Sigmund Freud
Sigmund Freud, (Freiberg, 6 maggio 1856 – Hampstead, 23
settembre 1939) è stato un neurologo, psicoanalista e filosofo
austriaco, fondatore della psicoanalisi, sicuramente la più
famosa tra le correnti teoriche e pratiche della psicologia.
È noto per aver elaborato una teoria scientifico-filosofica,
secondo la quale i processi psichici inconsci esercitano influssi
determinanti sul pensiero, sul comportamento umano e sulle
interazioni tra individui: di formazione medica, tentò di stabilire
correlazioni tra la visione dell'inconscio, rappresentazione
simbolica di processi reali, e delle sue componenti con le
strutture fisiche della mente e del corpo umano[1], teorie che
hanno trovato parziale conferma anche nella moderna
neurologia e psichiatria.
La nascita della psicoanalisi
Generalmente si usa datare la nascita della psicoanalisi con la
prima interpretazione di un sogno scritta da Freud, un suo
sogno della notte tra il 23 e il 24 luglio 1895, riportato anche ne
L'interpretazione dei sogni come "il sogno dell'iniezione di
Irma". La sua interpretazione rappresenta l'inizio dello sviluppo
della teoria freudiana sul sogno. L'analisi dei sogni segna
l'abbandono del metodo ipnotico utilizzato in quella fase del
suo sviluppo, che a ragione si può definire l'inizio della
psicoanalisi.
Altri legano la nascita della psicoanalisi alla prima volta in cui
Freud usò il termine "psicoanalisi", cioè nel 1896 dopo aver
svolto un'esperienza di 10 anni nel settore della psicopatologia,
quando scrisse due articoli nei quali, per la prima volta, parla
esplicitamente di "psicoanalisi" per descrivere il suo metodo di
ricerca e trattamento terapeutico. La psicoanalisi è la
traduzione dal tedesco del neologismo impiegato da Freud dal
1896 per indicare:
● un procedimento per l'indagine di processi mentali
altrimenti inaccessibili;
● un metodo terapeutico che trae le sue origini
dall'indagine psicoanalitica avente per fine la cura delle
nevrosi;
● un insieme di concezioni psicologiche (teoria della
psiche).
Sebbene oggi la paternità del metodo psicoanalitico sia
attribuita a Freud, egli, nella prima conferenza a Boston,
riconobbe che l'eventuale merito non sarebbe spettato a lui,
bensì al dottor Joseph Breuer, il cui lavoro è antecedente agli
studi di Freud e ne costituisce il punto di partenza
La malattia e la morte
Un anno prima della morte, nel 1938, al suo arrivo a Londra
aveva concesso un'intervista, la quale si era conclusa con uno
sguardo alla strada ancora da percorrere per la scienza
neonata: «La lotta non è ancora terminata», affermava. Quando
era morta sua madre, Amalia Nathanson Freud, a 95 anni, nel
1930, Freud, già malato di tumore, aveva scritto a Ernest Jones
di avere finalmente guadagnato la libertà di morire, perché era
sempre stato ossessionato dall'idea che potessero comunicare
alla madre la sua [Link] si affidò al sentimento della figlia
e il medico aumentò gradualmente la dose di oppiacei. Morì
due giorni dopo, senza risvegliarsi dal sonno tranquillo che la
morfina gli aveva provocato.