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Gaeta Turismo

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La Storia

L e origini
si perdono nella leggenda: nel mito di
Ulisse che – racconta Omero – da queste parti
trascorse più di un anno, sedotto dalla maga
Circe; ma anche nel mito di Enea che, secondo
Virgilio, qui seppellì l’amata nutrice Caieta (da
cui deriverebbe il nome della città). Certo Gaeta
diventò un porto importante in epoca romana e
un luogo di villeggiatura prestigioso di impera-
tori e patrizi, consoli e senatori, che vi costrui-
rono ville fastose con giardini, ninfei, templi,
mausolei, di cui rimangono imponenti testimo-
nianze. Arroccata su una penisola alta e roc- Regno di Napoli
ciosa, facilmente difendibile, all’inizio del
Medioevo la città offrì rifugio dai pirati. Finché a
metà del X secolo, liberata dai Saraceni, si co-
stituì in un ducato autonomo, con una propria
forza militare, propri statuti ed una propria mo-
neta (il follaro), che permisera alla città di svi-
luppare intensi traffici marittimi nel mediterraneo
ed essere considerata la quinta Repubblica Ma-
rinara. A partire dal 1140, con la conquista di
Ruggiero II, Gaeta entrò a far parte di un regno
unitario per i successivi sette secoli; ed in posi-

Un dipinto
di F. Vervloet,
del 1850, oggi Regno
alla Reggia di delle Due Sicilie
Caserta: Gaeta.
Pio IX benedice
i membri della
famiglia reale,
popolo e truppe.
zione strategica tra In alto, l’assedio
stato della Chiesa e di Gaeta nel 1861.
Regno di Napoli, nei A sinistra,
Francesco II Castello
Castello
secoli rafforzò le sue
fortificazioni. Castel- di Borbone,
ultimo sovrano
lo, torri, bastioni, mu-
del Regno
raglie si fecero sem- delle Due Sicilie.
pre più imprendibili,
di assedio in asse-
dio, mentre continua-
vano a sorgere edi-
fici religiosi e civili, le
chiese, i palazzi no-
biliari e reali che ospitarono Ladislao di Du-
razzo, Giovanna II e Alfonso d’Aragona. Con la
conquista del ReRegno gno ddi i NNapoli
apoli da parte degli
Spagnoli, nel 1504, Gaeta ebbe fortificazioni
ancor più poderose e
una presenza militare “Tu pure, nutrice di Enea,
imponente: dal suo por- morendo donasti/ o Gaeta,
to salpò la flotta pontifi-
cia che sconfisse nel eterna fama alle nostre coste...”
1571 gli ottomani a Le- (Eneide,VII,1-4)
panto, in Grecia (oggi
lo Stendardo di quell’epica battaglia, donato
alla città dal comandante Marcantonio Colonna,
è nel Museo Diocesano). 1734: a conquistare
Gaeta fu Carlo di Borbone, fondatore del ramo
napoletano della dinastia. Qui nel 1848 si rifugiò
Papa Pio IX in fuga dalla Repubblica romana. Poi
la spedizione dei Mille, il dissolversi del ReRegno gno
ddelle
elle DDue cilie, la ritirata di Francesco II di Bor- Enea in una
ue SiSicilie
statua romana
bone a Gaeta con la consorte Maria Sofia, sorella del II secolo chiesadidi
chiesa
dell’imperatrice Sissi… e, nel 1860-61, l’assedio avanti Cristo. SanDomenico
San Domenico MuseoDiocesano
Museo Diocesano
della città da parte delle truppe piemontesi: dram-
matico, devastante, si concluse dopo 102 giorni DuomoS.S.
Duomo
con la resa del sovrano. Il 13 febbraio 1861 sotto Erasmo
Erasmo
le mura di Gaeta terminò la dinastia borbonica e
si ebbe il compimento dell’Italia unita.
Gaeta
La Città

è una città di 22.000 abitanti in provincia di


Latina, sul litorale laziale, in posizione chiave tra i siti
più prestigiosi d’Italia, vicino a Roma ed a Napoli, a
Pompei ed Ercolano, alla Reggia di Caserta e all’Ab-
bazia di Montecassino, a Capri e Ponza. Città ricca di
opportunità economiche e sociali grazie all'indubbia at-
trattiva turistica e alla vivacità culturale, alla qualità
della vita ed alla storica vocazione di "vetrina" per pro-
dotti ed idee. Città dai mille piaceri, per il suo clima mite
e temperato durante tutto l’anno, la sua squisita gastro-
nomia, le splendide passeggiate in 59 ettari di parco nel
cuore della città e per gli antichi quartieri, le chiese, i pa-
lazzi che fanno di Gaeta un museo a cielo aperto. A
partire dall’imponente Castello, che esisteva già da
qualche secolo, quando Federico II di Svevia lo ampliò
nel 1227 come in seguito fecero gli angioini e gli ara-
gonesi, da cui oggi l’attuale nome. Proseguendo per il
quartiere medioevale, dedalo di vicoli dagli scorci straor-
L’oeuvre ultime
Il Castello

Un vicolo del
quartiere
Medievale

dinari, grappoli di case antiche, orti, colonne romane, pa-


lazzi nobiliari (qui nacquero Giovanni Caboto, papa Ge-
lasio II, Tommaso de Vio, Sebastiano Conca), si scende cripta
verso il mare, costeggiando la quattrocentesca chiesa di
San Domenico, fino ad arrivare al Museo Diocesano,
con il celebre stendardo di Lepanto, dipinti dal XIII al
XIX secolo ed altri preziosi reperti. Accanto, il Duomo S. Pinacoteca Comunale
Erasmo (patrono della città) con lo splendido campa-
nile, alto 57 metri, in stile arabo normanno del XII se-
colo; tra le tante opere d'arte conservate nel duomo chiesa di San Francesco
porticciolo
di Santa Maria chiesa di
San Giovanni a Mare

La Chiesa di San Francesco


Gran Guardia

chiesa della SS. Annunziata

Hans Hartung L’oeuvre ultime ex Caserma Cosenz

Il campanile del Duomo

occorre ricordare il notissimo Candelabro del cero pa-


squale con 48 rappresentazioni a bassorilievo della vita
di Cristo e del Santo, e la seicentesca ccripta
ripta o succorpo,
rivestita di stucchi, rilievi e tarsie marmoree policrome
ed un cancello in bronzo (1692) simile all'altro della
cappella di S. Gennaro nel duomo di Napoli. Dal
duomo, passando per la PPinacoteca
inacoteca C omunale d’arte
Comunale
contemporanea “Giovanni da Gaeta” che conserva una
ricca collezione di opere, si risale alla monumentale
cchiesa
hiesa ddii SSan
an FFrancesco
rancesco, che domina un’alta scalinata:
un tempo era una chiesetta con convento fatta costruire
dal santo d’Assisi che qui visse intorno al 1222, e Ferdi-
nando II di Borbone la riedificò in ricordo della presenza
di Pio IX a Gaeta. Se si scende dal Castello al porticciolo
di Santa Maria, ecco l’austera e affascinante chiesa di
San Giovanni a Mare, eretta nell’XI secolo, con cupola
in stile arabo, facciata con portale gotico e campani-
letto a vela, pavimento leggermente inclinato. Di qui,
passeggiando sul lungomare, si raggiunge Piazza Tra-
niello con la Gran Guardia, un bell’edificio neoclassico
con porticato costruito nel 1786, e di fronte, il munici-
pio del 1475 restaurato nell’ottocento da Ferdinando II.
Riprendendo poi il lungomare si raggiunge la bellissima
c hiesa della SS. Annunziata, che risale al 1321 (di
quella prima costruzione rimane un portale gotico sul
fianco sinistro) ed è stata rifatta nel Seicento. Ed ecco
l’armoniosa facciata barocca di Andrea Lazzari, a cui
dà slancio un campanile a vela con orologio maiolicato Cappella d’Oro
d’inizio Settecento. Elegantissimo l’interno a una na- Biblioteca Comunale
vata, in cui spiccano tele pregiate di Luca Giordano e Museo del Centro Storico Culturale “Gaeta”
Sebastiano Conca, ma anche un maestoso coro ligneo
e, sulla parete di fondo, il grande polittico cinquecente-

LA CAPPELLA D’ORO
Porta di Carlo V
Porta di Carlo III

via Indipendenza

Il gioiello della SS. Annunziata: una


cappella rinascimentale rivestita da
una boiserie d’oro zecchino, con 19 ta-
vole del Criscuolo raffiguranti l’infan-
zia di Gesù. Un preciso riferimento al
fatto che nel Trecento la cappella ap-
parteneva a un’opera sociale dedicata
ai bambini. Sull’altare, l’Immacolata di
Scipione Pulzone: è pregando qui che
Papa Pio IX trovò l’ispirazione per pro-
clamare il dogma dell’Immacolata
Concezione.
Via Indipendenza

Porta Carlo III

sco di Giovan Filippo Criscuolo. La chiesa è parte inte-


grante dell’antica opera pia istituita dai cittadini di
Gaeta nel 1320-21 per fini assistenziali. Attraverso una
porticina si accede alla sacrestia e alla preziosissima
Cappella
Cappella d’Oro
d’Oro. Nella stessa strada si può visitare la
Biblioteca
Biblioteca Comunale
Comunale “Salvatore Mignano” con l’Archivio
Storico ed il Museo
Museo del
del Centro
Centro Storico
Storico Culturale
Culturale “Gaeta”
“Gaeta”
che hanno un patrimonio librario ed un archivio storico
tra i più ricchi della provincia di Latina, una sezione ar-
cheologica con numerosi reperti di epoca romana, ed
una pinacoteca arricchita di numerose opere pittoriche
dell’età medievale, tardogotica, rinascimentale e ba-
rocca. Più avanti, sempre percorrendo il lungomare Ca-
Porta di
boto, si incontrano la Porta di Carlo
Carlo VV, eretta nel XVI
secolo e, poco dopo, la PortaPorta di
di Carlo
Carlo III
III che faceva
parte delle fortificazioni volute dal re nel Settecento. Si
arriva così nel cuore pulsante della città, intorno a
via Indipendenza
piazza della Libertà e alla pittoresca via Indipendenza:
quasi due chilometri di strada pedonale e vicoli caratte-
ristici, casette basse dai colori pastello, con finestre fio-
rite, balconi di ferro battuto, il bucato ad asciugare; e
bancarelle, botteghe artigiane, boutiques.

La Chiesa di San Giovanni a Mare


Le Tradizioni

I l borgo
contadino e marinaro con-
serva storia e tradizioni, come
7 spiagge di Gaeta
quella millenaria della cantie-
ristica navale, ancora oggi ap-
prezzata. Tra i siti più interes-
santi la c hiesa degli Scalzi,
del XV secolo, dedicata alla
Madonna di Porto Salvo che Sant’Agostino
si festeggia la seconda dome-
nica di agosto con una pro-
cessione a mare alla quale
partecipano decine di imbar-
cazioni, e l’antico rione “Ca-
stello” primo insediamento di
pescatori e contadini fin dal-
l’alto medioevo. Altra anti-
chissima tradizione è quella
de “glie Sciusce”: orchestrine
itineranti che portano i loro
canti augurali in strada e nelle
case la sera di San Silvestro.

SAPORI DI MARE

La storia, la natura ed il clima


hanno creato i presupposti
per un patrimonio gastrono-
mico di assoluto rilievo: basti
pensare che il primo docu-
mento scritto nel quale è ri-
portata la parola pizza è
contenuto nel Codex Diplo-
maticus Caietanus dell’anno
997. Tra i sapori unici di
Gaeta la Tiella, antica ricetta
che un tempo, per contadini e
pescatori, era un piatto unico:
due sfoglie di pasta tirata a
mano, ripiene di verdure o
pesci a scelta, polpi, alici, ci-
polle, scarola o altri ingre-
dienti tipici della dieta mediterranea. La
Spagnoletta, caratteristico pomodoro dalla forma
a spicchi e dal gusto intenso che profuma di mare.
Le olive in salamoia, famose in tutto il mondo: le
Gaeta’s olives si vendono anche nei supermercati
da New York a Hong Kong. Ed ancora le alici sa-
late, le cozze del Golfo e tutti i prodotti della
pesca, e la grande varietà di dolci natalizi.
La Natura San Vito

Arenauta
Ariana

7 spiagge di Gaeta Spiaggia 40


remi

Percorso nel Parco di Monte Orlando Pozzo del Diavolo

B oschi
Fontania
Sant’Agostino

di leccio, sughero, pino d’aleppo, una macchia


mediterranea profumata di essenze aromatiche e la Serapo
rara palma nana: i 59 ettari del Monte Orlando sono
uno straordinario parco naturale a picco sul mare e nel
cuore di Gaeta. Con antichi tesori: il maestoso mausoleo
del console romano Lucio Munazio Planco, costruito in-
torno al 20 a.C. e tra i meglio conservati dell’antichità,
le polverie re borboniche tra-
sformate in aree museali. E, in
uno scenario mozzafiato, la
montagna spaccat a: tre pro-
fonde fenditure che la leg-
genda attribuisce al momento
della morte del Cristo. Lungo la
scalinata è possibile notare la
cosiddetta “mano del turco”:
l’impronta della mano di un ma-
rinaio, incredulo per l’avveni-
mento, al cui tocco la roccia La grotta del Turco
divenne morbida come cera.
A ricordare questi eventi il Santuario della Santissima
Trinità, una Via Crucis, una cappella dove pregarono
San Francesco, San Bernardino da Siena, San Filippo
Neri e vari papi. Accanto al santuario, una ripida scali-
nata porta alla spettacolare Grotta del Turco.

nautica sportiva
vela

Nuoto-
Sub
mountain bike

free clim-
bing

Il Santuario della SS. Trinità


Il Mare
San Vito

Sabbia
e rocce per uno dei tratti di costa più suggestivi del
Tirreno. Sono le famose 7 spiagge di Gaeta, stazione
balneare tra le più ricercate: sabbia finissima, mare lim- remi
Arenauta
Ariana

Spiaggia 40

pido, calette e grotte segrete da esplorare a piedi, in


apnea e solo in certi casi con le bombole. Alcune delle Pozzo del Diavolo
pareti a strapiombo sull’acqua offrono straordinarie pa-
lestre per il free climbing. I luoghi sono spettacolari, i Fontania
nomi evocativi. Come Sant ’Agostino, l’arenile più lungo,
su cui si affacciano i rossi contrafforti del Monte Mo-
neta, riservati ai rocciatori.

Serapo

Spiaggia di Serapo
foto di Sebastiano e Paola Minniti

nautica sportiva
Spiaggia dell’Ariana vela

Nuoto-
Sub
mountain bike

free clim-
bing

Spiaggia dell’Arenauta
O San
San Vito
Vito, che si raggiunge dal mare e attraverso al-
berghi esclusivi: una spiaggetta circondata di rocce
piene di anfratti e caverne. Oppure l’A Arenauta
Arenauta, regno
Ariana
Ariana, sintesi di due
dei naturisti, isolato e selvaggio. L’A
parole, “aria sana”, una spiaggia circondata dalla
macchia mediterranea e dominata dal cosiddetto “sco-
glio dei tre cani”. La piccola e suggestiva Spiaggia
Spiaggia 40 40
remi, dal nome di un’antica nave che qui naufragò,
remi
dove si arriva solo a nuoto o in barca. Nelle vicinanze
Pozzo del
c’è il Pozzo del Diavolo
Diavolo, un foro nella roccia che pre-
cipita per cinquanta metri fino al mare, accessibile dal-
Fontania, dal
l’alto o dall’acqua con maschera e pinne. Fontania
nome del console romano Gneo Fonteo che scoprì que-
sto paradiso naturale e vi costruì la sua villa estiva, di
cui si vedono ancora i resti: davanti, un isolotto e fon-
dali multicolori pieni di pesci, meta ambita dai subac-
Serapo, la spiaggia dei gaetani, un
quei. E infine Serapo
chilometro e mezzo di sabbia e mare pulitissimo nel Monte Orlando
cuore della città: una spettacolare mezzaluna a ridosso
del borgo medievale, del Parco Naturale di Monte Or- mausoleo
lando, della riserva marina Oasi blu, e dell’imponente
montagna spaccata, attorno a cui è nato il santuario
della Santissima Trinità. polveriere

montagna spaccata
A MISURA DI SPORT

Santuario della Santissima


Trinità

Grotta del Turco

nautica sportiva
Luogo ideale per la nautica sportiva e
da diporto. Stadio naturale della vela vela
grazie alle forti brezze del Golfo. Buona
Nuoto-
dotazione di impianti sportivi. Nuoto-
Sub attorno agli isolotti e nelle grotte
Sub
mountain bike
marine, mountain bike sulle pendici di un
immenso parco naturale nel cuore della
città. E, vera esclusiva, la possibilità di
free clim-
scalare con chiodi, corde o in free clim-
bing le rocce del Monte Moneta o del
bing
Monte Orlando, a picco sul mare.
chiesa degli Scalzi

rione “Ca-
stello”

“glie Sciusce”

Tiella

Spagnoletta

olive in salamoia

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