Associazione Guide E Scout Cattolici Italiani
GRUPPO GRUMO APPULA 1
PARROCCHIA S. MARIA DI MONTEVERDE
PASQUA 2023
CENA EBRAICA
LODATE IL SIGNORE PERCHÉ È BUONO, ETERNA È LA SUA
MISERICORDIA
Questo libretto è di_____________________
INTRODUZIONE
Lettore: Oggi celebriamo la Pasqua ebraica. Non per scimmiottare una cerimonia
di un’altra religione, ma per capire meglio l’Ultima Cena di Gesù, durante la
quale è stata istituita l’Eucarestia.
Gli Ebrei sicuramente la vivono ancora oggi in modo molto simile all’ebreo Gesù,
ma dobbiamo tenere conto di due cose: la prima è che negli ultimi duemila anni il
rito è un po’ cambiato, la seconda è che Gesù lo ha modificato, per trasformarlo
da rito di ringraziamento per l’uscita d’Egitto a rito in cui si dona a noi nella
“nuova ed eterna alleanza” nel pane e nel vino.
La Pasqua nasce dall’unione di due feste antiche, entrambe legate alla primavera:
quella dei pastori nomadi, che prima di partire per i pascoli primaverili
sacrificavano a Dio un agnello e ne spargevano il sangue sui pali delle tende e
quella degli agricoltori sedentari, che ogni anno in primavera offrivano le primizie
a Dio. Dopo la prima raccolta dell’anno buttavano il lievito vecchio, che essendo
un organismo vivente tende a degenerare, e ne rifacevano di nuovo, quindi per
una settimana mangiavano azzime perché non c’era lievito. Mosè, (1250 a.C.)
libera il suo popolo in corrispondenza di questa festa, che diventa la festa della
liberazione dalla schiavitù d’Egitto.
Al ritorno dall’Esodo di Babilonia, circa nel sesto secolo a. C., c’è la grande
riforma dell’ebraismo di Esdra e Neemia, e la Pasqua assume il ruolo di festa
principale, attorno al Tempio ricostruito a Gerusalemme, unico posto dove si
sacrifica l’agnello. Questa era ancora la situazione all’epoca di Gesù.
Dopo la distruzione del Tempio nel 70 d. C. si è avuta la seconda grande
riorganizzazione dell’ebraismo, con la redazione della Misnà e del Talmud, ed è
lì che si è fissato il rito usato oggi dagli ebrei.
CANTO: COME TU MI VUOI
Eccomi signor, vengo a te mio Re, che si compia in me la tua volontà.
Eccomi Signor, vengo a te mio Dio, plasma il cuore mio e di te vivrò.
Se tu lo vuoi, Signore manda me e il tuo nome annuncerò.
COME TU MI VUOI IO SARO', DOVE TU MI VUOI IO ANDRO'.
QUESTA VITA IO VOGLIO DONARLA A TE PER DAR GLORIA AL TUO NOME, MIO RE.
COME TU MI VUOI IO SARO', DOVE TU MI VUOI IO ANDRO'. SE MI GUIDA IL
TUO AMORE PAURA NON HO. PER SEMPRE IO SARO' COME TU MI VUOI
Eccomi, signor, vengo a te mio Re, che si compia in me la tua volontà.
Eccomi, Signor, vengo a te mio Dio, plasma il cuore mio e di te vivrò.
Tra le tue mani mai più vacillerò e strumento tuo sarò
RIT.
BEDIKAT CHAMETZ
(Ricerca del cibo lievitato)
Lettore: Non ci deve essere cibo lievitato o fermentato in casa, perché rappresenta il superbo
e l’uomo infelice che rimugina il male ricevuto e fa gonfiare
il risentimento nel suo cuore.
Attività: Caccia al tesoro in giro per la casa buia a trovare
una decina di pezzi di pane aiutati da una candela (o una
torcia). I pezzi trovati si avvolgono in un pezzo di carta,
perché le briciole non vadano dispersi. Si bruciano in un
braciere.
Il capo tavola recita:
Benedetto sei tu Signore nostro Dio, re dell’universo
(baruch attà adonai elohenu melek ha olam), che ci hai santificato con i tuoi comandamenti
e ci hai comandato di eliminare il chametz.
Tutti rispondono Amen.
(E per annullare i pezzi eventualmente non trovati) il capo tavola recita:
Tutto il lievito o tutte le sostanze lievitate che si trovano nella mia proprietà, che io non
abbia visto o eliminato e di cui non sia al corrente, saranno considerate nulle e di nessuno,
come la polvere della terra.
Tutti rispondono Amen
KADESH
(Consacrazione della festa)
La tavola è apparecchiata. Davanti a ognuno un piatto con le ciotole (ka’arà) con il cibo.
Attività: Si versa il primo bicchiere di vino.
Il capo tavola dice:
Benedetto sei Tu Signore nostro Dio, re dell'universo, Tu che
crei il frutto della vite.
Tutti rispondono Amen (si beve piegandosi verso sinistra).
Lettore: Questo gesto lo si fa per sottolineare che si è uomini
liberi: in passato le persone importanti mangiavano sdraiate sui triclini, con la mano destra
libera e appoggiandosi sul gomito sinistro. Oggi ne approfittano i bambini che possono
stravaccarsi.
Poi tutti insieme:
Benedetto sei Tu, o Signore Dio, re dell'universo, che ci hai scelti fra tutti i popoli e ci hai
innalzati sopra ogni lingua e ci hai santificati mediante i tuoi comandamenti. Nel tuo amore
per noi, Tu ci hai dato, o Signore nostro Dio, momenti di gioia, feste, tempi di letizia, questo
giorno di festa delle azzime, questo bel giorno di sacra riunione, festa della nostra libertà,
sacra riunione in ricordo dell'uscita dall'Egitto. Veramente Tu hai scelto e consacrato noi tra
tutti i popoli e ci hai dato le tue sante feste da vivere in gioia ed allegrezza. Benedetto sei Tu,
o Signore, che santifichi Israele e le sue feste.
Il capotavola: Benedetto sei Tu Signore nostro Dio, re dell'universo, che ci hai fatto vivere,
ci hai mantenuto saldi e ci hai fatti giungere a questo momento.
Tutti rispondono: Amen
URCHAZ
(Lavaggio delle mani)
Attività: Ognuno si lava le mani in silenzio (in passato forse anche
i piedi perché mangiavano sdraiati) con la caraffa e bacile, prima
tre spruzzi sulla mano destra e poi tre sulla sinistra (abluzioni).
Lettore : Qui Gesù avrebbe fatto la “lavanda dei piedi” che
conosciamo, perché il bacile e l’asciugamano dovevano essere portati
dal più giovane e i discepoli discutevano su chi dovesse fare questo servizio. Noi possiamo
aiutarci a vicenda.
CARPAS
(Antipasto_Il Sedano)
Attività: Si intinge il sedano (o prezzemolo o patata) nell’acqua salata (o aceto o
limone).
Il capotavola recita:
Benedetto sei Tu Signore nostro Dio, re dell'universo, Tu che crei il
frutto della terra
Si risponde Amen
E si mangia
Iachatz
(Dividere)
Attività: Il capo tavola divide la seconda delle sue tre azzime in due
parti lasciando la prima e la terza integre. Nasconde la parte più
grande sotto la tovaglia per conservarla per il dessert (viene detto
afikomen, dal greco epikomion, ciò che viene dopo )
Magghid
(Narrazione)
Attività: Si prende un pezzo di azzime e si pone nella propria ciotola. Si solleva il piatto
con il pane
e si recita (nella Pasqua ebraica questa parte viene detta in aramaico):
Tutti: Questo è il pane della sofferenza che i nostri padri mangiarono in
terra di Egitto. Ogni persona che ha fame venga a mangiare e ogni
persona che ha bisogno venga a fare la Pasqua. Quest'anno noi siamo
qua, ma l'anno prossimo saremo in terra d'Israele. Quest'anno siamo
qua come schiavi, ma l'anno prossimo saremo liberi in terra d'Israele.
Attività: Si copre il pane e si riempie la seconda coppa.
A questo punto il più giovane chiede: Perché mai è diversa questa sera da tutte le altre sere?
Capo tavola: Tutte le altre sere non intingiamo neppure una volta, mentre questa sera lo
facciamo due volte.
Tutte le altre sere mangiamo pane lievitato o pane azzimo; questa sera solo
pane azzimo.
Tutte le altre sere mangiamo qualunque verdura; questa sera solo erbe amare.
Tutte le altre sere mangiamo e beviamo stando seduti, questa sera appoggiati
sul gomito.
E tutti rispondono:
Schiavi fummo del faraone in Egitto; ma di là ci fece uscire il Signore, nostro Dio, con mano
potente e braccio teso. Se il Santo - benedetto egli sia - non avesse fatto uscire i nostri padri
dall'Egitto, noi, i nostri figli ed i figli dei nostri figli saremmo ancora schiavi del faraone in
Egitto.
Tutti cantano insieme
CANTO: Mia forza e mio canto è il Signore
[Rit.] Mia forza e mio canto è il Signore
d'Israele in eterno è il Salvatore.
1. Voglio cantare in onore del Signore
perché lui è il mio Salvatore,
è il mio Dio, lo voglio lodare,
è il Dio di mio padre, lo voglio esaltare.
2. Il suo nome è il Signore,
la sua destra è ricolma di potenza,
la sua destra annienta il nemico
e lo schianta con vittoria infinita.
3. Il faraone in cuor suo diceva:
"Li inseguirò e li raggiungerò".
Ma col tuo soffio alzasti le acque
perché il tuo popolo attraversasse il mare.
4. Soffiasti ancora e il mare ricoprì
il faraone e il suo potere:
cavalli e carri e tutti i cavalieri
furono sommersi nel profondo del mare.
5. Chi è come Te, o Signore?
Chi è come Te fra gli dèi?
Sei maestoso, o Signore, e Santo,
tremendo nelle imprese, operatore di prodigi.
6. Hai guidato il tuo popolo nel deserto,
il popolo che Tu hai riscattato,
lo conducesti con forza, o Signore,
e con amore alla tua Santa dimora.
7. Lo conducesti per poi trapiantarlo
sul monte santo della tua eredità,
luogo che Tu hai preparato,
tuo trono per sempre e in eterno.
Il capo tavola prosegue: Quanto dobbiamo essere riconoscenti a Dio dei benefici che ci ha
accordato: ci fece uscire dall'Egitto, fece giustizia di loro e dei loro dei, uccise i loro
primogeniti, ci diede le loro ricchezze, divise il mare per noi, ci fece passare in mezzo ad
esso all'asciutto, vi fece affogare i nostri persecutori, provvide alle nostre necessità nel
deserto per quarant'anni, ci diede da mangiare la manna, ci diede il Sabato, ci condusse al
monte Sinai, ci diede la Legge, ci fece entrare in terra di Israele e costruì per noi il Tempio
per potere espiare tutti i nostri peccati.
Si guarda il pezzo d'agnello arrostito e il lettore 1 dice:
L'agnello pasquale che i nostri padri mangiavano quando esisteva ancora il Tempio, perché
lo mangiavano? Perché il santo - benedetto Egli sia - passò oltre le case dei nostri padri in
Egitto, come è detto: "Voi direte: questo è il sacrificio pasquale per il Signore che passò oltre
le case dei figli di Israele in Egitto, quando sterminò gli Egiziani e preservò le loro famiglie. E
il popolo si inchinò e si prostrò".
Tutti indicano le azzime e il lettore 2 dice:
Quest'azzima che noi mangiamo, perché la mangiamo? Perché la pasta dei nostri padri non
ebbe tempo di lievitare, poiché il Re dei Re, il Santo - benedetto egli sia - si manifestò e li
liberò subito, come è detto: "Fecero cuocere con la pasta che avevano portato via dall'Egitto
delle focacce azzime, cioè non lievitate, perché erano stati cacciati dall'Egitto e non avevano
potuto attendere che lievitasse e non si erano portati con sé altre provviste".
Tutti prendono in mano l'erba amara e il lettore 3 dice:
Quest'erba amara che noi mangiamo, perché la mangiamo? Perché gli Egiziani
amareggiarono la vita dei nostri padri in Egitto, come è detto: "Amareggiarono la loro vita
con lavori pesanti costringendoli a preparare malta e mattoni e a lavorare la campagna: tutti
i lavori che essi facevano furono loro imposti"
Il capo tavola riprende:
In ogni epoca ciascuno ha il dovere di considerarsi come se egli stesso fosse uscito
dall'Egitto, come è detto: "In quel giorno racconterai a tuo figlio: per quello che fece a me
il Signore quando uscii dall'Egitto" Perché non solo i nostri padri liberò il Santo - benedetto
Egli sia - ma anche noi liberò insieme con loro, come è detto: "Anche noi Egli fece uscire di
là per portarci qui e darci la terra che aveva giurato ai nostri padri".
Tutti alzano la coppa di vino e dicono:
Tutti: Perciò è nostro dovere ringraziare, lodare, celebrare, glorificare, esaltare, magnificare
Colui che fece per i nostri padri e per noi tutti questi prodigi: ci trasse dalla schiavitù alla
libertà, dalla soggezione alla redenzione, dal dolore alla gioia, dal lutto alla festa, dalle
tenebre ad una luce fulgida. Proclamiamo dunque davanti a lui: HALLEL
Tutti alzano la coppa e il capotavola dice:
Benedetto sei Tu, o Signore nostro Dio, re dell'universo, che hai salvato dall'Egitto noi e i
nostri padri e ci hai fatto giungere fino a questa sera in cui mangiamo azzima ed erba amara.
Allo stesso modo, o Signore Dio nostro e Dio dei nostri padri, facci giungere ad altre feste
e ad altre ricorrenze future in pace, lieti per la ricostruzione della Tua città e gioiosi nel
ripristinare il Tuo culto; così che noi mangeremo dei sacrifici e degli agnelli pasquali, il cui
sangue verrà sparso sul Tuo altare per gradimento. Quanto a noi, ti renderemo omaggio
con un canto nuovo per la nostra liberazione e il nostro riscatto. Benedetto sei Tu, o
Signore, liberatore d'Israele.
Si risponde Amen,
Attività: ci si appoggia sul fianco e si beve la seconda coppa .
Rochtzah
(Seconda abluzione con benedizione)
Attività: Si fa un altro giro con bacile e caraffa, questa volta mentre ci si lava le mani
si dice:
Tutti: Benedetto sei tu Signore nostro Dio, re dell’universo, che ci hai
santificato con i tuoi comandamenti e ci hai ordinato di lavarci le mani
Motzi Matzah
(Benedizione delle azzime)
Il capotavola prende l'azzima superiore e dice queste parole:
Benedetto sei Tu, o Signore nostro Dio, re dell'universo, che fai uscire il pane dalla terra.
Tutti rispondono Amen.
Prende anche la seconda azzima e dice:
Benedetto sei Tu, o Signore nostro Dio, re dell'universo, che ci hai
santificato con i tuoi precetti e ci hai comandato di mangiare le
azzime.
Tutti rispondono Amen.
Attività: Rompe un pezzo della prima e della seconda azzima e li mangia insieme; ne porge
quindi un pezzo di ciascuna ai commensali, che li mangiano insieme.
Lettore: E’questo il momento scelto da Gesù per dare un nuovo significato alle azzime:
“Prendete e mangiatene tutti: questo è il mio corpo offerto in sacrificio per voi”.
Maror
(Erba amara)
Lettore: Qui Gesù annuncia che sarebbe stato tradito da uno dei
Dodici, “colui che intinge con me”.
Attività: Tutti intingono un po' d'erba amara nel haroset.
Capo tavola: Benedetto sii Tu, o Signore nostro Dio, re
dell'universo, che ci hai santificato con i tuoi precetti e ci hai
comandato di mangiare erbe amare.
Tutti rispondono Amen e mangiano.
Korech
(Avvolgere)
Attività: Tutti prendono un pezzo della terza azzima, sopra alla quale si mette del haroset
e dell’erba amara e mangiano dopo aver detto insieme quanto segue:
Tutti: In memoria del Tempio, come faceva Hillel il vecchio che
avvolgeva e mangiava tutto insieme: agnello, azzima, ed erbe
amare, per conformarci al precetto che dice: "Con le azzime e le
erbe amare si dovrà mangiare l'agnello pasquale".
Lettore: Dal momento che Hillel è vissuto tra il 60 a. C. e il 7 d. C. non è chiaro se ai tempi
di Gesù si usasse già fare così
Shulchan ‘Orek
(Cena)
Attività: Si cena normalmente, partendo dall’uovo, che per noi è simbolo di resurrezione.
Lettore: L’uovo è’ il simbolo della vita che si appresta a nascere
in contrapposizione alla morte, e per questo è il primo cibo che
mangiano gli ebrei in lutto. Non avendo spigoli non ha fine né
inizio, così ci ricorda che la vita è un ciclo e ognuno rivive nei
parenti (e negli amici) che lo ricordano. Cominciano i
primogeniti maschi, che ricordano i primogeniti egiziani
innocenti sacrificati da Dio per l’ostinazione del Faraone. Per
questo i primogeniti maschi ebrei fanno digiuno il pranzo del
giorno prima di Pesach.
Tzafun
(Il nascosto)
Lettore: Ai tempi di Gesù si terminava con l’agnello arrostito nel tempio.
Attività: Al termine della cena si tira fuori l’afikomen che simboleggia
l’agnello pasquale che non si può più sacrificare perché non esiste più il
tempio.
Si mangia dicendo:
Tutti: In memoria dell’agnello sacrificato che si mangiava quando si era sazi.
Ne mangiano tutti e non mangiano più cibo solido fino all’indomani.
Barek
(Benedizione dopo il pasto)
Attività: Questo è il momento in cui Gesù consacra il vino. Si riempie la terza coppa e il
capotavola recita la benedizione:
Capo tavola: Benedetto sei Tu, o Signore nostro Dio, re dell'universo,
che ci nutri non secondo le nostre opere e che ci alimenti non secondo
i nostri meriti, che ci elargisci oltre ogni misura la tua bontà, che nutri
noi e il mondo intero con benevolenza, con grazia, con abbondanza e
con misericordia, che dai pane ad ogni creatura, perché il tuo amore è
eterno. La tua infinita bontà non ci ha fatto mai mancare e non ci
lascerà mai mancare il sostentamento, perché Tu ci nutri ed alimenti
ogni vivente; la tua tavola è preparata per tutti; Tu disponi cibo ed
alimenti per tutti coloro che nella tua bontà e nella tua immensa misericordia hai creato,
come è detto: "Tu apri le tue mani e sazi amorevolmente ogni vivente. Benedetto sei Tu, o
Signore, che nutri con bontà ogni creatura.
Dio nostro e Dio dei nostri padri, salga, venga, arrivi, si presenti, sia gradita, sentita
ricercata e ricordata dinanzi a Te la memoria nostra e dei nostri padri, la memoria di
Gerusalemme la tua città, la memoria del Messia, figlio di Davide, tuo servo, la memoria di
tutto il tuo popolo, la casa d'Israele, per salvezza, bene, grazia, pietà e misericordia in
questo giorno di festa delle azzime, il questo giorno di sacra assemblea, perché Tu abbia
pietà di noi e venga in nostro soccorso.
Benedetto sei Tu, o Signore nostro Dio, re dell'universo, per sempre.
Tutti proseguono con queste parole (tipo preghiera dei fedeli):
O Misericordioso, regna su di noi in eterno, sii benedetto sul tuo trono di gloria, sii lodato in
cielo e in terra, sii glorificato da noi per sempre, rialza la dignità del tuo popolo, salvaci dalla
povertà, salvaci dalla morte violenta, salvaci dalle pene dell'inferno, alimentaci con dignità,
stabilisci la pace tra di noi, benedici ciascuno di noi nel tuo nome che è grande. Così sia il tuo
volere e noi diciamo: AMEN!
Attività: Si beve la terza coppa di vino dopo che il capotavola ha detto:
Benedetto sei Tu, o Signore nostro Dio, re dell'universo, che crei il frutto della vite.
Si risponde: Amen.
Hallel
(Lode)
(Attività)Lettore: Prima di riempire la quarta coppa se ne riempie
un'altra, quella di Elia, che non sarà bevuta. Viene anche aperta una
porta, perché, se mai Elia
si trovasse a passare di là, possa entrare senza dover attendere.
Si riempie la quarta coppa di vino e il capotavola dice:
"Riversa la tua collera sulle nazioni che non Ti hanno riconosciuto e sui regni che non hanno
invocato il tuo nome, poiché hanno divorato Giacobbe e hanno distrutto la sua dimora"
Si recitano inni, principalmente salmi tra i quali il "Grande Hallel", Salmo 136 (135).
Lodate il Signore perché è buono: perché eterna è la sua misericordia;
perché eterna è la sua misericordia. [12]con mano potente e braccio teso:
[2]Lodate il Dio degli dei: perché eterna è la sua misericordia.
perché eterna è la sua misericordia. [13]Divise il mar Rosso in due parti:
[3]Lodate il Signore dei signori: perché eterna è la sua misericordia.
perché eterna è la sua misericordia. [14]In mezzo fece passare Israele:
[4]Egli solo ha compiuto meraviglie: perché eterna è la sua misericordia.
perché eterna è la sua misericordia. [15]Travolse il faraone e il suo esercito nel
[5]Ha creato i cieli con sapienza: mar Rosso:
perché eterna è la sua misericordia. perché eterna è la sua misericordia.
[6]Ha stabilito la terra sulle acque: [16]Guidò il suo popolo nel deserto:
perché eterna è la sua misericordia. perché eterna è la sua misericordia.
[7]Ha fatto i grandi luminari: [17]Percosse grandi sovrani
perché eterna è la sua misericordia. perché eterna è la sua misericordia;
[8]Il sole per regolare il giorno: [18]uccise re potenti:
perché eterna è la sua misericordia; perché eterna è la sua misericordia.
[9]la luna e le stelle per regolare la notte: [19]Seon, re degli Amorrei:
perché eterna è la sua misericordia. perché eterna è la sua misericordia.
[10]Percosse l'Egitto nei suoi primogeniti: [20]Og, re di Basan:
perché eterna è la sua misericordia. perché eterna è la sua misericordia.
[11]Da loro liberò Israele: [21]Diede in eredità il loro paese;
perché eterna è la sua misericordia; [24]ci ha liberati dai nostri nemici:
[22]in eredità a Israele suo servo: perché eterna è la sua misericordia.
perché eterna è la sua misericordia. [25]Egli dá il cibo ad ogni vivente:
[23]Nella nostra umiliazione si è ricordato perché eterna è la sua misericordia.
di noi: [26]Lodate il Dio del cielo:
perché eterna è la sua misericordia; perché eterna è la sua misericordia.
Attività: Si versa il quarto bicchiere di vino
Il capo tavola dice nuovamente:
Benedetto sei Tu Signore nostro Dio re dell'universo, Tu che crei il frutto della vite.
Si risponde Amen
Attività: lo si beve, come sempre piegandosi verso sinistra .
Nisrah
(Accettazione)
Il capotavola dice: La cerimonia del seder pasquale si è compiuta secondo tutte le norme e
i riti. Come oggi ci è stato concesso di ricordare il sacrificio, così un
giorno possiamo compierlo realmente.
O Essere purissimo, che abiti i cieli, risolleva il popolo innumerevole;
riconduci presto i virgulti della tua pianta, ormai redenta, in Sion con
canti di gioia.
Lettore: "L'anno prossimo a Gerusalemme" è l'augurio con il quale gli
ebrei concludono ogni anno la celebrazione pasquale. L'augurio si
estende ora anche ai cristiani invitati, per la prima volta, da Giovanni
Paolo II a celebrare il Giubileo nella Città Santa.
Alla fine, come saluto e augurio, tutti dicono o cantano:
Canto: Grandi cose
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ha fatto germogliare fiori fra le rocce.
Grandi cose ha fatto il Signore per noi,
ci ha riportati liberi alla nostra terra.
Ed ora possiamo cantare, possiamo gridare
l'amore che Dio ha versato su noi.
Tu che sai strappare dalla morte,
hai sollevato il nostro viso dalla polvere.
Tu che hai sentito il nostro pianto,
nel nostro cuore hai messo un seme di felicità.