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Appunti Filosofia 4?

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Argomenti trattati

  • materiale,
  • Liceo,
  • scienze pratiche,
  • filosofia prima,
  • realtà sovrasensibile,
  • Platone,
  • corruzione,
  • scienza,
  • educazione,
  • scienze teoriche
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Platone

Platone vita
Egli è uno dei massimi pensatori di tutti i temi ed è uno dei filosofi più importanti di sempre.
Nasce ad Atene nel 427 a.C da una famiglia aristocratica è discendente del re Codro, sembra che il
suo vero nome sua Aristocle e nel 408 conosce Socrate con il quale diventa amico e prova una forte
ammirazione tanto da basare la sua filosofia su quella del filosofo.
Compie molti viaggi soprattutto a Siracusa dove ci va spesso presso il giovane Dione con il quale
instaura una forte amicizia, è proprio in Sicilia fonda la sua scuola filosofica cioè l’Accademia.
Infine muore nel 347 a.C all’età di ottant’anni.
Per quanto riguarda le sue opere, nel complesso possediamo l’Apologia di Socrate che sono 34
dialoghi e 13 lettere che possiamo dividere in:
● periodo giovanile, nel quale conosce Socrate, e ricordiamo l’Apologia di Socrate
● periodo della maturità, nel quale esprime il suo pensiero
● periodo della vecchiaia

Platone pensiero
Per quanto riguarda il suo pensiero, questa voglia di fare filosofia nasce dalla profonda delusione di
fronte all’ingiustizia e alla corruzione che regnava nella sua città, soprattutto dopo avvenimenti come
la condanna a morte di Socrate ed i governi ingiusti come quello dei Tiranni.
Secondo Platone, la crisi sociale che regnava era l’espressione di una crisi più profonda che
riguardasse l’esistenza umana, di fatto egli pensa: se a guidare la città ci sono persone che non
sanno guardare oltre la verità apparente e non sanno cosa sono le virtù, come si può sperare che
questa sia amministrata secondo la giustizia?
Dunque pensa che solo grazie alla filosofia, si può arrivare alla formazione del bene.

Per dare corpo a questo progetto di rigenerazione spirituale, Platone istituì nel 387 a.C un istituto di
educazione superiore chiamato “Accademia”, dove si concentrano gli studi con l’obiettivo di istituire gli
uomini politicamente verso il bene.

Come Socrate, anche Platone usa il modello socratico della comunicazione per esprimere l’idea della
verità e la ricerca di questa.
Dunque, la sua indagine filosofica procede a tappe ma non giunge mai al possesso definitivo della
verità, facendo esprimere la propria opinione ed esprimendo un differente punto di vista su un tema
comune ed hanno delle caratteristiche specifiche:
● gli interlocutori sono in gente ben identificati, al contrario dei sofisti che si rivolgevano più
generalmente
● la finalità dei discorsi è per ricercare la verità ambo i lati, a differenza dei sofisti che
tendevano a convincerti con la loro idea
● i dialoghi avevano discorsi brevi con risposte rapide

Infine Platone, per esprimere il suo pensiero utilizza il mito, che ha due funzioni:
● serve per comunicare in un modo più accessibile, facendo capire a tutti i cittadini in modo
semplice questa dottrina difficile
● serve per alludere a realtà che vanno oltre l’indagine razionale a cui l’autore crede

La teoria delle idee


Tutto il sistema filosofico elaborato da Platone si poggia sulla teoria delle idee. Per Platone Esiste una
realtà sovrasensibile, chiamata iperuranio, dove risiedono le idee, entità immutabili e perfette, di cui il
mondo in cui viviamo non è che una copia imperfetta.

In polemica con il relativismo promosso dai sofisti, egli individua due gradi di conoscenza:

● l’opinione, è una verità mutevole e imperfetta dato che si basa sulle cose mutevoli ed
imperfette che percepiamo tramite i sensi
● la scienza, invece, attraverso la ragione riesce ad elevare l’uomo dal mondo sensibile fino a
farlo giungere a una conoscenza immutabile e perfetta.

Il rapporto tra iperuranio e mondo sensibile, ovvero tra idee e cose, è duplice:
● Le idee rappresentano il criterio di giudizio delle cose, poiché noi per identificare un
determinato oggetto come una sedia, dobbiamo riferirci all’idea di sedia.
● Le idee sono la causa delle cose, ovvero le cose del mondo sensibile sono imitazioni, seppur
imperfette delle idee.

Il mito della caverna

Il mito della caverna è la descrizione narrativa del percorso conoscitivo del filosofo, il quale, nella sua
ricerca della verità, di fatto narra di due schiavi intrappolati in una caverna buia che sono a
conoscenza solo delle ombre proiettate sul muro e pensano il mondo sia costituito di quelle. Quando
però, uno dei due riesce a liberarsi e scopre il mondo esterno, scopre il mondo reale e torna
all’interno cercando di aiutare l’altro schiavo, che però non credendolo lo deride.

Aristotele
Vita
Aristotele è uno dei massimi pensatori di tutti i tempi ed egli ha ridefinito il ruolo della conoscenza
filosofica non orientandola più sulla politica ma identificandola con la conoscenza disinteressata della
realtà in tutti i suoi aspetti.
Egli nasce a Stagira nel 367 e poco dopo si trasferisce ad all’età di 17 anni si trasferisce ad Atene
diventando studente di Platone, dove entrò nel 367 a.C. e resto fino ai 20.
Aristotele è meno interessato alla vita politica rispetto al suo maestro Platone per due motivazioni:
● il filosofo vive durante la crisi delle città greche, che dal IV secolo perdono autonomia e
vengono sottomesse dalla Macedonia che non permette ai cittadini di interessarsi alle
vicende pubbliche
● egli non era Ateniese ma proveniva dalla penisola Calcidica, dunque essendo considerato
come uno straniero non poteva fare carriera
Con la morte di Platone nel 347 a.C. egli si trasferisce ad Asso in Asia Minore dove conosce il
giovane naturalista Teofrasto con il quale si stabilisce a Mitilene nell’isola di Lesbo studiando la
biologia marina; è probabile che l’interesse verso le scienze naturali derivano dall’eredità culturale del
padre Nicomaco.

Nel 342 a.C si trasferisce a Pella e frequentando la corte macedone diviene precettore di Alessandro
Magno il quale lo fa tornare ad Atene dove fonderà la sua scuola filosofica chiamata “Liceo”.
L’istituzione si trovava al di fuori della città di Atene, in un bosco consacrato ad Apollo Licio (dal quale
prenderà il nome) e che verrà chiamato anche “Peripato” a causa dell’usanza dei membri di
passeggiare nei giardini.
Questa scuola:
● non aveva intenti religiosi e politici e gli allievi non avevano regole da seguire
● lo scopo principale era l’insegnamento e la ricerca in particolare della ricerca scientifica e
storica
● aveva un materiale didattico vasto, di fatto può essere considerato come la prima importante
biblioteca di Grecia
● nel mattino si svolgevano lezioni per un pubblico selezionato, come se fosse un seminario,
affrontando temi di logica, fisica e filosofia
● nel pomeriggio invece si svolgevano lezioni per un pubblico più ampio, affrontando temi di
retorica, etica e politica
● inoltre per egli non esiste un metodo universale ma ogni disciplina ha bisogno del proprio (per
esempio la matematica il metodo dimostrativo e la politica il qualitativo)

Alla morte di Alessandro Magno, Aristotele viene accusato di empietà a causa della sua amicizia col
governo macedone, e si rifugia a Calcide in Eubea.
Per quanto riguarda le opere giovanili di Aristotele, queste sono definite come “essoteriche” (dal greco
esterno) dato che erano visibili a tutti; possiamo ricordare:
- Sulla filosofia: dove dice che la filosofia fin dall’inizio aveva il compito di interrogare gli uomini
sul mondo
- Protrettico: che conteneva un invito a dedicarsi alla filosofia considerata come il fine supremo
dell’uomo
- Eudemo: dedicato ad Eudemo di Cipro dove dice che la vera patria non è quella in cui
viviamo succube di impurità ma è quella dell’altro mondo

Per quanto riguarda le opere della maturità, erano dedicate ad un pubblico minore come integrazione
delle spiegazioni del maestro (come se fossero attuali dispense universitarie); le opere che abbiamo
sono grazie alla scrittura di Andronico da Rodi.

Il progetto filosofico
Per Aristotele c’è una rigorosa corrispondenza tra la struttura dell’essere e la sua espressione nel
linguaggio delle scienze: le conoscenze sono il riflesso delle cose che sono rappresentate dalle
scienze che rispecchiano l’ordine razionale del mondo.
Il compito della filosofia, dunque, è la conoscenza disinteressata verso la realtà, inoltre il filosofo deve
tracciare una “mappa dei saperi” (una enciclopedia) in cui le varie scienze sono suddivise per oggetto
e metodo.
Dunque abbiamo tre aree:
- scienze teoriche (matematica, fisica e filosofia) che hanno come oggetto il necessario e come
metodo quello dimostrativo
- scienze pratiche (etica e politica)
- scienze produttive (architettura, musica, danza e retorica) che hanno come oggetto il
possibile e come metodo quello non dimostrativo

Approfondimento pag. 236-237


Questo brano proviene dal primo libro Della Metafisica, che sostiene che la filosofia è nata dal
bisogno di sfuggire dall'ignoranza ed è un’attività slegata dalle attività economiche e materiali ma
solamente collegata al benessere che conquisti quando l’anima si volge alla ricerca della verità.

La metafisica
I primi 14 libri vengono chiamati da egli come “Filosofia Prima”, una scienza considerata come
difficilissima dato che è massimamente lontana dai sensi e non immediatamente conoscibile; i
problemi principali della metafisica sono: la teoria della sostanza e la teologia.

La critica al platonismo
Innanzitutto muove una critica al platonismo contro la teoria della divisione tra il mondo delle idee e
mondo sensibile, dato che le idee non sono altro che un doppione della realtà; abbiamo varie
motivazioni:
● Platone presuppone l’esistenza come sostanza di certe idee, come la bellezza, che però nella
realtà concreta non esiste davvero
● Le idee non possono essere esterne alla realtà di cui sono l’essenza stessa
● Se la somiglianza tra molti uomini viene fissata nell’idea di uomo, anche la somiglianza tra
questi ultimi dovrà essere fissata facendo creare un “terzo uomo” che porta ad un infinita
pluralità
● le idee, essendo immobili e separate dalle cose, non possono essere causa di movimento
delle cose stesse

La sostanza
Altro concetto affrontato è quello della sostanza, definito come il “che cos’è” di ogni oggetto, cioè tutte
le caratteristiche di codesto.
Dunque tutti gli esseri sono sostanza e poiché tutte le scienze hanno per oggetto la ricerca della
sostanza, hanno tutte uguali dignità.
Dunque, la sostanza è un “sinolo” (un composto) di materia e forma ed ogni oggetto è un composto di
elementi che formano la materia:
● per esempio il Bronzo è la materia, la statua scolpita il sinolo
Dunque materia e forma sono eterne dato che non nascono e periscono, mentre il sinolo è soggetto
al divenire della nascita e della morte.

Le quattro cause della realtà


Secondo Aristotele, le cause della realtà sono 4:
● l’essenza o la forma, dato che è fonte di ciò che una cosa è fatta nella sua perfezione
● la materia o sostrato
● l’agente, da cui è prodotto il divenire
● il fine, in vista del quale il precedente provoca il divenire
Un esempio può essere una sfera di bronzo:
● Il bronzo è la causa materiale
● la sfericità la causa formale
● il fabbro la causa efficiente
● lo scopo del fabbro la causa finale

Potenza ed atto
Per spiegare il movimento inteso come divenire, Aristotele introduce la potenza e l’atto, opponendosi
al pensiero degli eleati per cui non poteva sussistere passaggio dal non essere all’essere, egli
afferma che il divenire stesso è il passaggio tra l’essere in potenza all’atto.
Dunque la potenza è la capacità di produrre l’essere in atto, l’atto la piena realtà dell’essere, un
esempio può essere:
● Il seme è la potenza
● La pianta l’atto
Dunque, il mondo è in continuo divenire passaggio dalla potenza all’atto.

Dio, Pura forma


Dato che non c’è un passaggio dalla potenza all’atto senza un atto persistente, Aristotele immagina
l’esistenza di un Dio che è motore immobile dell’universo.
Dunque Dio ha delle caratteristiche:
● è atto puro, ha pura forma, puro spirito ed è perfetto
● è causa finale del mondo e non efficiente
● è un ordinatore del mondo e si limita a muoverlo attraverso l’amore e la perfezione
● è pura autocoscienza e non c’è passaggio tra la potenza e l’atto

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