STORIA
STORIA
Introduzione al Medioevo
Per iniziare è bene ricordare che il Medioevo è iniziato nel 476 d.C., con la
caduta dell’Impero Romano d’Occidente, per finire più di un millennio
dopo, nel 1492, con la scoperta dell’America per mano del genovese
Cristoforo Colombo.
Feudalesimo
Il feudalesimo è la principale pratica che troviamo nel Medioevo.
Consisteva in una persona potente che riceveva fedeltà e supporto in
guerra da quest’ultima, proteggendo e dando terreni o schiavi a un’altra
meno potente.
A livelli più alti, il rapporto spiegato sopra, si instaura tra il re/imperatore
e i vassi dominici, chiamati anche vassalli del re.
Tra i due si crea così un rapporto vassallatico che si basa sulla fiducia e
che, in un primo momento, non prevede un ereditarietà. Al contrario, alla
morte dei vassalli, i territori appartenuti a lui in vita, tornavano sotto le
mani della Corona per poi venir ridistribuiti. In questo modo i vassalli
riconoscevano il potere del re che rimase così accentrato.
La dissoluzione del Sacro Romano Impero
Alla morte di Carlo Magno, nel Sacro Romano Impero iniziarono a sorgere
vari problemi.
Prima di tutto un problema di ereditarietà: con il diretto erede di Carlo,
Ludovico il Pio, non ci furono i problemi che si presentarono dopo, alla
morte di Ludovico, che non riuscì a tenere saldo il potere. I suoi tre figli
divisero l’Impero in tre regni: Francia, Italia e Germania.
Sorsero problemi con il feudalesimo, a causa del capitolare di Quierzy
(emanato da Carlo il Calvo), che permette al feudatario di dare in eredità il
suo terreno al proprio figlio.
Il sistema feudale si stabilizza nel XI secolo.
L’ultimo problema lo si ha quando arrivarono gli Unni, prima, e i Vichinghi,
poi, a minacciare in modo diretto l’Impero nel corso del X secolo.
I primi, giunti dall’Asia, saccheggiano l’Italia per poi venir fermati da
Ottone, obbligandoli a fuggire e rifugiarsi nella zona dell’attuale Ungheria,
zona dove fondarono un regno cristiano.
L’altro popolo Normanni (uomini del Nord) o Vichinghi, giunti dalla
Danimarca, attaccano da Nord, dalla Normandia che diventa un loro
dominio. Giungono addirittura in Sicilia grazie alle loro abilità marinare.
Crolla così quello che era stato, con Carlo Magno, un glorioso Impero. Ciò
che ne rimane è il regno di Germania e d’Italia (che comprende il Nord e la
Toscana).
Chiesa e societa
La cristianità, nel corso del Medioevo, era base di tutto il pensiero e
influenzava anche la piramide sociale che si divideva in tre classi:
1. oratores, uomini di chiesa, ecclesiastici; preti, vescovi, cardinali e
papa; seguivano la regola di ORA et LABORA;
2. bellatores, guerrieri e uomini dell’esercito; iniziano ad emergere i
cavalieri;
3. laboratores, uomini della plebe, fanno da colonna portante delle altre
due classi, grazie al loro lavoro in campo agricolo e artigianale; si
ritrovano in una condizione di schiavitu.
In modo abbastanza casuale, grazie a donazioni per mano di vari regni e
imperi cristiani d’Europa, il papa si ritrova ad essere sovrano del
Patrimonio di S. Pietro o Stato della Chiesa. Si estendeva dal Lazio alle
Marche, passando per il centro Italia. La ricchezza, di conseguenza, è
molta che il papa usa per finanziare la costruzione di chiese sparse per
tutt’Europa.
Il papa introdusse anche un arma per difendere i suoi interessi: la
scomunica, la possibilità di esiliare una persona dalla comunità cristiana
in modo temporaneo o permanente.
Il papa era il diretto rappresentante di Dio sulla Terra. Secondo il pensiero
medievale che vedeva il potere come un qualcosa che veniva direttamente
da Dio, dunque, aveva più influenza dell’imperatore.
Quest’ultimo, d’altronde, dopo che veniva eletto dai principi di Germania,
prima di divenire a tutti gli effetti imperatore, doveva venire consacrato
dal papa.
In un secondo momento, il Pontefice Massimo, se vedeva che il sovrano
non difendeva la fede cattolica, avrebbe potuto scomunicarlo.
Come detto prima, il papa aveva il massimo potere all’interno dello Stato
Pontificio. Quest’ultimo, però, per questioni amministrative venne diviso in
diocesi, le quali corrispondevano, grosso modo, alle provincie romane.
In ciascuna delle diocesi, inoltre, vi era un vescovo che la controllava dal
punto di vista economico e sociale.
Il papa acquisisce così a tutti gli effetti un potere temporale, cioè un
potere da capo di Stato. Veniva eletto dai cardinali, tramite un che
oltretutto, nel suo periodo di potere, lo potevano anche consigliare.
La sua residenza è la Curia Romana dove troviamo anche tre organismi
che avevano compiti diversificati:
- collegio cardinale, complesso che comprendeva tutti i cardinali;
- camera apostolica, uffici per la gestione e l’amministrazione dello
Stato;
- cancelleria, archivi e registrazione degli atti scritti dal papa.
In questo clima di ricchezza e prosperità per lo Stato Pontificio, nascono
anche dei problemi.
Primo tra tutti, la simonia che consisteva nella vendita delle cariche
ecclesiastiche. Si vendevano le possibilità di diventare preti o vescovi,
siccome questi ultimi avevano privilegi unici.
Un altro problema fu quello del concubinato ecclesiastico. Nonostante il
giuramento di castità, gli ecclesiastici andavano a donne o si sposavano
con donne che venivano dette concubine.
Ultimo problema, ma non per importanza, quello della vendita delle
indulgenze, cioè i giuramenti e il perdono divino.
In questo clima particolare per la Chiesa, vari monaci pensano che la
Chiesa debba tornare alla purezza delle sue origini e, per questo motivo,
mossero delle riforme nel mondo cattolico.
In particolare si ricordano quelle dei monaci del monastero di Cluny:
- riformarono la regola di San Benedetto, le ore di lavoro diminuiscono
a favore di ore di studio;
- inserirono nuovi ordini religiosi; cistercensi, pensavano che il lavoro
fosse parte integrante della giornata tipo di un ecclesiastico;
certosini, davanti alla loro cella avevano un orticello affinche
potessero alternare i lunghi periodi di studio, chiusi in stanza, e
momenti in natura.
Il mondo ecclesiastico in questo momento si divide tra i preti secolari,
vivono in comunità e si spendono per essa, e monaci, vivono in abbazie,
comandate dall’abate che aveva gli stessi poteri del vescovo.
Anche i laici si attivarono nella lotta contro la Chiesa medievale e le sue
attitudini. Si ricorda la pataria e coloro che ne facevano parte, i patari.
Impero
La dinastia degli Ottoni governa nell’Impero e, in particolare il suo
capostipite, Ottone I, fonda il Sacro Romano Impero Germanico.
Quest’ultimo durerà fino al 1806, però la decadenza era partita già dal
XVII secolo.
Inoltre Ottone I istituisce il privilegio Ottoniano: l’imperatore deve
gradire il papa e, dunque, può influenzare l’elezione del pontefice.
L’impero si estendeva nell’attuale Germania, dal quale prende anche
nome, ma anche in Nord Italia e Centro-Europa.
Proprio a causa dell’enorme estensione dell’Impero, come era successo
dopo Carlo Magno, l’imperatore si ritrova ad avere un potere fragile
causato, soprattutto, dal forte potere della classe signorile.
Nella zona italiana, la Corona ufficialmente spettava all’imperatore ma per
diverso tempo c’è stata una tentata rivendicazione da alcune famiglie del
Nord.
L’imperatore cercava di riprendersi i territori del Sud che erano
appartenuti ai Longobardi.
Per questo motivo Ottone scese una volta in Italia nella speranza di
invadere i territori. Qui interviene, diplomaticamente, l’Impero Bizantino
che propone, piuttosto, un matrimonio combinato tra i figli di uno e
dell’altro imperatore, stringendo un rapporto d’amicizia.
Scontro tra Impero e Chiesa
Arrivati al 1050 si crea una situazione tesa tra l’Impero e la Chiesa dal
momento che il Papa Niccolò II aveva abolito il privilegio ottoniano,
diretto che, però, l’Imperatore rivendicava.
I personaggi principali della guerra saranno l’imperatore Enrico IV e il
papa Gregorio VII.
La situazione degenera completamente quando l’imperatore raduna tutti i
vescovi tedeschi e dichiara pubblicamente la decaduta del papa.
La risposta del papa non tarda e Enrico IV viene scomunicato. Inizia così
la lotta per le investiture e avviene la divisione tra guelfi (papa) e
ghibellini (imperatore).
Il papa chiama i Normanni in soccorso.
La lotta si concluse dopo un imploro di perdono, da parte dell’Imperatore,
avvenuto a Canossa, e, nel 1122, si redige il concordato di Worms:
l’investitura, cioè le cariche religiose, veniva data dal papa, il titolo di
principe dall’imperatore.
Dopo più di 50 anni, la situazione si ristabilisce definitivamente.
SITUAZIONE EUROPEA
Seguendo la mappa facciamo il
punto della situazione, in chiave
geostorica, dell’Europa dell'anno
1000.
Ducato: ampia regione al confine,
controllata dal duca;
Contea: regione dell’entroterra,
controllata da un conte
PENISOLA IBERICA
Nel Sud, erano giunti gli Arabi e avevano instaurato un califfato
(=monarchia musulmana) che prese il nome di Califfato di Cordoba. Nel
Nord, al contrario, si trovano vari regni con stampo cristiano: Regno di
Leon, di Castiglia e di Navarra e Contea di Barcellona. Nel XI secolo
avverrà la Reconquista.
GERMANIA e ITALIA: territori appartenenti al Sacro Romano Impero
Germanico e comandati dall’imperatore.
Nel Centro e nel Sud c’è lo Stato della Chiesa e altri domini imperiali,
musulmani e bizantini.
HEXAGONE FRANCESE
Dopo l’anarchia, che caratterizzò l’inizio del nuovo millennio, si stabilizzo il
regno di Francia nella maggior parte dei territori. Eccezione fatta per il
Sud-Est con un ducato (quello di Borgogna) e il Nord che, come avevamo
visto, fu vittima di attacchi dei Normanni (regno di Normandia).
ISOLE BRITANNICHE
I territori erano comandati dagli anglosassoni, provenienti dalla Sassonia,
regione tedesca. Questo dominio viene malvisto e, in particolare, proprio
Guglielmo di Normandia, re normanno, rivendicava il trono inglese.
La scelta del re fu di combattere il dominio anglosassone e diventare re
d’Inghilterra, piano che risulto vittorioso e per il quale Guglielmo venne
ricordato con il nome di il Conquistatore.
Questo evento porta la storia dei territori francesi ed inglesi ad intrecciarsi
dal momento che Guglielmo era re sia in Francia sia in Inghilterra.
I territori vennero così amministrati da giustizieri che a loro volta
controllavano degli
sceriffi.
EST EUROPA
Nei Balcani, abbiamo
l’esteso Regno di Bulgaria
oltre al già citato Regno
di Ungheria. Nella zona
anatolica persiste la
presenza del glorioso
Impero Bizantino.
Regno Normanno in Italia
Nell’Italia meridionale, i bizantini, erano presenti e avevano iniziato a
minacciare i signori della Puglia. Questi ultimi, per timore della forza
bizantina, chiedono l’aiuto dei Normanni.
Il re normanno manda così truppe che bloccano l’avanzata dell’Impero
d’Oriente e, oltretutto, guadagnano territori in Puglia e Campania.
Si espanderanno ancora di più con il tempo, arrivando a dominare tutto il
Sud Italia, fino ai confini con lo Stato Pontificio.
La prima cosa che i Normanni fanno è quella di limitare i poteri signorili e
delle città, accentrando il potere.
Signorie
I grandi signori iniziano ora ad avere paura delle popolazioni bellicose
(Normanni, Saraceni, Ungari) e inventano un metodo di difesa: i castelli.
Venivano costruiti sulle colline per permettere una visuale dall’alto del
territorio.
Dunque i signori divengono dei proprietari terrieri speciali, con il
particolare compito di difesa del territorio, di determinazione della
giustizia e di ordine pubblico. Di conseguenza ha un vero e proprio potere
di banno, come fosse un re.
Inoltre ha la possibilità di essere laico o ecclesiastico, dunque di far parte
della Chiesa.
Il signore comandava sulla popolazione e imponeva un sistema curtense
(curtis=villa) nei suoi territori.
Divideva, di conseguenza, la Curtis in 6 elementi principali:
1. caput curtis, centro della villa, era il punto dove si trovavano dimora
del signore, gli uffici, gli edifici amministrativi, magazzini e la chiesa;
2. pars dominica, terre del signore, coltivate da schiavi;
3. pars massaricia, terre affidate a contadini liberi che, però, dovevano
pagare un affitto chiamato canone in natura (corvées) o in denaro;
4. villaggi dei contadini, punti dovevi vivevano i contadini liberi;
5. altre terre dei proprietari terrieri o contadini non dipendenti, né per
canone né per schiavitu, al signore
6. elementi naturali o artificiali cruciali per la Curtis, fiumi, strade,
sentieri, bosco.
Comuni
Era una forma auto-governativa con basi repubblicane che si diffuse nel
Nord Italia.
Il comune poteva:
- organizzare mercati e dare concessioni su chi e cosa poteva
vendere;
- permettere costruzioni, decideva chi e cosa costruiva e decideva se
fossero necessarie mura, municipio, chiese, cattedrali;
- organizzare la milizia cittadina, esercito di volontari.
Si diffusero in Nord Italia perché il potere dell’imperatore era minimo, a
causa della lontananza, ma, anche e soprattutto, a causa del fatto che lui
non poteva lasciare la Germania, per paura che, al suo ritorno, avrebbe
trovato un altro nuovo imperatore. Ci furono tracce di comuni anche in
Francia e Spagna.
Vi era un consiglio comunale che eleggeva dei magistrati, per solo un
anno, affinché non potesse presentarsi una dittatura e, di conseguenza, si
mantenesse lo stampo repubblicano.
L’Italia, dunque, si ritrova frammentata in molti comuni che
corrispondevano alle diocesi/province. Ciò rappresenta un'evoluzione
economica dal momento che i mercati erano in ciascuno dei comuni.
Nasce, da questa realtà comunale, uno scontro diretto comuni-impero
che portano l’Impero e Federico I Barbarossa a preoccuparsi della
situazione di autonomia acquisita dai comuni, subito dopo aver risolto i
conflitti interni.
Oltre a dover indebolire i comuni, Federico I aveva anche tendenze
espansionistiche su tutta la penisola italiana.
Federico I Barbarossa divise la missione in 3 spedizioni.
1. DIETA Cerca, con una dieta, di convincere i comuni a restituire i
poteri. I comuni non cedono.
2. GOVERNATORE Tenta di inserire la figura di un governatore, in
ciascuno dei comuni, che era incaricato di mantenere il potere
accentrato. I comuni non lo accettano.
3. GUERRA Scoppia dunque la guerra che vede coinvolti i comuni del
Nord Italia (unificati in Lega Veneta, prima, e Lega Lombarda, poi)
e l’Impero che vede quest’ultimo sconfitto a Legnano.
Pace di Costanza (1183): i comuni riconoscono l'autorità
dell’imperatore come re d’Italia ma pretendono l’indipendenza.
Imperatore costretto alla firma.
Dopo l’anno 1000
Dopo l’anno 1000, avvenne in Europa una esponenziale crescita
demografica grazie alla fine delle invasioni e la crescita dei raccolti,
favoriti anche dall’innovazione.
Avvenne anche uno spostamento della popolazione verso terreni fertili e
con abbondanza di legno (boschi), dunque in Germania e Centro Europa.
Si fondarono nuove città definite Villanova (città nuova) o Borghifranchi
(tributi non esistevano). I grandi proprietari terrieri iniziarono a dar via i
loro terreni con grosse esenzioni fiscali.
Innovazioni
Le innovazioni introdotte nel campo sociale, economico ma soprattutto
agricolo furono diverse:
- ferro di cavallo, era un pezzo di ferro levigato a forma di uno zoccolo
che veniva, per l’appunto, messo su quest’ultimo affinché non si
rovinasse e permette al cavallo di rimanere in movimento per più
tempo;
- aratro in ferro, permetteva uno scavo più profondo e, di
conseguenza, l'ossigenazione del terreno;
- collare, viene spostato dalla gola, punto che impediva all’animale di
respirare in modo regolare, alla spalla;
- rotazione triennale, il campo veniva diviso in tre parti e, si
alternavano i raccolti annuali, per ciascuno di queste parti;
- mulini ad acqua e a vento
● si diffusero in Spagna, Olanda, Francia del Nord, Inghilterra e
Italia del Nord;
● vennero adoperati nell’agricoltura, per macinare il grano;
● usati in falegnameria, con lo scorrere continuo dell’acqua, veniva
alimentata costantemente una sega che taglia legno;
● per alimentare il martello che batteva il ferro, nella metallurgia;
● nel settore tessile, con la seta.
-
- associazioni di mestiere o corporazioni, per stabilire prezzi di vendita
di raccolti e oggetti. Non riguardavano solo mestieri manuali ma
anche i notai e i professori;
- università, a tutti gli effetti delle corporazioni che radunavano
studenti e docenti. Importanti quella di Bologna (prima creata nel
1088) e quella di Salerno. In questi punti si insegnano Arti, Decreto,
Diritto, Medicina, Teologia però i libri erano costosi e pochi potevano
permetterseli, rendendo così le università un privilegio per pochi.
Iniziò a diffondersi la richiesta della libertà d’insegnamento senza
imposizioni ecclesiastiche e politiche (es.: solo a Salerno si potevano
dissezionare corpi).
Le città
Avviene anche una rivoluzione urbana con l’introduzione delle
costruzioni in muratura.
I ricchi signori iniziano a costruire loro palazzi personali e si istituisce il
palazzo comunale per rappresentare l’autonomia di ciascun comune.
Nonostante le innovazioni, i livelli di pulizia e sanità rimangono
comunque carenti, a causa dell’assenza di rete fognarie e di condizioni
lavorative pessime, ad esempio i macellai che lavoravano e buttavano gli
scarti nelle strade. Ciò favorisce la creazione e la diffusione di malattie.
Le strade erano per lo più sterrate, dal momento che quelle romane
erano ormai rovinate e la costruzione di nuove era un processo lungo e di
difficile riuscita.
L’economia
L’economia, grazie ai mercati e alla prosperità delle attività, ebbe un
incremento esponenziale, favorito anche dall’uso della moneta e dai
commerci a lungo raggio.
Con questo incremento nasce il bisogno di introdurre alcune innovazioni
pratiche:
- cambiavalute, quando il mercante arrivava in un altro paese, si
recava da queste persone per cambiare i soldi del loro paese in quelli
del paese in cui si trova;
- attività bancarie, volte a offrire l'opportunità di deposito e prestito;
- lettera di cambio, una versione antica dell’assegno, un foglio che ha
un determinato valore per evitare che i mercanti portassero con loro
ingenti quantità di denaro contanti;
Nasce, inoltre, una nuova classe sociale, quella dei mercanti che va via via
arricchendosi e ambisce a una vita simile a quella aristocratica, a suon di
studi di lingue e matematica e costruzione di palazzi.
Questa attitudine si nota nel quadro del matrimonio degli Arnolfini, nella
quale vari elementi tali i vestiti, la pallidità della donna e il cagnolino ben
curato, sono segno di ricchezza.
Questo arricchimento è reso possibile dal fatto che essi vendevano tanta
merci in tanti posti, al contrario del commerciante che si limitava a pochi
mercati.
Commenda: accordo tra un mercante stabile e più ricco e altri itineranti e
minori, nella quale il più ricco finanziava i viaggi, mentre gli itineranti
dovevano portare le merci al loro punto di vendita. Finiva con la fine del
viaggio.
Compagnia: gruppo di mercanti che attivano una commenda ma fissa e
stabile.
Vengono istituite anche le assicurazioni, affinché si potessero tutelare i
mercanti siccome dovevano intraprendere lunghi viaggi e pieni di pericoli.
Le 4 città pioniere di questa rivoluzione mercantile furono le 4 città
denominate marinare: Amalfi, Genova, Pisa, Venezia.
Si resero protagoniste dei traffici in tutto il Mediterraneo, in particolar
modo quelli verso l’Oriente, dove presero controllo anche su determinate
città della Crimea, dei Balcani e dell’Impero Bizantino, che divennero
empori, con lo scopo di immagazzinare e, in un secondo momento,
vendere le merci. Venezia ottenne vari privilegi dall’Impero Bizantino.
Quelli in Crimea e, quindi, sul Mar Nero, nonostante possano sembrare
poco utili, in verita furono cruciali perche dall’attuale Ucraina partiva poi
la via della seta verso l’Asia.
Si crea anche una letteratura mercantile per mano di Marco Polo che
scrisse Il Milione.
Clima europeo prima delle crociate
In Europa, la situazione era rimasta tale e quale a quella che abbiamo
visto precedentemente, ma con le crociate inizia tutto a vedersi come un
complesso di religioni:
- nel Sud dell’Europa, in particolare Sicilia e Penisola Iberica, vi erano
i musulmani.
- nell’Est Europa, era avvenuto uno scisma (1054) con la Chiesa
Occidentale, nella quale il patriarca di Costantinopoli aveva
scomunicato il papa e non lo riconosceva più come il Pontefice
Massimo della cristianità e il papa non era stato da meno,
scomunicando il patriarca. Nacque così la Chiesa ortodossa;
- il resto d’Europa, Chiesa d’Occidente cattolica.
Come abbiamo capito, l’XI secolo è un secolo colmo di innovazioni e,
anche prima delle crociate, ne abbiamo tante altre:
- bussola, dopo la scoperta dell’ago magnetico, avvenuta già secoli
prima, per mano dei cinesi, si costruì il primo oggetto capace di
orientare i navigatori anche in alto mare;
- grazie all’uso della bussola, si poterono disegnare delle carte
nautiche con tutte le rotte e le coste presenti nel Mare Nostrum;
- introduzione del timone di poppa, che permetteva una migliore
manovra delle navi;
- la differenza tra navi commerciali (o tonde) e belliche (o
galee/galere) e il fatto che le seconde avevano bisogno di robusti
rematori che, per esempio, i veneziani trovavano in Dalmazia.
I cristiani iniziano a vedere i musulmani come un pericolo e cominciano a
pensare di voler muovere una guerra sacra: le crociate.
Le crociate
I turchi selgiuchidi, giunti dall'attuale Afghanistan, fecero vari assalti ai
regni musulmani, riuscendo a invadere Palestina (e Gerusalemme).
Si converitorono anche all’Islam.
I regni cristiani scoprono dell’invasione di Gerusalemme, quella che
rappresentava la loro Terra Santa, meta di pellegrinaggi, i quali
cominciarono, però, a venir ostacolati dagli “infedeli” musulmani.
Non agiscono subito.
L’invasione selgiudica non si placa con la Palestina ma cercano di
spingersi ben oltre, arrivando a vincere una battaglia cruciale, quella di
Manzikert (1071) e arrivando così alle porte di Costantinopoli.
In questo clima, l’Impero d’Oriente chiede aiuto alle forze occidentali ed è
il papa colui che raduna le milizie dei vari regni per soccorrere i bizantini:
iniziano le crociate, che portano il nome dalla croce che portavano
ricamata i soldati sulle loro vesti. Furono, in totale, 8.
Fin adesso abbiamo analizzato il punto di vista religioso, ma non per
questo non c'erano altri obiettivi nelle crociate: i cavalieri speravano di
guadagnare dei terreni (motivo economico) e, d’altro canto, il papa voleva
evitare le guerre europee cercando, piuttosto, di far scaricare la furia dei
regni cristiani contro un nemico comune.
La prima crociata fu un successo, i soldati riuscirono ad entrare vittoriosi
nella Terra Santa, nel 1099. Si fondarono i Regni Latini d’Oriente
Poco meno di 100 anni dopo, Gerusalemme tornò tra le mani turche e gli
stati europei, ormai stremati, non tentarono più una riconquista dei
territori, lasciando crollare i regni latini d’Oriente.
Furono le 4 città marinare le più fortunate in questa situazione disastrosa,
dal momento che erano incaricate di trasportare rifornimenti e soldati.