Tributa Rio Def 2
Tributa Rio Def 2
Ma qual è il criterio per essere considerati residenti? La norma in esame prevede che si considerino
residenti in italia, quei soggetti che per almeno sei mesi, alternativamente:
• Hanno effettuato l'iscrizione anagrafica;
• Abbiano il domicilio nello Stato;
• Abbiamo la dimora abituale nel territorio dello Stato;
4. Le nozioni di reddito
Sul versante dell'oggetto dell'imposta, e cioè il reddito, in dottrina si avallano diverse definizioni:
• Reddito come prodotto: in questo senso un'entrata ha natura di reddito solo se deriva da
una fonte produttiva;
• Reddito come entrata: in questo caso un'entrata di qualsiasi tipo è reddito;
• Reddito come consumo: in questo caso viene tassata solo la ricchezza consumata.
Nel nostro ordinamento si tiene la definizione secondo cui reddito è solo ciò che proviene da una
fonte produttiva.
5. Il Presupposto
Importantissimo è il presupposto che fa sorgere l'irpef. Esso è il possesso di redditi in danaro o in
natura.
7. Reddito vs Patrimonio
Per patrimonio si intendono le situazioni economiche di cui è titolare un soggetto in un dato
momento, per reddito si intende la variazione patrimoniale nel tempo.
Di qui con una metafora si può dire che il patrimonio rappresenta una fotografia, mentre il reddito
un video.
8.
Riprendendo la zione di reddito adottata sopra, il fatto che lo stesso debba derivare da una fonte
produttiva ne fa derivare anche che il provento abbia come causa un titolo giuridico onoeroso.
Ex art. 7 Tuir, ciascun periodo di imposta gode di autonoma rilevanza, infatti ogni periodo di
imposta corrisponde ad una obbligazione.
Sotto questo profilo il Legislatore ha individuato regole in materia di imputazione temporale dei
componenti reddituali. Infatti, per la maggior parte dei redditi vale il c.d principio di cassa. Per
principio di cassa si intende il principio in forza del quale il reddito rileva nel momento in cui
esso è percepito. Mentre, sul versante dei redditi di impresa vale il c.d. Principio di competenza.
Per principio di competenza si intende il principio in forza del quale i costi e i ricavi e i proventi
vanno imputati al periodo in cui sono maturati, prescindendo dal pagamento e incasso.
Ai fini dei redditi delle società di persone è necessario partire dal criterio della residenza. Infatti, si
considerano, ex art. 5co.3 TUIR, residenti le società di persone e le associazioni, che per la
maggior parte del periodo di imposta hanno la sede legale o l'oggetto principale nel territorio dello
Stato.
Le differenze che intercorrono fra società di persone e di capitali sono le seguenti. La prima risiede
nel fatto che nella società di capitali i soci non rispondono dei debiti della società, ma la loor
responsabilità è limitata al conferimento. Inoltre, le società di persone non sono soggetti passivi
delle imposte, dove invece i loro redditi sono imputabili ai soci.
Ecco che il trattamento fiscale è improntato al principio della trasparenza. E per principio di
trasparenza si intende il principio in forza del quale i redditi della società sono considerati redditi
dei soci, evitando la doppia tassazione. Questo principio si estende anche alle società semplici, di
fatto, di armamento, al GEE.
Una postilla fa rilevare, invece, che nelle società in nome collettivo e in accomandita semplice, i
redditi sono considerati redditi di impresa.
Ora, i redditi delle società di persone e di altri organismi valgono queste regole:
• La società non è soggetto passivo di imposta;
• Le perdite della società sono ripartite tra i soci, al medesimo modo con cui si dividono gli
utili;
• Il reddito è imputato ai soci nello stesso periodo di imposta in cui è prodotto dalla società;
• Le ritenute operate sui redditi della società sono scomputate dall'imposta dovuta ai soci.
[Link] di professionisti
Secondo la disicplina vigente le associazioni di professionisti sono equiparate alle società semplici.
Di qui, la dichiarazione dei redditi che l'associazione deve presentare è pregiudiziale
all'applicazione dell'imposta a carico dei singoli associati.
Secondo la disciplina dell'art.17 TUIR, sono soggetti a tassazione separata i redditi che sono
maturati in anni precedenti a quello in cui sono percepiti e non concorrono a formare il reddito
complessivo. Rietrano, per esempio TFR, gli emolumenti, le plusvalenze derivanti dalla cessione
di ziende, i redditi di formazione pluriennale attribuiti ai soci in caso di recesso da società.
1. I redditi fondiari
Per reddito fondiario si intendono i terreni e fabbricati situati nel territorio dello Stato che sono o
devono essere iscritti alternativamente nel catasto dei terreni o del catasto edilizio urbano.
Sono idonei a produrre reddito fondiario solo i terreni atti alla produzione agricola.
Sotto il profilo del reddito complessivo, i redditi fondiari concorrono a formarlo per i soggetti che
possiedono gli immobili in quanto proprietari o titolari di un altro diritto reale. Mentre per
l'usufrutto, l'imposta colpisce l'usufruttuario.
Per i redditi fondiari la tassazione prescinde dall'effettiva produzione o percezione del reddito,
infatti si basa solo sul dato catastale; di guisa che è tasasto un fabbricato disabitato o un terreno
non coltivato.
Il catasto dei terreni è lo strumento attraverso il quale si descrive la proprietà terriera. Si può
aggiungere che il territorio è diviso in particella, e dunque il catasto per ciascuna particella indica
l'appartenenza, la qualità, la classe e il reddito medio ordinario.
Sotto il regime fiscale il catasto dei terreni fornisce la misura del reddito imponibile a fini
IRPEF.
Riprendendo il catasto dei terreni, il reddito in questo caso è formato da due species:
• reddito dominicale; che è la proprietà del fondo e i capitali investiti
• reddito agrario; che ècapitale di esercizio e il lavoro di organizzazione impiegato.
Il reddito catastale dunque e quello agrario sono tassati nella misura media ordinaria, risultante da
tariffe di estimo catastale.
E' però prevista la riduzione dell'imponibile in caso di mancata produzione per il reddito dominicale
eil reddito agrario.
Analizzando ora il reddito agrario è pregiudiziale che l'imposta colpisca le attività agricole.
Pertanto esse sono la coltivazione del terreno, la silvicoltura e l'allevamento di animali con mangimi
ottenibili dal terreno (almeno 1/4) e le attività dirette alla produzione di vegetalitramite l'utilizzo di
strutture fisse o mobili. Sul versanete della [Link], ex lege, sono imprenditori agricoli le società di
persone e le SRL quando sono costituite da imprenditori agricoli, che svolgono esclusivamente
attività di manipolazione, conservazione, trasformazione dei prodotti agricoli.
Anch'essi possono optare per l'imposizione dei redditi su base catastale , applicando all'ammontare
dei ricavi il coefficiente di redditivitù del 25%.
Le singole unità immobiliari(es, casa tua, il tuo asilo) sono suddivise per zona censuaria, categoria
e classe.
Le categorie sono 5:
1. Abitazioni;
2. Edifici ad uso collettivo;
3. Immobili commerciali;
4. Immboli industriali;
5. Immobili speciali.
Sotto le categorie ci sono poi le classi.
Ora, la tariffa scaturisce nel seguente modo: zona censuaria + categoria + classe. Di qui ne deriva
un valore che, moltiplicato per la grandezza dell'immobile, determina la rendita catastale.
E' opportuno rilevare che l'scrizione nel catasto di un fabbricato deve essere richiesto dal
possessore, che deve dichiarare nuove costruzioni, utilizzando il Docfa. All'accatastamento in senso
stretto provvede l'Agenzia delle entrate, che può far propria la rendita proposta dal possessore o
modificarla.
3. I redditi di capitale
I redditi di capitale possono essere divisi in 3 gruppi:
1. Dividendi e proventi dalla partecipazione di società;
2. Interessi e proventi che derivano da mutui;
3. Rendite perpetue, operazioni di borsa.
Sotto il profilo di tassazione dei dividendi, ha rilievo il possesso di azioni o di altri titoli. La
posizione di azionisti e quella deiproprietari di obbligazioni differiscono. Infatti, le azioni
rappresentano una frazione del capitale, mentre le obbligazioni rappresentano un diritto di credito.
Dal punto di vista fiscale, dividendi e interessi sono trattati diversament: infatti i dividendi sono
tasasti in modo ridotto, invece gli interessi, visto che la società li corrisponde deducendoli come
costo, sono tassabili in modo pieno a carico del socio.
Si può aggiungere chenei redditi di capitale sono compresi interessi ed altri proventi derivanti
da mutui e interessi ed altri proventi derivanti dalle obbligazioni e titoli similari. Questi
interessi sono tassati come componenti del reddito complessivo.
Ora, più precisamente, in ordine alla determinazione dei redditi di capitale, vi sono 2 regoel:
Tassazione al loro= si impedisce la deduzione sia delle spese di produzione sia delle perdite;
Principio di cassa= principio in forza del quale si tassa la somma percepita nel periodo di imposta
(non rileva il credito maturato).
Di qui, se al termine del rapporto, l'investitore riceve una somma superiore a quella impiegata, la
differenza è tassata come reddito di capitale.
Ma la disciplina di cui sopra non è applicabile indistintamente, infatti vi sono redditi di capitale
che vengono tassati con regimi sostitutivi e agevolativi. Ecco che la ratio appare chiara: il
risparmio.
Questi regimi sostitutivi sono regimi di favore, in quanto:
• la tassazione è di tipo proporzionale e in misura ridotta;
• viene tutelato l'anonimato;
• il percettore è esonerato da ogni adempimento;
• la tassazione è posta a carico degli intermediari.
Si applica aliquota del 26%.
L'imposta sostitutiva può essere applicata dal contribuente, mediante dichiarazione o rienuta alla
fonte.
Nell'un caso, il contribuente indica in dichiarazione i redditi soggetti ad imposta e versa il
[Link], nel caso di risparmio amministrato, l'imposta sostitutiva èapplicata dal sostituto di
imposta
Sotto il profilo della base imponibile il reddito di lavoro dipendente è costituito da tutte le somme
e i valori in genere, a qualunque titolo percepiti nel periodo di imposta, anche sotto forma di
eregoazioni liberali, in relazione al raporto di lavoro.
Venendo ora al principio di omnicomprensività, è il principio in forza del quale il reddito di lavoro
dipendente è costituito da tutti i compensi percepiti in relazione al rapporto di lavoro. Ne deriva
che è imponibile sono solo il reddito che remunera le prestazioni effettuate, ma anche quello che
presicnde da prestazioni effettivament esvolte. (tfr, scatti di anzianità).
Sono tassabili l'indennità integrativa speciale dei dipendenti statali, l'indennità di contigenza dei
lavoratori e per esempio l'indennità di malattia.
Parimenti, costituiscono redditi di lavvoro dipendente somme di danaro che il datore di lavoro è
condannato a pagare per crediti di lavoro. Così come anche i proventi conseguiti a titolo risarcitorio,
in sostitituzione dei redditi non percepiti. Anche la liberalità che il lavoratore riceve dal datore di
lavoro.
Non sono tassate invece le indennità che risarciscono una perdita patrimoniale.
Precipui sono i fringe benefit. Questi sono resi in natura, e quindi possono essere beni o servizi.
Per esempio, l'uso privato di autovetture aziendali.
I fringe benefit sono tassati come redditi del lavoratore e sono quantificati in base al valore normale.
Tuttavia non sono tassati sotto i 258,23 euro.
Di qui emerge che un reddito si può dire di lavoro autonomo se consta di queste tre caratteristiche:
1. Svolta in modo autonomo;
2. Abituale;
3. Di natura non commerciale. Sicchè si distingue dal reddito di impresa.
Sotto il profilo della base imponibile, questa si rinviene nei compensi in danaro o in natura.
Si applica qui il principio di cassa.
Invece, per quanto riguarda spese e costi pluriennali si statuisce che, ex art 54 co.2, le spese
deducibili sono quelle sostenute nell'eserciio dell'arte o della professione e le minusvalenze dei beni
strumentali.
Il primo requisito generale per la deduzione è la inerenza: infatti, sono integralmente deducibili
solo i costi inerenti alla produzione del reddito.
In conclusione, si prevede una disciplina anche per i redditi equiparati a quelli di lavoro
autonomo, i quali sono:
• Diritti d'autore;
• utili derivanti da contratti di associazione in partecipazione;
• utili spettanti ai promotori e ai soci fondatori di società di capitali;
• Indennità per la cesione di rapporti di agenzia.
6. Il reddito di impresa
Per reddito di impresa si intende il reddito di impresa commerciale.
Si pone un problema in ordine agli imprenditori individuali e per distinguere le attività degli enti
commerciali da quelle degli enti non commerciali.
Ex art. 55 co.1, per eserciio di imprese commerciali si intende l'esercizio per professione
abituale, ancorchè esclusiva, delle attività ex art. 2195cc. Pertanto sono commerciali:
• Attività industriale diretta alla produzione di beni o servizi;
• "" intermediaria nella circolazione di beni;
• "" di trasporto;
• "" bancaria o assicurativa;
• "" ausiliarie alle precedenti.
Al reddito degli imprenditori individuali e delle società di persone commerciali si applica il regime
fiscale ordinario se prestano servizi e conseguono ricavi superiori a 400k. L'applicabilità del regime
ordinario comporta la determinazione del reddito in base al bilancio e l'applicazione delle
regolefiscali previste per le società di capitali.
Tuttavia, dato che lìimprenditore individuale può essere proprietario sia di beni relativi all'impresa
sia di beni personali, ex art. 65, si devono considerare beni relative all'impresa:
• Merci;
• beni strumentali;
• Beni inventariati;
• Immiboli inclusi nell'inventario.
Chiaramente non sono deducibili i compensi per il lavoro prestato nell'impresa dall'imprenditore
stesso o dai suoi famigliari.
Analizzando ora l'IRI, si nota che dal 1 gennaio 2019, le imprese individuali e le società di persone
in contabilità ordinaria possono sottoporre il reddito non distribuito a tassazione proporzionale
separata con l'aliquota del 24%.
L'opzione per il regime IRI dura 5 periodi di imposta, ed è rinnovabile e deve essere esercitata nella
dichiarazione dei redditi. Di qui due sistemi: il reddito che resta presso l'impres aè tassato al 24%
Ires; le somme prelevate dall'imprenditore e dai soci sono tassate come reddito ordinario soggetto a
Irpef.
Il regim e di contabilità semplificata implica che gli imprenditori possono limitarsi a tenerer registri
Iva e i registri degli incassi e dei pagamenti e non si redige il bilancio d'esercizio.
Sicchè la determinazione analitica del reddito delle imprese minori si basa su queste regoel:
• Si applica un critoerio misto di cassa-competenza (plusvalenze, minus, ammortamenti);
• Il reddito di impresa è costituito dalla differenza tra determinati componenti positiivi e
determinati componenti negativi;
• gli ammortamenti dei beni strumentali e dei beni immateriali sono consentiti solo se è tenuto
il registro dei cespiti ammortizzabili.
Sul versante del reddito imponibile, esso è calcolato applicando all'ammontare dei ricavi o dei
compensi percepiti un coefficiente di reddività, diverso in base all'attività svolta.
Infine, i contribuenti non applicano l'Iva sulle operazioni attive e non hanno diritto alle detrazioni
sugli acquisti.
7. I redditi diversi
All'interno di questa categoria il Legislatore ha raggrupato una serie di ipotesi reddituali eterogee.
E' una categoria residuale, infatti comprende le ipotesi alle quali mancano requisiti per rientrare
nelle categorie tipiche.
Nei redditi diversi rientrnao 3 tipi di plusvalenze isolate, in quanto non realizzate nel contesto di
un'attività economica continuativa:
• Plusvalenze derivanti dalla lottizzazione di terreni o dall'esecuzione di opere intese a
renderli edificabili e dalla sucessiva vendita dei terreni o degli edifici;
• "" realizzate mediante la cessione a titolo oneroso di beni immobli acqistati o csotruiti da
non + di 5 anni;
• "" realizzate a seguito di cessione a titolo oneroso di terreni edificabili.
I soggetti passivi dell'IRES vengono colpiti con un'aliquota del 24% e sono:
• Società di cpaitali;
• Enti commerciali;
• Enti non commerciali;
• Soceità ed enti non residenti.
• Associazioni non riconosciute.
Gli enti commerciali comprendono anche enti pubblici, privati e trust.
Gli enti non commerciali sono, invece, enti che non hanno come oggetto esclusivo o principale
della propria attività l'esercizio di un'attività commerciale.
Ai fini della residenza fiscale, sono residenti le società e gli enti, che hano la sede legale o la sede
dell'amm nel territorio dello Stato. A questo si aggiunge che si considerano residenti nello Stato, le
società il cui patrimonio sia investito in misura prevalente in quote o azioni di ivnestimento
collettivo del risparmio immobiliare, e siano controllati direttamente o indirettametnte, tper il
tramite di società fiduciaria o per interposta persona.
Dunque si presumono residenti in Italia i trust esteri istituiti in Paesu a fiscalità privilegiata se:
Almeno un disponente e un beneficiario sono residenti in italia; il disponente ha trasferito in trust
immobili o diritti reali immobiliari.
L'art. 73 comma 5 bis ribadisce che si considerano esistenti nel territorio dello Stato la sede
dell'amm esterovestite ed enci che detengono partecipazioni di controllo in società, se:
• Sono controllati da sogetti residenti nel territorio dello Stato;
• Sono amministrati da un CDA
Sotto il profilo della base imponibile, è chiaro che il risultato del singolo esercizio offra solo
un'immagine parziale della situazione economica della società. A questo si affianc ail riporto delle
perdite, che a norma dell'art. 84 comma1 le perdite di un periodo di imposta può essere computata
in diminuzione del reddito dei periodi di imposta successivi in misura non sup al 80% del reddito
imponibile di ciascuno di essi e per l'intero importo che trova capienza in tale ammontare.
Tuttavia, il riporto delle perdite non è ammesso quando il soggetto che le utilizza è nominalmente lo
stesso, ma nella sostanza diverso da quello che le ha realizzate. Inoltre, il riporto delle perdite non è
ammesso quando la maggioranza delle partecipazioni aventi diritto di voto nelle assemblee
ordinarie del soggetto che riporta le perdite vegna trasferita o comunque acquisita da terzi, anche a
titolo temporneao.
Per valutare se una determinata attività assume carattere principale è necessario identificare gli
scopi primari dell'ente, ossia gli scopi il cui perseguimento è irrinunciabile.
E infatti, gli enti non commerciali perdono tale status e qualifica se per un intero periodo di
imposta esercitano attività commerciali, alla luce dei seguenti parametri:
• Prevalenza delle immobilizzazioni relative all'attività commerciale rispetto alle altre attività;
• Prevalenza dei ricavi derivanti da attività commerciali rispetto al valore normale delle
cessioni;
• Prevalenza dei redditi derivanti da attività commerciali rispetto alle entrate isituzionali.
Sotto il profilo del reddito degli enti non commerciali, esso è dato dalla S(somma)= di R1 reddito
fondiario, R2 reddito di impresa, R3 reddito di capitale e R4 reddito diverso.
In questo cosa, cosi come le p. Fisiche gli enti non commerciali non possono conseguire redditi
diversi da quelli esposti nelle categortie.
Ora, le plusvalenze relative al realizzo delle partecipazioni sono tassate, se conseguite al di fuori
dell'impresa, in modo parziale o sottoposto a prelievo alla fonte a titolo definitivo;
L'ente non commerciale, se svolge attività di impresa, è tenuto ad istituire una contabilità separata,
distinguendo ciò che inerisce all'attività di impresa da ciò che inerisce all'attività istituzionale.
Tra l'altro, le spese specificamente inerenti all'attività commerciale sono deducibili per intero; le
spese specificamente inerenti ad attività imponibili non sono deducibili.
Sul versante degli enti di tipo associativo, il legislatore si preoccupa di invidiuare due condizioni
affinchè le ass possano non essere considerati enti commerciali:
• Se è attività interna, rivolta agli associati e ai partecipanti;
• Se non è retribuita con corrispettivi specifici.
Il reddito di impresa
Il reddito di impresa è calcolato in base al bilancio.
Ex art. 83 TUIR, il reddito complessivo è determinato apportando all'utile o alla perdita risultanto
dal conto economico, relativo all'esercizio chiuso nel periodo di imposta, le variazioni in aumento o
in diminuzione conseguenti all'applicazione dei criteri stabiliti.
Dunque le variazioni fiscali al risultato del conto economico possono essere in aumento o in
diminuzione:
• Le variazioni in aumento possono riguardare un componente positivo del c. Economico o
l'eliminazione del componente negastivo;
• Le variazioni in diminuzione possono consistere nell'eliminazione di un componente
positivo.
Per esempio, le variazioni in aumento possono dipendere da norme che impongono di includere nel
reddito imponibile componenti positivi non inclusi o inclusi in misura minore.
Non tutti i componenti del reddito di impresa derivano da corrispettivi contrattuali o da altri vlaori
numerari; infatti, ci sono compensi che sono frutto di una stima. In aggiunta, sono posibili
variazioni fiscali che riducono il reddito imponibile rispetto al bilancio, in quanto eliminano un
componente positivo dle c. Economico.
Sotto il profilo dei beni relativi all'impresa, sono tali tutti quelli che le appartengono.
Principio di competenza= Esso è il principio in forza del quale i componenti del reddito di impresa
sono imputati ad un dato periodo d imposta. Assume rilievo il momento in cui si verifica il fatto
economico-gestionale, da cui deriva il componente reddituale.
Ex art.109 Tuir, i ricavi, spese ed altri corrispewttivi positivi e negativi concorrono a formare il
reddito nell'esercizio di competenza.
Ci sono norme che derogano al principio di competenza, infatti ad es. I costi sono deducibili
nell'esercizio di competenza solo se sono certi nell'an ed oggettivamente determinabili nel quantum,
altrimenti devono essere dedotti nell'esercizio successivo in cui saranno certi e quantificabili.
Questo si spiega con il diverso criterio adottato in diritto tributario. Infatti, il diritto tributario
ammette i costi solo se certi edeterminabili, mentre il diritto civile impone la rilevazione dei costi,
anche solo propabili. Sotto il profilo dei costi si applica il principio di cassa,- cioè il principio in
forza del quale i componenti del reddito hanno rilievo quando avvengono i pagamenti e gli incassi-
per i compensi dovuti agli amm, per gli oneri fiscali e contributivi.
Sono considerati ricvi i corrispettivi delle cessioni di beni compresi nell'attivo circolante:
E dunque:
• Corrispettivi delle cessioni di materie prime e sussidiarie;
• Corrispettivi delle cessioni di azioni o quote di partecipazione in società;
• Contributo in danaro o valore normale
Le plusvalenze patrimoniali
Per plusvalenza si intende la differenza positiva tra due valori dello stesso bene in 2 momenti
diversi.
Partecipation exemption
Per distinguere la tassazione della società da quella dei singoli soci e dunque evitare la doppia
tassazione, si possono seguire 3 modelli:
• Sistema della trasparenza: la società non è tassata, sono tassati solo i soci ai quali è
imputato il reddito della società;
• Sistema del credito di imposta: viene accreditata al socio l'imposta che colpisce i redditi
della società;
• Sistema dell'esenzione: esclusione da imposta o tassazione ridotta del socio.
Dal 2004 è in vigor eun sistema tale per cui all'imposta dovuta dalla società, si aggiunge una
tassazione ridotta del socio.
La ratio fondante del sistema trova la sua giustificazione nell'inerire a beni di secondo grado.
Di qui la previa imputazione a conto economico vale anche per le spese sostenute e per i costi
stimati;
I costi sono deducibili per la parte corrispondente al rapporto tra l'ammontare dei rciavi e degli altri
componenti che concorrono a formare il reddito di impresa oppure che no vi concorrono in quanto
esclusi e l'ammontare complessivo di tutti i ricavi e proventi.
Vi è una deroga: gli oneri di utilità sociale sono deducibili, in misura limitata, anche se non sono
spese inerenti; in quanto il Legislatore mira a favorire il finanziamento delle attività meritevoli di
incentivazione.
Le perdite
Sempre sotto il profilo della deducibilità, sono deducibili le perdite su beni strumentali o
patrimoniali relativi all'impresa, cioè di beni che possono generare plus o minusvalenze.
E' necessario rilevare che per perdita va intesa in senso fisico ( furto, distruzione, smarrimento).
Di qui, il costo è deducibile se la perdita avviene nello stesso esercizio in cui i beni sono stati
immessi nel patrimonio aziendale.
Invece, negli esercizi successivi, la perdita rilevava come sovravvenienza passiva.
In ordine alle perdite sui crediti, esse derivano dall'insolvenza del debitore, dunque sono deducibili
solo se rsultano da elementi certi e precisi. Ex lege, questi elementi certi e precisi sussistono
quando:
• quando il credito sia di modestà entita e sia decorso un preiodo di 6 mesi dalla scadenza del
pagamento;
• Quando il credito è prescritto;
• In caso di cancellazione dei crediti dal bilancio.
Ancora, le perdite sui crediti sono deducibili in ogni caso, se il debitore è assoggettato a procedure
concorsuali.
Le perdite attribuite per trasparenza dalle società in nome coll sono utilizzabili solo in
abbattimento degli utili attribuiti per trasparenza nei successivi 5 periodi di imposta.
E' chiaro dunque che l'ammortamento riguarda i costi di acquisto delle immobilizzazioni.
Questa disciplina si applica solo ai beni strumentali all'esercizio. Tuttavia, non son
ammortizzabili i beni non soggetti a logorio fisico.
Sela quota di ammortamento imputata a bilancio è superiore a quella fiscalmente ammessa, la parte
eccedente va tassata; l'eccedenza può essere deodtta a partire dal primo esercizio successivo.
Se invece la quota di ammortamento imputata a bilancio è inferiore a quella fiscalmente ammessa,
la parte non imputata non può essere dedotta, pertanto la deduzione è rinviata all'esercizio
successivo.
A questo proposito l'art. 102 comma 2 TUIR ribadisce che le quote di ammortamento sono
deducibili a partire dallìesercizio di entrata in funzione.
Infine, si può rilevare che l'ammortamento ha per oggetto il capitale investito per la costruzione o
l'acquisto dei beni;
Sotto il profilo dell'ammortamento dei beni immateriali, dunque opere dell'ingegno, il costo è
deducibile fino al 50%. Qui, le quote di ammortamento dei diritti di concessione di durata limitata
possono essere dedotte inmisura rapportata alla durata del diritto di utilizzo.
I gruppi
In ordine alla disicplina dei gruppi di società, in ambito fiscale, sono stati introdotti 2 sistemi
opzionali di tassazione.
Alternativamente:
• Il consolidato;
• Il regime di trasparenza.
I transfer price
Per trasnfer price si intende quell'attività dell'Amm Fin. In forza della quale può rettificare i
componenti di reddito derivanti da operazioni intercorse tra un'impresa italiana ed un'impresa
estera, però facenti parte di un medesimo gruppo, quando i prezzi non corrispondono al valore
normale.
La ratio di questo istituto sta nel fatto che così si permette di contrastare la pratica elusiva, con cui
gli utili sono spostati in uno Stato a fiscalità privilegiata.
Di qui, ne deriva che si terrà conto dei valori di mercato, al posto dei prezzi pattuiti. L'impresa
italiana dovrà operare delle rettifiche in aumento nella dichiarazione dei redditi. Se non viene fatta
dall'impresa, la rettifica è operata dall'Amm Fin.
Il regime di trasparenza
Per regime di trasparenza si intende quel regime in forza del quale ai soci vengono imputati i redditi
della società.
Essa ha effetto per 3 esercizi sociali. Precipuo è rilevare che i soci devono avere una partecipazione
compresa fra il 10 e il 49 %.
Infine, il TUIR ribadisce che le condizioni per l'espeirmento dell'opzione devono sussistere
dall'inizio alla fine del periodo di imposta.
L'effetto principale comporta che il reddito prodotto dalla società partecipata è imputato a ciascun
socio, indipendentemente dalla effettiva percizione, proporzionalmente alla sua quota di
partecipazione agli utili. Parimenti per le perdite.
Tuttavia, le perdite anteriori all'opzione possono essere utilizzate solo per compensare redditi
prodotti della società prima dell'adozione del regime.
Dunque, l'imputazione del reddito avviene nei periodi di imposta delle società partecipanti in corso
alla data di chiusura dell'esercizio della società partecipata.
Bisogna rilevare che nominalmente la partecipata non è debitrice di imposta, ma è garante del
debito dei soci. Sicchè la partecipata garantisce con il proprio patrimonio l'adempimneto degli
obblighi tributari da parte dei soci. Infatti, essa è solidalmente responsabile con ciascun socio per
l'imposta.
Il consolidato nazionale
Per consolidato nazionale si intende quell'istituto giuridico in forza del quale viene colpito
finanziariamente il risultato del gruppo.
Affinchè si applichi la disicplina del consolidato è necessario che l'opzione venga esercitata dalla
capogruppo e di almeno una società controllata.
L'opzione richiede:
• Identità di esercizio sociale di ciascuna controllata con quello della controllante;
• Esercizio congiunto dell'opzione;
• Elezione di domicilio da parte della controllata presso la controllante;
• Comunicazione dell'opzione all'Agenzia entro il 16° giorno del 6° mese successivo alla
chiusura del periodo di imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l'opzione.
Bisogna rilevare anche che l'opzione può essere esercitata solo se la controllante dispone, fin
dall'inizio del periodo di imposta, del controllo di diritto e presenta i requisiti ex art. 120 TUIR:
• Partecipazione al capitale della controllata superiore al 50%;
• Partecipazione agli utili della controllata superiore al 50%.
Sotto il profilo delle società non residenti esse possono esercitare l'opzione per il consolidato solo in
qualità di controllanti e se sussistono 2 condizioni:
• Sono residenti in Pasi con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione;
• Esercitano nel territorio dello Stato un'attiivtà di impresa mediante una stabile
organizzazione, nel cui patrimonio sia ricompresa la partecipazione della controllata.
Il reddito consolidato
Il reddito complessivo globale, tassato con consolidato, corrisponde alla somma algebrica dei
redditi e delle perdite delle consolidate. Si considera l'intero risultato delle controllate, a prescindere
dalla partecipazionedella controllante.
La rettifica di consolidamento, invece, concerne la deduzione degli interessi passivi dalla somma
algebrica dei risultati netti delle singole società del gruppo.
In aggiunta, l'eccedenza di oneri finanziari indeducibili anche dopo la rettifica può essere utilizzata
per ridurre il reddito complessivo di gruppo nei periodi di imposta succesivi.
Dunque, in seguito alla rettifica del consolidamento, si ottiene il risultato complessivo globale del
gruppo, da cui vanno dedotte le perdite di esercizi precedenti, cosi da ottenere il reddito imponibile
del gruppo.
Infine, ciascuna società deve presentare la propria dichiarazione dei redditi e deve comunicarla alla
capogruppo, cosi che possa redigere la dichiarazione di gruppo.
Avendo detto che la controllante è debtrice di imposta, essa deve versare gli acconti infrannuali e
l'imposta liquidata nella dichiarazione di gruppo. Se il risultato globale è negativo, alla controllante
compete il riporto a nuovo dell'eventulae perdita risultante dalla somma algebrica degli imponibili.
Ex art. 127 TUIR, nel caso di accertamento, la controllante risponde della maggior imposta
accertata, degli interessi e delle sanzioni irrogate alla controllante in solido con la controllata che ha
commesso la violazione.
Ogni singola società risponde solo per la parte di debito fiscale che è da collegare al suo reddito
complessivo. Inoltre, ogni singola società controllata deve corrispondere alla capogruppo i mezzi
finanziari per assolvere il tributo, per la quota di debtio che corrisponde al suo reditto. Infatti, se i
mezzi non venogno forniti anticipamente, la controllanante ha diritto di rivalersi.
Il consolidato cessa se nel corso dei 3 anni viene meno il rapporto di controllo o non è rinnovata
l'opzione.
Entro 30 gg dalla cessazione del rapporto di contrllo, la controllante e le controllate devono
integrare i versamenti di acconto già effettuati.
Dal controllo dell'Amm può scaturire la rettifica del risultato dichiarato dalle singole società o del
risultato gloale dichiarato dalla controllante.
Il controllo delle dichiarazioni delle singole consolidate è di competenza degli uffici di domicilio
fiscale delle controllate. Le rettifiche del reddito proprio di ciascuna consolidata sono effettuate con
un atto che determina il reddito della controllata e quello globale, che è notificato sia alla controllata
sia alla controllante. La consolidante può chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori
imponibili derivanti dalle rettifiche delle dichiarazioni delle singole consolidate le peride del
consolidato non utilizzate, presentando un'istanza, che sospende il termine per la proposizione del
ricorso per 60 gg.
Di qui, l'ufficio entro 60 gg dall'istanza, deve ricalcolare la maggliore imposta, gli interessi e le
sanzioni e comunicare l'esito alla consolidata e alla consolidante.
I redditi transnazionali
I criteri di localizzazione
I criteri in base ai quali si determina il luogo in cui il reddito si considera prodotto sono rilevanti per
tassare in italia i redditi dei non residenti, i redditi dei residenti prodotti all'estero e per il
riconoscimento del credito di imposta spettante ai residenti che hanno pagato imposte
all'estereo.
É utile ricordare quando si considera non residente in italia. L'art. 2 TUIR dispone che una persona
fisica non è residente in Italia – a fini fiscali – se non ricorrono i seguenti elementi costitutivi della
residenza fiscale:
• iscrizione anagrafica;
• dimora abituale;
• domicilio.
Si è detto essere reale, infatti riguarda le singole categorie reddituali. Il non residente è soggetto ad
imposta in ragione del collegamento reale dei singoli redditi con il territorio dello Stato,
prodotti in italia.
I soggetti non residenti hanno diritto al rimborso di 11/16 della ritenuta subita, se dimostrano
mediante certificazione di aver pagato sui dividendi percepiti le imposte nel Paese di residenza.
A questo si aggiunge la necessità, a fini fiscali, di valutare se il soggetto non residente abbia omeno
una stabile organizzazione in Italia.
In questo caso vale il principio della tassazione su base territoriale; principio in forza del quale si
tassano con Ires solo i redditi prodotti in italia. Inoltre, se l'ente commerciale non residente dispone
in Italia di una stabile organizzazione, ad essa si applicano le regole Ires.
E di qui si può a contrarium asserire che non si ricomprende nella nozione di stabile organizzazione:
• uso di installazione ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni o merci appartenenti all'impresa immagazzinati ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni servizi immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di
un'altra impresa;
• Disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini di acquistare beni.
La stabile organizzazione personale è un soggetto che, nel territorio dello Stato, conclude
abitualmente, in nome e per conto dell'impresa non resident, contratti diversi da quelli di acquisto di
beni.
Si aggiunga che la stabile org. Non è un soggetto giuridico distinto dalla società non residene, ma
mero centro di imputazione di situazioni giuridiche.
Se la società partecipata in un Paese a fiscalità privilegiata, i dividendi sono tassati per intero.
Tuttavia, non si applica il regime di piena imponibilità dei dividendi quando si è accertato tramite
interpello che in realtà qui redditi sono provenienti da società residenti in paesi a fiscalità ordinaria.
Invece, in caso di cessione di partecipazioni in società localizzate in paradisi fiscali sono imponibili
per intero:
• le plusvalenze realizzate da società o enti commerciali o società di persone o imprenditori
individuali;
• Le plusvalenze realizzate da persone fisiche non imprenditori, se la partecipazione è
qualificata.
• Ex art. 89 c.3, per le plusvalenze conseguite da soggetti passivi Ires è previsto un regime di
tassazione attenuata, limitat al 50% di quanto percepito e con attribuzione del credito di
imposta indiretto.
Si rileva che le imprese residenti che posseggono una stabile organizzazione all'estero possono
optare per l'esenzione degli utili e delle perdite ad essa attribuiti.
L'opzione deve essere esercitata quando è costituita la stabile organizzazione ed è irrevocabile.
Pertanto, in base al principio di trasparenza, i redditi delle controllate estere sono imputati als
oggetto residente in Italia, a prescindere dalla distribuzione. Questo regime, avendo funzione
antielusiva, si applica obbligatoriamente.
I redditi prodotti dalle società estere controllate sono tassati in Italia nel periodo in cui sono
prodotti.
Il consolidato mondiale
Per consolidato mondiale si intende l'istituto in forza del quale il risultato fiscale delle controllate
estere è imputato alla capogruppo, chiaramente in proporzione alla quota di partecipazione.
Esso concerce quindi la tassazione di un solo soggetto passivo: la controllante. Ad essa sono
imputati i redditi e le perdite di tutte le controllate non residenti per un periodo non inferiore a 5
esercizi.
L'opzione per il consolidato può essere esercitata solo dalla società controllante residente.
L'opzione è efficace se sussistono ulteriori condizioni:
• L'opzione ha per oggetto tutte le controllate non residenti;
• C'è idenità dell'esercizio sociale di ciascuna società controllata con quello della controllante;
• i bilanci di tutte le società sono soggetti a revisione contabile;
• Il consenso delle controllate alla revisione del proprio bilancio e l'impegno a fornire alla
controllante la collaborazione necessaria per la determinazione dell'imponibile e per
adempiere entro 60gg dalla notifica all'ammf fin.
Sotto il profilo degli effetti del consolidato mondiale, ex art. 131 TUIR, esso comporta
l'imputazzione alla controllante dei risultati reddituali delle società non residenti.
Ex art. 134: il risultato reddituale delle società estere, calcato secondo la legislazione dello Stato di
residenza fiscale, deve essre ricalcoltao applicando le disposizioni vigenti in italia in materia di ires.
Le imposte indirette
IVA- struttura
La disciplina della imposta sul valore aggiunto la si rinviene nella Direttiva 2006/112/CE, mentre
sul versante nazionale vi è il DPR 633/1972.
L'iva appartiene alla categoria della imposte sui consumi, infatti grava sul consumatore in
proporzione del prodotto finale del bene, ma è neutrale rispetto al numero dei passaggi. In aggiunta,
secondo la Corte di Giustizia , le caratteristiche essenziali dell'Iva sono 4:
1. SI applica in modo generale alle operazioni aventi ad oggetto beni o servizi;
2. E' proporzionale al corrispettivo dei beni e servizi forniti;
3. E' riscossa in ciascuna fase del procedimento di produzione e di distribuzione, a prescindere
dal numero di operazioni effettuate in precedenza;
4. Gli importi pagati in occasione delle precedenti fasi del processo sono detratti dall'imposta
dovuta, cosicchè il tributo si applica in ciascuna fase solo al valore aggiunto e grava
quindi solo sul consumatore finale.
Un'altra caratteristica precipua di questa imposta indiretta è la neutralità. In primo luogo, i soggetti
passivi sono gli imprenditori, i lavoratori autonomi e coloro che importano beni o servizi; sono sì
debitori verso lo Stato, ma hanno diritto di detrarre l'iva sugli acquisti. Sicchè il soggetto
passivo, paga l'Iva ma attraverso gli acquisti da cui può detrarre, alla fine il "saldo di bilancio" è
positivo.
Invece, l'iva non è neutrale per il consumatore finale, che effettua solo operazioni di acquisto e
dunque non ha diritto di detrarre l'Iva. Infatti, una volta giunto al consumatore finale, il bene resta
gravato dall'iva per unimporto proporzionale al prezzo che il consumatore ha pagato al fornitore.
E' chiaro, in conclusione, che ciò che contraddistingue l'IVA rispetto alle altre imposte è il diritto di
detrazione del soggetto passivo verso il fisco.
Ponendo ora l'attenzione sui soggetti passivi, si noti che sono tali gli imprenditori e i lavoratori
autonomi i quali pagano l'imposta su cessioni di beni, sulle prestazioni di servizi e sulle
importazioni.
Ai fini IVA, vengono ricondotti nella categoria anche esercenti arti o professioni, società semplici e
associazioni professionali. Ma questi debbono avere 2 requisiti:
• L'attività deve essere svolta in modo autonomo;
• Devono mancare i caratteri di imprenditorialità.
Sul versante del campo di applicazione dell'imposta, invece, bisogna vedere alla rilevanza della
operazione economica, per determinare la sua rilevanza a fini IVA. Di qui, l'operazione si intende
rilevante ai fini iva se sussistono 3 condizioni:
1. Presupposto oggettivo: se è posta in essere da un imprenditore o da un lavoratore
autonomo;
2. Presupposto soggettivo: se rientra nel campo di applicazione del tributo;
3. Presupposto territoriale: se è posta in essere nel territorio dello Stato.
A questo si aggiungono le operazioni che rientrano nel campo di applicazione iVa, che sono:
1. Operazioni imponibili: comportano il sorgere del debito di imposta e non limitano il diritto
di detrazione;
2. Operazioni non imponibili: non fanno sorgere il debito di imposta, ma comportano
comunque gli adempimenti formali;
3. Operazioni esenti: non fanno sorgere il debito di imposta, implicano comunque gli
adempimenti fomrali; ma limitano il diritto di detrazione.
Sotto il profilo delle prestazioni di servizi, esse sono le prestazioni che danno esecuzioni ad
obblighi di fare, non fare o permettere, dietro corrispettivo.
Le esenzioni
Per operazioni esenti si intendono quelle per cui non si ha il srogere del debito di imposta, ma che
comunque comportano gli adempimenti formali richiesti per le operazioni imponibili e non
consentono la detrazione dell'IVA a monte.
Infatti, in questo caso, il soggetto passivo iva che effettua operazioni esenti non può detrarre l'Iva
sugli acquisti.
L'esenzione di un bene o servizio dovrebbe giovare al consumatore finale, che acquista il bene o il
servizio ad un costo non maggiorato dall'iVa.
Procedendo la disamina rispetto al momento impositivo, esso si considera quello in cui una
operazione si considera effettuata e l'imposta diviene esigibile.
Sotto il profilo del significato di esigibile, secondo il diritto UE, per esigibilità si intende il diritto
che l'Erario può far valere a norma di legge, a partire da un determinato momento, presso il
debitore, per il pagamento dell'imposta, anche se il pagamento può essere differito. Ancora, la
esigibilità coincide con il momento impositivo.
L'esigibilità fa decorrere per chi effettua operaziioni attive il termine di fatturazione e registrazione
e per il compratore la nascita del diritto di detrazione.
Le cessioni di beni immobili si considerano effettuate nel momento della stipulazione, a meno che
gli effetti non siano differiti.
Le cessioni di beni mobili si considerano effettuate nel momento della consegna. Le prestazioni di
servizi si considerano effettuate quando è pagato il corrispettivo.
In questo frangente, 2 fattispecie anticipano il momento dell'effettuazione delle operazioni:
• Emissione della fattura;
• Pagamento del corrispettivo.
Esse costituiscono effettuazione dell'operazione per le cessioni di beni; infatti, il pagamento di
acconti deve essere fatturato e sottoposto ad imposta.
La base imponibile
Essa è costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore,
secondo le condizioni contrattuali.
Nell'imponibile sono compresi anche gli oneri e le spese inerenti alla esecuzione. I debiti e gli oneri
verso terzi accollati al cessionario o al committente e le integrazioni dovute da altri soggetti.
Le aliquote
ordinaria: 22%
L'imposta dovuta dal soggetto passivo si quantifica applicando alle operazioni effettuate le relative
aliquote;
la somma da versare è data dalla differenza tra l'imposta dovuta sulle operazioni attive e l'imposta
detraibile.
Il diritto di rivalsa
Il soggetto passivo ha il diritto di rivalersi nei confronti del cessionario o del comittente.
Si tratta di un credito del soggetto passivo dell'Iva, nei confronti della controparte, che si aggiunge
al corrispettivo. Il credito sorge all'addebito dell'IVa nella fattura:
Dunque il diritto di rivalsa scaturisce da 2 elementi:
• Effettuazione di una operazione imponibile;
• Emissione fattura.
Il soggetto passivo quando effettua una operaizone imponibile, deve emettere fattura addebitando
l'imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o al committente.
Nel commercio al minuto, invece, non è obbligatoria l'emissione della fattura, infatti il prezzo si
intende comprensivo dell'imposta.
Il diritto di detrazione
Il diritto di detrazione ha per oggetto l'imposta assolta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo
di rivalsa in relazione ai beni e servizi importati o acquistati nell'esercizio di impresa, arte o
professione.
Gli acquisti e le importazioni di beni e servizi hanno diritto alla detrazioni solo se sono inerenti
all'attività esercitata.
Nel caso di importazioni, è detraibile l'iva risultante dalle bollette doganali; mentre, per gli acquisti
interni, è detraibile l'iva addebitata nelle fatture di acquisto.
Non è necessario che il soggetto passivo abbia pagato l'imposta, basta infatti che abbia ricevuto
fattura con addebito dell'Iva di rivalsa.
Il diritto di detrazione può essere esercitata sia nelle liquidazioni periodiche che in quelle annuali. Si
ricordi, tuttavia, che il diritto di detrazione è soggetto a decadenza, infatti al massimo può esseree
esecitato con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto è sorto.
Applicazione IVA
I soggetti passivi sono tenuti a emettere fattura per le operazioni che effettuano e a registrare le
fatture emesse, questo vale anche per le operazioni non imponibili e quelle esenti.
La fattura non deve essere sottoscritta, ma deve essere datata e numerata in modo progressivo per
anno solare. Deve indicare:
• I soggetti tra cui è effettua l'operazione, il numero di [Link] del cedente o del prestatore;
• L'oggetto dell'operazione;
• La base imponibile;
• Il valore normale degli altri beni ceduti a titolo di sconto, abbuono o premio;
• L'imponibile, l'aliquota e l'imposta;
• Il numero di partita Iva del cessionario del bene;
• La data della prima immatricolazione;
• L'annotazione che la fattura è compilata dal cliente.
La mera emissione della fattura vale come effettuazione dell'operazione imponibile e rende dovuta
l'imposta, per il solo fatto che è indicata in fattura.
Di qui, ne deriva che si terrà conto dei valori di mercato, al posto dei prezzi pattuiti. L'impresa
italiana dovrà operare delle rettifiche in aumento nella dichiarazione dei redditi. Se non viene fatta
dall'impresa, la rettifica è operata dall'Amm Fin.
Il regime di trasparenza
Per regime di trasparenza si intende quel regime in forza del quale ai soci vengono imputati i redditi
della società.
Essa ha effetto per 3 esercizi sociali. Precipuo è rilevare che i soci devono avere una partecipazione
compresa fra il 10 e il 49 %.
Infine, il TUIR ribadisce che le condizioni per l'espeirmento dell'opzione devono sussistere
dall'inizio alla fine del periodo di imposta.
L'effetto principale comporta che il reddito prodotto dalla società partecipata è imputato a ciascun
socio, indipendentemente dalla effettiva percizione, proporzionalmente alla sua quota di
partecipazione agli utili. Parimenti per le perdite.
Tuttavia, le perdite anteriori all'opzione possono essere utilizzate solo per compensare redditi
prodotti della società prima dell'adozione del regime.
Dunque, l'imputazione del reddito avviene nei periodi di imposta delle società partecipanti in corso
alla data di chiusura dell'esercizio della società partecipata.
Bisogna rilevare che nominalmente la partecipata non è debitrice di imposta, ma è garante del
debito dei soci. Sicchè la partecipata garantisce con il proprio patrimonio l'adempimneto degli
obblighi tributari da parte dei soci. Infatti, essa è solidalmente responsabile con ciascun socio per
l'imposta.
Il consolidato nazionale
Per consolidato nazionale si intende quell'istituto giuridico in forza del quale viene colpito
finanziariamente il risultato del gruppo.
Affinchè si applichi la disicplina del consolidato è necessario che l'opzione venga esercitata dalla
capogruppo e di almeno una società controllata.
L'opzione richiede:
• Identità di esercizio sociale di ciascuna controllata con quello della controllante;
• Esercizio congiunto dell'opzione;
• Elezione di domicilio da parte della controllata presso la controllante;
• Comunicazione dell'opzione all'Agenzia entro il 16° giorno del 6° mese successivo alla
chiusura del periodo di imposta precedente al primo esercizio cui si riferisce l'opzione.
Bisogna rilevare anche che l'opzione può essere esercitata solo se la controllante dispone, fin
dall'inizio del periodo di imposta, del controllo di diritto e presenta i requisiti ex art. 120 TUIR:
• Partecipazione al capitale della controllata superiore al 50%;
• Partecipazione agli utili della controllata superiore al 50%.
Sotto il profilo delle società non residenti esse possono esercitare l'opzione per il consolidato solo in
qualità di controllanti e se sussistono 2 condizioni:
• Sono residenti in Pasi con i quali è in vigore una convenzione contro la doppia imposizione;
• Esercitano nel territorio dello Stato un'attiivtà di impresa mediante una stabile
organizzazione, nel cui patrimonio sia ricompresa la partecipazione della controllata.
Il reddito consolidato
Il reddito complessivo globale, tassato con consolidato, corrisponde alla somma algebrica dei
redditi e delle perdite delle consolidate. Si considera l'intero risultato delle controllate, a prescindere
dalla partecipazionedella controllante.
La rettifica di consolidamento, invece, concerne la deduzione degli interessi passivi dalla somma
algebrica dei risultati netti delle singole società del gruppo.
In aggiunta, l'eccedenza di oneri finanziari indeducibili anche dopo la rettifica può essere utilizzata
per ridurre il reddito complessivo di gruppo nei periodi di imposta succesivi.
Dunque, in seguito alla rettifica del consolidamento, si ottiene il risultato complessivo globale del
gruppo, da cui vanno dedotte le perdite di esercizi precedenti, cosi da ottenere il reddito imponibile
del gruppo.
Infine, ciascuna società deve presentare la propria dichiarazione dei redditi e deve comunicarla alla
capogruppo, cosi che possa redigere la dichiarazione di gruppo.
Avendo detto che la controllante è debtrice di imposta, essa deve versare gli acconti infrannuali e
l'imposta liquidata nella dichiarazione di gruppo. Se il risultato globale è negativo, alla controllante
compete il riporto a nuovo dell'eventulae perdita risultante dalla somma algebrica degli imponibili.
Ex art. 127 TUIR, nel caso di accertamento, la controllante risponde della maggior imposta
accertata, degli interessi e delle sanzioni irrogate alla controllante in solido con la controllata che ha
commesso la violazione.
Ogni singola società risponde solo per la parte di debito fiscale che è da collegare al suo reddito
complessivo. Inoltre, ogni singola società controllata deve corrispondere alla capogruppo i mezzi
finanziari per assolvere il tributo, per la quota di debtio che corrisponde al suo reditto. Infatti, se i
mezzi non venogno forniti anticipamente, la controllanante ha diritto di rivalersi.
Il consolidato cessa se nel corso dei 3 anni viene meno il rapporto di controllo o non è rinnovata
l'opzione.
Entro 30 gg dalla cessazione del rapporto di contrllo, la controllante e le controllate devono
integrare i versamenti di acconto già effettuati.
Dal controllo dell'Amm può scaturire la rettifica del risultato dichiarato dalle singole società o del
risultato gloale dichiarato dalla controllante.
Il controllo delle dichiarazioni delle singole consolidate è di competenza degli uffici di domicilio
fiscale delle controllate. Le rettifiche del reddito proprio di ciascuna consolidata sono effettuate con
un atto che determina il reddito della controllata e quello globale, che è notificato sia alla controllata
sia alla controllante. La consolidante può chiedere che siano computate in diminuzione dei maggiori
imponibili derivanti dalle rettifiche delle dichiarazioni delle singole consolidate le peride del
consolidato non utilizzate, presentando un'istanza, che sospende il termine per la proposizione del
ricorso per 60 gg.
Di qui, l'ufficio entro 60 gg dall'istanza, deve ricalcolare la maggliore imposta, gli interessi e le
sanzioni e comunicare l'esito alla consolidata e alla consolidante.
I redditi transnazionali
I criteri di localizzazione
I criteri in base ai quali si determina il luogo in cui il reddito si considera prodotto sono rilevanti per
tassare in italia i redditi dei non residenti, i redditi dei residenti prodotti all'estero e per il
riconoscimento del credito di imposta spettante ai residenti che hanno pagato imposte
all'estereo.
É utile ricordare quando si considera non residente in italia. L'art. 2 TUIR dispone che una persona
fisica non è residente in Italia – a fini fiscali – se non ricorrono i seguenti elementi costitutivi della
residenza fiscale:
• iscrizione anagrafica;
• dimora abituale;
• domicilio.
Si è detto essere reale, infatti riguarda le singole categorie reddituali. Il non residente è soggetto ad
imposta in ragione del collegamento reale dei singoli redditi con il territorio dello Stato,
prodotti in italia.
I soggetti non residenti hanno diritto al rimborso di 11/16 della ritenuta subita, se dimostrano
mediante certificazione di aver pagato sui dividendi percepiti le imposte nel Paese di residenza.
A questo si aggiunge la necessità, a fini fiscali, di valutare se il soggetto non residente abbia omeno
una stabile organizzazione in Italia.
In questo caso vale il principio della tassazione su base territoriale; principio in forza del quale si
tassano con Ires solo i redditi prodotti in italia. Inoltre, se l'ente commerciale non residente dispone
in Italia di una stabile organizzazione, ad essa si applicano le regole Ires.
E di qui si può a contrarium asserire che non si ricomprende nella nozione di stabile organizzazione:
• uso di installazione ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni o merci appartenenti all'impresa immagazzinati ai soli fini di deposito;
• disponibilità di beni servizi immagazzinati ai soli fini della trasformazione da parte di
un'altra impresa;
• Disponibilità di una sede fissa di affari utilizzata ai soli fini di acquistare beni.
La stabile organizzazione personale è un soggetto che, nel territorio dello Stato, conclude
abitualmente, in nome e per conto dell'impresa non resident, contratti diversi da quelli di acquisto di
beni.
Si aggiunga che la stabile org. Non è un soggetto giuridico distinto dalla società non residene, ma
mero centro di imputazione di situazioni giuridiche.
Se la società partecipata in un Paese a fiscalità privilegiata, i dividendi sono tassati per intero.
Tuttavia, non si applica il regime di piena imponibilità dei dividendi quando si è accertato tramite
interpello che in realtà qui redditi sono provenienti da società residenti in paesi a fiscalità ordinaria.
Invece, in caso di cessione di partecipazioni in società localizzate in paradisi fiscali sono imponibili
per intero:
• le plusvalenze realizzate da società o enti commerciali o società di persone o imprenditori
individuali;
• Le plusvalenze realizzate da persone fisiche non imprenditori, se la partecipazione è
qualificata.
• Ex art. 89 c.3, per le plusvalenze conseguite da soggetti passivi Ires è previsto un regime di
tassazione attenuata, limitat al 50% di quanto percepito e con attribuzione del credito di
imposta indiretto.
Si rileva che le imprese residenti che posseggono una stabile organizzazione all'estero possono
optare per l'esenzione degli utili e delle perdite ad essa attribuiti.
L'opzione deve essere esercitata quando è costituita la stabile organizzazione ed è irrevocabile.
Pertanto, in base al principio di trasparenza, i redditi delle controllate estere sono imputati als
oggetto residente in Italia, a prescindere dalla distribuzione. Questo regime, avendo funzione
antielusiva, si applica obbligatoriamente.
I redditi prodotti dalle società estere controllate sono tassati in Italia nel periodo in cui sono
prodotti.
Il consolidato mondiale
Per consolidato mondiale si intende l'istituto in forza del quale il risultato fiscale delle controllate
estere è imputato alla capogruppo, chiaramente in proporzione alla quota di partecipazione.
Esso concerce quindi la tassazione di un solo soggetto passivo: la controllante. Ad essa sono
imputati i redditi e le perdite di tutte le controllate non residenti per un periodo non inferiore a 5
esercizi.
L'opzione per il consolidato può essere esercitata solo dalla società controllante residente.
L'opzione è efficace se sussistono ulteriori condizioni:
• L'opzione ha per oggetto tutte le controllate non residenti;
• C'è idenità dell'esercizio sociale di ciascuna società controllata con quello della controllante;
• i bilanci di tutte le società sono soggetti a revisione contabile;
• Il consenso delle controllate alla revisione del proprio bilancio e l'impegno a fornire alla
controllante la collaborazione necessaria per la determinazione dell'imponibile e per
adempiere entro 60gg dalla notifica all'ammf fin.
Sotto il profilo degli effetti del consolidato mondiale, ex art. 131 TUIR, esso comporta
l'imputazzione alla controllante dei risultati reddituali delle società non residenti.
Ex art. 134: il risultato reddituale delle società estere, calcato secondo la legislazione dello Stato di
residenza fiscale, deve essre ricalcoltao applicando le disposizioni vigenti in italia in materia di ires.
Le imposte indirette
IVA- struttura
La disciplina della imposta sul valore aggiunto la si rinviene nella Direttiva 2006/112/CE, mentre
sul versante nazionale vi è il DPR 633/1972.
L'iva appartiene alla categoria della imposte sui consumi, infatti grava sul consumatore in
proporzione del prodotto finale del bene, ma è neutrale rispetto al numero dei passaggi. In aggiunta,
secondo la Corte di Giustizia , le caratteristiche essenziali dell'Iva sono 4:
1. SI applica in modo generale alle operazioni aventi ad oggetto beni o servizi;
2. E' proporzionale al corrispettivo dei beni e servizi forniti;
3. E' riscossa in ciascuna fase del procedimento di produzione e di distribuzione, a prescindere
dal numero di operazioni effettuate in precedenza;
4. Gli importi pagati in occasione delle precedenti fasi del processo sono detratti dall'imposta
dovuta, cosicchè il tributo si applica in ciascuna fase solo al valore aggiunto e grava
quindi solo sul consumatore finale.
Un'altra caratteristica precipua di questa imposta indiretta è la neutralità. In primo luogo, i soggetti
passivi sono gli imprenditori, i lavoratori autonomi e coloro che importano beni o servizi; sono sì
debitori verso lo Stato, ma hanno diritto di detrarre l'iva sugli acquisti. Sicchè il soggetto
passivo, paga l'Iva ma attraverso gli acquisti da cui può detrarre, alla fine il "saldo di bilancio" è
positivo.
Invece, l'iva non è neutrale per il consumatore finale, che effettua solo operazioni di acquisto e
dunque non ha diritto di detrarre l'Iva. Infatti, una volta giunto al consumatore finale, il bene resta
gravato dall'iva per unimporto proporzionale al prezzo che il consumatore ha pagato al fornitore.
E' chiaro, in conclusione, che ciò che contraddistingue l'IVA rispetto alle altre imposte è il diritto di
detrazione del soggetto passivo verso il fisco.
Ponendo ora l'attenzione sui soggetti passivi, si noti che sono tali gli imprenditori e i lavoratori
autonomi i quali pagano l'imposta su cessioni di beni, sulle prestazioni di servizi e sulle
importazioni.
Ai fini IVA, vengono ricondotti nella categoria anche esercenti arti o professioni, società semplici e
associazioni professionali. Ma questi debbono avere 2 requisiti:
• L'attività deve essere svolta in modo autonomo;
• Devono mancare i caratteri di imprenditorialità.
Sul versante del campo di applicazione dell'imposta, invece, bisogna vedere alla rilevanza della
operazione economica, per determinare la sua rilevanza a fini IVA. Di qui, l'operazione si intende
rilevante ai fini iva se sussistono 3 condizioni:
1. Presupposto oggettivo: se è posta in essere da un imprenditore o da un lavoratore
autonomo;
2. Presupposto soggettivo: se rientra nel campo di applicazione del tributo;
3. Presupposto territoriale: se è posta in essere nel territorio dello Stato.
A questo si aggiungono le operazioni che rientrano nel campo di applicazione iVa, che sono:
1. Operazioni imponibili: comportano il sorgere del debito di imposta e non limitano il diritto
di detrazione;
2. Operazioni non imponibili: non fanno sorgere il debito di imposta, ma comportano
comunque gli adempimenti formali;
3. Operazioni esenti: non fanno sorgere il debito di imposta, implicano comunque gli
adempimenti fomrali; ma limitano il diritto di detrazione.
Sotto il profilo delle prestazioni di servizi, esse sono le prestazioni che danno esecuzioni ad
obblighi di fare, non fare o permettere, dietro corrispettivo.
Le esenzioni
Per operazioni esenti si intendono quelle per cui non si ha il srogere del debito di imposta, ma che
comunque comportano gli adempimenti formali richiesti per le operazioni imponibili e non
consentono la detrazione dell'IVA a monte.
Infatti, in questo caso, il soggetto passivo iva che effettua operazioni esenti non può detrarre l'Iva
sugli acquisti.
L'esenzione di un bene o servizio dovrebbe giovare al consumatore finale, che acquista il bene o il
servizio ad un costo non maggiorato dall'iVa.
Procedendo la disamina rispetto al momento impositivo, esso si considera quello in cui una
operazione si considera effettuata e l'imposta diviene esigibile.
Sotto il profilo del significato di esigibile, secondo il diritto UE, per esigibilità si intende il diritto
che l'Erario può far valere a norma di legge, a partire da un determinato momento, presso il
debitore, per il pagamento dell'imposta, anche se il pagamento può essere differito. Ancora, la
esigibilità coincide con il momento impositivo.
L'esigibilità fa decorrere per chi effettua operaziioni attive il termine di fatturazione e registrazione
e per il compratore la nascita del diritto di detrazione.
Le cessioni di beni immobili si considerano effettuate nel momento della stipulazione, a meno che
gli effetti non siano differiti.
Le cessioni di beni mobili si considerano effettuate nel momento della consegna. Le prestazioni di
servizi si considerano effettuate quando è pagato il corrispettivo.
In questo frangente, 2 fattispecie anticipano il momento dell'effettuazione delle operazioni:
• Emissione della fattura;
• Pagamento del corrispettivo.
Esse costituiscono effettuazione dell'operazione per le cessioni di beni; infatti, il pagamento di
acconti deve essere fatturato e sottoposto ad imposta.
La base imponibile
Essa è costituita dall'ammontare complessivo dei corrispettivi dovuti al cedente o al prestatore,
secondo le condizioni contrattuali.
Nell'imponibile sono compresi anche gli oneri e le spese inerenti alla esecuzione. I debiti e gli oneri
verso terzi accollati al cessionario o al committente e le integrazioni dovute da altri soggetti.
Le aliquote
ordinaria: 22%
L'imposta dovuta dal soggetto passivo si quantifica applicando alle operazioni effettuate le relative
aliquote;
la somma da versare è data dalla differenza tra l'imposta dovuta sulle operazioni attive e l'imposta
detraibile.
Il diritto di rivalsa
Il soggetto passivo ha il diritto di rivalersi nei confronti del cessionario o del comittente.
Si tratta di un credito del soggetto passivo dell'Iva, nei confronti della controparte, che si aggiunge
al corrispettivo. Il credito sorge all'addebito dell'IVa nella fattura:
Dunque il diritto di rivalsa scaturisce da 2 elementi:
• Effettuazione di una operazione imponibile;
• Emissione fattura.
Il soggetto passivo quando effettua una operaizone imponibile, deve emettere fattura addebitando
l'imposta, a titolo di rivalsa, al cessionario o al committente.
Nel commercio al minuto, invece, non è obbligatoria l'emissione della fattura, infatti il prezzo si
intende comprensivo dell'imposta.
Il diritto di detrazione
Il diritto di detrazione ha per oggetto l'imposta assolta dal soggetto passivo o a lui addebitata a titolo
di rivalsa in relazione ai beni e servizi importati o acquistati nell'esercizio di impresa, arte o
professione.
Gli acquisti e le importazioni di beni e servizi hanno diritto alla detrazioni solo se sono inerenti
all'attività esercitata.
Nel caso di importazioni, è detraibile l'iva risultante dalle bollette doganali; mentre, per gli acquisti
interni, è detraibile l'iva addebitata nelle fatture di acquisto.
Non è necessario che il soggetto passivo abbia pagato l'imposta, basta infatti che abbia ricevuto
fattura con addebito dell'Iva di rivalsa.
Il diritto di detrazione può essere esercitata sia nelle liquidazioni periodiche che in quelle annuali. Si
ricordi, tuttavia, che il diritto di detrazione è soggetto a decadenza, infatti al massimo può esseree
esecitato con la dichiarazione relativa all'anno in cui il diritto è sorto.
Applicazione IVA
I soggetti passivi sono tenuti a emettere fattura per le operazioni che effettuano e a registrare le
fatture emesse, questo vale anche per le operazioni non imponibili e quelle esenti.
La fattura non deve essere sottoscritta, ma deve essere datata e numerata in modo progressivo per
anno solare. Deve indicare:
• I soggetti tra cui è effettua l'operazione, il numero di [Link] del cedente o del prestatore;
• L'oggetto dell'operazione;
• La base imponibile;
• Il valore normale degli altri beni ceduti a titolo di sconto, abbuono o premio;
• L'imponibile, l'aliquota e l'imposta;
• Il numero di partita Iva del cessionario del bene;
• La data della prima immatricolazione;
• L'annotazione che la fattura è compilata dal cliente.
La mera emissione della fattura vale come effettuazione dell'operazione imponibile e rende dovuta
l'imposta, per il solo fatto che è indicata in fattura.