Verga
*Verga biografia*
Giovanni Verga nacque a Catania nel 1840 da una famiglia agiata con origini nobili. Dopo studi
irregolari in legge, si dedicò al lavoro letterario e al giornalismo, influenzato dal fervente
patriottismo e gusto romantico di Antonino Abate. Lontano dai classici italiani, il suo gusto si
formò leggendo scrittori francesi moderni. Nel 1865 si recò a Firenze e nel 1869 tornò deciso a
soggiornarvi per liberarsi dai limiti della cultura provinciale e entrare in contatto con la vera
società letteraria italiana.
Inizialmente, Verga scrisse romanzi melodrammatici ambientati in Sicilia, come "Una peccatrice"
e "Storia di una capinera" a Catania e Firenze. A Milano, completò "Eva", che critica la società
materialista.
Successivamente seguono romanzi che analizzano le passioni mondane come: Eros che parlava
del progressivo inaridirsi di un giovane aristocratico corrotto dalla società, e Tigre reale che
parlava di un giovane innamorato di una donna divoratrice di uomini.
Dopo un silenzio di tre anni, esce Rosso Malpelo che é la prima opera che si distacca dal
romanticismo, che ha una narrazione popolare. Questa svolta verista peró non significa che
Verga vuole abbandonare gli ambienti dell alta società per quelli popolari, anzi tornerà a studiarli
con le conoscenze in più che sta acquisendo studiando la parte piu bassa della societá.
Verga ha un nuovo modo di scrivere che si basa sull impersonalitá questo per far si che la storia
debba sembrare un fatto reale quindi il narratore non è più onnisciente ma è allo stesso livello di
personaggi e non dà più delle informazioni in più sui luoghi sui personaggi ma i lettori leggendo
la storia tramite gli atteggiamenti dei personaggi ne coglie le conclusioni. Inoltre il narratore parla
come se si rivolgesse a chi conosce già quelle persone e quei luoghi infatti riflette il punto di
vista della società popolare usando linguaggi semplici e proverbi popolari
Verga ha in mente di scrivere una serie di romanzi che esplorano la vita in Italia, dalla classe più
bassa alla più alta. A differenza di Zola, non si concentra sull'ereditarietà, ma vuole dipingere un
quadro completo della società. Il tema unificante è la lotta per la sopravvivenza, ispirata alle
teorie di Darwin. Verga si interessa agli emarginati, coloro che sono sconfitti dalla società. Il
primo romanzo, "I Malavoglia", tratta della lotta per i bisogni materiali nelle classi più basse, dove
il meccanismo sociale è più semplice. Gli altri romanzi esploreranno l'ascesa attraverso le classi
sociali, dalla ricchezza borghese alla vanità aristocratica, all'ambizione politica e artistica. Lo stile
e il linguaggio si adatteranno a ogni fase di questa scala sociale.
"I Malavoglia" è il primo romanzo di una serie che racconta la vita di una famiglia di pescatori
chiamata "Malavoglia" perche nell uso popolare i soprannomi sono il contrario delle qualitá di chi
li porta. Vivono ad Aci Trezza, conducono una vita felice e serena ma quando il figlio Ntoni va via
per il servizio militare, la famiglia affronta difficoltà. Un tentativo di commercio di lupini finisce in
un naufragio, causando tragedie come la morte di Bastianazzo e la pignorazione della casa.
continua la sfortuna con la morte di Luca (il secondogenito) in guerra e la madre uccisa dal
colera. Ntoni, influenzato negativamente dalla vita nella grande città, si dedica al contrabbando,
finendo in problemi legali. La disgrazia porta a disonore e divisione familiare, con Lia che fugge,
Mena che non può sposarsi e il vecchio padron 'Ntoni che muore. Alessi (l ultimo figlio) riesce a
riscattare la casa, ma Ntoni, uscito di prigione, si rende conto di non poter tornare e parte per
sempre.
*Le novelle rusticane*
Il tema attorno a cui ruota la raccolta delle novelle rusticane è la roba, il possesso materiale, visto
dai protagonisti come unica possibilità di contrastare la miseria della condizione umana, in una
lotta per la sopravvivenza che ha solo vinti e nessun vincitore.
Rosso Malpelo
Rosso Malpelo è un ragazzo di cui quasi tutti ignorano il vero nome, al punto che persino la
mamma lo ha quasi dimenticato. Tutti, infatti, lo chiamano Malpelo per via dei suoi capelli rossi
che gli sono valsi non solo questo spiacevole soprannome, ma anche una pessima nomina.
Stando alle credenze popolari, infatti, i capelli rossi sono indice di cattiveria. Trascurato e
maltrattato da tutti, madre e sorella comprese, Malpelo cresce “torvo, ringhioso, e selvatico"
rassicurato solo dal padre, che lo difende spesso, con cui lavora presso una cava di rena.
Le cose precipitano quando l’uomo, Mastro Misciu detto Bestia, accetta di abbattere un pilastro
considerato ormai inutile. Si tratta di un incarico molto pericoloso, accettato solo per bisogno di
denaro, che finisce con il costargli la vita malgrado gli sforzi compiuti dal figlio per liberarlo dalle
macerie. Il lutto segna profondamente Malpelo, che decide di meritarsi definitivamente la nomina
dovuta al suo aspetto e inizia effettivamente a comportarsi in modo cattivo con tutti e ad avere
comportamenti violenti di vario tipo arrivando anche a picchiare il vecchio asino.
La sua solitudine fatta solo di duro lavoro, però, non è destinata a durare, perché alla cava arriva
Ranocchio: un ragazzo con un femore lussato molto gracile e inesperto. Tra i due nasce uno
strano legame: Malpelo maltratta il nuovo arrivato e si rivolge spesso a lui in modo violento ma,
d’altro canto, fa di tutto per proteggerlo dandogli il proprio cibo e svolgendo al suo posto le
mansioni più pesanti. Il tempo trascorre in questo modo fino a che il cadavere di Mastro Misciu
non viene ritrovato consentendo al ragazzo di recuperare almeno gli attrezzi da lavoro del padre,
che decide di tenere come ricordo. Si tratta di una magra quanto temporanea consolazione:
Ranocchio, malato di tisi, dopo essere finito a terra per via di una spinta del suo compagno di
lavoro, peggiora e, nonostante gli sforzi dell’amico che gli porta vino e minestra nel tentativo di
farlo riprendere, muore.
Ora Malpelo è definitivamente solo. La madre e la sorella sono andate a vivere altrove e a lui non
resta che lavorare nella cava dove le giornate sono talmente dure da spingere addirittura un
evaso, che lì aveva trovato un impiego e un rifugio, a cercare una soluzione migliore. Senza
nessuno che si prende cura di lui, il ragazzo accetta di svolgere le mansioni più ingrate e
rischiose al punto che un giorno, portando con sé gli attrezzi del padre, scompare durante
un’esplorazione del sottosuolo alla ricerca di un pozzo. Inghiottito dalla terra Malpelo scompare
lasciando ai ragazzi una pesante eredità: la paura che il suo fantasma si aggiri per la cava “coi
capelli rossi e gli occhiacci grigi".