Pos Aldi 27.11.2024
Pos Aldi 27.11.2024
BOLLEBLÙ
Datore di Lavoro
Corso
Coordinatore di cantiere EUROPA
DANTE RAMUNDO
Provincia
LECCO
Responsabile emergenze
STATELLA ANTONELLA
PIANO OPERATIVO DI
DATA SICUREZZA
Ai sensi de D.Lgs 81/08
Titolo IV Capo I e dell’ Allegato XV
27 Novembre 2024
BOLLEBLÙ – GIUSSANO (MB)
PREMESSA
Il Piano Operativo di Sicurezza (P.O.S.) è il documento che un datore di lavoro deve redigere
prima di iniziare le attività operative in un cantiere temporaneo o mobile di cui all'articolo
89, lettera h ed i cui contenuti minimi sono indicati nell'Allegato XV. Il Piano Operativo di
Sicurezza (POS), è il documento che il DL deve redigere prima di iniziare le attività operative
in un cantiere esterno, contiene informazioni afferenti l’organizzazione del cantiere e
l'esecuzione dei lavori, i mezzi e le attrezzature e la valutazione dei rischi. Deve essere
sviluppato secondo i contenuti previsti nel Titolo IV - allegato XV. Il DL dell'impresa
esecutrice, consegnerà, il POS, al DL affidatario e quest'ultimo lo trasmetterà al CSE
(Coordinatore della Sicurezza per l'esecuzione). Il piano operativo di sicurezza è il
documento che il datore di lavoro dell'impresa esecutrice redige, in riferimento al singolo
cantiere temporaneo o mobile, inteso come, qualunque luogo in cui si effettuano lavori edili
o di ingegneria civile il cui elenco e' riportato nell'allegato X D.lgs 81/2008. Allegato X -
Elenco dei lavori edili o di ingegneria civile di cui all'articolo 89 comma 1, lettera a) 1. I
lavori di costruzione, manutenzione, riparazione, demolizione, conservazione, risanamento,
ristrutturazione o equipaggiamento, la trasformazione, il rinnovamento o lo smantellamento
di opere fisse, permanenti o temporanee, in muratura, in cemento armato, in metallo, in
legno o in altri materiali, comprese le parti strutturali delle linee elettriche e le parti
strutturali degli impianti elettrici, le opere stradali, ferroviarie, idrauliche, marittime,
idroelettriche e, solo per la parte che comporta lavori edili o di ingegneria civile, le opere di
bonifica, di sistemazione forestale e di sterro. 2. Sono, inoltre, lavori di costruzione edile o di
ingegneria civile gli scavi, ed il montaggio e lo smontaggio di elementi prefabbricati utilizzati
per la realizzazione di lavori edili o di ingegneria civile.
DEFINIZIONI ED ABBREVIAZIONI
Il presente documento è stato redatto ai sensi del D.Lgs 81/08 Titolo IV.
Pericolo: proprietà o qualità intrinseca di una determinata entità (per es. materiali o
attrezzature di lavoro, metodi e pratiche di lavoro) avente la potenzialità di causare danni;
Rischio: probabilità che sia raggiunto il limite potenziale di danno nelle condizioni di
impiego, ovvero di esposizione, di un determinato fattore;
Valutazione dei rischi: procedimento di valutazione dei rischi per la sicurezza e la salute
dei lavoratori, della possibile entità del danno, quale conseguenza del rischi per la salute e
la sicurezza dei lavoratori nell’espletamento delle loro mansioni, derivanti dalla circostanza
del verificarsi di un pericolo sul luogo di lavoro;
Committente: soggetto per conto del quale l’intera Opera viene realizzata,
indipendentemente da eventuali frazionamenti della sua realizzazione. Nel caso di Opera
Pubblica, il committente è il soggetto titolare del potere decisionale e di spesa relativo alla
gestione dell’Appalto.
Responsabile dei lavori: soggetto che può essere incaricato dal Committente ai fini della
progettazione o dell’esecuzione o del controllo dell’esecuzione, la nomina del responsabile
dei lavori spetta alla stazione appaltante (art. 164 comma 4 legge 163/06);
Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza (RLS): persona, ovvero persone, elette o
designate per rappresentare i lavoratori per quanto concerne gli aspetti della salute e
sicurezza durante il lavoro.
Uomini-giorno: entità presunta del cantiere rappresentante dalla somma delle giornate
lavorative prestate dai lavoratori, anche autonomi, previste per la realizzazione dell’opera;
UTILIZZO E CONSULTAZIONE
Il documento sarà utilizzato come guida da tutti i soggetti facenti parte del sitema
organizzativo della sicurezza per applicare al meglio tutte le misure da adottare le varie
lavorazioni in relazione ai fattori di rischio presenti.
Tutti saranno tenuti alla piena osservanza ed applicazione delle misure di sicurezza
riportate nel presente documento.
INDICE
CAPITOLO 1 .......................................................................................................................................................................... 7
DATI IDENTIFICATIVI DELL’ IMPRESA ...................................................................................................................... 7
CAPITOLO 2 .......................................................................................................................................................................... 8
DATI RELATIVI AL CANTIERE ....................................................................................................................................... 8
CAPITOLO 3 .......................................................................................................................................................................... 9
ELENCO LAVORATORI E RELATIVA MANSIONE..................................................................................................... 9
CAPITOLO 4 ........................................................................................................................................................................ 10
DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’ DI CANTIERE ....................................................................................................... 10
CAPITOLO 5 ........................................................................................................................................................................ 11
ELENCO DELLE MACCHINE, ATTREZZATURE ED IMPIANTI ............................................................................ 11
ELENCO DEI DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE ................................................................................. 11
CAPITOLO 6 ........................................................................................................................................................................ 13
ELENCO DELLE SOSTANZE – PRODOTTI IN USO ................................................................................................... 13
CAPITOLO 7 ........................................................................................................................................................................ 18
FORMAZIONE E GESTIONE DELLE EMERGENZE .................................................................................................. 18
CAPITOLO 8 ........................................................................................................................................................................ 28
SORVEGLIANZA SANITARIA ......................................................................................................................................... 28
CAPITOLO 9 ........................................................................................................................................................................ 30
VALUTAZIONE DEI RISCHI DEL CANTIERE ............................................................................................................ 30
CAPITOLO 10 ...................................................................................................................................................................... 31
ATTIVITA' DI CANTIERE ................................................................................................................................................ 31
ATTIVITA' 1 : APPRONTAMENTO IN CANTIERE ..................................................................................................... 31
ATTIVITA’ CONTEMPLATA ................................................................................................................................... 31
ATTREZZATURE UTILIZZATE .............................................................................................................................. 31
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI .................................................................................................................. 31
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ED ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI .......................................... 31
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE OBBLIGATORI .......................................................................... 31
ATTIVITA' 2 : PULIZIE DI EDIFICI INTERNO ED STERNO .................................................................................... 32
ATTREZZATURE UTILIZZATE .............................................................................................................................. 32
SOSTANZE UTILIZZATE ........................................................................................................................................ 32
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI .................................................................................................................. 32
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ED ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI .......................................... 32
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE OBBLIGATORI .......................................................................... 33
ATTIVITÀ 3 : PULIZIE SERVIZI IGIENICI .................................................................................................................. 34
ATTREZZATURE UTILIZZATE .............................................................................................................................. 34
SOSTANZE UTILIZZATE ........................................................................................................................................ 34
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI .................................................................................................................. 34
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ED ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI .......................................... 34
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE OBBLIGATORI .......................................................................... 35
ATTIVITA' 3 : MOVIMENTAZIONE CARICHI............................................................................................................ 36
ATTIVITA’ CONTEMPLATA ................................................................................................................................... 36
ATTREZZATURE UTILIZZATE .............................................................................................................................. 36
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI .................................................................................................................. 36
MISURE DI PREVENZIONE E PROTEZIONE ED ISTRUZIONI PER GLI ADDETTI .......................................... 36
BOLLEBLÙ – GIUSSANO (MB)
CAPITOLO 1
DATI IDENTIFICATIVI DELL’ IMPRESA
PRESENZA SUB-APPALTATORI NO
CAPITOLO 2
Pulizie di cantiere
Indirizzo Cantiere:
corso EUROPA
CAPITOLO 3
CAPITOLO 4
DESCRIZIONE DELL’ATTIVITA’ DI CANTIERE
Si riporta il seguente elenco delle lavorazioni svolte direttamente dall’impresa:
N.B; gli orari possono subire mutamenti secondo disponibilità del committente
CAPITOLO 5
Libretti di Uso
Macchine, attrezzature ed Presente in istruzione o comune Altre
impianti cantiere procedure di con altre indicazioni
utilizzo imprese
UTENSILI ELETTRICI PORTATILI SI NO NO NO
ATTREZZI MANUALI DI USO
SI SI NO NO
COMUNE
ATTREZZI MANUALI PER
SI SI NO NO
PULIZIE
TRABATELLI E SCALE SI SI NO NO
Tutte le macchine e attrezzature utilizzate in cantiere dalla ditta esecutrice, sono conformi
alle disposizioni in materia di sicurezza dettate dal D.Lgs 81/08.
Conservazione
Manutenzione
L’obbiettivo è che il lavoratore utilizzi il DPI per tutto il periodo di esposizione al rischio e
quindi:
- l’informazione può realizzarsi anche senza la presenza fisica dell’informatore (materiale
cartaceo, autovisivi, ect…) mentre formazione e addestramento presuppongo un ruolo
attivo del formatore e dell’operatore per sviluppare una coscienza della sicurezza;
- bisogna prevedere un aggirnamento periodico;
Seganletica di sicurezza
In prossimità della zona in cui è presente il rischio, si segnala l’obbligo di indossare i DPI.
Se il rischio è genericamente presente nel locale o nel cantiere in oggetto, potrà essere
affisso al’ingresso mente se il rischio è solo nella zona o in prossimità di un macchinario
andrà affisso nelle sue vicinanze.
CAPITOLO 6
agenti chimici: tutti gli elementi o composti chimici, sia da soli sia nei loro miscugli,
allo stato naturale o ottenuti, utilizzati o smaltiti, compreso lo smaltimento come rifiuti,
mediante qualsiasi attività lavorativa, siano essi prodotti intenzionalmente o no e siano
immessi o no sul mercato;
agenti chimici pericolosi:
agenti chimici classificati come sostanze pericolose ai sensi del decreto
legislativo 3 febbraio 1997, n. 52, e successive modifiche, nonché gli agenti che
corrispondono ai criteri di classificazione come sostanze pericolose di cui al predetto
decreto. Sono escluse le sostanze pericolose solo per l’ambiente;
agenti chimici classificati come preparati pericolosi ai sensi del decreto
legislativo 16 luglio 1998, n. 285, e successive modifiche, nonché gli agenti che
rispondono ai criteri di classificazione come preparati pericolosi di cui al predetto
decreto. Sono esclusi i preparati pericolosi solo per l’ambiente;
agenti chimici che, pur non essendo classificabili come pericolosi, in base ai punti
1) e 2), possono comportare un rischio per la sicurezza e la salute dei lavoratori a
causa di loro proprietà chimico-fisiche chimiche o tossicologiche e del modo in cui
sono utilizzati o presenti sul luogo di lavoro, compresi gli agenti chimici cui è stato
assegnato un valore limite di esposizione professionale.
Le vie attraverso le quali gli agenti chimici si possono introdurre nell’organismo sono:
- Ogni recipiente contenente un prodotto pericoloso deve essere etichettato da chi l'ha
riempito.
- Il fornitore deve predisporre una scheda con i dati sulla sicurezza e deve trasmetterla
all'utilizzatore.
Una priorità assoluta è rappresentata dal censimento dei prodotti pericolosi per limitarne
l'impiego e cercare prodotti sostitutivi meno pericolosi, soprattutto per quelli cancerogeni.
Far conoscere la composizione dei prodotti o delle preparazioni pericolose (etichettatura
chiara, informazione verbale o scritta, se necessario).
Informare sistematicamente in anticipo ogni lavoratore sui rischi che presentano per la sua
salute o la sua sicurezza, prima di utilizzarli e sulle modalità operative oltre che sulle
condizioni e le precauzioni per l'uso.
Limitare il numero dei lavoratori esposti all'azione dei prodotti pericolosi, controllare e
rispettare i livelli di esposizione regolamentari, tener conto dei valori raccomandati (i valori
limite di esposizione e i valori medi sono stati definiti per un grande numero di sostanze).
Sviluppare i mezzi di protezione collettiva (captazione alla fonte, aerazione, purificazione dei
locali, mezzi di rilevamento, ecc.) o quando ciò non sia possibile, utilizzare i dispositivi di
protezione individuale.
Predisporre una nota informativa con le avvertenze per ogni posto di lavoro che espone i
lavoratori a prodotti pericolosi, per informarli sui rischi e le precauzioni da prendere.
N° Sostanze
1 DETERGENTI
2 CANDEGGIANTI
3 DISINFETTANTI
Si ricorda che prima dell’utilizzo dei prodotti è consigliato consultare le schede di sicurezza,
in cui vengono riportate le indicazioni di corretto utilizzo e di corretto gestione della
sostanza stessa.
In considerazione delle valutazioni delle attività svolte, e così come riportato all’art. 224
comma 2 del D. Lgs. 81/08.
I risultati della valutazione dei rischi dimostrano che, in relazione al tipo e alle quantità di
un agente chimico pericoloso e alle modalità e frequenza di esposizione a tale agente
presente sul luogo di lavoro, vi è solo un rischio basso per la sicurezza e irrilevante per la
salute dei lavoratori e che le misure di cui al comma 1 sono sufficienti a ridurre il rischio
e, conseguentemente, non risulta necessario attivare misure di tutela specifiche quali la
sorveglianza sanitaria o l’uso di specifici dispositivi di protezione individuali per garantire la
salute dei lavoratori.
In ogni caso, ai fini della tutela della sicurezza in presenza di sostanze corrosive o
ustionanti o similari vengono dotatati gli utilizzatori di dpi adeguati, come da indicazioni
previste nelle schede di sicurezza dei prodotti in uso.
Considerato che:
i lavoratori sono stati adeguatamente formati ed informati sui rischi specifici e sui
comportamenti corretti da adottare al fine di limitare i rischi da esposizione ad agenti
chimici e sono stati dotati di idonei dispositivi di protezione individuale;
i lavoratori sono sottoposti a sorveglianza sanitaria
Il Datore di lavoro,
DICHIARA
Di aver valutato i rischi per i lavoratori derivanti da esposizione ad agenti chimici nel corso
della attività lavorativa e che all’esito della suddetta valutazione ha concluso che la propria
attività si trova nella fascia di rischio basso e dunque che la natura e l’entità dei rischi
connessi con gli agenti chimici pericolosi non rendono necessaria una ulteriore valutazione
maggiormente dettagliata dei rischi;
GIUSSANO, 27/11/2024
In fede
Timbro e firma
____________________
Il risultato della valutazione dei rischi effettuata per l’azienda in oggetto ha identificato un
rischio di tipo IRRILEVANTE PER LA SALUTE; ovvero non sono necessari interventi di
miglioramento immediato in quanto le operazioni vengono eseguite nel rispetto della sicurezza
per l’addetto.
In ogni caso, al fine di prevenire rischi e/o ridurli al minimo, è necessario effettuare la
formazione/informazione degli addetti riguardo il corretto utilizzo dei vari prodotti e degli
eventuali rischi che si possono riscontrare in caso di utilizzo improprio ed errato dei prodotti
chimici utilizzati in fase di lavorazione.
Nella scheda di sicurezza sono contenute tutte le informazioni necessarie per effettuare il
lavoro in sicurezza: viene considerata la manipolazione della sostanza, lo stoccaggio, lo
smaltimento e sono riportate le informazioni che riguardano la parte tossicologica. Infatti, la
scheda diventa indispensabile in caso di intossicazione acuta, in quanto tutti i Centri
Antiveleni raccomandano che l’infortunato porti con sé la scheda, che è corredata anche
dalle informazioni necessarie al medico per agire efficacemente.
La normativa (D.M. n 46/92) prevede che la scheda di sicurezza si articoli su 16 punti,
secondo uno schema preciso, fornendo tutte le informazioni necessarie, sotto la
responsabilità del produttore, che non può mantenere il segreto neanche in caso di
brevetto.
Nella scheda di sicurezza, per gli agenti chimici classificati, sarà riportata l’etichetta che
deve esporre, ben visibile, un simbolo che evidenzi i rischi per la salute e per la sicurezza
degli operatori.
Pericolo: Prodotti chimici che per contatto distruggono sia tessuti viventi
che attrezzature.
GSH05 Corrosivo
Precauzioni: Non respirare i vapori ed evitare il contatto con la pelle,
occhi ed indumenti
CAPITOLO 7
PERSONALE PRESENTE
FIGURE RESPONSABILI
GESTIONE EMERGENZE
Compiti e procedure generali
Il datore di lavoro per quanto riguarda la gestione delle emergenze deve organizzare i
necessari rapporti con i servizi pubblici competenti in materia di primo soccorso,
salvataggio, lotta antincendio e gestione dell'emergenza e designare i rispettivi addetti. Tutti
i lavoratori che potrebbero essere esposti a un pericolo grave e immediato devono essere
formati ed informati circa le misure predisposte e i comportamenti da adottare, con precise
istruzioni su come cessare le normali attività di lavoro e mettersi al sicuro.
Si riportano le principali azioni che le persone devono svolgere, i comportamenti da tenere
ed i mezzi da utilizzare in caso di emergenza.
PREVENZIONE INCENDI
ogni lavoratore
ogni lavoratore
Premessa
nonché la mappa delle zone dove si evidenziano gli eventuali percorsi da seguire in caso di
emergenza.
Procedura
Ove si riscontri situazioni ritenute possibili fonti di potenziale grave pericolo
ogni lavoratore:
ogni lavoratore:
deve allontanarsi quanto più rapidamente possibile dalla zona di pericolo seguendo i
percorsi indicati;
deve seguire le eventuali istruzioni impartite dal responsabile operativo della
procedura;
non deve agire di propria iniziativa fuori dalla procedura definita.
deve organizzare l’evacuazione del personale dalla zona di pericolo, facendo rispettare
la presente procedura;
informare dello stato di pericolo gli enti interessati, richiedendone l’intervento.
Premessa
1) La presente procedura ha lo scopo di assicurare tempestivi interventi di primo soccorso a
seguito di infortuni sul lavoro ovvero di malori insorti nell’ambiente del cantiere.
2) In luogo facilmente accessibile e reso noto a tutto il personale deve essere esposto elenco
dei numeri telefonici e degli indirizzi degli enti da contattare in caso di infortunio o di
malore:
Pronto soccorso
Ospedale più vicino.
Procedura
In caso di infortunio di modesta entità o di malore lieve, che non precludano
la possibilità di agevole movimento
la persona colpita deve segnalare l’evento onde poter ricevere dal responsabile operativo
della procedura le prime cure del caso. Il responsabile operativo della procedura, se
necessario, chiederà l’intervento del pronto soccorso.
INFORTUNI O MALORI
Regole di comportamento:
CAPITOLO 8
SORVEGLIANZA SANITARIA
L’azienda esecutrice essendo ditta individuale non necessita di nomina del medico
competente, in quanto i lavoratori presenti sono tutti lavoratori autonomi
SOGGETTO A
NOMINATIVO DEL LAVORATORE MANSIONE SORVEGLIANZA
SANITARIA
DATORE DI
STATELLA ANTONELLA SI
LAVORO
SI
ADDETTO ALLE
ELSAYED MAHMOUD OMAR KHALIFA
PULIZIE
SI
ADDETTO ALLE
WADN NASRELDIN KAMAL MOSTAFA
PULIZIE
In caso di assunzione di nuovi dipendenti dalla ditta esecutrice sarà effettuata la debita sorveglianza
sanitaria, così come indicato dalla normativa vigente in materia.
MEDICO COMPETENETE
CAPITOLO 9
VALUTAZIONE DEI RISCHI DEL CANTIERE
METODOLOGIA E CRITERI
Per ogni lavorazione vengono individuati i relativi pericoli connessi con le lavorazioni stesse,
le attrezzature impiegate e le eventuali sostanze utilizzate.
I rischi sono stati analizzati in riferimento ai pericoli correlati alle diverse attività, alla
gravità del danno, alla probabilità di accadimento ed alle norme di legge e di buona tecnica.
La stima del rischio, necessaria per definire le priorità negli interventi correttivi, è stata
effettuata tenendo conto di:
gravità del danno (funzione del numero di persone coinvolte e delle conseguenze sulle
persone in base a eventuali conoscenze statistiche o a previsioni ipotizzabili);
probabilità di accadimento (funzione delle condizioni di sicurezza legate principalmente a
valutazioni sullo stato di fatto tecnico).
Il valore numerico della valutazione del rischio riportato nelle valutazioni è il seguente:
1. BASSO
2. MEDIO
3. ALTO
Tale quantificazione tiene conto anche della probabilità di presenza nella zona di rischio, il
tempo di permanenza nella stessa, l'esperienza e la formazione degli esposti, la dotazione di
dispositivi di protezione individuale e collettiva.
Si sottolinea che il criterio di valutazione non consiste solo nell'attribuzione di un
punteggio, quanto piuttosto nell'individuazione di un percorso logico.
Le schede di analisi dei rischi e misure di prevenzione e protezione, che si forniscono di
seguito, per le diverse fasi lavorative (comprese le opere provvisionali di allestimento del
cantiere) costituiscono la base, di tipo aperto, che consente, da un lato il suo ampliamento
tramite l’arricchimento di nuove fasi lavorative da parte dell’azienda e dall’altro la modifica
ed integrazione delle informazioni contenute nelle singole schede mano a mano che nuove
tecnologie o nuove norme lo richiedano.
Gli elementi costituenti il presente documento, definiscono l’entità del rischio delle
lavorazione. Come è noto, il rischio può essere definito come la probabilità che si verifichi
un dato evento evidentemente dannoso.
Il rischio R associato ad un evento lesivo E è quindi espresso come prodotto tra la
probabilità P che si verifichi un evento e l’entità del danno M (magnitudo o entità del danno)
che può provocare, pertanto
R=PxM
Per ridurre il rischio si può agire su P diminuendo la probabilità che si verifichi l’evento
tramite l’adozione di idonee misure preventive che annullano o riducono la frequenza di
accadimento del rischio. Oppure si può agire sull’entità del danno M che l’evento può
produrre tramite l’adozione di misure protettive che minimizzano il danno.
Di seguito vengono riportate le schede di valutazione riferite alla fasi lavorative svolte
dall’azienda presso il cantiere in oggetto.
BOLLEBLÙ – GIUSSANO (MB)
CAPITOLO 10
ATTIVITA' DI CANTIERE
Preparazione del cantiere,con trasporto e deposito delle attrezzature di lavoro,e materiale per
l’esecuzione dei lavori
ATTREZZATURE UTILIZZATE
Nota: Per le attrezzature di lavoro sopra indicate, si farà riferimento alle schede specifiche, riportanti
i relativi rischi, misure di prevenzione e dispositivi di protezione da indossare.
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI
La seguente tabella riporta l’elenco dei pericoli individuati nella fase di lavoro, per ognuno dei quali è
stato valutato il relativo rischio in funzione della probabilità e della magnitudo del danno.
GENERALE
Trattasi dei lavori di pulizia di fine cantiere di tutti i locali, e dell’esterno, mediante l'utilizzo di attrezzature meccaniche,
nonchè di attrezzi manuali, con utilizzo di prodotti di pulizia.
ATTREZZATURE UTILIZZATE
ASPIRAPOLVERE
ATTREZZI MANUALI DI USO COMUNE
SCALE
SOSTANZE UTILIZZATE
DETERGENTI
DISINFETTANTI
Nota: Per le attrezzature di lavoro, le sostanze sopra indicate, si farà riferimento alle schede specifiche, riportanti i relativi
rischi, misure di prevenzione e dispositivi di protezione da indossare.
La seguente tabella riporta l’elenco dei pericoli individuati nella fase di lavoro, per ognuno dei quali è stato valutato il
relativo rischio in funzione della probabilità e della magnitudo del danno.
Oltre alle misure di prevenzione di ordine generale nei confronti dei rischi sopra individuati (riportate nella relazione
introduttiva), vengono applicate le seguenti misure di prevenzione e protezione:
GENERALE
Formare ed informazione i dipendenti affinchè, dopo le operazioni di pulizia dei pavimenti, predispongano tutti gli
accorgimenti per assicurarne la pronta asciugatura
Predisporre la sorveglianza sanitaria degli esposti
Si terranno sempre a disposizione degli operatori i mezzi necessari per effettuare la pronta pulizia dei pavimenti in
caso di sversamento di liquidi
Formare ed informazione i dipendenti addetti alla pulizia affinchè predispongano le operazioni in maniera che sul
pavimento non permangano elementi che possano determinare l'instabilità dei soggetti in transito
ELETTROCUZIONE
Prima di mettere in tensione il circuito elettrico delle macchine si verificherà la corretta esecuzione del collegamento a
terra
Si provvederà affinchè ai lavoratori addetti alle operazioni di pulizia che prevedano il sollevamento di polveri sia
sempre possibile disporre di mascherina facciale.
Adottare procedure di lavoro che garantiscano l'eliminazione o la riduzione dei rischi di infortuni legati alla sicurezza e
alla movimentazione manuale dei sacchi.
MICROCLIMA
Non esporsi a correnti dirette d'aria durante la fase di asciugatura dei pavimenti
RISCHIO BIOLOGICO
Ai lavoratori deputati alla raccolta ed all'allontanamento dei rifiuti, in quanto esposti a lavorazione insudiciante,
devono essere garantiti locali destinati a spogliatoi con l'assegnazione personale di armadietti a doppio scomparto per
garantire una completa separazione tra gli abiti civili e di lavoro
Vietare la consumazione di pasti e bevande indossando le tute da lavoro ed in ambienti non idonei
Attuare un protocollo di vaccino-profilassi da intendersi quale presidio di protezione personale e la
vaccinazione anti epatite virale B
DISPOSITIVI DI PROTEZIONE INDIVIDUALE OBBLIGATORI
I lavoratori addetti alla fase di lavoro devono indossare obbligatoriamente i seguenti DPI con marcatura “CE”:
Consiste nella pulizia e disinfezione di pavimenti, pareti e apparecchiature igienico-sanitarie presenti nei bagni
ATTREZZATURE UTILIZZATE
ASPIRAPOLVERE
ATTREZZI MANUALI DI USO COMUNE
SCALE
SOSTANZE UTILIZZATE
Nota: Per le attrezzature di lavoro, le sostanze sopra indicate, si farà riferimento alle schede specifiche, riportanti i relativi
rischi, misure di prevenzione e dispositivi di protezione da indossare.
La seguente tabella riporta l’elenco dei pericoli individuati nella fase di lavoro, per ognuno dei quali è stato valutato il
relativo rischio in funzione della probabilità e della magnitudo del danno.
Oltre alle misure di prevenzione di ordine generale nei confronti dei rischi sopra individuati (riportate nella relazione
introduttiva), vengono applicate le seguenti misure di prevenzione e protezione:
GENERALE
CADUTA DALL’ALTO
I pioli della scala dovranno risultare incastrati nei montanti. (Art.113 - D.Lgs.81/08)
La scala prevederà dispositivi antisdrucciolevoli alle estremità inferiori dei due montanti. (Art.113, comma 3,
D.Lgs. 81/08)
Quando la scala supera gli 8 metri verrà munita di rompi tratta per ridurre la freccia di inflessione. (Art.113,
comma 8 - D.Lgs. 81/08)
Pag 34 di 68 Piano operativo di sicurezza
BOLLEBLÙ – GIUSSANO (MB)
Durante i lavori di pulizia in altezza utilizzare piattaforme a norma ed utilizzare calzature antisdrucciolo
Durante l'uso della scala la stessa presenta sempre minimo un montante sporgente di almeno un metro oltre il
piano di accesso.
Durante l'uso saltuario della scala la stessa viene trattenuta al piede da altra persona.
Prima di iniziare il lavoro, l'operatore deve indossare l'abito da lavoro, i guanti di protezione , le calzature adeguate
ELETTROCUZIONE
ALLERGENI
Durante l'uso di sostanze del tipo in esame devono essere adottati gli accorgimenti necessari per evitare il contatto
con la pelle, con gli occhi o con altre parti del corpo
Durante l'uso di sostanze del tipo in esame non devono essere consumati cibi e bevande
Prevedere idonea etichettatura delle sostanze chimiche o tossiche presenti
Acquisire le schede di sicurezza delle sostanze chimiche o tossiche utilizzate
Durante i lavori di pulizia attenersi alle schede tecniche dei prodotti in uso, mantenere le etichette, non usare
contenitori inadeguati
Per le pulizie utilizzare i prodotti meno nocivi e sostituire quelli maggiormente nocivi
Adottare una scrupolosa igiene personale: abito da lavoro e pulizia frequente con le mani
Nelle operazioni di pulizia utilizzare le sostanze meno tossiche e meno volatili possibili
Dotarsi sempre di DPI idonei nelle fasi di pulizia delle attrezzature
Acquisire le schede tecniche delle sostanze chimiche e tossiche utilizzate
RIBALTAMENTO
Durante l'uso della scala la stessa viene vincolata con ganci all'estremità superiore o altri sistemi per evitare
sbandamenti, slittamenti, rovesciamenti, ecc..
RISCHIO BIOLOGICO
Gli addetti alle pulizie devono essere vaccinati contro l'epatite B, la TBC ed il Tetano
I lavoratori addetti alla fase di lavoro devono indossare obbligatoriamente i seguenti DPI con marcatura “CE”:
La fase lavorativa oggetto dell’analisi viene effettuata all’interno dei seguenti ambienti/reparti:
ATTIVITA’ CONTEMPLATA
Trattasi delle operazioni di trasporto di materiale e attrezzature inerenti le mansioni di pulizie generiche presso i clienti.
ATTREZZATURE UTILIZZATE
AUTOMEZZO
Nota: Per le attrezzature di lavoro sopra indicate, si farà riferimento alle schede specifiche, riportanti i relativi rischi,
misure di prevenzione e dispositivi di protezione da indossare.
La seguente tabella riporta l’elenco dei pericoli individuati nella fase di lavoro, per ognuno dei quali è stato valutato il
relativo rischio in funzione della probabilità e della magnitudo del danno.
Oltre alle misure di prevenzione di ordine generale nei confronti dei rischi sopra individuati (riportate nella relazione
introduttiva), vengono applicate le seguenti misure di prevenzione e protezione:
GENERALE
CADUTA DALL'ALTO
Predisporre andatoie di attraversamento di largh. cm 60 per le persone e di cm 120 per il trasporto di materiale (art.
130, comma 1, D.Lgs. 81/08)
Prima dell'inizio della movimentazione di materiali pesanti verrà studiata la maniera più sicura di presa e trasporto
Predisporre, durante le operazioni di carico e trasporto, una idonea bagnatura del materiale.
I lavoratori addetti alla fase di lavoro devono indossare obbligatoriamente i seguenti DPI con marcatura “CE”:
CAPITOLO 11
VALUTAZIONE DEI RISCHI CONNESSI ALL’UTILIZZO DELLE
ATTREZZATURE
Estratto dal D.Lgs.
TITOLO III - Uso delle attrezzature di lavoro e
81/08:
CAPO I – USO DELLE ATTREZZATURE DI LAVORO
Articolo 69 - Definizioni
1. Agli effetti delle disposizioni di cui al presente titolo si intende per:
a) attrezzatura di lavoro: qualsiasi macchina, apparecchio, utensile o impianto destinato ad essere
usato durante il lavoro;
b) uso di una attrezzatura di lavoro: qualsiasi operazione lavorativa connessa ad una attrezzatura di
lavoro, quale la messa in servizio o fuori servizio, l'impiego, il trasporto, la riparazione, la
trasformazione, la manutenzione, la pulizia, il montaggio, lo smontaggio;
c) zona pericolosa: qualsiasi zona all'interno ovvero in prossimità di una attrezzatura di lavoro nella
quale la presenza di un lavoratore costituisce un rischio per la salute o la sicurezza dello stesso;
d) lavoratore esposto: qualsiasi lavoratore che si trovi interamente o in parte in una zona pericolosa;
e) operatore: il lavoratore incaricato dell’uso di una attrezzatura di lavoro.
Articolo 70 - Requisiti di sicurezza
1. Salvo quanto previsto al comma 2, le attrezzature di lavoro messe a disposizione dei lavoratori
devono essere conformi alle specifiche disposizioni legislative e regolamentari di recepimento delle
direttive comunitarie di prodotto.
2. Le attrezzature di lavoro costruite in assenza di disposizioni legislative e regolamentari di cui al
comma 1, e quelle messe a disposizione dei lavoratori antecedentemente all’emanazione di norme
legislative e regolamentari di recepimento delle direttive comunitarie di prodotto, devono essere
conformi ai requisiti generali di sicurezza di cui all’ ALLEGATO V.
3. Si considerano conformi alle disposizioni di cui al comma 2 le attrezzature di lavoro costruite
secondo le prescrizioni dei decreti ministeriali adottati ai sensi dell’articolo 395 del decreto
Presidente della Repubblica 27 aprile 1955, n. 547, ovvero dell’articolo 28 del decreto legislativo
19settembre 1994, n. 626.
4. Qualora gli organi di vigilanza, nell’espletamento delle loro funzioni ispettive, in materia di salute e
sicurezza sui luoghi di lavoro, accertino che un’attrezzatura di lavoro messa a disposizione dei
lavoratori dopo essere stata immessa sul mercato o messa in servizio ai sensi della direttiva di
prodotto, in tutto o in parte, risulta non rispondente a uno o più requisiti essenziali di sicurezza
previsti dalle disposizioni legislative e regolamentari di cui al comma 2, ne informano
immediatamente l’autorità nazionale di sorveglianza del mercato competente per tipo di prodotto. In
tale caso le procedure previste dagli articoli 20 e 21 del decreto legislativo 19 dicembre1994, n. 758,
vengono espletate:
a) dall’organo di vigilanza che ha rilevato la non rispondenza in sede di utilizzo, nei confronti del
datore di lavoro utilizzatore dell’esemplare di attrezzatura oggetto dell’accertamento, mediante
apposita prescrizione a rimuovere la situazione di rischio determinata dalla mancata rispondenza ad
uno o più requisiti essenziali di sicurezza;
b) dall’organo di vigilanza territorialmente competente, nei confronti del fabbricante e dei soggetti
della catena della distribuzione, alla conclusione dell’accertamento tecnico effettuato dall’autorità
nazionale per la sorveglianza del mercato.
ALLEGATO VI.
4. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:
a) le attrezzature di lavoro siano:
1) installate ed utilizzate in conformità alle istruzioni d’uso;
2) oggetto di idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di
sicurezza di cui all’articolo 70 e siano corredate, ove necessario, da apposite istruzioni d’uso e
libretto di manutenzione;
3) assoggettate alle misure di aggiornamento dei requisiti minimi di sicurezza stabilite con specifico
provvedimento regolamentare adottato in relazione alle prescrizioni di cui all’articolo 18, comma1,
lettera z);
b) siano curati la tenuta e l’aggiornamento del registro di controllo delle attrezzature di lavoro per cui
lo stesso è previsto.
5. Le modifiche apportate alle macchine quali definite all'articolo 1, comma 2, del decreto del
Presidente della Repubblica 24 luglio 1996, n. 459, per migliorarne le condizioni di sicurezza non
configurano immissione sul mercato ai sensi dell'articolo 1, comma 3, secondo periodo, sempre che
non comportino modifiche delle modalità di utilizzo e delle prestazioni previste dal costruttore.
6. Il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché il posto di lavoro e la posizione dei
lavoratori durante l’uso delle attrezzature presentino requisiti di sicurezza e rispondano ai principi
dell’ergonomia.
7. Qualora le attrezzature richiedano per il loro impiego conoscenze o responsabilità particolari in
relazione ai loro rischi specifici, il datore di lavoro prende le misure necessarie affinché:
a) l'uso dell'attrezzatura di lavoro sia riservato ai lavoratori allo scopo incaricati che abbiano ricevuto
una formazione adeguata e specifica;
b) in caso di riparazione, di trasformazione o manutenzione, i lavoratori interessati siano qualificati
in maniera specifica per svolgere detti compiti.
8. Fermo restando quanto disposto al comma 4, il datore di lavoro provvede affinché:
1) le attrezzature di lavoro la cui sicurezza dipende dalle condizioni di installazione siano sottoposte a
un controllo iniziale (dopo l'installazione e prima della messa in esercizio) e ad un controllo dopo ogni
montaggio in un nuovo cantiere o in una nuova località di impianto, al fine di assicurarne
l'installazione corretta e il buon funzionamento;
2) le attrezzature soggette a influssi che possono provocare deterioramenti suscettibili di dare origine
a situazioni pericolose siano sottoposte:
1. a controlli periodici, secondo frequenze stabilite in base alle indicazioni fornite dai fabbricanti,
ovvero dalle norme di buona tecnica, o in assenza di queste ultime, desumibili dai codici di buona
prassi;
2. a controlli straordinari al fine di garantire il mantenimento di buone condizioni di sicurezza, ogni
volta che intervengano eventi eccezionali che possano avere conseguenze pregiudizievoli per la
sicurezza delle attrezzature di lavoro, quali riparazioni trasformazioni, incidenti, fenomeni naturali o
periodi prolungati di inattività.
c) i controlli di cui alle lettere a) e b) sono volti ad assicurare il buono stato di conservazione e
l’efficienza a fini di sicurezza delle attrezzature di lavoro e devono essere effettuati da persona
competente.
9. I risultati dei controlli di cui al comma 8 devono essere riportati per iscritto e, almeno quelli
relativi agli ultimi tre anni, devono essere conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
10. Qualora le attrezzature di lavoro di cui al comma 8 siano usate al di fuori della sede dell’unità
produttiva devono essere accompagnate da un documento attestante l’esecuzione dell’ultimo
controllo con esito positivo.
11 Oltre a quanto previsto dal comma 8, il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro
riportate in ALLEGATO VII a verifiche periodiche, con la frequenza indicata nel medesimo allegato.
La prima di tali verifiche è effettuata dall’ISPESL e le successive dalle ASL. Le verifiche sono onerose
e le spese per la loro effettuazione sono a carico del datore di lavoro.
12. Per l’effettuazione delle verifiche di cui al comma 11, le ASL e l’ISPESL possono avvalersi del
supporto di soggetti pubblici o privati abilitati. I soggetti privati abilitati acquistano la qualifica di
incaricati di pubblico servizio e rispondono direttamente alla struttura pubblica titolare della
funzione.
13. Le modalità di effettuazione delle verifiche periodiche di cui all’ ALLEGATO VII, nonché i criteri
per l’abilitazione dei soggetti pubblici o privati di cui al comma precedente sono stabiliti con decreto
del Ministro del lavoro e della previdenza sociale e del Ministro della salute, sentita con la Conferenza
permanente per i rapporti tra Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, da
adottarsi entro dodici mesi dalla data di entrata in vigore del presente decreto.
14. Con decreto del Ministro del lavoro e della previdenza sociale, sentiti i Ministri della salute e dello
sviluppo economico, d’intesa con la Conferenza permanente per i rapporti tra Stato, Regioni e
province autonome di Trento e di Bolzano e sentita la Commissione consultiva di cui all’articolo 6,
vengono apportate le modifiche all’ ALLEGATO VII relativamente all’elenco delle attrezzature di
lavoro da sottoporre alle verifiche di cui al comma 11.
DESCRIZIONE
Piccoli utensili ad alimentazione elettrica utilizzati per lavori diversi nei cantieri.
Oltre alle misure generali di prevenzione e protezione nei confronti dei singoli Rischi individuati e
riportati nella sezione specifica della relazione introduttiva, i lavoratori che utilizzeranno la presente
attrezzatura dovranno attenersi alle seguenti istruzioni ed osservare le sotto riportate misure di
prevenzione e protezione:
GENERALE
L'attrezzatura dovrà essere corredata da un libretto d'uso e manutenzione (art. 71, comma 4,
D.Lgs. 81/08)
Utilizzare sempre i dispositivi di protezione individuali previsti
Accertarsi che l'attrezzatura sia marcata "CE"
L'attrezzatura deve possedere, in relazione alle necessità della sicurezza del lavoro, i necessari
requisiti di resistenza e di idoneità ed essere mantenuta in buono stato di conservazione e di
efficienza
L' attrezzatura di lavoro deve essere installata, disposta ed usata in maniera tale da ridurre i
rischi per i loro utilizzatori e per le altre persone (punto 1.1 Allegato V D.Lgs. 81/08)
È vietato compiere sugli organi in moto dell'attrezzatura qualsiasi operazione di riparazione o
registrazione. Qualora sia necessario eseguire tali operazioni durante il moto, si devono adottare
adeguate cautele a difesa dell'incolumità del lavoratore. Del divieto indicato devono essere resi
edotti i lavoratori mediante avvisi chiaramente visibili (punto 1.6.2, Allegato VI D.Lgs. 81/08)
ELETTROCUZIONE
L' attrezzatura di lavoro verrà installata in modo da proteggere i lavoratori esposti contro i rischi
di un contatto diretto o indiretto con la corrente elettrica (punto 6.1, Allegato VI D.Lgs. 81/08)
L'attrezzatura dovrà portare l'indicazione della tensione, dell'intensità e del tipo di corrente e
delle altre eventuali caratteristiche costruttive necessarie per l'uso (Punto 9.4, Allegato V, D.Lgs.
81/08)
E' vietato l'uso dell'attrezzo a tensione superiore a 50 V verso terra nei lavori in luoghi bagnati o
molto umidi, e nei lavori a contatto od entro grandi masse metalliche (punto 6.2.2, Allegato VI
D.Lgs. 81/08)
Gli utensili elettrici portatili provvisti di doppio isolamento elettrico non verranno collegati
all'impianto di terra
RUMORE
Per l'uso delle attrezzature dovranno essere osservate le ore di silenzio imposte dai regolamenti
locali.
I lavoratori addetti all’ utilizzo dovranno impiegare i seguenti D.P.I. con marcatura “CE” :
SCALA DOPPIA
DESCRIZIONE
Una scala doppia è un attrezzo con 2 montanti e 2 o più gradini o pioli sui quali una persona
può salire o scendere.
Attrezzo avente altezza inferiore a 5 mt composto da due scale collegate incernierate alla cima e
collegate verso la base da tiranti
Normativa di riferimento
D.Lgs 81/2008 (T.U.) ART. 113; UNI EN 131/1/94
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- assicurarsi che l'appoggio sia piano, ovvero essere reso tale e non cedevole
DURANTE L'UTILIZZO
- sulla scala deve trovarsi una sola persona per volta che non deve trasportare carichi eccessivi o
comunque maggiori di quelli richiesti dal costruttore
- nel caso di spostamenti laterali nessun lavoratore deve trovarsi sulla scala
DOPO L'UTILIZZO
- segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, tra cui: carenza dei dispositivi
antiscivolo e di arresto, fessurazioni, pioli rotti, gioco fra gli incastri
Verifiche da attuare
PRIMA DELL'UTILIZZO
- l'altezza non è maggiore di 5 mt
- è dotata di antisdruccioli
DURANTE L'UTILIZZO
- è provvista di tirante o equivalente
GENERALE
L' attrezzatura di lavoro deve essere installata, disposta ed usata in maniera tale da ridurre i
rischi per i loro utilizzatori e per le altre persone (punto 1.1 Allegato V D.Lgs. 81/08)
La scala doppia avrà un'altezza inferiore ai 5 metri. (Art. 113, comma 9, D.Lgs. 81/08)
La scala doppia prevedrà un efficace dispositivo contro la sua apertura accidentale. (Art. 113,
comma 9, D.Lgs. 81/08)
Durante l'uso della scala doppia, una persona esercita da terra una continua vigilanza della
stessa
CADUTA DALL'ALTO
I gradini o i pioli della scala doppia dovranno essere incastrati nei montanti.
Viene vietato di salire sugli ultimi gradini o pioli della scala doppia.
Viene vietato l'uso della scala doppia che presenti listelli chiodati sui montanti al posto dei
gradini o dei pioli rotti.
Viene vietato usare la scala doppia come supporto per ponti su cavalletto.
Viene vietato usare la scala doppia su qualsiasi tipo di opera provvisionale.
Durante il lavoro sulle scale, gli utensili, nel tempo in cui non sono adoperati, devono essere
tenuti entro apposite guaine o assicurati in modo da impedirne la caduta (punto 1.7, Allegato VI,
D.Lgs. 81/08)
RIBALTAMENTO
Viene vietato usare la scala doppia per lavori che richiedono una spinta su muri o pareti che
comprometta la stabilità della stessa.
I lavoratori addetti alla lavorazione dovranno utilizzare i seguenti D.P.I. con marcatura “CE”
SCALA SEMPLICE
DESCRIZIONE
Attrezzo utilizzato per superare modesti dislivelli
Normativa di riferimento
D.Lgs 81/2008 (T.U.) ART. 113; UNI EN 131/1/94 D.LGS 235/2003
Misure organizzative
INSTALLAZIONE
La scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari ad 1/4 della propria lunghezza
(angolo di inclinazione pari a 75°).
La scala è dotata di appositi piedini antiscivolo e poggia su di un piano stabile e resistente, tale da
mantenere orizzontali i pioli.
La scala sporge per almeno un metro oltre il piano di arrivo oppure è saldamente fissata alla
sommità ed è presente una presa sicura.
Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- la scala deve distare dalla verticale di appoggio di una misura pari a 1/4 della propria lunghezza
(angolo di inclinazione pari a 75°)
- il luogo dove viene installata la scala deve essere lontano da passaggi e sgombro da eventuali
materiali.
DURANTE L'UTILIZZO
- sulla scala deve trovarsi una sola persona per volta che non deve trasportare carichi eccessivi o
comunque maggiori di quelli richiesti dal costruttore
- evitare l'uso di scale eccessivamente sporgenti oltre il piano di accesso
- durante l'esecuzione dei lavori una persona deve esercitare da terra una continua vigilanza della
scala.
DOPO L'UTILIZZO
- segnalare immediatamente eventuali anomalie riscontrate, tra cui: carenza dei dispositivi
antiscivolo e di arresto, fessurazioni, pioli rotti, gioco fra gli incastri
- provvedere periodicamente alla manutenzione necessaria controllando lo stato di conservazione
delle scale
- conservare le scale non utilizzate, possibilmente sospese ad appositi ganci, in luoghi riparati dalle
intemperie. Verifiche da attuare
PRIMA DELL'UTILIZZO
- è dotata di antisdruccioli
- è dotata di ganci di trattenuta
DURANTE L'UTILIZZO
- sporge di almeno un mt oltre il piano di arrivo
Elenco dei rischi e relative misure preventive e protettive
Caduta dall'alto nell'uso di scale (valutazione rischio: ALTO)
Caduta di materiali dall'alto nell'uso di scale (valutazione rischio: MEDIO) Rottura dei pioli della
scala (valutazione rischio: BASSO)
Elenco dei dispositivi di protezione individuale utilizzati
Tutti i lavoratori presenti in cantiere indossano la tuta da lavoro, le scarpe antinfortunistiche,
l'elmetto ed i guanti di uso generale (dpi standard). Per ogni singola fase di lavoro i lavoratori
integreranno i dpi standard con quelli ivi indicati.
RISCHI EVIDENZIATI DALL’ANALISI
GENERALE
L' attrezzatura di lavoro deve essere installata, disposta ed usata in maniera tale da ridurre i
rischi per i loro utilizzatori e per le altre persone (punto 1.1 Allegato V D.Lgs. 81/08)
La scala doppia avrà un'altezza inferiore ai 5 metri. (Art. 113, comma 9, D.Lgs. 81/08)
La scala doppia prevedrà un efficace dispositivo contro la sua apertura accidentale. (Art. 113,
comma 9, D.Lgs. 81/08)
Durante l'uso della scala doppia, una persona esercita da terra una continua vigilanza della
stessa
CADUTA DALL'ALTO
I gradini o i pioli della scala doppia dovranno essere incastrati nei montanti.
Viene vietato di salire sugli ultimi gradini o pioli della scala doppia.
Viene vietato l'uso della scala doppia che presenti listelli chiodati sui montanti al posto dei
gradini o dei pioli rotti.
Viene vietato usare la scala doppia come supporto per ponti su cavalletto.
Viene vietato usare la scala doppia su qualsiasi tipo di opera provvisionale.
Durante il lavoro sulle scale, gli utensili, nel tempo in cui non sono adoperati, devono essere
tenuti entro apposite guaine o assicurati in modo da impedirne la caduta (punto 1.7, Allegato VI,
D.Lgs. 81/08)
RIBALTAMENTO
Viene vietato usare la scala doppia per lavori che richiedono una spinta su muri o pareti che
comprometta la stabilità della stessa.
I lavoratori addetti alla lavorazione dovranno utilizzare i seguenti D.P.I. con marcatura “CE”
TRABATTELLO SU RUOTE
DESCRIZIONE
Impalcatura prefabbricata dotata di ruote per lo spostamento di altezza fino a 15.00 metri.
Normativa di riferimento D.Lgs 81/2008 (T.U.) art. 140
Misure organizzative
Il trabattello ha un’ampia base in modo da resistere, con largo margine di sicurezza, ai carichi ed alle
oscillazioni cui possono essere sottoposti durante gli spostamenti o per colpi di vento e in modo che
non possano essere ribaltati.
Il piano di scorrimento delle ruote è livellato.
Il carico del trabattello sul terreno deve essere opportunamente ripartito con tavoloni o altro mezzo
equivalente. Le ruote del trabattello sono bloccate con cunei dalle due parti o sistemi equivalenti.
Il trabattello è ancorato alla costruzione almeno ogni due piani.
In assenza di ancoraggio viene utilizzata la tipologia conforme all'allegato XXIII del T.U.. La verticalità
è controllata con livello o con pendolino.
Il trabattello è spostato in assenza di lavoratori e carichi. Procedure di utilizzo
PRIMA DELL'UTILIZZO
- garantire la stabilità del ponte anche senza la disattivazione delle ruote
- il piano di scorrimento delle ruote deve essere livellato e ben compatto
- l'impalcato deve essere ben fissato sugli appoggi
- corredare il ponte alla base mediante un dispositivo per il controllo dell'orizzontalità
- in caso di altezze considerevoli i ponti devono essere ancorati alla costruzione ogni due piani
- deve essere montato con tutte le componenti ed in tutte le parti
DURANTE L'UTILIZZO
- controllo del blocco ruote
- non usare impalcati di fortuna
- non installare apparecchi di sollevamento sul ponte
- non effettuare spostamenti con persone sopra
- rispettare le indicazioni fornite dal costruttore
- in caso di mancata verticalità della struttura ripartire il carico del ponte sul terreno mediante
tavoloni
- controllo degli elementi d'incastro e di collegamento
- controllo che non si trovino linee elettriche aeree a distanza minore di 5 mt
DOPO L'UTILIZZO
- eventuali anomalie e mancanza di attrezzature devono essere subito segnalate al responsabile di
cantiere
Verifiche da attuare
PRIMA DELL'UTILIZZO
- è dotato di parapetto normale
DURANTE L'UTILIZZO
- è posizionato in verticale
- le ruote sono bloccate
- lo spostamento è fatto senza persona sul ponte
- è ancorato alla struttura
Oltre alle misure di prevenzione di ordine generale nei confronti dei rischi sopra individuati (riportate
nella relazione introduttiva), nell’utilizzo dell’attrezzatura vengono applicate le seguenti misure di
prevenzione e protezione:
GENERALE
II montaggio e lo smontaggio del ponte su cavalletti viene eseguito da personale esperto e con
materiali omologati.
Durante l’utilizzo dell’attrezzatura, i lavoratori devono indossare i seguenti DPI con marcatura “CE”:
CAPITOLO 12
I lavoratori devono essere protetti dal rischio rumore mediante la valutazione dei livelli
sonori a cui risultano esposti nell’ambito dello specifico cantiere. Tale valutazione è
correlata da autocertificazione ai sensi del D.Lgs. 81/08.
Quello del rumore è un rischio che va tenuto in debita considerazione per tutelare la salute
dei lavoratori. Tuttavia le norme indicate dalla legislazione vigente sono riferite
essenzialmente ad attività svolte in luoghi chiusi, tipiche di aziende con sistemi produttivi
continui. Il cantiere edile costituisce un luogo di lavoro ove le attività lavorative sono in
continua variazione ed i mezzi operativi non hanno un impiego costante. In conseguenza,
non si ritiene opportuno procedere alla valutazione della soglia di rischio mediante
misurazioni e rilevazioni dirette, bensì facendo riferimento a specifici studi già eseguiti e
disponibili dalla letteratura.
Il metodo seguito per valutare il rumore presente in cantiere è il seguente:
individuazione delle fasi lavorative e valutazione dei livelli di esposizione personale
durante l'esecuzione delle stesse, in relazione ai posti di lavoro;
suddivisione dei lavoratori operanti in cantiere in gruppi omogenei secondo le attività
svolte previa individuazione, all'interno di ciascun gruppo omogeneo, dei livelli di
esposizione equivalenti relativi a ciascuna delle attività dello stesso gruppo e della
percentuale di tempo lavorativo dedicato a ciascuna delle attività svolte;
calcolo, per ciascun gruppo omogeneo, del livello di esposizione personale relativo
all'intera durata del ciclo produttivo risultante dalla seguente espressione:
Lep = 10 log 1/100 Σi Pi 10 Li/10
in cui:
Lep = livello di esposizione personale
Li = livello equivalente prodotto dalla medesima attività
Pi = percentuale di tempo dedicata all'attività medesima nell'arco della prestazione
lavorativa nello specifico cantiere.
Per questo livello di esposizione il datore di lavoro assume l'obbligo di informare i lavoratori,
ovvero i loro rappresentanti, su:
i rischi derivanti all'udito dall'esposizione al rumore;
le misure di protezione alle quali i lavoratori devono conformarsi;
le funzioni dei mezzi di protezione individuali;
le circostanze nelle quali è previsto l'uso di tali mezzi e le loro modalità di utilizzo;
il significato ed il ruolo del controllo sanitario;
i risultati ed il significato della valutazione.
DICHIARA
Sotto la propria responsabilità che per quanto riguarda il rischio rumore nessun addetto è
sottoposto ad un livello di esposizione al rumore superiore ai valori inferiore di azione
(LEX8h inferiore a 80 dB(A), con pressione acustica istantanea (ppeak) inferiore a 112 Pa
(135 dB(C) riferito a 20 (micro) Pa) e che la natura e l’entità dei rischi connessi rendono non
necessaria una valutazione maggiormente dettagliata dei rischi (Capo II, D.Lgs 81/08)
GIUSSANO, 27/11/2024
__________________
CAPITOLO 13
Protezione dei capelli - Le lavoratrici che operano o che transitano presso organi in rotazione presentanti pericoli di
impigliamento dei capelli, o presso fiamme o materiali incandescenti, devono essere provviste di appropriata cuffia di
protezione, resistente e lavabile e che racchiuda i capelli in modo completo.
Protezione del capo - I lavoratori esposti a specifici pericoli di offesa al capo per caduta di materiali dall'alto o per contatti
con elementi comunque pericolosi devono essere provvisti di copricapo appropriato.
Parimenti devono essere provvisti di adatti copricapo i lavoratori che devono permanere, senza altra protezione, sotto
l'azione prolungata dei raggi del sole.
Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a
disposizione attrezzature di protezione individuale
Protezione degli occhi - I lavoratori esposti al pericolo di offesa agli occhi per proiezioni di schegge o di materiali roventi,
caustici, corrosivi o comunque dannosi, devono essere muniti di occhiali, visiere o schermi appropriati.
Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a
disposizione attrezzature di protezione individuale
Le persone con difetti visivi debbono essere provviste di occhiali protettivi con lenti adatte a correggere le loro
menomazioni, in caso alternativo possono usare visiere o schermi avvolgenti che permettano l’ utilizzo dei propri occhiali
da vista.
In funzione della natura del rischio bisogna scegliere il più adatto, cioè:
Protezione delle mani - Nelle lavorazioni che presentano specifici pericoli di punture, tagli, abrasioni, ustioni, causticazioni
alle mani, i lavoratori devono essere forniti di manopole, guanti o altri appropriati mezzi di protezione.
Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a
disposizione attrezzature di protezione individuale
I principali requisiti che debbono avere questi mezzi di protezione possono così riassumersi:
- Buona resistenza al taglio, alla perforazione ed all’ abrasione;
- Ottima presa sul bagnato;
- Resistenza anche agli oli e solventi;
- Ottimo confort.
Nelle lavorazioni che presentano pericolo di lesioni alle mani i lavoratori devono usare guanti o altri mezzi di protezione
con caratteristiche adeguate in funzione del rischio dal quale si devono proteggere:
Protezione dei piedi - Per la protezione dei piedi nelle lavorazioni in cui esistono specifici pericoli di ustioni, di
causticazione, di punture o di schiacciamento, i lavoratori devono essere provvisti di calzature resistenti ed adatte alla
particolare natura del rischio.
Tali calzature devono potersi sfilare rapidamente, devono essere scarpe di sicurezza con puntale in acciaio e suola
antiperforamento e antisdrucciolo.
Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a
disposizione attrezzature di protezione individuale
Quasi tutte le lavorazioni presentano specifici pericoli di schiacciamento o punture per i piedi; perciò l’uso di scarpe
antinfortunistiche assume notevole importanza per l’incolumità sul lavoro.
Le calzature di sicurezza vanno utilizzate quando c’è il rischio di caduta di oggetti sui piedi, scivolamento, perforazione
della suola, punture, distorsioni, ecc.
Non devono essere sul luogo di lavoro calzature non adatte, come: sandali, mocassini, scarpe da ginnastica, ecc.
Là dove esista pericolo di schiacciamento ai piedi (magazzini, officine, cantieri,ecc.) vanno utilizzate calzature con puntale
antischiacciamento eventualmente a sfilo rapido.
Protezione delle altre parti del corpo - Qualora sia necessario proteggere talune parti del corpo contro rischi particolari, i
lavoratori devono avere a disposizione idonei mezzi di difesa, quali schermi adeguati, grembiuli, pettorali, gambali o uose.
Cinture di sicurezza - I lavoratori che sono esposti a pericolo di caduta dall'alto o entro vani o che devono prestare la loro
opera entro pozzi, cisterne e simili in condizioni di pericolo, devono essere provvisti di adatta cintura di sicurezza.
Indumenti di protezione:
- Indumenti di lavoro cosiddetti "di sicurezza" (due pezzi e tute);
- indumenti di protezione contro le aggressioni meccaniche (perforazioni, tagli, ecc.);
- indumenti di protezione contro le aggressioni chimiche;
- indumenti di protezione contro gli spruzzi di metallo fuso e di raggi infrarossi;
- indumenti di protezione contro il calore;
- indumenti di protezione contro il freddo;
- indumenti di protezione contro la contaminazione radioattiva;
- indumenti antipolvere;
- indumenti antigas;
- indumenti ed accessori (bracciali e guanti, ecc.), fluorescenza di segnalazione, catarifrangenti;
- coperture di protezione.
Elenco indicativo e non esauriente delle attività e dei settori di attività per i quali può rendersi necessario mettere a
disposizione attrezzature di protezione individuale
Nelle normali condizioni di lavoro, quando non esistono rischi particolari, la protezione del corpo è affidata al vestiario in
dotazione, che per la sue caratteristiche offre un discreto riparo contro la proiezione di piccole schegge e difende da
eventuali abrasioni dovute ad urti o sfregamenti.
Qualora sia necessario proteggere il corpo contro rischi particolari devono essere usati idonei mezzi di difesa come ad
esempio: grembiuli, pettorali, gambali, ecc..
CAPITOLO 14
MISURE PREVENTIVE E PROTETTIVE INTEGRATIVE AL PSC
In misura di prevenzione e protezione prevista nel PSC viene fatta l’integrazione col
protocollo condiviso.
GIUSSANO, 27/11/2024
______________________________
CAPITOLO 15
ALLEGATI
ALLEGATI
Oggetto: Designazione.
DESIGNA
Oggetto: Designazione.
DESIGNA
Con la presente la informiamo che a seguito dell’assemblea del i lavoratori l’hanno eletta quale loro
“Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza".
In tale ruolo Lei ha diritto:
a) di accedere ai luoghi di lavoro in cui si svolgono le lavorazioni;
b) di essere consultato preventivamente e tempestivamente in ordine alla valutazione dei rischi, alla
individuazione, programmazione, realizzazione e verifica della prevenzione nella azienda o unità produttiva;
c) di essere consultato sulla designazione del responsabile e degli addetti al servizio di prevenzione, alla attività
di prevenzione incendi, al primo soccorso, alla evacuazione dei luoghi di lavoro e del medico competente;
d) di essere consultato in merito all’organizzazione della formazione dei lavoratori;
e) di ricevere le informazioni e la documentazione aziendale inerente alla valutazione dei rischi e le misure di
prevenzione relative, nonché quelle inerenti alle sostanze ed ai preparati pericolosi, alle macchine, agli impianti,
alla organizzazione e agli ambienti di lavoro, agli infortuni ed alle malattie professionali;
f) di ricevere le informazioni provenienti dai servizi di vigilanza;
g) di ricevere una formazione adeguata in materia di salute e sicurezza concernente i rischi specifici esistenti
negli ambiti in cui esercita la propria rappresentanza, tale da assicurarle adeguate competenze sulle principali
tecniche di controllo e prevenzione dei rischi stessi;
h) di promuovere l’elaborazione, l’individuazione e l’attuazione delle misure di prevenzione idonee a tutelare la
salute e l’integrità fisica dei lavoratori;
i) di formulare osservazioni in occasione di visite e verifiche effettuate dalle autorità competenti, dalle quali è, di
norma, sentito;
l) di partecipare alla riunione periodica (annuale) di prevenzione e protezione;
m) di fare proposte in merito alla attività di prevenzione;
n) di avvertire il responsabile della azienda dei rischi individuati nel corso della sua attività;
o) di fare ricorso alle Autorità competenti qualora ritenga che le misure di prevenzione e protezione dai rischi
adottate dal datore di lavoro o dai dirigenti e i mezzi impiegati per attuarle non siano idonei a garantire la
sicurezza e la salute durante il lavoro.
Per lo svolgimento del suo ruolo disporrà del tempo necessario allo svolgimento dell’incarico senza perdita di
retribuzione, nonché dei mezzi e degli spazi necessari per l’esercizio delle funzioni e delle facoltà a Lei
riconosciute, anche tramite l’accesso ai dati, relativi agli infortuni sul lavoro, contenuti in applicazioni
informatiche. Non potrà subire pregiudizio alcuno a causa delle svolgimento della propria attività e nei suoi
confronti si applicano le stesse tutele previste dalla legge per le rappresentanze sindacali.
Le modalità per l’esercizio delle funzioni sono stabilite in sede di contrattazione collettiva nazionale.
Su sua richiesta e per l’espletamento della sua funzione potrà ricevere copia del Documento di Valutazione dei
Rischi dell’azienda e dei Documenti Unici di Valutazione dei Rischi di Interferenze esistenti nei contratti di
appalto, d’opera e/o di somministrazione
Il Rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è tenuto al rispetto delle disposizioni di cui al decreto legislativo
30 giugno 2003, n. 196 e del segreto industriale relativamente alle informazioni contenute nel Documento di
Valutazione dei Rischi nonché al segreto in ordine ai processi lavorativi di cui venga a conoscenza nell’esercizio
delle funzioni.
L’esercizio delle funzioni di rappresentante dei lavoratori per la sicurezza è incompatibile con la nomina di
responsabile o addetto al servizio di prevenzione e protezione.
Le modalità per l'esercizio delle suddette funzioni nonchè le modalità e i contenuti specifici della sua formazione
sono stabilite in sede di C.C.N.L.
GIUSSANO, 27/11/2024
IL DATORE DI LAVORO
…………………………………....
sovrintendere e vigilare sulla osservanza da parte dei singoli lavoratori dei loro obblighi di legge,
nonché delle disposizioni aziendali in materia di salute e sicurezza sul lavoro e di uso dei mezzi di
protezione collettivi e dei dispositivi di protezione individuale messi a loro disposizione e, in caso
di persistenza della inosservanza, informare i loro superiori diretti;
verificare affinché soltanto i lavoratori che hanno ricevuto adeguate istruzioni accedano alle zone
che li espongono ad un rischio grave e specifico;
richiedere l’osservanza delle misure per il controllo delle situazioni di rischio in caso di
emergenza e dare istruzioni affinché i lavoratori, in caso di pericolo grave, immediato e
inevitabile, abbandonino il posto di lavoro o la zona pericolosa;
informare il più presto possibile i lavoratori esposti al rischio di un pericolo grave e immediato
circa il rischio stesso e le disposizioni prese o da prendere in materia di protezione;
astenersi, salvo eccezioni debitamente motivate, dal richiedere ai lavoratori di riprendere la loro
attività in una situazione di lavoro in cui persiste un pericolo grave ed immediato;
segnalare tempestivamente al datore di lavoro o al dirigente sia le deficienze dei mezzi e delle
attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale, sia ogni altra condizione di
pericolo che si verifichi durante il lavoro, delle quali venga a conoscenza sulla base della
formazione ricevuta;
frequentare appositi corsi di formazione secondo quanto previsto dall’articolo 37 del d. lgs. n.
81/08 e s.m.i..
……………………………...
………………………………………
I DPI ricevuti sono tutti provvisti di marcatura CE in quanto conformi, secondo quanto
previsto dall’art. 76 cc. 1 e 2 del D.Lgs. 81/08, alle norme ex D.Lgs. 475/92 e risultano
adeguati ai rischi da prevenire senza comportare di per sè un rischio maggiore, sono
adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tengono conto delle esigenze
ergonomiche o di salute, sono adattabili all’utilizzatore secondo le sue necessità:
Dichiara, altresì, che sono state fornite le informazioni sui rischi protetti dai suddetti mezzi,
le istruzioni comprensibili per l'uso, la formazione e l'addestramento sul corretto utilizzo
pratico.
Mi impegno in particolare a:
- utilizzare con cura il materiale fornito
- segnalare immediatamente le deficienze dei dispositivi, dei mezzi di sicurezza e di
protezione riscontrate, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo
- non rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di sicurezza e di protezione
- non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre non di propria competenza
e che possano compromettere la sua sicurezza e quella di altre persone.
In fede
I DPI ricevuti sono tutti provvisti di marcatura CE in quanto conformi, secondo quanto
previsto dall’art. 76 cc. 1 e 2 del D.Lgs. 81/08, alle norme ex D.Lgs. 475/92 e risultano
adeguati ai rischi da prevenire senza comportare di per sè un rischio maggiore, sono
adeguati alle condizioni esistenti sul luogo di lavoro, tengono conto delle esigenze
ergonomiche o di salute, sono adattabili all’utilizzatore secondo le sue necessità:
Dichiara, altresì, che sono state fornite le informazioni sui rischi protetti dai suddetti mezzi,
le istruzioni comprensibili per l'uso, la formazione e l'addestramento sul corretto utilizzo
pratico.
Mi impegno in particolare a:
- utilizzare con cura il materiale fornito
- segnalare immediatamente le deficienze dei dispositivi, dei mezzi di sicurezza e di
protezione riscontrate, nonché le altre eventuali condizioni di pericolo
- non rimuovere o modificare i dispositivi e gli altri mezzi di sicurezza e di protezione
- non compiere, di propria iniziativa, operazioni o manovre non di propria competenza
e che possano compromettere la sua sicurezza e quella di altre persone.
In fede
AUTOCERTIFICAZIONE
DEL POSSESSO DEI REQUISITI TECNICO PROFESSIONALI
Art. 26,comma 1, lettera a) del D.LGS. 9 aprile 2008 n. 81
ai sensi e per gli effetti di cui all’art. 47 del D.P.R. 28/12/2000 n. 445, nonché dell’art. 26
comma 1lettera a) punto 2 del Decreto Legislativo 9 aprile 2008, n. 81, consapevole delle
pene stabilite per le false attestazioni emendaci dichiarazioni previste dal Codice Penale e
dalle Leggi speciali in materia e delle conseguenti responsabilità civili e contrattuali
DICHIARO
Firma e timbro
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