Uni21001038 Eit
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La presente prassi di riferimento definisce i requisiti di un Sistema di Gestione BIM (SGBIM) che
una organizzazione deve attuare per migliorare l’efficienza del processo di programmazione,
progettazione, produzione, esercizio ed eventuale dismissione dell’opera. Lo scopo è fornire
elementi funzionali alla certificazione del sistema di gestione BIM dell’organizzazione, sia essa un
affidatario o un committente.
Il documento è predisposto in coerenza con la UNI EN ISO 9001:2015 in modo che le Organizzazioni
che attuano un Sistema di Gestione per la Qualità (SGQ) lo possano agevolmente integrare. La
certificazione di SGBIM può supportare gli adempimenti preliminari in merito all’atto organizzativo
così come previsto dall’art. 3 comma 1 lettera c, del DM 560/2017.
NOTA Le discontinuità nella numerazione dei punti presenti in alcune sezioni di questo documento, sono
dovute alla necessità di mantenere l’allineamento con la UNI EN ISO 9001:2015.
I contenuti possono essere riprodotti o diffusi (anche integralmente) a condizione che ne venga data
comunicazione all’editore e sia citata la fonte.
PREMESSA
La presente prassi di riferimento UNI/PdR 74:2019 non è una norma nazionale, ma è un documento
pubblicato da UNI, come previsto dal Regolamento UE n.1025/2012, che raccoglie prescrizioni
relative a prassi condivise all'interno del seguente soggetto firmatario di un accordo di collaborazione
con UNI:
ICMQ SPA
Via G. De Castillia, 10, 20124 Milano MI
La presente prassi di riferimento è stata elaborata dal Tavolo “Sistemi gestione BIM” condotto da UNI,
costituito dai seguenti esperti:
La presente prassi di riferimento è stata ratificata dal Presidente dell’UNI il 17 dicembre 2019.
Le prassi di riferimento, adottate esclusivamente in ambito nazionale, rientrano fra i “prodotti della
normazione europea”, come previsti dal Regolamento UE n.1025/2012, e sono documenti che
introducono prescrizioni tecniche, elaborati sulla base di un rapido processo ristretto ai soli autori,
sotto la conduzione operativa di UNI.
Le prassi di riferimento sono disponibili per un periodo non superiore a 5 anni, tempo massimo dalla
loro pubblicazione entro il quale possono essere trasformate in un documento normativo (UNI,
UNI/TS, UNI/TR) oppure devono essere ritirate.
Chiunque ritenesse, a seguito dell’applicazione della presente prassi di riferimento, di poter fornire
suggerimenti per un suo miglioramento è pregato di inviare i propri contributi all’UNI, Ente Nazionale
Italiano di Unificazione, che li terrà in considerazione.
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UNI/PdR 74:2019
SOMMARIO
INTRODUZIONE .................................................................................................................................................. 4
5 LEADERSHIP .........................................................................................................................................10
6 PIANIFICAZIONE ...................................................................................................................................12
7 SUPPORTO ............................................................................................................................................13
7.2 COMPETENZA.......................................................................................................................................15
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UNI/PdR 74:2019
10 MIGLIORAMENTO .................................................................................................................................21
BIBLIOGRAFIA ................................................................................................................................................29
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INTRODUZIONE
La metodologia di Gestione dei Progetti e dei Programmi digitalmente attuata attraverso il BIM
innesca un processo per il controllo di tutte le fasi di vita del cespite immobile: progettazione,
costruzione, gestione ed eventuale dismissione. I principali attori coinvolti sono ad esempio:
- Committente;
- Società di progettazione e di servizi;
- Imprese;
- Produttori di materiali e componenti;
- Gestore del cespite immobile;
- Organismi di valutazione della conformità.
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UNI/PdR 74:2019
La presente prassi di riferimento definisce i requisiti di un Sistema di Gestione BIM (SGBIM), inteso
come sistema di gestione digitalizzato di un’organizzazione supportato dall’information management,
che una organizzazione deve attuare per migliorare l’efficienza del processo digitalizzato di
programmazione, progettazione, produzione, esercizio e manutenzione, ed eventuale dismissione
del cespite immobile. Lo scopo è fornire elementi funzionali alla certificazione del sistema di gestione
BIM dell’organizzazione, sia esso un soggetto proponente o un soggetto incaricato. Il documento è
predisposto in coerenza con la UNI EN ISO 9001:2015 in modo che le Organizzazioni che attuano un
Sistema di Gestione per la Qualità (SGQ) lo possano agevolmente integrare. La certificazione di
SGBIM può supportare gli adempimenti preliminari in merito all’atto organizzativo così come previsto
dall’art. 3 comma 1 lettera c, del DM 560/2017.
NOTA Le discontinuità nella numerazione dei punti presenti in alcune sezioni di questo documento, sono dovute
alla necessità di mantenere l’allineamento con la UNI EN ISO 9001:2015.
La presente prassi di riferimento rimanda, mediante riferimenti datati e non, a disposizioni contenute
in altre pubblicazioni. Tali riferimenti normativi e legislativi sono citati nei punti appropriati del testo e
sono di seguito elencati. Per quanto riguarda i riferimenti datati, successive modifiche o revisioni
apportate a dette pubblicazioni valgono unicamente se introdotte nel presente documento come
aggiornamento o revisione. Per i riferimenti non datati vale l'ultima edizione della pubblicazione alla
quale si fa riferimento.
Decreto Ministeriale numero 560 del 01/12/2017 stabilisce le modalità e i tempi di progressiva
introduzione dei metodi e degli strumenti elettronici di modellazione per l’edilizia e le infrastrutture
UNI 11337-1:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi
delle costruzioni - Parte 1: Modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e processi
UNI 11337-5:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi
delle costruzioni - Parte 5: Flussi informativi nei processi digitalizzati
UNI EN ISO 16739:2016 Industry Foundation Classes (IFC) per la condivisione dei dati
nell'industria delle costruzioni e del facility management
UNI 11337-7:2018 Edilizia e opere di ingegneria civile - Gestione digitale dei processi informativi
delle costruzioni - Parte 7: Requisiti di conoscenza, abilità e competenza delle figure coinvolte
nella gestione e nella modellazione informativa
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UNI/PdR 74:2019
3 TERMINI E DEFINIZIONI
3.1 ambiente di condivisione dati ACDat (CDE): Fonte informativa concordata per una determinata
commessa o cespite immobile (3.2.8), per raccogliere, per gestire e per inoltrare ciascun contenitore
informativo per tutta la durata della gestione di una commessa.
NOTA Un flusso di lavoro per l'ACDat descrive il processo da utilizzare mentre una soluzione per l'ACDat può
fornire la tecnologia atta a sostenere tale processo.
3.2 building information modelling; BIM: Utilizzo di una rappresentazione digitale condivisa di un
cespite immobile (punto 3.2.8) per facilitare i processi di progettazione, di costruzione e di esercizio,
in modo da creare una base decisionale affidabile.
NOTA I cespiti immobili edificati comprendono, in termini non esaustivi, edifici, ponti, strade, impianti industriali.
[UNI EN ISO 29481-1:2016, punto 3.2 – modificato - La parola "oggetto" è stata sostituita con "cespite
immobile"; l'espressione "comprendenti edifici, ponti, strade, impianti industriali, ecc." è stata
soppressa; la nota originaria è stata sostituita da una inedita].
3.3 capitolato informativo (CI): Esplicitazione delle esigenze e dei requisiti informativi richiesti dal
committente agli affidatari.
3.4 cespite immobile: Elemento, cosa o entità che ha un valore potenziale o effettivo per
un'organizzazione.
[UNI ISO 55000:2015, punto 3.2.1, modificato - Le note 1, 2 e 3 sono state soppresse]
3.5 coordinatore dei flussi informativi di commessa (BIM coordinator): Il coordinatore dei flussi
informativi di commessa (BIM coordinator) opera a livello della singola commessa, di concerto con i
vertici dell'organizzazione e su indicazione del gestore dei processi digitalizzati.
3.6 formato aperto: Formato di file basato su specifiche sintassi di dominio pubblico il cui utilizzo è
aperto a tutti gli operatori senza specifiche condizioni d’uso.
NOTA Alcuni esempi di formati aperti di particolare interesse sono: .IFC (UNI EN ISO 16739:2016), .pdf/A, .xml,
.csv,. txt,. LandXML, .shp, .GML,ecc.
3.7 gestore dell'ambiente di condivisione dei dati (CDE manager): Il gestore dell'ambiente di
condivisione dei dati (CDE manager) è una figura che si occupa dell'ambiente di condivisione dei dati
implementato dalla organizzazione a cui appartiene oppure previsto contrattualmente per una
specifica commessa da altro soggetto.
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3.8 gestore dei processi digitalizzati (BIM manager): Il gestore dei processi digitalizzati (BIM
manager) è una figura che si relaziona principalmente al livello dell'organizzazione, per quanto attiene
alla digitalizzazione dei processi posti in essere dalla stessa, avendo eventualmente la supervisione
o il coordinamento generale del portafoglio delle commesse in corso. Delegato dai vertici
dell’organizzazione, definisce le istruzioni BIM e il modo in cui il processo di digitalizzazione impatta
sull’organizzazione e sugli strumenti di lavoro.
[ISO/IEC TR 10000-1:1998]
3.10 linee guida BIM: l’insieme delle informazioni documentate che descrivono le modalità con cui
l’organizzazione pianifica ed attua il Sistema di Gestione BIM. formalizzano tutta la logica di
produzione informativa in modalità BIM intesa come l’informazione necessaria per l’efficacia del
sistema di gestione BIM; ovvero tutto il corpus informativo da produrre in modalità BIM per ogni
progetto o attività intrapresa.
NOTA Le linee guida BIM potrà essere costituita da un unico documento organico o da più documenti mantenuti
come informazione documentata nell’ambito del Sistema di Gestione.
3.11 livello di maturità del metodo BIM: Maturità digitale del processo delle costruzioni così come
definito dalla norma UNI 11337-1:2017
3.12 offerta per la Gestione Informativa (oGI): Esplicitazione e specificazione della gestione
informativa offerta dall’affidatario in risposta alle esigenze ed i requisiti richiesti dal committente.
NOTA L’offerta per la gestione informativa corrisponde, nelle sue linee essenziali, al BIM Execution Plan
precontractual award (BEP pre-contract award).
3.14 piano per la gestione informativa (pGI): Piano per la gestione informativa (pGI): pianificazione
operativa della gestione informativa attuata dall’affidatario in risposta alle esigenze ed i requisiti
richiesti dal committente.
NOTA Il piano per la gestione informativa corrisponde, nelle sue linee essenziali, al BIM execution Plan (BEP)
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UNI/PdR 74:2019
NOTA 2 Gli elementi del sistema comprendono la struttura, i ruoli e le responsabilità, la pianificazione e il
funzionamento dell’organizzazione.
NOTA 3 Il campo di applicazione di un sistema di gestione può comprendere l’intera organizzazione, funzioni
specifiche ed identificate dell’organizzazione, settori specifici ed identificati dell’organizzazione, oppure una o
più funzioni nell’ambito di un gruppo di organizzazioni.
3.16 sistema di gestione BIM (SGBIM): Insieme di regole e processi di cui organizzazione si dota
per gestire le attività direttamente o indirettamente connesse al BIM di sua competenza all’interno
della catena di fornitura per ogni fase dei processi digitali
3.17 soggetto incaricato (appointed party): Fornitore di informazioni (punto 3.3.1) concernenti
lavori, cespiti immobili o servizi.
NOTA 1 Si dovrebbe identificare un soggetto incaricato principale per ogni gruppo di consegna o di fornitura
(punto 3.2.6) cui sono assegnati i compiti sebbene esso possa coincidere con la stessa organizzazione di uno
dei gruppi incaricati (punto 3.2.7).
NOTA 2 Tale termine è utilizzato indipendentemente dall'esistenza o meno di un incarico (punto 3.2.2) formale
scritto in atto.
4.0 PRINCIPIO
La prassi di riferimento individua anche tutti gli elementi di supporto necessari per implementare il
sistema di gestione come, ad esempio, fornire le risorse necessarie per l'istituzione, l'attuazione, il
mantenimento e il miglioramento continuo del sistema di gestione BIM. La prassi di riferimento
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definisce tutti gli elementi utili per la valutazione delle prestazioni, in particolare Audit interni a cadenza
pianificata e il riesame del sistema di gestione BIM dell'organizzazione, per assicurarne la continua
idoneità.
Per ultimo, la prassi di rifermento individua i requisiti di competenza per ogni funzione coinvolta nel
processo di certificazione in conformità alla norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015.
Appendice A: contenente una Check list integrativa indicante i requisiti opzionali e minimi in
capo alle stazioni appaltanti (pubblico/privato); società di ingegneria, architettura,
progettazione, costruttori e gestori.
L'organizzazione deve determinare i fattori esterni e interni rilevanti per le sue finalità e che
influenzano la sua capacità di conseguire i risultati attesi per il proprio sistema di gestione BIM.
L’organizzazione deve valutare il sistema di gestione BIM anche rispetto ai principi generali del
sistema di gestione della qualità (ove presente). La comprensione del contesto costituisce l’elemento
di base ai fini della definizione dei requisiti del sistema BIM (cosa è ragionevole ottenere).
L’organizzazione deve comprendere il livello di attuazione del metodo BIM che è in grado di attuare
e tenerne conto nella pianificazione del miglioramento (vedere punto 9.3).
NOTA 1 Il contesto di ogni organizzazione, avendo connotati spesso univoci e distintivi derivanti dalle
specificità del mercato di riferimento e dalle altre organizzazioni sue concorrenti, influenza ed impatta le
modalità del metodo (sistema di gestione) BIM. A seconda del tipo di organizzazione (Committente, progettisti,
imprese, gestori, organismi di valutazione) vi saranno strutture interne differenti e di conseguenza differenti
esigenze, aspettative e campi di applicazione (da specificare successivamente nel 5.2 e nel 5.3).
NOTA 2 Tra i fattori che possono influenzare l’efficienza di un Sistema di Gestione BIM rientrano, a titolo
esemplificativo ma non esaustivo: la disponibilità e le tipologie di software per lo sviluppo di attività BIM
adeguatamente integrate con processi e procedure, la dotazione hardware, le infrastrutture tecnologiche (es:
connettività di rete, disponibilità di spazi per hosting, archiviazione cloud, backup ecc.), le competenze
disponibili sia per quanto riguarda il personale interno sia per i fornitori di servizi in outsourcing.
NOTA Tra le parti interessate dal sistema di gestione BIM rientrano i principali attori coinvolti nel processo (tra
i quali, ad esempio, committente, progettista, gestore dell’esecuzione, direzione lavori, coordinatori per la
sicurezza, impresa, gestore del patrimonio immobiliare, finanziatori). Altre parti interessate possono essere, a
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titolo esemplificativo ma non limitativo: le Pubbliche Amministrazioni che amministrano il territorio in cui sorge
il cespite immobile o la popolazione che utilizza il cespite immobile
L'organizzazione deve determinare i confini e l'applicabilità del sistema di gestione BIM per stabilirne
il campo di applicazione. Nel determinare il campo di applicazione, l'organizzazione deve considerare:
NOTA 1 Nel caso del Sistema di Gestione BIM, il campo di applicazione si riferisce sia al ruolo che
l’organizzazione ricopre (committente, progettista/società di ingegneria, impresa, gestore del cespite immobile)
sia, ove compatibile con il ruolo, alla specializzazione (infrastrutturale, architettonica, strutturale, impiantistica,
ecc.).
NOTA 2 Le modalità con cui le figure coinvolte applicano il metodo BIM sono differenti.
5 LEADERSHIP
L'alta direzione deve dimostrare leadership e impegno nei riguardi del sistema di gestione BIM:
- assicurando che siano stabiliti la politica e gli obiettivi relativi al sistema di gestione BIM e che
essi siano compatibili con il contesto e con gli indirizzi strategici dell'organizzazione;
- assicurando l'integrazione dei requisiti del sistema di gestione BIM nei processi di business
dell'organizzazione;
- assicurando la disponibilità delle risorse necessarie al sistema di gestione BIM;
- comunicando l'importanza di una gestione BIM efficace, e della conformità ai requisiti del
sistema di gestione BIM;
- assicurando che il sistema di gestione BIM consegua i risultati attesi facendo partecipare
attivamente, guidando e sostenendo le persone affinché contribuiscano all'efficacia del
sistema di gestione BIM;
- promuovendo il miglioramento;
- fornendo sostegno agli altri pertinenti ruoli gestionali per dimostrare la loro leadership, come
essa si applica alle rispettive aree di responsabilità.
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5.2 POLITICA
L'alta direzione deve stabilire, attuare e mantenere una politica per il BIM che:
- sia appropriata alle finalità e al contesto dell'organizzazione e supporti i suoi indirizzi strategici;
- costituisca un quadro di riferimento per fissare gli obiettivi;
- comprenda un impegno a soddisfare i requisiti applicabili;
- comprenda un impegno per il miglioramento continuo del Sistema di Gestione BIM;
- comprenda un impegno alla formazione e aggiornamento continuo delle funzioni di riferimento
coinvolte nel processo BIM;
- comprenda un impegno alla produzione e gestione file (che in alcuni casi vengono chiamati
“contenitori informativi” e loro nomenclatura orientata anche all’interoperabilità su schemi
aperti;
- comprenda un impegno all’ interazione tra tutte le fasi strategia (fattibilità), progettazione,
produzione (cantiere), esercizio (gestione, manutenzione, recupero, dismissione);
- comprenda un impegno a promuovere lungo la catena di fornitura lo sviluppo delle attività in
BIM per un processo integrato e condiviso.
La politica per il BIM deve essere comunicata, compresa e applicata all'interno dell'organizzazione.
Le cosiddette linee guida rappresentano un efficace strumento che consolida ed esprime tutti i dettagli
della propria politica BIM. La politica BIM deve essere mantenuta come informazione documentata.
L'alta direzione deve assicurare che le responsabilità e le autorità per i ruoli pertinenti siano
assegnate, comunicate e comprese all'interno dell'organizzazione.
L'alta direzione deve assegnare le responsabilità e autorità per:
- assicurare che il sistema di gestione BIM sia conforme ai requisiti della presente prassi di
riferimento;
- riferire, in particolare all'alta direzione, sulle prestazioni del sistema di gestione BIM e sulle
opportunità di miglioramento.
L’organigramma deve includere almeno i seguenti ruoli:
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6 PIANIFICAZIONE
Nel pianificare il sistema di gestione BIM, l'organizzazione deve considerare i fattori di cui al punto
4.1 e i requisiti di cui al punto 4.2 e determinare i rischi e le opportunità che è necessario affrontare
per:
- garantire che il sistema di gestione BIM possa conseguire i risultati attesi;
- prevenire o ridurre gli effetti indesiderati;
- conseguire il miglioramento.
L’Organizzazione deve pianificare:
L’Organizzazione deve stabilire gli obiettivi relativi alle funzioni, ai livelli e ai processi pertinenti,
necessari per il sistema di gestione BIM.
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Quando l'organizzazione determina l'esigenza di modifiche al sistema di gestione BIM, queste devono
essere effettuate in modo pianificato (vedere punto 4.4).
L'organizzazione deve considerare:
- le finalità delle modifiche e le loro potenziali conseguenze;
- l'integrità del sistema di gestione per la qualità;
- la disponibilità di risorse;
- l'allocazione o la riallocazione delle responsabilità e autorità.
La sostituzione di hardware e/o software che abbiamo un impatto significativo sull’utilizzo del metodo
BIM devono essere gestite come modifiche.
7 SUPPORTO
7.1 RISORSE
7.1.1 GENERALITÀ
- le capacità delle risorse esistenti al proprio interno e i vincoli che gravano su di esse;
- che cosa ottenere dai fornitori esterni.
7.1.2 PERSONE
Inserendosi la presente prassi di riferimento nel più ampio ambito della digitalizzazione delle
organizzazioni, risulta fondamentale assicurare le relative funzioni delle infrastrutture hardware e
software.
Una persona può ricoprire, all’interno del Sistema di Gestione BIM, una o più funzioni, così come una
funzione può essere ricoperta da una o più persone; la scelta dipende dalla complessità
dell’organizzazione e dalle risorse disponibili.
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7.1.3 INFRASTRUTTURA
Con particolare riferimento all’ambiente di condivisione dei dati, si faccia riferimento a quanto
specificato dalla norma UNI11337 e dalla norma UNI EN ISO 19650 in merito al ACDat.
Punto inserito per mantenere la coerenza di numerazione dei punti rispetto alla UNI EN ISO
9001:2015, ma non applicabile.
Punto inserito per mantenere la coerenza di numerazione dei punti rispetto alla UNI EN ISO
9001:2015, ma non applicabile.
Tale conoscenza deve essere mantenuta e messa a disposizione, nella misura necessaria.
Nell'affrontare le esigenze e tendenze di cambiamento, l'organizzazione deve considerare la propria
conoscenza attuale e determinare come acquisire o accedere ad ogni necessaria conoscenza
aggiuntiva e agli aggiornamenti richiesti.
- risorse interne (per esempio proprietà intellettuale; conoscenze maturate con l’esperienza lezioni
appese da insuccessi o da progetti che hanno avuto successo; acquisizione e condivisione di
conoscenze ed esperienze non documentate risultati dei miglioramenti ottenuti nei processi, prodotti e
servizi);
- risorse esterne (per esempio norme; fonti accademiche, conferenze, raccolta di conoscenza da clienti
o fornitoti esterni).
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7.2 COMPETENZA
L'organizzazione deve:
- determinare le competenze necessarie per le persone che svolgono attività lavorative sotto il suo
controllo e che influenzano le prestazioni e l'efficacia del sistema di gestione BIM;
- assicurare che queste persone siano competenti sulla base di istruzione, addestramento,
formazione, o esperienza appropriata;
- ove applicabile, intraprendere azioni per acquisire le necessarie competenze e valutare l’efficacia
delle azioni Intraprese;
- conservare appropriate informazioni documentate quale evidenza delle competenze;
- prevedere un piano di aggiornamento professionale.
Le azioni applicabili possano comprendere, per esempio: il provvedere alla formazione. il mentoring
o la riallocazione delle persone attualmente impiegate; oppure l’assunzione o l'incarico a contratto di
persone competenti.
La presenza di certificazione professionale accreditata per le funzioni sopra elencate di BIM Manager,
BIM Coordinator, BIM Specialist e CDE Manager potrà essere considerata elemento sufficiente a
garantire il rispetto dei requisiti di competenza
Inserendosi la presente prassi di riferimento nel più ampio ambito della digitalizzazione delle
organizzazioni, risulta fondamentale definire e assicurare le relative competenze per le persone che
svolgono funzioni di implementazione, gestione e manutenzione dell’infrastruttura hardware e
software
In mancanza della certificazione professionale accreditata di cui sopra, il livello di competenza deve
in essere dimostrato mediante documentazione dettagliata sulle esperienze pregresse delle singole
persone coinvolte e maturate in opportuni archi temporali.
Qualora la funzione sia ricoperta da più persone che lavorano in gruppo, i requisiti di competenza
definiti dalla norma UNI 11337-7 possono essere soddisfatti dall’insieme delle conoscenze, abilità e
competenze di tutti i componenti di gruppo.
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7.3 CONSAPEVOLEZZA
L'organizzazione deve assicurare che le persone che svolgono un'attività lavorativa sotto il suo
controllo siano consapevoli:
7.4 COMUNICAZIONE
7.5.1 GENERALITÀ
In merito alla gestione dei flussi di informazione occorre distinguere tra flussi interni (dati e
documentazione prodotti ed elaborata all’interno dell’organizzazione) ed esterni (comunicazione con
i fornitori/partners, con gli appaltatori, committenti, enti terzi, ecc). I flussi interni possono essere
ulteriormente suddivisi tra flussi direttamente legati all’operatività BIM (documenti e files generati e
gestiti nel processo di progettazione, realizzazione, gestione del cespite immobile come modelli,
report, relazioni di calcolo, ecc.) e flussi “accessori“ intesi come tutte le informazioni documentate
sviluppate nell’ambito del Sistema di Gestione BIM (es: documentazione contrattuale, registrazioni
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relative al riesame del contratto, verbali di riunione, incluso il Riesame della Direzione, verbali degli
audit interni, procedure descrittive di come vengono svolte le attività BIM, ecc.)
Le modalità di gestione del flusso informativo interno devono essere definite dell’Organizzazione sulla
base della valutazione di rischi e opportunità prendendo in considerazione l’opportunità di utilizzare
un Ambiente di Condivisione Dati (ACDat), quanto meno per i flussi informativi direttamente legati
all’operatività.
Le modalità di gestione dei flussi informativi esterni sono definite dal committente per cui
l’organizzazione potrebbe non avere “voce in capitolo” sulla scelta di tale modalità ma deve essere in
grado di organizzare o utilizzare un ACDat in funzione delle esigenze e delle attività operative richieste
dal proprio ruolo nell’ambito del processo BIM.
Qualora il ruolo dell’organizzazione fosse tale da poter definire o influenzare la scelta delle modalità
di gestione dei flussi di informazione esterni, sempre sulla base della valutazione dei rischi e delle
opportunità (che deve essere eseguita specificamente per ogni commessa), deve essere privilegiato
l’utilizzi di un ACDat che soddisfi i seguenti requisiti (vedere anche punto 7.1.3.):
- accessibilità, secondo prestabilite regole, da parte di tutti gli attori coinvolti nel processo;
- tracciabilità e successione storica delle revisioni apportate ai dati contenuti;
- supporto di una vasta gamma di tipologie e formati di dati e di loro elaborazioni;
- alti flussi di interrogazione e facilità di accesso, ricovero ed estrapolazione di dati (protocolli aperti
di scambio dati);
- conservazione ed aggiornamento nel tempo;
- garanzia di riservatezza e sicurezza;
- Capacità di gestire svariati formati dati tra i quali in maniera specifica quello relativo all’UNI EN
ISO 16739 (IFC).
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Le informazioni documentate richieste dal sistema di gestione BIM e dalla presente prassi di
riferimento devono essere tenute sotto controllo per assicurare che:
- tenuta sono controllo delle modifiche (per esempio controllo delle versioni);
- conservazione ed eliminazione.
NOTA L’accesso può comportare una decisione in merito ai permessi di sola visione delle informazioni
documentate, o ai permessi e autorità per visualizzarle e modificarle.
8 ATTIVITÀ OPERATIVE
L’organizzazione deve pianificare, attuare e tenere sotto controllo i processi necessari per il
conseguimento degli obiettivi legati all’applicazione del metodo BIM. Il tipo e la complessità di tali
processi dipendono sia dall’attività svolta dall’organizzazione (stazione appaltante, società di
ingegneria, impresa di costruzioni, gestore del patrimonio immobiliare) sia dalle caratteristiche
intrinseche dell’organizzazione, dei servizi offerti al mercato, nonché dei risultati delle valutazioni dei
rischi e delle opportunità (vedere punto 6).
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Nell’appendice A è riportata, sotto forma di check-list, una serie di requisiti che si ritengono necessari
per un’efficace attuazione del Sistema di Gestione BIM. Tali requisiti sono differenziati in funzione
dell’attività svolta dall’organizzazione. In linea generale si ritiene che un Sistema di Gestione che non
garantisce il soddisfacimento dei requisiti “minimi” non sia sufficientemente maturo da consentire
l’efficace applicazione del metodo BIM. Il mancato soddisfacimento dei requisiti opzionali non deve
essere considerato come aspetto critico ma può essere lo spunto per identificare opportunità di
miglioramento.
Tenuto conto che il contesto normativo e tecnologico è in continua evoluzione e che i servizi che una
organizzazione può offrire non sempre inquadrabili nelle categorie elencate all’inizio del presente
punto, è possibile che il sistema di gestione di una organizzazione possa essere pienamente efficace
senza soddisfare uno o più requisiti minimi, così come un Sistema di Gestione può avere dei punti di
debolezza pur soddisfacendo tutti i requisiti minimi.
Ai fini della certificazione la check-list costituisce una importante linea guida, anche per
l’omogeneizzazione dei comportamenti dei verificatori, ma la valutazione dell’effettivo livello di
efficacia del Sistema di Gestione BIM resta in capo all’esperienza e alla competenza professionale
del team di audit.
9.1.1 GENERALITÀ
L'organizzazione deve conservare appropriate informazioni documentate quale evidenza dei risultati.
L'organizzazione deve raccogliere ed analizzare informazioni di ritorno dagli attori coinvolti nella
catena di fornitura riguardo:
- il grado in cui le esigenze e aspettative legate all’applicazione del metodo BIM sono state
soddisfatte;
- l’efficacia della comunicazione attutata con il metodo BIM.
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NOTA Il presente punto si applica sia al soggetto che ha affidato un’attività all’organizzazione (cliente) sia a
coloro ai quali l’organizzazione ha affidato una o più delle attività che aveva in carico (fornitori).
L'organizzazione deve condurre, a Intervalli pianificati, audit interni allo scopo di fornire informazioni
per accertare se il sistema di gestione BIM è:
- conforme ai:
a. requisiti propri dell'organizzazione relativi al suo sistema di gestione per la qualità;
b. requisiti della presente specifica;
- efficacemente attuato e mantenuto.
L’organizzazione deve:
L'alta direzione deve, a intervalli pianificati, riesaminare il sistema di gestione BIM dell'organizzazione,
per assicurarne la continua idoneità, adeguatezza ed efficacia, nonché l'allineamento agli indirizzi
strategici dell'organizzazione.
2. i cambiamenti nei fattori esterni e interni che sono rilevanti per il sistema di gestione BIM;
3. le informazioni sulle prestazioni e sull'efficacia del sistema di gestione BIM compresi gli
andamenti relativi:
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c. ai risultati di audit;
5. le opportunità di miglioramento.
10 MIGLIORAMENTO
10.1 GENERALITÀ
Quando si verifica una non conformità, comprese quelle che emergono dai reclami, l'organizzazione
deve:
L'organizzazione deve migliorare in modo continuo l'idoneità, l'adeguatezza e l'efficacia del sistema
di gestione BIM.
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La certificazione alla presente prassi di riferimento può essere richiesta da qualunque organizzazione
pubblica o privata, di qualsiasi dimensione e/o settore lavorativo, indipendentemente dalla sua forma
giuridica, che hanno adottato un sistema di gestione BIM. È possibile escludere l’applicazione della
prassi di riferimento ad alcune sedi dell’organizzazione o solo ad alcuni rami di attività.
L’organismo di certificazione deve definire i requisiti di competenza per ogni funzione coinvolta nel
processo di certificazione come indicato nella norma UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015, Tabella
A.1.
L'organismo di certificazione deve tenere conto di tutti i requisiti specificati nella norma UNI CEI EN
ISO/IEC 17021-1:2015, nonché quelli specificati nei punti 5 e 6 della norma ISO/IEC 17021-3:2017
che sono rilevanti per le aree tecniche del Sistema di Gestione (cfr. norma UNI CEI EN ISO/IEC
17021-1:2015, § 7.1.2), come definite dall'Organismo stesso.
I criteri per la formulazione dello scopo del certificato sono gli stessi già applicati per la UNI EN ISO
9001, con particolare attenzione alle attività svolte a fronte della presente prassi di riferimento.
Trovano applicazione tutti i documenti IAF relativi ai sistemi di gestione, fatto salvo quanto chiarito
successivamente sul documento IAF MD 05.
L'organismo di certificazione verifica i requisiti del personale sulla base di quanto indicato nella tabella
seguente, che specifica le conoscenze e abilità per le funzioni specifiche di certificazione. La “X”
indica che l’Organismo di certificazione deve definire i criteri ed il livello di approfondimento delle
conoscenze e abilità. I requisiti di conoscenze e abilità sono spiegati in dettaglio nel testo della norma
UNI CEI EN ISO/IEC 17021-1:2015, che segue il prospetto della Tabella A.1, secondo il riferimento
dato dal numero tra parentesi.
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Esperienza di lavoro
complessiva pari ad
almeno 3 anni per i
laureati, e ad almeno 5
per i diplomati in ambito
tecnico, gestionale o di
consulenza.
Le competenze degli
auditor possono essere
acquisite utilizzando
combinazioni di cui al §
7.2.4 della UNI CEI EN
ISO/IEC 19011:2018.
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Conoscenza di norme/documenti X X X
normativi specifici di sistemi di (§ A.4.1) (§ A.3.2) (§ A.2.3)
gestione
NOTA Rischio e complessità possono essere presi in considerazione nel decidere il livello di esperienza
necessario per ognuna delle suddette funzioni.
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Per il calcolo della durata dell’audit si considera la Tabella QMS 1 “Quality Management Systems”
del documento IAF MD 5, utilizzando come dato di partenza il numero di lavoratori che operano in
BIM (incluse figure di coordinamento come BIM specialist e BIM manager).
I motivi di aumento e riduzione sono quelli indicati al punto 8 del documento IAF MD 5.
L’organismo di certificazione deve definire il livello di rischio connesso alle attività dell’Organizzazione
in funzione della complessità delle attività stesse e del possibile impatto che una non efficace
applicazione del metodo BIM può portare sul processo sull’efficacia del processo di gestione
informativa del cespite immobile.
Nella definizione del livello di rischio si considera la tabella QMS 2 - Examples of Risk categories del
documento IAF MD 5.
Tenuto conto dell’impatto che l’applicazione del metodo BIM può avere sul processo di gestione
informativa, il livello di rischio non può essere classificato “low”.
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Società Ingegneria,
(pubblico/privato)
Progettazione
Architettura,
Costruttori
Appaltanti
*** = requisiti minimi
Gestori
* = requisiti opzionali
TECNOLOGIA
INFRASTRUTTURA HARDWARE
Processazione dati *** *** *** ***
Archiviazione temporanea dati *** *** *** ***
Trasmissione dati *** *** *** ***
Visualizzazione dati *** *** *** ***
Visualizzazione grafica *** *** *** ***
INFRASTRUTTURA SOFTWARE
Authoring ARCH * *** *** *
Autoring STRU * *** * *
Authoring MEP * *** * *
Authoring INFRA * *** * *
Model and Code Cheker *** * * *
Visualizzatori *** *** *** ***
Strumenti di produzione e visualizzazione 2D (es. Adobe Acrobat, *** *** *** ***
Office suite…)
Strumenti di produzione e visualizzazione CAD * * * *
Strumenti di rendering * * * *
Modellazione e analisi numeriche * *** * *
Piattaforme di condivisione e integrazione progettuale *** *** *** ***
Piattaforme di gestione (ACDat) *** *** *** ***
Applicazioni per il rilievo (BIM to field, …) * * *** ***
ERP (Fatturazione/Amministrazione, Comunicazione con clienti, *** * *** ***
ecc.)
Project management: 4D e 5D programmazione * * *** *
Project management: 4D e 5D monitoraggio *** * *** *
Facility management * * * ***
Strumenti di Business Intelligence *** * * ***
SICUREZZA
Presenza firewall *** *** *** ***
Modalità salvataggio dati *** *** *** ***
Archiviazione di backup dati *** *** *** ***
Connettività di rete *** *** *** ***
Disponibilità spazi per hosting *** *** *** ***
Archiviazione cloud *** *** *** ***
ORGANIZZAZIONE
Organigramma aziendale definito *** *** *** ***
Referente SGBIM *** *** *** ***
Analisi dei Rischi *** *** *** ***
Obiettivi e monitoraggio KPI *** *** *** ***
Competenze delle figure professionali interne *** *** *** ***
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Società Ingegneria,
(pubblico/privato)
Progettazione
Architettura,
Costruttori
Appaltanti
*** = requisiti minimi
Gestori
* = requisiti opzionali
TECNOLOGIA
Competenze dei fornitori di prodotti *** *** *** ***
Competenze dei fornitori di servizi in outsourcing *** *** *** ***
Mappatura degli stakeholder interni ed esterni *** *** *** ***
Presenza di personale certificato * * * *
Esperienze pregresse *** *** *** ***
Dotazione Piano di acquisizione/manutenzione *** *** *** ***
Hardware/Software
Dotazione Piano di Formazione *** *** *** ***
Pianificazione e rapporti di audit interni *** *** *** ***
Riesame direzione *** *** *** ***
PROCEDURE
Dotazione atto organizzativo (Linee guida BIM) *** *** *** ***
Sistema di Gestione per la Qualità certificato (ISO 9001) * * * *
Presenza di una codifica interna *** *** *** ***
Indicatori di qualità ed efficacia dei servizi offerti * * * *
Progetto pilota pregresso/in corso *** *** *** ***
Template di CI/oGI/pGI *** *** *** ***
Requisiti per i prodotti e servizi – OIR (ISO 19650) * * * *
Qualifica e riesame fornitori (ISO 19650) * * * *
Coordinamento con fornitori di prodotti *** *** *** ***
Coordinamento con fornitori di servizi in outsourcing *** *** *** ***
Coordinamento con stakeholder esterni *** *** *** ***
Coordinamento delle figure professionali interne *** *** *** ***
Procedure di gestione (ACDat) *** * * ***
Procedure di verifica e controllo del contenuto informativo *** *** *** ***
Procedure per la gestione della cantierizzazione e costruzione * *** *** *
Procedure per il monitoraggio della cantierizzazione e *** *** *** *
costruzione
Archiviazione e mantenimento del contenuto informativo (6D) *** * * ***
L’ACDat deve essere considerato come una piattaforma tecnologica basata su tecnologie preferibilmente in
cloud in grado di abilitare un modello aggregato; inoltre, attraverso Workflow automatizzati, deve consentire la
gestione dei processi decisionali tramite l’utilizzo di gateway approvativi (vedi ad esempio UNI11337-4) che
stabiliscono i passaggi di stato dei contenuti informativi ciclicamente per ogni fase del processo. L’ACDat deve
essere in grado di gestire indifferentemente modelli informativi grafici, elaborati informativi e documenti, e deve
essere in grado di operare attraverso l’utilizzo di metadati.
La soluzione tecnologica adottata è una piattaforma digitale composta anche da più soluzioni software che
insieme concorrono a definire una “sorgente di informazioni concordate per ogni progetto o cespite immobile”
(UNI EN ISO 19650).
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È utile inoltre precisare che può esistere una diversificazione nella realizzazione di un ACDat anche in funzione
delle differenti esigenze di ogni Organizzazione, soprattutto nelle realtà maggiormente strutturate questo può
essere integrata nei sistemi aziendali di livello superiore quali ERP aziendali, piattaforme gestionali, CRM ecc.
e quindi fungere da strumento di gestione e archiviazione aziendale multi progetto (piattaforma di gestione
informativa).
In altri casi l’ACDat può essere una soluzione ad hoc per un singolo progetto, a patto che riesca a garantire un
agevole travaso dei contenuti informativi verso piattaforme diverse nel caso si necessiti un passaggio di
proprietà, tipico ad esempio nei casi di consegna di un “as built” al futuro gestore del cespite immobile.
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BIBLIOGRAFIA
[1] UNI/TS 11337-3:2015 Edilizia e opere di ingegneria civile - Criteri di codificazione di opere e
prodotti da costruzione, attività e risorse - Parte 3: Modelli di raccolta, organizzazione e
archiviazione dell'informazione tecnica per i prodotti da costruzione
[2] UNI 11337-1:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi
informativi delle costruzioni - Parte 1: modelli, elaborati e oggetti informativi per prodotti e
processi
[3] UNI 11337-4:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi
informativi delle costruzioni - Parte 4 Evoluzione e sviluppo informativo di modelli, elaborati ed
oggetti
[4] UNI 11337-5:2017 Edilizia e opere di ingegneria civile – Gestione digitale dei processi
informativi delle costruzioni - Parte 5: flussi informativi nei processi digitalizzati
[5] UNI 11337-2 Edilizia e opere di ingegneria civile – criteri di denominazione e classificazione
di modelli, prodotti e processi
[6] UNI 11337-3 Edilizia e opere di ingegneria civile – modelli di raccolta, organizzazione e
archiviazione dell’informazione tecnica per i prodotti da costruzione (schede informative
digitali per prodotti e processi)
[7] UNI 11337-6 Edilizia e opere di ingegneria civile – esemplificazione di capitolato informativo
[8] UNI EN ISO 19650-2 Organizzazione e digitalizzazione delle informazioni relative all'edilizia
e alle opere di ingegneria civile, incluso il Building Information Modelling (BIM) - Gestione
informativa mediante il Building Information Modelling - Parte 2: Fase di consegna dei cespiti
immobili
[9] UNI 11337-7 Edilizia e opere di ingegneria civile – requisiti di conoscenza, abilità e
competenza per le figure coinvolte nella gestione digitale dei processi informativi
[10] DIN SPEC 9391-1 Common Data Environments (CDE) for BIM projects - Function sets and
open data exchange between platforms of different vendors - Part 1: Components and function
sets of a CDE; with digital attachment
[11] DIN SPEC 9391-2 Common Data Environments (CDE) for BIM projects - Function sets and
open data exchange between platforms of different vendors - Part 2: Open data exchange
with Common Data Environments
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