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Ungaretti

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Ungaretti

È stato uno dei poeti italiani più importanti del 900. La famiglia era originaria di Lucca ma lui
nacque ad Alessandria d’Egitto perché in quel periodo suo padre lavorava per la costruzione del
canale di Suez, mentre lavorava morì sul lavoro quando Ungaretti aveva solo 2 anni. Le condizioni
economiche peggiorarono però ricevette numerose borse di studio che gli permisero di
continuare gli studi e si diplomò in una scusa Francese ad Alessandria d’Egitto dove vi rimase
fino al 1912 quando si trasferì a Parigi dove conobbe importanti artisti come Marinetti, Picasso,…
Studiò i poeti simbolisti francesi tra cui baudeleir e sopratutto mallarmè che influenzarono la sua
poesia

Nel 1914 torna a Milano e si schiera a favore dell’entrata in guerra dell’Italia per cui l’anno dopo si
schierò come volontario e partecipò alla 1 guerra mondiale, combattendo sul fronte del Carso ed
è proprio qui che troviamo le sue famose poesie di guerra: SOLDATI, FRATELLI, SAN MARTINO
SUL CARSO E VEGLIA. Tutte queste opere vennero raccolte in PORTO SEPOLTO nel 1916; confluì
poi in ALLEGRIA DI NAUFRAGI nel 1919, e nel 1931 solo con ALLEGRIA che è la versione
definitiva.

L’esperienza della guerra per Ungaretti fu tragica diversa dall’entusiasmo iniziale con chi era
andato e dopo la guerra andò a Parigi e poi a Roma dove collaborò con riviste.

Negli anni venti aderì al fascismo di mussolini e tra il 1936-1942 andrà in Brasile come professore
universitario, durante questo periodo fu colpito da vari lutti come quello del figlio e del fratello.
Ritorna a Roma però rinuncia successivamente all’insegnamento.
Morirà a Milano nel 1970.
L’ALLEGRIA: è una sorta di diario di guerra, scrive la data e il luogo in cui vennero concepite le
poesie, scritte in trincea durante la prima guerra mondiale.

UNGARETTI ROMPE CON LA TRADIZIONE, SCRIVE POESIE BREVI, NO ENDECASILLABI, NO


RIME, VERSI BREVI E LIBERI A VOLTE FORMATI DA UNA SOLA PAROLA CHE EGLI CHIAMA
VERSICOLI.
PAROLA ESSENZIALE MA ALLO STESSO TEMPO DENSA DI SIGNIFICATI.
La punteggiatura è quasi assente.
Molto importanti sono le PAUSE e i SILENZI.
Lessico semplice
La sua poesia è pura e che è libera da alcun intento celebrativo o morale
È per questo che Ungaretti viene considerato l’anticipatore dell’ ermetismo che si svilupperà in
Italia tra gli anni 20:30 e 40.

Esempio di parola essenziale ma densa di significato è IL MATTINO: con MI ILLUMINO D


IMMENSO: ci comunica la gioia per un nuovo giorno in cui è ancora vivo e la speranza che la
guerra finisca. Il sentirsi un tutt’uno con l’universo.

Per ottenere questi effetti utilizza molto l’analogia che unisce immagini e sensazioni anche molto
lontane tra loro.

Anche in SOLDATI la chiave di lettura è data dal titolo infatti i soldati si trovano in trincea proprio
come le foglie d’autunno sugli alberi ovvero con un leggero colpo di vento possono cadere
proprio come i soldati possono morire

I temi dell’allegria sono autobiografici: guerra presente anche in VEGLIA


Dove Ungaretti ha passato la notte accanto ad un compagno morto, le sensazioni non sono solo
quelli di sofferenza e terrore ma anche di attaccamento alla vita.

In SAN MARTINO DEL CARSO


Il paese è stato completamente distrutto dai bombardamenti e molti dei suoi compagni sono
morti ma il loro ricordo è ancora vivo nel poeta poiché dice che nel suo cuore alcuna croce
manca. Il suo cuore è però il paese più straziato, come San Martino del Carso è stato distrutto
dalle bombe ancora di più lo è il suo cuore.

Nella poesia FRATELLI possiamo vedere la solidarietà tra i soldati, dove la parola fratello è una
parola tremante nella notte ed esprime solidarietà tra soldati in questa tragedia della guerra.

•La speranza di vita vince sul dolore e sulla morte.


Questo attaccamento alla vita è presente in ALLEGRIA DI NAUFRAGI:
Dopo il naufragio che è metafora della guerra o comunque nelle difficoltà della vita, è forte la
spinta Vitale.

Altro tema ricorrente è L’INFANZIA


Trascorse l’infanzia in Egitto quindi ricorda la sua infanzia.

Altre 2 raccolte poetiche: SENTIMENTO DEL TEMPO E IL DOLORE. In entrambe c’è un recupero
delle forme tradizionali, il lessico diventa più aulico. I
In sentimento del tempo c’è il passare del tempo, il ricordo e il tormento interiore
In il dolore parla del suo dolore individuale perché sono gli anni in cui subì dei lutti ma anche un
dolore collettivo perché sono gli anni della guerra.

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