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Il Barone Rampante

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IL BARONE RAMPANTE

Il barone rampante è un romanzo di Italo Calvino scritto nel 1957, secondo capitolo
della trilogia araldica I nostri antenati, insieme a Il visconte dimezzato (1952) e Il
cavaliere inesistente (1959).
L'ispirazione del romanzo deriva dal racconto che, una sera del 1950, all'Osteria
Fratelli Menghi a Roma, Salvatore Scarpitta fa a Italo Calvino. Sette anni dopo, esce Il
barone rampante.
1. Autore, titolo, anno di pubblicazione, editore: Italo Calvino, il barone
rampante, 1957, Einaudi.
2. Genere a cui appartiene il libro: Romanzo d’avventura
3. Tempi e luoghi di ambientazione: La narrazione attraversa tutto il periodo
della Rivoluzione francese iniziando nel ventennio immediatamente
precedente e concludendosi in piena Restaurazione. La storia inizia il 15
giugno 1767 e finisce durante l'inverno nel 1820.
4. Personaggi principali: Cosimo Piovasco di Rondò; Altri personaggi: Sofonisba
Viola, Violante d'Ondariva, Abate Fauchelafleur, Cavalier Avvocato Enea Silvio
Carrega, Barone Arminio Piovasco, Biagio Piovasco, Battista Piovasco, Gian dei
Brughi
5. Trama: “Il barone rampante” racconta la vita Cosimo Piovasco di Rondò,
primogenito del barone di Rondò. Cosimo il 15 giugno 1767, dopo un litigio
con il padre causato dalla stanchezza di dover obbedire alle pretese dei
genitori e dai maltrattamenti della sorella Battista, decide di rifugiarsi sugli
alberi.
Inizialmente i familiari si aspettano che scenda subito, stufo della vita sugli
alberi. Invece, dopo un periodo di esplorazione dei territori confinanti con
Ombrosa, in cui affina la caccia e le tecniche di sopravvivenza, Cosimo compie
numerose imprese che vengono raccolte dal fratello Biagio, restando sempre
sugli alberi. attraversando il proprio giardino, Cosimo conosce Viola
D'Ondariva, figlia dei suoi ricchissimi vicini e, anche se ha appena 12 anni,
prova per la prima volta un sentimento d'amore verso di lei. Purtroppo, però,
Viola è costretta a trasferirsi. Traslocando, però, dimentica il suo bassotto, che
viene adottato da Cosimo e ribattezzato Ottimo Massimo.
Cosimo si guadagna la stima del popolo di Ombroso, aiutando i contadini.
Riesce comunque a partecipare alle vicende familiari, appollaiandosi sugli
alberi vicini.
Cosimo stringe amicizia con il terribile brigante Gian dei Brughi, al quale
fornisce libri per fargli passare il tempo. Un giorno, però, il brigante viene
catturato dalla polizia, e Cosimo assiste alla sua esecuzione.
Cosimo si affeziona anche al Cavalier avvocato Enea Silvio Carrega, suo zio
illegittimo. Una notte, però, scopre che è un complice dei pirati arabi: li aiuta
infatti a nascondere i bottini. Chiama allora i carbonai, bisognosi del bottino, a
combattere gli arabi. Enea, però, vuole a tutti i costi raggiungere la nave
araba. Cosimo cerca di fermarlo, ma non fa in tempo: i pirati uccidono il
Cavaliere, considerandolo un traditore.
Dopo questa avventura, Cosimo continua a esplorare i dintorni, fino a quando
arriva ad Olivabassa, dove una colonia di spagnoli esiliati vive sugli alberi per
protesta. Qui conosce Ursula, con la quale sperimenta le prime gioie amorose.
Ma quando ai nobili spagnoli viene concesso il permesso di tornare in patria,
Cosimo è costretto ad abbandonarla, per mantenere la promessa di non
scendere dagli alberi.
Successivamente, può vantarsi di avere come amanti le più belle donne di
Ombrosa. Dopo alcuni anni, muoiono i suoi genitori, e diventa ufficialmente
Barone.
Il periodo più felice della sua vita, è quando scopre che Viola è tornata. Fra di
loro scoppia l'amore, che però non è totalmente ricambiato da Viola. Ella
infatti, “fa la civetta” con chiunque le degni attenzione. La loro storia finisce
quando Viola, stanca delle numerose scenate di gelosia di Cosimo, decise di
andarsene definitivamente, lasciando il barone nella pazzia e nella
depressione.
Cosimo partecipa anche alla guerra tra austriaci e francesi. Infatti le truppe dei
due eserciti si incontrano tra i boschi di Ombrosa, e Cosimo aiuta i francesi
boicottando gli imperiali.
Quando vinsero i francesi, Cosimo viene trattato come un eroe, e anche
Napoleone decide di fargli visita. Ma ormai Cosimo è vecchio e ammalato.
Negli ultimi giorni della sua vita rifiuta più volte di scendere dagli alberi, fino a
quando si aggrappa a una mongolfiera di passaggio. Muore lanciandosi in
mare, mantenendo fede alla sua promessa di non scendere mai dagli alberi.
6. Osservazioni personali: Il libro mi è piaciuto molto

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