Alla Scoperta Umbriapdf
Alla Scoperta Umbriapdf
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Alla scoperta dell’Umbria Alla scoperta dell’Umbria
Perugia
Arte e cultura.
Viaggio tra splendori architettonici, capolavori di pittura
ed eventi culturali.
Visitate l’Umbria per conoscere una terra ricca di tempo. Nell’antichità,
nel Medioevo e nel Rinascimento questo fu un luogo pulsante al centro
delle vicende storiche, culturali e religiose italiane. Le città fiorirono in
modo straordinario, accumulando un denso patrimonio di meraviglie
artistiche fatto di siti archeologici, chiese, castelli e palazzi che
rimarranno per sempre nel vostro cuore: oltre 250 “luoghi della cultura”
tra cui più di 150 musei tra pubblici e privati.
I centri urbani richiamano turisti e viaggiatori affamati di bellezza.
Adagiata su un colle dall’andamento irregolare, Perugia Stretta dentro le sue mura Assisi è un luogo magico
è la più grande delle città d’arte umbre. I suoi gioielli sono e il fatto che dal Medioevo ad oggi non sia cambiato
quasi tutti racchiusi nel centro storico, delineato da due praticamente nulla ne ha preservato intatto l’incanto.
cerchia di mura etrusche e medievali. Piazza IV Novembre Non si può rinunciare ad ammirare la Basilica di San
è il fulcro: in mezzo è situata la bellissima Fontana Maggiore, Francesco, uno dei luoghi più famosi della cristianità.
simbolo della città, e intorno si ergono la Cattedrale gotica È composta da due chiese sovrapposte: in quella inferiore,
e il magnifico Palazzo dei Priori, con il Collegio del Cambio dove si trova la tomba del Santo, si ammirano affreschi di
affrescato dal Perugino e la Galleria Nazionale dell’Umbria Simone Martini, Cimabue e Lorenzetti; in quella superiore
piena di capolavori (le sculture di Arnolfo di Cambio e ancora affreschi di Cimabue e soprattutto il ciclo della vita
poi opere di Beato Angelico, Duccio di Buonisegna, Piero di San Francesco, ventotto riquadri opera di Giotto o da lui
della Francesca, Perugino, Pinturicchio...). Ma il capoluogo supervisionati. La via intitolata al Santo conduce in piazza
racchiude in sé anche un’anima moderna, opera di alcuni tra del Comune, con il Palazzo dei Priori e il Tempio di Minerva.
gli architetti più celebri del periodo contemporaneo: Aldo Da vedere anche la Basilica di Santa Chiara, il Duomo di
Rossi per il centro direzionale-residenziale di Fontivegge, San Rufino e la Rocca Maggiore.
Italo Rota per la biblioteca multimediale, Jean Nouvel per
Spoleto, capitale dell’antico ducato longobardo, è un denso
le stazioni dell’avveniristico Minimetrò e Gae Aulenti per
agglomerato di pietra grigia incastonato nel verde. La sua
l’aeroporto San Francesco di Assisi.
mole severa nasconde scorci affascinanti e molti tesori
Visitare Gubbio è come fare un viaggio nel tempo. La città, architettonici. Oltre alla zona che fu del foro romano e ad
tra le più antiche dell’Umbria, è disposta a diverse altezze alcune chiese notevoli, non bisogna mancare il Duomo
su un versante del Monte Ingino ed è percorsa da scalinate romanico (XIII secolo), posto a chiusura di una scenografica
e meravigliose vie medievali. Su Piazza Grande affacciano il piazza: la facciata è un capolavoro. Uscendo dal centro, il
Palazzo Pretorio e il bel Palazzo dei Consoli, mentre salendo trecentesco e colossale Ponte delle Torri (lungo 230 metri
nella parte più alta della città si incontrano il Duomo e il e alto 76) regala emozioni forti.
Palazzo Ducale, esempio di eleganza rinascimentale.
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Orvieto - Duomo 5
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Terni moderna e dinamica, unico esempio di città italiana Alberto Burri ha donato alla città. Altra città
ricostruita secondo un disegno unico, deve il suo assetto dall’architettura rinascimentale è Foligno, considerata
attuale, dopo i pesanti bombardamenti della seconda guerra “il centro del mondo”, con I suoi splendidi palazzi tra
mondiale, ai progetti dell’architetto Mario Ridolfi. Conserva cui spiccano quelli delle famiglie degli Orsini e dei Trinci,
parte del suo centro antico ed alcuni notevoli monumenti: dove sono presenti gli affreschi di Gentile da Fabriano.
la duecentesca chiesa di San Francesco, con la bellissima Qui, nel 1472, venne stampato il primo libro in lingua
Cappella Paradisi; l’antica chiesetta di Sant’Alò, piccolo italiana: la Divina Commedia.
gioiello romanico; la chiesa di San Salvatore, edificata sul
Tempio del Sole di epoca romana; quella di San Pietro ed Centri da non perdere: Spello, posta su uno sperone del
infine il Duomo, eretto nel XVII secolo. Monte Subasio, con la cappella Baglioni nella chiesa di Santa
Maria Maggiore affrescata dal Pinturicchio; Narni, con il
Todi è la città natale di Jacopone, mistico poeta delle Laudi. Duomo e il Palazzo del Podestà; l’antica Trevi appoggiata
Nei pressi di Piazza del Popolo, una delle più singolari di su un colle; Montefalco con il Museo Civico di San Francesco
tutta l’Umbria, la chiesa paleocristiana di San Fortunato, che conserva gli affreschi di Benozzo Gozzoli e Bevagna,
trasformata sul finire del XIV secolo in stile gotico mentre mirabile spaccato di Medioevo; e ancora l’antichissima
il tempio di Santa Maria della Consolazione, una chiesa Amelia, dalle mura poligonali del VI secolo a.C. il cui museo
all’esterno delle mura duecentesche il cui progetto è stato Archeologico conserva la statua brozea del Germanico;
attribuito al Bramante, è considerato uno degli edifici- Città della Pieve, che diede i natali a Pietro Vannucci detto
simbolo dell’architettura rinascimentale. il Perugino, che prosegue il suo legame con l’arte nella
Isolata in cima a uno sperone di tufo Orvieto emana un contemporanea collezione del Giardino dei Lauri; Corciano,
fascino ineguagliabile che rapisce con la sua bellezza i suggestivo borgo di origine etrusco-romana; Castiglione del
tanti turisti che ogni anno visitano la città. La sua fama è Lago, il paese – castello, dominato dalla fortezza voluta da
legata principalmente al Duomo, uno dei capolavori assoluti Federico II di Svevia e con il bel Palazzo Corgna del ‘500,
del gotico italiano. Splendida la facciata con il rosone e i che sembra innestarsi naturalmente nel Lago Trasimeno.
rilievi opera di Lorenzo Maitani, indimenticabile il Giudizio Ma, al di là delle città più note, ogni comune dell’Umbria
Universale della Cappella Nuova (o di San Brizio), affrescato riserva splendide sorprese con chiese, palazzi e musei.
da Luca Signorelli. Tra gli edifici pubblici spicca il Palazzo del Dei 47 siti italiani del patrimonio Unesco, che pongono
Popolo. Di grande fascino anche il Pozzo di San Patrizio. il Bel Paese in testa alla classifica mondiale (936 Siti
Per gli amanti del Rinascimento, da visitare Città di Castello dislocati in 153 Paesi) due sono in Umbria: la Basilica di
con il maestoso Palazzo Vitelli, sede della Pinacoteca che San Francesco e altri siti francescani ad Assisi (dal 2000)
conserva lavori, tra l’altro, di Luca Signorelli e Raffaello e e i luoghi dei Logobardi tra cui la Basilica di S. Salvatore a
il Palazzo Albizzini, esempio di architettura di influenza Spoleto e il Tempietto sul Clitunno a Campello (dal 2011).
toscana, sede della prestigiosa Collezione delle opere che
Un altro itinerario ricco di fascino e leggende è quello che Con un salto in avanti nel tempo si giunge all’arte
lega idealmente i castelli e le rocche. Nate da esigenze contemporanea e ai suoi multiformi linguaggi espressi
pratiche di difesa, le fortezze si sono inserite perfettamente nei musei e nei centri espositivi anche all’aperto dove
nel paesaggio delle città e delle campagne e costituiscono arte e ambiente si fondono.
un patrimonio straordinario. Tra le più belle spicca il Castello
di Alviano, il guardiano della valle del Tevere. Eretto nel tardo A Perugia ha avuto particolare rilievo il gruppo futurista
XV secolo dal capitano di Ventura Bartolomeo d’Alviano, guidato da Gerardo Dottori, principale esponente
ha mantenuto nei secoli la sua maestosità. dell’aeropittura, costantemente ispirato dalla sua terra.
Nel Palazzo della Penna si possono ammirare alcune sue
La Rocca di Assisi fu distrutta nel 1198, ricostruita nel XIV celebri opere, come il Trittico della Velocità; è permanente
secolo e poi sottoposta a modifiche, senza perdere il suo anche l’esposizione di Joseph Beuys, mentre il resto del
aspetto austero. Grazie agli ultimi restauri è stata resa museo propone mostre temporanee.
accessibile ai turisti e ospita eventi culturali e artistici.
Il vasto complesso della Rocca Albornoziana caratterizza Dopo la chiusura forzata per il terremoto del 1997 dal 2012
la città di Spoleto. Nell’area del Trasimeno si contano la ha riaperto il Museo dell’Accademia delle Belle Arti: uno
monumentale Fortezza Medievale che domina Castiglione spazio dedicato alle mostre temporanee che comprende
del Lago, la Rocca sull’Isola Polvese e il Castello dei Cavalieri un’importante gipsoteca di oltre 360 pezzi (tra gli altri,
di Malta a Magione: delizioso incastro di mura e torrioni con Michelangelo e Canova), in parte collezionata dai fondatori;
all’interno alcuni affreschi del XVI secolo. Da visitare poi le una raccolta di dipinti soprattutto di artisti operanti in
fortificazioni di Montone e Santa Maria Tiberina mentre a Umbria dal XIX al XX secolo; una raccolta di disegni e
San Giustino troviamo il Castello Bufalini, dimora signorile incisioni dal XVI al XX secolo.
preziosamente affrescata.
L’area dell’archeologia industriale, una vasta dotazione
A Umbertide si trova la Rocca, emblema della città, oggi di fabbriche e impianti dismessi, si è in parte convertita Perugia - Piazza IV Novembre
vivace centro di cultura. Immersa in un bosco antico svetta in contenitori d’arte ed attività culturali. Città di Castello
la spettacolare fortezza di Civitella Ranieri. Il Castello celebra il suo artista più illustre, Alberto Burri, uno tra i
di Petroia (IX-X secolo), nelle vicinanze di Gubbio, è un più grandi protagonisti del ‘900, con i ricchi allestimenti
incantevole borgo medievale racchiuso da mura. Calata delle sue opere, suddivisi tra il quattrocentesco Palazzo
nel paesaggio della Valnerina ternana la poderosa Rocca Albizzini e gli spazi degli Ex Seccatoi del Tabacco Tropicale:
di Narni (XIV secolo). Bellissima anche la Pieve del probabilmente l’unico “contenitore” immaginato e
Vescovo di Corciano, una solida fortificazione adattata progettato dallo stesso artista. A Città della Pieve,
poi a residenza signorile. Non perdete inoltre la visita il Giardino dei Lauri: un nuovo spazio dedicato all’arte
all’imponente Castellina (XVI secolo) di Norcia, al Castello contemporanea immerso nel verde in grado di esaltare
di Vallingegno di Gubbio, alla millenaria Rocca Flea il fascino e l’essenzialità dell’ambiente preesistente
di Gualdo Tadino, con l’interessantissimo museo, e attraverso una serie di opere di “arte concettuale”.
all’imponente Rocca d’Aries di Pietralunga.
Perugia - Collegio del Cambio Spoleto - Palazzo Collicola Arti Visive - Museo Carandente
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Terni - CAOS - Centro Arti Opificio Siri
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A Spoleto, all’interno di Palazzo Collicola Arti Visive - Museo il FAST - International Festival of Contemporary Arts con Città di Castello - Collezione Burri, Ex Seccatoi del Tabacco
Carandente, sono esposte opere di Leoncillo, Mario Ceroli, teatro, danza, arti visive ed incursioni urbane, a Perugia
FestArch, il Festival Internazionale di Architettura, una
Pino Pascali, Sol Lewitt e Alexander Calder mentre
piattaforma creativa con progettisti affermati e giovani
il prestigioso Palazzo Lucarini di Trevi ospita esposizioni
architetti emergenti - con la variante ternana FestArchLab -
di caratura internazionale.
e il Festival Internazionale del Giornalismo: incontri,
A Terni il CAOS - Centro Arti Opificio Siri, allestito con criteri dibattiti, interviste, presentazioni di libri, mostre e workshop
innovativi, ospita opere che vanno dal XV secolo ad oggi. che riuniscono gli esponenti più autorevoli del giornalismo,
Tra gli artisti Aurelio De Felice, Severini, Chagall, Mirò, dei media e della comunicazione di tutto il mondo.
Picasso e Kandinsky.
A Gubbio in estate si svolgono, tra gli altri, un festival di
Il CIAC (Centro Italiano di Arte Contemporanea) è il centro musica classica (Gubbio Summer Festival) e una rassegna
di arte contemporanea della città di Foligno ed è il risultato di prosa, che può contare sull’atmosfera del teatro romano.
del recupero della vecchia centrale del latte. Il Festival delle Nazioni di Città di Castello esiste dal 1968:
ogni anno ospita una nazione straniera, che presenta al
Veri e propri musei all’aperto di arte contemporanea si
pubblico la propria produzione musicale. Il lago Trasimeno,
possono ammirare a Brufa di Torgiano (Scultori a Brufa,
invece, fa da sfondo alle note di eventi come Trasimeno
Strada del vino e dell’arte) e a Tuoro sul Trasimeno - il Campo
Blues, Trasimeno Music Festival o il suggestivo Music for
del Sole: una composizione di sculture progettata da Pietro
Sunset che si svolge all’Isola Maggiore. Da non mancare a
Cascella e realizzata da diversi artisti a fine anni ‘80 - mentre
Perugia la prestigiosa Sagra Musicale Umbra, festival di
a Piediluco troviamo le sculture in ferro di Giulio Turcato.
musica sacra, e il Narni Black Festival che presenta il meglio
La vita artistica e culturale umbra, inoltre, è animata ogni delle produzioni jazz, funk e soul music. Non solo musica
anno da eventi di enorme richiamo. Celebre il Festival dei per l’Umbria Music Fest, che si svolge in diversi comuni
Due Mondi di Spoleto: inaugurato nel 1958, è cresciuto negli dell’Umbria, dedicato alla musica classica, al jazz, alla lirica,
anni fino a diventare un appuntamento imperdibile, ricco al cinema, alla letteratura, alla danza e alle arti figurative.
di grandi nomi del panorama internazionale. Il calendario
Per chi preferisce qualcosa di più tradizionale, ovunque
prevede concerti, opere liriche, prosa, mostre d’arte visiva
ci sono sagre e rievocazioni storiche che uniscono i piaceri
e danza. Umbria Jazz dal 1973 porta a Perugia in estate i
del palato alla memoria delle usanze e del folclore locale.
migliori interpreti di questo genere, tanto da conquistarsi
Su tutte la spettacolare ed amatissima Festa dei Ceri di
un posto tra i più importanti festival jazz del mondo.
Gubbio: migliaia di persone gremiscono le vie per assistere
La musica di Umbria Jazz Winter, nei giorni a cavallo di
alla gara fra i tre enormi ceri (400 chili l’uno) trasportati
Capodanno, riempie le strade di Orvieto ed entra nel Duomo,
a braccia fino alla Basilica di Sant’Ubaldo. Meritano di
nel Teatro Mancinelli e nei palazzi storici, trasformando la
essere ricordati almeno il Palio dei Terzieri di Città della
città in un palcoscenico unico al mondo.
Pieve e di Trevi, con cortei in costume e spettacoli in tema;
Il Todi Arte Festival, rassegna di musica, poesia e teatro l’Infiorata di Spello, che il giorno del Corpus Domini, dopo
con ospiti stranieri, ravviva il centro storico di Todi. A Terni una notte febbrile di preparativi, decora le strade della città
Città di Castello - Festival delle Nazioni
con variopinte composizioni floreali; la Corsa all’Anello di
Narni, erede della tradizione di un’antica giostra equestre,
Todi - Piazza del Popolo ed ancora Il Mercato delle Gaite di Bevagna, il Palio delle
Barche di Passignano sul Trasimeno, la Giostra dell’Arme
a San Gemini, la Donazione della Santa Spina a Montone,
la Fuga del Bove a Montefalco, il Palio della Mannaja a
Pietralunga, le giornate medievali ad Otricoli e i Giochi delle
Porte di Gualdo Tadino. Ad Assisi si svolgono le Celebrazioni
in onore di San Francesco, e la Festa del Calendimaggio, tre
giorni di gare e sfide tra i due quartieri della città, la ‘Parte de
Sopra’ e la ‘Parte de Sotto’. La celebre Giostra della Quintana
di Foligno, ripresa nel 1946, per rievocare una sfida a cavallo
che ebbe luogo nel 1613.
Ma l’Umbria non dimentica anche il proprio passato di
regione dai grandi flussi migratori: realizzato con la tecnica
delle proiezioni video, il Museo dell’Emigrazione di Gualdo
Tadino espone documenti, immagini e racconti provenienti
da tutta Italia per raccontare l’esodo migratorio che a partire
dalla fine del 1800 ha riguardato più di 27 milioni di partenze. Narni sotterranea Gubbio - Palazzo dei Consoli
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Perugia - Piazza del Bacio Terni - Lancia di Luce di Arnaldo Pomodoro Terni - Piazza Tacito
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Lago Trasimeno 15
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Il Parco di Colfiorito (nato nel 1995, 338 ettari) è un è irresistibile così come per gli appassionati di equitazione,
vasto altopiano carsico formato da sette conche di laghi mountain bike, parapendio e deltaplano, torrentismo e sci
prosciugati, cinte di colline dal profilo dolce. All’interno di fondo (sul Pian delle Macinare). Nella Grotta del Monte
di questa estensione si trova la palude omonima, un’area Cucco si pratica anche la speleologia; in un ex monastero
umida di rilevanza internazionale dove prolifera una ricca di Costacciaro ha sede il Centro Escursionistico Naturalistico
flora acquatica. È un luogo fantastico per gli amanti Speleologico.
del birdwatching grazie all’abbondanza di avifauna.
Sulle alture intorno alla piana anticamente sorgevano Il Parco del Monte Subasio (istituito nel 1995, 7.196 ettari)
i castellieri, insediamenti abitativi preistorici tipici dei è il parco della spiritualità: nel suo territorio sorge Assisi,
secoli precedenti l’arrivo dei Romani. Nel Parco è compresa epicentro mistico dell’Umbria. La città di Francesco e il
la cima del Monte Orve, da cui si ammira un paesaggio monte, il “Monte de Assisio” per antonomasia, hanno
mozzafiato. Sempre nell’area del Parco si trovano anche allacciato nei secoli un rapporto strettissimo di dipendenza:
i resti della città romana di Plestia. Assisi ne usava la pietra rosa, i boschi e i pascoli,
ridisegnando la fisionomia stessa della natura. La cima
Il Parco del Monte Cucco (istituito nel 1995) è il paradiso (1290 m) svetta sulla Valle Umbra e fa da cornice anche a
degli sportivi. Si estende per 10.480 ettari intorno al Spello e Nocera Umbra. Prevalentemente piatta e solcata
Monte (1566 m), nella zona nord-est dell’Umbria. da doline, fenditoie e fosse carsiche, è caratterizzata da
È caratterizzato da grandiosi fenomeni carsici: grotte una grande varietà di ambienti. I versanti del Subasio sono
sotterranee, valli profonde solcate da fiumi purissimi, ricoperti da una fitta vegetazione, come la lecceta in cui è
fonti sorgive. Conserva faggete pressoché intatte e ospita immerso l’Eremo delle Carceri, con il suo impressionante
l’aquila reale e il lupo, mentre nei corsi d’acqua vive il strapiombo, le grotte degli eremiti e il secolare leccio di San
gambero. Tra i luoghi di maggior interesse naturalistico ci Francesco. Trekking, parapendio e volo libero sono le attività
sono la Forra di Rio Freddo, l’Orrido del Balzo dell’Aquila, sportive prevalenti che è possibile praticare nel Parco.
l’imponente Corno di Catria, il canyon noto come Valle delle
Prigioni e il piano carsico delle Macinare, una meraviglia Il Parco Fluviale del Tevere (istituito nel 1995, 7.925 ettari)
di prati e faggete. Nelle viscere del massiccio si dipanano si snoda lungo 50 chilometri di fiume, dal colle di Todi fino
per decine di chilometri le Cave Sotterranee di Valdorbia, all’oasi di Alviano passando attraverso la gola del Forello,
scavate dall’uomo, mentre la Grotta del Monte Cucco le alture di Prodo e Titignano (a breve distanza da Orvieto)
penetra in profondità (fino a oltre 990 m) per 30 chilometri: e il lago artificiale di Corbara, che ha mutato il paesaggio
è uno dei sistemi carsici più estesi d’Italia. In questa cornice senza però impoverirne il fascino. Le rive e tutto il territorio
naturale si inseriscono tre borghi: Fossato di Vico, Sigillo adiacente sono disseminati di ruderi e reperti dell’epoca
e Costacciaro, che con la loro dotazione di mura e torrioni degli Umbri, degli Etruschi e dei Romani, per i quali il
arricchiscono la vista. Il richiamo per gli escursionisti, che Tevere ha rappresentato un’arteria di comunicazione vitale.
possono contare su 120 chilometri di ottimi sentieri, Il Parco è un vero scavo archeologico a cielo aperto.
16 Lago di Piediluco
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Nei punti più selvaggi, come ad esempio la gola del A San Savino di Magione si trova l’Oasi La Valle, istituita nel Splendide, infine, le Fonti del Clitunno, che si trovano sulla Il cuore verde d’Italia, nel suo complesso, si qualifica infine
Forello, le sponde sono ricoperte di vegetazione rigogliosa 1996: si tratta di una vasta zona umida di grande rilevanza, via Flaminia tra Spoleto e Foligno. Dalle fenditure della come regione di estremo interesse per gli appassionati di
e forniscono l’habitat alla poiana, al nibbio reale e allo 500 ettari di canneto preziosi per l’avifauna e in particolare pietra sgorgano acque cristalline, che si raccolgono formando cicloturismo (30 itinerari cicloturistici con diverse difficoltà,
sparviero. per gli uccelli migratori. La struttura organizza visite guidate. un piccolo lago e poi si incanalano nel fiume. Le fonti erano 22 percorsi per mountain-bike, 7 percorsi in bicicletta lungo
sacre ai Romani, che venivano qui ad ascoltare i responsi gli itinerari degli etruschi e ancora 7 lungo il corso del Tevere
Le acque del lago di Corbara pullulano di carpe, anguille Solcato dai corsi del Nera e del Velino, che affluisce nel primo
degli oracoli del dio Clitunno. Furono cantate da Virgilio, e 8 sulla Via di Francesco).
e cavedani, che attirano gli uccelli lacustri e costituiscono precipitando nella spettacolare Cascata delle Marmore, il
Properzio e Plinio il Giovane e secoli dopo ispirarono Byron,
luogo ideale per tanti appassionati di pesca sportiva. Parco Fluviale del Nera (istituito nel 1995, 2.460 ettari) si
Carducci e Corot. Ancora oggi la visita alle fonti regala le
Lo sbarramento del Tevere nel 1963 ha prodotto, oltre al merita l’appellativo di “parco delle acque”. La Valnerina offre
stesse emozioni.
bacino di Corbara, una conseguenza inaspettata ma felice: un paesaggio di enorme fascino: il fiume si incunea tra pareti
500 ettari di zona umida, palude e acquitrini che sono stati scoscese, in una gola a tratti verdissima, dove tra l’altro è
scelti come luogo ideale di riproduzione e di sosta da 150 possibile praticare il canyoning.
specie di uccelli acquatici e migratori, con specie rare come
Gli animali più caratteristici sono il codirossone, il rondone, Magione - Oasi La Valle
le gru e il falco pescatore. È l’Oasi di Alviano gestita dal
il merlo acquaiolo, il gatto selvatico, la trota e i gamberi
WWF, che ha allestito due sentieri di visita attrezzati di
nei torrenti. Qui si possono praticare varie tipologie di
capanni, passerelle e torri per gli amanti del birdwatching.
pesca sportiva, in particolare la pesca no-kill, che richiama
Il Parco del Tevere si presta a diversi sport: oltre al trekking,
appassionati da tutto il mondo. La Cascata delle Marmore
all’equitazione e al cicloturismo è possibile praticare
è di antica origine artificiale: furono i Romani a deviare il
canoa, canottaggio e speleologia. In prossimità del Parco,
corso del Velino verso il salto alto 165 metri, creando quella
sulle falde del monte Peglia, si trova l’area protetta dei
che oggi è un’attrazione turistica di prim’ordine. Tutta la
Sette Frati, 25 ettari di boschi pregevoli da attraversare
zona è battuta dal turismo sportivo e in particolare da quello
passeggiando, e da cui si gode una vista fantastica.
“acquatico”: gli appassionati di kajak, canoa, hydrospeed
La Foresta Fossile di Dunarobba, nelle vicinanze di
e rafting, così come quelli dell’arrampicata libera, possono
Avigliano, è uno dei siti paleontologici tra i più interessanti
contare su varie strutture dedicate appositamente a loro.
del mondo e conserva tronchi fossili di oltre due milioni
Esterno al Parco, a breve distanza dalle Marmore si incontra
d’anni. Il fenomeno che si può osservare in questo sito si
il Lago di Piediluco, il secondo lago naturale dell’Umbria
discosta da quello di tutte le altre foreste pietrificate:
per estensione, un piacevole specchio d’acqua contornato
i tronchi fossili infatti mantengono la loro sostanza originale
da montagne e casette colorate. Vi si svolgono gare di
e conservano la loro posizione eretta.
canottaggio d’importanza mondiale.
L’istituzione del Parco del Trasimeno (1995) è di
Nel lembo centro-occidentale della regione si trova il Parco
fondamentale importanza per preservare un ambiente
S.T.I.N.A. (Sistema Territoriale di Interesse Naturalistico e
naturale delicatissimo, messo a dura prova specialmente
Ambientale) del Monte Peglia-Selva di Meana istituito nel
dalla pressione del turismo balneare. È stato fatto un buon
1999 e gestito dalla Comunità Montana locale. La notevole
lavoro: acqua e spiagge sono pulite e molte aree, come le
varietà della flora conta più di mille specie, con perle rare
isole e le valli, hanno conservato i loro pregi naturalistici.
come l’ipocisto rosso (Cytinus ruber). Nella vasta estensione
A colpo d’occhio il paesaggio è semplicemente incantevole.
(44.270 ettari) dello S.T.I.N.A. sono comprese tre Aree
Il Parco (13.200 ettari) ricopre l’intera superficie del lago di
Naturali Protette: la Selva di Meana-Allerona (3.255 ettari
Perugia e ingloba anche i borghi sulle rive.
di boschi, popolati da tassi e martore), il Bosco della Melonta
Nello specchio d’acqua (alto al massimo sette metri) (1.154 ettari caratterizzati dalle leccete e dal gufo reale) e
emergono tre isole: la Polvese adattata a parco scientifico, San Venanzo (126 ettari). Ci sono anche zone di interesse
la Maggiore, abitata tutto l’anno, e la Minore. Oltre che paleontologico: il giacimento preistorico del Monte Peglia,
per la fauna ittica, gioia della cucina locale, il Trasimeno è risalente a 700.000 anni fa, e i giacimenti di Fabro e Ficulle,
importante come luogo di transito degli uccelli migratori tra ricchi di fossili. Esterno al Parco, sul confine con la Riserva
cui l’airone e la garzetta. Molte sono le attività che acqua Naturale del Monte Rufeno in Lazio, c’è l’area protetta di
e terra permettono di praticare: vela e altri sport d’acqua, Villalba (25 ettari), fitta di boschi e di fiori preziosi.
pesca sportiva, trekking, cicloturismo ed equitazione.
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Rafting - Cascata delle Marmore
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Parco del Monte Subasio 21
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Orvieto - Necropoli etrusca del Crocifisso di Tufo
Archeologia.
Alla scoperta degli antichi tesori. Millenni di storia, popoli e civiltà
hanno lasciato in Umbria un patrimonio archeologico difficile anche
solo da quantificare: non c’è città, grande o piccola, che non conservi
testimonianze degli Umbri, degli Etruschi e dei Romani. Visitando i
numerosi musei e le aree archeologiche si avrà l’opportunità di scoprire
il ruolo di terra di transizione, tra Adriatico e Tirreno, avuto in antico
dalla regione, grazie alla sua centralità geografica.
In Umbria si conservano importanti testimonianze archeologiche.
Nel centro storico di Perugia si trovano l’Arco, le mura Maggiore e sotto il Tribunale. A Cannara il duecentesco
e il pozzo Etrusco, oltre all’area sacra (VI - IV secolo a.C.) palazzetto del Podestà ospita un antiquarium che
sotto la Cattedrale. comprende materiale lapideo proveniente dal territorio
limitrofo e, in particolare, dagli scavi dell’antico centro di
Da visitare il Museo Archeologico Nazionale dell’Umbria
età augustea Hurvinum Hortens, situato nei pressi del borgo
nel quale è stata ricostruita la tomba etrusca dei Cai Cutu.
di Collemancio. La cinta muraria di Spello (età augustea),
Di età romana il magnifico mosaico delle terme pubbliche,
con le sue porte monumentali, è una delle meglio conservate
raffigurante Orfeo e le fiere in bianco e nero, all’interno
d’Italia; fuori città si trova un’area sacra dove si scorgono due
dell’Università in via Pascoli.
muri del santuario e le poche vestigia dell’anfiteatro e del
Fuori città importanti sono l’Ipogeo di San Manno teatro mentre a Foligno, Palazzo Trinci ospita un’importante
a Ferro di Cavallo e l’Ipogeo dei Volumni (III sec. a.C) raccolta di monete romane di epoca repubblicana.
a Ponte San Giovanni, uno dei monumenti etruschi
Bevagna conserva il tempio romano, diventato poi la
più importanti d’Italia, situato nella vasta necropoli del
Chiesa della Madonna della Neve, qualche resto del teatro
Palazzone (circa 200 tombe). Una ripida scalinata conduce
romano e le terme (II secolo d.C), con il pavimento decorato
all’interno, strutturato come una casa etrusca di dieci
a mosaico bianco e nero. Nel Museo Civico, statue, iscrizioni,
stanze; splendida l’urna cineraria di Arnth Velimnas Aules.
monete e altri significativi reperti archeologici integrano
L’antiquarium di Corciano, ospita numerosi reperti etruschi
la cospicua raccolta settecentesca, e documentano
e romani. Particolarmente suggestive le ricostruzioni dei
l’importanza dell’antico municipio romano. A Gualdo Tadino
carri di San Mariano e delle tombe della vicina necropoli
recenti indagini eseguite su Colle Mori hanno permesso
di Strozzacapponi.
di identificare il centro umbro dislocato su terrazzamenti
Gubbio preserva il grande teatro del I secolo a.C. (resistono artificiali mentre a Norcia è stata scoperta la più grande
le arcate del primo ordine e alcune del secondo), il mausoleo necropoli dell’area Sabina.
di Pomponio Grecino, tratti di muratura e alcune domus.
Spoleto abbonda di testimonianze romane, spesso
Nel Museo Civico di Palazzo dei Consoli sono conservate le
inglobate dalle case: le mura, il teatro, il foro (con il
Tavole Eugubine, che risalgono al II-I secolo a.C., principale
lastricato, l’Arco di Druso e il tempio di Sant’Ansano),
testimonianza dell’antica lingua umbra.
una bella domus visitabile e quel che è sopravvissuto
Ad Assisi un percorso sotto la piazza del Comune permette dell’anfiteatro.
di visitare l’antico Foro Romano con la pavimentazione
Il più affascinante resto archeologico di Todi sono i
originaria ed i resti di imponenti iscrizioni. La piazza del
Nicchioni, vani decorativi addossati a un’imponente
Comune è dominata dalla facciata del Tempio di Minerva
struttura di sostegno del colle su cui sorge il centro storico.
(I secolo a.C.) con sei colonne scanalate e capitelli corinzi;
Ad Avigliano Umbro si resta a bocca aperta girando nella
l’interno è stato pesantemente modificato per fare spazio
foresta fossile, composta di cinquanta impressionanti
alla chiesa secentesca di Santa Maria Sopra Minerva. Due
tronchi fossili di sequoie , simili ma diverse da quelle nord-
le domus romane con pareti affrescate sotto Santa Maria
americane, risalenti a due milioni di anni fa.
Lungo l’antica Via Flaminia, a poca distanza da San Gemini, Damiano), che dà accesso alla città, ci sono due tombe A Terni si erge un bellissimo anfiteatro romano, cappella ricavata nella roccia. Si possono visitare circa
nota per la presenza di sorgenti di acque minerali, sorgono monumentali. Entrati in Carsulae si costeggiano i ruderi del di notevoli dimensioni e ben conservato, utilizzato settanta piccole tombe. Nella campagna sono venute
le rovine della città romana di Carsulae. vasto foro (40 per 60 metri) con i basamenti di due piccoli oggi per manifestazioni e spettacoli. alla luce alcune tombe nobiliari, tra cui quelle celebri
templi gemelli e la basilica absidata a tre navate e si giunge di Settecamini: la Tomba Golini I e la Tomba Golini II,
Il sito archeologico è uno dei più importanti e spettacolari A Narni ci sono i resti imponenti del ponte di Augusto
alla chiesa di San Damiano, costruita su un edificio romano. o Tomba delle Due Bighe, entrambe dotate di apparati
della regione ed è collocato in una favolosa cornice naturale. sul fiume Nera, l’acquedotto Formina, del I secolo a.C.
Scostati dalla strada si incontrano gli scavi dell’anfiteatro e pittorici, purtroppo rovinati e quindi asportati (attualmente
La visita si snoda seguendo il tracciato della strada e ancora in uso nel 1924 alcune cisterne, tratti di mura
il teatro in laterizio, di cui si distinguono la cavea, i primi due sono nel Palazzo Papale). In città si vedono i ruderi di un
romana, che nel tratto urbano è lastricata e contornata e nei dintorni la fonte Feronia (IV-III secolo a.C.).
gradoni e le fondazioni della scena. Tempio etrusco. Recenti scavi hanno individuato in località
di marciapiedi. Vicino all’arco di Traiano (o Arco di San
Un altro sito archeologico di grande suggestione è Campo della Fiera il Fanum Voltumnae, santuario federale
Ocriculum (sotto l’attuale Otricoli), città romana e in cui si riunivano i rappresentanti delle dodici principali
ultimo porto costruito sul Tevere prima di Roma. città della lega etrusca. La testimonianza più importante
È stata oggetto di recenti scavi: in mezzo al verde si della presenza romana sul territorio orvietano è costituito
ammirano ruderi imponenti, come le grandi costruzioni dal porto fluviale di Pagliano, in località [Link] Museo
del teatro, dell’anfiteatro e delle terme (II secolo d.C.), Paleontologico di Pietrafitta che ospita i resti fossili delle
da cui proviene il mosaico policromo esposto nella Sala ligniti, rinvenuti nel bacino che circonda l’alta valle del
Rotonda del Vaticano. Molto bello il tratto di Via Flaminia fiume Nestore: una della più importanti raccolte
riportata alla luce: largo sei metri e lungo venticinque, attualmente conosciute in Europa.
è ricoperto di basoli di leucite. Fuori dalla città si contano
A Castel Rubello-Porano si visita la tomba etrusca degli
diversi monumenti funebri, come la tomba a nicchia di
Hescanas, affrescata.
età imperiale, la massiccia tomba a torre e il mausoleo
rotondo; in prossimità ci sono anche una fonte pubblica Esiste, infine,
e il ninfeo (I secolo a.C.-I secolo d.C.). un’Umbria
sotterranea: basta
Amelia ha un’interessante cisterna romana (I-II secolo
cambiare punto di
d.C.) formata da dieci vani sotterranei e antichissime mura
vista e scendere nelle
preromane (IV secolo a.C.) lunghe 800 metri, erette con
viscere della terra per
Orvieto Underground Narni - Ponte di Augusto massicci blocchi di pietra poligonali: una testimonianza
scoprire altri tesori
rara e straordinaria. Nel Museo Archeologico spicca la
archeologici. Ne sono
preziosa statua di Germanico, ritrovata in frammenti
un esempio “Orvieto
e ricomposta dopo una lunga opera di restauro.
Underground” ,
Il territorio di Orvieto, ai piedi della rupe, è disseminato “Narni sotterranea”,
di necropoli etrusche del VI secolo a.C. Le due aree più “Perugia sotterranea”.
importanti sono quella di Cannicella e quella del Crocifisso
di Tufo, che prende il nome da una croce incisa in una
Amelia - Museo
Archeologico, statua
Perugia - Arco Etrusco di Germanico
Enogastronomia.
Sapori in tavola. Un viaggio in Umbria non è completo senza passare
dalla tavola. La gastronomia e l’enologia fanno parte del fascino della
regione nella stessa misura di boschi, affreschi e castelli. Le ricette
tipiche di ogni città o borgo hanno molto a che fare con l’identità
stessa del luogo. Perugia, Assisi, Terni, Norcia e il Trasimeno rivelano
al buongustaio tesori gastronomici dai sapori intensi e generosi.
È un dovere partire dai due protagonisti assoluti, il vino e Corbara, Orvieto Rosso e Colli Amerini. Merita una citazione
l’olio. Entrambi hanno un’origine antica che risale agli Umbri a parte l’Orvieto Classico, bianco nobile e antico amato da
e agli Etruschi. Attraverso i secoli il paziente lavoro dell’uomo papi, operai del Duomo e artisti, tanto che Luca Signorelli
ha modellato il paesaggio in un inconfondibile susseguirsi ne volle per contratto mille litri all’anno.
di filari e di uliveti. Oggi la viticoltura si è modernizzata e
specializzata, alla costante ricerca della qualità. Terreni e Per scoprire i segreti dell’arte vinicola, uno spunto viene
climi molto vari permettono la crescita di vitigni pregiati, dalle quattro “Strade del vino”, itinerari enogastronomici
anche autoctoni: non è un caso che l’Umbria possa vantare con un occhio alle bellezze storiche e artistiche: la Strada
una produzione straordinaria, apprezzata in misura del Sagrantino, che si estende intorno a Montefalco;
crescente anche all’estero. Spiccano in particolare tredici la Strada dei Vini del Cantico che unisce Todi, Perugia,
vini DOC e due DOCG. Le punte di diamante della millenaria Torgiano, Spello e Assisi; la Strada del Vino Colli del
tradizione regionale sono proprio il Torgiano Rosso Riserva Trasimeno e la Strada dei Vini Etrusco-Romana, che si
DOCG e il Sagrantino DOCG di Montefalco, nella varietà incunea nella provincia di Terni seguendo il corso del Tevere.
passita e in quella secca, con il suo inconfondibile bouquet
Straordinario almeno quanto il vino, l’olio umbro vanta
di more di rovo.
un’alta qualità che ha pochi pari in Italia. Merito, ancora una
Il delizioso borgo di Torgiano ospita anche il Museo del Vino volta, delle condizioni climatiche e del terreno delle colline
della Fondazione Lungarotti. Le etichette DOC, invece, sono: ai piedi degli Appennini, ideali per una maturazione lenta
Assisi, Colli Altotiberini, Colli del Trasimeno, Colli Perugini, delle olive che così mantengono una bassa acidità. Molite
Torgiano, Todi, Spoleto, Colli Martani, Montefalco, Lago di a freddo e perlopiù miscelate, danno oli fruttati e saporiti
dal colore verde intenso, ingredienti fondamentali della Le carni, tutte rigorosamente nostrane, sono fra le portate richiede almeno due anni di tempo; i maiali utilizzati sono di la patata rossa di Colfiorito, la cicerchia (un piccolo legume
cucina tradizionale. Completano moltissime portate, carne più succulente: la testina di agnello al forno, il torello alla razza bianca selezionata. Oltre al prosciutto, i maestri norcini molto saporito), il farro di Monteleone e di Spoleto e la
compresa, ma anche solo versati a crudo sul pane sono una perugina, la corata di lepre con la crescia, e poi il cinghiale, producono altri insaccati, come la corallina, i mazzafegati, la rinomata lenticchia di Castelluccio di Norcia (IGP), lo
delizia. L’Umbria è la prima regione ad aver ottenuto, nel il capriolo (in Valnerina), l’oca arrosto, l’anatra farcita, mortadella, le salsicce e il capocollo, utilizzando ancora oggi speciale zafferano di Cascia e di Città della Pieve.
1997, il marchio DOP sull’intero territorio, suddiviso in cinque la cacciagione, il piccione alla ghiotta di Assisi, l’agnello tecniche e ritmi dettati dalla tradizione.
Il tocco di magia, però, è dato dal tartufo, oggetto
zone di produzione: Colli di Assisi e Spoleto, Colli Martani, allo scottadito, la gallina ubriaca di Orvieto, cotta nel
Non solo carne, comunque: la lista dei secondi prevede del desiderio che con il suo profumo intenso è leit motiv
Colli Amerini, Colli del Trasimeno e Colli Orvietani. celebre vino locale. Le preparazioni tipiche sono la brace e
anche il pesce, ovviamente d’acqua dolce. La cucina secolare di moltissime ricette: va con la pasta, la carne, le uova,
l’arrosto, esaltato da aromi e spezie. Le carni bovine sono
Da visitare i Musei che meglio conservano e tramandano del lago Trasimeno offre, ad esempio, prelibatezze come i volatili, il pesce, nei formaggi e nell’olio. La terra umbra
rinomatissime: la qualità è garantita dal marchio Vitellone
la cultura dell’olio: il Museo della Civiltà dell’Ulivo di Trevi la carpa regina in porchetta, il tegamaccio (spezzatino di ne abbonda, dal pregiatissimo tartufo bianco (Tuber
Bianco dell’Appennino Centrale (premiato dall’Indicazione
e il Museo dell’Olivo e dell’Olio di Torgiano. pesce in umido), il persico reale fritto o con la pasta, il luccio Magnatum Pico) a quello nero di Norcia o di Spoleto (Tuber
Geografica Protetta conferita dall’Unione Europea) che
(le uova condiscono gli spaghetti) e il latterino. Nel lago si Melanosporum Vittandini), fino allo scorzone che cresce in
Tradizione vuole che i monaci benedettini fossero degli unifica cinque razze, Chianina, Marchigiana, Romagnola,
pescano anche due tipi di anguilla, la boccona e la maretica, estate e al bianchetto, meno nobili ma altrettanto invitanti.
ottimi preparatori di birra. Nel Medioevo ne ottimizzarono Maremmana e Podolica e stabilisce norme rigide sui metodi
più pregiata che viene preparata solitamente a brustico, Per l’economia regionale il tartufo è vitale, dato che una
la qualità introducendo l’utilizzo del luppolo come di allevamento, macellazione e distribuzione.
cioè cotta sulla brace delle cannule che crescono sulle rive. parte consistente della produzione nazionale si concentra
aromatizzante e ne promossero la diffusione in tutta La Chianina, allevata in Umbria da più di due millenni, Lungo il fiume Nera si gustano la trota (da provare quella qui. Accompagna le portate il pane, che in Umbria è cotto
Europa. Ecco che l’Umbria, terra d’origine di San Benedetto, dà una carne pregiata, tenerissima e con pochi grassi, al cartoccio con il tartufo), intorno alle fonti del Clitunno i con grande varietà di impasti e forme, spesso legate a
si scopre anche patria della birra: eccellenti produzioni una leccornia. Ma il re indiscusso della cucina tradizionale gamberi. particolari occasioni rituali o votive. Ecco allora la ruota
artigianali fanno eco al CERB, l’unico istituto di ricerca è il maiale, intorno al quale è sorta una vera cultura. Viene umbra, il pane fritto (brustengo) che si sposa a meraviglia
ufficiale in Italia sulla pregiata bevanda, con sede a Casalina Tutta la cucina umbra, comunque, è ricca di ingredienti
cotto nel forno a legna, insaporito con erbe aromatiche, con il guanciale di maiale o il rosmarino, il pane di Terni,
di Deruta. L’agricoltura umbra trova quindi una “nicchia” speciali. La tradizione rurale ha insegnato a utilizzare una
finocchio e aglio, oppure allo spiedo: è la porchetta, diffusa sciapo e croccante, il pan caciato, il pan nociato in tutte le
nella coltivazione di orzo da malto. sorprendente varietà di aromi, ortaggi spontanei dei boschi
anche nel Lazio, che però si ritiene abbia avuto origine sue varianti (ottima quella di Todi). Imperdibili la torta al
ed erbe di campo: pimpinella, bieta selvatica, erba bruscia,
Ed ecco finalmente la cucina, genuina e fortemente legata proprio in Umbria. Per prepararla si utilizza un maiale testo (un impasto di acqua, farina, sale e a volte lievito cotto
camettole, porcacchia, caccialepre, lupari, erba del becco,
ai sapori della terra, ma anche capace di reinventarsi giovane e magro, intorno ai 40 chili, che viene pulito dalle sul testo, una pietra piatta rovente), variamente farcita, e la
grespigni, asparagi, vitalbe, strigoli e funghi.
continuamente. Senza contare che metodi di preparazione, interiora, lavato, condito con erbe, sale, pepe nero macinato, pizza di Pasqua, una torta al formaggio di origine contadina.
ingredienti e aromi mutano da borgo a borgo. aglio e finocchio selvatico, quindi farcito delle sue stesse Alcune specialità, poi, sono rare, a volte addirittura uniche
Non c’è modo migliore di chiudere che con i dolci: il torcolo
interiora, tagliate e insaporite, e infine arrostito sullo spiedo. e presidiate da Slow Food: fagiolina del Trasimeno, roveja
In ordine di portata, si parte con i primi: gli umbricelli di San Costanzo (una ciambella di pasta di pane con olio,
In una zona, Norcia e Valnerina, la lavorazione del maiale è di Cascia, sedano nero di Trevi, mezzafegati dell’Alta Valle
fatti con acqua e farina e annegati nei sughi di pomodoro, cedro candito, uvetta, pinoli e anice), gli strufoli (pasta fritta
un’arte che si tramanda da secoli (tanto che i salumieri sono del Tevere, fava cottòra dell’Amerino.
gli stringozzi (o strangozzi) con sugo d’oca o con asparagi con miele o alchermes), il torciglione, i maccheroni con le
chiamati, per antonomasia, “norcini”) e che ha raggiunto
di bosco, le tagliatelle tirate a mano, l’imbrecciata Si consigliano, inoltre, altri prodotti tipici come il fagiolo noci (tipici della vigilia di Natale), i tozzetti del pescatore,
livelli di eccellenza impareggiabili: il prosciutto di Norcia
(minestra di legumi e cereali), il risotto agli asparagi di Cave di Foligno: si può assaggiare solo durante la Sagra le fave dei morti, la rocciata, il panpepato, la crescionda,
rientra di diritto fra i più grandi prosciutti italiani. Saporito
o ai lupari, i gobbi (cardi) alla perugina, la zuppa di ceci dedicata, che consuma tutto l’esiguo raccolto annuale. il pampolenta, le cicale, le lumachelle e la ciaramicola,
ma non salato, ha una particolare forma “a pera”, triangolare,
e castagne nell’Orvietano, le ciriole condite con aglio, Ci sono poi la cipolla di Cannara, famosa e apprezzata, tipico dolce pasquale di Perugia.
ed è il risultato di un procedimento di preparazione che
olio e peperoncino nel Ternano.
28 Zafferano 29
Alla scoperta dell’Umbria Alla scoperta dell’Umbria
Artigianato.
Tra prodotti tipici e gioielli di bottega. In Umbria ogni aspetto della
vita dell’uomo è connesso e intrecciato. Arte e artigianato, entrambi
espressioni della grande cultura medievale e poi rinascimentale, si sono
raffinati nei secoli attraverso scambi continui. L’artigianato regionale,
quindi, è sempre stato qualcosa di più che la semplice produzione di
utensili per le necessità quotidiane e ha raggiunto risultati di alto valore
estetico, che la tradizione, lo studio e il recupero costante di metodi e
strumenti hanno mantenuto vivi fino ad oggi.
Celebri le ceramiche di Deruta. L’origine di questa Gubbio è un altro centro artigianale rinomato portato
produzione risale addirittura agli Etruschi; nel Medioevo si alla ribalta già nel XVI secolo dalle opere di Mastro Giorgio
lavoravano ceramiche di grande valore e nel Rinascimento Andreoli: la sua tecnica del “lustro” conferiva agli oggetti
l’arte di Deruta raggiunse il massimo splendore, ammirata riverberi metallici raffinatissimi. Oggi per lo shopping ci sono
e ricercata dai nobili di tutta Europa. Decorazioni e colori vari laboratori artigianali che si affacciano sulle vie della
raffinati (oro, cobalto, smalto bianco) impreziosivano città, dove si trovano manufatti con policromie e decorazioni
i “piatti da pompa”, utilizzati in occasioni mondane, a fiori e vasi di bucchero (ceramica nera di origine etrusca).
le “coppe amatorie”, dono d’amore su cui erano dipinte
Gualdo Tadino è un centro di prim’ordine nella lavorazione
figure femminili e frasi romantiche, e le bellissime piastrelle
delle ceramiche artistiche (su tutte, quelle riverberate,
per pavimenti. Dopo secoli di declino, nel Novecento la
‘a riflesso’), che prosegue senza sosta dal XIII secolo
tradizione della ceramica è tornata a fiorire e oggi coinvolge
e oggi coinvolge numerosi opifici. In città si trovano
numerose botteghe. Sono nati l’Istituto d’Arte Ceramica
il Centro Ceramica Umbra e il Museo della Ceramica
e il Museo Regionale della Ceramica dove sono esposti
Contemporanea, che raccoglie tutti i pezzi vincitori del
oggetti dal Medioevo ad oggi, oltre al pavimento in
Concorso Internazionale della Ceramica, firmati dai più
maiolica della chiesa di San Francesco.
grandi ceramisti degli ultimi cinquant’anni.
Poco distante si incontra il paesino di Ripabianca, noto
per le terrecotte prodotte rispettando metodi vecchi di secoli
(da visitare il vicino Museo del Laterizio di Marsciano).
Arte orafa
Anche Orvieto ha una lunga e prestigiosa tradizione in allestito ogni anno a Città della Pieve. Oggi, comunque,
materia, come importante centro etrusco prima e come più che a creare si pensa a restaurare o a produrre mobili in
città-stato ai margini della Tuscia medievale poi: fu proprio stile: i centri del legno sono Città di Castello, Gubbio, Assisi,
in quei due periodi che l’artigianato ceramico raggiunse Perugia e Todi che conta ancora ebanisti e scultori.
livelli artistici insuperati.
La lavorazione del vetro è tipica di Piegaro dove è praticata
Se la ceramica è il fiore all’occhiello dell’artigianato umbro, da ottocento anni; qui furono realizzate le vetrate del
però sparsi per la regione sopravvivono altri antichi mestieri. Duomo di Orvieto. Attualmente agli artigiani si sono
Gubbio porta avanti con orgoglio la lavorazione del ferro sostituite le fabbriche, ma esiste un Museo del Vetro dove
battuto affidata a fabbri abili e fantasiosi che danno alcuni maestri preservano le tecniche antiche. A Perugia
forma a cancelli, insegne, monete, chiavi, armi. Oggetti è attivo un laboratorio che produce, da metà Ottocento,
in ferro battuto, sopratutto utensili, decorativi, brocche, vetrate artistiche dipinte a fuoco; molte di quelle del Duomo
alari e stampi per dolci, si trovano anche ad Orvieto, vengono da qui. Da ricordare la tradizione tipografica di Città
Cascia, Magione e Passignano. di Castello e di Foligno, dove ha sede il Museo della Stampa.
La lavorazione dei tessuti risale al XII secolo e divenne Ultima, ma non per importanza, l’oreficeria che in Umbria è
poi celebre in tutta Europa. Tecniche, colori e disegni viva e anzi in continua crescita. A Perugia, Orvieto, Torgiano,
medievali e rinascimentali sono stati recuperati fedelmente Terni e Todi esistono laboratori eredi di una lunga tradizione
da artigiani che utilizzano ancora oggi secolari telai di dove è stata recuperata la tecnica della granulazione di
legno. Perugia, Città di Castello (che ospita la Collezione origine etrusca.
Tessile di “Tela Umbra”), Orvieto e Montefalco hanno
Connessa di fatto alla tradizione e alla lavorazione artigiana
una produzione pregevole di tessuti (quelli in lino sono tra
si è sviluppata in Umbria un’attività industriale di altissima
i migliori d’Italia), decorati con antichi motivi geometrici
qualità: da quella aerospaziale alla meccatronica, dalle
blu, rossi e oro. Il Trasimeno vanta invece pizzi e merletti
energie innovative e la chimica verde al design industriale
straordinari: sull’Isola Maggiore pizzi d’Irlanda e merletti
per arrivare alla produzione del cashmere che conta in
al tombolo, a Panicale il tulle ricamato a mano secondo la
regione numerose imprese leader di settore, dall’appeal
preziosa ars panicalensis. I ricami a “punto Assisi” (o “punto
internazionale. Questo polo regionale di eccellenza, un
francescano”), una tecnica di punto a doppia croce nata
vero e proprio distretto, è uno dei più grandi simboli del
nel Medioevo, sopravvivono ad Assisi e a Città di Castello.
Made in Italy. Dai marchi conosciuti in tutto il mondo ai
Da non dimenticare l’Ars Wetana di Orvieto, un raffinato
piccoli laboratori artigianali, sono più di cinquecento le
tipo di merletto irlandese lavorato all’uncinetto.
aziende impegnate a sperimentare, a tessere e a realizzare
La lavorazione del legno in Umbria si è espressa nella prodotti in cashmere.
storia a due livelli: quello popolare della fabbricazione di
oggetti per la vita e il lavoro nelle campagne, e quello colto
dell’intarsio, che ha decorato gli interni di chiese e palazzi tra
Rinascimento e Barocco. Caratteristici erano anche i presepi
in legno, un’usanza che rivive nel Presepe Monumentale
32 Gubbio - ceramica 33
Alla scoperta dell’Umbria Alla scoperta dell’Umbria
Assisi - Basilica di San Francesco
Umbria mistica.
Peregrinando tra i luoghi dello spirito. L’Umbria, meta costante
di pellegrinaggi, è pervasa da un profondo spirito religioso.
Terra di grandi santi, è conosciuta nel mondo per aver dato i natali
a San Francesco d’Assisi, patrono d’Italia, San Benedetto da Norcia,
fondatore dell’ordine benedettino e San Valentino, protettore degli
innamorati. Tra le sante, Chiara d’Assisi, fondatrice dell’ordine delle
clarisse, e Rita da Cascia, la santa dei “casi impossibili”.
Con l’avvento del cristianesimo l’Umbria divenne terra di innamorati, festeggiato il 14 di febbraio di ogni anno quando
santi, chiese, monasteri e conventi che fiorirono ovunque e nella basilica cittadina si promettono amore centinaia di
furono fondamentali anche per la vita economica e culturale: coppie. Tra le sante Chiara di Assisi e Rita da Cascia, ancora
la devozione andava di pari passo con l’arte, in una simbiosi oggi veneratissime senza dimenticare Santa Chiara da
che ha trovato nella storia pochi esempi così esaltanti. Montefalco e Beata Angela da Foligno. I luoghi della fede
Si pensi all’Assisi del XIII secolo, uno straordinario laboratorio sono pieni di interesse: impossibile raccontarli tutti, ma
di fede, architettura e pittura. alcuni bastano per delineare la portata del fenomeno (e
ispirare qualche escursione). L’Abbazia di Santa Maria di
Nei secoli precedenti la vita di Francesco, comunque, altri Sitria è immersa nel parco del Monte Cucco e comprende
grandi santi avevano sparso i loro semi in queste terre. una bella chiesa romanica. In Valnerina sorge l’Abbazia
Su tutti San Benedetto, il “patrono d’Europa” nato a Norcia di Sant’Eutizio, creata nel V secolo dai monaci Siriani che
nel 480, che con la sua Regola diede un impulso formidabile furono i padri spirituali di San Benedetto. Nei dintorni ci sono
alla diffusione del monachesimo. Molto famoso è anche San le Grotte degli Eremiti da cui parte un sentiero incantevole
Valentino, patrono di Terni dove nacque nel 175 e dove il suo che conduce fino a Norcia. Nell’Abbazia di San Pietro in Valle
corpo martirizzato fu ricondotto dopo la morte. In un’era di (VIII secolo) si ammirano vasti cicli di affreschi romanici,
intolleranza celebrò il matrimonio tra un legionario pagano tra i più significativi d’Italia. Circondata da un’antica lecceta
e una ragazza cristiana, diventando così il patrono degli l’Abbazia di Sassovivo (XI secolo) è calata in un paesaggio
34 35
Alla scoperta dell’Umbria Alla scoperta dell’Umbria
Santa Maria degli Angeli - Basilica
da favola; oggi ospita la Comunità Jesus Caritas ispirata A Gubbio, appena fuggito da Assisi, si rifugiò nel fondaco
a Charles de Foucauld. Meritano una citazione l’Eremo degli Spadalonga e in seguito ammansì il lupo vicino alla
camaldolese di Santa Illuminata (XI secolo), che attira i chiesa della Vittorina; nella chiesa di San Francesco della
pellegrini grazie alla Grotta di San Francesco e il trecentesco Pace, sorta sulla grotta del lupo (che visse due anni a
Monastero fortificato di San Giacomo, che mostra preziosi Gubbio in sintonia con la gente), è conservato il sasso
affreschi del XV secolo. In Umbria esiste anche una fitta dove fu sancito il patto di pace tra la belva e il Santo.
rete di santuari mariani, tutti successivi al Medioevo, tra
Nel Pian dell’Arca di Bevagna parlò agli uccelli. Nella
cui il Santuario della Madonna dei Bagni vicino a Deruta,
Cattedrale di Santa Maria degli Angeli si trovano la
significativo per le seicento maioliche ex voto che conserva.
Porziuncola, minuscola cappella che Francesco restaurò
Ma i luoghi dove si concentra la devozione (e la curiosità) più con le sue mani e dove fondò il suo ordine, e la Cappella
sentita sono senza dubbio quelli legati a San Francesco, che del Transito, dove spirò il 3 ottobre 1226.
con la sua vita attuò una vera rivoluzione nel cristianesimo.
Qui l’atmosfera mistica è palpabile.
Oggi è possibile immaginare un affascinante itinerario che
ripercorre la vita del Santo. Si parte ovviamente da Assisi: Oggi Assisi, erede del grande insegnamento di Francesco,
la magnifica Basilica accoglie le spoglie di Francesco. Di è assurta a simbolo della pace e della convivenza: ogni anno
fianco alla chiesa c’è il Bosco di San Francesco oggi visitabile vi si svolge la marcia che richiama da tutto il mondo migliaia
grazie all’importante opera di recupero promossa dal F.A.I. di partecipanti.
(Fondo per l’ambiente italiano). Francesco fu battezzato al
fonte del Duomo di San Rufino e da bambino frequentò una
scuola i cui resti sono stati inglobati nella Basilica di Santa
Chiara, dove è conservato anche il crocefisso che gli parlò
nel Convento di San Damiano. Quello che resta della casa
del padre, Pietro di Bernardone, è stato annesso alla Chiesa Cascia - Santuario di Santa Rita
Nuova. Fuori dal centro storico, penetrando nei boschi del
Subasio, si incontra l’Eremo delle Carceri: qui il Santo e i
suoi compagni si ritiravano per pregare, isolandosi nelle
grotte. Il convento custodisce al suo interno la suggestiva
Grotta di San Francesco, con il suo letto di pietra. Francesco
fu poi all’Abbazia di Vallingegno, nella chiesa di Bovara,
a Vecciano, a Montefalco, sull’Isola Maggiore del Trasimeno,
al santuario di Monteluco, a Rivotorto, a Narni dove fondò
il Convento dello Speco.
Acque.
Sorgenti di purezza, un tuffo nel benessere. Umbria ed acqua:
non è certo il primo binomio che viene in mente, quando si considerano
le tipicità della regione. Eppure, queste terre sono ricchissime di
acque che sgorgano da fonti spesso celebrate già in antichità.
Acque purissime da bere, termalismo e moderni centri benessere
attrezzati concorrono a fare dell’Umbria il luogo ideale per chi vuole
rigenerare corpo e mente all’insegna del relax.
Nel territorio regionale sono presenti ben 17 sorgenti L’Umbria può vantare anche un patrimonio di acque
di acque minerali utilizzate ai fini dell’imbottigliamento riconosciute utilizzabili per usi termali e terapeutici.
con 21 celebri marche commercializzate in tutto il mondo. Tra le più note ci sono sicuramente le Terme di Fontecchio
Un patrimonio considerevole a tal punto da indurre l’Umbria a Città di Castello, dove Plinio il Giovane portava la splendida
ad identificarlo con uno specifico marchio regionale. moglie Calpurnia.
A titolo d’esempio sorgenti o località dai nomi rinomati
Nel Medioevo le fonti erano tutelate da un editto che
come Sangemini, Nocera Umbra, San Faustino, Fonte Tullia,
prevedeva la pena di morte per chi le avesse inquinate.
Fonte Angelica (o Acqua Santa), Rocchetta, Sassovivo e
Oggi vi si praticano varie cure termali e cicli di riabilitazione.
Tione fanno ormai parte del vissuto quotidiano di intere
generazioni. Il colpo d’occhio del complesso delle Terme Francescane
di Spello, è notevole: un vasto parco impreziosito da varie
La maggior parte delle sorgenti di acque di caratteristiche
sorgenti di acque solforose e da un bellissimo lago. Alle cure
oligominerali sono ubicate nella dorsale appenninica nei
termali si accompagnano diverse attività sportive. Inoltre,
comuni di Scheggia-Pascelupo, Gualdo Tadino, Nocera
da segnalare, nel territorio di Lugnano in Teverina
Umbra, Foligno, Sellano, Cerreto di Spoleto e Gubbio.
le benefiche acque sulfuree delle Terme di Ramici
A ridosso dei massicci carbonatici dei Monti Martani, nell’omonimo parco.
oltre alle altre fonti di acqua oligominerale, troviamo le
Grande è infine l’offerta di moderni e attrezzatissimi centri
acque medio-minerali effervescenti naturali nei comuni
wellness, ubicati in strutture ricettive di grande charme,
di Massa Martana, Sangemini e Acquasparta.
sovente situate nelle splendide campagne umbre, a ridosso
Altre importanti sorgenti sono localizzate nei territori di città d’arte e borghi medioevali. Un modo davvero pieno di
di Montecastrilli e Spello. Completa il quadro delle acque trascorrere una vacanza rilassante ma anche ricca di stimoli
oligominerali la sorgente ubicata nei complessi vulcanici e suggestioni.
del comune di Orvieto. Nella vicina Parrano le acque termali
sgorgano ad una temperatura di circa 30°.
Città di Castello - Terme di Fontecchio
Informazioni.
IAT DI CASTIGLIONE DEL LAGO Tel. 0759 220 693 – Fax. 0759 273 409
IAT DI TERNI (Comuni di Castiglione del Lago, Città info@[Link]
(Comuni di Terni, Acquasparta, Arrone, Calvi della Pieve, Magione, Paciano, Panicale, [Link]
dell’Umbria, Ferentillo, Montefranco, Narni, Passignano sul Trasimeno, Piegaro, Tuoro
Otricoli, Polino, San Gemini, Stroncone) sul Trasimeno)
Via Cassian Bon, 4 - 05100 Terni [Link] Mazzini, 10 - 06061
Castiglione del Lago IAT DI ORVIETO
Tel. 0744 423 047 – Fax. 0744 427 259 (Comuni di Orvieto, Allerona, Baschi, Castel
info@[Link] Tel. 0759 652 484 – 0759 652 738 Giorgio, Castel Viscardo, Fabro, Ficulle,
[Link] Fax. 0759 652 763 Montecchio, Montegabbione, Monteleone
[Link] info@[Link] di Orvieto, Parrano, Porano, San Venanzo)
[Link] [Link] Duomo, 24 - 05018 Orvieto
[Link]
Tel. 0763 341 772 – Fax. 0763 344 433
IAT DI AMELIA info@[Link]
(Comuni di Amelia, Alviano, Attigliano, [Link]
Avigliano Umbro, Giove, Guardea, Lugnano IAT DI CITTÀ DI CASTELLO
in Teverina, Montecastrilli, Penna in (Comuni di Città di Castello, Citerna, Lisciano
Teverina) Niccone, Monte Santa Maria Tiberina,
Via Roma, 2 - 05022 Amelia Montone, Pietralunga, San Giustino, IAT DI SPOLETO
Umbertide) (Comuni di Spoleto, Campello sul Clitunno,
Tel. 0744 981 453 – Fax. 0744 981 566 [Link] Matteotti Castel Ritaldi, Giano dell’Umbria)
info@[Link] 06012 Città di Castello [Link] della Libertà, 7 - 06049 Spoleto
[Link]
Tel. 0758 554 922 – Fax. 0758 552 100 Tel. 0743 218 621/20 – Fax. 0743 218 641
info@[Link] info@[Link]
[Link] [Link]
IAT DI ASSISI [Link]
(Comuni di Assisi, Bastia Umbra, Ufficio Informazioni di Umbertide
Bettona, Cannara) Via Cibo, 26 – 06019 Umbertide
[Link] del Comune, 22 - 06081 Assisi Tel. e Fax. 0759 417 099
IAT DI TODI
Tel. 075 813 8680 – Fax. 075 813 8686 (Comuni di Todi, Collazzone, Fratta Todina,
info@[Link] Marsciano, Massa Martana, Monte Castello
[Link] di Vibio)
[Link] del Popolo, 38/39 - 06059 Todi
Città di
Castello
Gubbio
Umbertide
Castiglione del
Lago Assisi
Perugia
Foligno
Norcia
Todi
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Amelia
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dell’Umbria