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La Civiltà Greca

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La civiltà greca

Si sviluppa verso il XII secolo a.C. con la I colonizzazione da parte


dei Dori (popolo indoeuropeo proveniente dal nord) i quali mettono
fine alla civiltà micenea. Con il loro arrivo, si determina un periodo
di crisi chiamato Medioevo ellenico caratterizzato da una
regressione economica e culturale. Tuttavia si assiste anche un
rigenerarsi di energie che porta, Dori, Ioni ed Eoli a dare vita al
modello della polis ovvero la città stato (e l’arte stessa esprime gli
ideali e le esigenze di esse). Nella polis c’è una distinzione come a
Micene tra acropoli e agorà.
Dopo la caduta della civiltà micenea ci fu un primo spostamento
verso le coste dell'Asia Minore da parte di alcune popolazioni;
durante l'XI secolo a.C. gruppi di coloni arrivarono
nell'Attica stabilendosi poi nella parte centrale della costa
anatolica e sulle isole prospicienti di Samo e Chio: quest'area prese
il nome di Ionia. A Nord si stabilirono coloni di
stirpe eolica (provenienti dalla Tessaglia e Beozia) dai quali la
regione prese il nome di Eolide. Infine i Dori si stanziarono nella
parte meridionale delle coste e nelle isole di Coo e Rodi, nella
regione che prese il nome di Doride d'Asia, da distinguere dalla
tradizionale Doride situata in Grecia.
Durante il medioevo ellenico la grecia accoglie influssi micenei
orientali e dorici.
La produzione della ceramica è da considerarsi la manifestazione
artistica più importante perché non sono giunte altre produzioni
artistiche o artigianali. Si possono dividere le scelte stilistiche in due
periodi:
 Protogeometrico (dal 1050 al 900 a.C.) che era caratterizzati
da motivi esclusivamente geomtrici di grandi dimensioni
 Geometrico (dal 900 al 700 a.C.) che utilizzava figure
geometrica più varie (come svastiche, denti di lupo ecc) che
formavano anche altre figure (come la figura umana)
Del geometrico abbiamo come testimonianzia l’anfora del lamento
funebre, trovata nella necropoli di Dipylon (della doppia porta).
Possiamo posizionarla storicamente nel 750 a.C.
Questo vaso è alto 150 cm (con lo scopo di segnalare la presenza
della tomba) ed era interrato fino a metà della svasatura, non aveva
il fondo per far sì che il liquido delle libagioni (Offerta sacrificale di
bevande, spec. diffusa nei riti dell'antichità classica.)
Su di essa si presentano figure geometriche varie come le
svastiche e fasce (con in mezzo degli animali disegnati con forme
geometriche), ma ci sono anche delle scene disegnate sempre con
delle figure geometriche. L’unica scena che si vede è la scena del
compianto.
Tipi di vaso
Anfora
Grosso vaso a due anse, di forma per lo più allungata e
notevolmente strozzato all'imboccatura e alla base, largamente
usato nell'antichità classica per la conservazione e il trasporto di
liquidi o anche di prodotti o materiali incoerenti.
Idria
L'hydria (in greco antico: ὑδρία, hydría) è un vaso greco utilizzato
principalmente per trasportare acqua, ma anche come urna
cineraria o come contenitore per le votazioni.
Ha il collo distinto dal corpo e tre manici: i due orizzontali, posti a
180° l'uno dall'altro dove il corpo è più largo, servivano per il
sollevamento e il trasporto del recipiente; il terzo è verticale, si trova
fra collo e corpo, a 90° dagli agli altri due serviva per versare
l'acqua. Diffusa tra i ceramografi a figure nere e a figure rosse con
le sue ampie pareti divenne ottimo supporto per rappresentazioni
mitologiche che spesso in ambito greco riflettevano obblighi morali
e sociali; allo stesso modo sono frequenti le scene tratte dalla vita
quotidiana spesso connesse al tema della raccolta dell'acqua e
delle fontane pubbliche.
κύλιξ
La kylix (κύλιξ, κύλικες) è una coppa da vino in ceramica, il cui uso,
nell'antica Grecia, è attestato a partire dal VI secolo a.C.
Tipico manufatto dei corredi simposiaci, coppa da libagione e da
bevuta e oggetto d'intrattenimento ludico nel kottabos, raggiunse il
massimo della diffusione a partire dalla fine del VI
secolo rimanendo in auge fino al IV secolo a.C., quando
il kantharos, l'elegante calice a volute dei rituali dionisiaci, ne prese
il posto quale coppa da vino più diffusa.
La kylix aveva corpo espanso e poco profondo, sostenuto da un
piede in genere con alto stelo. Per l'impugnatura era provvista di
due piccole anse impostate poco sotto l'orlo e spesso quasi
orizzontali.
All'interno, il fondo, tendenzialmente piano, si presenta spesso
decorato da scene, raffigurazioni o decorazioni: queste, occultate
dal vino depositato sul fondo, si rendevano gradualmente visibili
solo durante l'atto del bere. I soggetti raffigurati erano quindi molto
spesso concepiti in funzione di questo effetto.
Cratere
Il cratere (κρατήρ, κρατῆρες) era un grande vaso utilizzato per
mescolare vino e acqua nel simposio greco. Nel corso
del banchetto i crateri venivano posti al centro della stanza e
venivano riempiti di vino, a cui veniva aggiunta acqua per diluirlo ed
abbassare il contenuto alcolico. Presenta un corpo tondeggiante,
con corte anse per il trasporto e una larga imboccatura. Se ne
conoscono numerose varianti. Le forme più antiche presentano
forma simile allo skyphos, una coppa per bere, e sono conosciute
già in epoca micenea. In epoca protogeometrica le anse si
impostavano sul ventre; nella forma diffusa durante il
periodo geometrico il corpo si ergeva talvolta su di un piedistallo
svasato e le anse potevano collegarsi all'orlo. Nel tardo geometrico
e nel protoattico il corpo si allungava e stringeva assumendo una
forma ad uovo; inoltre, nei grandi crateri funerari del tardo
geometrico si aggiungeva un collo che allontanava le anse dall'orlo
del vaso.

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