Cap 2
Cap 2
IL VANTAGGIO COMPETITIVO
È il risultato di una strategia che consente all’impresa di occupare e mantenere una posizione
favorevole sul mercato, che si traduce in una redditività STABILMENTE superiore a quella dei
concorrenti e consiste nella capacità di creare un valore superiore per il mercato.
Esprime una posizione migliore rispetto ai concorrenti in uno stesso raggruppamento strategico.
Per individuare concretamente il vantaggio competitivo occorre poter delineare i confini dell’area
di business e l’insieme degli operatori con cui ci si confronta.
L'impresa è in una posizione di vantaggio competitivo quando raggiunge l'eccellenza rispetto ai
rivali negli ambiti da cui dipendono i fattori critici di successo nel mercato di riferimento, varianti
in base al settore e che si dividono in caratteristiche economico-tecnologiche e in strumenti
competitivi sui quali le imprese operanti hanno costruito la loro strategia.
- Fattori dalla prospettiva del mercato: aspetti più rilevanti per la domanda + quali opportunità
offre il mercato stesso
- Prospettiva impresa: quali aspetti della propria offerta la distinguono dai concorrenti e
consentono una miglior soddisfazione dei bisogni dei clienti
La creazione di valore
L'impresa può raggiungere una posizione di vantaggio competitivo se riesce a creare valore in
maniera superiore rispetto alla maggior parte dei concorrenti in un determinato business.
La creazione di valore si manifesta (=si misura) con la differenza tra beneficio netto generato per il
consumatore e il costo totale sostenuto dall’impresa per la sua produzione. Il Beneficio netto per il
consumatore corrisponde al beneficio percepito meno i costi da sostenere per l’acquisto del
prodotto/servizio e meno i costi di transazione.
Tanto maggiore è la differenza fra beneficio netto e costo totale, tanto maggiore è il valore creato
--> Vantaggio competitivo consistente.
Per massimizzare il valore creato, l’impresa può:
1. Aumentare il beneficio netto (incrementando quello percepito o riducendo i costi di
accesso, utilizzazione e transazione)
2. Ridurre il costo totale (riducendo i costi interni o i costi di approvvigionamento esterno)
Il prezzo non può essere maggiore del beneficio netto percepito dal consumatore, poiché questo,
insieme alla capacità di spesa, determina la sua disponibilità a pagare. Un prezzo inferiore al
beneficio netto percepito genera un surplus per il consumatore.
Fissare il prezzo più vicino possibile al beneficio netto non è sempre la cosa migliore perché la
variazione del surplus causa una variazione nella quantità di domanda. Il prezzo deve quindi
considerare:
1. L’impatto della dimensione della domanda sul costo totale (a volte conviene favorire il
surplus del consumatore);
2. La possibile reazione delle forze competitive
La profittabilità complessiva dell’impresa è determinata da:
a. L’attrattività del business, in termini di profittabilità potenziale
b. Il vantaggio competitivo raggiunto nei vari business ove l’impresa decide di essere presente
Determinanti e sostenibilità del vantaggio competitivo
Alla base del vantaggio competitivo c’è la capacità dell’impresa di risultare diversa in termini:
- Efficienza operativa: svolgere le stesse attività dei concorrenti ma in modo più efficiente
- Posizionamento strategico
NB: l’effetto di distinzione tende a ridursi nel tempo con una convergenza degli operatori sulla
frontiera tecnologica, facilitata da due fenomeni (fattori di erosione):
a. Diffusione di best practices
b. Condivisione degli stessi fornitori, che favorisce l’omogeneizzazione dei costi
La diversità del vantaggio competitivo deriva da come l’impresa si rapporta col cambiamento. Essa
può generarlo tramite l’innovazione, che le permette di acquisire elementi di diversità e di far
percepire gli elementi distintivi di valore.
Ma in altri casi può trovarsi ad affrontare il cambiamento determinato da altri soggetti
nell’ambiente rilevante, facendolo PRIMA o MEGLIO dei concorrenti, in modo da rafforzare la
valenza dei propri fattori di diversità (risorse e competenze distintive).
First movers
Vuol dire guidare il cambiamento. Vantaggi:
- Economie di apprendimento
- Intensità barriere all’entrata dopo l’insediamento del first mover
- Costi di conversione per i clienti per modificare il fornitore
- Rapidità di diffusione degli standard tecnologici introdotti per primi
- Intensità di controllo su approvvigionamento e distribuzione
- L’effetto su reputazione e percezione di qualità per il fatto di essere primi
- Probabilità di rapidi e significativi mutamenti del mercato/contesto competitivo
Svantaggi del first mover:
- Alti costi di ricerca e sviluppo
- Assenza o insufficienza dei canali di fornitura e distribuzione
- Inadeguatezza delle tecnologie e dei prodotti complementari
- Incertezza delle richieste della domanda
Attività di supporto: finalizzate a rendere possibile il miglior svolgimento delle prime e sono trasversali
all’intero sistema aziendale
Il rilievo e l’estensione di ciascuna attività di supporto variano per ogni impresa a seconda del settore, della
mission, la dimensione e il modello organizzativo e dal sistema di procedure operative adottate.
La catena del valore permette di analizzare le attività svolte sotto due profili:
- Sotto il profilo della rilevanza strategica: quali sono le attività maggiormente critiche per il vantaggio
competitivo?
- Sotto il profilo della competenza interna: quale capacità ha l'impresa rispetto a queste attività?
Due attività sono complementari se fare (più di) una aumenta il valore di fare (più dell’) altra. Se due
attività sono complementari, aumentarne una aumenta la convenienza di accrescere l’altra.
La catena del valore va considerata anche in relazione a quella di altri business/imprese collegati
(in particolare a monte e a valle). Parliamo quindi di SISTEMA DEL VALORE per indicare che la
catena del valore di un’impresa (o di un suo business) si inserisce in una filiera che comprende a
monte le catene dei fornitori e a valle quelle dei clienti del prodotto finale; inoltre può anche
essere connessa con quella di altri business della stessa impresa. Ergo, il valore finale che si
genera non è solo il risultato solo della somma del valore generato dalle attività dell’impresa.
Non a caso le competizioni nei mercati finali avvengono sempre più fra sistemi integrati di imprese
e il diffondersi di forme sempre più strutturate di cooperazione. I legami fra catene diverse del
valore si sostanziano su 5 flussi che coesistono e si influenzano a vicenda:
1. Di beni
2. Di informazioni
3. Di competenze
4. Monetario
5. Di valori di natura non economica
Una prospettiva più ampia è offerta dall’idea di costellazione del valore. Tale modello supera l’idea
che il valore generato è la somma dei valori realizzati nelle diverse fasi della catena del valore.
Ciò supera il presupposto della catena di Porter, secondo cui il valore finale è derivante dalla
somma del valore realizzato nelle singole fasi. Stavolta il valore generato per il cliente è la
risultante di componenti di valore creati dai singoli attori direttamente o indirettamente nella
produzione e messa a disposizione al cliente di quel certo prodotto.
Tale principio determina un allargamento delle attività considerate rilevanti per raggiungere la
posizione di vantaggio competitivo, per cui la strategia deve definire ruoli e posizione dell’impresa
in tutti i contesti ove si crea una certa parte del valore rilevante nel proprio business, anche in
ambiti lontani --> Ciò NON DETERMINA NECESSARIAMENTE UN AMPLIAMENTO DELLE ATTIVITA’
svolte direttamente dall’impresa.
Anzi, l’impresa tende a specializzarsi sulle core activities attivando relazioni per raggiungere un
adeguato presidio nelle altre, rendendo sempre più importante il partecipare a relazioni di rete, sia
organizzandola che giocando un ruolo specialistico.
La catena del valore può anche essere estesa considerando l’insieme di relazioni stabilite
dall’impresa con soggetti diversi per realizzare tali attività e/o acquisire le risorse necessarie alla
loro realizzazione. Si può allora descrivere una catena delle relazioni che l’impresa stabilisce con
soggetti interni ed esterni per realizzare al meglio le sue attività.
Nel tempo, infatti, l’impresa sviluppa un certo mix di relazioni attraverso le quali acquisisce forti
fattori di vantaggio competitivo/ opzioni di sviluppo, apporta valore ai propri interlocutori nella
costellazione cui fa parte. Nella catena delle relazioni si fa riferimento alle relazioni tra i soggetti
interni all’impresa e quelle da loro poste con soggetti esterni.
Con tale insieme di relazioni l’impresa acquista, controlla e sviluppa le risorse e le competenze
attraverso cui sono svolte le attività che producono valore.
LE STRATEGIE COMPETITIVE
Il vantaggio competitivo può derivare da:
1. Capacità di commercializzare un prodotto
analogo a quello dei concorrenti ad un costo più
basso (vantaggio di costo);
2. Capacità di offrire un prodotto con
caratteristiche distintive rispetto ai rivali e a cui il
cliente riconosce un valore per il quale è disposto
a pagare un prezzo superiore ai costi sostenuti
per la sua produzione (vantaggio di
differenziazione).
Le due strategie sono perseguibili sia a livello di intero mercato o su un singolo segmento dello
stesso (strategia di focalizzazione). Le strategie competitive hanno successo quando generano un
valore percepito dal cliente superiore rispetto ai concorrenti.
Tale valore può derivare dalla riduzione di costi che il cliente deve sostenere per soddisfare il
bisogno o dall'aumento dei benefici che ne trae.
In ogni caso non si può pensare che sia leadership di costo e differenziazione siano
completamente contrapposti. Il fatto che l’impresa per differenziare sostenga maggiori costi per
alcune tipologie di input non si significa che essa non cerchi in ogni caso di operare in condizioni
di efficienza, cercando in ogni caso di minimizzare i costi.
Analogamente il fatto che il vantaggio di costo sia favorito dalla standardizzazione non
comporta che l’offerta non possa avere in ogni caso elementi di differenziazione. Perciò in ogni
caso l’impresa deve sia minimizzare i costi sia differenziarsi dai concorrenti (es. Ikea, Toyota) -->
DUAL COMPETITIVE ADVANTAGE
Per raggiungere una posizione stabile di vantaggio competitivo l'impresa deve coniugare la
creazione di valore per il cliente attraverso la differenziazione della propria offerta con bassi costi
di produzione. Non solo non devono essere contrapposti, ma possono essere anche
complementari: il successo nella differenziazione può portare ad un incremento del volume di
vendite che permette di sfruttare l'economia di produzione, nonché uno dei vantaggi della
leadership di costo.
Differenziazione
Attribuisce al prodotto fattori che aumentano il valore riconosciuto dal mercato rispetto a quello
dei prodotti o dei servizi concorrenti, tramite:
1. Unicità: ci devono essere aspetti che distinguono nettamente l’offerta rispetto ai concorrenti
2. Valore dei fattori di unicità: l'unicità è rilevante solo se è basata su fattori che creano un
valore per il cliente target. Questa deve manifestarsi in attributi specifici dell'offerta che
generano un incremento del valore di cui il cliente beneficia direttamente.
3. Percezione dell'unicità: il maggior valore degli elementi di unicità non basta, è necessario che
il cliente sia consapevole di questi. Serve quindi un’adeguata comunicazione finalizzata ad
informare il cliente.
4. Sostenibilità economica: il maggior valore e gli attributi unici si devono tradurre nella
disponibilità a pagare un prezzo maggiore da parte del cliente. Infatti, la strategia di
differenziazione porta un vantaggio competitivo solamente se i costi sostenuti per attuare la
strategia sono inferiori al prezzo che i clienti sono disposti a pagare (differenziale di prezzo
superiore al differenziale di costo).
1. Contenuto tecnologico
2. Performance (efficacia, efficienza, sicurezza, versatilità)
3. Affidabilità (rispetto di adeguati standard di funzionamento in un determinato orizzonte
temporale e corretto uso)
4. Caratteristiche materiali dei componenti (es. fotocamera zaffiro apple)
5. Integrabilità con altri prodotti (soddisfa esigenze complesse della domanda)
6. Ampiezza della gamma di cui il prodotto è parte e facilità con cui il cliente trova la
versione del prodotto più adatta alle specifiche caratteristiche ed esigenze
7. Grado di innovatività
8. Design
Leadership di costo
La capacità dell’impresa di operare con costi unitari inferiori le consente di controllare la leva
competitiva del prezzo: l’impresa può aumentare la sua quota di mercato andando a porre un
prezzo inferiore rispetto a quello fissato dai concorrenti dello stesso raggruppamento strategico.
Tale riduzione di prezzo instaura un circolo vizioso: aumento quota di mercato -> espansione
livello di produzione -> sfruttamento economie di scala e accumulo di esperienza -> aumento
efficienza -> incremento margine operativo -> aumento volumi venduti
Il processo è tuttavia rallentato da:
1. Il fatto che l’informazione richieda un certo tempo prima di essere percepita dal mercato
2. L’impresa può non disporre della capacità produttiva per soddisfare la domanda
3. L’impresa non gestisce efficacemente logistica in uscita e distribuzione
4. Il comportamento dei consumatori, nel cambiare il proprio fornitore, è caratterizzato da una
certa inerzia che riduce la portata dei fattori di cambiamento
La leadership di costo non confluisce sempre in una riduzione di prezzo! è infatti evidente che, se
l'impresa mantiene il prezzo ai livelli medi, beneficerà di un margine di redditività più alto, che si
rifletterà in un aumento delle fonti finanziarie per investimenti futuri.
In alternativa, invece che agire sui singoli fattori, si può riconfigurare la catena del valore,
modificando la propria organizzazione e il modo con cui svolge le attività, assumendo una
differenziazione strutturale rispetto ai concorrenti. Ci sono quattro modalità:
1. Esternalizzazione di alcune fasi della catena del valore (outsourcing), specie di quelle
attività ove l’impresa ha uno svantaggio di costo rispetto ai concorrenti
2. Reingegnerizzazione dei processi produttivi
3. Razionalizzazione dell’insieme di unità produttive (Poche unità di maggiori dimensioni)
4. Riposizionamento nella filiera produttiva tramite INTEGRAZIONE VERTICALE
Questa alternativa porta ad un cambiamento più radicale, con il vantaggio di portare l’impresa su
una struttura dei costi completamente nuovo. Inoltre, risulta essere un cambiamento
difficilmente replicabile all’esterno.
La focalizzazione