La Rivoluzione Francese
La Rivoluzione Francese
la francia è ormai sommersa dai problemi economici, in un continuo assolutismo, con il nuovo re luigi xvi (1774). l’unica ripresa
si ha dal 1780 con la meccanizzazione dell’industria (carbone, metalli e tessitura), ma permane l’arretratezza agricola.
c’è inoltre una crescita demografica, ma il quarto stato (popolo povero) è soffocato dalle tasse che provocano continue sommosse
contadine, mentre il terzo stato (borghesia) si sviluppa anche a livello culturale, con una progressiva alfabetizzazione. nel
frattempo il primo stato (nobiltà) sta tramontando, perdendo ricchezza e potere.
il problema economico principale è il pareggio di bilancio (entrate sempre inferiori alle uscite) e per affrontarlo emergono le
figure di:
propose di tassare maggiormente i grandi proprietari agricoli
propose di ridurre le spese della corte, facendo riscuotere le tasse agli intendenti del re (venendo pagati
non rubavano). la sua assunzione (riformatrice) o licenziamento (conservatrice) sarà influente nella fase rivoluzionaria, sarà
infatti licenziato nel marzo 1781.
dopo piu’ di un secolo, viene finalmente convocato il parlamento, fermo dal 1614 e con le
regole di voto di quel periodo. inizialmente viene convocato un gruppo di consulenti, poi gli
stati generali e richiamando anche necker (apertura verso le riforme).
il terzo stato richiede il ’voto per testa’, poiche’ precedentemente si votava per stato, con una
sempre certa prevalenza per i primi due (nobiltà e clero), ma con la crescita della borghesia
(classe variegata, con interessi comuni), si vuole una possibilità di cambiamento. infatti oltre ai borghesi, in tutte le classi c’erano
esponenti minori o con idee meno conservatrici, che avrebbero sostenuto le cause dei borghesi: come il rivoluzionario generale la
fayette. la modalità non cambia, ma il re propone ai sudditi di elencare le proprie richieste e problematiche sui cahiers de
doleances (quaderni di dolore, libro dei reclami).
durante la riunione degli stati generali, è ormai palese che il terzo stato abbia molti rappresentati, quasi equiparabili all’unione
di clero e nobiltà. viene quindi richiesto nuovamente il voto per testa e la riunione in un’assemblea unitaria, richieste che vengono
rifiutate: vengono chiuse a chiave le porte del parlamento, impedendo al terzo stato di partecipare all’assemblea.
il terzo stato assume il nome di ’assemblea nazionale’ e decide di riunirsi in una specie di palestra detta ’sala della pallacorda’,
nella quale viene pronunciato il ’giuramento della pallacorda’: l’assemblea non si sarebbe sciolta finche’ non sarebbero riusciti
a dare una nuova costituzione alla francia — nasce l’assemblea costituente.
parigi comincia a ribollire, i ribelli cominciano a raggrupparsi e con l’arrivo dei soldati mercenari,
chiamati dal re per placare la rivolta, viene formato l’esercito rivoluzionario, l’esercito dei borghesi.
questo porta il popolo ad organizzare un’importante sommossa, con artigiani e bottegai che si uniscono
per colpire il simbolo del potere assoluto: la bastiglia.
piu’ che una ribellione è decisamente un massacro, non per la bastiglia in se’, che rappresenta un
simbolo avendo al suo interno solo un prigioniero, ma perche’ il comandante della fortezza la difende
fino alla morte, ammazzando moltissime persone e poi morendo lui stesso massacrato dal popolo.
la rivoluzione comincia a diffondersi in tutta la francia, nasce la ’guardia nazionale’ (borghesi, artigiani e operai), ma il popolo
comincia ad avere paura e panico, poiche’ in francia continuano a piombare eserciti stranieri (mercenari) in funzione
antirivoluzionaria (anche per la paura che la rivoluzione potesse essere esportata nel resto dell’europa).
nelle campagne la rivolta assume un taglio antifeudale, il popolo non vuole piu’ essere schiavo, essere dei servi della gleba.
l’assemblea nazionale acquisisce le loro richieste, con l’abolizione di ogni privilegio, abolendo il feudalesimo. i contadini vengono
quindi liberati, ma essendo senza soldi tornano ad essere servi, di loro spontanea volontà, per sopravvivere.
nonostante fossero approvate, per
entrare in vigore necessitavano
viene approvata dall’assemblea ed è la concretizzazione legale delle idee illuministe, della firma del capo dello stato,
esplicitando la libertà (pensiero, parola, stampa) e i pari diritti dell’uomo (alla quale ma essendo il re completamente
si ispirerà l’onu) ovviamente solo dal punto di vista maschile. in opposizione a queste delibere,
l’assemblea riduce il suo potere.
parigi esplode quando si scopre che dei militari (del re) avevano calpestato la coccarda tricolore, simbolo della rivoluzione.
cosi’ un corteo guidato da la fayette, composto in gran parte di donne, si avvia verso versaille (a 40 km da parigi), con la richiesta
di pane. cio’ nonostante, la regina maria antonietta, molto odiata dal popolo, non se
ne interessa. (se non hanno pane, che mangino brioches).
in aggiunta ci sono i continui rifiuti del re, allora il popolo pretende il suo
trasferimento a parigi, per poterlo controllare. lui si trasferisce nel palazzo delle
tuileries, mentre l’assemblea nazionale nella sala del maneggio (simile alla
precedente).
nel parlamento ormai prevalgono il terzo stato (assemblea nazionale) e i nobili liberali, questo era diviso in gruppi-club, delle
specie di partiti: club dei giacobini (sinistra radicale di circa 1200 membri che che si riunivano nel convento domenicano di san
giacobbe), club dei cordiglieri (sinistra radicale, si riunivano nel convento francescano: cordiglio francescano che lega il saio),
partiti moderati e i girondini (piu’ conservatori).
facendo emergere le figure di maximilien robespierre, georges danton (giornalista, frequentante i caffè) e jean paul marat
(’amico del popolo’, pugnalato da charlotte corday).
per poter governare meglio il paese, viene diviso in 83 dipartimenti (dimensione provincia), vengono introdotti dei provvedimenti
illuministi, con la limitazione delle sentenze piu’ violente e la tutela degli imputati. per risolvere i problemi finanziari
l’assemblea confisca i beni alla chiesa, si ha un tentativo della cartamoneta, con l’emissione degli assegnati (pezzi di carta
garantiti attraverso i beni della chiesa), per avere della liquidità per risolvere la crisi. si ha anche il tentativo di aumento delle
tasse per i ricchi, basandosi sulle proprietà.
oltre a favorire il libero commercio, si ha una costituzione civile del clero (non approvata dal re), riorganizzando la chiesa di
francia: giuramento di fedeltà alla rivoluzione, che il clero refrattario rifiuta.
il re, ormai nel cuore della rivoluzione, si sente sempre piu’ forzato dall’assemblea
nazionale a firmare i decreti. sostenuto dalle corti straniere, spaventate per una possibile
esportazione della rivolta, decide di fuggire, partendo con un piccolo seguito di servitori.
viene pero’ riconosciuto e bloccato a cosi’ alle porte di parigi (varennes), poi costretto a
rientrare in silenzio tra la folla, in maniera umiliante.
l’assemblea legislativa si interroga sulla sorte del re, mentre i radicali vogliono la sua
deposizione, i moderati vogliono fingere un rapimento (club dei foglianti si stacca dai
giacobini e difende la monarchia).
la nuova costituzione ha come preambolo ’la dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino’, ma il re mantiene il potere
esecutivo. l’assemblea costituente, diventa ’assemblea legislativa’ e chi ne faceva parte non poteva essere o diventare senatore.
il voto era concesso solo ai cittadini attivi (che pagavano le imposte) e viene posto il maximum dei prezzi, ponendo un calmiere
al perenne aumento.
le corti estere sono terrorizzate dalla possibile esportazione della rivoluzione, infatti il re è ormai praticamente prigioniero, ma
cio’ nonostante continua a complottare, sostituendo i ministri con figure conservatrici.
sarà maggiormente umiliato durante la sfilata tra il popolo dove indosserà il berretto frigio, simbolo dei sanculotti e quindi
della rivoluzione. in seguito la patria viene proclamata in pericolo, poiche’ ormai lo stato è in assedio (soldati da marsiglia
’marsigliese’).
la rivolta esplode nuovamente, assaltando, distruggendo e depredando il palazzo reale. si da una fine alla monarchia, poiche’
l’assemblea vota per la deposizione del re. quando la rivoluzione sembra progredire, involte, perdendo i suoi principi e istituendo
il tribunale straordinario, per processare gli antirivoluzionari (denunce spesso false, processi sommari), che vengono ormai
trucidati senza alcuna pietà.
battaglia di valmy: l’esercito prussiano viene fermato dall’esercito francese, che si prende olanda, savoia, pezzi di prussia.
in seguito alla deposizione del re, nell’agosto del 1792, la convenzione abolisce formalmente la monarchia (convenzione: fascia
alta: montagna radicali, fascia bassa: pianura conservatori, sul fondo: palude indecisi). ci sono pero’ continui scontri tra girondini
e montagnardi sulla sua sorte: montagnardi vogliono l'esecuzione, girondini vorrebbero salvargli la vita.
i montagnardi prevarranno grazie al discorso sostenuto da robespierre e saint-just, che riescono a
convincere i parlamentari della palude.
l’esecuzione del re porta alla formazione delle 7 coalizioni antifrancesi, composte dalle varie potenze
europee. queste proseguiranno sino all’avvento di napoleone e sarà sempre presente l’inghilterra, come
principale nemica della francia.
austria, prussia, inghilterra, olanda, spagna, portogallo, stati tedeschi e stati italiani
l’esercito francese si oppone alla coalizione, durante la quale si susseguono continui rovesci militari. nel paese sembra che la
rivoluzione stia fallendo a causa delle continue rivolte popolari, l’aumento dei prezzi e la potente ondata controrivoluzionaria
(regione vandea). per questo la convenzione adotta delle misure straordinarie, limitando ’libertà, uguaglianza e fratellanza’ e
stroncando le rivolte popolari.
la convezione piu’ radicale vota il maximum dei prezzi, ponendo un tetto ai prezzi (pane), ma per farlo erano stati arrestati i
deputati girondini, poiche’ erano contrari, andando sempre piu’ a violare le idee rivoluzionarie di libertà e democrazia: dilaga la
controrivoluzione.
parigi si sente assediata, l’inghilterra si prende nantes e il porto di tolone, quindi la convenzione approva una nuova costituzione,
sempre piu’ radicale, aggiunge dei diritti (sussistenza, lavoro, istruzione e insurrezione) alla ’dichiarazione dei diritti dell’uomo
e del cittadino’, ma nonostante il referendum sia a favore, questa non entrerà mai in vigore.
per mantenere viva la rivoluzione, avviene la militarizzazione con un esercito rivoluzionario, composto da sanculotti, che arresta
chi non rispetta il maximum, portando il tribunale straordinario a condannare moltissimi (tra cui maria antonietta e i girondini):
periodo di terrore.
con lo sviluppo della corrente controrivoluzionaria e le continue esecuzioni il popolo affronta un periodo di panico e
particolarmente sanguinoso. il comitato di salute pubblica, capo generale sui vari dipartimenti, è ormai diventato una vera e
propria dittatura, con maximilien robespierre, che governa come un dittatore dal pugno di ferro.
- impone la scristianizzazione, non cancella la religione, ma mantiene una forma di religiosità
sui martiri della rivoluzione, bruciando i simboli delle religioni tradizionali.
- rivoluziona il calendario, abolendo la partizione tradizionale. comincia a contare gli anni dal
1792, che diventa ’l’anno primo’ e resterà in vigore sino al 1805, quando sarà abolito da napoleone.
un anno era composto da 12 mesi di 30 giorni e i 5-6 giorni rimanenti erano detti ’sanculottidi’ e
chiudevano l’anno. questi ultimi giorni erano di festività e la festività settimanale era ogni 10
giorni e detta ’decadi’, dedicata alle feste civiche.
- introduce il sistema metrico decimale (1 agosto 1793) rimuovendo tutte le misure approssimative.
- grazie all’intervento del giovane generale napoleone bonaparte: riconquista le città ribelli, strappa agli inglesi il porto di tolone
e rafforza l’esercito con la coscrizione obbligatoria.
robespierre diventa un vero e proprio tiranno, si scontra e si libera di tutti i deputati piu’ moderati, che non seguono le idee del
terrone, compreso danton.
robespierre comincia a perdere consensi sia nella consulta, che tra il popolo. ci saranno infatti continue rivolte contadine, che
da ’jacquerie’ diventano ’chouannerie’, poiche’ i contadini imitavano il verso dello chouan un uccello.
avviene un rafforzamento del terrore e del potere di robespierre grazie alla vittoria contro
la prima coalizione. il terrore ha ormai raggiunto circa le 50000 vittime.
per ingraziarsi il popolo istituisce una grande festa pubblica, ma cio’ nonostante non riesce
a rafforzare la sua figura e il popolo comincia a complottare contro di lui.
il complotto riesce ad accusare pubblicamente robespierre, proclamando il suo arresto e
quello di saint-just, suo principale sostenitore: condannati alla ghigliottina.
in seguito alla caduta di robespierre, il termidoro rappresenta la fine del processo rivoluzionario, successivo al terrore, che pero’
porta ad un’ondata di terrore bianco, con milioni di vittime tra i rivoluzionari.
ripresa dei titoli nobiliari, dell’ostentazione del lusso, con l’abolizione delle leggi suntuarie. viene soppresso il tribunale
straordinario, riducendo i poteri del comitato di salute pubblica, abolendo il maximum e chiudendo i club giacobini.
in seguito alle rivolte primaverili dei sanculotti, che non portano alcun cambiamento, viene stesa una nuova costituzione piu’
moderata, aggiungendo i doveri alla ’dichiarazione dei diritti dell’uomo e del cittadino’. si riprende a votare per censo e
l'assemblea è divisa in 2 camere (consiglio dei cinquecento, consiglio degli anziani). il potere esecutivo spetta ad un direttorio di
5 membri, cambiati ogni anno, nominati dalle camere.
durante le nuove elezioni la vittoria è dei monarchici, ma nel direttorio vengono eletti 5 radicali (tra i quali paul barras,
fondamentale per l’ascesa di napoleone).
dei giacobini, buonarroti e babeuf, organizzano la congiura degli eguali per frenare l’ondata conservatrice, ma il primo viene
deportato e l’altro condannato.
fallisce la modalità degli assegnati, proposta nel 1789, ritornando alla moneta metallica, con un ennesimo crollo economico ed
un parlamento corrotto, che per risolvere i problemi militari si rivolge all’esercito: è una rivoluzione riuscita, ma da una
monarchia, diverranno un impero.