NIETZSCHE
Lo stile di Nietzsche è complesso, basta pensare che ha ispirato sia pensatori di destra
che di sinistra.
Nietzsche si scaglia contro la società
preferisce gli aforismi ai lunghi discorsi
vuole che il suo pensiero sia di difficile interpretazione, perché non vuole che sia per
tutti.
La filosofia di Nietzsche è sferzante non è frutto di lunghi ragionamenti, egli stesso disse
"io sono una dinamite": si scaglia contro fondamenta della cultura occidentale, vuole far
saltare in aria tutto. Scrive sferzando colpi a destra e a manca, anche con frasi tremende.
LA NASCITA DELLA TRAGEDIA
Studia la tragedia greca, allargandosi all'intera cultura.
Il mondo greco è diventato il mondo dell’ordine e dell’armonia, non è in realtà non è così.
Si alternano due spiriti, da un lato l'uomo cercava l'ordine, ma dall'altro accettava che
fosse caos:
lo spirito apollineo, lo spirito razionale, che cerca di trovare nel mondo ordine e
armonia
lo spirito dionisiaco, spirito della dismisura, che cerca il caos e l’ebrezza
I due spiriti inizialmente convivevano separati e opposti (nella tragedia epopea e musica),
ma a un certo punto si fondono, l'equilibrio si rompe e l'apollineo soffoca il dionisiaco.
Schopenhauer dice che c'è un velo che ci nasconde la natura caotica del mondo. Secondo
lui dobbiamo rifiutare la vita per sfuggire dal caos del mondo → apollineo.
Nietzsche vede il mondo allo stesso modo, ma non è d’accordo con la soluzione di
Schopenhauer. Secondo lui dobbiamo dire sì alla vita, riconoscere e accettare il caos del
mondo per godercelo → dionisiaco
LA STORIA
secondo Nietzsche la storia è più negativa che positiva, perché rischiamo di rimanere
ancorati al passato senza evolverci. Individua tre tipi di storia, tre tipi di approcci che
l’uomo può avere verso la storia, e per superare i propri limiti vanno fuse queste tre:
storia monumentale: si guarda al passato alla ricerca di modelli da replicare
storia antiquaria: ci si sente eredi e connessi al proprio passato, ti impedisce di
andare avanti al futuro, "mummifica la vita"
storia critica: guarda al passato con criticità, una storia che porta al futuro, ma rischia
di farci distaccare totalmente al passato, cosa anche essa sbagliata
DA CAMMELLI DOBBIAMO DIVENTARE LEONI E DA LEONI FANCIULLI
l'uomo inizialmente è un cammello perché è piegato dal passato, deve capirlo e ribellarsi
→ diventa leone, fase esplosiva, ci si scaglia aggressivamente contro il passato →
diventa fanciullo (superuomo), dopo aver demolito tutto non si ferma, ma ricostruisce
tutto.
LA MORTE DI DIO
Un folle con la lanterna dice di cercare Dio, ma la folla di non crede e lo prende in giro. Il
folle scaglia a terra la lanterna e dice "Dio è morto e noi lo abbiamo ucciso", accusando
le persone intorno a lui e sé stesso, chiedendosi come abbiamo potuto farlo, che ora
siamo abbandonati e persi in un mondo senza Dio. La folla si spaventa, ma reagisce con
scetticismo, quindi folle va via e va nelle chiese, continuando a dire che Dio è morto, ma
viene allontanato. Il mondo non è pronto ad accettare e a rendersi conto di aver ucciso
Dio, “vengo troppo presto”, dice.
Nietzsche è ateo e ritiene che la vita sia priva di senso, quindi l'uomo si inventa delle
bugie per accettare questa cosa, come si è inventato Dio e il paradiso. L'uomo non
sopporta la verità e ha bisogno di vivere nell'illusione, di credere in questa figura
onnipotente al di sopra di noi, che controlla tutto e che, dopo il caos e il dolore della vita,
premia con il paradiso. Il mondo non si è ancora accorto che Dio è una bugia e che lo ha
ucciso, e quando si libera dalla dipendenza da Dio lo sostituisce con qualche altra
illusione.
La morte di Dio simboleggia un crollo delle certezze dell’uomo, una profonda crisi,
perché rappresenta il crollo di tutte queste illusioni che aiutano l’uomo ad accettare la vita
e a capirne il senso.
OLTREUOMO / SUPERUOMO
Questa figura è introdotta nell’opera degli insegnamenti di Zarathustra.
Il superuomo dice sì alla vita e smette di rifugiarsi nelle illusioni, vive dionisicamente,
accetta il caos del mondo. Non fugge dalla realtà della vita, la accetta, accetta che Dio è
morto, deve uccidere dio e per farlo deve diventare Dio di sé stesso.
I valori del superuomo sono:
1- ETERNO RITORNO DELL'UGUALE
Nietzsche rifiuta la visione lineare del tempo, secondo lui il tempo è un cerchio, tutto
prima o poi ritorna e prima o poi il tempo ricomincia e si ripete uguale.
Racconta una storia in cui un viaggiatore si trova davanti a due porte da cui partono due
strade, una è il passato e una è il futuro, sorvegliate da un nano. Il nano, però, lo avvisa di
fare attenzione, perché le strade sono curve e alla fine si congiungono.
Zaratustra vede un pastore con un serpente in bocca, cerca di aiutarlo, ma lui morde la
testa del serpente e diventa superuomo. Questo significa che ha accettato l'eterno ritorno.
Il superuomo gioisce all'eterno ritorno, perché ha accettato la vita, ha accettato che
non c'è un aldilà, mentre l'uomo normale no, perché accettarlo non significherebbe solo
accettare che non c'è un aldilà, ma anche che la sofferenza vissuta dicendo no alla vita va
vissuta all'infinito più volte.
2- CRITICA DELLA MORALE
Nietzsche dice no alla morale cristiana del suo tempo, perché ritiene dica no alla vita,
promuovendo l’astinenza. Il superuomo rifiuta la morale tradizionale, perché rifiuta di farsi
dominare.
Secondo lui la morale è una creazione umana, non è qualcosa di eterno. Ritiene si sia
formata per far sì che l’uomo non si ribelli, che obbedisca a chi è al potere in modo che sia
al potere per sempre. Non è qualcosa di innato, ma qualcosa di inventato dall’uomo per
dominare l’altro uomo.
Va alle origini, prima della morale cristiana, la morale più diffusa era quella romana, che
aveva valori totalmente opposti. Non era la morale degli ultimi, ma dei primi, che lodava la
forza, l’orgoglio, il sesso e la guerra. In seguito a questa c’è stato una sorta di
ribaltamento della morale ed è sopraggiunta quella cristiana, totalmente opposta, che
lodava l’umiltà, la pace, gli ultimi, quella che Nietzsche chiama “morale degli schiavi”.
Nietzsche individua questo ribaltamento nel fatto che anticamente la classa dei sacerdoti
non aveva molto potere, ma lo invidiava, quindi individuò una tavola di valori esattamente
opposta a quella corrente, proponendo una morale opposta, facendo una sorta di colpo di
stato morale.
Il superuomo deve rifiutare la morale degli schiavi, ma anche quella antica, ritenuta valida,
perché deve rifiutare qualsiasi morale imposta dall’esterno e fondarne una propria,
grazie alla volontà di potenza.
3- VOLONTA DI POTENZA
È la caratteristica principale del superuomo, è il modo in cui egli vive.
Schopenhauer aveva già parlato di volontà, ma per lui era più una volontà di vivere, di
esistere nonostante la sofferenza della vita. A Nietzsche questo non bastava, il superuomo
non si accontenta di vivere, ma vuole sempre di più. La volontà di potenza è la spinta a
crescere, a creare, la costante spinta ad autosuperarsi, essere sempre migliore di sé
stesso.
Accettando che il mondo e caos e che la vita è priva di senso, il superuomo, grazie alla
volontà di potenza, può darglielo, per questo è Dio di sé stesso.