Tracce Lamellare
Tracce Lamellare
DI LAMELLARE
Questo volume nasce per volontà della Moretti In-
terholz ed ha lo scopo di incentivare la conoscenza
del legno lamellare, sia nelle sue caratteristiche tec-
Ciclo produttivo - Tecnologie - Applicazioni nico- produttive sia in ambito applicativo. All’interno si
propone una panoramica dei principali temi professio-
nali legati all’impiego progettuale del lamellare. Scor-
rendo le pagine ci si addentra nella comprensione di
Pubblicazione della Moretti Interholz questo materiale, grazie anche ai contributi di esperti
con i contributi di del settore: Giovanni Pallaver, Andrea Casellato e Gior-
gio Gislimberti. Si può capire meglio perché il legno
Giovanni Pallaver, Andrea Casellato e Giorgio Gislimberti
lamellare si è imposto all’attenzione dei progettisti,
venendo incontro alle richieste della committenza
per ragioni che vanno oltre il semplice richiamo alla
naturalità e alla bellezza che il legno stesso esprime.
Finestre tematiche sono dedicate al comportamento
del lamellare nei confronti del fuoco e alle sue capa-
cità nel coprire grandi luci. Nella prima parte, il saggio
affronta anche i temi della protezione e manutenzione
del lamellare, gli accorgimenti per il trasporto e il mon-
taggio e la tecnologia e il comportamento del materia-
le. Per passare poi agli schemi statici e ai nodi.
Il “cuore” di questo saggio è il repertorio delle case
history: 28 casi affrontati in modo analitico, spiegando
le principali scelte progettuali e tecnico-costruttive. Le
tipologie dei progetti presentati sono molteplici: spa-
ziano dalle coperture per centri sportivi alle aziende
vinicole, dai centri commerciali alle chiese e comunità.
Le notizie fornite in tutte le case history sono illustra-
te e commentate con un ampio repertorio di disegni,
schemi e immagini.
TRACCE DI LAMELLARE
Ciclo produttivo - Tecnologie - Applicazioni
Lorenzo Guerini
Presidente Moretti Interholz
I PARTE Note sul prodotto e sulla progettazione
1.1 Processo tecnologico di produzione
1.2 Protezione e manutenzione
1.3 Trasporto e montaggio del lamellare
1.4 Tecnologia e comportamento del legno lamellare
1.5 Il comportamento al fuoco e Classi di reazione
1.6 Schemi statici e nodi
1.7 Solaio collaborante legno-calcestruzzo
APPENDICI Credits
Glossario
I Parte
Note sul prodotto
e sulla progettazione
Note sul prodotto e sulla progettazione
1.1
Processo tecnologico di produzione
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limitato in rapporto all’elevata resistenza, alla possibilità di Le colle più comunemente usate nella pratica costruttiva
essere lavorato con semplicità, alla rinnovabilità sul territorio, sono di origine sintetica a base di melamina e formaldeide.
alla possibilità di riciclo e smaltimento.
Il legno lamellare, grazie alla sua notevole versatilità, può es- 3. PRESERVANTI
sere impiegato come materiale da costruzione nei più svaria- I preservanti (detti comunemente impregnanti) hanno lo sco-
ti settori edilizi come ad esempio: po di proteggere il legno lamellare dall’azione aggressiva di:
- palestre e palazzetti dello sport, tennis, piscine, biblioteche, - funghi xilofagi, distruttori del legno, dell’azzurramento (pro-
chiese; ducono alterazioni cromatiche con effetti estetici ma non
- centri commerciali e direzionali; meccanici) e della marcescenza (la cosiddetta “carie” del
- edifici residenziali, recupero del patrimonio edilizio esisten- legno, che alterano le caratteristiche meccaniche del le-
te; gno)
- edifici industriali, artigianali e magazzini; - insetti, che possono svolgere la loro azione di degrado
- ponti, passerelle pedonali e pensiline. come larve o come insetti adulti
- raggi UV, che provocano una alterazione fotochimica del
legno con conseguente perdita delle caratteristiche di re-
MATERIE PRIME sistenza meccanica.
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Note sul prodotto e sulla progettazione
La geometria del giunto “a dita”(o “a pettine”) deve essere Piallatura e finitura delle travi
molto precisa per garantire il perfetto contatto tra le superfici
incollate, condizione indispensabile affinchè la sezione giun- I manufatti, all’uscita dello strettoio, dovranno riposare prima
tata abbia una resistenza pari a quella del legno delle tavole. che vengano sottoposti alla piallatura finale o ad operazioni
Nella figura a pag.10 è rappresentato un tipico giunto a dita di falegnameria.
del legno lamellare. Successivamente i manufatti vengono fatti passare attraver-
so una pialla, in modo da dare all’elemento lo spessore finito
Le tavole così giuntate di testa vengono piallate ad una spes- e rendere uniformi e lisce le superfici laterali. Dopo la pial-
sore preciso, in modo da creare superfici piane e lisce, e latura, in falegnameria si esegue il taglio delle estremità per
tagliate alla lunghezza desiderata. In questo modo si otten- ottenere la lunghezza richiesta oltre a ulteriori operazioni di
gono le cosiddette “lamelle”. finitura che possano essere effettuate mediante macchina a
Generalmente lo spessore più comune delle lamelle piallate controllo numerico:
è di 33 mm oppure 40 mm. Per comporre travi con raggio di - Intagli: es. per carpenteria metallica a scomparsa
curvatura inferiore a mt 6,4 vengono utilizzate lamelle con - Ribassi: es. per portare piastre a filo
spessori minori in relazione alle specifiche necessità. - Forature: in genere per bulloni e perni
- Smussi: utili per evitare danni alla sezione nei trasporti e
montaggio (di norma 5*5 mm)
Incollaggio e pressatura delle lamelle - Sagomature varie
- Ripassature: tasche di resina, difetti di piallatura, danni da
L’incollaggio fra le lamelle viene effettuato spalmando con urti, tasselli per nodi cadenti e così via.
un sistema “a pioggia” una quantità controllata di colla. Le L’ultima operazione prevista dal ciclo produttivo consiste
lamelle vengono quindi impacchettate e pressate l’una all’al- nell’applicazione di prodotti preservanti, applicati a pennello
tra applicando una pressione il più possibile uniforme e con o a rullo, aventi funzione estetica (ampia gamma di colori
valori definiti dalla normativa. Tale operazione viene effettua- disponibili) e protettiva in relazione alla classe di servizio ri-
ta in un apposito letto di pressaggio costituito da una serie chiesta della singola commessa.
di telai in acciaio affiancati (piantane rigide) contro le quali
viene pressato il fascio di lamelle tramite una serie di mar-
tinetti idraulici o pneumatici. L’operazione di posizionamento
delle lamelle e di chiusura della pressa deve essere fatta il
più rapidamente possibile, per evitare che la colla cominci a
indurire, compromettendo l’efficacia dell’incollaggio. In caso
di travi curve, le piantane dello strettoio vengono posizionate
secondo una sagoma corrispondente alla forma curva della
trave da ottenere.
Le travi rimangono nella pressa per un periodo variabile da 4
a 12 ore, dipendentemente dal tipo di colla usata, durante il
quale la temperatura ambientale non deve comunque esse-
re mai inferiore a 18° C.
l = Lunghezza del dito
il controllo delle condizioni termoigrometriche dei locali di
p = Passo
produzione è fattore fondamentale al fine di un incollaggio
efficace. Il processo chimico che sta alla base dell’induri- bt = Larghezza in punta
mento delle colle è infatti fortemente influenzato dal conte- lt = Franco in punta
nuto d’acqua del legno, il quale a sua volta varia in funzione 1) = Asse di simmetria
delle condizioni dell’ambiente circostante.
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1 2
3 4
5 6
11
1.2
Protezione e manutenzione
Durabilità delle strutture in legno lamellare Oltre alla protezione costruttiva, molto efficace nei confronti
delle azioni atmosferiche ed ambientali, è opportuno garan-
Il legno può subire alterazioni per l’attacco di agenti parassiti tire la protezione delle strutture in legno da insetti e muffe
(muffe, funghi ed insetti) e di agenti atmosferici (raggi UV) mediante una protezione chimica. Il metodo più utilizzato nel
che possono determinare un degrado delle originarie carat- settore strutturale è l’impregnazione, eseguita generalmen-
teristiche fisico-meccaniche. te con prodotti ad azione polivalente: elementi chimici che
Il legno tuttavia non è l’unico materiale da costruzione con inibiscono l’aggressione degli organismi e che creano una
un naturale limite di durabilità: è ben noto infatti che anche barriera superficiale idrofuga ed in grado di aumentare l’iner-
l’acciaio e il calcestruzzo sono aggredibili da agenti esterni zia igroscopica del legno, pigmenti con effetto decorativo e
(come l’ossidazione, la carbonatazione, ecc.) nel contempo barriera contro l’azione dei raggi UV e quindi
Pertanto ogni materiale subisce un inevitabile decadimento contro l’invecchiamento precoce.
che richiede una specifica protezione e manutenzione. Questo trattamento protettivo va inteso come l’inizio di un
Il degrado del legno esposto agli agenti atmosferici è deter- processo di manutenzione del legno.
minato da una combinazione di reazioni fotochimiche, di azio-
ni fisico meccaniche e biologiche che sono dipendenti dal La sorveglianza e la manutenzione ordinaria di una struttura
tipo di legname e di clima, nonché dal grado di esposizione. in legno lamellare riguardano:
- gli elementi in legno lamellare e legno massiccio;
La principale azione di protezione, che tuttavia è spesso sot- - la carpenteria in acciaio necessaria al collegamento dei ma-
tovalutata o dimenticata, è la cosiddetta “protezione costrut- nufatti medesimi;
tiva” che non può essere tralasciata nemmeno in presenza - gli elementi di finitura (pacchetto tetto, manto di copertu-
di una protezione chimica degli elementi. La protezione co- ra, ecc.)
struttiva consiste in una corretta esecuzione dei particolari
costruttivi: sporti di gronda, copertine, rivestimenti di tavole
o scandole, ma anche corretti interstizi aereati contro con- Protezione e manutenzione dei manufatti in legno
dense o barriere contro vapore ed umidità ascendenti.
Il legname tenuto in ambiente asciutto e riparato dura molto Particolare importanza riveste, nella durabilità dei manufattti
di più che non quello esposto agli agenti atmosferici ed al- in legno lamellare, la manutenzione delle parti direttamen-
l’umidità. Mantenere il legname costantemente ad umidità te esposte agli agenti atmosferici, per le quali si consiglia
inferiori al 20% rende possibile la conservazione delle strut- di verificare lo stato della superficie. Nei manufatti esposti
ture. all’esterno (esposti al sole senza protezione da parte della
Il legno non deve essere raggiunto dall’umidità ascendente falda) si consiglia di verificare lo stato della superficie e quin-
del terreno, delle murature o da infiltrazioni delle coperture, di intervenire con una procedura, organizzata nelle seguenti
ma nemmeno dall’umidità di condensa, che spesso si forma fasi:.
nelle intercapedini non sufficientemente coibentate o aerate 1. Se la superficie non è ancora fortemente danneggiata e lo
di pareti o coperture. stato superficiale è integro:
Tassativo quindi tenere “all’asciutto” il legno durante tutta la a. Pulire la superficie dalla polvere e abradere lo strato su-
vita della costruzione. perficiale con spazzole in saggina o materiale equivalente
(poco abrasivo);
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b. Applicare con un pennello o rullo una o più mani (al bi- presentano ampie superfici illuminanti (lucernari, manto di
sogno) di impregnante all’acqua secondo la direzione della copertura in vetro, policarbonato ecc) per le quali l’esposizio-
fibra del legno; se si lavora in pieno sole o con temperature ne ai raggi solari risulta maggiore.
inferiori ai 15°C o superiori ai 25°C meglio utilizzare impre-
gnante al solvente per una più facile applicazione. Nei manufatti utilizzati all’interno la protezione dell’impre-
c. Applicare con un pennello una mano di vernice di finitura gnante si mantiene per anni.
traspirante e idrorepellente che non formi spessore e non
sfogli e che contenga sostanze anti-vegetative e filtri UV Per mantenere inalterata nel tempo la funzionalità della strut-
per contrastare l’azione demolitrice dei raggi solari. tura, è buona regola definire uno scrupoloso programma di
manutenzione. A titolo esemplificativo dovrebbe prevedere
2. Se la superficie è fortemente danneggiata perché l’inter- le seguenti atttività di verifica cadenzate nel tempo:
vallo di manutenzione è stato eccessivamente lungo e la ver-
nice si presenta completamente consumata: OGNI ANNO
a. Pulire la superficie con una spazzola a fili ottonati o mate- - Ispezionare lo stato di conservazione delle parti orizzonta-
riale equivalente per togliere le parti che si staccano e le li dei manufatti in legno esposti agli agenti atmosferici ed
fibre del legno non consolidate, successivamente procede- eventualmente intervenire in funzione dello stato di degra-
re con carteggiatura e soffiatura finale della polvere. do delle superfici lignee.
b. Applicare con un pennello o rullo una o più mani (al bi- - Verificare il serraggio delle bullonature e la tenuta dei tas-
sogno) di impregnante all’acqua secondo la direzione della selli di inghisaggio alle strutture in c.a. in presenza di carichi
fibra del legno; se si lavora in pieno sole o con temperature mobili.
inferiori ai 15°C o superiori ai 25°C meglio utilizzare impre-
gnante al solvente per una più facile applicazione. A UN ANNO E SUCCESSIVAMENTE OGNI TRE ANNI
c. Applicare con un pennello una mano di vernice di finitura - Ispezionare lo stato di conservazione delle parti verticali dei
traspirante e idrorepellente che non formi spessore e non manufatti in legno esposti agli agenti atmosferici ed even-
sfogli e che contenga sostanze anti-vegetative e filtri UV tualmente intervenire in funzione dello stato di degrado
per contrastare l’azione demolitrice dei raggi solari. delle superfici lignee.
d. Nel caso in cui il legno si presenti fortemente danneggia- - Ispezionare tutti i particolari metallici visibili, per individuare
to (impossibile da recuperare con l’applicazione di prodotti eventuali punti di innesco della corrosione, provvedendo ad
vernicianti trasparenti indicati al punto “c” precedente) si una pronta riparazione protettiva.
consiglia l’applicazione di vernici coprenti che non formino
spessore e non sfoglino. L’utilizzo di questi prodotti al posto SALTUARIAMENTE
delle vernici trasparenti raddoppia la durata ed i tempi di - Ove ritenuto necessario e in relazione ad eventuali temuti
manutenzione. degradi delle opere, richiedere la verifica strutturale di un
tecnico abilitato, mediante indagini e/o prove atte ad accer-
Nei manufatti mediamente sollecitati (con copertura da parte tare le condizioni statiche delle strutture. Tale verifica deve
della falda, esposti al sole ma non direttamente alla piog- obbligatoriamente essere effettuata a seguito di eventi ec-
gia) valgono le indicazioni descritte in precedenza ma con cezionali. che possono ragionevolmente aver modificato le
intervalli di manutenzione più ampi. È il caso di strutture che caratteristiche della struttura.
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Note sul prodotto e sulla progettazione
1.3
Trasporto e montaggio del lamellare
14
almeno cinque settimane prima l’effettuazione del trasporto continuità dell’asta complessiva.
stesso.
Generalmente, oltre alle travi in legno lamellare, il traspor-
Bisogna sempre tenere presente che si considera “eccezio- to include anche la ferramenta (scarpe, staffe, bulloni, etc.)
nale” il trasporto di un carico che supera le dimensioni del e quanto altro necessario per la realizzazione del pacchetto
pianale di carico e che la sporgenza massima non può co- di copertura (perline, isolante, listelli, etc.). Nel pianificare il
munque superare i 3/10 della lunghezza del carico stesso. I trasporto è necessario considerare anche l’ingombro di que-
permessi rilasciati scadono dopo un mese per i viaggi singoli sti elementi accessori, che possono influenzare la scelta del
e dopo tre mesi per i viaggi multipli. veicolo da impiegare.
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Note sul prodotto e sulla progettazione
motoseghe, ecc.) e dei mezzi per il sollevamento e la movi- “PISCINA E SERVIZI” di Cermenate 20g
mentazione delle travi in legno, dei materiali e delle persone “CANTINA SOCIALE INTERCOMUNALE” di Broni 35g
quali autogrù, piattaforme, ecc. Palazzetto dello Sport “PALABAM” 45g
Stoccato il materiale in una apposita aerea, la prima opera- Chiesa Parrocchiale “B.V di FATIMA” 10g
zione è di verificare il “tracciamento” ossia la congruenza fra Tennis Hall “BALDRESCA” 25g
progetto esecutivo e situazione reale di cantiere. Di norma “IMPIANTO OLIMPICO DI ICE-HOCKEY” di Torino 30g
gli elementi in legno arrivano in cantiere con già realizzate
tutte le lavorazioni e gli intagli, e pertanto un’adeguamento
allo stato di fatto potrà avvenire tramite spessoramenti ed Sicurezza
intagli in opera purchè nell’ordine di qualche centimetro.
A questo punto si procede con l’assemblaggio e la staffatura Fare sicurezza in cantiere significa, verificare tutte le possibili
a terra dell’orditura principale e al suo successivo posiziona- fasi delle singole lavorazioni, proiettarle nella metodica realtà
mento in quota. Infine il montaggio delle orditure secondarie del cantiere, affiancandole alle possibili interferenze con le
e degli elementi di controvento. altre lavorazioni in essere, evitando i possibili pericoli. Tutto
Poiché le travi principali che formano la copertura sono gene- ciò è fattibile solo se l’organizzazione e la pianificazione di
ralmente molto sottili e snelle, necessitano di stralli provvi- ogni singolo intervento è ben organizzata e monitorata co-
sori sicuri ed efficienti fino al completamento di almeno una stantemente.
parte del sistema di controventamento. Come già accennato Realizzare un montaggio in sicurezza significa arrivare in can-
precedentemente gli elementi lignei giungono in cantiere tiere e trovare condizioni tali da garantire di doversi preoccu-
con tutte le lavorazioni già realizzate per cui il loro montaggio pare solo del proprio specifico lavoro: massicciate ben fatte,
è veloce, naturalmente in condizioni metereologiche favore- opere murarie (fondazioni, muri, solai, ecc.) eseguite a regola
voli. d’arte e presidiate da regolari ponteggi e parapetti, scale di
salita ai piani di lavoro a norma. L’esperienza insegna quanto
A titolo esemplificativo si riportano i tempi di montaggio del- sia importante investire nella prevenzione e nella sicurezza,
la struttura in legno di alcune delle case history presentate con scelte che si traducono in una ottimizzazione complessi-
nell’ultima sezione di questo lavoro. va dei costi per le imprese.
Centro Commerciale “ COCCINELLA CENTER” 45g
Centro Commerciale “ LA CORTE LOMBARDA” 30g
Garden Center “BOTANIC” 35g
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17
Note sul prodotto e sulla progettazione
1.4
Tecnologia e comportamento del legno lamellare
Criteri dimensionali delle travi prodotte le rettilinee, se di luce considerevole, generalmente è dotata
La sezione resistente di un elemento strutturale ha gene- di una leggera curvatura chiamata controfreccia (in gergo
ralmentente le lamelle disposte in un piano perpendicolare tecnico “monta”) imposta in fase di produzione dell’elemen-
a quello che contiene le azioni principali. L’asta finita è co- to per compensare la deformazione (freccia) prodotta dai
stituita normalmente da lamelle di spessore 33/40 mm. In carichi permanenti. Tale operazione non genera significative
genere, è possibile produrre travi che possiedono una base maggiorazioni di costo rispetto ad una trave rettilinea priva
che va da un minimo di 8 cm di larghezza ad un massimo di di controfreccia poichè la curvatura non comporta modifiche
24 cm. In termini di altezza, è altresì tecnicamente possibi- sullo strettoio ma solo l’uso di “modine” standard.
le confezionare travi lamellari alte fino a 250cm. Tale valore
dipende sostanzialmente dal limite dimensionale delle appa- Le aste a lamelle curve, invece, si ottengono sovrapponendo
recchiature impiegate per la produzione. il fascio di tavole (a lunghezza costante o variabile) su di uno
Tenuto conto dello spessore della colla, ogni 3 lamelle si ha strettoio opportunamente adattato alla curvatura desiderata
un multiplo di 10/12 cm in altezza a seconda dello spessore mediantre centine. Le tavole vengono tenute pressate fin-
della singola lamella (vedi tabelle 1.4.a e 1.4.b). chè l’indurimento della colla non permetterà loro di conser-
vare la forma finale e gli stati di coazione interne che insorgo-
Qualora si necessiti di basi superiori ai 24cm, non resta che no nel legno a causa di questa operazione, all’inizio anche di
raddoppiare le travi (2x14; 2x16; 2x18; 2x20, etc). Secondo lo entità considerevole, sono destinati a scemare rapidamente
stesso principio, nel caso in cui sia necessario disporre di tra- non andando a intaccare la resistenza finale dell’elemento in
vi lamellari di altezza superiore ai 250cm, si assembleranno opera. Avvenuto l’indurimento della colla la trave può essere
fra di loro più travi in modo da ottenere aste composte giun- liberata dallo strettoio e mantenere la curvatura desiderata.
tate meccanicamente o incollate in stabilimento in cui però Il processo produttivo spiega anche perché le travi possano
la capacità portante dell’elemento finale risulterà penalizzata essere prodotte curve solo in un piano: non è cioè possibile
dalla deformabilità della giunzione. ottenere travi lamellari curve liberamente nello spazio!.
La massima lunghezza di una trave monolitica che può es- Gli elementi ad asse curvilineo, rispetto a quelli rettilinei, ri-
sere realizzata in stabilimento è di circa 50 metri, ossia la chiedono una serie di operazioni che incrementano il loro co-
lunghezza del letto di pressaggio. Per simili dimensioni oc- sto necessitando di uno strettoio adattato. E’ pertanto buona
corre ovviamente verificare la trasportabilità del pezzo fino regola per il progettista uniformare il più possibile le curvatu-
al cantiere. re richieste in modo da non dover occupare lo strettoio per
Va anche ricordato che le dimensioni nominali delle travi in produrre elementi unici.
legno, come quelle di qualsiasi prodotto industriale, sono su-
scettibili di tolleranze, legate alle varie operazioni di segatura La curvatura, insieme alla classe di servizio della struttura e
delle tavole o di finitura delle travi (soprattutto la piallatura), alla specie legnosa utilizzata, condiziona anche lo spessore
come mostrato in tabella 1.4.c delle lamelle con cui comporre la trave secondo i criteri della
tabella 1.4.d
Le travi possono essere così classificate:
a] Travi a lamelle rettilinee ed altezza costante In genere travi dotate di un raggio minimo compreso fra i
b] Travi a lamelle rettilinee ed altezza variabile 617 cm e i 740 cm, vengono prodotte con lamelle aventi lo
c] Travi a lamelle curve ed altezza costante spessore finito di 33 mm e per curvature superiori a 740 cm
d] Travi a lamelle curve ed altezza variabile è possibile ricorrere anche a lamelle dello spessore di 40
mm. Sono questi gli spessori di lamelle commercialmente
Le aste a lamella rettilinea e sezione costante si ottengono più reperibili sul mercato. Al di sotto dei 660 cm è necessario
incollando un fascio di lamelle della stessa lunghezza. Quelle utilizzare lamelle speciali aventi uno spessore inferiore ai 33
a lamella rettilinea e sezione variabile si ottengono invece so- mm che possono essere reperite su specifica ordinazione.
vrapponendo tavole di lunghezza variabile. Una trave a lamel- Il raggio di curvatura non deve necessariamente rimanere
18
Tabella 1.4.a - Con lamelle da 33mm si possono ottenere le seguenti sezioni :
b (cm) = 8 10 12 14 16 18 20 22 24
b (cm) = - 10 12 14 16 18 20 22 24
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Note sul prodotto e sulla progettazione
costante lungo tutto l’elemento. Il progettista potrà quindi spetto ad una corda. Essa rappresenterà la curva dell’intra-
scegliere la forma che meglio soddisfa le esigenze architet- dosso della trave finita. Nel secondo, viene evidenziato il
toniche del progetto a patto che l’asse della trave, sempre fascio di lamelle ( da notare come la loro lunghezza vari nel
contenuto in un piano, non presenti mai cuspidi e che la cur- tratto rastremato) e precisata la posizione dei pressori. Nel
vatura minima sia compatibile con lo spessore delle lamelle terzo è disegnata la forma del “finito” da ricavare tramite le
utilizzate. lavorazioni di falegnameria (fig.1.4.e).
Tabella 1.4.e
20
Le connessioni metalliche daranno forma ai vincoli esterni di disegno. Mandato definitivamente in soffitta il tecnigrafo,
come le cerniere di base di un portale o di un arco, i carrelli, anche l’utilizzo del Cad ha subito evoluzioni nella direzione
ecc., nonché ai vincoli interni quali le cerniera di colmo di un di una sempre maggiore specializzazione alle problematiche
portale o di un arco, le scarpette per l’appoggio dei travetti, della carpenteria in legno con applicativi in grado di disporre
le cerniere Gerber, ecc… in modo automatico e in ambiente tridimensionale le orditu-
In fig. 1.4.f è riportata la tavola di produzione della piastra di re delle travi in una copertura o di ricavarne le lavorazioni e
fissaggio delle travi” boomerang” alle travi principali saltapi- capaci infine di trasferire direttamente le specifiche di produ-
lastro del Garden center BOTANIC. Oltre alla geometria sono zione di ogni elemento alle macchine a controllo numerico.
state fornite al fabbro indicazioni riguardo la qualità dell’ac-
ciaio utilizzato, le saldature e i trattamenti superficiali. Criteri di calcolo e normative
La situazione è in forte evoluzione anche per quanto riguarda
Il disegno l’inquadramento normativo.
E’ chiaro che la sempre maggiore complessità dei progetti Fino a poco tempo fa in mancanza di una specifica normativa
architettonici ha richiesto un’evoluzione anche della modalità italiana che trattasse il legno nell’ottica delle tensioni ammis-
Tabella 1.4.f
21
Note sul prodotto e sulla progettazione
sibili, i progettisti facevano riferimento a normative straniere qualità della tavola utilizzata) aumentano le caratteristiche di
fra le quali la più accreditata era quella tedesca DIN 1052. Ma resistenza e deformazione della trave prodotta. E’ pertanto
la necessità di affrontare il problema del calcolo statico nel- contemplata la possibilità di produrre travi in lamellare di
l’ottica degli stati limite ha rappresentato anche l’occasione classe di resistenza GL24, GL28, GL32, GL36, nelle varianti
per l’emanazione in Italia del primo documeto che normasse omogenea o combinata (ossia ottenuta con tavole prove-
le costruzioni in legno. Le Norme Tecniche D.M.2008 inte- nienti da più classi di assortimento delle lamelle). Le classi
grate dalle Istruzioni CNR DT 206 e dall’Eurocodice 5 costi- di resistenza usualmente prodotte ed utilizzate nella realiz-
tuiscono ora la normativa cogente a cui fare riferimento nel zazione delle strutture in lamellare sono la GL24 e laGL28
nostro paese. corrispondenti orientativamente alle ormai superate BS11 e
La Normativa prevede che a seconda della classe di assor- BS14 della DIN 1052.
timento delle lamelle adottate, sia possibile confezionare
travi in lamellare aventi proprietà meccaniche differenti. In In tabella 1.4.g sono riassunti i valori caratteristici delle prin-
particolare, all’aumentare della classe di assortimento del cipali proprietà meccaniche per legno lamellare di conifera
fascio di tavole adottato (in altri termini, all’aumentare della (abete rosso, larice, abete bianco) mentre la tabella 1.4.h mo-
Tabella 1.4.g
22
stra la disposzione e la tipologia delle lamelle per la compo- Fino al recente passato si teneva conto di questi fenomeni,
sizione delle sezioni di una determinata classe di resistenza. in modo estremamente approssimativo e talvolta arbitrario,
A differenza del cemento armato e dell’acciaio in cui la varia- dimensionando l’elemento in legno che operava in condizio-
zione di temperatura può causare alterazioni importanti delle ni ambientali non favorevoli ad un tasso di lavoro inferiore
caratteristiche fisico-meccaniche del materiale, per il legno al limite consentito. Oggi, le Nuove Norme, avvalendosi di
lamellare i gradienti di temperatura possono essere trascura- una ormai consolidata conoscenza scientifica del problema,
ti. Tale aspetto, come vedremo in seguito, è di fondamentale descrivono il comportamento del materiale differenziando il
importanza nel comprendere l’eccellente resistenza del la- suo utilizzo in base alle caratteristiche igroscopiche dell’am-
mellare nel fronteggiare l’azione eccezionale dell’incendio. biente circostante.
Diversa attenzione va invece prestata alle condizioni di umi-
dità dell’ambiente in cui l’elemento strutturale in legno si Vengono pertanto definite le “classi di servizio” (vedi tabella
trova ad operare. All’aumentare del suo contenuto d’acqua 1.4.i) in base alle quali vengono modulati sia il coefficiente
il legno lamellare vede infatti diminuire in modo non trascu- Kmod che riduce la resistenza del materiale sia quello Kdef che
rabile le proprie caratteristiche di resistenza e di rigidezza. amplifica le deformazioni a lungo termine.
Tabella 1.4.h
EN 1194
Esempi di composizioni di travi: classi di resistenza delle lamelle
Classe di resistenza GL 24 GL 28
legno lamellare incollato Omogeneo GL 24h Combinato GL 24c Omogeneo GL 28h Combinato GL 28c
esterne “a” C24 L25 C30 L30
Lamelle interne “b” C24 L25 C16 L17 C30 L30 C24 L25
DISPOSIZIONE LAMELLE NELLA TRAVE ORIENTAMENTO LAMELLE NELLA SEZIONE (EN 386)
23
Note sul prodotto e sulla progettazione
Dalla Tabella 1.4.l emerge anche l’altra peculiarità del legno: i permettono ora di valutare efficacemente questo fenomeno
suoi valori di resistenza sono differenti in base alla classe di calcolando, oltre alla freccia istantanea, una freccia finale a
durata del carico. tempo infinito tramite il coefficiente Kdef che come abbia-
Questa particolare propensione ad esprimere il massimo di mo visto dipende dalla classe di servizio, considerando nelle
resistenza per carichi di breve durata e a subire penalizzazio- combinazioni di carico coefficienti di contemporaneità più o
ni per carichi di lunga durata si riscontra anche nella descri- meno gravosi per i carichi accidentali in base alla loro classe
zione del comportamento deformativo. di durata.
Viene detto “fluage” o viscosità, quel fenomeno secondo Alla luce di tutto ciò si spiega come storicamente il legno
cui, sotto carichi costanti di lunga durata, le deformazioni se- lamellare sia stato largamente utilizzato nella realizzazione di
guitano comunque a progredire. Nel caso del legno lamella- coperture o strutture di controventamento, soggette cioè a
re, il fluage è un fenomeno strettamente correlato all’umidità carichi di breve durata come neve e vento, mentre per carichi
dell’ambiente circostante, nonché al rapporto fra i carichi di di classe di durata più lunga (come quelli dei solai)il progetti-
lunga durata (carichi permanenti) e quelli totali che potreb- sta potrà prendere in considerazione l’uso di travetti lamellari
be dover sopportare la struttura. Le Nuove Norme Tecniche collaboranti con cappa in calcestruzzo.
Tabella 1.4.i - Valori di kmod per legno e prodotti strutturali a base di legno
Tabella 1.4.l - Valori di kdef per legno e prodotti strutturali a base di legno
24
1.5
Resistenza e Classe di reazione al fuoco
La “resistenza al fuoco” è una caratteristica prestazionale Questo particolare comportamento al fuoco distingue positi-
della struttura espressa in minuti primi (es. R30’, R60’, R90’ vamente il legno rispetto agli altri materiali da costruzione e
ecc.) alla quale si richiede di svolgere la propria funzione an- in particolare rispetto all’acciaio e riconduce il calcolo di una
che durante l’incendio in modo da consentirne l’evacuazione sezione per una certa resistenza al fuoco ad un opportuno
e da garantire l’intervento in sicurezza dei vigili del fuoco. inspessimento che tenga conto della sua parziale carboniz-
Essa dipende sia dalle proprietà fisiche e meccaniche dei zazione in fase di incendio.
materiali strutturali utilizzati che dalle scelte globali effettuate A titolo indicativo si osserva che per strutture correnti si rag-
sull’edificio in fase progettuale. giunge in modo automatico la resistenza R=30’ mentre resi-
Nelle strutture in legno lamellare la capacità portante di ogni stenze al fuoco superiori comportano un adeguamento delle
singolo elemento è valutata facendo riferimento ad una se- sezioni che va calcolato caso per caso.
zione trasversale efficace ricavata ad un determinato istan- Distinto dal concetto di “ resistenza al fuoco” è quello di
te per riduzione della sezione di partenza lungo le superfici “reazione al fuoco”.
esposte all’azione del fuoco e in funzione di una velocità di La “ reazione al fuoco” rappresenta la proprietà di un mate-
carbonizzazione che nel caso del legno lamellare con una riale di alimentare un incendio e favorirne la propagazione ed
massa adeguata è particolarmente bassa per l’assenza di è normata da una specifica classificazione. . Per quanto ri-
fessurazioni. guarda il calcolo del carico d’ incendio di edifici con superfici
Procedendo progressivamente dall’esterno verso l’interno in legno, si ricordi che esso è un materiale di classe 4, ricon-
la carbonizzazione riduce progressivamente la parte efficace ducibile alla classe 1 solo mediante l’utilizzo di una specifica
della sezione che però mantiene inalterate le proprie proprie- vernice incolore supplementare applicata dopo la posa del
tà meccaniche in quanto termicamente isolata proprio dal manufatto (vernice detta “intumescente”)..
guscio esterno ormai carbonizzato. Al di sotto di tale strato
è stato verificato che il legno mantiene una temperatura in-
feriore ai 200°C.
25
SISTEMI STATICI E NODI
Il titolo del paragrafo, sebbene sia frutto di una casuale condensazione di temi, ci propone
Note sul prodotto e sulla progettazione
1.6lo spunto per mettere in evidenza la stretta correlazione fra i due argomenti.
E’ infatti evidente che l’efficacia del sistema statico prescelto è proporzionale alla rigorosità
Schemi statici e nodi
tenuta dal progettista nel far corrispondere il modello nodale teorico con quello pratico.
Iniziamo con i sistemi statici analizzando quella che può essere considerata, con qualche
piccola variazione, la capostipite delle schede tecniche di tutti i produttori di legno
lamellare. Questa scheda (pag. 5.6) è infatti rimasta praticamente immutata fin dall’esordio
di questo materiale sul mercato italiano, perché, sebbene le strutture abbiano oggi
raggiunto un rilevante livello di complessità, possono essere sempre ricondotte ai
sottosistemi ivi riportati.
Il metodo migliore per riassumere questi concetti è sicuramente quello illustrativo.
Vediamo quindi di seguito alcuni esempi di strutture realizzate con e sistemi riportati e i
nodi principali che le caratterizzano:
1) del trave
Il titolo semplice
paragrafo ci propone appoggiata.
lo spunto per mettere in
evidenza la stretta correlazione fra i due argomenti.
E’ infatti evidente che l’efficacia del sistema statico prescel-
to è proporzionale alla rigorosità tenuta dal progettista nel far SISTEMI STATICI E NODI
corrispondere il modello nodale teorico con quello pratico.
Quale falsa riga per questa disamina utilizzeremo quella che
può essere considerata, con qualche piccola variazione, laIl titolo del paragrafo, sebbene sia frutto di una casuale
lo spunto per mettere in evidenza la stretta correlazion
capostipite delle schede tecniche di tutti i produttori di le-
E’ infatti evidente che l’efficacia del sistema statico pre
gno lamellare. Questa scheda è infatti rimasta praticamente
immutata fin dall’esordio di questo materiale sul mercato tenuta dal progettista nel far corrispondere il modello n
italiano, perché, sebbene le strutture abbiano oggi raggiunto
un rilevante livello di complessità, possono essere sempre
Iniziamo con i sistemi statici analizzando quella che pu
ricondotte ai sottosistemi ivi riportati. piccola variazione, la capostipite delle schede tecniche
lamellare. Questa scheda (pag. 5.6) è infatti rimasta pr
Vedremo quindi di seguito i sistemi e i vincoli più comune-
di questo materiale sul mercato italiano, perché, sebbe
mente utilizzati per implementarli, giustificando le ragioni
della scelta. Successivamente, poiché il metodo migliore per
raggiunto un rilevante livello di complessità, possono e
riassumere i concetti è sicuramente quello illustrativo, vedre-
mo alcuni esempi di strutture realizzate. sottosistemi ivi riportati.
Il metodo migliore per riassumere questi concetti è sicu
Vediamo quindi di seguito alcuni esempi di strutture re
1) Trave semplice appoggiata
nodi principali che le caratterizzano:
Qualunque Questo è il sistema
struttura presenta almenopresente inche
un elemento qualsiasi
si trave Infatti,
1)struttura. sempliceche appoggiata.
si tratti del principale,
possa considerare parte di questa categoria. I vincoli teo-
del secondario o del solo tavolato, qualunque struttura presenta almeno un elemento
ricamente corretti sono quelli di cerniera e carrello, ma in
che
base alla reale si possa
funzione svoltaconsiderare parte
dall’elemento e alla sua di questa categoria. I vincoli teoricamente corretti
defor-
mazione, il carrello può trasformarsi in cerniera. Le modalità in base alla reale funzione svolta dall’elemento
sono quelli di cerniera e carrello, ma
e alla
realizzative sono sua deformazione,
molteplici il approssima-
e con vario grado di carrello può trasformarsi in cerniera. Le modalità
zione rispetto al modello teorico. Di seguito vengono riportati
realizzative sono molteplici e con vario grado di approssimazione rispetto al modello
alcuni esempi:
teorico. A seguito vengono riportati alcuni esempi:
a) Tipo : cerniera
grado approssimazione : medio
a) Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio
b) Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio
c) Tipo: cerniera
Grado approssimazione: basso (con teflon)
Grado approssimazione: medio (senza teflon)
27
Note sul prodotto e sulla progettazione
d) Tipo: carrello
Grado approssimazione: medio basso
e)Tipo: carrello
Grado approssimazione: basso
28
Sistemi a tre cerniere
: cerniera
a)Tipo:: cerniera
rossimazione medio alto
Grado approssimazione: medio alto
29
Note sul prodotto e sulla progettazione
b) Tipo: cerniera
Grado di approssimazione : medio alto
c) Tipo: cerniera
Grado di approssimazione : medio alto
30
Sistemi a tre cerniere
a)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: basso
31
Note sul prodotto e sulla progettazione
b)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: basso
c)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio basso
d)Tipo: cerniera
Grado approssimazione: medio basso
32
Capriate e travi reticolari
33
Note sul prodotto e sulla progettazione
Reticolari e capriate si ottengono per combinazione del più elementare dei sistemi
isostatici, il triangolo incernierato. Nella maggior parte dei casi non è necessario realizzare
la cerniera agli estremi di tutte le aste, mantenendo, ad esempio, i correnti superiore ed
inferiore, continui. Infatti quasi sempre la dimensione del sottoinsieme costituente
(triangolo), non sviluppa rotazioni che possano generare momenti apprezzabili sui nodi.
Nella sua accezione più semplice questo è sicuramente il
sistema complesso più utilizzato in antichità. La capriata si
presta infatti ad essere realizzata mediante nodi semplici e
34
privi di giunzioni metalliche; codizione essenziale per i
carpentieri del tempo.
La forma più complessa prende il nome di reticolare ed è
senza dubbio il più eclettico dei sistemi. Oltre ad essere in
Sistemi complessi e iperstatici
35
Note sul prodotto e sulla progettazione
36
Sistemi complessi e iperstatici
5) Cassettonato rigido
37
Note sul prodotto e sulla progettazione
1.7
Solaio Collaborante legno-calcestruzzo
38
alle deformazioni, richiedono oggi al progettista una corretta
valutazione del coefficiente Kser rappresentativo della defor-
mabilità della connessione.
Moretti Interholz ha da tempo abbracciato l’uso della con-
nessione “a piolo” il cui comportamento è descritto tramite
il modello teorico detto “Metodo di Möhler” e ha potuto
testare direttamente con prove in laboratorio realizzate in
collaborazione con l’Università di Brescia.
In questo modo si è in grado oggi di fornire solai di luce fino a
12 metri e con carichi talvolta notevoli come quelli accidenta-
li derivanti dalla carrabilità (anche di autotreni) o permanenti
conseguenti alla realizzazione di giardini pensili.
39
II Parte
CAse history
Indice delle Case History
GRUPPO 1: trave semplice appoggiata
Case History 1
La scuola edile Bresciana
Case History 2
Parrocchia di S. Rocco
Case History 3
La cantina Frescobaldi
42
Case History 4
Agricola Tre Valli
Case History 5
Biblioteca comunale di Drezzo
Case History 6
Coccinella Center
43
Indice delle Case History
GRUPPO 1: trave semplice appoggiata
Case History 7
Corte Lombarda
Case History 8
Cantina vinicola di Argiolas
Case History 9
Passerella ciclo pedonale Chieve
44
Case History 10
Scuola materna Nogaredo
Case History 11
Centro commerciale e direzionale
Case History 12
Garden center “Botanic”
45
Indice delle Case History
GRUPPO 2: Sistemi reticolari
Case History 13
Palazzetto Nogarole Vicentino
Case History 14
Piscina Cermenate
Case History 15
Cantina sociale Broni
46
Case History 16
Palasport Granarolo
47
Indice delle Case History
GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere
Case History 17
Sacro Cuore
Case History 18
Motocar
Case History 19
PalaBam Mantova
48
Case History 20
Spazio Sanpa
Case History 21
Cantina Martini
Case History 22
Chiesa B.V di Fatima
49
Indice delle Case History
GRUPPO 3: Sistemi a tre cerniere
Case History 23
Edificio azienda Torinese mobilità
Case History 24
Tennis hall “Baldaresca”
Case History 25
Ice Hokey Torino
50
Case History 26
Arena polivalente Lido elle Nazioni
Case History 27
Centro tecnico Vicenza calcio
51
Indice delle Case History
Solai collaboranti legno-calcestruzzo
Case History 28
Torri del complesso Futura
52
53
case history n. 1
54
55
01 - Travi curve a sezione variabile in legno lamellare sezione
20,0 x 83,3/123,3 cm
02 - Contropiastre acciaio 15x380x280 mm predisposte nel getto opere c.a.
con tirafondi Ø16mm con uncino terminale per una profondità minima di
25 cm
03 - Staffe speciali a forchetta con 3 bulloni M20 in fori asolati
04 - Piastra ripartizione su intradosso trave fissata con 4 viti
05 - Dispositivo di appoggio neoprene armato (carrello)
06 - Piastra ripartizione su intradosso trave fissata con 4 viti con profilo a
maschio (cerniera)
07 - Travi curve a sezione costante in legno lamellare 14,0 x 22,4 cm
08 - Angolari BMF 105 fissati alla trave ciascuno con 10 chiodi speciali
aderenza migliorata 4x75 al legno e tasselli meccanici HSA M10x90 al c.a.
09 - Tavolato abete segato 20 mm
10 - Listone aerazione abete segato 4x6 cm – i= 67 cm
11 - Telo traspirante
12 - Listone strutturale abete segato 8x12 cm – i=67 cm ancorato con viti
speciali 6x240mm
13 - Coibentazione doppio pannello polistirene 50+30 mm
14 - Nastro metallico di controvento Fe360 2x60 mm., preforato e posato
sopra il primo tavolato e fissato in corrispondenza di ogni incrocio con le
travi curve con 10 chiodi speciali aderenza migliorata 4x100 mm.
15 - Tavolato abete piallato maschiato 42 mm
16 - Ancoraggio listoni a cavallo dell’incrocio dei nastri di controvento con
le travi curve tramite angolari nervati BMF 90 con 6+6 chiodi speciali
aderenza migliorata 4x100 mm
56
case history n. 1
57
case history n. 2
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59
01 - Trave di spina 40x216.6 BS14
02 - Trave secondaria ad asse rettilineo, sezione 14x53.3/73.3 BS14
03 - Trave secondaria ad asse rettilineo, sezione 14x43.3/63.3 BS14
04 - Trave secondaria ad asse curvilineo, sezione 14x43.3 BS14
05 - Piastra metallica a cavallotto ( peso di circa 19 q.li)
06 - Trave di falda a sezione costante 16x40 BS14 (copertura sacrestia)
07 - Travetto sezione 14x24 con estradosso smussato
08 - Travetto ad asse rettilineo sezione 14x30 (copertura ingresso)
09 - Trave-puntone 14x66.6/86.6 BS14 per stabilizzazione trave di spina
10 - Trave-puntone 14x56.6/76.6 BS14 per stabilizzazione trave di spina
60
case history n. 2
61
case history n. 3
62
63
02
ANCORAGGIO TRAVE-PILASTRO
01 - Trave HE600A Fe510
02 - Pilastro Ø406/10(7) con testa libera alla rotazione z
03 - Cerniera a contatto con perno di bloccaggio su piastra con fori asolati per
agevolare la rotazione secondaria
04 - Punto di rotazione secondario
05 - Spazio di rotazione secondaria
06 - ANCORAGGIO PILASTRO-FONDAZIONE
Tirafondi M24 con rondelle eccentriche di centraggio
64
ANCORAGGIO MENSOLE
Sono state realizzate delle cave all’estradosso delle travi in legno
(A) che si estendono, con una tasca di pochi mm arginata, alla testa
dell’elemento (B), fino all’intradosso. Nell’anima del profilo sono stati
praticati dei fori che permettessero il passaggio di tondi in acciaio
ad aderenza migliorata Fe44k (E). All’intradosso si è optato per un
elemento di contrasto bullonato (D in C) che assorbe lo sforzo di
compressione per contatto sull’ala inferiore, sotto la quale era stato
predisposto un elemento nervato di collegamento (F)
ANCORAGGIO TRAVE-ARCARECCIO
07 - Soletta 6 cm con perni uncinati Ø14 Fe44k in fori Ø22 con resina
08 - Piolo Nelson Ø20 su travi principali (funzione irrigidente)
13 - Tasca posteriore di colata Xepox per correzione difetti di aderenza
09 - Arcareccio lamellare 18x72
14 - Fascia di contrasto con bulloni calib. M20 e perni Ø20
10 - Barra filettata M16 incollata come rinforzo a taglio
15 - Mensola lamellare
11 - Barre filettate M20 incollate come rinforzo a schiacciamento
ANCORAGGIO TRAVE-PILASTRO CON MENSOLA
12 - Barre Ø16 Fe44k con colata resina Xepox
16 - Fessura passaggio fascia acciaio e asse rotazione secondario
65
case history n. 4
66
67
01 - ANCORAGGIO PILASTRO INCASTRATO 13 - DIAGONALI CONTROVENTO
Bulloni M24 calibrati e tirafondi M30 cl. 8.8 Lamellare sezione 20x19.7 ancorati con
scarpa speciale interna con bulloni M20
02 - SCHERMATURA AL FUOCO IN LEGNO
Tavole 50 mm avvitate 14 - MENSOLE AGGETTO
Lamellare sezione 16x19.7 ancorati con
03 - PILASTRO COMPOSTO scarpe standard interne tipo BMF 200 e fascia
lamellare sezione 2x14x65 + 20x40 preforata con chiodi Ø4x50 all’estradosso
04 - SAETTA CONTROVENTANTE 15 - MONTANTI BARACCATURA
Saetta 20x23 con perni Ø20x200 Lamellare sezione 14x26.3 ancorati con perni
05 - ANCORAGGIO PILASTRO INCERNIERATO Ø12 e tasselli meccanici
Bullone M24 calibrato e tirafondi M30 cl. 8.8 16 - ORIZZONTALI BARACCATURA
06 - PILASTRO COMPOSTO Lamellare sezione 12x23 ancorati con scarpe
lamellare sezione 2x14x40 + 20x30 standard ali interne, chiodate
07 - TRAVE DI FALDA 17 - TRAVE BORDO
lamellare sezione 20x166.6 Lamellare sezione 14x29.7 ancorata con
bullone M16 al montante
08 - ARCARECCI
lamellare sezione 16x19.7 ancorati con scarpe 18 - ARCARECCI E VELETTA
standard interne tipo BMF 200 avvitati su trave
09 - VELETTA DI CHIUSURA
lamellare sezione 12x19.7
10 - PUNTONI DI CONTROVENTO
lamellare sezione 14x29.7 ancorati con
scarpe speciali interne con perni Ø20 e barre
bifilettate M16 calibrate
11 - ANCORAGGIO SAETTE
Bulloni M20 calibrati e perni Ø20 su scarpa
chiodata Ø6x60 con bulloni di assemblaggio
12 - PUNTONI CONTROVENTO
Lamellare sezione 16x19.7 ancorati con
scarpa speciale interna con perni Ø12 e barre
bifilettate M16 calibrate
68
APPOGGIO SU PILASTRO
19 - Elastomero 20 mm
20 - Piastra acciaio di contatto
21 - Montante interno pilastro
22 - STRUTTURA GRONDA
lamellare sezione 12x23
avvitato su “naso” della trave
principale
23 - PILASTRO COMPOSTO
lamellare sezione
2x14x65+20x40
69
case history n. 5
70
71
01 - Puntone 16x50 rivestito con tavole di protezione 16x3.3
02 - Trave 16x63.3
03 - Pendino 16x40
04 - Trave-catena 2x8x63.3
05 - Puntone 16x50 rivestito con tavole di protezione 16x3.3
06 - Pannelli di tamponamento in lamellare sp. 12 cm
07 - Solaio in pannelli di lamellare sp. 8 cm
08 - Lama metallica interna fissata con spine Ø16x160 e perni M16x200
72
09 - Pannello di tamponamento in lamellare battentato sui 4 lati
10 - Tavolato di chiusura in KVH 7x12
11 - Trave 2x8x63.3 con distanziatori inferiore e superiore 16x6.7
12 - N° 2 piastre metalliche fissate con perni calibrati M16x200
13 - Collegamento trave-puntone con spine Ø16x320 e perni calibrati M16x360
14 - Rivestimento puntoni con tavole di abete 16x3.3 fissate a listoni 5x3
15 - N° 2 piastre metalliche fissate con spine Ø16x320 e perni calibrati
M16x360
16 - Pluviale di scarico acque piovane
17 - Cerniera metallica fissata al puntone con spine Ø16x160 e perno calibrato
M27X220
18 - Perno di rotazione M27x80 cl 8.8
19 - Getto di completamento con emaco S55
20 - Tirafondi M20 Fe510 zancati nel setto in c.a.
73
case history n. 6
74
Ristorante
B) travi 20x60 da pilastro a pilastro (una rastremata), ancorate
su capitelli in acciaio come sopra. Cantonale 20x40 ancorato
agli estremi su vano ascensore e pilastro, al centro su trave
principale con 2 bulloni M20 calibrati e 2 perni Ø20.
C) sistema autoreggente di travi 20x60 ancorate agli estremi su
vano ascensore e pilastro, reciprocamente ai terzi mediante
2 bulloni M20 calibrati e 2 perni Ø20 o scarta metallica chio-
data.
Struttura secondaria - arcarecci in legno lamellare BS11 di sez.
da 18x26, ancorati alle principali mediante scarpe interne BMF
200, vincolate mediante chiodi Ø4x60 e perni Ø12.
Struttura principale
A) Colmo rettilineo in legno lamellare BS14 di sez. 20x70 pog-
giante agli estremi su vano scala e ascensore. Travi curve in
legno lamellare BS14 di sez. 20x60, ancorate da un lato sul
colmo mediante scarpa metallica interna con 3 barre bifilet-
tate M24 calibrate e dall’altro su un capitello metallico con
un perno Ø20
75
01 - TRAVE PRINCIPALE 05 - DIAGONALE CONTROVENTO
Trave bifalda sez. 22x80-154-80 Diagonale 22x24 con 2 bulloni M20 calib. e 2
perni Ø20
02 - BANCHINA/PUNTONE
Puntone 10x20 irrigidito da gronda c.a. scarpa 06 - INCROCIO DIAGONALI
interna con barra bifilettate M16 e perno Ø16 Diagonali 22x24 con semincasso e bullone M16
03 - DIAGONALE CONTROVENTO 07 - DIAGONALE SU ARCARECCIO
Diagonale 20x20 con 2 bulloni M16 calib. Diagonali 22x22 irrigiditi mediante ancoraggio
con barra resinata su arcareccio sez. 16x32
04 - ARCARECCIO/PUNTONE
Arcareccio/puntone 20x32 con scarpa interna 08 - Arcareccio
con 2 barre bifilettate M20 e perno Ø16 Arcareccio sez. 16x32 e relevè abbaino
76
09 - ABBAINO
Struttura di testa abbaino di
colmo
10 - ABBAINO
sezione strutturale abbaino di
colmo montanti sez. 2x14x16
banchina sez. 14x26
trave sagomata curva b= 14 cm
assemblaggio mediante viti Ø6
77
I- PORTALE GALLERIE
Portale formato da montanti 2x12x20 e
capriate 16x24 con catena 12x16, banchina
sagomata 12x24
II - TERMINALE GALLERIE
Puntone capriata 16x24, colmo 14x20,
cantonali 16x20. Giunto di dilatazione su
colmo
III - TERMINALE GALLERIE
Puntone capriata 16x24, colmo 14x20,
cantonali 16x20, banchine 12x24
78
IV - CAPRIATE COLOMBARE
Capriata con puntone 16x28 e catena 16x24, appoggio su elastomero,
trave banchina 12x32 sagomata
V - CANTONALE COLOMBARE
Cantonale 16x24 e banchina 12x32 in appoggio su spogolo c.a.
VI - COLMO COLOMBARE
Diagonali 16x24 convergenti su scarpa metallica con lame interne e
bulloni M12
VII - CAPRIATA COLOMBARE
Diagonali 16x24 in appoggio su colmo capriata sez 16x28 con bieta
tubolare in acciaio, rompitratta 16x30
79
case history n. 7
80
81
01 TELAIO PRINCIPALE
BS 14 sezione 2x20x140 cm
- realizzato con elementi uniti in corrispondenza della variazione di pendenza mediante staffe in
carpenteria speciale con ripristino di continuità fissate con spinotti ø20
- ancorato al cordolo in c.a. con spinotti ø20, 3 bulloni calibrati M20 su staffe in carpenteria
speciale con tirafondi filettati M20 e contropiastre annegate nel cordolo
02 PUNTONE DI TESTA
BS14 sezione 20x80 cm
- ancorato al cordolo di testa in c.a. con bulloni calibrati M20 su staffe in carpenteria speciale
fissate su tirafondi filettati M20 e contropiastre annegate nel cordolo in c.a.
- fissato a telaio principale con spinotti ø20 bulloni calibrati M20 su staffa in carpenteria speciale
c11 e c12
03 TERZERA
BS 11 sezione 20x48 cm
- ancorata ad angolo telaio principale su staffa in carpenteria speciale
con spinotti ø20 bulloni calibrati M20
04 TERZERA FALDA PIANA
bs11 sezione 18x40 cm
- ancorata a telaio principale con spinotti ø16 e bulloni calibrati M16
05 BANCHINA
bs11 sezione 16x36 cm
- ancorata a telaio principale con spinotti ø16 bulloni calibrati M16
06 PUNTONE CUPOLA
BS14 sezione 20x40 cm
- ancorato a telaio principale con spinotti ø20 e bulloni calibrati M20
su staffa a scomparsa in carpenteria speciale
- ancoraggio reciproco in colmo su staffa a scomparsa con spinotti ø20
e bulloni calibrati M20
07 ARCARECCIO CUPOLA
BS 11 sezione 20x28 cm
- ancorato a puntoni cupola con spinotti ø16 e bulloni calibrati M16
su staffa in carpenteria speciale
08 CORRENTE
BS11 sezione 16x16.6 cm
- ancorato ad orditura secondaria con viti ø8x240 mm
82
83
case history n. 8
84
85
STAFFA SPECIALE A CAVALIERE
acciaio inox - a 4 vie
fissata a trave principale con 9 chiodi
speciali aderenza migliorata 6x80
per fissaggio travi rompitratta secondarie
4x2 spinotti 20x200-240 inox
STAFFA SPECIALE
acciaio inox - saldata a contropiastra
predisposta nel cordolo c.a.
con 3+3 bulloni
86
STAFFA SPECIALE A CAVALIERE
acciaio inox - a 2 vie
fissata a trave principale con 6 chiodi
speciali aderenza migliorata 6x80
per fissaggio travi rompitratta secondarie
2x2 spinotti 20x200 inox
87
case history n. 9
88
89
01-02 CERNIERA
Accoppiamento di carrelli con direzioni reciprocamente perpendicolari
per la realizzazione di una cerniera che permetta alle travi di scorrere
longitudinalmente
03 CARRELLO
Coppia di carrelli formati da profili bullonati su fori asolati per
permettere alle travi di scorrere longitudinalmente
04 TRAVE PRINCIPALE
trave lamellare BS14, sez. 20x183.3-204-183.3 cm
05 TELAIO TRASVERSALE
traverso acciaio HE180A
90
11 GUAINA
striscia di guaina posta fra tavolato di calpestio e correnti per proteggere l’estradosso da
acqua stagnante che potrebbe indurre marcescenza
12 LATTONERIA
Lattoneria di protezione dell’estradosso trave, montata distanziata su dime in acciaio
13 ELASTOMERO
appoggio in neoprene armato sp.30 mm con teflon
14 PARAPETTO
Parapetto in acciaio
06 TELAIO TRASVERSALE
montante tubolare acciaio 140x120/6
07 TELAIO TRASVERSALE
ala controvento
08 STRUTTURA TERZIARIA
corrente lamellare sez. 10x16 ancorato al
telaio mediante viti
09 CALPESTIO
tavolato larice mm 40 distanziato,
ancorato ai correnti mediante viti
10 SPESSORI
elementi di spessoramento solidali
al telaio che permettono il ristagno
dell’acqua
91
case history n. 10
92
93
01 trave lamellare 16 x 40 cm
02 veletta di perimetro lamellare 8 x 53 cm
03 trave lamellare chiusura 16 x 32 cm
04 veletta imposta lucernario 10 x 60 cm
05 architrave lamellare 20 x 80 cm ancorata a pilastro con spinotti Ø20 su
staffa speciale
10 Elementi prefabbricati coperture inclinate (dal basso):
06 staffa speciale con bulloni M20 - saldata a contropiastra su pilastro c.a. tavolato abete 23 mm + barriera vapore
arcarecci strutturali KVH 6x16 cm ad interasse di 66 cm
07 architrave lamellare imposta superiore 2 x 18 x 30 cm ancorata a
coibente fibra di legno 80+80 mm densità 160 kg/mq
pilastro con bulloni M20 su staffa speciale
listone intercapedine abete segato 6x10 cm
08 trave curva lamellare 16 x 56,6 cm ancorata a staffa speciale con tavolato abete 23 mm + telo traspirante
bulloni M20 listone intercapedine abete segato 4x4 cm
tavolato abete 23 mm + telo traspirante
09 arcarecci lamellare 12 x 11,7 cm fissati con viti da legno HBS 6x180 manto in lamiera alluminio aggraffata (posata in opera)
94
12 Paretine veletta: 13 Elementi prefabbricati canali
montanti legno lamellare 20 x gronda (dal basso):
30 cm tavolato abete 23 mm + barriera
elementi orizzontali legno vapore
KVH 14 x 10 cm arcarecci strutturali KVH 6x16 cm
coibente fibra di legno 60+80 coibente fibra di legno 80+80 mm
mm densità 160 kg/mq
rivestimento su entrambi i lati tavolato abete 23 mm + telo
pannello OSB 18 mm traspirante
canali e lattonerie in lamiera
alluminio (posate in opera)
95
case history n. 11
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01 Listone portante in legno massiccio 120x100mm
02 Pannello di fibra di legno densità 250 kg/mc SP. 19mm
03 Pannello di fibra di legno densità 150 kg/mc SP. 80mm
04 Barriera al vapore
05 Perlinato maschiato piallato impregnato SP. 42mm
06 Struttura curva in legno lamellare
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01 TRAVE DOPPIA CURVATURA DI
COMPLUVIO/DISPLUVIO
- lego lamellare BS 14 sezione 20.x90.0cm
-curvatura parte concava raggio massimo
31.102m raggio minimo 30.202m
-curvatura parte convessa raggio massimo
26.379m raggio minimo 25.479m
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99
case history n. 12
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case history n. 13
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01 - Puntone capriata 20 x 68 cm
02 - Catene 2 x 12 x 40 cm ancorate ai puntoni con 4 bulloni M20 con rondelle
din1052 e 24 spinotti Ø20 mm
03 - Saette 20 x 24 cm ancorate sui puntoni e sul calastrello centrale a
contatto con connessione a bisettrice d’angolo e 2+2 viti autoforanti Ø8
04 - Monaco 20 x 24 cm ancorato alla staffa di colmo con 2 bulloni M20 con
rondelle din1052 e 4 spinotti Ø20 ed al calastrello centrale tramite staffa
aciaio con 6 spinotti Ø20
05 - Calastrello centrale 20 x 52 cm con 4 bulloni M20 con rondelle din1052 e
20 spinotti Ø20
06 - Ancoraggio capriate con 2 bulloni M20 su profili UPN160 saldati su
contropiastre predisposte nel c.a. con interposta piastra in neoprene
200x440x20 mm
07 - Staffa di colmo capriate, in acciaio con 2 spinotti Ø20 ed 1 bullone M20
08 - Arcarecci 18 x 24 cm fissati alle capriate con scarpe standard BMF200-4
con 5 spinotti Ø12 e 36 chiodi speciali
09 - Diagonali di controvento 20 x 20 cm fissati a elementi supporto in legno
con 3 viti Ø8 e reciprocamente in mezzeria con un bullone M16 con
rondelle din1052
10 - Elementi supporto diagonali controvento 20 x 28 cm fissati a puntoni
capriate con 4 bulloni M20 con rondelle din1052
11 - Travi copertura bassa 20 x 60 cm ancorate al c.a. con 2 bulloni M20 su
profili UPN160 saldati su contropiastre predisposte nel c.a. con interposta
piastra in neoprene 200x200x10mm
107
case history n. 14
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Capriata standard Capriata di bordo
110
14 - MONTANTI BARCACCATURA/ 18 - PENDINO E CATENA
MONACI pendino acciaio Ø12, Catena acciaio 2xØ50
lamellare sez. 18x23 con bulloni
M16 calib. 19 - GIUNTO ARCHI LATERALI
piastra 12 mm irrigidita con bulloni calibrati e perni Ø24
15 - SAETTE IRRIGIDENTI
Saette 14x16 di stabilizzazione 20 - CATENA ARCHI ESTREMI
della baraccatura frontale catena in legno lamellare sez. 2x10x36
ancoraggio mediante scarpe 21 - GIUNTO CATENA
interne con chiodi Ø45 e perni giunto di continuità con bulloni calibrati e perni Ø24 doppia
Ø12 piastra in acciaio sp. 10 mm distanziale in legno lamellare sez.
16 - GIUNTO CARROPONTE 16x36
Piattabande 15 mm con bulloni
M20 guanciali 12 mm con
bulloni M20
17 - GIUNTO ARCHI CENTRALI
piastra 12 mm irrigidita con
bulloni calibrati e perni Ø24
111
case history n. 15
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113
07 - Collegamento legno-legno fra briglia sup. e briglia inf., realizzato
mediante 20 spine Ø20x960 e 7 perni calibrati M24x1020
08 - Cornicione prefabbricato fissato alla piastra metallica di collegamento
della reticolare con il pilastro
09 - Piastra metallica per appoggio reticolare, fissata al pilastro con tirafondi
inghisati mediante emaco
10 - Diagonale di parete fissato al corrente inf. mediante giunto interno in
lamellare, 11+11 spine Ø24x600, 4+4 perni M24x660
11 - Ritto di parete fissato al corrente sup. mediante giunto e coprigiunto in
lamellare, 4 spine Ø24x800, 2Ø24x960, 1 perni calibrato M24x860
12 - Collegamento terzera a reticolare mediante piastra metallica con lama interna
e piatto d’appoggio inf. 3 spine Ø16x160, 6 perni M24x200
13 - Diagonale di parete fissato a corrente sup. con lame interne e giunto in
lamellare centrale, 11Ø24x600, 2 M24x660
14 - Collegamento terzera di colmo a reticolare con piastra metallica ali
esterne, fissata con 6M24x1040
15 - Giunzione corrente sup. in colmo con giunti interni in lamellare,
10+10Ø24x960, 2+2M24x1020
16 - Giunzione corrente inf. con giunti e coprigiunti in lamellare,
21+21Ø24x960, 7+7M24x1020
17 - Trave di bordo passerella, sezione 14x64 BS14, in appoggio su piastra
saldata a tirante
18 - Impalcato di calpestio costituito da travetto 10x16 fissato con scarpe
metalliche ali esterne, assito in larice 25mm
114
19 - Tirante di controvento M12 Fe510
20 - Tirante di sostegno passerella M20 Fe510
21 - Piastra metallica per collegamento diagonale di parete con corrente
sup.
115
case history n. 16
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01 - BRIGLIA SUPERIORE: sezione 2x12x66.6 BS11 collegata con calastrelli 14x10
02 - BRIGLIA INFERIORE: sezione 2x12x66.6 BS11 chiusa con fondello 14x3.3
03 - DIAGONALE DI PARETE: sezione 14x20/30 BS11
04 - RITTO DI PARETE: sezione composta da anima 14x40/13.3 BS11 e gunaciali 2x12x43.3/16.6 BS11
05 - Arcareccio 18x26.6 BS11
06 - Calastrello di collegamento 14x10
07 - N° 12 Spine Ø20x380 e N° 4 Perni calibrati M20x420
08 - N° 6 Spine Ø20x380
118
15 - N° 24 Spine Ø20x380 e N° 6 Perni M20x420
16 - Lama metallica interna
17 - Ritto 14x16.6
18 - Diagonale 14x20
19 - Lama metallica interna
20 - N° 6 Spine Ø20x140 e N° 4 Perni calibrati M20x180
21- Anima 14x66.6 e guanciali 2x12x66.6
22 - N° 34 Spine Ø20x380 e N° 12 Perni calibrati M20x420
23 - Lama interna collegata con spine Ø20 e perni M20
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case history n. 17
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121
ANCORAGGIO AL COLMO ARCHI E ANCORAGGIO ARCARECCI
15 - Colmo arco calettato, perni Ø12 e bulloni M12
16 - Arcareccio 8x10 in sella ricavata nel legno e vite di bloccaggio
122
01 - ARCO PRINCIPALE 07 - ANCORAGGIO AL MURO
Sez. 12x60, raggio 4.80 m, terminali retti 12x60 Scarpa metallica con perni Ø16 sul legno e
barre M12 con resina sul muro in mattoni pieni
02 - GIUNTO RIGIDO consolidato
Lama interna 10 mm, perni Ø20 e bulloni M20
calibrati 08 - APPOGGIO PANNELLI
Scanalatura di appoggio pannelli a livello estradosso
03 - ANCORAGGIO AL MURO degli archi principali
Scarpa metallica con perni Ø12 sul legno e barre
M12 con resina sul muro in mattoni pieni ANCORAGGIO DIAGONALE - SEMIARCHI
04 - ANGOLARI STABILIZZANTI 09 - Arco diagonale
Angolari metallici con chiodi Ø4x50 e barre M10 con
resina sul muro in mattoni pieni 10 - Semiarco principale (elementi incompleti)
123
case history n. 18
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01 PILASTRO
lamellare sezione 20x73.3
02 ancoraggio pilastro incastrato
Bulloni M20 e perni Ø20 su lama interna
03 NODO MULTICERNIERA
Sagoma acciaio + scarpe con perni Ø24 e inserto Ø40
04 CENTINATURA ESTREMA
Inversione della tavolatura e centine in legno lamellate
05 TRAVI PRINCIPALI
Travi curve in legno lamellare 20x73.3
06 CERNIERE
Cerniera ancoraggio travi con perni Ø24
07 CERNIERA
Perno Ø40 con terminale M24
126
08 CERNIERA SU C.A:
Perno Ø30 su piastra chiodata
09 ANCORAGGIO PILASTRO CHIAVE
Cerniera con bullone M20 e perni Ø20
10 ANCORAGGIO AL SUOLO
Cerniera meccanica con perni Ø20
11 CENTINATURA ESTREMA
Inversione della tavolatura e centine in legno
lamellate
12 PUNTONE
Puntone in legno lamellare 14x20
13 SCARPA PUNTONE
Scarpa con 2 barre bifil. M16 e 2 perni Ø20
14 CAMBIO DIREZIONE
TAVOLATO
15 ARCARECCI
Arcarecci 14x16
16 PANNELLATURA
Pannelli OSB 12mm con
graffe Ø1.5 ogni 10cm
su struttura e tavolato
sottostante
127
case history n. 19
128
129
20 - ANCORAGGIO RETICOLARE -
ARCO DIAGONALE
su arco:
chiodi Ø6x80 e caviglia tubolare
Ø160
su reticolare:
bulloni M20 calibrati
01 - ANCORAGGIO ARCO
PRINCIPALE
Perni Ø24 e bulloni M24
calibrati
02 - CERNIERE DI ANCORAGGIO
CATENE
Perni Ø60 Fe510
03 - CERNIERA GLOBALE ARCO
Cerniera a blocchi
04 - ARCO PRINCIPALE DIAGONALE
Sez. 2x22x200 lamellare BS14
05 - ANCORAGGIO CATENE
PERIMETRALI
Perni Ø30 e bulloni M30
calibrati
06 - CATENE PERIMETRALI
Sez. 2x16x120 lamellare BS14
07 - ARCHI PERIMETRALI
Sez. 24x160 lamellare BS14
08 - APPOGGIO CATENA/ARCHI
LATERALI
Elastomero armato e piastra
ripartizione
09 - GIUNTO/PIASTRA DI
PRETENSIONE
bulloni M36 cl. 10.9 filetto
stretto e lame multiple di
registro
10 - ANCORAGGIO CATENE
PERIMETRALI
Perni Ø30 e bulloni M30
calibrati
11 - TRAVE RETICOLARE
correnti 20x76, puntoni 20x20,
tiranti 20x30, catena 2x12x50
130
12 - SCARPA ANCORAGGIO RETICOLARE
12 bulloni M30x500 calibrati
13 - ANCORAGGIO CORRENTI/PUNTONI, TIRANTI
lame interne 12 mm e bulloni calibrati o perni Ø24
14 - ANCORAGGIO CORRENTI
Bulloni M24x480 calib. e perni Ø24x430
15 - ANCORAGGIO SECONDARIE/RETICOLARE
scarpa con bulloni M24 calib.
16 - SOSPENSIONE CATENA PERIMETRALE
Giunto scorrevole di tubolari e bulloni M24 (ritegno per contatto fra tubolari),
17 - Sospensione catena perimetrale
Arco perimetrale 24x120, montante di sospensione 20x20
131
case history n. 20
132
133
01 - CONTROVENTATURA/IRRIGIDIMENTO
Sistema di controventatura posto all’estradosso del
tavolato composto da puntoni curvi 8x13 e fasce in
acciaio chiodate
02 - SISTEMA SECONDARIO CAMPATE ESTESE
Travi a cassone composte da 2 elementi 12x60 e 2
calastrelli continui 10x12 incollati
03 - ANCORAGGIO A TAGLIO SECONDARIE
Scarpe tipo BMF200 con perni Ø12 e chiodi
REALIZZAZIONE IRRIGIDIMENTI
134
04 - ANCORAGGIO A TRAZIONE SECONDARIE
tubolare 100x120/5 con 2 perni Ø16 e bullone
M24 di collegamento
05 - SISTEMA PRINCIPALE CAMPATE ESTESE
Archi principali 2x20x80
06 - SISTEMA ANCORAGGIO ‘CRESTE’
Creste lamellari architettoniche ancorate con
tubolari metallici e bulloni M16 parzialmente
incassati
07 - CERNIERA DI COLMO
Piastre interne con perni Ø20 e bullone M24
quale asse di rotazione (superfici contatto
sagomate)
08 - CERNIERA DI COLMO RAGGERA
Lama interna con bulloni M20 calib. e assi di
rotazione M30
09 - CERNIERA DI PIEDE
Cerniera meccanica con bulloni M24 e perno
Ø50 sull’asse di rotazione
135
case history n. 21
barricaia
Struttura principale - Costole diagonali curve a sezione costante
20x53.3 BS14 incrociate in colmo e collegate mediante piastra
metallica a 4 vie e spinotti Ø20. In chiave convergono anche le
travi di colmo ad asse rettilineo e sezione 20x43.3 BS14 munite
di tasche locali per l’alloggiamento dell’orditura secondaria.
Struttura secondaria - Orditura secondaria composta da travetti
curvi a sezione costante 16x23.3 BS11 posti in luce all’orditura
principale e fissati con spine Ø20 e viti truciolari Ø8. Tavolato di
chiusura realizzato con perlina maschiata sp. 9 mm e superiore
compensato fenolico sp. 18.5 mm.
COPERTURA A PADIGLIONE
Struttura principale - Diagonali-puntoni sezione 22x106.6 BS14
vincolati a terra mediante cerniera metallica maschio-femmina;
in sommità vincolati alla trave-lucernario da 16x150 BS11 con
staffa metallica a 3 vie spinata con _20 ed M20. Terzera-puntone
di mezzafalda 22x91.1 BS14 collegata alle travi diagonali me-
diante scarpa metallica ali esterne imbullonata con n°20 perni
M20.
Struttura secondaria - Travetti di falda sezione 10x23 posti ad un
interasse di 100 cm, in appoggio su terzera mezzacasa, in luce
ai puntoni diagonali e trave-lucernario.
136
137
01 - Arco diagonale 20x53.3 BS14
02 - Trave di colmo 20x43.3 BS14 con tasche per appoggio orditura
secondaria
03 - Archetto secondario 16x23.3 BS11 fissato con viti truciolari e spine Ø20
04 - Archetto secondario 16x23.3 BS11 fissato con viti truciolari e spine Ø20
05 - Soletta in c.a. sp.15 cm collaborante con struttura in lamellare mediante
connettori a taglio inghisati nel legno con resina
06 - Volta prefabricata a crociera (dimensione in pianta 6x6m)
07 - Piastra di collegamento archi diagonali con trave di colmo
08 - 3 spine Ø20x220 per collegamento trave di colmo a piastra
09 - 3 perni M20x360 per collegamento costole diagonali a piastra
10 - Piastro circolare Ø55 prefabbricato con capitello di testa
11 - Piastra zancata nel capitello per fissaggio elementi in l.l.
12 - 3 M20x300 per fissaggio archi diagonali a piastra metallica
138
13 - Basamento in cemento armato
14 - Tirafondi M20 Fe510 zancati nel basamento
15 - Cerniera metallica per fissaggio puntone diagonale a basamento
16 - N°4 spine Ø20x220 e n° 1 perno M20x280 per fissaggio puntone a piastra
17 - Puntone diagonale 22x106.6 BS14
18 - Terzera mezzacasa 22x91.1 BS14 con tasche non passanti per appoggio
travetti
19 - Scarpa metallica per fissaggio terzera mezzacasa a puntone diagonale
20 - N° 4 perni M20x280
21 - N° 20 perni M20x300
22 - Travetto di falda 10x23 BS11
23 - Trave16x160 BS11 per coronamento lucernario di colmo
24 - Piastra metallica 3 vie a momento
25 - N°9 perni calibrati M20x200/260
26 - N°34 spine Ø20x160/220
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case history n. 22
140
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01 - Trave principale a sezione variabile composta da 2x16x66.6/120 BS14
02 - Trave rompitratta di falda a sezione costante 16x63.3 BS11
03 - Trave-lucernario a sezione costante 16x116.6 BS11
04 - Spine Ø24 e perni M24 per fissaggio travi a piastra di collegamento 5
05 - Piastra metallica scatolare con lame interne per collegamento travi 1, 2 e 3
06 - Terzera a sezione costante 16x46 BS11
142
11 - Pilastro circolare in cemento armato
12 - Piastra metallica di collegamento travi principalia pilastro
13 - N°8 tirafondi M20 Fe430 per fissaggio piastra a pilastro
14 - Trave in cemento armato (sezione a cassone)
15 - Torre in cemento armato a sezione triangolare
16 - Travetto 12x19.7 fissato alla trave in c.a. con squadretta metallica
17 - Travetto 12x19.7 fissato alle travi principali con viti truciolari Ø8
18 - Travetto di colmo 12x26.6
19 - Scarpa metallica per fissggio trave principale a torre in c.a.
20 - N° 6 ancoranti meccanici M20 per fissaggio piastra a c.a.
21 - N° 3 perni M24 per fissaggio trave a scarpa metallica
143
case history n. 23
144
145
01 - RITTO TELAIO PRINCIPALE
bsh14 sez. 20.0 x 90.0 cm
ancorato al c.a. con cerniera maschio-femmina con perno M42
01a -staffa maschio fissata al piede del ritto bulloni M20x240
staffa femmina ancorata al cordolo in c.a. con tasselli M12/50
02 - CORRENTE TELAIO PRINCIPALE
bsh14 sez. 20.0 x 90.0 cm
ancorato a ritto verticale con bulloni M20x240 e spinotti 20x200 mm
mediante staffa d’angolo in carpenteria
146
02a - Piastraspeciale inserita in fresatura centrale al legno ancorato in colmo
con cerniera maschio-femmina in carpenteria speciale con perno M42
02b -staffe di colmo fissate con lama fresata interna e con bulloni M20x240 e
spinotti 20x200
03 - TRAVERSO D’ANGOLO
bsh11 sez. 12.0 x 66.6 cm ancorato su scarpa d’angolo in carpenteria
speciale in fresatura interna con bulloni M12x160 e spinotti 12x110
04 - TRAVERSO BARACCATURA
bsh11 sez. 12.0 x 50.0 cm ancorato con scarpe standard tipo BMF 240-4 in
fresatura interna con bulloni M12x160 + spinotti 12x110 mm e chiodi ad
aderenza migliorata CHN 4x75 mm
05 - CALASTRELLO D’ANGOLO
bsh11 sez. 20.0 x 66.6 cm inserito in corrispondenza dell’incastro d’angolo
dei telai con bulloni M20x640
06 - CALASTRELLO DI COLLEGAMENTO
bsh11 sez. 20.0 x 20.0 cm inserito tra i telai e fissato con bulloni M20x640
mm
07 - ARCARECCIO
bsh11 sez. 12.0 x 50.0 cm ancorato con scarpa standard tipo BMF 240-4 in
fresatura interna con spinotti 12x110 e 44 chiodi ad aderenza migliorata
CHN 4x75 mm su fianco trave principale
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case history n. 24
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case history n. 25
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01 - Arcareccio di gronda 12x19
02 - Traverso 12x32
03 - Lama interna e spine Ø18x180
04 - Montante 18x20
05 - Arcareccio 12x25
06 - Perno di rotazione M30x110 c.l. 8.8
07 - Cerniera metallica
08 - Spine Ø24x180 e perni calibrati M24x220
09 - Puntone telaio principale18x120/70
10 - Arcareccio-puntone di colmo 12x27
11 - Spine Ø24x180 e perni calibrati M24x220
12 - Perno di rotazione M39x120 cl. 8.8
13 - Getto di conmpletamento con Emaco
14 - Setto in cemento armato
15 - N° 6 tirafondi M20 Fe430
16 - Montante di baraccatura 12x32
17 - Traverso di baraccatura 12x16
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case history n. 26
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01 - Trave telaio principale 20 x 80-42 cm ancorata a saetta e tirante principali con
bulloni M16 e spinotti Ø16
02 - Saetta telaio principale 20 x 36 cm ancorata a staffa con bulloni M20
03 - Tirante telaio principale 20 x 40 cm ancorato a staffa con spinotti Ø16
04 - Anello di colmo in acciaio con viti TDE “tirafondo” M16 per ancoraggio
puntoni
05 - Staffa speciale di piede in acciaio, fissata con tirafondi M20 su contropiastra
predisposta nel getto c.a.
06 - Saetta di controvento 20 x 20 cm ancorata a staffa ed arcareccio con bulloni
M20
07 - Arcareccio zona controvento 20 x 33,3 cm ancorato a trave principale con
spinotti Ø12 su staffa speciale
08 - Arcarecci a disposizione anulare 14 x 16,6 / 20,0 / 23,3 / 30,0 / 33,3 / 40,0 cm
ancorati a trave principale con spinotti Ø12 su staffa speciale
09 - Staffa speciale a sella “cavaliere” per ancoraggio arcarecci fissata a trave con
viti
10 - Staffa speciale in acciaio per ancoraggio arcarecci di gronda con bulloni M20
11 - Trave prolunga palco 20 x 80 cm ancorata a staffa con bulloni M20
12 - Contropiastre acciaio predisposte nel getto opere c.a. con tirafondi Ø20 mm
con uncino terminale per una profondità minima di 25 cm
13 - Staffe speciali a forchetta con 2 bulloni M20
14 - Piastra ripartizione su intradosso trave fissata con 4 viti
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case history n. 27
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01 - PUNTONE PRINCIPALE
bsh14 sezione doppia 2x16,0x36,6 cm - ancorato alle catene con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560 - ancorato alla struttura in c.a. con staffe in
carpenteria speciale e bulloni M16x560 e appoggio in neoprene
02 - CATENA ORIZZONTALE
bsh14 sezione 20,0x26,3 cm - ancorata a puntone principale con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560
03 - CATENA INCLINATA
bsh 14 sezione 20,0x26,3 cm - ancorata a puntone principale con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560
04 - STAFFA SPECIALE A VENTAGLIO
Staffa in acciaio zincato per ancoraggio reciproco catena inclinata/
orizzontale e saette principali e secondarie
05 - SAETTA PRINCIPALE
bsh14 sezione 20,0x19,7 cm - ancorata a puntone principale con spinotti
16x520 mm e bulloni M16x560
06 - TRAVE SECONDARIA
bsh14 sezione 20,0x36,6 cm - ancorata alla struttura in c.a. con staffe in
carpenteria speciale e con bulloni M16x560 e appoggio in neoprene
07 - SAETTA SECONDARIA
bsh11 sezione 14,0x13,0 cm - ancorata a telaio principale su staffa
speciale a ventaglio con bulloni M12x160 - ancorata a trave secondaria su
staffe a scomparsa in carpenteria speciale con bulloni M12x160 mm
08 - ARCARECCIO
bsh11 sezione 12,0x13,0cm - fissato su muratura laterale di chiusura
con angolari tipo SQ1N con chiodi CHN 4x60 mm e tasselli M10x90 -
fissato su trave secondaria laterale con viti 8x220 mm e 2 angolari tipo
SQ1N con chiodi CHN 4x60 mm - fissato a travi secondarie interne e travi
reticolari principali con 2 viti 6x220 mm per ogni incrocio
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case history n. 28
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Alcuni dati:
Torre A = n° 14 piani
Torre B = n 8 piani
3. Trave in acciaio
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Pannello standard sistema di montaggio in quota
Solaio collaborante lecno-cls Travi di perimetro in acciaio Travi rompitratte in acciaio Nucleo centrale in C.A.
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Appendice
Credits - glossario
Credits
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Case history n. 15 pag 112 Case history n. 22 pag 140
Cantina sociale Chiesa Parrocchiale B.V. di Fatima
intercomunale Senago - Milano
Broni - Pavia Copertura
Copertura COMMITTENTE: Parrocchia Beata Vergine di Fatima e S. Rita
COMMITTENTE: Cantina sociale intercomunale di Broni PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Paolo Vaghi e Designer Gianni Elli
IMPRESA: Moretti Contract PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
PROGETTO ARCHITETTONICO: Ufficio Progettazione Moretti Contract
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
Case history n. 23 pag 144
Edificio azienda torinese mobilità
Case history n. 16 pag 116 Torino
Palazzetto dello sport Copertura edificio ingresso e cassa parcheggi
Granarolo dell’Emilia – Bologna COMMITTENTE: ATM Parcheggi - Azienda Torinese Mobilità - Torino
Copertura IMPRESA: ITER - Cooperativa Ravennate Interventi Sul Territorio - Lugo (RA)
PROGETTO ARCHITETTONICO: Studio Associato Architetti Crotti e Dolza - Torino
COMMITTENTE: Comune di Granarolo dell’Emilia
PROGETTO STRUTTURALE: Architetto Giovanni Pallaver – Ingegnere Giorgio
IMPRESA: Edile Pasquali Srl
Gislimberti – Trento
PROGETTO ARCHITETTONICO: Arch. Andrea Modelli
PROGETTO STRUTTURALE: Ufficio Progettazione Moretti Interholz
Case history n. 24 pag 148
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Glossario
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La croce di S. Andrea, raramente isolata, serve a costituire irrigidi- giungono i nodi delle reticolari di falda necessarie per la stabilizzazio-
menti di falda. ne di piano delle strutture.
Carico di punta Displuvio
Stato di sollecitazione a compressione applicato mediante un carico Linea di divergenza di due falde inclinate. Le acque piovane che scor-
in sommità ad una trave; un’asta snella, ricevendo sollecitazioni di rono in copertura tendono ad allontanarsi da tale linea.
questo tipo, tende a sbandare lateralmente, inducendo nell’elemen- Dormiente
to anche flessione. Per tali ragioni, la snellezza di un’asta va conte- Elemento di legno duro interposto fra l’intradosso della trave e la
nuta entro limiti stabiliti dalle normativa di calcolo. muratura, in grado di diffondere uniformemente il carico verticale.
Dormiente è anche la trave posta in appoggio continuo su di una
Carrello muratura portante, su cui insiste un’orditura di travetti.
Vincolo di collegamento di un’asta che consente la rotazione e la
traslazione lungo l’asse principale, mentre impedisce la traslazione Durame
lungo l’asse perpendicolare alla trave. Parte interna del fusto degli alberi di una certa età, nella quale le
cellule sono morte e non svolgono più funzioni biologiche essenziali.
Controfreccia Le sostanze depositate nel durame contribuiscono per la loro natura
Centinatura imposta geometricamente alle travi in direzione oppo- chimica ad aumentare la resistenza del legno agli attacchi dei funghi
sta al senso di applicazione del carico, in grado di compensare la e degli insetti. Il durame viene più comunemente denominato mas-
deformazione dovuta ai carichi permanenti. sello o cuore del legno.
Caviglia Durabilità
Elemento metallico circolare di connessione, utilizzato nell’unione Capacità di un legno o prodotto derivato di resistere alla degrada-
di due piani di taglio, generalmente impiegato per collegamenti di zione indotta da sollecitazioni ambientali (di natura fisico-chimica)
tipo acciaio-legno. Il sistema più noto ed adottato per questo tipo di e biologiche (causate da batteri, funghi, insetti o organismi marini)
connessione è l’anello tipo Geka. nelle previste condizioni di esercizio.
Durezza
D La durezza è la resistenza superficiale del legno alla penetrazione da
Dado parte di corpi estranei. E’ maggiore nel senso assiale, che perpendi-
Elemento metallico di serraggio di una vite, di norma esagonale per colarmente alle fibre. La durezza è correlabile al peso specifico del
facilitare la presa mediante idonea chiave, dotato di foro centrale legno, che a sua volta è in relazione alla resistenza meccanica.
filettato del diametro pari a quello della vite stessa.
Delaminazione E
Separazione degli strati di elementi legnosi incollati tra loro (per il
legno lamellare separazione delle lamelle), dovuta sia a mancanza o
Efficienza strutturale
Rapporto tra la massa volumica e le prestazioni di un materiale. Un
perdita di adesione all’interfaccia o a perdita di coesione all’interno
basso rapporto (densità contenuta e prestazioni elevate) indica buo-
dello strato di adesivo. La separazione nelle aree immediatamente
na efficienza, un rapporto elevato indica scarsa efficienza. Il legno
circostanti è un difetto ammissibile (ad es. un nodo) e non costitui-
lamellare, come l’acciaio possiede una buona efficienza strutturale.
sce delaminazione.
Diagonale Essiccazione
Asciugatura del legname, eseguita in genere in appositi forni.
Elemento strutturale inclinato, collocato in corrispondenza delle li-
nee di compluvio o displuvio di una copertura, e sollecitato principal- Elastomero
mente a flessione. Sostanza naturale o sintetica in grado di sopportare grandi deforma-
Con lo stesso termine si indica l’asta di parete inclinata appartenen- zioni elastiche, quindi tale da riassumere la propria configurazione
te ad una travatura reticolare. Diversamente dal diagonale di complu- iniziale nel momento in cui si annulla il carico applicato. Nelle strut-
vio o displuvio che lavora a flessione, questo elemento è sollecitato ture in lamellare è generalmente previsto all’appoggio di travi di luce
principalmente a trazione o compressione. importante (vedi anche neoprene)
Diagonale di controventamento
Elemento strutturale in legno lamellare che lavora principalmente a
trazione o compressione, disposto lungo le linee diagonali che con-
173
Glossario
Interasse
F Distanza tra gli assi baricentri di due elementi ripetitivi di una strut-
tura. In una doppia orditura di travi, si distingue l’interasse fra le travi
Falda
principali e l’interasse fra i travetti o arcarecci.
E’ così denominata ciascuna delle superfici piane o inclinate di una
copertura. Isotropo (o isotropia)
Materiale le cui proprietà fisiche e meccaniche sono omogenee lun-
Fessurazione
go tutte le direzioni principali. L’acciaio, anche se non perfettamente,
Separazione degli elementi anatomici principali (fibre o tracheidi) che
è un materiale isotropo.
non interessa tutto lo spessore del segato. A volte la formazione di
fessurazioni superficiali è causata prevalentemente dalle sollecita- Irrigidimento
zioni legate all’esposizione ambientale. Le strutture in legno lamellare, come pure quelle in acciaio, vanno
progettate tenendo sotto controllo la snellezza delle singole aste,
Fibratura
causa dei fenomeni di instabilità flesso-torsionale delle travi, di in-
Direzione prevalente degli elementi anatomici principali (fibre o tra-
stabilità al carico di punta degli elementi compressi, o addirittura
cheidi) nel legno.
di instabilità globale della struttura. L’irrigidimento non è altro che
Freccia un sistema di controventatura in grado di stabilizzare le strutture in
Abbassamento verticale massimo indotto da una determinata confi- legno lamellare. La controventatura, inoltre assorbe le azioni di piano
gurazione di carico su di un’asta. che investono la struttura (sisma e vento).
G L
Gerber Lamella
Collegamento che serve a dare continuità ad una trave, lasciando Vedi tavola
però libertà di rotazione nel piano verticale fra le due parti giuntate.
Listello
Giunto a pettine Segatola cui sezione possiede un’area che non supera 24 cmq e
Giunto che determina l’unione fra due tavole contigue in una lamella dove il rapporto fra i lati della sezione è compreso fra 1:2 e 1:3.
che va a comporre una trave in lamellare. L’unione viene realizzata
Luce di calcolo
per incollaggio sotto pressione lungo la linea di produzione.
Lunghezza assunta per il calcolo di un elemento strutturale; essa
coincide con la distanza tra i baricentri degli appoggi.
I Lucernario
Foro realizzato in copertura e chiuso con un serramento, che con-
Igroscopico (o igroscopicità) sente di illuminare e aerare naturalmente l’ambiente sottostante.
Materiale in grado di assorbire le molecole di acqua presenti nel-
l’ambiente in cui viene inserito. Il legno e i suoi prodotti derivati sono
materiali igroscopici che assorbono l’umidità dell’ambiente che oc- M
cupano.
Mezzacasa
Ignifugo
Trave disposta in mezzeria ad una falda che corre lungo la linea di
Composto chimico o miscela di composti utilizzati per ridurre l’in-
colmo o di gronda, atta a sostenere travetti o correnti.
fiammabilità di un materiale o ritardare la propagazione della fiamma
lungo la sua superficie. Monaco
In una capriata classica è l’elemento verticale fissato ai puntoni e
Imbarcamento
alle saette; lo sforzo al quale è sottoposto e la trazione indotta dalla
Curvatura del segato in direzione della larghezza.
compressione delle saette.
Incastro
Montante
Vincolo in grado di impedire tutti i gradi di libertà di un collegamento
Elemento verticale di un telaio. Con questo termine viene indicato
lungo tutti i tre assi principali. L’incastro, nelle strutture in lamellare,
un pilastro incernierato a terra, oppure gli elementi verticali di una
impedisce principalmente traslazioni e rotazioni nel piano principale
travatura reticolare (vedi anche ritto).
delle aste collegate.
174
Morale Puntone
Legname segato di sezione quadrata o rettangolare la cui sezione Elemento strutturale inclinato che generalmente lavora a compres-
possiede lati di dimensioni non superiori ai 10 cm. sione; in una capriata il puntone è l’elemento inclinato che collega il
Multistrato monaco con la catena.
Termine generico con cui si indicano tutti i semilavorati stratificati in
legno, quali ad esempio i compensati, i pannelli multistrato etc. R
Monta
Vedi controfreccia. Reazione al fuoco
Attitudine di un materiale a propagare l’incendio in caso di calore
radiante e/o fiamma d’innesco.
N Resina
Nodo strutturale Sostanza vegetale naturale prodotta da una pianta, specialmente
Punto in cui convergono due o più aste. presente nelle conifere.
Nodo (del legno) Resistenza al fuoco
Porzione di ramo inglobata in un fusto, quindi in un segato del legno. Tempo in cui un elemento strutturale è in grado di determinare un
A seconda delle caratteristiche, il nodo può essere più o meno peri- certo livello di protezione nei confronti del fuoco sotto specifiche
coloso quindi dannoso ai fini statici. condizioni di prova, continuando a garantire la propria funzionalità e
prestazioni in riguardo alla resistenza.
P Rigonfiamento
Variazione dimensionale (incremento dimensionale) del legno cau-
Pannello sandwich
sata da un assorbimento di umidità.
Elemento strutturale composto da superfici esterne resistenti e da
uno strato interno di connessione, composto generalmente da ma- Ritiro
teriale isolante. Variazione dimensionale (riduzione dimensionale) del legno causata
da una evaporazione di umidità.
Pendenza
Inclinazione della falda rispetto al piano orizzontale, misurata in gradi Rondella
o in percentuale. Elemento in acciaio a forma di corona circolare disposto fra il legno e
il dado o la testa del bullone e/o perno; serve a distribuire uniforme-
Perlina
mente la pressione trasmessa dal dado o dalla testa di una vite.
Segato in legno di forma prismatica, di spessore molto sottile, uti-
lizzato come rivestimento interno di pareti o piani inclinati (falde di Ritto
copertura). Generalmente i lati lunghi della perlina vengono sago- Elemento strutturale verticale che collega le briglie di una travatura
mati ad incastro maschio-femmina, per facilitare l’accostamento e reticolare; per questo generalmente è sollecitato a compressione o
migliorare la stabilità. a trazione.
Perno
Elemento metallico di connessione legno-legno o legno-acciaio, che S
consiste in una barra filettata alle estremità per consentire il ser-
Saetta
raggio a mezzo dadi; la parte centrale di barra a contatto con il foro
In una capriata, è l’elemento strutturale inclinato in senso opposto
calibrato deve essere completamente liscia e perfettamente ade-
a quello del puntone, sollecitato a compressione, tale da limitare
rente al legno.
l’inflessione del puntone stesso.
Pendino
Scarpa
Elemento strutturale di sostegno della catena di una capriata; in
Elemento metallico applicato mediante chiodi o viti o perni a una
quanto tale, il pendino è messo in trazione dal solo peso proprio
trave principale per il supporto di una trave secondaria, anch’essa da
della catena.
bloccare alla scarpa in modo analogo.
Piedritto
Svergolamento
Elemento strutturale verticale atto ad incassare i carichi che proven-
Deformazione elicoidale del segato in direzione della lunghezza.
gono dall’alto.
175
Glossario
Sbandamento U
Deformazione fuori piano di una trave inflessa o di un puntone com-
presso, causata da un’eccessiva snellezza. Nel caso non sia possi- Unione
bile o sconveniente aumentare la snellezza dell’elemento, lo sban- Collegamento fra le parti o elementi strutturali (ad esempio aste)
damento si controlla con l’inserimento nella struttura di irrigidimenti. atto a trasmettere sollecitazioni.
Umidità relativa dell’aria
Si esprime in % e rappresenta il rapporto fra i grammi di vapore
T
acqueo contenuto in un mc d’aria e quelli che esso potrebbe conte-
Tasca di resina nere al limite di saturazione (condensa).
E’ un difetto del legno che consiste in una cavità lenticolare che si Di norma non scende sotto il 50% e non può superare il 100%.
riforma fra due cerchi annuali, riempita di resina. E’ tipica delle es- Umidità del legno
senze legnose resinose (larice, abete, pino) e rappresenta un’ano- Si esprime in % e rappresenta il rapporto fra i grammi di acqua con-
malia dei tessuti. tenuti in un decimetro cubo di legno ed i grammi che lo stesso deci-
Tavola metro cubo pesa una volta essicato. Essa può superare in certi casi
Segato in legno a sezione rettangolare, il cui spessore può variare il 100%; di norma il legno fresco di abete può avere un’umidità del
fra 12 e 80 mm; generalmente possiede una lunghezza pari a 4 m, 50-100%, lo stesso lasciato stagionare all’aperto 20-30%, mentre
mentre la sua larghezza può passare dagli 8cm ai 24cm. Con questo l’essicazione operata nel ciclo tecnologico del legno lamellare abbat-
termine si indicano anche le lamelle che compongono una trave in te l’umidità a valori dell’8-12%.
lamellare.
Terzera V
Trave del 2° ordine (struttura di copertura con tripla orditura di travi)
disposta parallelamente alla linea di colmo o di gronda, atta a soste- Viscosità
nere l’orditura del 3° ordine (travetti o correnti). Caratteristica reologica di materiali come il legno che mostrano, con-
temporaneamente, un comportamento di tipo viscoso ed uno di tipo
Tirafondo elastico, in funzione della durata del carico. Fenomeno comune an-
Vite da legno a sezione cilindrica, caratterizzata da un tratto di gambo
che al cemento armato, alla pietra, secondo il quale le deformazioni
liscio, il restante filettato (filetto con passo grosso) che termina con
delle aste dovute ai carichi permanenti e di lunga durata (ad esempio
una punta; il tirafondo va inserito e avvitato attraverso la testa esa-
la neve in alta montagna) tendono ad aumentare nel tempo ben oltre
gonale di sommità in foro calibrato del diametro pari a quello medio
il valore iniziale
del gambo filettato. Il tirafondo può essere sollecitato sia a taglio
che ad estrazione. Vite (truciolare)
Barra cilindrica di metallo con filetto elicoidale inciso sulla superficie,
Trave utilizzata per collegare fra loro elementi di legno.
Elemento impiegato nelle strutture portanti delle costruzioni. La lun-
ghezza e la sezione variano a seconda delle necessità.
Traverso
Elemento orizzontale in un telaio o in una struttura.
176
Bianchi Errepi Associati
Il know-how di Moretti Interholz sta alla base di que-
sto dispensa tecnica. Le case history presentate testi-
moniano come l’esperienza maturata e la qualità del
legno lamellare Moretti Interholz si sono concretizzati
in progetti molto diversi per esigenze e tipologie. Mo-
retti Interholz è l’azienda del Gruppo Moretti specializ-
zata nel legno lamellare e che opera da oltre 25 anni
in Italia, dove ha contribuito a fare crescere la “cultura
del legno” nella progettazione moderna. La crescita
di Moretti Interholz si basa sulla vera e propria pas-
sione che l’azienda rivolge a questo materiale: scelta
accuratamente selezionata della materia prima, fasi di
processo svolte in ambienti climatizzati, controlli co-
stanti sull’intera produzione. A questa vocazione per
la qualità si affianca la capacità di rispondere in modo
propositivo alle richieste dei progettisti, dalla consu-
lenza al montaggio finale.
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