Pianeta Terra
Struttura, dinamica,
evoluzione e storia
realizzato dal
Servizio Geologico Sismico e dei Suoli
Regione Emilia-Romagna
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Edizione 2003
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Copyright © 2015 - Servizio Geologico Sismico e dei Suoli
Regione Emilia-Romagna
Pubblicato in versione elettronica
marzo 2015
LICENZA CREATIVE COMMONS 3.0. - A TTRIBUZIONE - NON COMMERCIALE
[Link]
ISBN 978-88-8186-011-1
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Progetto e coordinamento
Raffaele Pignone - Responsabile Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, R.E.R.
Luisa Perini - Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, R.E.R.
Supervisione aspetti comunicativi
Giangi Poli - Redattore scientifico di "Super Quark", RAI 1
Supervisione scientifica
Elisabetta Costa - Università di Parma - Dipartimento di Scienze della Terra
Testi e materiale iconografico
Federico Pasquarè - Università degli Studi dell'Insubria (Como) - Cap. 1, 5, 8, 9, 10, 11, 12, 13
Lisetta Giacomelli - Redattrice di testi scientifici divulgativi - Cap. 2, 3, 14
Giorgio Pasquarè - Università di Milano - Dipartimento di Scienze della Terra "Ardito Desio" - Cap. 4
Luisa Perini - Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, R.E.R. - Cap. 6
Giangi Poli - Redattore scientifico di "Super Quark", RAI 1 Approfondimenti - Cap. 1, 2, 3, 5, 9, 10
Giorgio Zanzucchi - Università di Parma - Dipartimento di Scienze della Terra - Cap. 15
Elisabetta Costa - Università di Parma - Dipartimento di Scienze della Terra - Cap. 16
Contributi ai testi e immagini
Leonardo Rosciglione - (cap. 7 - Le rocce e i minerali), Giulia Fontanesi, Paola Grimaldi
Meta srl
Realizzazione ebook
Madalina Elena Tone, Michela Grandi, Roberto Bertozzi - Servizio Geologico, Sismico e dei Suoli, R.E.R.
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Pianeta Terra
Strutture, dinamica, evoluzione e storia
Queste pagine intendono offrire con un linguaggio semplice e chiaro una panoramica sulla Geologia del nostro
Pianeta.
La Terra è, da quattro miliardi e mezzo di anni, teatro di incessanti mutamenti, nascite ed estinzioni di specie, formazione
di montagne e oceani, catastrofiche eruzioni e devastanti terremoti.
L'importanza della comprensione dei principali elementi della Geologia non risiede soltanto nella necessità di sapere
come è nato, come si è evoluto e come si trasformerà il Pianeta che abitiamo, ma anche nell'esigenza di interpretare
correttamente fenomeni che toccano tutti da vicino.
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Indice
1. L'interno della terra
Approfondimento 1 - Perché la Terra ha una struttura a cipolla?
Approfondimento 2 - Rocce della crosta
Approfondimento 3 - Le onde sismiche
Approfondimento 4 - La dinamica dell'interno della Terra
2. Tettonica delle placche
Approfondimento 5 - Prove dei movimenti delle zolle litosferiche e dei continenti
3. La formazione delle montagne
Approfondimento 6 - Il cuneo di accrezione
Approfondimento 7 - Le pieghe e le faglie
4. I vulcani
Approfondimento 8 - Criterio classificazione magmi
Approfondimento 9 - Risalita magma nel camino vulcanico
Approfondimento 10 – Le eruzioni vulcaniche effusive sottomarine
Approfondimento 11 – Metodi per definire la potenza nelle eruzioni esplosive
Approfondimento 12 – Prodotti vulcanici
Approfondimento 13 – I depositi da collasso della colonna eruttiva
Approfondimento 14 – Tipi di eruzioni esplosive idrovulcaniche
Approfondimento 15 – I geyser
Approfondimento 16 – Le fumarole
Approfondimento 17 – Le sorgenti calde
Approfondimento 18 – I vulcani nella storia
Approfondimento 19 – Le eruzioni vulcaniche degli ultimi 250 anni
Approfondimento 20 – Le eruzioni vulcaniche oggi
Approfondimento 21 – Scheda dei vulcani citati
5. I terremoti
Approfondimento 22 – Sismogramma
Approfondimento 23 – Sismicità del territorio italiano
Approfondimento 24 – L'edilizia e i terremoti
6. Erosione e pianure
Approfondimento 25 – Processi di trasformazione
Approfondimento 26 – L'erosione costiera
Approfondimento 27 – Il sottosuolo e gli acquiferi della Pianura Padana
Approfondimento 28 – La subsidenza
7. Le rocce e i minerali
Approfondimento 29 – I cristalli
Approfondimento 30 – Le rocce sedimentarie
Approfondimento 31 – Le rocce metamorfiche
Approfondimento 32 – Le rocce intrusive
8. Il tempo geologico
Approfondimento 33 – Dodici ore dalla nascita della terra
Approfondimento 34 – L'origine dei nomi dei tempi geologici
Approfondimento 35 – Un errore illustre
Approfondimento 36 – Scienziati a confronto
9. Il primo paesaggio
Approfondimento 37 – Gli gneiss di Acasta
Approfondimento 38 – La prima atmosfera
Approfondimento 39 – La struttura dell'atmosfera attuale
Approfondimento 40 – Lo scudo dell'ozono
Approfondimento 41 – Oceani primitivi
Approfondimento 42 – Organismi fotosintetici
Approfondimento 43 – La fauna di Ediarca
10. L'era Paleozoica
Approfondimento 44 – I fenomeni geologici e la nascita e l'evoluzione delle specie animali e vegetali
Approfondimento 45 – Fossili viventi
Approfondimento 46 – Scorpioni di mare
Approfondimento 47 – La fauna delle Burgess Shales (scisti di Burgess)
Approfondimento 48 – La grande estinzione
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11. L'era Mesozoica
Approfondimento 49 – La genesi delle scogliere coralline
Approfondimento 50 – Gli ittiosauri
Approfondimento 51 – Scipionyx samniticus
Approfondimento 52 – La grande estinzione di fine Cretacico
12. L'era Cenozoica
Approfondimento 53 – La formazione dell'Himalaya
Approfondimento 54 – Una grande spaccatura nel continente africano
13. Il Quaternario
Approfondimento 55 – Il modellamento glaciale
Approfondimento 56 – L'evoluzione dell'uomo
14. Le orogenesi
15. La storia delle Alpi
Approfondimento 57 – Le successioni ofiolitiche
Approfondimento 58 – Come si ricostruisce l'evoluzione geologica della regione alpina
Approfondimento 59 – Evento eoalpino (Cretacico-Paleocene)
Approfondimento 60 – Zoccolo e copertura
Approfondimento 61 – Le coltri di ricoprimento
Approfondimento 62 – Ambienti sedimentari
Approfondimento 63 – Sezioni delle alpi
16. La storia degli Appennini
Approfondimento 64 – Trasgressione e regressione marina
Approfondimento 65 – Le sabkhas
Approfondimento 66 – I domini appenninici di pertinenza continentale africana
Approfondimento 67 – Il complesso ligure nell'appennino meridionale
Approfondimento 68 – Discordanza stratigrafica
Approfondimento 69 – La succcessione epiligure
Approfondimento 70 – L'arco calabro-peloritano
Approfondimento 71 – Il domino austro-alpino
Approfondimento 72 – Il flysch numidico
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1. L'interno della terra
L'impiego di sistemi di indagine indiretta basati sulla propagazione delle onde sismiche ha permesso di conoscere
l'interno del nostro pianeta che è caratterizzato da una struttura ad involucri, o gusci concentrici, costituiti da rocce con
proprietà chimiche, fisiche, mineralogiche e reologiche diverse.
Con tutta la sua avanzatissima tecnologia, l'uomo è stato in grado di lanciare sonde alla scoperta del sistema solare, di
scendere sulla Luna e di programmare lo sbarco su Marte. Ma si è dovuto arrendere di fronte all'impossibilità di studiare
in modo diretto le viscere della Terra, ovvero quelle migliaia e migliaia di chilometri che ci separano dal centro del pianeta.
Lo studio dell'interno del globo svolto in modo diretto, si è dimostrato inefficace: la massima profondità raggiunta
dalle perforazioni è di una decina di km (al massimo 14 km nella penisola di Kola in Russia), un nulla rispetto all'entità del
raggio terrestre (6350 km). Anche lo studio dei magmi emessi dalle eruzioni vulcaniche e di porzioni di rocce risalite con i
magmi stessi, non è in grado, a parte qualche eccezione, di dare risultati apprezzabili.
Se i metodi di osservazione diretta si sono rivelati inefficaci, lo studio per vie indirette è stato invece decisivo per
comprendere la struttura interna del nostro pianeta. I metodi della geofisica hanno permesso di gettare luce sulle
profondità della Terra tramite lo studio delle onde sismiche [approfondimento 3] (fig. 1). Queste onde, generate dai
terremoti o da esplosioni artificialmente, si propagano all'interno del globo non in modo omogeneo, ma subiscono delle
variazioni di velocità in base alle caratteristiche dei materiali rocciosi che incontrano. Come conseguenza delle variazioni
di velocità le onde cambiano il loro tracciato; vengono riflesse o rifratte. Quando, per esempio, le onde incontrano una
superficie di separazione tra due materiali diversi una parte di esse viene riflessa ("rimbalza") e una parte viene rifratta
("deviata"). Questo comportamento è dovuto alla proprietà che possiedono le onde: la loro velocità cambia in base al
mezzo che attraversano. Le onde "percepiscono" le diverse densità e temperature dei materiali e modificano di
conseguenza la loro velocità. In genere, le onde aumentano la loro velocità quando aumenta la densità e diminuisce la
temperatura del materiale attraversato, cioè quanto più il materiale è denso e freddo. Lo studio delle caratteristiche e del
conseguente comportamento delle onde sismiche è stato fondamentale per individuare la struttura disomogenea della
Terra. Infatti il nostro pianeta è suddiviso in vari strati concentrici identificati in base alle diverse caratteristiche
chimiche, fisiche, mineralogiche e reologiche delle rocce che lo compongono.
FIG. 1 - ONDE SISMICHE. ANDAMENTO DELLE ONDE SISMICHE DI TIPO DIVERSO ALL'INTERNO DELLA TERRA.
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Struttura dell'interno della Terra
Grazie al progredire della ricerca e delle tecnologie usate oggi si può affermare che l'organizzazione interna dei
materiali che costituiscono il nostro pianeta prevede una struttura a involucri o gusci concentrici simili a una cipolla
[approfondimento 1]. Gli involucri sono distinti in base alle diverse composizioni, strutture e stato fisico dei materiali
rocciosi che li compongono. Questi gusci concentrici sono delimitati da superfici di discontinuità che rappresentano la
separazione tra zone dove i materiali presentano caratteristiche fisiche e chimiche molto differenti (fig. 2).
F IG. 2 - INTERNO DELLA TERRA. L'INTERNO DELLA TERRA È COSTITUITO DA INVOLUCRI CONCENTRICI CON CARATTERISTICHE FISICHE E CHIMICHE MOLTO DIVERSE, CHE
INIZIANO A PROFONDITÀ BEN DEFINITE.
La crosta è l'involucro più esterno sul quale noi camminiamo è sottile e costituita da rocce [approfondimento 2] allo
stato solido. La crosta presenta caratteristiche differenti in corrispondenza degli oceani e dei continenti. Si può quindi
distinguere una crosta continentale ed una crosta oceanica.
La crosta continentale, più spessa (35-40 Km, fino ad un massimo di 70 km in corrispondenza della catena
Himalayana) e meno densa rispetto a quella oceanica, è costituita da un sottile strato di sedimenti che ricopre uno strato di
rocce di tipo granitico, sotto il quale si trova uno strato più profondo di rocce metamorfiche [approfondimento 2].
La crosta oceanica presenta invece uno spessore inferiore (circa 10 km), è più densa e pesante ed è composta da un
notevole spessore di sedimenti nella porzione superiore, da un sottostante strato di lave basaltiche e ancora più in
profondità da uno strato di rocce magmatiche intrusive [approfondimento 2](fig. 3).
F IG. 3 - CROSTA CONTINENTALE E CROSTA OCEANICA. LA CROSTA CONTINENTALE È CARATTERIZZATA DA UNO SPESSORE MOLTO MAGGIORE (DA 3 A 7 VOLTE) E DA
DENSITÀ MINORE RISPETTO ALLA CROSTA OCEANICA.
La crosta è delimitata verso il basso dalla discontinuità di Mohorovicic, che segna il passaggio al sottostante mantello.
Questo ulteriore involucro raggiunge una profondità di 2900 km ed è composto da Ferro (Fe), Magnesio (Mg), Alluminio
(Al), Silicio (Si), Ossigeno (O) e composti silicatici. All'interno del mantello, la velocità delle onde sismiche aumenta con
la profondità, da un minimo di 8 km/sec ad un massimo di 13 km/sec e la temperatura giunge fino ai 3000 °C. Lo studio
dell'andamento delle onde sismiche nel mantello ci fornisce un indizio importante sul fatto che i materiali, in questo
involucro, si trovano ancora allo stato solido: infatti, oltre alle onde sismiche P si propagano anche quelle S (che, per la
loro caratteristica di onde trasversali, non si propagano attraverso i liquidi).
Il mantello è delimitato verso il basso dalla discontinuità di Gutenberg, in corrispondenza della quale inizia il nucleo
esterno.
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Il nucleo, composto per la maggior parte da Ferro (Fe) e Nickel (Ni), rappresenta la porzione centrale della Terra. Ha
un raggio di 3470 km, è suddiviso in nucleo esterno (30,8 % della massa terrestre) e nucleo interno (la cui massa è
comparabile a quella della Luna) separati dalla discontinuità di Lehmann che si trova ad una profondità di circa 5200 km.
La temperatura interna del nucleo è così alta che la sua porzione esterna è allo stato liquido, come testimoniato dal
fatto che le onde S non possono passarvi. Il nucleo interno invece è allo stato solido in quanto sottoposto a pressioni
enormi. Qui sia le onde S che quelle P possono passare.
Una volta stabilita con ragionevole certezza la suddivisione del globo in involucri concentrici, gli studiosi hanno rivolto
la loro attenzione alla porzione più esterna della Terra, perché è qui che si generano i fenomeni detti endogeni quali
vulcanismo, terremoti e orogenesi (formazione delle montagne) che interessano la superficie terrestre. La suddivisione
degli involucri esterni della Terra in crosta e mantello è in relazione a caratteristiche chimico- mineralogiche. Un altro
modo di considerare la parte più esterna del nostro pianeta è in base alle caratteristiche reologiche delle rocce (la reologia
è quella parte della fisica che studia il comportamento elastico, plastico e viscoso dei corpi sottoposti a forze esterne).
Questo modello permette di fare le seguenti suddivisioni:
- la litosfera, che comprende la crosta e una sottile parte superiore del mantello, è costituita da rocce a
comportamento prevalentemente rigido e risulta suddivisa in un certo numero di zolle (capitolo 2. La tettonica delle
placche). Il suo limite inferiore arriva a profondità variabili a seconda del diverso spessore della crosta: sotto gli oceani
raggiunge al massimo una settantina di km, mentre in corrispondenza dei continenti lo spessore in media è di 100 km;
- sotto la litosfera si trova l'astenosfera, le cui rocce non hanno un comportamento strettamente rigido e, se
sottoposte a sforzi lentissimi e prolungati possono fluire in modo duttile. L'astenosfera è detta anche "orizzonte a bassa
velocità", in quanto in questa regione le onde sismiche subiscono un brusco rallentamento. La diminuzione di velocità è
causata dalla presenza di materiale allo stato parzialmente fuso. Questo materiale faciliterebbe un comportamento di tipo
plastico e spiegherebbe l'anomalia sismica (fig. 4).
F IG. 4 - LITOSFERA E ASTENOSFERA. LA PARTE PIÙ ESTERNA DELLA TERRA È CARATTERIZZATA DA DUE ZONE CON COMPORTAMENTO FISICO DELLE ROCCE DIVERSO:
RIGIDO NELLA LITOSFERA, CHE COSTITUISCE LA PARTE ESTERNA, E PIÙ PLASTICO NELL'ASTENOSFERA.
La scoperta di questo orizzonte "plastico" è stata fondamentale per l'affermazione della teoria della tettonica a placche:
gli scienziati ritengono infatti che le placche litosferiche siano trascinate dai movimenti originatisi nella sottostante
astenosfera originando tutti i meccanismi responsabili della tettonica globale.
Al di sotto di questo orizzonte le rocce tornano a comportarsi come solide all' impulso sismico.
Al di sotto dell'astenosfera, il mantello continua fino a 2900 Km di profondità, dove la discontinuità di Gutemberg
indica l'inizio del nucleo esterno.
Il nostro Pianeta non è statico e immobile ma attivo e dinamico grazie alla presenza di calore interno [approfondimento
4].
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