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ARCHITETTURA PALEOCRISTIANA

Quadriportico: cortile quadrilatero con gallerie aperte ai lati.

Abside: costruzione a pianta semicircolare posta alla fine del coro della chiesa.

Catino absidale: parte superiore dell’abside, a forma di semicupola.

Nartece: la parte di porticato che si affaccia alla basilica.

Transetto: corpo architettonico che interseca le navate centrali e laterali all’altezza del presbiterio.

Presbiterio: parte della basilica alla fine dell’abside, dove risiedono i preti e la cattedra del vescovo.

Arco trionfale: congiunge la navata centrale al transetto

Per i primi tre secoli non c’è un architettura cristiana ben definitiva. Inizia solo con Costantino, che
comincia a costruire grandi edifici religiosi. Al contrario dei riti pagani, però, quelli Cristiani erano al
chiuso, quindi non si potevano usare le forme degli edifici sacri pagani.
Cominciano a nascere le basiliche, e poi edifici a pianta circolare e poligonale per i battisteri.

La basilica paleocristiana ha l’ingresso sempre collegato a uno dei lati minori, è preceduta da un
quadriportico riservato ai catecumeni. La parte di porticato che si affaccia alla basilica è il nartece.
La basilica è divisa in navate: una grande centrale, e piccole laterali. Quella centrale termina con un
abside, sormontato dal catino absidale.
A volte la navata è tagliata da una navata chiamata transetto.

La basilica può avere tre forme: croce latina immissa, croce latina commissa, croce greca.
Se il transetto è posto a 2/3 o più della navata centrale, si ha una croce latina. Se il transetto è al centro,
è una croce greca.

BASILICA DI SAN PIETRO


Costruita nel luogo di sepoltura dell’apostolo Pietro da Costantino. Edificio preceduto da quadriportico
accessibile da 3 portoni, diviso in 5 navate. Un transetto precedeva l’abside. L’edifico è largo 63m,
lungo 119, alto 37.
La tomba di san Pietro è sovrastata da un baldacchinino retto da 4 colonne, ritenute provenienti da
Gerusalemme.
Le colonne trabeate della navata centrale avevano capitelli corinzi e fusti di diverse dimensioni e colori.
La vecchia basilica fu distrutta nel 1500 per costruire quella nuova.

BASILICA DI SANTA MARIA MAGGIORE


434. Una delle basiliche paleocristiane meglio conservate. Pianta di 35x79m, altezza 79m. E’ stata
costruita in un periodo di classicismo.
Divisa in tre navate da colonne ioniche, le pareti della navata centrale hanno finestre, l’arco trionfale e
il muro attorno adesso hanno mosaici. La navata centrale è molto alta, mentre le navate laterali sono
alte quanto le colonne.
La copertura a capriate è stata sostituita da quella a cassettoni. La parte inferiore è leggera a causa della
presenza di colonne, quella superiore più pesante a causa del muro.
BASILICA DI SANTA SABINA
Costruita nel 432. Una grande navata centrale che si conclude con un’abside, e due navate laterali. Al
contrario di Santa Maria Maggiore, non ha una grande differenziazione dalla parte inferiore con le
colonne e quella superiore col muro, dato che non c’è una trabeazione ma un arco a tutto sesto sulle
colonne, che funge anche da elemento decorativo; la navata centrale ha ancora gli ornamenti in marno
sugli archi.

MAUSOLEO DI SANTA COSTANZA


Fu eretto come il mausoleo di Costantina, figlia di Costantino. Ha un diametro di 22 metri, altezza di
19. E’ interamente di mattoni con pianta circolare. Una volta era circondato da un portico su colonne,
ora perduto. Lo spazio centrale è coperto da una cupola, sorretta da archi appoggiati su un anello di
colonne a coppie. Le entrate nelle direzioni ortogonali sono più grandi delle altre, andando dunque a
formare una sorta di croce. Tra l’anello interno e esterno c’è un deambulatorio, coperto da una volta
mosaicata. Al centro c’è un sarcofago.

BATTISTERO LATERANENSE
Fondato da Costantino nel 315, ha pianta ottagonale e è diventato il prototipo per successivi battisteri.
E’ preceduto da un nartece. Lo spazio centrale è coperto da una cupola che è retta da un doppio ordine
di colonne disposte ottagonalmente. Al centro c’è il fonte battesimale.

IL MOSAICO
La tecnica del mosaico si diffonde tra IV e V secolo, e le prime tecniche vanno a chiamarsi lisostrato. I
Romani usavano pietre dure, terracotta e ciottoli. 3 Secoli dopo si diffonde anche la pasta di vetro, con
la quale aumentarono i colori a disposizione perché bastava aggiungere un pigmento al vetro.
Le tessere erano poste sull’intonaco e, sfruttando la loro posizione e forma, l’artista le poteva usare per
fare giochi di luce.
Dopo aver disegnato i contorni delle figure con tessere piccole, si riempivano gli spazi secondo file
orizzontali, e poi si lavorava all’interno delle figure. Le tessere, però, non erano tutte delle stesse
dimensioni: quelle usate sui corpi nudi erano più piccole. I mosaici di qualità più alta si sono trovati a
Roma, Milano e Ravenna.

VOLTA ANULARE DI SANTA COSTANZA


Uno dei più antichi mosaici paleocristiani. Ha due tipi di ornamenti:
-Un sistema geometrico di cerchi, intrecci dove sono raffigurati uccelli, busti, fiori e piante.
-Decorazioni sulla volta con grande libertà compositiva.
Uno dei due settori del deambulatorio rappresenta una vendemmia, con viti che spuntano dagli angoli e
che vanno a riempire quasi tutto lo spazio. Queste viti vanno a formare una corona per una figura
femminile al centro, forse la figlia dell’imperatore.
Sono rappresentati uomini che raccolgono l’uva e uccelli. Lo sfondo è molto chiaro e dunque lo è
anche il disegno. Due altri settori rappresentano piante e fiori, conchiglie e uccelli e oggetti liturgici

CATINO ABSIDALE DI SANTA PUDENZIANA


A causa di varie ristrutturazioni, sono state rimosse le figure di due apostoli, della colomba dello spirito
santo e dell’agnello di dio. Anche se è stato molto restaurato, rispecchia comunque l’arte del IV secolo.
All’interno del mosaico, Cristo è seduto su un trono e rappresentato come un filosofo e un maestro.
Sono presenti ai suoi lati gli apostoli Pietro e Paolo, incoronati da due figure femminili che
rappresentano l’ecclesia del ceppo ebraico e quella del mondo pagano. Si riescono ad intravedere
edifici di Gerusalemme (cosa che collega quest’opera all’arte ellenistica), e al centro c’è una grande
croce gemmata, circondata dai simboli apocalittici. Nello sfondo c’è il tramonto.
NAVATA E ARCO TRIONFALE DI SANTA MARIA MAGGIORE
Mosaici sotto le finestre della navata centrale di Santa Maria Maggiore. Storie tratte dall’antico
testamento. Gli episodi sono divisi orizzontalmente, con una narrazione continua.
Ci sono molti echi classici, come un riferimento ad Alessandro nella “battaglia di Alessandro” nel
“Giosuè che combatte gli Amorrei”.
I mosaoco nmeòòìarcp tropmfaòe narrano storie dell’infanzia di Cristo. Le regole della prospettiva
sono state abbandonate per una rappresentazione frontale dei personaggi, e la monocromia dello sfondo
rimuove il senso dello spazio. Queste sono caratteristiche tipiche dell’arte plebea.
E’ importante sapere che gli episodi rappresentati secondo l’arte ellenistica, e dunque più difficili da
capire, sono nella navata centrale, mentre la semplice arte plebea è posta all’ingresso.
Sul lato sinistro dell’arco trionfale c’è “L’adorazione dei Magi”, dove c’è un piccolo Gesù seduto come
un imperatore romano su un trono adornato. Dietro di lui ci sono quattro angeli e la Madonna alla sua
destra veste abiti orientali, alla sinistra c’è una donna velata in posizione pensosa, probabilmente la
personificazione della saggezza divina. San Giuseppe è alla sinistra e i Re Magi offrono i doni a Gesù
mentre uno di loro indica la stella che li ha guidati; questi indossano un copricapo tipico dei Parti, che li
identifica come barbari.

CATINO ABSIDALE DI SANT’AQUILINO A MILANO


Nella basilica di San Lorenzo. Sono rappresentati gli Apostoli vestiti come senatori attorno a Cristo, e
ai piedi di egli un contenitore con le sacre scritture. Tutte le figure sono coperte di tessere d’oro, che
simboleggiano la luce del paradiso, e Gesù è rappresentato come un giovane senza barba che tiene il
braccio destro alzato (come imperatore) e un libro in mano (come maestro). Le parti nude del corpo
sono circondate da tessere rosse per distinguerle dallo sfondo dorato e dalle vesti.

L’ARTE E RAVENNA
Dopo la morte di Teodosio I, l’impero fu diviso in Oriente e Occidente. L’Occidente venne poi
conquistato dai barbari e Roma venne saccheggiata. Quel sacco fece divenire Roma la nuova capitale
dell’Occidente. Dopo un secolo l’Italia divenne provincia dell’impero riunificato dal generale bizantino
Belisario, ed era sotto il comando di un esarca che risiedeva a Ravenna. Con la fine dell’impero
d’Occidente inizia il medioevo.
La città di Ravenna, dato che era un posto con molto potere politico, ebbe anche una grande attività
artistica. In quel posto si incontrò arte Romana, Bizantina e paleocristiana.
Si dividono i tre periodi artistici di Ravenna in 3:
• Imperiale, 402-476
• ostrogoto, 476-540
• giustinianeo, 540-565

MAUSOLEO DI GALLA PLACIDIA


Era figlia di Teodosio e sorella di Onorio e Arcadio. La costruzione aveva una pianta quasi greca e
irregolare. L’esterno dell’edificio è semplice, in mattoni e non decorato (rappresentazione del corpo),
mentre l’intero è molto decorato (rappresentazione dell’anima). La cupola non è visible all’esterno
perche racchiusa dentro mura che sorreggono il tiburio, una struttura piramidale. All’interno non c’era
un angolo che non fosse decorato, e su era arrivato a tal punto da dover arrotondare gli spigoli per
necessità tecniche, le pareti erano solo supporto per gli ornamenti. La cupola era decorata con un cielo
stellato, con i simboli apocalittici degli evangelisti alle sommità. Sotto la cupola ci sono coppie di
santi , e ci sono ornamenti con piante e figure geometriche. Nella lunetta di sotto c’è rappresentata una
stanza con un armadio con dentro i 4 vangeli e una graticola con un fuoco; San Lorenzo tiene sulla
spalla una croce e un libro sulla mano sinistra, e cammina verso il fuoco.

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