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DSA e ICF

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fondamentale nel processo riabilitativo.

In alcuni casi il quadro clinico particolarmente grave - anche per la


comorbilità con altre patologie - richiede l'assegnazione dell'insegnante di sostegno, come previsto dalla
legge 104/92.
Tuttavia, vi sono moltissimi ragazzi con ADHD che, in ragione della minor gravità del disturbo, non
ottengono la certificazione di disabilità, ma hanno pari diritto a veder tutelato il loro successo formativo. Vi
è quindi la necessità di estendere a tutti gli alunni con bisogni educativi speciali le misure previste dalla
Legge 170 per alunni e studenti con disturbi specifici di apprendimento.

COME INTERVENIRE?
Si tratta di bambini con bisogni speciali che richiedono la costruzione intorno a loro di un “ambiente
speciale” che introduca “di default” quegli aspetti di regolazione di cui hanno bisogno.
Per questo l’obiettivo di fondo di ogni intervento deve essere:
•Stimolare o incrementare le competenze riflessive nel bambino, le sue capacità metacognitive (pensieri,
emozioni, sentimenti, aspettative, ecc.) e il proprio comportamento.
•Imparare ad esplorare la mente altrui, i suoi pensieri, aspettative, sentimenti (sviluppando in tal modo
maggiore empatia).

I disturbi del comportamento comprendono diversi quadri clinici che vanno dal disturbo della condotta a
quello oppositivo provocatorio.
I problemi comportamentali che li caratterizzano, influenzano in modo negativo non solo il rendimento
scolastico, ma anche la capacità di relazionarsi con i pari.

I DSA OGGETTO DELLA LEGGE 170/2010


Il decreto attuativo della Legge 170 /2010 riconosce la dislessia, la disortografia, la disgrafia e la
discalculia come Disturbi Specifici di Apprendimento (DSA). Tale decreto assegna al sistema nazionale di
istruzione il compito di individuare le forme didattiche e le modalità di valutazione più adeguate affinché
alunni e studenti con DSA possano raggiungere il successo formativo.

Dislessia
Disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà nell’imparare a leggere, in particolare nella
decodifica dei segni linguistici, ovvero nella correttezza e nella rapidità della lettura. -> È un problema di
codifica del suono, quindi questi alunni non riusciranno a codificare il suono in mondo corretto -> non riescono a
dare un suono corretto al segno.

Disortografia
Disturbo specifico della scrittura che si manifesta in difficoltà nei processi linguistici
di transcodifica. -> È un problema legato alla transcodifica, cioè alla capacità di dare un segno corretto al suono.

Disgrafia
Disturbo specifico di scrittura che si manifesta in difficoltà nella realizzazione grafica. -> È un problema
motorio, legato alle capacità prassiche.

Discalculia
Disturbo specifico che si manifesta con una difficoltà negli automatismi del calcolo e dell’elaborazione dei
numeri. -> È un disturbo legato al concetto di numero, all’uso delle procedure di calcolo.

Non sono disturbi che si acquisiscono dopo la nascita, ma si nasce con un DSA.
I DSA si possono avere anche tutti e 4 insieme -> in comorbilità. Difficilmente si ha solo una caratteristica di DSA.

Sono tutti importanti, in particolare la dislessia e la disortografia, perché sono disturbi legati l’apprendimento della
scrittura -> il problema si pone quando la lingua orale deve diventare scritta e quando la dobbiamo leggere.

Non è che un bambino con dislessia non sa leggere -> il problema del bambino con dislessia è la decodifica del
segno scritto in suono -> cioè non sa codificare in modo corretto il segno scritto che vede nel foglio in suono.

La dislessia e la disortografia sono legati a un problema fonologico e meta-fonologico.

Nella disirtografia si deve dare un segno corretto al suono -> decodifica del suono in segno scritto. I disortografici
sbagliano le regole ortografiche.

Chi è dislessico e chi è disortografico lo è dalla nascita e non guarisce, si può solo compensare, ma non si
risolve.
C6. Utilizzo di schemi, tabelle, mappe e diagrammi di flusso come supporto durante compiti e verifiche
scritte.
C7. Utilizzo di formulari e di schemi e/o mappe delle varie discipline scientifiche come supporto durante
compiti e verifiche scritte.
C8. Utilizzo di mappe e schemi durante le interrogazioni, eventualmente anche su supporto digitalizzato
(presentazioni multimediali), per facilitare il recupero delle informazioni.
C9. Utilizzo di dizionari digitali (cd rom, risorse on line).
C10. Utilizzo di software didattici e compensativi (free e/o commerciali).
C11. Altro…

N.B.
In caso di esame di stato, gli strumenti adottati dovranno essere indicati nella riunione preliminare per
l’esame conclusivo del primo ciclo e nel documento del 15 maggio della scuola secondaria di II grado
(DPR 323/1998; DM 5669 del 12/07/2011; art 6-18 OM. n. 13 del 2013) in cui il Consiglio di Classe dovrà
indicare modalità, tempi e sistema valutativo previsti.

Qualche misura si deve conoscere.


Tali misure sono tutte utili, ma poi vanno personalizzate in base all’alunno.

I DSA hanno un loro codice nosografico, è possibile riferirsi ai codici dei manuali diagnostici ICD-10 e
DSM-5.

Tipo di disturbo Codice nosografia ICD-10

Dislessia F81.0

Disortotgrafia F81.1

Disgrafia F81.8

Discalculia F81.2

DSA in comorbilità F81.3

I DSA non possono mai essere in comorbilità con la disabilità intellettiva, perché il QI di un bambino con DSA
deve essere maggiore o uguale a 85.
Se un bambino non sa leggere, scrivere e far di conto, ma ha un QI inferiore a 85 -> ciò vuol dire che o ha un
funzionamento intellettivo limite (QI tra 70 e 85) o ha una disabilità intellettiva (QI inferire a 70).

I bambini con DSA hanno un modo diverso di leggere, di scrivere e di far di conto. -> NON HANNO UNA
DISABILITÀ INTELLETTIVA.

COSA SONO I DSA?


I DSA sono disabilità dell’apprendimento che incidono pesantemente sulla vita e sulla carriera scolastica e
hanno un importante impatto sia a livello individuale sia a livello [Link]’ICD-10 i DSA sono indicati
con il termine «Disturbi evolutivi specifici delle abilità scolastiche», intendendo quei disturbi per i quali le
normali abilità di acquisizione delle capacità di apprendimento sono alterate già dalle prime fasi iniziali
dello sviluppo. Nella Consensus Conference del 2007 sono menzionati i criteri utili per la definizione dei
DSA ossia:
•Il carattere “evolutivo” di questi disturbi (si sviluppano nel corso dello sviluppo);
•La diversa espressività del disturbo nelle diverse fasi evolutive dell’abilità in questione;
•La quasi costante associazione ad altri disturbi (comorbidità);
•Il carattere neurobiologico delle anomalie processuali che caratterizzano i DSA.
Queste persone hanno un’organizzazione del cervello, nelle aree della lettura, scrittura e calcolo specifica di un
DSA -> quindi con un QI maggiore o uguale a 85.
Il DSM-5 introduce per la prima volta l’influenza dei fattori ambientali nella genesi del disturbo, tirando in
causa l’epigenetica, ossia riconosce un ruolo fondamentale alle modifiche fenotipiche delle espressioni
dei geni. In tal senso viene messa in discussione la specificità del disturbo, che porta a una non netta
distinzione tra i casi che hanno un livello intellettivo nella norma e quelli che hanno compromissioni più
generalizzate e include quindi nella categoria diagnostica anche altre difficoltà.
DISLESSIA
Con il termine Dislessia si intende il Disturbo Specifico della Lettura, che riguarda la decodifica. La
Consensus Conference del 2007 individuava la necessità di somministrare prove standardizzate di lettura
a più livelli, di valutare congiuntamente i due parametri di rapidità e accuratezza nella prestazione, di
stabilire una distanza dai valori medi attesi per la classe frequentata dal bambino nella rapidità o
nell’accuratezza. Esiste ad oggi una letteratura specifica che mette a confronto le misure di rapidità e
velocità e valuta l’opportunità di utilizzare i percentili anche per le misure di rapidità. Il codice nosografico
della dislessia secondo il manuale diagnostico ICD-10 è F81.0 invece nel DSM-5 la Dislessia ha il codice
315.0.

Dislessia
ICD-10 codice F81.0
La dislessia indica un disturbo specifico dell'apprendimento, che è possibile evidenziare, solitamente,
all'inizio della scolarizzazione e va a incidere sulla capacità di leggere e scrivere in maniera corretta e
fluente. Il dislessico, pertanto, avrà difficoltà di lettura e di scrittura ma è importante ricordare come la
dislessia non sia una malattia. Secondo il manuale diagnostico ICD-10 è il codice F81. 0 («Disturbo
specifico della lettura o dislessia»), che contempla compromissioni nell'accuratezza (errori) e può
comportare anche difficoltà di comprensione.

DISORTOGRAFIA
Con il termine Disortografia si intende il Disturbo Specifico della Scrittura, che riguarda lo scarso controllo
ortografico. Già la Consensus Conference del 2007 suddivideva il Disturbo della scrittura in due
componenti:
•Una di natura linguistica (deficit nei processi di cifratura);
•Una di natura motoria (deficit nei processi di realizzazione grafica).
Secondo il manuale diagnostico ICD-10 il codice è F81.1 e va utilizzato in caso di difficoltà ortografiche.
Nel DSM-5 la Disortografia ha il codice 315.2.

Disortografia
ICD-10 codice F81.1
Con il termine Disortografia si intende il Disturbo Specifico della Scrittura, che riguarda lo scarso controllo
ortografico. Il termine Disortografia riguarda soltanto l’aspetto linguistico, ossia i deficit nei processi di
cifratura. Nel DSM-5 la Disortografia è inclusa nel «Disturbo specifico dell’apprendimento con
compromissione dell’espressione scritta» (codice 315.2) che prevede, oltre alle difficoltà ortografiche
chiamate «difficoltà nell’accuratezza dello spelling», anche accuratezza della grammatica e della
punteggiatura e chiarezza/ organizzazione dell’espressione scritta.

DISGRAFIA
Con il termine Disgrafia si intende il Disturbo Specifico della Scrittura, che riguarda la realizzazione
grafica. La Consensus Conference suddivideva il Disturbo della Scrittura in due componenti:
•una di natura linguistica (deficit nei processi di Cifratura);
•una di natura motoria (deficit nei processi di realizzazione grafica).
Il termine Disgrafia riguarda soltanto l’aspetto motorio, ossia i deficit nei processi di realizzazione grafica.
Secondo il manuale diagnostico ICD-10 il codice è F81.8 e va utilizzato in caso di difficoltà nella
realizzazione grafica, in assenza di disturbi della coordinazione motoria.
Il discografico magari scrive le parole correttamente, ma con una grafia bruttissima, illeggibile -> perché è un
problema pratico, non è un problema delle aree fonologiche e metafonologiche, è un problema propio legato al
modo di scrivere.

Disgrafia
ICD-10 codice F81.8
La disgrafia è uno dei disturbi specifici dell’apprendimento, è un disturbo della scrittura legato alla
componente grafica, si manifesta come difficoltà motoria a riprodurre sia i segni alfabetici che i segni
numerici; riguarda il grafismo, ma non necessariamente le regole ortografiche e sintattiche, anche se
influisce negativamente anche su tali acquisizioni a causa dell’impossibilità di rilettura.
Il tracciato risulta incerto e irregolare ciò può derivare da difficoltà prassiche, incompleta lateralizzazione
o di coordinazione visuo-motoria.

DISCALCULIA
Con il termine Discalculia si intende il Disturbo Specifico del Calcolo, che riguarda l’area matematica. La
CC-2007 distingueva nella Discalculia due diversi profili: uno connotato da debolezza nella strutturazione
cognitiva delle componenti di cognizione numerica e l’altro che coinvolge le procedure esecutive ed il
calcolo. Secondo il manuale diagnostico ICD-10 il codice è F81.2 e va utilizzato sia che le difficoltà siano a
carico del senso del numero sia che riguardino il calcolo. Nel DSM-5 la Discalculia è codificata con il
codice 315.01 e include il calcolo accurato o fluente, anche le difficoltà nel ragionamento matematico
corretto.

Discalculia
ICD-10 codice F81.2
La discalculia è un disturbo specifico dell'apprendimento; sotto questo nome si raggruppa una gamma più
ampia di difficoltà di apprendimento che riguardano la matematica. La discalculia può variare da persona
a persona e si esprime in maniera differente nelle persone nei differenti momenti della loro vita. La
discalculia può variare da persona a persona e si esprime in maniera differente nelle persone nei differenti
momenti della loro [Link] strategie di lavoro e utilizzare degli strumenti compensativi è un
modo efficace per superare gli ostacoli.

CODICI NOSOGRAFICI
Quando vengono riscontrati più DSA, il codice da utilizzare è F81.3 mentre l’Accordo Stato-Regioni, indica
che vanno utilizzati i codici compresi nella categoria F81, con la dicitura esplicita del DSA in oggetto.

Tab.1 - Codici nosografici dei DSA

Codice nosogratico Definizione secondo Tipo di disturbo


ICD-1 ICD-10
F81.0 Disturbo specifico della Dislessia
lettura
F81.1 Disturbo specifico della Disortografia
compitazione (-> Lettura
eseguita distinguendo i
suoni o pronunciando
separatamente le sillabe)
F81.2 Disturbo specifico delle Discalculia
abilita aritmetiche
F81.8 Altri disturbi evolutivi Disgrafia
delle abilità scolastiche
F81.3 Disturbi misti delle abilità DSA in comorbidità
scolastiche

Quando può essere effettuata una diagnosi di DSA?


• Per la Dislessia, Disgrafia e Disortografia è possibile effettuare una diagnosi di DSA dalla fine della
classe seconda della scuola primaria.
• Per la Discalculia è necessario attendere la fine della classe terza. È possibile anticipare la diagnosi solo
in caso di tratto grafico irregolare e poco leggibile anche in stampato, mancato rispetto di margini e
righe, lettere di dimensioni fortemente irregolari.

La certificazione e la diagnosi di DSA


Per "certificazione" si intende un documento, con valore legale, che attesta il diritto dell'interessato ad
avvalersi delle misure previste da precise disposizioni di legge le cui procedure di rilascio ed i conseguenti
diritti che ne derivano sono disciplinati dalle suddette leggi e dalla normativa di riferimento. La
certificazione può essere fatta solo da un ente pubblico.
Per "diagnosi" si intende invece un giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un
disturbo, che può essere rilasciato da un medico, da uno psicologo o comunque da uno specialista iscritto
negli albi delle professioni sanitarie (anche in privato).
La certificazione di DSA è fatta dall'équipe multidisciplinare, costituita da neuropsichiatri infantili,
psicologi e logopedisti. Figure non sanitarie, quali
pedagogisti, tutor degli apprendimenti, ecc., non possono fare diagnosi cliniche, pertanto nemmeno la
certificazione: la diagnosi clinica in Italia è permessa solo a psicologi e medici.

Individuazione precoce dei fattori di rischio alla scuola primaria


• Alla scuola primaria si intende l’individuazione, all’interno di un’ampia popolazione, dei bambini che
mostrano degli indicatori di rischio e che vanno quindi indirizzati ad approfondimenti clinici specifici per
confermare o escludere una diagnosi di DSA.
• Essendo i DSA disturbi di origine neurobiologica, parlare di prevenzione non è corretto e può costituire
una forzatura. È possibile però, attraverso un’individuazione precoce del disturbo, intervenire
tempestivamente e migliorare non solo la prognosi, ma anche prevenire gli effetti del disturbo sulle
variabili psicologiche, riducendo il rischio di psicopatologia associata nonché di drop-out scolastico.

Per fare diagnosi di DSA, è sufficiente fare le prove di lettura e valutare l’efficienza intellettiva?
No, quando si sospetta la presenza di un DSA occorre indagare anche altre funzioni neuropsicologiche,
per completare l’inquadramento diagnostico e valutare eventuali comorbidità. Vista l’elevata compresenza
di diversi DSA, occorre verificare la possibile presenza di disturbi di apprendimento associati. Quindi,
anche quando il motivo d’invio è la difficoltà nella lettura, oltre alle prove di lettura di brano, parole e non
parole di accertata validità psicometrica, occorre indagare anche la scrittura e la matematica.

Qual è la differenza tra Diagnosi e Certificazione?


• Per diagnosi si intende un giudizio clinico, attestante la presenza di una patologia o di un disturbo.
• La certificazione è un documento, con valore legale, che attesta il diritto dell'interessato ad avvalersi
delle misure previste da precise disposizioni di legge (nel caso specifico, dalla L104/92 o dalla L170/2010).

La diagnosi clinica in Italia è permessa solo a psicologi (L.56/89) e medici.


La certificazione di DSA è eseguita da un'equipe multidisciplinare, e il rilascio e autorizzato alle strutture
sanitarie pubbliche e ai soggetti privati accreditati.

Cosa fare quando si sospetta un DSA?


Quando si sospetta la presenza di un DSA occorre indagare anche le altre funzioni neuropsicologiche, per
completare il quadro diagnostico.
Dislessia: occorre indagare sulla memoria verbale, sull’attenzione, sul linguaggio e sulle abilità
metafonologiche.
Disortografia: occorre indagare su i prerequisiti dell’apprendimento, le abilità di attenzione visiva e uditiva,
la memoria a breve termine verbale.
Disgrafia: occorre indagare anche sulle abilità motorie generali e fino-manuali, le competenze visuo-
motorie e visuo-percettive, dell'attenzione visiva selettiva e sostenuta, la memoria motoria e la qualità
dell’apprendimento motorio.
Discalculia: in presenza di errori nell’ incolonnamento dei numeri, andrebbero esplorate anche le abilità
prassiche e l’organizzazione visuo- spaziale.

Interventi
Gli interventi generalmente prevedono l’abilitazione delle competenze metafonologiche, metalinguistiche,
lessicali, sublessicali, grafiche e ortografiche sia in lettura sia in scrittura; per i disturbi del calcolo
l’intervento solitamente è mirato al rinforzo delle abilità di calcolo.
In alcuni casi è anche consigliato esonerare (strumenti dispensativi) i ragazzi con DSA da attività nelle
quali risultano particolarmente penalizzanti. Si può introdurre ulteriori facilitazioni (strumenti
compensativi) come ausili, le interrogazioni programmate, l’assegnazione di tempi più lunghi per le
verifiche oltre che modalità di verifica personalizzata.

ICF
La Classificazione internazionale del funzionamento, della disabilità e della salute (in inglese International
Classification of Functioning, Disability and Health; in sigla, ICF) è un sistema di classificazione della
disabilità sviluppato dall'Organizzazione mondiale della sanità (OMS).
Il modello bio-psico-sociale ICF
Che cos'è?
La sigla ICF sta per Classificazione Internazionale del Funzionamento, della Disabilità e della Salute.
È stata approvata il 22 maggio 2001 e fa parte della più ampia famiglia delle Classificazioni Internazionali
dell'OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità).
Il modello si rivolge a tutta la popolazione guardando non al danno, ma alla condizione di salute,
evidenziando l'unicità di ogni persona piuttosto che mettere in risalto la sua disabilità.

A cosa serve?
L'ICF descrive le modificazioni dello stato di salute di una persona e gli stati correlati. Descrive il
funzionamento (ciò che quella persona è in grado di
fare), le disabilità (cioè gli aspetti negativi del funzionamento e quindi ciò che una persona ha difficoltà a
fare), la presenza o l'assenza di menomazioni e i fattori contestuali, ossia l'influenza negativa o positiva
che l'ambiente può avere sul funzionamento stesso della persona.

La struttura
I'ICF si divide in due parti, ciascuna composta da due componenti:
1. Funzionamento e Disabilita, in cui sono classificati Funzioni e Strutture corporee e Attività e
Partecipazione.
2. Fattori Contestuali in cui sono classificati i Fattori Ambientali e anche i Fattori Personali, che al
momento non sono classificati.

A cosa serve?
L’ICF è una classificazione che mira a descrivere lo stato di salute delle persone in relazione ai loro ambiti
(sociale, familiare, lavorativo) al fine di cogliere tutte quelle difficoltà che nel contesto di riferimento
possono causare difficoltà. Descrive le situazioni di vita quotidiana in relazione al loro contesto ambientale
evidenziando l’unicità di ogni persona piuttosto che mettere in risalto la sua salute o la sua disabilità.

-Garantisce uno standard per la descrizione della salute e delle condizioni ad essa correlata.
-Permette di raccogliere dati.
-Fornisce una base scientifica per la comprensione della salute.

GLI OBIETTIVI DELL’ICF


-Analizza la disabilità facendo riferimento ai molteplici aspetti che la denotano come esperienza umana
universale.
-Propone un’analisi dettagliata delle possibili conseguenze sociali della disabilità avvicinandosi con
umanità e rispetto alla condizione del disabile.
-Analizza lo stato di salute degli individui ponendolo in relazione con l’ambiente circostante.

La disabilità infatti non è vista solo come un deficit ma piuttosto come una condizione che va oltre la
limitazione superando le barriere, sia mentali che architettoniche.

Funzionamento e disabilità
• Il funzionamento e la disabilità sono viste dall'ICF come una complessa interazione tra le condizioni di
salute dell'individuo e i fattori ambientali e personali. La classificazione li considera aspetti dinamici e in
interazione tra loro, modificabili nel corso della vita di un individuo e pertanto mai uguali a se stessi.
Proprio per questo motivo, il modello descrittivo proposto dall'ICF è applicabile a tutte le persone con una
qualche condizione di salute. I termini che l'ICF ordina sono neutri rispetto all'eziologia delle malattie.
• L'ICF si divide in due parti, ciascuna composta da due componenti:
parte 1: Funzionamento e Disabilità
parte 2: Fattori Contestuali

I QUALIFICATORI PRINCIPALI DELLA COMPONENTE ATTIVITÀ E PARTECIPAZIONE SONO


"PERFORMANCE" E "CAPACITÀ"
•Il qualificatore Performance descrive la difficoltà con cui viene realizzata un'attività tenendo in
considerazione i fattori ambientali che influenzano tale svolgimento.
•Il qualificatore Capacità descrive la difficoltà con cui viene svolta un'attività in assenza di fattori
ambientali specifici o adattati. Per ogni attività considerata nella valutazione di un individuo, I due
qualificatori principali devono essere indicati.
Fondamentale è poter analizzare e descrivere l'effetto dei fattori ambientali. L'ICF permette di descrivere
fattori ambientali facilitatori e fattori ambientali barriera.

OMS
Organizzazione mondiale della sanità
• L'Oms in particolar modo fa riferimento a tre modelli di classificazione:
• L'ICF- Classificazione internazionale del funzionamento della disabilità e della salute;
• ICD-10 cioè la Classificazione internazionale statistica delle malattie e dei problemi sanitari;
• ICHI- Classificazione internazionale degli interventi sanitari.

La recente normativa italiana in materia di integrazione e inclusione scolastica degli alunni con disabilità e
con bisogni educativi speciali (BES) indica l’ICF come modello di riferimento nella progettazione di azioni
educative che rispondano ai bisogni di valorizzazione e inclusione sociale degli alunni, con particolare
riferimento alle persone con disabilità.

Affinché ciò sia concretamente realizzabile, l’assetto normativo italiano scolastico prevede alcuni
strumenti operativi ai quali è possibile applicare il modello e il linguaggio ICF:
Profilo di funzionamento (la vecchia Diagnosi Funzionale Profilo Dinamico Funzionale) il Piano Educativo
Individualizzato (PEI).
Il PEI si costruisce sul profilo di funzionamento -> sulle aree di funzionamento di una persona con disabilità. ->
Quali sono le cose che può fare e non può fare, ci interessano le cose che può fare, quindi il profilo di
funzionamento -> la diagnosi funzionale.

Il"Profilo di Funzionamento" sostituisce la Diagnosi Funzionale e il Profilo Dinamico Funzionale.

L'epigenetica
L’epigenetica si riferisce alle modificazioni che intervengono non direttamente sulla sequenza del DNA ma
sulla sua struttura.
Il termine fu coniato nel 1942 da Conrad Waddington che la definì come “la branca della biologia che
studia le interazioni causali fra i geni e il loro prodotto e pone in essere il fenotipo”.
Le modificazioni epigenetiche avvenute durante la vita uterina rimangono stabili invece i “rimodellamenti”
epigenetici possono avvenire durante la vita adulta sotto l’influenza di vari fattori ambientali.
Questo avviene grazie alla plasticità neurale che è la capacità del cervello di essere modificato, sia
durante lo sviluppo che da adulto, dall’esperienza e dall’ambiente.
La “psicologia epigenetica” è lo studio di come i processi psicologici influenzano i processi genetici
dell’organismo. Il livello genetico e quello psicologico sono fortemente interconnessi e l’anello di
congiunzione fra questi due domini è proprio l’epigenetica che si configura come l’anello mancante fra
psicologia e biologia.

Filogenesi e ontogenesi: genetica ed epigenetica


Il nostro organismo è il prodotto di due processi evolutivi: la filogenesi, intesa come il processo di
ramificazione delle linee di discendenza evolutiva delle varie specie; l'ontogenesi, l’insieme dei processi
che permettono lo sviluppo biologico del singolo organismo vivente, dallo zigote, dall'embrione, al feto
fino all'individuo completo.

IN UNA DIAGNOSI CONCORRONO


-ELEMENTI CLINICI
-ELEMENTI PSICO-SOCIALI
Per compiere una diagnosi si fa riferimento all'ICF (il sistema internazionale di classificazione). Questo
esplicita meglio le dimensioni che concorrono a delineare il profilo globale della persona.

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