano a Staglieno
essere venduto. Conosciuto da sempre per settecentesca sulla piazzetta delle Scuole è lunghissimo e comprende Nino
la sua farinata, merita una visita anche per la Pie e dalla loggia medievale su piazza San Bixio, Giuseppe Mazzini, Ferruccio
torta pasqualina, con addirittura 30 sfoglie Lorenzo. Per gli ospiti ampie camere doppie Parri, Gilberto Govi, Fernanda Pivano
sovrapposte: il ripieno è a base di bietole, con soffitti decorati da eleganti stucchi. e il poeta Edoardo Sanguineti.
carciofi, Parmigiano e uova. Conto 25 €. B&B QUARTO PIANO Ovviamente c’è anche De André,
ANTICA FRIGGITORIA CAREGA (piazza Pellicceria 2-4, 010/856.68.50). sepolto in una semplice tomba di
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(via di Sottoripa 113 r, 010/247.06.17). Urban Resort a un passo dal centro e dal famiglia che ospita la sua chitarra.
Il rischio di attesa è elevato, ma la coda Porto Antico, in una zona silenziosa, con
è ampiamente ripagata dall’incontro tre camere e un terrazzo. Manca però
ravvicinato con il “cuore croccante” di Genova. l’ascensore: la struttura è al quarto piano
Protagonista è il pescato: polpo bollito, di un edificio storico e bisogna avventurarsi
pesce in carpione e fritti impeccabili. su 107 gradini di un antico scalone in ardesia.

BELL’ITALIA 73
CASALVECCHIO SICULO (Messina) | Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò

La fortezza
dei monaci

74 BELL’ITALIA
Protetta da una cinta merlata, la chiesa fondata dai basiliani nel XII secolo sui primi rilievi
dei Peloritani stupisce per i colori del sapiente intarsio di mattoni, calcare e pietra lavica
TESTI MARCELLO MENTO FOTOGRAFIE GIORGIA VILARDO

Il prospetto laterale della chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò, con gli archetti intrecciati, il coronamento merlato e le due cupole.
CASALVECCHIO SICULO (Messina) | Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò

Foto grande: scorcio della navata centrale verso la cupola maggiore. Pagina seguente, in alto: la facciata e i prospetti laterali
della chiesa sono caratterizzati da una vivace policromia, ottenuta con una sapiente alternanza di pietra lavica etnea, mattoni in cotto
e pietra serena. Pagina seguente, in basso: la chiesa vista dalla provinciale 19. In alto, sul pendio, il borgo di Casalvecchio Siculo.

76 BELL’ITALIA
BELL’ITALIA 77
CASALVECCHIO SICULO (Messina) | Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò

In questa foto: il borgo di Casalvecchio sullo sfondo dei monti Peloritani. Pagina seguente, in alto: l’altare maggiore con il paliotto a tarsie
marmoree policrome. Nel tondo centrale è raffigurata la colonna fulgens, la colonna fiammeggiante apparsa a San Basilio di Cesarea (329-379),
fondatore della comunità dei monaci basiliani; in basso: dettaglio di un capitello in granito poggiato su una colonna in pietra rossa di Taormina.

78 BELL’ITALIA
venga sul sito [Link]
CASALVECCHIO SICULO (Messina) | Chiesa dei Santi Pietro e Paolo d’Agrò

A
ppare all’improvviso risalendo la sponda nord rezza la vita dissoluta condotta in convento. I continui
della fiumara d’Agrò, ai piedi di un colle da cui controlli e i miasmi delle concerie vicine convinsero i mo-
si domina un vasto tratto della valle fin quasi al naci a trasferirsi in riva allo Stretto e ad abbandonare nel
mar Ionio. Arrivare alla chiesa dei Santi Pietro e ’700 l’abbazia. Da allora la chiesa, a parte qualche spora-
Paolo d’Agrò non è facilissimo, perché mancano una strada dico restauro, non ha subìto sostanziali modifiche ed è
degna di questo nome e adeguate indicazioni turistiche, ma giunta a noi praticamente intatta, mentre del monastero
una volta giunti a destinazione si svela una meraviglia ar- restano soltanto i ruderi. Lo stile dell’edificio è quello co-
chitettonica che è ancora capace di toccare l’anima a di- munemente detto arabo-normanno, a sottolineare la plura-
stanza di così tanti secoli dalla sua costruzione. A prima lità dei contributi confluiti nella realizzazione. Stupito dal-
vista sembra una piccola fortezza, per via della merlatura la bellezza e dall’unicità delle cattedrali di Cefalù e
che circonda l’edificio, poi si erge in tutta la sua slanciata Monreale, il grande scrittore francese Guy de Maupassant,
eleganza. Costruita dai monaci basiliani in questo angolo che approdò sull’isola nel 1885, preferiva chiamarlo stile
di Sicilia orientale nel XII secolo, la chiesa è considerata, “siciliano”, esaltando l’originalità che emerge dal risultato
dopo le cattedrali di Cefalù, Monreale e Palermo, il monu- d’insieme piuttosto che la singolarità dei diversi apporti.
mento di architettura religiosa normanna più importante
dell’isola: alcuni studiosi la ritengono addirittura il modello Oltre l’architrave, tre navate di sobria bellezza
della cappella Palatina di palazzo dei Normanni a Palermo, L’abside, come da tradizione, è orientata a est. La prima
cioè il gioiello più abbagliante della dinastia Altavilla. cosa che colpisce dell’edificio è il suo aspetto di tempio
Siamo nel territorio di Casalvecchio Siculo, comune ada- fortificato, sia per la merlatura che per il corpo absidale,
giato sui primi rilievi collinari dei monti Peloritani, a metà così alto da sembrare una torre. L’esterno si rivela un abile
strada tra Messina e Taormina e a pochi chilometri da Sa- intarsio di pietra lavica, mattoni cotti, blocchetti di calcare
voca, da cui dipendeva fino alla fine del ’700, e da Santa e pietra rossa di Taormina. L’affascinante effetto pittorico
Teresa di Riva, il centro più grosso della riviera ionica. Del- dell’insieme conferisce alla chiesa una personalità unica,
la chiesa si parla nell’atto di donazione fatto da Ruggero II mentre la disposizione dei materiali e il gioco decorativo
al monaco basiliano Gerasimo, che aveva chiesto al sovra- delle lesene e degli archi ciechi intrecciati aggiungono
no i fondi necessari per ricostruire l’antico monastero di- slancio e grazia all’edificio. La facciata, chiusa ai fianchi
strutto dagli arabi nella valle del torrente Agrò. Ruggero, da due torrette ormai crollate, ha un portico con ghiera
ospite in quei giorni del castello di Sant’Alessio Siculo, non tricroma formata da conci bianchi e neri che si alternano
solo accolse la richiesta ma concesse al convento anche con laterizi. Nell’architrave d’ingresso spicca l’epigrafe in
rendite e terre tra cui il Vicum Agrillae, l’attuale Forza d’A- greco antico con al centro una croce. Sulla parete meri-
grò. Era il 1117 e sui resti del vecchio monastero, risalente dionale si apre un altro accesso: l’architrave in pietra di
al 560 dopo Cristo, fu eretto il nuovo complesso monasti- Taormina sormontata da un arco costituito da tre fasce so-
co; dalla chiesa i monaci guerrieri controllavano, anche vrapposte di pietre nere e bianche, dai motivi diversi, è di
con le armi, il territorio circostante. grande effetto scenografico.
L’interno, spoglio e austero, trasmette solennità, gravità e
Un centro di potere anche politico comunione con l’assoluto. In origine le pareti dovevano
Passarono pochi anni e l’abbazia fu danneggiata dal terre- essere affrescate, ma oggi di quei dipinti non resta nulla:
moto del 4 febbraio 1169 che colpì la Sicilia sud-orientale. solo mattoni inframmezzati dalla pietra lavica e dalla mal-
I basiliani non si persero d’animo e procedettero tre anni ta. Sul modello normanno, il tempio è diviso in tre navate
dopo al suo recupero a opera del capomastro Gherardo il da quattro colonne con capitelli, che sembrerebbero pro-
Franco, come ancora leggiamo nell’iscrizione in greco an- venire dal teatro Antico di Taormina, e da due pilastri. Lun-
tico sull’architrave all’ingresso della chiesa. Da quel mo- go l’asse della navata centrale si innalzano due cupole:
mento il monastero prosperò diventando un centro di po- una, su un alto tamburo, è a forma d’ombrello, mentre
tere sia politico, visto che il suo abate sedeva sugli scranni l’altra, nell’area del transetto, ha un tamburo più basso ed
del Parlamento Siciliano (istituito da Ruggero II dopo la è a pianta ottagonale. Intorno a essa ammiriamo l’ipnotica
conquista normanna dell’isola), sia religioso per via della architettura-decorazione alveolare delle nicchie che ricor-
ricca biblioteca, che in parte è oggi conservata alla Biblio- da quella a muqarnas degli edifici arabi, utilizzata poi nel-
teca Regionale di Messina. Sembra però che i monaci oltre la realizzazione della cappella Palatina. Le navate laterali,
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alla preghiera e allo studio non si facessero mancare nulla. più piccole, sono invece coperte da volte a crociera. L’in-
Feste, compagnia femminile, cibo e frequentazioni discuti- sieme è straordinario e affascinante, ricchissimo di rimandi
bili attirarono l’attenzione dell’archimandritato di Messina, e suggestioni, a ribadire la complessità che rende questa
che inviò diverse ispezioni, e persino di papa Urbano VI, chiesa medievale un capolavoro assoluto, meta ogni anno
che nel 1379 emanò una bolla che condannava con du- di studiosi provenienti da tutto il mondo.

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In alto: l’interno a tre navate, austero e caratterizzato da un forte slancio verticale. Qui sopra: l’architrave dell’ingresso con l’iscrizione
in greco che ricorda come la chiesa sia stata rinnovata a spese dell’abate di Taormina dal capomastro Gherardo il Franco nell’anno 6680, cioè
il 1172. La cronologia greco-bizantina contava infatti gli anni a partire dall’origine del mondo, fissata al 5508 prima della venuta di Cristo.
Dove Come Quando
CASALVECCHIO SICULO
(Messina)

TESTI MARCELLO MENTO

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Santissima Annunziata a Forza d’Agrò

LE CHIESE
Sulle orme di San Basilio
A pochi chilometri da Casalvecchio sorgono
altre tre chiese edificate dai basiliani,
Da vedere che con altri 38 cenobi facevano parte
dell’Archimandritato del Santissimo
CHIESA MADRE DI SANT’ONOFRIO Salvatore di Messina. Santa Maria di Mili
(Casalvecchio Siculo, via Galliani). (Messina, località Mili San Pietro)
Caratterizzata da una facciata barocca con un è la più antica architettura normanna nel
portale settecentesco, ospita opere preziose Messinese. Fu costruita intorno al 1090
come l’Adorazione dei Magi (1626) di Gaspare sul greto del torrente Mili, alle porte della
Camarda, un crocifisso ligneo del XVIII secolo città, dal Gran Conte Ruggero, che vi
e un paliotto seicentesco con intarsi marmorei. seppellì il figlio Giordano, morto nella
Il Museo della Canonica custodisce una pala battaglia di Siracusa. A Itala la chiesa
d’altare (1497) con San Nicolò in cattedra dei Santi Pietro e Paolo (via II Tirone
Come arrivare e una statua in argento di Sant’Onofrio (1745). 13) è un piccolo gioiello architettonico
incastonato tra i Peloritani. Fu eretta
In auto: Casalvecchio Siculo, a circa 45 km CONVENTO DEI CAPPUCCINI nel 1097 dal conte Ruggero nel luogo
dal capoluogo Messina, si raggiunge con (Savoca, via Cappuccini). dove i Normanni sconfissero gli Arabi.
l’A18 Messina-Catania, uscita Roccalumera. Su un’altura panoramica poco fuori dal Malgrado alcuni restauri poco rispettosi
Quindi si segue la statale 114 Orientale paese, deve la fama alle mummie conservate conserva un fascino indiscutibile.
Sicula, si percorre tutto il lungomare nello scantinato della chiesa: sono le salme Risalendo la fiumara Dinarini, a 9 km da
di Santa Teresa di Riva e si imbocca di 37 prelati, aristocratici e ricchi borghesi Roccalumera, si trova infine il monastero
la provinciale 18. vissuti a Savoca tra ’700 e ’800. Nella chiesa della Santissima Annunziata (Mandanici,
In treno: stazione di Santa Teresa di Riva si ammirano il Creatore Divino (XVII secolo) contrada Badia); rifatto in epoca barocca,
sulla linea Messina-Siracusa, a 4 km. di Alonzo Rodriguez, tra i più importanti conserva comunque elementi normanni.
In aereo: aeroporto Fontanarossa caravaggisti siciliani, e una Madonna
di Catania a 80 km. di Loreto, attribuita ad Antonello de Saliba,
In camper: area camper attrezzata Triscell, nipote di Antonello da Messina.
Sant’Alessio Siculo, via Mantineo.
CHIESA DELLA SANTISSIMA ANNUNZIATA
Per la visita (Forza d’Agrò, via Santissima Annunziata).
L’aspetto attuale della chiesa, caratterizzata
CHIESA DEI SANTI PIETRO E PAOLO D’AGRÒ da tre eleganti portali, risale all’inizio del ’700.
(Casalvecchio Siculo, contrada San Pietro All’interno si ammirano l’Annunciazione
e Paolo d’Agrò, 0942/76.10.08-76.11.22). (1565) di Stefano Giordano, il coro in legno
Orario: tutti i giorni 9-13 (ottobre-marzo); di noce (XVII secolo) con scene della vita
ingresso libero. La chiesa fa parte della Madonna e di Gesù e la statua
del Parco Archeologico Naxos Taormina di Santa Caterina d’Alessandria di Giuseppe
Chiesa Madre di Casalvecchio Siculo
([Link]). Bottone e Martino Montanini.

82 BELL’ITALIA
Capo dei Greci Taormina Coast-Resort Hotel & Spa

INFO Comune di Casalvecchio Siculo,


0942/76.10.08 e 0942/76.11.22.

ACQUISTI DI GUSTO
Delizie al limone,
mandorle e altre golosità
Dai colli dei Peloritani alla costa,
tutto il territorio di Casalvecchio
è ricco di golosità gastronomiche.
Il miglior indirizzo per la carne
di qualità è la Macelleria
Ferraro (Casalvecchio Siculo,
via Sant’Onofrio, 0942/76.12.25
e 338/699.04.50), dove acquistare la
salsiccia fatta al ceppo, un’autentica
prelibatezza, insieme a cacciatorini,
Aloha Mare B&B Mareagrò salumi vari e i gustosi spiedini alla
messinese. Gli agrumi siciliani sono
invece la specialità del Gruppo
Villari (Roccalumera, via provinciale
Allume 4, 094/274.78.44), che con
il marchio Lumì propone il limone
della varietà Interdonato in diverse
declinazioni: succhi, caramelle,
Le buone soste Per dormire marmellate bio e gourmet di limone
e spezie mediterranee (rosmarino,
ALOHA MARE ELIHOTEL
(Santa Teresa di Riva, via Lungomare 102, (Sant’Alessio Siculo, via Lungomare 274,
0942/75.00.14). 0942/75.61.10).
Qui il pesce, cucinato in tutti i modi possibili Le stanze danno direttamente sul mar
e immaginabili, è il sovrano assoluto, ma Ionio e sul promontorio chiamato dai greci
non mancano ottime ricette a base di carne. Argennon Akron, sul quale si trova
Tra i piatti principali gli spaghetti ai ricci, la il castello che domina la riviera. Le stanze
tagliata di tonno e la frittura mista. In cantina sono accoglienti e luminose per rendere
dominano i vitigni siciliani. Conto sui 45 €. il soggiorno un’esperienza unica.
LA FERMATA CAPO DEI GRECI TAORMINA COAST-
(Roccafiorita, via Bonanno 8, RESORT HOTEL & SPA
0942/72.63.33). (Sant’Alessio Siculo, via Nazionale 421,
A 750 metri di quota, alle pendici del monte 0942/75.69.82). Gruppo Villari
Kalfa, questa trattoria a gestione familiare È situato sul promontorio di Sant’Alessio:
privilegia dal 1995 la cucina di terra. I primi dalle stanze si abbracciano la riviera origano e peperoncino). I prodotti
sono di pasta fresca fatta in casa, i secondi di Letojanni e Taormina. L’albergo offre Lumì si possono acquistare da
si basano sulla carne di maiale, dagli involtini una spa con piscine interne ed esterne, Alimentari Smiroldo (Santa Teresa di
alla salsiccia. Conto 30 €. saune, bagno turco, docce emozionali Riva, via Crispi 43, 0942/75.10.73).
SIKANIA e trattamenti estetici. Dagli agrumi alla lavorazione delle
(Casalvecchio Siculo, via Sant’Onofrio, HOTEL MARABEL mandorle e del pistacchio con le
392/530.87.96). (Sant’Alessio Siculo, via Musumeci 29, Dolcezze di Rumia (Santa Teresa di
Antipasti, primi e secondi, sia di pesce che 0942/75.05.02). Riva, via Crispi 210, 339/571.56.63),
di carne, sono preparati nel segno di una Albergo semplice e a conduzione familiare azienda famosa per solleticare
tradizione che colpisce sempre nel segno; nei pressi della spiaggia, raggiungibile i palati più fini e golosi proponendo
la conduzione è familiare e il servizio fa sentire a piedi. È strategico per raggiungere dolci della tradizione savocese
l’ospite come a casa sua. Conto 25 €. Taormina e altri centri della valle d’Agrò. e brontese. Ma qui si trovano
RUSTI E MANCIA B&B MAREAGRÒ anche diversi tipi di pesto, di patè
(Casalvecchio Siculo, contrada San Pietro (Santa Teresa di Riva, via Torrente Agrò 18, e prodotti sott’olio fatti con
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e Paolo d’Agrò, 331/489.01.32). 340/309.66.05). ingredienti genuini e freschissimi.


Protagonista è la carne, sia d’estate A pochi metri dal mare, la struttura offre
che d’inverno. Dagli antipasti ai primi silenzio e relax ai suoi ospiti, che da qui
e ai secondi tutto è nel segno del vitello si possono muovere alla scoperta della
e del maiale, ma soprattutto della salsiccia riviera e dei paesini dell’entroterra come
che viene preparata al ceppo. Conto 25 €. Savoca, Mandanici e Casalvecchio.

BELL’ITALIA 83
FANANO (Modena) | Lago Scaffaiolo

AVVENTURA
sul crinale

84 BELL’ITALIA
In cammino sul crinale appenninico che divide l’Emilia Romagna dalla Toscana, “protagonista” della ciaspolata verso il monte Scaffaiolo.

Nell’alto Appennino Modenese, al confine


con la Toscana, un suggestivo panorama invernale
accompagna l’escursione al lago Scaffaiolo,
in una conca solitaria ai piedi del monte Cupolino

TESTI ETTORE PETTINAROLI FOTOGRAFIE ROBERTO CARNEVALI

BELL’ITALIA 85
In questa foto: il bosco di betulle vicino al Capanno Tassoni. Pagina precedente, dall’alto:
un ponte sul sentiero per il passo della Croce Arcana; scorcio sulle montagne pistoiesi.

A
mpia e invitante, la strada si avvia verso la fo- abbraccio più intenso con la natura del luogo conviene
resta. Dove nella bella stagione passano i fuo- seguire il segnavia del sentiero Cai 415, che sale più
ristrada, ora i padroni assoluti sono gli escur- diretto rispetto alla strada pur incrociandola spesso.
sionisti. Sono in tanti, attratti dalla facilità Non si può sbagliare, le indicazioni sono frequenti, così
dell’itinerario che li attende e dalla bellezza dei paesag- come sono numerosi i punti in cui si può decidere di
gi, coperti dalla neve negli inverni più generosi. È una abbandonare il sentiero e proseguire sulla strada: un’op-
sorta di traversata a fil di cielo quella che si sviluppa zione consigliabile in caso di abbondanti e recenti nevi-
sulle montagne del Modenese e che, dopo circa tre ore cate, quando la traccia non è ancora evidente e si vuole
di cammino, ha come meta la conca del lago Scaffaiolo, evitare di affondare nella neve.
lo «Scaffaggiuolo» narrato con ammirazione anche da Il bosco termina all’improvviso, dopo una quarantina di
Boccaccio nel suo De Montibus, uno specchio d’acqua minuti di cammino: da qui in avanti si procede in campo
di grande bellezza avvolto da miti e leggende. aperto. Dapprima si sale verso il crinale che separa la
Il percorso inizia dalla faggeta che si distende appena provincia di Modena da quella di Pistoia: una volta giun-
oltre il piazzale a 1.315 metri di quota dove si trovano il ti in cresta si prosegue brevemente in piano fino al passo
ristoro Lo Spigolino e il rifugio Capanno Tassoni, nel ter- della Croce Arcana (1.669 metri). Ci troviamo in uno dei
ritorio di Fanano, l’ultima località raggiunta dalle auto. luoghi più ventosi d’Italia. Lo scorso inverno gli anemo-
Da qui si prende quota dolcemente tra gli alberi. Per un metri hanno registrato raffiche fino a 237 chilometri

BELL’ITALIA 87
In questa foto: il lago Scaffaiolo (1.775 metri), meta del nostro itinerario, completamente
ghiacciato. Pagina precedente, dall’alto: il passo della Croce Arcana; il crinale prima del lago.

orari, ma nel 2020 si era arrivati fino a 270. Per fortuna in caso di cattivo tempo e di nebbia. Ricorda invece tem-
queste sono solo punte estreme (e assai poco amiche pi più recenti il memoriale dedicato ai caduti della Se-
dell’escursionista), ma è proprio la costante ventilazione conda guerra mondiale, sistemato nel 1980 a una cin-
a pulire l’aria e a rendere il passo un punto panoramico quantina di metri dalla croce: un cippo con un’aquila
con pochi paragoni nell’Appennino. L’aria tersa consente bronzea e, a fianco, due cannoni (purtroppo spesso sor-
di spingere lo sguardo lontano. Se il Cimone e le altre montati da irrispettosi cacciatori di foto ricordo) ricorda-
vette della dorsale appenninica sembrano a portata di no che questo luogo fu teatro di combattimenti.
mano, e si distinguono con facilità sia la pianura mode- Fin qui, salvo in caso di nevicate recenti e copiose, si può
nese (a nord) che la valle del Serchio (a sud), non di rado procedere con le calzature da trekking perché la traccia è
si osservano anche le cime delle Apuane, il mar Tirreno ben battuta. La successiva salita al monte Spigolino
con le sue isole e, più a sud, perfino il monte Amiata, a (1.827 metri) è però ripida e su neve spesso ghiacciata e
200 chilometri di distanza in linea d’aria. levigata dal vento. Non di rado questo tratto richiede l’u-
Il toponimo Croce Arcana ha origini antiche. Questo va- so dei ramponcini, ben più utili delle ciaspole, e sebbene
lico, in realtà un ampio pianoro prativo, nelle mappe del il terreno non appaia infido conviene prestare attenzione
XV secolo è indicato come Arcem Crux: fin da quando fu a ogni passo. L’ascesa può in ogni caso essere evitata per-
costruito, poco distante, un hospitale (XI-XIII secolo), è correndo la strada a mezza costa che taglia il pendio sul
sempre stata presente una croce per orientare i viandanti versante toscano della montagna. I due tracciati si riu-
venga sul sito [Link]
BELL’ITALIA 89
Panorama oltre il fianco del monte Spigolino, possibile snodo e culmine
della nostra escursione, verso le montagne appenniniche del Pistoiese.

niscono al passo della Calanca (1.732 metri), storico pun- dovrebbe invece essere alimentato dalle acque piovane,
to di valico per i pellegrini che percorrevano la via Ro- dalla fusione delle nevi e da una falda sotterranea, e pog-
mea Nonantolana. Come ogni valico che si rispetti fu al gia su un terreno impermeabile che ne assicura la soprav-
centro di accese diatribe. Si trova infatti al confine tra i vivenza. Un tempo si raccontava dell’esistenza di un ca-
territori di Modena, di Bologna e del Pistoiese (per questo nale sotterraneo che collegava lo Scaffaiolo al mare, ma
è chiamato anche passo dei Tre Termini) e tutti ne recla- per quanto suggestiva l’ipotesi rimane confinata nell’am-
mavano il possesso. La questione fu risolta nel 1763, bito delle credenze popolari. Lo spettacolo si apprezza al
quando a Bologna venne firmato l’atto di Confinazione, meglio dal rifugio Duca degli Abruzzi, collocato in posi-
ma occorsero quasi 30 anni perché si placassero i malu- zione rialzata rispetto allo specchio d’acqua, sulle pen-
mori. Solo nel 1791 si poterono posizionare i cippi della dici del monte Cupolino, la cui vetta si raggiunge in po-
linea di confine, alcuni dei quali sono visibili accanto al chi minuti dall’edificio. Inaugurato il 30 giugno 1878, è il
sentiero. Da qui si prende quota per pochi minuti fino a più antico rifugio dell’Appennino Tosco-Emiliano. Più
raggiungere il bordo superiore della conca di origine tet- volte distrutto e ricostruito, deve l’aspetto attuale al rifaci-
tonica in fondo alla quale si distende il lago Scaffaiolo mento condotto nel 2001. È aperto ogni fine settimana ed
(1.775 metri), coperto di neve e di ghiaccio. è il luogo perfetto per rifocillarsi prima di riprendere il
Non cercate la traccia di un immissario: non la troverete. cammino e tornare al punto di partenza seguendo l’itine-
Anche se non ci sono certezze assolute in merito, il lago rario dell’andata, senza risalire sullo Spigolino.
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90 BELL’ITALIA
Dove Come Quando
FANANO (Modena)

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Rifugio Duca degli Abruzzi
TESTI ETTORE PETTINAROLI

con oltre duecento lavori distribuiti tra


il centro storico di Fanano e le frazioni
di Lotta, Trentino, Serrazzone, Trignano,
Ospitale, Fellicarolo e Canevare.
Le opere sono state realizzate in occasione
delle diverse edizioni del Simposio
Internazionale di Scultura su Pietra
che si svolge dal 1983 a cadenza biennale.

PIEVE DI SAN SILVESTRO PAPA


(via Abà 9, 0536/689.16).
Fu costruita alla fine del XII secolo in stile
tardoromanico su un precedente edificio
sacro, con tre navate, cripta e presbiterio
sopraelevato. Dopo le modifiche del XVII
Museo di Scultura su Pietra
secolo, con l’inversione della pianta
e l’aggiunta del transetto e della cupola,
Come arrivare mantiene l’aspetto originario nella navata SPORT INVERNALI
centrale e nelle colonne sormontate Sci, ciaspole e pattinaggio
In auto: Fanano, il cui territorio comprende da capitelli di scuola antelamica. Lungo
il lago Scaffaiolo, si raggiunge con la A1, le navate laterali si ammirano tredici cappelle Le foreste e i crinali dell’Appennino
uscita Modena Sud, e poi con la provinciale incorniciate da archi in pietra arenaria modenese nel territorio di Fanano
623. Dal paese si prosegue per 12 opera di scalpellini locali (XVI-XVII secolo). sono teatro di altri itinerari escursionistici
chilometri fino al rifugio Capanno Tassoni, senza difficoltà tecniche che si possono
punto di partenza del nostro itinerario. Le buone soste percorrere con le ciaspole. Tra le mete
In treno: stazione di Modena, linea Milano- più apprezzate spiccano il lago
Bologna, poi bus della Seta ([Link]). LOCANDA ROMANA di Pratignana (1.307 metri) e il passo
In aereo: aeroporto di Bologna a 72 km. (via Trentino, 0536/670.67). del Colombino (1.520 metri). Il gruppo
In camper: Camping Ecoday, Fanano, Locale a gestione femminile in una frazione trekking La Via dei Monti (371/
via Sasseto 242, 0536/689.12. vicina al capoluogo, propone piatti 184.25.31) organizza gite guidate nella
della tradizione realizzati esclusivamente zona. Fiore all’occhiello delle strutture
Per la visita con prodotti del territorio. Da provare sportive di Fanano è il Palaghiaccio
i tortelloni verdi alle ortiche e le grigliate (via Don Battistini 20, 0536/693.13),
Dal rifugio Capanno Tassoni (1.315 metri) miste, accompagnate dai funghi. Conto 35 €. che offre una pista utilizzata anche
si segue il sentiero Cai 415 (in caso di neve per allenamenti e competizioni
eccessiva la strada forestale) che arriva al RIFUGIO DUCA DEGLI ABRUZZI di pattinaggio artistico e di hockey.
passo della Croce Arcana (1.669 metri). Da qui (località Lago Scaffaiolo, 0534/533.90). Chi ama sciare si può invece divertire
si sale al monte Spigolino, si scende al passo Aperto nei fine settimana, è un sosta sulle pendici del Monte Cimone
della Calanca sul sentiero di crinale e si arriva panoramica ideale per pranzi e cene con vista (0536/623.50), i cui impianti
al lago Scaffaiolo (1.775 metri). Il rientro segue sul lago Scaffaiolo e a volte fino alle Alpi; si trovano a circa 12 chilometri da
lo stesso itinerario ma evita il monte Spigolino offre anche la mezza pensione. Conto 25 €. Fanano. Il comprensorio bianco dispone
lungo il sentiero a mezza costa (lo si può fare di circa 50 chilometri di tracciati e di
anche all’andata); si cammina in tutto 4 ore. Per dormire un grande snowpark allestito nella zona
del lago della Ninfa. A passo del Lupo,
Da vedere ALBERGO FIRENZE nella stessa skiarea, si trova anche
(via Roma 31, 0536/688.22). una pista naturale per il bob lunga 700
MUSEO DI SCULTURA SU PIETRA Riammodernato di recente, è frequentato metri con 120 metri di dislivello.
(piazza Marconi 1, 335/541.20.24). per la sua grande area benessere
Si tratta di un museo diffuso all’aperto e per il ristorante d’atmosfera con piatti INFO Azienda di Promozione Turistica Fanano,
di scultura contemporanea su pietra, locali e menu alla carta anche per celiaci. via Marconi 1, 0536/686.96; [Link]

BELL’ITALIA 91
il weekend
PESARO

La capitale va
IN SCENA
La città marchigiana affacciata sull’Adriatico, Capitale Italiana della Cultura 2024, propone
un fitto cartellone di novità ed eventi. È l’occasione per visitare il suo ricco patrimonio artistico,
ripercorrere le memorie legate a Gioachino Rossini e scoprire gioielli architettonici inaspettati
TESTI GIOVANNI MARIOTTI FOTOGRAFIE GIORGIO FILIPPINI

La sala del Teatro Rossini, con quattro ordini di palchi e il loggione. L’edificio
fu costruito nel 1816-18 su progetto di Pietro Ghinelli e poi intitolato a Rossini nel 1855.

92 BELL’ITALIA
BELL’ITALIA 93
Sopra: la fontana in piazza del Popolo, distrutta nella Seconda guerra mondiale e ricostruita nel 1960 seguendo il modello originario, quello
del 1684-85 dello scultore Lorenzo Ottoni. In secondo piano il palazzo Ducale, monumentale residenza dei signori di Pesaro: i Malatesta,
gli Sforza e i Della Rovere. Sede della Prefettura, è aperto alle visite. Pagina seguente: la piccola chiesa del Nome di Dio, un gioiello poco noto.

il weekend
PESARO

C
on il suo ricchissimo patrimonio artistico, crea- villino Ruggeri, tra i migliori esempi di architettura Liberty
tivo ed enogastronomico, Pesaro sarà per tutto in Italia. All’inizio di questo tracciato stradale, verso la
il 2024 Capitale Italiana della Cultura, il titolo stazione, si erge il Teatro Rossini, del primo Ottocento,
che dal 2015 il governo italiano assegna a una con sala all’italiana. È una delle sedi del ROF-Rossini
località con lo scopo di valorizzarne l’identità. Per l’occa- Opera Festival, che quest’anno sarà più lungo che mai:
sione Pesaro ha previsto un fitto calendario di eventi (ve- 17 giorni, 4 in più del consueto. Si comincia il 7 agosto
dere a pagina 102) che coinvolgerà anche i 50 comuni con il melodramma Bianca e Falliero rappresentato all’Au-
della provincia: un invito imperdibile a visitare l’antica ditorium Scavolini, lo storico tempio del basket restituito
città marchigiana sull’Adriatico e il suo territorio. ai pesaresi come spazio teatrale. Ma l’esperienza rossinia-
Dal 2017 Pesaro è anche Città Creativa Unesco della Mu- na non finisce qui. A 200 metri dal teatro, a palazzo Mon-
sica ed è proprio seguendo il filo musicale che può co- tani Antaldi un allestimento multimediale e sonoro dà vita
minciare la visita. Perché qui quasi tutto parla di Gioachi- al Museo Nazionale Rossini, raccontando il contesto sto-
no Rossini, anche se il più illustre cittadino pesarese rico in cui il musicista compose le sue opere liriche con
trascorse quasi tutta la sua esistenza lontano dalla città. la visione di filmati e l’ascolto dei brani più famosi.
Rossini morirà a Parigi nel 1868 e proprio dalla capitale Dal museo rossiniano in dieci minuti a piedi si arriva alla
francese proviene il nucleo più consistente dei documen- principale collezione d’arte, quella dei Musei Civici di
ti esposti nell’abitazione dove il compositore nacque il 29 Palazzo Mosca. Sono 700 metri di strada densi di storia,
febbraio 1792. La casa-museo si trova lungo il rettifilo che perché in mezzo s’incontrano il Museo Archeologico Oli-
unisce la stazione al piazzale della Libertà, lo spazio sul veriano e la chiesa del Nome di Dio. Il primo, riallestito
mare dove si ammirano la Sfera Grande di Pomodoro e il nel dicembre 2022 con reperti che vanno dal periodo

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È

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Pagina precedente: Scultura della Memoria, opera di Giuliano Vangi (1931) installata dal 2018 in piazzetta Mosca, di fronte ai Musei Civici.
Sopra, a sinistra: l’allestimento del rinnovato Museo Archeologico Oliveriano, riaperto nel dicembre 2022. Sopra, a destra: l’Incoronazione
della Vergine, dipinta attorno al 1475 da Giovanni Bellini, capolavoro dei Musei Civici. Sotto: la scena centrale della pala del Bellini.
il weekend
PESARO
piceno alla tarda età imperiale, ha sede a palazzo Al- e da sola vale il viaggio a Pesaro. Anche i Musei Civici ci
merici, dove sono custoditi manoscritti, strumenti scien- parlano di Rossini e della musica con i 38 dipinti che il
tifici e opere d’arte. È il lascito di un umanista illuminato, maestro pesarese donò alla città e con Sonosfera, una sala
il pesarese Annibale degli Abbati Olivieri (1708-89), che per “l’ascolto profondo”, nata nel 2020 per ascoltare i suo-
sarà di ispirazione per gli incontri che qui, durante il ni della natura raccolti nelle foreste equatoriali primarie,
2024, saranno dedicati ai quattro elementi della natura: trasmessi da 45 altoparlanti e accompagnati da immagini
acqua, aria, terra e fuoco. La piccola chiesa del Nome di proiettate su uno schermo a 360 gradi. Per il 2024 Sonosfe-
Dio è poi un vero gioiello da scoprire. Era di proprietà ra ospiterà le creazioni scritte apposta da diversi composi-
dell’omonima confraternita che dava sepoltura ai poveri. tori: una playlist capeggiata da Brian Eno, “mostro sacro”
Capolavoro del XVI-XVII secolo, l’interno, a sala unica, del suono elettronico e della musica d’ambiente.
regala una vera e propria esperienza immersiva tra le pa- A duecento metri dai Musei Civici si apre piazza del Po-
reti e il soffitto ricoperti dalle tele del pesarese Gian Gia- polo, il cuore della città, dove per tutto l’anno è installata
como Pandolfi, inserite nelle strutture scenografiche ide- la Biosfera, simbolo di Pesaro 2024, una “scultura digitale”
ate dagli architetti Giovanni Cortese e Niccolò Sabbatini composta da Led. Sulla piazza si affaccia il vasto palazzo
che operavano a servizio di Francesco Maria II della Ro- Ducale, oggi sede della Prefettura, ma nei secoli passati
vere (1549-1631), l’ultimo duca di Urbino. dimora dei Malatesta, degli Sforza e dei Della Rovere.
Nei Musei Civici di Palazzo Mosca, fra opere di pittura Aperto alle visite guidate, ha ambienti incantevoli, come
antica e pezzi di maiolica istoriata prodotta nel Ducato di l’enorme salone Metaurense, tra le sale più grandi d’Italia
Urbino, il pezzo forte è la pala dell’Incoronazione della con i suoi quasi 600 metri quadrati. Palazzo Ducale non è
Vergine, eseguita dal pittore veneto Giovanni Bellini intor- la sola residenza legata agli antichi signori di Pesaro. Villa
no al 1475. È uno dei capolavori del Rinascimento italiano Miralfiore, dietro la stazione, era la casa rurale degli

Sotto, a sinistra: il giardino all’italiana di villa Miralfiore, all’interno del parco pubblico che si estende a ridosso della stazione. Sotto, a destra:
una sala della villa, con affreschi del 1573 attribuiti a Federico Zuccari. Pagina seguente: il villino Ruggeri (1902-07), capolavoro di architettura
Liberty. Si affaccia sul piazzale della Libertà dove è installata la Sfera Grande di Pomodoro. L’edificio è privato e visibile solo dall’esterno.

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venga sul sito [Link]
A sinistra: veduta
aerea della spiaggia
di Pesaro, premiata
con la Bandiera Blu.
In primo piano si
riconosce il piazzale
della Libertà, che
divide in due il litorale.
Sulla sinistra svetta
il promontorio
del monte Ardizio,
tra Pesaro e Fano:
ai suoi piedi si
estende una spiaggia
libera, protetta
per il suo valore
floristico e faunistico.
In basso: il colle
San Bartolo, a nord
della città. È un parco
naturale nella cui
area si visitano borghi
di origine medievale,
resti archeologici
e le nobili residenze
di villa Caprile
e villa Imperiale.

il weekend
PESARO
Sforza, poi ceduta a Guidobaldo II Della Rovere. Oggi pro- all’imperatore Federico III d’Asburgo che, su invito di Ales-
prietà di Vittorio Livi, titolare dell’azienda leader nel mon- sandro Sforza, committente della villa, posò la prima pietra
do per il vetro curvato, ospita una collezione di opere d’ar- della futura residenza. La villa è una sequenza di giardini e
te in vetro realizzate da artisti contemporanei. Il Parco terrazze addossate alle pendici del colle San Bartolo, la
Miralfiore è anche un Parco della Salute, grazie al lavoro montagna a nord di Pesaro. Protetto da un parco naturale,
congiunto di agronomi, architetti del verde, psicologi e il colle ospita anche villa Caprile: oggi sede di una scuola
urbanisti che hanno cercato di fare di questa area verde un agraria, durante la bella stagione apre ai visitatori i suoi
luogo di “cura” per il benessere dei cittadini. E a marzo giardini disposti su tre terrazze collegate da scalinate. Il
questo parco urbano farà da cornice a un evento suggesti- Parco San Bartolo è il luogo dove arte e natura s’incontra-
vo, un gioco di luci ideato dall’artista olandese Daan Roo- no, come ci ricorda la maratona musicale che da qui, la
segaarde. Anche la storia di villa Imperiale s’intreccia con notte del 21 giugno, saluterà la nuova estate e il sole che
le vicende degli Sforza e dei Della Rovere. Il nome si deve sorge sull’orizzonte infinito del mare Adriatico.
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100 BELL’ITALIA
weekend
Dove Come Quando
PESARO

TESTI GIOVANNI MARIOTTI

FACILE!
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E RITROVA TUTTE
LE INFORMAZIONI DI QUESTE
PAGINE SUL TUO CELLULARE
Villa Imperiale

GLI APPUNTAMENTI
Un anno tra musica,
spettacoli e show di luci
Pesaro 2024 ha in cartellone ben 329
MUSEO ARCHEOLOGICO OLIVERIANO
appuntamenti (Infopoint Pesaro 2024,
(via Mazza 97, 0721/333.44).
piazza del Popolo 7, 0721/38.76.55).
A palazzo Almerici, presenta reperti in parte
L’esordio è il 29 febbraio con Buon
provenienti dalla necropoli di Novilara.
Compleanno Rossini, evento che
celebra la nascita del compositore
CHIESA DEL NOME DI DIO
con una festa diffusa. Dal 13 al 17 marzo
(via Petrucci 26, 0721/300.43).
alla Sonosfera vengono invece eseguite
Chiesa e sagrestia, realizzate tra Cinquecento
le opere di autori di musica d’ambiente.
e Seicento, sono ricoperte di dipinti.
Dal 22 al 24 marzo il Parco Miralfiore
fa da cornice a Spark, show di luci ideato
MUSEI CIVICI
dell’artista olandese Daan Roosegaarde.
Come arrivare (piazzetta Mosca 29, 0721/38.75.41).
Tra giugno e agosto le scene e i costumi
Offrono una collezione di opere d’arte
del Rossini Opera Festival vengono
In auto: Pesaro si raggiunge con la A14 antica che si è formata fra ’800 e ’900
presentati in vari spazi del centro;
Bologna-Taranto, uscita Pesaro-Urbino. grazie a confische, donazioni e acquisizioni.
il festival si tiene dal 7 al 23 agosto fra
In treno: stazione di Pesaro, linea Milano-Bari.
il Teatro Rossini, l’Auditorium Scavolini
In aereo: aeroporto di Rimini, a 34 km. PALAZZO DUCALE
e la Vitrifrigo Arena. La notte del 21
In camper: area camper Pesaro Centro, (piazza del Popolo, 0721/38.75.41).
giugno maratona musicale sulla vetta del
via dell’Acquedotto. La quattrocentesca residenza dei signori
San Bartolo. Infine, durante tutto l’anno
di Pesaro è oggi sede della Prefettura,
con il progetto 50x50 i cinquanta comuni
Da vedere aperta alle visite guidate su prenotazione.
della provincia di Pesaro diventano,
a turno, protagonisti di Pesaro 2024.
CASA ROSSINI VILLA MIRALFIORE
(via Rossini 34, 0721/38.73.57). (via del Miralfiore 20, 0721/200.51).
È la casa natale di Gioachino Rossini Ha interni dipinti e un elegante giardino
(1792-1868), a pochi passi dal duomo. all'italiana; si visita su prenotazione.

TEATRO ROSSINI VILLA IMPERIALE


(piazzale Lazzarini, 0721/38.76.21). (strada San Bartolo 63, 338/262.93.72).
Risale al 1816-18; la cooperativa Costruita fra ’400 e ’500, si visita con la
Teatro Skené organizza visite guidate. Cooperativa Isairon fra maggio e ottobre.

MUSEO NAZIONALE ROSSINI VILLA CAPRILE


(via Passeri 72, 0721/19.22.156). (strada di Caprile 1, 0721/214.40).
In dieci sale di palazzo Montani Antaldi Al Colle San Bartolo, i suoi giardini terrazzati
Il logo di Pesaro 2024
introduce al mito rossiniano. si visitano d’estate, senza prenotazione.

102 BELL’ITALIA
INFO Informazione e Accoglienza
Turistica di Pesaro, piazzale della Libertà 11,
0721/693.41; [Link]

TIPICITÀ ENOGASTRONOMICHE
Pecorini, farine e vino:
i sapori dell’entroterra
Rossini Bistrot
Sono numerose le specialità
Dalla Gioconda enogastronomiche dell’entroterra,
distribuite tra le province
di Pesaro e della vicina Rimini.
Nata nel 1973 Cau & Spada
(Sassocorvaro, via Ca’ Becchetto,
338/166.63.51), nel Montefeltro,
è specializzata in pecorini:
controlla ogni fase della lavorazione,
dal pascolo alla stagionatura.
Villa Cattani Stuart Non lontano, anche se già
in territorio romagnolo, Molino
Ronci (Pennabilli, località Ponte
Messa, via Molino Schietti 23,
0541/92.87.04) produce grani
biologici della Valmarecchia e del
Montefeltro dai quali ottiene farine
macinate a pietra che si acquistano
Le buone soste biologici alle birre, utilizza soprattutto online. Sulle colline di Saludecio,
materie prime locali. Pizze da 11,50 €. a venti chilometri da Pesaro,
DALLA GIOCONDA
(Gabicce Mare, via dell’Orizzonte 2, Per dormire
0541/96.22.95).
A 15 chilometri da Pesaro, la cucina VILLA CATTANI STUART
è guidata dallo chef Davide Di Fabio (via Trebbiantico 67, 0721/557.82).
che per sedici anni ha lavorato all’Osteria È una storica dimora seicentesca
Francescana di Massimo Bottura tra le colline della periferia sud di Pesaro.
a Modena. I piatti cambiano ogni giorno Conserva splendidi giardini all’italiana,
in base a quello che offrono l’orto gli affreschi barocchi di Niccolò
di proprietà e i pescatori dell’Adriatico. Berrettoni e 35 eleganti camere.
Menu degustazione 110 €. CHARLIE URBAN HOTEL
ROSSINI BISTROT (viale Trieste 281, 0721/62.20.90).
(via Passeri 80, 0721/186.11.43). Inaugurato nel luglio scorso, recupera Cau & Spada
Accanto al Museo Nazionale Rossini, l’acqua piovana e ha un impianto
è aperto anche come sala da tè. fotovoltaico. Ciascuna delle 117 camere l’Azienda Agricola Zavoli (via
Tra i piatti spiccano i tortellini ripieni è attrezzata con un sistema di sensori Pulzona, 0541/85.80.41) produce
di mortadella Favola e il filetto di manzo che rileva la presenza dell’ospite e attiva carni e salumi della razza suina Mora
alla Rossini con foie gras d’oca, salsa il controllo della climatizzazione e delle luci. Romagnola, Presidio Slow Food.
Perigord al tartufo nero e patate arrosto. ALEXANDER MUSEUM PALACE HOTEL Oltremondo (Terre Roveresche,
Menu degustazione 65 €. (viale Trieste 20, 0721/344.41). via Borgo Duca 11, 392/800.41.03)
IN PIAZZETTA Ha compiuto quindici anni questo è un birrificio contadino che
(via Carlo Cattaneo 37, 0721/320.60). albergo che, come lascia intendere coltiva orzo distico biologico
Di fronte a palazzo Ciocchi, sede il nome, ha le 63 camere e gli ambienti dal quale ricava i malti per produrre
staccata dei Musei Civici, funziona comuni decorati da 75 artisti. nove birre Pils e Pale. Sempre
anche come gastronomia da asporto. I materiali utilizzati sono i più diversi a Terre Roveresche l’Azienda
Nel menu cappellacci ricotta e cicoria (anche ferro, plexiglas e resina), Agraria Guerrieri (via San Filippo 24,
con guanciale, pomodorino fresco e scaglie così come le tecniche, dalla semplice 0721/89.01.00) apre alle visite
di formaggio di fossa e galletto alle erbette matita, al dripping, al découpage. al pubblico; oltre a olio, pasta
© RIPRODUZIONE RISERVATA

aromatiche. Menu da 25 €, pranzo da 12 €. AMADEI HOTEL PROMENADE e miele produce diversi vini tra i quali
PIZZERIA FARINA (viale Trieste 115, 0721/319.81). il Bianchello del Metauro, una Doc le
(viale Leonardo da Vinci 33, L’albergo offre un’ottima posizione cui uve crescono sui colli attraversati
0721/58.05.41). sul lungomare, di fronte alla spiaggia dal fiume Metauro, pochi chilometri
Nella zona mare, è considerata una delle convenzionata e dieci minuti a sud di Pesaro. Sono una ventina le
migliori pizzerie marchigiane. Dai grani a piedi dal piazzale della Libertà. cantine che producono questo vino.

BELL’ITALIA 103
buona italia | cibo & paesaggio | cantine | la dolce vita didi
novembre
febbraio

Garda Trentino
SAPORI DI
LAGO E DI
MONTAGNA
PAGINA 106
Antonino Farina, titolare e sommelier
di Vitis Lounge Winery ad Arco.

BELL’ITALIA 105
Dal Garda alle Giudicarie (Trento)

In questa pagina: scorcio serale di Arco, affacciata sul fiume Sarca e sorvegliata dai ruderi del castello su uno sperone.
Pagina seguente: un piatto di strangolapreti, specialità del Ristorante Antica Croce di Tenno, a pochi chilometri dal lago di Garda.

106 BELL’ITALIA
DOVE COMINCIA
IL TRENTINO
Un itinerario ad anello tra Riva del Garda, Arco e le Prealpi Giudicarie
ci accompagna tra sapori ancora mediterranei e i primi panorami alpini

A CURA DI SILVIA FRAU • FOTOGRAFIE FRANCO COGOLI

N
el Garda Trentino, tra Riva e Arco, gli uliveti si chiamano “olivaie”, come
se fossero dei giardini: una distinzione che ne esalta la storia secolare
e il valore paesaggistico. Le olive Casaliva si utilizzavano per l’olio
dell’Impero austro-ungarico quando il Trentino ne faceva parte. Le due
cittadine conservano ancora la memoria e il fascino di quell’epoca con
le ville e le passeggiate lungo il Garda e il fiume Sarca. La rocca di Riva ci riporta invece
al periodo veneziano e dei vescovi di Trento, mentre del castello di Arco (XIII secolo),
su una pittoresca rupe, restano solo gli imponenti ruderi. Da qui il nostro itinerario
ad anello percorre la valle dei Laghi – soprattutto quelli di Cavedine, Toblino e Santa
Massenza – tra pareti di roccia che attirano gli arrampicatori. La forra del Limarò
ci introduce poi alla vasta area delle Giudicarie, che separa l’ambiente mediterraneo
del Garda da quello dolomitico del gruppo di Brenta. Alle attrattive naturalistiche
si alternano interessanti borghi come Rango, con la sua architettura tradizionale,
Balbido, il paese dipinto, e Fiavè con le sue antiche palafitte. Chiudiamo l’anello
incrociando Tenno e il suo lago, frequentato d’estate: poco più a sud riecco il Garda.
RIVA DEL GARDA e le sarde del Garda alla griglia, panna acida
L’extravergine più ecosostenibile e zucca. Il locale è molto accogliente, con
Tra i più moderni in Europa per il suo cantina fornitissima; menu di 4 portate a 45 €.
approccio ecosostenibile, il frantoio OlioCru
produce oli d’oliva molto premiati in Italia. Birra al vento di lago
L’extravergine Garda Dop Trentino è ottenuto Dopo aver lavorato per vent’anni nelle
da olive coltivate tra Riva e Arco, gestioni patrimoniali e aver coltivato insieme
raccolte a mano e subito frante. Particolarmente la passione per la birra, Raimonda Dushku –
interessanti sono i prodotti della categoria albanese d’origine, a Riva da quando aveva 13
Healthy Food, che utilizzano le rimanenze anni – e Serena Crosina decidono di dar vita
dell’estrazione dell’olio come la pasta di olive, a Birra Artigianale Impavida. Fuori dal centro
ricca di sostanze nutrienti, vitamine, zinco storico uniscono produzione, a cui si assiste
e ferro, per produrre bastoncini croccanti da una grande vetrata, e degustazione.
e polveri da usare in minestre, zuppe e yogurt. Da provare la Peler, non filtrata e non
pastorizzata, il cui nome si ispira al vento che
ARCO soffia sul Garda tanto amato dai velisti. Il locale
Cicheti, sarde e risotto è informale, con spazi anche all’esterno;
alle barbabietole visita guidata e degustazione di 4 birre a 15 €.
Ricavata negli spazi adiacenti a un ex
convento, quello delle monache Serve L’olivicoltura in famiglia
di Maria da cui prende il nome, l’Osteria Il giovane Gian Piero Scannone ha ereditato
Le Servite, segnalata anche da Slow Food, la passione per la produzione dell’olio
è immersa nei vigneti. Il lavoro dello chef dal nonno Ferruccio, che lo portava con sé
e sommelier Alessandro Manzana punta tra le olivaie del monte Brione, l’altura che si
sulla cucina trentina e sugli ingredienti innalza sulla pianura del Sarca appena a nord
dell’agricoltura di montagna e da filiere di Riva del Garda. Così nel 2016 ha aperto
di qualità. Da provare i cicheti di lago e olio Brioleum, l’azienda che da 1.300 piante ricava
extravergine Millenario di Maso Botes, un olio contrassegnato dalla Dop. Vincitore
il risotto alla ciuiga (un insaccato tipico fatto di diversi premi, tra cui il recente di miglior
con le barbabietole) e noci di Bleggio olio Dop Trentino per la Airo (Associazione

108 BELL’ITALIA
In questa foto: di Garda sullo sfondo.
Gian Piero Scannone, Pagina precedente:
titolare di Brioleum. Stefano Benetti e Chiara
A sinistra: scorcio del Garini con alcuni prodotti
borgo di Tenno. In alto: dell’Azienda Agricola
il castello di Tenno e il lago Guà di Cavedine.
Internazionale Ristoranti dell’Olio), trentini può scegliere “Tradizione del Garda”
si riconosce all’assaggio per i profumi di erba con luccio mantecato, polenta taragna soffiata
fresca, erbe aromatiche e carciofo; e polvere di capperi; “Un ragù d’autunno”
il Brioleum Casaliva costa 13 € (250 ml). con spaghetti monograno Felicetti al ragù
bianco e senape; “Passeggiata in montagna”
Caffè selezionato dal 1946 con tuorlo bio croccante, polenta taragna,
Il primo punto vendita di Omkafè venne aperto funghi shiitake al timo e crema acida di
a Riva del Garda da Ottorino Martinelli, nonno Trentingrana. Il servizio è attento e la cantina
degli attuali titolari, tornato nel 1946 in Italia importante; menu degustazione a 60 €.
dopo la prigionia in Inghilterra. «Era una delle
prime attività nella zona», racconta Fabrizio L’agriturismo tra gli ulivi
Martinelli. Il nipote, mostrando una banconota Aperto di recente appena sopra il centro
da una lira ritrovata dietro a una foto, spiega storico, lungo una stradina che si immerge
che «un cliente la mise sul banco per aiutare nella natura, Arcolive Agrisuite è un moderno
il nonno, che non aveva molti mezzi, ma lui agriturismo con un nuovo concetto di ospitalità.
non la usò mai». All’interno della nuova Circondate dagli ulivi, le camere sono ampie
sede di Arco si ammirano diverse macchine e si affacciano con grandi vetrate sulle
da caffè d’epoca, tra cui alcuni pezzi rari montagne e sul lago. Nella sala colazioni, dove
come una Pavoni di Gio Ponti (1948). Al piano al mattino vengono proposti biscotti e torte fatti
terra si gustano le sei miscele e i due caffè in casa, si trova sempre qualcosa da bere
filtro. I chicchi di caffè vengono selezionati e da mangiare. Un breve sentiero sale al castello
da piccole realtà in giro per il mondo. di Arco; doppia con colazione da 185 €.

Cucina giovane e creativa Nella fattoria dei formaggi


In pieno centro, all’interno della storica villa Moderna fattoria didattica con caseificio
Italia, Vitis Lounge Winery è un locale atipico e alcune piazzole per il campeggio,
rispetto alla tradizione locale. La cucina Agrisalus è il progetto di una giovane coppia.
è giovane e sperimentale, con ingredienti Entrambi amano gli animali: Lorenzo Azzolini
e ispirazioni che a volte escono dai confini possiede alcuni capi di bestiame che vanno
regionali. Chi invece vuole rimanere sui sapori in alpeggio sui prati verso Madonna

110 BELL’ITALIA
In questa foto: il cuoco Sopra: il panorama dagli
Jean Paul Moinet con le ulivi di Brioleum verso il lago
focacce che prepara al Maso e Riva del Garda. Nella
Limarò. A destra: consistenze pagina precedente, in alto:
di porro, ricercato piatto della l’affaccio da una delle
Vitis Lounge Winery di Arco. camere di Arcolive Agrisuite.
di Campiglio mentre la moglie Nicole
Giacomini, neuropsicomotricista infantile,
avvierà progetti di pet therapy. La fattoria
Indirizzi BLEGGIO SUPERIORE accoglie una sala per colazioni e pranzi
Azienda Agricola Il Noce, e il negozio dove si acquistano formaggi
RIVA DEL GARDA località Madice-Maton 1, freschi, come lo stracchino e la ricotta senza
OlioCru, via Maso Belli 1b, 340/210.07.60. sale, formaggi stagionati, dessert come gli
0464/71.53.44. “agrigelati” e i salumi del fratello del titolare.
FIAVE’ Da provare lo spritz fatto con siero di latte
ARCO Ca’ de Mel, località Stumiaga 40, acidificato, arance e zenzero; tagliere a 16 €.
Osteria Le Servite, 0465/73.60.16.
via Passirone 68, CAVEDINE
0464/55.74.11. TENNO Piccoli frutti dal Sol Levante
Birra Artigianale Impavida, Ristorante Antica Croce, Chiara Garini, milanese, e Stefano Benetti,
via Sabbioni 9a, 0464/63.00.28. via dei Laghi 1, 0464/50.06.20. originario di queste terre, si sono conosciuti
Brioleum, via S. Andrea 16n,
al corso di Scienze Gastronomiche
324/894.42.12. Da vedere dell’Università di Parma e hanno trovato
Rocca di Riva-Museo Alto Garda,
il loro luogo del cuore nella valle dei Laghi:
Omkafè, via Aldo Moro 7,
qui hanno dato vita all’Azienda Agricola
0464/55.27.61. Riva del Garda, piazza Battisti 3a,
Guà. Il nome è un toponimo della zona
Vitis Lounge Winery, 0464/57.38.69; aperto da marzo.
e deriva da guado, che è anche il concetto
via Cesare Battisti 29, Castello di Arco, Arco, via Castello 10,
alla base del loro progetto, in cui guadare
0464/66.88.31. 0464/51.01.56.
significa approdare a un’agricoltura più
Arcolive Agrisuite, Galleria Civica “Giovanni Segantini”,
rispettosa dell’ambiente. L’azienda produce
via Lomego 1, 349/161.47.49. Arco, via Giovanni Segantini 9-17,
erbe aromatiche, i piccoli frutti di gelsi, ribes
Agrisalus, località Fibbie 22, 0464/58.36.53.
e corbezzoli, le bacche del guomi giapponese
346/401.37.87. Ciclabile Forra del Limarò, Madruzzo,
e i funghi shiitake, anch’essi tipici del Sol
località Calavino; 6 km, dislivello 200 m.
Levante ma che si sono adattati ai boschi trentini.
CAVEDINE Museo delle Palafitte, Fiavé,
Azienda Agricola Guà, via 3 Novembre 53, 0465/73.50.19;
MADRUZZO
via Lungo Lago 3a, 349/084.38.36. aperto da aprile.
Le buone cose dell’orto invernale
Per raggiungere il Maso Limarò, che prende
MADRUZZO Info il nome dalla scenografica forra scavata
Maso Limarò, località Sarche, Garda Trentino, Arco, viale delle Palme 1,
dal Sarca, si sale verso le montagne con
379/260.05.92. 0464/53.22.55; [Link]
una strada che a ogni curva regala scorci
sui boschi e sulle cime. Si scende poi in una
piccola valle con una fattoria che ospita sei
FACILE! camere e un ristorante dove gustare una
cucina preparata con materie prime dell’orto.
A tavola trionfano golose focacce, colorate
da verdure invernali come la zucca, insieme
a salumi e formaggi locali; conto sui 25 €.

BLEGGIO SUPERIORE
INQUADRA IL QR
CODE E RITROVA
Le noci aromatiche di Slow Food
TUTTE LE Prima di raggiungere il bel borgo
INFORMAZIONI
DI QUESTA di Rango, che merita una sosta, incontriamo
PAGINA SUL TUO
CELLULARE
l’Azienda Agricola il Noce, di proprietà
di Rodolfo Brocchetti e del figlio Marco, la
cui produzione più particolare è rappresentata

112 BELL’ITALIA
dalle noci del Bleggio, Presidio Slow Food. anche prodotti di cosmesi. Prima in Trentino Nelle foto in basso:
lo staff al completo
Caratterizzate da un gusto aromatico e speziato, a specializzarsi quasi vent’anni fa in apicoltura dell’Osteria Le Servite,
sono difficili da trovare. Noci sott’olio o noci biologica, Ca’ de Mel offre anche un bed & storico indirizzo
di Arco, con il titolare
verdi candite (non solo del Presidio) da abbinare breakfast; doppia con colazione da 90 €. Alessandro Manzana
a formaggi, il pesto, l’olio di noci e la farina per in primo piano;
lo strudel di mele
torte e biscotti sono le specialità più rinomate. TENNO e castagne, uno
L’azienda offre anche alcune camere; doppia La tradizione della carne salada dei dolci più rinomati
del locale segnalato
con colazione da 84 €; 1 kg di noci 10 €. Di fronte ai resti del castello di Tenno, anche da Slow Food.
il Ristorante Antica Croce regala un’esperienza
FIAVÈ gastronomica autenticamente tradizionale.
Il miele di cinquecento alveari In primis la carne salada, piatto tipico di queste
I genitori di Cristiano Zambotti possedevano zone e anche metodo di conservazione:
una vecchia casa a Stumiaga, piccola località la carne di manzo trentina viene aromatizzata
di Fiavè. Oggi l’edificio ospita il negozio per in salamoia per almeno 18 giorni, una tecnica
la vendita dei prodotti dell’apicoltura Ca’ de che la mantiene molto tenera. La si può provare
Mel, di cui Cristiano è proprietario con il socio nelle versioni cruda, all’olio con i funghi, oppure
Stefano Peterlana. I loro 500 alveari danno ai ferri o con i fagioli stufati. In inverno si prepara
un ottimo miele millefiori e di castagne, oltre a boìda (bollita). Da assaggiare anche la polenta
propoli, pappa reale e cera da cui si ottengono peverada (con pepe) e i pesci di lago; conto 25 €.

La ricetta

Strudel di mele e castagne


Di origine orientale, questa golosità locale si fa apprezzare
anche nell’interpretazione dell’Osteria Le Servite
Dolce tipico della tradizione che nel tempo si è trasformato,
gastronomica trentina, di cui si fa risalire a una specialità
è uno dei simboli, lo strudel turca realizzata con pasta fillo,
è formato da una sottile pasta che frutta secca e miele, arrivata
racchiude una profumata farcia prima in Ungheria, poi in Austria
di succose mele (spesso Renette), e quindi nel Nord Italia.
uvetta, pinoli e cannella. Nel caso È ottimo servito caldo o tiepido
della ricetta proposta dall’Osteria e spolverato con lo zucchero
Le Servite si aggiungono anche a velo; lo si accompagna con una
le castagne. L’origine del dolce, crema o con gelato alla vaniglia.

INQUADRA
IL QR CODE
E SCOPRI
COME SI
REALIZZA
LA RICETTA

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BELL’ITALIA 113
Cibo & Paesaggio TESTI ANGELO SURRUSCA FOTOGRAFIE OLIVER MIGLIORE

A cura di Slow Food I POLLI CHE AMANO


RAZZOLARE ALL’APERTO
EMILIA ROMAGNA

La razza romagnola, un tempo quasi scomparsa, ha bisogno di ampi spazi;


in cambio fornisce una carne saporita e uova perfette per la pasta fresca

Nel 1930 il pollo romagnolo fu tra i pro- Animale rustico, il pollo romagnolo ne- male sviluppo fisiologico. È per questo
tagonisti di una mostra avicola al Crystal cessita di ampi spazi per razzolare e per che, a partire dal secondo dopoguerra, il
Palace di Londra, ma già nell’Ottocento procurarsi il cibo. La livrea è particolar- pollo romagnolo è pressoché scompar-
era una presenza fissa nelle aie della Ro- mente variopinta: il mantello è per lo più so, sostituito da razze più redditizie e
magna, un territorio i cui confini storico- grigio argentato o rosso dorato, ma vi adatte alla moderna zootecnia intensiva.
geografici sono più ampi di quelli stretta- sono anche esemplari bianchi o pernicia- A salvarlo dall’estinzione, un anziano
mente amministrativi. ti; la cresta è medio-grande, di colore allevatore di Ravenna che, alla fine degli
Gli esemplari migliori, per la carne co- rosso intenso. I bargigli sono sviluppati, i anni 90, mise a disposizione della facol-
me per le uova, venivano selezionati lobi delle orecchie tendono dal bianco tà di Medicina Veterinaria dell’Università
con sapienza dalle azdore, ovvero le bluastro al crema, le zampe dal grigio di Parma una cinquantina di esemplari
“reggitrici”, le massaie contadine che, piombo al verde salice. L’ossatura, sottile per un programma di ripopolamento.
oltre a essere ottime cuoche e sfogline, e leggera, lo rende particolarmente agile, Grazie poi al lavoro dell’Associazione
cioè addette a tirare la sfoglia, presiede- tanto da permettergli di volare fino in ci- Razze e Varietà Autoctone Romagnole
vano al governo della casa e dell’aia. ma agli alberi per difendersi dall’attacco (Arvar), si è salvaguardata la rusticità del-
Le carni del pollo romagnolo, consisten- di predatori come volpi o faine. La taglia la razza evitando incroci che ne avrebbe-
ti, sapide e saporite, si adattano bene alle è media: in 6-8 mesi il maschio raggiunge ro inquinato il genoma.
cotture lente: arrosto, in casseruola, in i 2,5-3 chili, la femmina 2-2,8 chili. Il Presidio Slow Food, nato recentemen-
fricassea, alla cacciatora, in umido con le te e finanziato da Caf America e FedEx,
patate (un tempo piatto tipico del periodo SALVATO DALL’OBLIO GRAZIE punta a creare un’alleanza fra cuochi e
della mietitura) o per la preparazione del A CINQUANTA ESEMPLARI allevatori in modo che, attraverso la ri-
brodo in cui cuocere la tipica pasta ripie- Il bisogno di spazio e i ritmi di crescita storazione, il pubblico possa riscoprire
na locale. La produzione di uova si aggi- sono ben lontani dagli attuali standard un pollo per troppi anni caduto nell’o-
ra intorno alle 150-250 annue: perfette degli allevamenti industriali, in cui razze blio. Accanto ai tre allevatori professio-
come ingrediente della pasta fresca, han- più commerciali, stipate in luoghi più nali presenti a Mercato Saraceno e Imo-
no il guscio bianco e un tuorlo che costi- angusti, raggiungono il peso da macello la, il Presidio tutela anche gli allevatori
tuisce un terzo del peso complessivo. in appena 50 giorni, ben prima del nor- amatoriali che aderiscono all’Arvar.

114 BELL’ITALIA
Dove Come Quando
EMILIA ROMAGNA

In questa foto: grigio argentato al nero.


panorama della prima Al centro: le uova Trionfa la sfoglia tirata a mano
collina imolese. Sotto: hanno il guscio bianco
il pollo romagnolo sfoggia e un tuorlo molto grande, Come arrivare le tagliatelle al ragù e i doppi
un mantello variopinto, ottimo per la sfoglia.
che varia dal bianco al In basso: un pulcino. ravioli con squacquerone e
In auto: dalla A14 Adriatica, polpa di faraona. Tra i secondi
per Imola uscita omonima, ottimo il coniglio al vino
per Mercato Saraceno uscita Albana. Una certezza i dolci,
Cesena Nord e statale 3bis. come la torta sabbiosa con
In camper: Cesenatico il mascarpone. Conto 30-35 €.
Camping Village, RISTORANTE ALLEGRIA
a Cesenatico, viale Mazzini (Mercato Saraceno, via Ciola
182, 0547/813.44. 381, 0547/69.23.82).
L’ambiente è quello tipico
Le buone soste di una casa di campagna. In
cucina, tradizione romagnola:
LA SANGIOVESA tagliatelle o cappelletti
(Santarcangelo di Romagna, di sfoglia tirata a mano, ragù
piazza Balacchi 14, dalla lunga cottura, in stagione
0541/62.07.10). anche di cacciagione. Secondi
Osteria accogliente in un di carne soprattutto alla griglia:
palazzo settecentesco. Molte ottima la braciola di castrato.
le materie prime di produzione Genuini i dolci, tra cui la zuppa
propria, come i salumi, altre inglese. Conto 25-30 €.
reperite da produttori locali.
Le sfogline preparano a vista Per dormire
la piadina e la pasta fresca.
Quando disponibile, da non MOLINO ROSSO
perdere il pollo romagnolo (Imola, via Provinciale Selice
del Presidio. Conto 35-40 €. 49, 0542/631.11).
OSTERIA DEL VICOLO NUOVO Poco distante dall’autostrada
(Imola, via Codronchi 6, ma immerso nel verde, offre
0542/325.52). moderne camere e suite
In un palazzo seicentesco, e ristorante di cucina italiana
propone un menu che alterna e internazionale. Particolare
proposte di terra a qualche attenzione per i cicloturisti.
piatto di pesce. Buone Doppia da 104 €.
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Presidio Slow Food


Referente dei produttori Davide Montanari, 349/779.85.58; aiaromagnola@[Link]
Sopra, il simbolo che garantisce, sulla confezione, i prodotti dei Presidi Slow Food.

BELL’ITALIA 115
A tavola A CURA DI PAOLO MASSOBRIO IL GOLOSARIO | |

NAPOLI | PIZZERIA SALVO

NEL TEMPIO
DELLA PIZZA
MARGHERITA
Sette tipologie della più classica
delle pizze, con diverse varietà
di pomodori, sono il fiore all’occhiello
del locale dei fratelli Salvo

A pochi passi dal celebre lungomare napoletano, dalla villa Comu-


nale, da castel dell’Ovo e da piazza del Plebiscito, la Pizzeria Salvo
è uno dei luoghi più popolari in città. Il locale, spazioso e colorato,
è frequentatissimo. Il merito è dei proprietari Salvatore e Francesco
Salvo che propongono qui e nell’altra loro pizzeria a San Giorgio a
Cremano una speciale Carta delle Margherite. I due fratelli, terza
generazione di una famiglia di pizzaioli, offrono sette “riletture” del-
la ricetta base, ciascuna realizzata con varietà di pomodori differenti.
Cambiano anche i latticini e l’olio extravergine d’oliva (la scelta è tra
diciotto diversi), in equilibrio con gli altri ingredienti.

DALLA CARAMELLA ALLA FLEGREA


Si può cominciare con i crocchè di patate e la frittata di pasta, in
ricordo dei fritti del papà dei due fratelli; seguono gli arancini e il
baccalà fritto. L’assaggio delle varie Margherite non può prescinde-
re dalla Caramella, con pomodoro datterino Caramella di Nola, fior
di latte, basilico e olio extravergine d’oliva Itran’s di Madonna
In alto: i fratelli Francesco e Salvatore Salvo, dell’Olivo. Da non perdere anche la Flegrea con il pomodoro Can-
proprietari della pizzeria, con due delle loro pizze.
Qui sopra: una spolverata di Parmigiano Reggiano nellino Flegreo, che prevede insieme al fior di latte il Parmigiano
dà il tocco finale alla Margherita della Signora Maria. Reggiano Dop 24 mesi. Curiosando invece tra le Classiche spicca la
pizza al pomodoro con il San Marzano, il Corbara, il datterino es-
Pizzeria Salvo, Napoli, Riviera di Chiaia 271, siccato al forno, il pomodoro grigliato, la crema di pomodoro affu-
081/359.99.26; [Link] micato e il pomodoro del Piennolo marinato. Ma ci sono anche le
Come arrivare: a 250 metri dalla Stazione Centrale “ripiene”, le “montanare”, le pizze “di Salvo” e le “marinare”, come
si prende il bus 151 fino alla fermata Riviera di Chiaia; la Oceano. Proprio grazie a questi sapienti mix d’ingredienti il loca-
la pizzeria dista un paio di minuti a piedi. le si è guadagnato il titolo di miglior pizzeria d’Italia nell’edizione
Costo medio pizze: 9 €. Chiusura: sempre aperto. 2023 de ilGolosario Ristoranti. Anche la selezione dei vini è com-
petente e ampia, degna di un ristorante importante.
LA BOTTEGA

OTTAVIANO (Napoli) | SFOGLIATELLE E CANNOLI DA SESSA


Nel 1930 Anna e Gaetano Sessa fondarono un laboratorio dedicato all’arte pasticcera a Ottaviano,
a mezz’ora d’auto da Napoli. L’attività è poi proseguita con il figlio Sabato e oggi con il nipote
Gaetano, che ha reinterpretato la tradizione di famiglia e innalzato la sfogliatella a simbolo della
pasticceria artigianale partenopea. Oltre a quella riccia, con la pasta sfoglia croccante e il dolce ripieno
di crema, si gusta anche la sfogliatella ai limoni di Amalfi. Tra le altre golosità irresistibili ci sono
i cannoli siciliani e poi le zeppole, il migliaccio, la coda di aragosta al cioccolato e la crostata.
Tutti i prodotti si trovano anche nelle sedi di Mercato Centrale a Torino, Milano, Firenze e Roma.
Pasticceria Sessa, Ottaviano (Na), via Municipio 27, 081/827.80.77; [Link]

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116 BELL’ITALIA
TESTI DI GIUSEPPE DE BIASI Cantine d’Italia
CASTIGLIONE FALLETTO (Cuneo) | VIETTI

IL VINO
Barolo Rocche
di Castiglione 2019
Il primo cru prodotto
dai Vietti, ottenuto
da selezionati grappoli
di Nebbiolo provenienti
dagli storici vigneti delle
Rocche di Castiglione
Falletto, è un’icona del
Barolo. Riposa 30 mesi
in botti di rovere prima
di essere imbottigliato, in
NELLA STORIA DEL BAROLO
questo millesimo, in 3.642
Fondata alla fine dell’Ottocento nel cuore delle Langhe, la cantina
esemplari e 300 magnum,
al prezzo medio di 165 €. ideò i primi cru del grande vino, “vestiti” dalle Etichette d’Autore
Il suo rosso rubino
espande un bouquet Tra le colline del Barolo, la cantina morato dell’Italia e dei grandi vini pie-
olfattivo carnoso Vietti è un capitolo importante della montesi, ha dato una decisa spinta pro-
e complesso di frutta grande storia enologica langarola. Sin pulsiva alla Vietti, acquisendo nuovi cru
rossa, mandarino, erbe dagli ottocenteschi esordi del fondato- di Barolo e facendo entrare in gamma
aromatiche, rosa Tea
re Carlo Vietti il marchio di Castiglione anche il riscoperto Timorasso, grazie a
e pepe bianco. In bocca
conferma sostanza. Il sorso
Falletto ha identificato vini di qualità, nuovi appezzamenti sui Colli Tortonesi.
è avvolgente con impatto rispettosi della tradizione ma capaci Il parco vitato si allarga fino agli attuali
gustativo impeccabile anche di suggerire nuove direzioni. Nel 70 ettari, sparsi nelle aree più vocate.
e tannini integrati. 1961 l’enologo Alfredo Currado, mari- Nel cuore del borgo, il medievale ma-
Da decantare qualche to di Luciana Vietti, diede vita a uno dei niero del ramo albese dei Falletti e la
ora prima di servirlo per primi cru di Barolo, il Rocche di Casti- panchina gigante di Chris Bangle rap-
svelare il fantastico glione, e nel 1967 avviò la prima vini- presentano visivamente le due anime,
ventaglio olfattivo. Ottimo ficazione in purezza dell’Arneis. Sette storica e contemporanea, del marchio
con selvaggina, brasati anni più tardi dalla sua passione per Vietti. La visita alle cantine è un tuffo
o formaggi stagionati.
l’arte nacquero i primi esempi di “Eti- nei vini che hanno scritto la storia del
chette d’Autore”, realizzate da alcuni territorio: grandi Barolo come il carno-
grandi artisti, poeti e architetti. so Rocche, il muscolare Lazzarito e la
In alto: i vigneti della cantina
Vietti, fondata alla fine dell’800
Nel 2016, a mezzo secolo di distanza, longeva Riserva Villero, insieme a due
nel borgo di Castiglione arriva un’altra svolta determinante: l’ac- nuovi cru come l’elegante Cerequio e il
Falletto, nel cuore delle Langhe. quisizione dello storico marchio da par- complesso Monvigliero. Una scala rea-
Sotto, da sinistra: l’ingresso
della cantina; scorcio della te del magnate statunitense Kyle Krause le di bottiglie degna di sedere alla tavo-
barricaia, in legno e pietra. e della consorte Sharon. Krause, inna- la dei grandi rossi del mondo.

Vietti, Castiglione Falletto (Cuneo), piazza Vittorio Veneto 5,


0173/628.25; [Link]
Come arrivare: autostrada A33 in direzione Cuneo; prendere
la strada provinciale 3 in direzione Barolo e svoltare a sinistra
al bivio per Castiglione Falletto.
Visite e degustazioni: da lunedì a domenica 10,30-13.
Il tour Classic prevede la visita guidata alle cantine storiche
con degustazione di cinque vini, incluso un Barolo; costo 25 €.

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venga sul sito [Link]


BELL’ITALIA 117
TESTI E DISEGNI DI ALBANO MARCARINI I Sentieri
L’ITALIA A PIEDI E IN BICICLETTA | MORTERONE (LECCO)

IN CAMMINO AL COSPETTO DEL RESEGONE


Tra scorci sul lago e sull’inconfondibile profilo della più famosa delle Prealpi Orobie, un itinerario
ad anello ci fa scoprire l’appartato borgo di Morterone, al confine tra il Lecchese e la Bergamasca

Dimore contadine
a Morterone.

F
ra i piccoli comuni della Lombardia, Morterone, peccaminosi, forse irritato dalla fatica del viaggio su quei
nelle Prealpi bergamasche, vanta una posizione pericolosi sentieri e dall’aver calpestato neve sebbene
ancora straordinariamente isolata. Per raggiungerlo fosse estate. D’altra parte suo cugino, il venerato
si percorre una strada tortuosa che si avvolge San Carlo, anni prima qui s’era salvato a stento quando
intorno alla montagna e che non proviene dall’accesso le sue cavalcature erano precipitate nei dirupi.
naturale, ovvero dalla bergamasca val Taleggio. Vi si Nel 1444 Morterone è citato per la presenza di famiglie
arriva invece salendo dall’opposta Valsassina lecchese dai cognomi d’inconfondibile origine lecchese:
solcando la Forcella di Olino (1.157 metri), tanto che Manzoni, Locatelli e Invernizzi. D’altra parte i legami
il borgo non appartiene alla provincia di Bergamo ma con la città del lago furono sempre intensi: una gran
bensì a quella di Lecco. La sua posizione rende Morterone quantità del suo originario patrimonio boschivo fu
un’isola verde fra le montagne, dirimpetto ai 1.875 metri destinato nell’Ottocento alla produzione di carbone
del monte Resegone. Inoltre è il comune con il minor di legna per le fonderie e per il riscaldamento delle
numero di abitanti in Italia, solo 31, dettaglio che case lecchesi. Fra le attrattive della piccola località va
gli ha fatto guadagnare una certa celebrità. Nel 1608, annoverato il Museo d’Arte Contemporanea all’Aperto,
quando fu visitato dal cardinale Federico Borromeo, composto da una trentina di opere collocate nel
gli abitanti erano dieci volte di più. Il prelato non paesaggio e nei due principali edifici, la parrocchiale
mancò di condannare i loro (a suo giudizio) eccessi e il municipio; a esso si affianca la Casa dell’Arte.

BELL’ITALIA 119
I sentieri
2

Quattro ore Nel bosco


di escursione su sentieri Mantenendosi vicino alla cresta, la traccia
pedonale procede in direzione sud e avvicina
e strade campestri le pendici orientali del Resegone, mentre
verso valle si scorgono le poche case
di Morterone. Si trascurano tutte le diramazioni
che scendono verso il paese e così pure
quelle che salgono più in quota. Ben
evidenti sono alcuni sproni rocciosi come
il Pizzo (1.290 metri) e lo Zuc Pelà (1.410 metri).

Sorgente Forbesette
Giunti, in moderata ascesa fra macchie di bosco
e radure, alla fonte Forbesette – un vero svincolo
di sentieri, fra cui quello che sale sulla vetta del
Resegone (1.875 metri) – si mantiene il segnavia
“DOL” e si incontrano, poco dopo, una calchera
e una carbonaia che evocano le attività
tradizionali del luogo. La produzione di carbone
di legna era intensissima nell’Ottocento quando
serviva ad alimentare gli opifici del Lecchese.

Un rondone

Il crinale e il rifugio Tironi


Si arriva sull’erboso crinale che divide la conca
di Morterone dalla valle Imagna. Poco sotto
In questa foto: veduta di Lecco il pendio si trova il rifugio Tironi-Consoli,
e del Resegone. Sotto, ideale punto di sosta in località Costa del Palio.
da sinistra: un’antica carbonaia;
il rifugio Tironi-Consoli.

Forcella di Olino
Vicino alla galleria della Forcella di Olino, a 1.157 metri di altezza,
si segue il segnavia 17 Costa del Palio. Il sentiero, entrando nel bosco,
riprende la Dorsale Orobica Lariana, un trekking che da Colico segue
lo spartiacque montano. Ma è anche un tratto di un’antica via pedonale,
detta Strada della Colmine: un tempo univa l’alta Valsassina attraverso
il Colmine di San Pietro con Morterone e con la valle Imagna.

120 BELL’ITALIA
5 ITINERARIO A PIEDI AD ANELLO in vista
del Resegone, in provincia di Lecco.
LE BUONE SOSTE Passo del Palio PARTENZA E ARRIVO: Forcella di Olino,
Ripreso il cammino si arriva al passo del lungo la strada che collega Ballabio
Per mangiare nel menu Palio (1.414 metri), dove inizia la discesa con Morterone. Da Lecco si segue
casoncelli, verso Morterone. Poco prima si avvicina la strada per la Valsassina; alla rotatoria
TRATTORIA pizzoccheri, la Porta Alt(r)e Quote, un’installazione
DEI CACCIATORI brasati e torte di Ballabio, dopo la galleria, si seguono
artistica che raffigura il simbolico ingresso
(Morterone, fatte in casa. le indicazioni per Morterone. In alternativa
nelle montagne orobiche. Seguendo
località D’autunno si può anche partire dal paese.
la strada forestale per Costa Bonetta
Medalunga, e d’inverno LUNGHEZZA: 11,6 chilometri.
si raggiungono le prime case di Morterone.
334/235.07.59). è aperto solo DISLIVELLO: circa 500 metri.
Unico ristorante nei giorni festivi TEMPO DI PERCORRENZA: 4 ore.
del paese, offre e prefestivi. 6 CONDIZIONI DEL PERCORSO: sentieri
cucina casalinga. segnalati e strade campestri.
RIFUGIO Per dormire L’imbocco della mulattiera INFO: Museo d’Arte Contemporanea
TIRONI-CONSOLI Oltrepassata la chiesa di Morterone, all’Aperto di Morterone, 360/105.02.94.
(Brumano, ALBERGO si cammina sulla strada asfaltata fino alla
località Costa SPORTING CLUB località Cappelletta. Qui si può seguire
del Palio, (Ballabio, a destra (segnavia M1) la vecchia mulattiera
338/458.21.45). via Ferrari 3, per Ballabio, che stando prima sotto e
Ambiente 0341/53.01.85). poi sopra la rotabile riporta alla Forcella SCOPRI
INQUADRA
ospitale, con In un edificio IL PAESAGGIO
di Olino fra i ricordi – una fontana, una IL CODICE LUNGO
PER
gestione familiare moderno, lapide di un viandante travolto dalla neve SAPERNE L’ITINERARIO
E SCARICA
e cucina locale: con ristorante. DI PIÙ
– di quella che fino al 1965 fu l’unica via LA TRACCIA GPX
d’accesso, solo pedonale, a Morterone.

Legenda

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BELL’ITALIA 121
Aria aperta TESTI PIETRO COZZI

In questa foto:
itinerario in
mountain bike in
valle Seriana.
Sotto: una parete
di arrampicata alla
Fiera di Bergamo.

FIERA DI BERGAMO | DAL 16 AL 18 FEBBRAIO

LE VIE DEL VIAGGIO “LENTO”


Alla fiera Agri e Slow Travel Expo si scoprono le novità del turismo
nei territori, dal cicloturismo ai cammini, dal folclore ai sapori
Sostenibilità ambientale, preferenza per percorso espositivo e negli incontri per mondo dei cammini, che può contare su
i viaggi di scoperta più lenti, esperienze il pubblico e gli operatori. Tra gli ambiti circa 100 percorsi. A fare la parte del leo-
sui territori in connessione con le comu- più in crescita spicca il cicloturismo (ve- ne in questo settore è la montagna: nei
nità locali: queste linee di tendenza del dere in basso), che in Italia può contare giorni della fiera si possono provare diver-
turismo culturale e ambientale negli ul- su oltre 18 mila chilometri di itinerari di si sport legati alle alte quote. Il program-
timi anni ispirano il programma di Agri eccezionale varietà, dalle ciclabili alle ma riserva uno spazio anche all’enoga-
e Slow Travel Expo-Fiera dei Territori, ciclovie, dai tracciati per le mountain stronomia: presentazioni e show cooking
arrivata alla sua nona edizione. L’anno bike a quelli per le gravel, dalle “bicipo- animano le aree dedicate a “Gustare i
scorso il Polo Fieristico di Bergamo ha litane” ai bike trekking. Per l’occasione territori”; orario 10-19, ingresso libero.
accolto più di 20 mila visitatori e l’edizio- viene presentato il progetto Milano-Ber-
ne 2024 punta a fare ancor meglio, gra- gamo Airport Bike-Friendly, che prevede AGRI E SLOW TRAVEL
zie anche alla presenza di tredici Paesi la creazione di una bike room per gli EXPO-FIERA DEI TERRITORI
stranieri. Otto sono i temi illustrati nel appassionati. A far da controcanto c’è il INFO [Link]

IN BICI CON BELL’ITALIA dell’eccezionale ricchezza del cicloturismo.


In occasione di Agri e Slow Travel Expo,
Girare l’Italia in bicicletta permette di godere venerdì 16 febbraio alle ore 16 presenterà
di un punto di vista privilegiato sui panorami in un incontro con il pubblico le opportunità
e le bellezze storiche e architettoniche più offerte dai bike trekking di più giorni e alcuni
defilate della Penisola. Albano Marcarini itinerari (su ciclabili, in salita e per gravel)
(nella foto), urbanista, cartografo e viaggiatore, che saranno proposti sul Il Giro di Bell’Italia,
oltre che storico collaboratore di Bell’Italia, ha numero speciale di Bell’Italia in uscita
dedicato decine di libri e articoli al racconto a maggio e dedicato alla Corsa Rosa.

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122 BELL’ITALIA
Camer a con vista TESTI LARA LEOVINO

MILANO | PALAZZO CORDUSIO GRAN MELIÁ HOTEL

LA NUOVA VITA
DI PALAZZO VENEZIA
Lo storico edificio, ex sede di Assicurazioni
Generali, è oggi un hotel di lusso aperto alla città

Sarà il vivace e costante sferragliare dei tram o il flusso di gen-


te dal passo veloce o dalla pedalata decisa. Oppure sarà la
forma ellittica esaltata da storici edifici di altera eleganza: fatto
sta che piazza Cordusio, tra il duomo e il castello Sforzesco, è
uno degli spazi più milanesi della città. Tra fine ’800 e i primi
del ’900 fu riprogettata e arricchita da importanti palazzi fir-
mati dalle archistar dell’epoca. Tra questi c’è un edificio dalla
facciata concava che è impossibile non riconoscere, imprezio-
sito com’è dal mosaico della Provvidenza e da una cupola
ottagonale. Si tratta di palazzo Venezia, eretto in stile ecletti-
co tra il 1897 e il 1901 da Luca Beltrami, sede per quasi 120
anni degli uffici di Assicurazioni Generali. Da due mesi è aper-
to alla città, trasformato dalla catena spagnola Meliá in un
hotel di lusso che propone 84 camere di impeccabile comfort,
ma non solo. La struttura nei suoi ambienti di fascino e sulle
terrazze ospita quattro diverse proposte gourmet. Ci sono
Gioia Pasticceria, con la vetrina aperta sulla strada, il Giardino
Cordusio, cocktail bar situato nella storica corte con copertura
a vetri, il raffinato ristorante giapponese Sachi e l’informale
Isola per gustare ricette mediterranee. Non manca naturalmen-
te la spa, ampia e scenografica, con piscina, saune e area relax.
I lavori di ristrutturazione, seguiti dallo studio Marco Piva,
hanno preservato gli elementi storici e artistici del palazzo, in
accordo con la Soprintendenza di Milano. Dove possibile so-
no stati conservati pavimenti e marmi; sul portale è rimasta
l’intestazione originale “Assicurazioni Generali”, l’antica sca-
la è stata recuperata e nella hall, situata all’ultimo piano, si
ammira la struttura metallica che conduce alla cupola.
Gli ambienti interni hanno arredi in stile contemporaneo con
iconici pezzi di design e preziosi tessuti Rubelli. Le camere
offrono nuove prospettive sulla città: balconi e finestre affac-
ciano su piazza Cordusio, fino a intravedere il castello Sfor-
zesco, o guardano verso il duomo, palazzo della Ragione e
piazza Mercanti. Scorci insoliti di monumenti, perfettamente
godibili anche dalle due terrazze del Gran Meliá, pensate per
accogliere gli ospiti, sia interni che esterni. Per chi soggiorna
IL CONSIGLIO
sono tante le proposte esclusive per vivere la città: dalla visita
a porte chiuse ad alcuni musei, come la Pinacoteca Ambro- PINACOTECA AMBROSIANA
siana e Palazzo Bagatti Valsecchi, al tour alla scoperta di bot-
A pochi passi da Cordusio, in piazza
teghe storiche, antichi atelier di moda, cappellerie e negozi Pio XI 2, è uno scrigno di tesori
vintage che raccontano le storie della Milano di un tempo. meno affollato di altri musei cittadini,
nonostante ospiti capolavori
Palazzo Cordusio Gran Meliá, piazza Cordusio, [Link]; [Link] di Caravaggio, Tiziano, Raffaello,
Camere: 84. Prezzi: doppia con colazione da 850 €. Al ristorante Sachi menu il Ritratto di Musico (foto) e il Codice
sugli 80 €, al ristorante Isola menu sui 50 €; entrambi aprono dai primi di Atlantico di Leonardo da Vinci.
marzo; la pasticceria Gioia e il cocktail bar Giardino Cordusio sono già aperti.

124 BELL’ITALIA
Pagina precedente
dall’alto: la facciata
di palazzo Venezia
che oggi ospita l’hotel
5 stelle lusso della
catena spagnola
Meliá; scorcio
di una delle ampie
e luminose camere.
In questa pagina:
veduta del duomo
da una delle stanze
che affaccia sulla
celebre piazza.

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BELL’ITALIA 125
La dolce vita TESTI MARGHERITA GERONIMO

RIDANNA-RACINES (Bolzano) Qui sopra: gli altopiani


innevati e le cime che
SETTIMANA BIANCA TRA LE ALPI DELLO STUBAI circondano l’Hotel Plunhof,
nel cuore della piccola val
Una vacanza dedicata allo sci tra i ghiacciai e le cime di oltre tremila metri delle Alpi Ridanna. Il 4 stelle superior
si trova a un quarto d’ora
dello Stubai: dal 18 febbraio l’Hotel Plunhof, 4 stelle superior vicino a Vipiteno, offre d’auto da Vipiteno e a una
sette notti in mezza pensione con ingresso alla spa, ciaspolate e una gita notturna in slitta. trentina di chilometri dal
Lo skilift Gasse, gratuito per gli ospiti, è raggiungibile sci ai piedi dall’albergo, oppure ci confine con l’Austria.
si sposta nelle ski area di Racines-Giovo, Monte Cavallo e Ladurns; da 1.166 € a persona.
HOTEL PLUNHOF INFO 0472/65.62.47; [Link]

PADOVA
UN WEEKEND TRA GIOTTO E MATISSE
Chi a marzo visita Padova può godere di un fine settimana all’insegna della grande arte:
oltre al classico tour da Prato della Valle, simbolo della città, alla cappella degli Scrovegni,
con il ciclo di affreschi di Giotto, fino al 12 maggio si visita la mostra “Da Monet a
Matisse. French Moderns, 1850-1950” a palazzo Zabarella. Pernottamento vicino al
centro, nelle moderne camere dell’Hotel NH Padova (foto), con prezzi da 100 € a notte.
HOTEL NH PADOVA INFO 049/849.41.11; [Link]

CAMPO TURES (Bolzano)


SPORT E BENESSERE IN VALLE AURINA
Un rilassante soggiorno in valle Aurina, circondati dalle sue più di ottanta cime innevate:
il 4 stelle Moosmair Farmhotel, ricavato in un maso di Acereto, a Campo Tures,
propone tre notti in mezza pensione con una cena nell’elegante ristorante Arcana.
Si scia a Speikboden e ci si rilassa nella spa con vista (foto). Da visitare il piccolo
museo dell’hotel che racconta la vita contadina di un tempo; da 430 € a persona.
MOOSMAIR FARMHOTEL INFO 0474/64.66.40; [Link]

SICULIANA (Agrigento)
ANTICIPO DI PRIMAVERA IN SICILIA
Sulla costa agrigentina, tra le rocce bianche della Riserva Naturale Torre Salsa,
© RIPRODUZIONE RISERVATA

febbraio regala un clima già mite. L’esclusivo Adler Spa Resort Sicilia di Siculiana riapre
il 22 febbraio con un’offerta che comprende tre notti in mezza pensione, un massaggio,
l’ingresso alla spa con piscina (foto) e tour dedicati alle tradizioni locali, dalla festa di
San Gerlando, patrono di Agrigento, a quella del Mandorlo in Fiore; da 569 € a persona.
ADLER SPA RESORT SICILIA INFO 0922/145.70.00; [Link]

126 BELL’ITALIA
Italia da leggere A CURA DI CARLO MIGLIAVACCA

Italia
di Lori Sammartino,
Nomos 2023,
208 pagine, 35 €.
Formato: 21,5x18,5 cm

FOTOGRAFIA Lo sguardo ritrovato di Lori Sammartino


Dopo la sua morte precoce avvenuta nel 1971, la camera oscura della fotografa
Lori Sammartino, dove sviluppava i suoi negativi, viene smantellata e tremila
immagini sono rinchiuse in casse che solo recentemente il figlio Daniele ha
ritrovato. Più di un centinaio di queste sono raccolte in questo volume, che
attraverso un itinerario geografico ci accompagna nella visione di Sammartino
della Penisola, tra gli anni Cinquanta e Sessanta. I suoi intensi bianchi e neri
ritraggono persone di ogni censo e condizione, dal Nord al Sud del Paese, con
il valore di un’indagine sociologica, senza infingimenti ma con un’attenzione
formale ai monumenti e ai paesaggi che esclude la crudezza di molti reportage
sociali. Importanti sono le collaborazioni con Il Mondo di Mario Pannunzio,
dove pubblica immagini dei suoi viaggi e dove conosce e frequenta intellettuali
come Ennio Flaiano e Carlo Levi. Finalmente l’opera di Lori Sammartino ritorna
alla luce in questa monografia; come spiega la curatrice Angela Madesani:
«La sua è una ricerca assai particolare, nel cui sviluppo la sua storia, la sua
formazione, i suoi rapporti con il mondo della politica e della cultura hanno
giocato un ruolo determinante, nel quale un innegabile peso hanno avuto
la sua eleganza e la sua umana sensibilità» (In alto: Firenze, Palazzo Strozzi, fine
anni Cinquanta inizio anni Sessanta. A destra: Roma, Rione Parione,
fine anni Cinquanta inizio anni Sessanta). (Susanna Scafuri)

DIDATTICA La Penisola protagonista sui banchi di scuola


Dalla scuola italiana, specie da quella dell’obbligo, ci si aspetta molto: che Insegnare l’Italia
trasmetta sapere e soprattutto formi cittadini consapevoli dei loro diritti e doveri. Una proposta per la
Un compito sempre più arduo nel contesto della società “liquida” in cui si scuola dell’obbligo
di Ernesto Galli della
trova a operare, ribadito con forza sulla carta dei programmi ma troppo spesso
Loggia e Loredana Perla,
delegato alla sola buona volontà dei docenti. Ernesto Galli della Loggia, storico Scholé 2023,
ed editorialista del Corriere della Sera, e Loredana Perla, professoressa di Didattica 128 pagine, 14 €.
e Pedagogia, contribuiscono al dibattito sulle difficoltà del nostro sistema Formato: 12x19,5 cm
formativo con una proposta che mette al centro dei programmi l’«identità
italiana». Un concetto delicato, circondato di diffidenza, che svincolano da
contenuti biologico-razziali privi di fondamento per identificarlo come percorso
che ha dato vita a un unicum storico-culturale dalla grande valenza didattica
interdisciplinare, capace di avvicinare la scuola all’esperienza quotidiana
di bambini e ragazzi nella variegata molteplicità delle sue sfumature locali.

128 BELL’ITALIA
CATALOGHI D’ARTE

L’ARTE IN CUCINA
GLI ARTISTI INCONTRANO GLI CHEF
Plinio il Vecchio.
Il mistero del
cranio ritrovato
di Carlo Avvisati,
Artem 2023,
124 pagine, 9 €.
Formato: 11,7x15 cm

ARCHEOLOGIA
Giallo sotto il vulcano
Il 25 agosto del 79 dopo Cristo
Plinio il Vecchio, scrittore, erudito e
ammiraglio della flotta romana, morì
sul litorale tra Pompei e Stabiae vittima
dell’eruzione del Vesuvio. Partito con
alcune navi dalla base di capo Miseno,
era andato incontro alla tragedia per
portare soccorso, spinto anche dalla
sua curiosità di studioso. Carlo Avvisati,
giornalista che da tanti anni segue gli
scavi pompeiani, racconta le vicende
legate al presunto rinvenimento del
corpo di Plinio (il cranio in particolare)
all’inizio del ’900 durante uno degli
scavi privati che all’epoca erano
autorizzati dallo Stato. Una scoperta
che fece molto discutere, ampiamente
contestata, che l’autore ricostruisce con
dovizia documentaria e una brillante
narrazione, consentendo al lettore di
guardare da vicino a uno degli episodi
più curiosi ed esemplari della storia
dell’archeologia vesuviana.
L a settima edizione della collana “L’Arte in cucina” vede
protagonisti quasi cinquanta artisti nell’ormai consueto
dialogo con le prelibatezze culinarie italiane, questa volta
Pimpa viaggia interamente dedicato a dolci, gelati e pasticceria. Spicca, in
in Italia copertina, un meraviglioso panettone della Pasticceria Marchesi
di Altan,
Franco Cosimo Panini di Milano, che nel 2024 festeggerà 200 anni di storia. Nel volume
2023, 56 pagine, 15 €. anche le interviste all’attore e regista Giammarco Tognazzi, allo
Formato: 25x32 cm chef e conduttore televisivo Alessandro Borghese, al Direttore
Generale di Marchesi 1824 Andrea Menicatti, al designer Mario
Luca Giusti, allo scultore Stefano Bombardieri e altri. Hanno
collaborato scrittori e curatori d’arte, tra i quali Claudio Roghi,
Elmar Elisabetta Marcianò, Giammarco Puntelli, Gianni Resti.
BAMBINI
Visita a pois nel Bel Paese Volume di 176 pagine; formato cm 24 x 30; legatura cartonata
La Pimpa porta i suoi pois rossi in
In vendita nelle librerie a € 40,00.
giro per l’Italia, vivendo una delle Prezzo speciale per i nostri lettori a € 36,00
sue intense giornate tra paesaggi,
Per le ordinazioni scegliere tra: 1) Invio assegno bancario a Cairo Publishing Srl,
monumenti, tradizioni e sapori.
Dall’alba al tramonto, percorre via Angelo Rizzoli 8 - 20132 Milano; 2) Versamento su c.c. postale n. 71587083 intestato
con il suo sguardo curioso e la sua a Cairo Publishing Srl; 3) Bonifico, IBAN IT 66 X 02008 09432 000030040098 - Unicredit;
inesauribile energia tutta la Penisola, 4) Addebito su carta di credito (escluse le elettroniche e American Express).
dalle Alpi alla Sicilia, incontrando Si prega di inviare l’attestazione del pagamento al fax 02 43313580 o all’indirizzo mail
persone e animali, maschere diffusione@[Link], indicando un recapito telefonico. Per informazioni telefonare
di Carnevale e personaggi storici. allo 02/43313517. Offerta valida sino al 31/12/2024.

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I libri Giorgio Mondadori • La bellezza della qualità


Il borgo disegnato DI MATTEO PERICOLI A CURA DI SANDRA MINUTE

scrivete a: lapostadibellitalia@[Link] | Bell’Italia, Via Angelo Rizzoli 8, 20132 Milano

Un viaggio tra i borghi più belli d’Italia che metterà alla prova la vostra conoscenza del Bel Paese.
Riconoscete la località interpretata dalla matita di Matteo Pericoli?

Qualche indizio qua e là... Ben quattro cerchie di mura cingono il centro storico medievale quasi intatto,
che si snoda in anelli concentrici dalla piazza centrale fino alla base del colle.
Chi invierà la risposta esatta Tra i monumenti vanta un teatrino ottocentesco e una pinacoteca che custodisce
potrà proporre il soggetto opere dei più importanti pittori della regione. È alle porte di un parco nazionale
per uno dei prossimi numeri e la natura circostante offre numerose occasioni di trekking e mountain bike.

Il borgo di gennaio

Nel Parco Nazionale dell’Aspromonte, il I primi lettori che hanno indovinato:


borgo deriverebbe il nome dal greco ierax, Alberto Trevissoi, Paola Baldoni, Gioacchino
cioè sparviero, il rapace legato alla leggenda Carrozza, Alessia Balzarotti, Roberto
della fondazione. Dalle Bombarde, antiche Sabbatucci, Luigina Cavestro, Ilaria Michetti,
spianate per i cannoni, si godono splendide Patrizia Rossi, Patrizia Biscontini, Nella
viste sulla costa ionica. Tra i monumenti Kurjlko, Manuela Bellino, Gian Paolo Benatti,
notevoli i ruderi del castello e il duomo, Marina Paparella, Roberta Termini, Michele
eredità della dominazione normanna Patti, Franca Vallero, Raffaella Frappa,
(suggerimento di Elly van Niekerk). GERACE (Reggio Calabria) Manuela Pozzi, Gian Franco Graziano.

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132 BELL’ITALIA

Common questions

Basati sull'IA

The frescoes at Oratorio Suardi were originally commissioned by Battista Suardi, a noble from Bergamo, who was an art enthusiast and appreciated Lotto's work. His motivation for their creation was to deliver a powerful anti-heretical message to the local peasantry, reflecting a deep engagement with the religious and societal reforms of the time .

Lorenzo Lotto's approach marked a significant departure from the earlier 1502 frescoes, which were anonymously crafted and modest in scope. Lotto introduced a rich narrative style filled with intricate detail, profound spiritual symbolism, and vibrant realism. This approach did not just refurbish the oratory but also challenged the prevailing Renaissance ideals, paving the way for the emergence of mannerism by intensifying emotional expression and breaking away from the classical balance associated with artists like Raphael and Titian .

Santa Brigida's portrayal in Lotto’s frescoes incorporates local cultural elements by depicting one of her miracles, transforming water into beer, which resonates with the local traditions. This localization of spiritual narratives helps the audience connect more intimately with the stories, as they see elements of their daily lives, such as the familiar setting and details of Trescore, reflected in the divine occurrences, thus enhancing the didactic impact of the artwork .

The Lanzichenecchi, German mercenaries participating in the Italian Wars, passed through Trescore in 1521, creating a historical backdrop that informed the context of the frescoes. Their passage is indirectly referenced in the frescoes as a symbol of societal and religious turmoil, contemporaneous with the themes of religious reform and the anti-heretical messages woven into the artwork through the depiction of military figures in the stories .

The depiction of the four saints in Lorenzo Lotto's frescoes serves a didactic purpose by presenting engaging narratives that invite the community to participate emotionally in the stories. The frescoes illustrate exemplary lives and martyrdoms, effectively communicating lessons of steadfast faith and morality tailored for a lay audience, facilitating a deeper understanding and reflection on religious virtues .

Lorenzo Lotto's fresco cycle at the Oratorio Suardi engages with the societal and religious debates of 16th-century Europe by incorporating anti-heretical messages and addressing the need for church reform. The narratives in the frescoes, while presented in a popular style, include complex philosophical, spiritual, and doctrinal references, pushing against the norms of the Renaissance style and aligning more closely with the critical sentiments of the era .

Lorenzo Lotto employs narrative techniques such as chronological sequencing, dramatic gestures, and interactive elements to engage audiences with the stories of the saints in the frescoes. Each saint's story is presented like a theatrical play, with dramatic scenes and gestures that invite viewers to emotionally partake in the narratives. Additionally, familiar local landscapes serve as backdrops, further drawing the public into the stories, which were intended to resonate with and educate the audience .

In the 19th century, the Oratorio Suardi underwent neogothic transformations including the construction of a medieval-style building with a tower adjoining the villa, linked to the chapel by a covered loggia with ogival arches. These changes, promoted by Gianforte Suardi, were culturally significant as they represented a revival and reinterpretation of medieval aesthetics and values, aligning with the period's romantic interest in the medieval past .

The 500th anniversary of Lorenzo Lotto's frescoes at the Oratorio Suardi in Trescore is commemorated with cultural initiatives organized by the local municipality, including a permanent exhibition with a multimedia presentation of the frescoes and a series of conferences discussing 16th-century Europe .

In the frescoes, the figure of Cristo vite plays a central role symbolizing Christ as the vine, with branches extending from his hands forming scrolls populated by saints and scholars. This imagery conveys theological themes of connectedness and growth within the Christian doctrine, emphasizing the nurturing role of Christ and the divine propagation of faith and wisdom, aligning with the anti-heretical message of the frescoes .

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