PEDAGOGIA SPECIALE
LIBRO: RAGAZZI DIFFICILI
Lezione del 20/11
Lettura di un testo di narrativa su disabilità e sul disagio e relazione scritto scritta da inserire su
moodle: riflettere su come testimonianza letta può contribuire a sviluppare un nuovo modo di
scogliere la differenza e quali sollecitazioni può offrire all’educazione sociale.
Non deve essere un riassunto, ma deve comportare le rilfssioni su quello che studieremo a lezione.
Esame a domande aperte.
Cosa è?
LA PEDAGOGIA SPECIALE luigi d’alozo: ha come suo obbiettivo prioritario di favorire
l’integrazione delle persone con bisogni specifici e particolari quindi non solo con persone con
disabilità , nel loro contesto sociale e culturale, quindi non in un contesto emarginante e quindi di
prepararli ad una vita che seppur problematica e complessa (limiti) , (quindi come educatori
dobbiamo essere in grado di vivere una vita piena) ha necessità di essere pienamente vissuta con
gli altri.
Ferdinando montussi invece dice: il compito più delicato e sottile della pedagogia speciale non è
tanto quello di trovare le risposte ma di identificare i problemi, è di gran lunga più difficile di
risolverli perchè si rattadi mettere in atto una competenza percettiva e interpretativa che solo una
mente acuta e sensibile può possedere. Cosa ci sta chiedendo la persona in difficoltà? Identificare
il problema, riconoscere una richiesta di rilievo laddove sembrano mancare le
indicazioni palesi costituisce dunque il segno concreto della competenza pedagogica speciale. Il
compitodella pedagogia speciale dunque è di rendere patrimonio comune la capacità di cogliere i
problemi, lacompetenza nell’ affrontarli, la padronanza nell’ipotizzare opzioni nelle risposte
educative. Egli la chiama“Competenza di sintesi”.
Come educatori dobbiamo sviluppare la competenza di sintesi, che quella più difficile.
Entrare in relazione con la persona è una delle cose più importanti.
Cosa fa la pedagogia speciale nel momento con cui incontra la persona problematica... le situazioni
problematiche possono essere le più differenti
- Si occupa di persone con bisogni specifici
- Ha il compito di intravedere riconoscere e puntualizzare anche in situazioni altamente
problematiche la possibilità dell’educabilità dell’uomo: anche nelle situazioni più
estremamente complessa che per un'altra persona può essere la più semplice, l’educatore
deve essere in grado di gestirla, provando in vari modi, ci sarà sempre una soluzione. La
relazione chiede una doppia fiducia, ci vuole tempo, se io non sono in grado, ci sarà
un'altra persona che invece sarà in grado.
- Si muove in un ambito di frontiera, svolge una funzione trasgressiva e utopica verso
l’esistente effettua un percorso euristico. L’educatore deve andare ad individuare le
potenzialità latenti, nascoste nel progetto di vita. Va a modificare l realtà e fa questo
attraverso un percorso euristico, potenziamento di riflessione da un lato e dall’altro di
strumenti operativi tipo reticolari
- Individua e offre risposte speciali a bisogni specifici in contesti ampi, nei territori di
appartenenza di tutti e non segreganti: devo proporre un progetto comodo per la famiglia,
non andare in piscina a 30km, deve essere pensata per tutti, perché devo lavorare per
l’integrazione e non fare progetti solo con persone con disabilità. Anche nelle situazioni
altamente complesse, l’educatore trova la risorsa dalla quale partire. Bisogna provare
- un altro modo, ci sarà sempre una risorsa da cui partire. Ci vuole tempo, nelle situazioni
problematiche,
- perchè bisogna intrecciare una relazione, che richiede una doppia fiducia.
- Deve individuare le potenzialità latenti, quelle che a primo attrito nessuno avrebbe visto, a
primo impatto tutti
- avremmo visto che era in carrozzina, ma in realtà c’è una risorsa, ci sono delle potenzialità
che vanno oltre.
- Ognuno può raggiungere una propria qualità di vita, facendolo partecipare al progetto. La
pedagogia speciale
- individua e offre delle risposte speciali a bisogni specifici, in contesti ampi, non segreganti.
Il compito prioritario della nostra disciplina. Da un lato dovremmo comprendere e
studiare il deficit come variabile oggettivabile.
Comprendere che il deficit è irreversibile, quella parte dobbiamo accettarla e non possiamo
cambiarla, questo lo devono fare i genitori ma anche l’educazione.
È un percorso di adattamento.
In secondo piano comprendere e studiare l’handicap dove si i intende l’incontro tra una
persona che presenta un deficit e l’ostacolo sociale carrozzina—scale.
Handicap —> Incontro tra una persona che presenta deficit e l’ostacolo sociale. L’handicap
è esterno alla persona, lo creiamo noi società.
Ostacolo più grosso è il pregiudizio, di questi tempi è peggiorato.
ICF: classificazione interazione del funzionamento e della disabilita e della sanità.
Una stessa condizione di salute se incontra un contesto sfavorevole può trovare un deficit.
Handicap è esterno alla persona, non è la persona è l’ostacolo che ha la persona, deficit
invece è il problema della persona.
Come professionisti dobbiamo verificare le variabili che possono aggravare il deficit.
Mancanza di lavoro collegiale o di equipe nel conteso sociale.
Variabile: lavoro di equipe è la parte più difficile, mettere d’accordo tutte le parti come
psicologo e neurologo o medico, capacità di lavorare insieme va a mancare quello che ci
rimette è la persona. Dobbiamo lavorare per aver cura della persona. Dobbiamo cercare di
capire quali sono le variabili che possono andare ad aggravare le condizioni di questa
persona, che non centrano con il deficit. Esempio: mancanza del lavoro di equipe.
Se viene meno la capacità di comunicazione l’uno con l’altro (tra psicologo, logopedista,
educatore..), lapersona ne risentirà. Una variabile, che non c’entra con il deficit, può
andare a inficiare il progetto di vita della persona, tutti dobbiamo lavorare per riuscire a far
raggiungere una qualità di vita.
È difficile che un ragazzo con disabilità diventi autonomo, la famiglia deve abituare il
bambino fin da piccolo ad esplorare i luoghi oppur ad utilizzare gli strumenti, per esempio il
bastone bianco, perché in adolescenza poi sarà più difficile. Un altro esempio può essere: la
famiglia a volte fa fatica, se io non aiuto l bambina a esplorare ambiente
attorno a lui, fin da piccolo, poi non riuscirà a portarlo al nido. Bisogna intervenire fin da
piccoli, per non andare ad aggravare il deficit.
Le relazioni con i coetanei, l’offerta di occasioni positive, mi ente scolastico e familiare,
influiscono all’interno della vita della persona. Questi elementi secondari gli confondiamo
per il deficit stesso, ma non bisogna confondere perché vanno ad influire sullo sviluppo
della persona con disabilità.
Questo ci aiuta a mettere in pedi il progetto educativo.
Quanto influisce lo stile educativo scolastico? Le relazioni con i coetanei? Per le persone
con disabilità. Quanto vanno ad influire?
STORIA DELLA PEDAGOGIA SPECIALE
La pedagogia speciale è una disciplina giovane, è nata nel corso del 900 per come la
intendiamo noi oggi, si è sempre occupata di persone per i quali i medici ritenevano
bisognasse trovare dei percorsi educativi per renderli socialmente accettabile, erano
percorso di tipo socialistico.
Assistenzialismo non porta alla crescita della persona, il rischio è di sostituirci all’altro ma
l’obbiettivo e di rendere autonome le persone. Comincia a delinearsi nel 18 secolo quando
si inizia a considerare le persone diverse, prima di questo periodo le persone erano
solamente diverse e quindi non dovevano avere una educazione.
VICENDA DEL RAGAZZO SELVAGGIO: storia di un bambino abbandonato che viene
accompagnato in un istituto per i sordo-muti, un contesto aperto in una famiglia costituita
da lui e madame gheler per dare un’educazione a questo bambino.
Lezione del 21/11/2023 sempre storia…
Si comincia a guardare alla diversità in maniera nuova.
La storia delle persone con disabilità è sempre stata scritta da altri, Andrea Cannavaro ci fa
osservare che la storia di queste persone è una storia sempre stata scritta da altri, ci sono
solo delle interviste dove queste persone che ci danno una loro testimonianza.
Lo sguardo era una sguardo di altri parere di altri, oggi invece riusciamo a avere un ampia
documentazione che ci permette di conoscere, una volta non era cosi.
È cambiato anche il modo di cambiare le tracce.
600 comenio è il primo pedagogista che parla di andicap.
Chi è comenio? È un vescovo, una persona molto religiosa e subisce l’esilio, è lontano dalla
patria e traduce in latino la sua opera principale la didattica magna perché vuole fare una
cosa che vada bene per tutti, prospetta un educazione per tutti e per tutta la vita al di la di
tutte le caratteristiche etniche, sociali e culturali, al di la delle differenze.
QUESTO PER IL MILLESEICENTO E’ UN MESSAGGIO RIVOLUZIONARIO, C’E’ UN
INTRODUZIONE DELL’EDUCAZIONE PER TUTTI, ANCHE OER GLI HANDICAP.
Negli anni 700 c’erano delle rigide classificazioni, tassonomie per eliminare le differenze,
sono i secoli dell’illuminismo e dal punto di vista storico e c’è la rivoluzione francese,
queste due portano ad un cambiamento culturale.
Si comincia ad interessarsi a questi bambini selvaggi, si comincia a chiedersi se si potesse
fare qualcosa con questi bambini, se si potesse educare anche questi,
nel 18 secolo da un lato si vuole capire questa diversità ma dall’altro si vuole eliminare,
cioè condurla alla normalità.
Per esempio in Francia le persone venivano poste tutte insieme in degli istituti enormi, sia
quelle con problemi che ragazzi selvaggi. Solo i medici potevano decidere chi restava in
questi istituti, ma con la rivoluzione francese ci si chiede se è giusto mantenere incarnate le
persone.
In queste lavora lo psichiatra PINEL: lavora in queste strutture caratterizzata da condizione
igieniche insostenibili e piene di gente, quando diventa lui direttore riesce a migliorare le
condizioni di vita di queste persone, ma lui inoltre porta LA Più GRANDE RIFORMA DELLA
PSICHIATRIA: “liberati dalle catene” li libera da uno spazio in cui lui li osserva, quindi non
dal punto di vita dello spazio ma della libertà.
OSSERVA I RAGAZZI CHE DEVONO PARTIRE PER IL SERVIZIO MILITARE: la pazzia dipende
dalla lacerazione della vita psichica della persona e per questo la persona ha bisogno di un
intervento.
COME RIESCE IL SUO SCHEMA?
- OSSERVAZIONE COME METODO PER ENTRARE COME METODO PER ENRARE NEL
CONTESTO MENTALE DELLE PERSONE
- CI FA RIFLETTERE SULLA NOZIONE DI FOLLIA COME INCIDENTE: se non troviamo le persone
che ci aiutano a tenere a bada le nostre passioni.
La follia la interpreta come…
DIAGNOSI PER SIMILITUDINE: Pinel da un giudizio oggettivo ritendendolo un ragazzo
stupido, ritiene che non ci sia possibilità di educarlo, non per colpa della società ma perché
è la sua natura.
Trasforma la similitudine in una..
Relazione tra itard e il ragazzo PARADIGMA DI UN INCOTRO PEDAGOGICO E PRIVILEGIATO:
caratterizzato da crisi ma rappresenta la salvezza: Aiuta un essere che non era nessuno ad
aiutare a diventare qualcuno.
Ricerca reciproca dell’identità perche non e convinto di fare il medico. Itard lo incontra il
ragazzo nell’istituto di sordo muti, e pensa che il suo sviluppo si sia bloccato all’età d 10-12
mesi, ma dice anche che ha delle abitudini antisociali che ha vissuto per parecchi anni,
quindi lui viole cercare di evolvere questa personalità.
A differenza di Pinel dice che ha una mancanza di partecipazione dei processi sociali, il
ragazzo non ha potuto vivere i modelli unici da seguire come modelli educativi.
Ol ragazzo ha un grave ritardo, dai boschi allo stato di abbandono e isolamene, lui ritiene la
sua recuperabilità.
Nel 1800 inizia un progetto educativo e gli obbiettivi che si pone sono:
- Reinserirlo nella vita sociale
- Stimolare la sua sensibilità nervosa
- Ampliamento della sfera delle idee e dei bisogni
- Approdo all’uso della parola
Nel 1806 ne mette appunto un nuovo progetto cioè si foalizza sulle prime tre.
Maran. Gheren: comandante della casa dove era stato affidato: riesce a stabilire
con lei una relazione di tipo materno con lei.
Itard pone alla nostra attenzione un tema attuale comela valutazioem: quando cerca di fare
una valutazione: itard non colpevolizza ma se i risultati sono negativi lui accetta benissimo
le sue colpe
Cerco qual sono le sorti possibilità per cambiarle il comportamento, osservazione dei ritmi
del comportamento dei tempi del ragazzo e questo perché viene aiutato da madame
gherel.
Igard fonda un progetto formativo, non nega il deficit ma lo accetta. Lo accoglie, lo
attraversa, riesce a collegare l’approccio medico con quello educatvio, ritiene il ragazzo è
suscettibile per lo sviluppo e il cambiamento capace di vivere i cambiamenti.
Itard manifesta sempre l’idea della dimensione dialogica.
Ompetenze di tipo complementare e integ\rativo con madame gherel
28/11
VISIONE DEL FILM..
Il dottore fa eseguire al ragazzo l’uso della parola
L’unico succeeso che ha itard è legato alla parola “latte”.
Lo stile sperimentale del medico itard: il fatto di non accontentarsi delle ricette, il non
accettare elle soluziini pre confezionate ma porsi con animo curioso, bisogna cogliere
segnali sfumature.. quindi educare non vuol dire partire da delle certezze ma delle ipotesi.
Itard: lo stile sperimentsle aggiumge la logica della verificabilità che vuol dire che il
progetto deve essere accompagnato da una valutazione critica, dobbiamo capire se sono
efficsci le domande che facio di fron te ai bisogni della persona. Trovano una risposta di
efficacia. Questo vuol dire di dare delle rpove di monitoraggio.
Il monitoraggio chiede a noi la riflessione.
Itard non fa una valutazione standirzzata, ma sulla valutazione iniziale poi da le sue
conclisioni
--STILE SPERIMENTALE
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- VALUTAZIONE DEL PROGRESSO
TUTTO QUESTO PERCORSO CHE FA ITARD
Itard cerca di essere coerente a questi suoi principi:
Itard pretende di socializzare nella vita di comunità prevalentemente con un processo duale.
Handicap sta nell’isolamento del processo sociale
Itard prosegue per circa 5 anni poi vedendo che non riesce andare oltre decidere di porre fine il
suo esperimento, quindi riporta il ragazzo selavaggio nel centro di sordomuti.
- Curiosita indiscreta, curiosa e invasiva, momentanea e distaccata, Sguardo individuato da
disgusto, curiositàper negare il problema, escludendo il problema, isoliamo in luoghi
separati
- L’influenza esercitata dai pregiudizi e stereotipi attraverso un lavoro edcativo non da poco,
parte da contesti sociali, familiari.
- Primato della medicina: viene sostituito da un approccio integrato con la persona co
disabilità
- Estensione del pricnipoio della educabilità
- La doppia fiducia: deve accompagnare qualsiasi autoeducativa. Indivisuare nekl soggetto
delle risorse, fiducia nel soggetto e fiducia nelle proprie abilità educative
- Intenzionalità educativa è quella che ci accompagna per andare a individuare i fini
- Accessibilità dell’educazione: ci impedisce di andare ad utilizzare delle scoriatorie
- L’adozione di uno stile sperimentale: cpnoscere il contesto di vita e più approcci possibili
- Cerca di renderci consapevoli dei rischi da un lato della rinuncia dall’altro ci mette in
guardia dall’accanimento
LA NORMALITA
Per comprendere la normalità ci facciamo aiutare da 3 autori:
l canevaro: colui che ha introdotto in italia questa disciplina
bomprezzi: un disabile
pontiggia: il papa di paolo con una disabilità difccile
quesi 3 autori ci danno delle sfumatueew differenti rispetto alla normalità
CANEVARO. NORMALE NON SIGNIFICA GIUSTO
Ciascuno di noi ha il proprio concetto di normalità:
PONTIGGIA: LA NORMALITA’ NON ESSITE IL LESSICO CHE LA RIGURDA DIVENTA