GIOVANNI VERGA
La vita
• La giovinezza.
- Nasce a Catania nel 1840 in una famiglia di nobili
proprietari terrieri di idee liberali.
- Gli studi giovanili nutrono i suoi ideali patriottici e gli fanno
amare i romanzi popolari francesi di tema storico.
- Frequenta per poco la facoltà di legge per poi seguire le
imprese di Garibaldi entrando nella Guardia Nazionale.
Appoggia dunque gli ideali del Risorgimento.
• Il periodo fiorentino
- Mentre continua a scrivere romanzi a sfondo patriottico nel
1865 si sposta a Firenze, la capitale.
- Nei salotti letterari incontra molti intellettuali fra i quali
Capuana.
- A Firenze scrive il suo primo romanzo famoso (all’epoca),
“Una peccatrice”.
• Milano e il Verismo
- Dopo aver passato qualche anno fra Toscana e Sicilia nel 1872 si
sposta a Milano, capitale della cultura.
- Incontra esponenti della Scapigliatura che influenzano romanzi di
ambientazione borghese, incentrati sul tema dell’amore-passione,
scritti in quel periodo.
- A Milano legge realisti e naturalisti francesi ed è influenzato dalla loro
scrittura.
- Dal 1874 inizia la conversione al Verismo che ha la sua prima
realizzazione concreta nel 1878 con la novella “Rosso Malpelo”.
- Gia con la novella “Nedda” si era avvicinato alla poetica naturalista,
mantenendosi però ancora in parte romantico.
- A Milano progetta i cinque romanzi del Ciclo dei vinti e
pubblica le raccolte di novelle.
• Ritorno a Catania e crisi creativa.
- Nel 1893 torna a Catania per restarci. Non riesce quasi più
a scrivere.
- Non termina il Ciclo dei vinti, scrive solo qualche testo per il
teatro.
- Politicamente si sposta a destra difendendo le scelte
reazionarie dello stato italiano e divenendo nazionalista e,
allo scoppio della prima guerra mondiale, interventista.
LE OPERE
• FASE PREVERISTA
- Romanzi storico-patriottici: sono storie di amore e di lotta
ambientate nel recente passato (rivoluzione americana,
periodo napoleonico, Risorgimento)
- Romanzi sentimentali
Nel periodo vissuto fra Firenze e Milano (all’inizio) Verga
scrive romanzi che raccontano storie d’amore tragiche
ambientate nel mondo dell’alta società del tempo.
. “Una peccatrice” (1866): una storia d’amore che termina
con un suicidio
. “Storia di una capinera” (1870): una ragazza è costretta
al convento nonostante una passione amorosa che sta
vivendo. Si lascerà morire per il dolore.
. “Eva” (1873): un pittore si innamora di una ballerina e ne
diviene vittima. Viene criticata la corruzione interna alla
società borghese. Si ritrovano idee proprie della
Scapigliatura.
. “Tigre reale” (1873): una storia di amore e morte in cui si
racconta di un giovane siciliano che tradisce la moglie per
una donna fatale, una contessa russa, alla morte della
quale torna a vivere in famiglia.
. “Eros” (1874): un nobile libertino tradisce la moglie, poi
cerca di tornare da lei, ma lei muore di dolore e lui si
uccide. Anche qui c’è un dualismo fra la donna fatale (la
corruzione del mondo borghese) e la moglie fedele (i valori
tradizionali).
- L’avvicinamento al Verismo
. Con la novella “Nedda” inizia a raccontare la Sicilia
contadina dove la protagonista, divenuta madre fuori dal
matrimonio, è vittima dei pregiudizi della gente.
. Sono ancor presenti tematiche melodrammatiche proprie
dei romanzi precedenti e l’autore non si è ancora eclissato,
anche se l’ambientazione non è più quella dell’alta società.
. La realtà umile della Sicilia è presente anche in “Padron
‘Ntoni”, scritto nel 1875 e mai pubblicato (sarà un abbozzo
del primo romanzo verista.
. Nel 1876 sono pubblicati racconti ancora vicini al
romanticismo e alla scapigliatura, ma nei quali è presente il
mondo degli umili (“Primavera e altri racconti”).
• FASE VERISTA
- Adesione al Verismo.
Questa seconda fase inizia nel 1878 con “Rosso
Malpelo” e finisce con il romanzo “Mastro don
Gesualdo” (1889). Comprende raccolte di
novelle, romanzi e opere teatrali
- IL CICLO DEI VINTI
. Nel 1878 Verga progetta un ciclo di romanzi nei quali
avrebbe raccontato la lotta per la vita come si manifesta
nelle diverse classi sociali. E’ sicuramente influenzato da
Balzac e Zola che avevano elaborato raccolte di romanzi di
questo tipo.
. Nei cinque romanzi previsti avrebbe raccontato, partendo
da una sua visione pessimistica, quali siano e cause
dell’agire dell’uomo e come questo agire sia destinato alla
sconfitta.
• I MALAVOGLIA: pescatori e contadini lottano per
sopravvivere e sono sconfitti.
• MASTRO DON GESUALDO: la borghesia provinciale vive
solo per ampliare il patrimonio e cade vittima della propria
avidità.
• LA DUCHESSA DI LEYRA: l’aristocrazia cittadina è vittima
della propria vanità, del proprio orgoglio.
• L’ONOREVOLE SCIPIONI: il ceto politico è sconfitto dalla
propria sete di potere.
• L’UOMO DI LUSSO: l’alta società distrutta dalla propria
ambizione.
- Dovevano esserci rapporti di parentela fra i personaggi
principale dei vari romanzi (escludendo I Malavoglia), ma
Verga riuscirà a completare solo i primi due testi.
• L’ULTIMA FASE
- Nella terza fase della produzione letteraria di Verga troviamo
due raccolte di novelle e due drammi teatrali nei quali
traspare il pessimismo sempre più accentuato e lo
spostamento a destra a difesa di posizioni conservatrici e
reazionarie.
PENSIERO E POETICA
• PRESUPPOSTI IDEOLOGICI
Nelle opere di Verga si può cogliere il pensiero dell’autore
riguardo alla vita dell’uomo e alla storia.
- Il reale va scritto in maniera scientifica (Positivismo)
- I bisogni materiali più semplici sono alla base dell’agire
dell’uomo (Materialismo)
- Momento storico, ambiente ed ereditarietà influenzano
l’uomo (determinismo)
- Nella società esiste una lotta per la vita nella quale prevale
il più forte
• IL PESSIMISMO
- Secondo Verga, dato che il più forte prevale sul più debole,
non può esserci progresso umano. Dietro al progresso che
appare in superficie ci sono infinite sconfitte che gli uomini
subiscono da sempre.
- Questa realtà non può essere modificata, ma solo
accettata.
- L’arte non può risolvere i problemi del mondo.
• RELIGIONE DELLA FAMIGLIA E DEGLI AFFETTI
- In un mondo determinato dalla legge del più forte non c’è
spazio per la religione (provvidenza o paradiso).
- Restano solo i valori della famiglia, delle tradizioni. Chi si
allontana dal luogo di origine è destinato alla sconfitta.
- Verga definisce così una “religione della famiglia” e un
“ideale dell’ostrica” dove si afferma l’attaccamento dei
poveri al proprio scoglio.
Approdo al Verismo
- Dal 1874 Verga legge naturalisti e realisti francesi e queste
letture influenzano la novella “Nedda”, dove sono presenti i
temi e gli ambienti del Verismo, ma dove troviamo ancora
un narratore esterno che giudica i fatti.
- Solo con “Rosso Malpelo” nel 1878 si può parlare di
Verismo in quanto chi narra fa parte del mondo che viene
raccontato.
TESTI PROGRAMMATICI DELLA POETICA VERISTA
• “Fantasticheria”: Verga vuole qui rappresentare il mondo
dei pescatori siciliani e le motivazioni che li spingono a
sopravvivere in questo ambiente difficile, il tutto raccontato
dal loro punto di vista.
Si parla già di religione della famiglia e di ideale dell’ostrica.
Lettera prefazione all’”Amante di Gramigna”:
- Ciò che si racconta deve essere simile a un documento
umano
- Bisogna definire una scienza del cuore umano indagando
sulla psicologia dei personaggi in modo scientifico
- Lo scrittore deve raccontare in maniera oggettiva senza
mai esprimere opinioni, ma mettendo a fuoco le costanti
che condizionano la vita dell’uomo e della società,
introducendo anche l’artificio della regressione.
Prefazione a “I Malavoglia”:
- Verga vuole capire quali siano le cause materiali ed
economiche che muovono le azioni dell’uomo e per fare ciò
vuole partire dal livello sociale più basso, il più esposto ai
pericoli del progresso e il più facile da analizzare.
- Protagonisti di questo romanzo saranno allora i “vinti”, che
vengono travolti mentre cercano di migliorare socialmente.
- I fatti devono essere raccontati in maniera impersonale,
senza commenti.
TECNICHE NARRATIVE
- L’impersonalità: l’eclissi dell’autore.
L’autore non interviene, anzi si identifica coi personaggi per raccontare
la realtà in modo ancora più oggettivo.
E’ come se il lettore fosse presente ai fatti raccontati, dato che è come
se raccontassero i personaggi
Il narratore dunque fa proprio il punto di vista dei personaggi (es.: Rosso
Malpelo).
- La regressione.
Dal momento in cui l’autore si eclissa, l’anonimo narratore interno fa
propri i valori dei personaggi riproducendo la loro mentalità. L’autore
si abbassa a livello dei personaggi popolari.
- Lo straniamento
Ciò che è strano è mostrato come normale e viceversa.
Esempio: i valori antichi, spesso legati alle superstizioni e alla
violenza, sono presentati come normali perché nascono dal
punto di vista del narratore interno (pur essendo
lontanissimi da ciò che pensa l’autore)
- Il discorso indiretto libero
Per far scomparire ancora di più l’autore e per far emergere
ancora di più il personaggio che presenta il suo punto di
vista, discorsi e pensieri sono presentati direttamente
senza usare verbi dichiarativi, senza virgolette, senza
congiunzioni, con abbondanza di punti interrogativi,
esclamativi, di sospensione.
- Rapporto fra Verga e Zola.
- Per Zola impersonalità significa osservare scientificamente
la realtà esprimendo ogni tanto giudizi personali, mentre
Verga parla di eclissi dell’autore e regressione del
narratore (Zola non scende mai a livello dei suoi
personaggi)
- Zola spesso si sofferma in lunghe descrizioni “da fuori”,
mentre Verga è in mezzo alle scene che racconta
- Zola fa parlare i suoi personaggi in gergo parigino mentre
Verga solo raramente ricorre al dialetto (per non risultare
incomprensibile fuori dalla Sicilia).
- Differenze ideologiche:
Zola pensa che un’opera letteraria che denuncia un’ingiustizia
e mostri una situazione di degrado possa contribuire al
miglioramento della società.
Per il pessimismo verghiano la realtà è immutabile, i
meccanismi che la determinano non cambieranno mai.
Zola racconta la Francia industrializzata.
Verga racconta il Sud Italia arretrato, fuori dai meccanismi del
capitalismo.