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Tracce Lamellare

Ciclo produttivo - Tecnologie - Applicazioni Pubblicazione della Moretti Interholz
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© © All Rights Reserved
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TRACCE

DI LAMELLARE
Questo volume nasce per volontà della Moretti In-
terholz ed ha lo scopo di incentivare la conoscenza
del legno lamellare, sia nelle sue caratteristiche tec-
Ciclo produttivo - Tecnologie - Applicazioni nico- produttive sia in ambito applicativo. All’interno si
propone una panoramica dei principali temi professio-
nali legati all’impiego progettuale del lamellare. Scor-
rendo le pagine ci si addentra nella comprensione di
Pubblicazione della Moretti Interholz questo materiale, grazie anche ai contributi di esperti
con i contributi di del settore: Giovanni Pallaver, Andrea Casellato e Gior-
gio Gislimberti. Si può capire meglio perché il legno
Giovanni Pallaver, Andrea Casellato e Giorgio Gislimberti
lamellare si è imposto all’attenzione dei progettisti,
venendo incontro alle richieste della committenza
per ragioni che vanno oltre il semplice richiamo alla
naturalità e alla bellezza che il legno stesso esprime.
Finestre tematiche sono dedicate al comportamento
del lamellare nei confronti del fuoco e alle sue capa-
cità nel coprire grandi luci. Nella prima parte, il saggio
affronta anche i temi della protezione e manutenzione
del lamellare, gli accorgimenti per il trasporto e il mon-
taggio e la tecnologia e il comportamento del materia-
le. Per passare poi agli schemi statici e ai nodi.
Il “cuore” di questo saggio è il repertorio delle case
history: 28 casi affrontati in modo analitico, spiegando
le principali scelte progettuali e tecnico-costruttive. Le
tipologie dei progetti presentati sono molteplici: spa-
ziano dalle coperture per centri sportivi alle aziende
vinicole, dai centri commerciali alle chiese e comunità.
Le notizie fornite in tutte le case history sono illustra-
te e commentate con un ampio repertorio di disegni,
schemi e immagini.
TRACCE DI LAMELLARE
Ciclo produttivo - Tecnologie - Applicazioni

Pubblicazione della Moretti Interholz


con i contributi di Giovanni Pallaver, Andrea Casellato e Giorgio Gislimberti
“Tracce di Lamellare”
Questa dispensa tecnica intende partecipare in for-
ma propositiva al dibattito professionale riguardante
l’impiego del legno lamellare nell’architettura e nella
progettazione. Si distingue nel panorama editoriale
del settore per lo spazio dedicato ad un repertorio di
case history, che mostra le potenzialità espressive e
la versatilità del lamellare. I progetti presentati eviden-
ziano come il legno lamellare sia un materiale vivo,
dinamico, capace in modo naturale di risolvere com-
piti impegnativi, continuando a mostrare tutta la sua
bellezza. Il saggio è rivolto a chi ama il lamellare e a
chi desidera conoscerlo meglio per apprezzarlo di più.
Ma soprattutto per utilizzarlo con maggiore frequenza
nei propri progetti, grazie anche alle sue prerogative
tecnico-funzionali. che per diversi aspetti sono uniche.
Pensiamo ad esempio alla resistenza al fuoco e alla
sua spontanea antisismicità. Sembra quasi che il legno
abbia “intuito” e pensato i temi e le necessità delle co-
struzioni moderne, offrendoci la soluzione più naturale,
oltre che la più bella.
Buona lettura.

Lorenzo Guerini
Presidente Moretti Interholz
I PARTE Note sul prodotto e sulla progettazione
1.1 Processo tecnologico di produzione
1.2 Protezione e manutenzione
1.3 Trasporto e montaggio del lamellare
1.4 Tecnologia e comportamento del legno lamellare
1.5 Il comportamento al fuoco e Classi di reazione
1.6 Schemi statici e nodi
1.7 Solaio collaborante legno-calcestruzzo

II PARTE Case history

APPENDICI Credits
Glossario
I Parte
Note sul prodotto
e sulla progettazione
Note sul prodotto e sulla progettazione

1.1
Processo tecnologico di produzione

PRODOTTO E CICLO PRODUTTIVO


PROGETTARE CON IL LEGNO
Il legno lamellare nasce con lo scopo di superare i limiti di-
Le strutture in legno acquistano una sempre maggiore
mensionali propri dei tronchi da cui si ricavano le travi. Da
importanza nella caratterizzazione dell’ambiente costrui-
un solo tronco non è possibile ottenere elementi di sezione
to, sia esso interno che esterno, nel loro rapporto con
e lunghezza tali da coprire luci superiori ai 10-12 metri e nem-
l’ambiente ed il paesaggio naturali.
meno ottenere travi di forme curvilinee.
Il legno lamellare, in quanto prodotto derivato dal legno,
Per ottenere strutture lignee di luci elevate si è ovviato, già
mantiene tutti i pregi dell’essenza naturale e rispetto ad
nel passato con il legno massiccio, mediante la realizzazione
altri materiali da costruzione rappresenta anche una “fi-
di travi composte (capriate e reticolari) ottenute assemblan-
nitura” in grado di integrarsi nello spazio architettonico
do meccanicamente elementi lignei di dimensioni limitate e
senza ulteriori trattamenti o rivestimenti.
compatibili con quelle dei tronchi.
Tuttavia essendo anche un prodotto ricavato da un pro-
Per ottenere elementi curvilinei, nel corso della storia si è
cesso tecnologico supera i difetti che erano propri del
provveduto dapprima mediante assemblaggi meccanici di ta-
legno massiccio. Grazie all’eliminazione delle imperfe-
vole rettilinee sovrapposte e chiodate tra loro e successiva-
zioni macroscopiche, allo scarto delle sezioni difettose e
mente tagliate per dare la sagomatura curva, in seguito sono
attraverso la composizione delle travi con tavole statisti-
state utilizzate lamelle curvate a freddo e mantenute nella
camente non provenienti dallo stesso tronco, si ottiene
forma curvilinea da biette di legno o piastre metalliche.
sia un incremento delle caratteristiche statiche del mate-
Ai primi del ‘900, con lo sviluppo di collanti specifici, inizial-
riale, che un miglioramento della sua durabilità oltre che
mente di origine naturale e successivamente di origine sinte-
un contenimento delle fessurazioni con conseguente ri-
tica, ha avuto inizio la produzione di legno lamellare incollato.
duzione della vulnerabilità alle fiamme in caso d’incendio.
Il legno lamellare è ancora indubbiamente legno, mantenen-
Il processo tecnologico che prevede l’assemblaggio di ta-
done tutti i pregi, ma è anche un prodotto nuovo, un prodotto
vole tramite giunto a pettine e il loro reciproco incollaggio
industriale che attraverso il procedimento tecnologico supe-
consente di produrre elementi di lunghezza e di sezione
ra i difetti propri del legno massello.
impensabili con travi ricavate semplicemente da un unico
Il processo di produzione del legno lamellare incollato è un
tronco e di asse anche curvilineo.
insieme di operazioni che consistono essenzialmente nella
Il risultato finale è un materiale da costruzione estrema-
riduzione del tronco in assi e nella loro ricomposizione, tra-
mente leggero, con un peso specifico circa 1/6 del calce-
mite incollaggio, fino a dare origine a elementi di forma e
struzzo armato e conseguente riduzione delle sollecita-
dimensione prestabilita.
zioni dei pesi propri sugli altri elementi strutturali ( pilastri,
fondazioni, muri…) ma dotato di resistenze paragonabili
Rispetto al legno massiccio, il ciclo produttivo del legno la-
a quelle del C.A e simili a trazione e a compressione, ma
mellare permette tra l’altro l’eliminazione dei difetti macro-
anche un materiale facilmente adattabile nella forma alle
scopici (nodi grossi, nodi cadenti, fessure) mediante lo scar-
molteplici geometrie richieste dai progettisti.
to delle sezioni difettose e permette la riduzione dei difetti
Infine, non dimentichiamoci che le strutture in legno la-
minori mediante la composizione con tavole statisticamente
mellare rientrano nella categoria delle strutture prefabbri-
non dello stesso tronco (almeno non nella successione na-
cate e pertanto il loro montaggio in cantiere risulta molto
turale).
rapido.
Ciò comporta un miglioramento delle caratteristiche mecca-
niche, una limitazione delle fessurazioni e quindi un miglio-
ramento della durabilità (migliore comportamento agli sbalzi
termoigrometrici) e migliore sicurezza in caso di incendio.
Il legno lamellare può essere considerato un ottimo mate-
riale da costruzione pensando ad esempio al peso specifico

8
limitato in rapporto all’elevata resistenza, alla possibilità di Le colle più comunemente usate nella pratica costruttiva
essere lavorato con semplicità, alla rinnovabilità sul territorio, sono di origine sintetica a base di melamina e formaldeide.
alla possibilità di riciclo e smaltimento.
Il legno lamellare, grazie alla sua notevole versatilità, può es- 3. PRESERVANTI
sere impiegato come materiale da costruzione nei più svaria- I preservanti (detti comunemente impregnanti) hanno lo sco-
ti settori edilizi come ad esempio: po di proteggere il legno lamellare dall’azione aggressiva di:
- palestre e palazzetti dello sport, tennis, piscine, biblioteche, - funghi xilofagi, distruttori del legno, dell’azzurramento (pro-
chiese; ducono alterazioni cromatiche con effetti estetici ma non
- centri commerciali e direzionali; meccanici) e della marcescenza (la cosiddetta “carie” del
- edifici residenziali, recupero del patrimonio edilizio esisten- legno, che alterano le caratteristiche meccaniche del le-
te; gno)
- edifici industriali, artigianali e magazzini; - insetti, che possono svolgere la loro azione di degrado
- ponti, passerelle pedonali e pensiline. come larve o come insetti adulti
- raggi UV, che provocano una alterazione fotochimica del
legno con conseguente perdita delle caratteristiche di re-
MATERIE PRIME sistenza meccanica.

Il legno lamellare viene prodotto partendo dalle seguenti ma-


terie prime: PROCESSO PRODUTTIVO DEL LEGNO LAMELLARE

1. LEGNAME Controllo e qualificazione del legname


Le caratteristiche tecniche del prodotto finito dipendono dal-
la materia prima, che deve presentare caratteristiche il più Gli elementi di base costituenti la produzione del legno la-
omogenee e uniformi possibile. mellare sono tavole, ottenute dal taglio del tronco massiccio
La specie legnosa utilizzata quasi esclusivamente in Europa ed essicate opportunamente entro limiti di umidità pari a 8
è l’abete rosso, in quanto facilmente reperibile e incollabi- -15%
le, compatibilmente con i requisiti richiesti. Per lavorazioni Durante il ciclo produttivo viene controllata l’umidità relativa
o destinazioni d’uso speciali all’aperto può essere utilizzato di ogni tavola quelle che non rispettano i particolari requisiti
il larice. richiesti vengono scartate automaticamente. Tutti i valori mi-
Le tavole vengono suddivise in classi di qualità, che ne in- surati vengono registrati e conservati per i controlli degli enti
dividuano le caratteristiche fisico-meccaniche e che condi- di certificazione preposti.
zionano i valori delle corrispondenti classi di resistenza del Successivamente ogni tavola viene selezionata nel dettaglio,
prodotto finito. dapprima a vista e successivamente a macchina, al fine di
provvedere alla eliminazione delle parti difettose mediante
2. COLLA una opportuna sezionatura.
Le colle costituiscono uno degli elementi più importanti e
delicati dal punto di vista operativo e tecnologico. I collanti
formano dei legami intermolecolari fra la colla stessa e le Formazione e incollaggio del giunto a pettine
sostanze che costituiscono il legno che impediscono ogni
scorrimento tra le lamelle. La formulazione chimica dei col- Tutte le tavole sezionate vengono impacchettate per esegui-
lanti deve inoltre garantire una elevata resistenza all’azione re le fresature sulle due testate che creano i cosiddetti giunti
degradante degli agenti atmosferici. a pettine. Si tratta di particolari fresature che, ricoperte dalla
Le caratteristiche del collante devono essere tali che i piani di colla e pressate opportunamente, consentono la formazione
incollaggio non siano piani preferenziali di rottura. delle lamelle di lunghezza pari a quella della trave richiesta.

9
Note sul prodotto e sulla progettazione

La geometria del giunto “a dita”(o “a pettine”) deve essere Piallatura e finitura delle travi
molto precisa per garantire il perfetto contatto tra le superfici
incollate, condizione indispensabile affinchè la sezione giun- I manufatti, all’uscita dello strettoio, dovranno riposare prima
tata abbia una resistenza pari a quella del legno delle tavole. che vengano sottoposti alla piallatura finale o ad operazioni
Nella figura a pag.10 è rappresentato un tipico giunto a dita di falegnameria.
del legno lamellare. Successivamente i manufatti vengono fatti passare attraver-
so una pialla, in modo da dare all’elemento lo spessore finito
Le tavole così giuntate di testa vengono piallate ad una spes- e rendere uniformi e lisce le superfici laterali. Dopo la pial-
sore preciso, in modo da creare superfici piane e lisce, e latura, in falegnameria si esegue il taglio delle estremità per
tagliate alla lunghezza desiderata. In questo modo si otten- ottenere la lunghezza richiesta oltre a ulteriori operazioni di
gono le cosiddette “lamelle”. finitura che possano essere effettuate mediante macchina a
Generalmente lo spessore più comune delle lamelle piallate controllo numerico:
è di 33 mm oppure 40 mm. Per comporre travi con raggio di - Intagli: es. per carpenteria metallica a scomparsa
curvatura inferiore a mt 6,4 vengono utilizzate lamelle con - Ribassi: es. per portare piastre a filo
spessori minori in relazione alle specifiche necessità. - Forature: in genere per bulloni e perni
- Smussi: utili per evitare danni alla sezione nei trasporti e
montaggio (di norma 5*5 mm)
Incollaggio e pressatura delle lamelle - Sagomature varie
- Ripassature: tasche di resina, difetti di piallatura, danni da
L’incollaggio fra le lamelle viene effettuato spalmando con urti, tasselli per nodi cadenti e così via.
un sistema “a pioggia” una quantità controllata di colla. Le L’ultima operazione prevista dal ciclo produttivo consiste
lamelle vengono quindi impacchettate e pressate l’una all’al- nell’applicazione di prodotti preservanti, applicati a pennello
tra applicando una pressione il più possibile uniforme e con o a rullo, aventi funzione estetica (ampia gamma di colori
valori definiti dalla normativa. Tale operazione viene effettua- disponibili) e protettiva in relazione alla classe di servizio ri-
ta in un apposito letto di pressaggio costituito da una serie chiesta della singola commessa.
di telai in acciaio affiancati (piantane rigide) contro le quali
viene pressato il fascio di lamelle tramite una serie di mar-
tinetti idraulici o pneumatici. L’operazione di posizionamento
delle lamelle e di chiusura della pressa deve essere fatta il
più rapidamente possibile, per evitare che la colla cominci a
indurire, compromettendo l’efficacia dell’incollaggio. In caso
di travi curve, le piantane dello strettoio vengono posizionate
secondo una sagoma corrispondente alla forma curva della
trave da ottenere.
Le travi rimangono nella pressa per un periodo variabile da 4
a 12 ore, dipendentemente dal tipo di colla usata, durante il
quale la temperatura ambientale non deve comunque esse-
re mai inferiore a 18° C.
l = Lunghezza del dito
il controllo delle condizioni termoigrometriche dei locali di
p = Passo
produzione è fattore fondamentale al fine di un incollaggio
efficace. Il processo chimico che sta alla base dell’induri- bt = Larghezza in punta
mento delle colle è infatti fortemente influenzato dal conte- lt = Franco in punta
nuto d’acqua del legno, il quale a sua volta varia in funzione 1) = Asse di simmetria
delle condizioni dell’ambiente circostante.

10
1 2

3 4

5 6

11
1.2
Protezione e manutenzione

Durabilità delle strutture in legno lamellare Oltre alla protezione costruttiva, molto efficace nei confronti
delle azioni atmosferiche ed ambientali, è opportuno garan-
Il legno può subire alterazioni per l’attacco di agenti parassiti tire la protezione delle strutture in legno da insetti e muffe
(muffe, funghi ed insetti) e di agenti atmosferici (raggi UV) mediante una protezione chimica. Il metodo più utilizzato nel
che possono determinare un degrado delle originarie carat- settore strutturale è l’impregnazione, eseguita generalmen-
teristiche fisico-meccaniche. te con prodotti ad azione polivalente: elementi chimici che
Il legno tuttavia non è l’unico materiale da costruzione con inibiscono l’aggressione degli organismi e che creano una
un naturale limite di durabilità: è ben noto infatti che anche barriera superficiale idrofuga ed in grado di aumentare l’iner-
l’acciaio e il calcestruzzo sono aggredibili da agenti esterni zia igroscopica del legno, pigmenti con effetto decorativo e
(come l’ossidazione, la carbonatazione, ecc.) nel contempo barriera contro l’azione dei raggi UV e quindi
Pertanto ogni materiale subisce un inevitabile decadimento contro l’invecchiamento precoce.
che richiede una specifica protezione e manutenzione. Questo trattamento protettivo va inteso come l’inizio di un
Il degrado del legno esposto agli agenti atmosferici è deter- processo di manutenzione del legno.
minato da una combinazione di reazioni fotochimiche, di azio-
ni fisico meccaniche e biologiche che sono dipendenti dal La sorveglianza e la manutenzione ordinaria di una struttura
tipo di legname e di clima, nonché dal grado di esposizione. in legno lamellare riguardano:
- gli elementi in legno lamellare e legno massiccio;
La principale azione di protezione, che tuttavia è spesso sot- - la carpenteria in acciaio necessaria al collegamento dei ma-
tovalutata o dimenticata, è la cosiddetta “protezione costrut- nufatti medesimi;
tiva” che non può essere tralasciata nemmeno in presenza - gli elementi di finitura (pacchetto tetto, manto di copertu-
di una protezione chimica degli elementi. La protezione co- ra, ecc.)
struttiva consiste in una corretta esecuzione dei particolari
costruttivi: sporti di gronda, copertine, rivestimenti di tavole
o scandole, ma anche corretti interstizi aereati contro con- Protezione e manutenzione dei manufatti in legno
dense o barriere contro vapore ed umidità ascendenti.
Il legname tenuto in ambiente asciutto e riparato dura molto Particolare importanza riveste, nella durabilità dei manufattti
di più che non quello esposto agli agenti atmosferici ed al- in legno lamellare, la manutenzione delle parti direttamen-
l’umidità. Mantenere il legname costantemente ad umidità te esposte agli agenti atmosferici, per le quali si consiglia
inferiori al 20% rende possibile la conservazione delle strut- di verificare lo stato della superficie. Nei manufatti esposti
ture. all’esterno (esposti al sole senza protezione da parte della
Il legno non deve essere raggiunto dall’umidità ascendente falda) si consiglia di verificare lo stato della superficie e quin-
del terreno, delle murature o da infiltrazioni delle coperture, di intervenire con una procedura, organizzata nelle seguenti
ma nemmeno dall’umidità di condensa, che spesso si forma fasi:.
nelle intercapedini non sufficientemente coibentate o aerate 1. Se la superficie non è ancora fortemente danneggiata e lo
di pareti o coperture. stato superficiale è integro:
Tassativo quindi tenere “all’asciutto” il legno durante tutta la a. Pulire la superficie dalla polvere e abradere lo strato su-
vita della costruzione. perficiale con spazzole in saggina o materiale equivalente
(poco abrasivo);

12
b. Applicare con un pennello o rullo una o più mani (al bi- presentano ampie superfici illuminanti (lucernari, manto di
sogno) di impregnante all’acqua secondo la direzione della copertura in vetro, policarbonato ecc) per le quali l’esposizio-
fibra del legno; se si lavora in pieno sole o con temperature ne ai raggi solari risulta maggiore.
inferiori ai 15°C o superiori ai 25°C meglio utilizzare impre-
gnante al solvente per una più facile applicazione. Nei manufatti utilizzati all’interno la protezione dell’impre-
c. Applicare con un pennello una mano di vernice di finitura gnante si mantiene per anni.
traspirante e idrorepellente che non formi spessore e non
sfogli e che contenga sostanze anti-vegetative e filtri UV Per mantenere inalterata nel tempo la funzionalità della strut-
per contrastare l’azione demolitrice dei raggi solari. tura, è buona regola definire uno scrupoloso programma di
manutenzione. A titolo esemplificativo dovrebbe prevedere
2. Se la superficie è fortemente danneggiata perché l’inter- le seguenti atttività di verifica cadenzate nel tempo:
vallo di manutenzione è stato eccessivamente lungo e la ver-
nice si presenta completamente consumata: OGNI ANNO
a. Pulire la superficie con una spazzola a fili ottonati o mate- - Ispezionare lo stato di conservazione delle parti orizzonta-
riale equivalente per togliere le parti che si staccano e le li dei manufatti in legno esposti agli agenti atmosferici ed
fibre del legno non consolidate, successivamente procede- eventualmente intervenire in funzione dello stato di degra-
re con carteggiatura e soffiatura finale della polvere. do delle superfici lignee.
b. Applicare con un pennello o rullo una o più mani (al bi- - Verificare il serraggio delle bullonature e la tenuta dei tas-
sogno) di impregnante all’acqua secondo la direzione della selli di inghisaggio alle strutture in c.a. in presenza di carichi
fibra del legno; se si lavora in pieno sole o con temperature mobili.
inferiori ai 15°C o superiori ai 25°C meglio utilizzare impre-
gnante al solvente per una più facile applicazione. A UN ANNO E SUCCESSIVAMENTE OGNI TRE ANNI
c. Applicare con un pennello una mano di vernice di finitura - Ispezionare lo stato di conservazione delle parti verticali dei
traspirante e idrorepellente che non formi spessore e non manufatti in legno esposti agli agenti atmosferici ed even-
sfogli e che contenga sostanze anti-vegetative e filtri UV tualmente intervenire in funzione dello stato di degrado
per contrastare l’azione demolitrice dei raggi solari. delle superfici lignee.
d. Nel caso in cui il legno si presenti fortemente danneggia- - Ispezionare tutti i particolari metallici visibili, per individuare
to (impossibile da recuperare con l’applicazione di prodotti eventuali punti di innesco della corrosione, provvedendo ad
vernicianti trasparenti indicati al punto “c” precedente) si una pronta riparazione protettiva.
consiglia l’applicazione di vernici coprenti che non formino
spessore e non sfoglino. L’utilizzo di questi prodotti al posto SALTUARIAMENTE
delle vernici trasparenti raddoppia la durata ed i tempi di - Ove ritenuto necessario e in relazione ad eventuali temuti
manutenzione. degradi delle opere, richiedere la verifica strutturale di un
tecnico abilitato, mediante indagini e/o prove atte ad accer-
Nei manufatti mediamente sollecitati (con copertura da parte tare le condizioni statiche delle strutture. Tale verifica deve
della falda, esposti al sole ma non direttamente alla piog- obbligatoriamente essere effettuata a seguito di eventi ec-
gia) valgono le indicazioni descritte in precedenza ma con cezionali. che possono ragionevolmente aver modificato le
intervalli di manutenzione più ampi. È il caso di strutture che caratteristiche della struttura.

13
Note sul prodotto e sulla progettazione

1.3
Trasporto e montaggio del lamellare

Trasporto 2) TRASPORTO CON autoarticolato allungabile


con permessi permanenti:
Considerate le dimensioni che spesso caratterizzano gli ele- Ingombro massimo elementi da trasportare
menti in legno lamellare, la fase di trasporto costituisce un LARGHEZZA UTILE 2,55 m
impegno che merita specifiche attenzioni e che quindi deve ALTEZZA UTILE 2,60 m (convoglio max. 4,30)
essere svolto con procedure pianificate. Questo fatto diventa LUNGHEZZA UTILE 22,00 m
essenziale nel caso si debba ricorrere a trasporti eccezionali.
Non tutti gli elementi in legno, infatti, possono viaggiare su
un normale autoarticolato. Nel caso di trasporto ecceziona- 3) TRASPORTO CON autoarticolato allungabile
le è indispensabile studiare e progettare la movimentazione con permessi temporanei:
e il trasporto in maniera specifica. Può rendersi necessario Ingombro massimo elementi da trasportare
ottenere il ”nulla osta” degli enti preposti alla circolazione LARGHEZZA UTILE oltre 2,55 m
stradale, che autorizzano la percorrenza del tragitto designa- ALTEZZA UTILE 2,80 m (per travi dritte) 3,40 m (per travi
to e quindi la consegna a destinazione. In linea generale, il sagomate); in ogni caso l’altezza massima ammissibile per
capitolo del trasporto può prevedere le seguenti situazioni accedere alle autostrade è di 4,55 m. Su altre reti stradali
caratterizzate da differenti necessità operative: può essere superiore (salvo il rilevamento di ostacoli lungo
il tragitto).
1) TRASPORTO CON autoarticolato (bilico): LUNGHEZZA UTILE - oltre 22,00 m
Ingombro massimo elementi da trasportare
LARGHEZZA UTILE 2,55 m Nel caso di trasporto che prevede l’utilizzo di un articolato al-
ALTEZZA UTILE 2,60 m (convoglio max. 4,00 m) lungabile con permessi temporanei, l’autotrasportatore deve
LUNGHEZZA UTILE 13,60 m inoltrare la richiesta di autorizzazione all’ente di competenza

14
almeno cinque settimane prima l’effettuazione del trasporto continuità dell’asta complessiva.
stesso.
Generalmente, oltre alle travi in legno lamellare, il traspor-
Bisogna sempre tenere presente che si considera “eccezio- to include anche la ferramenta (scarpe, staffe, bulloni, etc.)
nale” il trasporto di un carico che supera le dimensioni del e quanto altro necessario per la realizzazione del pacchetto
pianale di carico e che la sporgenza massima non può co- di copertura (perline, isolante, listelli, etc.). Nel pianificare il
munque superare i 3/10 della lunghezza del carico stesso. I trasporto è necessario considerare anche l’ingombro di que-
permessi rilasciati scadono dopo un mese per i viaggi singoli sti elementi accessori, che possono influenzare la scelta del
e dopo tre mesi per i viaggi multipli. veicolo da impiegare.

Nel caso di trasporto di travi di particolari dimensioni e molto


ingombranti può essere utile un sopraluogo per verificare le Montaggio
condizioni effettive della sede stradale.
Giunti a destinazione, gli elementi in legno lamellare sono
Spesso la problematica della trasportabilità delle travi si deve pronti per la seconda fase nel percorso di lavoro post-produ-
porre già in fase di progettazione dell’edificio valutando le zione: il montaggio. E’ necessario inserire questa fase nella
soluzioni strutturali compatibili con l’accesso in cantiere. programmazione generale del cantiere per coordinarlo con
In taluni casi si dovrà pertanto preferire strutture intelaiate, tutte le altre lavorazioni contemporanee o successive.
composte da elementi di lunghezza modesta a travi monoliti- Il montaggio è solitamente realizzato da una squadra com-
che oppure addolcire la curva di certi archi in modo da ridurre posta da 3/5 persone a cui si aggiunge un gruista. Duran-
il loro ingombro complessivo o ancora spezzare la luce di te il loro lavoro si avvalgono della tipica strumentazione per
certi elementi per ripristinare in seguito con appositi giunti la carpenteria in legno (avvitatori, flessibili, pantografi, trapani,

15
Note sul prodotto e sulla progettazione

motoseghe, ecc.) e dei mezzi per il sollevamento e la movi- “PISCINA E SERVIZI” di Cermenate 20g
mentazione delle travi in legno, dei materiali e delle persone “CANTINA SOCIALE INTERCOMUNALE” di Broni 35g
quali autogrù, piattaforme, ecc. Palazzetto dello Sport “PALABAM” 45g
Stoccato il materiale in una apposita aerea, la prima opera- Chiesa Parrocchiale “B.V di FATIMA” 10g
zione è di verificare il “tracciamento” ossia la congruenza fra Tennis Hall “BALDRESCA” 25g
progetto esecutivo e situazione reale di cantiere. Di norma “IMPIANTO OLIMPICO DI ICE-HOCKEY” di Torino 30g
gli elementi in legno arrivano in cantiere con già realizzate
tutte le lavorazioni e gli intagli, e pertanto un’adeguamento
allo stato di fatto potrà avvenire tramite spessoramenti ed Sicurezza
intagli in opera purchè nell’ordine di qualche centimetro.
A questo punto si procede con l’assemblaggio e la staffatura Fare sicurezza in cantiere significa, verificare tutte le possibili
a terra dell’orditura principale e al suo successivo posiziona- fasi delle singole lavorazioni, proiettarle nella metodica realtà
mento in quota. Infine il montaggio delle orditure secondarie del cantiere, affiancandole alle possibili interferenze con le
e degli elementi di controvento. altre lavorazioni in essere, evitando i possibili pericoli. Tutto
Poiché le travi principali che formano la copertura sono gene- ciò è fattibile solo se l’organizzazione e la pianificazione di
ralmente molto sottili e snelle, necessitano di stralli provvi- ogni singolo intervento è ben organizzata e monitorata co-
sori sicuri ed efficienti fino al completamento di almeno una stantemente.
parte del sistema di controventamento. Come già accennato Realizzare un montaggio in sicurezza significa arrivare in can-
precedentemente gli elementi lignei giungono in cantiere tiere e trovare condizioni tali da garantire di doversi preoccu-
con tutte le lavorazioni già realizzate per cui il loro montaggio pare solo del proprio specifico lavoro: massicciate ben fatte,
è veloce, naturalmente in condizioni metereologiche favore- opere murarie (fondazioni, muri, solai, ecc.) eseguite a regola
voli. d’arte e presidiate da regolari ponteggi e parapetti, scale di
salita ai piani di lavoro a norma. L’esperienza insegna quanto
A titolo esemplificativo si riportano i tempi di montaggio del- sia importante investire nella prevenzione e nella sicurezza,
la struttura in legno di alcune delle case history presentate con scelte che si traducono in una ottimizzazione complessi-
nell’ultima sezione di questo lavoro. va dei costi per le imprese.
Centro Commerciale “ COCCINELLA CENTER” 45g
Centro Commerciale “ LA CORTE LOMBARDA” 30g
Garden Center “BOTANIC” 35g

16
17
Note sul prodotto e sulla progettazione

1.4
Tecnologia e comportamento del legno lamellare

Criteri dimensionali delle travi prodotte le rettilinee, se di luce considerevole, generalmente è dotata
La sezione resistente di un elemento strutturale ha gene- di una leggera curvatura chiamata controfreccia (in gergo
ralmentente le lamelle disposte in un piano perpendicolare tecnico “monta”) imposta in fase di produzione dell’elemen-
a quello che contiene le azioni principali. L’asta finita è co- to per compensare la deformazione (freccia) prodotta dai
stituita normalmente da lamelle di spessore 33/40 mm. In carichi permanenti. Tale operazione non genera significative
genere, è possibile produrre travi che possiedono una base maggiorazioni di costo rispetto ad una trave rettilinea priva
che va da un minimo di 8 cm di larghezza ad un massimo di di controfreccia poichè la curvatura non comporta modifiche
24 cm. In termini di altezza, è altresì tecnicamente possibi- sullo strettoio ma solo l’uso di “modine” standard.
le confezionare travi lamellari alte fino a 250cm. Tale valore
dipende sostanzialmente dal limite dimensionale delle appa- Le aste a lamelle curve, invece, si ottengono sovrapponendo
recchiature impiegate per la produzione. il fascio di tavole (a lunghezza costante o variabile) su di uno
Tenuto conto dello spessore della colla, ogni 3 lamelle si ha strettoio opportunamente adattato alla curvatura desiderata
un multiplo di 10/12 cm in altezza a seconda dello spessore mediantre centine. Le tavole vengono tenute pressate fin-
della singola lamella (vedi tabelle 1.4.a e 1.4.b). chè l’indurimento della colla non permetterà loro di conser-
vare la forma finale e gli stati di coazione interne che insorgo-
Qualora si necessiti di basi superiori ai 24cm, non resta che no nel legno a causa di questa operazione, all’inizio anche di
raddoppiare le travi (2x14; 2x16; 2x18; 2x20, etc). Secondo lo entità considerevole, sono destinati a scemare rapidamente
stesso principio, nel caso in cui sia necessario disporre di tra- non andando a intaccare la resistenza finale dell’elemento in
vi lamellari di altezza superiore ai 250cm, si assembleranno opera. Avvenuto l’indurimento della colla la trave può essere
fra di loro più travi in modo da ottenere aste composte giun- liberata dallo strettoio e mantenere la curvatura desiderata.
tate meccanicamente o incollate in stabilimento in cui però Il processo produttivo spiega anche perché le travi possano
la capacità portante dell’elemento finale risulterà penalizzata essere prodotte curve solo in un piano: non è cioè possibile
dalla deformabilità della giunzione. ottenere travi lamellari curve liberamente nello spazio!.
La massima lunghezza di una trave monolitica che può es- Gli elementi ad asse curvilineo, rispetto a quelli rettilinei, ri-
sere realizzata in stabilimento è di circa 50 metri, ossia la chiedono una serie di operazioni che incrementano il loro co-
lunghezza del letto di pressaggio. Per simili dimensioni oc- sto necessitando di uno strettoio adattato. E’ pertanto buona
corre ovviamente verificare la trasportabilità del pezzo fino regola per il progettista uniformare il più possibile le curvatu-
al cantiere. re richieste in modo da non dover occupare lo strettoio per
Va anche ricordato che le dimensioni nominali delle travi in produrre elementi unici.
legno, come quelle di qualsiasi prodotto industriale, sono su-
scettibili di tolleranze, legate alle varie operazioni di segatura La curvatura, insieme alla classe di servizio della struttura e
delle tavole o di finitura delle travi (soprattutto la piallatura), alla specie legnosa utilizzata, condiziona anche lo spessore
come mostrato in tabella 1.4.c delle lamelle con cui comporre la trave secondo i criteri della
tabella 1.4.d
Le travi possono essere così classificate:
a] Travi a lamelle rettilinee ed altezza costante In genere travi dotate di un raggio minimo compreso fra i
b] Travi a lamelle rettilinee ed altezza variabile 617 cm e i 740 cm, vengono prodotte con lamelle aventi lo
c] Travi a lamelle curve ed altezza costante spessore finito di 33 mm e per curvature superiori a 740 cm
d] Travi a lamelle curve ed altezza variabile è possibile ricorrere anche a lamelle dello spessore di 40
mm. Sono questi gli spessori di lamelle commercialmente
Le aste a lamella rettilinea e sezione costante si ottengono più reperibili sul mercato. Al di sotto dei 660 cm è necessario
incollando un fascio di lamelle della stessa lunghezza. Quelle utilizzare lamelle speciali aventi uno spessore inferiore ai 33
a lamella rettilinea e sezione variabile si ottengono invece so- mm che possono essere reperite su specifica ordinazione.
vrapponendo tavole di lunghezza variabile. Una trave a lamel- Il raggio di curvatura non deve necessariamente rimanere

18
Tabella 1.4.a - Con lamelle da 33mm si possono ottenere le seguenti sezioni :

b (cm) = 8 10 12 14 16 18 20 22 24

h comm. (cm) = 10 13 16 20 23 26 30 33 36 ...


h reale (cm) = 9,7 13,0 16,3 19,7 23,0 26,3 29,7 33,3 36,6 ...

Tabella 1.4.b - Con lamelle da 40mm si hanno sezioni formate da:

b (cm) = - 10 12 14 16 18 20 22 24

h comm. (cm) = 12 16 20 24 28 32 36 40 44 ...


h reale (cm) = 11,7 15,7 19,7 23,7 27,7 32,0 36,0 40,0 44,0 ...

Tabella 1.4.c - Tolleranze

Tabella 1.4.d - Spessore

essendo fm,dc,k = resistenza a flessione di piatto caratteristica


dichiarata dei giunti di testa, in newton per millimetro quadrato

19
Note sul prodotto e sulla progettazione

costante lungo tutto l’elemento. Il progettista potrà quindi spetto ad una corda. Essa rappresenterà la curva dell’intra-
scegliere la forma che meglio soddisfa le esigenze architet- dosso della trave finita. Nel secondo, viene evidenziato il
toniche del progetto a patto che l’asse della trave, sempre fascio di lamelle ( da notare come la loro lunghezza vari nel
contenuto in un piano, non presenti mai cuspidi e che la cur- tratto rastremato) e precisata la posizione dei pressori. Nel
vatura minima sia compatibile con lo spessore delle lamelle terzo è disegnata la forma del “finito” da ricavare tramite le
utilizzate. lavorazioni di falegnameria (fig.1.4.e).

A titolo esemplificativo si riporta la tavola di produzione della La progettazione della carpenteria


trave “Boomerang” (ossia con intradosso curvo ed estra- La realizzazione di strutture in legno lamellare richiede anche
dosso dritto e rastremato) della Case History 12 (“Garden la progettazione, la produzione ed il montaggio di elementi
Center BOTANIC”). Si osservi la presenza di tre disegni: nel di connessione in acciaio ai quali si ricorre per unire tra loro
primo sono fornite le indicazioni per il posizionamento delle le travi ogni qualvolta l’entità dei carichi in gioco o la geome-
piantane dello stettoio su cui verranno pressate le lamelle tria del nodo non consenta di ricorrere a carpenteria com-
secondo una curva tracciata tramite coordinate relative ri- merciale o a collegamenti di tipo tradizionale legno-legno.

Tabella 1.4.e

20
Le connessioni metalliche daranno forma ai vincoli esterni di disegno. Mandato definitivamente in soffitta il tecnigrafo,
come le cerniere di base di un portale o di un arco, i carrelli, anche l’utilizzo del Cad ha subito evoluzioni nella direzione
ecc., nonché ai vincoli interni quali le cerniera di colmo di un di una sempre maggiore specializzazione alle problematiche
portale o di un arco, le scarpette per l’appoggio dei travetti, della carpenteria in legno con applicativi in grado di disporre
le cerniere Gerber, ecc… in modo automatico e in ambiente tridimensionale le orditu-
In fig. 1.4.f è riportata la tavola di produzione della piastra di re delle travi in una copertura o di ricavarne le lavorazioni e
fissaggio delle travi” boomerang” alle travi principali saltapi- capaci infine di trasferire direttamente le specifiche di produ-
lastro del Garden center BOTANIC. Oltre alla geometria sono zione di ogni elemento alle macchine a controllo numerico.
state fornite al fabbro indicazioni riguardo la qualità dell’ac-
ciaio utilizzato, le saldature e i trattamenti superficiali. Criteri di calcolo e normative
La situazione è in forte evoluzione anche per quanto riguarda
Il disegno l’inquadramento normativo.
E’ chiaro che la sempre maggiore complessità dei progetti Fino a poco tempo fa in mancanza di una specifica normativa
architettonici ha richiesto un’evoluzione anche della modalità italiana che trattasse il legno nell’ottica delle tensioni ammis-

Tabella 1.4.f

21
Note sul prodotto e sulla progettazione

sibili, i progettisti facevano riferimento a normative straniere qualità della tavola utilizzata) aumentano le caratteristiche di
fra le quali la più accreditata era quella tedesca DIN 1052. Ma resistenza e deformazione della trave prodotta. E’ pertanto
la necessità di affrontare il problema del calcolo statico nel- contemplata la possibilità di produrre travi in lamellare di
l’ottica degli stati limite ha rappresentato anche l’occasione classe di resistenza GL24, GL28, GL32, GL36, nelle varianti
per l’emanazione in Italia del primo documeto che normasse omogenea o combinata (ossia ottenuta con tavole prove-
le costruzioni in legno. Le Norme Tecniche D.M.2008 inte- nienti da più classi di assortimento delle lamelle). Le classi
grate dalle Istruzioni CNR DT 206 e dall’Eurocodice 5 costi- di resistenza usualmente prodotte ed utilizzate nella realiz-
tuiscono ora la normativa cogente a cui fare riferimento nel zazione delle strutture in lamellare sono la GL24 e laGL28
nostro paese. corrispondenti orientativamente alle ormai superate BS11 e
La Normativa prevede che a seconda della classe di assor- BS14 della DIN 1052.
timento delle lamelle adottate, sia possibile confezionare
travi in lamellare aventi proprietà meccaniche differenti. In In tabella 1.4.g sono riassunti i valori caratteristici delle prin-
particolare, all’aumentare della classe di assortimento del cipali proprietà meccaniche per legno lamellare di conifera
fascio di tavole adottato (in altri termini, all’aumentare della (abete rosso, larice, abete bianco) mentre la tabella 1.4.h mo-

Tabella 1.4.g

22
stra la disposzione e la tipologia delle lamelle per la compo- Fino al recente passato si teneva conto di questi fenomeni,
sizione delle sezioni di una determinata classe di resistenza. in modo estremamente approssimativo e talvolta arbitrario,
A differenza del cemento armato e dell’acciaio in cui la varia- dimensionando l’elemento in legno che operava in condizio-
zione di temperatura può causare alterazioni importanti delle ni ambientali non favorevoli ad un tasso di lavoro inferiore
caratteristiche fisico-meccaniche del materiale, per il legno al limite consentito. Oggi, le Nuove Norme, avvalendosi di
lamellare i gradienti di temperatura possono essere trascura- una ormai consolidata conoscenza scientifica del problema,
ti. Tale aspetto, come vedremo in seguito, è di fondamentale descrivono il comportamento del materiale differenziando il
importanza nel comprendere l’eccellente resistenza del la- suo utilizzo in base alle caratteristiche igroscopiche dell’am-
mellare nel fronteggiare l’azione eccezionale dell’incendio. biente circostante.
Diversa attenzione va invece prestata alle condizioni di umi-
dità dell’ambiente in cui l’elemento strutturale in legno si Vengono pertanto definite le “classi di servizio” (vedi tabella
trova ad operare. All’aumentare del suo contenuto d’acqua 1.4.i) in base alle quali vengono modulati sia il coefficiente
il legno lamellare vede infatti diminuire in modo non trascu- Kmod che riduce la resistenza del materiale sia quello Kdef che
rabile le proprie caratteristiche di resistenza e di rigidezza. amplifica le deformazioni a lungo termine.

Tabella 1.4.h

EN 1194
Esempi di composizioni di travi: classi di resistenza delle lamelle
Classe di resistenza GL 24 GL 28
legno lamellare incollato Omogeneo GL 24h Combinato GL 24c Omogeneo GL 28h Combinato GL 28c
esterne “a” C24 L25 C30 L30
Lamelle interne “b” C24 L25 C16 L17 C30 L30 C24 L25

Classe di resistenza GL 32 GL36


legno lamellare incollato Omogeneo GL 32h Combinato GL 32c Omogeneo GL 36h Combinato GL 36c
esterne “a” C40 L36 L40
Lamelle interne “b” C40 L36 C30 L30 - L40 - L36

DISPOSIZIONE LAMELLE NELLA TRAVE ORIENTAMENTO LAMELLE NELLA SEZIONE (EN 386)

TABELLA EQUIVALENZA DIN 1052 - EN 1194.doc

23
Note sul prodotto e sulla progettazione

Dalla Tabella 1.4.l emerge anche l’altra peculiarità del legno: i permettono ora di valutare efficacemente questo fenomeno
suoi valori di resistenza sono differenti in base alla classe di calcolando, oltre alla freccia istantanea, una freccia finale a
durata del carico. tempo infinito tramite il coefficiente Kdef che come abbia-
Questa particolare propensione ad esprimere il massimo di mo visto dipende dalla classe di servizio, considerando nelle
resistenza per carichi di breve durata e a subire penalizzazio- combinazioni di carico coefficienti di contemporaneità più o
ni per carichi di lunga durata si riscontra anche nella descri- meno gravosi per i carichi accidentali in base alla loro classe
zione del comportamento deformativo. di durata.
Viene detto “fluage” o viscosità, quel fenomeno secondo Alla luce di tutto ciò si spiega come storicamente il legno
cui, sotto carichi costanti di lunga durata, le deformazioni se- lamellare sia stato largamente utilizzato nella realizzazione di
guitano comunque a progredire. Nel caso del legno lamella- coperture o strutture di controventamento, soggette cioè a
re, il fluage è un fenomeno strettamente correlato all’umidità carichi di breve durata come neve e vento, mentre per carichi
dell’ambiente circostante, nonché al rapporto fra i carichi di di classe di durata più lunga (come quelli dei solai)il progetti-
lunga durata (carichi permanenti) e quelli totali che potreb- sta potrà prendere in considerazione l’uso di travetti lamellari
be dover sopportare la struttura. Le Nuove Norme Tecniche collaboranti con cappa in calcestruzzo.

Tabella 1.4.i - classi di servizio

Tabella 1.4.i - Valori di kmod per legno e prodotti strutturali a base di legno

Tabella 1.4.l - Valori di kdef per legno e prodotti strutturali a base di legno

24
1.5
Resistenza e Classe di reazione al fuoco

La “resistenza al fuoco” è una caratteristica prestazionale Questo particolare comportamento al fuoco distingue positi-
della struttura espressa in minuti primi (es. R30’, R60’, R90’ vamente il legno rispetto agli altri materiali da costruzione e
ecc.) alla quale si richiede di svolgere la propria funzione an- in particolare rispetto all’acciaio e riconduce il calcolo di una
che durante l’incendio in modo da consentirne l’evacuazione sezione per una certa resistenza al fuoco ad un opportuno
e da garantire l’intervento in sicurezza dei vigili del fuoco. inspessimento che tenga conto della sua parziale carboniz-
Essa dipende sia dalle proprietà fisiche e meccaniche dei zazione in fase di incendio.
materiali strutturali utilizzati che dalle scelte globali effettuate A titolo indicativo si osserva che per strutture correnti si rag-
sull’edificio in fase progettuale. giunge in modo automatico la resistenza R=30’ mentre resi-
Nelle strutture in legno lamellare la capacità portante di ogni stenze al fuoco superiori comportano un adeguamento delle
singolo elemento è valutata facendo riferimento ad una se- sezioni che va calcolato caso per caso.
zione trasversale efficace ricavata ad un determinato istan- Distinto dal concetto di “ resistenza al fuoco” è quello di
te per riduzione della sezione di partenza lungo le superfici “reazione al fuoco”.
esposte all’azione del fuoco e in funzione di una velocità di La “ reazione al fuoco” rappresenta la proprietà di un mate-
carbonizzazione che nel caso del legno lamellare con una riale di alimentare un incendio e favorirne la propagazione ed
massa adeguata è particolarmente bassa per l’assenza di è normata da una specifica classificazione. . Per quanto ri-
fessurazioni. guarda il calcolo del carico d’ incendio di edifici con superfici
Procedendo progressivamente dall’esterno verso l’interno in legno, si ricordi che esso è un materiale di classe 4, ricon-
la carbonizzazione riduce progressivamente la parte efficace ducibile alla classe 1 solo mediante l’utilizzo di una specifica
della sezione che però mantiene inalterate le proprie proprie- vernice incolore supplementare applicata dopo la posa del
tà meccaniche in quanto termicamente isolata proprio dal manufatto (vernice detta “intumescente”)..
guscio esterno ormai carbonizzato. Al di sotto di tale strato
è stato verificato che il legno mantiene una temperatura in-
feriore ai 200°C.

25
SISTEMI STATICI E NODI

Il titolo del paragrafo, sebbene sia frutto di una casuale condensazione di temi, ci propone
Note sul prodotto e sulla progettazione

1.6lo spunto per mettere in evidenza la stretta correlazione fra i due argomenti.
E’ infatti evidente che l’efficacia del sistema statico prescelto è proporzionale alla rigorosità
Schemi statici e nodi
tenuta dal progettista nel far corrispondere il modello nodale teorico con quello pratico.
Iniziamo con i sistemi statici analizzando quella che può essere considerata, con qualche
piccola variazione, la capostipite delle schede tecniche di tutti i produttori di legno
lamellare. Questa scheda (pag. 5.6) è infatti rimasta praticamente immutata fin dall’esordio
di questo materiale sul mercato italiano, perché, sebbene le strutture abbiano oggi
raggiunto un rilevante livello di complessità, possono essere sempre ricondotte ai
sottosistemi ivi riportati.
Il metodo migliore per riassumere questi concetti è sicuramente quello illustrativo.
Vediamo quindi di seguito alcuni esempi di strutture realizzate con e sistemi riportati e i
nodi principali che le caratterizzano:
1) del trave
Il titolo semplice
paragrafo ci propone appoggiata.
lo spunto per mettere in
evidenza la stretta correlazione fra i due argomenti.
E’ infatti evidente che l’efficacia del sistema statico prescel-
to è proporzionale alla rigorosità tenuta dal progettista nel far SISTEMI STATICI E NODI
corrispondere il modello nodale teorico con quello pratico.
Quale falsa riga per questa disamina utilizzeremo quella che
può essere considerata, con qualche piccola variazione, laIl titolo del paragrafo, sebbene sia frutto di una casuale
lo spunto per mettere in evidenza la stretta correlazion
capostipite delle schede tecniche di tutti i produttori di le-
E’ infatti evidente che l’efficacia del sistema statico pre
gno lamellare. Questa scheda è infatti rimasta praticamente
immutata fin dall’esordio di questo materiale sul mercato tenuta dal progettista nel far corrispondere il modello n
italiano, perché, sebbene le strutture abbiano oggi raggiunto
un rilevante livello di complessità, possono essere sempre
Iniziamo con i sistemi statici analizzando quella che pu
ricondotte ai sottosistemi ivi riportati. piccola variazione, la capostipite delle schede tecniche
lamellare. Questa scheda (pag. 5.6) è infatti rimasta pr
Vedremo quindi di seguito i sistemi e i vincoli più comune-
di questo materiale sul mercato italiano, perché, sebbe
mente utilizzati per implementarli, giustificando le ragioni
della scelta. Successivamente, poiché il metodo migliore per
raggiunto un rilevante livello di complessità, possono e
riassumere i concetti è sicuramente quello illustrativo, vedre-
mo alcuni esempi di strutture realizzate. sottosistemi ivi riportati.
Il metodo migliore per riassumere questi concetti è sicu
Vediamo quindi di seguito alcuni esempi di strutture re
1) Trave semplice appoggiata
nodi principali che le caratterizzano:
Qualunque Questo è il sistema
struttura presenta almenopresente inche
un elemento qualsiasi
si trave Infatti,
1)struttura. sempliceche appoggiata.
si tratti del principale,
possa considerare parte di questa categoria. I vincoli teo-
del secondario o del solo tavolato, qualunque struttura presenta almeno un elemento
ricamente corretti sono quelli di cerniera e carrello, ma in
che
base alla reale si possa
funzione svoltaconsiderare parte
dall’elemento e alla sua di questa categoria. I vincoli teoricamente corretti
defor-
mazione, il carrello può trasformarsi in cerniera. Le modalità in base alla reale funzione svolta dall’elemento
sono quelli di cerniera e carrello, ma
e alla
realizzative sono sua deformazione,
molteplici il approssima-
e con vario grado di carrello può trasformarsi in cerniera. Le modalità
zione rispetto al modello teorico. Di seguito vengono riportati
realizzative sono molteplici e con vario grado di approssimazione rispetto al modello
alcuni esempi:
teorico. A seguito vengono riportati alcuni esempi:

a) Tipo : cerniera
grado approssimazione : medio

Per realizzare la cerniera si gioca


sulla deformabilità della chiodatura
laterale, mentre il connubio fondello-
chiodatura frontale ha lo scopo di
assorbire l’azione verticale.
L’efficacia del vincolo è limitata a
elementi che presentino non elevate
dimendioni in altezza e modesta rotazioneQuesto è il sistema presente in qualsiasi struttura
all’appoggio.
26 del secondario o del solo tavolato, qualunque stru
che si possa considerare parte di questa categor
sono quelli di cerniera e carrello, ma in base alla
Trave semplice appoggiata

a) Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio

Per realizzare la cerniera si gioca sulla deformabilità della


chiodatura laterale, mentre il connubio fondello-chiodatura
frontale ha lo scopo di assorbire l’azione verticale. L’efficacia
del vincolo è limitata ad elementi che presentino non elevate
dimensioni in altezza e modesta rotazione all’appoggio.

b) Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio

I chiodi trasferiscono il taglio alla trave principale e subisco-


no la rotazione. I perni annichiliscono il taglio e il momento
generato da quest’ultimo in ragione del braccio chiodi-perni,
nella trave secondaria. Anche in questo caso l’efficacia del
vincolo è limitata ad elementi che presentino non elevate
dimensioni in altezza e modesta rotazione all’appoggio.

c) Tipo: cerniera
Grado approssimazione: basso (con teflon)
Grado approssimazione: medio (senza teflon)

Si tratta di una cerniera reale, limitata dal fatto che l’appoggio


realizza un vincolo supplementare che si oppone alla rotazio-
ne della trave attorno al perno. La miglior approssimazione si
ottiene assicurando una maggior scorrevolezza del fondello
di appoggio (mediante teflon)

27
Note sul prodotto e sulla progettazione

Trave semplice appoggiata

d) Tipo: carrello
Grado approssimazione: medio basso

Segue il principio del tipo “C”a cui somma la possibilità di


scorrere lungo l’asse x mediante un’asola. Determinanti
sono il teflon, che garantisce lo scorrimento limitando l’at-
trito, e il corretto dimensionamento dell’asola per evitare il
raggiungimento del fine corsa.

e)Tipo: carrello
Grado approssimazione: basso

Associa al concetto espresso per il tipo “C” la massima scor-


revolezza lungo l’asse x. L’elastomero garantisce la corretta
distribuzione delle pressioni anche nello stato di massima
rotazione, i cilindri in acciaio garantiscono la traslazione priva
di attriti. Le barre cilindriche vengono verificate con il metodo
di Herz.
Si utilizza in casi particolarmente delicati.

Si può notare come, negli esempi appena trattati, i vincoli rea-


lizzati esprimano differente attitudine deformazionale. Così il
loro grado di approssimazione è direttamente proporzionale
alla loro capacità di esprimere il movimento caratteristico del
vincolo che vanno a simulare.

28
Sistemi a tre cerniere

e si ottengono per combinazione del più elementare dei sistemi


o incernierato. Nella maggior parte dei casi non è necessario realizzare
emi di tutte le aste, mantenendo, ad esempio, i correnti superiore ed
nfatti quasi sempre la dimensione del sottoinsieme costituente
2) Capriate e travi reticolari
uppa rotazioni che possano generare momenti apprezzabili sui nodi.
Reticolari e capriate si ottengono per combinazione del più
e più semplice questo è sicuramente il
elementare dei sistemi isostatici, il triangolo incernierato.
più utilizzato in antichità.
Nella maggior parte dei casi nonLa capriata
è necessario si la
realizzare
cerniera agli estremi di tutte le aste, mantenendo, ad esem-
ere realizzata mediante nodi semplici e
pio, i correnti superiore ed inferiore, continui. Infatti quasi
etalliche;sempre
codizione
la dimensione essenziale per i (triango-
del sottoinsieme costituente
lo), non sviluppa rotazioni che possano generare momenti
po. apprezzabili sui nodi. Nella sua accezione più semplice, que-
essa prende il nome
sto è sicuramente di reticolare
il sistema ed èin anti-
complesso più utilizzato
chità. La capriata si presta infatti ad essere realizzata median-
ecletticotedei sistemi. Oltre ad essere in
nodi semplici e privi di giunzioni metalliche; condizione
dimensioni e per
essenziale carichi didelgrande
i carpentieri tempo. rilievo,
La forma più complessa prende il nome di reticolare ed è
infinita varietà di forme, mantenendo un
senza dubbio il più eclettico dei sistemi. Oltre ad essere in
ntuitivo. Ilgrado
passaggio dal triangolo
di sopportare dimensioni a triedro
e carichi di grande rilievo, proietta la reticolare dal
può interpretare un’infinita varietà di forme, mantenendo un
crementando ulteriormente la flessibilità geometrica dell’oggetto ma
aspetto leggero e intuitivo. Il passaggio dal triangolo a trie-
mente ladrorealizzazione
proietta la reticolare dal dei nodi.
piano allo spazio incrementando
ulteriormente la flessibilità geometrica dell’oggetto ma com-
plicando gravemente la realizzazione dei nodi.

: cerniera
a)Tipo:: cerniera
rossimazione medio alto
Grado approssimazione: medio alto

etaggio di antiche scuole di carpenteria,


Questi nodi, retaggio di antiche scuole di carpenteria, sono
ggi moltoancor
utilizzati. NelleNelle
oggi molto utilizzati. capriate palladiane
capriate palladiane fino a
10,00 m di luce, risultano di grande efficacia e di semplice
realizzazione. Il funzionamento si basa sulla creazione in ‘B’
e in ‘C’ di porzioni di contrasto legno-legno in grado di assor-
bire le reciproche spinte. In entrambe i casi è determinante
verificare che la porzione di legno ‘L1’ ed ‘L2’ siano in grado
di assorbire il taglio parallelo alle fibre (slittamento) genera-
to dalla proiezione della forza nella loro direzione. Il nodo ‘A’
svolge la sola funzione di sostegno della catena mediante
una cravatta in acciaio. Attualmente le staffe metalliche ven-

29
Note sul prodotto e sulla progettazione

Sistemi a tre cerniere

gono spesso sostituite con bulloni, viti o barre con resina.


Anche in questo caso l’efficacia dei nodi si basa sulla scarsa
deformabilità del sistema.

b) Tipo: cerniera
Grado di approssimazione : medio alto

Quelli in figura sono solo due delle decine di esempi di nodi


per reticolari basati sul medesimo concetto costruttivo. Le
differenze più marcate riguardano la direzione della forza. In
entrambe i casi in figura troviamo un elemento a trazione
e uno compresso. L’ancoraggio a trazione si basa sempre
sull’adozione di perni o bulloni in acciaio, mentre quello a
compressione, pur potendo contare sul medesimo sistema,
viene di norma sviluppato per contrasto legno-legno per mo-
tivi geometrici (spazio per i bulloni) e di economicità. Oltre a
ciò le ulteriori variazioni sono legate ad angoli fra gli elemen-
ti, e numero di elementi componenti.

c) Tipo: cerniera
Grado di approssimazione : medio alto

L’ aumento dei gradi di libertà incrementa anche la duttilità


strutturale e di conseguenza le possibili geometrie nodali.
Anche in questo caso ci si affida alla scarsa deformabilità
del sistema. La loro complessità aumenta proporzionalmen-
te alle sollecitazioni in gioco.

30
Sistemi a tre cerniere

3) Sistemi a tre cerniere.

Il sistema, utilizzato prevalentemente per capannoni, è pre-


sente in importanti strutture sportive realizzate alcuni anni fa.
Oggi viene usato, nella sua accezione più semplice, perlopiù
in edifici industriali. Come denuncia il nome, i nodi al piede e
al colmo, si realizzano mediante cerniere, prevalentemente
di tipo meccanico. Anche in questo caso il metodo di realiz-
zazione del vincolo e la sua fedeltà al modello teorico, sono
subordinate alle sollecitazioni e rotazioni in gioco. fig. 1
E’ infatti evidente che per sollecitazioni limitate, il metodo
più semplice per realizzare una cerniera, è quello di utilizza-
re un perno quale asse di rotazione e tenuta direttamente
nel legno (fig 1). Il sistema si può estendere a sollecitazioni
più elevate elaborando il medesimo metodo. Utilizzando un
perno di dimensioni ragionevolmente elevate, si adotta una
serie di piastre chiodate allo scopo di diffondere sul legno le
azioni concentrate nel foro centrale (fig.2).
Con questo sistema si possono assorbire azioni nell’ordine
delle 20 t. Sopra questi valori, le dimensioni delle piastre ne-
cessarie ne sconsigliano l’uso, salvo valutazioni più appro-
fondite sul comportamento. .
fig. 2

a)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: basso

Cerniera meccanica di piede. Un perno funge da asse di


rotazione mentre i connettori sulla trave si contrappongono
al momento generato dalla forza di taglio per il braccio tra
perno e connettori. Le piastre di testa contrastano lo sforzo
assiale nella trave. In tal senso va predisposto un fondello di
dimensioni proporzionate all’altezza della trave e spessore
adeguato a conferire rigidezza, per evitare che la diffusione
delle pressioni possa generare tensioni di scollamento per-
pendicolari alle fibre.

31
Note sul prodotto e sulla progettazione

Capriate e travi reticolari

b)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: basso

Cerniera meccanica di colmo. Si applica lo stesso principio


della precedente tipo a

c)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio basso

Cerniera meccanica di piede. Un giunto maschio-femmina


realizzato mediante blocchetti di acciaio funziona da asse di
rotazione, mentre i connettori sulla trave si contrappongo-
no al momento generato dalla forza di taglio per il braccio
tra asse e connettori. Il fondello contrasta lo sforzo normale
nella trave.

d)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio basso

Cerniera meccanica di colmo. Si applica lo stesso principio


della precedente.

Gli esempi precedenti realizzano cerniere di assoluta effica-


cia con la differenza che le seconde due si devono utilizzare
in sistemi che esprimano rotazioni limitate.

32
Capriate e travi reticolari

33
Note sul prodotto e sulla progettazione

Capriate e travi reticolari

3) Capriare e travi reticolari

Reticolari e capriate si ottengono per combinazione del più elementare dei sistemi
isostatici, il triangolo incernierato. Nella maggior parte dei casi non è necessario realizzare
la cerniera agli estremi di tutte le aste, mantenendo, ad esempio, i correnti superiore ed
inferiore, continui. Infatti quasi sempre la dimensione del sottoinsieme costituente
(triangolo), non sviluppa rotazioni che possano generare momenti apprezzabili sui nodi.
Nella sua accezione più semplice questo è sicuramente il
sistema complesso più utilizzato in antichità. La capriata si
presta infatti ad essere realizzata mediante nodi semplici e
34
privi di giunzioni metalliche; codizione essenziale per i
carpentieri del tempo.
La forma più complessa prende il nome di reticolare ed è
senza dubbio il più eclettico dei sistemi. Oltre ad essere in
Sistemi complessi e iperstatici

4) Sistemi complessi e iperstatici

I sistemi iperstatici complessi, che normalmente richiedo-


no giunti rigidi, sono una recente conquista delle strutture
in legno. Solo l’omogeneizzazione dei materiali (lamellare) e
l’affinamento dei sistemi produttivi e di lavorazione, hanno
permesso di raggiungere tolleranze costruttive adeguate a
garantirne la sicurezza. Rimane comunque compito del pro-
gettista strutturale quello di saper abbinare la corretta solu-
zione al sistema più adeguato. Infatti, a prescindere dal ma-
teriale adottato, si potrebbe cadere nell’errore di utilizzare un
metodo solo perché noto, anziché studiarne uno che possa
soddisfarne le caratteristiche deformazionali, oltre che ten-
sionali. In seguito qualche esempio di nodo e il commento
su un sistema specifico.

Questo nodo rigido è stato utilizzato al colmo di un arco a


due cerniere che presentava momento negativo. La trazione
generata dalla flessione viene trasferita da un semitronco
all’altro mediante la lama interna superiore e una serie di
perni. Sul lembo inferiore la compressione viene trasferita
per contatto. Anche qui comunque una lama interna e dei
perni prevengono eventuali piccoli fenomeni di inversione
oltre a soddisfare un postulato della DIN 1052 che prescrive
la presenza di mezzi d’unione atti ad assorbire il 50% della
compressione. I perni centrali generalmente vengono calco-
lati per assorbire la sola azione tagliante.

Simile al precedente, questo nodo è stato utilizzato per una


speciale trave precompressa, i cui semitronchi, sui quali era
già montato il reciproco semigiunto, venivano assemblati
meccanicamente con coprigiunti in acciaio alle estremità (ali)
e sull’anima. La trave era composta da 8 lame lamellari e la
sollecitazioni in gioco attorno alle 200 t.

35
Note sul prodotto e sulla progettazione

Sistemi complessi e iperstatici

Questo giunto doveva creare la continuità in una trave in-


terrotta da un profilo in acciaio (HE600 A). La continuità era
indispensabile poiché un lato della trave formava una men-
sola di circa 6.00 m. La trazione viene trasferita mediante
barre metalliche, passanti nell’anima del profilo e annegate
in un getto di resina epossidica, colata in fresature longitu-
dinali presenti nelle travi in legno. Una tasca realizzata sulle
teste delle travi in legno in adiacenza all’anima del profilo,
permette la percolazione della resina, che annulla così le tol-
leranze di contatto. Elementi a contrasto in acciaio bullonato
completano all’intradosso la trasmissione della componente
di compressione. Un esempio significativo di questa appli-
cazione è quella presentata a pag62 riguardante la Cantina
Frescobaldi.

36
Sistemi complessi e iperstatici

5) Cassettonato rigido

Si tratta di un sistema che suscita notevole interesse, ma


che non è semplice mettere in pratica.
Nel calcolo teorico si suppone che ad azioni simmetriche,
corrispondano distribuzioni altrettanto simmetriche delle sol-
lecitazioni, con conseguente interessamento omogeneo dei
nodi. Questo però non succede mai poiché ogni nodo pre-
senterà differenti caratteristiche a causa delle tolleranze di
montaggio. La conseguenza sarà un comportamento tutt’al-
tro che regolare con un picco di sollecitazioni su alcune tra-
vi (normalmente quelle che costruttivamente si presentano
come non frazionate) e uno scarso interessamento di altre.
Paradossalmente questo sistema è tanto più sicuro quanto
più è grande.
Infatti per grandi dimensioni le deformazioni verticali e quindi
gli spostamenti, sono più elevati. Questo fa si che le tolle-
ranze vengano velocemente assorbite ed il sistema lavori in
modo omogeneo.
Per aree di piccola dimensione si può utilizzare un sistema al-
ternativo che, mantenendo la proprietà di distribuire il carico
in parti uguali sui 4 punti d’appoggio, non soffre dei problemi
sopra esposti.

37
Note sul prodotto e sulla progettazione

1.7
Solaio Collaborante legno-calcestruzzo

Questo sistema costruttivo ripropone nel panorama dell’edi-


lizia moderna il solaio ligneo del quale risolve le due principali
criticità che lo avevavano fatto accantonare dai progettisti nel
recente passato:
• Il legno possiede resistenze paragonabili a quelle del calce-
struzzo ma rigidezze molto inferiori
• Il legno risulta vulnerabile a carichi di media e lunga durata
per i quali può subire deformazioni viscose significative.

Il solaio collaborante prevede la sovrapposizione di un getto


integrativo sui travetti in legno dopo il loro posizionamento in
opera con funzione di lastra collaborante. All’interno di ogni
ideale elemento a T che se ne ottiene, la coppia interna di
forze che si ingenera a causa delle sollecitazioni si scom-
pone in una forza inferiore di trazione assorbita dal legno e
una di compressione incassata dal calcestruzzo della soletta.
La trasmissione delle forze di scorrimento necessaria a ga-
rantire la collaborzione dei due materiali è realizzata tramite
connettori sollecitati a taglio.

Il sistema valorizza pertanto le qualità di entrambi i materiali:


da un lato la peculiarità di resistere a forze di trazione propria
del legno ( e non del calcestruzzo!) il quale rappresenta an-
che una finitura a vista di pregio, dall’altra la buona resistenza
a compressione del calcestruzzo che conferisce la rigidezza
adeguata ai carichi di progetto.
Rispetto al solaio tradizionale in legno, quello collaborante
rappresenta inoltre un diaframma di piano sufficiente a ga-
rantire il comportamento scatolare delle strutture in muratu-
ra e a trasmettere in modo rigido le sollecitazioni orizzontali a
setti e pilastri in C.A nelle strutture intelaiate.
In letteratura sono documentati differenti tipologie di connes-
sione tra i due materiali. Tuttavia l’ipotesi semplificativa, fino
a qualche tempo fa comunemente abbracciata dai progetti-
sti, di connessioni infinitamente rigide e sezioni piane (detta
“metodo n”) non risulta più accettabile per una corretta valu-
tazione sia della resistenza che della deformazione. Proprio
le Nuove Norme Tecniche, che già imponendo il calcolo delle
frecce a tempo infinito introducono un’attenzione particolare

38
alle deformazioni, richiedono oggi al progettista una corretta
valutazione del coefficiente Kser rappresentativo della defor-
mabilità della connessione.
Moretti Interholz ha da tempo abbracciato l’uso della con-
nessione “a piolo” il cui comportamento è descritto tramite
il modello teorico detto “Metodo di Möhler” e ha potuto
testare direttamente con prove in laboratorio realizzate in
collaborazione con l’Università di Brescia.
In questo modo si è in grado oggi di fornire solai di luce fino a
12 metri e con carichi talvolta notevoli come quelli accidenta-
li derivanti dalla carrabilità (anche di autotreni) o permanenti
conseguenti alla realizzazione di giardini pensili.

Si rimanda alla case history “Campana” (n°28) per lo studio


di un caso specifico.

39
II Parte
CAse history
Indice delle Case History
GRUPPO 1: trave semplice appoggiata

Case History 1
La scuola edile Bresciana

Una struttura semplice che sfrutta la curvatura degli elementi


principali per ottenere l’effetto volta. Un esempio di come la
semplicità statica non limita l’aspetto architettonico.
pag. 54

Case History 2
Parrocchia di S. Rocco

Struttura basata su un sistema di travi rettilinee appoggiate.


In questo caso anziché ricercare la complessità compositiva,
si è sfruttata una sequenza geometrica per ottenere una co-
pertura di grande effetto.
pag. 58

Case History 3
La cantina Frescobaldi

Una struttura portante principale in acciao e una orditura se-


condaria in travetti collaboranti in legno e calcestruzzo per
realizzare una copertura “verde” tra le colline toscane.
pag. 62

42
Case History 4
Agricola Tre Valli

Il sistema principale propone uno schema a portale, nel qua-


le i piedritti incastrati al piede portano le travi rettilinee incer-
nierate in sommità.
pag. 66

Case History 5
Biblioteca comunale di Drezzo

Questa struttura sintetizza l’attitudine del legno quale ma-


teriale per la costruzione di interi edifici. Questa pratica, per
lungo tempo semidimenticata nel nostro paese, sta tornan-
do prepotentemente in auge, spinta dalle straordinarie carat-
teristiche del prodotto finale, se ben progettato.
pag. 70

Case History 6
Coccinella Center

L’area vendita del ‘Coccinella Center’ è formata da travi bi-


falda ad intradosso curvo, che potremmo definire una trave
in legno calandrata. Anche in questo caso si tratta di travi
cerniera-carrello con la peculiarità, oltre della forma, di una
deformabilità orizzontale piuttosto accentuata.
pag. 74

43
Indice delle Case History
GRUPPO 1: trave semplice appoggiata

Case History 7
Corte Lombarda

Anche la cupola di questo centro commerciale, a dispetto


della forma, fa parte del gruppo con trave semplice appog-
giata. Le travi sono infatti ancorate agli estremi mediante
cerniera e carrello, mentre la forma è ottenuta mediante
giunti rigidi nel punto di flesso.
pag. 80

Case History 8
Cantina vinicola di Argiolas

Pur nella sua complessità compositiva, fa parte di questo


gruppo. È questo forse uno dei migliori esempi di come si
possano ottenere strutture molto scenografiche, sfruttando
esclusivamente il più semplice degli schemi statici.
pag. 84

Case History 9
Passerella ciclo pedonale Chieve

Un’altra applicazione della trave bifalda ad intradosso curvo.


Una passerella pedonale di luce rilevante e di forma partico-
lare
pag. 88

44
Case History 10
Scuola materna Nogaredo

Semplice sia nello schema statico che nelle forme, alterna


linee tradizionali a elementi curvi. Un riuscito connubio fra
innovazione e tradizione con l’obbiettivo del risparmio ener-
getico, della bio sostenibilità e del confort.
pag. 92

Case History 11
Centro commerciale e direzionale

L’edificio ha una pianta costituita da un corpo longitudinale di


quasi 120 metri a cui si aggiungono due corpi laterali di 33
metri. Interessante anche la facciata principale, movimenta-
ta da un aggetto curvo.
pag. 96

Case History 12
Garden center “Botanic”

un esempio di copertura finalizzata a massimizzare l’illumi-


nazione naturale.
pag. 100

45
Indice delle Case History
GRUPPO 2: Sistemi reticolari

Case History 13
Palazzetto Nogarole Vicentino

Una sequenza di capriate di silouette Palladiana (puntoni,


catena, monaco e saette), ma con catena doppia, copre il
corpo principale dell’edificio. La tradizione mantiene sempre
un fascino indiscutibile.
pag. 104

Case History 14
Piscina Cermenate

Queste capriate curve dotate di catene in acciaio si muovono


all’occorrenza su un binario perimetrale permettendo di sco-
prire la piscina nella bella stagione.
pag. 108

Case History 15
Cantina sociale Broni

Una sequenza di capriate di tipo reticolare è sempre di gran-


de effetto. Maggiore è l’intreccio strutturale e l’esilità degli
elementi, migliore l’effetto. Questo è un esempio di grande
equilibrio.
pag. 112

46
Case History 16
Palasport Granarolo

Un esempio accademico di sistema reticolare. I correnti cur-


vi caratterizzano la forma dell’opera, evidenziando la duttilità
del sistema
pag.116

47
Indice delle Case History
GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere

Case History 17
Sacro Cuore

Due volte a tutto sesto si intersecano in una crociera e vanno


a ornare l’interno di una chiesa dall’ originaria forma parallele-
pipeda. Un modo per ritornare alla forma classica vestendola
di modernità e calore
pag. 120

Case History 18
Motocar

Un sinuoso mantello a protezione di una concessionaria


d’auto. Una sfida vinta sul piano delle geometrie.
pag. 124

Case History 19
PalaBam Mantova

In questo caso anziché il sistema è la forma ad essere classi-


ca. Questa struttura è infatti la versione in legno di una volta
a crociera, struttura cara agli antichi costruttori di cattedrali.
Nonostante la complessità generale, il sistema principale è
scomponibile in tanti sottosistemi a tre cerniere.
pag. 128

48
Case History 20
Spazio Sanpa

Uno dei più classici schemi delle strutture lamellari curve.


Portali a tre cerniere spingenti, vincolati a setti in c.a. me-
diante cerniere. Si possono così coprire grandi luci con strut-
ture leggere.
pag. 132

Case History 21
Cantina Martini

Un sistema spingente spaziale per ottenere, da elementi


semplici quali sono le travi rettilinee, un effetto, al contempo,
di complessità e pulizia strutturale. Ad arricchire la composi-
zione, sui quattro lati del corpo principale, pensiline a forma
di volte a crociera.
pag. 136

Case History 22
Chiesa B.V di Fatima

Un’altra struttura spaziale spingente. Il principio è il medesi-


mo del precedente, la forma differente.
Il lucernario di sommità complica e arricchisce la realizzazio-
ne.
pag. 140

49
Indice delle Case History
GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere

Case History 23
Edificio azienda Torinese mobilità

Un sistema spingente formato da portali con giunto rigido.


La classica forma a capanna si coniuga con un affascinante
sistema costruttivo.
pag. 144

Case History 24
Tennis hall “Baldaresca”

La riqualificazione di questo edificio ha previsto la realizza-


zione di un impianto fisso per campi tennis e manifestazioni
sportive anche in periodo invernale. La copertura si estende
su due campi di gioco regolamentari e una tribuna da 150
posti.
pag. 148

Case History 25
Ice Hokey Torino

Un ulteriore caso di grande struttura dal sistema statico sem-


plice e intuitivo. Una struttura di indubbio effetto architettoni-
co, adatta alla copertura di grandi superfici
pag. 152

50
Case History 26
Arena polivalente Lido elle Nazioni

Portali rettilinei con piedi divergenti per una struttura ricrea-


tiva marittima, quasi a evocare l’immagine dell’ombrellone
tanto cara alle nostre coste.
pag. 156

Case History 27
Centro tecnico Vicenza calcio

Soluzione dal notevole effetto scenografico. Questo sistema


reticolare spaziale è meno semplice di quanto non appaia a
causa delle componenti di forza orizzontali che si generano
in diverse direzioni sul piano di falda.
pag. 160

51
Indice delle Case History
Solai collaboranti legno-calcestruzzo

Case History 28
Torri del complesso Futura

Torre di oltre 60 metri fuori terra progettata attraverso la rein-


terpretazione del tradizionale “sistema a piolo” con cui sono
stati realizzati i solai collaboranti dell’edificio.
pag. 164

52
53
case history n. 1

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


scuola edile bresciana
Brescia

Un sistema statico semplice reinterpretato in modo non con-


venzionale: la trave curva di legno lamellare si presenta con
sezione rastremata, con però l’ingrossamento di sezione ver-
so gli appoggi anziché, come normalmente viene fatto, verso il
centro. La scelta permette inoltre di non rendere visibili verso
l’interno le orditure secondarie ad arcarecci.
La struttura principale curva, disposta ad interasse di 3 metri a
coprire una sala che misura in pianta 18x24 metri, ha una luce
di calcolo di 18 metri ed un raggio all’intradosso di 20 metri (re-
sistenza al fuoco 60’). Il pacchetto di copertura è costituito da un
impalcato interno in tavole di abete maschiate dello spessore di
42 mm, sul quale si aggiunge la coibentazione con interposti i
listoni strutturali, che fungono da arcarecci per una orditura di
listelli a correre, formanti l’intercapedine aerata ed atti a suppor-
tare il manto impermeabilizzante.
Struttura principale - Auditorium: travi curve ad una campata
con vincolo a cerniera + carrello, con sezione variabile, in legno
lamellare sezione 20,0 x 83,3/123,3 cm con raggio interno mini-
mo di 2000 cm. Ancoraggio alle opere in c.a. con bulloni M20
su staffe speciali. Atrio ingresso: travi curve a sezione costante
in legno lamellare sezione 14,0 x 22,4 cm con raggio interno
minimo di 285 cm - spessore lamelle di 14 mm. Ancoraggio con
angolari BMF 105 con chiodi speciali aderenza migliorata al le-
gno e tasselli meccanici al c.a.
Struttura secondaria - Orditura di listoni disposti all’estrados-
so del tavolato maschiato in abete dello spessore di 42 mm in
modo da presentare la giunzione di testa sfalsata tra file. Fis-
saggio dei listoni con angolari nervati BMF 90 con chiodi spe-
ciali aderenza migliorata: 2 angolari sugli incroci intermedi e 4
su quelli di testa per ogni incrocio con i nastri di controvento.
Nastro metallico di controvento Fe360 2x60 mm., preforato e
posato sopra il primo tavolato.

54
55
01 - Travi curve a sezione variabile in legno lamellare sezione
20,0 x 83,3/123,3 cm
02 - Contropiastre acciaio 15x380x280 mm predisposte nel getto opere c.a.
con tirafondi Ø16mm con uncino terminale per una profondità minima di
25 cm
03 - Staffe speciali a forchetta con 3 bulloni M20 in fori asolati
04 - Piastra ripartizione su intradosso trave fissata con 4 viti
05 - Dispositivo di appoggio neoprene armato (carrello)
06 - Piastra ripartizione su intradosso trave fissata con 4 viti con profilo a
maschio (cerniera)
07 - Travi curve a sezione costante in legno lamellare 14,0 x 22,4 cm
08 - Angolari BMF 105 fissati alla trave ciascuno con 10 chiodi speciali
aderenza migliorata 4x75 al legno e tasselli meccanici HSA M10x90 al c.a.
09 - Tavolato abete segato 20 mm
10 - Listone aerazione abete segato 4x6 cm – i= 67 cm
11 - Telo traspirante
12 - Listone strutturale abete segato 8x12 cm – i=67 cm ancorato con viti
speciali 6x240mm
13 - Coibentazione doppio pannello polistirene 50+30 mm
14 - Nastro metallico di controvento Fe360 2x60 mm., preforato e posato
sopra il primo tavolato e fissato in corrispondenza di ogni incrocio con le
travi curve con 10 chiodi speciali aderenza migliorata 4x100 mm.
15 - Tavolato abete piallato maschiato 42 mm
16 - Ancoraggio listoni a cavallo dell’incrocio dei nastri di controvento con
le travi curve tramite angolari nervati BMF 90 con 6+6 chiodi speciali
aderenza migliorata 4x100 mm

56
case history n. 1

57
case history n. 2

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


Parrocchia di San Rocco
Padergnone di Rodengo Saiano - Brescia

Si caratterizza per due ventagli geometricamente indipendenti


che possiedono il centro di rotazione in comune e la mezzeria
della trave di spina principale. Oltre ad un forte aspetto sim-
bolico, la copertura ha dovuto rispondere anche ad una chiara
idea architettonica: un’unica orditura di travi che, partendo dal
centro dell’aula, si apre radialmente verso i muri perimetrali del
luogo sacro. Le travi disposte a raggiera e sorrette centralmente
dalla grande trave di spina, appoggiano in sommità a muri di
tamponamento in c.a. rivestiti, sia internamente che all’esterno,
con blocchi di pietra locale.
Struttura principale - Orditura principale costituita da una gran-
de trave di spina di sezione 40x216.6 di BS14 che copre una luce
di circa 26 m. La trave nasce dall’unione di due travi di base 20
cm, incollate in stabilimento e pressate meccanicamente con
bulloni e viti truciolari. La trave è appoggiata al c.a. e fissata me-
diante piastre metalliche imbullonate con perni calibrati M24. In
mezzeria, la trave regge il taglio trasmesso dall’orditura secon-
daria attraverso una grande piastra a cavallotto su cui conver-
gono le 41 travi che formano i due ventagli.
Struttura secondaria - Orditura secondaria costituita da travi ret-
tilinee a sezione variabile e travi curve a sezione costante. Tutte
le travi sono diverse fra loro a causa della geometria spaziale
della copertura. Il ventaglio grande è costituito da elementi di
sezione 14x53.3/73.3 di BS14 che raggiungono una luce massi-
ma di 17 m. Il ventaglio piccolo è invece composto da elementi
rettilinei di sezione 14x43.3/63.3 di BS14, e da elementi curvi di
sezione 14x43.3 di BS14. Sul perimetro, l’interasse delle secon-
darie va da 200 cm a un massimo di 240 cm. Gli spicchi di falda
generati dalle travi del ventaglio sono chiusi da un assito strut-
turale maschiato da 42 mm, adeguatamente fissato con viti tru-
ciolari. Ogni trave secondaria è fissata alla piastra a cavallotto
mediante n°2 spine Ø16 mentre il fissaggio sul c.a. è realizzato
con forcella metallica tassellata meccanicamente. L stabilizza-
zione avviene tramite travetti in lamellare inseriti all’interno del
pacchetto di copertura.

58
59
01 - Trave di spina 40x216.6 BS14
02 - Trave secondaria ad asse rettilineo, sezione 14x53.3/73.3 BS14
03 - Trave secondaria ad asse rettilineo, sezione 14x43.3/63.3 BS14
04 - Trave secondaria ad asse curvilineo, sezione 14x43.3 BS14
05 - Piastra metallica a cavallotto ( peso di circa 19 q.li)
06 - Trave di falda a sezione costante 16x40 BS14 (copertura sacrestia)
07 - Travetto sezione 14x24 con estradosso smussato
08 - Travetto ad asse rettilineo sezione 14x30 (copertura ingresso)
09 - Trave-puntone 14x66.6/86.6 BS14 per stabilizzazione trave di spina
10 - Trave-puntone 14x56.6/76.6 BS14 per stabilizzazione trave di spina

60
case history n. 2

11 - Muro perimetrale strutturale in c.a. sp. 40 cm


12 - Assito strutturale in abete maschiato, piallato ed impregnato, sp. 42 mm,
larghezza 137 mm
13 - Barriera al vapore
14 - Doppio strato di coibente sp. 4+4 cm (polistirene espanso estruso)
15 - Travetto in lamellare 8x10 per stabilizzazione flessionale travi secondarie
16 - Assito di chiusura del pacchetto tetto sp. 23 mm (necessario al fissaggio
del manto di copertura in lastre di rame)
17 - Doppio corso di listoni incrociati 5x4 cm passo 65 cm, interposti fra
pannelli di isolante termico
18 - Lama metallica interna per fissaggio travi secondarie mediante n°2 spine
Ø16
19 - N° 13 perni calibrati M24 per fissaggio piastra a cavallotto.

61
case history n. 3

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


cantina vinicola Frescobaldi
Grosseto

Se generalmente nelle opere in legno, l’acciaio riveste un ruolo


secondario, in questo caso lo si deve considerare quantomeno
comprimario. Il bilancio quantitativo conta infatti circa 350 mc
di legno lamellare e 150 t di acciaio Fe 510. E’ proprio quest’ul-
timo che svolge il ruolo di struttura principale di sostegno alle
secondarie in legno. Sempre in acciaio sono realizzati anche i
pilastri circolari (Ø406/10 e 7 mm) e tutte le travi di collegamen-
to fra di essi.
Struttura principale - Pilastri Ø406 spessore 10 e 7 mm in acciaio
Fe 510, ancorati al piede mediante 8 tirafondi Ø24 Fe 510, e pre-
disposto in testa con semicerniera concava (raggio 210 mm). La
piastra di testa è libera di ruotare per permettere l’allineamento
delle superfici di contatto. Travi HE600A in acciaio Fe510, irri-
gidite mediante fazzoletti verticali saldati, ad interasse di circa
136 cm. Fazzoletti irrigidenti tripli in corrispondenza dei punti
di appoggio. Le travi di bordo presentano fori per il passaggio
delle armature delle mensole sulla parte dell’anima prossima
all’estradosso e piastre irrigidite di contrasto saldate sotto l’ala
inferiore. Le cerniere poste nei punti di appoggio dove le travi
mantengono continuità sono ancorate mediante saldatura, le
altre vengono bullonate.
Struttura secondaria - Solaio collaborante composto da travi in
legno lamellare BS11, ad interasse 136 cm, di sez. 18x72 con
doppia fila di perni uncinati Ø16 all’estradosso, in foro Ø22 con
Emaco, posti ad interasse variabile da 20 a 80 cm (a diradarsi
verso il centro). Getto collaborante 6 cm con doppia rete elet-
trosaldata.

62
63
02

(fronte/interno-no passaggio arcareccio-giunto)

ANCORAGGIO TRAVE-PILASTRO
01 - Trave HE600A Fe510
02 - Pilastro Ø406/10(7) con testa libera alla rotazione z
03 - Cerniera a contatto con perno di bloccaggio su piastra con fori asolati per
agevolare la rotazione secondaria
04 - Punto di rotazione secondario
05 - Spazio di rotazione secondaria
06 - ANCORAGGIO PILASTRO-FONDAZIONE
Tirafondi M24 con rondelle eccentriche di centraggio

17 - Fascia acciaio con bulloni M20


calib. e perni Ø20
18 - Ancoraggio a taglio con bulloni
M20 calib.
19 - Cavedio circolare in acciaio

64
ANCORAGGIO MENSOLE
Sono state realizzate delle cave all’estradosso delle travi in legno
(A) che si estendono, con una tasca di pochi mm arginata, alla testa
dell’elemento (B), fino all’intradosso. Nell’anima del profilo sono stati
praticati dei fori che permettessero il passaggio di tondi in acciaio
ad aderenza migliorata Fe44k (E). All’intradosso si è optato per un
elemento di contrasto bullonato (D in C) che assorbe lo sforzo di
compressione per contatto sull’ala inferiore, sotto la quale era stato
predisposto un elemento nervato di collegamento (F)
ANCORAGGIO TRAVE-ARCARECCIO
07 - Soletta 6 cm con perni uncinati Ø14 Fe44k in fori Ø22 con resina
08 - Piolo Nelson Ø20 su travi principali (funzione irrigidente)
13 - Tasca posteriore di colata Xepox per correzione difetti di aderenza
09 - Arcareccio lamellare 18x72
14 - Fascia di contrasto con bulloni calib. M20 e perni Ø20
10 - Barra filettata M16 incollata come rinforzo a taglio
15 - Mensola lamellare
11 - Barre filettate M20 incollate come rinforzo a schiacciamento
ANCORAGGIO TRAVE-PILASTRO CON MENSOLA
12 - Barre Ø16 Fe44k con colata resina Xepox
16 - Fessura passaggio fascia acciaio e asse rotazione secondario

20 - Giunto di continuità su travi HE600A con bulloni M20


21 - Particolari di ancoraggio elementi punta
22 - Scarpa di ancoraggio su struttura c.a. con bulloni M20 e perni Ø20
23 - Barre M16 con resina

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case history n. 4

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


azienda agricola tre valli
S. Giorgio in Bosco - Padova

L’edificio è l’ampliamento di uno stabilimento. A causa di ciò la


fondazione non poteva, per interferenza con l’esistente, avere
caratteristiche tali che le consentissero di assorbire i movimenti
trasferiti dai pilastri in legno. Pertanto l’azione orizzontale gene-
rata dal vento frontale, doveva essere scaricata tutta su un’uni-
ca trave di fondazione. A questo scopo il telaio presenta pilastri
con ancoraggi differenziati.
Struttura principale - Telai in legno lamellare BS14 e 11 di sez. 12
e14x65+20x40 i montanti principali, 12 e14x40+20x30 i montanti
secondari (bielle), 20x166.6 la trave di falda. Su un lato la trave
è sostituita da una banchina su più appoggi di sez. 14x29.7. I
pilastri sono ancorati al suolo mediante un’alta scarpa di acciaio
vincolata al c.a. con 6 tirafondi M30 cl. 8.8 e al legno con 12 bul-
loni M24 calibrati. Le bielle sono ancorate mediante una corta
scarpa vincolata al c.a. con 4 tirafondi M30 cl. 8.8 e al legno con
1 bullone M24 calibrato.
Struttura secondaria - Arcarecci in legno lamellare BS11 di sez.
da 16x19.7, ancorati alle travi principali mediante scarpe in-
terne BMF 160, vincolate mediante chiodi Ø4x60 e perni Ø12.
La struttura irrigidente e controventante prevede punto-
ni in legno lamellare BS11 di sez. 16x19.7, ancorati alle tra-
vi principali mediante scarpe speciali interne con 2 bar-
re bifilettate M16 calibrate e 3 perni Ø12 sul lato puntone.
Diagonali in legno lamellare BS11 di sez. 20x19.7, ancorati alle
travi principali mediante scarpa interna con 2 bulloni M20 cali-
brati sia lato trave che diagonale.

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01 - ANCORAGGIO PILASTRO INCASTRATO 13 - DIAGONALI CONTROVENTO
Bulloni M24 calibrati e tirafondi M30 cl. 8.8 Lamellare sezione 20x19.7 ancorati con
scarpa speciale interna con bulloni M20
02 - SCHERMATURA AL FUOCO IN LEGNO
Tavole 50 mm avvitate 14 - MENSOLE AGGETTO
Lamellare sezione 16x19.7 ancorati con
03 - PILASTRO COMPOSTO scarpe standard interne tipo BMF 200 e fascia
lamellare sezione 2x14x65 + 20x40 preforata con chiodi Ø4x50 all’estradosso
04 - SAETTA CONTROVENTANTE 15 - MONTANTI BARACCATURA
Saetta 20x23 con perni Ø20x200 Lamellare sezione 14x26.3 ancorati con perni
05 - ANCORAGGIO PILASTRO INCERNIERATO Ø12 e tasselli meccanici
Bullone M24 calibrato e tirafondi M30 cl. 8.8 16 - ORIZZONTALI BARACCATURA
06 - PILASTRO COMPOSTO Lamellare sezione 12x23 ancorati con scarpe
lamellare sezione 2x14x40 + 20x30 standard ali interne, chiodate
07 - TRAVE DI FALDA 17 - TRAVE BORDO
lamellare sezione 20x166.6 Lamellare sezione 14x29.7 ancorata con
bullone M16 al montante
08 - ARCARECCI
lamellare sezione 16x19.7 ancorati con scarpe 18 - ARCARECCI E VELETTA
standard interne tipo BMF 200 avvitati su trave
09 - VELETTA DI CHIUSURA
lamellare sezione 12x19.7
10 - PUNTONI DI CONTROVENTO
lamellare sezione 14x29.7 ancorati con
scarpe speciali interne con perni Ø20 e barre
bifilettate M16 calibrate
11 - ANCORAGGIO SAETTE
Bulloni M20 calibrati e perni Ø20 su scarpa
chiodata Ø6x60 con bulloni di assemblaggio
12 - PUNTONI CONTROVENTO
Lamellare sezione 16x19.7 ancorati con
scarpa speciale interna con perni Ø12 e barre
bifilettate M16 calibrate

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APPOGGIO SU PILASTRO
19 - Elastomero 20 mm
20 - Piastra acciaio di contatto
21 - Montante interno pilastro
22 - STRUTTURA GRONDA
lamellare sezione 12x23
avvitato su “naso” della trave
principale
23 - PILASTRO COMPOSTO
lamellare sezione
2x14x65+20x40

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case history n. 5

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


Biblioteca Comunale
Drezzo - Como

La biblioteca di Drezzo è un edificio la cui porzione fuori terra


è realizzata interamente in legno lamellare. Si tratta di un fab-
bricato costituito da un telaio strutturale in legno lamellare che
sostiene partizioni orizzontali (soppalco e copertura) e vertica-
li (tamponamenti) anch’esse in lamellare. Il telaio trasversale
spinge su una serie di setti in c.a. che salgono dal livello interra-
to ed il collegamento è realizzato mediante cerniere metalliche.
Essendo un edificio in legno, molta attenzione è stata rivolta alla
conservazione delle parti esterne esposte agli agenti atmosfe-
rici,. A tal proposito, è stato realizzato un’importante sporto di
gronda su tutto il perimetro dello stabile (sbalzo minimo di 150
cm), ed inoltre gli elementi strutturali inclinati (puntoni) sono
stati rivestiti con tavole di legno sostituibili qualora degradate
e usurate.
Struttura principale - Telaio spingente posto ad un passo di
250 cm, costituito da puntoni 16x50 BS14, trave-catena di se-
zione 2x8x53.3 BS11, trave curva di copertura 16x63.3 BS14.
La trave-catena che corre su di una luce di circa 13m, è appe-
sa in campata ad un tirante in legno di sezione 16x40 BS11;
quest’ultimo elemento sostiene la barriera di protezione del
soppalco, anch’essa realizzata con elementi in lamellare.
Gli elementi che compongono il telaio trasversale sono colle-
gati mediante giunzioni legno-legno o legno-acciaio, attraverso
spine Ø16 e perni M16. Il telaio spaziale è stabilizzato da croci
metalliche M16 posizionate in corrispondenza delle campate
prive di fori e aperture quali porte e finestre.
Struttura secondaria - Impalcato di copertura realizzato median-
te travetti KVH 7x12 maschiati, che sopportano i carichi verticali
e gli orizzontali (tavolato con funzione stabilizzante). Al primo
livello, l’impalcato di calpestio (soppalco) è realizzato mediante
pannelli in lamellare spessi 8 cm, appoggiati alla trave-catena
e fissati con viti truciolari. I pannelli larghi al più 50 cm, sono
collegati fra loro mediante lame metalliche interne. Anche i tam-
ponamenti perimetrali sono realizzati con pannelli lamellari da
12 cm di spessore, battentati sui 4 lati e fissati a montanti posti in
corrispondenza di ogni telaio trasversale. Alla base, i pannelli di
tamponamento appoggiano su di una radice in legno tassellata.

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01 - Puntone 16x50 rivestito con tavole di protezione 16x3.3
02 - Trave 16x63.3
03 - Pendino 16x40
04 - Trave-catena 2x8x63.3
05 - Puntone 16x50 rivestito con tavole di protezione 16x3.3
06 - Pannelli di tamponamento in lamellare sp. 12 cm
07 - Solaio in pannelli di lamellare sp. 8 cm
08 - Lama metallica interna fissata con spine Ø16x160 e perni M16x200

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09 - Pannello di tamponamento in lamellare battentato sui 4 lati
10 - Tavolato di chiusura in KVH 7x12
11 - Trave 2x8x63.3 con distanziatori inferiore e superiore 16x6.7
12 - N° 2 piastre metalliche fissate con perni calibrati M16x200
13 - Collegamento trave-puntone con spine Ø16x320 e perni calibrati M16x360
14 - Rivestimento puntoni con tavole di abete 16x3.3 fissate a listoni 5x3
15 - N° 2 piastre metalliche fissate con spine Ø16x320 e perni calibrati
M16x360
16 - Pluviale di scarico acque piovane
17 - Cerniera metallica fissata al puntone con spine Ø16x160 e perno calibrato
M27X220
18 - Perno di rotazione M27x80 cl 8.8
19 - Getto di completamento con emaco S55
20 - Tirafondi M20 Fe510 zancati nel setto in c.a.

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case history n. 6

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


centro commerciale coccinella
center
Verona

Il “Coccinella Center” si affaccia sull’autostrada A4 all’altezza di


Verona. È caratterizzato da 4 corpi distinti per destinazione e
tipologia costruttiva. L’area vendita, di circa 6700 mq , è tagliata
da 82,00 m di galleria intervallata da 3 corpi a pianta quadrata
denominati “Colombare”. Il corpo che caratterizza l’intera strut-
tura è però il ristorante, la cui forma suggerisce l’origine del
nome del centro commerciale.

Area vendita e locali produttivi Colombare e gallerie

Struttura portante colombare - 4 capriate d’angolo in legno la-


mellare BS11 di sez. 16x28 (puntoni) e 16x24 (catena), ancorate
su pilastri perimetrali in c.a. e fissate mediante bulloni M20 su
semiselle in acciaio annegate nel getto. Il vincolo fra gli elementi
in legno è ottenuto mediante giunti “a dente” bloccati con un
bullone M20 passante.
Struttura principale colombare - 4 diagonali spingenti in legno
lamellare BS11 di sez. 16x24, appoggiati a circa 1/3 della loro
luce sulle capriate d’angolo. 4 catene perimetrali in legno la-
Struttura principale - Travi bifalda in legno lamellare BS14 di sez. mellare BS11 di sez.12x24 appoggiate in sommità dei pilastri
18 e 22x80-154-80, ancorate in selle ricavate nei pilastri in c.a. e su cui appoggiano anche le capriare d’angolo. Il vincolamento
fissate mediante barre bifilettate M20, vincolate a scarpe metal- dei puntoni al colmo è realizzato mediante scatolare quadro in
liche alla sommità delle ali delle selle acciaio di contrasto e bulloni M12 calibrati. Quello fra puntoni e
catene, mediante scarpa metallica angolare con 6 bulloni M16
Struttura secondaria - Arcarecci e puntoni in legno lamellare calibrati per lato.
BS11 di sez. da 16x32 a 18x40, ancorati alle principali median-
te scarpe interne BMF 160/200/240, vincolate mediante chiodi Struttura secondaria colombare - mezzecase in legno lamellare
Ø4x60 e perni Ø12. BS11 di sez. 16x30 e 14x20, ancorati ai diagonali mediante 2 e 1
bulloni M20 calibrati
Struttura irrigidente - puntoni in legno lamellare BS11 di sez.
20x20, ancorati agli arcarecci mediante scarpe interne BMF 160 Struttura principale gallerie - portali composti da elementi in le-
e alle travi principali agli estremi mediante 2 bulloni M20 cali- gno lamellare BS11 di sez. 2x12x20(montanti), 16x24 (puntoni
brati. capriata), 16x16 (catena capriata). L’ancoraggio fra montanti e
capriate è realizzato mediante viti Ø6x120 e fra catena e pun-
Struttura controventante - Diagonali in legno lamellare BS11 di toni mediante perno Ø16 e viti Ø8x240. In sommità i puntoni
sez. 22x24, ancorati alle travi principali mediante 2 bulloni M20 convergono al centro sostenendo il colmo. I tre elementi sono
calibrati e 2 perni Ø20, ancorati anche all’incrocio con gli arca- vincolati reciprocamente con un solo bullone M12 passante.
recci mediante barra resinata M16. Puntoni in legno lamellare L’intero sistema è ancorato rigidamente ad un cordolo perime-
BS11 di sez 20x32/38, ancorati agli estremi mediante scarpe spe- trale in rilievo mediante scarpa interna a T con 2 bulloni M12
ciali interne con 2 barre bifilettate M20 calibrate. calibrati e 4 barre M12 con resina epossidica.
Struttura lucernai - Montanti in legno lamellare BS11 di sez Struttura secondaria gallerie - colmi e banchine in legno lamel-
2x14x16 ancorati rigidamente mediante viti Ø6x120 ad architra- lare BS11 di sez. 14x20 e 14x24 ancorati in alloggiamenti ricavati
vi ad estradosso curvo 14x26-46-26. Banchine sagomate 14x24 nel sistema principale e vincolato con viti Ø8x240 (banchine) o
ancorate all’incrocio fra montanti e architravi mediante viti bulloni M12 calibrati (colmo).
Ø6x200.

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Ristorante
B) travi 20x60 da pilastro a pilastro (una rastremata), ancorate
su capitelli in acciaio come sopra. Cantonale 20x40 ancorato
agli estremi su vano ascensore e pilastro, al centro su trave
principale con 2 bulloni M20 calibrati e 2 perni Ø20.
C) sistema autoreggente di travi 20x60 ancorate agli estremi su
vano ascensore e pilastro, reciprocamente ai terzi mediante
2 bulloni M20 calibrati e 2 perni Ø20 o scarta metallica chio-
data.
Struttura secondaria - arcarecci in legno lamellare BS11 di sez.
da 18x26, ancorati alle principali mediante scarpe interne BMF
200, vincolate mediante chiodi Ø4x60 e perni Ø12.

Struttura principale
A) Colmo rettilineo in legno lamellare BS14 di sez. 20x70 pog-
giante agli estremi su vano scala e ascensore. Travi curve in
legno lamellare BS14 di sez. 20x60, ancorate da un lato sul
colmo mediante scarpa metallica interna con 3 barre bifilet-
tate M24 calibrate e dall’altro su un capitello metallico con
un perno Ø20

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01 - TRAVE PRINCIPALE 05 - DIAGONALE CONTROVENTO
Trave bifalda sez. 22x80-154-80 Diagonale 22x24 con 2 bulloni M20 calib. e 2
perni Ø20
02 - BANCHINA/PUNTONE
Puntone 10x20 irrigidito da gronda c.a. scarpa 06 - INCROCIO DIAGONALI
interna con barra bifilettate M16 e perno Ø16 Diagonali 22x24 con semincasso e bullone M16
03 - DIAGONALE CONTROVENTO 07 - DIAGONALE SU ARCARECCIO
Diagonale 20x20 con 2 bulloni M16 calib. Diagonali 22x22 irrigiditi mediante ancoraggio
con barra resinata su arcareccio sez. 16x32
04 - ARCARECCIO/PUNTONE
Arcareccio/puntone 20x32 con scarpa interna 08 - Arcareccio
con 2 barre bifilettate M20 e perno Ø16 Arcareccio sez. 16x32 e relevè abbaino

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09 - ABBAINO
Struttura di testa abbaino di
colmo
10 - ABBAINO
sezione strutturale abbaino di
colmo montanti sez. 2x14x16
banchina sez. 14x26
trave sagomata curva b= 14 cm
assemblaggio mediante viti Ø6

A - TRAVE SALTAPILASTRO D - SISTEMA A CAVALLETTO


trave saltapilastro 20x53.3 sistema di travi a sostegno
rialzo di appoggio avvitato reciproco
cantonale sez. 20x40 in in appoggio alle estremità
appoggio
trave sagomata in aggetto E - SISTEMA A CAVALLETTO
sistema di travi a sostegno
B - TRAVE FALDA reciproco in appoggio alle
trave falda 20x60 su elastomero estremità, le travi sagomate si
capitello tubolare con ancorano alle altre mediante
ancoraggio scarpe a scomparsa chiodate
arcarecci 18x26 con scarpe o bulloni M20 calibrati e perni
interne Ø20
C - COLMO-FALDA F - SISTEMA A RAGGERA
trave di colmo 20x70 Trave di colmo a sbalzo su cui
trave falda 20x60 su scarpa sono ancorate le due travi di
interna falda terminali e i correnti a
ancoraggio con barre bifilettate raggera mediante viti
M20

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I- PORTALE GALLERIE
Portale formato da montanti 2x12x20 e
capriate 16x24 con catena 12x16, banchina
sagomata 12x24
II - TERMINALE GALLERIE
Puntone capriata 16x24, colmo 14x20,
cantonali 16x20. Giunto di dilatazione su
colmo
III - TERMINALE GALLERIE
Puntone capriata 16x24, colmo 14x20,
cantonali 16x20, banchine 12x24

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IV - CAPRIATE COLOMBARE
Capriata con puntone 16x28 e catena 16x24, appoggio su elastomero,
trave banchina 12x32 sagomata
V - CANTONALE COLOMBARE
Cantonale 16x24 e banchina 12x32 in appoggio su spogolo c.a.
VI - COLMO COLOMBARE
Diagonali 16x24 convergenti su scarpa metallica con lame interne e
bulloni M12
VII - CAPRIATA COLOMBARE
Diagonali 16x24 in appoggio su colmo capriata sez 16x28 con bieta
tubolare in acciaio, rompitratta 16x30

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case history n. 7

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


centro commerciale
“la corte lombarda”
Bellinzago Lombardo - Milano

Struttura principale - La cupola è realizzata con portali di legno


lamellare con luce tra gli appoggi di 24 metri. Ogni portale è co-
stituito da una doppia sezione in legno lamellare 20x140 cm con
nodi di continuità in corrispondenza della variazione di penden-
za; la connessione consiste in una staffa metallica a scomparsa
fissata agli elementi in legno con bulloni calibrati e spinotti me-
tallici di diametro 20 mm. L’ancoraggio del portale al solaio di
copertura del centro commerciale avviene con staffe in carpen-
teria speciale che sostengono verticalmente l’elemento in legno
e alloggiano un appoggio in neoprene. Il fissaggio è realizzato
con connettori metallici e tasselli chimici nel C.A.
Struttura secondaria - La struttura principale sostiene l’orditura
secondaria costituita da arcarecci con sezione 20x48 cm,
ortogonali alla linea di massima pendenza delle falde; ogni
piano falda è così diviso in tre fasce orizzontali che rispecchiano
la suddivisione del telaio in vetro e alluminio di finitura esterno.
Gli arcarecci sostengono a loro volta i correnti con sezione
16x16,6 cm che realizzano l’orditura di terzo livello. A campate
La cupola costituisce la copertura vetrata che copre la piazza po- alterne è presente una copertura a piramide che si imposta sui
sta all’ultimo piano di questo grande centro commerciale. La telai principali; i puntoni e gli arcarecci richiamano le orditure
struttura principale è realizzata con portali di legno lamellare della cupola principale. A completamento della struttura è
che sostengono l’orditura secondaria di arcarecci e correnti; a presente il manto di copertura, realizzato con un telaio di vetro
campate alterne è presente una piramide che si imposta sui telai e alluminio fissato alla sottostante struttura in legno lamellare.
principali. Il manto di copertura è realizzato con una struttura di
vetro e alluminio.

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01 TELAIO PRINCIPALE
BS 14 sezione 2x20x140 cm
- realizzato con elementi uniti in corrispondenza della variazione di pendenza mediante staffe in
carpenteria speciale con ripristino di continuità fissate con spinotti ø20
- ancorato al cordolo in c.a. con spinotti ø20, 3 bulloni calibrati M20 su staffe in carpenteria
speciale con tirafondi filettati M20 e contropiastre annegate nel cordolo
02 PUNTONE DI TESTA
BS14 sezione 20x80 cm
- ancorato al cordolo di testa in c.a. con bulloni calibrati M20 su staffe in carpenteria speciale
fissate su tirafondi filettati M20 e contropiastre annegate nel cordolo in c.a.
- fissato a telaio principale con spinotti ø20 bulloni calibrati M20 su staffa in carpenteria speciale
c11 e c12
03 TERZERA
BS 11 sezione 20x48 cm
- ancorata ad angolo telaio principale su staffa in carpenteria speciale
con spinotti ø20 bulloni calibrati M20
04 TERZERA FALDA PIANA
bs11 sezione 18x40 cm
- ancorata a telaio principale con spinotti ø16 e bulloni calibrati M16
05 BANCHINA
bs11 sezione 16x36 cm
- ancorata a telaio principale con spinotti ø16 bulloni calibrati M16
06 PUNTONE CUPOLA
BS14 sezione 20x40 cm
- ancorato a telaio principale con spinotti ø20 e bulloni calibrati M20
su staffa a scomparsa in carpenteria speciale
- ancoraggio reciproco in colmo su staffa a scomparsa con spinotti ø20
e bulloni calibrati M20
07 ARCARECCIO CUPOLA
BS 11 sezione 20x28 cm
- ancorato a puntoni cupola con spinotti ø16 e bulloni calibrati M16
su staffa in carpenteria speciale
08 CORRENTE
BS11 sezione 16x16.6 cm
- ancorato ad orditura secondaria con viti ø8x240 mm

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case history n. 8

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


cantina argiolas
Serdiana - Cagliari

Nell’ambito della riorganizzazione complessiva della cantina


vini, è stato realizzato un ampliamento dell’edificio esistente,
allo scopo di alloggiarvi un nuovo impianto di imbottigliamen-
to. La nuova sala, a pianta trapezoidale di circa 30 x 20 metri,
è dotata di una copertura poggiante sui muri perimetrali e su
2 pilastri intermedi interni. La struttura rientra in casi architet-
tonici noti e collaudati, composta da travature appoggiate alle
murature oppure ai pilastri, con luci fino a 14 metri circa. La
disposizione dell’orditura tuttavia è originale e complessa, con
membrature tra loro incrociate a formare la particolare filigrana
che caratterizza questa copertura.
Copertura - Si compone di una falda principale che partendo
dalla linea di gronda corrispondente al lato corto del trapezio
sale con una pendenza di circa 10 gradi verso la muratura del-
l’edificio esistente (lato lungo del trapezio) ove sono disposti
due ulteriori pilastri ausiliari, che permettono di appoggiare le
travi principali della copertura senza gravare sull’edificio esi-
stente. Dai lati obliqui del trapezio partono a loro volta le falde
laterali con la stessa pendenza che formano una linea di displu-
vio a partire dal vertice del trapezio fino al pilastro circolare in-
terno. Da qui si viene a formare un salto tra le falde che da la
possibilità di inserire una fascia triangolare vetrata.
Struttura - La disposizione spaziale incrociata delle orditure
principale e secondaria delle travi rende poco intelleggibile la
priorità statica delle membrature, permette tuttavia di contene-
re la sezione staticamente necessaria. Quasi tutte le travi hanno
un’altezza di 30 cm, solo alcune maggiormente sollecitate sono
alte 40 cm e l’architrave principale in corrispondenza del salto
di quote delle falde è di sezione 24x66 cm. La trave di sommi-
tà della copertura in corrispondenza del lato lungo del trapezio
che ha la luce maggiore, è sostenuta da due piastrini in legno
che prolungano i pilastri in c.a. e da due saette che si imposta-
no su detti pilastri e ne interrompono a metà la luce statica. Le
connessioni nei nodi sono realizzate con staffature e connettori
(bulloni e spinotti cilindrici) in acciaio inox. I nodi di minore ri-
levanza statica sono risolti con l’uso di connessioni legno legno
del tipo a coda di rondine.

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STAFFA SPECIALE A CAVALIERE
acciaio inox - a 4 vie
fissata a trave principale con 9 chiodi
speciali aderenza migliorata 6x80
per fissaggio travi rompitratta secondarie
4x2 spinotti 20x200-240 inox

NODO PILASTRO PRINCIPALE


STAFFA SPECIALE
acciaio inox - saldata a
contropiastra predisposta in
sommità pilastro
con 2x2 spinotti 20x320 inox per
fissaggio rompitratta secondarie
con 2x3 + 2 bulloni M20x280 per
fissaggio travi principali

STAFFA SPECIALE
acciaio inox - saldata a contropiastra
predisposta nel cordolo c.a.
con 3+3 bulloni

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STAFFA SPECIALE A CAVALIERE
acciaio inox - a 2 vie
fissata a trave principale con 6 chiodi
speciali aderenza migliorata 6x80
per fissaggio travi rompitratta secondarie
2x2 spinotti 20x200 inox

01 ANELLO BANCHINA SU MURATURA 04 TRAVE TERZERA CENTRALE 07 PILASTRINO


bs11 sez. 14.0 x 50.0 cm bs11 sez. 24.0 x 50.0 cm bs11 sez. 16.0 x 16.6 cm
02 TRAVE DISPLUVIO 05 TRAVE VELETTA FINESTRA 08 TRAVE ROMPITRATTA PRINCIPALE
bs11 sez. 24.0 x 33.0 cm bs11 sez. 12.0 x 29.7 cm bs11 sez. 24.0 x 46.6 cm
03 TRAVE BANCHINA FORO FINESTRA 06 TRAVE SAETTA INTERNA 09 TRAVE ROMPITRATTA SECONDARIA
bs11 sez. 24.0 x 66.6 cm bs11 sez. 24.0 x 29.7 cm bsh11 sez. 20.0 x 29.7 cm

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case history n. 9

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


Passerella ciclo pedonale
Comune di Chieve

Un elevato rapporto fra luce e profondità, unito all’effetto tor-


sionale generato dalla forma arcuata, rendono questa passe-
rella molto sensibile alle azioni eoliche. Un’attenta realizzazione
dei vincoli e del sistema irrigidente permette di superare il pro-
blema e di simulare con maggiore accuratezza il sistema statico
teorico.

Struttura principale - Due travi bifalda in legno lamellare BS14


di sez. 20x183.3-204-183.3 di luce 33,00 m, ancorate su spalle in
c.a. mediante 4 carrelli longitudinali con elastomero e bulloni
M24 su fori asolati e 1 carrello trasversale montato in corrispon-
denza del primo telaio in acciaio.

Struttura secondaria - 11 telai in acciaio realizzati mediante pro-


fili HE180A nella parte orizzontale e tubolari 140x120/6 come
montanti. L’ancoraggio fra travi principali e telai è realizzato
mediante piastre in acciaio spessorate per il passaggio dell’ac-
qua, vincolate con un numero variabile da 6 a 4 di bulloni M24
calibrati. In corrispondenza dei montanti, anch’essi distanziati, il
vincolo è assicurato da 2 bulloni M20 calibrati.

Struttura terziaria - 4 correnti in legno lamellare BS11 di sez.


10x16, posti parallelamente alle principali, ancorati all’estrados-
so dei telai mediante viti da legno.

Struttura irrigidente e controventante - La funzione di puntone


viene svolta dal traverso orizzontale dei telai in acciaio che, nei
punti di collegamento con le principali, sono provvisti di ali di
ancoraggio per i diagonali. I montanti dei telai hanno il com-
pito di trasportare l’azione del vento dal suo centro al piano
di controventamento e quella irrigidente dal lembo superiore
sempre all’asse dei controventi. Diagonali in tondo d’acciaio FE
510 di diametro variabile, dall’esterno al centro, da 30 a 24 mm.
L’ancoraggio alle ali è realizzato mediante bulloni M24 a doppio
taglio.

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01-02 CERNIERA
Accoppiamento di carrelli con direzioni reciprocamente perpendicolari
per la realizzazione di una cerniera che permetta alle travi di scorrere
longitudinalmente
03 CARRELLO
Coppia di carrelli formati da profili bullonati su fori asolati per
permettere alle travi di scorrere longitudinalmente

04 TRAVE PRINCIPALE
trave lamellare BS14, sez. 20x183.3-204-183.3 cm
05 TELAIO TRASVERSALE
traverso acciaio HE180A

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11 GUAINA
striscia di guaina posta fra tavolato di calpestio e correnti per proteggere l’estradosso da
acqua stagnante che potrebbe indurre marcescenza
12 LATTONERIA
Lattoneria di protezione dell’estradosso trave, montata distanziata su dime in acciaio
13 ELASTOMERO
appoggio in neoprene armato sp.30 mm con teflon
14 PARAPETTO
Parapetto in acciaio

06 TELAIO TRASVERSALE
montante tubolare acciaio 140x120/6
07 TELAIO TRASVERSALE
ala controvento
08 STRUTTURA TERZIARIA
corrente lamellare sez. 10x16 ancorato al
telaio mediante viti
09 CALPESTIO
tavolato larice mm 40 distanziato,
ancorato ai correnti mediante viti
10 SPESSORI
elementi di spessoramento solidali
al telaio che permettono il ristagno
dell’acqua

91
case history n. 10

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


Scuola materna
Nogaredo - Trento

Sul perimetro di questo spazio centrale, si articola una specie di


porticato interno, illuminato tramite lucernario dall’alto (in cor-
rispondenza del salto di quota tra le coperture) che funge anche
da spazio connettivo e di distribuzione. Nell’angolo di sud-est è
addossato al corpo principale dell’edificio uno spazio polifun-
zionale aperto e dotato di una copertura a due falde.
Struttura principale - Su di una maglia strutturale di 2,50 x 2,50
metri sono disposti una serie di pilastri in c.a. perimetrali e su
due anelli interni. Su questi è appoggiata, mediante vincoli co-
stituiti da staffe metalliche e bulloneria zincata, l’orditura prin-
cipale in legno lamellare, posta ad interasse di 2,50 metri. Nelle
coperture rettilinee perimetrali a livello inferiore sono utilizzate
travi di sezione 16x40-56-64 cm, in funzione delle diverse luci
da coprire. Le travi di compluvio da 16x44 e 20x64 cm. ed una
serie di architravi perimetrali di banchina alle finestre da 16x40
cm. completano l’orditura a livello inferiore. Ove sono mancan-
ti, per esigenze distributive, i pilastri di appoggio interni, è di-
sposto per sostenere l’orditura delle falde inclinate, un anello di
architravi in legno lamellare da 20x80 cm.
La copertura centrale a quota più elevata, è appoggiata sui pi-
lastri in c.a. dell’anello interno e su di una serie di pilastri in
legno lamellare impostati sull’architrave precedentemente de-
scritta. Su questi è disposta una trave di banchina longitudinale
in legno lamellare da 2x18x29,7 cm. e sopra di essa è impostata
l’orditura principale di travi in legno lamellare ad arco 16x56,6
cm., su di una luce di 10 ed interasse di 2,50 metri.
L’area aperta è coperta da una orditura tradizionale, sulla luce di
10 ed interasse di 5 metri, a colmo e banchine in legno lamellare
16x72 cm. con orditura di correnti in legno lamellare sezione
16x32 cm, ad interasse di 2,50 metri.
Struttura secondaria - La copertura centrale ad arco è comple-
tata da una orditura di tipo tradizionale ad arcarecci in legno
lamellare sezione 12x11,7 cm. a sostenere un pacchetto di co-
pertura con tavolati, listoni e coibente in fibra di legno. Una
Il Comune di Nogaredo ha realizzato questa scuola materna a
struttura verticale perimetrale in legno KVH e pannelli OSB co-
tre sezioni, con l’intento di utilizzare nuove tecnologie di rispar-
stituisce la veletta di contenimento della copertura.
mio energetico e sostenibilità ambientale. Il corpo dell’edificio
si sviluppa su di un unico livello a piano terreno, con una pianta La copertura bassa inclinata e tettoia annessa è completata
quasi quadrata di 35x28 metri. Su i tre lati, dotati di coperture mediante una serie di pannelli prefabbricati in stabilimento, di
rettilinee inclinate verso l’interno, sono disposte le aule didatti- varie dimensioni fino a 2,50x5 metri, costituiti da strutture prin-
che ed i locali ausiliari di servizio. Al centro, con un affaccio sul cipali (arcarecci) in legno KVH 6,0 x 16,0 cm., tavolati, coibente
quarto lato a sud e uno spazio dotato di copertura ad arco più in fibra di legno e listoni in abete per la formazione delle in-
alta delle altre, è stato ricavato uno spazio per i locali di ingres- tercapedini aerate. I pannelli sono stati appoggiati e fissati alle
so. Qui trova posto anche la grande sala centrale per attività orditure precedentemente descritte e quindi completati in opera
comuni e libere. con un manto in lamiera di alluminio “aggraffata”.

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01 trave lamellare 16 x 40 cm
02 veletta di perimetro lamellare 8 x 53 cm
03 trave lamellare chiusura 16 x 32 cm
04 veletta imposta lucernario 10 x 60 cm
05 architrave lamellare 20 x 80 cm ancorata a pilastro con spinotti Ø20 su
staffa speciale
10 Elementi prefabbricati coperture inclinate (dal basso):
06 staffa speciale con bulloni M20 - saldata a contropiastra su pilastro c.a. tavolato abete 23 mm + barriera vapore
arcarecci strutturali KVH 6x16 cm ad interasse di 66 cm
07 architrave lamellare imposta superiore 2 x 18 x 30 cm ancorata a
coibente fibra di legno 80+80 mm densità 160 kg/mq
pilastro con bulloni M20 su staffa speciale
listone intercapedine abete segato 6x10 cm
08 trave curva lamellare 16 x 56,6 cm ancorata a staffa speciale con tavolato abete 23 mm + telo traspirante
bulloni M20 listone intercapedine abete segato 4x4 cm
tavolato abete 23 mm + telo traspirante
09 arcarecci lamellare 12 x 11,7 cm fissati con viti da legno HBS 6x180 manto in lamiera alluminio aggraffata (posata in opera)

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12 Paretine veletta: 13 Elementi prefabbricati canali
montanti legno lamellare 20 x gronda (dal basso):
30 cm tavolato abete 23 mm + barriera
elementi orizzontali legno vapore
KVH 14 x 10 cm arcarecci strutturali KVH 6x16 cm
coibente fibra di legno 60+80 coibente fibra di legno 80+80 mm
mm densità 160 kg/mq
rivestimento su entrambi i lati tavolato abete 23 mm + telo
pannello OSB 18 mm traspirante
canali e lattonerie in lamiera
alluminio (posate in opera)

11 Pacchetto copertura curva (dal basso):


tavolato abete 23 mm
barriera vapore
coibente fibra di legno 80+80 mm 160 kg/mq
listone sagomato chiusura KVH 10x16 cm fissati
con viti HBS 6x260
listone intercapedine abete segato 6x10 cm fissati
con viti HBS 8x300
tavolato abete 23 mm
telo traspirante
listone intercapedine abete segato 4x4 cm
tavolato abete 23 mm
telo traspirante
manto in lamiera alluminio aggraffata

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case history n. 11

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


Centro commerciale e
direzionale
Sona - Verona

L’edificio ha una pianta costituita da un corpo longitudinale di


quasi 120 metri a cui si aggiungono due corpi laterali di 33 me-
tri. La facciata principale è movimentata da uno sbalzo curvo di
larghezza maggiore che evidenzia la zona di ingresso. La forma
della copertura in sezione segue una geometria a doppia curva-
tura, realizzata con travi di legno lamellare che si impostano su
travi rettilinee di banchina collegate ai pilastri in acciaio.
Struttura principale - La struttura principale è costituita dalle
travi di bordo collegate ai pilastri in acciaio e dalle travi di com-
pluvio-displuvio in corrispondenza dell’intersezione dei corpi
laterali sul corpo longitudinale. Su questi elementi sono fissate
le travi a doppia curvatura che caratterizzano la copertura. Seb-
bene la geometria appaia semplice, la zona di intersezione tra
il corpo principale e quello laterale ha richiesto una particolare
cura progettuale e realizzativa, poiché, a causa della larghezza
diversa delle due parti, la trave diagonale di compluvio-displu-
vio non forma un angolo di 45 gradi in pianta e le curvature dei
corpi adiacenti risultano diverse tra loro.
Struttura secondaria - La struttura secondaria non è visibile, ma
inglobata nel pacchetto di copertura per proteggerla dal fuoco.
Il pacchetto è composto da un listone portante in legno mas-
siccio con interposti pannelli di fibra di legno a media ed alta
densità; sul lato interno sono visibili le tavole dell’impalcato di
copertura su cui è disposta una barriera al vapore. Il manto di
copertura, realizzato in lamiera, non è indicato in figura.

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01 Listone portante in legno massiccio 120x100mm
02 Pannello di fibra di legno densità 250 kg/mc SP. 19mm
03 Pannello di fibra di legno densità 150 kg/mc SP. 80mm
04 Barriera al vapore
05 Perlinato maschiato piallato impregnato SP. 42mm
06 Struttura curva in legno lamellare

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01 TRAVE DOPPIA CURVATURA DI
COMPLUVIO/DISPLUVIO
- lego lamellare BS 14 sezione 20.x90.0cm
-curvatura parte concava raggio massimo
31.102m raggio minimo 30.202m
-curvatura parte convessa raggio massimo
26.379m raggio minimo 25.479m

02 TRAVE DOPPIA CURVATURA CORPO


PRINCIPALE
- legno lamellare BS14 sezione 16.0x56.6cm
- curvatura parte concava raggio massimo
17.000m raggio minimo 16.434m
- curvatura parte convessa raggio massimo
14.000m raggio minimo 14.566m

03 TRAVE A DOPPIA CURVATURA CORPI


LATERALI
- legno lamellare BS14 sezione 16.0x56.6cm
-curvatura parte concava raggio massimo
14.602m raggio minimo 14.036m
- curvatura parte convessa raggio massimo
12.614m raggio minimo 12.048m

04 TRAVE DI BORDO CORPO PRINCIPALE E


LATERALE
- legno lamellare BS14 sezione 20.0x88.0cm

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case history n. 12

GRUPPO 1: trave semplice appoggiata


Garden center
“Botanic”
Rozzano - Milano

La catena di garden center “Botanic”, nata in Francia nel 1977 ha


fatto dell’immagine di naturalità il suo punto di forza. Una filo-
sofia che coinvolge anche l’architettura e l’immagine dei punti
vendita. Il legno lamellare si propone quindi come soluzione
ottimale per valorizzare l’impatto visivo e i significati di identità
dei garden “Botanic”. Lo riconferma il nuovo centro aperto pres-
so il parco commerciale i Girasoli, sito nei pressi di Rozzano,
con copertura in legno lamellare. È interessante in particolare
l’integrazione fra legno e cemento, che forma un armonico con-
trappunto costruttivo e visivo.
Struttura principale - Su una maglia di pilastri da 60x60cm posti
ad un interasse di circa 15x16m, s’imposta la copertura in legno
lamellare, caratterizzata da tre tetti a due spioventi posti in adia-
cenza l’un con l’altro. Le pendenze del tetto sono generate dalla
sagoma delle travi “boomerang” (22x60/186,6 cm) poste ad un
passo costante di 8m caratterizzate da un’intradosso curvo e
da un’estradosso a due spioventi inclinati di circa 15 gradi. Travi
saltapilastro 20x124 cm in legno lamellare che corrono sui 16m
di luce, reggono in mezzeria le travi boomerang mediante pia-
stre metalliche a cavallotto.
Sul fronte d’ingresso del garden center, la copertura della ma-
glia centrale è rialzata mediante travi saltapilastro reticolari in
l.l. costituite da briglie di sezione 22x76 cm (corrente superiore)
e 22x56 cm (corrente inferiore) ed aste di parete 22x32 cm giun-
tate fra loro con lame metalliche interne. Sul resto del fabbri-
cato, le travi saltapilastro centrali sono costituite da due travi
a sezione costante 20x124 cm distanziate e collegate mediante
calastrelli metallici; in corrispondenza di tali elementi si colloca
il canale di raccolta delle acque nonché il sistema di deflusso
delle stesse verso le testate del fabbricato.
Struttura secondaria - L’orditura secondaria è costituita da arca-
recci di sezione 14x40 cm posti a piombo rispetto al piano cam-
pagna con un interasse di circa 200 cm e fissati in luce alle travi
boomerang dell’orditura principale mediante staffe metalliche a
scomparsa. La struttura di copertura è stabilizzata nel piano con
diagonali in l.l. 22x30 cm.

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case history n. 13

GRUPPO 2: Sistemi reticolari


Palazzetto polivalente
Nogarole Vicentino - Vicenza

La copertura di questo centro polivalente delle dimensioni di


22x38 metri si inserisce nel contesto edificato con forme e pen-
denze tradizionali del luogo. Le strutture principali sono state
realizzate a capriata, in legno lamellare, con monaco e saette,
disposte ad interasse di circa 5 metri sulla luce di 22 metri. I
puntoni sono a sezione rettangolare singola, mentre la catena
è a doppia sezione. Questa per motivi di trasporto è tagliata in
centro e la continuità è ricostituita mediante una connessione
con spinotti e bulloni in acciaio zincato tramite un calastrello in
legno lamellare interposto e sagomato all’estradosso in modo
tale da costituire sede di incastro per le due saette che risultano
a loro volta incastrate con il puntone. Sulle falde, con pendenza
di 17 gradi ed interasse di 1,20 metri, è disposta l’orditura di
arcarecci che supportano il pacchetto di copertura.
Struttura principale - Capriate in legno lamellare con punto-
ni 20x68 cm, catene 2x12x40 cm, saette e monaco 20x24 cm.
Collegamenti reciproci con bulloni calibrati M20 e spinotti Ø 20
mm. Ancoraggio ad opere in c.a. con profili UPN160 saldati su
contropiastre predisposte nel c.a. con interposta lastra di ap-
poggio in neoprene. Staffa di colmo in acciaio zincato. Diago-
nali di controvento legno lamellare 20x20 cm. Travi copertura
bassa in legno lamellare 20x60 cm.
Struttura secondaria - Arcarecci in legno lamellare sezione 18
x 24 cm ancorati con staffe a scomparsa e spinotti diametro 12
mm. Abbaini: colmo, puntoni e compluvio sezione 18 x 32 cm,
arcarecci sezione 18 x 24 cm.

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01 - Puntone capriata 20 x 68 cm
02 - Catene 2 x 12 x 40 cm ancorate ai puntoni con 4 bulloni M20 con rondelle
din1052 e 24 spinotti Ø20 mm
03 - Saette 20 x 24 cm ancorate sui puntoni e sul calastrello centrale a
contatto con connessione a bisettrice d’angolo e 2+2 viti autoforanti Ø8
04 - Monaco 20 x 24 cm ancorato alla staffa di colmo con 2 bulloni M20 con
rondelle din1052 e 4 spinotti Ø20 ed al calastrello centrale tramite staffa
aciaio con 6 spinotti Ø20
05 - Calastrello centrale 20 x 52 cm con 4 bulloni M20 con rondelle din1052 e
20 spinotti Ø20
06 - Ancoraggio capriate con 2 bulloni M20 su profili UPN160 saldati su
contropiastre predisposte nel c.a. con interposta piastra in neoprene
200x440x20 mm
07 - Staffa di colmo capriate, in acciaio con 2 spinotti Ø20 ed 1 bullone M20
08 - Arcarecci 18 x 24 cm fissati alle capriate con scarpe standard BMF200-4
con 5 spinotti Ø12 e 36 chiodi speciali
09 - Diagonali di controvento 20 x 20 cm fissati a elementi supporto in legno
con 3 viti Ø8 e reciprocamente in mezzeria con un bullone M16 con
rondelle din1052
10 - Elementi supporto diagonali controvento 20 x 28 cm fissati a puntoni
capriate con 4 bulloni M20 con rondelle din1052
11 - Travi copertura bassa 20 x 60 cm ancorate al c.a. con 2 bulloni M20 su
profili UPN160 saldati su contropiastre predisposte nel c.a. con interposta
piastra in neoprene 200x200x10mm

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case history n. 14

GRUPPO 2: Sistemi reticolari


piscina e servizi
Cermenate - Milano

Una piscina per tutte le stagioni: questo è lo spirito che anima


una struttura apribile come questa, il cui impegno realizzativo
e l’investimento necessario vengono ripagate dalla possibilità
di utilizzo 365 giorni all’anno. Questo è reso possibile con una
particolare soluzione di copertura mobile. Senza dubbio si è
rivelata di grande efficacia, visto che promotori e committenti
hanno deciso di adottarla come standard da riproporre anche
in altre realizzazioni.
Struttura principale - Archi principali in legno lamellare
sez. 22x80 con catene in acciaio 2xØ50 Fe510. Archi ester-
ni sez. 18x80 con catene in legno lamellare sez. 2x10x36.
Le catene in acciaio sono ancorate agli archi mediante 180 bul-
loni M24 calibrati, quelle in legno con 15 fra perni e bulloni del-
lo stesso diametro. Gli archi così tirantati sono ancorati, sui
due lati, a un profilo longitudinale composto in acciaio Fe510
di dimensioni globali 300x1000 mm al di sotto del quale sono
applicate le ruote, sia motorizzate che inerziali, che insistono su
un binario. Su un lato il giunto di tipo rigido, utilizza la trave car-
roponte a guisa di piedritto; sull’altro lato il giunto a cerniera la
trasforma in una sorta di biella. Questo sistema evita la forma-
zione di pericolose azioni orizzontali, di origine deformazionale,
sui binari.
Struttura secondaria - Arcarecci/puntone in legno lamellare di
sez. da 18x46.6, ancorati alle principali mediante scarpe interne
in acciaio con perni Ø16 e bulloni M20. Il vincolo a taglio è stato
rinforzato con l’adozione di un tubo con funzione di caviglia a ri-
follamento. La struttura irrigidente e controventante è orgnizza-
ta con puntoni in legno lamellare sopra descritti, e diagonali in
acciaio Ø24 con tenditori M24, ancorati alle scarpe dei puntoni.
Le testate baraccate sono irrigidite sul lembo inferiore mediante
saette in legno lamellare sez. 14x16, che dalla catena puntano
sugli arcarecci.

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Capriata standard Capriata di bordo

01 - ARCO PRINCIPALE 08 - GRONDA


legno lamellare sez. 22x80 formazione di gronda in legno (da rivestire) fissato alla trave carroponte
02 - TRAVE CARROPONTE 09 - ARCO LATERALE
acciaio sp. mm 20, ingombro 300x100 irrigidita legno lamellare sez. 18x80
03 - CATENA ACCIAIO 10 - CATENA IN LEGNO
acciaio 2xØ50 con tenditori M50, bullonata mediante 18 M24 calibrati legno lamellare sez. 2x10x36 ancorata con 15 fra perni e bulloni cal. M24
04 - GIUNTO RIGIDO 11 - PUNTONI/ARCARECCI
lama interna solidale alla trave carroponte, ancorata al legno mediante, puntoni 18x46.6 ancorati con scarpe interne con perni Ø16 sul puntone e
bulloni M24 calibrati e perni Ø24 caviglie tubolari Ø65 con bullone M20 sull’arco
05 - ORGANO MOTORE 12 - BARACCATURA FRONTALE
Ruota in acciaio motorizzata passo/passo baraccatura in lamellare avvitata sulla capriata di testa formata da
elementi di diverso spessore per ottenere un manto su più livelli
06 - BINARIO
binario in acciaio solidale alla sottostante trave in c.a. 13 - CERNIERA
Cerniera meccanica in acciaio per il collegamento arco-trave carroponte
07 - BARACCATURA LATERALE Ancoraggio su arco mediante perni e bulloni calib. mm 24
Profili HE100A bullonati alla trave carroponte, collegati profili a Z in Cerniera con perno Ø50 e anima rinforzata
lamiera da 4 mm pressopiegata

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14 - MONTANTI BARCACCATURA/ 18 - PENDINO E CATENA
MONACI pendino acciaio Ø12, Catena acciaio 2xØ50
lamellare sez. 18x23 con bulloni
M16 calib. 19 - GIUNTO ARCHI LATERALI
piastra 12 mm irrigidita con bulloni calibrati e perni Ø24
15 - SAETTE IRRIGIDENTI
Saette 14x16 di stabilizzazione 20 - CATENA ARCHI ESTREMI
della baraccatura frontale catena in legno lamellare sez. 2x10x36
ancoraggio mediante scarpe 21 - GIUNTO CATENA
interne con chiodi Ø45 e perni giunto di continuità con bulloni calibrati e perni Ø24 doppia
Ø12 piastra in acciaio sp. 10 mm distanziale in legno lamellare sez.
16 - GIUNTO CARROPONTE 16x36
Piattabande 15 mm con bulloni
M20 guanciali 12 mm con
bulloni M20
17 - GIUNTO ARCHI CENTRALI
piastra 12 mm irrigidita con
bulloni calibrati e perni Ø24

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case history n. 15

GRUPPO 2: Sistemi reticolari


Cantina sociale
intercomunale
Broni - Pavia

L’edificio è destinato principalmente alle botti di fermentazione.


Da qui la necessità di poter disporre di ampi spazi e grandi luci.
La zona centrale del fabbricato è caratterizzata da una maglia
strutturale di 12x40 m, realizzabile efficacemente combinando
legno lamellare in copertura con cemento armato per le strut-
ture in elevazione. Occupa una superficie di 3000 mq, costituita
da una struttura in elevazione composta da pilastri in cav e pan-
nelli strutturali su cui s’imposta la copertura in legno lamellare a
quattro falde (padiglione rettangolare). La struttura di copertura
consiste in una tripla orditura di travi che reggono il pacchetto
tetto. Le travi principali di luce 40.6 m e poste ad un interasse di
12 m, oltre ad incassare i carichi gravanti dal tetto, reggono in
mezzeria una passerella pedonale utilizzata dai lavoratori, che
ha suggerito l’adozione di uno schema di trave reticolare a pro-
filo triangolare.
Struttura principale - Travi principali reticolari a profilo trian-
golare incernierate in testa a pilastri mediante una piastra me-
tallica zancata con tirafondi. Corrente superiore composto da
tre elementi in l.l. di sezione 18-20x80 BS14. Corrente inferiore
composto da due elementi in l.l. di sezione 20x64 BS14. Aste di
parete costituite da due elementi di base 20.
Struttura secondaria - Orditura secondaria costituita da terzere
e arcarecci disposti verticalmente rispetto al piano campagna,
posti in luce alle travi reticolari. Gli arcarecci di sezione 10x36
BS11 sono fissati alla reticolare e alla trave rompitratta di se-
zione 14x40 BS11 mediante staffe a scomparsa BMF. Le terzere
di sezione 16x76 BS14 collocate in corrispondenza dei ritti delle
reticolari ( passo di 515 cm) sono fissate mediante staffe metalli-
che a scomparsa collegate con perni calibrati passanti. La strut-
tura di copertura è stabilizzata nel piano con croci metalliche
metalliche M16 Fe510 in direzione longitudinale, ed M12 Fe510
in senso trasversale.

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07 - Collegamento legno-legno fra briglia sup. e briglia inf., realizzato
mediante 20 spine Ø20x960 e 7 perni calibrati M24x1020
08 - Cornicione prefabbricato fissato alla piastra metallica di collegamento
della reticolare con il pilastro
09 - Piastra metallica per appoggio reticolare, fissata al pilastro con tirafondi
inghisati mediante emaco
10 - Diagonale di parete fissato al corrente inf. mediante giunto interno in
lamellare, 11+11 spine Ø24x600, 4+4 perni M24x660
11 - Ritto di parete fissato al corrente sup. mediante giunto e coprigiunto in
lamellare, 4 spine Ø24x800, 2Ø24x960, 1 perni calibrato M24x860
12 - Collegamento terzera a reticolare mediante piastra metallica con lama interna
e piatto d’appoggio inf. 3 spine Ø16x160, 6 perni M24x200
13 - Diagonale di parete fissato a corrente sup. con lame interne e giunto in
lamellare centrale, 11Ø24x600, 2 M24x660
14 - Collegamento terzera di colmo a reticolare con piastra metallica ali
esterne, fissata con 6M24x1040
15 - Giunzione corrente sup. in colmo con giunti interni in lamellare,
10+10Ø24x960, 2+2M24x1020
16 - Giunzione corrente inf. con giunti e coprigiunti in lamellare,
21+21Ø24x960, 7+7M24x1020
17 - Trave di bordo passerella, sezione 14x64 BS14, in appoggio su piastra
saldata a tirante
18 - Impalcato di calpestio costituito da travetto 10x16 fissato con scarpe
metalliche ali esterne, assito in larice 25mm

01 - CORRENTE SUPERIORE: sezione tripla composta,


costituita da 2x18x80+1x20x80 BS14
02 - CORENTE INFERIORE: sezione doppia costituita da
2x20x64 BS14
03 - RITTO DI PARETE: sezione doppia 2x20x32 BS11
collegata ai correnti con giunto in l.l. 20x32 BS11
04 - DIAGONALE DI PARETE:
sezione doppia 2x20x28 BS11
collegata ai correnti con giunto
in l.l. 20x28 BS11
05 - IMBOTTITURA: sezione
semplice 20x16 BS11
06 - TIRANTE: tondo in acciaio M20
Fe510

114
19 - Tirante di controvento M12 Fe510
20 - Tirante di sostegno passerella M20 Fe510
21 - Piastra metallica per collegamento diagonale di parete con corrente
sup.

115
case history n. 16

GRUPPO 2: Sistemi reticolari


Palazzetto dello sport
Granarolo dell’Emilia – Bologna

La copertura in lamellare interessa l’ampliamento dei campi da


gioco, e la costruzione di nuovi spogliatoi e locali di servizio.
Motivo caratterizzante l’intervento architettonico è la forma cur-
va che partendo da terra copre e chiude l’intero ampliamento.
Dal punto di vista strutturale merita attenzione la copertura dei
campi da gioco, costituita da una struttura reticolare curva che,
collaborando con un’orditura di arcarecci sostiene un pacchetto
tetto termoventilato.
Struttura principale - Trave reticolare che si sviluppa su di una
luce di 36 m ed è posta ad un passo di 5.5 m. Trave reticola-
re composta da briglia inferiore e superiore ad asse curvilineo
e sezione costante. Briglia superiore ed inferiore di sezione
2x12x66.6 BS11 collegate in mezzeria per mezzo di giunti e co-
prigiunti in legno lamellare, spine Ø20 e perni calibrati M20. I
due elementi che compongono la briglia superiore sono col-
legati da imbottiture in legno lamellare formando così un’asta
calastrellata. Diagonali di parete in l.l. BS11 di sezione 14x20/30,
collegati ai correnti con spine Ø20 e bulloni M20. Ritti di parete
in l.l. composti da anima centrale di sezione 14x30/40 BS11 e
guanciali di sezione 2x12x16.6/43.3 BS11. L’anima viene inserita
fra i due elementi che compongono le briglie, mentre i guanciali
sono posti in battuta alle briglie.
Struttura secondaria - Arcarecci in l.l. BS11 di sezione 18x26.6,
in appoggio sulla trave reticolare, fissati con tirafondi da legno.
Arcarecci-puntoni in l.l. BS11 di sezione 20x26.6, collegati alle
principali mediante staffe metalliche a scomparsa e collaboranti
con diagonali di controvento in l.l. BS11 di sezione 20x23.

116
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01 - BRIGLIA SUPERIORE: sezione 2x12x66.6 BS11 collegata con calastrelli 14x10
02 - BRIGLIA INFERIORE: sezione 2x12x66.6 BS11 chiusa con fondello 14x3.3
03 - DIAGONALE DI PARETE: sezione 14x20/30 BS11
04 - RITTO DI PARETE: sezione composta da anima 14x40/13.3 BS11 e gunaciali 2x12x43.3/16.6 BS11
05 - Arcareccio 18x26.6 BS11
06 - Calastrello di collegamento 14x10
07 - N° 12 Spine Ø20x380 e N° 4 Perni calibrati M20x420
08 - N° 6 Spine Ø20x380

09 - Ritto assemblato con perno calibrato M20 e viti truciolari


10 - N° 7 Perni M20x440
11 - Profilo metallico UPN220
12 - Pilastro in c.a.
13 - Arcarecciodi colmo 20x26.6collegato con piastra metallica
14 - Anima di collegamento in l.l. 14x66.6

118
15 - N° 24 Spine Ø20x380 e N° 6 Perni M20x420
16 - Lama metallica interna
17 - Ritto 14x16.6
18 - Diagonale 14x20
19 - Lama metallica interna
20 - N° 6 Spine Ø20x140 e N° 4 Perni calibrati M20x180
21- Anima 14x66.6 e guanciali 2x12x66.6
22 - N° 34 Spine Ø20x380 e N° 12 Perni calibrati M20x420
23 - Lama interna collegata con spine Ø20 e perni M20

119
case history n. 17

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


parrocchia del Sacro Cuore
......................

Un intervento per trasformare una chiesa dalle linee essenzia-


li e fin troppo “tradizionali”, in un luogo dallo stile innovativo
e molto più caratterizzato dalle tendenze dell’architettura con-
temporanea, in cui la luce, riconvogliata e proiettata con nuove
angolazioni crea un ambiente scenografico, coinvolgente e de-
cisamente più luminoso.
Struttura principale - Archi principali, lungo navata centrale e
transetto, in legno lamellare sez. 12x60, posti ad interasse 1.80
m circa, con terminali retti giuntati mediante perni e lame in-
terne in acciaio. Archi su crocera in legno lamellare sez. 14x90,
anch’essi conterminali retti giuntati. La sezione eccedente, ri-
spetto agli archi trasversali, viene estradossata e realizzata una
scanalatura per l’appoggio dei pannelli di rivestimento. Gli ar-
chi vengono ancorati alla struttura muraria esistente mediante
scarpe metalliche, ancorate la legno mediante perni e al muro
mediante barre filettate fissate con resina.
Struttura secondaria - Arcarecci in legno lamellare di sez. 8x10,
ancorati agli archi principali mediante selle realizzate nel legno
e fissate con viti. L’ancoraggio sugli archi diagonali è realizzato
mediante viti a taglio. Gli elementi di chiusura sono realizzati
in pannelli in legno di abete multistrato, ancorati all’intradosso
degli arcarecci mediante viti.

120
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ANCORAGGIO AL COLMO ARCHI E ANCORAGGIO ARCARECCI
15 - Colmo arco calettato, perni Ø12 e bulloni M12
16 - Arcareccio 8x10 in sella ricavata nel legno e vite di bloccaggio

122
01 - ARCO PRINCIPALE 07 - ANCORAGGIO AL MURO
Sez. 12x60, raggio 4.80 m, terminali retti 12x60 Scarpa metallica con perni Ø16 sul legno e
barre M12 con resina sul muro in mattoni pieni
02 - GIUNTO RIGIDO consolidato
Lama interna 10 mm, perni Ø20 e bulloni M20
calibrati 08 - APPOGGIO PANNELLI
Scanalatura di appoggio pannelli a livello estradosso
03 - ANCORAGGIO AL MURO degli archi principali
Scarpa metallica con perni Ø12 sul legno e barre
M12 con resina sul muro in mattoni pieni ANCORAGGIO DIAGONALE - SEMIARCHI
04 - ANGOLARI STABILIZZANTI 09 - Arco diagonale
Angolari metallici con chiodi Ø4x50 e barre M10 con
resina sul muro in mattoni pieni 10 - Semiarco principale (elementi incompleti)

05 - ARCO PRINCIPALE 11 - Perni Ø16 e viti Ø8 di tenuta


Sez. 14x90, raggio 6.16 m, terminali retti 14x90 ANCORAGGIO COLMO DIAGONALE
06 - GIUNTO RIGIDO 12 - Profilo scatolare con ali interne e perni Ø12
Lama interna 12 mm, perni Ø20 e bulloni M20
calibrati 13 - Arcarecci sez. 8x10
14 - DISTANZIALE ACCIAIO FRA MURI DI TESTA E ARCHI

123
case history n. 18

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Autosalone
Verona

La copertura di questo showroom automobilistico va a


sovrastare un edificio realizzato in c.a. per vestirlo come un
elegante manto in legno lamellare. Una copertura decisamente
impegnativa dal punto di vista geometrico e realizzativo.
L’incrocio delle geometrie e la diversa rigidezza del vincolo
sui punti centrali contrapposti, genera infatti spostamenti e
tensioni di difficile governabilità, per equilibrare le quali si è
dovuto intervenire sulla differenziazione dei vincoli.
Struttura principale - Pilastri inclinati in legno lamellare BS11 di
sez. 20x73.3, ancorati al suolo mediante cerniere meccaniche
e giuntati rigidamente ad un nodo multiplo in acciaio o
direttamente a travi in legno mediante cerniere in sommità.
Travi curve in legno lamellare sez.20x73,3 disposte a raggera
secondo due centri di rotazione ancorate su pilastri, su muro in
c.a. o su nodo multiplo in acciaio mediante cerniere.
Struttura secondaria - Arcarecci in legno lamellare BS11 di sez.
da 14x16, ancorati alle travi principali mediante selle ricavate
nel legno, vincolate mediante chiodi Ø6.
Struttura irrigidente e controventante - Puntoni in legno
lamellare BS11 di sez. da 14x20, ancorati alle travi
principali mediante scarpe speciali interne a doppio
filetto. M16 calibrate e 2 perni ø20 sul lato puntone.
Pannelli OSB al di sopra del tavolato ancorati mediante graffe
1.5x50 e 1.5x30 fissate ogni 10 cm alla struttura ed al tavolato.

124
125
01 PILASTRO
lamellare sezione 20x73.3
02 ancoraggio pilastro incastrato
Bulloni M20 e perni Ø20 su lama interna
03 NODO MULTICERNIERA
Sagoma acciaio + scarpe con perni Ø24 e inserto Ø40
04 CENTINATURA ESTREMA
Inversione della tavolatura e centine in legno lamellate
05 TRAVI PRINCIPALI
Travi curve in legno lamellare 20x73.3
06 CERNIERE
Cerniera ancoraggio travi con perni Ø24
07 CERNIERA
Perno Ø40 con terminale M24

126
08 CERNIERA SU C.A:
Perno Ø30 su piastra chiodata
09 ANCORAGGIO PILASTRO CHIAVE
Cerniera con bullone M20 e perni Ø20
10 ANCORAGGIO AL SUOLO
Cerniera meccanica con perni Ø20
11 CENTINATURA ESTREMA
Inversione della tavolatura e centine in legno
lamellate
12 PUNTONE
Puntone in legno lamellare 14x20
13 SCARPA PUNTONE
Scarpa con 2 barre bifil. M16 e 2 perni Ø20

14 CAMBIO DIREZIONE
TAVOLATO
15 ARCARECCI
Arcarecci 14x16
16 PANNELLATURA
Pannelli OSB 12mm con
graffe Ø1.5 ogni 10cm
su struttura e tavolato
sottostante

127
case history n. 19

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


palazzetto dello sport palabam
Mantova

Si potrebbe quasi dire: “poggia su quattro pilastri”. Una volta a


crociera di 43.90x51.20 m scarica infatti la quasi totalità delle
proprie azioni sui quattro spigoli. In realtà vi sono altri 6 pila-
stri delle medesime dimensioni dei primi, i quali reggono i soli
fronti esterni delle tre volte secondarie che si innestano ai lati
della crociera.
Struttura principale - Archi principali in legno lamellare sez.
2x22x200 con catene perimetrali sez. 2x16x120. Archi perime-
trali sez. 24x160, trave mezzacasa di tipo reticolare formata da
corrente superiore 20x76, corrente inferiore 2x12x50, montanti
20x20 e diagonali 20x30. Gli archi diagonali sono ancorati reci-
procamente in colmo mediante scarpa metallica tubolare con
bulloni M24 calibrati. Al piede si innestano in una cerniera a
blocchetti con punto di rotazione sui pilastri, mediante perni
Ø24 e bulloni M24 calibrati. Sulla cerniera si ancorano 2 ali me-
diante perni Ø70. Le ali accolgono la catena e gli archi perime-
trali, fissandoli mediante bulloni M30 calib. e perni Ø30. All’in-
tradosso degli archi, montanti a passo regolare sostengono la
carena sottostante. Un giunto centrale con bulloni M30 calib. e
perni Ø30 divide la catena. 10 bulloni M36 cl. 10.9 a passo fine
collegano le due parti.
Struttura secondaria - Arcarecci in legno lamellare di sez. da
18x76 e 12x60, ancorati alle travi principali mediante scarpe
interne in acciaio bullonate M24. La struttura irrigidente e con-
troventante si avvale di puntoni in legno lamellare BS11 di sez.
20x20 e 20x30, ancorati alle travi mediante scarpe speciali in-
terne con 2/4 barre bifilettate Ø 16 e chiodi Ø 6. Diagonali in
acciaio, ancorati alle scarpe dei puntoni.

128
129
20 - ANCORAGGIO RETICOLARE -
ARCO DIAGONALE
su arco:
chiodi Ø6x80 e caviglia tubolare
Ø160
su reticolare:
bulloni M20 calibrati

01 - ANCORAGGIO ARCO
PRINCIPALE
Perni Ø24 e bulloni M24
calibrati
02 - CERNIERE DI ANCORAGGIO
CATENE
Perni Ø60 Fe510
03 - CERNIERA GLOBALE ARCO
Cerniera a blocchi
04 - ARCO PRINCIPALE DIAGONALE
Sez. 2x22x200 lamellare BS14
05 - ANCORAGGIO CATENE
PERIMETRALI
Perni Ø30 e bulloni M30
calibrati
06 - CATENE PERIMETRALI
Sez. 2x16x120 lamellare BS14
07 - ARCHI PERIMETRALI
Sez. 24x160 lamellare BS14
08 - APPOGGIO CATENA/ARCHI
LATERALI
Elastomero armato e piastra
ripartizione
09 - GIUNTO/PIASTRA DI
PRETENSIONE
bulloni M36 cl. 10.9 filetto
stretto e lame multiple di
registro
10 - ANCORAGGIO CATENE
PERIMETRALI
Perni Ø30 e bulloni M30
calibrati
11 - TRAVE RETICOLARE
correnti 20x76, puntoni 20x20,
tiranti 20x30, catena 2x12x50

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12 - SCARPA ANCORAGGIO RETICOLARE
12 bulloni M30x500 calibrati
13 - ANCORAGGIO CORRENTI/PUNTONI, TIRANTI
lame interne 12 mm e bulloni calibrati o perni Ø24
14 - ANCORAGGIO CORRENTI
Bulloni M24x480 calib. e perni Ø24x430
15 - ANCORAGGIO SECONDARIE/RETICOLARE
scarpa con bulloni M24 calib.
16 - SOSPENSIONE CATENA PERIMETRALE
Giunto scorrevole di tubolari e bulloni M24 (ritegno per contatto fra tubolari),
17 - Sospensione catena perimetrale
Arco perimetrale 24x120, montante di sospensione 20x20

18 - ANCORAGGIO AL COLMO ARCATA DIAGONALE


archi diagonali sez. 2x22x200
bulloni M24x480 calibrati
giunto in acciaio centrale
supporto secondarie convergenti al centro 18x76
19 - ANCORAGGIO PUNTONI DI IRRIGIDIMENTO
puntoni sez. 20x20
chiodi Ø6x60
perni Ø12x190
trave secondaria sez. 18x76

131
case history n. 20

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


spazio polivalente “Spazio
Sampa”
S. Patrignano - Rimini

La struttura è discretizzabile in tre volumi distinti. Un corpo ci-


lindrico terminante ad entrambi gli estremi a semicupola poli-
gonale, sezionato in posizione intermedia da un corpo in acciaio
e c.a. La struttura in legno, pur riproponendo uno schema piut-
tosto usuale, si caratterizza per la presenza di elementi princi-
pali ad arco con interassi di dimensione piuttosto elevata, in
assenza di elementi irrigidenti e controventanti a vista.
Struttura principale - Archi trasversali in legno lamellare BS14 di
sez. 20x80 e 2x20x80 e archi radiali di sez. 16x80 e 16x60. Anco-
raggi ai plinti in c.a. realizzati mediante cerniere meccaniche con
5 bulloni M20 calibrati e asse di rotazione mediante perno Ø50.
Ancoraggio al colmo mediante cerniera meccanica con bulloni
M20 calibrati e asse di rotazione mediante bullone M 24.
Struttura secondaria - Struttura a campate lunghe (16.00 m):
rompitratta/puntoni in legno lamellare BS14 di sez. 2x14x60
assemblati mediante colla e doppio calastrello continuo sez.
10x10. Ancoraggio alle principali mediante doppia scarpa inter-
na BMF 200, vincolate mediante chiodi Ø4x60 e perni Ø12; tu-
bolare 100x120 con perni Ø16 e bullone assiale M24. Struttura
secondaria a campate corte e radiali (9.00 - 7.00 m): rompitratta/
puntoni in legno lamellare BS14 da sez. 16x50 fino a 16x36. An-
coraggio alle travi principali mediante scarpe interne vincolate
alla trave mediante chiodi Ø4x60 e bullone M16, al rompitratta
perni Ø12. Gli elementi compressi sono ancorati sugli archi ra-
diali mediante scarpe speciali provviste di superfici di contrasto,
fissate con chiodi e bulloni calibrati.
Struttura irrigidente - Prevede puntoni curvi in legno lamellare
BS11 di sez. 8x13.3 posti all’intradosso del tavolato con inte-
rasse 120 cm. Ancoraggio ai rompitratta/puntoni mediante viti
Ø8x280 e fasce preforate poste anch’esse all’estradosso del ta-
volato, a collaborare con i puntoni e vincolati con chiodi Ø4x100
ad ogni incrocio con la struttura sottostante.

132
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01 - CONTROVENTATURA/IRRIGIDIMENTO
Sistema di controventatura posto all’estradosso del
tavolato composto da puntoni curvi 8x13 e fasce in
acciaio chiodate
02 - SISTEMA SECONDARIO CAMPATE ESTESE
Travi a cassone composte da 2 elementi 12x60 e 2
calastrelli continui 10x12 incollati
03 - ANCORAGGIO A TAGLIO SECONDARIE
Scarpe tipo BMF200 con perni Ø12 e chiodi

REALIZZAZIONE IRRIGIDIMENTI

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04 - ANCORAGGIO A TRAZIONE SECONDARIE
tubolare 100x120/5 con 2 perni Ø16 e bullone
M24 di collegamento
05 - SISTEMA PRINCIPALE CAMPATE ESTESE
Archi principali 2x20x80
06 - SISTEMA ANCORAGGIO ‘CRESTE’
Creste lamellari architettoniche ancorate con
tubolari metallici e bulloni M16 parzialmente
incassati
07 - CERNIERA DI COLMO
Piastre interne con perni Ø20 e bullone M24
quale asse di rotazione (superfici contatto
sagomate)
08 - CERNIERA DI COLMO RAGGERA
Lama interna con bulloni M20 calib. e assi di
rotazione M30
09 - CERNIERA DI PIEDE
Cerniera meccanica con bulloni M24 e perno
Ø50 sull’asse di rotazione

Azioni max vincolo

135
case history n. 21

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Cantina F.lli Martini
Cossano Belbo - Cuneo

L’ampliamento della cantina F.lli Martini riguarda, oltre ad un


grande magazzino adibito all’imbottigliamento e lo stoccaggio,
la realizzazione di una barricaia di considerevoli dimensioni. Un
intervento da 55x55ml, ovvero 3000mq di barricaia prefabbri-
cata. Accanto alle volte a crociera prefabbricate sono state rea-
lizzate delle volte a crociera a pianta rettangolare (6x12 m), co-
stituite da elementi curvi in lamellare che collaborano con una
soletta sovrastante gettata in opera. I quattro tunnel individuati
dalle volte in legno, convergono in un cavedio centrale chiuso
da un padiglione in lamellare a pianta quadrata (25x25 mq) che
spinge su di una catena in c.a. appoggiata sopra le volte della
bottaia.

barricaia
Struttura principale - Costole diagonali curve a sezione costante
20x53.3 BS14 incrociate in colmo e collegate mediante piastra
metallica a 4 vie e spinotti Ø20. In chiave convergono anche le
travi di colmo ad asse rettilineo e sezione 20x43.3 BS14 munite
di tasche locali per l’alloggiamento dell’orditura secondaria.
Struttura secondaria - Orditura secondaria composta da travetti
curvi a sezione costante 16x23.3 BS11 posti in luce all’orditura
principale e fissati con spine Ø20 e viti truciolari Ø8. Tavolato di
chiusura realizzato con perlina maschiata sp. 9 mm e superiore
compensato fenolico sp. 18.5 mm.

COPERTURA A PADIGLIONE
Struttura principale - Diagonali-puntoni sezione 22x106.6 BS14
vincolati a terra mediante cerniera metallica maschio-femmina;
in sommità vincolati alla trave-lucernario da 16x150 BS11 con
staffa metallica a 3 vie spinata con _20 ed M20. Terzera-puntone
di mezzafalda 22x91.1 BS14 collegata alle travi diagonali me-
diante scarpa metallica ali esterne imbullonata con n°20 perni
M20.
Struttura secondaria - Travetti di falda sezione 10x23 posti ad un
interasse di 100 cm, in appoggio su terzera mezzacasa, in luce
ai puntoni diagonali e trave-lucernario.

136
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01 - Arco diagonale 20x53.3 BS14
02 - Trave di colmo 20x43.3 BS14 con tasche per appoggio orditura
secondaria
03 - Archetto secondario 16x23.3 BS11 fissato con viti truciolari e spine Ø20
04 - Archetto secondario 16x23.3 BS11 fissato con viti truciolari e spine Ø20
05 - Soletta in c.a. sp.15 cm collaborante con struttura in lamellare mediante
connettori a taglio inghisati nel legno con resina
06 - Volta prefabricata a crociera (dimensione in pianta 6x6m)
07 - Piastra di collegamento archi diagonali con trave di colmo
08 - 3 spine Ø20x220 per collegamento trave di colmo a piastra
09 - 3 perni M20x360 per collegamento costole diagonali a piastra
10 - Piastro circolare Ø55 prefabbricato con capitello di testa
11 - Piastra zancata nel capitello per fissaggio elementi in l.l.
12 - 3 M20x300 per fissaggio archi diagonali a piastra metallica

138
13 - Basamento in cemento armato
14 - Tirafondi M20 Fe510 zancati nel basamento
15 - Cerniera metallica per fissaggio puntone diagonale a basamento
16 - N°4 spine Ø20x220 e n° 1 perno M20x280 per fissaggio puntone a piastra
17 - Puntone diagonale 22x106.6 BS14
18 - Terzera mezzacasa 22x91.1 BS14 con tasche non passanti per appoggio
travetti
19 - Scarpa metallica per fissaggio terzera mezzacasa a puntone diagonale
20 - N° 4 perni M20x280
21 - N° 20 perni M20x300
22 - Travetto di falda 10x23 BS11
23 - Trave16x160 BS11 per coronamento lucernario di colmo
24 - Piastra metallica 3 vie a momento
25 - N°9 perni calibrati M20x200/260
26 - N°34 spine Ø20x160/220

139
case history n. 22

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Chiesa Parrocchiale B.V.
di Fatima
Senago - Milano

E’ il triangolo la figura che guida l’architettura e la geometria


della copertura di questo edificio. Un padiglione a pianta trian-
golare concepito mediante una tripla orditura di travi lamellari
che insiste su torri in cemento armato a sezione triangolare.
L’orditura principale disposta lungo le bisettrici del triangolo
di base, converge in sommità del padiglione su di un cupoli-
no anch’esso a pianta triangolare che dà vita ad un lucernario
centrale per illuminare la sala eucaristica. Altri tre lucernari
collocati al di sopra delle tre travi principali binate e divaricate
forniscono parte della luce naturale che penetra nell’aula sacra.
Suggestivo è il gioco di luci che si viene a creare all’interno della
chiesa.
Struttura principale - Sistema di travi binate (luce di circa 16.5
m) composte da elementi a sezione variabile 16x66.6/120 BS14
collegati da tre calastrelli (n° 2 in legno, mentre il terzo in acciaio
situato in corrispondenza dell’appoggio intermedio). Le travi-
puntone spingono al piede su torri in c.a. e appoggiano su pila-
stri intermedi a sezione circolare. Tale configurazione statica ge-
nera al piede delle forze di sollevamento che vengono trasferite
alle torri mediante scarpe metalliche ancorate meccanicamen-
te. Le forze orizzontali generate dalla struttura spingente sono
trasmesse alle torri di contrasto per contatto. In sommità del
padiglione, le travi principali sono giuntate alle travi-lucernario
di sezione 16x116.6.
Struttura secondaria - Dai vertici del lucernario partono 6 travi
di falda 16x63.3 BS14 che sostengono le terzere mezzacasa di
sezione 16x46 BS11. L’estradosso delle terzere, smussato secon-
do la pendenza delle falde, diviene appoggio per i correntini di
falda di sezione 12x19.7 disposti ad un interasse di circa 100 cm
e fissati mediante viti da legno. In colmo i correntini posti in
luce alle travi-lucernario sono fissati mediante staffe bmf chio-
date e spinottate. La terzera è collegata alle travi principali e alle
travi di falda con staffe metalliche a scomparsa. I correntini alla
base appoggiano su di un cordolo in cemento armato (sezione
a cassone per inserimento del canale di raccolta delle acque) e
sono fissati con angolari metallici tassellati meccanicamente e
chiodati.

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01 - Trave principale a sezione variabile composta da 2x16x66.6/120 BS14
02 - Trave rompitratta di falda a sezione costante 16x63.3 BS11
03 - Trave-lucernario a sezione costante 16x116.6 BS11
04 - Spine Ø24 e perni M24 per fissaggio travi a piastra di collegamento 5
05 - Piastra metallica scatolare con lame interne per collegamento travi 1, 2 e 3
06 - Terzera a sezione costante 16x46 BS11

07 - Perno M16 e spine Ø16 per


fissaggio terzera a piastra
08 - Piastra di collegamento terzera
a trave principale
09 - N°6 perni M24 saldati alla
piastra di collegamento
10 - Cuscinetto di neoprene per
appoggio travi principali a
piastra

142
11 - Pilastro circolare in cemento armato
12 - Piastra metallica di collegamento travi principalia pilastro
13 - N°8 tirafondi M20 Fe430 per fissaggio piastra a pilastro
14 - Trave in cemento armato (sezione a cassone)
15 - Torre in cemento armato a sezione triangolare
16 - Travetto 12x19.7 fissato alla trave in c.a. con squadretta metallica
17 - Travetto 12x19.7 fissato alle travi principali con viti truciolari Ø8
18 - Travetto di colmo 12x26.6
19 - Scarpa metallica per fissggio trave principale a torre in c.a.
20 - N° 6 ancoranti meccanici M20 per fissaggio piastra a c.a.
21 - N° 3 perni M24 per fissaggio trave a scarpa metallica

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case history n. 23

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Edificio azienda torinese
mobilità
Torino

Nell’ambito dei lavori accessori allo svolgimento delle olimpia-


di invernali del 2004, l’Azienda Torinese Mobilità ha costruito un
nuovo parcheggio interrato in Piazza Valdo Fusi, nel centro di
Torino. In superficie è stata ripristinata la sistemazione a verde
in cui è inserito l’edificio che ospita gli accessi pedonali e le
casse del parcheggio. Si tratta di una struttura a telai in legno
lamellare, totalmente vetrata, che funge da atrio di ingresso e
smistamento, addossata sul lato di fondo ad un corpo in C.A.
più piccolo che ospita i vani tecnici con ascensori e scale.
Struttura principale - L’orditura principale è costituita da 4 por-
tali a tre cerniere, di cui i due centrali sono a struttura doppia
distanziata mediante opportuni calastrelli per accogliere le ca-
nalizzazioni dell’impianto di trattamento aria. I telai sono costi-
tuiti da ritti in legno lamellare sezione 20x90 cm ancorati al c.a.
con cerniera maschio-femmina con perno M42, fissata al legno
con bulloni M20x240 ed ancorata al cordolo in c.a. con tasselli
M12/50. Il corrente di falda del telaio, stessa sezione, è connesso
nell’angolo del telaio con staffe in carpenteria speciale inseri-
te a scomparsa in fresature predisposte nel legno, con bulloni
M20x240 e spinotti 20x200 mm in acciaio zincato. In colmo è
disposta una cerniera maschio-femmina in carpenteria speciale
con perno M42 e fissata con lama fresata interna e con bulloni
M20x240 e spinotti 20x200
Struttura secondaria - L’orditura secondaria è ad arcarecci se-
zione 12x50 cm. disposti secondo l’inclinazione della falda ed
ancorati con scarpa standard tipo BMF 240-4 con spinotti 12x110
e chiodi ad aderenza migliorata CHN 4x75 mm. Analogamente
nelle facciate basse longitudinali è disposta una orditura in le-
gno lamellare per sostenere le vetrate di tamponamento, con
travi di piatto 50x12 cm. e montanti 12x50 cm in corrispondenza
dei fori porta. Nell’angolo tra falda e parete verticale è disposto,
sulla bisettrice d’angolo, un traverso sezione 12x 67 cm anco-
rato direttamente con la scarpa d’angolo in carpenteria specia-
le e con bulloni calibrati e spinotti zincati M12x160 mm. Sulla
facciata trasversale di testa è disposta, a sostegno delle vetra-
te, invece una orditura in profilati di alluminio. Per garantire la
stabilizzazione e controventamento delle strutture in legno si è
disposto il collegamento tramite calastrelli in legno e connettori
metallici all’elemento scatolare in C.A. adiacente.

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01 - RITTO TELAIO PRINCIPALE
bsh14 sez. 20.0 x 90.0 cm
ancorato al c.a. con cerniera maschio-femmina con perno M42
01a -staffa maschio fissata al piede del ritto bulloni M20x240
staffa femmina ancorata al cordolo in c.a. con tasselli M12/50
02 - CORRENTE TELAIO PRINCIPALE
bsh14 sez. 20.0 x 90.0 cm
ancorato a ritto verticale con bulloni M20x240 e spinotti 20x200 mm
mediante staffa d’angolo in carpenteria

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02a - Piastraspeciale inserita in fresatura centrale al legno ancorato in colmo
con cerniera maschio-femmina in carpenteria speciale con perno M42
02b -staffe di colmo fissate con lama fresata interna e con bulloni M20x240 e
spinotti 20x200
03 - TRAVERSO D’ANGOLO
bsh11 sez. 12.0 x 66.6 cm ancorato su scarpa d’angolo in carpenteria
speciale in fresatura interna con bulloni M12x160 e spinotti 12x110
04 - TRAVERSO BARACCATURA
bsh11 sez. 12.0 x 50.0 cm ancorato con scarpe standard tipo BMF 240-4 in
fresatura interna con bulloni M12x160 + spinotti 12x110 mm e chiodi ad
aderenza migliorata CHN 4x75 mm
05 - CALASTRELLO D’ANGOLO
bsh11 sez. 20.0 x 66.6 cm inserito in corrispondenza dell’incastro d’angolo
dei telai con bulloni M20x640
06 - CALASTRELLO DI COLLEGAMENTO
bsh11 sez. 20.0 x 20.0 cm inserito tra i telai e fissato con bulloni M20x640
mm
07 - ARCARECCIO
bsh11 sez. 12.0 x 50.0 cm ancorato con scarpa standard tipo BMF 240-4 in
fresatura interna con spinotti 12x110 e 44 chiodi ad aderenza migliorata
CHN 4x75 mm su fianco trave principale

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case history n. 24

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Tennis Hall “Baldresca”
Rovereto - Trento

La trasformazione generale e riqualificazione del Centro Tennis


Baldresca in polo sportivo polifunzionale, ha previsto la realizza-
zione di un impianto fisso coperto per campi da tennis in grado
di ospitare manifestazioni sportive anche nei periodi invernali.
La Tennis Hall di Rovereto copre due campi da gioco regolamen-
tari ed una tribuna per circa 150 persone, sotto la quale trovano
spazio gli spogliatoi ed i locali di servizio.
Struttura principale - La copertura a botte in lamellare che co-
pre una superficie complessiva di 2000 mq, consiste in un or-
dine di archi a 3 cerniere incrociati a due a due, che insistono
su una serie di contrafforti in c.a. realizzati in opera. Gli archi
principali, incrociandosi in colmo, danno forma ad una serie di
triangoli isostatici di piano che si controventano a vicenda. Gli
archi si sviluppano su di una luce libera in direzione trasversale
di 40 m, possiedono una sezione costante di 22x88 cm e sono
incernierati idealmente al piede ed in colmo mediante cerniere
metalliche collegate con perno di rotazione in acciaio. L’arco di
testa è composto da due elementi anch’essi a sezione costante
da 16x72 cm, sopra i quali appoggia l’orditura secondaria che,
proseguendo a sbalzo, da forma ad uno sporto di gronda varia-
bile che in colmo raggiunge una luce libera di 1.8 m.
Struttura secondaria - Il motivo architettonico che contraddistin-
gue la copertura in oggetto riguarda l’assenza (apparente) di
un’orditura secondaria. Agli occhi dell’utente, infatti, appaiono
solo gli archi principali diagonali fra i quali corre parallelamente
alla linea di colmo un ordito fugato di tavole in legno. Tale effet-
to di forte impatto, è stato ottenuto progettando e preassem-
blando in stabilimento una serie di pannelli strutturali che, posti
in luce agli archi principali, fungono sia da struttura secondaria,
sia da elemento stabilizzante, sia da pacchetto tetto controsof-
fittato all’intradosso dall’assito fugato a vista. I pannelli di for-
ma trapezoidale, possiedono una larghezza di 138 cm ed una
lunghezza variabile; sono composti da un telaio costituito da
travetti in lamellare caratterizzati da un’altezza costante (16 cm)
e una base che varia fra i 14 cm e i 24 cm. Tale variazione di-
pende dalla pendenza che il travetto possiede e dalla luce su cui
deve lavorare. L’irrigidimento di piano della struttura di copertu-
ra è garantito, oltre che dal’interessante geometria dell’orditura
principale, anche dal pannello osb da 22m previsto a chiusura
dei pannelli strutturali opportunamente giuntati fra loro e agli
archi stessi.

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case history n. 25

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Impianto Olimpico di
Ice-Hockey
Torino

Fra i numerosi interventi realizzati in occasione dei giochi olim-


pici invernali di Torino 2006 spicca questa struttura in legno
lamellare che racchiude un campo di hockey sul ghiaccio. La
struttura occupa una superficie in pianta di 39,9x64,7 mq, ed è
impostata su di una semplice struttura di fondazione e eleva-
zione in cemento armato realizzato in opera. Da una sequenza
di setti in c.a. posti ad un passo di 5,20 m spiccano i puntoni in
lamellare che, giuntandosi in colmo, vanno a formare l’arco a
3 cerniere che caratterizza l’intelaiatura principale della struttu-
ra lamellare. Sui muretti in c.a. di testata invece, s’impostano i
montanti delle baraccature.
La struttura in legno lamellare è stata studiata e dimensionata
per la posa di un pannello di chiusura in sandwich di lamiera e
coibente.
Struttura principale - Puntoni in legno lamellare 18x120/70 BS14
a sezione ed asse variabili, incernierati al piede ed in colmo
mediante piastre metalliche a perno. Il profilo a capanna della
struttura è ottenuto collocando in corrispondenza dei tratti ter-
minali curvi dei portali un ritto ed un traverso collegati con lame
metalliche interne. Al piede il ritto di bordo viene fissato al c.a.
mediante piastre metalliche tassellate meccanicamente.
Struttura secondaria - Arcarecci di sezione 12x25 ed arcarec-
ci-puntoni di sezione 14x27 posti in luce ai portali principali e
fissati per mezzo di staffe a scomparsa BMF. I puntoni collabo-
rano con diagonali di controvento in legno lamellare di sezione
16x20, dando forma a 4 reticolari di falda in grado di stabilizzare
orizzontalmente la struttura. Anche i diagonali di controvento
sono fissati ai portali mediante staffe metalliche a scomparsa,
poichè la struttura deve garantire una resistenza al fuoco di 60
minuti primi. La baraccatura di parete è composta da montanti
di sezione 12x32 e traversi di sezione 12x16, fissati mediante viti
truciolari da legno.

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01 - Arcareccio di gronda 12x19
02 - Traverso 12x32
03 - Lama interna e spine Ø18x180
04 - Montante 18x20
05 - Arcareccio 12x25
06 - Perno di rotazione M30x110 c.l. 8.8
07 - Cerniera metallica
08 - Spine Ø24x180 e perni calibrati M24x220
09 - Puntone telaio principale18x120/70
10 - Arcareccio-puntone di colmo 12x27
11 - Spine Ø24x180 e perni calibrati M24x220
12 - Perno di rotazione M39x120 cl. 8.8
13 - Getto di conmpletamento con Emaco
14 - Setto in cemento armato
15 - N° 6 tirafondi M20 Fe430
16 - Montante di baraccatura 12x32
17 - Traverso di baraccatura 12x16

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case history n. 26

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere


Arena polivalente campeggio
tahiti
Lido delle Nazioni - Ferrara

La struttura si sviluppa con un impianto circolare e una coper-


tura elegante ed accogliente, totalmente aperta sul perimetro
per permettere la massima accessibilità. L’attento studio del
progetto, ha portato a realizzare una copertura su pianta dode-
cagonale con diametro di circa 34 metri, un’altezza in gronda di
3 metri e falde con pendenza del 14,5%. Le stesse falde in corri-
spondenza del palcoscenico si prolungano a coprirne lo spazio
con i relativi servizi.
Struttura principale - Telai a disposizione radiale in legno lamel-
lare: puntone di falda 20 x 80 cm., saetta interna compressa 20
x 20 cm., tirante esterno 20 x 40 cm. Travi di prolungamento
sulla zona palco 20x 80 cm. La struttura è composta da 6 portali
a tre cerniere, tra loro incrociati, utilizzando un sistema statico
che scompone il momento d’angolo in due forze a trazione e
compressione, che vengono trasmesse al cordolo di fondazione
(che corrisponde all’anello superiore della tribuna dell’arena)
mediante un tirante esterno ed un puntone interno in legno la-
mellare, che confluiscono in una apposita staffa metallica di an-
coraggio al c.a. Le connessioni tra i pilastri-saetta ed il corrente
sono eseguiti con spinotti metallici. I correnti di falda dei portali,
anch’essi in legno lamellare, confluiscono in un anello-cerniera
di colmo in carpenteria metallica. Il pacchetto di copertura coi-
bentato, con all’intradosso un tavolato di abete a doghe distan-
ziate per garantire adeguata fonoassorbenza, ed all’estradosso
un manto in lamiera grecata, è supportato da una orditura ad
andamento tangenziale di arcarecci in legno lamellare, posti ad
interasse di 1,33 metri.
Struttura secondaria - Arcarecci disposti ad anello di sezione va-
riabile in altezza in funzione della loro luce: 14 x 16,6 / 20,0 / 23,3
/ 30,0 / 33,3 / 40,0 cm. Saette di controventamento 20x20 cm.

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01 - Trave telaio principale 20 x 80-42 cm ancorata a saetta e tirante principali con
bulloni M16 e spinotti Ø16
02 - Saetta telaio principale 20 x 36 cm ancorata a staffa con bulloni M20
03 - Tirante telaio principale 20 x 40 cm ancorato a staffa con spinotti Ø16
04 - Anello di colmo in acciaio con viti TDE “tirafondo” M16 per ancoraggio
puntoni
05 - Staffa speciale di piede in acciaio, fissata con tirafondi M20 su contropiastra
predisposta nel getto c.a.
06 - Saetta di controvento 20 x 20 cm ancorata a staffa ed arcareccio con bulloni
M20
07 - Arcareccio zona controvento 20 x 33,3 cm ancorato a trave principale con
spinotti Ø12 su staffa speciale
08 - Arcarecci a disposizione anulare 14 x 16,6 / 20,0 / 23,3 / 30,0 / 33,3 / 40,0 cm
ancorati a trave principale con spinotti Ø12 su staffa speciale
09 - Staffa speciale a sella “cavaliere” per ancoraggio arcarecci fissata a trave con
viti
10 - Staffa speciale in acciaio per ancoraggio arcarecci di gronda con bulloni M20
11 - Trave prolunga palco 20 x 80 cm ancorata a staffa con bulloni M20
12 - Contropiastre acciaio predisposte nel getto opere c.a. con tirafondi Ø20 mm
con uncino terminale per una profondità minima di 25 cm
13 - Staffe speciali a forchetta con 2 bulloni M20
14 - Piastra ripartizione su intradosso trave fissata con 4 viti

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case history n. 27

GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere

centro tecnico Vicenza Calcio


Isola Vicentina - Vicenza

Nell’ambito del centro tecnico sportivo di Isola Vicentina è stata


costruita una palestra delle dimensioni di 18x30 metri, la cui
copertura ad una falda con pendenza di 10 gradi, è sostenuta
da un sistema di capriate in legno lamellare, disposte ad inte-
rasse di circa 4 metri, intervallate da travi rompitratta sostenute
da una serie di saette disposte a ventaglio che si dipartono dal
nodo di deviazione della catena della capriata.
Struttura principale - La capriata, sulla luce di 18 metri, ha un
corrente superiore a doppia sezione in legno lamellare sezione
2x16x37 cm., distanziata da calastrelli, una catena 20x26 cm.
che, partendo in orizzontale dall’appoggio su muratura inferio-
re, raggiunto circa i 2/3 della luce devia a raggiungere l’appog-
gio sulla muratura superiore. Dal punto di deviazione della cate-
na, si dipartono due saette principali con sezione 20x20 cm. che
vanno ad inserirsi nella doppia sezione del corrente. Nella dire-
zione della catena è ospitata una staffa metallica con geometria
tridimensionale in modo da garantire la connessione reciproca
della catena e delle due saette. A questa staffa confluiscono an-
che 2 ventagli, ciascuno composto da ulteriori sette saette con
sezione 14x13 cm., che vanno a sostenere le travi rompitratta
con sezione 20x37 cm., intervallate alle capriate. Tutte le connes-
sioni reciproche degli elementi costruttivi sono realizzate con
bulloni e spinotti in acciaio zincato.
Struttura secondaria - L’orditura secondaria, appoggiata sopra
alle travi rompitratta ed alle capriate, è costituita da arcarecci
in legno lamellare di sezione 12x13 cm. disposti ad interasse di
1,30 metri. Su questi è disposto il pacchetto di copertura costi-
tuito da tavolato in abete maschiato, coibentazione, listellatura
con intercapedine aerata, secondo tavolato in abete di supporto
al manto in tegole bituminose. Sopra al primo tavolato è di-
sposta una struttura di controvento realizzata con nastro forato
2,5x65 mm fissato ad ogni incrocio con la struttura sottostante
con chiodi speciali ad aderenza migliorata.

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01 - PUNTONE PRINCIPALE
bsh14 sezione doppia 2x16,0x36,6 cm - ancorato alle catene con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560 - ancorato alla struttura in c.a. con staffe in
carpenteria speciale e bulloni M16x560 e appoggio in neoprene
02 - CATENA ORIZZONTALE
bsh14 sezione 20,0x26,3 cm - ancorata a puntone principale con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560
03 - CATENA INCLINATA
bsh 14 sezione 20,0x26,3 cm - ancorata a puntone principale con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560
04 - STAFFA SPECIALE A VENTAGLIO
Staffa in acciaio zincato per ancoraggio reciproco catena inclinata/
orizzontale e saette principali e secondarie
05 - SAETTA PRINCIPALE
bsh14 sezione 20,0x19,7 cm - ancorata a puntone principale con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560
06 - TRAVE SECONDARIA
bsh14 sezione 20,0x36,6 cm - ancorata alla struttura in c.a. con staffe in
carpenteria speciale e con bulloni M16x560 e appoggio in neoprene
07 - SAETTA SECONDARIA
bsh11 sezione 14,0x13,0 cm - ancorata a telaio principale su staffa
speciale a ventaglio con bulloni M12x160 - ancorata a trave secondaria su
staffe a scomparsa in carpenteria speciale con bulloni M12x160 mm
08 - ARCARECCIO
bsh11 sezione 12,0x13,0cm - fissato su muratura laterale di chiusura
con angolari tipo SQ1N con chiodi CHN 4x60 mm e tasselli M10x90 -
fissato su trave secondaria laterale con viti 8x220 mm e 2 angolari tipo
SQ1N con chiodi CHN 4x60 mm - fissato a travi secondarie interne e travi
reticolari principali con 2 viti 6x220 mm per ogni incrocio

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case history n. 28

GRUPPO 4: Solai collaboranti legno-calcestruzzo

Torri del complesso Futura


Via Triumplina - Brescia

Il complesso, organizzato su circa 16.000 m2 si colloca alla fine


della Val Trompia, in una zona che sta assumendo una sempre
maggiore centralità dal punto di vista commerciale, residenziale
e logistico. Per fornire orizzontamenti leggeri a queste due Torri
a Nord di Brescia, la scelta del sistema costruttivo ha privilegia-
to i solai in legno SCM, collaboranti con cappa in calcestruzzo,
qui ripensati in una modalità preassemblata per favorirne un
montaggio rapido ed in totale sicurezza.
Coi suoi 60 metri fuori terra, la Torre A si impone all’attenzio-
ne per la sua sagoma articolata. Accanto, la Torre B, un po’ più
bassa e dalla forma più compatta. Le soluzioni strutturali, in-
teramente gestite dal Gruppo Moretti, prevedono un esteso
basamento, comune alle due torri, realizzato in C.A prefabbri-
cato, corrispondente ai primi piani del complesso e ai parcheg-
gi. Ogni piano prevede un anello di profili in acciaio, che ne
definisce il contorno, e alcune travi rompitratta trasversali che
gravano, oltre che sul già citato nucleo in C.A, su un sistema
di pilastri sempre in acciaio disposti però in posizione arretrata
rispetto al perimetro dell’anello in modo da ottenere degli oriz-
zontamenti a sbalzo. Infine ogni piano è completato dal solaio
in legno SCM, appoggiato direttamente sulla flangia inferiore
dei profili in acciaio e irrigidito da una cappa di calcestruzzo col-
laborante di 6,5 cm che contribuisce a realizzare il piano rigido
necessario a trasferire al sopradetto nucleo in C.A tutte le solle-
citazioni orizzontali.
Con soli 215 kg/mq, la metà di un solaio tradizionale, il solaio
SCM si rivela una scelta particolarmente azzeccata a contenere
le sollecitazioni sul telaio di acciaio. Sopra di esso vengono poi
disposti i materiali isolanti e la caldana per gli impianti e realiz-
zati i tamponamenti perimetrali e le tramezzature interne.

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Alcuni dati:
Torre A = n° 14 piani
Torre B = n 8 piani

Carichi sugli impalcati.


Peso proprio solaio in ll-cls = 215 kg/mq
Permanenti = 280 kg/mq
Variabili = 200 kg/mq
Resistenza al fuoco = R60’

Superficie impalcato tipo torre A = 600mq


Luce massima Orditura orizzontale in acciaio = 9,0 m
Luce massima Orditura solaio = 10,0 m

1. Getto integrativo RCK>30N/mm2

2. Perni in acciaio cls. diam. 4.6


in foro diam. 20 riempito di
EMACO

3. Trave in acciaio

4. Sfalsamento dei connettori

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Pannello standard sistema di montaggio in quota

Pannelli preassemblati a terra


Compensato posizionato dopo la posa dei pannelli
Zone con posizionamento di travetti e compensato
direttamente in quota

Solaio collaborante lecno-cls Travi di perimetro in acciaio Travi rompitratte in acciaio Nucleo centrale in C.A.

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Appendice
Credits - glossario
Credits

Case history n. 1 pag 54 Case history n. 8 pag 84


scuola edile bresciana cantina argiolas
Brescia Serdiana - Cagliari
Copertura piastra servizi formativi Copertura
COMMITTENTE: Scuola Edile Bresciana - Brescia COMMITTENTE: Cantine Argiolas spa - Serdiana (CA)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Architetti Associati Ermes Barba e Mauro IMPRESA: CO.IM.P srl - Serdiana (CA)
Salvadori - Villanuova Sul Clisi (Bs) PROGETTO ARCHITETTONICO: Architetto Savin J. Couelle
PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver – Trento PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver - Trento

Case history n. 2 pag.58


Case history n. 9 pag 88
Parrocchia di San Rocco
Padergnone di Rodengo Saiano - Brescia Passerella ciclo pedonale
Copertura Chieve - Cremona
Passerella pedonale
COMMITTENTE: Parrocchia di San Rocco
IMPRESA: Regalini Costruzioni S.p.A. COMMITTENTE: Comune di Chieve
PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Fabrizio Viola PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Carlo Gipponi
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.

Case history n. 3 pag 62 Case history n. 10 pag 92


cantina vinicola Scuola materna
“Frescobaldi” Nogaredo - Trento
Grosseto Copertura monofalda
Copertura piana COMMITTENTE: Comune di Nogaredo (TN)
COMMITTENTE: Azienda Agricola Frescobaldi IMPRESA: Grosselli Costruzioni srl - Cadine (TN)
IMPRESA: Giomarelli spa PROGETTO ARCHITETTONICO: Dott. Ing. Alessandro Battisti - Rovereto (TN)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Studio Arch. Sartogo PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver – Trento
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.

Case history n. 4 pag 66 Case history n. 11 pag 96

azienda agricola Centro commerciale e direzionale


Sona - Verona
tre valli Copertura
S. Giorgio in Bosco - Padova
COMMITTENTE: Immobiliare Cinquerre spa
Telai, travi e pilastri IMPRESA: Moretti Interholz srl
COMMITTENTE: Agricola Tre Valli - S. Giorgio in Bosco (PD) PROGETTO ARCHITETTONICO: Ingegneria e Geologia srl – Villafranca (VR)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Studio Spinetta PROGETTO STRUTTURALE: Ingegnere Giorgio Gislimberti – Trento
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.

Case history n. 5 pag 70 Case history n. 12 pag 100


Biblioteca Comunale Garden center
Drezzo - Como “Botanic”
Telaio strutturale e copertura Rozzano - Milano
COMMITTENTE: Comune di Drezzo Travi Boomerang
IMPRESA: Manutenzione Edile Srl COMMITTENTE: Fiordaliso Srl
PROGETTO ARCHITETONICO: Ing. Arch. Giacomo Campagna IMPRESA: C.D.S. Costruzioni Spa
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz PROGETTO ARCHITETTONICO: Sviluppo srl
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
Case history n. 6 pag 74
centro commerciale
Case history n. 13 pag 104
“coccinella center”
Verona Palazzetto polivalente
Travi bifalda e copertura curva
Nogarole Vicentino - Vicenza
Copertura
COMMITTENTE: Immobiliare C.M.Z. Srl
IMPRESA: Trevisan spa COMMITTENTE: Comune di Nogarole Vicentino
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c. IMPRESA: Ruteni srl
PROGETTO ARCHITETTONICO: Architetti Pietro Ramasco e Roberta Castagna
- Arzignano (VI)
PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver – Trento
Case history n. 7 pag 80
centro commerciale
“la corte lombarda” Case history n. 14 pag 108
Bellinzago Lombardo - Milano piscina e servizi
Cupola Centro Commerciale Cermenate - Milano
COMMITTENTE: La Policentro spa - Milano
Copertura apribile
IMPRESA: Tecnoserramenti srl - Romano D’Ezzellino (VI) COMMITTENTE: Impresa Turra - Cazzago S.M. (BS)
PROGETTO ARCHITETTONICO: La Policentro spa - Milano IMPRESA: Impresa Turra - Cazzago S.M. (BS)
PROGETTO STRUTTURALE: Ingegnere Giorgio Gislimberti – Trento PROGETTO ARCHITETTONICO: arch. Mariateresa Campo - impr. Turra
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.

170
Case history n. 15 pag 112 Case history n. 22 pag 140
Cantina sociale Chiesa Parrocchiale B.V. di Fatima
intercomunale Senago - Milano
Broni - Pavia Copertura
Copertura COMMITTENTE: Parrocchia Beata Vergine di Fatima e S. Rita
COMMITTENTE: Cantina sociale intercomunale di Broni PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Paolo Vaghi e Designer Gianni Elli
IMPRESA: Moretti Contract PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
PROGETTO ARCHITETTONICO: Ufficio Progettazione Moretti Contract
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
Case history n. 23 pag 144
Edificio azienda torinese mobilità
Case history n. 16 pag 116 Torino
Palazzetto dello sport Copertura edificio ingresso e cassa parcheggi
Granarolo dell’Emilia – Bologna COMMITTENTE: ATM Parcheggi - Azienda Torinese Mobilità - Torino
Copertura IMPRESA: ITER - Cooperativa Ravennate Interventi Sul Territorio - Lugo (RA)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Studio Associato Architetti Crotti e Dolza - Torino
COMMITTENTE: Comune di Granarolo dell’Emilia
PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver – Ingegnere Giorgio
IMPRESA: Edile Pasquali Srl
Gislimberti – Trento
PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Andrea Modelli
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
Case history n. 24 pag 148

Case history n. 17 pag 120 Tennis Hall


“Baldresca”
parrocchia del Sacro Cuore
Rovereto - Trento
......................
Copertura con archi
Controsoffitto a volta
COMMITTENTE: Comune di Rovereto
IMPRESA: Colombo
IMPRESA: Rocco Galvagni Srl
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.
PROGETTO ARCHITETTONICO: Ing. Andrighetti Sergio
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz

Case history n. 18 pag 124


Autosalone Case history n. 25 pag 152
Verona Impianto Olimpico di
Mantello di copertura Ice-Hockey
COMMITTENTE: Motocar Verona Srl
Torino
PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Giuliano Arfellini
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.
Copertura
COMMITTENTE: Agenzia Torino 2006 (Toroc)
IMPRESA: Biffi spa
Case history n. 19 pag 128 PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Paolo Pettene
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
palazzetto dello sport
“palabam”
Mantova Case history n. 26 pag 156
Copertura a volta Arena polivalente campeggio tahiti
COMMITTENTE: Comune di Mantova Lido delle Nazioni - Ferrara
IMPRESA: Impresa Turra - Cazzago S.M. (BS) Copertura
PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Fabrizio Nosari COMMITTENTE: Tahiti srl – Lido delle Nazioni (FE)
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c. PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver - Trento

Case history n. 20 pag 132 Case history n. 27 pag 160


spazio polivalente
centro tecnico Vicenza Calcio
“Spazio Sampa” Isola Vicentina - Vicenza
S. Patrignano - Rimini Copertura
Copertura a volta
COMMITTENTE: Sporting Club Isola Srl - Isola Vicentina (Vi)
COMMITTENTE: San Patrignano Scarl IMPRESA: Frugani Snc - Isola Vicentina (Vi)
IMPRESA: Scot costruzioni PROGETTO ARCHITETTONICO: Architetto Pierdavide Pivetti - Vicenza
PROGETTO ARCHITETTONICO: Alfa Architettura Srl PROGETTO STRUTTURALE: Ingegnere Giorgio Gislimberti – Trento
PROGETTO STRUTTURALE: Verlam s.a.s. di Andrea Casellato & c.

Case history n. 28 pag 164


Case history n. 21 pag 136
Cantina F.lli Martini Torri del complesso Futura
Cossano Belbo - Cuneo Via Triumplina - Brescia
Barricaia e copertura padiglione Solaio
COMMITTENTE: F.lli Martini S.p.A. COMMITTENTE: Campana Costruzioni - Brescia (BS)
IMPRESA: Moretti Contract IMPRESA: Campana Costruzioni - Brescia (BS)
PROGETTO ARCHITETTONICO Ufficio Progettazione Moretti Contract & Arch. Musso PROGETTO STRUTTURALE: Ing. Simonetta Conter e Ufficio Progettazione Moretti
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz

171
Glossario

ma solo per strutture provvisorie.


A Briglia (superiore o inferiore)
Elemento strutturale di una travatura reticolare che corre lungo la
Abbaino
luce di calcolo; collegato alle aste di parete, assorbe la trazione (bri-
Piccola costruzione realizzata sopra la falda che serve per dare luce
glia inferiore) o la compressione (briglia superiore) che transita all’in-
e aria al sottotetto.
terno della trave reticolare.
Anello
Elemento metallico circolare di connessione, utilizzato nell’unione
di due piani di taglio, generalmente impiegato per collegamenti di C
tipo legno-legno. Il sistema più noto ed adottato per questo tipo di Capriata
connessione è l’anello tipo Appel. Struttura reticolare piana utilizzata principalmente come elemento
Anisotropo (o anisotropia) portante principale in coperture a due spioventi. È composta da un
Materiale le cui caratteristiche fisiche differiscono lungo i tre assi elemento orizzontale, la catena (vedi), e da due elementi inclinati, i
principali. Il legno, come tutti i materiali fibrosi, è fortemente ani- puntoni (vedi).
sotropo. Corrente
Appoggio Vedi travetto
Vincolo di collegamento di una trave con un elemento di elevazione Corrente (superiore o inferiore)
o di fondazione, in grado di consentire la rotazione della trave stessa Vedi briglia superiore o inferiore.
nel suo piano principale. Se gli attriti sono sufficienti a impedire una
Catena
traslazione della trave nel senso longitudinale l’appoggio semplice
Nella capriata è l’elemento orizzontale che elide la spinta trasmessa
diviene concettualmente una “cerniera” (vedi), altrimenti trattasi di
dai puntoni. Può essere in legno oppure in acciaio.
“carrello” (vedi).
Cerniera
Arcareccio
Vincolo che impedisce traslazioni reciproche e permette solo rotazio-
L’arcareccio è una trave del 2° o del 3° ordine, generalmente di mo-
ni tra le membrature fra esse collegate.
desta sezione, diretta parallelamente alla luce di colmo e di gronda
(ovvero diretta ortogonalmente alla linea di massima pendenza). Chiodo (chiodo ad aderenza migliorata o a gambo li-
scio)
Architrave
Elemento di connessione che consiste in una piccola asta metalli-
Elemento strutturale orizzontale fissato in sommità a due piedritti
ca munita di testa e punta all’estremità; il gambo può essere liscio
(vedi), oppure posto in luce a due travi ad essa ortogonali
(chiodo liscio), parzialmente o interamente lavorato (chiodo ad ade-
Assito renza migliorata), così da aumentare l’aderenza con il legno.
Tavolato o perlinato posto sopra arcarecci o i travetti, atto a sostene- Colmo
re il pacchetto di copertura. Poiché posto a chiusura della struttura in Trave, terzeria o arcareccio disposto lungo la linea di colmo di una
legno, garantisce un certo grado di finitura all’intradosso. copertura.
Compensato
B Pannello a base di legno composto da un insieme di strati (solita-
mente di numero dispari) resi solidali mediante incollaggio e sovrap-
Bietta
posti con la direzione della fibratura degli strati adiacenti general-
Elemento di connessione usato per impedire lo scorrimento nelle
mente ad angolo retto.
travi composte. Consiste in tasselli rettangolari di legno duro, oppu-
re può essere composta da due cunei contrapposti. Compluvio
Linea di convergenza di due falde inclinate. Le acque piovane che
Bullone
scorrono in copertura tendono a convergere in tale linea.
Elemento metallico di collegamento, disposto ortogonalmente fra
gli elementi da unire, formato da una vite a testa esagonale, dado Croce di Sant’Andrea
pure esagonale ed eventuale rondella. Coppia di tiranti normalmente metallici e con tenditore, disposti a
Il bullone viene inserito in fori del legno sufficientemente grandi e in croce e in diagonale rispetto a una maglia quadrata o rettangolare
seguito serrato agendo sul dado. Per tali ragioni, il bullone non può delimitata da travi in legno lamellare, tale da connettere i quattro
essere adottato come mezzo di unione in costruzioni permanenti, vertici.

172
La croce di S. Andrea, raramente isolata, serve a costituire irrigidi- giungono i nodi delle reticolari di falda necessarie per la stabilizzazio-
menti di falda. ne di piano delle strutture.
Carico di punta Displuvio
Stato di sollecitazione a compressione applicato mediante un carico Linea di divergenza di due falde inclinate. Le acque piovane che scor-
in sommità ad una trave; un’asta snella, ricevendo sollecitazioni di rono in copertura tendono ad allontanarsi da tale linea.
questo tipo, tende a sbandare lateralmente, inducendo nell’elemen- Dormiente
to anche flessione. Per tali ragioni, la snellezza di un’asta va conte- Elemento di legno duro interposto fra l’intradosso della trave e la
nuta entro limiti stabiliti dalle normativa di calcolo. muratura, in grado di diffondere uniformemente il carico verticale.
Dormiente è anche la trave posta in appoggio continuo su di una
Carrello muratura portante, su cui insiste un’orditura di travetti.
Vincolo di collegamento di un’asta che consente la rotazione e la
traslazione lungo l’asse principale, mentre impedisce la traslazione Durame
lungo l’asse perpendicolare alla trave. Parte interna del fusto degli alberi di una certa età, nella quale le
cellule sono morte e non svolgono più funzioni biologiche essenziali.
Controfreccia Le sostanze depositate nel durame contribuiscono per la loro natura
Centinatura imposta geometricamente alle travi in direzione oppo- chimica ad aumentare la resistenza del legno agli attacchi dei funghi
sta al senso di applicazione del carico, in grado di compensare la e degli insetti. Il durame viene più comunemente denominato mas-
deformazione dovuta ai carichi permanenti. sello o cuore del legno.
Caviglia Durabilità
Elemento metallico circolare di connessione, utilizzato nell’unione Capacità di un legno o prodotto derivato di resistere alla degrada-
di due piani di taglio, generalmente impiegato per collegamenti di zione indotta da sollecitazioni ambientali (di natura fisico-chimica)
tipo acciaio-legno. Il sistema più noto ed adottato per questo tipo di e biologiche (causate da batteri, funghi, insetti o organismi marini)
connessione è l’anello tipo Geka. nelle previste condizioni di esercizio.
Durezza
D La durezza è la resistenza superficiale del legno alla penetrazione da
Dado parte di corpi estranei. E’ maggiore nel senso assiale, che perpendi-
Elemento metallico di serraggio di una vite, di norma esagonale per colarmente alle fibre. La durezza è correlabile al peso specifico del
facilitare la presa mediante idonea chiave, dotato di foro centrale legno, che a sua volta è in relazione alla resistenza meccanica.
filettato del diametro pari a quello della vite stessa.
Delaminazione E
Separazione degli strati di elementi legnosi incollati tra loro (per il
legno lamellare separazione delle lamelle), dovuta sia a mancanza o
Efficienza strutturale
Rapporto tra la massa volumica e le prestazioni di un materiale. Un
perdita di adesione all’interfaccia o a perdita di coesione all’interno
basso rapporto (densità contenuta e prestazioni elevate) indica buo-
dello strato di adesivo. La separazione nelle aree immediatamente
na efficienza, un rapporto elevato indica scarsa efficienza. Il legno
circostanti è un difetto ammissibile (ad es. un nodo) e non costitui-
lamellare, come l’acciaio possiede una buona efficienza strutturale.
sce delaminazione.
Diagonale Essiccazione
Asciugatura del legname, eseguita in genere in appositi forni.
Elemento strutturale inclinato, collocato in corrispondenza delle li-
nee di compluvio o displuvio di una copertura, e sollecitato principal- Elastomero
mente a flessione. Sostanza naturale o sintetica in grado di sopportare grandi deforma-
Con lo stesso termine si indica l’asta di parete inclinata appartenen- zioni elastiche, quindi tale da riassumere la propria configurazione
te ad una travatura reticolare. Diversamente dal diagonale di complu- iniziale nel momento in cui si annulla il carico applicato. Nelle strut-
vio o displuvio che lavora a flessione, questo elemento è sollecitato ture in lamellare è generalmente previsto all’appoggio di travi di luce
principalmente a trazione o compressione. importante (vedi anche neoprene)
Diagonale di controventamento
Elemento strutturale in legno lamellare che lavora principalmente a
trazione o compressione, disposto lungo le linee diagonali che con-

173
Glossario

Interasse
F Distanza tra gli assi baricentri di due elementi ripetitivi di una strut-
tura. In una doppia orditura di travi, si distingue l’interasse fra le travi
Falda
principali e l’interasse fra i travetti o arcarecci.
E’ così denominata ciascuna delle superfici piane o inclinate di una
copertura. Isotropo (o isotropia)
Materiale le cui proprietà fisiche e meccaniche sono omogenee lun-
Fessurazione
go tutte le direzioni principali. L’acciaio, anche se non perfettamente,
Separazione degli elementi anatomici principali (fibre o tracheidi) che
è un materiale isotropo.
non interessa tutto lo spessore del segato. A volte la formazione di
fessurazioni superficiali è causata prevalentemente dalle sollecita- Irrigidimento
zioni legate all’esposizione ambientale. Le strutture in legno lamellare, come pure quelle in acciaio, vanno
progettate tenendo sotto controllo la snellezza delle singole aste,
Fibratura
causa dei fenomeni di instabilità flesso-torsionale delle travi, di in-
Direzione prevalente degli elementi anatomici principali (fibre o tra-
stabilità al carico di punta degli elementi compressi, o addirittura
cheidi) nel legno.
di instabilità globale della struttura. L’irrigidimento non è altro che
Freccia un sistema di controventatura in grado di stabilizzare le strutture in
Abbassamento verticale massimo indotto da una determinata confi- legno lamellare. La controventatura, inoltre assorbe le azioni di piano
gurazione di carico su di un’asta. che investono la struttura (sisma e vento).

G L
Gerber Lamella
Collegamento che serve a dare continuità ad una trave, lasciando Vedi tavola
però libertà di rotazione nel piano verticale fra le due parti giuntate.
Listello
Giunto a pettine Segatola cui sezione possiede un’area che non supera 24 cmq e
Giunto che determina l’unione fra due tavole contigue in una lamella dove il rapporto fra i lati della sezione è compreso fra 1:2 e 1:3.
che va a comporre una trave in lamellare. L’unione viene realizzata
Luce di calcolo
per incollaggio sotto pressione lungo la linea di produzione.
Lunghezza assunta per il calcolo di un elemento strutturale; essa
coincide con la distanza tra i baricentri degli appoggi.
I Lucernario
Foro realizzato in copertura e chiuso con un serramento, che con-
Igroscopico (o igroscopicità) sente di illuminare e aerare naturalmente l’ambiente sottostante.
Materiale in grado di assorbire le molecole di acqua presenti nel-
l’ambiente in cui viene inserito. Il legno e i suoi prodotti derivati sono
materiali igroscopici che assorbono l’umidità dell’ambiente che oc- M
cupano.
Mezzacasa
Ignifugo
Trave disposta in mezzeria ad una falda che corre lungo la linea di
Composto chimico o miscela di composti utilizzati per ridurre l’in-
colmo o di gronda, atta a sostenere travetti o correnti.
fiammabilità di un materiale o ritardare la propagazione della fiamma
lungo la sua superficie. Monaco
In una capriata classica è l’elemento verticale fissato ai puntoni e
Imbarcamento
alle saette; lo sforzo al quale è sottoposto e la trazione indotta dalla
Curvatura del segato in direzione della larghezza.
compressione delle saette.
Incastro
Montante
Vincolo in grado di impedire tutti i gradi di libertà di un collegamento
Elemento verticale di un telaio. Con questo termine viene indicato
lungo tutti i tre assi principali. L’incastro, nelle strutture in lamellare,
un pilastro incernierato a terra, oppure gli elementi verticali di una
impedisce principalmente traslazioni e rotazioni nel piano principale
travatura reticolare (vedi anche ritto).
delle aste collegate.

174
Morale Puntone
Legname segato di sezione quadrata o rettangolare la cui sezione Elemento strutturale inclinato che generalmente lavora a compres-
possiede lati di dimensioni non superiori ai 10 cm. sione; in una capriata il puntone è l’elemento inclinato che collega il
Multistrato monaco con la catena.
Termine generico con cui si indicano tutti i semilavorati stratificati in
legno, quali ad esempio i compensati, i pannelli multistrato etc. R
Monta
Vedi controfreccia. Reazione al fuoco
Attitudine di un materiale a propagare l’incendio in caso di calore
radiante e/o fiamma d’innesco.
N Resina
Nodo strutturale Sostanza vegetale naturale prodotta da una pianta, specialmente
Punto in cui convergono due o più aste. presente nelle conifere.
Nodo (del legno) Resistenza al fuoco
Porzione di ramo inglobata in un fusto, quindi in un segato del legno. Tempo in cui un elemento strutturale è in grado di determinare un
A seconda delle caratteristiche, il nodo può essere più o meno peri- certo livello di protezione nei confronti del fuoco sotto specifiche
coloso quindi dannoso ai fini statici. condizioni di prova, continuando a garantire la propria funzionalità e
prestazioni in riguardo alla resistenza.
P Rigonfiamento
Variazione dimensionale (incremento dimensionale) del legno cau-
Pannello sandwich
sata da un assorbimento di umidità.
Elemento strutturale composto da superfici esterne resistenti e da
uno strato interno di connessione, composto generalmente da ma- Ritiro
teriale isolante. Variazione dimensionale (riduzione dimensionale) del legno causata
da una evaporazione di umidità.
Pendenza
Inclinazione della falda rispetto al piano orizzontale, misurata in gradi Rondella
o in percentuale. Elemento in acciaio a forma di corona circolare disposto fra il legno e
il dado o la testa del bullone e/o perno; serve a distribuire uniforme-
Perlina
mente la pressione trasmessa dal dado o dalla testa di una vite.
Segato in legno di forma prismatica, di spessore molto sottile, uti-
lizzato come rivestimento interno di pareti o piani inclinati (falde di Ritto
copertura). Generalmente i lati lunghi della perlina vengono sago- Elemento strutturale verticale che collega le briglie di una travatura
mati ad incastro maschio-femmina, per facilitare l’accostamento e reticolare; per questo generalmente è sollecitato a compressione o
migliorare la stabilità. a trazione.
Perno
Elemento metallico di connessione legno-legno o legno-acciaio, che S
consiste in una barra filettata alle estremità per consentire il ser-
Saetta
raggio a mezzo dadi; la parte centrale di barra a contatto con il foro
In una capriata, è l’elemento strutturale inclinato in senso opposto
calibrato deve essere completamente liscia e perfettamente ade-
a quello del puntone, sollecitato a compressione, tale da limitare
rente al legno.
l’inflessione del puntone stesso.
Pendino
Scarpa
Elemento strutturale di sostegno della catena di una capriata; in
Elemento metallico applicato mediante chiodi o viti o perni a una
quanto tale, il pendino è messo in trazione dal solo peso proprio
trave principale per il supporto di una trave secondaria, anch’essa da
della catena.
bloccare alla scarpa in modo analogo.
Piedritto
Svergolamento
Elemento strutturale verticale atto ad incassare i carichi che proven-
Deformazione elicoidale del segato in direzione della lunghezza.
gono dall’alto.

175
Glossario

Sbandamento U
Deformazione fuori piano di una trave inflessa o di un puntone com-
presso, causata da un’eccessiva snellezza. Nel caso non sia possi- Unione
bile o sconveniente aumentare la snellezza dell’elemento, lo sban- Collegamento fra le parti o elementi strutturali (ad esempio aste)
damento si controlla con l’inserimento nella struttura di irrigidimenti. atto a trasmettere sollecitazioni.
Umidità relativa dell’aria
Si esprime in % e rappresenta il rapporto fra i grammi di vapore
T
acqueo contenuto in un mc d’aria e quelli che esso potrebbe conte-
Tasca di resina nere al limite di saturazione (condensa).
E’ un difetto del legno che consiste in una cavità lenticolare che si Di norma non scende sotto il 50% e non può superare il 100%.
riforma fra due cerchi annuali, riempita di resina. E’ tipica delle es- Umidità del legno
senze legnose resinose (larice, abete, pino) e rappresenta un’ano- Si esprime in % e rappresenta il rapporto fra i grammi di acqua con-
malia dei tessuti. tenuti in un decimetro cubo di legno ed i grammi che lo stesso deci-
Tavola metro cubo pesa una volta essicato. Essa può superare in certi casi
Segato in legno a sezione rettangolare, il cui spessore può variare il 100%; di norma il legno fresco di abete può avere un’umidità del
fra 12 e 80 mm; generalmente possiede una lunghezza pari a 4 m, 50-100%, lo stesso lasciato stagionare all’aperto 20-30%, mentre
mentre la sua larghezza può passare dagli 8cm ai 24cm. Con questo l’essicazione operata nel ciclo tecnologico del legno lamellare abbat-
termine si indicano anche le lamelle che compongono una trave in te l’umidità a valori dell’8-12%.
lamellare.
Terzera V
Trave del 2° ordine (struttura di copertura con tripla orditura di travi)
disposta parallelamente alla linea di colmo o di gronda, atta a soste- Viscosità
nere l’orditura del 3° ordine (travetti o correnti). Caratteristica reologica di materiali come il legno che mostrano, con-
temporaneamente, un comportamento di tipo viscoso ed uno di tipo
Tirafondo elastico, in funzione della durata del carico. Fenomeno comune an-
Vite da legno a sezione cilindrica, caratterizzata da un tratto di gambo
che al cemento armato, alla pietra, secondo il quale le deformazioni
liscio, il restante filettato (filetto con passo grosso) che termina con
delle aste dovute ai carichi permanenti e di lunga durata (ad esempio
una punta; il tirafondo va inserito e avvitato attraverso la testa esa-
la neve in alta montagna) tendono ad aumentare nel tempo ben oltre
gonale di sommità in foro calibrato del diametro pari a quello medio
il valore iniziale
del gambo filettato. Il tirafondo può essere sollecitato sia a taglio
che ad estrazione. Vite (truciolare)
Barra cilindrica di metallo con filetto elicoidale inciso sulla superficie,
Trave utilizzata per collegare fra loro elementi di legno.
Elemento impiegato nelle strutture portanti delle costruzioni. La lun-
ghezza e la sezione variano a seconda delle necessità.
Traverso
Elemento orizzontale in un telaio o in una struttura.

Finito di stampare nel mese di settembre 2011


Realizzazione editoriale a cura della Bianchi Errepi Associati
Stampa Euroteam, Brescia

176
Bianchi Errepi Associati
Il know-how di Moretti Interholz sta alla base di que-
sto dispensa tecnica. Le case history presentate testi-
moniano come l’esperienza maturata e la qualità del
legno lamellare Moretti Interholz si sono concretizzati
in progetti molto diversi per esigenze e tipologie. Mo-
retti Interholz è l’azienda del Gruppo Moretti specializ-
zata nel legno lamellare e che opera da oltre 25 anni
in Italia, dove ha contribuito a fare crescere la “cultura
del legno” nella progettazione moderna. La crescita
di Moretti Interholz si basa sulla vera e propria pas-
sione che l’azienda rivolge a questo materiale: scelta
accuratamente selezionata della materia prima, fasi di
processo svolte in ambienti climatizzati, controlli co-
stanti sull’intera produzione. A questa vocazione per
la qualità si affianca la capacità di rispondere in modo
propositivo alle richieste dei progettisti, dalla consu-
lenza al montaggio finale.

Moretti Interholz Srl


Via Gandhi, 9 - 25030 Erbusco (Brescia)
Telefono 030.7718111 - Fax 030.7703179
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