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La donna

Letteratura:
“L’esclusa” di Pirandello: Un autore che ha ritratto nelle sue opere la condizione della donna, i
pregiudizi, le sofferenze che la donna deve quotidianamente affrontare sia tra le mura domestiche
che nella società in generale è Pirandello. Pirandello pubblica nel 1901 il suo primo romanzo dal
titolo “L’esclusa”. La protagonista, Marta Ajala, è una donna sposata con Rocco Pentagora ed è
infelice. Ha uno scambio epistolare con un uomo, Gregorio Alvignani, che le rivolge complimenti.
Il marito scopre queste lettere e la accusa di adulterio. Marta viene condannata da tutti a partire
dalla comunità in cui vive e soprattutto dal padre che da quel giorno non uscirà più dalla sua camera
da letto per la vergogna, non vorrà più vedere la figlia e poco dopo morirà. Intanto Marta
disprezzata da tutti ed esclusa, anche se non ha commesso alcun tradimento, desidera fortemente
riscattarsi e per questo decide di cominciare a studiare per diventare maestra. Il comportamento di
Marta è indubbiamente un comportamento moderno, perché Marta non si arrende ai pregiudizi e
alle cattiverie degli uomini e per questo decide di emanciparsi con lo studio e il lavoro. Dopo aver
conseguito il diploma, va a Palermo e qui viene raggiunta da Gregorio che riesce a sedurla e si
consuma così il tradimento. Solo dopo aver tradito il marito, adesso Rocco rivuole la moglie con sé
perché non sopporta la solitudine, ma lei non può nascondere il tradimento perché è incinta e
confessa tutto a Rocco.

Giovanni Verga: Uno degli autori della letteratura italiana che assume come soggetto principale la
donna è Verga, il quale nelle sue opere ritrae la vita e la condizione della donna nella Sicilia di fine
Ottocento. Verga ritrae le dure condizioni, i pregiudizi e le sofferenze.
Le donne nei romanzi di Verga sono spesso ritratte come figure forti ma costrette a confrontarsi con
la durezza della vita. In opere come "I Malavoglia" e "La Lupa", Verga mette in scena storie di
donne costrette ad affrontare situazioni di povertà e violenza, quindi storie in cui le donne sono
vittime della società patriarcale delle aspettative sociali che limitano le loro possibilità di
realizzazione personale e di autonomia.
Ne ‘I Malavoglia’ Lia è la più piccola della famiglia Malavoglia. In seguito alla caduta in disgrazia
della propria famiglia, perduta la reputazione e l'onore perché si è fatta sedurre da un uomo, è
costretta a lasciare il posto in cui vive (Acitrezza) per diventare una prostituta nella grande città di
Catania, venendo così schiacciata dalla modernità. Ha un carattere debole ed è questa una
caratteristica inaccettabile per una Malavoglia: la sua debolezza si mostra nell'incapacità di ubbidire
in silenzio. La donna doveva stare in silenzio e non doveva coinvolgersi in conversazioni perché
questo atteggiamento veniva interpretato come un gesto di superbia e disobbedienza. Poiché la
donna non aveva niente da dire, non doveva parlare.
‘La lupa’ di Giovanni Verga è una delle novelle più famose inserita nella raccolta ‘Vita dei campi’,
pubblicata nel 1880. Ambientata in un piccolo paese in Sicilia, il personaggio principale è una
donna, Gnà Pina, che viene soprannominata dalla comunità “La Lupa” a causa del
suo comportamento e del suo fisico molto sensuale. Le altre donne del paese osservano la lupa con
un misto di invidia e paura tanto che, quando la vedono camminare da sola, arrivano a farsi il segno
della croce.
La figlia della Lupa, Maricchia, ha invece un carattere dolce e sensibile e soffre di solitudine
poiché, a causa del comportamento della madre, è anche lei un'esclusa. Un giorno La Lupa si
imbatte in un giovane appena tornato dal servizio militare, Nanni. Il ragazzo lavora come bracciante
nei campi vicino alla sua abitazione e, in realtà, è innamorato della figlia della Lupa, Maricchia.
Gnà Pina, follemente attratta dal giovane, decide di dargli in sposa la figlia a una condizione: i
ragazzi, dopo il matrimonio, si sarebbero dovuti trasferire a vivere a casa della Lupa. Il piano
diabolico della Lupa si compie e, una volta trasferitisi a casa di Gnà Pina, questa proverà in tutti i
modi a sedurre il marito della figlia. Maricchia denuncia la madre alle forze dell'ordine che
chiamano Nanni per interrogarlo: il ragazzo confessa l'adulterio e si giustifica dicendo che la donna
era per lui come una tentazione dell'inferno. Le forze dell'ordine chiedono alla Lupa di lasciare la
casa che condivide con la figlia Maricchia e Nanni ma questa non vuol sentire ragioni. Durante il
lavoro Nanni viene ferito da un mulo e rischia la morte. Il prete, chiamato a dare l'estrema unzione
al ragazzo, si rifiuta di farlo poiché Gnà Pina è ancora all'interno dell'abitazione. La Lupa decide
così di allontanarsi per un periodo ma, al suo ritorno a casa, continua a provare a sedurre Nanni che,
disperato, la uccide con un gesto brutale ed estremo che chiude rapidamente la novella di Giovanni
Verga.
Commento della novella:
La figura femminile qui descritta è caratterizzata da questa sessualità così estrema e animalesca da
essere paragonata al diavolo o a una strega. La donna sembra riuscire ad ammaliare il povero Nanni,
che non riesce a resistere alla donna e cede alle sue tentazioni come se fosse sotto l’effetto di un
incantesimo che si può rompere solo in modo brutale e quindi con un assassinio. L’uomo viene
descritto come una vittima e la donna come una carnefice. Il soprannome che la comunità le affibbia
la descrive proprio come una donna affamata di desiderio che vuol divorare l’uomo. Quindi anche
qui abbiamo la riproposizione di uno stereotipi femminile che associa la donna a una creatura
tentatrice.
VERISMO:
Verga pur rifacendosi al naturalismo francese dà origine ad una nuova corrente letteraria che prende
il nome di Verismo. Questa corrente si caratterizza per:
- la rappresentazione del vero, cioè la rappresentazione realistica della vita quotidiana;
- l'eclissi dell'autore, cioè l’autore rinuncia ad esprimere il suo giudizio, facendo emergere
solo il punto di vista dei personaggi;
- inoltre, l’autore si mimetizza nell’ambiente che rappresenta, adottando la stessa mentalità,
gli stessi pensieri e lo stesso linguaggio.
In questo modo Verga crea un racconto di tipo impersonale (non fa emergere il suo giudizio e si
mimetizza con la realtà che ritrae).
Diritto:
La parità di genere si riferisce alla pari dignità e ai diritti uguali tra uomini e donne. Lo stato
dovrebbe promuovere le pari opportunità tra donne e uomini, ma ancora oggi la strada da percorrere
è lunga e sempre più tortuosa.
La parità di genere e il diritto di voto sono due concetti strettamente collegati, in quanto entrambi
sono fondamentali per garantire la democrazia e l'uguaglianza tra uomini e donne. Oggi, la parità di
genere e il diritto di voto sono riconosciuti come principi fondamentali e sono sostenuti da leggi
nazionali e internazionali. Tuttavia, è importante continuare a lavorare per eliminare ogni forma di
discriminazione e garantire che uomini e donne abbiano le stesse opportunità di partecipare
attivamente alla vita politica e sociale della propria comunità.
Tra i vari obiettivi che gli stati dell’ONU si sono proposti nell’Agenda 2030, troviamo l’obiettivo di
raggiungere la parità di genere (il quinto obiettivo), in particolare: porre fine alle discriminazioni,
eliminare la violenza, favorire l’emancipazione femminile, ecc.
Il diritto di voto è un diritto fondamentale che consente ai cittadini di partecipare alle scelte
politiche del proprio Paese. Nella storia, il diritto di voto per le donne è stato spesso negato o
limitato, ma nel corso del tempo sono stati compiuti progressi significativi per garantire a tutte le
donne il pieno accesso ai propri diritti politici.
La donna ha da sempre subito pesanti discriminazioni sia nelle mura domestiche sia sui luoghi di
lavoro. Nonostante l’art. 37 della nostra costituzione sancisce che donne e uomini devono avere la
stessa retribuzione (a parità di lavoro) ancora oggi spesso il lavoro femminile è meno retribuito
rispetto a quello maschile. Un’altra discriminazione che ancora oggi subisce la donna è legata al
licenziamento della madre-lavoratrice: nel 1977 entra in vigore la legge che tutela la lavoratrice-
madre. Attraverso queste tutele alla donna viene garantito il congedo durante la maternità (la donna
viene regolarmente retribuita), e ancora, durante il primo anno di vita del bambino la donna può
usufruire del congedo parentale (la donna si può assentare dal lavoro) in caso di malattia del
bambino.
La parità fra marito e moglie: la parità di genere deve realizzarsi non soltanto sui luoghi di lavoro,
ma anche all’interno delle mura domestiche e quindi del matrimonio. Per questa ragione, l’art. 29
della nostra costituzione stabilisce che alla base del matrimonio deve esserci l’uguaglianza dei
coniugi, sia giuridica sia morale. Fino agli anni ‘70 del secolo scorso non era così. Solo nel 1975 si
è verificata la riforma del diritto di famiglia che ha stabilito che i coniugi hanno gli stessi diritti e
doveri, tra cui:
- la moglie non è obbligata a seguire il marito (non devono avere per forza la stessa
residenza);
- la fedeltà coniugale deve essere reciproca;
- la famiglia si basa sulla collaborazione tra i coniugi e la moglie può aggiungere il cognome
del marito al suo.
Inoltre, il divorzio fu introdotto in Italia da una legge del 1970 che può essere richiesto da entrambi
i coniugi.
In diritto, il delitto d'onore è un reato commesso per vendicare l'onorabilità del proprio nome o
della propria famiglia, volta a salvaguardare (nella sua intenzione) una particolare forma di onore,
o, comunque, di reputazione.
In Italia, il delitto consumato per salvaguardare l'onore (ad esempio l'uccisione del coniuge adultero
o dell'amante di questo o di entrambi) era sanzionato con pene ridotte rispetto all'analogo delitto di
diversa causa, poiché si riconosceva l'offesa all'onore. Con la Legge del 1981 n. 442 “Abrogazione
della rilevanza penale della causa d'onore”, l'Italia si sbarazzò in un unico colpo di nozze riparatrici
e di delitto d'onore.

Inglese:
Virginia Woolf è una delle più importanti scrittrici del XX secolo e ha affrontato il tema della donna
in molti dei suoi romanzi e saggi.
La donna in Virginia Woolf è spesso rappresentata come un essere complesso e sfaccettato, che
deve confrontarsi con le restrizioni e gli stereotipi imposti dalla società. Nel suo romanzo "Mrs
Dalloway", ad esempio, Woolf esplora la vita di una donna di classe alta che si trova ad affrontare la
solitudine e la mancanza di realizzazione personale, nonostante la sua apparente vita ricca e
privilegiata.
Woolf ha anche esplorato la questione del genere e della sessualità attraverso personaggi come
Orlando, un nobile inglese che vive attraverso i secoli e attraversa una trasformazione di genere. In
questo romanzo, Woolf mette in discussione le costruzioni sociali del genere e della sessualità,
suggerendo che queste sono fluidi e in costante evoluzione.
In generale, attraverso le sue opere, Virginia Woolf ha contribuito in modo significativo alla
discussione sulla condizione della donna nella società moderna e alla lotta per l'uguaglianza di
genere. Il suo lavoro ha ispirato generazioni di scrittrici e femministe a esplorare il potenziale e la
complessità delle esperienze femminili.

ARTE
Le donne di Tahiti
Il tema del viaggio – soprattutto del viaggio in mare – sarà una
costante nella vita di Gauguin, il desiderio di scoperta lo porterà in età
adulta a lasciare la moglie e i suoi cinque figli alla ricerca della natura
primitiva. Gauguin troverà in Polinesia il suo paradiso perduto, una
vita semplice lontana dal rumore della società. Le donne di Tahiti è un
dipinto olio su tela del pittore francese Paul Gauguin, esponente del post-impressionismo,
realizzato nel 1891 e conservato al museo d'Orsay di Parigi. Due donne di Tahiti siedono sulla
sabbia di una spiaggia. La giovane di sinistra è seduta di profilo. Il braccio destro sorregge il busto
attraverso la mano poggiata a terra. La donna ha lunghi capelli neri e lucenti tra i quali brilla un
fiore bianco. L’acconciatura è molto semplice e si limita ad un nastro giallo che raccoglie le ciocche
sulla schiena. Sono molto semplici anche i suoi abiti. Una veste chiara con spalline copre il corpo in
alto e un pareo rosso con decorazioni bianche arriva invece fino alle caviglie. La giovane di destra
indossa un abito di colore rosa. Anche questa donna ha i lunghi capelli raccolti e annodati dietro la
schiena. Siede a gambe incrociate e con la mano sinistra trattiene della vegetazione. Sulla sabbia, di
fronte alle due tahitiane, sono posati alcuni semplici oggetti. Il paesaggio della laguna dietro di loro
è rappresentato da fasce di colore grigio scuro e verde e qualche increspatura dell’acqua in bianco.
Nel dipinto Donne di Tahiti, il colore più intenso è il rosso della veste di sinistra. La spiaggia è
colorata con un giallo molto intenso ripreso nel nastro della ragazza. La veste della tahitiana a
destra è invece rosa ben saturo. Al verde è riservata solo una fascia di colore sul fondo. La luce è
puramente simbolica e non viene rappresentata attraverso una fonte visibile. Sono presenti deboli
ombre sotto i corpi delle giovani e sui loro abiti.
Paul Gauguin (vita e movimento artistico): Non apprezzato fino a dopo la sua morte, Gauguin è
riconosciuto per il suo uso sperimentale del colore e dello stile che si distinse dall'impressionismo.
Verso la fine della sua vita, trascorse dieci anni nella Polinesia francese, dove dipinse persone o
paesaggi di quella regione.
Paul Gauguin nasce a Parigi nel 1848 ma trascorre la prima infanzia in Perù, presso i nonni materni
e viaggia in molti continenti. Tornato in Francia nel 1871 trova un impiego in un banco di cambio e
si interessò alla pittura per diletto. Si dedica esclusivamente alla pittura nonostante le difficoltà
economiche che questa scelta comporta e per questo il suo matrimonio entra in crisi.
Dal 1886 vive a Pont Aven, in Bretagna, dove insieme a Bernard elabora il nuovo stile sintetico, con
colori accesi, pennellate nette e figure delimitate da nette linee di contorno. Nel 1891 parte per
Tahiti. Lontano dalla civiltà europea trova nuova ispirazione e linfa vitale nella vita semplice ed
essenziale degli indigeni. In seguito a una malattia è costretto a tornare in Francia dopo due anni.
Nel 1895 sceglie di tornare in Polinesia (Oceania). Continua a lavorare instancabilmente nonostante
le difficoltà economiche e i problemi di salute. Muore nel 1903. Il viaggio per il Pacifico dura tre
mesi, al suo arrivo nella capitale Papeete Gauguin è entusiasta e pieno di energia ma ben presto,
illuso di allontanarsi dalla civiltà, ne scopre il suo volto più duro, il colonialismo. Abbandona quindi
la città per spingersi sempre più in zone isolate, dove è circondato solo dalla natura e dagli indigeni.
Sebbene sia povero e non riesca a vendere i suoi quadri qui Paul trascorre due anni felici, è sereno e
lavora intensamente. Le sue tele si popolano di alberi e fiori e frutti esotici, di spiagge e di figure
femminili, a volte nude, a volte ricoperte dalle sgargianti stoffe tahitiane. Studia la cultura locale, ne
indaga i simboli di un mondo ingenuo e incorrotto.
Cos’è il post-impressionismo: Il post-impressionismo è un movimento artistico che si sviluppò tra
la fine del XIX secolo e l'inizio del XX secolo come reazione al movimento impressionista. Gli
artisti post-impressionisti, come Vincent van Gogh, Paul Cézanne e Paul Gauguin, continuarono a
utilizzare le tecniche luminose e vivaci dell'impressionismo, ma introdussero nuove forme di
espressione e un maggior rigore formale. Questo movimento si caratterizzò per l'uso di colori più
intensi e una maggiore enfasi sull'emozione e la forma, anziché sulla pura rappresentazione della
realtà.
Scienze umane: il matrimonio (antropologia)
Secondo Levi-Strauss il matrimonio è uno scambio sociale e questa concezione viene definita da
Strauss “teoria dell’alleanza”. L’autore ritiene che il matrimonio sia alla base delle strutture sociali e
queste strutture sociali sono regolate principalmente dal tabù dell’incesto e lo scambio delle donne
tra gruppi sociali separati. Lo scambio della donna permette agli uomini delle varie tribù di creare
rapporti sociali stabili e alleanze sociali.
Inoltre, il matrimonio è anche uno scambio economico, poiché esso è accompagnato da un
trasferimento di beni da una famiglia ad un’altra.
Le principali forme di scambio economico nel matrimonio erano:
- ricchezza della sposa (l’insieme di beni di cui lo sposo si priva a favore della famiglia di
origine della sposa);
- servizio per la sposa (prestazione lavorativa che lo sposo offre alla famiglia della sposa);
- la dote (beni e denaro della sposa per le nozze).

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