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LEOPARDI

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LEOPARDI

IL PENSIERO DI LEOPARDI
-Il pensiero di Leopardi è caratterizzato da una costante riflessione sulla vita: si chiede
continuamente il perché dell'esistenza.
-A ciò è collegata la Teoria del piacere: l'uomo nasce con un bisogno di felicità o di piacere
che è un bisogno infinito; nessuna realtà che sta intorno all'uomo è in grado di dare una
felicità infinita, in quanto tutte le cose terrene sono limitate. Il bisogno di infinito dell'uomo
resterà perciò sempre insoddisfatto.
-Alla Teoria del piacere sono collegati anche i concetti di nulla e noia esistenziale.
-Nulla: tutto ciò che è intorno a noi e non soddisfa il nostro bisogno di infinito = è come se
non esistesse.
-Noia esistenziale: è il sentimento che si genera nell'uomo quando si rende conto che
intorno a lui c'è solo il nulla; è il tedio derivante dall'impossibilità di trovare un senso alla vita.
Razionalmente non è possibile superare questa realtà. Unica via d'uscita potrebbero essere
le illusioni.
-Illusioni = noi crediamo di poter arrivare alla felicità tramite le illusioni.
-in Leopardi però, c’è sempre un briciolo di speranza = per questo non si uccide.
-Da illusioni-ragione-natura nascono le fasi del pessimismo leopardiano.
LA TEORIA DEL PIACERE pag G482
-fa parte dello Zibaldone = una sorta di diario su cui Leopardi scrive tutti i suoi pensieri.
-piacere = sinonimo di felicità, ma più legato ai nostri sensi.

VITA E SPIEGAZIONE
29 GIUGNO 1798 = nasce a Recanati in una famiglia nobile (padre conte, gli da la prima
educazione, ma da lui non riceve mai molto affetto. Legato a 2 di 10 fratelli)
1809 = “7 anni di studio matto e disperatissimo” = impara molto ma ne risente la sua salute
fisica. Inizia a studiare da autodidatta nella biblioteca del padre. Traduce dal latino e greco.
1816 = partecipa alla polemica classico-romantica. Anche se si schiera dalla parte dei
classicisti, quando scrive le poesie è romantico.

inizia la sua PRIMA CONVERSIONE LETTERARIA 1816-19


-dopo tutto ciò che aveva studiato e imparato inizia a scrivere poesie
-passaggio dall’erudizione al bello
-si interessa alla poesia in quanto è l’unico modo per dare forma ai sentimenti e passioni
individuali.

1819-21 = arriva alla conclusione di non essere felice e crede che ciò sia dovuto a Recanati.
1822 = giunge a Roma con la convinzione di poter trovare lì la felicità, ma in realtà arriva alla
conclusione che non è felice perché la felicità è irraggiungibile.

inizia la sua SECONDA CONVERSIONE LETTERARIA 1822


-”dal bello al vero”.
-la scoperta graduale del vero = porta ad attribuire alla poesia un ruolo più specifico = sede
delle illusioni che diventano l’unica sostanza reale. Poesia del sentimento, più intimistica e
privata.
-scrive le canzoni = scoperta del vero → impossibile raggiungere la felicità.
CLASSICISMO O ROMANTICISMO
classicista
-Nel “Discorso di un italiano sulla poesia romantica” 1818, Leopardi si dichiara classicista
perché crede che la la poesia immaginativa degli antichi che nasce dal contatto fra uomo e
natura, porta l’uomo alla felicità e al piacere. Quindi secondo lui gli antichi vanno imitati non
dal punto di vista formale ma recuperando il loro modo di accostarsi alla natura.
-Secondo lui il progresso ha allontanato uomo e natura e per questo non è più felice e per
recuperare questa felicità bisogna scrivere le poesie come gli antichi.
-Quando poi matura e cambia pensiero capisce che questo messaggio è falso e che l'uomo
non è felice.

romantico
-a Roma si rende conto nessuno è felice e inizia le sua fase di nuova poesia sentimentale
e filosofica perché nasce dalla riflessione e si basa sulla ragione.
-la produzione di Leopardi = versante letterario e filosofico.
-la sua è una filosofia non sistematica e poco rigorosa nei procedimenti.
-la sua indagine conoscitiva è promossa dalla poesia = ha valore filosofico in quanto si
basa sul vero.
-temi e argomenti sono prima scritti in testi poetici.
-la poesia leopardiana ha uno statuto conoscitivo proprio e si fa strumento di indagine
esistenziale e di riflessione filosofica.

filosofia mostra la verità


-Leopardi ha fatto il conto con la realtà e vuole mostrarla. Lui crede che il compito della
filosofia sia quello di smascherare le false credenze che impediscono a tutti noi di
raggiungere la verità. Gli antichi, secondo lui, erano stati in grado di raggiungere maggiore
conoscenza nell’ambito della filosofia e della politica proprio perché erano liberi dalle false
idee.
-si può fuggire o prendere atto delle verità che la ragione ci mostra. L’infelicità fa parte del
mio essere uomo e finito.

illuminismo
ma=
-la ragione non basta a capire il senso della vita, anche la poesia è strumento di
conoscenza.
-per L. la poesia è uno strumento di conoscenza. Per essere davvero felici abbiamo bisogno
dell’infinito. Con la ragione non possiamo raggiungerlo. In modo illusorio la poetica ci aiuta a
raggiungere l’infinito.
-lui ci insegna come raggiungere L’INFINITO = non potendo vedere oltre la siepe (ragione
che lo blocca), con l’immaginazione (illusioni) si immagina quello che c’è dietro (infinito)
-provo due sensazioni diverse = provo un grande piacere ma anche paura.
è impoetica (è filosofia, non poesia) = non la riteneva bella
quindi
-per suscitare piacere (felicità) il poeta deve cercare il vago e l’indefinito attraverso parole
e immagini che diano l’illusione dell’infinito.
-p.488-489 = la poesia fa arrivare all’infinito

-poetica della rimembranza = ambito temporale → potenzialmente poetiche sono le


situazioni passate che destano in noi ricordi → nel presente non c’è nulla di poetico. Le cose
passate ci possono permettere di arrivare all’infinito.

-poesia dell’indefinito = ambito spaziale → il presente è vicino, ma il passato è lontano e


facciamo fatica a vederlo = impossibilità di vederlo in modo chiaro→ quindi ci illudiamo che
sia l’infinito.

illuminista e classicista ma →
-rifiuto di regole retoriche e mitologia perché non suscitano alcun sentimento
- canta il disinganno, la scomparsa delle certezze
- sente il desiderio di attingere l’assoluto

romantico ma → non è ottimista come tutti gli altri romantici.

1824 = inizia la stesura delle operette morali (in prosa)


1825-28 = si trasferisce a Pisa dove ritorna a scrivere poesie per schiarirsi il pensiero.
Riesce a scrivere in poesia il suo pensiero.
1830 = si trasferisce a Firenze e scrive il ciclo di Aspasia (per Fanny Ronchivecchi, in
quanto essere finito, la donna non può dare felicità e la colpa è di Leopardi che si è illuso.
Leopardi non vuole più illudersi perché più le delusioni sono grandi, più si soffre.
1831 = esce la prima edizione dei Canti pisano-recanatesi.
1833 = scrive la ginestra
1834 = muore a Napoli.

LE TRE FASI DI PESSIMISMO


1. IL PESSIMISMO STORICO 1816-1819 : pag 409
-Natura= madre benigna (Rousseau), ci ha creati per la felicità e, nell'impossibilità di
raggiungerla, abbiamo delle illusioni che nascondono i limiti dell'esistenza.
-Ragione= negativa = limita sentimento ed immaginazione e svela l'inganno delle illusioni.
-Dibattito classici/romantici: si schiera dalla parte dei classici perché vivevano a più stretto
contatto con la natura e così avevano l'illusione di essere felici.

-E' contrario al progresso perchè ha allontanato l'uomo dalla natura e la ragione ha portato
all'impossibilità della felicità.
-Sono gli anni degli Idilli (poetica dell'indefinito, L'infinito, e della rimembranza, Alla luna).

1.1 fasi composizione delle opere


-1809-1816: studio matto e disperatissimo traduzioni + opere ispirate ai classici
-1816 1819: conversione letteraria: dall'erudizione al bello: dalle traduzioni alla scrittura di
poesie: Canzoni politiche che esaltano la grandezza degli antichi e sottolineano il degrado
dell’Italia. p.386
-1819-1826: conversione filosofica: dal bello al vero cioè dalla poesia ingenua o
immaginativa del passato fase del pessimismo storico. Bella per contatto con natura alla
poesia sentimentale = poesia che mette in evidenza la negatività dell'esistenza p.387
impoetica perché deriva dalla riflessione causata dal progresso (la ragione lo ha messo in
evidenza perciò la poesia non ha più come scopo l’immaginazione, la fantasia, ma la
riflessione, la filosofia) + poetica dell'indefinito e della rimembranza (realizzazione della
poetica del vago e dell’indefinito attraverso cui la poesia dà piacere p.488-489) Idilli p.398+
letture
1.2 idilli e letture
gli idilli
-poesie idilliche antiche = poesie bucoliche = parlavano del contatto tra uomo e natura e
della vita felice, ma faticosa dei pastori.
-in questo caso = si parte da elementi naturali (siepe, luna) per parlare di una condizione
interiore personale.
-sono in tutto 5 e sono scritti tra il 1819 e 1821, collocati nei canti
-leopardi nel 1826 li definì idilli = situazioni, affezioni, avventure storiche del suo animo =
quadretto interiore.
-novità metrica (endecasillabi) e novita tematica (meditazione su temi esistenziali)
-discorso affettivo, situazionale, storico → nel senso che la storia che qui si delinea è quella
intima dell’io poetico.
-sintonia tra paesaggio naturale e sentimento interiore = sintassi semplice
-vago e indefinito =lontananza nel tempo e nello spazio.
infinito pag G418
-parte da elementi della natura = è diviso in due parti.
-Assoluto = Dio
-assoluto = nulla = infinito di leopardi = illusioni → nulla.
-religiosità = religio = ricerca,
-Leopardi sta cercando l’infinito = la felicità = poesia religiosa
-lui cerca l’infinito in due sensi = 1. Dio 2. infinito = illusione =nulla.
-critico Puppo = infinito è un componimento religioso = leo cerca una condizione superiore.
-desiderio di infinito = anima si immagina quello che non vede perché il reale, la ragione non
lo fa. Per leopardi gli oggetti che non gli fanno ammirare l’infinito sono importantissimi.
-infinito è una realtà che 1. paura, realtà talmente vasta che spaventa 2. esperienza
piacevole = sublime

alla luna G426


-parte dalla luna per poi parlare di una condizione interiore = piange perché è triste.
-la sua vita è infelice e lo era anche prima = ricordare quel momento di tristezza lo giova.
Una condizione passata = è poetica. Non sono in grado di ricordarla in modo chiaro =
possibilità di raggiungere l’infinito.

2. IL PESSIMISMO COSMICO 1822-1832


-si reca a Milano e a Roma e si rende conto di non riuscire nemmeno lì ad essere felice =
conclusione = la felicità non dipende dal luogo, dal progresso = nessuno è felice e nessuno
riesce ad arrivare all’infinito.
-Ultimo canto di Saffo (poetessa greca che si è uccisa per amore buttandosi da una rupe).
Evidenzia già il passaggio dal pessimismo storico a quello cosmico: non è il progresso che
porta all’infelicità ma l’infelicità è una legge universale insita nella natura stessa degli esseri
viventi.

Arcano è tutto, → tutto è sconosciuto


fuor che il nostro dolor. Negletta prole → tranne che il dolore = la sofferenza è chiara a tutti
nascemmo al pianto, e la ragione in grembo → figli trascurati = nasciamo per il dolore e la
ragione di questo dolore la sanno solo gli dei o natura/entità che ci ha creato. se la natura si
curasse di noi ci darebbe la possibilità di non piangere.
de’ celesti si posa.
-pessimismo storico = visione positiva della natura = natura o entità che ci ha creato, ORA
non più.
-rinuncia alle illusioni = operette morali.

-Teologia negativa: tutto ciò che esiste, esiste solo per l'infelicità, per il male, per la morte
(diverso da Manzoni). La malattia fu per lui "un formidabile strumento conoscitivo"
(Timpanaro).
-Natura= matrigna, illude. Leopardi si chiede "chi ci crea con il bisogno di infinito?" la natura;
"chi crea intorno a noi una realtà che non è in grado di soddisfare tale bisogno?" la natura;
conclusione: è la natura che rende gli uomini infelici.
-Da queste riflessioni Leopardi ricava una domanda che continuerà a porsi senza trovare
mai una risposta: "Perché la natura ci crea se poi non ci dà la possibilità di essere felici?". =
non esiste una risposta.
-(Dialogo della natura e di un islandese, A Silvia, Canto notturno di un pastore errante
dell'Asia).
-Ragione= positiva: la ragione rappresenta l'unica dignità per l'uomo, in quanto gli apre gli
occhi e gli mostra come stanno realmente le cose (recupero dell'Illuminismo senza gioia né
fiducia). Sono gli anni delle Operette morali e dei Canti pisano recanatesi.

2.1 fasi composizione delle opere


-1822: abbandono di Recanati (Roma + Milano): delusione = rinuncia alle illusioni inizio
pessimismo cosmico Ultimo canto di Saffo
-1824-1827: dalla poesia alla prosa: Operette morali: la prosa meglio della poesia serve a
riflettere e a far riflettere sulla condizione negativa dell'umanità, dopo la rinuncia alle illusioni
(anello fra le due stagioni della poesia leopardiana) da p.404 + testi
-1828: Pisa e poi ritorno a Recanati: rinascita della poesia con i Canti pisano recanatesi:
pessimismo cosmico come Operette morali + rivive le illusioni attraverso il ricordo p.399 +
testi

i canti pisano-recanatesi
-testi costituiscono una meditazione sull’esistenza che scaturisce dal paesaggio di Recanati.
-totale libertà da qualunque vincolo metrico
-novità tematiche = vicende non della fanciullezza, ma una età adulta che rimpiange la
fanciullezza.
-io poetico racconta ancora le avventure del proprio animo.
-destino comune = sofferenza che accomuna tutti gli uomini.
-fusione tra poesia del noi e poesia dell’io.
-parole vaghe ed indefinite inserite in una struttura argomentativa più ampia affidata alla
sintassi.
-periodi più complessi e articolati

le operette morali
-inizialmente erano venti prose
-nell’edizione definitiva = ventiquattro testi disposti nell’ordine voluto dall’autore.
-operette = sembra sminuire il contenuto dell’opera
-morali = filosofia morale = ha come oggetto le azioni e i comportamenti dell’uomo, la
sua vita pratica.
-operette morali = opere letterarie in cui si parla di filosofia
-modello = Dialoghi di Luciano e romanzo filosofico = dialogo = fa emergere pensieri
contrastanti.
-caduta di ogni speranza dopo il fallimento del soggiorno romano 1822, 23.
-filosofia negativa = il suo compito è quello di distruggere le false credenze
-riflessione sulla natura = non più madre benefica degli uomini, ma matrigna indifferente.
-uomo chiede una felicità impossibile da raggiungere.
-lingua e stile innovativi
-ironia = presente a tutti i livelli, anche nel titolo.
-straniamento = vita degli uomini è esaminata da osservatori esterni.

dialogo della natura e di un islandese pag 466


-natura = Leopardi ha delle domande da farle.
-islanda = 1. Nel primo pessimismo Leopardi crede che l’uomo a contatto con la natura
selvaggia riesca ad essere veramente felice, ma NO = islandese è stato a contatto con la
natura ma non riesce ad essere felice. 2. islanda è una zona fredda e isolata, con delle
condizioni estreme. 3. esotismo = parlare di luoghi lontani e poco conosciuti = suscitano
fascino esotico.
-vasco da gama ha circumnavigato l’africa e una leggenda dice che il capo di
buonasperanza gli ha parlato come la natura parla all’islandese.
-natura fissa islandese, ma non parla → indifferente = ci crea ma poi non ci da la possibilità
di essere felici.
-per evitare i contrasti con gli altri umani e cercare la felicità si isola = e sceglie di vivere in
solitudine.
-anche in solitudine vive male = condizioni climatiche estreme e rigidissime.
-islandese inizia a viaggiare e a cambiare moltissimi posti.
-condizioni climatiche pessime e inizia anche ad ammalarsi.
-capisce che la felicità è impossibile da trovare e che a volte gli uomini si fanno addirittura
del male per cercarla.
-conclusione = anche se smette di cercare la felicità, è impossibile restare tranquilli =
condizioni meteo e malattie.
-pessimismo cosmico = natura è malvagia.
-natura dice di non aver creato il mondo per fare noi felici, lei è del tutto indifferente, non si
rende conto se ci fa del male o meno.
-metafora invitato a casa dell’islandese. Lui chiede, se non ti curi di me perché mi hai creato
?
-natura dice che questa è la filosofia del meccanicismo e sensismo = tutto viene creato, tutto
viene distrutto, tutto si ricrea → secondo islandese non ha senso.
-natura non risponde alla domanda dell’islandese = islandese muore.
-finale tragicomico = muore / non si sa come muore.
-o mangiato dal leone o coperto dalla sabbia a causa del vento.
-ironia = non si sa come è morto → ridere delle cose amare per continuare a vivere.
-finale assurdo come è assurdo il senso della nostra vita.

dialogo di un venditore d’almanacchi e di un passeggere pag 472


-è la fine dell'anno e il venditore vende almanacchi (calendari) per il prossimo anno.
-discorso sulla vita futura.
-passeggere = incarna la filosofia di leopardi. E’ più pessimista e non vivrebbe mai la vita
che ha già vissuto
-venditore = non colto, ha la speranza che l’anno che verrà sarà migliore di quello passato.
si contraddice perché quando il passeggere gli chiede di individuare un buon anno nel
passato egli non riesce e non rifarebbe la vita che ha vissuto. Lui vive nelle illusuioni.
-felicità come illusione = felicità nel futuro.

la struttura dei canti


-trama = è di tipo formale, concettuale, ideologico più che narrativa
-struttura = diverse modalità di ordinamento = forma metrica, cronologia.
-canzoni = durante il pessimismo storico. linguaggio è elevato e ardito della tradizione
classica e dietro le maschere dei grandi personaggi del passato. progressiva caduta delle
illusioni.
-idilli = l’io diventa personaggio a tutti gli effetti.importanza della natura.
-i canti pisano-recanatesi = li scrive in parte a pisa e in parte a recanati. chiamati grandi idilli
= sono lunghi. cade l’importanza della natura → meglio non chiamarli così.
-ciclo di aspasia = amore → illusione che quando cade, lascia l’uomo in uno stato di estrema
disperazione.
-i canti napoletani = meditazione sui temi più cari a leopardi = morte, bellezza.

a silvia pag 429


-si ammala e muore da giovane = non entra mai nell’età adulta.
-silvia era teresa fattorini = figlia del cocchiere di casa Leopardi
-lui e Silvia parlano sempre del futuro felice che pensano di avere in un futuro . In realtà è
solo un’illusione.
-Nessuno dei due ha un futuro felice = Silvia non arriva mai nell’età adulta e Leopardi ci
entra ma si accorge che non è come immaginava da giovane = sono simili.
-Silvia canta = è felice perché pensa alla felicità futura.
-Mentre Leopardi studia a volte si ferma per sentire Laura cantare e per sentire che lavora la
tela.
-anche Leopardi è felice perché pensa a quando sarà adulto e felice
-silvia è il simbolo della speranza di diventare felici in età adulta.
-in età adulta = ci rendiamo conto delle illusioni dell’età giovane.
- morte = unica verità che ci rimane.

passero solitario 414


-è un autoritratto del poeta
-prime due strofe = linguaggio melodioso. ultima strofa = linguaggio aspro = va d’accordo
con lo stato d’animo del poeta.
-comparazione tra Leopardi e il passero
-1. quello che fa il passero diverso da quello che fanno gli altri uccelli
-quello che fa Leopardi = diverso da quello che fanno i ragazzi della sua età.
-differenza tra il passero e L = il passero non si pente di isolarsi = è nella sua natura.
-leopardi da anziano si pente di essersi isolato = ma continua a comportarsi così da giovane
perchè non riesce a capire come deve fare per comportarsi come tutti i ragazzi della sua età.
-da anziano si pentirà del suo comportamento da giovane = non potrà farci nulla.

la quiete dopo la tempesta 440


-è un mito del borgo e la prima parte è descrittiva del borgo = artigiano, femminetta,
erbaiuolo, servi, passeggeri.
-dopo il temporale il borgo torna a fare le sue attività abituali = come facciamo noi dopo le
sofferenze.
-quiete arriva solo dopo la tempesta come felicità arriva solo dopo i periodi di sofferenza.
-felicità = quiete / tregua tra una sofferenza e l’altra.
-anche chi odia la vita, quando si trova in una situazione pericolosa non vuole morire.
-morte = quiete ai dolori della vita. Come foscolo = morte del fratello giovanni, alla sera.

il sabato del villaggio 445


-ci presenta le persone tipiche del borgo di recanati che sono felici e speranzose perchè si
stanno preparando per il giorno di festa = domenica
-sabato = giorno più gradito = metafora giovinezza
-domenica =tedio, noia, metafora età adulta. 2 interpretazioni
-quello che i diversi abitanti fanno durante il sabato.
-non avere fretta di crescere = età adulta non porta alla felicità

il canto notturno di un pastore errante dell’Asia 434


-il pastore si rivolge alla luna e si fa delle domande esistenziali
-vita difficoltosa = cerchiamo di trovare un senso
-vita piena di sofferenze, bambino che piange
-si rivolge al gregge = quando riposa no noia, nulla che lo turba (gregge p infelice ma non sa
di esserlo perchè non ha l’intelletto)
-pastore che si riposa = qualcosa lo turba → quindi pensa al lavoro.
-luna e pastore fanno entrambi sempre le stesse cose.
-pastore chiede quale sia il senso della vita alla luna = dall’alto lei vede tutto
-per parlare della nostra vita = metafora del vecchierello. Petrarca = il vecchio canuto e
bianco.
-vita è piena di fatiche e difficoltà, ma noi la affrontiamo credendo che potremo trovare un
senso. Il vecchio soffre perché crede che sarà ripagato.
-ritmo incalzante e accelerato = angoscia, ansia e partecipazione delle sofferenze del
vecchietto.
-nostra vita = destinata ad essere una vita di sofferenze. 1.nascita = rischio di morte. 2. non
appena nasciamo = pianto e dolore + genitori che ci consolano. 3. quando cresciamo i
genitori ci consolano sempre = vogliono farsi perdonare per aver messo al mondo i figli 4.
che senso ha mettere al mondo i propri figli se sono destinati all’infelicità?
-Pastore fa moltissime domande esistenziali alla luna = è in alto e ha una prospettiva
diversa dalla nostra. luna vede tutto dall’alto.
-si rivolge al gregge = sembra invidiarla. Quando il gregge riposa non prova tedio. Quando il
pastore riposa tedio, è sempre in pensiero di qualcosa e non riesce a riposarsi = deve tenere
la mente occupata con qualcosa. In realtà il gregge non prova tedio perchè non ha intelletto
= è infelice, ma non sa di esserlo.

3. IL PESSIMISMO EROICO 1833- 1837 PAG 464


- destino dell'uomo è l'infelicità → coraggio di porsi di fronte ad esso senza più illusioni,
evitando sia eccessi di titanismo che di vittimismo (atteggiamento eroico):
-titanismo = l'uomo non deve né combattere accanitamente contro il proprio destino (non
potrebbe cambiarlo, non si può sconfiggere la natura).
-vittimismo = né crogiolarsi nel proprio dolore perché smetterebbe di vivere prima del tempo.
-uomo deve accettare il suo destino di sofferenza. solo così si possono mitigare almeno in
parte gli effetti negativi della natura.

-conclusioni a cui Leopardi arriva nella Ginestra (fiore che l'uomo deve imitare), dopo il Ciclo
di Aspasia, in cui, in seguito all'ultima illusione che gli aveva fatto credere di poter superare
la concezione negativa della vita, invita il suo cuore a smettere di illudersi.
-ginestra = è il simbolo di questo comportamento = nè tinanismo nè vittimismo. Fiore che
cresce lungo le pendici del vesuvio (che Leopardi vede dalla sua finestra). Continua a
crescere anche se in quelle zone, una sola eruzione in un attimo potrebbe eliminarla.
Continua a crescere finché la vita glielo permette.

3.1 fasi composizione delle opere


-1830: Firenze: incontro con Fanny Targioni Tozzetti: Ciclo di Aspasia: ultima illusione +
disillusione totale p400 + testo
-1833-1837: Leopardi eroico (Binni): La ginestra p.402 + testo
(dal ’31 al ’35: Paralipomeni della batracomiomachia, Palinodia al Marchese Gino Capponi, I
nuovi credenti: critica ai falsi idoli della modernità (scienza, cultura, tecnica, politica) →
perché non danno la felicità

il ciclo di aspasia
-composto da 1831, 1835 e ispirati dall’amore per la gentildonna Fanny Targioni Tozzetti,
che nell’opera si identifica come Aspasia.
-blocco compatto dal punto di vista narrativo, ideologico e stilistico.
-linguaggio aspro, teso e risentito.
-caduta dell’ultima illusione, ha posto definitivamente il poeta di fronte alla disperazione
assoluta → piena consapevolezza.
-vengono eliminate tutte le illusioni.

a se stesso pag 454


-ritmo è più veloce, martellante e fatto da frasi brevi anche formate da una sola parola.
-Allitterazioni suoni duri e enjambement.
-chiede al suo cuore di non soffrire più = basta illusioni.

la ginestra pag 456

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