Le ultime disposizioni in materia di
cittadini comunitari ed
extracomunitari
Le responsabilità degli ufficiali
d'anagrafe in relazione alle
nuove competenze del Sindaco
Convegno nazionale Anusca – 20 novembre 2008
L’iscrizione degli stranieri
senza permesso di soggiorno
Dalla circolare n. 32/2004
alla circolare n. 14/2008
Luca Tavani
Requisiti per l’iscrizione anagrafica
I cittadini stranieri sono regolarmente soggiornanti
se:
Entrati regolarmente in Italia (muniti di
passaporto e visto)
In possesso di permesso (o carta)
di soggiorno
(articolo 5, comma 7, d.lgs. n. 286/98)
Eccezioni: nascita in Italia
Sono regolarmente soggiornanti ai fini anagrafici -
anche senza permesso o carta di soggiorno - gli
stranieri che nascono in Italia da genitori già
regolarmente soggiornanti
(Circolare n. 32/2004)
Eccezioni: detenzione in Italia
Sono regolarmente soggiornanti ai fini anagrafici -
anche senza permesso o carta di soggiorno - gli
stranieri che si trovano in Italia in situazioni che li
costringono a mantenere la dimora abituale
nel nostro Paese
(Nota 4 settembre 2001 del Dipartimento di P.S)
Eccezioni:
rinnovo del permesso di soggiorno
I cittadini stranieri già titolari di un permesso di
soggiorno scaduto - ma mai precedentemente
iscritti in anagrafe - possono richiedere l’iscrizione
anagrafica anche con la sola esibizione della
ricevuta, alle condizioni previste dalla direttiva
ministeriale 5 agosto 2006 e dalla circolare
ministeriale n. 42 del 17 novembre 2006
Eccezioni: rilascio del permesso di
soggiorno per lavoro subordinato
I cittadini stranieri che richiedono il rilascio del
permesso di soggiorno per motivi di lavoro
subordinato possono richiedere l’iscrizione
anagrafica anche con la sola esibizione della
ricevuta, alle condizioni previste dalla direttiva
ministeriale del 20 febbraio 2007 e dalla
circolare ministeriale n. 16 del 2 aprile 2007
Eccezioni: adozione
I minori stranieri adottati o affidati a scopo di
adozione, per il soggiorno, non necessitano di
permesso di soggiorno (il cui eventuale rilascio
darebbe luogo ad una duplicazione degli
adempimenti e ad un conseguente appesantimento
burocratico) ai sensi di
quanto disposto dalla
direttiva ministeriale del
21 febbraio 2007
Eccezioni: rilascio del permesso di
soggiorno per ricongiungimento
I cittadini stranieri che richiedono il rilascio del
permesso di soggiorno per motivi di
ricongiungimento familiare possono richiedere
l’iscrizione anagrafica anche con la sola esibizione
della ricevuta, alle condizioni previste dalla
circolare ministeriale n. 43 del 2 agosto 2007
Eccezioni: familiari di un cittadino
dell’Unione europea
I cittadini stranieri che sono familiari di un
cittadino dell’Unione europea richiedono alla
Questura il rilascio della carta di soggiorno di
familiare di un cittadino dell’Unione, ai sensi della
direttiva 2004/38/CE e del decreto legislativo
6 febbraio 2007, n. 30
Sono “familiari”:
Il coniuge
Il partner che abbia contratto un’unione registrata sulla base della legge di uno Stato
UE (solo quando, però, l’Italia equiparerà l’unione registrata al matrimonio)
I discendenti in linea retta di età inferiore a 21 anni o a carico (propri o del coniuge) di
qualunque grado
Gli ascendenti a carico in linea retta (propri o del coniuge) di qualunque grado
Eccezioni: equiparazione ai cittadini
dell’Unione europea
I cittadini di Islanda, Liechtenstein,
Norvegia, in quanto aderenti allo Spazio
Economico Europeo, ed i cittadini di
Andorra, Monaco, San Marino, e
Svizzera sono equiparati ai cittadini
dell’Unione europea
Eccezioni: soggiorni di breve durata
Per i soggiorni di breve durata (sino a tre
mesi) per motivi di visite, affari, turismo e
studio non è più necessario il permesso di
soggiorno (legge 27 maggio 2007,
n. 68)
E’ sufficiente presentare una
dichiarazione di presenza.
Eccezioni: riconoscimento della
cittadinanza jure sanguinis
Coloro che intendono richiedere il
riconoscimento della cittadinanza jure
sanguinis possono essere iscritti con la sola
esibizione della dichiarazione di presenza
prevista dalla legge n. 68/2007,
in base a quanto previsto dalle
circolari ministeriali n. 32/2007
e n. 52/2007
La dichiarazione di presenza
Agli stranieri che entrano in Italia
provenienti da uno Stato non appartenente
all’Area Schengen la polizia di frontiera
appone sul passaporto, all’ingresso in Italia,
il timbro uniforme “Schengen”
La dichiarazione di presenza
Stati appartenenti all’Area Schengen:
Austria Lussemburgo
Belgio Malta
Danimarca Norvegia
Estonia Paesi Bassi
Finlandia Polonia
Francia Portogallo
Germania Repubblica Ceca
Grecia Slovacchia
Islanda Slovenia
Italia Spagna
Lettonia Svezia
Lituania Ungheria
dal 1° novembre aderisce anche la Svizzera
La dichiarazione di presenza
Gli stranieri che entrano in Italia provenienti da uno
Stato appartenente all’Area Schengen:
a) deve rendere la dichiarazione di presenza,
entro 8 giorni dall’ingresso in Italia, alla Questura
della provincia in cui si trova
b) anche la registrazione in una struttura
ricettiva o alberghiera costituisce dichiarazione di
presenza (lo straniero dovrà farsene rilasciare una
copia)
Eccezioni: riacquisto della cittadinanza
Anche gli stranieri che intendono riacquistare
la cittadinanza italiana ai sensi dell’articolo
13, comma 1, della legge n. 91/1992
possono essere iscritti con la sola esibizione
della dichiarazione di presenza prevista dalla
legge n. 68/2007, in base a quanto
previsto dalla circolare
ministeriale n. 14
del 31 ottobre 2008 (previa
verifica del pregresso status
di cittadino italiano)
Legge 5 febbraio 1992, n. 91 - art. 13,
comma 1
Chi ha perduto la cittadinanza la riacquista:
a) se presta effettivo servizio militare per lo Stato italiano e
dichiara previamente di volerla riacquistare;
b) se assumendo o avendo assunto un pubblico impiego alle
dipendenze dello Stato, anche all’estero, dichiara di volerla
riacquistare;
c) se dichiara di volerla riacquistare ed ha stabilito o stabilisce,
entro un anno dalla dichiarazione, la residenza nel territorio
della Repubblica;
d) dopo un anno dalla data in cui ha stabilito la residenza nel
territorio della Repubblica, salvo espressa rinuncia entro lo
stesso termine;
e) se, avendola perduta per non aver ottemperato all’intimazione di
abbandonare l’impiego o la carica accettati da uno Stato, da un
ente pubblico estero o da un ente internazionale, ovvero il
servizio militare per uno Stato estero, dichiara di volerla
riacquistare, sempre che abbia stabilito la residenza da almeno
due anni nel territorio della Repubblica e provi di aver
abbandonato l’impiego o la carica o il servizio militare, assunti o
prestati nonostante l’intimazione di cui all’art. 12, comma 1
L’iscrizione dei familiari
I principi comunitari e il
contesto normativo nazionale
L’Unione europea e la famiglia
I principi fondamentali
“È garantita la protezione della famiglia sul piano giuridico,
economico e sociale” (art. II-93 Cost. europea)
Direttiva n. 2003/86/CE del Consiglio del 22.9.2003
relativa al diritto al ricongiungimento familiare
(Punto 2 delle Premesse)
“Le misure in materia di ricongiungimento familiare
dovrebbero essere adottate in conformità con
l'obbligo di protezione della famiglia e di rispetto
della vita familiare che è consacrato in numerosi
strumenti di diritto internazionale”
L’Unione europea e la famiglia
I principi fondamentali
Direttiva n. 2003/86/CE (Punto 4 delle Premesse)
“Il ricongiungimento familiare è uno strumento
necessario per permettere la vita familiare.
Esso contribuisce a creare una stabilità
socioculturale che facilita l'integrazione dei cittadini
di paesi terzi negli Stati membri, permettendo di
promuovere la coesione economica e sociale,
obiettivo fondamentale della Comunità …
Direttiva n. 2003/86/CE (Punto 6 delle Premesse)
“Al fine di assicurare la protezione della famiglia ed il
mantenimento o la creazione della vita familiare è
opportuno fissare, sulla base di criteri comuni, le
condizioni materiali per l'esercizio del diritto al
ricongiungimento familiare”
L’Unione europea e la famiglia
I principi fondamentali
Direttiva n. 2004/38/CE (Punto 5 delle Premesse)
“Il diritto di ciascun cittadino dell'Unione di
circolare e soggiornare liberamente nel territorio
degli Stati membri presuppone, affinché possa
essere esercitato in oggettive condizioni di libertà e
di dignità, la concessione di un analogo diritto ai
familiari, qualunque sia la loro cittadinanza”.
Le novità in materia di ricongiungimento
familiare degli extracomunitari
Il d.lgs. n. 160 del 3.10.2008 (in vigore dal
5.11.2008) ha modificato le condizioni, i requisiti e la
procedura per l’autorizzazione all’ingresso per
ricongiungimento familiare previsti dal T.U 286/1998.
Tuttavia, tale procedura si pone “a monte” del
procedimento di iscrizione anagrafica, che continuerà
ad essere effettuata secondo le disposizioni contenute
nella circ. n. 43/2007.
La circ. n. 43/2007 NON può essere applicata per
analogia al cittadino straniero in attesa di permesso di
soggiorno per “coesione familiare”, entrato in Italia
con visto rilasciato per motivi diversi dal
ricongiungimento.
L’iscrizione anagrafica dei familiari del
cittadino comunitario
Art. 7 comma 1, lett. d) d.lgs. n. 30/2007
Il cittadino dell'Unione ha diritto di soggiornare nel
territorio nazionale per un periodo superiore a tre
mesi
… …… quando:
è familiare, come definito dall'articolo 2, 2 che
accompagna o raggiunge un cittadino dell'Unione
che ha diritto di soggiornare ai sensi delle lettere
a), b) o c).
In sostanza, il diritto di soggiorno del familiare
discende dai requisiti di soggiorno posseduti dal
cittadino dell’Unione lavoratore subordinato o
autonomo, o titolare di risorse economiche sufficienti
e di polizza di copertura dei rischi sanitari …...
Chi sono i familiari ?
Ai sensi dell’art. 2 del d.lgs. n. 30/2007 sono
FAMILIARI solo ed esclusivamente:
il coniuge
i discendenti diretti del cittadino dell’Unione e del
coniuge di età inferiore a 21 anni
i discendenti diretti del cittadino dell’Unione e del
coniuge di età superiore a 21 anni, purché a carico
gli ascendenti diretti del cittadino dell’Unione e del
coniuge, purché a carico
In pratica, i discendenti ultra21enni e gli ascendenti
sono familiari solo a condizione che siano A CARICO
del cittadino dell’Unione titolare di autonomo diritto
di soggiorno
L’iscrizione anagrafica dei familiari del
cittadino comunitario
Il familiare di cittadino comunitario lavoratore
Lo svolgimento dell’attività lavorativa è condizione
necessaria e sufficiente ai fini dell’acquisizione del
diritto di soggiorno a favore del lavoratore e dei
suoi familiari, comunitari ed extracomunitari
Il familiare di cittadino comunitario non lavoratore
Il cittadino dell’Unione non lavoratore ha diritto di
soggiornare (per un periodo superiore a 3 mesi) se
dimostra di disporre, per sé e per i propri familiari,
di risorse economiche sufficienti a non gravare sul
sistema socio-assistenziale dello Stato membro
ospitante.
Le “nuove” risorse
Circolare n. 13 del 28.10.2008
Per la quantificazione delle risorse economiche
sufficienti si utilizza il parametro dell’importo annuo
dell’assegno sociale ex art. 29 del T.U. n. 286/1998.
(Circolare n. 19 del 6.4.2007)
Il nuovo importo delle risorse, come modificato dal
d.lgs. n. 160/2008, non deve essere inferiore
all’importo annuo dell’assegno sociale, aumentato
della metà dell’importo dell’assegno sociale per ogni
familiare da ricongiungere.
€ 5.142,67 solo richiedente
€ 7.714,00 (5.142,67 + 2.571,33) richiedente + un
familiare di età superiore o inferiore ai 14 anni
Le “nuove” risorse
Per il ricongiungimento di due o più figli di età
inferiore a 14 anni è richiesto un reddito non inferiore
al doppio dell’importo annuo dell’assegno sociale
€ 10.285,34 (5.142,67 X 2) richiedente + 2 o più
figli di inferiore ai 14 anni
€ 12.856,67 (5.142,67 + 2.571,33 + 5.142,67)
richiedente + un familiare di età superiore ai 14
anni + 2 o più figli di inferiore ai 14 anni
Nel calcolo sono computate anche le eventuali
risorse economiche dei familiari conviventi con il
richiedente
Le risorse devono derivare da fonti lecite.
Iscrizione dei familiari comunitari
I familiari comunitari, privi di autonomi requisiti di
soggiorno, ai fini dell’iscrizione anagrafica devono
esibire:
un documento di identità valido per l’espatrio o il
passaporto in corso di validità, (il visto di ingresso
quando richiesto)
un documento che attesti la qualità di familiare e,
quando richiesto, di familiare a carico
l'attestato della richiesta d'iscrizione anagrafica
del familiare cittadino dell'Unione
Iscrizione dei familiari extracomunitari
I familiari extracomunitari, trascorsi 3 mesi
dall’ingresso, devono chiedere alla Questura la
“Carta di soggiorno di familiare di cittadino U.E.”
Alla richiesta devono essere allegati (art. 10, c. 3,
del d.lgs. n. 30):
passaporto o documento equivalente, in corso di
validità, nonché visto di ingresso, qualora richiesto;
un documento che attesti la qualità di familiare e,
qualora richiesto, di familiare a carico;
attestato della richiesta d'iscrizione anagrafica del
familiare cittadino U.E.
ATTENZIONE !
Per il familiare straniero di cittadino italiano o
comunitario NON è necessario il nulla osta al
ricongiungimento !
Iscrizione dei familiari extracomunitari
La carta di soggiorno è necessaria ai fini della
richiesta di iscrizione anagrafica ?
La circolare n. 19/2007, suggerisce di preferire
questa modalità, ma non esclude la possibilità che il
cittadino non appartenente all’U.E., familiare di
cittadino comunitario, faccia istanza di iscrizione
anagrafica anche prima di essere in possesso della
carta di soggiorno.
Ai fini dell’iscrizione anagrafica dovrà esibire, oltre al
passaporto o equipollente, la documentazione
attestante la qualità di familiare.
Familiare che raggiunge il cittadino UE
Nel caso in cui il familiare, comunitario o extraUE,
RAGGIUNGA in un secondo momento il cittadino
dell’Unione, è necessario verificare nuovamente il
possesso dei requisiti in capo al cittadino UE.
Se il cittadino UE non possiede più i requisiti:
a) non si potrà dar corso all’iscrizione anagrafica del
familiare
b) si deve segnalare alla Prefettura la perdita dei
requisiti di soggiorno
Familiare che raggiunge il cittadino UE
Familiare comunitario di cittadino dell’Unione
La perdita delle condizioni di soggiorno in capo al
cittadino UE pregiudica l’iscrizione del suo familiare,
salvo il possesso da parte di quest’ultimo, di
autonomi requisiti di soggiorno
TUTTAVIA
la perdita di tali condizioni NON costituisce causa di
cancellazione anagrafica; solo l’eventuale
provvedimento di allontanamento adottato dalla
Prefettura legittimerà la cancellazione dall’Apr ai
sensi dell’art. 18 c. 2 del d.lgs. n. 30/2007.
Resta fermo l’obbligo della comunicazione alla
Prefettura
Familiare che raggiunge il cittadino UE
Familiare extracomunitario di cittadino dell’Unione
La perdita delle condizioni di soggiorno in capo al
cittadino UE pregiudica l’iscrizione anagrafica del
familiare extracomunitario ai sensi del d.lgs. n.
30/2007, salvo il possesso delle condizioni
legittimanti l’iscrizione per altro motivo previsto
dal T.U. n. 286/1998.
Resta fermo l’obbligo della comunicazione alla
Prefettura relativa alla perdita delle condizioni di
soggiorno del cittadino UE
Iscrizione dei familiari
Casi particolari
Iscrizione del genitore di minore italiano
Il genitore comunitario di minore italiano privo dei
requisiti deve essere iscritto in anagrafe senza
dover dimostrare di possedere i requisiti previsti dal
d.lgs. n. 30/2007. Allo stesso deve essere rilasciato
l' attestato di regolarità del soggiorno.
Una diversa soluzione darebbe luogo ad una
disparità di trattamento del cittadino comunitario
rispetto a quello extracomunitario.
Nei confronti di quest' ultimo, infatti, si applica l'art.
30, comma 1, lett. d), del d. lgs. 286/1998, in base
al quale il permesso di soggiorno viene rilasciato, al
genitore straniero di minore residente in Italia, a
prescindere dal possesso di un valido titolo di
soggiorno. (QUESITO Min. interno 16.11.2007)
Ricongiungimenti e coesioni familiari:
alcune questioni da risolvere
Coniuge (di cittadinanza UE) di cittadino
extracomunitario
Alcune considerazioni sull’uso di
tecnologie in uso alla polizia scientifica a
fini anagrafici e di stato civile (DNA)
Coniuge (di cittadinanza UE) di cittadino
extracomunitario
Il principio:
principio
Il cittadino extracomunitario, se in determinate
situazioni di reddito ed abitative, può ricongiungersi
con il coniuge e altri “familiari”
La norma:
Quando il familiare ha cittadinanza UE, non esiste
una norma specifica, si applica in via analogica il
combinato tra l’art. 7 del D.lgs 30/2007 e gli artt. 2
e 29 del D.lgs 286/1998
Coniuge (di cittadinanza UE) di cittadino
extracomunitario
La prassi (dopo il d.lgs. 30/2007):
Se il coniuge da ricongiungere è comunitario e non
ha un suo titolo autonomo, si è detto che, la
procedura è a carico del Sindaco e non del Questore
– Sportello UTG
Verifica di presupposti del diritto del coniuge extraue
già residente - esistenza di un matrimonio, regolarità
del soggiorno ecc.
Verifica delle condizioni individuali del coniuge UE e
sua iscrizione, previa identificazione e accertamento
sulla dimora abituale – si può discutere sulla regolarità
dell’alloggio e del reddito …
Il D.lgs. 3/10/2008, n. 160, con la nuova
formulazione dell’art. 29 D.lgs. 286/1998
Il principio:
Fino all’emanazione di questo decreto, il nulla osta o/e
il visto consolare per ricongiungimento venivano
rilasciati solo sulla base di documenti ritenuti affidabili
(anche se non sempre perfetti sotto il profilo della
legalizzazione e traduzione).
La norma:
Cerca di risolvere il problema delle “truffe” derivate
dalla presentazione di falsi documenti e prevede il
rilascio di atti consolari …
“sulla base dell’esame del DNA,
effettuato a spese degli interessati”
Il D.lgs. 3/10/2008, n. 160, con la nuova
formulazione dell’art. 29 D.lgs. 286/1998
Il problema per
Anagrafe e Stato civile:
Quando il “ricongiunto” sulla base del “DNA” arriva
da noi, chiaramente è regolarmente soggiornante,
ma possiamo utilizzare questo straordinario mezzo di
polizia per scrivere in anagrafe un rapporto di
parentela, che sembra certo ?
Fino al mese scorso sia il Ministero dell’Interno che tutti gli
esperti ANUSCA, hanno sempre detto che l’unico sistema per
provare l’esistenza degli status familiari era quello
documentale, anche per italiani provenienti dall’estero e per i
comunitari (art. 14 reg. ana.)
Il D.lgs. 3/10/2008, n. 160, con la nuova
formulazione dell’art. 29 D.lgs. 286/1998
NO all’uso del DNA in anagrafe
e nello stato civile
Siamo dell’idea che il DNA va bene per la polizia,
ma non per l’anagrafe e lo stato civile, per un
motivo molto semplice
“la paternità e maternità biologica non è
necessariamente quella civile (o giuridica)
Si pensi agli adottati con adozione legittimante o a
qualche riconoscimento particolare”
Il D.lgs. 3/10/2008, n. 160, con la nuova
formulazione dell’art. 29 D.lgs. 286/1998
Il principio di “specialità”
Va dunque introdotto nella sistematica giuridica e
nella prassi il principio secondo cui alcune norme
hanno un’applicazione speciale e, se pur valide per il
“sistema della PS”, non lo possono essere per “il
sistema dei demografici” (questo è il caso del
DNA).
Ma d’altra parte il principio esiste già (al contrario)
quando si dice che non c’è titolo di soggiorno
dell’extraue coniugato, ma non convivente.
Noi ai demografici però sappiamo che il matrimonio
se è valido, è in grado di esplicare tutti i suoi effetti.