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Gli Etruschi

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GLI ETRUSCHI

Gli etruschi hanno un’origine misteriosa: è avvenuta un’espansione


progressiva nella penisola italica. Essi si svilupparono in Toscana (tuscia),
nell’arcipelago toscano, nelle coste della Sardegna e della Corsica; arrivarono
fino alla pianura Padana e nel Lazio, poi vennero fermati da popoli più forti.

Secondo gli Etruschi solo la costruzione di templi riccamente decorati e di


tombe ben corredate di utensili e offerte poteva mettere al riparo dai demoni
infernali, consentendo ai defunti di sottrarsi a punizioni terribili ed eterne.

Gli Etruschi diedero vita ad insediamenti presso corsi d’acqua, all’incrocio di


importanti vie di comunicazione o in cima ad alture. I primi centri abitati sono
costituiti da capanne a pianta circolare od ovale e poi anche rettangolare.

Le città etrusche erano generalmente circondate da mura che arrivarono ad


assumere anche dimensioni colossali. Tra i materiali da costruzione più diffusi
vi erano la pietra calcarea, il travertino e il tufo; era sconosciuto l’uso del
marmo. L'ingresso alle città etrusche avveniva per mezzo di porte, che
vennero realizzate con strutture ad arco a tutto sesto (semicircolare); fra gli
esempi più noti di porte etrusche vi è la porta all’arco di volterra.

L’ARCHITETTURA RELIGIOSA: I TEMPLI

I templi etruschi non si sono conservati perché venivano costruiti con materiali
deperibili.

Il tempio etrusco aveva una pianta rettangolare ma era spesso collocato su un


alto e massiccio basamento in muratura, accessibile tramite un’unica ripida
scalinata frontale.

L’area del tempio era divisa in due zone: una anteriore (porticata) che aveva
la funzione di pronao e una posteriore (coperta) composta da tre celle uguali,
in ognuna delle quali c’era la statua di una diversa divinità.

Il tetto è molto spiovente.


La colonna

C’è un’ispirazione evidente all’ordine dorico arcaico, sono classificate come


appartenenti ad un ordine a parte, il tuscanico.

Sono di legno, prive di scanalature e vivacemente colorate

L’ARCHITETTURA FUNERARIA

Le tombe etrusche vengono costruite in pietra e per questa ragione si sono


conservati fino ad oggi.

Per gli etruschi la tomba non era solo il luogo di sepoltura del defunto, ma
rappresenta anche la sua ultima dimora: ecco perché essa assume tutte le
caratteristiche che aveva la casa, infatti doveva contenere cibi, bevande,
utensili, volti amici, arredi eccetera. Le sue pareti dovevano essere
vivacemente decorate.

Generalmente gli etruschi riuniscono le tombe in necropoli, vere e proprie città


dei morti poste fuori dalla cinta muraria.

Tombe ipogee

Scavate completamente sotto terra, sfruttando grotte naturali esistenti o


realizzando ingressi monumentali (tombe rupestri).

Tombe a tumulo

Vengono ricoperte da un tumulo, in modo da formare una sorta di collinetta


artificiale, ricoperta a sua volta da vegetazione. Hanno una pianta
generalmente circolare.

Tombe a edicola

Sono costruite completamente fuori terra e hanno la forma di un tempio in


miniatura (ha il tetto spiovente); sono come delle tombe di famiglia.
La pittura e la scultura sono subordinate all’architettura, infatti sono collocate
all’interno di tombe.

LA PITTURA FUNERARIA

Gli Etruschi decorarono le pareti delle loro tombe usando la tecnica


dell’affresco che è in grado di resistere molto a lungo; la pittura etrusca non
era una pittura realistica. Al contrario essa è legata a molti degli schemi propri.

Della tradizione figurativa antica. Le figure umane erano rappresentate in


modo simbolico sia per quanto riguarda i colori sia per quanto concerne le
rigide posture dei vari personaggi.

I soggetti sono legati alla vita terrena e sono tutte scene felici e positive con
colori molto brillanti e simbolici: si rappresentano solo le cose buone della vita.

La tomba delle leonesse 530-520 a.C.

La camera rettangolare è decorata in modo da dare l’impressione di essere al


centro di un banchetto funebre all’aperto; il soffitto imita una tenda a scacchi
colorati, idealmente sorretta da sei colonne rosse di ordine tuscanico.

Nel timpano della parete settentrionale posta di fronte all’ingresso sono


rappresentate a tinte vivaci le due leonesse maculate (in realtà sono pantere).

Assumono rilievo i due danzatori affrescati sul limite della parete; lungo le
pareti laterali sono raffigurati i quattro uomini che partecipano al banchetto.

LA SCULTURA FUNERARIA E RELIGIOSA

Anche la scultura etrusca è fortemente condizionata dall’influsso greco, ma


quasi esclusivamente in modo esteriore.

Le sculture sono realizzate prevalentemente in bronzo e terracotta.

I canopi

Sono i più antichi esempi di modellazione a tutto tondo. Si tratta di particolari


vasi che erano destinati a conservare le ceneri dei defunti. Avevano un
aspetto antropomorfo che era ben lontano dal riprodurre fedelmente le
fattezze dei defunti.

Essi erano squadrati con lineamenti stilizzati e capelli a caschetto.

I SARCOFAGI

Essi sono scolpiti nella pietra o modellati in terracotta, si compongono di una


lastra avente la funzione di coperchio.

Essi erano usati quasi sempre come semplici cinerari e la loro ricchezza
decorativa serviva a manifestare la potenza della famiglia che se li poteva
permettere.

Sarcofagi degli sposi

In alcuni coperchi di sarcofaghi accanto al defunto viene rappresentata anche


la moglie.

La coppia era semidistesa fra i cuscini e conserva nei volti la rigidità del
sorriso arcaico; l’intimità affettiva dei due coniugi, che costituisce un’altra
caratteristica tipicamente etrusca, è ben rappresentata dal gesto del marito
che abbraccia teneramente la sposa cingendole le spalle con il braccio.

La vista privilegiata è quella frontale.

Lupa capitolina

L'opera, una fusione di bronzo del tipo a cera persa è un dono votivo e
raffigura il feroce animale con le zampe ben piantate nel suolo e il muso
voltato.

I gemelli, romolo e remo, sono un’aggiunta rinascimentale.

La chimera

La chimera è una statua bronzea a tutto tondo che rappresenta il mostro


mitologico avente corpo e testa di leone, coda ricurva terminante a testa di
serpente e sulla schiena una testa di capra vomitante fiamme. Si tratta di un
dono votivo al dio Tinia.

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