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Scapigliati

Preludio di Praga
Noi siamo i figli dei padri ammalati; l’eredità del dubbio e dell’ignoto,
aquile al tempo di mutar le piume, il tuo re, il tuo pontefice, il tuo boja,
svolazziam muti, attoniti, affamati, il tuo cielo, e il tuo loto!
sull’agonia di un nume. Canto litane di martire e d’empio;
Nebbia remota è lo splendor dell’arca, canto gli amori dei sette peccati
e già dall’idolo d’or torna l’umano, che mi stanno nel cor, come in un tempio,
e dal vertice sacro il patriarca inginocchiati
s’attende invano; Canto le ebbrezze dei bagni d’azzurro,
s’attende invano dalla musa bianca e l’Ideale che annega nel fango...
che abitò venti secoli il Calvario, Non irrider, fratello, al mio sussurro,
e invan l’esausta vergine s’abbranca se qualche volta piango,
ai lembi del Sudario… giacché più del mio pallido demone,
Casto poeta che l’Italia adora, odio il minio e la maschera al pensiero,
vegliardo in sante visïoni assorto, giacché canto una misera canzone,
tu puoi morir!… degli anticristi è l’ora! ma canto il vero!
Cristo è rimorto! –
O nemico lettor, canto la Noja,

- Campo semantico della malattia e morte


- Disperazione
- Sacralità, spiritualità
- Anti-religione
- Tema della rottura con il passato
- Rottura con ciò che è considerato positivo e in grado di salvare gli umani
- ‘Anticristi’ denota isolazione, non essere accettati
- Ciò che raccontano gli scapigliati è scomodo ma vero

Charles Baudelaire
Metà 1800 in Francia
‘spleen’ = milza
 milza produce ‘umore nero’ (angoscia, noia...)
 Caratteristica della poetica: dilemma tra ricerca della bellezza e del destino angosciato
dell’uomo
Poeti bohème o maledetti = scapigliati
 Vita irrequieta
 Poetica macabra
 Attenzione al dolore e noia
 Artista è incompreso e quindi si isola, malinconia
 Bohème utilizzano anche droghe come l’oppio per produrre testi
Traduce i racconti di Edgar Allan Poe  macabro
Relazione amorosa tumultuosa con Jeanne Duval
Lavora nel giornalismo, critica d’arte
1857 I fiori del male
 scandalo e andrà a processo
 ‘fiori’ perché i fiori sono affascinanti e anche il male ha questo paradosso

“Ti adoro”
Ti adoro al pari della volta notturna,
o vaso di tristezza, o grande taciturna!
E tanto più t’amo quanto più mi fuggi, o bella,
e sembri, ornamento delle mie notti,
ironicamente accumulare la distanza
che separa le mie braccia dalle azzurrità infinite.

Mi porto all’attacco, m’arrampico all’assalto


come fa una fila di vermi presso un cadavere e amo,
fiera implacabile e cruda, sino la freddezza
che ti fa più bella ai miei occhi.

- Contrasto tra una cosa positiva come l’amore e una cosa negativa come la tristezza 
disagio interiore
- Irraggiungibilità della felicità
- Tentativo di migliorare la propria condizione
- Macabro
Corrispondenze
La Natura è un tempio dove incerte parole
mormorano pilastri che son vivi,
una foresta di simboli che l’uomo
attraversa nel raggio dei loro sguardi familiari.
Come echi che a lungo e da lontano
tendono a un’unità profonda e buia
grande come le tenebre o la luce
i suoni rispondono ai colori, i colori ai profumi.

Profumi freschi come la pelle d’un bambino,


vellutati come l’oboe e verdi come i prati,
altri d’una corrotta, trionfante ricchezza
che tende a propagarsi senza fine – così
l’ambra e il muschio, l’incenso e il benzoino
a commentare le dolcezze estreme dello spirito e dei sensi.

- La natura riflette lo stato d’animo del poeta


- Natura come elemento sacro e stabile
- Certezza vs. Incertezza
- Armonia
- Campo semantico delle tenebre
- Il finale lascia in sospeso e crea un paradosso

L’Albatros
Spesso, per divertirsi, i marinai
catturano degli albatri, grandi uccelli dei mari,
indolenti compagni di viaggio delle navi
in lieve corsa sugli abissi amari.
L’hanno appena posato sulla tolda
e già il re dell’azzurro, maldestro e vergognoso,
pietosamente accanto a sé strascina
come fossero remi le grandi ali bianche.

Com’è fiacco e sinistro il viaggiatore alato!


E comico e brutto, lui prima così bello!
Chi gli mette una pipa sotto il becco,
chi imita, zoppicando, lo storpio che volava!

Il Poeta è come lui, principe delle nubi


che sta con l’uragano e ride degli arcieri;
esule in terra fra gli scherni, impediscono
che cammini le sue ali di gigante.

- Albatros come creatura brutta e negativa, goffa


- Contrasto con l’albatros come creatura maestosa
- Società che non comprende
- Il poeta è schernito dalle persone normali ma risalta quando si dà alla poesia e quindi
si eleva
- Ciò che rende l’albatros il re dell’azzurro (ali) sono anche ciò che lo rende goffo sulla
terra

Giovanni Verga
1840 Nasce a Catania in una famiglia nobile
Contatti con gli Scapigliati e viene influenzato dal naturalismo francese.

La Lupa
Descrizione negativa della lupa, come se fosse ammalata ma labbra rosse come simbolo della
carnalità
La figlia Maricchia piangeva perché anche lei era isolata a causa di sua madre.
La Lupa si innamora di Nanni (soldato), ma lui le dice di voler sposare sua figlia. Allora la
Lupa costringe Maricchia a sposarlo.
Nanni inizia a incontrare la Lupa in segreto. La Lupa è descritta come tentazione dell’inferno,
e Nanni cerca rifugio nella religione ma la tentazione è troppo forte.
Rosso Malpelo
Lavora in una miniera in Sicilia, rosso di capelli e associato al diavolo
Il padre muore davanti a lui facendo il suo stesso lavoro
 Rosso Malpelo dimostra sensibilità perché cerca in tutti i modi di liberare il padre
 Il padre lo amava molto e cercava di proteggerlo
Dopo la morte del padre deve lavorare di più, si impegna nel lavoro e si sfoga sui più deboli
Protegge il Ranocchio che è cagionevole
 il suo modo di proteggere il Ranocchio è di temprarlo e picchiarlo per insegnargli a
difensersi
 Aiuta il Ranocchio quando c’`e un lavoro troppo duro per lui
 Quando Ranocchio muore, Rosso Malpelo decide di prendere tutti i lavori più
pericolosi
La vita a casa è dura
 La madre la disperata di lui
 Lo picchiano
 Pensa che nessuno si interessi a lui
Viene ripetuto molto che lui non abbia paura e non abbia bisogno di riposo etc perché è
‘malpelo’
 Come se non avesse gli stessi diritti degli altri
Fine
 Rosso Malpelo non torna più e va apposta in un posto pericolo
 Gli altri si sentono in colpa per come l’hanno trattato perché hanno paura del suo
fantasma
Confronto Rosso Malpelo-Ciaula
Ciaula si sente più protetta nella miniera vs. Malpelo non ha mai protezione
Ciaula è innamorato della luna vs. Malpelo non ha conforto, al massimo può essere il
Ranocchio

Stile di Verga
 Discorso indiretto libero: in Malpelo, fa capire i discorsi o pensieri dei personaggi in
maniera più naturale così sembra di leggere nella mente del personaggio. In Malpelo
non c’è quasi mai dialogo ma il lettore capisce bene cosa pensi il protagonista
 Straniamento: l’autore si allontana completamente e osserva in maniera oggettiva.
Così vediamo i pensieri di diversi personaggi, come nella fine di Malpelo.

Elsa Morante
Nasce 1912  vive l’occupazione fascista
Inizia a scrivere da giovane, si sposa con Moravia, e frequenta molti scrittori dell’epoca come
Pasolini e Umberto Saba
Lavora anche su degli adattamenti per il cinema, opere a carattere politico sulla bomba
nucleare
Tenta il suicidio e muore due anni dopo

La Storia
Scritto nel contesto della crisi economica, dei moti del ‘68
Protagonista è la maestra Ida Ramundo che insegna durante gli ultimi anni del fascismo
 Finisce in manicomio dopo che le muoiono i figli
Il titolo viene dal fatto che Morante vuole raccontare la storia che non viene tramandata
ufficialmente, cioè la storia delle vittime dei soprusi  storia con la S maiuscola
Usa la narrazione in terza persona per raccontare la realtà e spesso usa uno stile molto intenso

Cesare Pavese
Nasce nel 1908 nelle Langhe e viene molto influnzato dagli autori americani come Walt
Whitman
E’ antifascista e viene arrestato. Anni dopo si iscrive al Partito Comunista e inizia a studiare i
miti e il folkore
Si suicida

Neorealismo
La narrativa che non aspira alla perfezione tecnica ma neanche alla mancanza di precisione

La casa in collina
Protagonista Corrado vive a Torino come Pavese e non è ebreo
 Racconta la Seconda Guerra Mondiale in modo diverso dagli altri racconti dell’epoca
 Viene ospitato da una famiglia nelle Langhe per scappare dalla città
 I fascisti iniziano a portare via gente cara a Corrado
 Si rifugia in un collegio
 Corrado torna a Torino e deve attraversare la collina per evitare di prendere il treno e
farsi scoprire
Preferisce la vita in collina perché è più tranquilla e ha molta paura di morire anche lui a
causa della guerra
Giuseppe Ungaretti
Nasce nel 1888 ad Alessandria d’Egitto perché il padre lavorava al canale di Suez
Studia filosofia a Parigi, lavora come corrispondente commerciale
Prima Guerra Mondiale: interventista e volontario che si arruola
Aderisce al fascismo
Fa molti viaggi come giornalista

Soldati
Si sta come
d’autunno
sugli alberi
le foglie

- Analogia dei soldati come foglie; enjambement = frase separata su più versi
- È implicito che d’autunno le foglie cadano, come i soldati sotto ai proiettili
- Scritta nel 1918 nella raccolta Allegria (tema autobiografico, soprattutto della guerra)
- Il titolo è essenziale per capire il testo
Veglia

Cima Quattro il 23 dicembre 1915

Un’intera nottata
buttato vicino
a un compagno
massacrato
con la sua bocca
digrignata
volta al plenilunio
con la congestione
delle sue mani
penetrata
nel mio silenzio
ho scritto
lettere piene d’amore
Non sono mai stato
tanto
attaccato alla vita

- Morte
- Tranquillità / amore
- Tema autobiografico, parte di Allegria

San Martino del Carso


Di queste case
non è rimasto
che qualche
brandello di muro

Di tanti
che mi corrispondevano
non è rimasto
neppure tanto

Ma nel cuore
nessuna croce manca

È il mio cuore
il paese più straziato

- Distruzione
- nel cuore nessuna croce manca = coome nel cimitero, una croce in ricordo dei caduti,
che continuano a vivere nel suo cuore/memoria
- perché vede la realtà di adesso
- Scritta nel 1916, parte di Il Porto Sepolto
- Titolo completa il testo dandoci il luogo di cui si parla
Mattina
Santa Maria la Longa 26 gennaio 1917
M'illumino
d'immenso
- Ripetizione del suono ‘m’
- Sinestesia tra la luce e lo spazio
- Raggiungere uno stato più alto, il sublime
- Parte dell’Allegria, è un testo sperimentale che vuole perfezionare lo stile
ungarettiano

I fiumi
Cotici, il 16 agosto 1916
Sull’acqua
Mi tengo a quest’albero mutilato
Abbandonato in questa dolina Mi sono accoccolato
Che ha il languore Vicino ai miei panni
Di un circo Sudici di guerra
Prima o dopo lo spettacolo E come un beduino
E guardo Mi sono chinato a ricevere
Il passaggio quieto Il sole
Delle nuvole sulla luna
Questo è l’Isonzo
Stamani mi sono disteso E qui meglio
In un’urna d’acqua Mi sono riconosciuto
E come una reliquia Una docile fibra
Ho riposato Dell’universo

L’Isonzo scorrendo Il mio supplizio


Mi levigava È quando
Come un suo sasso Non mi credo
Ho tirato su In armonia
Le mie quattro ossa
E me ne sono andato Ma quelle occulte
Come un acrobata Mani
Che m’intridono Nascere e crescere
Mi regalano E ardere d’inconsapevolezza
La rara Nelle distese pianure
Felicità
Questa è la Senna
Ho ripassato E in quel suo torbido
Le epoche Mi sono rimescolato
Della mia vita E mi sono conosciuto

Questi sono Questi sono i miei fiumi


I miei fiumi Contati nell’Isonzo

Questo è il Serchio Questa è la mia nostalgia


Al quale hanno attinto Che in ognuno
Duemil’anni forse Mi traspare
Di gente mia campagnola Ora ch’è notte
E mio padre e mia madre. Che la mia vita mi pare
Una corolla
Questo è il Nilo Di tenebre
Che mi ha visto

- Tema della guerra e morte


- Tema del circo
- Tema della natura
- Sensazioni del poeta, ciò che ha imparato attraverso la guerra
- Constrasto tra un circo (che adesso è vuoto) e le nuvole quiete
- Anche nella seconda strofa, la tranquillità viene dalla morte
- Come un’esperienza surreale
- Vicino all’Isonzo (in guerra) l’autore ha capito di essere una ‘docile fibra’
dell’universo perché ha visto che l’individuo è potente. Però il linguaggio dà anche
tranquillità, non gli dà angoscia
- Ogni fiume rappresenta una fase della sua vita
Quasimodo
Alle fronde dei salici
E come potevamo noi cantare
con il piede straniero sopra il cuore,
fra i morti abbandonati nelle piazze
sull’erba dura di ghiaccio, al lamento
d’agnello dei fanciulli, all’urlo nero
della madre che andava incontro al figlio
crocifisso sul palo del telegrafo?
Alle fronde dei salici, per voto,
anche le nostre cetre erano appese,
oscillavano lievi al triste vento.

- Campo semantico della morte e disperazione


- I poeti sospendono la loro attività come penitenza o in segno di rispetto
- Simboli religiosi
- Dilemma del poeta che non riesce a ignorare ciò che succede intorno a sé
- Scritta nel 1946

Italo Calvino
Nasce nel 1923 a Cuba
È partigiano, poi si unisce al Partito Comunista Italiano
1947 Il sentiero dei nidi di ragno
Stile neorealista come Verga

Il sentiero dei nidi di ragno


Prefazione: “Il neorealismo non fu un scuola. Fu un insieme di voci, in gran parte
periferiche, una molteplice scoperta delle diverse Italie, anche – o specialmente – delle Italie
fino allora più inedite per la letteratura.”
Durante l’occupazione tedesca
Pin vive con la sorella che fa la prostituta
Il titolo viene dal luogo in cui Pin trova conforto e scappa
Finisce in carcere, dove conosce Lupo Rosso e si unisce ai partigiani

COLLEGAMENTI
- Scapigliati e Baudelaire = poeti maledetti, visione pessimista
- Verga: Malpelo e Ciaula
- Elsa Morante, Cesare Pavese, Italo Calvino parlano della guerra in prosa
- Ungaretti e Quasimodo parlano della guerra in poesia

Una questione privata


Il partigiano Johnny

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