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Giovanni Pascoli

Riassunto vita e poesie

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Lucy Sassi
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GIOVANNI PASCOLI

rinnova profondamente il linguaggio poetico, l’autore decadente italiano per eccellenza


insieme a d'Annunzio, nonostante la sua formazione principalmente positivistica, nascono e
crescono durante il positivismo. Anche nella sua posizione simbolista c'è un retaggio
positivista, soprattutto nel linguaggio utilizzato, nei nomi specifici e scientifici delle cose.
simbolismo francese → bohémien (pascoli non è così, mentalità più tradizionale)

riuscirà a trasferire altre realtà al di là della parola poetica, la poesia può trasportare a
significati ulteriori. per questo pascoli può essere annoverato all’interno del simbolismo e
ricopre un ruolo importante nel rinnovamento del linguaggio poetico.

→ viene definito simbolista perché è il poeta proteso verso il mistero che si cela oltre alla
realtà visibile, che sa caricare le realtà comuni e apparentemente più insignificanti di sensi
simbolici. Sono presenti numerose corrispondenze segrete tra le cose e il poeta si fa
interprete di questi legami arcani. Pascoli non sente la perdita dell’aureola francese, non
mette in discussione il suo ruolo di poeta, ma anzi pensa che il poeta sia colui che riesce a
capire i significati profondi che si nascondono dietro al visibile, le realtà nascoste dietro
all’apparenza.
la difficoltà di pascoli sta nella comprensione di ciò che sta al di là delle parole, delle
immagini che l’autore tenta di far apparire.
→ utilizza un linguaggio analogico = analogico→ non logico, che va al di là del linguaggio
razionale, le parole possono essere accostate in modo non razionale e vengono affiancate
realtà tra di loro molto distanti, in modo allusivo e suggestivo.

LA VITA
La vita di Pascoli è importante perché ha un riflesso evidente sulla sua produzione letteraria.
→ in particolare la perdita del padre è stato l’evento scaturente

1855 nasce a san mauro di romagna in una famiglia numerosa e abbastanza benestante,
aveva 9 fratelli.

1862 vive in collegio presso i padri Scolopi di urbino

1867, Il 10 agosto fu ucciso suo padre: fu un omicidio con armi da fuoco, probbilmente
legato a motivi d’invidia lavorativa. Pascoli non smise mai durante tutta la sua vita di cercare
l’assassino, e si era fatto un’idea di chi fosse (colui che sostituì il ruolo lavorativo del padre,
che gestiva le proprietà dei nobili della zona, un ruolo importante di grande prestigio e molto
ambit)

la morte del padre fu seguita da quella della madre e di diversi fratelli, fino a rimanere solo in
3, un fratello e due sorelle (ida e maria) → (in realtà in 4, ma uno era disdegnato e escluso,
la “pecora nera”)
la disgregazione del nucleo familiare è fondamentale per comprendere le figure presenti
nelle sua vita poetica, come la ricerca del nido.

1873 frequenta l'università di bologna dove studia lettere e sara allievo di Carducci
1876 si avvicina ai gruppi anarchici: si dichiara socialista. in realtà è una visione molto
semplificata del socialismo, come se lo stato dovesse essere un grande nido, un luogo
sicuro per i cittadini.

dopo la laurea mette in pratica quello che e un suo progetto: quello di rimettere in piedi il suo
nucleo familiare con l’aiuto delle sorelle Ida e Maria (crea un rapporto morboso con queste
sorelle, sembra quasi una sorta di innamoramento → il matrimonio di Ida provoca una
grande rabbia in pascoli)
Esclusa Ida, il rapporto morboso e ambiguo nascerà con Maria, che impedirà ogni relazione
di giovanni con altre donne. → nelle poesie di pascoli si percepisce questo sguardo inquieto
verso la sessualità

LA POETICA DEL FANCIULLINO


è un saggio diviso in venti capitoli

dentro ciascuno di noi e presente un fanciullino, cioè il nostro essere stati bambini e
scorgere le cose guardandole con occhi ingenui, stupendosi. Il fanciullino presente dentro di
noi viene messo a tacere crescendo, quando subentra nella nostra vita la ragione.
Il poeta, invece, è colui che non ha perso questo aspetto e che è in grado di stupirsi davanti
le cose, cogliendone l’essenza profonda. In più il poeta è colui che sa risvegliare il fanciullino
degli altri, dei lettori = ha un ruolo fondamentale. lo sa fare perché in primis non ha mai
smesso di ascoltare il suo fanciullino.

Dal momento che le cose che noi guardiamo sono le cose più semplici, per pascoli è
importante dare rilievo alle cose che stanno intorno a noi nella realtà di tutti i giorni. Le cose
più semplici acquisiscono centralità, in particolare per il loro valore simbolico.
Il lessico della tradizione lirica è troppo generico, è necessario utilizzare un’immagine molto
chiara di elementi per fare arrivare il lettore ad un significato più profondo (fondamentale per
i simbolisti come pascoli), è d’obbligo la precisione lessicale. → critica leopardi per l’utilizzo
della fanciulletta che vien dalla campagna con il mazzolin di rose e viole, perché questi due
fiori non fioriscono nello stesso periodo → non è veritiero, non è preciso.
Il fatto che il linguaggio debba essere per forza preciso è dovuto dal periodo storico in cui
pascoli vive, la seconda rivoluzione industriale, il positivismo.
Particolare è la mescolanza del linguaggio tecnico con il linguaggio semplice e immediato
(onomatopee) del fanciulletto.
22/01/22
LO STILE LETTERARIO DI PASCOLI
Lo stile di Pascoli è qualcosa di nuovo.
si Abbiamo già detto che il lessico è un mescolamento di termini tecnici e fonosimbolici.
La corrente nella quale possiamo comprendere pascoli è L’IMPRESSIONISMO. La sua
poesia si avvicina molto alla tecnica pittorica impressionista, egli attraverso le parole genera
nella nostra mente brevi elementi cromatici e sonori. Quello di pascoli è uno stile molto più
rarefatto rispetto a quello delle poesie di fine ottocento, l’immagine e la descrizione offerte
sono innovative, diverse.
Gli elementi tipici della sua poesia sono (in particolare myricae e canti di castelvecchio):
→ I periodi sono brevi e molto semplici, come le pennellate degli artisti.
→ attenzione impressionistica per il particolare che si concentra su aspetti sensoriali e ed
emotivi
→ presenza di un linguaggio analogico, grandissima inventiva verbale (in più utilizza la
tecnica di trasformare verbi in nome “un cadere fragile”)
→ impianto linguistico variegato: uso di termini dialettali ma anche colti
→ manipolazione della sonorità della lingua, delle parole utilizzate: onomatopee,
allitterazioni, rime interne
→ grande versatilità nelle scelte metriche (che quindi non sono fisse)

IL TUONO
→ anche questa lirica comincia con una “E” iniziale che crea una continuità.
→ “notte nera”, nel primo verso, riprende l’ultimo verso della poesia “il lampo”.
→ “rimbombò, rimbalzò, rotolò" è un climax discendente, in cui è presente una forte
allitterazione e, onomatopeicamente, ricorda il fragore del tuono. L’uso delle parole, quindi, è
estremamente espressivo.
→ “e poi” da una forte continuità di suono e di tensione del suono.
→ “rimbalzare” è una sinestesia perché rimanda a un elemento visivo.
→ “la culla” rappresenta la calma del nido messa a repentaglio dalle difficoltà della vita.

NOVEMBRE
è una poesia che ci rimanda al tema della morte ed è testimonianza dell’atteggiamento
simbolismo di Pascoli che coglie i significati profondi al di là del visibile.
Descrive una di quelle giornate in cui il sole splende e tutto sembra rifiorito, ma nella
seconda strofa l’autore ci fa capire che in realtà tutto è morto, che l’apparenza a volte ci
inganna.
→ l’aria è così pulita e il cielo limpido che viene naturale cercare gli albicocchi fioriti, come in
primavera
→ la precisione del linguaggio la si coglie nello specificare che gli alberi sono un prunalbo e
un albicocco
→ il “ma” con cui si apre la seconda strofa evidenzia in modo chiaro il passaggio
dall’illusione alla realtà
→ l’aggettivo “fragile” è un’ipallage, ed è la traslitterazione di un aggettivo da un termine ad
un altro, in questo caso da “foglie” al “cadere”
→ “ si sente da lontano un cadere fragile” è una sinestesia

L’ASSIUOLO (è un uccello notturno che si sente verso sera in campagna, nella tradizione
popolare era un po l’uccello del malaugurio)

→ è composta da 3 doppie quartine di novenari, che terminano con il suono “chiù”, il verso
dell’uccello. La struttura è quindi regolare.
→ tutta la poesia sembra costituirsi come una sorta di climax espressivo relativo al chiù, che
lo enfatizza. Comincia essendo una “voce”, poi un “singulto”, poi un “pianto di morte”.
→ alba di perla = generata dalla luce della luna, linguaggio analogico, il chiaro e la luce
rimandano sempre a qualcosa di positivo, ad una rinascita
→ “il mandorlo e il melo” = utilizzo del linguaggio tecnico, specifico
→ “soffi di lampi” sono lampi silenziosi, è una sinestesia
→ “nero di nubi laggiu” da rillievo al concetto astratto, che è il nero. Non sono nubi nere, ma
è un nero di nubi. Il nero ha un’accezzione negativa, è inquietante. è il male che incombe sul
nido.
→ il nero delle nubi è in forte opposizione con il bianco del cielo.
→ anfora del verbo “sentivo” nella seconda strofa, ai versi 11,12,13
→ fru fru = è un’onomatopea, figura tipica del linguaggio del fanciullino, rappresenta un
frusciare tra i cespugli. Genera inquietudine. L’inquietudine aumenta con il sussulto del suo
cuore, paragonato con una similitudine al “grido che fu”, che rappresenta analogicamente il
momento della morte del padre.

I PUFFINI DELL’ADRIATICO
→ è un sonetto, composto da due quartine e due terzine.
→ è particolarmente significativa per l’evidente associazione tra il mondo naturale e gli
uomini
→ testimonianza dello stile impressionista di pascoli
→ nelle due quartine c’è la descrizione di questi puffini, uccelli di mare con le zampe
palmate, che emettono un verso che assomiglia alla voce degli uomini. In questo modo
pascoli crea questo paragone tra i puffini e gli uomini
→ il soggetto del verbo “parlano” non è definito. Lo dirà dopo che si riferisce ai puffini.
→ le acque sono marezzate di luce, di sole. perché sono lievemente increspate
→ “randa” è una sineddoche. la randa rappresenta un’imbarcazione
→ "turchino" è una sorta di metonimia, è il mare.
→ il "chiacchierare" è il verso dei puffini
→ opposizione tra le onde mute e i puffini chiacchierini
→ il chiacchiericcio dei puffini sembra il vociare dei marinai
→ “la calma” è la bonaccia del mare, è una metonimia.
→ “liscio di lacca” = liscio come la lacca, come fosse laccato. Il mare è calmo.

IL GELSOMINO NOTTURNO
→ è una poesia scritta per un matrimonio, come dono ad un amico, Gabriele Briganti. In
questa lirica incontriamo il tema della sessualità e dell’erotismo, che viene affrontato in
maniera un po morbosa da Pascoli. Parla del primo atto sessuale della coppia appena
sposata.
La poesia è composta da quartine di novenari a rime alternate ABAB.

→ c’è solo qualcuno sveglio
→ Sotto l’ali dormono i nidi = metonimia. Dormono i piccoli degli uccelli, non i nidi.
→ similitudine = come gli occhi sotto le ciglia
→ ci immaginiamo che Pascoli sia nell’aia al buio, a seguire tutto il percorso del lume che si
muove nella casa.
→ “là” vv 6 = sottolinea qualcosa che è distante da lui, lui è escluso. Più che una poesia per
il suo amico sembra una poesia per sé, si autoesclude da tutte quelle esperienze sessuali
che non vivrà mai.
→ nasce l'erba sopra le fosse → richiama ai suoi cari defunti. Nascere dell’erba sulle tombe
= la vita continua
→ “l’ape sussurra” = ronza. Anche l’ape è esclusa dal nido, è al di fuori dalla propria casa,
come l’autore.
→ “la Chioccetta” è come i contadini chiamano la costellazione delle Pleiadi. è una metafora
del cielo che diventa l’aia su cui si muove la chioccia e le stelle sono i pulcini che la seguono
pigolando. L’Immagine della chioccetta è associata all’elemento sonoro del pigolio.
→ Il lume si sposta = non è più in sala, arriva nelle camere da letto al primo piano.
→ Si chiudono i petali perchè è l’alba. I petali sono gualciti (appassiti), allusione all’organo
femminile dopo l’atto sessuale.
→ “ vi è il polline che lo ha fecondato” = il fiore è del tutto umanizzato, è accostato alla
donna fecondata che sente nel suo grembo una nuova vita.

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