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Tributa Rio Def 2

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Riassunto di Parte Speciale.

1.L'imposta sul reddito delle persone fisiche.


1. Il sistema delle imposte sui redditi
La disciplina sulle imposte sui redditi trae origine dal TUIR del 1986, e attualmente vi sono due
imposte che colpiscono redditi delle p. Fisiche e degli enti collettivi: Irpef e Ires.

2. I soggetti passivi e la residenza


Sotto il profilo dei soggetti passivi gravati dall'imposta IRPEF troviamo le persone fisiche.
Qui è necessario distinguere in:
• Residenti nello Stato;
• Non residenti nello Stato.
Infatti, i residenti sono tassati sul complesso dei loro redditi, anche prodotti all'estero. Mentre i non
residenti sono tassati solo per il redditi prodotti in Italia. Di qui emerge la differenza fra
collegamento personale e collegamento reale.

Ma qual è il criterio per essere considerati residenti? La norma in esame prevede che si considerino
residenti in italia, quei soggetti che per almeno sei mesi, alternativamente:
• Hanno effettuato l'iscrizione anagrafica;
• Abbiano il domicilio nello Stato;
• Abbiamo la dimora abituale nel territorio dello Stato;

[Link] personalità dell'irpef


Sotto il profilo della natura giuridica dell'irpef essa è un'imposta personale. Infatti tiene conto di
una serie di circostanze personali, oltre al reddito complessivo del soggetto (deduzioni, detrazioni).
L'irpef è orientata a tassare in modo progressivo il reddito globale effettivo delle p. Fisiche residenti
in Italia.

4. Le nozioni di reddito
Sul versante dell'oggetto dell'imposta, e cioè il reddito, in dottrina si avallano diverse definizioni:
• Reddito come prodotto: in questo senso un'entrata ha natura di reddito solo se deriva da
una fonte produttiva;
• Reddito come entrata: in questo caso un'entrata di qualsiasi tipo è reddito;
• Reddito come consumo: in questo caso viene tassata solo la ricchezza consumata.
Nel nostro ordinamento si tiene la definizione secondo cui reddito è solo ciò che proviene da una
fonte produttiva.
5. Il Presupposto
Importantissimo è il presupposto che fa sorgere l'irpef. Esso è il possesso di redditi in danaro o in
natura.

A questo si affiancano le categorie reddituali, per categorie reddituali si intendono quelle


concettualizzazioni attraverso le quali il Legislatore ha voluto individuare e classificare la materia
imponibile, facendo seguire anche regimi diversi per le singole cat. Reddituali.
6. Le categorie reddituali
Le categorie reddituali sono:
• Redditi fondiari;
• Redditi di capitale;
• Redditi di lavoro dipendente;
• Redditi di lavoro autonomo;
• Redditi di impresa;
• Redditi diversi.
Sotto questo profilo il presupposto delle imposte sul reddito è il possesso di un reddito; ma per
ciascuna categoria si deve guardare l'accadimento che rende il reddito tassabile. Per esempio, ci
sono redditi tassabili una volta percipiti, da cui possesso =percezione, oppure per i redditi fondiari
il possesso si riferisce all'immobile.

7. Reddito vs Patrimonio
Per patrimonio si intendono le situazioni economiche di cui è titolare un soggetto in un dato
momento, per reddito si intende la variazione patrimoniale nel tempo.
Di qui con una metafora si può dire che il patrimonio rappresenta una fotografia, mentre il reddito
un video.

8.
Riprendendo la zione di reddito adottata sopra, il fatto che lo stesso debba derivare da una fonte
produttiva ne fa derivare anche che il provento abbia come causa un titolo giuridico onoeroso.

9. Redditi monetari e in natura


Per redditi in natura si intendono quei redditi che possono essere costiuiti da beni o servizi, dal
quale poi va individuato un valore in moneta.
Sotto il profilo dei redditi in ntarua è necessario rilevare che questi vengono tassati per il loro
valore normale.
Per valore normale si intende il presso o il corrispettivo mediamente applicato per beni e servizi
della stessa specie, a parità di concorrenza e al medesimo stadio di commercializzazione.

10. Periodo di Imposta e imputazione del componenti di reddito


Per periodo di imposta si intende il lasso di tempo scelto dal Legislatore per valutare il reddito del
percipiente. E dunque per le [Link] il periodo di imposta corrisponde all'anno solare, invece per le
società il periodo di imposta coincide con l'esercizio sociale.

Ex art. 7 Tuir, ciascun periodo di imposta gode di autonoma rilevanza, infatti ogni periodo di
imposta corrisponde ad una obbligazione.

Sotto questo profilo il Legislatore ha individuato regole in materia di imputazione temporale dei
componenti reddituali. Infatti, per la maggior parte dei redditi vale il c.d principio di cassa. Per
principio di cassa si intende il principio in forza del quale il reddito rileva nel momento in cui
esso è percepito. Mentre, sul versante dei redditi di impresa vale il c.d. Principio di competenza.
Per principio di competenza si intende il principio in forza del quale i costi e i ricavi e i proventi
vanno imputati al periodo in cui sono maturati, prescindendo dal pagamento e incasso.

11. I redditi delle società di persone.


Nel novero delle società di persone rientrano:
Società semplice;
Società in nome colletivo;
Società in accomandita semplice;

Ai fini dei redditi delle società di persone è necessario partire dal criterio della residenza. Infatti, si
considerano, ex art. 5co.3 TUIR, residenti le società di persone e le associazioni, che per la
maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o l'oggetto principale nel territorio dello
Stato.

Le differenze che intercorrono fra società di persone e di capitali sono le seguenti. La prima risiede
nel fatto che nella società di capitali i soci non rispondono dei debiti della società, ma la loor
responsabilità è limitata al conferimento. Inoltre, le società di persone non sono soggetti passivi
delle imposte, dove invece i loro redditi sono imputabili ai soci.

Ecco che il trattamento fiscale è improntato al principio della trasparenza. E per principio di
trasparenza si intende il principio in forza del quale i redditi della società sono considerati redditi
dei soci, evitando la doppia tassazione. Questo principio si estende anche alle società semplici, di
fatto, di armamento, al GEE.

Una postilla fa rilevare, invece, che nelle società in nome collettivo e in accomandita semplice, i
redditi sono considerati redditi di impresa.

Ora, i redditi delle società di persone e di altri organismi valgono queste regole:
• La società non è soggetto passivo di imposta;
• Le perdite della società sono ripartite tra i soci, al medesimo modo con cui si dividono gli
utili;
• Il reddito è imputato ai soci nello stesso periodo di imposta in cui è prodotto dalla società;
• Le ritenute operate sui redditi della società sono scomputate dall'imposta dovuta ai soci.

[Link] di professionisti

Secondo la disicplina vigente le associazioni di professionisti sono equiparate alle società semplici.
Di qui, la dichiarazione dei redditi che l'associazione deve presentare è pregiudiziale
all'applicazione dell'imposta a carico dei singoli associati.

I compensi sono perpeciti a titolo di ritenuta d'acconto e distribuiti proporzionalmente ai compensi.


Cosi anche le perdite.

Ora arriviamo un attimo al modo con cui si calcola il reddito.

1. La base imponibile, reddito complessivo e perdite deducibili.


Per calcolare il reddito complessivo si deve prima individuare e qualificare i singoli redditi,
aggrgandoli secondo le categorie di appartenenza.

Il reddito complessivo è calcolato sommando i redditi delle diverse categorie e si sottraggono le


perdite derivanti dall'eservizio di imprese.

2. Gli oneri deducibili dal reddito complessivo


Riprendendo la nozione di imposta personale dell'irpef, si capisce bene che concorrono alla
formazione dell'imposta situazioni soggettive. Dunque, dal reddito complessivo sono deducibili
alcuni oneri. La ratio sta nel non tassare la parte di reddito impiegata per finalità ritenute meritevoli
di tutela. E alcuni di questi sono:
1. Spese mediche;
2. Assegni periodici corrisposti al coniuge;
3. Contributi previdenziali.

3. Le aliquote e l'imposta lorda


In secondo luogo, dopo aver dedotto gli oneri dal reddito complessivo, alla base imponibile si
applicano aliquote, crescenti per scaglione. Gli scaglioni sono 5 dal 23% fino al 43%.
Dalla somma degli importi corrispondenti ai diversi scaglioni si ottiene l'imposta lorda.

4. Le detrazioni dall'imposta lorda


La ratio delle detrazioni dall'imposta lorda, per esempio, rilevare la minor capacità contributiva dei
beneficiari. Per esempio, ex art. 12 TUIR, si prevedono detrazioni per la presenza di familiari a
carico. In aggiunta, l'articolo 15 enuclea le detrazioni al 19%.

5. L'imposta netta dovuta e l'imposta da versare


Dallo scomputo delle detrazioni, ripulito dei calcoli precedenti ad essam si ottiene l'ammontare
della imposta netta dovuta per quel periodo di imposta.
Quando si presenta la dichiarazione dei redditi, l'imposta netta non rappresenta la somma da
versare, ma deve essere ancora epurata da:
• Crediti di imposta;
• Versamenti di acconto;
• Ritenute a titolo di acconto.

13.I redditi soggetti a tassazione separata

Secondo la disciplina dell'art.17 TUIR, sono soggetti a tassazione separata i redditi che sono
maturati in anni precedenti a quello in cui sono percepiti e non concorrono a formare il reddito
complessivo. Rietrano, per esempio TFR, gli emolumenti, le plusvalenze derivanti dalla cessione
di ziende, i redditi di formazione pluriennale attribuiti ai soci in caso di recesso da società.

[Link] categorie reddituali

1. I redditi fondiari
Per reddito fondiario si intendono i terreni e fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o
devono essere iscritti alternativamente nel catasto dei terreni o del catasto edilizio urbano.

Sono idonei a produrre reddito fondiario solo i terreni atti alla produzione agricola.
Sotto il profilo del reddito complessivo, i redditi fondiari concorrono a formarlo per i soggetti che
possiedono gli immobili in quanto proprietari o titolari di un altro diritto reale. Mentre per
l'usufrutto, l'imposta colpisce l'usufruttuario.

Per i redditi fondiari la tassazione prescinde dall'effettiva produzione o percezione del reddito,
infatti si basa solo sul dato catastale; di guisa che è tasasto un fabbricato disabitato o un terreno
non coltivato.

Il catasto dei terreni è lo strumento attraverso il quale si descrive la proprietà terriera. Si può
aggiungere che il territorio è diviso in particella, e dunque il catasto per ciascuna particella indica
l'appartenenza, la qualità, la classe e il reddito medio ordinario.
Sotto il regime fiscale il catasto dei terreni fornisce la misura del reddito imponibile a fini
IRPEF.

Riprendendo il catasto dei terreni, il reddito in questo caso è formato da due species:
• reddito dominicale; che è la proprietà del fondo e i capitali investiti
• reddito agrario; che ècapitale di esercizio e il lavoro di organizzazione impiegato.

Il reddito catastale dunque e quello agrario sono tassati nella misura media ordinaria, risultante da
tariffe di estimo catastale.
E' però prevista la riduzione dell'imponibile in caso di mancata produzione per il reddito dominicale
eil reddito agrario.

Analizzando ora il reddito agrario è pregiudiziale che l'imposta colpisca le attività agricole.
Pertanto esse sono la coltivazione del terreno, la silvicoltura e l'allevamento di animali con mangimi
ottenibili dal terreno (almeno 1/4) e le attività dirette alla produzione di vegetalitramite l'utilizzo di
strutture fisse o mobili. Sul versanete della [Link], ex lege, sono imprenditori agricoli le società di
persone e le SRL quando sono costituite da imprenditori agricoli, che svolgono esclusivamente
attività di manipolazione, conservazione, trasformazione dei prodotti agricoli.

Anch'essi possono optare per l'imposizione dei redditi su base catastale , applicando all'ammontare
dei ricavi il coefficiente di redditivitù del 25%.

2. Il catasto dei fabbricati


Il catasto dei fabbricati è quel registro che comprende sia i fabbricati urbani sia i fabbricati
rurali.

Le singole unità immobiliari(es, casa tua, il tuo asilo) sono suddivise per zona censuaria, categoria
e classe.

Le categorie sono 5:
1. Abitazioni;
2. Edifici ad uso collettivo;
3. Immobili commerciali;
4. Immboli industriali;
5. Immobili speciali.
Sotto le categorie ci sono poi le classi.
Ora, la tariffa scaturisce nel seguente modo: zona censuaria + categoria + classe. Di qui ne deriva
un valore che, moltiplicato per la grandezza dell'immobile, determina la rendita catastale.

E' opportuno rilevare che l'scrizione nel catasto di un fabbricato deve essere richiesto dal
possessore, che deve dichiarare nuove costruzioni, utilizzando il Docfa. All'accatastamento in senso
stretto provvede l'Agenzia delle entrate, che può far propria la rendita proposta dal possessore o
modificarla.

3. I redditi di capitale
I redditi di capitale possono essere divisi in 3 gruppi:
1. Dividendi e proventi dalla partecipazione di società;
2. Interessi e proventi che derivano da mutui;
3. Rendite perpetue, operazioni di borsa.

Sotto il profilo di tassazione dei dividendi, ha rilievo il possesso di azioni o di altri titoli. La
posizione di azionisti e quella deiproprietari di obbligazioni differiscono. Infatti, le azioni
rappresentano una frazione del capitale, mentre le obbligazioni rappresentano un diritto di credito.

Dal punto di vista fiscale, dividendi e interessi sono trattati diversament: infatti i dividendi sono
tasasti in modo ridotto, invece gli interessi, visto che la società li corrisponde deducendoli come
costo, sono tassabili in modo pieno a carico del socio.

Tuttavia il sistema di tassazione dei dividendi non è [Link]:


• I dividendi percepiti da p. Fisiche sono soggetti a ritenuta a titollo di imposta con aliquota
del 26 %;
• Se il socio è un imprenditore individuale e le partecipazioni sono relative all'attività di
impresa, i dividendi sono reddito di impresa e sono tassati nei limiti del 58,4% dell'importo
percepito;
• Se il socio invece è una società di persone commerciale, i dividendi sono reddito di
impresa e sono tassati nei limiti del 58,4%.;
• I dividendi percepiti dalle società semplici sono redditi di capitale e sono tassati interamente.
Infine, i dividendi percepiti da soggetti Ires non sono tassati nella misua del95% e costituiscono
reddito di impresa; i dividendi degli enti non commerciali sono tassati per intero, costitutendo
reddito di capitale.

E' precipuo rilevare ciò che non costituisce reddito:


• Ciò che i soci ricevono a titolo di ripartiione di riserve di capitale;
• Interessi di conguaglio versati dai sottoscrittori di nuove azioni;
• Versamenti dei soci a fondo perduto;
• Saldi di rivalutazione.
Non hanno natura reddituale, bensì patrimoniale.

Si può aggiungere chenei redditi di capitale sono compresi interessi ed altri proventi derivanti
da mutui e interessi ed altri proventi derivanti dalle obbligazioni e titoli similari. Questi
interessi sono tassati come componenti del reddito complessivo.

In relazione agli interessi vi sono 2 presunzioni:


• Gli interessi derivanti da mutui si presumuono percepiti alla scadenza e nella misura
pattuita. Se la scadenza non è pattuita, si presumono percepiti nell'ammontare maturato nel
periodo di imposta.
• Le somme versate dai soci alle società ed enti commerciale soggetti IRES si presumono date
amutuo se dal bilancio della società non risulta che il versamento è stato fatto ad atrlo titolo.

Ora, più precisamente, in ordine alla determinazione dei redditi di capitale, vi sono 2 regoel:
Tassazione al loro= si impedisce la deduzione sia delle spese di produzione sia delle perdite;
Principio di cassa= principio in forza del quale si tassa la somma percepita nel periodo di imposta
(non rileva il credito maturato).

Di qui, se al termine del rapporto, l'investitore riceve una somma superiore a quella impiegata, la
differenza è tassata come reddito di capitale.

Ma la disciplina di cui sopra non è applicabile indistintamente, infatti vi sono redditi di capitale
che vengono tassati con regimi sostitutivi e agevolativi. Ecco che la ratio appare chiara: il
risparmio.
Questi regimi sostitutivi sono regimi di favore, in quanto:
• la tassazione è di tipo proporzionale e in misura ridotta;
• viene tutelato l'anonimato;
• il percettore è esonerato da ogni adempimento;
• la tassazione è posta a carico degli intermediari.
Si applica aliquota del 26%.

L'imposta sostitutiva può essere applicata dal contribuente, mediante dichiarazione o rienuta alla
fonte.
Nell'un caso, il contribuente indica in dichiarazione i redditi soggetti ad imposta e versa il
[Link], nel caso di risparmio amministrato, l'imposta sostitutiva èapplicata dal sostituto di
imposta

4. I redditi da lavoro dipendente


Per redditi da lavoro dipendente si intendono quelli che derivano da rapporto aventi per oggetto la
prestazione di lavoro, con qualsiasi qualifica, alle dipendenze e sotto la direzione di altri

Sotto il profilo della base imponibile il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme
e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di
eregoazioni liberali, in relazione al raporto di lavoro.

Il reddito di lavoro è imponibile quando è percepito.

Venendo ora al principio di omnicomprensività, è il principio in forza del quale il reddito di lavoro
dipendente è costituito da tutti i compensi percepiti in relazione al rapporto di lavoro. Ne deriva
che è imponibile sono solo il reddito che remunera le prestazioni effettuate, ma anche quello che
presicnde da prestazioni effettivament esvolte. (tfr, scatti di anzianità).

Sono tassabili l'indennità integrativa speciale dei dipendenti statali, l'indennità di contigenza dei
lavoratori e per esempio l'indennità di malattia.
Parimenti, costituiscono redditi di lavvoro dipendente somme di danaro che il datore di lavoro è
condannato a pagare per crediti di lavoro. Così come anche i proventi conseguiti a titolo risarcitorio,
in sostitituzione dei redditi non percepiti. Anche la liberalità che il lavoratore riceve dal datore di
lavoro.

Non sono tassate invece le indennità che risarciscono una perdita patrimoniale.

Precipui sono i fringe benefit. Questi sono resi in natura, e quindi possono essere beni o servizi.
Per esempio, l'uso privato di autovetture aziendali.

I fringe benefit sono tassati come redditi del lavoratore e sono quantificati in base al valore normale.
Tuttavia non sono tassati sotto i 258,23 euro.

Vi sono ancora redditi non tassabili:


• Contributi che il datore di lavoro versa per assistenza, previdenza e sanità, prestazioni di
vitto, prestazioni di servizi ditrasp collettivo, somme erogate per la frequenza di aisili
nido.

Vi sono poi i redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente:


• Indennità parlamentari, consiglieri regionali;
• Assegni periodici divorzili;
• Compensi percepiti dai lavoratori soci delle cooperative di produzione di lavoro.
L'assimilazione di questi redditi a quelli di lavoro dipendente comporta che:
• La base imponibile non è pari all'importo percepito, in quanto sono accordati abbattimenti
fofettari per le spese;
• Sono soggetti a ritenuta;
• Ad alcuni non si applicano le detrazioni dall'imposta.

5. I redditi di lavoro autonomo


Per redditi di lavoro autonomo si intendono quei redditi che derivano dalle arti e dalle professioni.
E per esercizio di arti e professioni si intende l'esercizio per professione abituale, ancorchè
esclusiva, di attività di lavoro autonomo.

Di qui emerge che un reddito si può dire di lavoro autonomo se consta di queste tre caratteristiche:
1. Svolta in modo autonomo;
2. Abituale;
3. Di natura non commerciale. Sicchè si distingue dal reddito di impresa.

Sotto il profilo della base imponibile, questa si rinviene nei compensi in danaro o in natura.
Si applica qui il principio di cassa.
Invece, per quanto riguarda spese e costi pluriennali si statuisce che, ex art 54 co.2, le spese
deducibili sono quelle sostenute nell'eserciio dell'arte o della professione e le minusvalenze dei beni
strumentali.

Il primo requisito generale per la deduzione è la inerenza: infatti, sono integralmente deducibili
solo i costi inerenti alla produzione del reddito.

Il secondo principio è che le spese si deducono con il principio di cassa.


Tuttavia, alcuni costi sono deducibili secondo ilprincipio di competena:
• I costi di acquisto di beni mobili e di beni immateriali sono deducibili mediante quote
annuali di ammortamento;
• I canoni di leasing dei beni strumentali;
• Per le indennità di fine rapporto dovute ai dipendenti è deducibile la quota anno per anno.

Anche in ordine all'applicabilità della deduzione vi sono dei limiti:


• il costo dei beni ad uso promiscuo è deducibile del 50%;
• Gli ammortamenti e le spese relative all'auto sono deducibili del 20%;
• le spese relative ai telefoni sono deducibili dell'80%.

In conclusione, si prevede una disciplina anche per i redditi equiparati a quelli di lavoro
autonomo, i quali sono:
• Diritti d'autore;
• utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione;
• utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società di capitali;
• Indennità per la cesione di rapporti di agenzia.

6. Il reddito di impresa
Per reddito di impresa si intende il reddito di impresa commerciale.
Si pone un problema in ordine agli imprenditori individuali e per distinguere le attività degli enti
commerciali da quelle degli enti non commerciali.

Ex art. 55 co.1, per eserciio di imprese commerciali si intende l'esercizio per professione
abituale, ancorchè esclusiva, delle attività ex art. 2195cc. Pertanto sono commerciali:
• Attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
• "" intermediaria nella circolazione di beni;
• "" di trasporto;
• "" bancaria o assicurativa;
• "" ausiliarie alle precedenti.

Al reddito degli imprenditori individuali e delle società di persone commerciali si applica il regime
fiscale ordinario se prestano servizi e conseguono ricavi superiori a 400k. L'applicabilità del regime
ordinario comporta la determinazione del reddito in base al bilancio e l'applicazione delle
regolefiscali previste per le società di capitali.
Tuttavia, dato che lìimprenditore individuale può essere proprietario sia di beni relativi all'impresa
sia di beni personali, ex art. 65, si devono considerare beni relative all'impresa:
• Merci;
• beni strumentali;
• Beni inventariati;
• Immiboli inclusi nell'inventario.

Chiaramente non sono deducibili i compensi per il lavoro prestato nell'impresa dall'imprenditore
stesso o dai suoi famigliari.

Analizzando ora l'IRI, si nota che dal 1 gennaio 2019, le imprese individuali e le società di persone
in contabilità ordinaria possono sottoporre il reddito non distribuito a tassazione proporzionale
separata con l'aliquota del 24%.

L'opzione per il regime IRI dura 5 periodi di imposta, ed è rinnovabile e deve essere esercitata nella
dichiarazione dei redditi. Di qui due sistemi: il reddito che resta presso l'impres aè tassato al 24%
Ires; le somme prelevate dall'imprenditore e dai soci sono tassate come reddito ordinario soggetto a
Irpef.

Il regime semplificato delle imprese minori


Le impreseminori sono quelle esercitate da [Link] e da società di persone, che, avendo ricavi non
superiore ad un certo ammontare, sono ammesse al regime di contabilità semplificate. Colo che non
raggiungono 400k o 700k.

Il regim e di contabilità semplificata implica che gli imprenditori possono limitarsi a tenerer registri
Iva e i registri degli incassi e dei pagamenti e non si redige il bilancio d'esercizio.
Sicchè la determinazione analitica del reddito delle imprese minori si basa su queste regoel:
• Si applica un critoerio misto di cassa-competenza (plusvalenze, minus, ammortamenti);
• Il reddito di impresa è costituito dalla differenza tra determinati componenti positiivi e
determinati componenti negativi;
• gli ammortamenti dei beni strumentali e dei beni immateriali sono consentiti solo se è tenuto
il registro dei cespiti ammortizzabili.

Il regime forfettario delle imprese di piccole dimensioni


Il regime è riservato alle p. Fisiche che esercitano attività di impresa o attività di lavoro autonomo
se nell'anno precedente:
• Hanno conseguito ricavi non superiori a determinati importi;
• Hanno ssotenuto spese per lavoro dipendente non superiore a 5mila euro lordi;
• Il costo complessivo, al lordo degli ammortamenti, dei beni strumentali alla chiusura
dell'esercizio non supera i 20k di euro.
Di qui, le [Link] possono avvalersi del regime comunicandolo nella dichiarazione all'inizio
dell'attività di presumere la sussistenza dei requisiti richiesti per accedere al sistema.

Sul versante del reddito imponibile, esso è calcolato applicando all'ammontare dei ricavi o dei
compensi percepiti un coefficiente di reddività, diverso in base all'attività svolta.

Infine, i contribuenti non applicano l'Iva sulle operazioni attive e non hanno diritto alle detrazioni
sugli acquisti.

7. I redditi diversi
All'interno di questa categoria il Legislatore ha raggrupato una serie di ipotesi reddituali eterogee.
E' una categoria residuale, infatti comprende le ipotesi alle quali mancano requisiti per rientrare
nelle categorie tipiche.

Nei redditi diversi rientrnao 3 tipi di plusvalenze isolate, in quanto non realizzate nel contesto di
un'attività economica continuativa:
• Plusvalenze derivanti dalla lottizzazione di terreni o dall'esecuzione di opere intese a
renderli edificabili e dalla sucessiva vendita dei terreni o degli edifici;
• "" realizzate mediante la cessione a titolo oneroso di beni immobli acqistati o csotruiti da
non + di 5 anni;
• "" realizzate a seguito di cessione a titolo oneroso di terreni edificabili.

Nel novero dei redditi diversi rientrano:


• "" di natura fondiaria e redditi delle sublocazioni;
• "" di beni immobili situati all'estero;
• "" derivanti da attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e redditi derivanti
dall'utilizzazione economiche di opere dell'ingeno;
• "" derivanti da attività commerciali non esercitate abitualmente.

3.L'imposta sul reddito delle società

I soggetti passivi dell'IRES vengono colpiti con un'aliquota del 24% e sono:
• Società di cpaitali;
• Enti commerciali;
• Enti non commerciali;
• Soceità ed enti non residenti.
• Associazioni non riconosciute.
Gli enti commerciali comprendono anche enti pubblici, privati e trust.

Gli enti non commerciali sono, invece, enti che non hanno come oggetto esclusivo o principale
della propria attività l'esercizio di un'attività commerciale.

Ai fini della residenza fiscale, sono residenti le società e gli enti, che hano la sede legale o la sede
dell'amm nel territorio dello Stato. A questo si aggiunge che si considerano residenti nello Stato, le
società il cui patrimonio sia investito in misura prevalente in quote o azioni di ivnestimento
collettivo del risparmio immobiliare, e siano controllati direttamente o indirettametnte, tper il
tramite di società fiduciaria o per interposta persona.

Dunque si presumono residenti in Italia i trust esteri istituiti in Paesu a fiscalità privilegiata se:
Almeno un disponente e un beneficiario sono residenti in italia; il disponente ha trasferito in trust
immobili o diritti reali immobiliari.

L'art. 73 comma 5 bis ribadisce che si considerano esistenti nel territorio dello Stato la sede
dell'amm esterovestite ed enci che detengono partecipazioni di controllo in società, se:
• Sono controllati da sogetti residenti nel territorio dello Stato;
• Sono amministrati da un CDA

Sotto il profilo della base imponibile, è chiaro che il risultato del singolo esercizio offra solo
un'immagine parziale della situazione economica della società. A questo si affianc ail riporto delle
perdite, che a norma dell'art. 84 comma1 le perdite di un periodo di imposta può essere computata
in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non sup al 80% del reddito
imponibile di ciascuno di essi e per l'intero importo che trova capienza in tale ammontare.

Tuttavia, il riporto delle perdite non è ammesso quando il soggetto che le utilizza è nominalmente lo
stesso, ma nella sostanza diverso da quello che le ha realizzate. Inoltre, il riporto delle perdite non è
ammesso quando la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee
ordinarie del soggetto che riporta le perdite vegna trasferita o comunque acquisita da terzi, anche a
titolo temporneao.

Gli enti non commerciali.


Nel novero degli enti non commerciale rientrano enti pubblici, consorzi, fondazioni, trust, comitati,
enti, associazioni, enti ecclesistici.
Si può dire che gli enti diversi dalle società possono essere commerciali o no; la distinzione dipende
dall'oggetto dell'attività svolta.

L'oggetto, esclusivo o principale, dell'attività è determinato ex lege o all'atto costitutivo o emerge


dallo statuto. E si ricordi che per oggetto principale si intende l'attività essenziale per realizzare
direttamente gli scopi primari indicati dalla legge, dall'atto costitutivo o dallo statuto.

Per valutare se una determinata attività assume carattere principale è necessario identificare gli
scopi primari dell'ente, ossia gli scopi il cui perseguimento è irrinunciabile.
E infatti, gli enti non commerciali perdono tale status e qualifica se per un intero periodo di
imposta esercitano attività commerciali, alla luce dei seguenti parametri:
• Prevalenza delle immobilizzazioni relative all'attività commerciale rispetto alle altre attività;
• Prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle
cessioni;
• Prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate isituzionali.

Sotto il profilo del reddito degli enti non commerciali, esso è dato dalla S(somma)= di R1 reddito
fondiario, R2 reddito di impresa, R3 reddito di capitale e R4 reddito diverso.

In questo cosa, cosi come le p. Fisiche gli enti non commerciali non possono conseguire redditi
diversi da quelli esposti nelle categortie.

Ora, le plusvalenze relative al realizzo delle partecipazioni sono tassate, se conseguite al di fuori
dell'impresa, in modo parziale o sottoposto a prelievo alla fonte a titolo definitivo;

L'ente non commerciale, se svolge attività di impresa, è tenuto ad istituire una contabilità separata,
distinguendo ciò che inerisce all'attività di impresa da ciò che inerisce all'attività istituzionale.
Tra l'altro, le spese specificamente inerenti all'attività commerciale sono deducibili per intero; le
spese specificamente inerenti ad attività imponibili non sono deducibili.

Sul versante degli enti di tipo associativo, il legislatore si preoccupa di invidiuare due condizioni
affinchè le ass possano non essere considerati enti commerciali:
• Se è attività interna, rivolta agli associati e ai partecipanti;
• Se non è retribuita con corrispettivi specifici.

Il reddito di impresa
Il reddito di impresa è calcolato in base al bilancio.

Ex art. 83 TUIR, il reddito complessivo è determinato apportando all'utile o alla perdita risultanto
dal conto economico, relativo all'esercizio chiuso nel periodo di imposta, le variazioni in aumento o
in diminuzione conseguenti all'applicazione dei criteri stabiliti.
Dunque le variazioni fiscali al risultato del conto economico possono essere in aumento o in
diminuzione:
• Le variazioni in aumento possono riguardare un componente positivo del c. Economico o
l'eliminazione del componente negastivo;
• Le variazioni in diminuzione possono consistere nell'eliminazione di un componente
positivo.
Per esempio, le variazioni in aumento possono dipendere da norme che impongono di includere nel
reddito imponibile componenti positivi non inclusi o inclusi in misura minore.

Non tutti i componenti del reddito di impresa derivano da corrispettivi contrattuali o da altri vlaori
numerari; infatti, ci sono compensi che sono frutto di una stima. In aggiunta, sono posibili
variazioni fiscali che riducono il reddito imponibile rispetto al bilancio, in quanto eliminano un
componente positivo dle c. Economico.

Sotto il profilo dei beni relativi all'impresa, sono tali tutti quelli che le appartengono.

Sono classificati nello stato patrimoniale come attivo circolante o immobilizzazioni.


Nell'attivo circolante sono compresi i bene-merce ossia quelli alla cui produzione è diretta l'attività
di impresa;
Nelle immobilizzazioni sono compresi i beni strumentali, ossia quelli inseriti nel processo
produttivo dell'impresa in modo durevole, che sono destinati a fornire il proprio contributo alla
produzione del reddito di più esercizi.

Da qui ci si domanda come si individua la categoria di appartenenza di un bene. Ecco, si deve


guardare alla relazione che esso ha con l'attività di impresa. Per esempio, per partecipazioni e
titoli si guarda il bilacio.

I principi generali del reddito di impresa

Principio di competenza= Esso è il principio in forza del quale i componenti del reddito di impresa
sono imputati ad un dato periodo d imposta. Assume rilievo il momento in cui si verifica il fatto
economico-gestionale, da cui deriva il componente reddituale.

Ex art.109 Tuir, i ricavi, spese ed altri corrispewttivi positivi e negativi concorrono a formare il
reddito nell'esercizio di competenza.

Ci sono norme che derogano al principio di competenza, infatti ad es. I costi sono deducibili
nell'esercizio di competenza solo se sono certi nell'an ed oggettivamente determinabili nel quantum,
altrimenti devono essere dedotti nell'esercizio successivo in cui saranno certi e quantificabili.
Questo si spiega con il diverso criterio adottato in diritto tributario. Infatti, il diritto tributario
ammette i costi solo se certi edeterminabili, mentre il diritto civile impone la rilevazione dei costi,
anche solo propabili. Sotto il profilo dei costi si applica il principio di cassa,- cioè il principio in
forza del quale i componenti del reddito hanno rilievo quando avvengono i pagamenti e gli incassi-
per i compensi dovuti agli amm, per gli oneri fiscali e contributivi.

La disamina procede con le deroghe al principio di competenza in ordine ai componenti positivi:


• Gli utili derivanti dalla partecipazione in società ed enti soggetti all'iresa concorrono a
formare il reddito nell'esercizio in cui sono percepiti;
• la tassazione delle plusvalenza dei beni relativi all'impresa può avvenire anch ein modo
dilazionato;
• Le sopravvenienze attive conseguite a titolo di contributo o liberalità concorrono a formar
eil reddito imponibile.
La mancata osservanza del princpio di competenza può portare all'impossibilità di dedurre un
costo. Inoltre, se il contribuente contabilizza un ricavo in un periodo non di competenza e l'Amm lo
acerta come omesso nel periodo di competenza, può subire doppia tassazione.

I componenti positivi, i ricavi

Sono considerati ricvi i corrispettivi delle cessioni di beni compresi nell'attivo circolante:
E dunque:
• Corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie;
• Corrispettivi delle cessioni di azioni o quote di partecipazione in società;
• Contributo in danaro o valore normale

Le plusvalenze patrimoniali
Per plusvalenza si intende la differenza positiva tra due valori dello stesso bene in 2 momenti
diversi.

E qui le plusvalenze sono tassate quando:


• Sono realizzate mediante cessione a titolo oneroso;
• realizzate mediante risarcimento;

Partecipation exemption
Per distinguere la tassazione della società da quella dei singoli soci e dunque evitare la doppia
tassazione, si possono seguire 3 modelli:
• Sistema della trasparenza: la società non è tassata, sono tassati solo i soci ai quali è
imputato il reddito della società;
• Sistema del credito di imposta: viene accreditata al socio l'imposta che colpisce i redditi
della società;
• Sistema dell'esenzione: esclusione da imposta o tassazione ridotta del socio.
Dal 2004 è in vigor eun sistema tale per cui all'imposta dovuta dalla società, si aggiunge una
tassazione ridotta del socio.

E sotto il profilo di evitare la doppia tassazione, le plusvalenze derivanti da partecipazioni


possono godere del regime di partecpation exemption che è del 95%.

La ratio fondante del sistema trova la sua giustificazione nell'inerire a beni di secondo grado.

Tuttavia, ai fini dell'applicabilità del regime è necessario vi siano 4 condizioni:


1. Il periodo di possesso deve essere di 1 anno quando avviene la cessione;
2. Le partecipazioni devono essere iscritte tra le immobilizzazioni finanziarie fin dal primo
bilancio;
3. Il regime di esenzione non compete alle partecipazioni in società che hanno sede in uno
Stato a fiscalità privilegiata.;
4. L'attività della società partecipata deve essere un'attività commerciale.
Da qui ne deriva che se non sussistono tali condizioni le plusvalenze sono tassabili. A contrarium,
pertanto, le partecipazioni sono tassabili;
1. Partecipazioni posseduta da meno di 1 anno;
2. "" inizialmente classificati nell'attivo circolante;
3. "" in società residenti in paradisi fiscali;
4. "" in società senza impresa.

I componenti negativi. L'imputazione


Possono essere dedotti anche costi non specificamente previsti, a condizione che siano soddisfatte le
seguenti regole generali:
1. Iscrizione nel conto economico;
2. Principio di competenza;
3. Principio di inerenza;
Si deve premettere che i componenti negativi non sono deducibili se non sono imputati al conto
economico dell'esercizio di competenza.

Di qui la previa imputazione a conto economico vale anche per le spese sostenute e per i costi
stimati;

Esistono tutavia delle deroghe al principio di previa imputazione:


1. Per i componenti negativi iscritti nel conto economico di un esercizio precedente, lo
scomputo è ammesso se la deduzione è stata rinviata in conformità alle norme;
2. Le spese e gli altri componenti negativi, pur non essendo imputabili al conto economico,
sono deducibili per disposizione di legge;
3. Le spese e gli oneri specificamente afferenti ai ricavi e gli altri proventi, che pur non
risultando imputati al conto economico concorrono a formare il reddito, sono ammessi in
deduzione e enella misura in cui risultano da elementi certi e precisi.
Il principio di inerenza
Esso è i il principio in forza del quale un costo o una spesa sono deducibili solo se inerenti
all'attività di impresa.

I costi sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l'ammontare dei rciavi e degli altri
componenti che concorrono a formare il reddito di impresa oppure che no vi concorrono in quanto
esclusi e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.

Vi è una deroga: gli oneri di utilità sociale sono deducibili, in misura limitata, anche se non sono
spese inerenti; in quanto il Legislatore mira a favorire il finanziamento delle attività meritevoli di
incentivazione.

Le perdite
Sempre sotto il profilo della deducibilità, sono deducibili le perdite su beni strumentali o
patrimoniali relativi all'impresa, cioè di beni che possono generare plus o minusvalenze.
E' necessario rilevare che per perdita va intesa in senso fisico ( furto, distruzione, smarrimento).

Di qui, il costo è deducibile se la perdita avviene nello stesso esercizio in cui i beni sono stati
immessi nel patrimonio aziendale.
Invece, negli esercizi successivi, la perdita rilevava come sovravvenienza passiva.

In ordine alle perdite sui crediti, esse derivano dall'insolvenza del debitore, dunque sono deducibili
solo se rsultano da elementi certi e precisi. Ex lege, questi elementi certi e precisi sussistono
quando:
• quando il credito sia di modestà entita e sia decorso un preiodo di 6 mesi dalla scadenza del
pagamento;
• Quando il credito è prescritto;
• In caso di cancellazione dei crediti dal bilancio.

Ancora, le perdite sui crediti sono deducibili in ogni caso, se il debitore è assoggettato a procedure
concorsuali.
Le perdite attribuite per trasparenza dalle società in nome coll sono utilizzabili solo in
abbattimento degli utili attribuiti per trasparenza nei successivi 5 periodi di imposta.

L'ammortamento dei beni materiali e le spese incrementative


Secondo il principio di competenza economica, i costi sono imputati agli esercizi nei quali si
manifestano i ricavi che concorrono a produrre.
Pertanto, i costi la cui utilità si estende a più esercizb devono essere ammortizzati nei diversi
esercizi in cui sono utilizzati.

E' chiaro dunque che l'ammortamento riguarda i costi di acquisto delle immobilizzazioni.

Questa disciplina si applica solo ai beni strumentali all'esercizio. Tuttavia, non son
ammortizzabili i beni non soggetti a logorio fisico.

Sela quota di ammortamento imputata a bilancio è superiore a quella fiscalmente ammessa, la parte
eccedente va tassata; l'eccedenza può essere deodtta a partire dal primo esercizio successivo.
Se invece la quota di ammortamento imputata a bilancio è inferiore a quella fiscalmente ammessa,
la parte non imputata non può essere dedotta, pertanto la deduzione è rinviata all'esercizio
successivo.

A questo proposito l'art. 102 comma 2 TUIR ribadisce che le quote di ammortamento sono
deducibili a partire dallìesercizio di entrata in funzione.

Spesa deducibile del 5%.

Infine, si può rilevare che l'ammortamento ha per oggetto il capitale investito per la costruzione o
l'acquisto dei beni;

Sotto il profilo dell'ammortamento dei beni immateriali, dunque opere dell'ingegno, il costo è
deducibile fino al 50%. Qui, le quote di ammortamento dei diritti di concessione di durata limitata
possono essere dedotte inmisura rapportata alla durata del diritto di utilizzo.

I gruppi
In ordine alla disicplina dei gruppi di società, in ambito fiscale, sono stati introdotti 2 sistemi
opzionali di tassazione.

Alternativamente:
• Il consolidato;
• Il regime di trasparenza.

I transfer price
Per trasnfer price si intende quell'attività dell'Amm Fin. In forza della quale può rettificare i
componenti di reddito derivanti da operazioni intercorse tra un'impresa italiana ed un'impresa
estera, però facenti parte di un medesimo gruppo, quando i prezzi non corrispondono al valore
normale.
La ratio di questo istituto sta nel fatto che così si permette di contrastare la pratica elusiva, con cui
gli utili sono spostati in uno Stato a fiscalità privilegiata.

E dunque l'art. 110 TUIR si applica ai rapporti fra:


• Imprese italiane e società non residenti che controllano direttamente o indirettamente
l'impresa italiana o ne sono controllate;
• Imprese italiane e società esrere, che sono entrambi controllati da un'alòtra società;
• Società non residenti e imprese italiane, quando quelle italiane svolgono attività di
commerccializzazione dei proditti delle società non residenti.
A cui si aggiunge il fatto che la norma trova applicazione quando un'impresa italiana cede beni o
servizi ad una società dello stesso gruppo ma ad un prezzo inferiore al valore normale.

Di qui, ne deriva che si terrà conto dei valori di mercato, al posto dei prezzi pattuiti. L'impresa
italiana dovrà operare delle rettifiche in aumento nella dichiarazione dei redditi. Se non viene fatta
dall'impresa, la rettifica è operata dall'Amm Fin.

Il regime di trasparenza

Per regime di trasparenza si intende quel regime in forza del quale ai soci vengono imputati i redditi
della società.

Esistono 2 regimi di trasparenza:


• Ordinario;
• Speciale.
L'ordinario riguarda le società di capitali che hanno come soci altre società di capitali,
Il regime speciale, invece, riguarda le piccole srl, i cui soci sono p. Fisiche.

L'opzione per la trasparenza

Il regime di trasparenza viene ad esistenza esperendo l'opzione del regime di trasparenza.


Sicchè, l'opzione deve essere espressa sia dalla società partecipata sia da tutti i soci.

Essa ha effetto per 3 esercizi sociali. Precipuo è rilevare che i soci devono avere una partecipazione
compresa fra il 10 e il 49 %.

Tuttavia, ostano all'opzione di trasparenza alcune circostanze:


• Se i redditi di un socio sono soggetti ad una aliquota Ires ridotta;
• Se la società partecipata ha aderito al consolidato, come controllata o controllante;
• Se la società partecipata è assoggettata ad una procedura concorsuale.

Infine, il TUIR ribadisce che le condizioni per l'espeirmento dell'opzione devono sussistere
dall'inizio alla fine del periodo di imposta.

Gli effetti della trasparenza

L'effetto principale comporta che il reddito prodotto dalla società partecipata è imputato a ciascun
socio, indipendentemente dalla effettiva percizione, proporzionalmente alla sua quota di
partecipazione agli utili. Parimenti per le perdite.

Tuttavia, le perdite anteriori all'opzione possono essere utilizzate solo per compensare redditi
prodotti della società prima dell'adozione del regime.

Dunque, l'imputazione del reddito avviene nei periodi di imposta delle società partecipanti in corso
alla data di chiusura dell'esercizio della società partecipata.

Bisogna rilevare che nominalmente la partecipata non è debitrice di imposta, ma è garante del
debito dei soci. Sicchè la partecipata garantisce con il proprio patrimonio l'adempimneto degli
obblighi tributari da parte dei soci. Infatti, essa è solidalmente responsabile con ciascun socio per
l'imposta.

Ma vi è una deroga alla responsabilità solidale:


• In caso di omessa o parziale dichiarazione da parte del socio del reddito imputato per
trasparenza dalla partecipata;
• In caso di omesso o carente versamento dell'imposta da parte del socio.

Il consolidato nazionale
Per consolidato nazionale si intende quell'istituto giuridico in forza del quale viene colpito
finanziariamente il risultato del gruppo.

La controllante è debitrice di imposta sul reddito complessivo globale.

Opzione per il consolidato

Affinchè si applichi la disicplina del consolidato è necessario che l'opzione venga esercitata dalla
capogruppo e di almeno una società controllata.

Questa opzione si esercita a coppia.

L'opzione richiede:
• Identità di esercizio sociale di ciascuna controllata con quello della controllante;
• Esercizio congiunto dell'opzione;
• Elezione di domicilio da parte della controllata presso la controllante;
• Comunicazione dell'opzione all'Agenzia entro il 16° giorno del 6° mese successivo alla
chiusura del periodo di imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l'opzione.

Rilevantissimo è che l'opzione è irrevocabile e ha efficacia per 3 esercizi sociali.

Bisogna rilevare anche che l'opzione può essere esercitata solo se la controllante dispone, fin
dall'inizio del periodo di imposta, del controllo di diritto e presenta i requisiti ex art. 120 TUIR:
• Partecipazione al capitale della controllata superiore al 50%;
• Partecipazione agli utili della controllata superiore al 50%.

Sotto il profilo delle società non residenti esse possono esercitare l'opzione per il consolidato solo in
qualità di controllanti e se sussistono 2 condizioni:
• Sono residenti in Pasi con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione;
• Esercitano nel territorio dello Stato un'attiivtà di impresa mediante una stabile
organizzazione, nel cui patrimonio sia ricompresa la partecipazione della controllata.

Il reddito consolidato
Il reddito complessivo globale, tassato con consolidato, corrisponde alla somma algebrica dei
redditi e delle perdite delle consolidate. Si considera l'intero risultato delle controllate, a prescindere
dalla partecipazionedella controllante.

La rettifica di consolidamento, invece, concerne la deduzione degli interessi passivi dalla somma
algebrica dei risultati netti delle singole società del gruppo.

In aggiunta, l'eccedenza di oneri finanziari indeducibili anche dopo la rettifica può essere utilizzata
per ridurre il reddito complessivo di gruppo nei periodi di imposta succesivi.

Dunque, in seguito alla rettifica del consolidamento, si ottiene il risultato complessivo globale del
gruppo, da cui vanno dedotte le perdite di esercizi precedenti, cosi da ottenere il reddito imponibile
del gruppo.

Infine, ciascuna società deve presentare la propria dichiarazione dei redditi e deve comunicarla alla
capogruppo, cosi che possa redigere la dichiarazione di gruppo.

La responsabilità delle controllante e delle consolidate

Avendo detto che la controllante è debtrice di imposta, essa deve versare gli acconti infrannuali e
l'imposta liquidata nella dichiarazione di gruppo. Se il risultato globale è negativo, alla controllante
compete il riporto a nuovo dell'eventulae perdita risultante dalla somma algebrica degli imponibili.

Ex art. 127 TUIR, nel caso di accertamento, la controllante risponde della maggior imposta
accertata, degli interessi e delle sanzioni irrogate alla controllante in solido con la controllata che ha
commesso la violazione.

Ogni singola società risponde solo per la parte di debito fiscale che è da collegare al suo reddito
complessivo. Inoltre, ogni singola società controllata deve corrispondere alla capogruppo i mezzi
finanziari per assolvere il tributo, per la quota di debtio che corrisponde al suo reditto. Infatti, se i
mezzi non venogno forniti anticipamente, la controllanante ha diritto di rivalersi.

Il consolidato cessa se nel corso dei 3 anni viene meno il rapporto di controllo o non è rinnovata
l'opzione.
Entro 30 gg dalla cessazione del rapporto di contrllo, la controllante e le controllate devono
integrare i versamenti di acconto già effettuati.

L'avviso di rettifica del reddito consolidato

Dal controllo dell'Amm può scaturire la rettifica del risultato dichiarato dalle singole società o del
risultato gloale dichiarato dalla controllante.

Il controllo della dichiarazione di gruppo è effettuato dall'aufficio dell'agenzia nella cui


circoscrizione è situato il domicilio fiscale della controllante, alla data della presentazione della
dichiarazione.

Il controllo delle dichiarazioni delle singole consolidate è di competenza degli uffici di domicilio
fiscale delle controllate. Le rettifiche del reddito proprio di ciascuna consolidata sono effettuate con
un atto che determina il reddito della controllata e quello globale, che è notificato sia alla controllata
sia alla controllante. La consolidante può chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori
imponibili derivanti dalle rettifiche delle dichiarazioni delle singole consolidate le peride del
consolidato non utilizzate, presentando un'istanza, che sospende il termine per la proposizione del
ricorso per 60 gg.

Di qui, l'ufficio entro 60 gg dall'istanza, deve ricalcolare la maggliore imposta, gli interessi e le
sanzioni e comunicare l'esito alla consolidata e alla consolidante.
I redditi transnazionali

I redditi dei non residenti prodotti in Italia

I criteri di localizzazione
I criteri in base ai quali si determina il luogo in cui il reddito si considera prodotto sono rilevanti per
tassare in italia i redditi dei non residenti, i redditi dei residenti prodotti all'estero e per il
riconoscimento del credito di imposta spettante ai residenti che hanno pagato imposte
all'estereo.

E dunque essi sono:


1. Criterio del pagatore= per i redditi di origine patrimoniale rileva il luogo in cui èsituata
la fonte reddituale; Invece, per i redditi fondiari vale la localizzazione dell'immobile, per
quelli di capitale rileva la sede del soggetto che li corrisponde
2. Per i redditi che deriva dallo svolgimento di un'attività vale il luogo in cui l'attività si
svolge. Sicchè i redditi di lavoro sono prodotti in Italia se derivano da attività svolte in Italia
e i redditi di impresa dei non residenti sono prodotti in Italia se derivano da attivitàà svolte
mediante una stabile organizzazione.

I redditi dei non residenti prodotti in Italia


Sotto questo profilo la tassazione dei non residenti ha carattere reale, essendo limitata ai redditi
prodotti nel territorio dello Stato.

É utile ricordare quando si considera non residente in italia. L'art. 2 TUIR dispone che una persona
fisica non è residente in Italia – a fini fiscali – se non ricorrono i seguenti elementi costitutivi della
residenza fiscale:
• iscrizione anagrafica;
• dimora abituale;
• domicilio.
Si è detto essere reale, infatti riguarda le singole categorie reddituali. Il non residente è soggetto ad
imposta in ragione del collegamento reale dei singoli redditi con il territorio dello Stato,
prodotti in italia.

I dividendi in uscita dall'italia


I dividendi distribuiti da società residenti a soggetti non residenti sono soggetti a ritenuta alla fonte
a titolo di imposta nella misura del 26%.

I soggetti non residenti hanno diritto al rimborso di 11/16 della ritenuta subita, se dimostrano
mediante certificazione di aver pagato sui dividendi percepiti le imposte nel Paese di residenza.

La tassazione in Italia di società ed enti non residenti


In questo istituto sono non residenti le società e gli enti che, per la maggior parte del periodo di
imposta, non hanno la sede legale, la sedell'amministrazione, o l'oggetto principale dell'attività nel
territorio dello Stato.

A questo si aggiunge la necessità, a fini fiscali, di valutare se il soggetto non residente abbia omeno
una stabile organizzazione in Italia.

In questo caso vale il principio della tassazione su base territoriale; principio in forza del quale si
tassano con Ires solo i redditi prodotti in italia. Inoltre, se l'ente commerciale non residente dispone
in Italia di una stabile organizzazione, ad essa si applicano le regole Ires.

La stabile organizzazione in Italia dei non residenti


Gli imprenditori non residenti prodcuono reddito di impresa imponibile in Italia solo se nel
territorio dello Stato operano per mezzo di una stabile organizzazione. Per esempio: sede di
direzione; succursale; ufficio; officina; laboratorio; miniera; cantiere.

E di qui si può a contrarium asserire che non si ricomprende nella nozione di stabile organizzazione:
• uso di installazione ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni o merci appartenenti all'impresa immagazzinati ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni servizi immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di
un'altra impresa;
• Disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini di acquistare beni.
La stabile organizzazione personale è un soggetto che, nel territorio dello Stato, conclude
abitualmente, in nome e per conto dell'impresa non resident, contratti diversi da quelli di acquisto di
beni.

Si aggiunga che la stabile org. Non è un soggetto giuridico distinto dalla società non residene, ma
mero centro di imputazione di situazioni giuridiche.

I redditi residenti prodotti all'estero


I dividendi e le plusvalenze provenienti da Stati a fiscalità privilegiata
I dividenti percepiti d p. Fisiche provenienti da Stati a fiscalità ordinaria, sono tassati come i
dividendi distribuiti da società redsiednti. Infatti si applicherà:
• il regime sost con aliquota al 26%;
• La tassazione del 58,14%;
• Oppure la tassazione integrale.

I dividendi e le plusvalenze provenienti da Stati a fiscalità privilegiata

Se la società partecipata in un Paese a fiscalità privilegiata, i dividendi sono tassati per intero.

Tuttavia, non si applica il regime di piena imponibilità dei dividendi quando si è accertato tramite
interpello che in realtà qui redditi sono provenienti da società residenti in paesi a fiscalità ordinaria.

Invece, in caso di cessione di partecipazioni in società localizzate in paradisi fiscali sono imponibili
per intero:
• le plusvalenze realizzate da società o enti commerciali o società di persone o imprenditori
individuali;
• Le plusvalenze realizzate da persone fisiche non imprenditori, se la partecipazione è
qualificata.
• Ex art. 89 c.3, per le plusvalenze conseguite da soggetti passivi Ires è previsto un regime di
tassazione attenuata, limitat al 50% di quanto percepito e con attribuzione del credito di
imposta indiretto.

Si rileva che le imprese residenti che posseggono una stabile organizzazione all'estero possono
optare per l'esenzione degli utili e delle perdite ad essa attribuiti.
L'opzione deve essere esercitata quando è costituita la stabile organizzazione ed è irrevocabile.

Le imprese estere controllate


Il regime delle imprese estere controllate è un regime di trasparenza che si applica ai contribuenti
residenti che detengono direttamente o indirettamenet, il controllo di un'impresa, di una società o di
un altro che, residente o localizzato in Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Pertanto, in base al principio di trasparenza, i redditi delle controllate estere sono imputati als
oggetto residente in Italia, a prescindere dalla distribuzione. Questo regime, avendo funzione
antielusiva, si applica obbligatoriamente.

I redditi prodotti dalle società estere controllate sono tassati in Italia nel periodo in cui sono
prodotti.

Il regime CFC( controlled foreign companies) si applica in 2 ipotesi:

1. Se il soggetto estero svolge un'effettiva attività industriale o commerciale, come sua


principale attività;
2. Se il soggetto resident non fruisce del regime fiscale privilegiato, perchè il soggetto estero
partecipato riceve utili prodotti da una stabile organizzazione o da una partecipata i cui
redditi sono tassati in un Paese a fiscalità ordinaria.
E comunque il regime CFC è esteso ai soggetti esteri controllati, che non hanno sede in Stati a
regime privilegiato se:
• Sono assoggettati ad una tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella a cui
sarebbero soggetti se fossero residenti in Italia;
• Abbiano conseguito proventi derivanti per più del 50 % dalla gestione, detenzione o
ivnestimento di titoli, partecipazioni, credii etc.

Il consolidato mondiale

Per consolidato mondiale si intende l'istituto in forza del quale il risultato fiscale delle controllate
estere è imputato alla capogruppo, chiaramente in proporzione alla quota di partecipazione.

Esso concerce quindi la tassazione di un solo soggetto passivo: la controllante. Ad essa sono
imputati i redditi e le perdite di tutte le controllate non residenti per un periodo non inferiore a 5
esercizi.

Il vantaggio di questo sistema adottato da Francia e Danimarca è:


• la compensabilità delle perdite fiscali delle controllate non residenti con i redditi delle
società residenti;
Lo svantaggio invece è:
• L'immediata tassabilità in Italia per imputazione alla controllante degli uitli delle controllate
non residenti.
Il soggetto controllante deve essere una società di capitali o un ente commerciale residente in Italia.
Il consolidato non è adottabile nè dalle società di persone, nè dalle società residenti.

Pertnato, la controllante può optare per il consolidato mondiale se:


• é una società quotata nei mercati regolamentati;
• è controllata dallo Stato o da altri enti pubblici.

Si ribadisce che il requisito del controllo sussiste quando la controllante possiede:


• la maggioranza dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria;
• il diritto di partecipare agli utili in misura superiore al 50%.
Invece non sono posti requisiti per le società controllate.

L'opzione per il consolidato può essere esercitata solo dalla società controllante residente.
L'opzione è efficace se sussistono ulteriori condizioni:
• L'opzione ha per oggetto tutte le controllate non residenti;
• C'è idenità dell'esercizio sociale di ciascuna società controllata con quello della controllante;
• i bilanci di tutte le società sono soggetti a revisione contabile;
• Il consenso delle controllate alla revisione del proprio bilancio e l'impegno a fornire alla
controllante la collaborazione necessaria per la determinazione dell'imponibile e per
adempiere entro 60gg dalla notifica all'ammf fin.

Sotto il profilo degli effetti del consolidato mondiale, ex art. 131 TUIR, esso comporta
l'imputazzione alla controllante dei risultati reddituali delle società non residenti.

Ex art. 134: il risultato reddituale delle società estere, calcato secondo la legislazione dello Stato di
residenza fiscale, deve essre ricalcoltao applicando le disposizioni vigenti in italia in materia di ires.

Infatti, devono esere effettuate delle rettifiche di consolidamento:


• adozione di un trattamento uniforme dei componenti di reddito risultanti dai bilanci
revisioanti delle controllate;
• Riconoscimento dei valori risultanti dal bilancio relativo al periodo anteriore a quello di
adozione del consolidamento;
• Esclusione degli utili e delle perdite;
• Conversione degli imponibili espressi in valuta estera.
Interruzione e revoca dell'opzione del consolidato mondiale.

Si annoverano 2 eventi interrutivi:


• Se l'evento interessa la capogruppo= Se la capogruppo perde lo statu legittimante, il
regime cessa di avere efficacia a partire dall'inizio del periodo di imposta successivo.
Le perdite maturate vengono ridotte proporzionalmente al contributo che le controllate hano dato
alla loro produzione;
• Se l'evento interessa le controllate= se viene meno il requisito di controllo rispetto a una o
ppiù entità sono recuperati a tassazione, nella base imponibile consolidata, le perdite
proporzionamente riferibili alle società uscite dal consolidato, se ne rappresentano otlre il
2/3;

Le imposte indirette

IVA- struttura

La disciplina della imposta sul valore aggiunto la si rinviene nella Direttiva 2006/112/CE, mentre
sul versante nazionale vi è il DPR 633/1972.

L'iva appartiene alla categoria della imposte sui consumi, infatti grava sul consumatore in
proporzione del prodotto finale del bene, ma è neutrale rispetto al numero dei passaggi. In aggiunta,
secondo la Corte di Giustizia , le caratteristiche essenziali dell'Iva sono 4:
1. SI applica in modo generale alle operazioni aventi ad oggetto beni o servizi;
2. E' proporzionale al corrispettivo dei beni e servizi forniti;
3. E' riscossa in ciascuna fase del procedimento di produzione e di distribuzione, a prescindere
dal numero di operazioni effettuate in precedenza;
4. Gli importi pagati in occasione delle precedenti fasi del processo sono detratti dall'imposta
dovuta, cosicchè il tributo si applica in ciascuna fase solo al valore aggiunto e grava
quindi solo sul consumatore finale.

Un'altra caratteristica precipua di questa imposta indiretta è la neutralità. In primo luogo, i soggetti
passivi sono gli imprenditori, i lavoratori autonomi e coloro che importano beni o servizi; sono sì
debitori verso lo Stato, ma hanno diritto di detrarre l'iva sugli acquisti. Sicchè il soggetto
passivo, paga l'Iva ma attraverso gli acquisti da cui può detrarre, alla fine il "saldo di bilancio" è
positivo.

Invece, l'iva non è neutrale per il consumatore finale, che effettua solo operazioni di acquisto e
dunque non ha diritto di detrarre l'Iva. Infatti, una volta giunto al consumatore finale, il bene resta
gravato dall'iva per unimporto proporzionale al prezzo che il consumatore ha pagato al fornitore.

E' chiaro, in conclusione, che ciò che contraddistingue l'IVA rispetto alle altre imposte è il diritto di
detrazione del soggetto passivo verso il fisco.

Ponendo ora l'attenzione sui soggetti passivi, si noti che sono tali gli imprenditori e i lavoratori
autonomi i quali pagano l'imposta su cessioni di beni, sulle prestazioni di servizi e sulle
importazioni.

Ai fini IVA, vengono ricondotti nella categoria anche esercenti arti o professioni, società semplici e
associazioni professionali. Ma questi debbono avere 2 requisiti:
• L'attività deve essere svolta in modo autonomo;
• Devono mancare i caratteri di imprenditorialità.

Sul versante del campo di applicazione dell'imposta, invece, bisogna vedere alla rilevanza della
operazione economica, per determinare la sua rilevanza a fini IVA. Di qui, l'operazione si intende
rilevante ai fini iva se sussistono 3 condizioni:
1. Presupposto oggettivo: se è posta in essere da un imprenditore o da un lavoratore
autonomo;
2. Presupposto soggettivo: se rientra nel campo di applicazione del tributo;
3. Presupposto territoriale: se è posta in essere nel territorio dello Stato.

A questo si aggiungono le operazioni che rientrano nel campo di applicazione iVa, che sono:
1. Operazioni imponibili: comportano il sorgere del debito di imposta e non limitano il diritto
di detrazione;
2. Operazioni non imponibili: non fanno sorgere il debito di imposta, ma comportano
comunque gli adempimenti formali;
3. Operazioni esenti: non fanno sorgere il debito di imposta, implicano comunque gli
adempimenti fomrali; ma limitano il diritto di detrazione.

Nel genus delle operazioni imponibili, si distinguono 4 species di operazioni:


1. Cessioni di beni nel territorio nazionale;
2. Prestazioni di servizi nel territorio nazionale;
3. Acquisti intra-UE;
4. Importazioni da Paesi extra-UE.
Secondo il diritto nazionale sono assimilate alla cessione dei beni:
• Vendite con riserva di proprietà;
• Locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per entrambe le parti;
• Passaggi dal committente al commissionario;
• Cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell'attività propria
dell'impresa.
Tuttavia, vi sono delle cessioni di beni, che pur essendo tali, sono escluse dall'ambito di
applicazione:
• Operazioni straordinarie di organizazzione, per esempio, cessioni e conferimenti di azienda;
• Cessioni di terreni non edificabili;
• Cessioni gratuite di campioni di modico valore.

Sotto il profilo delle prestazioni di servizi, esse sono le prestazioni che danno esecuzioni ad
obblighi di fare, non fare o permettere, dietro corrispettivo.

Anche per le prestazioni di servizi ai fini dell'applicabilità dell'ìimposta è richiesta la onerosità.

Nuovamente, le fattispecie assimilabili sono:


• Concessioni di beni in locazione, affitto, noleggio;
• Cessioni di diritti su beni immateriali;
• Prestiti di denaro e di titoli non rappresentativi di merci;
• Somministrazioni di alimenti e bevande.
Invece, le prestazioni escluse dall'imposta sono:
• Cessioni di diritti di autore effettuate dagli autori;
• Prestiti obbligazionari.

Le esenzioni
Per operazioni esenti si intendono quelle per cui non si ha il srogere del debito di imposta, ma che
comunque comportano gli adempimenti formali richiesti per le operazioni imponibili e non
consentono la detrazione dell'IVA a monte.

Infatti, in questo caso, il soggetto passivo iva che effettua operazioni esenti non può detrarre l'Iva
sugli acquisti.

L'esenzione di un bene o servizio dovrebbe giovare al consumatore finale, che acquista il bene o il
servizio ad un costo non maggiorato dall'iVa.

Sono esenti le seguenti operazioni:


1. Operazioni creditizie, assicurative, valutarie;
2. Operazioni relative alla riscossione dei tributi;
3. Prestazioni di mandato e di mediazione;
4. Operazioni in oro;
5. Operazioni immobiliari;
6. Operazioni socialmente rilevnati;
7. Cessioni di beni acquistati senza detrazione iVA.

Procedendo la disamina rispetto al momento impositivo, esso si considera quello in cui una
operazione si considera effettuata e l'imposta diviene esigibile.

Sotto il profilo del significato di esigibile, secondo il diritto UE, per esigibilità si intende il diritto
che l'Erario può far valere a norma di legge, a partire da un determinato momento, presso il
debitore, per il pagamento dell'imposta, anche se il pagamento può essere differito. Ancora, la
esigibilità coincide con il momento impositivo.
L'esigibilità fa decorrere per chi effettua operaziioni attive il termine di fatturazione e registrazione
e per il compratore la nascita del diritto di detrazione.

Le cessioni di beni immobili si considerano effettuate nel momento della stipulazione, a meno che
gli effetti non siano differiti.

Le cessioni di beni mobili si considerano effettuate nel momento della consegna. Le prestazioni di
servizi si considerano effettuate quando è pagato il corrispettivo.
In questo frangente, 2 fattispecie anticipano il momento dell'effettuazione delle operazioni:
• Emissione della fattura;
• Pagamento del corrispettivo.
Esse costituiscono effettuazione dell'operazione per le cessioni di beni; infatti, il pagamento di
acconti deve essere fatturato e sottoposto ad imposta.

La base imponibile
Essa è costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore,
secondo le condizioni contrattuali.

Ha rilievo solo il corrispettivo pattuito.

Nell'imponibile sono compresi anche gli oneri e le spese inerenti alla esecuzione. I debiti e gli oneri
verso terzi accollati al cessionario o al committente e le integrazioni dovute da altri soggetti.

Nuovamente, non concorrono a formare la base imponibile:


• Le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità;
• Il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto;
• Le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della
controparte;
• Le somme dovute a titolo di rivalsa IVA;
• L'importo degli imballaggi e dei recipienti.

Le aliquote

ordinaria: 22%
L'imposta dovuta dal soggetto passivo si quantifica applicando alle operazioni effettuate le relative
aliquote;
la somma da versare è data dalla differenza tra l'imposta dovuta sulle operazioni attive e l'imposta
detraibile.
Il diritto di rivalsa
Il soggetto passivo ha il diritto di rivalersi nei confronti del cessionario o del comittente.

Si tratta di un credito del soggetto passivo dell'Iva, nei confronti della controparte, che si aggiunge
al corrispettivo. Il credito sorge all'addebito dell'IVa nella fattura:
Dunque il diritto di rivalsa scaturisce da 2 elementi:
• Effettuazione di una operazione imponibile;
• Emissione fattura.

Il soggetto passivo quando effettua una operaizone imponibile, deve emettere fattura addebitando
l'imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o al committente.
Nel commercio al minuto, invece, non è obbligatoria l'emissione della fattura, infatti il prezzo si
intende comprensivo dell'imposta.

Il cessionario o il committente, che deve corrispondere al cedente o al prestatore l'Iva di rivalsa, ha


diritto di ricevere la fattura con l'addebito dell'imposta, in quanto ciò gli serve in funzione della
detrazione. Da precisare che il rapporto di rivalsa non è disponibile dalle parti.

Il diritto di detrazione
Il diritto di detrazione ha per oggetto l'imposta assolta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo
di rivalsa in relazione ai beni e servizi importati o acquistati nell'esercizio di impresa, arte o
professione.

Gli acquisti e le importazioni di beni e servizi hanno diritto alla detrazioni solo se sono inerenti
all'attività esercitata.

Nel caso di importazioni, è detraibile l'iva risultante dalle bollette doganali; mentre, per gli acquisti
interni, è detraibile l'iva addebitata nelle fatture di acquisto.

Non è necessario che il soggetto passivo abbia pagato l'imposta, basta infatti che abbia ricevuto
fattura con addebito dell'Iva di rivalsa.

Il diritto di detrazione può essere esercitata sia nelle liquidazioni periodiche che in quelle annuali. Si
ricordi, tuttavia, che il diritto di detrazione è soggetto a decadenza, infatti al massimo può esseree
esecitato con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto è sorto.

Esclusione della detrazione

Non è detraibile l'imposta relativa ad acquisti direttamente destinati al compimento di operazioni


esenti,o al compimento di operazioni non soggette o escluse dal campo di applicazione.
In questo ambito vi sono anche beni e servizi per i quali il legislatore esclude la detraibilità in
quanto presume in modo assoluto la non inerenza, o ammette solo la detraibilità parziale. Infatti,
non è detraibile l'imposta relativa all'acquisto di aerei e imbarcazioni; invece l'imposta relativa
all'acquisto dell'auto è detraibile per il 40%. Inoltre, non è detraibile relative alle spese di trasporto.

Applicazione IVA

Il primo adempimento imposto ai contribuenti è quello di identificarsi, ossia presentare la


dichiarazione di inizio attività al fisco, che attribuirà un numero di partita IVA.

I soggetti passivi sono tenuti a emettere fattura per le operazioni che effettuano e a registrare le
fatture emesse, questo vale anche per le operazioni non imponibili e quelle esenti.

La fattura non deve essere sottoscritta, ma deve essere datata e numerata in modo progressivo per
anno solare. Deve indicare:

• I soggetti tra cui è effettua l'operazione, il numero di [Link] del cedente o del prestatore;
• L'oggetto dell'operazione;
• La base imponibile;
• Il valore normale degli altri beni ceduti a titolo di sconto, abbuono o premio;
• L'imponibile, l'aliquota e l'imposta;
• Il numero di partita Iva del cessionario del bene;
• La data della prima immatricolazione;
• L'annotazione che la fattura è compilata dal cliente.

La mera emissione della fattura vale come effettuazione dell'operazione imponibile e rende dovuta
l'imposta, per il solo fatto che è indicata in fattura.

Ogni soggetto passivo deve tenere a fini Iva 2 registri:


• Registro operazioni attive;
• Registro degli acquisti
I transfer price
Per trasnfer price si intende quell'attività dell'Amm Fin. In forza della quale può rettificare i
componenti di reddito derivanti da operazioni intercorse tra un'impresa italiana ed un'impresa
estera, però facenti parte di un medesimo gruppo, quando i prezzi non corrispondono al valore
normale.
La ratio di questo istituto sta nel fatto che così si permette di contrastare la pratica elusiva, con cui
gli utili sono spostati in uno Stato a fiscalità privilegiata.

E dunque l'art. 110 TUIR si applica ai rapporti fra:


• Imprese italiane e società non residenti che controllano direttamente o indirettamente
l'impresa italiana o ne sono controllate;
• Imprese italiane e società esrere, che sono entrambi controllati da un'alòtra società;
• Società non residenti e imprese italiane, quando quelle italiane svolgono attività di
commerccializzazione dei proditti delle società non residenti.
A cui si aggiunge il fatto che la norma trova applicazione quando un'impresa italiana cede beni o
servizi ad una società dello stesso gruppo ma ad un prezzo inferiore al valore normale.

Di qui, ne deriva che si terrà conto dei valori di mercato, al posto dei prezzi pattuiti. L'impresa
italiana dovrà operare delle rettifiche in aumento nella dichiarazione dei redditi. Se non viene fatta
dall'impresa, la rettifica è operata dall'Amm Fin.

Il regime di trasparenza

Per regime di trasparenza si intende quel regime in forza del quale ai soci vengono imputati i redditi
della società.

Esistono 2 regimi di trasparenza:


• Ordinario;
• Speciale.
L'ordinario riguarda le società di capitali che hanno come soci altre società di capitali,
Il regime speciale, invece, riguarda le piccole srl, i cui soci sono p. Fisiche.

L'opzione per la trasparenza

Il regime di trasparenza viene ad esistenza esperendo l'opzione del regime di trasparenza.


Sicchè, l'opzione deve essere espressa sia dalla società partecipata sia da tutti i soci.

Essa ha effetto per 3 esercizi sociali. Precipuo è rilevare che i soci devono avere una partecipazione
compresa fra il 10 e il 49 %.

Tuttavia, ostano all'opzione di trasparenza alcune circostanze:


• Se i redditi di un socio sono soggetti ad una aliquota Ires ridotta;
• Se la società partecipata ha aderito al consolidato, come controllata o controllante;
• Se la società partecipata è assoggettata ad una procedura concorsuale.

Infine, il TUIR ribadisce che le condizioni per l'espeirmento dell'opzione devono sussistere
dall'inizio alla fine del periodo di imposta.

Gli effetti della trasparenza

L'effetto principale comporta che il reddito prodotto dalla società partecipata è imputato a ciascun
socio, indipendentemente dalla effettiva percizione, proporzionalmente alla sua quota di
partecipazione agli utili. Parimenti per le perdite.

Tuttavia, le perdite anteriori all'opzione possono essere utilizzate solo per compensare redditi
prodotti della società prima dell'adozione del regime.

Dunque, l'imputazione del reddito avviene nei periodi di imposta delle società partecipanti in corso
alla data di chiusura dell'esercizio della società partecipata.

Bisogna rilevare che nominalmente la partecipata non è debitrice di imposta, ma è garante del
debito dei soci. Sicchè la partecipata garantisce con il proprio patrimonio l'adempimneto degli
obblighi tributari da parte dei soci. Infatti, essa è solidalmente responsabile con ciascun socio per
l'imposta.

Ma vi è una deroga alla responsabilità solidale:


• In caso di omessa o parziale dichiarazione da parte del socio del reddito imputato per
trasparenza dalla partecipata;
• In caso di omesso o carente versamento dell'imposta da parte del socio.

Il consolidato nazionale
Per consolidato nazionale si intende quell'istituto giuridico in forza del quale viene colpito
finanziariamente il risultato del gruppo.

La controllante è debitrice di imposta sul reddito complessivo globale.

Opzione per il consolidato

Affinchè si applichi la disicplina del consolidato è necessario che l'opzione venga esercitata dalla
capogruppo e di almeno una società controllata.

Questa opzione si esercita a coppia.

L'opzione richiede:
• Identità di esercizio sociale di ciascuna controllata con quello della controllante;
• Esercizio congiunto dell'opzione;
• Elezione di domicilio da parte della controllata presso la controllante;
• Comunicazione dell'opzione all'Agenzia entro il 16° giorno del 6° mese successivo alla
chiusura del periodo di imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l'opzione.

Rilevantissimo è che l'opzione è irrevocabile e ha efficacia per 3 esercizi sociali.

Bisogna rilevare anche che l'opzione può essere esercitata solo se la controllante dispone, fin
dall'inizio del periodo di imposta, del controllo di diritto e presenta i requisiti ex art. 120 TUIR:
• Partecipazione al capitale della controllata superiore al 50%;
• Partecipazione agli utili della controllata superiore al 50%.

Sotto il profilo delle società non residenti esse possono esercitare l'opzione per il consolidato solo in
qualità di controllanti e se sussistono 2 condizioni:
• Sono residenti in Pasi con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione;
• Esercitano nel territorio dello Stato un'attiivtà di impresa mediante una stabile
organizzazione, nel cui patrimonio sia ricompresa la partecipazione della controllata.

Il reddito consolidato
Il reddito complessivo globale, tassato con consolidato, corrisponde alla somma algebrica dei
redditi e delle perdite delle consolidate. Si considera l'intero risultato delle controllate, a prescindere
dalla partecipazionedella controllante.

La rettifica di consolidamento, invece, concerne la deduzione degli interessi passivi dalla somma
algebrica dei risultati netti delle singole società del gruppo.

In aggiunta, l'eccedenza di oneri finanziari indeducibili anche dopo la rettifica può essere utilizzata
per ridurre il reddito complessivo di gruppo nei periodi di imposta succesivi.

Dunque, in seguito alla rettifica del consolidamento, si ottiene il risultato complessivo globale del
gruppo, da cui vanno dedotte le perdite di esercizi precedenti, cosi da ottenere il reddito imponibile
del gruppo.

Infine, ciascuna società deve presentare la propria dichiarazione dei redditi e deve comunicarla alla
capogruppo, cosi che possa redigere la dichiarazione di gruppo.

La responsabilità delle controllante e delle consolidate

Avendo detto che la controllante è debtrice di imposta, essa deve versare gli acconti infrannuali e
l'imposta liquidata nella dichiarazione di gruppo. Se il risultato globale è negativo, alla controllante
compete il riporto a nuovo dell'eventulae perdita risultante dalla somma algebrica degli imponibili.

Ex art. 127 TUIR, nel caso di accertamento, la controllante risponde della maggior imposta
accertata, degli interessi e delle sanzioni irrogate alla controllante in solido con la controllata che ha
commesso la violazione.

Ogni singola società risponde solo per la parte di debito fiscale che è da collegare al suo reddito
complessivo. Inoltre, ogni singola società controllata deve corrispondere alla capogruppo i mezzi
finanziari per assolvere il tributo, per la quota di debtio che corrisponde al suo reditto. Infatti, se i
mezzi non venogno forniti anticipamente, la controllanante ha diritto di rivalersi.

Il consolidato cessa se nel corso dei 3 anni viene meno il rapporto di controllo o non è rinnovata
l'opzione.
Entro 30 gg dalla cessazione del rapporto di contrllo, la controllante e le controllate devono
integrare i versamenti di acconto già effettuati.

L'avviso di rettifica del reddito consolidato

Dal controllo dell'Amm può scaturire la rettifica del risultato dichiarato dalle singole società o del
risultato gloale dichiarato dalla controllante.

Il controllo della dichiarazione di gruppo è effettuato dall'aufficio dell'agenzia nella cui


circoscrizione è situato il domicilio fiscale della controllante, alla data della presentazione della
dichiarazione.

Il controllo delle dichiarazioni delle singole consolidate è di competenza degli uffici di domicilio
fiscale delle controllate. Le rettifiche del reddito proprio di ciascuna consolidata sono effettuate con
un atto che determina il reddito della controllata e quello globale, che è notificato sia alla controllata
sia alla controllante. La consolidante può chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori
imponibili derivanti dalle rettifiche delle dichiarazioni delle singole consolidate le peride del
consolidato non utilizzate, presentando un'istanza, che sospende il termine per la proposizione del
ricorso per 60 gg.

Di qui, l'ufficio entro 60 gg dall'istanza, deve ricalcolare la maggliore imposta, gli interessi e le
sanzioni e comunicare l'esito alla consolidata e alla consolidante.

I redditi transnazionali

I redditi dei non residenti prodotti in Italia

I criteri di localizzazione
I criteri in base ai quali si determina il luogo in cui il reddito si considera prodotto sono rilevanti per
tassare in italia i redditi dei non residenti, i redditi dei residenti prodotti all'estero e per il
riconoscimento del credito di imposta spettante ai residenti che hanno pagato imposte
all'estereo.

E dunque essi sono:


1. Criterio del pagatore= per i redditi di origine patrimoniale rileva il luogo in cui èsituata
la fonte reddituale; Invece, per i redditi fondiari vale la localizzazione dell'immobile, per
quelli di capitale rileva la sede del soggetto che li corrisponde
2. Per i redditi che deriva dallo svolgimento di un'attività vale il luogo in cui l'attività si
svolge. Sicchè i redditi di lavoro sono prodotti in Italia se derivano da attività svolte in Italia
e i redditi di impresa dei non residenti sono prodotti in Italia se derivano da attivitàà svolte
mediante una stabile organizzazione.

I redditi dei non residenti prodotti in Italia


Sotto questo profilo la tassazione dei non residenti ha carattere reale, essendo limitata ai redditi
prodotti nel territorio dello Stato.

É utile ricordare quando si considera non residente in italia. L'art. 2 TUIR dispone che una persona
fisica non è residente in Italia – a fini fiscali – se non ricorrono i seguenti elementi costitutivi della
residenza fiscale:
• iscrizione anagrafica;
• dimora abituale;
• domicilio.
Si è detto essere reale, infatti riguarda le singole categorie reddituali. Il non residente è soggetto ad
imposta in ragione del collegamento reale dei singoli redditi con il territorio dello Stato,
prodotti in italia.

I dividendi in uscita dall'italia


I dividendi distribuiti da società residenti a soggetti non residenti sono soggetti a ritenuta alla fonte
a titolo di imposta nella misura del 26%.

I soggetti non residenti hanno diritto al rimborso di 11/16 della ritenuta subita, se dimostrano
mediante certificazione di aver pagato sui dividendi percepiti le imposte nel Paese di residenza.

La tassazione in Italia di società ed enti non residenti


In questo istituto sono non residenti le società e gli enti che, per la maggior parte del periodo di
imposta, non hanno la sede legale, la sedell'amministrazione, o l'oggetto principale dell'attività nel
territorio dello Stato.

A questo si aggiunge la necessità, a fini fiscali, di valutare se il soggetto non residente abbia omeno
una stabile organizzazione in Italia.

In questo caso vale il principio della tassazione su base territoriale; principio in forza del quale si
tassano con Ires solo i redditi prodotti in italia. Inoltre, se l'ente commerciale non residente dispone
in Italia di una stabile organizzazione, ad essa si applicano le regole Ires.

La stabile organizzazione in Italia dei non residenti


Gli imprenditori non residenti prodcuono reddito di impresa imponibile in Italia solo se nel
territorio dello Stato operano per mezzo di una stabile organizzazione. Per esempio: sede di
direzione; succursale; ufficio; officina; laboratorio; miniera; cantiere.

E di qui si può a contrarium asserire che non si ricomprende nella nozione di stabile organizzazione:
• uso di installazione ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni o merci appartenenti all'impresa immagazzinati ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni servizi immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di
un'altra impresa;
• Disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini di acquistare beni.
La stabile organizzazione personale è un soggetto che, nel territorio dello Stato, conclude
abitualmente, in nome e per conto dell'impresa non resident, contratti diversi da quelli di acquisto di
beni.

Si aggiunga che la stabile org. Non è un soggetto giuridico distinto dalla società non residene, ma
mero centro di imputazione di situazioni giuridiche.

I redditi residenti prodotti all'estero


I dividendi e le plusvalenze provenienti da Stati a fiscalità privilegiata
I dividenti percepiti d p. Fisiche provenienti da Stati a fiscalità ordinaria, sono tassati come i
dividendi distribuiti da società redsiednti. Infatti si applicherà:
• il regime sost con aliquota al 26%;
• La tassazione del 58,14%;
• Oppure la tassazione integrale.
I dividendi e le plusvalenze provenienti da Stati a fiscalità privilegiata

Se la società partecipata in un Paese a fiscalità privilegiata, i dividendi sono tassati per intero.

Tuttavia, non si applica il regime di piena imponibilità dei dividendi quando si è accertato tramite
interpello che in realtà qui redditi sono provenienti da società residenti in paesi a fiscalità ordinaria.

Invece, in caso di cessione di partecipazioni in società localizzate in paradisi fiscali sono imponibili
per intero:
• le plusvalenze realizzate da società o enti commerciali o società di persone o imprenditori
individuali;
• Le plusvalenze realizzate da persone fisiche non imprenditori, se la partecipazione è
qualificata.
• Ex art. 89 c.3, per le plusvalenze conseguite da soggetti passivi Ires è previsto un regime di
tassazione attenuata, limitat al 50% di quanto percepito e con attribuzione del credito di
imposta indiretto.

Si rileva che le imprese residenti che posseggono una stabile organizzazione all'estero possono
optare per l'esenzione degli utili e delle perdite ad essa attribuiti.
L'opzione deve essere esercitata quando è costituita la stabile organizzazione ed è irrevocabile.

Le imprese estere controllate


Il regime delle imprese estere controllate è un regime di trasparenza che si applica ai contribuenti
residenti che detengono direttamente o indirettamenet, il controllo di un'impresa, di una società o di
un altro che, residente o localizzato in Stati o territori a regime fiscale privilegiato.

Pertanto, in base al principio di trasparenza, i redditi delle controllate estere sono imputati als
oggetto residente in Italia, a prescindere dalla distribuzione. Questo regime, avendo funzione
antielusiva, si applica obbligatoriamente.

I redditi prodotti dalle società estere controllate sono tassati in Italia nel periodo in cui sono
prodotti.

Il regime CFC( controlled foreign companies) si applica in 2 ipotesi:

1. Se il soggetto estero svolge un'effettiva attività industriale o commerciale, come sua


principale attività;
2. Se il soggetto resident non fruisce del regime fiscale privilegiato, perchè il soggetto estero
partecipato riceve utili prodotti da una stabile organizzazione o da una partecipata i cui
redditi sono tassati in un Paese a fiscalità ordinaria.
E comunque il regime CFC è esteso ai soggetti esteri controllati, che non hanno sede in Stati a
regime privilegiato se:
• Sono assoggettati ad una tassazione effettiva inferiore a più della metà di quella a cui
sarebbero soggetti se fossero residenti in Italia;
• Abbiano conseguito proventi derivanti per più del 50 % dalla gestione, detenzione o
ivnestimento di titoli, partecipazioni, credii etc.

Il consolidato mondiale

Per consolidato mondiale si intende l'istituto in forza del quale il risultato fiscale delle controllate
estere è imputato alla capogruppo, chiaramente in proporzione alla quota di partecipazione.
Esso concerce quindi la tassazione di un solo soggetto passivo: la controllante. Ad essa sono
imputati i redditi e le perdite di tutte le controllate non residenti per un periodo non inferiore a 5
esercizi.

Il vantaggio di questo sistema adottato da Francia e Danimarca è:


• la compensabilità delle perdite fiscali delle controllate non residenti con i redditi delle
società residenti;
Lo svantaggio invece è:
• L'immediata tassabilità in Italia per imputazione alla controllante degli uitli delle controllate
non residenti.
Il soggetto controllante deve essere una società di capitali o un ente commerciale residente in Italia.
Il consolidato non è adottabile nè dalle società di persone, nè dalle società residenti.

Pertnato, la controllante può optare per il consolidato mondiale se:


• é una società quotata nei mercati regolamentati;
• è controllata dallo Stato o da altri enti pubblici.

Si ribadisce che il requisito del controllo sussiste quando la controllante possiede:


• la maggioranza dei diritti di voto esercitabili nell'assemblea ordinaria;
• il diritto di partecipare agli utili in misura superiore al 50%.
Invece non sono posti requisiti per le società controllate.

L'opzione per il consolidato può essere esercitata solo dalla società controllante residente.
L'opzione è efficace se sussistono ulteriori condizioni:
• L'opzione ha per oggetto tutte le controllate non residenti;
• C'è idenità dell'esercizio sociale di ciascuna società controllata con quello della controllante;
• i bilanci di tutte le società sono soggetti a revisione contabile;
• Il consenso delle controllate alla revisione del proprio bilancio e l'impegno a fornire alla
controllante la collaborazione necessaria per la determinazione dell'imponibile e per
adempiere entro 60gg dalla notifica all'ammf fin.

Sotto il profilo degli effetti del consolidato mondiale, ex art. 131 TUIR, esso comporta
l'imputazzione alla controllante dei risultati reddituali delle società non residenti.

Ex art. 134: il risultato reddituale delle società estere, calcato secondo la legislazione dello Stato di
residenza fiscale, deve essre ricalcoltao applicando le disposizioni vigenti in italia in materia di ires.

Infatti, devono esere effettuate delle rettifiche di consolidamento:


• adozione di un trattamento uniforme dei componenti di reddito risultanti dai bilanci
revisioanti delle controllate;
• Riconoscimento dei valori risultanti dal bilancio relativo al periodo anteriore a quello di
adozione del consolidamento;
• Esclusione degli utili e delle perdite;
• Conversione degli imponibili espressi in valuta estera.
Interruzione e revoca dell'opzione del consolidato mondiale.

Si annoverano 2 eventi interrutivi:


• Se l'evento interessa la capogruppo= Se la capogruppo perde lo statu legittimante, il
regime cessa di avere efficacia a partire dall'inizio del periodo di imposta successivo.
Le perdite maturate vengono ridotte proporzionalmente al contributo che le controllate hano dato
alla loro produzione;
• Se l'evento interessa le controllate= se viene meno il requisito di controllo rispetto a una o
ppiù entità sono recuperati a tassazione, nella base imponibile consolidata, le perdite
proporzionamente riferibili alle società uscite dal consolidato, se ne rappresentano otlre il
2/3;

Le imposte indirette

IVA- struttura

La disciplina della imposta sul valore aggiunto la si rinviene nella Direttiva 2006/112/CE, mentre
sul versante nazionale vi è il DPR 633/1972.

L'iva appartiene alla categoria della imposte sui consumi, infatti grava sul consumatore in
proporzione del prodotto finale del bene, ma è neutrale rispetto al numero dei passaggi. In aggiunta,
secondo la Corte di Giustizia , le caratteristiche essenziali dell'Iva sono 4:
1. SI applica in modo generale alle operazioni aventi ad oggetto beni o servizi;
2. E' proporzionale al corrispettivo dei beni e servizi forniti;
3. E' riscossa in ciascuna fase del procedimento di produzione e di distribuzione, a prescindere
dal numero di operazioni effettuate in precedenza;
4. Gli importi pagati in occasione delle precedenti fasi del processo sono detratti dall'imposta
dovuta, cosicchè il tributo si applica in ciascuna fase solo al valore aggiunto e grava
quindi solo sul consumatore finale.

Un'altra caratteristica precipua di questa imposta indiretta è la neutralità. In primo luogo, i soggetti
passivi sono gli imprenditori, i lavoratori autonomi e coloro che importano beni o servizi; sono sì
debitori verso lo Stato, ma hanno diritto di detrarre l'iva sugli acquisti. Sicchè il soggetto
passivo, paga l'Iva ma attraverso gli acquisti da cui può detrarre, alla fine il "saldo di bilancio" è
positivo.

Invece, l'iva non è neutrale per il consumatore finale, che effettua solo operazioni di acquisto e
dunque non ha diritto di detrarre l'Iva. Infatti, una volta giunto al consumatore finale, il bene resta
gravato dall'iva per unimporto proporzionale al prezzo che il consumatore ha pagato al fornitore.

E' chiaro, in conclusione, che ciò che contraddistingue l'IVA rispetto alle altre imposte è il diritto di
detrazione del soggetto passivo verso il fisco.

Ponendo ora l'attenzione sui soggetti passivi, si noti che sono tali gli imprenditori e i lavoratori
autonomi i quali pagano l'imposta su cessioni di beni, sulle prestazioni di servizi e sulle
importazioni.

Ai fini IVA, vengono ricondotti nella categoria anche esercenti arti o professioni, società semplici e
associazioni professionali. Ma questi debbono avere 2 requisiti:
• L'attività deve essere svolta in modo autonomo;
• Devono mancare i caratteri di imprenditorialità.
Sul versante del campo di applicazione dell'imposta, invece, bisogna vedere alla rilevanza della
operazione economica, per determinare la sua rilevanza a fini IVA. Di qui, l'operazione si intende
rilevante ai fini iva se sussistono 3 condizioni:
1. Presupposto oggettivo: se è posta in essere da un imprenditore o da un lavoratore
autonomo;
2. Presupposto soggettivo: se rientra nel campo di applicazione del tributo;
3. Presupposto territoriale: se è posta in essere nel territorio dello Stato.

A questo si aggiungono le operazioni che rientrano nel campo di applicazione iVa, che sono:
1. Operazioni imponibili: comportano il sorgere del debito di imposta e non limitano il diritto
di detrazione;
2. Operazioni non imponibili: non fanno sorgere il debito di imposta, ma comportano
comunque gli adempimenti formali;
3. Operazioni esenti: non fanno sorgere il debito di imposta, implicano comunque gli
adempimenti fomrali; ma limitano il diritto di detrazione.

Nel genus delle operazioni imponibili, si distinguono 4 species di operazioni:


1. Cessioni di beni nel territorio nazionale;
2. Prestazioni di servizi nel territorio nazionale;
3. Acquisti intra-UE;
4. Importazioni da Paesi extra-UE.
Secondo il diritto nazionale sono assimilate alla cessione dei beni:
• Vendite con riserva di proprietà;
• Locazioni con clausola di trasferimento della proprietà vincolante per entrambe le parti;
• Passaggi dal committente al commissionario;
• Cessioni gratuite di beni la cui produzione o il cui commercio rientra nell'attività propria
dell'impresa.
Tuttavia, vi sono delle cessioni di beni, che pur essendo tali, sono escluse dall'ambito di
applicazione:
• Operazioni straordinarie di organizazzione, per esempio, cessioni e conferimenti di azienda;
• Cessioni di terreni non edificabili;
• Cessioni gratuite di campioni di modico valore.

Sotto il profilo delle prestazioni di servizi, esse sono le prestazioni che danno esecuzioni ad
obblighi di fare, non fare o permettere, dietro corrispettivo.

Anche per le prestazioni di servizi ai fini dell'applicabilità dell'ìimposta è richiesta la onerosità.

Nuovamente, le fattispecie assimilabili sono:


• Concessioni di beni in locazione, affitto, noleggio;
• Cessioni di diritti su beni immateriali;
• Prestiti di denaro e di titoli non rappresentativi di merci;
• Somministrazioni di alimenti e bevande.
Invece, le prestazioni escluse dall'imposta sono:
• Cessioni di diritti di autore effettuate dagli autori;
• Prestiti obbligazionari.

Le esenzioni
Per operazioni esenti si intendono quelle per cui non si ha il srogere del debito di imposta, ma che
comunque comportano gli adempimenti formali richiesti per le operazioni imponibili e non
consentono la detrazione dell'IVA a monte.

Infatti, in questo caso, il soggetto passivo iva che effettua operazioni esenti non può detrarre l'Iva
sugli acquisti.

L'esenzione di un bene o servizio dovrebbe giovare al consumatore finale, che acquista il bene o il
servizio ad un costo non maggiorato dall'iVa.

Sono esenti le seguenti operazioni:


1. Operazioni creditizie, assicurative, valutarie;
2. Operazioni relative alla riscossione dei tributi;
3. Prestazioni di mandato e di mediazione;
4. Operazioni in oro;
5. Operazioni immobiliari;
6. Operazioni socialmente rilevnati;
7. Cessioni di beni acquistati senza detrazione iVA.

Procedendo la disamina rispetto al momento impositivo, esso si considera quello in cui una
operazione si considera effettuata e l'imposta diviene esigibile.

Sotto il profilo del significato di esigibile, secondo il diritto UE, per esigibilità si intende il diritto
che l'Erario può far valere a norma di legge, a partire da un determinato momento, presso il
debitore, per il pagamento dell'imposta, anche se il pagamento può essere differito. Ancora, la
esigibilità coincide con il momento impositivo.

L'esigibilità fa decorrere per chi effettua operaziioni attive il termine di fatturazione e registrazione
e per il compratore la nascita del diritto di detrazione.

Le cessioni di beni immobili si considerano effettuate nel momento della stipulazione, a meno che
gli effetti non siano differiti.

Le cessioni di beni mobili si considerano effettuate nel momento della consegna. Le prestazioni di
servizi si considerano effettuate quando è pagato il corrispettivo.
In questo frangente, 2 fattispecie anticipano il momento dell'effettuazione delle operazioni:
• Emissione della fattura;
• Pagamento del corrispettivo.
Esse costituiscono effettuazione dell'operazione per le cessioni di beni; infatti, il pagamento di
acconti deve essere fatturato e sottoposto ad imposta.

La base imponibile
Essa è costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore,
secondo le condizioni contrattuali.

Ha rilievo solo il corrispettivo pattuito.

Nell'imponibile sono compresi anche gli oneri e le spese inerenti alla esecuzione. I debiti e gli oneri
verso terzi accollati al cessionario o al committente e le integrazioni dovute da altri soggetti.

Nuovamente, non concorrono a formare la base imponibile:


• Le somme dovute a titolo di interessi moratori o di penalità per ritardi o altre irregolarità;
• Il valore normale dei beni ceduti a titolo di sconto;
• Le somme dovute a titolo di rimborso delle anticipazioni fatte in nome e per conto della
controparte;
• Le somme dovute a titolo di rivalsa IVA;
• L'importo degli imballaggi e dei recipienti.

Le aliquote

ordinaria: 22%
L'imposta dovuta dal soggetto passivo si quantifica applicando alle operazioni effettuate le relative
aliquote;
la somma da versare è data dalla differenza tra l'imposta dovuta sulle operazioni attive e l'imposta
detraibile.
Il diritto di rivalsa
Il soggetto passivo ha il diritto di rivalersi nei confronti del cessionario o del comittente.

Si tratta di un credito del soggetto passivo dell'Iva, nei confronti della controparte, che si aggiunge
al corrispettivo. Il credito sorge all'addebito dell'IVa nella fattura:
Dunque il diritto di rivalsa scaturisce da 2 elementi:
• Effettuazione di una operazione imponibile;
• Emissione fattura.

Il soggetto passivo quando effettua una operaizone imponibile, deve emettere fattura addebitando
l'imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o al committente.

Nel commercio al minuto, invece, non è obbligatoria l'emissione della fattura, infatti il prezzo si
intende comprensivo dell'imposta.

Il cessionario o il committente, che deve corrispondere al cedente o al prestatore l'Iva di rivalsa, ha


diritto di ricevere la fattura con l'addebito dell'imposta, in quanto ciò gli serve in funzione della
detrazione. Da precisare che il rapporto di rivalsa non è disponibile dalle parti.

Il diritto di detrazione
Il diritto di detrazione ha per oggetto l'imposta assolta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo
di rivalsa in relazione ai beni e servizi importati o acquistati nell'esercizio di impresa, arte o
professione.

Gli acquisti e le importazioni di beni e servizi hanno diritto alla detrazioni solo se sono inerenti
all'attività esercitata.

Nel caso di importazioni, è detraibile l'iva risultante dalle bollette doganali; mentre, per gli acquisti
interni, è detraibile l'iva addebitata nelle fatture di acquisto.

Non è necessario che il soggetto passivo abbia pagato l'imposta, basta infatti che abbia ricevuto
fattura con addebito dell'Iva di rivalsa.

Il diritto di detrazione può essere esercitata sia nelle liquidazioni periodiche che in quelle annuali. Si
ricordi, tuttavia, che il diritto di detrazione è soggetto a decadenza, infatti al massimo può esseree
esecitato con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto è sorto.

Esclusione della detrazione

Non è detraibile l'imposta relativa ad acquisti direttamente destinati al compimento di operazioni


esenti,o al compimento di operazioni non soggette o escluse dal campo di applicazione.
In questo ambito vi sono anche beni e servizi per i quali il legislatore esclude la detraibilità in
quanto presume in modo assoluto la non inerenza, o ammette solo la detraibilità parziale. Infatti,
non è detraibile l'imposta relativa all'acquisto di aerei e imbarcazioni; invece l'imposta relativa
all'acquisto dell'auto è detraibile per il 40%. Inoltre, non è detraibile relative alle spese di trasporto.

Applicazione IVA

Il primo adempimento imposto ai contribuenti è quello di identificarsi, ossia presentare la


dichiarazione di inizio attività al fisco, che attribuirà un numero di partita IVA.

I soggetti passivi sono tenuti a emettere fattura per le operazioni che effettuano e a registrare le
fatture emesse, questo vale anche per le operazioni non imponibili e quelle esenti.

La fattura non deve essere sottoscritta, ma deve essere datata e numerata in modo progressivo per
anno solare. Deve indicare:

• I soggetti tra cui è effettua l'operazione, il numero di [Link] del cedente o del prestatore;
• L'oggetto dell'operazione;
• La base imponibile;
• Il valore normale degli altri beni ceduti a titolo di sconto, abbuono o premio;
• L'imponibile, l'aliquota e l'imposta;
• Il numero di partita Iva del cessionario del bene;
• La data della prima immatricolazione;
• L'annotazione che la fattura è compilata dal cliente.

La mera emissione della fattura vale come effettuazione dell'operazione imponibile e rende dovuta
l'imposta, per il solo fatto che è indicata in fattura.

Ogni soggetto passivo deve tenere a fini Iva 2 registri:


• Registro operazioni attive;
• Registro degli acquisti

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